lunedì 30 giugno 2014

ERA MATTEOZOICA...L'ETA' DELLE SCIMMIE...

Per usare una espressione crozziana,stiamo entrando nell'era matteozoica.
E' il primo stadio dell'evoluzione da homo (poco) sapiens ad homo insipiens (latino di citrullo).
Un percorso ormai tracciato che porterà le masse italiote allo stadio finale di scimmie cappuccine,note come fedeli compagne dei suonatori ambulanti di organo a rullo,tra i quali un famoso addestratore detto il Pentolaio Fiorentino,nonchè presidente a tempo perso dell'assemblea della categoria.
Il processo di evoluzione antidarwiniana (in verità già profetizzato dal sig.Nietzsche...) promette bene,l'homo insipiens fa progressi notevoli... ha già imparato a mettere una scheda in un'urna al suono dell'organetto del suo addestratore e presto imparerà a stendere il piattino delle elemosine...
Le cappuccine,preferibilmente femmine, che poi impareranno anche a girare il rullo ad usum pentolaio,saranno elette nel consiglio della nuova repubblica scimmiesca.

Questa evoluzione é dovuta alla particolare musica suadente dell'organetto del Pentolaio che magnifica i suoi successi internazionali e interni....una musica dolce,rassicurante,bucolica che trascina torme di insipiens,ramo piddiotes in prima fila,verso il baratro evolutivo.

Vediamoli questi successi,partendo dai nazionali.

Già dalla roboante partenza si potevano intuire le future disfatte....pardon,successi:

«La piattaforma che discuterò – parlando al Quirinale dopo aver ricevuto da Napolitano l’incarico di formare il nuovo governo – prevede che entro febbraio si faccia un lavoro urgente sulle riforme costituzionali ed elettorali, e nei mesi successivi ci saranno: a marzo il lavoro, ad aprile la riforma della Pubblica amministrazione, a maggio il fisco» (Ansa, 17 febbraio 2014)

L'arrivo (dopo che le scimmie lo hanno votato):

"Indichiamo un arco temporale ampio, sul quale sfidiamo il Parlamento: vi proponiamo un arco di tempo quasi triennale, 1.000 giorni, in cui individuare, già entro l’1 settembre 2014, in modo esplicito come cambiare il fisco, lo Sblocca Italia, come intervenire dai diritti all’agricoltura, dalla Pa al Welfare, come migliorare il paese. Ci prendiamo, dopo i primi 100 giorni più o meno scoppiettanti, un arco di tempo più ampio, di medio periodo, mille giorni, dal primo settembre 2014 al 28 maggio 2017» 
(Matteo Renzi, Ansa, 24 giugno 2014)

Basterebbero queste parole per far ridere pure i Boscimani,stupefatti e increduli all'esultanza scimmiesca piddiota e del pennivendolismo italiota

Vi risparmio tutto quel che tra queste due dichiarazioni è accaduto in merito: NULLA,NADA,NOTHING,RIEN........e invece TUTTO DI ALTRO.....leggasi tasse,balzelli vari,iniziative demenziali...cose che abbiamo più volte ripetuto e che ben conoscete....
Per ora, l’unica cosa che il pentolaio è riuscito a fare è stata la carità  elettorale una tantum, finanziata in modo molto immaginifico, e ad imporre un aumento abnorme della tassazione.

Ma tanto per non smentirsi,si continua..ecco le ultime:

- Le banche ringraziano per il nuovo regalo: nel decreto legge per il rilancio delle imprese infilano l’anatocismo. Gli italiani pagheranno gli interessi sugli interessi».
Francesco Boccia, del Pd: «Nessuna allarmismo, modificheremo eventuali errori in Parlamento ..."
Eh,già...solito metodo: se i peones non se ne accorgono bene,altrimenti ci siamo sbagliati....
Pagare gli interessi non solo sulla somma originaria ma anche sugli interessi calcolati nel corso del tempo. Applicato a chi ha il conto in rosso, ha portato ad una montagna di cause ta consumatori e banche. E, almeno nelle intenzioni, era stato vietato con l’ultima legge di Stabilità, quella fatta approvare sotto Natale dal governo Letta. Ma adesso rispunta fuori, regolamentato dal decreto legge sulla competitività, quello appena firmato dal Capo di Stato delle scimmie.

- Da domani 30 giugno 2014 tutti i commercianti, artigiani e liberi professionisti, compresi i medici di famiglia.... hanno l'obbligo di accettare pagamenti dai propri clienti, per importi superiori ai trenta euro, tramite Pos (Point of Sale).Quindi costretti a dotarsi di tali apparecchi, gallina dalle uova d'oro per banche e società esercenti le carte di credito, per poter perfezionare transazioni di pagamento senza contanti. Costare anche oltre 1.000 euro l'anno.
Dicono che serve a combattere l'evasione fiscale (che peraltro il Pentolaio si accinge a condonare...).Notare,non sono previste sanzioni....ah ah ah,,,che comica!
A questo punto ridono pure gli Algonchini....

- Nuova tassa su Pc aziendali 
Il direttore generale della Rai, Gubitosi, sta cercando di fare pagare a noi il conto che gli ha presentato il pentolaio : 130 milioni di tagli da fare in fretta e furia. La Rai,covo del parassitismo più spinto e della distruzione di danaro pubblico, invece di tagliare un inutile baraccone di inveterati leccaculi li chiede a noi inventandosi la storia del canone sui computer. I conti così tornerebbero per governo e Rai, non per le nostre tasche.Questo si aggiunge alla discutibile pretesa di farci pagare un canone per il solo fatto di possedere un televisore.
A forza di ridere,si finisce per piangere....

- Altra tassa su telefonini e aumento carburanti.

Un'ultima considerazione sull'obbrobrio del nuovo Senato

- Su 1.100 consiglieri regionali, 521 sono stati sotto inchiesta, per 300 è stato chiesto il rinvio a giudizio per spese pazze con i fondi dei gruppi.
Nel Senato dei non eletti, secondo la riforma pentolaia, dovrebbero entrare 21 sindaci e 74 consiglieri regionali, oltre a cinque nominati dal capo dello Stato: cento probabili lestofanti tutti protetti dall’immunità.
OO100...Licenza di rubare

Ripeto,a queste ultime trovate banditesche,aggiungete tutto quello che già avete visto e provato anche sulla vostra pelle....Imu e rifiuti addoppiati,tassa sul risparmio,bolli,passaporti....e tutto il resto.

Non val nemmeno la pena di parlare di disoccupazione,pensionati (vedere ultime statistiche su quanto hanno persi in questi anni) e crescita della domanda....per constatare che livello di degradazione morale e politica ha raggiunto questo governo e il burattino che lo guida.
Ma il problema è pure l’elettorato, oltre agli eletti.
E il Colle? Il patriarca delle scimmie?....lui si limita a firmare,per il Grand Guignol, gli ordini impartiti da lui e dai suoi amici europei...


Veniamo ai successi internazionali,al sogno...pardon,il fogno europeo del pentolaio.

Se uno si limitasse a leggere giornali e vedere la Tv,avrebbe senz'altro l'impressione che questi buffoni di regime stiano parlando e scrivendo della galassia di Andromeda...

Il primo biglietto di presentazione del pentolaio,il cui partito è iscritto al PSE,è aver votato per il candidato del PPE,l'alcolizzato lussemburghese Juncker.
E già qui la dice lunga su questo buffone,lacchè della culona alemanna...
Che poi questa Fogna Europa sia presieduta da uno che viene dal paese dei campanelli,da un ologramma geografico,sede mondiale del riciclaggio,è tutto un programma....il mafioso giusto a rappresentare la cupola.

Ma il pentolaio batte i pugni sul tavolo,cambia l'europa (come titola una grottesca e comica Unità,un foglio di leccaculi pagata coi vs soldi),strepita,l'italia non accetta questo,vuole quello.....

Morale:

1- Flessibilità -
Merkel : " I trattati europei vanno applicati in tutti i loro termini,sia relativi ai limiti che alla flessibilità,come si é fin qui fatto"
Questo per chiarire che non ci sono margini per cambiamenti sostanziali e che non c'è alcuna novità rispetto a prima.Già l'Italia ha ottenuto di usufruire di due anni in più per il pareggio di bilancio.La partita tra flessibilità e rigore si continuerà a giocare all'interno dei trattati.La flessibilità che già c'è.
Ancora Merkel :" Sarà la Commissione a decidere come interpretare il patto di stabilità e crescita,non gli Stati".
Punto...prendi e porta a casa buffoncello pentolaio...!
E se vorrai ottenere qualche briciola dovrai fare certe riforme che interessano gli euro-usurai....non certo il Senato,le Province....a loro interessano le privatizzazioni e la riforma del lavoro,cioè contenere e magari abbattere i salari e lo shopping a prezzi stracciati...!

E il presidente della Commissione é Juncker (che lui ha votato) che non potrà che confermare le parole della Merkel (che l'ha fortemente voluto),tanto più che alla vigilia del voto aveva detto:
" Non vedo nessuna ragione per cui debba essere concessa alla Francia e all'Italia una dilazione supplementare per rientrare entro i limiti del deficit"
Incarta anche questo,buffone fiorentino....poi puoi pure far credere alle scimmie di aver portato a casa qualcosa, invece del nulla ...
Infatti l'inclito e comico piddiota...Sandro Gozi :"le priorità e il metodo" italiani sono "ampiamente condivisi". S'è visto....!
Annoto anche una chicca involontariamente comica della propaganda eurista:le nuove banconote da 10 euro riportano "Euro: la nostra moneta"
Giusto,la loro...cosa loro...Cosa Nostra

2- Altra tranvata: l'immigrazione.
Un  punto su cui l'incapace governo italiota è impotente,dopo l'idiozia della abolizione del reato di immigrazione clandestina.Ora chiede aiuto all'Europa che,al di là della bufala Frontex,se ne frega altamente.
Bocciata la richiesta del "mutuo riconoscimento",cioè rendere spendibile lo status di rifugiato in tutti i Paesi della Unione,i quali non sono fessi come noi....niet...!
Il paese di arrivo deve prendersi in carico la richiesta d'asilo e una volta concessa,il rifugiato non può più lasciare il Paese d'arrivo.
Capito? restano tutti nella Repubblica delle Scimmie,arrangiatevi....!

3 - L'Europa ha decretato: all'Italia non uno,ma sette depositi di scorie radioattive.

Dopo aver affondato impunemente per decenni centinaia di navi dei veleni e migliaia di container zeppi di scarti pericolosi delle industrie tedesche, francesi, elvetiche, olandesi  eccetera – sempre a Bruxelles si sono detti: perché scontentare Piemonte, Lazio, Campania e Basilicata, che si terranno per sempre le scorie. E non fare una sorpresa alla Sardegna?

http://frontediliberazionedaibanchieri.it/2014/06/l-europa-ha-decretato-l-italia-avra-non-1-ma-7-depositi-di-scorie-nucleari.html

Questi i successi del pentolaio,un cornuto e mazziato,come si conviene agli squallidi servitorelli....un "bocchino" inutile fatto alla Merkel col voto a Juncker....un due di coppe in campo europeo...nonostante la vergognosa stampaglia scimmiesca continui a spacciarlo come il re di spade....che pena!


Per concludere,c'è un dato molto preoccupante che intravedo in tutto quanto il pentolaio sta dicendo e facendo: l'instaurazione di un vero regime.

Già i media sono allineati,con la loro costante campagna di disinformazione....poi con la riduzione monocamerale del Parlamento e l'Italicum (con il suo l'abnorme premio di maggioranza),si concederà quasi potere assoluto ad una maggioranza di governo che ormai opera solo con decretazione d'urgenza,spesso non omogenea e truffaldina,con contenuti infilati furbescamente di soppiatto e che nulla hanno a che vedere col tema del decreto,cosa già ampiamente stigmatizzata dalla Corte Costituzionale,ma che si continua allegramente a praticare come nulla fosse.Qualche volta,in casi eclatanti,alla salma del Colle capita di respingerli,ma quasi sempre firma.
Addirittura è giunta alla stessa Corte una proposta di legge del Governo in cui il Parlamento è chiamato solo ad approvare o respingere i decreti governativi.
Con una maggioranza a disposizione,stile Italicum, si può già capire come finirà.
In pratica la funzione legislativa del Parlamento è completamente svuotata,nessuna discussione in aula,tempi stretti,prendere o lasciare...classico esempio la "ghigliottina" della Boldrini.
Si tenga inoltre conto che con la riduzione del Senato (ma non della Camera...chissà mai perchè...) a 100 membri,anche l'elezione del Presidente della Repubblica sarà in gran parte in mano alla maggioranza ( e non al Parlamento riunito),a cui basterebbe solo l'appoggio di un terzo del Senato per eleggere il suo presidente.
Questo unitamente alla scomparsa di una vera opposizione parlamentare,quasi un ricompattamento di tutta la cricca
Infatti,impazza il tipico vizio italiota di salire sveltamente sul carro del vincitore del momento,una corsa vergognosa di varie categorie a cui stiamo assistendo.
Magistrati,Corti varie,grandi industriali e finanzieri....il filoamericanismo del pentolaio e i privilegi concessi alla pletora di panciuti generali,assicura anche l'allineamento delle Forze Armate.....e nonostante tutte le vessazioni subite,anche i cittadini,il popolo,il Paese pare in coma,incapace di reazione...

Il pentolaio ha lavorato bene....assicurare la casta parlamentare che non si voterà prima del 2018...capito? Nonostante la Consulta abbia dichiarato tutti illegittimi,ma mos italicum,ovviamente senza conseguenze....
Pure lui ha detto anche che non è stato legittimato dal voto ma dal Parlamento e che potrebbe andarsene anche domani.
Sarebbe la prima idea sensata che ha avuto!
Ma il fatto è che i mentecatti del parlamento,non lo prendono in parola (indovinate perchè...)....si voterebbe col proporzionale,e addio sogni di gloria del pentolaio...ma il Parlamento è ormai un puttanaio imbelle agli ordini del tenutario del colle e gestito dal suo magnaccia fiorentino.......

Insomma,cari amici vicini e lontani,non vedo più alcuna vera opposizione,se non i pochi squinternati del Web.
Tutto questo si chiama regime,un regime immondo di un piazzista mentitore degno di questa fogna,una Repubblica ormai di Scimmie. 


domenica 22 giugno 2014

BALLE,BALLE....FORTISSIMAMENTE BALLE....

"Il primo elemento su cui prendiamo un impegno è lo sblocco totale - non parziale - dei debiti della PA attraverso un diverso utilizzo della Cassa depositi e Prestiti"

Detto e non fatto,come tutto quel che il pentolaio ha promesso....ad eccezione  della sola ed unica cosa andata in porto dopo 4 mesi ,gli 80 euro (una tantum,e mancano ancora le coperture,lor signori si scordano di dirlo...)...che visto quanto ci è costata,c'è da augurarsi che le promesse restino tali.

Doveva essere entro giugno,poi settembre,poi ottobre ed infine al primo trimestre 2015.Campa cavallo....
Sapeva benissimo di non avere gli 80 miliardi per la PA,che non avrebbe pagato un bel nulla....ha volutamente mentito ,come suo costume....
Fatto sta che la UE ha avviato la procedura di infrazione.Due mesi di tempo per riparare,altrimenti la sanzione sarà l'8% (o 10%?) dell'intero totale.Dai 6 agli 8 miliardi.
Incredibile come gli italiani possano fidarsi di questo squallido piazzista !
E non solo gli italiani,ma anche i suoi compagni del PSE europeo,visto che ha promesso alla Merkel di appoggiare Juncker,del PPE !

Forse sperava di ottenere qualche osso da cane fedele al padrone,quale è.....questo è il suo ruolo in Europa,altro che battere i pugni sul tavolo...!
Merkel" Non c'è alcuna necessità di cambiare il patto di stabilità.Già include tutto quel che serve in termini di flessibilità per superare i problemi"

Un salame al servo pentolaio italiano.....Nessuna possibilità di allentare il tetto del  del deficit...e nemmeno lo scorporo degli investimenti produttivi dal calcolo del deficit ...unica e misera cosetta a cui puntava una sempre più serva Italia.Nemmeno le briciole....
L'Italia politica ha fatto la fine di quella calcistica col Costarica.
Niente presidenza...a Schulz succederà nel 2017,Guy Verhofstadt...non parliamo poi dei commissari...forse ci toccherà occupare il posto della Ashton,agli esteri....che non conta una mazza,solo un distintivo....il 41% renziano non pesa nulla...

Si va avanti così,ancora lacrime e sangue.....ancora una volta l'Italia sbaglia alleato....la Storia non ha insegnato nulla...e l'alleato è quella Germania che ti ha messo in ginocchio,tuo principale competitor economico ....di fessi al mondo ce ne sono,ma noi ne abbiamo una concentrazione impressionante a Roma...(ci metto pure OT Marino...)

Calca la mano pure Draghi.
Debito intollerabile (e lo dice lui...! ragazzi che farsa...!) e mancato rispetto degli impegni.
Ergo,chiede una manovra,come volevasi dimostrare....al che Padoan commenta " I compiti a casa non finiscono mai...".
Eh sì,caro ministro.....non finiranno mai,ci vuol poco a capirlo...! Ma lui lo sa benissimo,fa il paraculo....
Ma per non farsi mancare altri lazzi e pernacchie, questo paraculo di ministro,se ne esce con una considerazione alla Catalano," Bisogna intervenire sull'elevata pressione fiscale che ostacola la crescita"...
Ma vah...che scoperta del secolo! E che coraggio! Che acume...!
Dopo aver aumentato tutto l'aumentabile -  :tassa sulle rendite finanziarie(altro che colpire i grandi speculatori,pagano i pesci piccoli,le famiglie..!),tassa sul passaporto,sul bollo auto,telefonini..- presto toccherà a benzina e sigarette - se ne esce con questa fesseria coccodrillesca da bar dello sport....degna del miglior Monsieur De La Palisse....
Che dio ci salvi da questi deficienti!
Intanto la Spagna,stufa degli usurai europei,abbassa le tasse per tutti....le aliquote fiscali...non la lurida carità elettorale del pentolaio...!

Poi,sto coglioncello di Firenze,parla di gufi....e non della serie di fesserie che dice e fa,quasi fossero doni del messia che si crede....! Siamo in mano ad uno dei più grandi incapaci che si sian visti nel teatro politico italiota.
Certo,molto ben camuffato da battute,sorrisi,spudoratezza nel mentire,arroganza e fretta che maschera l'inefficienza,.
I risultati finora sono impietosi: nessun decreto,nessun disegno di legge,nessuna riforma è andata finora in porto....e stante il contenuto annunciato,forse è meglio così.
In compenso il governo si è coperto più volte di ridicolo,vedi vendita auto blù.....una cosa da pezzenti...vedi la fantomatica spending review che nessuno sa di che si tratti.....per non parlare delle gaffes dilettantesche delle riformatrici Boschi e Madia....pensano ancora di stare alla Leopolda a far pubblicità al pentolaio,non al governo di un Paese.

Ma sopratutto non c'è nessuna azione mirata a far crescere la domanda e diminuire la disoccupazione,i due principali problemi del Paese.
Su questo nessuna misura incisiva,solo propaganda.
Un governo eurista non lo può ammettere......non esiste soluzione a questi problemi restando nell'euro.E così avanti tutta con balle,propaganda,mezzucci da traffichini da fiera......ovviamente incensati dalla più squallida categoria di italiani.....i pennivendoli.

Un'ultima nota di costume.Oltre alle disgrazie,pure la sfiga.
Richiamate dal Brasile Del Rio,un ometto dalla trista figura che non può che attirarla.
Basta guardarlo.
Che c'è andato a fare,poi non si sa.Forse per metter cappello sul passaggio agli ottavi dei pallonari italioti.
C'è ancora una speranza...torna a casa Lassie....!

martedì 17 giugno 2014

QUELLI CHE CHIEDONO PIU' EUROPA...QUELLI CHE......

L'impossibilità di costruire un'altra Europa e l'assoluta necessità di uscire dall'euro e dai trattati UE.
Raccomanderei agli amici lettori di stamparsi bene in testa le argomentazioni di Bagnai e quelle delle altre INFO in fondo al post,sia per capire veramente i dettagli circa l'impatto di una nostra uscita da questo sistema europeo di truffatori,sia per ridicolizzare le farneticanti affermazioni degli automi euristi.

C'è sempre una folla di incapienti mentali (piddioti vari,liberisti pentiti per il loro fallimento.....) che continuano a  chiedere più Europa...Europa federale,Stati uniti d'Europa,Europa politica....e chi più ne ha,più ne metta...
Dio ci scampi da una unione politica o altre simili soluzioni che non farebbero che moltiplicare i problemi dell' unione economica attuale,già una sciagura per i popoli.
Gli Stati Uniti d’Europa sono un progetto antistorico, il loro fallimento è sotto i nostri occhi,
I sostenitori di  queste tesi sembrano non tener affatto conto della realtà.

1- i paesi monarchici (Spagna, Benelux, Svezia, Danimarca, Norvegia ed Inghilterra) accetterebbero di federarsi in una unione repubblicana? Nel caso, si è mai vista una repubblica con enclaves monarchiche al suo interno? Anche ignorando il problema, evitando di definire la natura del nuovo stato, resterebbero problemi non secondari di convivenza fra monarchie e repubbliche, quantomeno sui principi del diritto costituzionale.

2 - Analoghe considerazioni si potrebbero fare a proposito della convivenza fra stati unitari centralizzati (come la Francia), stati federali (come la Germania) e stati regionali (come Italia e Spagna). Bisognerà scegliere un criterio unico per l’intera Unione. E se gli stati nazionali sopravvivranno come unità federate, che senso avrà suddividerli al proprio interno in ulteriori unità federate?

3 - Inoltre, non si dà Stato senza costituzione. L’Inghilterra ne ha una consuetudinaria (come altri paesi del suo vecchio impero), ma la norma è quella delle costituzioni scritte. Quando si è provato a scriverne una per la Ue, ci si sono impiegati circa cinque anni ed il risultato è stato un testo improponibile di circa 600 pagine, con articoli disseminati di commi e sottocommi che si contraddicevano a vicenda, descrivendo un processo decisionale macchinoso e caotico. Giustamente quell’aborto di costituzione venne ripetutamente impallinato nei referendum popolari di Francia e Danimarca, dopo di che non se ne parlò più. Grazie a Dio.

4 - Occorrerebbe quantomeno eleggere una Assemblea Costituente Europea, nella speranza che essa riesca a produrre in tempi accettabili (un anno o poco più, al massimo) questo tipo di costituzione. Dopo ciò, sa va sans dire, sarebbe necessario quantomeno un referendum popolare in ogni paese per vedere quali  popoli sono disposti a ratificare la nuova Costituzione e la confluenza del proprio nel nuovo Stato. Insomma, non proprio una cosa che si fa dalla sera alla mattina. Ma, nel frattempo, che fine fanno le costituzioni nazionali, restano vigenti o no? Peraltro, dopo l’eventuale approvazione della Costituzione federale, occorrerebbe adeguare le costituzioni nazionali a quella federale per tutto quanto sia in contrasto con essa. Ed occorrerebbe una Corte Costituzionale (o Suprema) Europea che giudichi se l’adeguamento sia soddisfacente o meno.

5 - Peraltro resterebbe il problema del dualismo economico fra area mediterranea e nord  Europa (e parlare di dualismo è molto ottimistico, perché in realtà le realtà divaricanti sono ben più di due)
C’è poi la fastidiosa questione della lingua: quale sarà quella ufficiale dell’Unione?
Venendo a questioni di minor peso: uno Stato ha una Capitale,  dove la mettiamo? Berlino?

Quindi,parliamo di cose più serie:secondo voi chi vince fra Germania,Brasile,Argentina,Inghilterra ed Italia?Parlo del campionato di calcio ovviamente….

http://www.aldogiannuli.it/2012/06/unita-europea/


Vediamo le altre alternative dei fautori del "più Europa",lasciando perdere quelle politiche.

 Le tre strade comunemente indicate:

(1) una “Bce simile alla Fed”;
(2) gli eurobond di qualsiasi tipo;
(3) politiche espansive del Nord

Tutte e tre le ipotesi urtano tutte contro un limite che agli occhi dell’economista risulta ovvio.
Tutte e tre comportano il trasferimento di risorse dal Nord al Sud, esattamente come comporterebbe trasferimenti simili l’esistenza di uno Stato federale europeo.
Una Bce più inflazionistica trasferirebbe risorse dai creditori ai debitori (sapete bene che l’inflazione svantaggia il creditore, che presta moneta “pesante” e viene rimborsato in moneta “leggera”, cioè dotata di minor potere d’acquisto)
Qualsiasi forma di mutualizzazione del debito comporterebbe uguali trasferimenti di risorse o garanzie da parte dei paesi del Nord; lo stesso vale, implicitamente, per qualsiasi politica espansiva del Nord.

Il vantaggio competitivo della Germania deriva, come ammettono gli stessi economisti tedeschi, dalla precarizzazione del lavoro e dalla compressione dei salari. Compressione dei salari significa espansione dei profitti.
Ci andate voi dai capitalisti tedeschi a dire che devono ridurre i propri profitti e pagare di più i propri lavoratori per fare un piacere a noi?

Quindi la fede federalista, la granitica certezza che il “più Europa” ci salverà, che sia così santa da giustificare qualche lieve danno collaterale (che tanto riguarda gli altri)si sbriciola come un wafer contro il granito della logica economica e politica: non si son mai visti dei vinti minacciare credibilmente i vincitori, dopo essersi legati le mani dietro la schiena col cambio fisso.

Ma vediamo qualcos'altro ancora ...

Nel periodo della globalizzazione abbiamo visto repressione salariale ovunque nel mondo. La caduta principale della quota salari è stata pari -8% in Germania, in Italia -5%.
La compressione dei salari nel breve periodo è una politica che frega il vicino: si cerca di fare dumping salariale, di pagare il lavoro a vile prezzo, per essere più competitivi e vendere di più all'estero, crescere sulla domanda altrui (finanziata dal debito) anziché sulla propria (finanziata dal reddito).
Alla fine però diventa sempre una politica che frega se stessi, perché la compressione dei salari distrugge il mercato interno e in un'Unione Economica distruggere il mercato interno significa andare contro la logica dell'economia.(quanto sta accadendo in Germania)

L’Eurozona è stata gestita come un gioco a somma zero, dove quello che vinceva la Germania veniva perso dai paesi del Sud.
Il gioco a somma zero sta diventando un gioco a somma negativa. L’euro è un morto che cammina.

Se si prende una valuta unica si avrà un unico tasso di interesse, e questo sarà troppo basso per i paesi deboli (sia per il loro settore pubblico che per quello privato).
Ora la Germania ci accusa, ci dice che abbiamo avuto condizioni di credito troppo facili, troppo buone, ed è vero! È verissimo! Ma è proprio questo l’argomento che dimostra quanto sia illogico l’euro, perché diversi paesi devono avere tassi di interesse diversi per gestire bene le loro economie.

Ci sono effetti perversi anche sui paesi forti, ed è importante sottolinearlo. Se si abolisce il rischio di cambio, se si eliminano i segnali legati ai tassi di cambio, le istituzioni finanziarie e private dei paesi forti presteranno troppo all'estero. Le banche tedesche hanno prestato troppo all'estero. 
Non ti puoi indebitare troppo se non c'è nessuno che presta troppo.

La moneta unica ha un incentivo perverso, per i paesi forti, oltre a quello di spingerli a prestare troppo. La moneta unica è troppo debole per i paesi forti, come la Germania, e consente dunque ad essi di fare grandi profitti rispetto esportando verso i paesi deboli. Il rovescio della medaglia è che questa facilità di far profitti col cambio drogato disincentiva gli investimenti produttivi. Il settore privato non finanziario dei paesi forti investe troppo poco a casa propria

Andiamo a vedere i dati: la Germania è il paese col più basso rapporto tra investimento e PIL in Europa nel periodo 1999-2007. Insomma: dimenticatevi la favoletta dalla Germania che è competitiva perché investe tanto. Scordatevelo,va bene? (dwellings=edilizia)



Cosa ha fatto la Germania?

Ha fatto una politica assolutamente standard di dumping salariale, esattamente quella che, ironia della sorte, rimproveriamo alla Cina....
I paesi del Nord ci danno la colpa della crisi perché non avremmo fatto le riforme strutturali. Cosa sono le riforme strutturali? Sono pagare un po' meno i lavoratori.
(a lor signori non importa più di tanto la riforma del Senato,delle Province....importa sopratutto la riforma sul lavoro,una certa riforma...facile indovinare perchè...)
La Germania ha cominciato a farlo nel 2002.
In nero vedete la quota salari in Germania dal 2002 al 2007, e il suo crollo dopo le cosiddette riforme Hartz. La discesa dei salari è impressionante, e ha reso possibile un aumento di competitività proprio perché il tasso di cambio coi principali partner era fisso.

Osservate l’andamento della disuguaglianza del reddito in Germania: vedete quanto è aumentata rapidamente dopo l'approvazione delle cosiddette riforme strutturali?



La Germania è il paese della zona euro dove le diseguaglianze sono cresciute di più in questo periodo: la povertà cresce, cresce il divario fra Est e Ovest, e quello tra lavoratori strutturati e lavoratori precari o con contratti atipici.(i tedeschi non lavorano tutti alla Volkswagen....!)
Il giochetto sporco della Germania: comprimere le dinamiche dei salari reali al di sotto della dinamica della produttività

Due condizioni sono necessarie per superare la crisi.

Primo, armonizzare i mercati del lavoro dei paesi membri, riportando i salari reali in linea con la produttività del lavoro ovunque nella zona euro, perché se un paese fa il giochetto sporco della Germania comprimendo le dinamiche dei salari reali al di sotto della dinamica della produttività alla fine saltiamo tutti. Dobbiamo regolamentare nuovamente i mercati finanziari europei, e naturalmente dobbiamo smantellare l'euro, e dobbiamo farlo ora, sia per motivi di breve termine che per motivi di lungo termine.

Per quanto riguarda il debito pubblico, la situazione attuale è molto simile a quella vissuta alla fine della Seconda guerra mondiale. Veniamo da trent'anni di guerra del capitale contro il lavoro. Cos’è successo a quel tempo, cosa è stato fatto dai governi dopo la Seconda guerra mondiale?
Questo è stato il periodo in cui i salari reali sono cresciuti in linea con la produttività, quindi c'è stata una equa distribuzione del reddito. La seconda è che abbiamo regolamentato i mercati finanziari

La liquidazione dell'enorme debito dopo la Seconda guerra mondiale è stato resa possibile da due cose:

1- intanto, da quello che gli economisti chiamano "repressione finanziaria" (io la chiamerei piuttosto "regolamentazione finanziaria").
Cosa vuol dire repressione finanziaria? Dovremmo reintrodurre per esempio qualche forma di regolamento, tipo il  Glass–Steagall Act, cioè separare le banche commerciali dalle banche d'investimento, perché il modello tedesco di banca universale non ha funzionato. Dovremmo riconsiderare la posizione delle banche centrali. L'indipendenza della banca centrale è stata additata come una minaccia alla democrazia da economisti come il premio Nobel Josef Stiglitz

2 - La seconda cosa che ha facilitato il rientro del debito è stata l'equa distribuzione del reddito: il capitalismo funzionava come afferma (o pretende) di funzionare, cioè pagando i fattori della produzione in funzione della produttività. Ciò ha favorito la crescita e ha evitato l’accumularsi di ulteriori debiti per assorbire la produzione, rendendo possibile il rientro dai debiti pregressi, perché qualsiasi problema di debito è sempre un problema di crescita del reddito.
Cosa vuol dire adeguata distribuzione dei redditi? Ci sono diverse proposte: ne prendo una di un economista tedesco, per mostrarvi che i tedeschi non sono i miei nemici.
Un'equa distribuzione del reddito vuol dire che il salario nominale contrattuale dovrebbe aumentare al tasso della crescita della produttività aumentato dall'obiettivo d'inflazione (se decidiamo di conservare un obiettivo d’inflazione comune fra paesi europei).
Questo significa equa distribuzione del reddito: che chi produce sia remunerato in proporzione al proprio contributo.
(due condizioni praticamente impossibili nell'attuale sistema euro)

L'euro è un morto che cammina (..e che fa altri morti)

(stralci sa Alberto Bagnai)

(il corsivo é nostro)


Euro, quelli che ‘se ne usciamo ci sarà la corsa agli sportelli’

Mentre gli oligarchi, quelli per i quali i suicidi provocati dalla crisi sono “l’emersione di una contraddizione tale da aprire la strada a un progetto costituente europeo”,(non c'è male come espressione delinquenziale..!),se ne stanno ben rinchiusi e defilati nei loro bunker, nelle strade, casa per casa, lotta un’improbabile armata Brancaleone di bambini soldato, mandati allo sbaraglio con argomenti tanto insulsi quanto terroristici. Fra questi, come spesso accade, il più convincente ad occhi inesperti è anche il più ridicolo agli occhi del professionista. Ma se il pubblico non coglie immediatamente il ridicolo, la colpa non è certo sua: la colpa è di un sistema dell’informazione volto da trent’anni a distorcere i più elementari fatti economici.
Per ripristinare un minimo di buon senso, però, basta poco, come spero di chiarirvi se avrete la pazienza di leggermi.

Dunque: li avete mai sentiti quelli che raccontano che se si uscisse la nuova lira si svaluterebbe, e quindi, nell’imminenza di questa prospettiva, ci sarebbe una fuga di capitali all’estero, preceduta da una corsa agli sportelli (che gli espertoni chiamano bank run)?
La conclusione dei nostri economisti improvvisati è che privando di liquidità il sistema economico italiano, questo fenomeno condurrebbe rapidamente l’Italia al collasso.

Ora, questo argomento è infondato per un semplice motivo: chi aveva soldi da portare all’estero lo ha già fatto, e ha fatto bene, per il semplice fatto che l’euro a 1.37 (diciamo 1.4, arrotondando) sul dollaro è troppo alto, come anche Prodi autorevolmente ci ha ricordato, http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/03/03/leuro-una-moneta-che-funzionerebbe-solo-se-fosse-la-lira/898941/  (che paraculo però...il signor Prodi!)

il che apre la strada a due soluzioni: o l’euro si svaluta, o crolla sotto il proprio peso.
La perdita da svalutazione quindi, da qui ai prossimi due anni, ci dovrà essere in ogni caso. Anch’io, che di soldi ne ho pochi, li ho portati all’estero, in modo del tutto legale, investendoli in un fondo dove ho pesato opportunamente dollaro e mercati emergenti, evitando l’Europa (il che non significa escluderla, perché non si devono mai mettere tutte le uova in un solo paniere, ed è sempre bene comprare “basso” per vendere “alto”). Punto. Chi ha senno fa così e lo ha già fatto (come credo abbiano fatto tutti quelli che mi leggono), perché non ha comunque senso investire in un continente che si sta suicidando e va da un rimbalzo del gatto morto al successivo.
http://www.ansa.it/sito/notizie/economia/2014/05/15/pil-italia-01-nel-primo-trimestre_04e78195-a8ca-41c4-8266-c0b46d183230.html

Se ti vuoi proteggere da una svalutazione, devi investire nella valuta rispetto alla quale sei rivalutato (cioè il dollaro) e se vuoi rendimenti devi investire in economie che crescono (Usa e emergenti).
La morale della favola è che agli intervistatori che con aria sapiente (“Eh, ora ti metto io in difficoltà!”) mi chiedono: “Ma lei cosa farebbe?”, io rispondo: “Niente, perché ho già fatto quello che c’è da fare. Lei no? Mi dispiace.”

Dirò di più.

Il rischio di svalutazione drastica, e in generale il “rischio paese” dell’Europa, è molto più remoto in caso di dissoluzione che in caso di mantenimento dell’euro. Paradosso? No, logica.
 Il nostro principale concorrente è e resta la Germania.
Ora, se noi ci sganciamo da lei, solo un fesso patentato può pensare che la Bundesbank lasci cadere la nuova lira del 20% in una notte, non solo perché non è mai successo, ma anche perché far cadere del 20% la nuova lira significa alzare del 20% l’asticella della Germania, che ora è per lei convenientemente bassa, come affermano tedeschi tanto diversi quanto Hans-Olaf Henkel e Ska Keller.
Germania e Italia hanno una struttura di vantaggi comparati molto simile e competono sugli stessi mercati terzi.
Se noi ci sganciassimo dall’euro, sarebbe interesse della Germania non calcare troppo la mano e sostenere il nostro cambio, per non perdere importanti quote di mercato.

D’altra parte, stando dentro lo “stabile” euro, ci è già successo di sperimentare svalutazioni contro dollaro del 20% pressoché istantanee. Guardate un po’ cos’è successo nel 2008, ad esempio:



Qualcuno ricorda fughe agli sportelli, inflazione al 20%, e altre amenità simili? I problemi erano, e sono, ben altri.

Mi preme anche farvi notare che se l’euro non scompare, l’unico modo per “risanare” le finanze pubbliche, devastate dal proprio generoso quanto vano tentativo di salvare la finanza privata, sarà quello di “ristrutturare” il debito pubblico.
Gentile eufemismo per il più esplicito: dare il pacco ai creditori.
Ora: con un haircut del 20% il creditore da un giorno all’altro si vede restituire il 20% in meno, ma il debitore non riallinea il proprio cambio e quindi, non recuperando competitività, non riesce nemmeno a restituire il restante 80% (è più o meno quello che sta succedendo in Grecia, se avete presente).
Con una svalutazione del 20% invece, il creditore vede sì il 20% in meno, ma il debitore recupera competitività, cresce, e il restante 80% è in grado di restituirlo. Questa è logica.

Dentro l’euro quindi c’è più rischio, per i creditori (buon motivo per sottopesare l’Eurozona nei portafogli). E allora perché tutti lo difendono?
Ma è semplice: perché il Nord, come da prassi, vuole stravincere. I creditori del Nord sanno che il 20% (o più) è comunque perso, in un modo o nell’altro, ma elaborare questo lutto diventa più facile se pensi che comunque sei riuscito a mantenere i tuoi debitori in una posizione di inferiorità competitiva (impedendo alla tua valuta di rivalutarsi).
(più che elaborare lutto,mantenere giustamente il debitore in inferiorità e continuare a goderne i benefici....)

Giova ricordare che sarà anche vero che noi italiani ultimamente non abbiamo vinto nessuna guerra, ma i tedeschi in compenso le hanno perse tutte. La storia si sta ripetendo.

Permettetemi di concludere con la madre di tutte le dilettantesche scemenze:
l’idea spesso espressa da economisti improvvisati secondo cui la famosa svalutazione del 50% (che non sarebbe tale perché i partner lo impedirebbero, come ho detto sopra) abbatterebbe del 50% in una notte (che non sarebbe una notte perché i riallineamenti anche ampi normalmente prendono almeno un anno) i nostri risparmi.

Scusate, ma i risparmi a cosa servono? In sintesi, a tirare a campare quando si smette di lavorare, no?
Ora, io mi chiedo: ma voi, che oggi fate la spesa sotto casa, a 65 anni prenderete ogni giorno l’aereo per farla a Manhattan? Così, per sapere…
I cialtroni terroristi sistematicamente confondono il valore esterno della moneta (il suo tasso di cambio) con quello interno (il suo potere di acquisto).
Se l’euro si svalutasse del 50%, significherebbe (a spanna) che un dollaro costerebbe del 50% in più. Ma voi il latte sotto casa lo comprate in dollari?
L’obiezione (ridicola) è: “Ma le materie prime si comprano in dollari!”.
Ma ragazzi: il costo delle materie prime è solo una parte del costo finale del prodotto, le strategie di prezzo delle imprese sono orientate a comprimere i margini in caso di svalutazione per evitare di perdere quote di mercato, ecc. ecc.
La morale della favola è che gli studi più recenti -  ci dicono che nei paesi europei una svalutazione si trasferisce sull’indice dei prezzi al consumo per circa il 23% nel lungo periodo.

Quindi anche una svalutazione del 50%, del tutto improbabile, farebbe aumentare l’indice dei prezzi al consumo al massimo del 0.5×0.23=11.5% distribuito su più di un anno.
Il che significa, in buona sostanza, che anche in questo scenario catastrofico l’incremento del tasso di inflazione su base annua sarebbe al massimo di 6 punti, sempre nell’ipotesi che il governo non attui contromisure, come, ad esempio, ridurre le accise sulla benzina messe da Monti, guarda un po’, per difendere l’euro..(1)
http://www.asimmetrie.org/news/svalutazione-del-cambio-e-prezzo-della-benzina/

Se invece la svalutazione fosse di un più realistico 20%, come fra 1992 e 1993, l’impatto sull’inflazione in base annua sarebbe di due punti.

Ehi, amici, come devo dirvelo? Se tanto svaluteremo dentro o fuori dall’euro, se per difendere l’euro sarebbe opportuno che la Bce provocasse un’inflazione analoga a quella che ci aspetta se ne usciamo, e se per difendere l’euro dobbiamo mettere nuove imposte sulla casa e nuove accise (e in Italia un’accisa è per sempre), mi spiegate a cosa ci serve restare dentro l’euro? 
A sentirci bravi come i tedeschi? Se avete un complesso di inferiorità parlatene con uno psicanalista: farete felici il vostro (o la vostra) partner.
Un economista, se non è un cialtrone, non vi dirà niente di diverso da quanto trovate scritto qui.


(alberto bagnai)

(cdr: corsivo tra parentesi nostro)

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NOTA

(1) Ad esempio la benzina (che un pirla terrorista del Sole24Ore,un certo Plateroti,annunciava che in caso di uscita dall'euro sarebbe aumentata di 7-8 volte...! Non c'è limite all'idiozia...)

La composizione de costo del carburante aggiornata al 1° marzo 2014

1. Accise – la voce più rilevante (69%):

Guerra in Abissinia del 1935 (1,90 lire)
La crisi di Suez del 1956 (14 lire)
Il disastro del Vajont del 1963 (10 lire)
Alluvione di Firenze del 1966 (10 lire)
Terremoto del Belice del 1968 (10 lire)
Terremoto del Friuli del 1976 (99 lire)
Terremoto in Irpinia del 1980 (75 lire)
Missione in Libano del 1983 (205 lire)
Missione in Bosnia del 1996 (22 lire)
Rinnovo del contratto degli autoferrotranvieri del 2004 (0,020 euro, ossia 39 lire)
Decreto Legge 34/11 per il finanziamento alla cultura (0,0073 Euro)
0,040 Euro per far fronte all’emergenza immigrati dovuta alla crisi libica del 2011, ai sensi della Legge 225/92
0,0089 per far fronte all’alluvione in Liguria ed in Toscana del novembre 2011
0,112 Euro sul diesel e 0,082 Euro – decreto ‘Salva Italia’ del governo Monti – 6 dicembre 2011
0,0024 “Decreto del fare” Letta-Renzi 1° marzo 2014.

2. Trasporto e raffinazione (3,10%)

3. Percentuale del rivenditore (2,90%)

4. Prezzo del greggio (25%)

Se l’aumento teorico del 20% dovuto alla svalutazione della nuova Lira deve esserci esso si abbatterà soltanto sul 25% del prezzo che coincide con la materia prima. 5%
Analoga  situazione  si  verifica  per  il  costo  del  kWh  elettrico  e  per  il  gas  naturale,
con  un forte aggravio sui costi operativi del sistema Italia

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ALTRE INFO ( oltre a quanto illustrato dal Prof.Bagnai) in ordine a smontare DEFINITIVAMENTE tutte le stupidaggini che i terrroristi mediatici euristi vanno spacciando.

A- Come si é visto una svalutazione del 20-25% della nuova lira(una volta usciti dall'euro) non comporterebbe nessun dramma di quelli paventati da certi terroristi mediatici.
Senza contare che  la  nuova  lira  si  deprezzerebbe  rispetto  all’euro-marco,  ma  potrebbe
apprezzarsi  nei  confronti  di  altre  valute  con  i  cui  paesi  di  origine  l’Italia  intrattiene
rapporti  commerciali.(Usa...).
Ma quello  che  è  importante  non  è  tanto  la  svalutazione bilaterale  fra  l’Italia  e  un  altro  paese,  ma  il  tasso  di  cambio  effettivo  che  è  una  media pesata di  tutti  i tassi di cambio bilaterali  principali misurata in base  al valore specifico degli scambi effettuati con i rispettivi paesi d’origine

B - Ma l’aspetto  più  incredibile  e  grottesco  di  tutta  la vicenda é che  secondo  gli  automi  con  una  svalutazione  della  lira  del 20-25% avremmo un’inflazione della stessa entità.Basterebbero i dati storici per controbattere che di solito ad una tale svalutazione,l'inflazione si attesta su un terzo.Molte altre variabili influiscono sull'inflazione. Fra  svalutazione e  inflazione  c’è  in  mezzo  un  oceano  di  elementi,  fattori,  variabili,  caratteristiche produttive  di  un  certo  sistema  paese  che  impediscono  la  postulata  e  quanto  mai assurda relazione diretta di causa effetto fra svalutazione e inflazione.
Fatto sta che:
- 8 settembre del 1992 uscita dell’Italia dallo SME ,svalutazione nominale effettiva del 20%,inflazione 5%
- Dall’agosto  del  2008  al  febbraio del  2009  la  moneta  polacca  si svaluta  51%,  cosa  sarà  successo
all’inflazione  in Polonia? l’inflazione  in  Polonia  diminuisce  dal  4%  al3,2%!

Forse l’automa …..è male informato!Bisogna  spiegargli  la  semplice  differenza  tra inflazione e svalutazione: 
l’inflazione misura il valore interno  della  moneta  tramite  il  potere  di  acquisto,la  svalutazione  (o rivalutazione)  serve  invece  a quantificare  il  valore  esterno  della  moneta  tramite il tasso di cambio.
La verità é che 
l’inflazione  mantenuta  artificialmente  bassa  in Europa serve più  che  altro  a proteggere  nel  tempo  il  valore  dei  grandi  patrimoni accumulati  dagli  oligarchi,  dai  capitalisti, dagli  speculatori,  e  da  tutti coloro che vivono di rendita senza sapere neppure cosa sia il lavoro.. 


C - Usciamo dall'euro,e il cambio é 1 Nuova Lira= 1 Euro (per comodità di conto)

Nel mercato interno non succede praticamente nulla,1 kg di pane costerà 1 Lira,invece di 1 euro.
Idem per i risparmi,resteranno identici,a meno che non vogliate comprare una casa in Olanda o una BMW tedesca.Certo costerebbe di più.E allora? Compreremmo più auto italiane.
Ma avrebbero convenienza i tedeschi a mantenere una tal situazione,con loro prodotti fuori mercato? Certamente no.(ecco perchè temono l'uscita dell'Italia,un mercato importante per la Germania)

D - Certo le importazioni costerebbero di più,ma i nostri prodotti sarebbero molto più convenienti....le esportazioni aumenterebbero di molto (grazie al recupero della competitività di prezzo delle aziende italiane rispetto a quelle estere e ad un miglioramento della domanda interna),facendo riapprezzare la nuova lira (la domanda di lire cresce presso gli importatori per pagare il loro import),fino a raggiungere l'equilibrio del sistema a medio termine.

E - Naturalmente,ritornando uno Stato Sovrano ,uscendo dall'euro ,e con una BC nazionalizzata,é questa che decide i tassi d'interesse.
In  uno  scenario  di  uscita  dell’Italia e  ritorno  alla  lira,con  tutto  ciò  che  comporta  in  termini  di  ripristino  di  una corretta  e  normale  politica  monetaria  da  parte  della  “nostra”Banca  Centrale Nazionalizzata,  non  si  capisce  bene  il  motivo per  cui  l’autorità  monetaria  nazionale  dovrebbe  subito procedere  ad  un  aumento  dei  tassi  di  interesse:  la  nostra bilancia  commerciale  è  pressoché  in  pareggio    e  con  la svalutazione  della  nuova  lira  dovrebbe  andare  rapidamente  in surplus,  mentre  il  perdurante  deficit  delle  nostre  partite correnti  è  dovuto  soprattutto  agli  interessi  sul debito  da corrispondere agli investitori stranieri.
I  tassi  di  interesse  potranno  essere  invece  gestiti tranquillamente  da  Banca  d’Italia  , adeguandosi  al  basso regime  di  tassi  di  interesse,  che  al  momento  viene  adottato un  po’ dovunque  da  tutte  le  Banche  Centrali  del  mondo  e consente  un  abbondante  afflusso  di denaro,  quanto  meno nel settore bancario.
La  Banca  Centrale  riprendendo  a  sostenere  direttamente  i deficit  pubblici  come  avveniva  prima dello  sciagurato divorzio  fra  Banca  d’Italia  e  Ministero  del  Tesoro  del  1981,agendo  da  acquirente residuale  dei  titoli  invenduti  può controllare  adeguatamente  i  tassi  di  interesse  sui  titoli  di Stato.


F - Il governo tasserà e spenderà in Lire,ma chi avrà un conto corrente in euro potrà mantenerlo.Ovviamente,dovendo poi pagare e comprare in Lire,sarà lo stesso correntista a dover cambiare gli euro in lire.(sempre che l'uscita dell'Italia (o della Francia) che non é la Grecia (2% del Pil europeo)non determini,come probabile,il crollo  dell’unione  monetaria  in  toto,  siglando  la  fine  dell’euro.nel qual caso ci sarebbe un riallineamento di tutte le monete europee,in base al cambio flessibile)

G - Un governo a moneta sovrana,potrà dar impulso alla DOMANDA,a tutto il sistema produttivo...finanziando opere,infrastrutture....creando così VERA occupazione,REDDITI  e aumentando la ricchezza del Paese.
Non esiste nessun pericolo di inflazione almeno fino alla piena occupazione...ma uno Stato sovrano ha comunque diversi strumenti per controllarla: emissioni di titoli per drenare circolante,imporre tasse (che hanno una ragion d'essere solo nei periodi dio crescita,e non come nella attuale situazione di vergognosa  austerity....una totale demenza l'aumento di tasse..)
Non dovrebbe più inoltre pagare interessi per finanziarsi,pagando tassi superiori all'inflazione,cosa che non consentirà mai di pagare nessun debito.Perché mai chi acquista titoli di stato privi di rischio e con la garanzia di essere ripagato a scadenza, dovrebbe ottenere rendimenti superiori all’inflazione? (come accade ora)

Un piccolo esempio di questa aberrazione (dati 2013)

Due ipotesi: USA e ITALIA

PIL Reale + Inflazione > Tasso d’indebitamento  Riduzione del debito
PIL Reale + Inflazione < Tasso d’indebitamento  Aumento del debito

Per gli USA abbiamo:
   2,2 + 2 > 1,8%  -  il debito si riduce del 2,6% ogni anno (4,4-1,8)

Per l’Italia abbiamo:
 -2,2 + 2,5 < 4% -  il debito sale del 3,7% ogni anno  (4-0,3)
 ( diciamo che raddoppia quindi ogni circa  25 anni)

Mentre l’economia USA cresce annualmente del 4,4%, la nostra povera Italia segna un preoccupante + 0,3% (-2,2 + 2,5= 0,3)in termini di crescita nominale.
Mentre l’Italia paga tassi d’interesse del 4% , gli USA pagano interessi dell’ordine dell’1,8% grazie al fatto che attraverso i vari Quantitative Easing comprano il debito emesso comprimendo i tassi .
L’Italia invece deve collocare i titoli (BTP,CCT,CTZ) sul mercato e pagare a questo un premio ben più elevato.
Il tutto accade paradossalmente mentre gli USA fanno deficit di bilancio del 7-8% annui e l’Italia, grazie al fiscal compact voluto da tutte le forze politiche in Parlamento, realizza degli avanzi primari di bilancio aumentando le tasse e cercando di comprimere la spesa pubblica.

Posto che il deficit è la condizione fisiologica di uno Stato che eroga servizi alla popolazione e che è da imbecilli pensare di voler realizzare dei Surplus di bilancio ( cosa che accade oggi), la normale conseguenza di un innalzamento delle imposte e riduzione della spesa è la contrazione della domanda, dei consumi e quindi del PIL.
Se il PIL si riduce, il rapporto Debito/PIL cresce e finisce fuori controllo come oggi, dove nonostante gli sforzi fatti , siamo in una situazione disperata. Altro che tendere al 60 %; qui si andrà dritti dritti al 150%!!

Il fiscal compact è una follia, una mostruosità: imporre a forza il pareggio di bilancio pubblico in Italia è un cappio al collo che ci strangola perché distrugge l’economia reale e vede comunque aumentare il rapporto Debito/PIL.
Se si procede attraverso l’Austerity ( riducendo la spesa ed aumentando le imposte),il reddito nominale non aumenta più e se per finanziare il tuo debito sei costretto a ricorrere al mercato per vendere i BTP, allora dovrai pagare tassi ben superiori all’inflazione anche di un 3%.
Il risultato? Il risultato è che nonostante tutti gli sforzi, ogni anno il debito pubblico aumenta,e il rapporto Debito/PIL finisce col peggiorare.

H - Il discorso sul maggiore costo dei mutui in euro, conseguente ad un ritorno alla lira e tirato in ballo ripetutamente dagli automi come controprova del disastro catastrofico di  un’eventuale  uscita  dalla  zona  euro,  risulta  in  effetti  l’argomento  più  facile  da smontare  e  in  un  certo  senso  quello  più  esilarante.  Secondo  i  ridicoli  e  caracollanti sragionamenti  degli  automi,  chi  ha  contratto  un  mutuo  in  euro  vedrebbe aumentare  il  costo  del  debito  e  della  corrispondente  rata  del  20%  circa,  in  seguito alla svalutazione dello stesso ordine di grandezza della lira.
Ma  se  questo  nuovo  debito  venisse  denominato  in  nuove  lire,  con  un  rapporto  dicambio  di  1:1  con  l’euro,  di  quale  perdita  stiamo  parlando?
 I  mutuatari pagheranno  il  loro  debito  con  la  nuova  moneta,  senza  accorgersi  minimamente  del passaggio  (la  svalutazione  nei  confronti  delle  monete  estere  non  entra  affatto  in gioco  in  questo  caso,  perché  stiamo  parlando  di  un  processo  tutto  interno  alla giurisdizione  nazionale)  e  anzi,  qualche  punto  di  inflazione  in  più li  aiuterebbe  a ripagare  con  meno  affanni  il  debito  ancorato  invece  al  vecchio  valore  della  moneta(l’inflazione  aumenta  sia  i  prezzi  dei  beni  che  dei  salari,  mentre  il  valore  nominale del debito  non viene modificato, diventando più gestibile nel corso del tempo).


Tornando alla nostra povera Italia,la verità è che siamo circondati da un manipolo di talebani dell’Euro e dell’Europa,una schiera di pirla di destra, sinistra,centro che non solo non capiscono l’economia , ma neppure l’aritmetica.

Insomma,non riesco a trovare nessuna seria controindicazione ad una uscita dalla Ue e dall'euro da parte dell'italia....ammesso poi che l'euro esista ancora....
Vedo solo vantaggi a ritornare sovrani e a gestire la propria moneta.

venerdì 13 giugno 2014

QUESTA LARVA DI REPUBBLICA E' FINITA

Il marciume ormai sommerge tutto.Politici,imprenditori,tecnici dello Stato,controllori,finanzieri,magistrati,sindaci,agenzia delle entrate,presidente della Repubblica,media vergognosi,banchieri,eurousurai....un maleodorante blob in cui sta annegando il Paese.
La menzogna,l'ipocrisia e il ricatto sono la sola arte di governo...non c'è nessun nuovo che avanza,ma solo vecchi gattopardi corrotti e venduti che continuano ad ingannare il popolo.
Non è una esagerazione,basta guardare i fatti di ogni giorno.

Le riforme annunciate (sempre siamo a questo stadio) sono di una ridicolaggine unica come cura della malattia,una solenne presa in giro che non potranno mai risolvere nulla.Solo un misero gioco di prestigio per continuare ad esercitare il potere per il potere.
Questo stato va rivoltato da cima a fondo,nella sua decrepita struttura,nella Kostituzione ,funzionale solo alla cricca e dove il popolo (detto sovrano) non conta nulla...nella burocrazia...nel fisco.....in tutte le sue bizantine istituzioni e funzionamento

Il pentolaio é solo l'ultimo liquidatore del Paese,un illusionista che ha fatto della menzogna la ragion d'essere del suo governo non votato,servo di altri padroni.
Prendiamo l'unica cosa che ha fatto,dopo aver promesso di spaccare le montagne.I famosi 80 euro,unico argomento ripetuto come un mantra (non avevano altro) da tutto un governo.
Già l'ufficio bilancio del Senato aveva espresso forti dubbi sulle coperture,bollati dal pentolaio come "tecnicamente falsi".....ora anche quello della Camera solleva gli stessi dubbi in merito.
Stavolta il pentolaio tace.
Tanto valeva che ne avesse dati 160 di euro,anche il mio fruttivendolo sa governare in questo modo.
Per non parlare di quanto costerà ai malcapitati percettori di questa carità...!

La legge elettorale é solo un porcellum peggiorato,la riforma delle province e del senato una comica,il jobs act una eterna precarizzazione del lavoro,quella della PA un pasticcio garantito.
Ci vuol altro per riformare davvero le istituzioni di un paese...! E' la forma generale dello Stato da cambiare,non tappare qualche buco.Una tal repubblica parlamentare,con annessi e connessi di Corti varie politicizzate,non funziona più.In Europa gli esempi non mancano.

A livello internazionale poi,l'Italietta conta come il due di coppe.... ed il nostro pentolaio è considerato poco più che un cameriere,come si é visto al G7
(Dopo le riunioni ufficiali del G7, Obama ha organizzato una riunione strategica "con i partner europei" (quindi niente Cina, niente Giappone) per stabilire alcuni "punti fermi nella strategia politica globale dei prossimi mesi".Questo recitava l’ordine del giorno e l'ora era le 17.
Il nostro premier, svolazzando come un’oca giuliva si è accodato, tutto contento.
Ed ha avuto una pessima sorpresa, ha infatti scoperto che l'Italia non era stata invitata.)

E in Normandia,che c'è andato a fare il rottame Napolitano? che c'entra con Omaha....?

Ora si vuol stroncare la corruzione con il solito Commissario,con più o meno poteri ..poco cambia.
Vista la onnicomprensiva trasversale cupola di Expo e Mose,chi può garantire che non succeda la stessa cosa con gli uomini del commissario speciale?
L'unica cosa che serve è una chiara procedura sugli appalti (e non con 200 articoli),ma sopratutto con l'esempio deterrente:carcere a vita e confisca dei beni.. Impiccarne uno per educarne cento...funziona sempre...questi non sono psicopatici sbandati a cui poco frega della galera...ci tengono alla bella vita e alla grana....Altrimenti,passata la festa,gabbato lo santo,come sempre.

Capitolo magistratura: sarebbe ora di smontare una volta per tutte l'appropriazione indebita di potere di questa categoria di impuniti,sia con la responsabilità civile (gli italiani hanno votato un referendum in questo senso...che fine ha fatto?),sia con la divisione delle carriere ,altrimenti non ci sarà mai un processo equo.Sciogliere ogni corrente politica al suo interno...un controsenso...e vietare i doppi incarichi.
Insieme a Bankitalia,uno stato nello stato.Due organismi incontrollabili.
Il Governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco e gli altri membri del direttorio rifiutano di  tagliarsi sensibilmente lo stipendio come stabilito dal decreto legge sugli 80 euro di Matteo Renzi.
A intimare lo stop a una riduzione che sarebbe stata sensibile (dagli attuali 495mila euro lordi annui ai 240mila euro previsti come tetto massimo dal premier) è stato il presidente della Bce, Mario Draghi con il più classico degli slogan: «Giù le mani dalla Banca di Italia»
Capito?

Continua l'invasione immigrati,il governo se ne frega,incapace di prendere opportune misure.....addirittura manda navi da guerra per il trasporto.

Altro vulnus nazionale,la vergognosa stampaglia e i media che hanno solo il compito di disinformare.Sospendere ogni contributo pubblico ai giornali...si finanzino coi lettori o chiudano,non sentiremo la mancanza.Così come il carrozzone Rai: si tenga un solo canale di servizio pubblico e si vendano gli altri.Il canone va abolito,non c'è più bisogno di dare 3-4 milioni a Fazio e soci....solo buffoni prezzolati.

Non parlo poi del capitolo euro,di cui già abbiamo abbondantemente sviscerato in ogni dettaglio la truffa e la complice sudditanza di tutti i governi.

Chissà quante altre cose ho dimenticato,ma la sintesi è che questa Repubblica va rifatta completamente,e per farlo avrebbe ormai bisogno di una vera rivoluzione popolare,con metri di corda in mano e con la Petite Louise in ogni piazza...un repulisti generale.... non è democratico? Non fa nulla...a mali estremi,estremi rimedi.
Oppure,per salvare questa farsa di Repubblica bananiera, occorrerebbe un miracolo che però non saprei indicare...

Nel contempo che si discute di riforme sul nulla, la disoccupazione,il debito e lo smantellamento industriale continuano.Una tragedia a cui questo governo non ha alcun rimedio.



Non manca il comico che sempre accompagna la tragedia di questi regimi pulcinelleschi.


- I marò,sempre più intristiti ( e aggiungo incazzati con la fuffa politica italiota che li ha scambiati con gli Indiani per un pugno di dollari,rimandandoli in galera) in collegamento Tv.
Parole di rito a bocca stretta,facce rabbuiate....e la Gianni Pinotta ministra dell'Indifesa che fa? mostra loro la maglietta della Nazionale dei pallonari....!
Meglio sarebbe dire,di questa ridicola Repubblica di fessi pallonari piddioti...!


- Sento al TG ,di solito un palcoscenico di mentecatti, un'impavido Cottarelli che,senza sprezzo del ridicolo,dice che per risparmiare bisogna spegnere le luci nelle città.Quanto ha preso di stipendio questo paraculo per dire ste cazzate?Dopo mesi di spending review,e con tutto quel che succede,questo demente se ne esce con sta dichiarazione....!
Siamo veramente in mano a deficienti qualunque....riaprire qualche manicomio non sarebbe male!

- Nel 2012, “l’oscar di bilancio”, ambitissimo riconoscimento concesso ogni anno dalla Ferpi (federazione relazioni pubbliche), fu assegnato alla debenedettiana  Sorgenia !
E pure sotto "l'Alto Patronato del Presidente della Repubblica..... per la serie "Guardate come siamo trasparenti".
Alla voce "Società e Grandi Imprese non Quotate", c'è un nome diventato sinonimo di 2 miliardi di debito e due settimane di cassa residua. E' la "Sorgenia" della famiglia De Benedetti.


- Educazione finanziaria ai giovani,convegno promosso dalle banche.
Relatori:
Federico Ghizzoni,presidente Unicredit...indagato a Bari per bancarotta
Alessandro Profumo,presidente MPS...indagato a Bari per bancarotta.
Per completare il quadro:ci voleva la procura di Trani per sputtanare il sistema bancario italiano -
alla sbarra saccomanni, tarantola, luigi abete, mussari, profumo, ghizzoni e caltagirone: tutti accusati di aver creato un sistema di tassi di usura con l’avallo di Bankitalia -


- LA PEGGIOR FUFFA ITALIOTA

Siamo alla farsa con questa lista di barboncini del padrone....la Spinelli (cofondatrice della fogna giornalistica “Repubblica”,ha partecipato alla riunione segreta del Gruppo Bilderberg, nel 1980 e 1993)...,nomen omen,una impasticcata che oltre alla figura da pezzente con la faccenda del seggio,nella sua ansia di firmare pure gli appelli per la carta da cesso,firma una petizione pro PPE e Juncker (tanto per confermare la devolution neuronica di sti firmaioli dai decrepiti riflessi pavloviani.....pure la Guzzanti),salvo poi scusarsi...altra figura da peracottara.....
Poi arriva l'altro squallido della compagnia fochettara,l'eurodeputato tsipras Curzio Maltese che dice,ora guardiamo al PD.....povero Tsipras,il greco.....con questi burattini di Repubblica,amici degio strozzino europei, non hai idea con chi ti sei messo.....una fuffa di segaioli mentali,cagnolini del padrone,ipocriti d'antan....e al servizio del peggior delinquente impunito della Repubblica....il bancarottiere,il truffatore di Stato,il distruttore dell'Olivetti,l'inquinatore,l'evasore,cittadino svizzero Carlo De Benedetti


Le quote rosa-pirla e un vecchio rottame......sentite queste dementi....!










martedì 10 giugno 2014

PERCHÉ LA RUSSIA NON INTERVIENE MILITARMENTE IN UCRAINA

Un articolo che "si deve leggere", tratto da worldcrisis.ru, che spiega perché la Russia non interviene in Ucraina.
L'articolo originale russo (prima tradotto in inglese) permette di spiegare i motivi della apparente "passività" della Russia in Ucraina.La miglior spiegazione della politica e degli interessi del Cremlino.

Il livello delle discussioni analitiche su Internet in Russia è descritto molto bene dal politologo Simon Uralov: "Se vogliamo credere che la crisi ucraina sia cominciata solo per una follia dei colleghi di Kiev e che questo li abbia fatti arrivare a crisi isteriche e alla sete di sangue, questa è una considerazione fondamentalmente sbagliata. Questa stessa idea passa per la mente anche ad un numero incredibile di colleghi di Mosca".

Lo scopo di questo articolo è fare un passo indietro, prima della crisi isterica, e fare una fredda analisi sul perché in Ucraina si è arrivati a questa situazione.

Comincerò con i primi chiarimenti su diversi argomenti che hanno una grande importanza emotiva:

Il Cremlino era preparato ad affrontare gli eventi in Ucraina ?  e adesso sta improvvisando ?

Vi consiglio di leggere Wikileaks : dove c'è la prova che il Cremlino aveva già spiegato chiaramente agli americani, nel 2008, gli scenari che vediamo oggi:
"Gli esperti dicono che la Russia è fortemente preoccupata per le forti divisioni che esistono in Ucraina sulla decisione di aderire alla Nato, a causa della forte componente etnica russa che è contraria all'adesione e che potrebbe portare a forti opposizioni, violenze o nel peggiore dei casi, alla guerra civile. In questo caso la Russia dovrebbe decidere se intervenire, e questa è una decisione che la Russia non vuole dover prendere".
Pertanto è logico supporre che l'evoluzione degli eventi per il Cremlino non ha costituito nessuna sorpresa e che questa possibilità, anche se sgradevole, era già stata contemplata in uno scomodo "piano E".

Per capire quello che farà prossimamente il Cremlino partiamo dal definire quali sono i suoi obiettivi:

1 - Non permettere l'ingresso dell'Ucraina nella NATO.
2 - Non permettere l'istituzione e la stabilizzazione in Ucraina di un regime russofobo, filonazista (per evitare di doverlo poi denazificare).
3 - Non consentire il genocidio della popolazione russa del Sud - Est.

La cosa ideale per la Russia sarebbe realizzare tutti e tre gli obiettivi contemporaneamente, evitando di bloccare l'economia russa durante il suo riorientamento verso l’Asia e, allo stesso tempo, evitando che gli americani risolvano i loro problemi economici a spese della UE .

Come si possono realizzare questi obiettivi ?

Prendiamo in esame lo scenario più semplice e vediamo quali sono i punti vulnerabili e le conseguenze negative: L'esercito russo entra in Ucraina e in pochi giorni dopo arriva a Kiev, poi sottomette tutta l'Ucraina. "I patrioti" giubilano ci sono le sfilate sulla Chrešcatyk (strada principale di Kiev) ecc.

Sembra che tutti e tre gli obiettivi siano stati raggiunti, ma sorgono dei problemi:

1)  Nell'Unione Europea dove da molto tempo la elite imprenditoriale ha pestato i piedi ai politici ed ha spinto il freno sulle sanzioni, il "partito della guerra" (alias il " Partito degli Stati Uniti " o meglio il "Partito della Pax Americana") sta evidentemente trionfando. Viene applicato contro la Federazione russa il massimo di sanzioni reali, con un effetto terrificante sull'economia europea, che immediatamente cade in recessione. Non c'è niente da stare allegri.
In questo contesto gli americani hanno gioco facile per spingere alla firma della loro versione del trattato per una partnership sugli investimenti e sul commercio transatlantico (Transatlantic Trade and Investment Partnership, TTIP), un patto commerciale che trasformerebbe la UE in un'appendice dell'economia USA. I negoziati su questo trattato sono ancora in corso e, per gli americani, l'entrata di truppe russe in Ucraina cadrebbe proprio a fagiolo. Le sanzioni (potenziate rispetto ad oggi)contro la Russia distruggerebbero gli affari europei e l'accordo commerciale con gli USA li finirebbe definitivamente..

Alla fine siamo arrivati a: una Unione Europea che sembra uscire dalla guerra - con gli Stati Uniti, vestiti a festa, che potrebbero papparsi con gioia tutti i mercati europei, dove non avrebbero più concorrenza - con la Federazione russa non in perfetta forma.
Non vi pare che in questa situazione qualcuno si fa fregare? E quel qualcuno non sono proprio  gli USA ?
Tra l'altro non bisogna neanche prendere in considerazione il fatto che i politici europei si dovrebbero rifiutare di vedere il suicidio della loro economia. Gli euro-burocrati sono capaci anche di fare peggio, come dimostra la pratica.

2) Con un intervento in Ucraina, oltre al fatto che il Cremlino farebbe un favore a Washington, si sarebbe anche dovuto pensare agli effetti nella stessa Russia.

Se le sanzioni contro la Russia fossero state imposte prima della firma del mega-contratto trentennale del gas con la Cina, la Cina sarebbe stata in condizione di spuntare un prezzo migliore in una posizione di forza. Infatti, avrebbe potuto negoziare con un ricatto nell'aria (questo si può, comunque, vedere dal comportamento della Cina, anche se non chiaramente).

Se le sanzioni contro la Russia fossero state imposte prima della sigla del mega-contratto petrolifero con l'Iran, con cui la Rosneft potrà controllare altri 500.000 barili di petrolio al giorno, anche l'Iran sarebbe stato in grado di negoziare un prezzo migliore da una posizione di forza.
D'ora in poi tutti i tentativi (degli USA) di mettere in piedi qualcosa che possa ostacolare la consegna delle importazioni di cui abbiamo bisogno, saranno molto, molto costosi.

Se le sanzioni fossero state messe prima della firma dell'accordo sulla costituzione della Comunità Economica Eurasiatica, immaginate se Lukashenko e Nazarbaiev non avrebbero provato a tirare il collo a Putin durante i negoziati ! C' è mancato veramente poco che Mosca, per creare l'EurAsEC, dovesse anche pagare per vendere il suo petrolio.

3)  La Federazione russa avrebbe dovuto assumersi la responsabilità di risanare l'economia ucraina e di doverla denazificare: dove avrebbe trovato gli uomini necessari da impiegare come " denazificatori", come "caschi polverosi" (se qualcuno avesse dimenticato, secondo Okudzhava, furono i commissari con i caschi polverosi che piegarono gli eroi morti nella guerra civile) per combattere gruppi compatti di ucraini-nazisti, e contro l’appoggio inviato dall'estero.
Nel complesso, è chiaro che questo tipo di scenario sarebbe a tutto vantaggio degli Stati Uniti e della Cina. Alla Russia resterebbe solo il profondo senso di soddisfazione morale, e tutte le questioni economiche da risolvere, insieme alle future maledizioni dei " generosi" (????? ) ucraini, infelici per dover vivere in un regime di "occupazione".

Che tempistica seguono i punti più sensibili dell’economia russa?

Contratto del gas con la Cina - maggio-giugno (firmato il 21 maggio)
Contratto petrolifero con l'Iran prossima estate (Ecco perché gli Stati Uniti hanno revocato l'embargo, per la maggior vicinanza della Rosneft alla BP e meno alla Exxon Mobil . Dove andrà il petrolio ? Verso la Cina).
Importante! Le elezioni per il Parlamento europeo, che hanno portato un sacco di voti euroscettici, alleati della Russia . Dopo le elezioni del 25 Maggio, cambierà la composizione della la Commissione Europea – e sarà molto più facile lavorare con i nuovi arrivati. Ancora più importante ! Il contratto del gas siglato con la Cina , i deputati neo-eletti saranno più disponibili per il South Stream.
Entro maggio raccolta dei documenti / permessi / etc , per la costruzione del South Stream -
Questo è solo quello che è visibile ad occhio nudo, ma ci sono altri aspetti, molto importanti, che non hanno ancora una scadenza definita sul calendario :

A) Transizione verso i pagamenti per l'energia in rubli.
Petrolio e gas non sono patate: per averli si stipulano contratti a lungo termine che non si possono modificare unilateralmente e che richiedono un lungo lavoro di ricerca nel caso si voglia sostituirli con altri tipi di carburanti o si vogliano cambiare le modalità e i paesi di approvvigionamento.

B) Transizione alla quotazione dei prezzi dell’energia in rubli (per il commercio in rubli) sui mercati russi. È un lavoro assolutamente infernale, però, se non altro, nessuno mai ha fatto niente di simile.

C). Creare un proprio sistema di pagamento.

D). Preparazione di un sistema di importazioni sostitutivo definitivo e migliorativo con i fornitori asiatici (non come emergenza temporanea).
La lista può e deve continuare, questo è quello che vedo, il Cremlino ha orizzonti molto larghi.


Ora mettiamoci pure le interessanti iniziative del Ministero degli Esteri russo, che non sta certo fermo a guardarsi i pollici. Ad esempio il Vice Ministro Karasin lo scorso 6 maggio era a Doha, dove ha incontrato tutta l'elite del Qatar. I risultati, a mio parere, sono stati scioccanti.
Secondo il Ministro degli Esteri, l'emiro del Qatar ha detto di apprezzare la "politica regionale convincente e coerente della federazione russa", affermazione molto inaspettata da un paese che non solo è alleato degli Usa e ramo politico della Exxon mobile in Medio Oriente ma è anche avversario assoluto della Russia in Siria.
Questo fa capire che c'è anche dell'altro nel cofanetto: il fatto è che i sogni americani di riempire il mondo con gas a basso prezzo, sarebbero una condanna a morte per il Qatar e la sua elite, senza prezzi del gas molto alti, il Qatar non solo perde ogni speranza di grandezza regionale, ma diventa un cadavere.
Doha si sta concentrando rapidamente per offrire qualcosa di interessante: "allo stesso tempo, è stata messa enfasi nell'accelerazione del coordinamento del Forum dei Paesi Esportatori di Gas (GECF)" , il prossimo vertice (Che coincidenza!) si terrà in Qatar.
Il Forum dei Paesi Esportatori di Gas è un'organizzazione che comprende paesi come la Russia, Iran, Qatar, Venezuela, Bolivia e altri esportatori che il Cremlino, per lungo tempo, ma senza successo, ha cercato di trasformare in qualcosa di analogo all’OPEC, per il gas.

E' possibile che sia giunta l'ora per un potenziale cartello del gas.
In primo luogo, i tre maggiori esportatori di gas : Russia, Qatar e Iran hanno interessi molto simili e dovrebbero essere in grado di lavorare con gli stessi obiettivi per condividere e "prendere in consegna le chiavi" del mercato del Gas Naturale (LNG) e delle pipeline del gas.
Questo cartello del gas, anche se in formato ridotto (solo Russia, Qatar e Iran) controllerà almeno il 55 % delle riserve mondiali di gas e avrà notevoli opportunità di influenzare fortemente i mercati energetici della UE e dell'Asia. Naturalmente, un simile progetto comporterebbe un sacco di problemi e incontrerà tante opposizioni, nessuno può garantire che funzionerà , ma è importante vedere Mosca che sta cercando attivamente qualsiasi opportunità per prendere dei vantaggi strategici nella sua lotta contro gli Stati Uniti.

Speriamo che adesso sia chiaro di che cosa si sta occupando il Cremlino, che cosa sta cercando di guadagnare dalla situazione ucraina e perché questo sia tanto importante.

Torniamo ai problemi direttamente connessi all'Ucraina e vediamo che anche l'attuazione di tutti i più importanti progetti di politica estera non aiuterebbe a contribuire alla denazificazione di Kiev e non basterebbe a far acclamare le truppe russe o l'esercito ribelle della Novorossia, almeno nelle regioni centrali.

Se l' esercito della Novorussia ha problemi con le mobilitazioni di Lugansk e Donetsk, poi sarà molto, molto difficile lavorare dall'interno delle regioni zombificate. Tuttavia, sembra che presto, accanto alla Federazione russa, si schiereranno sul campo di battaglia il colonnello Fame e le Forze Speciali del Giperok ( l’"iperinflazione"), che cambieranno radicalmente gli equilibri di potere.

L'economia ucraina è finita. Le semine primaverili sono state disastrose, le coltivazioni di ortaggi distrutte (dalle gelate), nessuno fa più credito, ci sono problemi con il gas, il prezzo del carburante si è impennato, possiamo tranquillamente dire che l'economia sarà travolta da una bestia del nord, forte e soffice.
Nessuno darà un soldo alla giunta, nemmeno il FMI, che ha promesso qualcosa intorno a 17 miliardi di dollari (solo la metà di quanto servirebbe all’Ucraina per quest'anno), ma con una "clausola di salvaguardia" nel contratto: se Kiev non controllerà tutte le regioni, non solo Kiev, non arriverà nemmeno un centesimo. 
Fame, freddo e iperinflazione (causata dal crollo della grivna) lavoreranno attivamente per indebolire la giunta e per far ragionare le menti dei " generosi" ( shchirykh ) ucraini : certo non arriveranno ad amare la Russia, ma questo è un dettaglio, basterà che comincino a ricordare il periodo Yanukovich, come dolce sogno irraggiungibile.
Il caos inevitabile e il collasso totale delle strutture sociali, insieme a una guerra civile strisciante garantiranno che la NATO continuerà a  non accettare l'Ucraina, fino a quando non sarà sullo stesso "binario dell’Europa", e anche i politici USA, più o meno moderati, non faranno nessuna mossa, perché ovviamente non sarebbe utile a far vincere gli Stati Uniti, anzi potrebbe solo trascinare il paese in una guerra nucleare.
Inoltre, nel contesto di un collasso economico totale per i minatori, i metalmeccanici e tutti gli altri lavoratori ucraini ora saldamente attaccati al loro lavoro - con la paura di perdere lavoro e speranza di "mandare avanti in qualche modo la baracca" - sarà tutta un'altra musica e dovranno partecipare in un modo o nell'altro a risolvere i problemi politici e economici della nuova Russia. E forse dovranno partecipare anche con le armi.
Allo stesso tempo, la Giunta– che si chiama Poroshenkoquella imposta (al paese) dall'Unione Europea, avrà un forte incentivo a negoziare con Mosca e a fare concessioni accettando dei compromessi.
E poi i sarà la nuova Commissione Europea - che ha bisogno di pace e stabilità per far passare dall'Ucraina il gas che viene dall’est - che spingerà Poroshenko in questa direzione, che poi sarà  la stessa direzione verso cui spingeranno gli sconvolgimenti sociali causati dal colonnello fame e dall’iperinflazione.

Tutti questi fattori, insomma, aprono grandi opportunità a un Cremlino che vuole riformattare l'ex Ucraina in qualcosa di appropriato per gli interessi della Federazione russa.
E' proprio questo lo scenario che gli Stati Uniti stanno cercando di evitare ed è per questo che gli USA hanno seri motivi per accelerare la trasformazione del conflitto in una fase calda con l'impiego di truppe e un massiccio spargimento di sangue.

Se poi calcoliamo quanto tempo ci vorrà per far arrivare il paese alla "fame",  quello che ci vorrà per risolvere i problemi di politica estera alla Russia e quello per creare un sistema di collaborazione lavorativa con la Cina e l'Iran, indipendente dal dollaro e dal riposizionamento delle importazioni ecc..., approssimativamente si arriva alla conclusione che serviranno ancora da cinque a nove mesi (cioè si arriverebbe a quel mese di dicembre, che Yanukovich aveva tentato di negoziare) per uscire dal periodo di stallo per gli ucraini e per sbloccare le altre questioni che daranno il massimo vantaggio alla Russia.

Durante questo periodo, sarà necessario fare in modo che l’Ucraina mantenga uno stato di guerra civile (cioè appoggio a DNR  e LNR, e per la Russia non sarà necessario occupare Kiev troppo velocemente, per non crearsi altri inutili complicazioni ) e idealmente, in combinazione con la guerra civile, servirà avviare dei lunghi e faticosi negoziati all'interno dell'Ucraina, coinvolgendo gli osservatori internazionali, con un formato tipo 2 + 4, cioè, Poroshenko + Tsarev + Russia, UE, OSCE, USA ecc…

Il tocco finale. Negli ultimi mesi gli Stati Uniti hanno rallentato il lavoro della zecca riducendo il loro  "pump-priming" da 85 a 55 miliardi di dollari al mese. Molti si aspettano ( ad es. Reuters), che la macchina smetta di stampare per la fine di questo anno.  .
Questo perché, anche se il dollaro è la valuta internazionale, gli USA non possono continuare a stampare cartamoneta all'infinito - è impossibile.
Secondo varie fonti, gli Stati Uniti hanno quasi totalmente utilizzato la "forza della risorsa-dollaro” , con cui hanno fatto il bello e il cattivo tempo con la macchina della finanza. Inoltre, il corollario e l'effetto inevitabile di questi trucchetti sta riducendo i tassi sulle obbligazioni USA e questo, da un lato, aiuta Washington, che paga meno interessi per i suoi debiti, ma, d'altro, sta veramente soffocando l'intero sistema pensionistico e assicurativo statunitense che si basa sulla previsione di rendimenti molto diversi da quelli che attualmente hanno i titoli dei loro portafogli.

In parole povere, entro la fine dell'anno, gli Stati Uniti dovranno scegliere se far saltare in aria il loro sistema sociale per continuare a stampare soldi, o se ridurre notevolmente il loro appetito per dare una possibilità alla casa di non crollare.
A giudicare dalla riduzione della quantità di dollari che sta buttando nel sistema, sembra che Washington abbia deciso che prevenire una esplosione interna sia più importante delle sue ambizioni di politica estera.

Ora per completare il puzzle , facciamo le nostre previsioni:

L'America cercherà con tutti i mezzi di far aggravare la crisi in Ucraina per indebolire la Russia e sottomettere l'intero mercato europeo, prima di dover fermare le sue macchine stampa-dollari.

Il Cremlino cercherà di trasformare la crisi in Ucraina da una fase acuta in una fase di guerra-civile-cronica, rallentando i negoziati nel mezzo del collasso economico del paese. Allo stesso tempo, il Cremlino cercherà di utilizzare il tempo per creare le condizioni più favorevoli per il passaggio da un confronto duro con gli Stati Uniti ad un lavoro di sganciamento dal dollaro nei suoi rapporti con Cina, Iran, Qatar e creare un nuovo rapporto con la UE ecc.
Far terminare completamente la crisi a dicembre 2014, forse anche prima se gli USA dovessero desistere dal tentativo di esacerbare le ostilità.
E se gli USA non desisteranno ? - Allora ... una grande guerra ... una guerra per le risorse, perché il  “boom dello shale” è solo una qualsiasi bolla, come dice William Engdahl in Washington's Shale Boom Going Bust.

Fonte: http://worldcrisis.ru/crisis/1516927
(Tradotto da  Bosque Primario)
http://sadefenza.blogspot.it/2014/06/perche-la-russia-non-interviene.html
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Trasparenza del voto a Kiev

Ecco le urne in un seggio elettorale di Kiev: la foto dimostra quanto sono state trasparenti.
Sono infatti trasparenti le urne.

E così, in si vede che nella prima c’è un pacchetto di schede che doveva essere lì già da prima della chiusura con i sigilli; provate voi a infilare un simile pacchetto dalla fessura superiore, e vedere se resta così compatto cadendo dall’alto.
Forse avrebbero fatto meglio a usare urne opache...

E pensare che l’Occidente ha bollato di «elezioni farsa» quelle siriane, che hanno dato la vittoria ad Assad.
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Altri interessanti articoli sulla situazione,per un quadro più completo ai lettori che avranno la pazienza di leggere.

- Obama provoca e la Russia si prepara alla guerra.


- Gli interessi polacchi in Ucraina: una storia di vergogna 
(M.Blondet 02-06-14)

ARTICOLO DI BLONDET CANCELLATO SU RICHIESTA EFFEDIEFFE
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