domenica 11 maggio 2014

IL CARTELLO DEGLI SPACCIATORI DI MONETA

Ritengo utile informare su come avviene il collocamento dei titoli emessi per finanziare il debito....


Un debito che e’ una cuccagna – le aste sui titoli di stato italiani sono controllate da poche banche estere che fanno soldi a palate gestendo i collocamenti di bot e btp. in testa ci sono Citigroup e Barclays.
Solo nel 2014 dovrà essere rifinanziato debito con 450 miliardi di emissioni lorde. Gli “specialisti” esteri dei nostri titoli cosa guadagnano, esattamente, a vincere questa particolare graduatoria?
Naturalmente soldi e un’immensa pubblicità, che a cascata può portare altri soldi…

Vincono sempre loro. Secondo il ministero del Tesoro, oggi guidato da Pier Carlo Padoan, nessuno come le banche estere sa distinguersi nella gestione del debito pubblico italiano. Al punto che il destino di quel "mostro" da 2.100 miliardi di euro sembra inevitabilmente destinato a dipendere dalle mosse di un selezionato gruppo di istituti internazionali.
Alla fine di gennaio 2014, quando tecnicamente il ministro era ancora Fabrizio Saccomanni, il ministero dell'economia ha deciso che la banca americana Citigroup è stata la più brava nella gestione delle aste dei nostri titoli di Stato.
Nelle quattro edizioni precedenti la speciale classifica stilata annualmente dal Tesoro era stata vinta dagli inglese di Barclays. Ancora prima, correva l'anno 2008, il primato era stato assegnato ai francesi di Société Générale.
Insomma, le banche estere fanno man bassa da 6 anni. Ma cosa guadagnano, esattamente, a vincere questa particolare graduatoria? Naturalmente soldi e un'immensa pubblicità, che a cascata può portare altri soldi.

Il meccanismo

Diciamo subito che attualmente l'Italia vanta una lista che complessivamente contiene i nomi di 20 "specialisti in titoli di stato".
Si tratta dell'ultimo elenco disponibile, relativo all'8 aprile del 2013. In pratica si tratta di banche alle quali lo Stato italiano si affida per la strategica gestione delle aste dei titoli. Su 20 istituti ben 17 sono esteri.

Si tratta di Barclays (inglese), Bnp Paribas (francese), Citigroup (americana), Commerzbank (tedesca), Crédit Agricole (francese), Credit Suisse (svizzera), Deutsche Bank (tedesca), Goldman Sachs (americana), Hsbc (inglese), Ing Bank (olandese), Jp Morgan (americana), Merrill Lynch (americana), Morgan Stanley (americana), Nomura (giapponese), Royal Bank of Scotland (inglese), Société Générale (francese) e Ubs (svizzera).
Accanto a loro le italiane Banca Imi, Unicredit e Mps.

Tutte queste banche hanno il mandato di organizzare il collocamento dei nostri Btp e Bot, ma devono anche assicurarne una percentuale minima di acquisto. Sul servizio prestato, comunque, guadagnano soldi a palate. Basti pensare che nel 2014 lo Stato italiano dovrà rifinanziare debito in scadenza con emissioni lorde per circa 450 miliardi. Per tutte le attività di organizzazione di queste emissioni le banche estere incasseranno non poco.
Ad ogni modo in base a un decreto firmato il 19 dicembre 2013 da Maria Cannata, il capo della direzione del Tesoro che si occupa appunto di debito pubblico, requisito essenziale per mantenere l'iscrizione nella lista degli specialisti "è la partecipazione alle aste dei titoli di Stato e l'aggiudicazione su base annua di una quota, calcolata tenendo conto delle caratteristiche finanziarie dei titoli sottoscritti, non inferiore al 3% del volume complessivo emesso dal Tesoro".
Proprio la quantità di titoli aggiudicati è uno dei criteri ai quali il Tesoro fa riferimento per stabilire quale banca sia la migliore tra gli specialisti.

I vantaggi

Far parte dell'elenco, naturalmente, produce dei "privilegi". E' esattamente il termine utilizzato da un decreto dirigenziale firmato dalla stessa Cannata l'11 novembre del 2011.
In effetti, leggendo l'art. 9, si apprende che agli specialisti il Tesoro innanzitutto garantisce "l'accesso esclusivo alle riaperture di aste dei titoli di Stato nonché alle aste di concambio e riacquisto".
Poi garantisce l' "accesso esclusivo" a una triplice selezione: quella di banca capofila che coordina il consorzio di collocamento delle emissioni sindacate in euro; quella di intermediario per il programma benchmark in dollari statunitensi; quella di operatore per le operazioni di riacquisto bilaterali.
 Tutto questo, per le banche estere, significa entrare nei gangli del meccanismo di "funzionamento" del nostro debito pubblico, di cui di fatto diventano un po' "padrone", incassando lauti guadagni per il servizio prestato.


Stefano Sansonetti

http://www.dagospia.com/rubrica-4/business/un-debito-che-e-una-cuccagna-le-aste-sui-titoli-di-stato-italiani-sono-75808.htm

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Non si comprende il perché per l'emissione il Tesoro abbia deciso di affidare l'incarico di collocamento ad un pool di banche rappresentato in prevalenza da Istituti esteri. E' questa in merito la posizione della Federconsumatori considerando il fatto che per queste operazioni le banche intascano commissioni rilevanti che vanno così a finire nelle casse di istituti di credito stranieri..
Le provvigioni variano,a seconda della tipologia dei titoli,dallo 0,15 allo 0,30%.

IL 25 MAGGIO...SOLO E SEMPRE


6 commenti:

  1. perdonami, ma qui si parla solo di mercato primario. e quello
    secondario? GFC

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    1. Mercato primario...quelli già emessi si trattano al secondario...ma queste banche operano anche sul secondario in altri modi

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  2. Purtroppo da quando il nostro debito è caduto nelle fauci dei cosiddetti investitori stranieri (leggi potente banche d'affari internazionali) dobbiamo aspettarci questo ed altro.

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    1. in pratica lo gestiscono loro...possono regolare la collocazione di detti titoli,con tutte le conseguenze del caso....è inverosimile che uno Stato non possa stamparsi la sua moneta,ma sia ostaggi in molti modi delle banche,per di più straniere.Fra un po' avremo la Blackrock proprietaria di Bankotalia....intollerabile,assurdo...

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  3. Sono sicuro che hai letto un libro che andò per la maggiore nel 2000.....di Lorenzo del Boca "Maledetti Savoia"...irriverente verso casa Savoia,molti eroi del Risorgimento(specialmente tra i Mille)...e ancor di più verso tutta una sequenza di governi tecnici squoiatori susseguenti...che fanno fare,oggi, bella figura anche ai nostri moderni Governi Tecnici(??????).
    Il succo del discorso....per unificare l'Italia...serviva una guerra tra nord e sud...e tutti sappiamo che..."ci vogliono i soldi per fare la guerra"..
    Due cugini "banchieri"(uno francese... l'altro inglese)della dinastia dello"Scudo Rosso"(Roth Schield)si incaricarono di prestare a profusione denaro l'uno(il francese) ai suoi amici,francofoni(bonariamente allora chiamati Re culone e Cavour il tessitore)...l'altro l'inglese..... al Napoletano.
    Una marea di cambiali firmate dai due belligeranti...più un fiume di soldi per corrompere l'esercito(gli ufficiali) del sud..per far trovare un potente esercito(come effettivamente era) da tutt'altra parte...dove avanzavano i mille...sparando pochi colpi(perché i fucili erano così vecchi che gli scoppiavano in faccia)...da aggiungere tre milioni di ducati d'oro (cifra enorme all'epoca)che i mille sequestrarono alle banche sicule(?)...mai più ritrovati(chissà perché mi ricorda l'oro di Dongo trovato/sparito,,,,boh?).
    MORALE...a fine guerra.... e a Stato Italiano appena formato...."primo Bilancio dello Stato"....tutti i debiti contratti con banchieri,finanzieri,usurai di qualsiasi natura.....dei due Stati belligeranti.... confluirono nel Primo debito Pubblico....del neonato Regno d'Italia...compresi i 3 milioni di scudi spariti....più qualche malalingua(e non mancano mai)insinua....laute mazzette elargite ai protagonisti dell'affare.
    E qui rientriamo "in TEMA".....
    per garantire il ripagamento del"buffo"furono emessi titoli di stato a rendimenti stratosferici(circa il 20%)che i due preziosi e amabili cugini dello Scudo Rosso...."ormai dalla stessa parte" si incaricarono di piazzare a tutti i loro amici banchieri...che fecero ressa per acquistarli.
    Ma poi....come andò a finire????...."e la solita storia del pastore ...ve la voglio raccontare".....impossibilità a saldare i conti...necessità di ricontrattare i debiti a nuove condizioni...e soprattutto...trovare le coperture.....una ventina di governi tecnici(molti ripetuti più volte)che hanno squoiato il popolo...soprattutto quello del sud...con tasse le più fantasiose....
    .E i nostri strozzini(sempre stranieri)complici i nostri burocrati (sempre più corrotti)....ad ingrassarsi sulle nostre fatiche.
    Come vedi..."non c'è niente di nuovo sotto il sole"...col tempo gli strozzini cambiano nome....non metodo...e gli strozzati sono sempre gli stessi.
    E' chiaro ormai a tutti che ci sono predatori esteri che ci stanno rovinando....non ci è chiaro perché quelli che paghiamo lautamente per difenderci...non lo fanno...forse come il Tessitore (e suo fratello)pigliano mazzette...le malelingue insinuano che con queste,allora. si comprarono le Langhe.
    P.S. all'epoca i deputati non erano pagati,perché la carica era considerata un alto onore)
    Ciao Tonino

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    1. No,Tonino,non ho letto questo libro...ma sapevo la vicenda del primo debito pubblico,con i soliti Roth protagonisti....allora,come ora...
      Se può consolarti,conosco molto bene le vicende bancarie dei Medici,che in pratica facevano le stesse cose con diversi Stati,in primis l'Inghilterra.
      La differenza però era che se il sovrano non pagava,la banca (come fu) falliva....anche gli strozzini qualche volta piangevano....cosa che ora non accade mai....piangono sempre gli Stati...e noi in subordine.
      E' questo che non mi va giù....devono sempre essere salvate coi soldi pubblici (i nostri)....privatizzare i profitti e socializzare le perdite....eh no,cari banchieri e strozzini....son tutti capaci così...

      L'altro punto è quello che dici.Facciano pure gli strozzini,ma pure noi abbiamo il diritto di difenderci.Invece no,chi dovrebbe farlo,è loro alleato e servo.

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