lunedì 16 settembre 2013

LA GUERRA È IN ARRIVO?


Trovo queste considerazioni in rete,voi che ne pensate?

10 motivi per i quali è impossibile una soluzione diplomatica per la Siria?



N° 1: Assad vuole una garanzia che non sarà attaccato né dagli USA né da nessun altro prima che consegni le proprie armi chimiche.
https://twitter.com/ReutersWorld/status/378181189703442432


N° 2: Assad non sottoscriverà nessun accordo sulle armi chimiche a meno che gli USA non cessino di fornire armi ai terroristi di al-Qaeda e ad altri gruppi di ribelli jihadisti che combattono contro il governo siriano.La cosa è estremamente improbabile.
http://www.businessinsider.com/why-the-russian-syria-deal-cant-be-accepted-2013-9
Infatti, stando al Washington Post,gli USA hanno accelerato la spedizione di armamenti ai ribelli jihadisti in Siria.
http://www.washingtonpost.com/world/national-security/cia-begins-weapons-delivery-to-syrian-rebels/2013/09/11/9fcf2ed8-1b0c-11e3-a628-7e6dde8f889d_story.html?wpisrc=al_national
La CIA ha iniziato le spedizioni di armi ai ribelli in Siria mettendo fine a mesi di rinvii degli aiuti letali che erano stati promessi dall’amministrazione Obama; lo riferiscono fonti USA ed informazioni siriane.Le spedizioni sono iniziate ad affluire nel paese nelle ultime 2 settimane,insieme a spedizioni di veicoli ed altre attrezzature da parte del Dipartimento di Stato.Un flusso di materiale che segna un importante aumento del ruolo USA nella guerra civile siriana.


N° 3: Assad sta suggerendo che gli Israeliani dovrebbero consegnare le proprie armi di distruzione di massa. La cosa è estremamente improbabile.
http://washingtonexaminer.com/assad-dictates-to-obama-stop-arming-rebels-or-no-deal/article/2535700


N° 4: I ribelli siriani vogliono disperatamente l’intervento dell’esercito USA in Siria.
http://www.theguardian.com/world/2013/sep/11/aleppo-rebels-angry-diplomacy-assad
Di fatto,questa è la principale ragione dell’attentato false flag con armi chimiche.L’alto comandante dei ribelli,dichiara ora che il Free Syrian Army “rifiuta categoricamente l’iniziativa russa”,e richiede agli USA che attacchino immediatamente il regime di Assad.
http://thetruthwins.com/archives/the-un-has-had-evidence-that-syrian-rebels-have-been-using-chemical-weapons-since-may


N° 5: L’Arabia Saudita vuole disperatamente che gli USA intervengano militarmente in Siria.I Sauditi hanno speso miliardi di dollari per dare sostegno ai ribelli in Siria e stanno esercitando pressioni perché ci sia l’attacco.
http://theeconomiccollapseblog.com/archives/is-the-united-states-going-to-go-to-war-with-syria-over-a-natural-gas-pipeline


N° 6: Il Qatar vuole disperatamente che gli USA intervengano militarmente in Siria.Anche il Qatar ha speso miliardi di dollari per dare sostegno ai ribelli in Siria,ed è stato riferito che le nazioni arabe si sono offerte di pagare agli USA tutti i costi delle operazioni militari necessarie per eliminare Assad.
http://hotair.com/archives/2013/09/04/kerry-why-yes-some-arab-countries-have-offered-to-foot-the-entire-bill-if-we-go-do-the-whole-thing-in-syria/


N° 7: La Turchia vuole da lungo tempo una guerra che rimuova Assad.
La CNN riferisce che in previsione di un imminente attacco,la Turchia abbia già posizionato truppe ai confini con la Siria.
http://edition.cnn.com/2012/06/28/world/meast/turkey-syria-tension/index.html


N° 8: Molti membri del Congresso USA vogliono questa guerra,i Senatori John McCain e Lindsey Graham lo ribadiscono a gran voce e Robert Menendez,presidente del Senate Foreign Relations Committee,ha detto che quasi voleva vomitare dopo aver letto sul New York Times l’invito alla pace del Presidente russo Vladimir Putin.
http://www.usatoday.com/story/onpolitics/2013/09/12/mccain-putin-syria-op-ed/2803905/


N° 9: Obama non vuole sembrare debole e sembra totalmente ossessionato dall’iniziare una guerra con la Siria.Per il momento,è stato messo diplomaticamente in una angolo dalla Russia,ma l’amministrazione Obama sta già preparando il terreno per far sembrare che la diplomazia abbia fallito.Stando alla CNN,il Segretario di Stato USA John Kerry,parla già di quelle che saranno le conseguenze del fallimento dell’accordo con la Siria.
http://edition.cnn.com/2013/09/12/politics/us-syria/
Qualsiasi accordo raggiunto,dovrà essere ampio,verificabile,credibile ed in grado di essere realizzato entro un arco di tempo ragionevole,così ha detto Kerry…aggiungendo che CI DOVRANNO ESSERE DELLE CONSEGUENZE,se non sarà raggiunto.


N° 10: Ci sono notizie,secondo le quali dei soldati USA avrebbero già ricevuto la notizia del loro dislocamento in Siria.Ecco quanto si legge in un recente articolo di Paul Joseph Watson.
http://www.infowars.com/venture-capitalist-claims-us-troops-have-received-orders-to-deploy-to-syria/
L’uomo d’affari Dan Bubalo,sostiene gli sia stato detto da una fonte attendibile e vicina a Fort Hood,che soldati americani abbiano già ricevuto l’ordine di dislocamento in Siria.Scrivendo per il sito web del giornalista conservatore Mychal Massie,Bubalo cita una fonte vicina e verificabile dalla quale ha saputo che un suo amico a Fort Hood sarà spedito in Egitto per i prossimi 9 mesi.Bubalo poi scrive:“Ma quel soldato ha anche detto che se non era particolarmente gasato per il dislocamento in Egitto,gli era andata comunque meglio rispetto a quei soldati che rimanevano nella base militare,perché QUELLI AVEVANO APPENA RICEVUTO GLI ORDINI DI UN LORO DISLOCAMENTO IN SIRIA.
http://mychal-massie.com/premium/us-troops-receive-orders-to-deploy-to-syria/
Per il momento,Obama e Kerry ciurlano nel manico e danno l’idea di prendere in considerazione la pace. Cercheranno di farsi autorizzare dal Congresso un attacco,in caso la diplomazia fallisca…MA SANNO GIÀ CHE LA DIPLOMAZIA FALLIRÀ.Una volta pronti,Obama dichiarerà che si saranno verificate,e saranno quindi soddisfatte,le condizioni per le quali era stato autorizzato dal Congresso e quindi SCATENERÀ UNA PIOGGIA DI MISSILI DA CROCIERA SULLA SIRIA.E quando Obama attaccherà la Siria,succederà che gli Stati Uniti diventeranno ufficialmente gli alleati di al-Qaeda e di altri gruppi radicali jihadisti.
http://endoftheamericandream.com/archives/precious-little-girl-dismembered-while-she-is-still-alive-by-obamas-psychotic-syrian-rebels

( Marco Mazzocchi)

http://informare.over-blog.it/article-la-guerra-e-in-arrivo-10-motivi-per-i-quali-e-impossibile-una-soluzione-diplomatica-per-la-siria-120042151.html

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IL DISCORSO DI PUTIN

Il New York Times, voce liberal d'America, l'unico giornale rimasto in mano a una famiglia di fede democratica quindi vicina a Barack Obama, pubblica una lettera agli americani del presidente russo Vladimir Putin sulla crisi in Siria,discorso che è un capolavoro politico (pensate ai rozzi proclami da bovaro di Kerry) e che avrebbe dovuto trovar posto anche sui nostri giornali,lontani anni luce da una deontologia professionale stile NYT.
L'editoriale dal titolo «La Russia chiede cautela» non sta passando inosservato nell'America a maggioranza contraria all'intervento militare secondo tutti i sondaggi (in media il 60 per cento), ripiegata sui suoi guai economici ma non indifferente all'idea che del mondo ha un ex ufficiale del Kgb. 
Se Putin voleva attirare l'attenzione degli americani, ha fatto un buon lavoro, nota Cnn. 
Un piccolo shock.
Nonostante i soliti rambo un po' grotteschi...
John McCain lo giudica «un insulto all'intelligenza di tutti gli americani». 
Un altro senatore repubblicano, Jim Inhofe, si dice nauseato, mentre il democratico Robert Menendez vorrebbe addirittura vomitare dopo aver letto lo scritto di Putin.
A questi signori ha dato molto fastidio il passo sulla eccezionalità degli americani,concetto a cui sempre son stati abituati a credere,ma che la realtà ha spesso smentito.
Nonostante questi esseri che si credono speciali,le migliaia di commenti ricevuti in poche ore dal NYT dagli americani sono di tutt'altro tenore e possono essere sintetizzati da questo:
«Molti commenti sono simili, in pratica dicono: mi piace quello che ha scritto Putin ma magari ha altri motivi per farlo. Ma perché? il nostro presidente non potrebbe essere lo stesso? Perché ai discorsi di Obama crediamo e non dovremmo credere a Putin?»  

Ho voluto riportarlo per intero,perchè lo ritengo un discorso da grande leader mondiale,pur con le inevitabili furbizie interessate,ma di grande respiro e che tocca (al di là della specifica questione siriana) punti nevralgici dell'assetto mondiale,del ruolo e delle crescenti difficoltà Usa a causa della loro politica sbagliata.

Tenterò un commento al discorso (corsivo azzurro)

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 I recenti avvenimenti che riguardano la Siria mi hanno spinto a parlare direttamente al popolo americano e ai loro leader politici . È importante farlo dato il momento di insufficiente comunicazione tra le nostre società.
I rapporti tra di noi sono passati attraverso varie fasi. Siamo stati avversari durante la guerra fredda. 
Ma anche alleati ed insieme abbiamo sconfitto i nazisti. È stata poi istituita ONU – le Nazioni Unite – per impedire al passato di ripetersi.


Pur riconoscendo le tensioni tra i due Paesi si stabilisce una base di cooperazione su interessi comuni .

I fondatori delle Nazioni Unite capirono che le decisioni che riguardano guerra e pace devono avvenire solo con il consenso, e con il beneplacito degli Stati Uniti al diritto di veto dei membri permanenti del Consiglio di Sicurezza, come sancito nella Carta delle Nazioni Unite. La profonda saggezza di questa Carta ha sostenuto la stabilità delle relazioni internazionali per decenni.

Putin difende il diritto della Russia di usare il proprio veto per bloccare qualsiasi azione degli Stati Uniti in Siria.Ma lo fa abilmente citando l'assenso Usa al diritto di veto.
Diritto di cui ambedue i Paesi hanno spesso abusato

Nessuno si augura che le Nazioni Unite subiscano il destino della Società delle Nazioni, crollata perché mancava di un vero impulso. Ma questo può accadere, nel caso in cui i Paesi influenti del Consiglio scavalchino le Nazioni Unite ed intraprendano un’azione militare senza l’autorizzazione del Consiglio di Sicurezza.

La Società delle Nazioni crollò perché nessuno la prese seriamente, Stati Uniti compresi.

Il potenziale attacco da parte degli Stati Uniti contro la Siria, nonostante la forte opposizione di molti Paesi e di importanti leader politici e religiosi, compreso il Papa, si tradurrà in un maggior numero di vittime innocenti e in una escalation che potenzialmente potrebbe diffondere il conflitto ben oltre i confini della Siria. 
Un attacco aumenterebbe la violenza e scatenerebbe una nuova ondata di terrorismo. Si potrebbero inoltre minare gli sforzi multilaterali tesi a risolvere il problema nucleare iraniano e il conflitto israelo-palestinese, e l’attacco destabilizzerebbe ulteriormente il Medio Oriente e il Nord Africa. Potrebbe infine causare il sovvertimento dall’attuale equilibrio dell’intero sistema di leggi e ordine internazionali.

Putin fa balenare che un attacco,a cui molti si oppongono,potrebbe avere conseguenze incalcolabili e contrarie agli stessi interessi Usa,(Negoziati Usa-Iran,terrorismo....)

La Siria non sta combattendo una battaglia per la democrazia, ma un conflitto armato tra governo e opposizione in un Paese multi-religioso. Non sono molti gli esempi di democrazia in Siria. Ma ci sono ancora più combattenti di Al-Qaeda ed estremisti di tutti i tipi (di tutte le bande) che combattono contro il governo. Questo conflitto interno, alimentato da armi straniere fornite all’opposizione, è uno dei più sanguinosi nel mondo.
I mercenari provenienti da Paesi arabi che stanno combattendo in Siria e le centinaia di militanti provenienti da Paesi occidentali (anche dalla Russia), sono un problema che crea in noi profonda preoccupazione. Potrebbero anche tornare nei rispettivi Paesi con esperienza nefasta acquisita in Siria. Dopotutto, dopo aver combattuto in Libia, gli estremisti si spostarono in Mali. Questo aspetto della questione minaccia tutti noi.

Ancora forti motivazioni contro il coinvolgimento esterno nella guerra civile della Siria.
La preoccupazione sulla Siria coltivatrice di violenza estremista, sta probabilmente a cuore a Putin, sicuramente a conoscenza dei Ceceni che combattono in Siria e che potrebbero plausibilmente creare problemi, una volta tornati in Russia.Comunque ,una minaccia comune.

Fin dall’inizio, la Russia è stata la fautrice di un dialogo pacifico, consentendo ai siriani di sviluppare un piano di compromesso per il proprio futuro. Non stiamo proteggendo il governo siriano, ma il diritto internazionale. Abbiamo la necessità di usare al meglio il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite e di credere che il far preservare l’ordine pubblico nel mondo turbolento e complesso del giorno d’oggi è uno dei pochi metodi per impedire che le relazioni internazionali scivolino nel caos. La legge è ancora la legge, e noi dobbiamo seguirla, che ci piaccia o no. Secondo l’attuale diritto internazionale, la forza è consentita solo per legittima difesa o per decisione del Consiglio di Sicurezza. Tutto il resto è inaccettabile ai sensi della Carta delle Nazioni Unite e costituirebbe un atto di aggressione.

Putin sta cercando di far passare il proprio supporto ad Assad come semplice rispetto del diritto internazionale. È vero che, secondo lo Statuto dell’ONU, praticamente ogni attacco USA in Siria non sarebbe permesso dal diritto internazionale. Un vero dilemma per Obama, dato che sta provando a dipingere gli attacchi contro la Siria come intesi per sostenere il diritto internazionale contro l’utilizzo di armi chimiche.Ma è anche vero che la Russia di Putin ha avviato una guerra contro la Georgia appena cinque anni fa,non approvata dal Consiglio di sicurezza ONU.

Nessuno mette in dubbio che in Siria sia stato utilizzato gas velenoso. Ma vi è ogni ragione per credere che non sia stato utilizzato dall’esercito siriano, ma dalle forze di opposizione per provocare l’intervento da parte dei loro potenti protettori stranieri, che in tal caso si schiererebbero attivamente con i fondamentalisti . Non possono essere ignorate alcune informazioni che fanno sospettare come i militanti stiano preparando un altro attacco, questa volta contro Israele.

Putin evidenzia astutamente le considerazioni che molti americani hanno fatto,e cioé di combattere fianco a fianco coi terroristi ,che minacciano pure Israele

È allarmante che per gli Stati Uniti sia diventato abituale un intervento militare in conflitti interni di Paesi stranieri. È negli interessi a lungo termine degli Stati Uniti? Ne dubito. Milioni di persone  in tutto il mondo vedono sempre di più l’America non come un modello di democrazia ma come un modello che si basa unicamente sulla forza bruta, che crea coalizioni sotto lo slogan “o sei con noi o sei contro di noi”.
Ma la forza si è rivelata inefficace e inutile.
L’Afghanistan sta barcollando e nessuno può dire cosa accadrà dopo che le forze internazionali si saranno ritirate.
La Libia è divisa in tribù e clan.
In Iraq continua la guerra civile, con decine di morti ogni giorno.
Negli Stati Uniti, molti pensano ci sia un’analogia tra l’Iraq e la Siria e si chiedono perché il loro governo vorrebbe ripetere questi errori.
Non importa quanto siano mirati gli attacchi o quanto siano sofisticate le armi: le vittime civili sono inevitabili, compresi anziani e bambini, che gli attacchi dovrebbero avere lo scopo di proteggere.

Queste sono accuse pesanti,ma incontrovertibili (si cita ancora l'interesse Usa...).. 
Forti motivazioni che si richiamano alle discussioni che molti americani stanno facendo contro l'intervento.
La memoria dell’Iraq,i fallimenti politici elencati pesano in maniera massiccia sugli Stati Uniti e Putin è come volesse rigirare il coltello nella piaga ricordandoli 
La Russia si oppone con impeto all’intervento occidentale in paesi stranieri, visto come una continuazione dell’imperialismo occidentale ed un’indiretta minaccia alla Russia stessa.

Il mondo reagisce chiedendosi: se non puoi contare sul diritto internazionale, allora si devono trovare altri modi per garantire la sicurezza. Così un numero crescente di Paesi cerca di acquisire armi di distruzione di massa. Questo è logico: se tu hai la bomba, nessuno potrà toccarti. Si parla tanto, inutilmente, sulla necessità di rafforzare la non proliferazione, quando in realtà non è così.
Dobbiamo smettere di usare il linguaggio della forza e riprendere la civile via degli accordi diplomatici e politici.

Questo imperialismo spinge inevitabilmente i vari paesi minacciati a difendersi,anche con la dotazione nucleare.Putin fa presente come una politica di aggressione non può che provocare la volontà di diversi paesi di dotarsi di armi nucleari,con tutte le conseguenze del caso.La strada è un'altra.La Russia di Putin è credibile, ha in effetti fatto degli importanti passi verso la non proliferazione, inclusa la firma di uno storico trattato di disarmo nucleare, New START, con il presidente Obama nel 2010.

In questi ultimi giorni è emersa una nuova opportunità di evitare l’azione militare. Gli Stati Uniti, la Russia e tutti i membri della comunità internazionale devono approfittare della volontà del governo siriano di mettere il suo arsenale chimico sotto il controllo internazionale per la successiva distruzione. A giudicare dalle dichiarazioni del Presidente Obama, gli Stati Uniti vedono questa possibilità come un’alternativa ad un’azione militare.

Qui il colpo finale di Putin che ha messo alle corde (per ora) Obama: seguiamo il piano russo, con la Siria che rinuncia alle proprie armi chimiche in cambio di un non-attacco da parte degli Stati Uniti. 
Ed Obama, chiaramente, non può che mostrarsi  interessato per uscire dall'impasse in cui lui e Kerry si erano ficcati.Altro esempio di dilettantismo politico,a cui Putin offre un salvagente.Questa l'impressione generale.
Per molti anni la Russia è stata costretta a un ruolo di secondo piano: ha giocato di rimessa, dicendo sempre e solo «no». Ora che sulla Siria è riuscito a riprendere l'iniziativa e a conquistare una certa centralità, Putin prova a proporsi come punto di riferimento internazionale non solo ai Brics (le economie emergenti, dalla Cina al Brasile) come ha fatto al G-20 di San Pietroburgo, ma anche a molti altri Paesi: quelli che, insofferenti della leadership americana, osservano oggi con compiacimento le difficoltà di Obama

Accolgo con favore l’interesse del Presidente a proseguire il dialogo con la Russia sulla Siria. Dobbiamo lavorare insieme per mantenere viva questa speranza, come concordato nel mese di giugno nel G8 a Lough Erne in Irlanda del Nord e portare di nuovo la discussione verso i negoziati.
Se possiamo evitare la forza contro la Siria, questo migliorerà il clima negli affari internazionali e rafforzerà la fiducia reciproca. Sarà un nostro successo comune e aprirà le porte alla cooperazione su altre questioni critiche.

Contentino ad Obama,dopo averlo ridicolizzato politicamente,apparendo Putin come uomo di pace,di buon senso e aperto all'amicizia Usa.

Il mio rapporto personale e di collaborazione con il Presidente Obama è segnato da crescente fiducia. Apprezzo tutto questo. Ho studiato con attenzione il suo discorso di martedì alla nazione e sono in disaccordo con una frase pronunciata da Obama, sull’eccezionalità dell’America, affermando che la politica degli Stati Uniti è “ciò che rende l’America diversa. È ciò che ci rende eccezionali”.
È estremamente pericoloso incoraggiare la gente a vedersi eccezionali, qualunque sia la motivazione.

Altro contentino ad Obama,ma nel contempo un altro colpo (che ha sollevato molte polemiche) ad una delle convinzioni base degli americani: siamo un popolo speciale,eccezionale,quasi incaricato di una missione verso l'umanità.Cosa ovviamente non vera,ma a cui gli americani sono da sempre abituati a credere,nonostante i disastri politici che Putin ha in precedenza elencato.
E' anche curare l’orgoglio russo ferito da un’avvertita prepotenza americana. Questo affondo all’“eccezionalità americana” ne è una grande illustrazione.


Ci sono grandi Paesi e piccoli Paesi, ricchi e poveri , quelli con lunghe tradizioni democratiche e quelli che ancora devono trovare la loro strada verso la democrazia. Anche le loro politiche sono diverse.

Anche loro sono eccezionali...

Siamo tutti diversi , ma quando chiediamo le benedizioni del Signore, non dobbiamo dimenticare che Dio ci ha creati uguali .

Sembra una citazione della costituzione Americana....
Fa notare che  la Russia è una nazione prevalentemente Cristiana. E anche una affermazione di sovranità,  tutte le nazioni sono uguali e dunque nessun paese dovrebbe interferire con un altro.

14 commenti:

  1. Mah,è difficile dirlo.Ora sono stati avviati negoziati,ma la voglia di molti per un attacco è ancora forte.Non saprei fare una profezia attendibile.
    Sebbene astuto e pro domo sua(e anche un po' ipocrita in certi punti),il discorso di Putin resta quello di un vero leader,con molte frecce incontestabili nel suo arco.Si è riproposto all'attenzione del mondo,e conseguentemente la Russia come potenza che conta ancora qualcosa.

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    1. Già....sebbene pare che i negoziati continuino,non si può escludere ancora nulla.certo Putin ne è uscito bene

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  2. "Siamo tutti ^diversi^ , ma quando ^chiediamo le benedizioni^ del Signore, non dobbiamo dimenticare che Dio ci ha creati ^uguali^ .
    D'accordo con te,sulla "bellezza"della frase....a chiusura del discorso,che Putin ha inviato a Obama Barack(stà per Benedetto)....e in pratica a "tutti" gli Americani.
    Diverse "possibili" le chiavi di lettura....come tutti i discorsi "importanti",tra uomini "importanti"....al vertice delle alte gerarchie che "rappresentano" e che li "sostengono"....e contemporaneamente "a capo" delle genti che "governano".
    Messaggio semplice,per spiegare alle"folle"....i benefici di una convivenza pacifica...evitando le guerre!....e chi non potrebbe essere d'accordo?
    Messaggio,probabilmente, più criptico quando si parla ad alto livello,"tra Potenti"....Il dubbio viene quando si gioca su evidenti contrapposizioni....."siamo tutti diversi"...ma non dobbiamo dimenticare che"Dio ci ha creato uguali"
    Qui sembrerebbe che non è più Putin che parla ad Obama,ma la "Dirigenza Russa"(che rappresenta)...che parla alle"Dirigenze Americane"(rappresentate da Obama)...
    E' noto che gli USA sono uno Stato di emigranti dove,oggi, si trovano a convivere......ondate successive di popoli emigrati... diversi per le loro,Religioni,tradizioni(e perchè no?...gerarchie)....primi gli Spagnoli,poi gli Anglosassoni/Tedeschi in generale....infine i "Russi"....(il Melting Pot non ha funzionato,ad oggi, al 100x100)
    La Russia invece,a parte tante influenze/ingerenze storiche tedesche,è abitata prevalentemente da Russi ...non è terra per migranti.
    Che il messaggio,allora, sia più profondo della sua semplice apparenza?
    Forse un appello dei Russi ai loro fratelli Russi in USA(influenza da non sottovalutare),che si facciano promotori(nello Stato più potente del mondo) di un processo di meditazione/ pacificazione....invece di decidere di buttarsi in avventure....che potrebbero sfuggire di mano e avere risultati distruttivi incontrollati,oltre che.... "nell'area del conflitto"....per rappresaglie conseguenti..... nel resto del Mondo.
    E per questa bella chiusura(d'invito alla pace),come tu fai notare di sapore sia Laico che Cristiano...e non solo..., Putin(o chi per Lui)seglie dei giorni in cui in tutto il mondo....^si chiedono "benedizioni" al Signore^....da parte di fratelli "diversi"....."ma" creati " da Dio uguali"tra loro.Ciao Tonino

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    1. "siamo tutti diversi"...ma non dobbiamo dimenticare che"Dio ci ha creato uguali"...la frase è certo efficace,ma qui Putin fa un po' il paraculo,non è che sia tanto tenero con i "diversi" oppositori...!
      Vero è che occorre considerare che la democrazia in Russia non è mai esistita e che Putin,per nella tradizione,si sforza comunque di poterci arrivare....ma insomma...D'altronde neppure Obama può insistere più di tanto su questo tasto,considerato che fino a non molto tempo fa si bruciavano i neri sulle croci infuocate dei galantuomini del KKK...
      Può anche darsi che il riferimento sia a quanto tu dici,i motivi ci sarebbero...ma anche molto più in generale a popoli diversi che gli Usa non comprendono o considerano inferiori....

      Pur con celate furbizie,ammiccamenti dai vari significati e una dose di paraculismo,ciò non toglie che sia un discorso degno di uno statista di primo piano..

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    2. .....e che ha molto colpito il popolo americano,pur in certi passaggi duri,non credo cvhe si aspettassero un tal discorso....da un russo...

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  3. Dopo l'ispezione Onu,Il segretario generale tuttavia frena su ogni attribuzione di responsabilità: «La squadra di Ake Sellstrom ha determinato il fatto che sono state utilizzate armi chimiche». «Il loro mandato - ribadisce Ban in conferenza stampa - era determinare se tali armi fossero state usate, non da chi».
    Ciò nonostante tutti i giornali titolano Assad ha usato a ghouta uil gas.

    http://www.lastampa.it/2013/09/16/esteri/siria-ecco-il-rapporto-dellonu-quattordici-attacchi-chimici-a-goutha-il-gas-era-nei-razzi-tgB1mwXrC7r7iUM0HZzR8J/pagina.html

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  4. Questo sul direttore commissione ONU,Åke Sellström,

    I campioni prelevati dagli ispettori dell'ONU in Siria vengono analizzati nei laboratori dell'Agenzia svedese per la ricerca, la difesa e la sicurezza ( FOI ).

    Fin ora niente di scioccante visto che la Svezia è " a priori " " neutra " e non fa parte della coalizione pro-guerra contro la Siria.

    In realtà non è proprio il caso.

    Nel 2012 la radio svedese a fatto scoppiare uno scandalo nazionale dopo aver rivelato che la FOI del cui direttore non era altri che il Signor Åke Sellström, che lavorava dal 2007 per l'Arabia Saudita ad un progetto per costruire un impianto di produzione di armi anticarro ( il progetto
    " soumoum " che significa "veleno" in arabo).

    La radio precisa per questo scopo, una società " schermo " di comodo ( camuffaggio ) è stato istituito con il nome di SSTI per nascondere le transazioni tra la JTF e il governo svedese, da un lato, e l'Arabia Saudita un altro parte. I Media svedesi impadronitisi della questione e criticano fortemente il governo che "fornisce armi ad una dittatura. "

    La polemica fu tale che il ministro della Difesa Sten Tolgfors finalmente si dimise nel marzo 2012 (7) e si convertì in venditore di armi (Cool
    L'anno scorso, la Svezia ha venduto apparecchiature militari per un importo di 13,9 miliardi di corone (2,5 miliardi dollari) e l'Arabia Saudita è stato il secondo cliente.

    Riprendiamo il filo conduttore: il capo della missione delle Nazioni Unite che studia l'uso di armi chimiche in Siria è anche direttore del Laboratorio di FIO (9) analisi dei campioni prelevati a Ghouta e dipende dal laboratorio dell'Agenzia di ricerca di governo svedese che è segretamente finanziato dai sauditi. Il cerchio è completo!

    http://davi-luciano.myblog.it/archive/2013/09/14/siria-onu-ake-sellstrom-attivita-occulte-5690357.html

    http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=Forums&file=viewtopic&t=63101


    Incredibile: Il contenuto del link
    http://www.foi.se/sv/nyheter/Press–nyheter/Pressmeddeland...

    che era liberamente disponibile, per nove anni. è scomparso questa mattina ( l'ò consultato io stesso,alcune ore fa ). Era un comunicato stampa del 13/10/2004 sulle attività di Åke Sellström all'interno del FIO ( n.d.t. si riferisce al FOI ) come direttore del dipartimento della protezione dei materiali nucleari, chimici e biologici. C'era anche l'e-mail Sig. Sellström: @ ake.sellstrom foi.se
    Invece, ho trovato questo messaggio (in svedese, naturalmente): L'accesso alle informazioni è limitato agli scienziati altamente qualificati che sono esperti in vari campi.

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  5. Il leader di Al Qaeda, lo strano sceicco Al Zawahiri, che da un decennio risulta ancora introvabile, nonostante gli siano addosso tutti i servizi di intelligence del mondo – ma esiste veramente o è un fantasma che abita il web? – ha diramato un nuovo video, invitando i suoi militanti a colpire gli Usa, ossia il suo fornitore di armi e di intelligence, il suo istruttore e protettore politico nell'operazione Siria.
    rik

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  6. Fernando Rossi era lì.""Ero in riunione con gli ispettori ONU quando è giunta la notizia del presunto uso di armi chimiche a Damasco...."


    http://demo.testelibere.it/blog/siria-%C3%A8-bene-diffondere-la-verit%C3%A0

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