mercoledì 17 dicembre 2014

PETROLIO,ORO,DOLLARO...

Mentre il dollaro continua a rafforzarsi, in scia alle scelte opposte di politica monetaria da parte della Fed (verso il rialzo dei tassi), il crollo del prezzo del petrolio, determinante nell'economia russa, ha perso quasi metà del suo valore dall'inizio dell'estate.
Solo a ottobre, Mosca ha già speso circa 30 miliardi di dollari per sostenere il rublo che dall'inizio 2014 si è svalutato del 50%
Le riserve in oro e valuta estera sono a 430 miliardi di dollari, il debito del Paese è al 13% del Pil e nonostante le difficoltà (crescita modesta del Prodotto), il bilancio è in surplus.,+23 mld di dollari

Insomma, per Mosca non si dovrebbe prospettare uno scenario in stile 1998, quando le riserve crollarono a 11 miliardi di dollari e il barile arrivò a stazionare in area 10 dollari, portando il Paese sull'orlo della bancarotta.
Numeri ben diversi da quelli attuali, che fanno pensare a un diverso epilogo.

Questa la situazione,molto complessa nelle sue cause,ma certamente dovuta in gran parte a motivazioni politiche,parte della guerra in atto tra Usa e Russia,sanzioni comprese.

Intanto,basterebbe chiedersi perchè il prezzo di un bene,diciamo una materia prima diminuisce.
Perchè c'è molta offerta e poca domanda (vero in Europa),ma non credo sia questo il caso del petrolio (la Cina comprerebbe tutta la produzione se potesse)..
Oppure perchè i compratori hanno trovato un succedaneo altrettanto valido e che costa meno.Non credo a nemmeno questo motivo.Queste le principali cause economiche di un ribasso.Ora non me ne vengono in mente molte altre.

Se non è così,è evidente che si tratta di motivazioni politiche o speculative,ma per fini politici.
Una potrebbe essere quella di danneggiare la Russia nell'export,ma sarebbe un danno pure per i produttori e le sette Sorelle.Potrebbe essere comunque un danno accettabile,se temporaneo per scopi appunto politici,ma che non può durare.Infatti, i prezzi del futures oggi suggeriscono che il collasso dell’oro nero dovrebbe essere vicino alla fine
L'unico che si avvantaggia di questa situazione è la Cina (e i paesi importatori),visto che è solo compratore....
C'è da dire che i grandi speculatori angloamericani (d'accordo coi governi) ,magari gli stessi petrolieri,incasserebbero meno,ma realizzerebbero grossi guadagni sui futures al ribasso presenti massicciamente sul mercato.
Che dire? Diventa veramente difficile capire per il momento e i suoi sviluppi.
Di seguito,le varie ipotesi della situazione e dei possibili sviluppi






Una tesi

Il tentativo è di ripetere l’operazione del 1986 del dipartimento di Stato e dell’Arabia Saudita per far collassare la Russia con i sauditi che facevano crollare i prezzi del petrolio. L’unico problema è che gli oligarchi drogati di potere e i loro ridicoli pensatori neo-con trascurano il fatto che, nel processo, si avrà la bancarotta dell’assai vulnerabile profitto da petrolio di scisto,la bufala Usa.
Stavolta pare però che i sauditi, come si è visto alla recente riunione dell’OPEC, vogliono far scoppiare la bolla dello scisto petrolifero statunitense per riaffermare il controllo della vecchia Arabia Saudita sui mercati mondiali del petrolio.
 Il 27 a seguito di un incontro inconcludente dell’OPEC, dove i sauditi rifiutarono vari appelli a cambiare strada e fermare la caduta dei prezzi a novembre, il prezzo di negoziazione del greggio da scisto bituminoso è prezzato, al West Texas Intermediate, a meno 66 dollari al barile, il minimo mai visto in cinque anni.
Forse quando Kerry propose al re saudita, assieme al principe Bandar lo scorso settembre, che l’Arabia Saudita aiutasse Washington a spezzare la Russia con il crollo delle entrate petrolifere russe, re Abdullah e Bandar erano felicemente d’accordo.
Ma ora sembra che il fuoco saudita colpisca meno la Russia e più la concorrenza del petrolio di scisto degli Stati Uniti.
Il petrolio di scisto non convenzionale è più costoso da estrarre rispetto al petrolio convenzionale. Solo prezzi straordinari, al di sopra dei 100 dollari al barile negli ultimi cinque anni, ha reso lo scisto redditizio.
Ora le banche di Wall Street che hanno prestato miliardi ai produttori di scisto statunitensi riesaminano i loro portafogli e considerano se richiamare tali prestiti o per lo meno non concederne altri a una partita persa. Tuttavia, il petrolio di scisto, a differenza di quello convenzionale, richiede investimenti crescenti per perforare nuovi pozzi mentre i vecchi si esauriscono molto più velocemente rispetto ai convenzionali.
I costi di produzione del petrolio di scisto non convenzionale variano da 50 a 100 dollari al barile Invece i costi del petrolio convenzionale degli Stati Uniti vanno da 10 dollari in su.Sotto gli 80 dollari,saranno inevitabili le riduzioni delle perforazioni.
Questa primavera possiamo aspettarci che numerose compagnie petrolifere di scisto rischieranno fallimento.
Ma è mai possibile che il mondo accetti ancora questa bufala USA dello scisto?
E questa è una delle ipotesi.
(Fonte:rivista online “New Eastern Outlook“.)


Un'altra tesi (vedi il lungo articolo di oggi di Scacciavillani sul Fatto) ipotizza invece seri pericoli per l'economia russa e per la leadership di Putin,anche se c'è da dire che l'articolista è da sempre pro Usa (e pro euro).Uomo del Fondo monetario internazionale a Washington, della BCE a Francoforte (quando partì l’unione monetaria),di Goldman Sachs a Londra.
Altri articoli simili:
http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/12/16/russia-circolo-vizioso-petrolio-rublo-mette-allangolo-vladimir-putin/1278776/

http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/rublo-russia-crisi-default-medvedev-bffbae09-1e89-46bd-9370-6e329485b452.html

E ancora 

L'economista Jacques Sapir afferma che molteplici indizi indicano che tale calo ha cause politiche,un tentativo degli Stati Uniti per destabilizzare la Russia. Anche se la realtà è più complessa.
E avanza anche lui l'ipotesi,e cioè che i Paesi OPEC in realtà attaccano l’industria del petrolio del Nord America.
Ci si può chiedere se non vi sia il tacito accordo tra Arabia Saudita e Russia per scacciare, o almeno limitare, il nuovo attore dal mercato degli idrocarburi. Ma l’attacco potrebbe avere altre conseguenze. Il gas e il petrolio di scisto si basa su prestiti che coprono l’80%-90% dei costi d’investimento. Rappresenterebbe oltre 300 miliardi di dollari in asset nelle banche statunitensi. Questi conti necessariamente diverranno “sofferenze” non appena saranno sotto a una redditività significativa. Tuttavia, le banche hanno naturalmente cartolarizzato questi debiti, emettendo CDS (ci risiamo...!!) in cui i debiti servono da collaterali.
Se rimane troppo a lungo un prezzo troppo basso, non può essere esclusa una nuova crisi finanziaria nel sistema bancario degli Stati Uniti.

Un'altra ipotesi è quella di Dmitry Kalinichenko: Putin scommette sulla fine accelerata del dollaro.Vale a dire,accumulando oro, comprato a basso costo: oro svalutato artificialmente dall’Occidente per tenere alto il valore del dollaro.
 «Oggi, Putin vende petrolio e gas russi solo in cambio di “oro fisico”, naturalmente accetta ancora il dollaro come mezzo di pagamento. Ma, attenzione, cambia immediatamente tutti i dollari ottenuti dalla vendita di petrolio e gas con l’oro fisico».
Basta osservare la vorticosa crescita delle riserve auree della Russia e confrontarle con le entrate in valuta estera della Federazione Russa dovute alla vendita di petrolio e gas nello stesso periodo.
Nel terzo trimestre 2014, gli acquisti da parte della Russia di “oro fisico” sono i più alti di tutti i tempi, a livelli record. Nello stesso periodo, le banche centrali di tutti i paesi del mondo hanno acquistato 93 tonnellate del prezioso metallo, dopo 14 trimestri di acquisti ininterrotti. Ma, di queste 93 tonnellate, ben 55 sono state acquisite dalla Russia.
Per gli scienziati britannici e la “Us Geological”, l’Europa non potrà sopravvivere senza l’offerta energetica russa, cioè se il petrolio e il gas della Russia saranno sottratti dal bilancio globale dell’offerta energetica.

Nel mondo finanziario, continua Kalinichenko, è assodato che l’oro sia un fattore anti-dollaro: nel 1971, Richard Nixon chiuse la “finestra d’oro”, ponendo fine al libero scambio tra dollari e oro, garantito dagli Stati Uniti nel 1944 a Bretton Woods. Ma ora, «Putin ha riaperto la “finestra d’oro”, senza chiedere il permesso a Washington».
Premessa: «In questo momento, l’Occidente spende gran parte di sforzi e risorse nel comprimere i prezzi di oro e petrolio. In tal modo, da un lato distorce la realtà economica esistente a favore del dollaro statunitense, e d’altra parte vuole distruggere l’economia russa che si rifiuta di svolgere il ruolo di vassallo obbediente dell’Occidente»
Oggi, oro e petrolio sono molto sottovalutati, rispetto al dollaro.
Sicché, «Putin vende risorse energetiche russe in cambio di quei dollari artificialmente gonfiati dagli sforzi dell’Occidente, e con cui compra oro artificialmente svalutato rispetto al dollaro».
Quindi la mossa dell’Occidente – svalutare l’oro per rivalutare il dollaro – gli si ritorce contro: quell’oro, Putin lo sta comprando sottocosto.
Piano perfettamente condiviso dal leader cinese Xi Jinping.



La Banca Centrale Russa può utilizzare l’oro delle sue riserve per pagare le importazioni, se necessario: importazioni ovviamente provenienti dai Brics, date le sanzioni occidentali. Conviene a tutti, a cominciare da Pechino: per la Cina, la volontà della Russia di pagare le merci con l’oro occidentale è molto vantaggiosa. Infatti, spiega Kalinichenko, Pechino ha annunciato che cesserà di aumentare le riserve auree e valutarie denominate in dollari. Considerando il crescente deficit commerciale tra Usa e Cina (la differenza attuale è cinque volte a favore della Cina), questa dichiarazione tradotta dal linguaggio finanziario dice: “La Cina non vende più i suoi prodotti in cambio dei dollari”.
Come la Russia, anche la Cina continuerà ad accettare i dollari come mezzo di pagamento intermedio per i propri prodotti. «Ma, appena presi, se ne sbarazzerà immediatamente, sostituendoli con qualcosa di diverso», cioè l’oro. Di fatto, Pechino non acquisterà più titoli del Tesoro degli Stati Uniti con i dollari guadagnati dal commercio mondiale, come ha fatto finora. Così, «sostituirà i dollari che riceverà per i suoi prodotti, non solo dagli Usa ma da tutto il mondo, con qualcos’altro»
D’ora in poi solo oro, quindi, anche per i cinesi.
Politica di fatto già inaugurata da Russia e Cina, per i loro scambi bilaterali: «La Russia acquista merce direttamente dalla Cina con l’oro al prezzo attuale, mentre la Cina compra risorse energetiche russe con l’oro al prezzo attuale». Il dollaro? Archiviato.
«Più l’Occidente svaluta petrolio e oro contro dollaro statunitense, più velocemente svaluterà l’oro dalle sue non infinite riserve». Il metallo prezioso detenuto da Usa ed Europa, e pesantemente svalutato, finisce quindi rapidamente in Russia e in Cina, ma anche in Brasile, in India, in Kazakhstan e negli altri paesi Brics.

http://www.ecplanet.com/node/4473

E se l'ipotesi è attendibile,è impensabile che gli Stati Uniti accettino una sconfitta epocale e planetaria così bruciante. E qui, infatti, entriamo in zona-pericolo.
«Tradizionalmente, l’Occidente utilizza due metodi per eliminare la minaccia all’egemonia mondiale del modello fondato sul petrodollaro e ai conseguenti eccessivi privilegi occidentali. Uno di questi metodi è costituito dalle “rivoluzioni colorate”.
Il secondo metodo, di solito applicato dall’Occidente se il primo fallisce, sono le aggressioni militari e i bombardamenti.
Ma nel caso della Russia entrambi questi metodi sono impossibili o inaccettabili per l’Occidente», afferma Kalinichenko. Intanto, tutta la popolazione russa è con Putin: impossibile fabbricare una “rivoluzione colorata” per eliminare il capo del Cremlino.
Restano le armi, cioè i missili. Ma la Russia non è la Jugoslavia, né l’Iraq, né la Libia.
«In ogni operazione militare non-nucleare contro la Russia, sul territorio della Russia, l’Occidente guidato dagli Stati Uniti è destinato alla disfatta. E i generali del Pentagono che esercitano la vera guida delle forze della Nato ne sono consapevoli». Una guerra nucleare?
«Sarebbe egualmente senza speranza», perché la Nato «non è tecnicamente in grado di infliggere un colpo che disarmi completamente la Russia del potenziale nucleare». La rappresaglia equivarrebbe all’apocalisse: sarebbe «la nota finale e l’ultimo punto dell’esistenza della Storia», cioè «la fine della vita sul pianeta, fatta eccezione per i batteri».

L’oro di Putin contro le atomiche di Obama. Chi vincerà?

Interessante anche questo link: due articoli che mettono a confronto il punto di vista di uno speculatore occidentale (Simon Black) - che legge freddamente i numeri del Dollaro e del Rublo - e quello di Elvira Nabiullina, Presidente della Banca Centrale russa - che inneggia all'autarchia -. http://www.comedonchisciotte.org/site//modules.php?name=News&file=article&sid=14377

Come si vede il quadro è di notevole complessità,cosa che suscita ovviamente punti di vista diversi,più o meno interessati,sull'esito di questa crisi epocale che rischia di cambiare l'assetto economico e politico del mondo.
L'unica cosa certa,è che prezzi di oro e petrolio,ora come non mai sono frutto di decisioni politiche che nulla hanno a che vedere con pure questioni economiche.
https://aurorasito.wordpress.com/2014/10/24/le-manipolazioni-politiche-del-prezzo-del-petrolio/
Decisioni che si inquadrano principalmente nella guerra in atto tra Usa e Russia (e più velatamente con la Cina) che non vuole assolutamente sottostare al piano Usa di un Nuovo Ordine Mondiale e all'impero ormai insopportabile del dollaro,e che li vede contrapposti anche in vari teatri militari,a cominciare dall'Ukraina.



Speriamo che i vari punti di vista citati abbiano contribuito a chiarire le vere motivazioni di quanto sta accadendo nella guerra economico-valutaria tra Usa e Russia.

INUTILE DIRE CHE IN QUESTA GUERRA NOI PARTEGGIAMO PER PUTIN E LA RUSSIA.


20 commenti:

  1. E' una guerra combattuta con altri mezzi sofisticatissimi, ma pur sempre una sporca guerra. Stanno cercando con ogni mezzo di indebolire Putin e di spaventare il popolo russo. Ovviamente nel vortice del ciclone ci siamo dentro noi che precipiteremo in una crisi ancor più nera di quella che ci sta devastando.

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    1. Oltre lo strumento valutario ,le sanzioni e il confronto militare a distanza,esiste anche una guerra mediatica portata avanti quotidianamente dai media ufficiali tutti allineati pro Usa,tramite una massiccia disinformazione,alterazione dei fatti e omissioni.Gli esempi non si contano.
      Una guerra che purtroppo ha rilevanti effetti anche su di noi,sulla nostra economia.
      Ho idea che fra non molto possa verificarsi un'altra crisi peggiore che quella del 2008

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  2. http://www.conflittiestrategie.it/la-russia-non-si-sente-tanto-bene-ma-leuropa-e-cadaverica?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=la-russia-non-si-sente-tanto-bene-ma-leuropa-e-cadaverica

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    1. In questo scenario,l'Europa non esiste,un mero esecutore di ordini spesso contro i propri interessi

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  3. Altro contributo

    Fatto 1: il petrolio estratto con metodi "fracking" costa ~60$ al barile.
    Fatto 2: il petrolio russo, all'estrazione, costa 25/30$.

    E' vero quindi che se il petrolio calasse ancora, sotto i 25/30, colpirebbe i russi. Ma molto prima, avrebbe gia' scavato la fossa a BP e alle "sette sorelle", che non sono piu' sette ma ho reso l'idea.

    Quindi, il calo del petrolio e' sicuramente omicida per gli americani, forse , congettura, lo sara' per i russi quando sara' sotto i 25/30$. Certamente lo stato russo perde introiti, ma di questo parlo dopo. Di fatto, pero', questa mossa dei sauditi e' una mossa ammazza-americani.

    Andiamo avanti: perche' i Sauditi dovrebbero avercela con gli americani? Procediamo per fatti.

    Fatto 1: Gli USA hanno dichiaratamente rincorso l'autosufficienza petrolifera, smettendo di importare dai sauditi.
    Fatto 2: gli USA stanno iniziando a discutere al senato se vendere all'estero il petrolio da "fracking" , lo "shale oil", offrendolo agli europei in caso di rottura con Putin.
    Fatto 3: non contenti di questo, gli USA, nella persona di Obama, sono andati in Cina, dal piu' grande cliente saudita, a firmare un patto per la riduzione delle emissioni. Pur non essendo Kyoto, i cinesi hanno promesso una drastica riduzione dei consumi petroliferi.

    capite che ai sauditi possano essere un tantino girate le scatole. Anche non volendo essere maligni, questa cosa ha tutta l'aria di una manovra di accerchiamento.

    Se tu prima ti rendi indipendente da me, e poi cerchi di rendere indipendenti altri, e poi vai dai miei clienti migliori a convincerli a comprare meno - perche' se i cinesi si mettono in testa di ridurre le emissioni lo faranno - quello che stai facendo e' remarmi contro.

    Gli USA stanno remando contro ai sauditi? Stanno facendo a pugni USA e Arabia Saudita.? russi non c'entrano per niente?

    Beh, i russi sono andati a vendere gas e petrolio ai cinesi con un contratto da 400 miliardi.
    Beh, i russi hanno appena chiuso un accordo di deviazione di un gasdotto verso la Turchia, prima cliente dei sauditi. E il tubone potrebbe anche tirare dritto.
    Beh, i russi hanno appena chiuso un accordo col presidente indiano per energia nucleare.

    Insomma, neanche i russi hanno molte ragioni di stare simpatici ai sauditi.

    http://www.keinpfusch.net/2014/12/petrolio-usa-russia.html

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  4. Exxon, primo gruppo mondiale dell'energia, ieri ha perso 16,8 miliardi di dollari di valore alla Borsa di New York: una somma pari alla manovra di una legge di bilancio in Italia. Messe insieme, le major occidentali del petrolio hanno bruciato oltre cento miliardi di capitalizzazione.

    Le decisioni di Ali al Naimi, ministro del petrolio saudita, si ripercuotono sulle economie di tutto il globo. Alla riunione dell'Opec di Vienna l'Arabia Saudita ha reso chiaro che vuole far scendere il prezzo del petrolio e il prezzo è crollato. Prima vittima la Russia, ma anche gli Stati Uniti per ragioni diverse subiscono dei danni.. Gli è bastato non far nulla, se non lasciare inalterate le quote di produzione nonostante le pressioni di altri paesi Opec, in una fase in cui la domanda cala. Le conseguenze? Petrolio sotto i 70 dollari al barile e compagine petrolifere che perdono 100 miliardi in borsa.
    Produrre un barile nel deserto della penisola arabica costa appena 12 dollari.

    Non tutti gli analisti sono convinti però che le scelte dell'Opec rappresentino davvero un favore all'America.La mossa di Al-Naimi potrebbe mirare a mettere fuori mercato parte della nuova concorrenza statunitense.

    Una vicenda intricata,con varie facce,difficile capire quale sia la vera,o forse lo sono tutte.

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    1. La domanda da farsi è come mai,nonostante incassino meno,quasi la metà di pochi mesi fa,i sauditi non riducono la produzione facendo così aumentare il prezzo?
      Le risposte sono nelle varie ipotesi del post e dei commenti...

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  5. Gorbaciov: «L'Occidente ascolti la Russia»
    «Parlo soprattutto – precisa l’ultimo segretario del partito comunista sovietico – dell’allargamento della Nato, dei progetti di sviluppo dello scudo antimissilistico, delle azioni intraprese dall’Occidente in regioni importanti per la Russia (Jugoslavia, Iraq, Georgia, Ucraina)». Progetti che sono andati avanti senza ascoltare le proteste di Mosca, «si diceva letteralmente così: “Non sono affari vostri”», continua Gorbaciov. «Consiglierei ai leader occidentali di analizzare attentamente la situazione, invece di dare tutte le colpe alla Russia. E di ricordare quale Europa eravamo riusciti a creare all’inizio degli anni Novanta e in cosa, purtroppo, essa è stata trasformata negli ultimi anni».
    IL «GRAVE ERRORE» DELLA NATO. L’Ucraina secondo Gorbaciov (e secondo i “putiniani”) non doveva rientrare nei progetti allargamento della Nato verso est. Era questa una delle “condizioni” che permisero la fine della Guerra fredda. «La questione – dice l’ex leader dell’Urss – non era oggetto di discussione ai tempi. Lo dico con piena responsabilità. (…) La decisione degli Stati Uniti e dei loro alleati circa l’allargamento a Est della Nato prese forma definitivamente nel 1993. Io dissi subito che quello era un grave errore. Indubbiamente veniva violato lo spirito delle dichiarazioni e delle assicurazioni che ci erano state fornite nel 1990».
    Ora ,cari Italioti-piddioti non avete ancora capito che la servilità leccazampista e il "culo" prono sempre a 90 gradi a Ue ed Usa nell'appoggio alle sanzioni contro Putin e la Russia ...altro non sono che un continuo tirarsi la zappa sui piedi...od un invito a prenderlo sempre in quel posto ...! Non vi fa ancora male piddioti?? A voi.. forse neanche tirandovi la zappa sulla sulla testa... o sfondandovi lo sfintere ( Scalfarotto ...altro non aspetta)capireste qualcosa! Ciao Tony

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    1. Ai piddioti non interessano ste cose,sono troppo occupati con le Coop e ad applaudire le cazzate renziane.
      Purtroppo i guerrafondai e terroristi Usa da anni sono impegnati a ciecondare militarmente la Russia senza che questa abbia dato loro motivo.Stanno destabilizzando il mondo per mantenere la supremazia del dollaro a spese dei vari Stati.Hanno un bilancio fallimentare e sopravvivono solo sfruttando il mondo,con la scusa di difendere la democrazia.Un vero stato Canaglia,ma finiranno male.....uno Stato in mano a psicopatici col delirio della dominazione mondiale,artefici e colpevoli di ogni crisi,compresa quella che stiamo vivendo in combutta con le elites nwo europee.

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  6. Hai studiato il problema in oggetto a 360°.....ogni tanto hai fatto un'istantanea...e ci hai descritto dettagliatamente...come appare (diversa)l'evidenza se fotografata da una differente angolatura....tante ipotesi che si reggono in piedi,ma spesso contrastanti fra loro...."dov'è,allora, la verità"?????
    Gli esoteristi...di fronte ad una confusione apparente(sullo stesso oggetto)non spiegabile....consigliano di vedere la stessa scena,"non" nel piano......"ma dall'alto".....dove con un sol colpo d'occhio vedi(con chiarezza e immediatezza) quello che succede in basso......senza dover fare l'intero giro del caseggiato.

    Allora esaminiamo un'ipotesi che non hai,mi sembra, considerato(ripeto solo un'ipotesi,per capire il casino in atto)....
    .Supponiamo..."per assurdo"....che esistano due governi.... un supergoverno.... quello del mondo.....che pur faticando, coordina ad alto livello,in qualche modo, "centralizzato"un livello inferiore...
    E poi tutti(o quasi).i governi locali.... tra loro frazionati....quasi agenzie locali....che,ciascuna cura gli interessi degli Stati che formalmente governa(non è necessario che gli strati più bassi delle agenzie periferiche abbiano la coscienza di appartenere ad una più grande "multinazionale"...anzi....la completa libertà di movimento....convince i popoli della propria libertà e autodeterminazione....invece di farli sentire pedine di un più gran piano.....che ci sfugge).
    Se mai(con scarsa probabilità) fosse così(*)....tutti i discorsi fatti vanno rifatti sia in assoluto che in relativo.
    "In relativo"....tutti gli Stati devono adoperarsi a seguire le direttive dei loro Capi(magari,talvolta, inconsapevoli esecutori di necessità opportunamente create sopra le loro teste)....che vincenti o perdenti.. sono però in linea con il bilancio globale.

    "in assoluto"....Con verifiche periodiche....sommando le perdite e i guadagni,le conquiste/rinunce sociali...avvenute nei singoli Stati.....con la conferma che il bilancio globale/mondiale della "multinazionale" risulta positivo....
    .Per i malpensanti(del complotto) un ulteriore passo...verso l'ineluttabile configurazione del NWO...di cui tanto si parla...e non so quanto a proposito.
    E' mia convinzione che l'India e la Cina,oggi, siano più due tigri di carta che due potenze,.....due golem...,che basta cancellargli una lettera,scritta in fronte o sul petto,, che gli da vita.... ritornano alla polvere...
    Civiltà industriali costruite in trenta anni(dalle civiltà tecnologiche avanzate),e polverizzabili,da chi le ha create,se....da loro ritenuto utile o necessario.....anche in tempi minori....
    Questo della guerra dell'oro,dell'oro nero,della carta straccia è solo un capitolo di una lunga storia;lontana a finire,e cominciata lontano nel tempo.....basta leggere l'eterna storia del mondo....per vedere che"nulla cambia sotto il sole"

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    Risposte
    1. Non so se ho capito bene,ma è ovvio che ci sia una regia,chiamala se vuoi,Nwo o come ti pare,ma di cui gli Usa sono i maggiori azionisti insieme ad elites sparse europee.La Russia non è assimilabile a quest'ordine..l'avevano presa e atterrata con Eltsin ,è rinata con Putin (vedere sempre i dati)(vedere i dati)
      La Cina sorniona è lì che aspetta....e non è affatto una tigre di carta,come potrebbe esserlo l'India.

      Nella questione specifica del petrolio,ci si può districare ponendo alcune domande razionali.
      Ad esempio: come mai,nonostante incassino meno,quasi la metà di pochi mesi fa,i sauditi non riducono la produzione facendo così aumentare il prezzo?
      Risposte:1- o contrastano gli USA che non importano più petrolio da loro,facendogli fallire con lo scisto,danneggiando al contempo anche la Russia

      2- o sono d'accordo con gli Usa contro la Russia,potendo sopportare per in certo tempo anche la perdita sul greggio.

      3- oppure,quando il greggio stava pochi mesi fa a 100 dollari il barile,tutta la speculazione angloamericana e affini,per danneggiare la Russia,hanno fatto massicce operazioni sui futures al ribasso,come accertato.Se così,molto presto incasseranno il 100% di utili.

      Tutto sta a vedere quanto durerà questa operazione (perchè il danno più o meno e per tutto,in ognuna delle tre ipotesi) e se basterà per abbattere la Russia.Che sia una operazione a tempo,è troppo evidente...tutto sta a vedere chi l'avrà più duro per continuare e resistere.

      A meno di fatti nuovi,nel post ho riassunto tutte le possibili posizioni che circolano,ma con un po' i razionalità si possono ordinare i fatti della vicenda non molto lontani dal vero.I numeri sono numeri.

      Sai,tu la prendi troppo da lontano,come dire i poveri ci saranno sempre.,come i dominati e i dominatori....la storia del mondo non ci aiuta affatto a capire quanto sta succedendo....è un concetto troppo vago

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  7. PS..Tecnico.....Attenzione quando si parla di petrolio si parla di una cosa molto vaga....è come parlare del "vino"....ce ne sono ottimi/pessimi....che ne determinano il loro costo e l'utilizzo...e i rispettivi guadagni....
    .Il petrolio è una miscela di diverse centinaia di idrocarburi,in misura variabile.più impurezze/metalli...che variano da trascurabili al 5%....ogni petrolio è diverso dall'altro.
    Sinteticamente un petrolio tipo libico....per essere venduto in tagli finiti,necessita,di una microraffineria(poche e semplici unità di trattamento)quindi bassi costi di investimento/operativi)e scarsi sottoprodotti poco utilizzabili e effuenti dannosi e da trattare.....grossi guadagni.
    I petroli pesanti,ricchi in paraffine bitumi,zolfo(fino al 5%)metalli,sali.......richiedono raffinerie complicatissime 3/5 volte più grandi),con tante unità di raffinazione/conversione(e perdite di prodotto per fenomeni di cracking)...sottoprodotti di fastidioso utilizzo(asfalti/bitumi) e vendita....complicate e costose unità di trattamenti effluenti.....In poche parole costi alti di investimento/operativi....più tante rotture di scatole per complicate e costose unità di conversione.
    Quello che gli USA vorrebbero(sognano)di esportare....io penso che si possa comprare solo quando il sottosuolo sarà completamente esausto di petrolio medio/tradizionale/ampiamente disponibile....O sei così antipatico(in lista nera) che nessuno vuol fare affari con te.
    Saluti Tonino

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    1. Certo,e il migliore è sempre stato considerato quello libico,poi quello del Golfo e via via gli altri.....ma nell'economia del discorso che stiamo facendo attorno a questa vicenda,questo è un dato credo trascurabile.
      Non considero il greggio da scisto Usa che,come visto,ha rese minori e costi alti di estrazione e lavorazione,come dimostrano i numeri forniti.Un non senso attualmente.

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  8. Questo mercoledì 17 dicembre il rublo ha avuto una sessione turbolenta, ma gloriosa. Si è apprezzato nei confronti del dollaro di oltre il 15%, e di più del 22% rispetto all’euro. Nello stesso tempo, la Borsa di Mosca è salita del 17%. Questi movimenti, paragonabili in grandezza al drammatico declino di martedì 16, non hanno tuttavia riscosso la stessa attenzione.

    http://vocidallestero.it/2014/12/18/le-figaro-il-crollo-del-rublo-e-loperazione-di-salvataggio-di-putin-spiegata-da-jacques-sapir/

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    Risposte
    1. ovvio.....la notizia è solo se le cose vanno male a Putin...

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  9. Segnalo anche questo
    http://www.informarexresistere.fr/2014/12/18/putin-il-rublo-e-la-bufala-della-russia-in-ginocchio-quel-crollo-e-un-affare/

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  10. Post OT, ma ne vale davvero la pena.

    La notizia è stata data da EurAcrive, che titola:
    ”EU leaders skip second day of summit – and escape protests”
    http://www.euractiv.com/sections/eu-priorities-2020/eu-leaders-skip-second-day-summit-and-escape-protests-310975


    Diassumendo in parole povere, i leaders dell'UE se la sono data a gambe ed hanno preferito disertare in massa nel secondo giorno del sunnit di Bruxelles.

    Il motivo?
    Bruxelles è stata invasa da moltitudini di manifestanti, che protestano contro l'UE e l'austerità-
    Il centro della città è completamente paralizzato dai trattori, che hanno bloccato tutti gli accessi compresi quelli dei Palazzi del potere europeo.

    Tale notizia non mi coglie di sorpresa in quanto era già nell'aria.

    Per renderseneconto basta leggere quanto contenuto nei seguenti articoli :
    1- ”Belgio paralizzato da sciopero generale”
    http://euobserver.com/social/126903

    2-”Vertice UE a rischio di sciopero della polizia belga questa settimana”
    http://euobserver.com/agenda/126115

    Splendido!
    Avanti così!

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    Risposte
    1. sì...avanti così...questi usurai devono sparire....e no andarcene al più presto,quando cacceremo il pentolaio di governo.Solo con un nuovo leader coi coglioni potremo farlo,finchè ci sarà questo piccolo delinquente e i suoi piddioti,non ne usciremo.

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  11. LEGGETEVI ATTENTAMENTE QUESTO ARTICOLO,COSI' DA ESSERE PREPARATI NEL CASO SUCCEDA.

    http://www.rischiocalcolato.it/2014/12/kiev-prepara-un-altro-false-flag-atomico-di-maurizio-blondet.html

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