sabato 5 luglio 2014

IL CALIFFATO....CREATURA USA....

Pubblichiamo due interessanti articoli che crediamo possano aiutare il lettore a capire quanto sta veramente succedendo nel ginepraio mediorientale.


ARTICOLO DI BLONDET CANCELLATO SU RICHIESTA EFFEDIEFFE





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Arabia Saudita, Califfato Sunnita e NATO guidano un esercito del terrore in Iraq e Siria

Obiettivo finale: eliminare tutti i contendenti e riconfigurare l’ordine mondiale

L’orda salafita che sta avanzando su Baghdad dal nord dell’Iraq è un esercito segreto e specializzato finanziato, armato ed appoggiato da Arabia Saudita, Califfato Sunnita dell’Iraq e del Levante e NATO.
Anche noto come Stato Islamico dell’Iraq e del levante (ISIL), il califfato con i suoi alleati in Riyadh e Doha ha spostato decine di migliaia di assassini jihadisti paramilitari dai campi di battaglia della Siria alle zone di massacro dell’Iraq.
Di Arabia Saudita e Qatar è quello di diffondere la “perniciosa” versione Sunnita dell’Islam sconfiggendo in tal modo i loro eterni rivali della Shia islamica. Contemporaneamente in Occidente l’élite globalizzatrice sta giocando una partita di “dividi e conquista”, tecnica ben collaudata dall’Impero Britannico.

L’Impero Britannico e la conquista del Medio Oriente

F. William Engdahl ed altri storici hanno dimostrato come l’Impero britannico abbia conquistato il Medio Oriente arabo senza la minima pietà, impresa decisa quando si comprese che il petrolio avrebbe soppiantato il carbone quale fonte primaria di energia del XX° secolo. Quando la Prima Guerra Mondiale attraversò l’Europa, i Britannici operarono insieme a Francia, Italia e Russia per sottrarre la regione dalle mani turche ottomane, che per secoli avevano beneficiato di un indiscusso controllo.

I confini imposti dopo la guerra crearono nazioni “artificiali” come la Giordania, Siria, Libano, Iraq e Kuwait. Durante la guerra, furono i Britannici a fomentare le rivolte contro gli Ottomani. Uno dei leader scelti dai Britannici fu Ibn Saud, capo di una setta tribale di Wahhabi dell’Arabia centrale, che si comprò l’appoggio dei Beduini coi soldi inglesi. Nel 1925, con i soldi e la benedizione dei Britannici, Saud depose il monarca al potere, Principe Hijaz ed alla volta del 1932 fu fondato il Regno dell’Arabia Saudita.

Successivamente alla Seconda Guerra Mondiale – e con una profusione di denaro dalle aziende petrolifere dell’Occidente – la Casa di Saud iniziò a fare proseliti e ad esportare il Wahhabismo: versione austera e puritana dell’Islam Sunnita, fondata da Ibn Abd al-Wahhab.
Nel 2013, i Governi del mondo – Parlamento Europeo incluso – hanno indicato il Wahhabismo come fonte primaria del terrorismo.

I Britannici e l’élite globalizzatrice compresero che l’Islam poteva essere usato per controllare i Mussulmani. Said K. Aburish, autore di “A Brutal Friendship: The West and the Arab Elite” [Un’amicizia brutale: l’Occidente e l’élite araba], scrive: “Tutti i capi politici dell’epoca dipendevano, per essere legittimati, dall’Islam e tutti i capi politici erano favorevoli ai Britannici. L’Islam fu uno strumento usato per legittimare la tirannia e la corruzione dei capi Arabi al potere. Per l’Occidente, l’Islam era accettabile: poteva essere sfruttato, ed è stato sfruttato”.

Afghanistan, Osama Bin Laden ed al-Qaeda

https://www.youtube.com/watch?v=4n8_fBUtrWw

È ormai documentato come gli Stati Uniti ed il suo partner europeo, la NATO, abbiano usato il “terrore” di al-Qaeda per conseguire una serie di obiettivi politici: soprattutto nel destabilizzare Governi sgraditi e nazioni islamiche sui confini dell’ex Unione Sovietica. Un esempio su tutti: la Cecenia.

Durante l’occupazione USA dell’Iraq, numerosi gruppi allineati con al-Qaeda – e ad essa ispirati – contribuirono a fornire il pretesto necessario per il coinvolgimento americano e la costituzione di basi e strutture militari. La collaborazione anglo-americana nelle “rivolte” guidate da al-Qaeda e da altri gruppi Sunniti, divenne ovvia quando nel 2005 dei soldati britannici vennero beccati mentre, camuffati da Arabi, sparavano agli Iracheni nella città occupata di Bassora.

Nel 2007, il premiato giornalista investigativo Seymour Hersh scrisse che l’amministrazione Bush in Iraq si era allineata con i Sunniti radicali. Hersh spiegò, citando fonti governative, che per poter portare avanti quella che poi il Segretario di Stato Condoleezza Rice descriverà come una “politica nuova”, furono “tenute segrete delle operazioni clandestine, lasciando in alcuni casi ai Sauditi il compito della loro realizzazione o del loro finanziamento; oppure individuando vie traverse che aggirassero le corrette procedure di approvazione da parte del Congresso”.


Libia ed al-Qaeda nei dettagli

Nel 2011, durante l’operazione di “abbattimento” del capo libico Gheddafi, divenne ovvio che USA e NATO stessero finanziando, appoggiando ed armando dei paramilitari supposti alleati di al-Qaeda e del progetto radicale Wahhabita per l’imposizione della legge della sharia. 
Clare Lopez, funzionario CIA, ad aprile ha dichiarato al quotidiano britannico The Daily Mail – 3 anni dopo la caduta di Gheddafi e la morte di 30.000 Libici – che: “In Libia gli Stati Uniti hanno cambiato lato, facilitando al-Qaeda”.
Il Paese si trova ora nella classica condizione di nazione in fallimento, così come pianificato, dove le fazioni rivali sono impegnate in battaglie aperte per le strade ed i gruppi jihadisti attaccano il Parlamento a Tripoli.


La Siria: gli USA collaborano direttamente con al-Qaeda

Il segreto meglio mantenuto circa lo scandalo di Bengasi – per lo meno fino a quando il Congresso se ne occuperà – è l’operazione di trasferimento di armi da Bengasi ad al-Qaeda in Siria, portata avanti dalla CIA per sconfiggere Bashar Al-Assad.
Di fatto, questo appoggio USA a vari affiliati di al-Qaeda, od a gruppi ad essa ispirati, al-Nusra ed ISIL inclusi – sia in modo diretto che tramite mediatori – è cosa ben nota.
Scriveva Steve Watson nel settembre 2013: “Il The New York Times riferisce che una cellula di 50 ‘ribelli’, addestrati ed armati da CIA e dalle Forze Speciali USA, questa settimana sarà ‘lasciata affluire’ in Siria – passando dalla Giordania – per combattere le forze governative. Una mossa che dovrebbe allarmare l’Occidente, visto che ora le forze ribelli moderate sono tutte infiltrate da estremisti collegati ad al-Qaeda”.

Nello stesso mese, gli USA annunciavano in modo spudorato che li stavano armando.
Ecco quanto riferito in precedenza: “Gli Stati Uniti hanno annunciato ufficialmente che ora stanno fornendo ‘aiuti letali’ ai ‘ribelli’ impegnati negli attacchi contro il Governo siriano. Oltre a sofisticate apparecchiature per comunicazioni e kit medici militari avanzati inviati dalla CIA, stando al Washington Post il Dipartimento di Stato sta inviando veicoli ed altre munizioni,

Bill Gertz cita la dichiarazione di un funzionario USA riferentesi ad una promessa fatta a giugno dall’amministrazione Obama e relativa all’aumento dell’invio delle armi: “È un voltafaccia completo: siamo passati dal perseguire al-Qaeda all’appoggiarla indirettamente.”


Il piano dei globalizzatori: un “dividi e conquista” passando per il fallimento degli Stati

Tony Cartalucci documenta come l’ISIL – che si ispira ad al-Qaeda anche se non dovrebbe esserne allineato – sia il prodotto di una cospirazione della NATO e dei sauditi che risale al 2007 [quando] i politici Sauditi cercarono di accendere una guerra religiosa settaria nella regione per far sparire dal Medio Oriente l’area d’influenza iraniana che si allarga oltre i suoi confini, attraversa la Siria e l’Iraq, e giunge ad ovest fino al Libano ed alle coste del Mediterraneo.

L’ISIS ha trovato rifugio entro i confini del territorio turco (NATO), ed ha lanciato invasioni nel nord della Siria — a volte grazie all’intervento dell’artiglieria e della copertura aerea turche. L’ISIL è stata addestrata, armata e finanziata profusamente da una coalizione fra NATO e stati del Golfo Persico. L’ultima azione è stata l’invasione di al-Qaeda nel villaggio di Kasab, nella provincia di Latikia, nel nordovest della Siria.

Cartalucci cita Hersh, il quale ha scritto:

Per indebolire l’Iran, che è eminentemente Sciita, l’amministrazione Bush aveva di fatto deciso di riconfigurare le proprie priorità nel Medio Oriente. In Libano, l’Amministrazione ha cooperato con il Governo dell’Arabia Saudita, che è Sunnita, ad operazioni clandestine intese ad indebolire Hezbollah, l’organizzazione sciita sostenuta dall’Iran. Gli USA hanno poi preso parte ad operazioni clandestine contro Iran e Siria. La conseguenza è stato il proliferare di gruppi estremisti Sunniti che adottano una visione islamica militante e sono ostili agli USA ed in linea con al-Qaeda.

Stando a Cartalucci, l’espansione Sunnita in Iraq sta per fornire il pretesto per l’ingresso della NATO in Siria: per mettere fine allo stallo. Scrive Cartalucci: “Attraverso l’Iraq, la NATO ha sfruttato i propri ‘vicini’ terroristi per avere un pretesto e mettere in moto di nuovo la strategia della ‘zona cuscinetto’.
Al contrario, sarebbe necessaria una campagna anti-terrorismo condotta congiuntamente da Iran-Iraq-Siria per mettere all’angolo e sconfiggere una volta per tutte i terroristi della forza di spedizione mercenaria NATO”.

Iran, Iraq e Siria potrebbero certamente unirsi e liberare l’Iraq dall’attuale flagello Wahhabita che minaccia di impadronirsi del Paese e di destabilizzare l’intera l’area. Però, come abbiamo appreso da quando CIA, Pakistan ed Arabia Saudita hanno creato e sguinzagliato il gruppo terrorista ed i suoi annessi, al-Qaeda è tenace ed in passato ha dato luogo a delle “rinascite” incredibili.

L’interesse primario dei globalizzatori è il fomentare il caos ed il disordine.
L’Iraq è stato invaso nel 2003 perché nell’area era un concorrente relativamente pericoloso.
Questo è il motivo per il quale anche l’Iran viene tirato in ballo.
L’affermazione “missione compiuta” non era una celebrazione della sconfitta di Saddam Hussein, ma il riconoscimento che l’Iraq era stato ridotto ad una nazione in stato fallimentare, al pari con lo Yemen e con altre nazioni e territori dell’Africa sahariana.

L’ISIL – così come altri gruppi terroristici finanziati ed appoggiati dai Sauditi – potrebbe desiderare un califfato nel Medio Oriente. Per l’élite globalizzatrice, comunque stiano le cose, questo viene come secondo punto ed a grande distanza dall’obiettivo primario: distruggere tutti i contendenti e riconfigurare l’ordirne mondiale per lo scopo finale. Costituire un unico governo mondiale totalitario.

(Kurt Nimmo ed Alex Jones)
http://www.infowars.com/saudi-arabia-sunni-caliphate-nato-run-secret-terror-army-in-iraq-and-syria/

Ma anche - http://temi.repubblica.it/limes/in-iraq-il-governo-non-si-trova-e-isis-proclama-

18 commenti:

  1. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  2. Ciao, sul tema vi segnalo anche questo articolo : . http://informazioneconsapevole.blogspot.it/2014/05/il-fondamentalismo-islamico-e-il.html .

    E vi consiglio anche questa http://informazioneconsapevole.blogspot.it/2014/06/secondo-dick-cheney-ci-sara-un.html, che riporta le affermazioni di Dick Cheney, secondo il quale ci sarà un nuovo 11/9, ed intanto il leader del califfato ha già minacciato un nuovo attentato "stranamente" http://coscienzeinrete.net/politica/item/1988-cheney-e-baghdadi-minacciosi-%E2%80%9Ccompagni-di-merende%E2%80%9D... Insomma, l'islamismo fondamentalista e l'imperialismo USA vanno praticamente e "stranamente" sempre d'accordo ...

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    1. grazie dei links.....già,un'alleanza ben cementata in varie occasioni,alla faccia della lotta al terrorismo....ad usum peones...

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  3. Conoscevo il pezzo di Blondet già comparso su Rischio Calcolato. Quando leggo qualcuno dei suoi pezzi devo prendere il valium per calmarmi :-).
    Califfato islamico? "Immagina, puoi". La cabina di regia è sempre quella. Tanto vale rifondare il Sacro Romano Impero. a questo punto.
    Questi criminali infiltrano ad hoc il terrorismo per poi richiamarci all'arme per combatterlo!

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    1. Blondet è un vero giornalista che cerca sempre di non fermarsi alla superficie delle cose,ma cerca di indagare a fondo raccogliendo notizie che quasi masi appaiono sui media italioti.Quello che dovrebbe fare ogni giornalista,una razza in via di estinzione.
      La sintesi è che siamo in mano a dei pazzi psicopatici Usa che non esitano a sfasciare il mondo per i loro (delle varie lobbies finanziarie e multinazionali) interesse,e poi chiedono pure aiuto ai loro servi che han tutto da perdere,Italia in primis.
      Ora mi verrebbe da dire : a quale scopo sono morti i soldati italiani a Nassirya e da tutte le altre parti?

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  4. Il senatore americano Rand Paul ha ammesso all'emittente televisiva CNN che gli Stati Uniti hanno supportato l'ISIS...

    http://www.lantidiplomatico.it/dettnews.php?idx=82&pg=8256

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  5. Grazie johnny, molto interessante. Gli USA continuatori della politica imperialista britannica, con il solito stile rozzo brutale che li contradditingue. Chissà gli psicotici di Washington sono sfiorati dall'idea che questi terroristi/combattenti per la libertà ( a seconda degli interessi yankee) possano sfuggire loro di mano,magari in un futuro molto prossimo.

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    1. Era già successo in Afghanistan,quando armarono i talebani contro l'iccupazione sovietica che poi si rivoltarono contro in una guerra che dura da dieci anni,senza risultato in pratica.Naturalmente sbagliarono cavallo non aiutando il comandante Massud,un vero leader intelligente e colto,rispettato da tutti,che poi i talebani fecero fuori.
      Ma il problema più generale è che gli yankees non hanno capito nulla del Medioriente.
      Conosco abbastanza bene questa area dove non ha alcun senso voler esportare la democrazia.Non la capiscono (forse chissà....),è contraria al loro modo di vivere,solo dei dittatori riescono a tenere in pugno i vari Paesi,con metodi più o meno illuminati o criminali.Questa è la legge che capiscono,purtroppo è così.La demorcrazia in questa zona poi è il cavallo di troia degli interessi Usa,la situazione ideale per corrompere i vari soggetti a seconda delle convenienze.
      Cosa più complicata se trovano uno con le palle.
      Ecco perchè stanno destabilizzando tutta l'area...nel caos é più facile imporsi,col divide et impera.
      Gli unici laici dell'area,erano i Palestinesi e la Siria.
      Poi c'è la questione Israele,ma questa è una storia infinita...partita come al solito da una corbelleria Onu nel 1948....ormai nessuno é in grado di venirne a capo e attribuire colpe...ce n'è per tutti.
      A prescindere dal teatro religioso (che però conta sempre),l'Iran è l'unico paese che ha capito la strategia americana,a cui non vuol sottomettersi...come in parte anche Assad.
      Morale: dopo anni di politiche errate,anche nel perseguire i propri interessi,ormai tutta l'area sta diventando fondamentalista e se trovano un leader giusto che li unifichi (il modello per molti è Saladino) diventerà difficile gestirla come credono gli americani.
      Pure la Turchia,un paese da sempre laico ,rischia di essere persa.
      Sai,finchè ci sono figure come Kerry e la Clinton,un bovaro e una psicopatica,c'è poco da sperare...Obama è solo un burattino

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  6. Una pozione avvelenata che il “semestre italiano” – a guida del presidente-non-eletto del consiglio italiano Matteo Renzi – ha il compito di attuare anche in Italia.
    Con un’accelerazione dei negoziati Usa-Ue per la firma del Ttip entro l’autunno; con un’esecuzione delle riforme interne istituzionali (legge elettorale tagliola o porcata-bis, modifiche costituzionali, pseudo-federalizzazione dell’Italia, con accorpamento delle province in regioni o aree metropolitane e con forzate unioni comunali); creazione di eteree nuove “agenzie garanti” di liberalizzazioni, deregolamentazioni e privatizzazioni; partecipazione a un “grande piano infrastrutturale” Ue di contrasto alle similari iniziative o realizzazioni russe: dalla rete di porti-depositi per le importazioni di gas da scisto made in Usa (per “tagliare” le forniture russe, quelle già in atto e quelle prossime con il South Stream balcanico) al grande progetto russo infrastrutturale “Razvitie”, un grandioso programma di sviluppo integrale – di trasporto, telecomunicazioni, ricerca avanzata - su una fascia eurasiatica di 200 km di ampiezza e lungo il continuum territoriale Atlantico-Pacifico.
    Non ultimo con lo sbandieramento dello stato di “alleanza contro natura” delle due principali forze euro-critiche nazionali: i 5 Stelle di Grillo con l’Ukip di Farage e gli altri “scettici” – ma ultraliberisti europei – e la Lega federalista di Salvini con il Front National nazionalista di Marine Le Pen.
    Questa l’ondata di veleni che verrà diffusa a piene mani tra luglio e dicembre di questo 2014.
    Ma (c’è un ma), questi sono i desiderata atlantici. Non è affatto detto che il Ttip verrà firmato, che la Germania inghiottirà suo malgrado un contenimento della propria sovranità, soprattutto economica ma anche di buone relazioni con la Russia dalla quale dipende per il 30% (come l’Italia) per le forniture di energia; che un Hollande ancora tramortito dalla disfatta elettorale riuscirà a imporre le sue ipotesi di riforma di uno Stato nazionale che si vanta di essere tale dai carolingi in poi; che in un’Italia che vedrà cadere in un baratro fiscale – fatto di nuove stangate da approvare con la legge di stabilità (sic) autunnale – il proprio residuo gracilissimo sopravvivere, le opposizioni non reggeranno alle provocazioni del neo-occidentalista Renzi. Né che in tutti gli altri Stati dell’ovest europeo possano essere cloroformizzati gli oppositori. NO ALL'UE AMERIKANIZZATA. NO ALL'OCCIDENTE...Ciao Tony

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    1. Ormai l'Italia sta diventando un bordello istituzionale dove non si capisce più nulla del funzionamento della macchina statale.Mettono in campo riforme che non faranno che renderla ancor più macchinosa ed inefficiente.Già il livello di fiducia nelle istituzioni é quasi zero...
      Se poi passiamo alle riforme liquidatorie (privatizzazioni,lavoro....),quelle che interessano gli usurai,finiremo in un casino e in una cfrisi inenarrabile,stante anche le condizioni del Paese.
      Per non parlare della truffa euro e dei nuovi trattati transatalantici,il vero colpo finale...

      E' difficile prevedere gli sviluppi della politica internazionale,troppi sono i fronti aperti....specie tra USA ed Europa,ma sicuramente la Germania non mutualizzerà mai il debito e non rinuncerà ai privilegi che ha,come credo che sarà firmato il TTIP e TISA....

      In più credo che si stia avvinando un'altra crisi mondiale.
      La BEI (Banca dei Regolamenti Internazionali) ha pubblicato un nuovo report in cui avverte che si stanno formando delle "nuove e pericolose bolle speculative", che potrebbero portare, potenzialmente, ad un’altra grave crisi finanziaria. Ed allora, i banchieri centrali sanno qualcosa che noi non sappiamo, oppure stanno solo cercando di addossare la colpa a qualcun altro, per il gigantesco pasticcio che hanno creato?
      La Banca Mondiale avverte che "è giunto il momento di prepararsi", in vista della prossima crisi economica globale.

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    2. Negli USA,Ciò che conta davvero è che i debiti-societari (corporate-debt) hanno raggiunto quasi 60 miliardi di Dollari .
      La stessa cosa vale per il mondo preso nel suo complesso. In questo momento, i cittadini del pianeta hanno debiti per più di 223.000 miliardi di Dollari, , e le banche "troppo grandi per fallire" di tutto il mondo hanno almeno 700 miliardi di Dollari di esposizione nei derivati...la DB ne ha una cinquantina da sola... .
      Nella realtà, quindi, non è molto importante se i numeri economici di breve termine vanno un po' in su oppure un po’ in giù. L'intero sistema è una specie di “schema Ponzi”, intrinsecamente viziato, che inevitabilmente crollerà sotto il proprio peso.

      Ah,mi scordavo poi l'ERF...di prossima applicazione

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  7. Mi scopro aver ,doti profetiche.
    Più di una volta ti avevo ipotizzato,che se si fossero creati problemi per il gigante Golia(vedi l'Iraq)....o per il neoCzar(sotto casa in Ucraina)....per simpatia ce ne sarebbero stati,in sintonia anche nell'area sempre calda medioorientale.
    E per fortuna che c'era stato il pellegrinaggio dei 5 grandi(più il pentolaio)dal "poverello"Francesco......e l'orazione congiunta tra i due fratelli orientali(da parte di Padre)e il figlio più giovane adottivo occidentale.....
    La grazia non è arrivata....perché????
    Forse è vero il detto romanesco"fratelli coltelli"....e le maggiori e che le più frequenti liti avvengono tra dirimpettai di condominio.
    Saluti Tonino

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  8. Perché in tutti i TG,per i fatti che stiamo vedendo,si continua a chiamare una Nazione che geograficamnte,fisicamente etnicamente esiste(come uno Stato qualsiasi) ed è abitata da "umani"....uguali a tutti gli altri che si trovano a vivere in questo mondo...la si continua a chiamare.....genericamente... i "Territori" (o peggio ancora la striscia(?) ...e "non" come insieme richiesto(da tre Capi) con sincera e pubblica preghiera "all'unico Dio"(che non fa preferenze)....,lo Stato(o quello che resta) Palestinese....anche se non ancora riconosciuto stranamente da quelli che Noi chiamiamo i Grandi.
    Eppure dopo il commovente,strappacuore show che abbiamo visto a Roma,ci siamo commossi e....ci avevamo quasi fatto la bocca.....Finalmente la Pace...e forse la fine delle crisi che imperversano nel mondo...
    Ma chi prepara le veline da leggere o da scrivere sui giornali a questi giornalai...della Voce del Padrone?????.
    Mi sai spiegare che intendono quei camerieri,che a comando ci aggiornano sugli eventi locali....con il termine "Territori"...perché non le colline.le vallate.le montagne,i fiumi,il mare, le città..... dove milioni di persone vivono,soffrono,sperano.....e muiono.... da un millennio almeno.come tutti noi nel resto del mondo?
    Ciao Tonino

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    1. Come ti permetti di chiamare la Palestina,Nazione o Stato? Non si deve manco pensare...! Meglio Territori o Striscia,una specie di insediamento temporaneo o accampamento nomadi.Magari mandano soldi,preferiscono mantenerli (un po' come da noi gli immigrati,che tali sono nel pensiero di molti...una Striscia provvisoria in attesa di...),ma mai chiamare Stato la Palestina,di cui sarebbe interessante ripercorrere la storia dell'ultimo secolo....Israele non avrebbe molte frecce all'arco...meglio i carri armati)

      La pace temo non ci sarà mai tra questi due popoli e nazioni.....il tutto nasce dalla solita demenza ONU (ol famoso moderno Exodus...) che non si sa in base a quale criterio,assegnò questa terra al futuro Stato di Israele e fece imbarcare migliaia di scampati ebrei...forse per ripagarli del genocidio...
      Ok,buone e lodevoli intenzioni.....ma fatto sta che questa terra era già abitata da arabi e amministrata dagli inglesi,contro cui agivano,con gli stessi mezzi, quelli che oggi potremo chiamare terroristi e che allora erano gruppi di israeliti.
      Insomma,non bisogna essere grandi amici dei Palestinesi per capire i soprusi di cui sono stati oggetto,contando molto poco....a cominciare dal "pacco" che gli Inglesi confezionarono ai popoli arabi (anche per loro demerito) al tempo di Lawrence d'Arabia.
      E vale poco il fatto che anticamente i figli di Israele occupassero queste terre che però da duemila anni non erano più loro.Di questo passo e accettando questo principio,bisognerebbe compilare un altro e diverso atlante mondiale.Che dovrebbero infatti dire gli indiani nativi nordamericani o gli indios sudamericani....

      Poi,sai com'è....passando il tempo in continue guerre e atti pirateschi o criminali comuni,va a finire che la ragione e i torti sono di tutti e di nessuno.
      Ma l'inizio dei mali,credo e cercando di essere obiettivo,racconta un'altra storia da quella della vulgata corrente

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  9. Come curiosità storica...
    Penso che conosci le argomentazoni di un moderno scrittore Israeliano,che cerca di ricostruire tra storia,leggenda,reperti archeologici,e dati scientifici,la cronologia e la tipologia della popolazione che abitava la Palestina,prima degli anni 1950.
    Ebbene le sue conclusioni...che sembrano reggersi in piedi sono le seguenti...dopo le tragedie del 70 e 133d.C.una parte della popolazione ebraica fu esiliata e/o emigrò in varie parti occidentali e orientali del mondo d'allora...."ma" una parte consistente(contadini e allevatori)rimasero in loco...alcuni abbracciarono la nuova religione Cristiana,pur non subendo influenze esterne.da popolazioni estranee.
    Questa popolazione originaria( di religione mista),subì,poi, la conquista araba,ma non furono distrutti o esiliati dagli arabi,in quanto questi ultimi ,tolleranti verso gli Ebrei e i Cristiani locali,non si mescolarono con essi,restando gli Arabi la sola parte dirigente del paese....
    Inoltre la conversione all'Islam..portava alle popolazioni originarie notevoli facilitazioni,sia sociali che di"tassazione".e avvenne pacificamente.
    In poche parole il Prof.Shlomo Sand.di nazionalità Israelitica e religione Ebraica,nonché professore di storia del Popolo Ebraico,all'Università di Tel Aviv,ipotizza nel suo libro..."L'invenzione del popolo Ebraico"....che le popolazioni degli anni 1950 della Palestina,di lingua e religione Musulmana,altro non siano(in maggioranza) che i probabili nipoti e pronipoti degli abitanti,autentici, dell'antica Israele....che nel corso dei secoli non si sono mai mossi dalla loro terra...anche se per vari motivi furono costretti a cambiare religione.
    Se fosse così(sempre secondo le sue argomentazoni)...avremmo in Israele,oggi la fusione di due gruppi omogenei.....gli antichi Ebrei mai spostatisi dalla loro terre(ma di lingua e religione araba)...e il ritorno delle comunità della diaspora...che non hanno abbandonato l'antica religione,pur vivendo per secoli lontano dalla terra d'origine.
    Non ho conoscenze per approvare o confutare tali ipotesi,espresse nel Saggio citato... ne prendo atto...ma se fosse così perché i due gruppi aventi lo stesso(se pur diverso diritto)di vivere in quella terra non trovano il modo di convivere pacificamente....come tutto il mondo gli e si augura????Ciao Tonino

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    1. Mah,....non so da dove trae le sue conclusioni il prof.Slomo,che naturalmente si può sospettare di parte...dico solo sospettare,perchè sarebbe singolare che insegnasse all'Università di Tel Aviv,propugnando tesi avverse al popolo israeliano.
      Io so solo che quando Adriano,stanco degli innumerevoli casini (pure allora...!),rase al suolo Gerusalemme (gli cambiò pure il nome,Aelia Capitolina...credo,se ben ricordo) ed esiliò tutti gli Ebrei.La famosa diaspora.
      Poi non so se qualcuno rimase e si convertì,ma certamente non può essere un fondamento per sostenere la proprietà esclusiva della terra,come accade oggi.Tanto più che dopo quella data,praticamente (e tolto l'intermezzo del regno Crociato) è sempre stata dominata e abitata in massima parte dall'etnia araba o simile,fino all'arrivo degli Ottomani e poi degli Inglesi.
      Inoltre,la maggior parte dell'attuale popolo israeliano proviene da fuori,dall'Europa ed in gran parte dalla Russia,specie dopo il 1948.
      Insomma i residenti da secoli erano altri....ma seguendo per un momento la tesi del professore (su cui resto molto,molto dubbioso...),saranno pure fusi come dice lui,ma non mi sembra affatto che la terra ed il potere siano equamente divisi,tutt'altro...per questo non potrà mai esserci pace.....comandano gli ebrei-israeliani,non gli arabi-israeliani.....
      Insomma,io sono sempre più convinto che si tratta di una usurpazione territoriale bella e buona (con beneplacito ONU),un po' quello che accadde ai nativi americani....che poi gli israeliani siano gente efficiente,intelligente,non indolente e tutto quanto di bene si può dire,poco c'entra col problema di fondo.

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