martedì 10 febbraio 2015

BAD BANK....ALLE SOLITE....

Governo e Banca d'Italia hanno messo a punto un documento che ipotizza di affrontare il problema dei prestiti incagliati comprando dal gruppo Intesa la Società per la gestione delle attività creata per il salvataggio del Banco di Napoli. Quest'ultima acquisirà poi una parte delle cosiddette "sofferenze" e cercherà di riscuotere il possibile dai debitori.
Non si prevedono tempi lunghi per una soluzione anche se la normativa da mettere a punto è piuttosto complessa, coinvolgendo anche l’Europa e il problema degli aiuti di Stato..

Un ruolo chiave,  sarà svolto da Sga (Società per la gestione delle attività), cioè la società creata nel 1997 per il salvataggio del Banco di Napoli.. Il governo, stando alle bozze del documento su cui lavorano il vicedirettore generale di via Nazionale Fabio Panetta, il consigliere del premier Andrea Guerra e il capo della segreteria tecnica del Tesoro Fabrizio Pagani, intende acquisire da Intesa Sanpaolo – per un prezzo di circa 600 mila euro – l’intero capitale della spa, su cui peraltro il ministero dell’Economia ha un diritto di pegno, e affidarle l’iter della riscossione. Poi verrà lanciato un aumento di capitale (fino a 2,4 miliardi) per consentire agli istituti di credito che cederanno parte delle proprie sofferenze di diventare soci, accanto a Cassa depositi e prestiti, Bankitalia ed eventuali investitori privati.

Ancora da decidere come si procederà a quel punto. La partecipazione pubblica potrebbe fermarsi al 49%, con i privati al 32% e le banche al 19 per cento , con il vantaggio che la Sga resterebbe fuori dal perimetro dello Stato, o salire all’81 per cento rendendo così non necessario l’apporto di capitali privati, considerato “difficile” visto il contesto di mercato.

Una volta decisa e sistemata la struttura dell’azionariato, la società inizierà  (con il proprio capitale e emettendo obbligazioni con garanzia statale destinate a investitori istituzionali) ad acquistare una parte dei 180 miliardi di euro di prestiti incagliati che zavorrano i bilanci degli istituti di credito della Penisola. Il criterio di scelta? Per restringere il campo dovrebbero essere considerate “trattabili” solo le sofferenze costituite da debiti di imprese, e unicamente quelle di valore superiore a una soglia minima che potrebbe essere fissata a 300 mila o 500 mila euro. Circoscrivendo così il perimetro, a seconda di dove sarà posizionata l’asticella, a non più di 74 mila o 45mila soggetti debitori

Questa soluzione, per quanto configuri di fatto un aiuto di Stato, secondo gli autori della bozza non incorrerebbe nelle sanzioni di Bruxelles. Perché rientrerebbe tra gli aiuti “compatibili” in quanto destinati a “porre rimedio a un grave turbamento dell’economia di uno Stato membro”.

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Nel silenzio generale, si sta montando la più grande operazione per il salvataggio dei grandi debitori mai vista in Italia. Si tratta di costituire una Bad Bank, cui cedere le sofferenze bancarie dei grandi debitori: quelli che per anni sono stati foraggiati, magari ad occhi chiusi, a suon di milioni di euro, e che ora si trovano in difficoltà per via della crisi.
I consueti amici degli amici, non certo gli artigiani, i commercianti o i semplici cittadini, riceverebbero un inatteso regalone: i loro debiti in sofferenza verranno impacchettati e ceduti ad un apposito Istituto, una “Bad bank” di proprietà consortile tra tutte le banche. Il trattamento di favore sarà riservato solo a loro, ai cosiddetti grandi clienti.
Le banche incasseranno subito l’importo del credito ancora iscritto in bilancio dopo la svalutazione: è denaro fresco, la famosa liquidità messa a disposizione della Banca d’Italia attraverso il Quantitative Easing deciso dalla BCE. Altro che nuovo credito!
Niente paura della “Bad bank”, però: è “cattiva” solo perché comprerà crediti ammalorati, ma non farà la “cattiva” con i grandi debitori. Le banche continueranno a mantenere i consueti rapporti: nessuno li metterà in difficoltà, chiedendo di saldare subito il credito residuo. Tanto meno saranno escusse le garanzie: pagheranno quando potranno, beati loro!
Per i grandi clienti non ci saranno cattive sorprese: niente ingiunzioni di pagamento, niente pignoramenti giudiziari, niente vendite forzate all’asta. La giustizia civile, il giudice della esecuzione, l’ufficiale giudiziario rimarranno solo per i comuni mortali, per i commercianti, gli artigiani. I cittadini che sono in ritardo per una rata di mutuo, magari dopo aver pagato regolarmente per anni ed anni, si troveranno in mezzo alla strada.
E’ per i comuni mortali che i tempi della giustizia vanno accelerati, è nei loro confronti che servono i tempi certi per il recupero dei crediti. E’ qui che il “mercato” deve fare carne di porco: sulla pelle della povera gente, sul sangue di coloro che hanno perso il lavoro o che si trovano con l’aziendina in difficoltà.
Gli spezzapollici sono già allertati. Gli avvoltoi volteggiano silenziosi sulle vittime predestinate. Alla gente comune verrà tolto tutto quello che è rimasto. Ai grandi debitori, no: a loro, verranno concessi nuovi prestiti per ricominciare. Avranno tutto il tempo che serve per restituire il debito residuo, alla Bad Bank.
Basta figli e figliastri! Basta patti scellerati a danno della gente comune. Se la crisi c’è, c’è per tutti.
La Bad bank non ci piace, ma se va fatta, va fatta per tutti.

Guido Salerno Aletta

http://scenarieconomici.it/bad-bank-per-tutti-per-nessuno-guido-salerno-aletta/


Insomma,siamo alle solite....banche,banche,sempre banche....migliaia di miliardi regalati dalla BCE e ora anche lo Stato vuol ripulire i crediti inesigibili di banche private con denaro pubblici:
 L'ennesimo regalo alle banche, verso cui lo Stato corre ogni volta in soccorso scaricando come al solito i costi finali sui cittadini contribuenti,una follia.....ma l’efficiente funzionamento del sistema bancario non dovrebbe essere garantito prima di tutto dalle autorità di Vigilanza cui spetta il compito di controllare le banche e il loro corretto operato? Perchè mai dovrebbe intervenire il contribuente a ripulire i bilanci di questi usurai a seguito di scellerate operazioni?

venerdì 6 febbraio 2015

GRECIA.IL PUNTO

Questo il piano greco presentato a BCE.

Un menù di conversione del debito”, che allevi il peso del passivo e preveda due nuovi tipi di obbligazioni.

Il primo tipo sarà indicizzato alla crescita economica nominale e dovrebbe sostituirsi ai prestiti di salvataggio europei
Il secondo è stato definito “obbligazione perpetua” e andrebbe a sostituire i titoli greci di proprietà della Banca centrale europea.

Le obiezioni di molti.E se non c'è crescita che succede? Difficilmente gli investitori di questo tipo di bond si accontenterebbero di un interesse normale,vista l'incertezza a cui sono legati..
Che vuol dire poi "obbligazione perpetua",che non scade mai?
Praticamente una cancellazione del debito.
Naturalmente sorge subito il problema che il cambiare forzatamente la denominazione del debito rappresenta esattamente quello che le agenzie di rating definiscono come un “avvenimento da default” e quindi qualcosa a cui la Bce non accorderà mai la sua protezione.
Varoufakis ha dichiarato che la sua proposta per un debt swap sarebbe una forma intelligente di ingegneria del debito che eviterebbe l'utilizzo di termini come taglio, politicamente inaccettabile.
Ma se non è zuppa,è pan bagnato.
E infatti le reazioni di Bce e Merkel sono state negative

Tra l'altro è da notare che questo eventuale piano sarebbe gestito,come detto da Varoufakis,da consiglieri esterni, naturalmente con una congrua parcella in dollari...e cioè quelli che dicono a chiacchiere di avversare… LAZARD.
Lazard è un’istituto americano esperto in finanza speculativa, praticamente i rappresentanti per antonomasia del disastro greco.
Istituto che lavora guarda caso a stretto contato con JP Morgan e Deutsche Bank Uno dei componenti di Lazard e un certo Gerd Häusler direttore del Institute of International Finance di Washington maestro nella speculazione in carta straccia dei derivati, quello già a libro paga del governo Papademos nel 2011, consulente degli investitori e nello stesso tempo consulente del governo greco.....sapete come è andata a finire....

Il problema per Tsipras è ora quelli di realizzare le promesse più urgenti fatte in campagna elettorale,e cioè quelle relative a sanare situazioni sociali da terzo mondo,quali l'assistenza sanitaria,la povertà diffusa e salari da fame.
E qui ci vogliono soldi immediati,dai 6 agli 8 miliardi di euro, che stando alle ultime notizie,nessuno vuol dare.C'è da dire che che il piano greco sul debito è appoggiato dagli Americani (per ovvie ragioni geopolitiche,come vedremo), e infatti Obama il 9 febbraio incontrerà la Merkel (strenua oppositrice del piano).Da lì forse si capirà lo sviluppo della vicenda.

Intanto la BCE ha di fatto messo al muro il governo Tsipras togliendo alle banche elleniche l’accesso alle normali aste di liquidità e giudicando il programma di salvataggio greco a rischio.
Ma Atene minimizza..Il ministero delle Finanze greco ha fatto sapere che il sistema bancario della Grecia è completamente protetto tramite l’accesso all’assistenza di liquidità di emergenza (ELA) resa disponibile della Banca centrale della Grecia.."
Peccato però che la BCE ha il potere di escludere un paese dall'ELA ("Assistenza di Liquidità di Emergenza" alle banche). Se dovesse farlo poi la Grecia verrebbe in pratica espulsa dall'Euro perchè le sue banche smetterebbero di funzionare.

L'obiettivo greco è di spingere la Bce ad accettare una ristrutturazione dei titoli di Atene che essa acquistò nel 2010 nell’ambito del Securities market programme, circa 31 miliardi di euro.
Ma se lo facesse, la Banca violerebbe i trattati europei, che impediscono di finanziare debiti pubblici stampando moneta. I governi sono liberi di condonare anche tutto il debito greco, ma la Bce (che peraltro fino ad ora ha ottenuto un buon rendimento da quell’investimento) non lo può fare

Non solo la Bce non può accettare perdite sui titoli pubblici che ha acquistato: non può neppure accettare, come garanzia nelle operazioni di finanziamento delle banche, titoli di un Paese che ha abbandonato il programma concordato con la troika. Un programma che, come ha rivelato ieri sera la Bce, è già di fatto violato. La sospensione del finanziamento delle banche potrebbe essere un primo passo nella direzione della uscita della Grecia dall’Unione monetaria.

E ancora

"Alexis Tsipras vorrebbe legare la questione del suo paese a quella di una revisione generale delle politiche di austerità. Così facendo, colpisce in pieno la politica tedesca che sostiene ,"dopo l’austerità, si vedrà la salvezza".
Ciò significa che lo scontro con la Germania, e i suoi alleati, è inevitabile. Qualunque siano gli artifici del linguaggio, è evidente che in questo scontro, ci sarà un vinto e un vincitore. La posta in gioco è importante per Alexis Tsipras, ma anche per Angela Merkel.
Se lei dovesse subire una sconfitta, piegarsi davanti alla volontà degli altri paesi, non è soltanto la sua stessa posizione politica che sarebbe drammaticamente indebolita, ma la credibilità della sua posizione ne sarebbe considerevolmente colpita. Avendo ceduto su questo punto essenziale, quali argomenti potrebbe far valere la Germania per evitare che la zona Euro si trasformi poco a poco in un’unione di trasferimenti?
Ma, se è Alexis Tsipras a cedere in maniera decisiva, sabota il suo avvenire politico, e quello di Syriza; lascia il campo libero alla destra più estrema.
E’ dunque possibile che Angela Merkel sia costretta a cedere.
Ma, se lei lo fa, inizia un processo in cui perde ogni controllo della situazione, sia in Europa che in Germania. In Europa, il fatto di cedere alla Grecia susciterà immediatamente nuove domande. La credibilità della posizione tedesca sarà distrutta, e la Germania spingerà verso nuove concessioni che faranno immancabilmente salire il costo del contributo all’Europa. 
Questo segnerà l’entrata nella famosa “Unione dei trasferimenti” che è l’incubo di una gran parte dei dirigenti tedeschi. Ma, in Germania stessa, Angela Merkel perderà il beneficio della sua posizione “dura” e sarà sottomessa a molteplici pressioni provenienti sia dal suo elettorato che dai suoi alleati politici, e questo senza contare sulle parti anti-Euro AfD (Alternative für Deutschland – Alternativa per la Germania, ndr) in agguato. Non ha dunque che la scelta tra il discredito interno ed esterno, e la rottura."
(Jacques Sapir)

Esiste anche un'altra ipotesi della tattica di Syriza,e cioè chiedere cose sapendo che non verranno mai concesse,in modo da addossare la colpa a Merkel e BCE di una eventuale uscita dall'euro,ricorrendo ad altri aiuti.Specificatamente a quelli offerti da Putin che vede in questa vicenda un'opportunità geopolitica formidabile.Non è fantapolitica,ma una eventualità tutt'altro che remota.

Panos Kammenos,segrtario dell'Anel il partito alleato di governo con Tsipras, è a capo di un movimento sovranista di destra che dice a chiare lettere che il posto della Grecia è nell´unione economica euro-asiatica. Non ha disdegnato di dire che l´europa è governata da tedeschi neonazisti e che il ministro delle finanza tedesco Scheuble è da considerarsi persona non grata sul territorio greco.
Gli aspetti più interessanti sono che Kammenos è un amico della Russia, e che ha fatto una passeggiata a Mosca in piena campagna elettorale(il 15 di gennaio) e che potrebbe essere l´inizio di una collaborazione militare per lo meno a livello di progetti tecnici tra i due paesi.
I greci si preparano alla guerra economica e trovano un valido alleato nella Russia di Putin che ha già fatto sapere di essere disposta a sostanziali aiuti economici. La relazione è assolutamente biunivoca; la Grecia è un paese con una forte agricoltura , vicina geograficamente al Mar Nero ed è stata colpita pesantemente dalle sanzioni alla Russia decise da Obama e dalla accondiscendente Germania. Una perdita netta di quasi mezzo miliardo di euro.
La piccola Grecia conta inoltre una folta comunità russa con forti legami ed interessi nel paese.
Sarà alla Germania decidere se mantenere dentro le mura della UE o sbattere fuori il cavallo di Troia greco. 
Il sogno proibito di una Grecia che entra nell´unione eurasiatica potrebbe allora essere più vicino nel caso di una uscita del paese dalla comunità europea.

Dopo il viaggio americano della Merkel,ne sapremo di più.
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NOTA

Intanto ieri la gente e' scesa in strada a migliaia a piazza Syntagma, davanti al Parlamento. Stessa storia anche in altre città del paese. Non c'è stato nessun tipo di organizzazione e nessun canale televisivo greco ha coperto l'evento. L'organizzazione e' stata spontanea coi social media ed alcune radio sparse per il paese non in mano ai privati (residui dopo la chiusura della ERT, la TV pubblica, nella capitale). Avreste dovuto sentire la gente parlare in queste emittenti radio. Da quando si e' saputo il ricatto di Draghi una corrente elettrica ad altissimo voltaggio ha fatto insorgere e fumare dalla rabbia tutto e tutti. Che sono molto incazzati.

http://www.comedonchisciotte.org/site//modules.php?name=News&file=article&sid=14620

domenica 1 febbraio 2015

LINGUISTICA QUIRINALIZIA

Lo strumento privilegiato della stampa italiota non è la penna,ma la lingua.
Non stiamo parlando dell'italiano (idioma spesso semisconosciuto ai pennivendoli),ma proprio del muscolo anatomico che occupa la cavità orale.
Varia è la tipologia: malalingua, biforcuta,tagliente, velenosa, sciolta, senza peli,salmistrata.....ma quella più congeniale alla stampaglia è sicuramente la lingua cartavetrata....diventata tale a seguito dell'unico uso che ne fa in ogni occasione: il LECCA LECCA.
Si è talmente specializzata,ingrossata ed indurita in questa funzione lubrificante da diventare la protagonista principale della cronaca politica.
E così,dopo nove anni di continua lubrificazione del Pulcinella in Colle e dopo la sue definitiva inumazione nel sarcofago di famiglia,un senso di disperazione e di vuoto sì è impossessato dei confezionatori di rotoloni Regina quotidiani.
Vero è che avevano sempre a disposizione il markettaro di Palazzo Chigi per il leccamento di giornata,ma vuoi mettere quanta bava restava ancora da spalmare!

Per fortuna,nonostante qualche ultimo fuoco di lecca lecca post mortem del Pulcinella estinto,l'astinenza è durata poco....è arrivato come cacio sui maccheroni Mattarella.
Pericolo atrofizzazione del muscolo linguale scongiurato.
La salivazione ha ripreso a pieno ritmo,nonostante molti manco sappiano chi sia questa trista e mesta scoria dell'era demitiana fino a ieri nel museo delle cere.
Poveretto,sarà pure serio,sobrio (questa l'abbiamo già sentita),indefesso lavoratore sulle sudate carte costituzionali,mite,fragile....e ,a detta del suo barbiere e dell'immancabile compagno di scuola scovato da abilissimi e inarrivabili cronisti,pure spiritoso e tifoso.....ma ormai è diventato una specie di Giustiniano redivivo....ce manca solo che lo raffigurino in trono con le Pandette.
Ma anche lui tiene famiglia,meglio sorvolare....l'importante è che per altri sette anni continui il lecca lecca chiamato informazione