sabato 28 settembre 2013

FINE DEL PIZZINARO LETTA....

Quello che auspicavamo è finalmente accaduto.Fine governo del mentitore e servo bilderberg Letta.
La maggioranza di governo pare essere arrivata al capolinea della sua infruttuosa esperienza.
I ministri del Pdl hanno infatti rassegnato le loro dimissioni aprendo la crisi di governo.
Intanto brindiamo....perchè serve una scossa profonda a questo paese imbambolato e incapace di reagire.
Più è forte e farà strillare i pennivendoli e i barzellettieri del rimpallo di responsabilità,e meglio é.
Della responsabilità,agli italiani non frega una mazza,è il risultato che conta.
Il governo usuraio,delle scartine megalomani Boldrini-Kyenge e della Santa Inquisizione Frocionica,è morto.
Cosa faranno ora Letta e Napolitano?

Qualunque cosa accada,è sempre meglio di questa demente stabilità,una scusa bugiarda con cui  definitivamente affossarci.Chissà che penseranno gli squali americani di questo burattino che fino a due ora fa cercava di rassicurali del loro saccheggio nel bel paese...!
Un coglioncino,un avvocaticchio di paese che si atteggiava a leader di una Nazione,....un quaquaraqua che solo dei media ormai arrivati al limite della decenza potevano avvalorare come premier...

Certo,si può ipotizzare uno scenario dove il caro estinto del Colle riaffidi l'incarico a Letta  il quale si presenta al Senato(alla camera si sa che non ci sono problemi numerici) e metta insieme una risicata maggioranza. Una maggioranza melting pot,  con senatori a vita, che verranno a votare con l'ossigeno e in barella,  qualche grillino innamorato del 27 del mese e qualche "responsabile" comprato dell'ultima ora.
Che so...un Quagliarello (che bel nome!), insieme a qualche scartina siciliana paramafiosa  o giù di li'.
Uno scenario da incubo, peraltro già visto e pure replicato. Ma evidentemente l'ammaestramento del passato non  dice nulla alle nostre "penne vermo-democratiche", che dai media continuano a bombardarci per assuefarci all'idea   di dover avere un governo, a qualunque costo. L'Europa ce lo chiede, Obama ce lo chiede, e tutto il Bilderberg ce lo chiede. Si deve privatizzare, perbacco ! Il resto, ovvero sessanta milioni di italiani è un dettaglio insignificante.

E già... anche perche' se questo governo non ha fatto un beneamato cazzo figuriamoci cosa potrebbe fare quello che si reggerebbe su due o tre voti ballerini..  Eppure, secondo cotanti crani pennivendoliani, quello stesso Letta, un traffichino della peggiore specie che ha fatto dell'intrigo e della menzogna il suo stile di vita, ...questo stesso identico Letta, , insieme  con Quagliarello Scilipoti e Razzi,  con due o tre grillini ubriachi e magari con la partecipazione di quell'altro bell'esemplare di banalità politica che è Maurizio Lupi, garantirebbe agli italiani il paradiso.
Solo un cretino lo può pensare....vero è che in questo momento abbondano.....
Sicuramente la salma del colle,tenterà un altro garbuglio,un Letta bis o simile,ma sarebbe la fine di tutti questi cialtroni...ve lo immaginate un governo pd,sel,e transughi vari alle prese con i problemi che ci sono? Gli amici degli usurai durerebbero 10 minuti,così ce li leveremmo dai coglioni per sempre....restano solo nuove elezioni,e stavolta ci potrebbero essere grandi sorprese per gli usurai europei...nonostante Renzi!

Vedremo...ma per ora in alto i calici...!!!

venerdì 27 settembre 2013

CHI UMILIA VERAMENTE L'ITALIA

 Eh no,caro presidente pizzinaro,troppo comodo cercare di nascondersi dietro la foglia di fico Pdl....!

Chi umilia veramente l'Italia è un premier che è trattato come l'ultimo cameriere degli usurai e che non ha nemmeno il coraggio di chiedere lo sforamento del deficit,come diversi suoi colleghi....patetico e solerte esecutore dei diktats dei suoi padroni usurai....chi umilia veramente l'Italia.è un premier che nulla ha fatto per alleviare la crisi del paese,nessuna riforma promessa,solo annunci e rimandi e che da mesi mente agli italiani sui conti e su tutto il resto.....chi umilia veramente....è un premier che ha detto di voler morire per Maastricht e vuol trascinare in questa sua follia pure gli italiani,...chi umilia veramente....è un premier che consente sconti pecuniari ai politici ladri e al gioco d'azzardo,mentre impone ulteriori tasse alla popolazione......chi umilia veramente... è la incapacità di un premier di fare una nuova legge elettorale promessa....chi umilia veramente.... è un premier membro del Bilderberg ,della Trilateral e che va a New York per completare la svendita del Paese ai suoi amici del club,svendita suo tempo iniziata dai suoi scellerati maestri....chi umilia veramente...è un premier inutile e immobile che tira a campare,come a suo tempo detto dal Financial Times......chi umilia veramente.... è un premier megalomane che dice: "Questo governo sta cambiando il paese"...,,pare non se ne sia accorto nessuno.....se non in peggio...


Letta: una vergogna italiana


Intervista rilasciata a Valentina Conte, pubblicata su la Repubblica lunedì 11 luglio 2011

"Il Pd si candida ad essere il country party, il partito dell’Italia.
E per farlo costruiamo un’opposizione alla Prodi-Ciampi, in termini di rigore e salvezza del Paese......E, certo, i mercati hanno capito che si tratta di una manovra da governo Leone, da esecutivo balneare, da aumenti della benzina. Si raccattano soldi un po’ ovunque. 
Al contrario, è arrivato il momento di cominciare a parlare di privatizzazioni. Penso a Poste, Ferrovie, Eni, Enel, Finmeccanica e alle 20 mila aziende partecipate degli enti locali. .....
Siamo agli sgoccioli. Berlusconi è alla fine. E a noi interessa salvare il Paese.....
Toccare le pensioni solo dopo aver tagliato i vitalizi dei parlamentari.....stiamo preparando delle proposte per rimettere in piedi la politica industriale»

Questo è il vero Letta,mentitore e sguattero degli usurai...si è visto come lui e il Pd salvano il Paese...!!!
il country party....buona questa...forse alludeva al Country Club....opposizione Pridi-Ciampi....deacula all'Avis....c'è ancora bisogno di esempi per definire quale ominicchio sia il nipotino...


Maggio 2013 - Telegraph :..Mercoledì ha promesso (Letta)di condurre la lotta contro l’austerità in Europa.

Chi se ne è accorto? Una barzelletta....


Financial Times (2013): "La nuova strategia europea di austerità morbida, di cui Enrico Letta appare oggi l’alfiere, è più che altro un’operazione cosmetica.....il principale cambiamento non sarà la politica in sé, ma il modo in cui viene venduta.Un buon esempio della nuova strategia basata sulle pubbliche relazioni è venuto dal discorso della scorsa settimana di Enrico Letta, il nuovo primo ministro italiano.
Ha inveito contro l’austerità, ma allo stesso tempo ha sottolineato il suo impegno per rispettare gli obiettivi di bilancio dell’Italia, come se le due cose fossero in qualche modo non correlate.

Metodo vaselina e menzogne....e imbonimenti da fiera sul principio di contraddizione...

giugno 2013.  Letta," non ho messo nuove tasse"

E le accise sulla benzina,la tassa sulla sigarette elettroniche, gli aumenti delle bollette,dei bolli,dell'iva sui gadget a supporto dei cartacei (aumento libri testo scolastici...visto i supporti acclusi) e l'aumento di un punto dell'anticipo Ires e Irpef  di novembre?
Ancora balle,sempre balle,fortissimamente balle..!


E' lui la vera vergogna,Letta Enrico......prima se ne va e meglio è per tutti....!!!

martedì 24 settembre 2013

UN GOVERNO DI IMBECILLI VENDUTI

Già nel precedente post "Il governo di Cric e Croc" avevamo definito questa accolita di servi usurai,chiamata governo,come dei puri folli ad aver emanato il progetto di svendita degli assets produttivi italiani,chiamato Destinazione Italia,richiamando in merito una semplice storia di quanto già accaduto in passato e che accadrà in futuro.
Manco a voler fare apposta,l'Alonzo iberico della nostra  storia si è subito materializzato nella Telco spagnola che si è bevuta la Telecom.
Notoriamente una azienda di caramelle,di nessuna importanza strategica.....
Giova fare una sintetica cronistoria di questa azienda e della sua dissennata operazione fatta dai maestri ispiratori del mentecatto Letta,maestri di cui questo rinnegato vuol completare l'opera generale di smantellamento dell'apparato produttivo di una nazione.
Ricordiamo che in quel periodo,l'Italia conquistò il record mondiale delle privatizzazioni: sui 460 miliardi di dollari del giro d'affari planetario di questo business negli anni '90,circa 100 miliardi di dollari erano imputabili a noi.
La vendita Telecom fu l'operazione piu' grossa mai conclusa in Europa
La privatizzazione della Telecom avvenne nell'ottobre del 1997. Fu venduta a 11,82 miliardi di euro, ma alla fine si incassarono soltanto 7,5 miliardi.
La società fu rilevata da un gruppo di imprenditori e banche., e al Ministero del Tesoro rimase una quota del 3,5%.
Il piano per il controllo di Telecom aveva la regia nascosta della Merril Lynch, del Gruppo Bancario americano Donaldson Lufkin & Jenrette e della Chase Manhattan Bank.
Dopo dieci anni dalla privatizzazione della Telecom, il bilancio era disastroso sotto tutti i punti di vista: oltre 20.000 persone sono state licenziate, i titoli azionari hanno fatto perdere molto denaro ai risparmiatori, i costi per gli utenti sono aumentati e la società è in perdita.
La privatizzazione, oltre che un saccheggio, veniva ad essere anche un modo per truffare i piccoli azionisti.
La Telecom , come molte altre società, ha posto la sua sede in paesi esteri, per non pagare le tasse allo Stato italiano.
Oltre a perdere le aziende, gli italiani sono stati privati anche degli introiti fiscali di quelle aziende.
La Bell, società che controllava la Telecom Italia, aveva sede in Lussemburgo, e aveva all'interno società con sede alle isole Cayman, che, com'è noto, sono un paradiso fiscale.
Mettere un'azienda importante come quella telefonica in mani private significa anche non tutelare la privacy dei cittadini, che infatti è stata più volte calpestata, com'è emerso negli ultimi anni.

Ora si è completata l'opera.E sentite che dichiara l'indegno presidente del consiglio degli usurai .

 «Guardiamo, valutiamo, vigileremo sul fronte occupazionale, ma bisogna ricordare che Telecom è una società privata e siamo in un mercato europeo...Vigileremo perché ci sia un massimo di attenzione ai profili occupazionali e agli aspetti strategici per l’Italia.... Tuttavia, vorrei ricordare a tutti quelli che stanno parlando in queste ore che Telecom è stata privatizzata, e che di tutte le privatizzazioni italiane non credo sia stata uno dei più grandi successi."

Ma brutto mentitore,che vuoi vigilare sugli aspetti strategici....non conti più una mazza come governo...!!
Ti ricordo (e pure a Grillo che straparla di bloccare la vendita coi soldi no tav...) che quando il bancarottiere De Benedetti cercò di impossessarsi di Suez,il governo francese gli fece un salame colossale...mentre la tua banda di coglioni non ha detto e mosso nulla prima,salvo saltar fuori ora a babbo morto.
Ma quali soldi,Grillo....! Un governo vero avrebbe bloccato e basta questa operazione e nazionalizzata questa azienda strategica,come hanno fatto e fanno tuttora i francesi in barba al libero mercato e altre simili fregnacce......a proposito di francesi,ci vediamo presto per Alitalia....
E il fatto che la precedente privatizzazione Telecom sia stata un fallimento,come pure tu affermi,non ti dice nulla sul demenziale progetto Destinazione Italia? O credi che i capitali esteri vengan qui a fare beneficenza e non i loro interessi che non sono quasi mai quelli nostri?
Quanto alla vigilanza su licenziamenti,campa cavallo....se licenziano che fai,coglione....solo altra cassa integrazione,solo questo puoi fare....o ingrossar le fila dei disoccupati..!

Noi fessi,eravamo restati alle sempre ambigue informazioni ,ora fasulle,sullo scorporo della rete fissa, all'ipotesi d'ingresso della Cassa Depositi e Prestiti, alla trasformazione di Telecom Italia da azienda nazionale di telecomunicazioni , alla necessita' di ingenti investimenti in infrastrutture per le reti di nuova generazione...
Poveri fessi...!
Ora tutti gli zombies parlamentari altan fuori dai loculi a dir  la loro,e pure gli inutili sindacati.....tutta gente che si fa vedere quando i buoi son fuggiti dalla stalla,come loro solito....i sindacati poi,incapaci in tre anni di distruzione del lavoro di un vero sciopero generale a difesa di chi rappresentano...! c'è da chiedersi a che servano,al servizio di chi sono e che strillano a fare ora.
"È un altro duro colpo per noi - confida il segretario generale della Uil Luigi Angeletti -, così perderemo un'altra delle poche, grandi imprese che ancora restano sotto il controllo italiano. E accadrà fatalmente quello che é naturale che accada: che nei prossimi anni, quando si tratterà di decidere dove investire lo si farà sulla base di interessi, legittimi, che però non risiederanno a Roma ma a Madrid"
Ma toh...bravo scienziato...che scoperta...si sveglia ora quest'altro zero? 
Non mi risulta poi che abbia detto nulla prima e su "Destinazione Italia"...il cui primo risultato é Telecom...!

Non meravigliamoci neppure dell'assenza di proteste da parte di di tanti fasulli miti culturali mediatici e giornalistici......il Pd e Repubblica,loro riferimenti, stanno con gli usurai europei....col libero mercato,non a caso D'Alema dichiara che la privatizzazione del 1997 di Telecom fu cosa buona....
"Ancora oggi penso che fu una scelta giusta quella di rispettare il mercato e consentire che una grande impresa italiana potesse essere acquistata come avviene normalmente in tutti i Paesi di democrazia liberale. È ridicolo fare discendere difficoltà e decisioni odierne da una vicenda che risale ormai a quasi 15 anni fa"
Ma chi è che parla,Monti? E invece,caro Massimino,bisogna proprio risalire al disastro di 15 anni fa,ai bei risultati  che ha prodotto questa privatizzazione negli anni seguenti,fino ad ora.

Panucci (Confindustria) 
.."quello che rileva non è la nazionalità del capitale né le bandiere, quello che rileva è che siano promosse le condizioni di concorrenza che peraltro ci sono un mercato come quello delle telecomunicazioni..."
Concorrenza per chi,utili per chi....? Ah già,non è indifferente che gli utili finiscano in Italia,aumentino gli investimenti e l'occupazione.....meglio che guadagni la Spagna...! Dio ci salvi da questo tipo di industriali boldriniani...!

Chiudiamo col pistola della compagnia,Zanonato : "é difficile sostenere che, con la salita di Telefonica in Telco, Telecom Italia diventi spagnola"
Eh già....é diventata eschimese....che roba,ragazzi....mandateci il vostro idraulico al governo,direbbe e farebbe certamente meno stronzate....

lunedì 23 settembre 2013

PUTIN ALL'ATTACCO....

L’Europa di Putin: identità, tradizione, demografia. Il discorso di Valdai censurato dai giornali.

Il destino della Russia e dell’Europa, le identità, il multiculturalismo, l’immigrazione: di questo han discusso politici russi (anche dell’opposizione) ed esperti di ogni paese riuniti a Valdai, ma di tutto ciò cos’è uscito sui giornali italiani? 
Nulla, se non una battuta scherzosa di Putin su Berlusconi “processato perchè si intratteneva con delle donne, ma se fosse stato omosessuale nessuno lo avrebbe toccato con un dito”.(non lontano dal vero)

Su questa boutade le nostre penne più famose si sono gettate in lunghi articoli scandalizzati contro la Russia, “omofoba”, “illiberale”, etc. ma non hanno scritto una riga sulle parti pregnanti del discorso ufficiale di Putin da cui sono emerse tematiche scottanti per anche per l’Europa sottomessa alla UE e sicuramente condivise da una larghissima fascia di italiani.
Senza dimenticare, inoltre, che nessuno di questi “indignati”, soprattutto di sinistra, ci ha spiegato come mai il Prof. Romano Prodi, colonna del centrosinistra e fresco candidato del PD alla presidenza della repubblica fosse lì, a Valdai, sorridente e amichevole al fianco di quel Putin che la stampa sinistrorsa definisce un dittatore.
E’ impazzito Prodi o scrivono menzogne i giornalisti “liberali e progressisti”?  Facile la risposta, ma andiamo oltre e arriviamo alle cose censurate ma interessantissime come il rapporto tra identità di popolo, identità di genere,demografia e immigrazione.

In Italia, a fronte di un generale calo demografico occidentale, la sinistra, e in particolare il ministro Kyenge, da un lato propone lo smantellamento anche semantico della famiglia tradizionale (con l’eliminazione delle parole “padre” e “madre”), dall’altro propone come “soluzione” l’arrivo incontrollato di immigrati che in teoria dovrebbero “ringiovanire” il paese e “arricchirlo”, ma che di fatto crea instabilità e rischia di trasformarsi in una forma di colonizzazione culturale con  le tradizioni autoctone che in alcune zone diventano minoritarie e gli abitanti nativi costretti ad adeguarsi a usi e costumi degli immigrati.

La Russia, invece, ha una visione del problema e soluzioni diametralmente opposte che Putin ha voluto chiarire:
“Gli Europei si stanno estinguendo. Non lo capite? E i matrimoni tra persone dello stesso sesso non producono figli. Volete sopravvivere attraendo immigrati? Ma la società non è in grado di integrare così tanti immigrati”.
La salvezza dell’identità nazionale e culturale, sta secondo il presidente russo, nella difesa della tradizione religiosa: “Senza i valori cardine della cristianità e delle altre religioni mondiali, senza le norme morali scolpite nei millenni, le persone inevitabilmente perderanno la loro dignità umana”.

Un processo di dissoluzione che la Russia rifiuta di adeguarsi e Putin critica quelle “nazioni Euro-atlantiche dove ogni identità tradizionale inclusa quella sessuale è rigettata… dove c’è una politica che parifica le famiglie con molti bambini a quelle omosessuali, il credere in Dio con il suo contrario”.
Poi ha raggiunto la summa di tanti discorsi che si intrecciano affermando una cosa che da noi è ormai vietato dire e addirittura pensare (ma non siamo nell’Occidente liberale?): “Ogni diritto delle minoranze deve essere rispettato, ma il diritto della maggioranza non può essere messo in discussione”.
Putin, dunque, da un lato lancia un programma di resistenza culturale valido per tutta l’Europa e dall’altro, pragmaticamente, afferma: “Ogni nazione approva le leggi che ritiene, ma lasciate fare alla Russia le proprie scelte secondo il nostro modo di vedere”.

Messaggio chiaro: non sono gradite intromissioni straniere con il pretesto della “democrazia” e l’opposizione interna, rappresentata a Valdai dal sindaco di Ekaterineburg, è invitata a un dibattito costruttivo nell’interesse nazionale e non a farsi strumento di quei gruppi di pressione esterni che in altre nazioni dell’est Europa e dell’Asia centrale hanno portato alle disastrose “rivoluzioni colorate”.
Non a caso Putin ha spiegato che l’Ucraina, sconquassata dalla famosa rivoluzione “arancione”, è liberissima di scegliere se far parte della UE o dell’Unione Doganale Eurasiatica, ma che se scegliesse la UE non potrà poi pretendere di interagire liberamente coi mercati russi e con Mosca lanciata nel progetto di integrazione eurasiatica:”un progetto- ha spiegato Putin- mirato alla protezione dell’identità dei popoli dello spazio Eurasiatico nel nuovo secolo e nel nuovo mondo”.

Gli eurasiatisti francesi amano parlare dell’asse “Parigi-Berlino-Mosca”, che non piace per nulla alla sinistra di Hollande, ma affascina Marine Le Pen e, per una pura coincidenza, uno dei politici stranieri più importanti invitati a Valdai era l’ex premier francese François Fillon, uomo della destra moderata, che in questi giorni in patria è stato criticatissimo perchè ha osato far capire che in caso di ballottaggio tra la Le Pen e la sinistra, lui potrebbe pensare di votare Marine. Una svolta epocale per la politica francese fondata sull’esclusione dei nazionalisti.
Proprio Fillon ha fatto a Putin la domanda dell’anno: “si candiderà ancora alle presidenziali del 2018?”. Il presidente ha detto che non lo esclude e tutta l’Europa identitaria che ormai lo vede come “faro” continentale ne è ben contenta.

(Max Ferrari)

http://bastacasta.altervista.org/p4303/

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Diciamo subito che Putin non è certo il campione dei diritti delle minoranze,nè un grande fan della democrazia.
A sua scusante si potrebbe dire che la Russia (come il Medioriente e molti Paesi asiatici) non ha nessuna tradizione democratica,ma (e molto più importante) una volta per tutte bisognerà pure affrontare il problema della democrazia e i suoi contenuti,anche riguardo all'Occidente.
Siamo così sicuri di vivere in una democrazia nel vero senso della parola?.possiamo oggi esaurire il discorso democratico con la libertà di stampa e di parola o col voto?
Proprio non direi.
Intanto,pare che oggi in Occidente la democrazia si coniughi essenzialmente su diritti dei gay,degli immigrati,rom,dei diversi d'ogni tipo,sulla libertà sessuale....e poco più....e molto meno,come Putin osserva,con quelli della maggioranza dei cittadini.
Diritti politici ed economici,ben più importanti,vengono allegramente e regolarmente confiscati,calpestando la Costituzione,senza che i sacerdoti democratici sollevino alcuna obiezione
In Paesi quasi completamente esautorati dalla sovranità politica,economica,monetaria ha senso parlare di voto e di democrazia?
E la libertà di Stampa e di parola,che valore assumono quando i media più importanti sono asserviti agli sgherri del potere usuraio e globalizzatore e ignorano quasi totalmente le voci discordanti,confinate essenzialmente nella Rete?
Siamo quindi molto sicuri di essere in grado di far le pulci ad altri?

Detto questo ed entrando nella tematica del discorso di Putin,occorre subito dire che vede molto più lontano dei nostri miopi campioni di corbellerie e vispe terese su cazzate distese.
Vede il pericolo di un completo smantellamento di Stati,istituzioni tradizionali ed individui.Vede il piano mondialista di distruzione economica delle nazioni,delle istituzioni di base della società (famiglia...) e infine degli individui,privati di ogni identità storica,culturale e spirituale...un meticciato universale di bruta forza lavoro senza radici da sfruttare come schiavi a vantaggio di queste elites criminali.I
n sintesi,la distruzione di popoli e secoli della loro  storia
Il tutto ben incartato con risibili libertà civili funzionali a questo piano criminale,mentre vengono confiscate le vere libertà di base politiche ed economiche...e i soliti coglioni applaudono..
Ed é quantomeno singolare che questa lezione ci venga da uno Stato che fino a pochi anni fa era considerato l'impero del male.

domenica 22 settembre 2013

IL VERMINAIO

A leggere quanto segue emerge il vero verminaio che accomuna questa vergognosa classe politica,a cominciare dai "diversi",dal "partito degli onesti",dal partito dello scandalo MPS,del partito di Penati,del partito della segretaria di Bersani,del partito dei 400 indagati in tutta Italia,del partito che non perde occasione per far la morale agli altri,senza avere alcun titolo come si vede...e peggiore di tutti,per doppiezza,ipocrisia ,intrallazzi e per il supponente e fasullo atteggiamento di superiorità morale.
Che dicono ora quelle befane del "se non ora quando" che protestavano contro i bunga bunga e non si accorgevano di avere questa ladra in casa?.
E date un occhio alle date,non più di un anno fa.
Naturalmente i pezzi da novanta non sanno mai nulla,non sapevano,poverini.....salvo incassare...

Un ennesimo esempio di come sarebbe governata l'Italia....metodo Umbria....
Il bello è vedere che questi politici son tutti presidenti di qualcosa....!
Un ennesimo esempio di come la soluzione di bonifica generale dovrebbe prevedere la pubblica cura Robespierre,con buona pace di anime belle,stomaci deboli e supporters di questa falsa democrazia vermocratica.
Sarà pur consentito,almeno ogni 200 anni,far tabula rasa,senza se e senza ma....ad exemplum populi et urbi et orbi!!
E non esagero.....ce li ritroveremmo sempre tra i piedi.....con lo stesso andazzo.
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MA LE DONNE IN POLITICA, SOPRATTUTTO QUELLE DEL PD NON ERANO TANTO DIVERSE DAGLI UOMINI? L'EGUAGLIANZA SIGNIFICA PARI OPPORTUNITA' DI FRODARE I CITTADINI CONTRIBUENTI?

Le donne del Pd sono anche moralmente superiori a quelle del Pdl che si sà, sostiene la vulgata, siano tutte di facili costumi.

E LE TANTO BLASONATE CERTIFICAZIONI ANTIMAFIA, COSTOSI POOL DI INTEGERRIMI PER LA LEGALITA' NON SI ACCORGONO DI NULLA ? MA CHI PENSANO DI PRENDERE IN GIRO?
Ditte in odor di mafia da tempo hanno preso gli appalti, possono giocare a fare le vittime ed intascare non solo il sostegno bipartisan dei loro padrini, ma anche i nostri soldi ovviamente.
Per mesi ogni giorno sui giornali mainstream si trovava un articolo dedicato al "sistema gelatinoso" nella ricostruzione dell'Aquila. In quel caso i personaggi coinvolti avevano una fede politica precisa. In questo caso, nei giorni immediatamente successivi alla retata, i giornali non hanno ritenuto "opportuno" approfondire alcunché, come accaduto nel caso MPS.

18/09/2013
TUNNEL DI FIRENZE, RETATA PER CORRUZIONE NEGLI APPALTI TAV

Da: “Il Fatto”

 L’EX GOVERNATORE UMBRO AI DOMICILIARI PER ESSERE A “CA P O ” DI UNA ASSOCIAZIONE A DELINQUERE: DA PRESIDENTE DI ITALFERR HA AGITO ANCHE CONTRO LA SOCIETÀ PUBBLICA

di Davide Vecchi

 "Parlo io con Anna (Finocchiaro) non preoccuparti”, “ora deve chiamarla Pier Luigi” (Bersani). La dalemiana Maria Rita Lorenzetti, 13 anni da parlamentare e due mandati da governatore dell’Umbria nonché membro della direzione nazionale del Pd, nominata presidente di Italferr, usava le amicizie politiche e la società pubblica del gruppo Ferrovie dello Stato per trarne “vantaggio personale”, “del marito” e della sua “squadra”. A scapito della stessa Italferr.

 Lo scrive il gip di Firenze, Angelo Antonio Pezzuti, nell’ordinanza di arresto emessa ieri a carico di Lorenzetti e altre dieci persone con le accuse di associazione a delinquere finalizzata alla corruzione e abuso d’ufficio nel-l’appalto per l’attraversamento di Firenze della Tav.  
AI DOMICILIARI con Lorenzetti sono finiti Gualtiero (detto Walter) Bellomo membro della commissione Via del ministero dell’Ambiente; Furio Saraceno presidente di Nodavia; Valerio Lombardi tecnico di Italferr; Alessandro Coletta consulente e all’epoca dei fatti membro del-l’Autorità di vigilanza sugli Appalti pubblici; Aristodemo Busillo della società Seli di Roma, che gestisce la grande fresa sotterranea “Monna Lisa” per realizzare il tunnel Tav sotto Firenze.
Una “squadra”, la definisce il Gip, ben collaudata e “più volte richiamata da Lorenzetti che riporta a un articolato sistema corruttivo”.

 Il sistema era semplice. E ben collaudato. “Lorenzetti – scrive il gip fiorentino – svolgeva la propria attività nell’interesse e a vantaggio della controparte Novadia e Coopsette, da cui poi pretendeva favori per il marito, e mettendo a disposizione le proprie conoscenze personali, i propri contatti politici e una vasta rete di contatti grazie ai quali era in grado di promettere utilità ai pubblici ufficiali avvicinati”.
Ed era Lorenzetti che faceva in modo, secondo la ricostruzione degli inquirenti, “grazie a modifiche normative e accomodanti disposizioni delle pubbliche amministrazioni a copertura dell’operato” della squadra, “la gestione degli scarti della fresa (per scavare il tunnel sotto Firenze, ndr)” (..) venisse “fatta in deroga alla disciplina sui rifiuti”. 
Inoltre a lei spettava “risolvere positivamente le problematiche insorte, anche penali, relative alla scadenza dell’autorizzazione paesaggistica dell’opera”; “ottenere il massimo riconoscimento possibile delle riserve contrattuali poste dagli appaltatori (Nodavia e le società subappaltatrici, ndr) per una maggiorazione delle spettanze economiche di centinaia di milioni di euro aggiuntivi rispetto al prezzo di aggiudicazione”, “ottenendo i favori e la disponibilità di pubblici funzionari coinvolti nel-l’associazione” a delinquere.

Che l’obiettivo sia far approvare il decreto per la gestione della collina Santa Barbara (dove stoccare i rifiuti), ottenere l’autorizzazione paesaggistica, aiutare il marito Domenico Pasquale (inserito negli appalti posi-terremoto in Emilia Romagna”), raccomandare gli amici o far nominare qualcuno in posti chiave, il metodo usato – ricostruisce il gip – è sempre lo stesso: “La ricerca di contatti affidabili”.   Lorenzetti si muove anche a Bruxelles. Al telefono con Grillo la presidentessa garantisce che neanche alla Ue ci saranno problemi. “I nostri uffici Bruxelles consigliano di attendere con fiducia senza forzare... (inc.) ... ovviamente Bruxelles... adesso io ... ecco un'altra cosa... eh... ho risentito... questi nostri uffici di Bruxelles... (...) ... che consigliano... eh... di... di... non... cioè di non scapizzare come dire... casomai di utilizzare visto che lì il parlamento è chiuso... (...) ... di utilizzare gli eurodeputati che com... che sono nella commissione Ambiente e Territorio... (...) ... in questo caso... o... Vittorio Prodi...”.  

LA RICERCA di appoggi si rivolge persino al Consiglio di Stato.

 Quando Valerio Lombardi apprende che il presidente di sezione di tale organo deve cambiare, invita, nel corso della telefonata del 18 aprile 2013, Lorenzetti a informarsi sul nuovo arrivato. Lei si riserva di chiedere ad Anna Finocchiaro qualcosa: “Adesso guarda sto andando al Senato perché devo andare a prendere un caffè con Anna... sento se lei conosce... lo conosce... se ha notizie da dove provenga... chi sia insomma”.
E coinvolge Finocchiaro anche in occasione del decreto del Fare che dovrebbe azzerare i cda delle controllate pubbliche. L’ex presidente di Palazzo Madama è più volte coinvolta da Lorenzetti. Il 27 luglio 2012 si accorda con Bellomo: “Io sto andando al Senato (...) io fra 5 minuti ci sono (...) ci vediamo lì da Anna... insomma via!”.


LO SPONSOR IN SICILIA   Bellomo:“Di’ a Bersani di rispondere al messaggio di Anna Finocchiaro. Oltre all’assessore Cocilovo potresti avere un altro assessore amico
USIAMO Vittorio Prodi  L’ex deputata Pd:“A Bruxelles dobbiamo usare i nostri che sono in commissione Ambiente e territorio, in questo caso Vittorio” (fratello di Romano,deputato europeo PD)

Il triangolo magico di Lorenzetti: lo Stato, le Coop, gli amici potenti

di Giorgio Meletti

  È il 3 dicembre 2012. Maria Rita Lorenzetti scrive al presunto complice Valerio Lombardi un sms: “Sabato sera sono stata a cena da Vissani per il suo compleanno e c’era Moretti che ha detto a D’Alema che io ero la sua pres preferita e ha chiesto a Massimo di darci una mano per la gara in Brasile”. C’è tutto il mondo dell’ex governatrice dell’Umbria in quel messaggio. L’amicizia con il cuoco più famoso dell’Umbria segnala il radicamento locale. Moretti è Mauro, numero uno delle Fs, che nel 2010 l’ha presa alla presidenza di Italferr, la controllata che sovrintende ai progetti. D’Alema è il riferimento politico di entrambi, a sua volta amico per la pelle di Vissani.  

TUTTO SI TIENE e tutto si confonde. La Seconda Repubblica riesce a dare colore politico a un cuoco, e nello stesso tempo rende intercambiabili i ruoli nelle istituzioni pubbliche, nelle società statali e negli affari, e a rendere il controllore amico del controllato, la guardia complice del ladro.  

La parola chiave è “competenza”. Lorenzetti, 60 anni, militante comunista da sempre, a 22 anni era già assessore nella natia Foligno, a 31 sindaco, a 35 deputata. È rimasta a Montecitorio per quattro legislature, dal 1987 al 2000, negli ultimi anni come presidente della commissione Lavori pubblici, proprio quando c’era da impostare la ricostruzione dell’Umbria dopo il terremoto, e quando il sottosegretario ai Lavori pubblici era un altro dalemiano di ferro, Antonio Bargone, oggi presidente della Sat, la nuova autostrada tirrenica (un altro politico che si fece manager).   Nel 2000 Lorenzetti diventa governatrice e regna per dieci anni, poi resta a piedi perché è vietato il terzo mandato.
E qui la soccorre Moretti, in piena era berlusconiana, ma sappiamo che non è un problema: presidente di Italferr, la società che, come si legge nel sito, “è fortemente impegnata nella progettazione e nella realizzazione di opere compatibili a livello ambientale e con i bisogni e le attese espresse dalla collettività”.  
Ci diranno adesso i magistrati di quale collettività si interessasse la presidentessa. Di sicuro c’è una variegata collettività in cui tutti fanno tutto e lei, che dovrebbe difendere ambiente e denaro pubblico, ha lo stesso tono complice anche con inquinatori, appaltatori e pubblici ufficiali infedeli.  

“LA SQUADRA”, la chiama lei, ossessivamente, nelle telefonate in cui si compiace dei risultati ottenuti. Come quello di far fuori l’architetto Zita, il dirigente della Regione Toscana che si ostina a considerare rifiuti (da trattare come tali) i materiali di scavo grattati via dalla fresa per il tunnel ferroviario sotto Firenze.
Zita è “uno stronzo”, squittisce la signora al telefono. Infatti viene fatto fuori e l’assessore toscana all’Ambiente, Rita Bramerini, dice ai magistrati che la decisione l’ha imposta il governatore Enrico Rossi, con sua sorpresa, motivandola “in termini generici con la necessità di accelerare le pratiche”.  
Se passa l’idea che i materiali di scavo sono rifiuti ci saranno costi aggiuntivi per la società che scava il tunnel, la Coopsette. E la Coopsette è una punta di diamante del mondo delle cooperative cosiddette rosse (ormai solo per il colore dei protettori politici).
Ma la Coopsette è anche azionista chiave della Holmo, primo azionista della Finsoe, che controlla la Unipol, che è stata chiamata da Mediobanca a salvare la Fonsai di Salvatore Ligresti. 
Una trasversalità infinita tra aziende che sanno compensare i propri interessi anche se appartengono a galassie politiche diverse, e trovano sempre nelle istituzioni orecchie attente sia che governi il rosso sia che governi il nero. E così il 17 gennaio 2013, quando scoppia lo scandalo con gli avvisi di garanzia, Lorenzetti telefona al capo Moretti e parla chiaro: “Siccome so come ci si deve comportare in questi casi io domani stesso ti mando fa mia lettera di dimissioni”.


Lorenzetti, il crollo di una diga nel sistema “SìTav”

Raccolta di articoli da CortoCircuito

I nostri lettori sanno che non siamo dei fanatici delle intercettazioni… Però qualche volta aiutano a comprendere il funzionamento di un vero e proprio sistema politico-imprenditoriale che non ha molto da invidiare alla mafia. Magari non uccide, ma stronca le carriere di chi fa onestamente il proprio lavoro di “garanzia dell’interesse pubblico”. Intercettazioni che illuminano sulla formulazione dei “pareri” sull’impatto ambientale di questa  o quell’opera, di un certo sversamento.
Qui si parla del Pd, dei suoi vertici, ma sembra di stare tra i berluscones.
Anche le donne, in questa storia, non appaiono affatto migliori dei maschi. E’ il successo della “cattiva parità di genere”, la condivisione dell’identica corruzione morale, l’assenza di “spirito pubblico”, il deserto dei valori; il contrario di quel che sarebbe stato auspicabile.

Qui si parla delle stesse operazioni che stanno dietro ai lavori in Val Susa, cambia solo l’ambiente geografico. Si tratta dello stesso rapporto tra “imprese amiche” e “politici amici”, della stessa capacità di usare media “disponibili” per imporre la “centralità dell’opera” o la criminalizzazione di chi la contesta. Dell’identica propensione a manipolare i “poteri terzi” delegati a sorvegliare che tutto proceda secondo leggi, regole, utilità pubblica, buon senso.
Se il procuratore Caselli avesse preso di mira con identica sollecitudine il “sistema mafioso Sì Tav”, anzichè il movimento No Tav, sarebbe probabilmente arrivato a conclusioni assai simili…


Walter Bellomo una delle figure chiave per l’accusa, che, si legge, “si propone come uomo di fiducia nella commissione ministeriale Via dando ampie rassicurazioni e mettendosi a disposizione per risolvere il problema della classificazione come rifiuto degli scarti della fresa, declassificandolo, e per superare il contenuto della delibera della Regione Toscana che ribadiva tale classificazione”. E’ chiaro dunque, per la Procura, quali favori mirano ad ottenere “Bellomo – si legge tra l’altro – sponsorizza Corezzi presso la Regione quale uomo che ha dato una mano per il parere per svincolare gli scarti della fresa dal regime dei rifiuti e che merita di essere premiato”.

Ed è ancora Bellomo, in un’altra occasione, che “ne approfitta – si legge nelle carte – per chiedere alla Lorenzetti un interessamento per un posto di lavoro per una sua parente che vive a Terni“. La Lorenzetti “assicura il suo interessamento” garantendo di conoscere molto bene Giorgio Raggi della Coop CentroItalia che è “un amico mio carissimo”.
Maria Rita Lorenzetti si attiva anche oltre i confini. Perfino all’Unione europea, dove dice di avere ancora buoni agganci. “Lo capirai! Bruxelles – dice al telefono con il tecnico Italferr Valerio Lombardi il 4 maggio 2012 – l’ho bastonata perché ai tempi di Prodi quando c’era ancora la partita del terremoto qua… insomma siamo riusciti a portare a casa parecchie cose“.
E aggiunge: “Un po’ di gente la conosco lì… mi farò dire con esattezza dove sta in modo tale da vedere… . Casomai un attimo ci facciamo una girata su”.
A mettere loro i bastoni tra le ruote però ci pensa un funzionario della Regione Toscana. Nella telefonata del 12 aprile 2012, Maria Rita Lorenzetti viene informata da Lombardi dell’esistenza di una “bozza di verifica” destinata a creare “qualche problemino”. “Ieri – le comunica – abbiamo avuto una riunione in Regione Toscana nella quale ci hanno detto che vabbè… il terreno proveniente dalla fresa è un rifiuto e questo è scontato”.
La presa di posizione della Regione scatena la loro rabbia verso il funzionario che ha proposto la bozza, definito “stronzo” e “bastardo“. Lombardi spiega alla Lorenzetti che il funzionario “è certo di ricevere pressioni politiche” per fare un passo indietro. Ma che non ha intenzione di cambiare idea. Quel funzionario “scomodo”, poi, viene allontanato dalla Regione e per loro è una vittoria. “Sai che lo hanno cacciato?” dice Valerio Lombardi il 29 giugno 2012 al collega di Italferr Antonello Martino. Lui commenta ridendo: “Se non altro nell’area di Firenze siamo riusciti a togliere uno stronzo (…) se non altro abbiamo levato di mezzo un coglione”.
Perché l’obiettivo degli indagati, per gli inquirenti, è chiaro: non avere ostacoli per portare le terre di scavo della Tav alle ex miniere di Santa Barbara a Cavriglia, in provincia di Arezzo. Sulla scelta, scrivono infatti, “la commissione Via ministeriale pilotata da Bellomo dà parere favorevole a una seconda collina a Santa Barbara sulla scorta delle analisi e dei pareri (del tutto inattendibili)…con il preciso intento di far apparire l’assenza di problemi ambientali”.
da Il Fatto Quotidiano

Lunedì 16 settembre

Ore 20 - Il presidente di Coopsette Fabrizio Davoli, in una nota, ha spiegato che la cooperativa di Castelnovo di Sotto “prende atto dei provvedimenti che la procura della Repubblica di Firenze, nell’ambito delle indagini in corso sui lavori della Tav nel capoluogo toscano, ha adottato questa mattina, alcuni dei quali riguardano dirigenti della cooperativa” ma “ribadisce di avere sempre agito con correttezza e nel pieno rispetto delle normative vigenti”. Per questa ragione, “nel rispetto del lavoro della magistratura”, Coopsette “è convinta che il procedimento penale dimostrerà la piena estraneità della società, della controllata Nodavia e dei propri dirigenti rispetto a qualsiasi tipo di illecito. Auspicando che il procedimento in corso possa svolgersi in tempi rapidi, Coopsette continuerà a rimanere a piena disposizione degli organi inquirenti”.

Ore10 - L’ex presidente della Regione Umbria, Maria Rita Lorenzetti (Chi è Maria Rita Lorenzetti), è stata arrestata nell’ambito dell’inchiesta sul nodo fiorentino della Tav. La 60enne presidente di Italferr, società delle Ferrovie che opera nel settore dell’alta velocità, è accusata di abuso di ufficio, corruzione e associazione a delinquere.
L’esponente del Pd, alla Camera per quattro legislature e alla guida della Regione Umbria per due mandati (dal 2000 al 2010), ha sempre sostenuto la correttezza del proprio operato. Nelle 400 pagine di ordinanza di custodia cautelare viene ipotizzato il rischio di inquinamento probatorio.
L’indagine della procura di Firenze aveva iscritto nel registro degli indagati 31 persone e a gennaio i carabinieri del Ros avevano eseguito perquisizioni in tutta Italia, compresi casa e ufficio della Lorenzetti, la quale da questa mattina è ai domiciliari nella sua abitazione di Foligno. L’indagine era partita nel 2010 dopo alcuni accertamenti del Corpo forestale dello Stato.
Agli arresti sono finiti anche il presidente di Nodavia Fulvio Saraceno, già iscritto nel registro degli indagati, mentre sono scattati gli arresti domiciliari per il geologo e componente della commissione Via del ministero dell’ambiente Valter Bellomo, per Valerio Lombardi di Italferr, per il consulente ed ex componente di un’autorità di vigilanza sugli appalti pubblici Alessandro Coletta e per Aristodemo Busillo della società Seli. Sono invece stati interdetti dalle rispettive attività 3 manager del gruppo Coopsette: Alfio Lombardi, Maurizio Brioni e Marco Bonistalli.
Nelle carte dell’inchiesta fiorentina relativa, in particolare, alla tratta Firenze-Bologna e ai presunti materiali scadenti utilizzati per la costruzione della galleria, all’ombra della camorra sullo smaltimento dei rifiuti di cantiere e al sospetto di favori negli appalti alle coop rosse (associazione per delinquere finalizzata alla truffa aggravata a danno degli enti pubblici, frode in pubbliche forniture, corruzione e traffico di rifiuti i reati ipotizzati), era emerso anche il nome della cooperativa reggiana Coopsette.
Al centro delle indagini degli inquirenti, infatti, c’è Nodavia, la società che ha vinto la gara per realizzare il nodo fiorentino della Tav. Di questo gruppo fanno parte Ergon e Coextra, la capofila è Coopsette. Proprio Coopsette, attraverso la controllata Nodavia, sta realizzando l’intera opera, un primo lotto per superare l’interferenza con la linea tradizionale e un secondo lotto di cui fanno parte il vero e proprio passante sotterraneo, la nuova stazione AV e le aree di stoccaggio.
da http://24emilia.com


Da http://dadietroilsipario.blogspot.it/2013/09/tav-il-triangolo-magico-di-lorenzetti.html



Fiorenza Sarzanini per "Il Corriere della Sera"

Nel settembre 2012 ci fu un pesantissimo scontro politico per la nomina del presidente dell`Authority per i Trasporti anche all`interno del Partito democratico.
I retroscena di quella disputa emergono dalle intercettazioni allegate agli atti dell`inchiesta di Firenze che nei giorni scorsi ha fatto finire in carcere Maria Rita Lorenzetti, l`ex governatrice dell`Umbria poi diventata presidente della società Italferr, accusata di corruzione.

Fu proprio lei, a chiamare Enrico Letta - all`epoca vicesegretario del Pd - per lamentarsi della sua mancata nomina al vertice dell`Ente di vigilanza e garanzia. 
«La Lorenzetti - annotano i carabinieri del Ros delegati all`indagine - riteneva che il suo nome fosse invece sostenuto principalmente dalla senatrice Anna Finocchiaro».

E dunque, quando vede sfumare la propria candidatura chiama Letta che risponde: «Lì c`è uno scontro dentro il Pdl, nel senso che dentro il Pdl mio zio, che difende De Lise a spada tratta, dice "muoia Sansone con tutti i filistei", quindi se fate fuori De Lise saltano tutti».
 Il riferimento è a Pasquale De Lise, il presidente del Consiglio di Stato ritenuto favorito perché sponsorizzato dagli uomini più vicini a Silvio Berlusconi, ma alla fine escluso proprio per l`ostilità manifestata dalle opposizioni.

Aggiunge Letta durante la telefonata: «Ho l`impressione che ci sia stata un po` di superficialità nella gestione della cosa. Io so per certo che siccome questa non è come l`Autorità della privacy che sono i partiti che si mettono d`accordo e fanno i nomi, questa è una nomina del Governo e io so per certo che il Governo non farà mai una terna tra virgolette politica».

L`attuale premier in un`altra telefonata con la Lorenzetti le spiega anche che «abbiamo fatto una figuraccia» perché Mario Sebastiani «è venuto da noi, da me e da Bersani, dicendo "voi mi avete garantito, tirato fuori eccetera e adesso sento dire che salta l`operazione perché il Pd ha altri candidati", perché dentro la commissione questo è quello che gli hanno detto».

Alla collega di partito Letta spiega che c`è una «divisione nel Pdl, rispetto a questa cosa è partito Vito Riggio, presidente dell`Enac, come un ossesso, immaginando di poter fare lui l`operazione... questo per recuperare la presidenza. Dopodiché io non so la tua cosa come sia nata. Dopodiché, diciamo, il meccanismo che si è messo in moto è stato quello di un forcing pesante, questo forcing a noi ha creato due ordini di problemi, il primo la figuraccia con Sebastiani e per un altro verso, che è il tema più rilevante di cui questa cosa... l`ho detta ad Anna, ho l`impressione che ci sia stata un po` di superficialità nella gestione della cosa».

In serata da palazzo Chigi si tiene a precisare che «non c`è bisogno di intercettazioni perché è noto a tutti coloro che in quei giorni si occuparono della vicenda, che Enrico Letta da vicesegretario del Pd si batté contro nomine politicizzate per una Authority che, invece, a suo avviso, doveva e deve avere una forte caratura tecnica. In particolare Letta si pronunciò contro la candidatura della Lorenzetti (ah,ah...), così come contro quella di tutti coloro che avrebbero politicizzato l`Authority».

Le cronache di quei giorni fanno emergere lo stallo durato quattro mesi per cercare di eleggere De Lise e poi, proprio a settembre, la decisione di ritirare la terna di candidati della quale - oltre al presidente del Consiglio di Stato - faceva parte proprio Sebastiani.

sabato 21 settembre 2013

IL GOVERNO DI CRIC E CROC...

In questi giorni si fa un gran parlare del piano del governo "Destinazione Italia" per attrarre in Italia investimenti esteri. Il tutto mentre non ci si preoccupa delle imprese italiane che muoiono o si trasferiscono all’estero.
Cric e Croc,amici del giaguaro....bisogna proprio dire che siamo in mano a dei pazzi,ma molto più verosimilmente ad esecutori degli interessi dei loro amici usurai,avvoltoi che stanno volteggiando sulla carcassa Italia.

UNA STORIA SEMPLICE

L’azienda A, italiana che opera in Italia, offre lavoro a 10 persone. Ad un certo punto della sua attività, siccome il governo italiano ha bisogno di quattrini, gli impone il 60-70% di tasse e la condanna a morte certa.
Visto che le ragioni della sopravvivenza prevalgono sempre , il signor Rossi, titolare dell’azienda che esiste da molte generazioni, un bel mattino, si alza e decide di licenziare tutti i suoi collaboratori e trasferire all’estero la sua azienda, poiché, oltre ad avere condizioni decisamente migliori per svolgere la sua attività, ottiene anche il rispetto in quanto imprende generando ricchezza, e offrendo slancio al benessere collettivo.
Quindi, l’azienda chiude in Italia e riapre in Svizzera.

Risultato: dieci persone disoccupate in Italia che, nei prossimi anni, dovranno essere sussidiate dagli altri contribuenti rimasti in Italia. Quindi, aggravio di spese per lo stato italiano, minori consumi, calo della domanda interna, minori entrate tributarie ed aumento del debito.
Perché non si hanno più introiti (che prima si avevano) per mandare avanti la macchina statale.
Sorge il problema.

Ma siccome al governo ci sono tutti volponi, allora possiamo stare tranquilli.Infatti, ecco arrivare la soluzione.
Un bel mattino CROC-Saccodanni, che è ministro del governo, dopo una notte insonne passata a pensare e ripensare, prende e si alza esclamando:
“Cazzo! E’ proprio vero che la notte porta consigli. Ho avuto un’idea geniale! Sai che faccio? Anziché occuparmi di quei morti di fame di imprenditori italiani che crepano e delocalizzano e per di più brutti, sporchi ed evasori, pianifico una bella campagna di incentivi a carico dei contribuenti rimasti, e così attraggo aziende estere che vorranno investire in Italia...... 
Se ne vanno gli imprenditori italiani migliori che si valorizzano altrove? E noi facciamo venire al loro posto quelli stranieri che tenderanno a farsi i cazzi loro...."

L’indomani c’è il consiglio dei ministri.
Infatti CROC  porta l’idea al CdM e tutti gli altri babbuini, che siedono attorno al tavolo insieme a lui, salutano l’idea con grande entusiasmo, plaudendo ed esultando.
CRIC-LETTA ,il presidente dello zoo,non sta più nella pelle...."e poi dicono che non facciamo nulla..!!....che non abbiamo idee...!!" 
Vero:infatti  l’idea che ha partorito la mente illuminata di CROC, secondo loro, potrà consentire di avere salva la poltrona per qualche tempo in più.
"Tanto i principali mass-media li abbiamo in mano noi: presenteranno "Destinazione Italia" benignamente ed acriticamente...in base alle nostre "veline"...L'italiota medio forma ancora la sua opinione sulle cazzate che gli propiniamo tutti i giorni...è pazzesco ma la cosa funziona ancora...." -  questo si dicono i nostri

Nel frattempo, il sig. Rossi, titolare dell’azienda A, prima italiana ma ora delocalizzata in Svizzera, siccome in quel luogo è stato accolto bene, ha deciso di trasferire anche la sua famiglia in Svizzera.
Quindi, oltre ad aver lasciato sul lastrico i suoi dieci collaboratori italiani e le loro famiglie, da qui in poi, spenderà in Svizzera anche il suo reddito. Stessa cosa farà la sua famiglia.

Risultato: il Pil della Svizzera aumenta, quello dell’Italia cala ulteriormente, e con esso calano anche le entrate tributarie. 
La fantastica e geniale idea comincia a dare i suoi primi frutti.....

Ma nessun problema. A raddrizzare le sorti dell’Italia ci pensano CRIC e CROC e i loro babbuini.
Varano  il pacchetto di incentivi "Destinazione Italia" e tutti e due si mettono a girare il mondo (sempre a spese dei contribuenti italiani rimasti) per pubblicizzare  e far conoscere questi incentivi al mondo dell’imprenditoria estera.(visto che la ripresa e i dati forniti da questi indegni sono falsità....ci hanno provato,ma è andata male...smentiti dai dati reali come asini)

Un bel giorno CRIC, rientrato dal Giro Show, riceve una telefonata......
E’ Alonzo: un tizio spagnolo che, essendo stato travolto dalla crisi spagnola e avendo terra bruciata in quel luogo, decide di cogliere al volo l’offerta dei babbuini italiani, trasferendosi in Italia e aprendo  un’impresa.Siccome, in Spagna, Alonzo è stato furbo, ha anche qualche risparmio per poter iniziare la nuova attività in Italia.
Quindi si trasferisce e apre un’impresa assumendo 10 persone: lo stesso numero che aveva licenziato Il Sig. Rossi qualche mese prima.

Per CRIC e CROC è un grande successo: arrivano capitali esteri, la disoccupazione diminuisce, ripartono i consumi e lo stato può incassare più tasse.

Ma c’è un problema che non viene considerato dal geniale e illuminato duo.
Crede che la fiscalità di favore riservata per qualche anno ad Alonzo, abbia consentito di riassorbire la disoccupazione creata da quel lestofante di Rossi. Quindi, egli ritiene che la ricchezza prodotta ora in Italia sia uguale alla ricchezza che produceva il Sig. Rossi con i suoi 10 collaboratori.
Ma questo non è vero!
E non è vero per il semplice  fatto che Alonzo, siccome non si fida dell’Italia, contrariamente al Sig. Rossi che si fida della Svizzera, ha lasciato la sua famiglia in Spagna. Quindi, gli utili che produce in Italia vengono trasferiti in Spagna per essere spesi lì dalla sua Famiglia.

Risultato: minore crescita in Italia, maggiore crescita in Spagna, aumento degli squilibri tra i due paesi.
Sebbene CRIC pensi di aver risolto il problema, presto si accorge che c’è qualcosa che non va e che i conti non tornano.
Le entrate tributarie non riescono a coprire le spese e decide di aumentare le tasse. Rompe il patto con Alonzo e le aumenta anche a Lui.

Un giorno Alonzo si sveglia incazzato, e si accorge che l’Italia non è troppo diversa dalla sua Spagna. Allora decide di ritornarsene là,  dove era venuto. 
Ma non prima di aver fatto bottino.Allora ordina grandi quantitativi di merci da fornitori italiani, le rivende sottocosto, non paga i fornitori, i collaboratori, non paga le tasse e se ne ritorna in Spagna lasciando il genio CRIC con il cerino in mano.

RISULTATO IN SVIZZERA: Rossi fa grandi affari, offre lavoro a 10 persone, consuma il suo reddito in Svizzera e vive come un Re, contribuendo alla ricchezza di quel luogo e allo slancio sociale delle persone che vivono in Svizzera con lui.
RISULTATO IN ITALIA: Un’impresa in meno, fornitori di Alonzo prossimi al fallimento perché non sono stati pagati, 10 disoccupati in pianta stabile, calo dei consumi, calo del gettito tributario, taglio ai costi dei servizi sociali sempre più scadenti, esplosione di debito e poi bancarotta.

E CRIC-CROC? Due pirla....ma ancora premier e ministro....

NB - e questa storia non é nuova, già successa tempo fa nel Belpaese....in Grecia,Spagna....


Storia rimaneggiata da : http://finanzanostop.finanza.com/2013/09/20/ecco-come-non-funziona-in-italia/?utm_medium=referral&utm_source=pulsenews


Questa ce l'ha inviata un commentatore del blog....in tema


mercoledì 18 settembre 2013

DRAGHI: “TAGLIARE I SALARI NELL’EUROZONA”

 Come al solito,occorre cercare con pazienza in rete e scovare notizie che non trovi da nessuna altra parte,opportunamente occultate dai media di regime.

Il Presidente della Bce Mario Draghi ha preso parola in una conferenza dall’oscuro titolo “l’Europa e l’euro – un affare di famiglia”, organizzata dall’impronunciabile Bundesverband der Deutschen Industrie and Bundesvereinigung der Deutschen Arbeitgeberverbände. (16 September 2013)

http://www.bis.org/review/r130916b.pdf

E che dice Draghi?
Molto semplice: le nazioni europee, soprattutto quelle in difficoltà, devono procedere attraverso un taglio dei salari dei lavoratori, col fine di aumentare la loro competitività (delle nazioni, s’intende).
Parole che pesano come un macigno nello scenario europeo: dopo la proposta del FMI di tagliare i salari del 10% in Spagna (e “moderarli” Francia - http://eurocrazya.wordpress.com/2013/08/06/fmi-alla-francia-moderare-salari-e-tagliare-welfare/) e il conseguente endorsement del vice-presidente della Commissione Europea, nonché commissario europeo per gli Affari economici e monetari, Olli Rehn (http://eurocrazya.wordpress.com/2013/08/03/fmi-tagliare-i-salari-in-spagna/), ora anche il terzo membro della Troika si schiera.

Ecco la traduzione del passaggio fondamentale del discorso di Draghi:

"La competitività può essere misurata in più modi, ma fondamentalmente è il confronto tra costi relativi e produttività relativa. All’interno dell’eurozona, dal momento che ogni stato condivide lo stesso tasso di cambio, una misura chiave di competitività è il costo relativo del lavoro in relazione alla produttività relativa – in altre parole, il costo unitario del lavoro.
Nella prima decade dell’unione monetaria, non si è prestata attenzione al costo del lavoro e alle sue implicazioni sulla competitività. Questo perché c’era la falsa presunzione che i conti delle partite correnti non fossero importanti in un’area con una moneta unica. Il risultato è stato che sono emersi squilibri di competitività. Abbiamo visto salari e produttività procedere su trend divergenti in molti paesi dell’eurozona. Per qualcuno di essi è venuto a crearsi un significativo gap di competitività che ha prodotto grandi deficit delle partite correnti.

Perché tutto ciò è importante?

Non solo perché persistenti deficit delle partite correnti creano delle vulnerabilità, come la dipendenza da finanziamenti esterni e un settore bancario super-indebitato, ma anche perché, a partire dal 2008, quei paesi che erano più competitivi hanno in media goduto di margini maggiori, minori livelli di debito pubblico, più crescita e più occupazione.

Chiudere il gap di competitività

Un modo per riacquistare competitività velocemente è quello di focalizzarsi sul numeratore del costo unitario del lavoro i salari nominali. Un ulteriore approccio a lungo termine è quello di aumentare il denominatore – e cioè di raggiungere livelli più alti di produttività
A mio parere, oggi nell’eurozona abbiamo bisogno di entrambi.

Sul primo numero (salari nominali, ndr), nell’eurozona ci sono già incoraggianti segnali di riequilibrio in termini di competitività di costi.  In parte grazie alle riforme strutturali introdotte da diversi paesi, sta avvenendo un aggiustamento dei costi relativi, dopo che questi sono stati disallineati in passato......Ecco perché la sfida di lungo periodo di aumentare il livello di produttività è altresì fondamentale. Mentre l’aggiustamento dei costi aumenta la competitività solo in maniera relativa, gli aumenti di produttività, incrementando la crescita, possono beneficiare tutte le nazioni."


Ricapitoliamo: in un primo momento, Draghi ammette implicitamente che la causa della crisi non è l’eccessivo indebitamento pubblico dei PIIGS, cosa peraltro ormai ampiamente risaputa. No, la crisi è stata innescata da un eccessivo indebitamento del settore privato delle nazioni periferiche, in particolare del loro settore bancario, che ha aperto le porte a enormi (e incontrollati) afflussi di capitale che, ovviamente, hanno fatto nascere, usando le parole di Draghi, “grandi deficit delle partite correnti”. 

Questa è quindi la diagnosi ormai accettata anche dai più alti membri del PUDE. Passiamo alla cura: come uscire dalla crisi? Per non dare troppo nell’occhio, Draghi propone due vie: quella del taglio salariale e quella dell’aumento della produttività. La seconda, però, viene bollata come “misura di lungo periodo”: in poche parole, dato che siamo con l’acqua alla gola, lasciamola perdere e concentriamoci sulla prima.

Qual è l’esempio portato dal Presidente della Bce? La Spagna, ovviamente, la quale, come già precisato sopra, è stata oggetto di una precisa richiesta da parte del FMI appoggiata dalla Commissione Europea: tagliare i salari del 10%.

Conclusione - Le parole di Draghi non sono affatto sorprendenti per chi ha aperto gli occhi già da un pezzo: in assenza di un tasso di cambio flessibile, shock esterni devono essere assorbiti dalla forza lavoro attraverso disoccupazione di massa e tagli salariali: la cosiddetta svalutazione interna.

Cari lettori, a questo punto sarete portati a pensare che tutte le maggiori testate giornalistiche italiane riportino le parole di Draghi con titoli funesti, del tipo: “Draghi, taglio dei salari unica soluzione”, o “La Bce ai governi europei: tagliate gli stipendi dei lavoratori”.
Invece no: tutti i maggiori quotidiani nazionali hanno ovviamente scritto che Draghi ha tenuto un discorso, senza però scrivere nemmeno una parola sulla proposta fondamentale fatta dal Presidente della Bce.

Il Corriere, la Repubblica, la Stampa, il Messaggero, il Secolo XIX,il Giornale e persino il Fatto Quotidiano. Tutti che blaterano di riforme, competitività, eccetera, facendo acrobazie per non menzionare quello che è il vero messaggio di Draghi.
Insomma, la solita mala informazione infarcita di leccaculismo e sottomissione al dogma unico del PUDE. (Partito Unico Dell'Europa)

http://www.corriere.it/economia/13_settembre_16/draghi-ripresa-fragile_5508c1a0-1eb0-11e3-808f-8b9926394b81.shtml
http://www.repubblica.it/economia/2013/09/16/news/draghi_tassi_interesse_crescita_occupazione-66620612/
http://www.lastampa.it/2013/09/16/economia/bce-draghi-ripresa-fragile-disoccupazione-troppo-alta-R2jxKZBkN044e6JhPXU0tJ/pagina.html
http://www.ilmessaggero.it/ECONOMIA/mario_draghi_bce_crisi_deficit_pil_riforme_borse_spread/notizie/326714.shtml
http://www.ilgiornale.it/news/economia/draghi-situazione-delleurozona-migliora-debito-alto-950598.html
http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/09/16/eurocrisi-draghi-situazione-migliorata-ma-economia-resta-fragile/712726/


da

EUROCRAZYA

 - http://eurocrazya.wordpress.com/2013/09/16/draghi-tagliare-i-salari-nelleurozona/


Aggiornamento del 17 settembre, ore 21.09 
Segue anche questo brutto ceffo....Olli Rehn

"L'Italia, come la Francia e la Finlandia, è tra i paesi dell'Unione europea che non sono ancora riusciti a bilanciare la dinamica dei salari e della produttività.Bisogna rimettere equilibrio con un mix di misure su retribuzioni e produttività, perché "paesi come Francia, Italia e Finlandia gradualmente perdono la loro fetta di mercato sull'economia mondiale",...

http://www.milanofinanza.it/news/dettaglio_news.asp?id=201309171403456640&chkAgenzie=TMFI

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Vale la pena riportare tutti gli articoli di squallidi pennivendoli e confrontarli col testo inglese (forse credono che nessuno sappia questa lingua...) da pag.2 a pag.5....è vergognoso constatare che tutti saltano sistematicamente la stessa è più importante parte del discorso.
Ennesima occasione per rilevare la costante disinformazione nei confronti dei cittadini.

Ora veniamo al "salvatore della patria" Mr. Draghi che non fa che ribadire la volontà di questi usurai di distruggere popoli e nazioni.
E il bello è che l'analisi di Draghi sui motivi della crisi sono quelli che da sempre sosteniamo e che il prof.Bagnai ha dettagliatamente e chiaramente descritto nel suo libro "Il Tramonto dell'Euro".Tutte le parti in grassetto blù sono le tesi di Bagnai.E' incredibile !!!
E viene pure spazzato via il mantra del debito pubblico!
Solo che Draghi scambia l'effetto con la causa.


Non sono il costo del lavoro e la produttività scarsa la causa del deficit della partite correnti,ma proprio lo squilibrio economico,fiscale,di inflazione..... esistente fin dall'inizio tra i paesi dell'Eurozona,l'ingente afflusso incontrollato di capitali dai paesi del  Nord a quelli del Sud,il cambio fisso,l'impossibilità di svalutazioni difensive....tutte cose che lui scambia per effetti (direi artatamente,dopo l'analisi bagnaiana che ha fatto....non può non sapere queste cose il presidente della BCE...!)

Purtroppo la cura proposta  non farà che aggravare il male.

In primis perché c'è un problema di mancanza della domanda,e non di offerta.Quindi questa famosa produttività (il cui recupero lo stesso Draghi colloca avanti nel tempo) serve a poco ora,quando le aziende manco riescono a vendere quello che hanno in stock.Non è questo il problema arruale delle aziende,ma la scarsa domanda,i crediti statali non onorati (100 miliardii) e la difficoltà del credito per investimenti,il peso eccessivo della tassazione....

La domanda non c'è perchè é stata erosa una consistente fetta del potere d'acquisto di impiegati e salariati e del reddito nazionale (disoccupazione,precari....),insomma non ci sono soldi da spendere per le famiglie,senza cui la domanda interna non può ripartire.
E la cura Draghi che sarebbe? Tagliare i salari.....quindi abbassare ancora i redditi ,e naturalmente sempre quelli dei più deboli...!! Come se non fossero già a livelli di sopravvivenza...considerata anche la gragnuola di tasse che tre anni di sciagurata  austerity di governi filo-usurai ci hanno regalato... e continuano ancora oggi a regalarci...!

Produrre di più e guadagnare di meno.....la cura Draghi....non c'è male come piano di sterminio...
Se non usciamo alla svelta da questa gabbia di usurai e malfattori europei,posiamo cominciare a scavarci la fossa.

lunedì 16 settembre 2013

DUE VIDEO DA NON PERDERE

Finalmente possiamo ascoltare il prof.Bagnai senza che sia interrotto ogni 10 secondi da domande stupide.
TGCOM24.
Ma toh.....il professore parla esattamente come in alcuni nostri precedenti posts....! Lo arruoleremo...

 



Presentazione del libro "Europa Kaputt" di Antonio Maria Rinaldi - Camera dei Deputati



 


 Interventi
(con durata dei tempi ,in modo da permettere ai lettori di scegliere l'intervento preferito)


Claudio Borghi Aquilini,Docente di Economia degli Intermediari Finanziari presso l'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano -
4' 21"

Anna Morgante Presidente della Scuola di Scienze Economiche, Aziendali, Giuridiche e Sociologiche dell’Università "G.d'Annunzio" di Chieti-Pescara -
4' 45"

 Vincenzo Scotti.Presidente della "Link Campus University" di Roma -
10' 39"

Alberto Bagnai .Docente di Politica Economica, Università "Gabriele d’Annunzio" di Chieti-Pescara
3' 11"

Paolo Savona professore Emerito di Politica Economica pressso l'Università LUISS Guido Carli di Roma
12' 7"

Giuseppe Guarino, professore emerito di Diritto Amministrativo presso l'Università degli Studi "La Sapienza"
36' 44"

Claudio Borghi Aquilini 
18' 47"

 Alberto Bagnai 
43' 26"

Antonio Maria Rinaldi,Docente di Finanza Aziendale, Università "Gabriele d’Annunzio" di Chieti-Pescara e "Link Campus University" di Roma - Autore del libro 
17' 29"

Giorgio La Malfa presidente della Fondazione Ugo La Malfa
17' 47"

Claudio Borghi Aquilini 
2' 6"

LA GUERRA È IN ARRIVO?


Trovo queste considerazioni in rete,voi che ne pensate?

10 motivi per i quali è impossibile una soluzione diplomatica per la Siria?



N° 1: Assad vuole una garanzia che non sarà attaccato né dagli USA né da nessun altro prima che consegni le proprie armi chimiche.
https://twitter.com/ReutersWorld/status/378181189703442432


N° 2: Assad non sottoscriverà nessun accordo sulle armi chimiche a meno che gli USA non cessino di fornire armi ai terroristi di al-Qaeda e ad altri gruppi di ribelli jihadisti che combattono contro il governo siriano.La cosa è estremamente improbabile.
http://www.businessinsider.com/why-the-russian-syria-deal-cant-be-accepted-2013-9
Infatti, stando al Washington Post,gli USA hanno accelerato la spedizione di armamenti ai ribelli jihadisti in Siria.
http://www.washingtonpost.com/world/national-security/cia-begins-weapons-delivery-to-syrian-rebels/2013/09/11/9fcf2ed8-1b0c-11e3-a628-7e6dde8f889d_story.html?wpisrc=al_national
La CIA ha iniziato le spedizioni di armi ai ribelli in Siria mettendo fine a mesi di rinvii degli aiuti letali che erano stati promessi dall’amministrazione Obama; lo riferiscono fonti USA ed informazioni siriane.Le spedizioni sono iniziate ad affluire nel paese nelle ultime 2 settimane,insieme a spedizioni di veicoli ed altre attrezzature da parte del Dipartimento di Stato.Un flusso di materiale che segna un importante aumento del ruolo USA nella guerra civile siriana.


N° 3: Assad sta suggerendo che gli Israeliani dovrebbero consegnare le proprie armi di distruzione di massa. La cosa è estremamente improbabile.
http://washingtonexaminer.com/assad-dictates-to-obama-stop-arming-rebels-or-no-deal/article/2535700


N° 4: I ribelli siriani vogliono disperatamente l’intervento dell’esercito USA in Siria.
http://www.theguardian.com/world/2013/sep/11/aleppo-rebels-angry-diplomacy-assad
Di fatto,questa è la principale ragione dell’attentato false flag con armi chimiche.L’alto comandante dei ribelli,dichiara ora che il Free Syrian Army “rifiuta categoricamente l’iniziativa russa”,e richiede agli USA che attacchino immediatamente il regime di Assad.
http://thetruthwins.com/archives/the-un-has-had-evidence-that-syrian-rebels-have-been-using-chemical-weapons-since-may


N° 5: L’Arabia Saudita vuole disperatamente che gli USA intervengano militarmente in Siria.I Sauditi hanno speso miliardi di dollari per dare sostegno ai ribelli in Siria e stanno esercitando pressioni perché ci sia l’attacco.
http://theeconomiccollapseblog.com/archives/is-the-united-states-going-to-go-to-war-with-syria-over-a-natural-gas-pipeline


N° 6: Il Qatar vuole disperatamente che gli USA intervengano militarmente in Siria.Anche il Qatar ha speso miliardi di dollari per dare sostegno ai ribelli in Siria,ed è stato riferito che le nazioni arabe si sono offerte di pagare agli USA tutti i costi delle operazioni militari necessarie per eliminare Assad.
http://hotair.com/archives/2013/09/04/kerry-why-yes-some-arab-countries-have-offered-to-foot-the-entire-bill-if-we-go-do-the-whole-thing-in-syria/


N° 7: La Turchia vuole da lungo tempo una guerra che rimuova Assad.
La CNN riferisce che in previsione di un imminente attacco,la Turchia abbia già posizionato truppe ai confini con la Siria.
http://edition.cnn.com/2012/06/28/world/meast/turkey-syria-tension/index.html


N° 8: Molti membri del Congresso USA vogliono questa guerra,i Senatori John McCain e Lindsey Graham lo ribadiscono a gran voce e Robert Menendez,presidente del Senate Foreign Relations Committee,ha detto che quasi voleva vomitare dopo aver letto sul New York Times l’invito alla pace del Presidente russo Vladimir Putin.
http://www.usatoday.com/story/onpolitics/2013/09/12/mccain-putin-syria-op-ed/2803905/


N° 9: Obama non vuole sembrare debole e sembra totalmente ossessionato dall’iniziare una guerra con la Siria.Per il momento,è stato messo diplomaticamente in una angolo dalla Russia,ma l’amministrazione Obama sta già preparando il terreno per far sembrare che la diplomazia abbia fallito.Stando alla CNN,il Segretario di Stato USA John Kerry,parla già di quelle che saranno le conseguenze del fallimento dell’accordo con la Siria.
http://edition.cnn.com/2013/09/12/politics/us-syria/
Qualsiasi accordo raggiunto,dovrà essere ampio,verificabile,credibile ed in grado di essere realizzato entro un arco di tempo ragionevole,così ha detto Kerry…aggiungendo che CI DOVRANNO ESSERE DELLE CONSEGUENZE,se non sarà raggiunto.


N° 10: Ci sono notizie,secondo le quali dei soldati USA avrebbero già ricevuto la notizia del loro dislocamento in Siria.Ecco quanto si legge in un recente articolo di Paul Joseph Watson.
http://www.infowars.com/venture-capitalist-claims-us-troops-have-received-orders-to-deploy-to-syria/
L’uomo d’affari Dan Bubalo,sostiene gli sia stato detto da una fonte attendibile e vicina a Fort Hood,che soldati americani abbiano già ricevuto l’ordine di dislocamento in Siria.Scrivendo per il sito web del giornalista conservatore Mychal Massie,Bubalo cita una fonte vicina e verificabile dalla quale ha saputo che un suo amico a Fort Hood sarà spedito in Egitto per i prossimi 9 mesi.Bubalo poi scrive:“Ma quel soldato ha anche detto che se non era particolarmente gasato per il dislocamento in Egitto,gli era andata comunque meglio rispetto a quei soldati che rimanevano nella base militare,perché QUELLI AVEVANO APPENA RICEVUTO GLI ORDINI DI UN LORO DISLOCAMENTO IN SIRIA.
http://mychal-massie.com/premium/us-troops-receive-orders-to-deploy-to-syria/
Per il momento,Obama e Kerry ciurlano nel manico e danno l’idea di prendere in considerazione la pace. Cercheranno di farsi autorizzare dal Congresso un attacco,in caso la diplomazia fallisca…MA SANNO GIÀ CHE LA DIPLOMAZIA FALLIRÀ.Una volta pronti,Obama dichiarerà che si saranno verificate,e saranno quindi soddisfatte,le condizioni per le quali era stato autorizzato dal Congresso e quindi SCATENERÀ UNA PIOGGIA DI MISSILI DA CROCIERA SULLA SIRIA.E quando Obama attaccherà la Siria,succederà che gli Stati Uniti diventeranno ufficialmente gli alleati di al-Qaeda e di altri gruppi radicali jihadisti.
http://endoftheamericandream.com/archives/precious-little-girl-dismembered-while-she-is-still-alive-by-obamas-psychotic-syrian-rebels

( Marco Mazzocchi)

http://informare.over-blog.it/article-la-guerra-e-in-arrivo-10-motivi-per-i-quali-e-impossibile-una-soluzione-diplomatica-per-la-siria-120042151.html

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IL DISCORSO DI PUTIN

Il New York Times, voce liberal d'America, l'unico giornale rimasto in mano a una famiglia di fede democratica quindi vicina a Barack Obama, pubblica una lettera agli americani del presidente russo Vladimir Putin sulla crisi in Siria,discorso che è un capolavoro politico (pensate ai rozzi proclami da bovaro di Kerry) e che avrebbe dovuto trovar posto anche sui nostri giornali,lontani anni luce da una deontologia professionale stile NYT.
L'editoriale dal titolo «La Russia chiede cautela» non sta passando inosservato nell'America a maggioranza contraria all'intervento militare secondo tutti i sondaggi (in media il 60 per cento), ripiegata sui suoi guai economici ma non indifferente all'idea che del mondo ha un ex ufficiale del Kgb. 
Se Putin voleva attirare l'attenzione degli americani, ha fatto un buon lavoro, nota Cnn. 
Un piccolo shock.
Nonostante i soliti rambo un po' grotteschi...
John McCain lo giudica «un insulto all'intelligenza di tutti gli americani». 
Un altro senatore repubblicano, Jim Inhofe, si dice nauseato, mentre il democratico Robert Menendez vorrebbe addirittura vomitare dopo aver letto lo scritto di Putin.
A questi signori ha dato molto fastidio il passo sulla eccezionalità degli americani,concetto a cui sempre son stati abituati a credere,ma che la realtà ha spesso smentito.
Nonostante questi esseri che si credono speciali,le migliaia di commenti ricevuti in poche ore dal NYT dagli americani sono di tutt'altro tenore e possono essere sintetizzati da questo:
«Molti commenti sono simili, in pratica dicono: mi piace quello che ha scritto Putin ma magari ha altri motivi per farlo. Ma perché? il nostro presidente non potrebbe essere lo stesso? Perché ai discorsi di Obama crediamo e non dovremmo credere a Putin?»  

Ho voluto riportarlo per intero,perchè lo ritengo un discorso da grande leader mondiale,pur con le inevitabili furbizie interessate,ma di grande respiro e che tocca (al di là della specifica questione siriana) punti nevralgici dell'assetto mondiale,del ruolo e delle crescenti difficoltà Usa a causa della loro politica sbagliata.

Tenterò un commento al discorso (corsivo azzurro)

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 I recenti avvenimenti che riguardano la Siria mi hanno spinto a parlare direttamente al popolo americano e ai loro leader politici . È importante farlo dato il momento di insufficiente comunicazione tra le nostre società.
I rapporti tra di noi sono passati attraverso varie fasi. Siamo stati avversari durante la guerra fredda. 
Ma anche alleati ed insieme abbiamo sconfitto i nazisti. È stata poi istituita ONU – le Nazioni Unite – per impedire al passato di ripetersi.


Pur riconoscendo le tensioni tra i due Paesi si stabilisce una base di cooperazione su interessi comuni .

I fondatori delle Nazioni Unite capirono che le decisioni che riguardano guerra e pace devono avvenire solo con il consenso, e con il beneplacito degli Stati Uniti al diritto di veto dei membri permanenti del Consiglio di Sicurezza, come sancito nella Carta delle Nazioni Unite. La profonda saggezza di questa Carta ha sostenuto la stabilità delle relazioni internazionali per decenni.

Putin difende il diritto della Russia di usare il proprio veto per bloccare qualsiasi azione degli Stati Uniti in Siria.Ma lo fa abilmente citando l'assenso Usa al diritto di veto.
Diritto di cui ambedue i Paesi hanno spesso abusato

Nessuno si augura che le Nazioni Unite subiscano il destino della Società delle Nazioni, crollata perché mancava di un vero impulso. Ma questo può accadere, nel caso in cui i Paesi influenti del Consiglio scavalchino le Nazioni Unite ed intraprendano un’azione militare senza l’autorizzazione del Consiglio di Sicurezza.

La Società delle Nazioni crollò perché nessuno la prese seriamente, Stati Uniti compresi.

Il potenziale attacco da parte degli Stati Uniti contro la Siria, nonostante la forte opposizione di molti Paesi e di importanti leader politici e religiosi, compreso il Papa, si tradurrà in un maggior numero di vittime innocenti e in una escalation che potenzialmente potrebbe diffondere il conflitto ben oltre i confini della Siria. 
Un attacco aumenterebbe la violenza e scatenerebbe una nuova ondata di terrorismo. Si potrebbero inoltre minare gli sforzi multilaterali tesi a risolvere il problema nucleare iraniano e il conflitto israelo-palestinese, e l’attacco destabilizzerebbe ulteriormente il Medio Oriente e il Nord Africa. Potrebbe infine causare il sovvertimento dall’attuale equilibrio dell’intero sistema di leggi e ordine internazionali.

Putin fa balenare che un attacco,a cui molti si oppongono,potrebbe avere conseguenze incalcolabili e contrarie agli stessi interessi Usa,(Negoziati Usa-Iran,terrorismo....)

La Siria non sta combattendo una battaglia per la democrazia, ma un conflitto armato tra governo e opposizione in un Paese multi-religioso. Non sono molti gli esempi di democrazia in Siria. Ma ci sono ancora più combattenti di Al-Qaeda ed estremisti di tutti i tipi (di tutte le bande) che combattono contro il governo. Questo conflitto interno, alimentato da armi straniere fornite all’opposizione, è uno dei più sanguinosi nel mondo.
I mercenari provenienti da Paesi arabi che stanno combattendo in Siria e le centinaia di militanti provenienti da Paesi occidentali (anche dalla Russia), sono un problema che crea in noi profonda preoccupazione. Potrebbero anche tornare nei rispettivi Paesi con esperienza nefasta acquisita in Siria. Dopotutto, dopo aver combattuto in Libia, gli estremisti si spostarono in Mali. Questo aspetto della questione minaccia tutti noi.

Ancora forti motivazioni contro il coinvolgimento esterno nella guerra civile della Siria.
La preoccupazione sulla Siria coltivatrice di violenza estremista, sta probabilmente a cuore a Putin, sicuramente a conoscenza dei Ceceni che combattono in Siria e che potrebbero plausibilmente creare problemi, una volta tornati in Russia.Comunque ,una minaccia comune.

Fin dall’inizio, la Russia è stata la fautrice di un dialogo pacifico, consentendo ai siriani di sviluppare un piano di compromesso per il proprio futuro. Non stiamo proteggendo il governo siriano, ma il diritto internazionale. Abbiamo la necessità di usare al meglio il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite e di credere che il far preservare l’ordine pubblico nel mondo turbolento e complesso del giorno d’oggi è uno dei pochi metodi per impedire che le relazioni internazionali scivolino nel caos. La legge è ancora la legge, e noi dobbiamo seguirla, che ci piaccia o no. Secondo l’attuale diritto internazionale, la forza è consentita solo per legittima difesa o per decisione del Consiglio di Sicurezza. Tutto il resto è inaccettabile ai sensi della Carta delle Nazioni Unite e costituirebbe un atto di aggressione.

Putin sta cercando di far passare il proprio supporto ad Assad come semplice rispetto del diritto internazionale. È vero che, secondo lo Statuto dell’ONU, praticamente ogni attacco USA in Siria non sarebbe permesso dal diritto internazionale. Un vero dilemma per Obama, dato che sta provando a dipingere gli attacchi contro la Siria come intesi per sostenere il diritto internazionale contro l’utilizzo di armi chimiche.Ma è anche vero che la Russia di Putin ha avviato una guerra contro la Georgia appena cinque anni fa,non approvata dal Consiglio di sicurezza ONU.

Nessuno mette in dubbio che in Siria sia stato utilizzato gas velenoso. Ma vi è ogni ragione per credere che non sia stato utilizzato dall’esercito siriano, ma dalle forze di opposizione per provocare l’intervento da parte dei loro potenti protettori stranieri, che in tal caso si schiererebbero attivamente con i fondamentalisti . Non possono essere ignorate alcune informazioni che fanno sospettare come i militanti stiano preparando un altro attacco, questa volta contro Israele.

Putin evidenzia astutamente le considerazioni che molti americani hanno fatto,e cioé di combattere fianco a fianco coi terroristi ,che minacciano pure Israele

È allarmante che per gli Stati Uniti sia diventato abituale un intervento militare in conflitti interni di Paesi stranieri. È negli interessi a lungo termine degli Stati Uniti? Ne dubito. Milioni di persone  in tutto il mondo vedono sempre di più l’America non come un modello di democrazia ma come un modello che si basa unicamente sulla forza bruta, che crea coalizioni sotto lo slogan “o sei con noi o sei contro di noi”.
Ma la forza si è rivelata inefficace e inutile.
L’Afghanistan sta barcollando e nessuno può dire cosa accadrà dopo che le forze internazionali si saranno ritirate.
La Libia è divisa in tribù e clan.
In Iraq continua la guerra civile, con decine di morti ogni giorno.
Negli Stati Uniti, molti pensano ci sia un’analogia tra l’Iraq e la Siria e si chiedono perché il loro governo vorrebbe ripetere questi errori.
Non importa quanto siano mirati gli attacchi o quanto siano sofisticate le armi: le vittime civili sono inevitabili, compresi anziani e bambini, che gli attacchi dovrebbero avere lo scopo di proteggere.

Queste sono accuse pesanti,ma incontrovertibili (si cita ancora l'interesse Usa...).. 
Forti motivazioni che si richiamano alle discussioni che molti americani stanno facendo contro l'intervento.
La memoria dell’Iraq,i fallimenti politici elencati pesano in maniera massiccia sugli Stati Uniti e Putin è come volesse rigirare il coltello nella piaga ricordandoli 
La Russia si oppone con impeto all’intervento occidentale in paesi stranieri, visto come una continuazione dell’imperialismo occidentale ed un’indiretta minaccia alla Russia stessa.

Il mondo reagisce chiedendosi: se non puoi contare sul diritto internazionale, allora si devono trovare altri modi per garantire la sicurezza. Così un numero crescente di Paesi cerca di acquisire armi di distruzione di massa. Questo è logico: se tu hai la bomba, nessuno potrà toccarti. Si parla tanto, inutilmente, sulla necessità di rafforzare la non proliferazione, quando in realtà non è così.
Dobbiamo smettere di usare il linguaggio della forza e riprendere la civile via degli accordi diplomatici e politici.

Questo imperialismo spinge inevitabilmente i vari paesi minacciati a difendersi,anche con la dotazione nucleare.Putin fa presente come una politica di aggressione non può che provocare la volontà di diversi paesi di dotarsi di armi nucleari,con tutte le conseguenze del caso.La strada è un'altra.La Russia di Putin è credibile, ha in effetti fatto degli importanti passi verso la non proliferazione, inclusa la firma di uno storico trattato di disarmo nucleare, New START, con il presidente Obama nel 2010.

In questi ultimi giorni è emersa una nuova opportunità di evitare l’azione militare. Gli Stati Uniti, la Russia e tutti i membri della comunità internazionale devono approfittare della volontà del governo siriano di mettere il suo arsenale chimico sotto il controllo internazionale per la successiva distruzione. A giudicare dalle dichiarazioni del Presidente Obama, gli Stati Uniti vedono questa possibilità come un’alternativa ad un’azione militare.

Qui il colpo finale di Putin che ha messo alle corde (per ora) Obama: seguiamo il piano russo, con la Siria che rinuncia alle proprie armi chimiche in cambio di un non-attacco da parte degli Stati Uniti. 
Ed Obama, chiaramente, non può che mostrarsi  interessato per uscire dall'impasse in cui lui e Kerry si erano ficcati.Altro esempio di dilettantismo politico,a cui Putin offre un salvagente.Questa l'impressione generale.
Per molti anni la Russia è stata costretta a un ruolo di secondo piano: ha giocato di rimessa, dicendo sempre e solo «no». Ora che sulla Siria è riuscito a riprendere l'iniziativa e a conquistare una certa centralità, Putin prova a proporsi come punto di riferimento internazionale non solo ai Brics (le economie emergenti, dalla Cina al Brasile) come ha fatto al G-20 di San Pietroburgo, ma anche a molti altri Paesi: quelli che, insofferenti della leadership americana, osservano oggi con compiacimento le difficoltà di Obama

Accolgo con favore l’interesse del Presidente a proseguire il dialogo con la Russia sulla Siria. Dobbiamo lavorare insieme per mantenere viva questa speranza, come concordato nel mese di giugno nel G8 a Lough Erne in Irlanda del Nord e portare di nuovo la discussione verso i negoziati.
Se possiamo evitare la forza contro la Siria, questo migliorerà il clima negli affari internazionali e rafforzerà la fiducia reciproca. Sarà un nostro successo comune e aprirà le porte alla cooperazione su altre questioni critiche.

Contentino ad Obama,dopo averlo ridicolizzato politicamente,apparendo Putin come uomo di pace,di buon senso e aperto all'amicizia Usa.

Il mio rapporto personale e di collaborazione con il Presidente Obama è segnato da crescente fiducia. Apprezzo tutto questo. Ho studiato con attenzione il suo discorso di martedì alla nazione e sono in disaccordo con una frase pronunciata da Obama, sull’eccezionalità dell’America, affermando che la politica degli Stati Uniti è “ciò che rende l’America diversa. È ciò che ci rende eccezionali”.
È estremamente pericoloso incoraggiare la gente a vedersi eccezionali, qualunque sia la motivazione.

Altro contentino ad Obama,ma nel contempo un altro colpo (che ha sollevato molte polemiche) ad una delle convinzioni base degli americani: siamo un popolo speciale,eccezionale,quasi incaricato di una missione verso l'umanità.Cosa ovviamente non vera,ma a cui gli americani sono da sempre abituati a credere,nonostante i disastri politici che Putin ha in precedenza elencato.
E' anche curare l’orgoglio russo ferito da un’avvertita prepotenza americana. Questo affondo all’“eccezionalità americana” ne è una grande illustrazione.


Ci sono grandi Paesi e piccoli Paesi, ricchi e poveri , quelli con lunghe tradizioni democratiche e quelli che ancora devono trovare la loro strada verso la democrazia. Anche le loro politiche sono diverse.

Anche loro sono eccezionali...

Siamo tutti diversi , ma quando chiediamo le benedizioni del Signore, non dobbiamo dimenticare che Dio ci ha creati uguali .

Sembra una citazione della costituzione Americana....
Fa notare che  la Russia è una nazione prevalentemente Cristiana. E anche una affermazione di sovranità,  tutte le nazioni sono uguali e dunque nessun paese dovrebbe interferire con un altro.