mercoledì 19 marzo 2014

RICORDO DI CARMELO....

Come ogni anno ricordiamo con affetto Carmelo Bene...a 12 anni dalla morte.....ma per noi sempre vivente.



I giornalisti sono impermeabili a tutto. Arrivano sul cadavere caldo, sulla partita, a teatro, sul villaggio terremotato, e hanno già il pezzo incorporato. Il mondo frana sotto i loro piedi, s'inabissa davanti ai loro taccuini, e tutto quanto per loro è intercambiabile letame da tradurre in un preconfezionato compulsare di cavolate sulla tastiera.
L'abuso d'informazione dilata l'ignoranza con l'illusione di azzerarla. Del resto anche il facile accesso alla carne ha degradato il sesso.


Detesto la nazionale azzurra, però lo dico. Non me ne fotte nulla del Rwanda, però lo dico. Voi no, non ve ne fotte, ma non lo dite!

9 commenti:

  1. non conosco di fatto, a 360 gradi, il vostro amato Carmelo Bene (conoscerò dell'altro evidentemente) ma il post è interessante e da adito a diversi spunti di argomentazione.

    "L'abuso d'informazione dilata l'ignoranza con l'illusione di azzerarla. Del resto anche il facile accesso alla carne ha degradato il sesso." >>> assolutamente vero!!!!!!

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    1. é un peccato.....ma sul web e su youtube troverai diversi articoli e video per farti un'idea del personaggio.

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    2. Ah,dimenticavo...trovi anche qui alcuni articoli su Carmelo (vai alle etichette),ma specialmente sull'altro nostro blog letterario-artistico (che stiamo trascurando per mancanza di tempo e personale) Le bateau Ivre - http://www.pojanlive.com/

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    3. interessante interessante molto interessante non sapevo di questo vostro blog sulla letteratura........per recensire potrei darvi una mano se volete....ma dipende cosa, dipende quando ecc, ma occasionalmente se vi va,,,,

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    4. Un amico ha pubblicato questo brano:

      “I cretini che non hanno visto la madonna, hanno orrore di sé, cercano altrove, nel prossimo, nelle donne – in convenevoli del quotidiano fatti preghiere – e questo porta a miriadi di altari. Passionisti della comunicativa, non portano Dio agli altri per ricavare se stessi, ma se stessi agli altri per ricavare Dio.
      L’umiltà è conditio prima. I nostri contemporanei sono stupidi, ma prostrarsi ai piedi dei più stupidi di essi significa pregare. Si prega così oggi. Come sempre. Frequentare i più dotati non vuol dire accostarsi all’assoluto comunque. Essere più gentile dei gentili. Essere finalmente il più cretino.
      Religione è una parola antica. Al momento chiamiamola educazione.”

      ***
      da “Nostra Signora dei Turchi” - Carmelo Bene - Sugarco

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    5. il blog ha avuto momenti di gloria un paio d'anni fa,poi ci son venuti a mancare un paio di collaboratori,così che tra i gruppi FB e il blog Dallapartedeltorto,siamo stati costretti colpevolmente a trascuralo.
      Peccato,perchè costituiva un momento di leggerezza e di argomenti che appasionavano molti lettori..Per mesi abbiamo pubblicato una settantina di capitoli di una saga di una nostra collaboratrice,che poi è diventata un romanzo pubblicato.

      Collaborazione gradita,se vuoi,puoi recensire libri interessanti,quadri che ti hanno colpito (meno noti è meglio),scrivere articoli su un autore,un filosofo,films di un certo spessore e poco noti....insomma il campo è vasto...quando? quando te la senti.
      Mandaci il tuo lavoro via email e noi lo pubblichiamo

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  2. Grande, per non dire Unico! Di questi tempi si sente più che mai il bisogno di personaggi fuori da ogni cliché come Carmelo Bene. Ho anche dei suoi scritti davvero divertenti nei suoi bizzarri paradossi.
    Ogni tanto, passa da noi in...Giardino, Johnny.

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    1. In tutte le sue contraddizioni,scelleratezze su se stesso e mille altri difetti,al fondo trovi un istrionico personaggio alieno da ogni ipocrisia che smonta come un orologiaio la grettezza e la pochezza di tanta fuffa circolane allora come adesso.Per non parlare di certe patetiche vulgate.
      Inarrivabile come dicitore e attore,il suo teatro può piacere o meno,ma è incontrovertibile la sua limpida ricerca verso nuove forme di un'arte che sembrava ormai una continua ripetizione dell'uguale.
      Il suo Amleto resterà nella storia,ha detto quello che Shakespeare (così come nel Riccardo) aveva taciuto,con la sua scrittura di scena.Ma é stato un continuo evolversi,non si è mai accontentato di restare dov'era arrivato...e in gran parte,ancora oggi incompreso.
      Quando penso che ha dato il Nobel a Fò,un guitto da fiera della porchetta che ha ripetuto sempre in pratica lo stesso testo per anni,bisogna proprio dire che non val più la pena di prendere seriamente il lavoro dell'artista,la sua continua ricerca verso nuove sponde.
      Poi può riuscire o meno....e lui in gran parte è riuscito a fare un teatro completamente diverso.
      Uno dei pochi geni (cosa diversa dal talento) che la cultura italiana ha avuto nel dopoguerra,naturalmente capito da pochi.
      Tra questi Camus (che non era certo il Davico Bonino della Filodrammatica di Canicattì) che aveva negato a Strehler i diritti di rappresentazione del suo Caligola,ma che li diede ad uno sconosciuto ventenne,dopo mezz'ora di dialogo.Fu un trionfo,i critici scoprirono un grande artista.Ma fu solo l'inizio.Poteva accontentarsi,ma andò oltre,creandosi sempre problemi e reinventandosi ogni volta.
      Vabbè che sono di parte,ma chissà che darei vederlo oggi alle prese con le frattaglie di finti scrittori,artisti,critici prezzolati e tutto il giro fasullo della cultura italiana.
      Cercherò di passare dal Giardino,anche se il tempo,e la mancanza di aiuto (eravamo in sei,ora in tre compreso Paolo) sono tiranni.tra l'altro,é da Natale che non scriviamo sull'altro blog le bateau ivre.
      Vedremo se qualche amico ci darà una mano,anche per non passare tutto il tempo al pc.
      Tks Hesperia

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