sabato 22 marzo 2014

IL TENTATIVO DI RIVOLUZIONE COLORATA IN VENEZUELA

Tachira
Riceviamo e pubblichiamo da Attilio Folliero,Caracas 22/03/2014


a)    Tentativo di rivoluzione colorata in Venezuela


Quando c’è una guerra esistono due teatri: un teatro di guerra vero e proprio ed un teatro virtuale; ossia esiste una guerra vera e propria combattuta con le armi ed una guerra virtuale combattuta a colpi di informazioni false.
La guerra virtuale, che in molti casi precede la guerra vera e propria è “combattuta” per preparare l’opinione pubblica e convincerla ad accettare la guerra (quella vera).

E’ questo uno schema ormai consolidato e sperimentato in tutte le guerre moderne e soprattutto nelle rivoluzioni colorate, sviluppate principalmente in alcuni stati post-sovietici. Nelle guerre virtuali grazie all’aiuto dei media si fabbricano “regimi repressivi” da abbattere, ossia il nemico, il governo di turno da abbattere viene mostrato dai media internazionali come profondamente disumano e repressivo nei confronti di una parte della popolazione che protesta pacíficamente (sic!); il fine è giustificare un intervento esterno, una guerra contro questo regime.
Repressioni inesistenti, bombardamenti fasulli contro civili inermi, fosse comuni inventate, testimoni di torture del “regime” preso di mira che spuntano come funghi, ossia tutta una serie di azioni che giustificano appunto l’intervento esterno. E’ successo ad esempio in Siria, in Libia ed altri paesi.

In tutte le rivoluzioni colorate, i media internazionali hanno seguito questo schema, mostrando repressioni di settori della popolazione che protestava pacíficamente contro il regime di turno. Tutto inventato ovviamente. Che sta succedendo in Venezuela?
Il Venezuela è interessato da un tentativo di rivoluzione colorata e quindi i media internazionali, seguendo lo schema illustrato sopra, hanno mostrato al mondo una realtà virtuale, totalmente inventata, in cui una parte della popolazione protesta pacíficamente ed il “regime”, il governo venezuelano interviene a reprimere violentemente. Media tradizionali (TV e stampa) di tutto il mondo, assieme alle reti sociali hanno mostrato una realtà venezuelana totalmente falsa: immagini di torture e repressioni di altri paesi fatte passare per fatti venezuelani o gigantesche manifestazioni di opposizione mai avvenute (1).

Quelli che per i media internazionali erano dimostranti pacifici in realtà hanno scatenato ondate di violenza, anche se circoscritte a poche zone del Venezuela. Da quando il 12 febbraio è iniziato questo tentativo di rivoluzione colorata, in Venezuela si sono contati ben 16.000 atti di violenza, con 31 morti attribuibili (alla data odierna, 19 marzo) direttamente a queste violenze ed altre persone decedute indirettamente sempre per questi atti di violenza. Queste manifestazioni violente sono rimaste circoscritte sempre e solo ad alcune zone ricche del paese; in totale sono stati interessati  18 municipi su 335 esistenti, poco più del 5% del totale.

b)   Le manifestazioni violente

Rivediamo alcuni dei principali atti violenti. Come preludio a tali manifestazioni, nello stato Tachira il 6 febbraio era stata attaccata la residenza del governatore Vielma Mora. Il governatore non era in sede, però hanno corso pericolo di vita i suoi familiari e numerosi studenti portatori di handicap, dato che nella stessa residenza funziona una scuola per studenti appunto portatori di handicap. Gli attacchi alla residenza del governatore dello Stato Tachira ed alle forze di polizia di questo stato si sono ripetuti varie volte nei giorni successivi. Gli attacchi alle forze di polizia hanno fatto registrare un saldo di 26 poliziotti feriti.

Il 12 di febbraio si sono avuti a Caracas tre morti ed oltre sessanta feriti. Il 16 febbario sempre a Caracas, nella zona orientale della città, nei quartieri della classe ricca, è stata attaccata una stazione della metropolitana ed una linea degli autobus pubblici; sono rimasti feriti 36 operai ed un paio di centinaia di passeggeri hanno dovuto far ricorso alle cure mediche. Il 18, nella città di Valencia una manifestante di opposizione, famosa per aver vinto uno dei tanti concorsi di bellezza esistenti in Venezuela, “Miss Turismo 2013”, ha ricevuto una pallottola alla nuca, sparata sicuramente da un manifestante di opposizione che si trovava alle sue spalle ed è morta dopo essere stata trasportata in ospedale; un manifestante di opposizione, amico della defunta ha confermato a CNN che gli spari provenivano dalle loro spalle, cioè dalle fila degli stessi manifestanti di opposizione (vedasi articolo e video - http://www.ciudadccs.info/?p=535627 ).
Il 19 febbario, nello Stato Bolivar un gruppo di operai che tornava da una manifestazione pacifica di appoggio al governo è stato preso di mira da un franco tiratore appostato su un edificio, con un saldo di un operaio morto e altri quattro feriti Il 28 febbraio a Valencia un gruppo di militari della Guardia Nazionale, che stava ripulendo una importante arteria stradale dagli ostacoli frapposti dai manifestanti, sono stati anch'essi presi di mira da cecchini armati, con un saldo di un militare morto e vari feriti.
Sempre a Valencia, la residenza della madre di Julio León Heredia, governatore dello stato Yaracuy è stata oggetto di un violento “cacerolazo” (manifestazione di protesta in cui si battono le pentole per fare rumore); in seguito a tale manifestazione la anziana signora ha avuto un attacco al cuore ed è deceduta; anche la residenza della ministra Nancy Pérez, sempre a Valencia, è stata attaccata da un gruppo di irregolari. A Caracas, nel quartiere di Los Ruices, abitato dalla classe media e media-alta, il 6 marzo un militare ed un motociclista sono stati uccisi da un cecchino..
Ancora: un generale in ritiro, un tale Ángel Vivas ha istigato i manifestanti di opposizione ad inasprire le azioni di protesta attraverso la chiusura delle strade con un filo d’acciaio; i manifestanti rispondendo al consiglio del generale hanno sbarrato con filo d’acciaio varie strade dei quartieri bene, in differenti città. A Caracas, un motociclista,  un giovane di 29 anni, che tornava dal lavoro è rimasto ucciso decapitato, non essendosi accorto del filo d’acciao che impediva il passo; anche un bambino che andava in bicicletta, a San Cristobal, non si è accorto del filo d’acciaio che sbarrava la strada in cui stava transitando ed è rimasto ferito al volto.
Ora, il militare è ricercato per istigazione alla violenza ed è barricato in casa con numerose armi da guerra. Per il momento la polizia ha desistito dal tentativo di catturarlo per evitare una possibile tragedia.
In totale, le vettime derivate da queste manifestazioni violente sono state una sessantina, includendo coloro che sono morti per non aver potuto raggiungere in tempo un posto di soccorso a seguito di un malore o perchè medici e aumbalanze chiamati per emergenza non hanno potuto soccorrere in tempo le persone bisognose di cure. L’interruzione di molte strade nei quartieri della classe alta di varie città ha determinato anche queste morti.
Innumerevoli i danni materiali occasionati da queste manifestazioni violente: centinaia di autobus del servizio pubblico incendiati, auto della polizia distrutte, danneggiati vari edifici pubblici, come il Ministero delle infrastrutture, il palazzo del Procuratore Generale, incendiata e distrutta totalmente l’Università “UNEFA” di  San Cristobal, nello Stato Tachira. In totale la stima dei danni occasionati da queste manifestazioni ascende a 10 miliardi di dollari.

c)    Le proteste della classe ricca alla base della rivoluzione colorata in Venezuela

Per capire cosa stia succedendo in Venezuela, del perchè di queste manifestazioni violente da parte delle classi più ricche e soprattutto per capire chi manovra i fili di queste azioni è necessaria una premessa.
Alla base della nostra società tecnologica c’è l’energia. Le principali fonti energetiche sono il petrolio, il gas, il carbone, il nucleare e le cosiddette energie alternative, che hanno ancora uno scarso peso. Petrolio e gas sono in sostanza le principali fonti energetiche. Dove sono localizzate le principali riserve di petrolio e gas?
Secondo fonti OPEC, alla data del 2012, le riserve petrolifere mondiali ammontano a 1.478,2 miliardi di barili. Oltre il 54%, ossia 798,8 miliardi di barili si trovano nei paesi del Medio Oriente.
Il Venezuela ha una riserva di 297,7 miliardi di barili, ossia il 20% di tutto il petrolio del mondo.
Giornalmente la domanda mondiale di petrolio è di 88,9 milioni di barili e di questi ben 18,9 milioni sono destinati agli USA, che consumano in definitiva il 21% di tutto il petrolio estratto nel mondo. Del petrolio consumato negli USA, il 75% è importato. 
I principali fornitori degli USA sono i paesi del Medio Oriente ed il Venezuela. Per trasportare petrolio dal medio oriente agli Stati Uniti una petroliera impiega circa 45 giorni; il petrolio venezuelano arriva negli USA in meno di 5 giorni.

Riguardo il gas l’altra importante fonte energetica, la riserva venezuelana è l’ottava a livello mondiale, dopo Russia, Iran, Qatar, Turkmenistan, Arabia Saudita, USA ed Emirati Arabi Uniti.
Anche per quel che riguarda le riserve di carbone, il Venezuela non sta messo male, essendo al dodicesimo posto a livello mondiale.
Secondo un recente studio di Business Insider sui principali paesi riserve di energia (petrolio, gas e carbone), in termini monetari le riserve energetiche del Venezuela  ammontano a 34.900 miliardi di dollari attuali, in assoluto al terzo posto dopo Russia (40.700 miliardi) e Iran (35.300 miliardi).

Il Venezuela  non possiede solo risorse energetiche (petrolio, gas e carbone), ma anche bauxite, da cui si estrae alluminio, coltan, oro, ferro e numerose altre risorse naturali. Per esempio l’oro, secondo un annuncio che fece lo stesso presidente Chávez, i russi attraverso i satelliti avrebbero scoperto e comunicato al mandatario venezuelano la presenza di grandi riserve di oro in Venezuela. Nello Stato Bolívar si trova la miniera d’oro “Las Cristinas”, che con le sue 500 tonnellate di oro di riserva stimate è una delle più grandi miniere d’oro del mondo, se non la più grande in assoluto.

Fin da quando si è scoperto il petrolio in Venezuela, gli USA sono intervenuti negli affari interni di questo paese. Di fatto, il Venezuela poteva ben considerarsi una repubblica delle banane, dove le potenze straniere al fine di impadronirsi delle risorse naturali, appoggiavano dittatori o governi pseudo democratici, che in cambio dell’aiuto politico e militare per rimanere al potere, svendevano le risorse del paese. Per circa 50 anni, fino agli inizi degli anni settanta, il Venezuela è stato il principale esportatore di petrolio del mondo, petrolio praticamente regalato.

Grazie a questa enorme ricchezza di risorse naturali, nelle casse del Venezuela da circa un secolo affluiscono annualmente grandi quantità di dollari. Questa ricchezza, fino all’avvento di Chávez (nel 1999), finiva nelle tasche della ristretta oligarchia che governava il paese, con l’appoggio esterno. La maggior parte del popolo viveva in povertà e completamente abbandonata a se stessa, senza un minimo diritto all’assistenza sanitaria, all’educazione o alla pensione. E’ proprio la povertà che costrinse il popolo ad esplodere il 27 febbraio del 1989, in occasione dell’inasprimento delle politiche del governo Pérez; quella ribellione popolare fu repressa nel sangue dal governo di Carlos Andres Perez e provocò in pochi giorni migliaia di morti, il cui numero esatto non è mai stato accertato.

Mentre le oligarchie dominanti vivevano nel lusso, appropriandosi delle risorse del paese, la maggior parte della popolazione viveva in povertà. Nel secondo semestre del 1996, si arriva all’estremo che l’85,78% della popolazione vive in povertà e ben il 65,32% vive nella pià assoluta miseria.

Tutto questo termina con l’avvento al potere di Hugo Chávez, che dopo una fallita ribellione militare il 4 febbrario del 1992, riesce ad arrivare alla presidenza tramite la via elettorale.
Con l’avvento di Chávez al potere, finisce la svendita delle risorse alle multinazionali ed agli USA.
In particolare termina il periodo in cui il petrolio era letteralmente ragalato, in cambio di una royalty dell’1%. Oltre ad incrementare la royalty, le multinazionali sono state obbligate anche a pagare una imposta sui guadagni. Chávez è anche l’artefice della ripresa dei prezzi del petrolio; grazie alla sua azione, la OPEC si riorganizza ed attraverso accordi sui tagli alla produzione, il prezzo del petrolio può aumentare, raggiungendo un prezzo giusto (attualmente attorno ai 100 dollari il barile).

Il governo di Chávez, grazie agli ingressi petroliferi comincia ad effettuare politiche sociali che permettono a tutti l’accesso alla sanità, all’educazione, al diritto all’abitazione, alla pensione, ovvero per la prima volta in Venezuela si attua una redistribuzione delle risorse fra tutte le classi sociali. Negli ultimi 15 anni, gli indici di povertà si sono enormemente ridotti ed oggi il Venezuela ha un reddito procapite molto vicino alla media dei paesi più sviluppati; nei prossimi anni Banco Mondiale e Fondo Monetario Internazionale saranno costretti ad inserire il Venenzuela nella ristretta lista dei paesi ricchi (Paesi non OCSE con ingressi alti).
Ovviamente tutto ciò ha provocato malcontento nella classe oligarca, spodestata dal potere e dalla gestione delle risorse del paese. Per conseguenza, in Venezuela esiste una ristretta minoranza, la classe oligarca appunto, che si oppone con ogni mezzo al governo.
Questa classe grazie al fatto che controlla la maggior parte dei mezzi di comunicazione riesce ad influire e manipolare milioni di persone, che terminano avversando il governo. Questa classe non controlla solo i mezzi di comunicazione, ma anche importanti settori economici, come quello dell’importazione dei prodotti alimentari. Con la scoperta del petrolio, il Venezuela ha quasi abbandonato del tutto la produzione agricola ed oggi praticamente la maggior parte dei prodotti agricoli e alimentari consumati nel paese sono importati. Ricordiamo che in Venezuela esiste una economia mista, con il 70% in mano ai privati ed il 30% in mano dello stato.
Inoltre, l’alto costo del lavoro (in Venezuela c’è uno dei salari minimi più alti del continente americano) ha contribuito a fare in modo che sia più conveniente importare che produrre. Per inciso, al salario minimo sono agganciate anche le pensioni sociali, quelle più basse; salario minimo e pensioni sociali oggi sono retribuite con circa 520 dollari Usa mensili per 16 mensilità all’anno (in Venezuela la tredicesima è pagata con minimo due mensilità extra a dicembre; a luglio cè un buono vacanze, consistente in altre due mensilità extra).
Chi sono gli importatori? I grandi importatori del paese, a parte il governo che importa attraverso imprese statali, sono quegli stessi oligarchi che un tempo disponevano del potere político e che si sono arricchiti in virtù di questo potere. Grazie al fatto che controllano le importazioni, attraverso l’accaparramento, ossia la mancata immissione nel mercato dei prodotti importati, riescono a far scarseggiare i prodotti ed allo stesso tempo a farli aumentare di prezzo, creando malcontento in alcuni settori della popolazione, soprattutto fra la classe media alta.
Le classi più povere e le classi medie sono abbastanza protette almeno per quel che riguarda i prodotti di prima necessità, perchè il governo importa e distribuisce questi generi attraverso tre catene di supermercati (Mercal, PDVAL e Bicentenario, quest’ultima  a capitale misto in cui intervengono anche capitali esteri, in particolare francesi) diffuse ovunque, ma soprattutto nei quartieri più periferici, dove vivono le classi più povere.
Il fine di far scarseggiare i prodotti nel mercato è creare appunto malcontento nella popolazione, sperando che in questo modo si rivolti contro il governo. La classe oligarca, estromessa dal potere político, sta dunque usando ogni mezzo per riprenderselo ed è appoggiata direttamente anche dagli USA, che manobra dall’estero questo tentativo di rivoluzione colorata.


d)   L’intromissione degli Stati Uniti in Venezuela

Gli USA sono interessati al Venezuela per vari motivi. Innanzitutto, il Venezuela è la principale riserva di petrolio del mondo; inoltre, come visto, il petrolio venezuelano si trova a soli 4 o 5 giorni di navigazione, mentre il petrolio del medio oriente per arrivare agli Stati Uniti impiega circa 45 giorni, cosa che incide enormemente sui costi di trasporto.
C’è anche un altro fattore di ordine geopolítico: gli USA stanno perdendo il controllo del mondo e forzatamente saranno costretti a ripiegare sull’America Latina, tentando di esercitare il controllo almeno su questa parte del mondo. Per poter controllare il continente americano debbono necessariamente controllare il Venezuela.
Gli USA sono ancora la prima potenza militare del mondo, però indubbiamente sono in declino. Pur avendo investito ingenti ricchezze economiche e militari per mantenere il predominio in Medio Oriente, in realtà non riescono a controllarlo.
Dopo aver perso il controllo sull’Iran con la rivoluzione degli Ayatolla, pensavano di rifarsi con le guerre in Afganistan, in Iraq, in Libia e in Siria. Malgrado due decenni di guerre (dalla prima guerra del Golfo), in Oriente medio sono in atto cambiamenti che potrebbero portare pronto all’estromissione degli USA dalla regione. Le presunte guerre vittoriose in Afganistan, Iraq e Libia in realtà non hanno assicurato il controllo di questi paesi. La Siria che doveva essere una passeggiata in realtà si è rivelato un fiasco. Anche in Egitto, con la caduta di Mubarack, che pensavano di rimpiazzare con i Fratelli Musulmani, stanno perdendo il controllo con l’attuale governo egiziano che si sta riavvicinando alla Russia. Gli USA pensavano di estromettere la Russia dall’accesso al Mediterraneo, a cui potevano accedere solo attraverso una base marittima in Siria ed una Crimea, sul Mar Nero.
Far cadere Siria ed Ucraina nella sfera d’influeza occidentale avrebbe appunto significato accerchiare la Russia ed estromettere le navi russe dall’accesso diretto al Mediterraneo e per conseguenza anche dallo Stertto di Ormuz, cui si arriva attrverso il Canale di Suez; ricordiamo che dall’importante Stretto di Ormuz passano ogni giorno 17 milioni di barili di petrolio, il 20% delle necessità mondiali.
Inoltre è da considerare che per gli USA comincia a vacillare anche l’amicizia storica con la famiglia Saud che controlla quella che un tempo era la principale riserva petrolífera del mondo, ossia l’Arabia Saudita. L’unico paese del mondo che prende il nome dalla famiglia che lo controlla, l’Arabia Saudita appunto, recentemente ha alzato la voce contro gli USA. Se i Saud, fino ad ora il più fedele alleato degli USA in medio Oriente, assieme ad Israele, alzano la voce è perchè sanno che gli USA stanno perdendo potere. Loro hanno petrolio e nel momento in cui gli USA smetteranno di essere potenza e non potranno acquistare le attuali quantità di petrolio, i Saud si ritroverebbero in problema. Sanno che in un futuro ormai prossimo la Cina spiazzerà gli USA e pertanto iniziano ad avvicinarsi a questa potenza in ascesa, che potrebbe diventare un loro cliente importante (Vedasi articolo, in spagnolo “Arabia Saudita si allontana dagli Stati Uniti?”)- http://umbvrei.blogspot.it/2013/10/arabia-saudita-se-aleja-de-los-estados.html

Gli USA dunque, pur essendo ancora la principale potenza militare, sono in declino e con la crisi economica alle porte dovranno forzatamente abbandonare le loro pretese di considerarsi i padroni del mondo e ripiegare solo sul continente americano. Il Venezuela è comunque la principale riserva petrolífera per cui per gli USA si focalizzeranno sempre più su questo paese.
La vecchia oligarchia venezuelana pensava che per riprendersi il potere in Venezuela fosse sufficiente sbarazzarsi di Chávez. Chávez è morto di cancro il 5 marzo 2013, quindi apparentemente per cause naturali, anche se in virtù delle indagini di Eva Golinger, avvocatessa e giornatista statunitense-venezuelana, potrebbe essere stato ammazzato dalla NSA.- http://actualidad.rt.com/expertos/eva_golinger/view/115966-nsa-mato-hugo-chavez

La Storia dovrà duque accertare se Chávez sia morto per un cancro “naturale” o per un cancro irradiato. Una cosa è certa: l’oligarchia era convinta che morto Chávez avrebbe ripreso il potere. Dopo aver tentato di sbarazzarsi di Chávez, durante i suoi 14 anni di governo attraverso vari tentativi di colpi di stato e sabotoggio petrolifero, con la sua morte pensava di riprendersi il potere attraverso le elezioni presidenziali dell’aprile 2013. Invece, le urne hanno dato la vittoria a Nicolas Maduro, già vicepresidente nell’ultimo Governo Chávez.

Il fatto che Nicolas Maduro abbia vinto le elezioni con solamente il 2% di vantaggio sul candidato dell’oligarchia, Henrique Capriles, ha frustrato ancora di più le classi ricche, che subito dopo le elezioni di aprile 2013, istigate dal perdente Capriles, hanno scaricarito tutta la loro rabbia in atti di profonda violenza con attacchi alle sedi del partito socialista di Chávez, ad ospedali ed edifici pubblici, atti violenti che hanno provocato una dozzina di morti.
Da quel momento in poi, l’oligarchia sta tentanto con ogni mezzo di riprendersi il potere.

Nell’ultimo anno, in Venezuela c’è stata a vera e propia guerra economica: oltre alla scarsità di beni, attuata con i mezzi descritti sopra, i grandi importatori e distributori hanno aumentato arbitrariamente i prezzi dei loro prodotti; ovviamente l’aumento si è ripercosso su tutta la catena distributiva; i prezzi dei prodotti non regolamentati (sono regolamentati i prezzi dei prodotti di prima necessità) sono stati portati alle stelle, impedendo a chiunque, perfino alle classi più alte di poterli acquistare; in sostanza i negozi erano pieni di merci, ma nessuno poteva acquistarli appunto per l’altissimo prezzo.

A partire da ottobre-novembre, il governo ha reagito inasprendo i controlli, che hanno effettivamente evidenziato l’altissimo aumento dei prezzi; in casi limiti, in una famosa catena di negozi di elettrodomestici, si è scoperto che ad esempio una lavatrice aveva un prezzo superiore a quello di un appartamento di lusso o a tre appartamenti popolari.
Questa guerra economica ha motivato il Parlamento ad emanare una legge che sanziona fortemente la speculazione ed ha fissato un margine di guadagno al 30%.
Ovviamente fissare un margine di guadagno al 30%, quindi molto alto in comparazione al margine di guadagno esistente nei paesi sviluppati, ha subito determinato l’arrivo di grandi imprese, come Samsung e Adidas. Il primo ad arrivare è stato il colosso sudcoreano Samsung, che non solo ha deciso di vendere direttamente i propri prodotti elettronici, ma ha dichiarato che installerà una linea di produzione, che servirá non solo il mercato venezuelano, ma tutta l’America del Sud e Caraibica. La Samsung, attraverso il Venezuela membro di Mercosur ed Alba, potrà così penetrare direttamente in tutto il continente latinoamericano.
Il presidente del Venezuela, approfittando della presenza in Venezuela del presidente della multinazionale sudcoreana ha concluso un contratto per una prima fornitura di 600.000 Tablet, che saranno distribuiti gratuitamente agli studenti universitari. Fino ad ora, il governo venezuelano distribuiva gratuitamente un computer portatile a tutti gli studenti delle scuole primarie; da quest’anno anche gli studenti delle scuole superiori e delle università riceveranno il Tablet.

Mentre negli USA ed in generale in tutti i paesi occidentali, il margine di guadagno è mediamente dell’8-12%, in Venezuela si è stabilito per legge che possa arrivare fino al 30%, quindi molte imprese mondiali, si motiveranno a venire in Venezuela per vendere o produrre i propri prodotti.

In sostanza in Venezuela non esiste un problema economico; il paese continua a crescere. Per esempio, tutti i ristoranti e gli hotel sono sempre pieni; siamo ancora a Marzo, ma risulta già difficile trovare un posto libero per le vacanze estive e perfino per Natale e Capodanno; molti degli hotel a 5 stelle della catena statale Venetur non stanno effettuando più prenotazioni avendo esaurito i posti, almeno per le principali vacanze del 2014.
La classe oligarchica, comunque non si rassegna e continua nella sua azione destabilizzante nel tentativo di riprendersi il potere político. A febbraio sono riprese le manifestazioni violente su incitazione di Leopoldo López, rampollo delle famiglie López e Mendoza, due delle principali famiglie oligarche del Venezuela. Leopoldo Lopez è stato arrestato per incitazione alla violenza. Del suo arresto si è parlato ampiamente perchè in realtà l’arresto è stato effettuato anche per proteggergli la vita.
 Il presidente del parlamento in persona, Disodado Cabello, per tre giorni ha trattato direttamente con i genitori di Leopoldo López per convincerlo a consegnarsi alla giustizia per salvargli la vita. Come ha poi spiegato lo stesso presidente della Repubblica, Nicolas Maduro, i Sevizi di Intelligenza hanno scoperto un piano, orchestrato a Miami, per scatenare la guerra civile in Venezuela e proprio Leopoldo López, uno dei principali esponenti dell’opposizone doveva essere la vittima sacrificale.
Il piano, rivelato dallo stesso presidente Maduro era il seguente: Leopoldo López incitava alla violenza che puntualmente esplodeva in Venezuela; la magistratura venezuelana ovviamente, non poteva fare altro che emettere un ordine di cattura; nel frattempo López era assassinato da un gruppo paramilitare, facendo ricadere la colpa sugli ambienti vicini al governo per scatenare una vera e propria guerra civile nel paese. Per evitare il suo assassinio e scongiurare lo scatenarsi di questa possibile guerra civile, si è mosso in prima persona il presidente del parlamento. Ovviamente, con l’arresto di Leopoldo López non cessa il pericolo di un colpo di stato in Venezuela.


e)    Il piano per realizzare il colpo di stato in Venezuela e la filosofia di Gene Sharp

L’oligarchia venezuelana e l’oligarchia statunitense non si rassegnano e pertanto tenteranno continuamente di spodestare Maduro e la cosiddetta rivoluzione bolivariana, attraverso un colpo di stato o meglio una rivoluzione colorata. Come visto sopra, l’oligarchia statunitense ha la necessità di controllare políticamente il Venezuela sia per potersi appropriare del petrolio e delle risorse venezuelane, sia per poter controllare l’intero continente latinoamericano; se cade Venezuela, ossia se il Venezuela ritorna nella sfera d’influenza degli USA, a rotazione cadranno tutti gli altri paesi del continente che se ne sono allontanati, in virtù dell’esempio e dell’aiuto venezuelano.
L’obiettivo dell’oligarchia è dunque quello di riprendersi il potere político in Venezuela. In che modo? Qual è il piano? La risposta viene dal filosofo, político e scrittore statunitense Gene Sharp, alla cui filosofía si ispirano tutte le rivoluzioni colorate.
Per il filosofo statunitense, autore di vari saggi tra cui “Politica dell'azione non violenta”, “La via della non-violenza” e “Dalla dittatura alla democrazia”, le guerre tradizionali corpo a corpo, non sono più efficaci e tra l’altro implicano alti costi economici, come le costose operazioni belliche in Afganistan e Iraq.
Sharp invece delle guerre tradizionali per abbatatere un nemico, un governo indica una serie di azioni che vanno dall’indebolimento del governo stesso fino alla frattura istituzionale. Individua ben 198 metodi per abbattere un governo mediante colpi di stato morbidi, anche se in definitiva la strategia di Sharp può riassumersi in cinque passi.

Il primo passo è promuovere azioni non violente per generare nella società un clima di opposizione al governo; a tal fine si effettuano denunce di corruzione, di intrighi, diffusione di rumors vari, di notizie false, completamente inventate; il tutto, appunto per creare un clima di opposizione al governo di turno preso di mira.
Il secondo passo consiste nello sviluppare una intensa campagna d’informazione in “difesa della libertà di stampa e dei diritti umani”. Azioni tendenti appunto a far apparire che nel paese preso di mira il governo reprima la libertà di stampa e violi sistemáticamente i diritti umani. In Venezuela si è arrivati ad inventare che il Governo al fine di reprimere la libertà di stampa abbia impedito la importazione di carta, impedendo in questo modo addirittura la stampa del giornale di opposizione. Ovviamente è del tutto falso. In Venezuela non esiste alcuna repressione della libertà di stampa e meno che meno violazione dei diritti umani. Se qualcuno si avvicina ad una edicola venezuelana può facilmente darsi conto che l’80% o più della stampa, in mano all’oligarchia del paese, scrive liberamente tutto quello che gli pare contro il governo.
Col terzo passo si arriva alla lotta attiva per le rivendicazioni politiche e sociali; si arriva anche alla manipolazione collettiva affinchè sempre più persone vengano coinvolte in manifestazioni violente.
Col quarto passo si arriva ad operazioni di guerra psicológica e destabilizzazione del Governo, creando un clima di ingovernabilità.
Alla fine e siamo al quinto passo di questa strategia, l’obiettivo diventa la rinuncia del Presidente di turno, mediante rivolte di strada. Parallelamente, mentre si scatena una vera e propria guerra civile e si ottiene l’isolamento internazionale del paese, si prepara il terreno per un intervento militare esterno.
Tutti i passi descritti sono stati puntualmente eseguiti in Venezuela, ma il piano è fallito perchè gli oppositori non sono riusciti ad arrivare al quinto ed ultimo punto.
Dal lato interno, l’opposizone non è riuscita a scatenare la guerra civile vera e propia e dal lato esterno non è riuscita a far isolare internazionalmente il Venezuela.

La stragrande maggioranza della popolazione, con cifre superiori al 90% stando ad alcuni sondaggi, ha rinnegato le azioni violente e per conseguenza la possibilità di farsi trascinare in una guerra civile. Ovviamente in tali cifre rientrano non solo chi appoggia il governo, ma anche la maggioranza di chi políticamente non lo condivide. Il fatto è che in Venezuela non si è mai stati così bene come in questi ultimi anni: le classi più umili, un tempo povere ed emerginate oggi vedono comunque soddisfatti i bisogni fondamentali, come la possibilità di ottenere una casa dignitosa, l’accesso ai servizi sanitari, l’accesso all’educazione fino ai più alti gradi, la possibilità di fare una vacanza, ecc.. Le classi medie e medie-alte, professionisti, impresari e lavoratori autonomi non hanno mai guadagnato tanti soldi come in questi ultimi anni ed anche se magari avversano politicamente il governo sanno che avventurarsi in campi di battaglia violenti, come accaduto in Libia, Serbia ed altri paesi significa poter perdere tutto, anche la vita e quindi hanno rigettato il progetto dell’oligarchia.

Sul piano internazionale, il Venezuela prima dell’avvento di Chavez, era totalmente sconosciuto alla maggior parte delle persone del mondo, oggi ha relazioni di stima con la maggior parte dei paesi. Lo dimostra il fatto che lo scorso anno, per il funerale di Chavez arrivarono oltre sessanta capi di stato o di governo; quest’anno in occasione dell’anniversario della sua morte erano presenti una dozzina di capi di stato o di governo e decine di delegazioni ad alto livello. I principali esponenti dell’opposizione hanno tentato in tutti i modi di far condannare il Venezuela per le presunte violazioni dei diritti umani, in tutte le istanze internazionali senza riuscire nemmeno ad attivare il dibattito sulla situazione del paese in ambito OEA (l’Organizzazione degli Stati Americani, per la sua sigla in spagnolo).
In questa istanza internazionale, la proposta di dibattito richiesta dalla deputata di opposizione Maria Corina Machado è stata rigettata dalla stragrande maggioranza degli stati, ottenendo il voto favorevole solamente di USA, Canada e Panama, paese quest’ultimo con cui il Venezuela ha rotto le relazioni diplomatiche qualche tempo fa. Al contrario, il Venezuela ha ottenuto solidarietà ed appoggio morale da tutti i massimi esponenti degli altri paesi del continente, inclusi quelli che hanno posizioni vicine agli Stati Uniti, come Colombia o Cile.

Per il momento dunque il tentativo di rivoluzione colorata o colpo di stato è fallito, ma sicuramente l’oligarchia non si darà per vinta e continuerà a tentare il golpe in altre occasioni.

Attilio Folliero, Caracas, 22/03/2014

Note

 Vedasi seguenti articoli in cui si smentiscono immagini attribuite alla repressione in Venezuela:
http://www.voltairenet.org/article182259.html
http://albaciudad.org/wp/index.php/2014/02/la-primavera-photoshop-medios-y-tuiteros-opositores-utilizan-decenas-de-imagenes-de-represion-policial-en-otros-paises-para-alegar-que-ocurren-en-venezuela/

18 commenti:

  1. Chavez é stato descritto come un personaggio folkloristico(che in parte é anche vero),e come una caricatura (il che non é vero).E' stato un leader che ha cercato in tutti i modi di sottrarsi al giogo Usa che da sempre soffocava le classi più povere del popolo venezuelano col potere delle multinazionali.Non a caso contro di lui e il suo successore Maduro sono in primo luogo le classi più ricche e le manifestazioni sono quasi totalmente organizzate da studenti foraggiati dai vecchi oligarchi filo Usa.Non si vedono operai o contadini.Non é escluso che certe scelte sbagliate possano anche penalizzare il ceto medio-alto e ce la crisi abbia in parte colpito il paese.Ma si tratta di un governo eletto,che ha vinto le elezioni,ovvio che la maggior parte del popolo l'ha votato e che non si può sempre ricorrere a colpi di stato per abbatterlo.Non voglio difendere nessuno,ma o si è democratici anche quando non piace,o è inutile che ci riempiano la bocca con questa parola,specie i "democratici" a singhiozzo usa.

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    1. non avrei nulla da obiettare....mi sembrano considerazioni in linea con la realtà

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  2. Quello che succede in Venezuela(a parer mio),è di tutt'altra natura da ciò che sta succedendo in Ucraina....per dimensioni....storia,vedute dei guppi contendenti..... e per i risultati che si vogliono raggiungere
    In Venezuela hanno trovato un sacco di petrolio....e come nei luoghi dove si sviluppa una fauna selvatica...automaticamente si moltiplicano i predatori(vedi a Roma il proliferare di gabbiani e cornacchie conseguente all'inurbanimento in città di passeri,storni piccioni).
    In pratica in Venezuela sono calati gruppi di sfruttatori,predatori,rapaci...per impadronirsi del ben di Dio che quel sottosuolo nasconde.
    Un problema locale fra bande e faide(anche se di provenienza estera)...per togliere agli aventi diritto(i Venezuelani)....il benessere di cui avrebbero tutti i diritti....di godere.

    Il problema Ucraino...è più importante...perché legato ad un programma più antico di riassetto di un area....lontana dall'Ucraina...dove però i contendenti sono (pur se lontani fratelli)dei veri colossi...che mirano ad un primato di preminenza mondiale....nel prossimo futuro...in quello che anche i più tardi a capire chiamano ormai the"NWO"......Nuovo Ordine Mondiale.

    L'importante che lo scontro tra i blocchi avvenga lontano dall'area interessata direttamente...così il Popolino(di cui faccio parte) non capirà mai la ragione del contendere...e se danni ci saranno(speriamo di no)questi non interesseranno ,se non marginalmente,localmente, i veri contendenti....
    In poche parole....gli screzi improvvisi odierni tra lo zio Tom e lo Zar dell'unica Russia sembrano essere la seconda puntata della telenovela siriana,che speravamo conclusa.
    Per stare in pace con se stessi tutti gli attori...sono andati in pellegrinaggio da un Sant'Uomo,e ricevere i suoi consigli.
    All'appello.....per ricevere eventuali benedizioni se si è deciso di procedere,o al consiglio di nonfarlo,anche se il fine è santo e giusto.........manca solo Sua maestà...che verrà ad incontrare prima Renzi,poi omaggiare il nostro Presidente e "marginalmente" a confidarsi con Sua Santita ,per ottenere magari pure un'indulgenza plenaria(come si usava una volta).
    Manca poco a Pasqua,e scopriremo se Francesco nel suo linguaggio(a cui ci ha abituato) semplice,ma toccante....ormai con un lieve accenno romanesco gli ha consigliato...tra le due possibilità(Rubacchiando un po' al Belli e Trilussa)
    Lassate perde fiji...che nun è cosa(er gioco non vale la candela)"e state boni se potete"!!!!!...er monno è pieno de gente che je rode de brutto...perché co'...'stà crisi inventata chissà da chi se la passa male..mejo nun sfrugujà de più....
    oppure..se con spirito più avveniristico.....e ottimistico
    Fate un po' Voi....speramo che ci'azzeccate....che annate a fa più bene che male ....provatece a fà st'opera bona di pacificazione "eterna" tra Popoli che,alla fin fine, vonno vive in pace...ma nun fate più casino de quello che già c'è...che è proprio già troppo.
    Ciao Tonino
    P.S. resta il dubbio.... ma chi sarà il primo della classe....visto che tutti aspirano ad esserlo????

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    1. Non vedo nessun primo della classe in Occidente...nemmeno san Francesco mi convince molto,nei fatti....mi sembra che ci sia solo una gara a chi è più simpatico,ma che poi ognuno (dei padroni) fa qual che vuole.
      Venezuela,Siria,Ukrajna....problemi,zone,contenziosi...diversi,ma il fine è unico: accaparrarsi importanti aree geostrategiche ed economiche e attterrare l'unico disturbatore dell'imperialismo Usa che vuol dominare il mondo.
      E' una storia vecchia....ed in America Latina ne sanno qualcosa,sfruttati per anni da multinazionali e governi da loro imposti.
      Non è detto che i governi alternativi a questo piano abbiano a loro volta brillato in efficienza,onestà.....ma il punto é un altro,e comunque fatti loro.Il punto é che ognuno se ne dovrebbe stare a casa propri e che nessuno ha eletto uno Stato a guardiano del mondo,specie quando il pericolo che era l'Urss non esiste più.
      Anzi ,ora l'ex Urss é una pare che ben si attaglia agli Usa.Gli esempi non mancano.
      Finchè l'idea del mondo é questa,non ci potrà mai essere pace.
      In Venezuela,c'è una sola motivazione:impossessarsi delle ricchezze petrolifere,che sono ingenti e a due passi.Io avevo pronosticato che prima della Siria,toccasse al Venezuela,poi Chavez ha resistito.E non dimentichiamo che,come in Ukrajna,il governo é stato eletto.Vogliamo parlare pure della Libia e del caos in cui è precipitata?
      Ma ai nostri yankees poco importa,devono predare ricchezze per puntellare un sistema al collasso.
      Poi è inevitabile che in un paese come la Russia ci siano reazioni.
      Gli Usa difendono solo se stessi,a loro non importa nulla dell'Europa (se non come serva) e dei popoli,dei diritti umani...e tutte le altre fregnacce che raccontano.
      Ora mostrano il vero volto che hanno sempre avuto peraltro,anche se in passato ben occultato dallo scontro con l'impero sovietico.
      Mi spiace,ma sono fortemente critico,non ci sono paladini della libertà,ma solo interessi particolari inaccettabili.Si è visto anche a livello economico,da dove é venuta e per quali motivi la crisi economica mondiale,per noi aggravata dai valvassori imperiali della UE.
      Ogni popolo ha il diritto nel bene e nel male di scegliersi il proprio destino,senza badanti di alcun genere.
      Altrimenti tutto é lecito.....e ogni altro discorso é solo teatro per i gonzi.

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    2. Riporto alcuni stralci di un articolo dell'amico Bye Bye Uncle Sam:

      "....E poi mi è balenato in mente: la tecnica predatoria di seduzione e abbandono di Don Giovanni non è niente di meno che il modus operandi della politica estera degli USA.
      Come i politici abbandonati –da Noriega allo Scià di Persia,da Mubarak a Saddam Hussein..... – possono testimoniare, l’unica cosa peggiore di essere un nemico degli USA è esserne un ex alleato.
      E ancora, la cosa divertente è che, proprio come con il seducente Don, le persone cominciano a cedere per le solite vecchie frasi: “Penso tu sia davvero speciale, e ti voglio liberare. Naturalmente non sono solo interessato ai tuoi giacimenti petroliferi. Il tuo popolo merita uno Stato autonomo.” E non dimentichiamo il classico “Sono qui per portarti libertà e democrazia, tesoro.”....
      Mentre le conquiste di Don Giovanni, come Leporello dice alla sua amante, lasciata con disprezzo, Donna Elvira nel famoso “Madamina, il catalogo è questo” include “640 in Italia, 231 in Germania, 100 in Francia, 91 in Turchia, ma in Spagna, 1003? lui continua imperterrito, facendo preda donne di ogni forma, taglia e nazionalità.
      Ad oggi, come il professore Zoltan Grossman nota, nel suo “Storia degli interventi militari degli USA dal 1890”, da Wounded Knee al Cile, all’Iraq, dall’Afghanistan alla Libia, gli USA hanno un mucchio di spiegazioni da dare.E ancora, proprio come il risoluto incosciente Don Giovanni, gli USA, apparentemente in amnesia, continuano a vendere se stessi come i romantici salvatori dei Paesi non amati del mondo."

      Per finire con queste parole dello sguattero di palazzo Kerry,a proposito della Crimea"dell’invasione russa dell’Ucraina, “Non ci si comporta nel XXI secolo alla stregua di come si faceva nel XIX secolo, occupando un altro Paese sulla base di pretesti completamente inventati”
      Da che pulpito....!! Ma questi barbari Usa credono che siamo tutti scemi?

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    3. A proposito di cultura,dopo aver visto il Colosseo,questo il commento del prof.Obamba " E' più grande di uno stadio da baseballl".
      Questa sarebbe la guida dell'occidente...!!

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    4. Quanto ti anno pagato per questo articolo i tuoi amici Chiavista Cubano ?tu non sei un giornalista ma un Opportunista a la maggiore offerta del mercato leggere le tue bugie e menzogne voglio solo dirti di non fa onore a la nazionalità Italiana vergogna

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    5. Vedi, stracciacarte da strapazzo, per il semplice fatto che ci firmiamo come Anonimo, facciamo dell'autocensura.Questo dimostra che tutto quello che hai raccontato é solo una grande menzogna.Come puoi dire e cito le tue parole " Il fatto è che in Venezuela non si è mai stati così bene come in questi ultimi anni: le classi più umili, un tempo povere ed emerginate oggi vedono comunque soddisfatti i bisogni fondamentali, come la possibilità di ottenere una casa dignitosa, l’accesso ai servizi sanitari, l’accesso all’educazione fino ai più alti gradi, la possibilità di fare una vacanza, ecc.." Leggerti fa venire la nausea, e come ha detto il commentatore Anonimo che mi ha preceduto, fai vergogna alla nazionalitá italiana

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  3. Ma voi in che mondo vivete? Avete una ben che minima idea di quello che dite? Leggendo questo articolo mi rendo conto dell'ignoranza e della cattiva informazione che giunge dalle nostre parti. Informatevi bene prima di dare delle opinioni. Che vergogna! E ancor più vergogna deve avere chi ha scritto questo articolo.

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  4. Signore Folliero Lo sai quanti omicidi in 15 anni di Chiavismo ?250.000 tutti per toglierli un telefonino o un paio di scarpe anno 2013/ 25.000 lo sai quanti Italiani sequestrati e pagato riscatto e anche ammazzati? Lo sai quante propietà di Italiani Spagnoli Portoghesi gli anno invaso le loro propietà .
    LO sai Chiavez quante fattorie e aziente italiane a privatizato senza pagare il valore di queste propietà? Quale paese che in ogni anno chiude con inflazione di un 30% anno 2014 56% non seguo le riserve del banco centrale stanno in Cuba maneggiate dai culebroni Castro tuoi amici signore Attilio vergognati quello che tu dici chi non conosce la rialtà dei fatti può anche passarlo come comunista degli anni 50 ma no 2014 ..

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    1. Lo sai quanto per decenni è successo prima di Chavez,che non era certo in santo?....questo senza scomodare Folliero che la pensa come vuole...ma documenta.Document anche tu.
      la criminalità certo c'erra,ma si quanti omicisdi in 15 anni in USA? che c'entra poi...mah...
      Non credi che la stessa accusa fatta a Foliero possa essere rivolta a te?
      Era meglio lasciare il paese a colonia delle multinazionali e migliaia di persone in povertà assoluta.? Non mi risulta ci siano molti operai o contadini nelle agitazioni e se il popolo l'ha votato per anni,forse una ragione c'era.

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  5. Ciò che fa Folliero é semplicemente tradurre le notizie che rilascia il governo. L'informazione é guidata da loro
    Le stesse identiche notizie le ho viste ed ascoltate in quelle date mentre ero in Venezuela. Il famoso cecchino che avrebbe sparato contro i lavoratori che rientravano da una manifestazione é una bufala. Hanno mostrato il video dove avrebbero ripreso il cecchino sparare, quando semplicemente era un ragazzo sul tetto di un edificio indicando con il dito. Non si vede nessuna arma in mano e non era indirizzato in basso verso la folla.
    Inoltre, io stesso avendo partecipato alle manifestazioni ti posso garantire che ho visto operai e classe bassa partecipare,certo non massimamente a causa delle minacce che ricevono dai loro dirigenti pro-governo.
    Ci sono molte ingiustizie in Venezuela, ma ti sembra giusto che il popolo debba passare la fame? Non si trova: latte, uova, farina, pollo, carne, generi di prima necessità, carta igienica, mentre si regala il petrolio a Cuba.
    Un'ultima cosa, hai la totale certezza che il popolo lo abbia votato? Si é parlato di frode elettorale, si é proposto contare i voti per i dubbi che da il sistema elettorale del CNE (del governo con tecnologia cubana con sede in Cuba) ma non é mai stato fatto. Hanno la coda di paglia e lo sanno che ormai stanno per finire di dissanguare questo bel Paese.

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    1. Folliero esprime una sua opinione che può essere più o meno condivisibile...ma io ho cercato di illustrarti una sintesi più generale della storia di questo paese che bisogna sempre aver presente (come tanti altro nel latino-america) per capire il presente.
      Poi episodi singoli pro e contro una certa tesi,contano poco.Le domande a cui rispondere sono altre,come ad esempio quanto successo anni fa in Cile,in Aegentina....e forse si capiscono anche certi atteggiamenti.
      Come Folliero,anche tu sei parte in causa,quindi è facile che anche il tuo atteggiamento ovviamente sia di parte.
      A tutti risulta che le classi più povere abbiano avuto benefici,questo è innegabile,altrimenti non si spiegherebbe il voto per tanti anni.Fatto sta che questa è una rivolta,pure pilotata da fuori,della classe medio alta che si è vista penalizzata.
      Poi bisognerebbe chiedersi l'origine delle attuale crisi economica....prima il petrolio si regalava agli Usa...beh,sai,se si comincia a parlar di frodi elettorali,bisogna poi provarlo,altrimenti diventa solo una scusa.
      Questo bel paese,come dici,è stato dissanguato già molto tempo prima di Chavez,magari da quelli che ora manovrano il golpe,perchè di questo si tratta,essendoci un governo eletto.
      Insomma,la verità ha diverse facce

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    2. Anche tu johnny doe, sei sicuramente ben foraggiato, non so da chi, ma sicuramente ben foraggiato e alimentato per dire tante bugie e scemenze. Sia tui che Foliero siete mistificatori di professione, che con tal di intascare 30 sudici denari, vendereste vostra madre e i vostri figli. Il petrolio che il governo regala esclusivamente nell'ottica di comprare consensi non ti scandalizza; il petrolio che il governo vende a metá prezzo ai cinesi, solo perché glielo pagano (in huan e in dollari) prima del tempo, nemmeno ti scandalizza: peró ti strappi le vesti pér il petrolio che gli USA comprano al paese e che pagano al completo e religiosamente, quello si ti scandalizza. I brogli amico mio, non sono nelle ricevute di voto, ma nei registri dove a tutti i voti governativi non corrispondono né le impronte digitali, ne i numeri di
      cedula, né le firme dei votanti, senza contare tutte le irregolaritá di pressione dei paramilitari o tariffati del governo, senza contare la connivenza del CNE e di tutti i poteri per avvantaggiare l'ufficialismo. Smetto altrimenti faccio mattina perché non basterebbe un libro per descrivere tutto quello che nion va in questo páese, che da stella é diventato una stalla.

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    3. Vebbè,ho capito...ma non cv'era sciopero dei deficienti oggi?

      Glo Usa pagano religiosamente...!" Che coglione! lo hanno rubato per anni....! Ma basta.con questo cazzone.CIA boy..!..

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    4. La tua risposta conferma pienamente quello che penso di te. Ho risposto argomentando......tu invece in mancanza di argomenti, rispondi offendendo. Ti lascio al tuo destino, perché oltre ad essere offensivo sei anche un ignorante.

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    5. Tu nonm hasi argomentato un cazzo...ti sei solo limitate a dire che sia<mo venduti,perchè in disaccordo con te...quindi é la sola risposta che meriti...il solito coglione,prima lancia il sasso poi fa l'offeso....

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