venerdì 30 maggio 2014

VE LO MERITATE, IL LEPENISMO

Riporto qui un articolo di Pierre-André Taguieff che rispecchia anche tanta parte della recente storia italiana,con la differenza che ancora da noi la demenziale vulgata piddiota ancora resiste e continua a far danni sotto mentite spoglie.
Infatti oggi tale vulgata si è integrata con un'altra ben più pericolosa.
Il Pd  é da considerarsi nel suo complesso, senza distinzioni di corrente, una cricca collaborazionista ed euroserva dei veri burattinai che manovrano i destini italiani .
Il pentolaio Renzi non è “colui che cambia le cose”, come alcuni credono, ma è solo l’ultima espressione mediatico-propagandistica di questo collaborazionismo .
Non c’è alcun dubbio che Il Pd opera costantemente, sotto vari mascheramenti di corrente e sotto vari nomi (renziani, bersaniani, lettiani, cuperliani, civatiani), contro il popolo e il paese.
Fin dall’inizio é stato ben chiaro che l’”operazione Renzi” (sponsorizzata dal nostro agente all'avana sul Colle),mal celava una natura squisitamente mediatico-elettoralistica, con lo scopo di trattenere consenso a livello di massa, evitando di scoprire le carte e rinviando tutto a dopo le elezioni europee.
La legislatura deve – restare in piedi fino a scadenza naturale.Questo per consentire di “fare le riforme”, di avviare e di applicare fino alle estreme conseguenze l’arcinoto fiscal compact , il mes (meccanismo di stabilità, a tutto favore delle banche dei paesi europei più forti) e il cosiddetto erp (european redemption fund, sulle garanzie per le “eccedenze del debito pubblico”) che è minacciosamente in arrivo...e tutto il resto che vorranno gli eurousurai.(TTIP compreso...)
Il PD deve deve mostrare che il consenso popolare alle controriforme neoliberiste e all’eurounionismo c’è.

Nel PD non ci sono scontri fra “conservatori” e “riformisti”, fra “rivoluzionari” e “reazionari”, se non nella proiezione mediatica esterna, ma solo e sempre unità d’intenti nel servire, fino alle estreme conseguenze, il padrone euroatlantista.
Nel PD non vi è mai stata vera lotta fra il vecchio e il nuovo. Solo una trista rappresentazione scenica, a uso e consumo di un elettorato sempre più ottuso e manipolabile.Non ci sono renziani, bersaniani, lettiani, civatiani, ecc,ecc.., ma solo piddioti,un muro di gomme refrattario ad ogni VERO cambiamento.

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Un'analisi sul lepenismo

"Valanga in Francia, Le Pen prima col 25%" (Corriere.it); "Terremoto in Francia: Le Pen vince"(Repubblica.it) "La valanga "Front""(lastampa.it); "Euronoir" (ilmanifesto.it).

"Ci sono in effetti tre France estranee e ostili le une rispetto alle altre: la Francia urbana delle élite mondializzate, la Francia periferica delle classi popolari (comprendente una parte importante delle cosiddette classi medie), la Francia delle banlieue dove si concentra la popolazione proveniente dall'immigrazione. Il sentimento di alienazione affligge particolarmente i cittadini che abitano la Francia periferica e che si percepiscono prima di tutto come francesi. Costoro si sentono odiati dalle élite nomadi che vivono in un mondo post nazionale, abbandonati o negletti da una classe politica rivolta verso l'Europa e in situazione di concorrenza con gli immigrati venuti dal Maghreb o dall'Africa sub-sahariana. Questo sentimento di alienazione può prendere la forma del doppio sentimento di essere spossessati e colonizzati.
Ciò costituisce certamente una delle più forti motivazioni per votare Fn.(e non votare PD in Italia)

La sinistra non comprende la situazione e rifiuta di prenderla in considerazione, perché per far questo dovrebbe togliere i suoi occhiali ideologici.

Essa ha perso le classi popolari, ma non si chiede mai perché. Pone i suoi dogmi sopra a tutto il resto, presentendo oscuramente di essere impotente di fronte al proprio declino. Per loro è certamente più comodo stigmatizzare i cittadini ‘lepenizzati' o ‘destroidi' che si sono allontanati dalla sinistra".

Il neo-antifascismo è stato uno strumento di creazione continua del consenso di base nelle democrazie pluraliste. Istituiva un assoluto nello spazio del relativo. Insufflava un surrogato di trascendenza nella prosa di un mondo strettamente pragmatico. Legittimava la formazione implicita, non dichiarata, dei ‘fronti repubblicani'. Ma, soprattutto in Francia, l'operazione è stata fatta a beneficio della sola sinistra.

E' lei che, di fronte a ogni figura del diavolo, aveva il ‘consenso in pugno' (Philippe Muray) quando si trattava di vincere le elezioni. Sottomessa a un perverso ricatto della virtù e ansiosa di non mostrarsi mentre ‘perde la propria anima', la destra ha per molto tempo seguito a ruota. In futuro potrebbe non essere più così.
Il neo-antifascismo ha per molto tempo costituito il più frequente modo di demonizzazione dell'avversario, in Francia come nella maggior parte dei paesi occidentali. Denunciare l'avversario come ‘fascista' o ‘nazista' significava delegittimarlo in maniera massimale. Ma ormai il re è nudo.
E' sempre più evidente che il neo-antifascismo è ciò che resta del comunismo sovietico negli spiriti.
La sua sconfitta, in quanto strategia anti-Fn, è totale. Il suo principale effetto perverso è eloquente: la demonizzazione ha permesso al Fn, utilizzando la stigmate del suo statuto di escluso demonizzato, di affermarsi contro tutti gli altri partiti, per presentarsi come una alternativa seducente.

Al cuore della demonizzazione classica del Fn si trova un sillogismo, tematizzato o meno, così formulabile:
‘Il Fn è di estrema destra; l'estrema destra è razzista (e/o antisemita); il Fn è razzista (e/o antisemita)'. Nella seconda proposizione, ‘razzista' può essere rimpiazzato da ‘fascista' o ‘nazista', il che permette di concludere che il Fn è un partito ‘fascista' o ‘nazista'. ‘F come fascista, N come nazista', recita uno slogan emblematico (e derisorio) dell'antilepenismo goscista. Ma si tratta di un anatema, non di una dimostrazione".

Chiamo ‘neo-antifascismo' l'appello a lottare contro ‘il fascismo', ritenuto la minaccia principale che pesa sulla democrazia, nell'assenza di ogni fascismo osservabile. Il neo-antifascismo, macchina da denuncia dei ‘fascismi' immaginari, sopravvive nell'antilepenismo redentore, eretto a metodo di salvezza, che non ha niente a che vedere con una lotta intellettuale e politica contro il Fn condotta in buona fede, consapevole delle cause e preoccupata della propria efficacia.
Dopo il 1945, la trasmissione della cultura antifascista ha generato un sistema di rappresentazioni e di credenze centrato sulla paura fantasmatica della ‘rinascita' o della ‘risorgenza' del fascismo.
Il neo-antifascismo ordinario postula che ‘il fascismo' non cessa di rinascere o di minacciare di rinascere. Esso continua a immaginare nuovi fascismi minacciosi di fronte ai quali chiama alla ‘resistenza'.
Questi fascismi inventati gli permettono di costruire l'odioso nemico contro il quale pretende di lottare e che dà un senso al suo impegno.
Il neo-antifascismo tende dunque a ridurre l'impegno politico in democrazia a una vigilanza permanente contro una minaccia fascista immaginaria. Questa politica fantasmatica è una impolitica.
(senza contare che il vero "fascismo" oggi é quello eurousuraio e mondialista ,di cui il Pd e il suo gemello Hollande sono sostenitori)

C'è un altro stereotipo che è di moda a sinistra: la denuncia della ‘deriva a destra' (droitisation) della società francese, della quale ‘l'ascesa' del Fn sarebbe la prova. Ma l'argomento della deriva a destra, supponendo l'esistenza di una egemonia delle ‘idee di destra' (che restano da definire), permette anche agli eredi residuali del comunismo e del goscismo di mettere sotto accusa la politica della sinistra al potere, ovvero di negarle la sua identità ‘di sinistra'.
Così, Manuel Valls rappresenterebbe la ‘deriva a destra' del Partito socialista. Gli ambienti neogoscisti, in particolare, il cui antirazzismo settario si traduce in uno strano partito preso immigrazionista (ovvero l'elevazione della causa degli immigrati a causa universale), accusano la sinistra di governo di fare una politica ‘neoliberale' (uno dei nuovi volti del diavolo), di abbandonare ‘il popolo' (o le ‘classi popolari') in vantaggio dei ricchi e di scivolare verso la xenofobia o il razzismo anti immigrati, allineandosi alle presunte posizioni del Fn. Da qui i nuovi cliché argomentativi: la sinistra imita la destra, che a sua volta imita l'estrema destra. Detto altrimenti: le ‘idee del Fn' (per parlare come i sondaggisti) avrebbero ‘contaminato' l'insieme del campo politico.(a me pare si siano contaminati da soli...)

La Francia sarebbe in stato di lepenizzazione avanzata. Un tale discorso è cieco rispetto alla realtà ideologico-politica: non solo il Fn è ostile tanto al ‘neo liberalismo' che al Partito di sinistra di Jean-Luc Mélenchon o al Npa, ma pretende di incarnare la causa del popolo, anzi di monopolizzarla. Si denuncia con una continua litania la ‘deriva a destra' senza sapere di che si sta parlando. Di quale ‘destra' si parla? Del liberalismo, del tradizionalismo reazionario o del conservatorismo? E, nel dettaglio, di quale liberalismo e di quale conservatorismo?.

La sinistra francese utilizza sempre la retorica della demonizzazione, anche se essa ha fallito.
Si continua a lanciare imprecazioni e a sgranare cliché: ‘Il Fn non è cambiato', ‘Il Fn avanza camuffato' etc. La maggior parte degli attori politici, degli editorialisti e degli intellettuali di sinistra persevera, senza dar mostra della minima immaginazione, nel discorso della denuncia e dello smascheramento, pretendendo di svelare ‘il vero volto del Fn', lasciando intendere che esso sarebbe ‘fascista' e ‘razzista'. 
Lo stesso ritornello è ripetuto da trent'anni. Questi riflessi condizionati ideologici sono pietosi.

In Francia, dalla metà degli anni Ottanta, l'antilepenismo è l'oppio delle élite.
Costituisce la bevanda ideologica che le solleva e le addormenta, confortandole nell'idea che appartengano al campo del Bene.
L'antilepenismo, inoltre, gioca il ruolo di surrogato di un programma politico. Esso maschera l'impotenza intellettuale della sinistra, privata delle illusioni mobilitanti del comunismo.
‘Socialismo' non è che una parola vuota, una etichetta a malapena identificante, una bandiera scolorita. L'ossessione antilepenista, inoltre, conduce a porre le proposizioni lepeniste al centro del dibattito politico, il che equivale a una sconfitta intellettuale dei partiti di destra e di sinistra".

Il Fn è una formazione politica divenuta inclassificabile nei termini di destra o sinistra. (ed è questo che servirebbe anche a noi)
Si tratta di un movimento nazionalista (che non è un'offesa,come pensano i piddioti) la cui specificità risiede nello stile populista del suo leader e fondatore, Jean-Marie Le Pen, di cui la figlia Marine ha preso il testimone spostando nettamente a sinistra il programma economico e sociale del partito (quel che da noi sarebbe la destra sociale).
Non è una novità nella storia delle dottrine politiche: dalla fine del XIX secolo, la maggior parte dei movimenti nazionalisti combinano nei loro programmi motivi e argomenti ideologici improntati a tutte le tradizioni politiche, dal tradizionalismo controrivoluzionario all'anticapitalismo rivoluzionario, passando per il conservatorismo e il socialismo.
Ogni nazionalismo si situa per principio al di là dell'opposizione tra destra e sinistra.
E' un tratto che il nazionalismo alla francese ha ereditato dal bonapartismo, il cui appello al popolo va di pari passo con l'obbiettivo di un raggruppamento interclassista, trasfigurato dalla comunità nazionale, incarnazione del nuovo sacro politico.(contrariamente all'Italia).

(Pierre-André Taguieff)

Uno dei maggiori politologi europei, direttore di ricerca al Centro nazionale francese per la Ricerca scientifica e docente all'Istituto parigino di Studi politici. Il 15 maggio è uscito in Francia "Du diable en politique. Réflexions sur l'anti-lepénisme ordinaire" (Cnrs, 400 pp., 22 euro)

NB - (nostri i corsivi tra parentesi nell'articolo)
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Su segnalazione dell'amico Silvio,posto questo articolo del Telegrah che illustra la situazione ANTI al Parlamento di Bruxelles....al di là di più o meno radicali atteggiamenti CONTRO.

(click to enlarge)

Il range “pro-UE” è molto più nebuloso rispetto al passato, posto che il rigetto verso l'UE prepotente, invasiva, tecnocratica e tirannica ha contagiatodiversi gruppi politici di questo campo.
Come si può vedere dal grafico,gli ANTI sono molti di più di quanto dice la stampaglia nazionale.
Se poi smettessero di darsi del razzista l'un l'altro,formando un unico blocco,forse potrebbero combinare qualcosa di buono.

Critici estremi o meno con UE ed EURO,sono 243...più di un terzo del Parlamento...un buon numero per battagliare contro gli eurousurai....pur con tutti i limiti di questo Parlamento.....

http://www.telegraph.co.uk/news/worldnews/europe/eu/10859329/EU-elections-an-earthquake.html

32 commenti:

  1. Dove c'è Bigonci leggi Bitonci, grazie.
    T4e

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  2. Ottimo post Johnny, come sempre peraltro, è veramente un piacere leggere il tuo blog, sai rendere semplici anche le cose più complicate e questa credo la caratteristica che rende accattivante leggerti!!
    Poche parole in merito alle elezioni europee. All' euforia in Europa è rimasta la delusione in Italia.
    Credo ,anzi son certo, che la marchetta-obolo degli 80 euro ha condizionato in maniera determinante il voto a favore del marchettaro ballista-seriale .La fame degli italioti-piddioti ,e non ,era tanta dopo tre governi di burattini-succursali degli usurai di Bruxelles- che han spolpato le famiglie italiane portandole alla miseria e alla fame e al disastro sociale.
    Gli 80 euro, per certi versi si son dimostrati come "manna dal cielo"...ma come tutte "le sparate" del pentolaio (picierno-spesa cerebrolesa compresa) si sta dimostrando pubblicità ingannevole. Leggo oggi....Bankitalia: Tasi prima casa, rischio aggravio 60% su 2013...e siamo solo all'inizio!!!
    A quei cittadini ai quali hai dato gli 80 euro ben lo sappiamo ,caro pentolaio, devi riprenderteli con un tasso di interesse molto alto, si è vero che il popolo è BUE e lo abbiamo visto domenica quanto è BUE, ma come diceva Abramo Lincoln: “Si possono ingannare poche persone per molto tempo o molte persone per poco tempo. " Ma non si possono ingannare molte persone per molto tempo! " . Ciao Tony
    http://www.ansa.it/sito/notizie/flash/2014/05/30/-bankitaliatasi-prima-casarischio-aggravio-60su-2013-_00fd4c35-a05a-48e3-bd60-c81982622b53.html

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    1. Grazie dell'apprezzamento Tony...ma io ho solo fatto un breve cappello all'articolo...
      Lo sapevamo da tempo che gli 80 euro erano una bufala,e ora se ne accorgeranno...! ieri anche il Sole 24 ore,ha smontato questa bufala.
      Ma se ti devo dire la verità,io credo che questa carità non sia stato il principale motivo del successi piddiota.
      Io credo invece che questo 40% sia il voto dell'Italia che non soffre più di tanto questa crisi,quelli che sono al calduccio con posto di lavoro inamovibile,che godono di alcuni privilegi,o comunque meno difficoltà del resto del paese...(non credo che abbia preso molti voti da disoccupati e precari)....e che hanno trovato nel pentolaio quello che berlusconi non poteva più garantire.Insomma molto ex elettori FI....
      Infatti i voti persi di FI,a chi sono andati? Io penso molti al pentolaio.
      Ora però,siamo alla resa dei conti...bleffare e accampare scuse non sarà più possibile,a cominciare dalla batosta Tasi e da tuuto il resto delle balle raccontate per la campagna elettorale.
      Parlano di fiducia,ma i numeri faranno presto a smontarla...é un sentimento che dura poco se non supportato dai fatti....e sarà molto difficile che certe promesse lo diventino.A cominciare dall'occupazione...

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  3. Analisi molto interessante quella di Pierre-André Taguieff. In realtà però quello che lui chiama "il neo-antifascismo " è il vecchio Dogma Antifascista di sempre, quello che mette la mordacchia a tutti i paesi d'Europa impedendo loro, la rinascita e il balzo in avanti. Mi conforta parecchio che ci sia qualcun altro a scrivere quello che più modestamente aveva intuito anche la sottoscritta nel suo penultimo post "L'Europa s'è desta..."

    "Noi non potremmo avere un Front National, un Ukip, un Fidesz di Orban, un Vlaams Belang in Belgio, un FPO austriaco, perché pesa la "damnatio memoriae" del ventennio fascista e il conseguente ricatto morale che c'è dietro e che i gendarmi di quella memoria arruolati per l'uopo, si affrettano a preservare con ogni mezzo". Ovviamente dopo aver scritto questo mi sono beccata i soliti distinguo e critiche di prammatica., per questo o non per mero auto-citazionismo l'ho riportato. Tranquillo, siamo sulla buona strada, ma i soliti coglionazzi cercheranno di sbarrarcela e ci sarà ancora un po' da tribolare.

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    1. Già...come anch'io ho scritto a cappello dell'articolo, per l'Italia è la solita vecchia vulgata senza senso,che serve solo a giustificare il potere senza argomenti.Ma in parte ormai,pure da noi questo trucco è sempre meno credibile,anche se manca una forza paragonabile al Front lepenista.Ma qui il demerito è piuttosto dei politici di destra,che non han trovato di meglio che dividersi in quattro partiti senza alcun senso ,e che non hanno avuto il coraggio di intraprendere il cammino del Front francese,lasciando perdere certe figurine storiche,che faranno pur parte di un sentire personale,ma che non hanno alcuna rilevanza politica...un inutile reducismo.Il Front ha avuto il merito di battere la sinistra sul suo terreno,come nota l'articolista,quello economico e sociale,ma senza rinunciare a certi principi (immigrazione...),e sopratutto intuendo per tempo che l'interesse francese era in contrasto con quello euro-usuraio.
      Qui da noi,in pratica,l'ostacolo é stato berlusconi,con la sua mania di piacere a tutti e di fare il democristiano,di non prendere posizioni nette e con molti errori politici.con uomini molto discutibili.Non parliamo poi della sua politica europea....ma sappiamo anche il perchè...
      Ad un certo punto doveva rendersi conto che la sua esperienza era finita,e che stava solo imbrigliando la nascita di un vero partita antagonista al piddiotismo,tanto da considerare Renzi come il suo erede.Condanne giudiziarie discutibili a parte,Il fallimento è politico.
      Come si legge dall'articolo,anche in Francia la vulgata non scherzava,ma il Front è andato per la sua strada,senza richiamarsi al reducismo storico,modernizzandosi ,ma senza rinunciare alla sua visione su certi temi e,come dicevo,facendosi interprete di quelli che la sinistra maggioritaria aveva abbandonato in favore di una alleanza con la grande finanza.
      Vedremo se la lezione servirà o se si continuerà con l'ottusità di sempre.
      Uso i termini destra e sinistra,non in senso epistemologico,ma per pura comodità di comprensione,perchè ormai queste caergorie lasciano il tempo che trovano....il contrasto é tra il grande capitale finanziario,il mondialismo,l'eurostrozzinaggio,....e chi si oppone a questo sciagurato disegno.

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    2. "... il conseguente ricatto morale che c'è dietro e che i gendarmi di quella memoria arruolati per l'uopo, si affrettano a preservare con ogni mezzo". Ovviamente dopo aver scritto questo mi sono beccata i soliti distinguo e critiche di prammatica...."

      E' esattamente così,in Italia come in Francia.Solo che qui da noi,l'ottusità ha ancora molti seguaci,specie in certe mosche cocchiere,peraltro molto interessate....Farebbero diventare di destra anche Lenin....

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  4. Ve lo meritate il Lepenismo....così apri...
    Ho letto l'articolo ma non capisco...il titolo....voluto.... o un caso fortuito.... o una svista????
    dal Francese all'italiano..."penis"..si traduce"pene"...volgare..."c..zo".
    Mentre mi è chiaro che in Francia è il movimento che ruota intorno alla "sveglia" Le Pen...da cui Lepenismo...non riesco a capire a chi ti riferisci in Italia usando lo stesso termine...perché per quanto mi sforzi....visti gli analoghi trionfali successi in termini numerici...non essendoci una Le Pen...mi viene in testa ,in automatico, solo un possibile movimento del pene(o del c..zo).....il...Le penismo...Italiota.
    Non mi chiedere chi mi viene in mente perché per "Privacy"non te lo dirò mai.....
    Saluti Tonino...uno dei 4 su 5 Italiani,con i piedi per terra.... che attendono di vedere realizzate le facili e propagandistiche promesse elettorali...che hanno convinto il restante 1 su 5....degli elettori(forse"rosico" perché non mi sono toccati gli 80 euro????).

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    1. Non é a caso il titolo...Pierre-André Taguieff si rivolge alla classe politica francese.....ma che potrebbe essere rivolto benissimo a quella italiana per i motivi che poi espone.
      Non ne dà una connotazione negativa o positiva (anche se pende verso quest'ultima),ma da analista politico si limita ad osservare.i fatti.

      In Italia,non mi riferisco a nessuno,in quanto non esiste una forza di destra di tale consistenza.L'unico parallelo con l'Italia che ho fatto nel mio preambolo é con l'analisi che l'articolista fa della vulgata della sinistra in Francia.
      E' un po' quanto successo anche in Italia.

      Siamo tutti in attesa dei miracoli del pentolaio.....

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  5. Finchè ci sarà berlusconi,non potrà mai sorgere in Italia un partito lepenista.Il coraggio ce l'ha solo a parole,non nei fatti.In fondo è un democristiano,per giunta sotto ricatto per le sue attività,che mira sempre al compromesso,fino all'autolesionismo.Almeno in quest'ultima fase.E' ora di voltar pagina,e B.si dedichi a Dudù.

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  6. Condivido il commento di Rizzitelli e di Johnny.Per Berlusconi (e famiglia) è venuto il momento di ritirarsi,uscire di scena e lasciare ad altri il compito di ricostruire un partito che possa competere col Pd.

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    1. qualsiasi merdosa minchia puo competere con il merdoso pd. shadow

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  7. Intanto becchiamoci questo:

    L'ISTAT RENDE NOTI DATI APOCALITTICI: LA DEFLAZIONE ACCELERA -1,8% TENDENZIALE, L'ITALIA E' IN AFFONDAMENTO RAPIDO.
    Pubblicato su 31 Maggio 2014 da frontediliberazionedaibanchieri in ECONOMIA

    Ad aprile l'indice dei prezzi alla produzione dei prodotti industriali diminuisce dello 0,3% rispetto al mese precedente e dell'1,5% rispetto ad aprile 2013. E' quanto rende noto l'Istat rilevando che i prezzi dei prodotti venduti sul mercato interno presentano variazioni negative dello 0,3% rispetto a marzo e dell'1,8% su base tendenziale per l'anno 2014.

    I prezzi dei beni venduti sul mercato estero segnano una diminuzione dello 0,2% sul mese precedente (con una variazione negativa dello 0,2% sia per l'area euro sia per l'area non euro).

    In termini tendenziali si registra un calo dello 0,5% (-0,5% per l'area euro e -0,4% per quella non euro).

    Riguardo ai contributi settoriali alla dinamica tendenziale dell'indice generale, per il mercato interno quello piu' rilevante deriva dal comparto energetico (-1,7 punti percentuali).

    Sul mercato estero i contributi piu' ampi in diminuzione derivano dai beni intermedi per l'area euro (-0,7 punti percentuali) e dall'energia e dai beni intermedi per l'area non euro (-0,2 punti percentuali). La diminuzione tendenziale dei prezzi piu' marcata, deriva per il mercato interno dal settore di attivita' economica della fabbricazione di coke e prodotti petroliferi raffinati (-2,8%); per il mercato estero dal settore della fabbricazione di prodotti chimici (-4,2%).

    Il quadro complessivo che raduna questi dati resi noti ora dall'istat non potrebbe essere più allarmante: l'Italia è precipitata in una deflazione micidiale che sta letteralmente sbranando sia gli utili delle aziende (il calo dei prezzi produce questo) sia la diminuzione ulteriore dell'occupazione (riducendosi gli utili aumenta il costo del lavoro e quindi i licenziamenti).

    Non c'è via d'uscita: il Pil del 2014 con questa deflazione sarà molto ma molto negativo. Il Paese sta precipitando verso il default. Non c'è altro da dire. Purtroppo. E neppure da fare, se l'Italia non abbandona l'euro.

    Il vortice della deflazione sta inabissando l'Italia.

    Max Parisi.

    Tratto da:http://www.ilnord.it

    Ora aspettiamo i miracoli del messia pentolaio....e che non senta lamentarsi qualche pirla del 41%....!

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  8. “Sono a favore dI un aumento dell’età pensionabile”, ha annunciato il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, al festival dell’Economia a Trento. Arrivano le 'riforme', cazzoni italioti.

    C'è chi si merita LePen, chi Renzi e i suoi sodali.

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    1. Eh già...mo' vedemo....si scrive riforme,si legge tasse......!
      Già la Tasi costerà molto più di prima...
      L'ultima fregnaccia del pentolaio " l'italia alla guida dell'europa"

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  9. Per maggiori informazioni,evidenzio questa interessante analisi del voto di Attilio Folliero:

    http://sadefenza.blogspot.it/2014/06/lanalisi-dei-risultati-delle-elezioni.html

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  10. Ottimo il Folliero, grazie della segnalazione!
    T4e

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    1. in particolare,l'articolo era per te

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  11. Non sono d'accordo su tutto. E' vero che la "sinistra" del Ps utilizzi l'antifascismo come strategia per delegittimare l'avversario.
    Ma l'idea, che traspare dall'articolo, che ci sia una continuità tra questa "sinistra" e quella passata, marxista, questo è del tutto falso storicamente.
    Il Ps (come il Pd in Italia la Spd in Germania, il PSOE in Spagna, e così via) ha del tutto abbandonato le proprie radici ideologiche, abbracciando il neoliberismo, e quindi diventando un partito di destra. La "nuova destra" questo rappresentano il Ps e i suoi cugini europei, più a destra dei conservatori.
    Il Fn nasce come partito neofascista e neocolonialista, questo è innegabile.
    Ma l'operazione compiuta dalla Le Pen è stata quello di includere una matrice "di sinistra" al suo interno, accogliendo gli orfani del Partito Socialista francese passato dall'altra parte della barricata e abbandonando il neofascismo.
    A mio modo di vedere il "lepenismo" somiglia non tanto al neofascismo quanto al peronismo argentino, il quale include una matrice "di destra" e una "di sinistra".
    Il compito storico, che per forza di cose il Fn ha assunto su di sé, è quello di difendere la democrazia parlamentare, che l'opposto di quello che hanno sempre fatto i fascismi vecchi e nuovi e continuano a fare nascondendosi dietro la maschera di un multiculturalismo astratto.
    Io ho cercato di fare un'analisi del Fn nel contesto europeo attuale, per chi fosse interessato:

    http://nuovalira.blogspot.it/2014/06/non-chiamateli-fascisti.html

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    1. Che è il Ps...?
      In pratica,diverse tue affermazioni,è quanto vien detto nell'articolo....
      circa la continuità,se non esiste in termini economici,c'è per molte altre tematiche,..e se permetti,pure la vulgata del "fascista",o razzista....anche da parte del Pd....prova a leggere che dicono della Le Pen o di Farage....e pure di Grillo...

      Il dna è sempre quello....solo un po' aggiornato

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    2. Forse intendevi il PSE?
      Ho letto il tuo articolo e direi che lo condivido:
      Circa l'immigrazione io ho una idea un po' diversa...r cioé,che sia un piano mondialista perr un meticciato univerrsale di individui senza radici,senza identità storica,culturale e spirituale...bruta forza lavoro facilmente manovrabile e sfruttabile.
      D'altronde è una opzione più volte affermata da certi esponenti del mondialismo.
      Tanto per intenderci un fac simile ipotizzato da Orwell e Huxley.
      Nell'immediato,poi....l'apertura indiscriminata delle frontiere,stile Italia (ma non del resto d'europa,,,la Le Pen lo dice apertamente,ma gli altri non dicono ,ma fanno....),non può certo essere la soluzione di questo problema.
      Anche perchè bisognerebbe pure considerare il ruolo Nato ed Usa....vedi Siria,libia....che hanno poi un bel dire ipocritamente d'accogienza,diritti uman....i per i profughi da loro creati....

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    3. Intendevo il Partito socialista francese.
      Io onestamente non trovo nessuna continuità tra le forze del cosiddetto "centrosinistra" odierno e i partiti marxisti, comunisti o socialisti, di un tempo.
      L'antifascismo all'epoca era anche giustificato, c'era il terrorismo nero, c'era la strategia della tensione, c'erano i servizi deviati e i neofascismi golpisti, per non parlare dei colpi di stato nel mondo, in particolare in America latina, ma anche in Europa.
      Oggi tutto questo non esiste. Sopravvive questo antifascismo simbolico che tuttavia si concentra sui reperti archeologici (tipo casa pound) per dimenticare il nuovo fascismo di oggi che è internazionalista e globalista.
      Ricordo una frase di Diego Fusaro che recita pressapoco così (cito a memoria): Hitler oggi parla inglese e non usa carri armati e missili ma le armi economiche dell'euro e dello spread.
      Ecco, oggi un vero antifascismo dovrebbe combattere la burocrazia europea, i trattati e la deregolamentazione totale dei mercati.
      Per quanto riguarda l'immigrazione penso che nessuno voglia un'apertura totale delle frontiere. Questo penso che nessuno lo abbia mai sostenuto.
      Ma è anche innegabile che sono a dir poco sconcertanti i lager che sono stati costruiti per i migranti grazie anche, questo bisogna dirlo, alla Lega nord e alla sua legge assurda sull'immigrazione.
      Poi io sono il primo a condannare il falso multiculturalismo del Pd. Ma cerchiamo di affrontare la prospettiva dei migranti anche da un'ottica economica, invece che moralistica (da ambo le parti).

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    4. Ah, dimenticavo. Dobbiamo anche stare attenti a dire che il vecchio neofascismo è morto e condannato all'oblio. L'Ucraina dimostra che non è così. Lì i nazisti imperversano, sostenuti ovviamente dalle anime belle del pd e dai finti antifascisti neoliberali.
      Insomma, in questi casi bisogna essere molto cauti nei giudizi.

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  12. Sulla continuità ho già detto...i tempi saranno cambiati (c'era pure un terrorismo rosso,e non da poco...),ma il riflesso pavloviano è rimasto...basta scorrere i giornali degli ultimi anni...fascista é pane quotidiano....e non solo su Casa Pound o simili.
    E spesso questo termine,è proprio oggi usato per far "dimenticare il nuovo fascismo di oggi che è internazionalista e globalista."
    Conosco bene Fusaro,l'ho pure incontrato,così come diversi scritti del suo maestro Preve,recentemente purtroppo scomparso.
    Ma Fusaro è uno intelligente,anche lui bollato come fascista,da questi pavloviani, per aver osato di parlare di filosofia con Casa Pound.Ricorderai certo la polemica...come vedi...

    Pienamente d'accordo "Ecco, oggi un vero antifascismo dovrebbe combattere la burocrazia europea, i trattati e la deregolamentazione totale dei mercati."

    "Per quanto riguarda l'immigrazione penso che nessuno voglia un'apertura totale delle frontiere. Questo penso che nessuno lo abbia mai sostenuto."....non solo lo sostengono in molti (il pentolaio compreso),ma l'hanno fatto....i 40 mila arrivati quest'anno,di che si tratta?..nessun ostacolo,anzi un favore agli scafisti da parte della MM che li incontra a metà percorso.Tanto vale che vada direttamente ai pori di Tripoli e Tunisi,facendo loro,pagare magari solo il trasporto ed eliminando gli scafisti...!
    Una provocazione certo,ma tanto varrebbe....
    I lager sono una conseguenza diretta di questa folle politica senza alcuna strategia...oggi poi che non c'è lavoro per nessuno,che gli altri Stati europei non li vogliono,che facciamo?
    Ne vedo poco oggi di ottica economica!
    Ripeto,i problema é complesso,ma nemmeno possiamo farcene carico solo noi,mentre gli altri li respingono...e comunque é assurdo aprire totalmente le frontiere,perchè di questo si tratta nei fatti.
    Poi personalmente, ho sempre la riserva sul piano mondialista....

    Certo stiamo attenti....anche se questi nazisti ukraini sono in auge grazie agli ultranazisti USA....che insieme a pd,eurousurai e stampaglia varia chiamano patrioti.....

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  13. Be certo, come tutti i fascismi. Pinochet, ad esempio, da chi fu sostenuto? dalla Cia e da Kissinger. Come oggi USA e UE sostengono i neonazisti ucraini.
    L'hai detto tu: "oggi non c'è lavoro per nessuno". Allora qual è il problema che c'è troppa immigrazione o che c'è troppo poco lavoro? Il punto è proprio questo. Nel momento in cui ci rassegniamo alla fatalità degli eventi e immaginiamo questo come l'unico dei mondi possibili, allora la guerra etnica diventa inevitabile.
    L'idea che la politica neoliberale (del pd, come, ad esempio, di Zapatero) sia di apertura nei confronti degli immigrati mi pare si scontri con la realtà. Lo sono al massimo nelle parole. Ma nella realtà è stato proprio il centrosinistra ad aver costruito per primo i lager.
    Voglio dire che non risolverai mai queste tensioni ponendoti da un'ottica semplicemente negativa. L'odio verso l'immigrazione è funzionale alla strategia di dominio delle élite che in questo modo possono dividere le classi popolari.
    Bisogna pensare allora di risolvere il problema alla radice, cioè combattendo la strategia pauperista portata aventi dalle élite per cui gli ultimi della scala sociale devono lottare tra loro per spartirsi le briciole. Poi io posso dire "le briciole spettano prima agli italiani e poi agli stranieri" ma così facendo rimango sempre all'interno della logica pauperista funzionale al disegno egemonico.
    Ecco perché io su questo critico la Le Pen e gli altri euroscettici. Perché sostenendo politiche anti-immigrazione rimangono nell'angusto recinto neoliberale, accettandone i postulati e dunque implicitamente anche le premesse.

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    1. Bisogna ragionare sull'essere in politica,con la realtà che hai davanti per prendere le decisioni,e non sul dover essere che al momento non c'è.
      Quindi,se ci fosse il lavoro,va bene anche una immigrazione che viene a lavorare,come han fatto tui gli emigranti del mondo,nostri compresi.Ma se non c'è hic et nunc,mi spieghi che ne facciamo di migliaia di immigrati disoccupati che poi si sa come finiscono?
      E comunque,lavoro a parte,non esiste da nessuna parte al mondo che si aprano le frontiere a tutti quelli che vorrebbero entrare,fossero pure finlandesi o canadesi.
      Immaginiamo pure un mondo diverso,ma quando ci sarà veramente,e non solo immaginato,forse si potrà fare qualcosa i più di ora.Ma è un dover essre,mentre ui conti si fanno con l'essere.
      Non esiste l'odio,se non su singoli per certi comportamenti,non su categorie.Quanto ai piani dell'elite,qui non concordo affatto,per me è esattamente il contrario...come già ho detto per il piano mondialista.
      E comunque,OGGI,non ce la possiamo permettere una così massiccia immigrazione,è un dato di fatto.Forse in futuro,quando avremo risolto i problemi del paese ,liberandoci dagli eurostrozzini,sarà anche possibile.
      Beh insomma,saremo sempre dentro la logica pauperistica,ma vallo a dire gli italiani,magari disoccupati e senza casa...magari data al primo venuto.! Ogni cittadino di uno Stato del mondo,credo abbia qualche diritto in più....altrimenti a che serve?
      Restiamo nella realtà,per favore....non in quello che dovrebbe essere se tutti stessimo bene.
      Dovresti criticare tutto il mondo,perchè quanto dici non esiste da nessuna parte,est,Ovest,liberali e non...Frontiere libere di accesso per tutti non ce ne sono...ovviamente.
      Pensa un po' se la Svizzera,l'Austria,... (tanto per parlare di paesi non grandi) facessero entrare tutti.Nel giro di poco tempo sarebbe come una conquista senza alcuna guerra,come di moda un tempo,fossero pure,ripeto,canadesi o australiani.
      Non credo siano d'accordo....

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    2. Io infatti critico il sistema capitalistico di sfruttamento che soggioga tutti, autoctoni e immigrati.
      Che la condizione attuale sia questa va da sé. Ma ciò non significa che si debba accettarla. Questo "restare alla realtà" come tu dici (che poi è un restare in QUESTA realtà) viene fatto valere anche da chi, ad esempio, difende l'euro. Oggi c'è l'euro, e non c'è un piano di uscita imminente, quindi tanto vale adeguarvisi. Ma questo ricatto è la fine di ogni progetto di trasformazione sociale.
      Finché si rimane nell'orizzonte di pensiero dello stato di cose attuali non emergono tutte le reali contraddizioni di questo modo di pensare.
      Che senso ha, infatti, chiudere le frontiere per evitare una presunta aggressione di un sottoproletariato straniero, quanto in ogni caso i lavoratori di tutti i paesi vengono messi in competizione tra loro sul mercato internazionale? L'immigrato marocchino ruba il lavoro a quello italiano? ma perché non si poterebbe dire allora che faccia la stessa cosa il lavoratore tedesco, stando senza muoversi dalla sua terra, rispetto a quello italiano? Non è forse vero che la prosperità dell'industria tedesca si fonda sul collasso economico italiano? E allora chi ruba il lavoro di chi (quasi che il lavoro poi fosse una merce che si può possedere e quindi anche rubare)? Il lavoratore straniero che sfugge al crudele destino della sua patria, oppure il sistema socio-economico di sfruttamento che opprime tutti quanti i lavoratori di tutto il pianeta, individuando come nemici alcune delle sue vittime per distogliere l'odio da sé?
      E allora, questa logica del "prima gli italiani" è funzionale a quel piano di sfruttamento globale perché mette gli oppressi gli uni contro gli altri, anziché volgerli contro la causa di questa oppressione. Se si ammette che si può uscire dall'euro bisogna anche riconoscere che si può anche uscire dalla logica della guerra etnica, se si vuole essere coerenti fino in fondo.

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    3. Evidentemente non mi son fatto capire....stare alla reraltà,non vuol dire adeguarvisi,ma agire politicamente e contrastarla con quanto hai davanti,non con quello che vorresti avere ma non hai.Queste sono solo buone intenzioni.
      Anche Stalin si alleò con Churchill e Roosveltcontro un nemico comune...secondo te avrebbe dovuto dire,passo in nome di un principio...pte Lenin si alleò coi menscevichi,a lui alternativi ,per battere lo Zar...
      Questa è la politica,il resi filosofia che si può fare al bar con gli amici.
      Sull'immigrazione ho già detto,non c'è lavoro,non c'è nessuna competizione...io non ho mai detto che uno ruba il lavoro all'altro,ho solo detto che non c'è lavoro e che lavoro o no,è demenziale aprire le frontiere a tutti.
      C'è il piano globale che sfrutta tutti,cio non significa cher,se permetti,un cittadino italiano ha dei doveri ,ma pure dei dirirri.Questo melting pot generalizzato è il preciso piano del NWO.Questo èil piano di sfruttamento globale.
      Non c'è nessuna guerra,solo la logica.....prova ad andare in certi loro Stati,e te ne accorgerai...!

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    4. O turchi emigrano da anni in Germania ,ma a lavorare...e ora avendo una certa quota di immigrati e non potendo far lavorare tutti,han detto basta.

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  14. Ci si dimentica spesso che l'Italia è un paese particolare per la sua posizione geografica che per forza di cosa funge da "filtro". Gli immigrati proveniente dal Nord Africa non possono sbarcare in Germania o in Svizzera, devono sbarcare per forza di cose in Italia o in Spagna.
    Ma al di là di questo che mi interessa relativamente, non capisco perché se si può uscire dall'euro non si può creare la piena occupazione. Se non diventa quest'ultimo l'obiettivo e se uscire dall'euro diviene soltanto un diverso modo di gestire la miseria, allora non serve a nulla dotarsi di una moneta nazionale.
    Qui certo nessuno propone l'apertura totale delle frontiere, che già come frase è un controsenso, perché che se le frontiere esistono, qualche limite deve esserci, altrimenti vuol dire che sono abolite. Ma è anche impensabile una chiusura totale e una politica a zero immigrazione. Semplicemente non è realizzabile. E' la prospettiva che, a mio avviso, trae in inganno. Finché si pensa che per creare lavoro bisogna prima limitare la crescita della popolazione attiva (sostanzialmente a questo corrisponde) non se ne verrà mai a capo. Piuttosto il problema è impiegare quella popolazione. In una situazione di piena occupazione o di tendenza alla piena occupazione un alto tasso di immigrazione (che non vuol dire assenza di limiti) è facilmente gestibile e non crea scompensi. Con una politica pro-ciclica, invece, anche se riuscissimo a erigere una muraglia cinese lungo tutte le nostre coste e a non fare entrare nessuno la nostra condizione non cambierebbe di una virgola.
    Allora, ripeto, il problema non sono le politiche sull'immigrazione (che siano di apertura o di chiusura) ma la pianificazione di un modello di sviluppo che si ponga l'obiettivo di eliminare la disoccupazione.

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  15. Già..se si esce dall'euro,con un certo tempo ,e ad esempio secondo Me-MMt,si può creare o tendere alla piena occupazione.
    Già....occupazione,però...e forse ce ne sarà per tutti.
    Certo,che è un controsenso,ma però é così che è oggi funziona in Italia: entra chi vuole.
    Il reato di clandestinità,non è che serviva a molto,ma era un deterrente....non a caso dalla sua abolizione sono aumentati a dismisura gli sbarchi...è talmente ovvio e logico!
    Con l'aggravante che molti volevano andare in Germania (dove forse un po' di lavoro c'è),ma che ora la Merkel ha dato un giro di vite...
    Anche la chiusura totale non ha senso....ma in base alle richieste di lavoro,si stabiliscono le quote di entrata.
    Il problema lavoro parte dalla creazione lavoro,a sua volta dalla domanda...non dalla popolazione....sarebbe come mettere il carro davanti ai buoi....
    Per la miseria,c'è il 40% di disoccupazione giovanile! Hai voglia di avere manodopera...!
    "...la pianificazione di un modello di sviluppo che si ponga l'obiettivo di eliminare la disoccupazione."
    Questo vale per l'intero Paese....ma non è cosa tanto facile,ora addiruttura impossibile....siamo nell'euro,e tutti gli strumenti sono in mano agli usurai.

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