giovedì 11 luglio 2013

A PRESTO AMICI....





Ragazzi ,stacchiamo per un po' di tempo,ce ne andiamo tutti a  fare un po' di sub e di vita selvatica  alla Capraia,la nostra isola preferita....sperando al ritorno,verso i primi di agosto,di non trovar più il prode Letta e compagni.....
Un caro saluto ed un  augurio di ferie serene.a tutti i nostri affettuosi lettori.


Un video profetico....

martedì 9 luglio 2013

GEOPOLITICA DEI GASDOTTI, LA FINE MISEREVOLE DEL NABUCCO

Prima di staccare per andarcene un po' in ferie,pubblichiamo volentieri questa notizia,dopo che in passato più volte ci siamo occupati nel blog della questione dei gasdotti  NABUCCO-SOUTH STREAM,sostenendo a più riprese la non fattibilità ,e comunque la non convenienza per noi del NABUCCO.
I fatti ci hanno dato ragione.E ancora una volta la UE ha dimostrato quale cricca affaristica sia,e come noi sacrifichiamo sempre ad altri i nostri interessi.
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Oggi parliamo di come l’Europa butti politicamente se stessa dalla finestra ed i denari dei contribuenti nel water per sottostare al volere di Stati terzi, impropriamente chiamati alleati, in realtà sovrani delle nostre decisioni strategiche.

Uno dei principali nodi della fase storica presente è quello energetico e passa dalla geografia dei pozzi e dal  groviglio di dotti che attraversano le traiettorie della politica mondiale, determinando intese o diatribe tra i Paesi e le varie aree territoriali.
Il tema energetico non attiene unicamente all’industria ma è un’arma geopolitica per penetrare in mercati avanzati, incidere sui rapporti di forza internazionali, creare delle zone d’influenza, veicolare la politica estera.
L’Italia, grazie all’Eni, era riuscita a cavalcare la tigre degli approvvigionamenti e delle prospezioni, estendendo i propri affari in ogni parte del pianeta, anche nelle zone più difficili ed instabili, con accordi paritari o win-win (come si dice in linguaggio tecnico) che altre compagnie, troppo abituate ad imporre la potenza dello Stato di provenienza, si rifiutavano di offrire.
Tra questi progetti importanti c’era, ma tutto sommato c’è ancora sebbene ridimensionato per l’Eni, il South Stream, gasdotto fortemente voluto da russi che ci convocarono all’impresa in ragione di legami privilegiati che attualmente però sono logorati.



Il South Stream è un’autostrada del gas che aggira alcune nazioni, come l’Ucraina, che avevano creato interruzioni dei servizi negli anni precedenti, in virtù di alcune dispute politiche ed economiche con Mosca. Inizialmente, il partenariato era a due,Eni e Gazprom, poi le pressioni europee e quelle statunitensi hanno costretto il Cane a sei zampe ad annacquare la propria quota, scendendo al 20% per fare spazio alla tedesca Wintershall ed alla francese EdF, con un 15 % ciascuna.

Nel frattempo, l’UE ha fatto di tutto per depotenziare la portata di tale programma poichè, a detta dei burocrati reggicoda di Bruxelles, la dipendenza dalla Russia sarebbe stata eccessiva.
In verità, erano soprattutto gli americani a non apprezzare la crescente contiguità tra le imprese di stato russe e le altre aziende europee, in primis italiane.
L’obiettivo americano, dopo la presidenza Bush, fu quello di recidere di netto i colloqui russo-italiani sulla politica estera in generale e su quella energetica in particolare, visti come fumo negli occhi negli ambienti atlantici.
Cosicché, Washington e Bruxelles s’inventarono di sana pianta, in barba alla disponibilità di risorse e alla fattibilità del progetto, un altro gasdotto chiamato Nabucco,alternativo al South Stream e molto più vicino alle aspirazioni degli yankees, orientati a limitare l’influenza del Cremlino in Europa. I


Il Nabucco, doveva attraversare la Turchia ,riempiendosi di materia prima dal mar Caspio, sia dalla riva occidentale azerbaigiana che da quella orientale turkmena. Pazienza se lo stesso si rivelava impossibile sin dall’inizio, era un modo come un altro per prendere tempo e ricondurre a più miti consigli noialtri.

E’ notizia di questi giorni che il Nabucco è definitivamente fallito, migliaia di km di irrealizzabilità e di fervida immaginazione euroamericana, sono bastati se non a sbarrare almeno a rallentare e ridimensionare le nostre velleità sul South Stream che certo erano più concrete ma molto meno accettabili Oltreoceano. Adesso che contiamo di meno, ora che ad avvantaggiarsene saranno russi, francesi e tedeschi i tubi potranno essere sistemati con meno rischi per i nostri falsi alleati.

Ma torniamo al Nabucco e vediamo come ce lo presentava l’Ue pur di persuaderci a tornare sui nostri passi e rinunciare al  South Stream.  L’intento apparentemente innocente ma totalmente  falso era di differenziare le fonti di approvvigionamento per non creare situazioni  di dipendenza da un solo fornitore che, nel nostro caso, era il terribile orso russo il quale avrebbe potuto ricattarci per ottenere maggiore spazio nelle questioni interne.
La commissione europea, per il Nabucco Gas Pipeline International GmbH, arrivò a stanziare 200 000 000 di euro e a strappare impegni dalla Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo e dalla Banca europea per gli investimenti al fine di ottenere ulteriori fondi. Nel 2007 la Commissione europea nominò quattro Coordinatori per progetti nel settore dell’energia, con la missione di monitorare ed agevolare la realizzazione di quelli prioritari. Tra questi era compreso il Nabucco e tra gli esperti c’era il nostro professore bocconiano Mario Monti, uno che dovunque è andato ha reso prioritaria l’inefficienza e l’inutilità.

Nella relazione generale sull’attività dell’Unione Europea del 2009 così veniva enfatizzato il Nabucco:
“A luglio quattro Stati membri dell’UE (Bulgaria, Ungheria, Austria e Romania) e la Turchia hanno firmato ad Ankara l’accordo intergovernativo Nabucco, che definisce un quadro per l’esportazione di gas dai ricchi giacimenti del Mar Caspio e del Medio Oriente in Turchia e nell’UE, attraverso un oleodotto che attraversa la Bulgaria, la Romania e l’Ungheria fino al centro di smistamento austriaco di Baumgarten. Grazie a Nabucco, i paesi europei che per ora dipendono interamente da un fornitore esterno vedranno aumentare drasticamente la sicurezza degli approvvigionamenti. Imprese situate in Azerbaigian e in Iraq hanno già manifestato interesse ad utilizzare l’oleodotto. Il presidente della Commissione, José Manuel Barroso, ha dichiarato in proposito: «Il progetto Nabucco è di cruciale importanza per la sicurezza energetica dell’Europa e per la sua politica di diversificazione degli approvvigionamenti di gas e delle vie di trasporto. La firma dell’accordo dimostrerà che siamo determinati a trasformare questo oleodotto in realtà il più presto possibile».

La realtà, al contrario di quello che sosteneva Barroso, un altro che se ne intende di defaillances,  è quella venuta alla luce nelle nelle ultime settimane. Il Nabucco è miseramente finito in disgrazia come molte delle iniziative di questa Ue senza anima e senza idee.
Il colpo al cuore, tuttavia, non è venuto dal South stream, ma dal Tap (Trans Adriatic Pipeline).
Il consorzio Shah Deniz del quale fanno parte la BP britannica, la Total francese, la Statoil norvegese e la Socar azerbaigiana ha scelto un altro tracciato di soli 500 km, attraverso la Turchia e la Grecia, per il trasporto del gas azerbaigiano,  molto più corto dei 1330 km del Nabucco Ovest.



I vertici di Gazprom hanno accolto la notizia con un sorriso sarcastico, del resto avevano previsto tutto,  ma non si dispiacciono affatto di vedere frantumati i piani americani e la sempiterna stupidità nostrana che insegue acriticamente le provocazioni dei primi. I più arrabbiati con l’Ue sono i rumeni e bulgari che si erano spesi (o stesi, forse il verbo è più cogente) per il Nabucco sempre per i soliti timori verso Mosca ed il passato di paesi satelliti della Russia che potrebbe ritornare. Tutta questa vicenda ci insegna, come ha scritto Le Figaro nel numero di ieri, che i gasdotti restano armi geopolitiche i mano ai governi e ai produttori. L’Italia imparerà mai la lezione e quello che costa abbassare sempre la testa per compiacere tutti e tutto fuorché i nostri interessi strategici?

(Gianni Petrosillo) - http://www.conflittiestrategie.it/geopolitica-dei-gasdotti-la-fine-miserevole-del-nabucco

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Anche in questa occasione si conferma quello che è ormai il modo di agire della politica italiana:

IL METODO

"Non è previsto che si verifichi se il modello economico-finanziario adottato sia stato confermato oppure confutato dai fatti e se e le ricette prescritte abbiano avuto gli effetti promessi oppure siano state smentite. Quello che conta è il rapporto di approvazione-disapprovazione con l’Autorità (ndr.la cricca usuraia europea), non di successo-insuccesso con la realtà. "
(Marcello Foa)

venerdì 5 luglio 2013

BUFALE TRIONFALI E VERGOGNE VARIE

BUFALA ONE

Come Anthony Eden,il nostro BurLetta nazionale,scende dall'aereo agitando il foglietto delle briciole che gli usurai hanno concesso al loro gauleiter,così da poter rincitrullire con sogni di vittoria il popolo  e continuare a mungerlo senza problemi.

Si è vista come poi è finita per il povero Eden....e anche allora c'erano di mezzo i crucchi...

E così iniziano le danze degli autoincensamenti e dei peana di trionfo: "Ce l'abbiamo fatta"...che fa il paio con la precedente del decreto del non fare: "Vinta la lotta alla disoccupazione (sic!), ora le imprese non hanno alibi. (Repubblica) "
Segue Saccomanni : "Ottima notizia,la luce che vedo in fondo al tunnel non è il treno che ci viene addosso..."
A parte le continue percezioni extrasensoriali dei vari elettricisti (Monti,il primo...secoli fa) che vedono luci...dove regna l'oscurità profonda e magari sentono pure voci...adesso abbiamo anche visionari ferroviari...non solo vede la luce,ma sa pure che non è un treno....beato lui...vista da rapace notturno....non concessa ai normali mortali che pare vedano solo il nero-inchiostro in cui sono immersi da un paio d'anni.

Ma vediamo i motivi della festa di tutto l'obitorio parlamentare maggioritario che da ore sta brindando e ballando,quasi che le truppe lettiane tornassero dal saccheggio di Troia...

a) Intanto è meglio subito precisare a cappello di quanto segue che per il 2013 non c'è trippa per gatti.
Il mucchiettto d'ossi gettato in pasto alla servitù italiota non riguarda l'anno in corso....si vedrà prossimamente...sarebbe d'obbligo il condizionale (come direbbe il buon filosofo Trap "non dire gatto se non ce l'hai nel sacco")...ma noi siamo ottimisti...

b) A partire dal 2014,bene che vada,ci saranno disponibili 6 miliardi (cifra da noi precedentemente prevista,e di cui tanto discutemmo qui con un lettore..),ma per progetti cofinanziati e  precedentemente approvati anno per anno dalla UE.
Barroso: "Cercheremo (cercheremo?) di consentire deviazioni temporanee del deficit strutturale verso l'obiettivo del pareggio strutturale nel 2014-2015."
Quindi,austerità non certo finita.....resta il fiscal compact e ammenicoli vari,non c'è una virgola di cambiamento nei piani demenziali degli usurai.
Briciole,una piccola boccata d'ossigeno perchè il malato non crepi....c'è ancora molto da spolpare...
A conferma,mentre i nostri eroi brindavano,arriva il comunicato di Olli Rehn a rimettere in riga gli entusiasmi: resta il tetto del 3% del deficit,quindi toglietevi dalla testa di poter allentare il cappio.

c) da notare che siamo lontani dalla richiesta italiana della golden rule,e cioè di non contabilizzare nel deficit di bilancio gli investimenti infrastrutturali del governo.Tali ed eventuali investimenti saranno contabilizzati come ora,a debito,ma con l'obbligo di rispettare il tetto del 3%.
Quindi ben poco spazio di manovra e di spesa avrà il governo.
Gli aiuti concessi,l'uso dei 6 miliardi, in pratica li decide la UE.

d) Il reale stato dei conti.Molti dubbi sono stati sollevati sul fatto che i conti siano quelli presentati.Si teme l'apparire di poste nascoste a debito (derivati....) e il fatto che alcune spese non sono ancora state contabilizzate.Il sospetto è che siamo già oltre il tetto del 3%,cosa che forse sanno pure Letta e compagni e che proprio per questo montano il teatrino trionfale perr tirare avanti.

e) Saccomanni : " L'opera si revisione della spesa (ormai sono secoli che ne parlano....) è la nostra priorità,condizione essenziale per poter allentare il prelievo fiscale".
Ergo,volete togliere IVA e IMU e ridurre il cuneo fiscale? Senza una manovra e altri tagli,rien a faire.
Chissà poi che effetto avrà il tutto sulla recessione in atto,considerato che di tagli veri alle spese vere,finora manco l'ombra.Andrà a finire come al solito....pagheranno i soliti noti.
Alla faccia di fantomatici tesoretti da 15...23 miliardi....di cui si favoleggia nei fogli da imballaggio di certi pennivendoli...


BUFALA TWO

A proposito di mancati tagli,salta fuori che l'abolizione delle Province è incostituzionale.
Dobbiamo ritenere che Monti e i fior di professori regalatici dal Colle fossero così ingenui o incapaci da non saperlo?
Difficile da credere....ma facevano parte della trionfale politica degli annunci,dei titoli sui giornali,dei lecca lecca dei pennivendoli (tattica ben imparata dall'allievo Letta),della presa per il culo del pecorame italico.
E' questo che resta nella memoria,e non come finiscono poi realmente le cose.
Se avesse potuto,il nostro buffone professore avrebbe annunciato pure lo sbarco degli alieni in visita a Palazzo Chigi...pur di farsi credere uno statista galattico.
Eravamo e siamo invece in mano a mistificatori galattici..!
Compreso il presunto batman del Colle....pure lui,che non fa che sfogliare ogni minuto questa bibbia ad usum pauperum (i potenti se ne fottono...) che ormai è diventata la Kostituzione.....,non sapeva che questa abolizione era incostituzionale?


VERGOGNA ONE

Sarebbe interessante sapere,lo dico per i pasdaran della Kostituzione che ogni giorno ci tengono sermoni sul suo rispetto (vero Zagrebelsky,Scalfari....?) chi governa in Italia.
Se quattro panciuti generali in pensione,gonfi di privilegi e di grasso,camerieri USA,o il Parlamento?
Noi dubbi in merito non ne abbiamo (tanto per semplificare...tutti comandano,meno noi...),ma lo chiariscano una volta per tutte anche alle masse di peones che ascoltano e credono ancora ai sermoni dei cerimonieri.
La vergogna è la grottesca vicenda relativa all'acquisto dei famosi caccia F-35....rinviato dal Parlamento e prontamente ignorato dal Consiglio di Difesa,con a capo....ma guarda un po',il john wayne del Colle,altro sermonista d'antan...
A voi giudicare,ogni altra parola è inutile....


VERGOGNA TWO

Non sapendo che altro fare,un Governo incapace di qualsiasi riforma,non trova di meglio che fare altri danni con un decreto svuotacarceri attualmente in discussione in Parlamento.
Incapace di costruire nuove carceri,di cui si parla da anni,di riformare una giustizia da terzo mondo,un processo civile più simile ad una via crucis senza fine...e di ogni altra cosa che servirebbe,ha pensato bene di liberare un po' di delinquenti,tanto per animare i giorni grigi della crisi.
Non contento,propone gli arresti domiciliari per reati fino a sei (6) anni.
C'è poco da aggiungere,basta guardare a quali crimini corrispondono i reati in questione...
Se non fosse tragico,potremmo dire che è il solo e vero provvedimento incisivo per aumentare l'occupazione...visto l'andazzo ci saranno file di lavoratori all'ufficio di collocamento di mafie,camorre....e di tanti altri disperati che,visti gli incentivi,si daranno al banditismo.


VERGOGNA THREE

Grido di allarme delle banche italiane...le sofferenze stanno crescendo...
Ma non ci avevano detto che il sistema bancario italiano era sano,e che MPS era un'eccezione?
Pare invece che il dissesto finanziario,frutto di incapacità,misfatti e ladrocini sia la regola.
Nonostante i miliardi regalati dalla BCE in due occasioni (e all'1%),salta fuori il solito politico trombato,di un partito che manco esiste più da anni,ma fatto presidente dell'ABI che invoca l'intervento dello Stato...!
Ma con che faccia di bronzo il miracolato Patuelli,uno zombi politico resuscitato dalla cricca di dementi suoi amici...con che faccia può chiedere aiuti pubblici per banche usuraie responsabili in gran parte della crisi attuale e che hanno sistematicamente truffato i risparmiatori?
Siamo al solito vergognoso giochetto criminale di privatizzare i profitti e socializzare le perdite.
A dargli manforte un altro demente,un certo Nicastro direttore generale Unicredit,che senza pudore dice che l'intervento dello Stato (che manco ha gli occhi per piangere) é essenziale.
Ma come si fa a tollerare questi indegni figuri che dopo essersi ingozzati di utili e titoli tossici vengono a piangere da mamma Stato.
Ma non erano liberisti,fautori del libero mercato...?
E noi dovremmo pagare i misfatti di questi delinquenti?

A parlar di queste cose,l'unica cosa buona é che crescono gli istinti omicidi....