domenica 30 marzo 2014

SOLO CHIACCHIERE E DISTINTIVO

Ben ritrovati amici.....riprendiamo il nostro dialogo

Solo chiacchiere e distintivo.....una famosa frase di Al Capone all'agente FBI che lo voleva arrestare.Dal film Gli Intoccabili....
Solo che ora si adatta perfettamente a tutti quei miserabili banditi ed ectoplasmi italioti che da anni ormai imboniscono le platee col solo "distintivo" di trovarsi in certe posizioni,quasi sempre non eletti e senza alcun merito,ma imposti dal solito padrone di turno o dai suoi vassalli.
Ultimo arrivato,il campione di questi parvenus,il pentolaio fiorentino chiamato Renzi,che ha preso l'Italia per una fiera paesana dove montare il suo palchetto di vendita lozioni miracolose.Naturalmente acqua di rubinetto.
Chi di voi ricorda la road map di questo ballista paraculo? A febbraio questo,a marzo quest'altro,ad aprile.....
Alla data odierna,nulla di fatto,manco la legge elettorale,prima del calendario....

Non parliamo poi del resto,un continuo affastellamento di faremo di tutto e di più,senza alcuna copertura ed organicità...giochi di prestigio che cambiano dalla sera alla mattina,con fantomatiche spending review (o spending depiù...come dicono a Roma) da rifare continuamente dopo mesi di Cottarelli work (molto ben pagato...)
Ancora qualche giorno fa da Mentana,il caro leader ripeteva che troverà le coperture dalla tassa 26% sulle rendite e dall'abbassamento dello spread.
Tutte speranze avvolte nell'incertezza....si destinano soldi certi (i famosi 80 euro) a fronte di entrate incerte.Ovvio che pure il primo che passa sarebbe capace di governare in tal modo.
La tecnica del furbetto: fare annunci e obbligare chi di dovere a trovare i soldi.Fatti loro...semplice e comodo,n'est pas..?Fatto sta che i conti sono conti,e i numeri numeri....e la Ragioneria dello Stato ha già fatto sapere molto gentilmente al pentolaio che i soldi non ci sono.Prova ne sia che ogni giorno,il Governo cerca di inventare cazzate di ogni genere pur di rassicurare gli sbandati italiani sulle fonti di denaro reperibili,poi subito smentite...e via così...
Sotto il velo di vaselina pro peones,il non saper che fare,il dilettantismo e il caos regnano sovrani.Se poi un pensa alla Madia,alla Boschi,a Poletti e franceschini vari...
Presumibilmente finirà al solito modo.....sturm und taxis....


Se poi passiamo alla questione Europa,il bimbominkia fiorentino dice una cosa diversa ogni giorno...minaccia sfracelli e poi si inchina all Merkel....il giorno dopo riprendono gli sfracelli e poi ancora marcia indietro,fino a precipitare nel teatro dell'assurdo.
Sempre da Mentana dice che Maastricht e il fiscal compact non si toccano,saranno rispettati,ma che occorre un'altra Europa.
Al giornalista in ginocchio che in un sussulto di dignità gli chiedeva se non trovasse una contraddizione su quanto detto e in che modo intendesse fare un'altra Europa,il pentolaio rispondeva con un fiume di parole che nulla c'entravano con l'argomento.Una arrampicatura senza corde sugli specchi.
A una timida possibile replica,Mentana cambiava scena attaccando con la vendita delle auto blù (altra fregnaccia...)
Capito l'antifona? Media appecorati e scemenze madornali del pentolaio.....vuol cambiare l'Europa mantenendo il tetto 3%,fiscal compact,mes.....!! Da non credere...!!
Ma tutti questi sapienti da bar credono che siamo tutti scemi?

Come già avevamo detto,questo è il più pericoloso di tutti i Monti e Letta insieme...perchè in mancanza di sostanza,viene spacciato come il nuovo,si magnifica la sua energia,il modo di fare ruffiano,il finto voler far presto,la simpatia...tutta manna per i leccazampe mediatici di regime,ansiosi di far dimenticare i peana e le sciocchezze a suo tempo elargite a Letta e Monti,saltando sull'ultima zattera a disposizione....

Ultimo esempio il duo teatrale di Roma con O'bamba,altro pagliaccio da circo osannato come genio dai soliti mentecatti pennivendoli.
Leggere quanto hanno scritto Repubblica,la Stampa.....c'è da vergognarsi per anni.....i due gemelli,bravo Matteo,finalmente un leader per l'Italia...ma sopratutto i toni da ultimi lacchè....fino a  magnificare una pacca sulla spalla come accreditamento mondiale del pentolaio.
In verità,O'bamba manco l'ha filato,gli ha solo imposto di cacciar i soldi per gli F-35 e dire che Putin é un despota....naturalmente subito accontentato.
All'abbronzato yankee non gliene frega nulla di Renzi e dell'Italia (e del povero straziante accattone Marino...alla ricerca di un autografo fin sotto le scalette dell'aereo....sapeste che dicono a Roma di questo pinocchietto...!)....non gliene frega nulla perchè sa che nulla ha da temere dai servi italioti....saranno sempre i bulgari dell'impero....
Lui era solo qui per prendere i voti cattolici nelle elezioni di mid term....quindi gli interessava il Papa....pur essendo in contrasto con tutta la politica sociale della Chiesa....sulla famiglia,gay.....in fondo non gliene frega nulla pure di questo troppo presto santo Francesco...solo spot elettorale.

A proposito,pure del Colosseo pare non gliene freghi nulla.
Questo pagliaccio ignorante,il lume e conducator dell'Occidente,dopo aver visto il Colosseo (costruito quando lui stava ancora sugli alberi) così ha commentato " è più grande di un campo di baseball"
Ditemi voi come uno sano di mente può uscirsene con sta madornale cazzata
Come se commentando il David michelangiolesco,se ne uscisse a dire che é più grande la statua della libertà.....
Ma che ce lo portate a fare al Colosseo...! Portatelo al McDonald o a Disneyland...glorie culturali yankee...!

IDEM MIHI FALLUM CLARE FRACTUM EST.....maccheronico,ma rende l'idea......

sabato 22 marzo 2014

UN BREVE STACCO....

AVVISO AGLI AMICI LETTORI

Fino alla fine del mese dovremo occuparci fuori sede di alcune nostre vicende personali e non potremo occuparci del blog.Abbiamo quindi pubblicato questi due post che nel frattempo potrete commentare e a cui risponderemo al ritorno.

- UCRAINA,UN’ALTRA COSA CHE NON CI HANNO DETTO - di M.Blondet
- IL TENTATIVO DI RIVOLUZIONE COLORATA IN VENEZUELA - di Attilio Folliero

Un saluto a tutti e a risentirci fra una settimana.

ARTICOLO DI BLONDET CANCELLATO SU RICHIESTA EFFEDIEFFE

UCRAINA: UN’ALTRA COSA CHE NON CI HANNO DETTO

Un sempre significativo contributo di questo giornalista

(M.Blondet -  11-03-14)

ARTICOLO DI BLONDET CANCELLATO SU RICHIESTA EFFEDIEFFE

IL TENTATIVO DI RIVOLUZIONE COLORATA IN VENEZUELA

Tachira
Riceviamo e pubblichiamo da Attilio Folliero,Caracas 22/03/2014


a)    Tentativo di rivoluzione colorata in Venezuela


Quando c’è una guerra esistono due teatri: un teatro di guerra vero e proprio ed un teatro virtuale; ossia esiste una guerra vera e propria combattuta con le armi ed una guerra virtuale combattuta a colpi di informazioni false.
La guerra virtuale, che in molti casi precede la guerra vera e propria è “combattuta” per preparare l’opinione pubblica e convincerla ad accettare la guerra (quella vera).

E’ questo uno schema ormai consolidato e sperimentato in tutte le guerre moderne e soprattutto nelle rivoluzioni colorate, sviluppate principalmente in alcuni stati post-sovietici. Nelle guerre virtuali grazie all’aiuto dei media si fabbricano “regimi repressivi” da abbattere, ossia il nemico, il governo di turno da abbattere viene mostrato dai media internazionali come profondamente disumano e repressivo nei confronti di una parte della popolazione che protesta pacíficamente (sic!); il fine è giustificare un intervento esterno, una guerra contro questo regime.
Repressioni inesistenti, bombardamenti fasulli contro civili inermi, fosse comuni inventate, testimoni di torture del “regime” preso di mira che spuntano come funghi, ossia tutta una serie di azioni che giustificano appunto l’intervento esterno. E’ successo ad esempio in Siria, in Libia ed altri paesi.

In tutte le rivoluzioni colorate, i media internazionali hanno seguito questo schema, mostrando repressioni di settori della popolazione che protestava pacíficamente contro il regime di turno. Tutto inventato ovviamente. Che sta succedendo in Venezuela?
Il Venezuela è interessato da un tentativo di rivoluzione colorata e quindi i media internazionali, seguendo lo schema illustrato sopra, hanno mostrato al mondo una realtà virtuale, totalmente inventata, in cui una parte della popolazione protesta pacíficamente ed il “regime”, il governo venezuelano interviene a reprimere violentemente. Media tradizionali (TV e stampa) di tutto il mondo, assieme alle reti sociali hanno mostrato una realtà venezuelana totalmente falsa: immagini di torture e repressioni di altri paesi fatte passare per fatti venezuelani o gigantesche manifestazioni di opposizione mai avvenute (1).

Quelli che per i media internazionali erano dimostranti pacifici in realtà hanno scatenato ondate di violenza, anche se circoscritte a poche zone del Venezuela. Da quando il 12 febbraio è iniziato questo tentativo di rivoluzione colorata, in Venezuela si sono contati ben 16.000 atti di violenza, con 31 morti attribuibili (alla data odierna, 19 marzo) direttamente a queste violenze ed altre persone decedute indirettamente sempre per questi atti di violenza. Queste manifestazioni violente sono rimaste circoscritte sempre e solo ad alcune zone ricche del paese; in totale sono stati interessati  18 municipi su 335 esistenti, poco più del 5% del totale.

b)   Le manifestazioni violente

Rivediamo alcuni dei principali atti violenti. Come preludio a tali manifestazioni, nello stato Tachira il 6 febbraio era stata attaccata la residenza del governatore Vielma Mora. Il governatore non era in sede, però hanno corso pericolo di vita i suoi familiari e numerosi studenti portatori di handicap, dato che nella stessa residenza funziona una scuola per studenti appunto portatori di handicap. Gli attacchi alla residenza del governatore dello Stato Tachira ed alle forze di polizia di questo stato si sono ripetuti varie volte nei giorni successivi. Gli attacchi alle forze di polizia hanno fatto registrare un saldo di 26 poliziotti feriti.

Il 12 di febbraio si sono avuti a Caracas tre morti ed oltre sessanta feriti. Il 16 febbario sempre a Caracas, nella zona orientale della città, nei quartieri della classe ricca, è stata attaccata una stazione della metropolitana ed una linea degli autobus pubblici; sono rimasti feriti 36 operai ed un paio di centinaia di passeggeri hanno dovuto far ricorso alle cure mediche. Il 18, nella città di Valencia una manifestante di opposizione, famosa per aver vinto uno dei tanti concorsi di bellezza esistenti in Venezuela, “Miss Turismo 2013”, ha ricevuto una pallottola alla nuca, sparata sicuramente da un manifestante di opposizione che si trovava alle sue spalle ed è morta dopo essere stata trasportata in ospedale; un manifestante di opposizione, amico della defunta ha confermato a CNN che gli spari provenivano dalle loro spalle, cioè dalle fila degli stessi manifestanti di opposizione (vedasi articolo e video - http://www.ciudadccs.info/?p=535627 ).
Il 19 febbario, nello Stato Bolivar un gruppo di operai che tornava da una manifestazione pacifica di appoggio al governo è stato preso di mira da un franco tiratore appostato su un edificio, con un saldo di un operaio morto e altri quattro feriti Il 28 febbraio a Valencia un gruppo di militari della Guardia Nazionale, che stava ripulendo una importante arteria stradale dagli ostacoli frapposti dai manifestanti, sono stati anch'essi presi di mira da cecchini armati, con un saldo di un militare morto e vari feriti.
Sempre a Valencia, la residenza della madre di Julio León Heredia, governatore dello stato Yaracuy è stata oggetto di un violento “cacerolazo” (manifestazione di protesta in cui si battono le pentole per fare rumore); in seguito a tale manifestazione la anziana signora ha avuto un attacco al cuore ed è deceduta; anche la residenza della ministra Nancy Pérez, sempre a Valencia, è stata attaccata da un gruppo di irregolari. A Caracas, nel quartiere di Los Ruices, abitato dalla classe media e media-alta, il 6 marzo un militare ed un motociclista sono stati uccisi da un cecchino..
Ancora: un generale in ritiro, un tale Ángel Vivas ha istigato i manifestanti di opposizione ad inasprire le azioni di protesta attraverso la chiusura delle strade con un filo d’acciaio; i manifestanti rispondendo al consiglio del generale hanno sbarrato con filo d’acciaio varie strade dei quartieri bene, in differenti città. A Caracas, un motociclista,  un giovane di 29 anni, che tornava dal lavoro è rimasto ucciso decapitato, non essendosi accorto del filo d’acciao che impediva il passo; anche un bambino che andava in bicicletta, a San Cristobal, non si è accorto del filo d’acciaio che sbarrava la strada in cui stava transitando ed è rimasto ferito al volto.
Ora, il militare è ricercato per istigazione alla violenza ed è barricato in casa con numerose armi da guerra. Per il momento la polizia ha desistito dal tentativo di catturarlo per evitare una possibile tragedia.
In totale, le vettime derivate da queste manifestazioni violente sono state una sessantina, includendo coloro che sono morti per non aver potuto raggiungere in tempo un posto di soccorso a seguito di un malore o perchè medici e aumbalanze chiamati per emergenza non hanno potuto soccorrere in tempo le persone bisognose di cure. L’interruzione di molte strade nei quartieri della classe alta di varie città ha determinato anche queste morti.
Innumerevoli i danni materiali occasionati da queste manifestazioni violente: centinaia di autobus del servizio pubblico incendiati, auto della polizia distrutte, danneggiati vari edifici pubblici, come il Ministero delle infrastrutture, il palazzo del Procuratore Generale, incendiata e distrutta totalmente l’Università “UNEFA” di  San Cristobal, nello Stato Tachira. In totale la stima dei danni occasionati da queste manifestazioni ascende a 10 miliardi di dollari.

c)    Le proteste della classe ricca alla base della rivoluzione colorata in Venezuela

Per capire cosa stia succedendo in Venezuela, del perchè di queste manifestazioni violente da parte delle classi più ricche e soprattutto per capire chi manovra i fili di queste azioni è necessaria una premessa.
Alla base della nostra società tecnologica c’è l’energia. Le principali fonti energetiche sono il petrolio, il gas, il carbone, il nucleare e le cosiddette energie alternative, che hanno ancora uno scarso peso. Petrolio e gas sono in sostanza le principali fonti energetiche. Dove sono localizzate le principali riserve di petrolio e gas?
Secondo fonti OPEC, alla data del 2012, le riserve petrolifere mondiali ammontano a 1.478,2 miliardi di barili. Oltre il 54%, ossia 798,8 miliardi di barili si trovano nei paesi del Medio Oriente.
Il Venezuela ha una riserva di 297,7 miliardi di barili, ossia il 20% di tutto il petrolio del mondo.
Giornalmente la domanda mondiale di petrolio è di 88,9 milioni di barili e di questi ben 18,9 milioni sono destinati agli USA, che consumano in definitiva il 21% di tutto il petrolio estratto nel mondo. Del petrolio consumato negli USA, il 75% è importato. 
I principali fornitori degli USA sono i paesi del Medio Oriente ed il Venezuela. Per trasportare petrolio dal medio oriente agli Stati Uniti una petroliera impiega circa 45 giorni; il petrolio venezuelano arriva negli USA in meno di 5 giorni.

Riguardo il gas l’altra importante fonte energetica, la riserva venezuelana è l’ottava a livello mondiale, dopo Russia, Iran, Qatar, Turkmenistan, Arabia Saudita, USA ed Emirati Arabi Uniti.
Anche per quel che riguarda le riserve di carbone, il Venezuela non sta messo male, essendo al dodicesimo posto a livello mondiale.
Secondo un recente studio di Business Insider sui principali paesi riserve di energia (petrolio, gas e carbone), in termini monetari le riserve energetiche del Venezuela  ammontano a 34.900 miliardi di dollari attuali, in assoluto al terzo posto dopo Russia (40.700 miliardi) e Iran (35.300 miliardi).

Il Venezuela  non possiede solo risorse energetiche (petrolio, gas e carbone), ma anche bauxite, da cui si estrae alluminio, coltan, oro, ferro e numerose altre risorse naturali. Per esempio l’oro, secondo un annuncio che fece lo stesso presidente Chávez, i russi attraverso i satelliti avrebbero scoperto e comunicato al mandatario venezuelano la presenza di grandi riserve di oro in Venezuela. Nello Stato Bolívar si trova la miniera d’oro “Las Cristinas”, che con le sue 500 tonnellate di oro di riserva stimate è una delle più grandi miniere d’oro del mondo, se non la più grande in assoluto.

Fin da quando si è scoperto il petrolio in Venezuela, gli USA sono intervenuti negli affari interni di questo paese. Di fatto, il Venezuela poteva ben considerarsi una repubblica delle banane, dove le potenze straniere al fine di impadronirsi delle risorse naturali, appoggiavano dittatori o governi pseudo democratici, che in cambio dell’aiuto politico e militare per rimanere al potere, svendevano le risorse del paese. Per circa 50 anni, fino agli inizi degli anni settanta, il Venezuela è stato il principale esportatore di petrolio del mondo, petrolio praticamente regalato.

Grazie a questa enorme ricchezza di risorse naturali, nelle casse del Venezuela da circa un secolo affluiscono annualmente grandi quantità di dollari. Questa ricchezza, fino all’avvento di Chávez (nel 1999), finiva nelle tasche della ristretta oligarchia che governava il paese, con l’appoggio esterno. La maggior parte del popolo viveva in povertà e completamente abbandonata a se stessa, senza un minimo diritto all’assistenza sanitaria, all’educazione o alla pensione. E’ proprio la povertà che costrinse il popolo ad esplodere il 27 febbraio del 1989, in occasione dell’inasprimento delle politiche del governo Pérez; quella ribellione popolare fu repressa nel sangue dal governo di Carlos Andres Perez e provocò in pochi giorni migliaia di morti, il cui numero esatto non è mai stato accertato.

Mentre le oligarchie dominanti vivevano nel lusso, appropriandosi delle risorse del paese, la maggior parte della popolazione viveva in povertà. Nel secondo semestre del 1996, si arriva all’estremo che l’85,78% della popolazione vive in povertà e ben il 65,32% vive nella pià assoluta miseria.

Tutto questo termina con l’avvento al potere di Hugo Chávez, che dopo una fallita ribellione militare il 4 febbrario del 1992, riesce ad arrivare alla presidenza tramite la via elettorale.
Con l’avvento di Chávez al potere, finisce la svendita delle risorse alle multinazionali ed agli USA.
In particolare termina il periodo in cui il petrolio era letteralmente ragalato, in cambio di una royalty dell’1%. Oltre ad incrementare la royalty, le multinazionali sono state obbligate anche a pagare una imposta sui guadagni. Chávez è anche l’artefice della ripresa dei prezzi del petrolio; grazie alla sua azione, la OPEC si riorganizza ed attraverso accordi sui tagli alla produzione, il prezzo del petrolio può aumentare, raggiungendo un prezzo giusto (attualmente attorno ai 100 dollari il barile).

Il governo di Chávez, grazie agli ingressi petroliferi comincia ad effettuare politiche sociali che permettono a tutti l’accesso alla sanità, all’educazione, al diritto all’abitazione, alla pensione, ovvero per la prima volta in Venezuela si attua una redistribuzione delle risorse fra tutte le classi sociali. Negli ultimi 15 anni, gli indici di povertà si sono enormemente ridotti ed oggi il Venezuela ha un reddito procapite molto vicino alla media dei paesi più sviluppati; nei prossimi anni Banco Mondiale e Fondo Monetario Internazionale saranno costretti ad inserire il Venenzuela nella ristretta lista dei paesi ricchi (Paesi non OCSE con ingressi alti).
Ovviamente tutto ciò ha provocato malcontento nella classe oligarca, spodestata dal potere e dalla gestione delle risorse del paese. Per conseguenza, in Venezuela esiste una ristretta minoranza, la classe oligarca appunto, che si oppone con ogni mezzo al governo.
Questa classe grazie al fatto che controlla la maggior parte dei mezzi di comunicazione riesce ad influire e manipolare milioni di persone, che terminano avversando il governo. Questa classe non controlla solo i mezzi di comunicazione, ma anche importanti settori economici, come quello dell’importazione dei prodotti alimentari. Con la scoperta del petrolio, il Venezuela ha quasi abbandonato del tutto la produzione agricola ed oggi praticamente la maggior parte dei prodotti agricoli e alimentari consumati nel paese sono importati. Ricordiamo che in Venezuela esiste una economia mista, con il 70% in mano ai privati ed il 30% in mano dello stato.
Inoltre, l’alto costo del lavoro (in Venezuela c’è uno dei salari minimi più alti del continente americano) ha contribuito a fare in modo che sia più conveniente importare che produrre. Per inciso, al salario minimo sono agganciate anche le pensioni sociali, quelle più basse; salario minimo e pensioni sociali oggi sono retribuite con circa 520 dollari Usa mensili per 16 mensilità all’anno (in Venezuela la tredicesima è pagata con minimo due mensilità extra a dicembre; a luglio cè un buono vacanze, consistente in altre due mensilità extra).
Chi sono gli importatori? I grandi importatori del paese, a parte il governo che importa attraverso imprese statali, sono quegli stessi oligarchi che un tempo disponevano del potere político e che si sono arricchiti in virtù di questo potere. Grazie al fatto che controllano le importazioni, attraverso l’accaparramento, ossia la mancata immissione nel mercato dei prodotti importati, riescono a far scarseggiare i prodotti ed allo stesso tempo a farli aumentare di prezzo, creando malcontento in alcuni settori della popolazione, soprattutto fra la classe media alta.
Le classi più povere e le classi medie sono abbastanza protette almeno per quel che riguarda i prodotti di prima necessità, perchè il governo importa e distribuisce questi generi attraverso tre catene di supermercati (Mercal, PDVAL e Bicentenario, quest’ultima  a capitale misto in cui intervengono anche capitali esteri, in particolare francesi) diffuse ovunque, ma soprattutto nei quartieri più periferici, dove vivono le classi più povere.
Il fine di far scarseggiare i prodotti nel mercato è creare appunto malcontento nella popolazione, sperando che in questo modo si rivolti contro il governo. La classe oligarca, estromessa dal potere político, sta dunque usando ogni mezzo per riprenderselo ed è appoggiata direttamente anche dagli USA, che manobra dall’estero questo tentativo di rivoluzione colorata.


d)   L’intromissione degli Stati Uniti in Venezuela

Gli USA sono interessati al Venezuela per vari motivi. Innanzitutto, il Venezuela è la principale riserva di petrolio del mondo; inoltre, come visto, il petrolio venezuelano si trova a soli 4 o 5 giorni di navigazione, mentre il petrolio del medio oriente per arrivare agli Stati Uniti impiega circa 45 giorni, cosa che incide enormemente sui costi di trasporto.
C’è anche un altro fattore di ordine geopolítico: gli USA stanno perdendo il controllo del mondo e forzatamente saranno costretti a ripiegare sull’America Latina, tentando di esercitare il controllo almeno su questa parte del mondo. Per poter controllare il continente americano debbono necessariamente controllare il Venezuela.
Gli USA sono ancora la prima potenza militare del mondo, però indubbiamente sono in declino. Pur avendo investito ingenti ricchezze economiche e militari per mantenere il predominio in Medio Oriente, in realtà non riescono a controllarlo.
Dopo aver perso il controllo sull’Iran con la rivoluzione degli Ayatolla, pensavano di rifarsi con le guerre in Afganistan, in Iraq, in Libia e in Siria. Malgrado due decenni di guerre (dalla prima guerra del Golfo), in Oriente medio sono in atto cambiamenti che potrebbero portare pronto all’estromissione degli USA dalla regione. Le presunte guerre vittoriose in Afganistan, Iraq e Libia in realtà non hanno assicurato il controllo di questi paesi. La Siria che doveva essere una passeggiata in realtà si è rivelato un fiasco. Anche in Egitto, con la caduta di Mubarack, che pensavano di rimpiazzare con i Fratelli Musulmani, stanno perdendo il controllo con l’attuale governo egiziano che si sta riavvicinando alla Russia. Gli USA pensavano di estromettere la Russia dall’accesso al Mediterraneo, a cui potevano accedere solo attraverso una base marittima in Siria ed una Crimea, sul Mar Nero.
Far cadere Siria ed Ucraina nella sfera d’influeza occidentale avrebbe appunto significato accerchiare la Russia ed estromettere le navi russe dall’accesso diretto al Mediterraneo e per conseguenza anche dallo Stertto di Ormuz, cui si arriva attrverso il Canale di Suez; ricordiamo che dall’importante Stretto di Ormuz passano ogni giorno 17 milioni di barili di petrolio, il 20% delle necessità mondiali.
Inoltre è da considerare che per gli USA comincia a vacillare anche l’amicizia storica con la famiglia Saud che controlla quella che un tempo era la principale riserva petrolífera del mondo, ossia l’Arabia Saudita. L’unico paese del mondo che prende il nome dalla famiglia che lo controlla, l’Arabia Saudita appunto, recentemente ha alzato la voce contro gli USA. Se i Saud, fino ad ora il più fedele alleato degli USA in medio Oriente, assieme ad Israele, alzano la voce è perchè sanno che gli USA stanno perdendo potere. Loro hanno petrolio e nel momento in cui gli USA smetteranno di essere potenza e non potranno acquistare le attuali quantità di petrolio, i Saud si ritroverebbero in problema. Sanno che in un futuro ormai prossimo la Cina spiazzerà gli USA e pertanto iniziano ad avvicinarsi a questa potenza in ascesa, che potrebbe diventare un loro cliente importante (Vedasi articolo, in spagnolo “Arabia Saudita si allontana dagli Stati Uniti?”)- http://umbvrei.blogspot.it/2013/10/arabia-saudita-se-aleja-de-los-estados.html

Gli USA dunque, pur essendo ancora la principale potenza militare, sono in declino e con la crisi economica alle porte dovranno forzatamente abbandonare le loro pretese di considerarsi i padroni del mondo e ripiegare solo sul continente americano. Il Venezuela è comunque la principale riserva petrolífera per cui per gli USA si focalizzeranno sempre più su questo paese.
La vecchia oligarchia venezuelana pensava che per riprendersi il potere in Venezuela fosse sufficiente sbarazzarsi di Chávez. Chávez è morto di cancro il 5 marzo 2013, quindi apparentemente per cause naturali, anche se in virtù delle indagini di Eva Golinger, avvocatessa e giornatista statunitense-venezuelana, potrebbe essere stato ammazzato dalla NSA.- http://actualidad.rt.com/expertos/eva_golinger/view/115966-nsa-mato-hugo-chavez

La Storia dovrà duque accertare se Chávez sia morto per un cancro “naturale” o per un cancro irradiato. Una cosa è certa: l’oligarchia era convinta che morto Chávez avrebbe ripreso il potere. Dopo aver tentato di sbarazzarsi di Chávez, durante i suoi 14 anni di governo attraverso vari tentativi di colpi di stato e sabotoggio petrolifero, con la sua morte pensava di riprendersi il potere attraverso le elezioni presidenziali dell’aprile 2013. Invece, le urne hanno dato la vittoria a Nicolas Maduro, già vicepresidente nell’ultimo Governo Chávez.

Il fatto che Nicolas Maduro abbia vinto le elezioni con solamente il 2% di vantaggio sul candidato dell’oligarchia, Henrique Capriles, ha frustrato ancora di più le classi ricche, che subito dopo le elezioni di aprile 2013, istigate dal perdente Capriles, hanno scaricarito tutta la loro rabbia in atti di profonda violenza con attacchi alle sedi del partito socialista di Chávez, ad ospedali ed edifici pubblici, atti violenti che hanno provocato una dozzina di morti.
Da quel momento in poi, l’oligarchia sta tentanto con ogni mezzo di riprendersi il potere.

Nell’ultimo anno, in Venezuela c’è stata a vera e propia guerra economica: oltre alla scarsità di beni, attuata con i mezzi descritti sopra, i grandi importatori e distributori hanno aumentato arbitrariamente i prezzi dei loro prodotti; ovviamente l’aumento si è ripercosso su tutta la catena distributiva; i prezzi dei prodotti non regolamentati (sono regolamentati i prezzi dei prodotti di prima necessità) sono stati portati alle stelle, impedendo a chiunque, perfino alle classi più alte di poterli acquistare; in sostanza i negozi erano pieni di merci, ma nessuno poteva acquistarli appunto per l’altissimo prezzo.

A partire da ottobre-novembre, il governo ha reagito inasprendo i controlli, che hanno effettivamente evidenziato l’altissimo aumento dei prezzi; in casi limiti, in una famosa catena di negozi di elettrodomestici, si è scoperto che ad esempio una lavatrice aveva un prezzo superiore a quello di un appartamento di lusso o a tre appartamenti popolari.
Questa guerra economica ha motivato il Parlamento ad emanare una legge che sanziona fortemente la speculazione ed ha fissato un margine di guadagno al 30%.
Ovviamente fissare un margine di guadagno al 30%, quindi molto alto in comparazione al margine di guadagno esistente nei paesi sviluppati, ha subito determinato l’arrivo di grandi imprese, come Samsung e Adidas. Il primo ad arrivare è stato il colosso sudcoreano Samsung, che non solo ha deciso di vendere direttamente i propri prodotti elettronici, ma ha dichiarato che installerà una linea di produzione, che servirá non solo il mercato venezuelano, ma tutta l’America del Sud e Caraibica. La Samsung, attraverso il Venezuela membro di Mercosur ed Alba, potrà così penetrare direttamente in tutto il continente latinoamericano.
Il presidente del Venezuela, approfittando della presenza in Venezuela del presidente della multinazionale sudcoreana ha concluso un contratto per una prima fornitura di 600.000 Tablet, che saranno distribuiti gratuitamente agli studenti universitari. Fino ad ora, il governo venezuelano distribuiva gratuitamente un computer portatile a tutti gli studenti delle scuole primarie; da quest’anno anche gli studenti delle scuole superiori e delle università riceveranno il Tablet.

Mentre negli USA ed in generale in tutti i paesi occidentali, il margine di guadagno è mediamente dell’8-12%, in Venezuela si è stabilito per legge che possa arrivare fino al 30%, quindi molte imprese mondiali, si motiveranno a venire in Venezuela per vendere o produrre i propri prodotti.

In sostanza in Venezuela non esiste un problema economico; il paese continua a crescere. Per esempio, tutti i ristoranti e gli hotel sono sempre pieni; siamo ancora a Marzo, ma risulta già difficile trovare un posto libero per le vacanze estive e perfino per Natale e Capodanno; molti degli hotel a 5 stelle della catena statale Venetur non stanno effettuando più prenotazioni avendo esaurito i posti, almeno per le principali vacanze del 2014.
La classe oligarchica, comunque non si rassegna e continua nella sua azione destabilizzante nel tentativo di riprendersi il potere político. A febbraio sono riprese le manifestazioni violente su incitazione di Leopoldo López, rampollo delle famiglie López e Mendoza, due delle principali famiglie oligarche del Venezuela. Leopoldo Lopez è stato arrestato per incitazione alla violenza. Del suo arresto si è parlato ampiamente perchè in realtà l’arresto è stato effettuato anche per proteggergli la vita.
 Il presidente del parlamento in persona, Disodado Cabello, per tre giorni ha trattato direttamente con i genitori di Leopoldo López per convincerlo a consegnarsi alla giustizia per salvargli la vita. Come ha poi spiegato lo stesso presidente della Repubblica, Nicolas Maduro, i Sevizi di Intelligenza hanno scoperto un piano, orchestrato a Miami, per scatenare la guerra civile in Venezuela e proprio Leopoldo López, uno dei principali esponenti dell’opposizone doveva essere la vittima sacrificale.
Il piano, rivelato dallo stesso presidente Maduro era il seguente: Leopoldo López incitava alla violenza che puntualmente esplodeva in Venezuela; la magistratura venezuelana ovviamente, non poteva fare altro che emettere un ordine di cattura; nel frattempo López era assassinato da un gruppo paramilitare, facendo ricadere la colpa sugli ambienti vicini al governo per scatenare una vera e propria guerra civile nel paese. Per evitare il suo assassinio e scongiurare lo scatenarsi di questa possibile guerra civile, si è mosso in prima persona il presidente del parlamento. Ovviamente, con l’arresto di Leopoldo López non cessa il pericolo di un colpo di stato in Venezuela.


e)    Il piano per realizzare il colpo di stato in Venezuela e la filosofia di Gene Sharp

L’oligarchia venezuelana e l’oligarchia statunitense non si rassegnano e pertanto tenteranno continuamente di spodestare Maduro e la cosiddetta rivoluzione bolivariana, attraverso un colpo di stato o meglio una rivoluzione colorata. Come visto sopra, l’oligarchia statunitense ha la necessità di controllare políticamente il Venezuela sia per potersi appropriare del petrolio e delle risorse venezuelane, sia per poter controllare l’intero continente latinoamericano; se cade Venezuela, ossia se il Venezuela ritorna nella sfera d’influenza degli USA, a rotazione cadranno tutti gli altri paesi del continente che se ne sono allontanati, in virtù dell’esempio e dell’aiuto venezuelano.
L’obiettivo dell’oligarchia è dunque quello di riprendersi il potere político in Venezuela. In che modo? Qual è il piano? La risposta viene dal filosofo, político e scrittore statunitense Gene Sharp, alla cui filosofía si ispirano tutte le rivoluzioni colorate.
Per il filosofo statunitense, autore di vari saggi tra cui “Politica dell'azione non violenta”, “La via della non-violenza” e “Dalla dittatura alla democrazia”, le guerre tradizionali corpo a corpo, non sono più efficaci e tra l’altro implicano alti costi economici, come le costose operazioni belliche in Afganistan e Iraq.
Sharp invece delle guerre tradizionali per abbatatere un nemico, un governo indica una serie di azioni che vanno dall’indebolimento del governo stesso fino alla frattura istituzionale. Individua ben 198 metodi per abbattere un governo mediante colpi di stato morbidi, anche se in definitiva la strategia di Sharp può riassumersi in cinque passi.

Il primo passo è promuovere azioni non violente per generare nella società un clima di opposizione al governo; a tal fine si effettuano denunce di corruzione, di intrighi, diffusione di rumors vari, di notizie false, completamente inventate; il tutto, appunto per creare un clima di opposizione al governo di turno preso di mira.
Il secondo passo consiste nello sviluppare una intensa campagna d’informazione in “difesa della libertà di stampa e dei diritti umani”. Azioni tendenti appunto a far apparire che nel paese preso di mira il governo reprima la libertà di stampa e violi sistemáticamente i diritti umani. In Venezuela si è arrivati ad inventare che il Governo al fine di reprimere la libertà di stampa abbia impedito la importazione di carta, impedendo in questo modo addirittura la stampa del giornale di opposizione. Ovviamente è del tutto falso. In Venezuela non esiste alcuna repressione della libertà di stampa e meno che meno violazione dei diritti umani. Se qualcuno si avvicina ad una edicola venezuelana può facilmente darsi conto che l’80% o più della stampa, in mano all’oligarchia del paese, scrive liberamente tutto quello che gli pare contro il governo.
Col terzo passo si arriva alla lotta attiva per le rivendicazioni politiche e sociali; si arriva anche alla manipolazione collettiva affinchè sempre più persone vengano coinvolte in manifestazioni violente.
Col quarto passo si arriva ad operazioni di guerra psicológica e destabilizzazione del Governo, creando un clima di ingovernabilità.
Alla fine e siamo al quinto passo di questa strategia, l’obiettivo diventa la rinuncia del Presidente di turno, mediante rivolte di strada. Parallelamente, mentre si scatena una vera e propria guerra civile e si ottiene l’isolamento internazionale del paese, si prepara il terreno per un intervento militare esterno.
Tutti i passi descritti sono stati puntualmente eseguiti in Venezuela, ma il piano è fallito perchè gli oppositori non sono riusciti ad arrivare al quinto ed ultimo punto.
Dal lato interno, l’opposizone non è riuscita a scatenare la guerra civile vera e propia e dal lato esterno non è riuscita a far isolare internazionalmente il Venezuela.

La stragrande maggioranza della popolazione, con cifre superiori al 90% stando ad alcuni sondaggi, ha rinnegato le azioni violente e per conseguenza la possibilità di farsi trascinare in una guerra civile. Ovviamente in tali cifre rientrano non solo chi appoggia il governo, ma anche la maggioranza di chi políticamente non lo condivide. Il fatto è che in Venezuela non si è mai stati così bene come in questi ultimi anni: le classi più umili, un tempo povere ed emerginate oggi vedono comunque soddisfatti i bisogni fondamentali, come la possibilità di ottenere una casa dignitosa, l’accesso ai servizi sanitari, l’accesso all’educazione fino ai più alti gradi, la possibilità di fare una vacanza, ecc.. Le classi medie e medie-alte, professionisti, impresari e lavoratori autonomi non hanno mai guadagnato tanti soldi come in questi ultimi anni ed anche se magari avversano politicamente il governo sanno che avventurarsi in campi di battaglia violenti, come accaduto in Libia, Serbia ed altri paesi significa poter perdere tutto, anche la vita e quindi hanno rigettato il progetto dell’oligarchia.

Sul piano internazionale, il Venezuela prima dell’avvento di Chavez, era totalmente sconosciuto alla maggior parte delle persone del mondo, oggi ha relazioni di stima con la maggior parte dei paesi. Lo dimostra il fatto che lo scorso anno, per il funerale di Chavez arrivarono oltre sessanta capi di stato o di governo; quest’anno in occasione dell’anniversario della sua morte erano presenti una dozzina di capi di stato o di governo e decine di delegazioni ad alto livello. I principali esponenti dell’opposizione hanno tentato in tutti i modi di far condannare il Venezuela per le presunte violazioni dei diritti umani, in tutte le istanze internazionali senza riuscire nemmeno ad attivare il dibattito sulla situazione del paese in ambito OEA (l’Organizzazione degli Stati Americani, per la sua sigla in spagnolo).
In questa istanza internazionale, la proposta di dibattito richiesta dalla deputata di opposizione Maria Corina Machado è stata rigettata dalla stragrande maggioranza degli stati, ottenendo il voto favorevole solamente di USA, Canada e Panama, paese quest’ultimo con cui il Venezuela ha rotto le relazioni diplomatiche qualche tempo fa. Al contrario, il Venezuela ha ottenuto solidarietà ed appoggio morale da tutti i massimi esponenti degli altri paesi del continente, inclusi quelli che hanno posizioni vicine agli Stati Uniti, come Colombia o Cile.

Per il momento dunque il tentativo di rivoluzione colorata o colpo di stato è fallito, ma sicuramente l’oligarchia non si darà per vinta e continuerà a tentare il golpe in altre occasioni.

Attilio Folliero, Caracas, 22/03/2014

Note

 Vedasi seguenti articoli in cui si smentiscono immagini attribuite alla repressione in Venezuela:
http://www.voltairenet.org/article182259.html
http://albaciudad.org/wp/index.php/2014/02/la-primavera-photoshop-medios-y-tuiteros-opositores-utilizan-decenas-de-imagenes-de-represion-policial-en-otros-paises-para-alegar-que-ocurren-en-venezuela/

mercoledì 19 marzo 2014

RICORDO DI CARMELO....

Come ogni anno ricordiamo con affetto Carmelo Bene...a 12 anni dalla morte.....ma per noi sempre vivente.



I giornalisti sono impermeabili a tutto. Arrivano sul cadavere caldo, sulla partita, a teatro, sul villaggio terremotato, e hanno già il pezzo incorporato. Il mondo frana sotto i loro piedi, s'inabissa davanti ai loro taccuini, e tutto quanto per loro è intercambiabile letame da tradurre in un preconfezionato compulsare di cavolate sulla tastiera.
L'abuso d'informazione dilata l'ignoranza con l'illusione di azzerarla. Del resto anche il facile accesso alla carne ha degradato il sesso.


Detesto la nazionale azzurra, però lo dico. Non me ne fotte nulla del Rwanda, però lo dico. Voi no, non ve ne fotte, ma non lo dite!

lunedì 17 marzo 2014

LA CRIMEA E ILLEGITTIMI VARI.....


Risultato scontato,ma unanime,del referendum in Crimea.
A monitorare il voto referendario erano presenti una settantina di osservatori da 23 Paesi, compresa l’Italia.

“Nessuno ci potrà togliere la nostra vittoria.....la Crimea chiederà ufficialmente lunedì la sua annessione alla Russia....torniamo a casa».”, ha esultato il premier Sergei Aksionov all’indomani del voto referendario sull’adesione della Repubblica autonoma della Crimea alla Russia.
Intanto il Consiglio supremo della regione ha annunciato che da oggi il rublo sarà la valuta ufficiale della Crimea, insieme alla grivna ucraina con cui conviverà, per decreto, fino al gennaio del 2016.

Barroso e Van Rompuy (Lombroso docet),due illegittimi non eletti da nessuno come tutta la Commissione Europea,dichiarano illegittimo il referendum di Crimea....dimenticando che,oltre a loro,é illegittimo il governo di Kiev instaurato da un golpe armato dalla Cia contro un presidente eletto dal popolo.
Yanukovic potrà pure essere un inetto e inadeguato,ma l'hanno votato gli ucraini.
Se questo è il metodo,perchè non applicarlo in Italia,dove da tre anni c'è un parlamento illegittimo (dichiarato tale dalla Consulta) e un governo illegittimo non votato da nessuno.
Ma i manifestanti italiani sono populisti,un pericolo per la democrazia o peggio ancora terroristi.
Chissà che direbbero questi due malfattori e la cupola mafiosa di Bruxelles di fronte ad una rivolta  popolare italiana armata!

Crimea, 95% sì alla Russia

E veniamo all'altro illegittimo pentolaio fiorentino,il Caro Leader,eletto da un pulcinella di presidente che
opera costantemente da tre anni fuori dalla Costituzione.
Anche lui,insieme al pinguino francese (mai la Francia ha avuto una simile mezzacartuccia come presidente), ha voluto accodarsi alla marmaglia euroatlantica: "Il referendum....vergognoso e illegale"...
Da che pulpito...!!Chi più illegale di lui,arrivato al governo con un golpe di palazzo..!!"

Poi,in vista di inginocchiarsi ad altri padroni,fa lo spavaldo....il solito cazzaro con dichiarazioni da grottesco maramaldo:
"Non siamo alunni da mettere dietro la lavagna....voglio convincere la Merkel sulle riforme che l'Italia ha in testa....e che non ha fatto nessuno in Europa....la sfida è convincere Berlino ad allentare l'austerity...noi non siamo l'ultimo vagone..."

Dove sta il grottesco,la presa in giro? 
Ma proprio non se ne rendono conto! che ci vai a fare allora dalla
Merkel? Per ricevere l'approvazione,come dal maestro? Approvazione di cosa? E chi é la Merkel,il presidente del non Stato d'europa? Che titolo ha la Merkel di  per tale approvazione?
Un paese libero,non "ultimo vagone",non "scolaro da mettere in castigo dietro la lavagna",non va a chiedere a nessuno su quanto intende fare a casa propria,non deve convincere nessuno,se non i propri cittadini.!
L'assurdo poi é che si vada a chiedere di ratificare la ns politica economica a chi ci ha infinocchiato per anni,ad uno dei responsabili della nostra situazione,ad un Paese che per primo non rispetta alcun trattato e che fa solo i suoi interessi fregandosene dell'Europa.

Proprio da queste inconsapevoli dichiarazioni che dimostrano il contrario di quanto afferma il Caro Leader,si capisce quanto i nostri non eletti e farseschi leaders abbiano ormai introiettato la mentalità dei servi, dei succubi agli usurai,altro che "orgoglio di essere italiani !"
Avete mai visto gli inglesi chiedere alla Merkel di approvare la loro politica economica o quant'altro?


Non c'entra la crisi,il debito e tanto altro.... di cui ripeto é responsabile anche la Germania,....ma la rassegnazione mentale alla qualifica di camerieri nei confronti di una Unione di banditi e di una leader di un paese che fa parte con gli stessi diritti degli altri di detta unione,ma che invece comanda a bacchetta,senza averne nessun titolo,senza che nessuno l'abbia eletta a tale ruolo.Altra illegittimità....!

Nonostante questo,l'accattone di turno italiano di turno,come un valvassino qualsiasi va a far atto di sottomissione al signore feudale (che tale è ormai questo ordine europeo),elemosinando qualche osso,non senza aver ancora una volta ingannato il proprio Paese con ridicole rivendicazioni e dichiarazioni di guerra.
Finirà per fare il barboncino da compagnia alla culona alemanna....come gli altri.

Per finire,sempre parlando di "violazioni del diritto internazionale",dichiarazione USA sul referendum in Crimea,é meglio stendere un pietoso velo.....non si saprebbe da dove cominciare ,talmente tante loro ne hanno combinate.
Putin ha ricordato al presidente americano il precedente del voto in Kosovo nel 2008, la cui indipendenza dalla Serbia (alleata di Mosca) venne sostenuta strenuamente in prima linea da Washington.


Non potevano mancare anche le nostre scartine  tra i burattini europei Usa
Infatti la Mogherini,ministro degli esteri : "“Domani, nel corso del Consiglio Affari Esteri, decideremo come applicare le sanzioni nei confronti di cittadini ucraini e russi.."
L'Italia delle sanzioni...ah ah! Ma per favore...manco ha gli occhi per piangere.....vedremo la comica....!

Insomma,di buoi che danno cornuto all'asino c'è la fila.....!

Questa foto ce l'ha inviata Tony......non è che illustra più di tante parole la situazione?


giovedì 13 marzo 2014

IL BIDONE....E LA SOLA....


Incredibile...! Strepitoso...!
Ieri,nella Sala delle Bufale,é andata in onda la più fantasmagorica televendita mai vista in Italia.
Il Caro Leader si è esibito in una straordinaria performance di tele-imbonimento di fronte alla quale il Caimano d'annata é un dilettante e Vanna Marchi una semplice apprendista.
Lo stile é stato un misto tra il pentolaio da sagra paesana (venghino,venghino....),un consumato venditore porta a porta di enciclopedie e un furbo venditore di tappeti del suk di Marrakesh.

Per capirne la portata bisogna partire dalle ultime settimane di costante tambureggiamento di miracoli in arrivo,di shock e scosse di sesto grado della scala Mercalli...concetti ripetuti anche nella televendita,un alluvione di di parole ad illustrare future promesse che avrebbero intontito anche il più tollerante videodipendente (e a questi si rivolgeva): "impressionante (questa l'avevamo già sentita...),meraviglioso,storico,risultato straordinario....mancava solo la moltiplicazione dei pani e dei pesci.
E' da qui che bisogna partire,dagli annunci mirabolanti di un Paese destinato in breve tempo ad un fulgido futuro per merito di questo indomito spacciatore di consigli per gli acquisti......questo non bisogna dimenticarlo....altrimenti si rischia il misunderstanding su quanto stabilito,o meglio annunciato....mica ha detto vediamo che si può fare....non aspettatevi miracoli,faremo quello che potremo....
No,ben diversamente....pareva fosse arrivato il signor Bonaventura a distribuire milioni a tutti,anzi miliardi a pioggia per sollevare da ogni angustia i cittadini e per salvare la Nazione in quattro e quattr'otto.

Eh sì che già dall'esordio si poteva capire quale fosse l'antifona del successivo sermone agli elettori di maggio italioti...che questo era i principale scopo."Le riforme di cui non parleremo oggi"...così ha iniziato...non male come incipit...
In pratica,una presa per il culo,detto oxfordianamente.

Tutto il resto (salvo un paio d'eccezioni) infatti,solo una serie di annunci: faremo,vedremo,discuteremo...a maggio,a luglio (pagamento debiti alle imprese),entro sei mesi (jobs act)....e senza troppo specificare le coperture....anzi,pareva addirittura offeso se qualcuno chiedeva lumi,ostentando una cialtronesca  sicumera da vero cazzaro: "Incredibile polemica sulle coperture" dice....ma di incredibile c'é solo una tal faccia di bronzo.....va bene infondere fiducia,ottimismo....ma non certo prender per i fondelli per l'ennesima volta gli italiani con le solite promesse...
Teniamo anche conto che per la maggior parte non stava illustrando leggi o decreti (cfr. cuneo fiscale),ma solo una INFORMATIVA....

E vediamolo questo cuneo fiscale,l'asse portante del teleimbonimento,e tenendo sempre presente quali erano le ambiziose premesse di tale operazione....e non un    semplice o banale " meglio questo di niente"...come qualcuno potrebbe dire....
"1000 euro in più all'anno (85 euro/mese) per i redditi lordi al di sotto dei 25 mila euro annui (circa 1500 mensili)"
Detta così,sembra un bel colpo,ma se poi riflettiamo un momento vediamo che,andando in vigore a maggio,la cifra si riduce a due terzi (8 mesi),e che quindi il beneficio che detti lavoratori per il 2014 sarà intorno ai 680 euro.
Se questo vuol dire far ripartire la DOMANDA interna,che è uno,se non il problema principale del Paese,siamo veramente alla farsa ! Fermo restando che non necessariamente questa cifra potrebbe essere spesa,ma risparmiata o destinata a pagar bollette varie.
E ci dica ,Caro Leader...e i disoccupati (e i pensionati)..quanto prendono? un maiuscolo zero,dato che il famoso reddito di sopravvivenza promesso é di là da venire.....

Altra chicca sarebbe la riduzione del 10% Irap(anche questo a maggio)..molto al di sotto di quanto pensavano le imprese (ma a cui si aggiunge il 10% di sconto sulla bolletta energetica)....e che non sembra un grande incentivo a nuove assunzioni,nonostante le altre misure circa i contratti e apprendistato(é la crescita della  domanda che provoca assunzioni...)....tutte cose che dovrebbero essere finanziate dall'aumento al 26% della tassa sulle rendite finanziarie.(ma é oltre il 30% considerando l'imposta di bollo).
Su questo tema,tre considerazioni: primo,non è quindi vero, come ha detto, che sia allineata alla media europea,poco male si dirà...ok....secondo,bisogna essere dei dilettanti per annunciare con tanti giorni di anticipo un provvedimento non ancora esecutivo che farà fuggire su altre piazze e borse i capitali (danno e beffa),oppure che potrebbe veder  convertire  in Bot su cui si paga il 12,5%....
In entrambe i casi,con tanti saluti alla copertura.
E terzo,non si possono appunto usare a copertura di spese certe entrate future presunte ed incerte.
Questo vale anche per il capitolo spread,cioè un risparmio di interessi sul debito...altra copertura aleatoria per l'estrema volatilità di questo strumento.Come si fa a prevederne il corso fra due,quattro,sei mesi e quanti interessi saranno risparmiati.? Quindi non ha nessuna attinenza con la realtà mettere a copertura di spese una diminuzione di interessi di cui non si sa se ci sarà,né di quale  importo 

Vero che il Caro Leader fa i conti con uno spread a 250 (ora è 180),già fissato a bilancio preventivo da Letta, ma con un PIL a +1,1%,mentre Ocse e FMI prevedono un +0,5/0,6%.

Sempre sul capitolo coperture,circa le cifre della spending review regna il caos.
Il Caro Leader,sempre abbondane,dice 7 miliardi,Padoan 5 e Cottarelli 3....questo per il 2014,degli altri anni meglio non parlarne.....caos anche perchè non si riesce a vedere dove e come questi tagli verranno fatti.Sembrano top secret....chissà,forse da Wikileaks sapremo qualcosa....

Senza contare che la banda bassotti di Bruxelles ha detto chiaro e tondo che i risparmi della spending review devono andare a coprire il deficit strutturale e il pareggio di bilancio,e non devono servire per riduzioni del cuneo fiscale,da coprire invece con misure strutturali e tagli alla spesa corrente.
Hanno inoltre ribadito che il tetto del deficit resta il 3%....e da non sforare.

 A ben vedere,le uniche misure certe come importi e coperture sono quelle sulla casa (cedolare secca ridotta),detrazioni affitti,mantenimenti bonus su ristrutturazioni e mobili....mentre per piani di riqualificazione e di nuova edilizia popolare bisognerà aspettare....
Certo che con l'aumento Tasi c'è poco da stare allegri sulla casa....per molti non ci sarà nessun vantaggio,anzi

Ah poi dimenticavo la trovata da sagra della messa in vendita di 1000 auto blù.....chissà che introiti....!

Insomma un furbetto saggio di finanza creativa da bar dello sport,in pratica un riannuncio di quanto già annunciato una decina di volte in precedenza. Alla stampa presente alla televendita,il Caro Leader non è stato in grado di fornire alcun testo di provvedimento legislativo,nessun decreto che riducesse imposte, né varato qualcosa di significativo e di immediatamente operativo..solo intenzioni e dimenticando di considerare certa una spesa di bilancio solo quando è realizzata,non prevista.
Annuncia d'aver praticamente fatto ciò che non è ancora in grado di fare.Un bell' illusionista.

Anche nei commenti allo show (non certo nei titoli) la stampaglia di regime,accortasi del molto fumo e poco arrosto,ha spostato il tiro sulla volontà di fare,sulla svolta comunicativa,su una nuova speranza,sul ridare fiducia...e tante altre belle amenità del genere....tipo articolo di Stefano Folli sul Sole....

Grotteschi i commenti dei Sindacati che ancora una volta scambiano fischi per fiaschi,e non certo nell'interesse dei lavoratori,a giudicare dalle riforme che si annunciano.
Angeletti: " Finalmente dopo quattro anni di scioperi e manifestazioni,siamo riusciti...."
Ma quali scioperi,quali manifestazioni,bufalaro...!
Per quattro anni avete assistito allo scempio del lavoro senza esser in grado di fare uno straccio di sciopero generale vero,se non le patetiche 4 ore della Camusso...e ora brindate per due ossi gabellandoli per vittoria...voi non avete nessun merito,nemmeno di questo misero aumento in busta paga....per non parlare dei disoccupati.....!

Questo un primo commento a caldo,ma avremo modo di riparlare più approfonditamente dei dettagli.

mercoledì 12 marzo 2014

UN PICCOLO RICONOSCIMENTO

NET PARADE ci ha comunicato di aver concesso l'attestato di qualità al nostro sito e relativo badge da inserire:

con aggiunta delle seguenti motivazioni:

Pagina non troppo pesante da caricare
Presenti i meta tag per i motori di ricerca
Presente la dichiarazione del doctype
Presenti css esterni
Uso ottimale di animazioni flash o script javascript
Presenti stili css
Popolare nei motori di ricerca

Questo riconoscimento viene attribuito ai siti, blog o forum di particolare qualità tecnica.
www.stavrogin2.com è risultato avere un indice di qualità tecnica maggiore del 90%.

Ringraziamo Net Parade e tutti i nostri lettori che ci hanno aiutato nel cercare di migliorare sempre più il nostro sito.

sabato 8 marzo 2014

IL NOSTRO "CARO LEADER" .....

Le riunioni del governo del Caro Leader  venditore di pentole assomigliano ormai a riunioni condominiali...tutti litigano con tutti....appena partiti e già é caos.
Renz Kim Jong dice che Letta ha truccato i conti,Saccomanni nega e fa profezie poco felici per Padoan....il quale  vuol tagliare solo l'Irap,mentre Alfano irap e irpef....la legge elettorale (qualunque cosa ne esca ormai sarà l'ennesimo pasticcio) é alle prese con chi vuol la preferenza e chi no,chi vuole la soglia del 37%,chi il 40% (Finocchiaro)....Il Caro Leader vuol sforare il 3% del deficit e Padoan dice di no...poi,visto che é l'8 marzo,le femminucce insorgono per le quote paritarie...
Insomma,più che un governo,sembra il condominio Mariuccia...o una sezione delle primarie Pd...

Ma il nostro piazzista nordcorea (uscito dal bingo Pd, e che già piace molto meno al pueblo) con uno scatto d'orgoglio o di disperazione alza il ditino e dice al maestro che non vuol più far i compiti a casa.
Immediatamente su di lui,e tutto il pollaio del governo,arriva un micidiale uno-due da ko.
Il Rettore Magnifico della Scuola Usuraia manda a dire da Bruxelles che tutti lor signori si possono scordare di sforare il tetto del deficit del 3%,e altrettanto si possono scordar pure di usare i fondi europei per ridurre il cuneo fiscale.
Non solo:
«L’Italia deve contrastare un debito pubblico molto elevato e una competitività esterna debole. Entrambi gli aspetti sono ascrivibili in ultima analisi al protrarsi di una crescita deludente della produttività e richiedono un intervento urgente e risoluto per ridurre il rischio di effetti negativi per l’economia italiana e per la zona euro».

Alto debito,bassa competitività e bassa produttività.
Ergo,vanno ridotti  il Clup (Costo del Lavoro per unità di Prodotto)e il debito pubblico...il come,potete immaginarlo....riduzione salari,patrimoniali e privatizzazioni...non c'è che da scegliere.
Eh già,resta molto poco d'altro,visto che non si può operare sul cambio (fisso), né su una crescita significativa dei consumi interni, e nemmeno su una crescita della produttività per investimenti.

E senza dimenticare il prossimo inquilino in arrivo: il Fiscal Compact

Ma abbassiamo almeno le imposte! Usiamo i fondi ue!

"La Commissione - ha detto il portavoce del commissario alle Politiche Regionali, Johannes Hahn. - vuole chiarire che le risorse della politica di coesione devono essere utilizzate per finanziare nuovi progetti che hanno vocazione a contribuire allo sviluppo.Non possono pertanto essere usati per coprire riduzione di imposte, come quelle potenzialmente legate al cuneo fiscale, cioè alla differenza tra le imposte sul lavoro ed il costo del lavoro, come suggerito da alcuni osservatori"(e da Padoan)
Freddato con un diretto al volto, al tappeto il nostro ministro che credeva....

La lingua batte dove il dente duole...si insiste e si profila sempre più il fattore Culp...
Altre soluzioni sono in alto mare,aleatorie,coperture incerte....attenzione ad ulteriori bufale.

Infatti,stanno facendo questi conti per immettere 20 miliardi sul piatto:

- 10 miliardi da eliminazione agevolazioni fiscali alle imprese (cioè togliere con una mano e ridare con l'altra)

- 5 miliardi dalla spending review di Cottarelli,che Letta prevedeva per 3 miliardi quest'anno.

- 5 miliardi,dal rientro capitali esteri (meglio non contare su questa cifra,visti i passati risiltati: 1,5-2 miliardi)

Questi 20 miliardi presunti servirebbero ad intridurre una specie di reddito minimo universale (sostituendo i vari ammortizzatori sociali in essere - anche qui una mano dà,l'altra toglie) e per tagliare il cuneo fiscale che,ricordiamo,é la differenza fra salario lordo e salario netto.
 
E qui cominciano i dolori e le divergenze.Tagliare solo Irap o Irpef,o entrambi?
L'Irap favorirebbe le imprese ,anche per eventuali nuove assunzioni (ma se non c'è domanda,chi assume?)....l'Irpef favorirebbe il lavoratore che si vedrebbe qualcosa di più in busta paga (e quindi la domanda).
Tutto sta poi nel vedere le cifre....

Infatti Padoan,Renzi e Morando (viceministro Economia) favorevoli ad un'unica botta sull'Irap,Alfano e altri,su entrambe Irap ed Irpef.
Paradosso: Pd col capitale,destra col lavoro....

Naturalmente,a tutte queste cifre serve l'imprimatur della Ragioneria dello Stato,già sotto pressione perchè non faccia troppo la difficile sulle coperture...

Vedremo...anche perchè di definito per ora non c'è nulla....e lo schiamazzo del pollaio continua...
Riuscirà il nostro Caro Leader a ritrovare il ditino alzato e a sfangarla?
Sembra il titolo di un film... grande scetticismo sugli spalti...


Molti pensano che al Caro Leader Viola non interessi tanto se la legge elettorale sia buona per i cittadini,oppure una solenne ciofeca portatrice di nuovi casini....o se le nuove regole sul lavoro funzionino o meno... ma che a lui interessi solo potersi vantare di aver fatto delle cose,quali che siano.....quello che conta è apparire e mandare infantili e futili  tweets autoreferenziali e avere di bei titoli leccazampe su tv e fogliacci di regime.
Se poi pensiamo agli shows nordecoreani delle scolaresche,fare conoscere ai bimbi il "caro leader" e plagiarli fin da piccoli cantando grottesche canzoncine in suo onore (poi passerà agli asili nido...e magari alla fine comizi a qualche spermatozoo vagante)....eh beh...al momento gli scettici qualche ragione ce l'hanno pure....


giovedì 6 marzo 2014

LO ZAR E I FANTACCINI....

Russkii.Krim - Crimea russa
Togliamo l’ipocrisia di chi si strappa le vesti sull’invasione dell’Ucraina. Chi parla? La Nato che nel 1999 bombardò Belgrado e invase il Kosovo? Gli USA che dal 2001 hanno un esercito in Afghanistan? Gli USA che nel 2003 hanno invaso l’IRAK? Obama e la Francia che nel 2011 hanno bombardato la Libia? Ancora Obama che arma i ribelli in Siria? Gli Usa che da sempre fomentano i golpe nell'America Latina e in mezzo mondo?
 Il Governo ucraino abbattuto con una manovra di piazza non era andato al potere con la violenza, aveva vinto le elezioni dopo il disastro e la corruzione dei governi della Rivoluzione arancione, anch’essa pesantemente appoggiata da Washington

La politica di privare la Russia del suo “privilegio di condurre Independent Foreign Policy” (Vladimir Putin) e minare la sua capacità di contrastare il potere degli Stati Uniti è attuato da:
1) destabilizzazione degli Stati adiacenti; 2) la creazione dell’immagine dei media mondiali della Russia come una dittatura (Stato canaglia, un bersaglio per gli attacchi); 3) l’incitamento dei conflitti internazionali, interreligiosi e sociali sul suolo russo; 4) l’indebolimento della potenza russa, rendendo più forte il “vettore filo-occidentale del Cremlino”. Questo è lo sfondo degli eventi che si svolgono in Ucraina.

Giova pure ricordare che in base agli accordi del 1991 tra Russia e USA,i paesi del blocco ex sovietico non dovevano entrare nella Nato,per ovvie ragioni.Cosa non rispettata per paesi baltici e la Polonia.la volontà usa era di circondare militarmente Putin,co missili puntati.Anche l'Ukrajna rientrava in questo piano.
Ed è questa la principale ragione che ha mosso Putin a reagire.
http://italian.ruvr.ru/news/2014_03_05/In-Ucraina-colpo-di-stato-preparato-da-USA-e-UE-5261/

Nel 1990 il Dipartimento di Stato degli Stati Uniti ha deciso di incoraggiare le agenzie governative e le Ong che operano sul territorio dell’Ucraina. Il 7 maggio 1992 gli Stati Uniti e l’Ucraina hanno firmato l’accordo tra il governo ucraino e il governo degli Stati Uniti d’America di cooperazione economica in campo tecnico e umanitario, che ha portato via gli eventuali ostacoli sulla strada delle Ong statunitensi in attività in Ucraina.
Ci sono circa 400 fondazioni internazionali di tutti i tipi, oltre 350 organizzazioni umanitarie internazionali, 180 uffici di Ong straniere che hanno operato in Ucraina già da 20 anni. Secondo Fulbright Foundation, circa 20 mila militanti di organizzazioni pubbliche e politiche ucraine hanno preso parte alle attività delle fondazioni occidentali dal 1992. Tutte queste attività hanno perseguito un solo obiettivo, creare umori anti-russi e organizzazioni di militanti ben addestrati pronti a colpire.

Il cane Usa abbaia,ma non può mordere.Non se lo può permettere..può solo invocare sanzioni senza senso e senza alcuna efficacia,anche perchè gli altri cani UE che abbaiano,non hanno nessuna intenzione di aderirvi,come specificano Cameron e la Merkel...e pure il nostro governicchio.
Infatti l'interscambio Usa-Russia è di 40 miliardi,mentre quello con la Ue é di 450 miliardi...

Capita infatti che “l’occidente” esattamente come in Siria sia stato sconfitto ancora prima di partecipare, o meglio, “l’occidente” finanzia i gruppi politici e armati sul territorio da portare nella sua sfera di influenza, provoca un certo grado di disordine, ma il giochino finisce quando i Russi ci vanno giù diretti e pesanti. 
A quel punto “l’occidente” è automaticamente sconfitto, semplicemente perchè ha troppo da perdere, troppi interessi delle multinazionali occidentali in pericolo, troppo grande la bolla finanziaria che può scoppiare da un momento all’altro, e poi parliamoci chiaro: un conto e muovere guerra contro Gheddafi un altro è spendere prezioso denaro pubblico (e rinunciare a lauti contratti) per una riedizione della guerra fredda.



La Casa Bianca può solo annunciare un pacchetto di aiuti destinato a sostenere il governo ucraino, compreso un miliardo di dollari in garanzie sui prestiti per compensare l'eventuale perdita di sussidi energetici dalla Russia. 
Quando li offriva la Russia l'Occidente la accusava di compravendita della nazione ucraina. Eh già, tutto quello che non transita per le  mani degli usurai del FMI non è  DEMOCRAZIA

 Putin darà ordini alternativamente di distensione e guerra e si prenderà l’Est dell’Ucraina attraverso un capillare lavoro di intelligence, finanziamento di gruppi politici e di moral suasion dei gruppi economici ucraini che si rendono ben conto di non avere alternative reali.

La Crimea é molto facile che diventi definitivamente terra russa.E' uon programma un ponte che addirirryra colleghi Kerch alla Russia.
Ci saranno una serie di referendum pro Russia e di fatto l’Ucraina si spaccherà, il resto del paese continuerà comunque ad essere dipendente e per molto tempo dalle forniture di energia di Mosca.

Sergei Glazyev, consigliere del Cremlino che viene spesso utilizzato dalle autorità per tracciare una linea dura, ma che non fa politica, ha aggiunto che se Washington dovesse congelare i conti di aziende e privati ??russi, Mosca raccomanderà a tutti i possessori di titoli del Tesoro USA di venderli.

Un aiutante del Cremlino ha detto martedì che se gli Stati Uniti dovessero imporre sanzioni alla Russia, Mosca potrebbe essere costretta ad abbandonare il dollaro come valuta di riserva ed inoltre si rifiuterebbe di pagare i prestiti alle banche statunitensi.

Insomma ,uno sconquasso che non gioverebbe a nessuno

Nel frattempo veniamo a sapere alcuni interessanti dettagli,a proposito di disinformazione.
Il ministero degli Esteri dell'Estonia ha confermato l'autenticità della conversazione telefonica tra il capo della diplomazia estone Urmas Paet e l'alto inviato dell'Unione Europea per gli Affari Esteri Catherine Ashton, in cui vevivano espressi dei commenti sui cecchini in azione a Kiev durante le manifestazioni di Maidan.
Secondo Paet, le persone che sono morte a Kiev tra i dimostranti e la polizia sono state uccise dagli stessi cecchini che erano stati ingaggiati dai leader di Maidan.

IL ministro Paet rivela anche che ci sono informazioni secondo le quali sarebbero stati proprio i leader della ‘rivolta di Majdan’ – e quindi i nuovi padroni di Kiev - ad assoldare i cecchini che hanno ucciso decine di persone proprio mentre era in corso la trattativa col governo e con presidente Yanukovich per far saltare il negoziato e internazionalizzare la crisi

Dice letteralmente il ministro degli Esteri dell'Estonia: "Tutte le prove dimostrano che le persone che sono state uccise da cecchini da entrambe le parti, tra i poliziotti e poi tra la gente nelle strade, erano gli stessi cecchini che hanno ucciso le persone da entrambe le parti, così che poi lei (Olga Bogomolets, era il medico principale dell'ospedale mobile di Piazza Maidan quando la protersta a Kiev è diventata violenta, ndt) mi ha anche mostrato alcune foto che come medico può affermare che portano la stessa firma, lo stesso tipo di proiettili, ed è davvero inquietante che ora la nuova coalizione non voglia indagare su ciò che è esattamente accaduto. 
Diventa sempre più evidente che dietro i cecchini non c'era (il presidente Viktor) Yanukóvich ma qualcuno della nuova coalizione di governo".

Una nota pubblicata oggi sul sito del Ministero degli Esteri estone conferma l'autenticità della telefonata (http://www.vm.ee/?q=en%2Fnode%2F19353) registrata dopo che Saet aveva visitato Kiev lo scorso 25 febbraio, sorvolando in maniera assai imbarazzante sul coinvolgimento dell'ex opposizione ucraina nella strage.
Non è la prima volta che una conversazione riservata viene intercettata e diffusa dai servizi di Mosca. 
Nella precedente, poche settimane fa, venne resa nota una discussione telefonica tra la vice segretaria di Stato USA per gli Affari Europei, Victoria Nuland, e l'ambasciatore di Washington a Kiev, Geoffrey Pyatt. In quell'occasione la Nuland - sottolineando il suo ragionamento con un esplicito 'A fanculo l'Ue' - chiariva la preferenza del governo Obama per la figura di Arseni Yatseniuk (attuale primo ministro) come capo del nuovo governo ucraino piuttosto che per Vitali Klitschkó, favorito dagli 
europei. 
Questa tecnica è già stata utilizzata nel tentato colpo di stato in Venezuela del 2002 ed in Siria nel 2011. I cecchini che collaborano con i servizi esteri aprono fuoco sulla folla, addossando le responsabilità sul governo: lo scopo è fomentare l'odio e accrescere la tensione.

http://www.contropiano.org/internazionale/item/22615-intercettazione-i-cecchini-di-majdan-al-servizio-dei-rivoltosi

Ora i soliti pennivendoli,oltre a disinformare accuratamente i loro poveri lettori, ironizzano su Putin sul premio Nobel per la Pace (che andrebbe abolito per manifesta cazzata).Ok,sta bene.....ma se poi vediamo che inneggiavano a quello dato in via preventiva (mai vista una simile fesseria) ad Obamba,e poi alla UE....c'è da chiedersi fino a dove spingeranno la loro ipocrisia.e servilismo.
In questa opera si distingue particolarmente l'inviato Sky in Crimea,Un certo Arbarello o simile,che pateticamente e disperatamente cerca di intervistare qualche passante che ce l'abbia coi Russi....a fronte delle migliaia che sono pro.Poveretto....!...richiamatelo,vi costa soldi ed è solo comico...

In queste ore, oltre a subire il bombardamento di un apparato mediatico completamente asservito alla propaganda della NATO, tocca anche leggere in rete commenti da parte di esponenti di "Sinistra, Ecologia e Libertà", di alcuni promotori della lista Tsipras e di altre componenti della cosiddetta "sinistra radicale" improntati all'ossessivo refrain "dell'intervento militare russo che va fermato", dell' "occupazione della Crimea", della "violazione russa della sovranità nazionale e del diritto internazionale". 
Si invoca il diritto internazionale, quando la prima gravissima violazione del diritto internazionale si verificò già nell'agosto del 1991 con la proclamazione dell'indipendenza dell'Ucraina, contravvenendo platealmente al risultato del referendum sulla conservazione dell'URSS del marzo 1991 (voluto da Gorbaciov), in cui oltre il 70% degli ucraini (con punte di oltre l'80% in Crimea e nell'Ucraina orientale) avevano votato si.
http://www.marx21.it/internazionale/area-ex-urss/23702-la-russia-nell-qasse-del-maleq-.html

Una lista per le europee Tsipras di utili idioti del sistema ..quelli vorrebbero restare in europa alle loro condizioni,e cioè "più europa"....
Sono quelli che a suo tempo inneggiavano a Monti...la Spinelli, Maltese....e vari della cricca di Repubblica....che accortisi  di aver per l'ennesima volta sbagliato,tentano ora di rifarsi una mezza verginità....già,mezza....perchè ancora non hanno capito che questa Europa non é riformabile se non in qualche dettaglio insignificante,pena la sua scomparsa.
In pratica una lista per toglier voti ai veri antieuropeisti,ma che fallirà miseramente....SEL e RC compresi.

Non poteva poi mancare la psicopatica Hilary Clinton,una da ricoverare ormai alla neurodeliri,che non trova di meglio che paragonare Putin a Hitler.Questa  l'abbiamo già sentita diverse volte...
Se poi proprio vogliamo insistere,l'Impero del Male e gli Hitler stanno da un'altra parte....a Washington...
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E' OT,ma non resisto....voglio farvi divertire,aggiungo la canzonetta che ignari balilla han cantato in onore del piazzista da fiera fiorentino,in trasferta presso gli asili.Meno ignare le solerti maestre che andrebbero bastonate in piazza per oltrepassati limiti di piaggeria e idiotismo...un virus che ormai sembra contagiare la Scuola italiana ..in nome di sesquipedali fesserie....
Già da piccoli insegnano loro a diventare ipocriti servitorelli del potere.
Ma il piazzista,complici i vari pennivendoli,  è ormai montato come una sveglietta,la sua autopromozione preventiva è diventata talmente grottesca da esser degna di un qualsiasi dittatorello da quarto mondo.
Sempre peggio il Bananiland italiota...!!



PAOLO,PAOLO.....!!

INFO


MILANO - Litigio in diretta tv su La7, nel programma La Gabbia, tra il giornalista Paolo Barnard e Gianluigi Paragone. 
Le cause del litigio sono da ricercarsi in alcune pressioni da parte delle donne della redazione della trasmissione, dopo le offese di Barnard al mondo femminile.

Veramente ha scritto anche "Così come meritano gli uomini al 99%. Solo che…se si scrive che gli uomini sono al 99% dei porci disumani o troppo stupidi per esistere, nessuno dice nulla. Se lo dici delle donne… Uhhhhhhhhh!".

E questo é pure vero....non si può non notare come la retorica femminista ha raggiunto livelli di guardia....ma forse Paolo si riferiva alle piddiote.ah ah...come quella del genitore 1 e 2....o a quelle cerebrolese che non fanno il presepio a Natale per non offendere i bambini musulmani,a cui giustamente non frega nulla di queste patetiche iniziative...
Certo che Boldrini,kienge,Madia,fornero....non aiutano la causa...
Detto questo,Paolo é sempre più un masochista perfetto....e comunque lo rivorrei alla Gabbia,unica voce fissa contro gli usurai UE


Qui c'è una iniziativa di amici con una petizione per riammetterlo,per chi voglia firmare.
https://www.change.org/it/petizioni/redazione-de-la-gabbia-e-gianluigi-paragone-riammettete-paolo-barnard-a-la-gabbia

mercoledì 5 marzo 2014

CARO MARIO MAURO...VATTENE AFFANCULO TU...!!



Le ultime parole famose:" C’è un uomo che sta salvando la Grecia: è Samaras."...... perchè non vai a dirle in Piazza Syntagma.....!

.E COMUNQUE......A NOME DI TUTTI GLI ITALIANI EUROSCETTICI CHE QUESTA MEZZAPIPPA,AVVELENATA DALLA TROMBATURA,HA PUBBLICAMENTE E VERGOGNOSAMENTE OFFESO,TI CI MANDIAMO ALLEGRAMENTE NOI A FARE IN CULO....SPERANDO CHE ,VISTI I TEMPI....NON GODA....

domenica 2 marzo 2014

UCRAINA: MA PUTIN HA PERSO, O NO?



Prima di iniziare vorrei spendere due paroline sul nostro matteino pentolaio.....per ora solo i soliti regali al pueblo.-..tasi,benzina....e 600 milioni buttati al vento,cioè regalati a quel pinocchietto di Marino,uno che già farebbe fatica a far il portiere di condominio e che nulla ha fatto e farà per metter le cose a posto.I romani l'hannno voluto,se lo tengano.
Certo non è un grande esempio del nuovo promesso,anche perchè pare che già altri Comuni si stiano mettendo in fila a batter cassa.
A poco vale il privilegio di Roma Capitale,quando si tratta di soldi.
Ricordiamo anche a san Matteo che il primo step della road map annunciata (febbraio) é già scaduto,e della promessa legge elettorale ancora non c'é traccia.
Ma avremo modo presto di parlar purer del resto:cuneo fiscale,tassazione rendite finanziarie e jobs act.
Ma ora vediamo questo interessante articolo sulla questine ukrajna.


ARTICOLO DI BLONDET CANCELLATO SU RICHIESTA EFFEDIEFFE








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Commento

- Alla prima nota è facile rispondere: Letta era troppo impopolare per poter portare a termine il piano, occorreva un simpatico giovane illusionista che desse l'impressione di essere un nuovo Robin Hood per poter far accettare i punti che mancano alla distruzione del Paese.Il primo saggio del nuovo l'abbiamo avuto....altre tasse..

- Alla seconda,è da notare come profonde divisioni animano tuttora le forze golpiste,che hanno obiettivi diversi e che presto non tarderanno ad accorgersi del pacco che FMI e soci stanno preparando al Paese.
Inoltre é sempre presente la spinta secessionista dell'area polacca dell'ovest Rovna-Leopoli.
Credo che la partita non sia affatto chiusa,a prescindere da una possibile indipendenza della Crimea e della nuova formazione di un altro Governo per l'est filorusso dell'Ukrajna.
Di fatto,or la situazione ora é questa,nonostante tutti vogliano l'integrità del Paese.
Quindi diversi possono essere gli esiti possibili.

- Quanto al resto dell'articolo credo che il Deep State USA sia un po' diverso da quello russo,nel senso che maggiore è la possibiità di controllo di Putin sugli oligarchi,di quanto ne possa avere Obama sulle lobbies che l'hanno eletto.Putin comanda con larga autonomia,Obama per nulla senza il consenso delle lobbies.
 Certo la perdita dell'Ukrajna sarebbe un duro colpo a questa autorità,e Putin lo sa...farà quindi di tutto perchè questo non accada

. E' sempre bene ricordare che Yatsenyuk é un agente USA,oltre che della tecnocrazia europea.Gli ucraini di Kiev non hanno idea di che fine stanno per fare.Consegnerà questa parte di Paese agli aguzzini della Troika.

- Di gasdotti c'è anche quello  che dalla  Russia non passa in ukraina,ma attraverso il mar Baltico  arriva direttamente in Germania (North Stream) e quando il South Stream (che anch'esso bypassa l'Ukrajna) sarà operativo,l'importanza strategica dell'Ukrajna circa il gas,sarà notevolmente ridotta.E se Putin chiude il rubinetto di quello che attualmente fornisce,per il paese non c'è fracking che tenga....restano al freddo e al buio Quindi il potere di interdizione energetico di Putin resta ancora alto..

- Il fracking ,o fratturazione idraulica,è lo sfruttamento della pressione di un fluido, in genere acqua, per creare e poi propagare una frattura in uno strato roccioso. La fratturazione viene eseguita dopo una trivellazione entro una formazione di roccia contenente idrocarburi, per aumentarne la permeabilità al fine di migliorare la produzione del petrolio o del gas da argille contenuti nel giacimento e incrementarne il tasso di recupero.
A prescindere dalla minore produttività rispetto ai giacimenti naturali (Il vero problema è rappresentato infatti dalla produttività media dei pozzi. Nello studio del Joint Research Center si evidenzia come sono necessari circa 50 pozzi per estrarre la stessa quantità di energia di un giacimento tradizionale nel Mare del Nord. È ovvio che in America l’utilizzo del suolo non costituisce in genere un grosso problema. In Europa, però, la disponibilità di suolo è ridotta), la fratturazione idraulica è sotto monitoraggio a livello internazionale a causa di preoccupazioni per i rischi di contaminazione chimica delle acque sotterranee e dell'aria. In alcuni paesi l'uso di questa tecnica è stata sospesa o addirittura vietata.
C'è poi il problema del consumo d’acqua. L’estrazione dello shale gas richiede ingenti quantità d’acqua usata per le operazioni di fracking, una parte delle quali non può essere recuperata, tanto che specifiche zone geografiche andrebbero incontro a seri rischi sulla disponibilità di acqua potabile
Come non bastasse, é stato accertato un elevato rischio sismico.
Sulla critica diretta a questo processo di estrazione di gas naturale, impiegato su larga scala negli Stati Uniti, è basato il documentario GasLand,di Josh Fox, candidato al Premio Oscar 2011 per la categoria Documentari.
Insomma,per ora certamente Putin può dormire sonni tranquilli circa il fracking.