lunedì 16 settembre 2013

DUE VIDEO DA NON PERDERE

Finalmente possiamo ascoltare il prof.Bagnai senza che sia interrotto ogni 10 secondi da domande stupide.
TGCOM24.
Ma toh.....il professore parla esattamente come in alcuni nostri precedenti posts....! Lo arruoleremo...

 



Presentazione del libro "Europa Kaputt" di Antonio Maria Rinaldi - Camera dei Deputati



 


 Interventi
(con durata dei tempi ,in modo da permettere ai lettori di scegliere l'intervento preferito)


Claudio Borghi Aquilini,Docente di Economia degli Intermediari Finanziari presso l'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano -
4' 21"

Anna Morgante Presidente della Scuola di Scienze Economiche, Aziendali, Giuridiche e Sociologiche dell’Università "G.d'Annunzio" di Chieti-Pescara -
4' 45"

 Vincenzo Scotti.Presidente della "Link Campus University" di Roma -
10' 39"

Alberto Bagnai .Docente di Politica Economica, Università "Gabriele d’Annunzio" di Chieti-Pescara
3' 11"

Paolo Savona professore Emerito di Politica Economica pressso l'Università LUISS Guido Carli di Roma
12' 7"

Giuseppe Guarino, professore emerito di Diritto Amministrativo presso l'Università degli Studi "La Sapienza"
36' 44"

Claudio Borghi Aquilini 
18' 47"

 Alberto Bagnai 
43' 26"

Antonio Maria Rinaldi,Docente di Finanza Aziendale, Università "Gabriele d’Annunzio" di Chieti-Pescara e "Link Campus University" di Roma - Autore del libro 
17' 29"

Giorgio La Malfa presidente della Fondazione Ugo La Malfa
17' 47"

Claudio Borghi Aquilini 
2' 6"

17 commenti:

  1. Credo sia importante,ma non ho ben capito l'intervento di Guarino sullo specifico giuridico.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Sinceramente nemmeno io nei dettagli,sebbene sia chiaro il concetto finale.si parla di documenti che non so che siano e di articoli che non ho sottomano.
      Risulta però chiaro che Guarino sostiene una illegalità giuridica dei trattati,vanificati da questo famoso documento aggiunto al testo originale.Cercherò in rete di trovarlo e maggiori dettagli.

      Elimina
  2. Bagnai ha ripetuto le sue tesi,mi ha stupito La Malfa,non credevo fosse così antieuro.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Anche a me,lo pensavo adagiato sulla vulgata mainstream,invece era pure incazzato....

      Elimina
  3. Vedo con "finto stupore" che Bagnai, molto compito e preciso, abbia di fatto aggirato il problema di fondo.
    E' verissimo molte cose che ha detto ma, guarda caso, non è andato nel fulcro del problema.
    Vorrei ricordare che il perno sta nella nostra sovranità monetaria. Ovvvero per dirla in modo banale, ma banale non lo è, non abbiamo più la banca di stato, la Banca d'Italia ante 1980, dopo è diventata Bankitalia, di fatto una banca di diritto pubblico ma in sostanza formata da banche private. Allora, perchè Bagnai fa tanti giri di parole, ma non dice che lo Stato italiano... nella fattispecie noi operai,impiegati, commercianti, piccoli industriali, artigiani, professionisti ecc. ecc. dobbiamo PAGARE INTERESSI ALLE STESSE? Se a qualche duno volesse fare di conto, scoprirebbe che lo stato italiano, ha dal 1980 sino ad oggi P A G A T O
    la bellezza di 3.000.000.000.000 (TREMILA MILIARDI DI EURO) alle banche che manovrano a loro piacere e fanno alzare come vogliono lo spread. BAGNAI, BAGNAI CERCA DI ESSERE PIU' SERIO. Restare nell'Euro è una follia, andare a pagare quanto loro ci chiedono è peggio.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. L'ha detto in Tv e in video e scritto mille volte dappertutto,compreso il suo libro...certo,se lo senti per la prima volta non è che può ripetere sempre la storia d'Italia....
      Serio? E quando mai ha detto di restare nell'euro? Sono almeno un paio d'anni che dimostra con dati che l'euro è una sciagura.magari dai un'occhiata al suo blog...
      Naturalmente d'accordo su bankitalia e il dato interessi che dici.

      Elimina
  4. Il presupposto della crescita è IMPRESCINDIBILE per il rispetto dei trattati, altrimenti la stessa UNIONE EUROPEA diventa inutile. Nel momento in cui la presenza di una moneta unica non garantisce più il presupposto della crescita, non ha senso di esistere neppure più il trattato e dopo l'introduzione dell'euro la crescita nei paesi che l'hanno adottato si è rallentata fino a fermarsi negli ultimi anni, con l'arrivo della crisi economica. La disciplina comune fu rappresentata da quella degli STATI c.d. SENZA DEROGA (sarebbero gli stati migliori, che hanno passato l'esame a pieni voti, i più forti), con pari dignità di quelli c.d. CON DEROGA (cioè gli Stati più deboli, liberati per questo dagli adempimenti più gravosi). L'obiettivo della crescita fu lasciato agli Stati membri perché l'Unione non aveva mezzi propri, ma viveva di mezzi fornitigli da questi, infatti i Fondi EUROPEI a disposizione degli Stati membri sono meno di quello che hanno versato per creare l'Unione, nei fondi concessi sono presenti anche le spese di creazione dell'Unione e i fondi messi a disposizione per i paesi più deboli. Come realizzare l'obiettivo della crescita è una decisione che spetta al singolo Stato, sulla base della propria POLITICA ECONOMICA (specificato dall'art. 102 del trattato di Maastricht). Lo Stato ha diritto ad avere una propria politica economica in quanto con essa produce crescita contribuendo così all'Unione e fornendogli i fondi. Unico strumento rimasto allo Stato (che non possiede più la possibilità di fare manovre sui cambi, ne manovrare la propria moneta, non può fare inflazione controllata o dare aiuti alle imprese per specifica disciplina del trattato) per adempiere all'obiettivo primario dell'Unione è l'INDEBITAMENTO (nella misura del 3% di deficit annuale e 60% di debito totale massimo come previsto dall'art. 104/c del trattato)
    Inoltre il Professore fa notare che l'euro che oggi è stato adottato dai vari paesi non è l'euro che era stato previsto dai trattati ( di Maastricht prima e di Amsterdam poi e infine il trattato di Lisbona), ma quello descritto da un regolamento, il 1446/97 (indovinate chi è stato il commissario che ha firmato questo regolamento, si proprio lui MARIO MONTI), che poi è diventato il presupposto per il successivo regolamento denominato FISCAL COMPACT, che limitava l'unico strumento lasciato agli Stati membri dal Trattato di Maastricht per adempiere all'obiettivo primario dell'Unione, cioè la crescita, imponendo infatti il PAREGGIO di BILANCIO a medio termine (tra l'altro lo Stato non può decidere neppure i tempi del rientro perché come è noto è la Commissione Europa a decidere in quanto tempo lo stato deve raggiungere il suddetto pareggio) si elimina in questo modo l'ultimo strumento che viene lasciato agli Stati per poter contribuire alla crescita dell'Unione, cioè l'indebitamento, mettendo in discussione tutto il senso dei trattati. Per cui definire EURO questa moneta adottata dagli Stati è una truffa per via del fatto che si basa su un regolamento che è stato firmato 3 mesi prima del trattato di Amsterdam, che quindi abrogherebbe il suddetto regolamento e invece riafferma i principi del trattato di Maastricht. Senza contare che il pareggio di bilancio imposto, vanifica l'obiettivo di tutti i trattati che consiste nel favorire la crescita dei vari Stati, rendendo nullo qualsiasi patto.

    Credo sia questo l'intervento di Guarino sullo specifico giuridico! Ciao Tony

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Grazie del tuo onteressamento a beneficio di tutti e dei dettagli che esponi.IIl Professore fa notare che l'euro che oggi è stato adottato dai vari paesi non è l'euro che era stato previsto dai trattati .Ma fin qui ci siamo,come il punto precedente...ma perchè?....é questo famoso documento - un regolamento, il 1446/97 - che vorrei leggere per capire.
      Il pareggio di bilancio c'era pure nel trattato di Maastricht,non è che è questo famoso documento l'ha eliminato.Lo Stato può ancora indebitarsi anche ora entro il limite del 3%.
      Dove sta l'inghippo giuridico per cui questo docimeto,questo regolamento invalida i trattati ?
      Non mi è ancora chiara sta cosa se non leggo questo regolamento firmato da Monti,e le date.
      Magari cercherò di risentire il professore,che non è che brilli per chiarezza di esposizione....

      Elimina
  5. Ecco altre info sull'argomento,con accenni al regolamento di Guarino sul 1^ link , mentre sul 2^ link al punto 2 il regolamento 1446/97...Ciao Tony.
    http://www.costituzionalismo.it/stampa.asp?thisfile=art20111121-1.asp
    http://eur-lex.europa.eu/JOHtml.do?uri=OJ%3AL%3A1997%3A198%3ASOM%3AIT%3AHTML

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Grazie Tony....me lo leggo con calma,poi ci risentiamo...

      Elimina
  6. Convegno molto interessante finalmente. Ho trovato molto significativo l'intervento di Giorgio La Malfa che ha detto chiaramente come l'euro sia non riformabile. Ha anche proposto di formare un partito pro Europa ma Antieuro. Credo che un movimento politico con Bagnai, Savona, ecc potrebbe prendere molti voti e avere un peso politico ancora superiore condizionando il comitato dei mediocri che ci governa. Spero vivamente che ci sia la possibilità di farlo.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Noi lo diciamo da sempre....non è escluso che ci si arrivi ad un mov.politico,ma purtroppo Bagnai,Savona ed altri sono economisti,cosa molto diversa da leaders politici che,sempre purtroppo,non vedo all'orizzonte.....ovviamente esclusi tutti i vecchi marpioni della casta,tutti favorevoli all'euro,nei fatti...

      Elimina
  7. Secondo me Bagnai e Savona prenderebbero un sacco di voti. Bagnai in particolare è un ottimo comunicatore. Certo bisogna trovare gli organizzatori e creare una struttura. L'importante è avere il senso del limite.Un partito antieuro e pro europa sarebbe secondo me in grado di prendere anche molti finanziamenti da parte dei ceti piu' produttivi e potrebbe trovare importanti alleati a livello internazionale.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. La loro presenza in un partito o movimento potrebbe avere l'effetto che dici,ma non credo abbiano nè la voglia nè le qualità di un capo partito.
      La cosa certa è che occorre un vero partito antieruro

      Elimina
  8. Mi sembra che Savona proponga la strategia più lucida. Fare una forte proposta europeista e pro euro e una volta incassato il quasi certo fallimento di questa iniziativa , passare al piano B. In questo modo si attenuerebbe il rischio di strumentalizzazioni e tutto sarebbe molto piu' chiaro anche a livello di opinione pubblica.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Non capisco questa frase "Fare una forte proposta europeista e pro euro "....una proposta europeista pro euro? Non ce ne sono già abbastanza....? Noi siamo contro l'euro e questa europa.

      Elimina
  9. Dịch vụ báo cáo tài chính cuối năm tại biên hòa
    Dịch vụ báo cáo tài chính cuối năm tại huế
    Dịch vụ báo cáo tài chính cuối năm tại đà nẵng
    Dịch vụ báo cáo tài chính cuối năm tại hưng yên
    Dịch vụ báo cáo tài chính cuối năm tại vĩnh phúc
    Dịch vụ báo cáo tài chính cuối năm tại phú thọ
    Dịch vụ báo cáo tài chính cuối năm tại hải dương
    Dịch vụ báo cáo tài chính cuối năm tại quảng ninh
    Dịch vụ báo cáo tài chính cuối năm tại thái bình
    Dịch vụ báo cáo tài chính cuối năm tại bắc giang
    Dịch vụ báo cáo tài chính cuối năm tại thái nguyên
    Dịch vụ báo cáo tài chính cuối năm tại nam định
    Dịch vụ báo cáo tài chính cuối năm tại thanh hóa
    Dịch vụ báo cáo tài chính cuối năm tại hà nam
    Dịch vụ báo cáo tài chính cuối năm tại ninh bình
    Dịch vụ báo cáo tài chính cuối năm tại hà tĩnh
    Dịch vụ báo cáo tài chính cuối năm tại nghệ an
    Thuê Dịch vụ báo cáo tài chính
    Thuê Dịch vụ báo cáo tài chính tại quận cầu giấy
    Thuê Dịch vụ báo cáo tài chính tại quận tại từ liêm
    Thuê Dịch vụ báo cáo tài chính tại quận thanh xuân
    Thuê Dịch vụ báo cáo tài chính tại quận hà đông
    Thuê Dịch vụ báo cáo tài chính tại quận long biên
    Thuê Dịch vụ báo cáo tài chính tại quận đống đa
    Thuê Dịch vụ báo cáo tài chính tại quận ba đình
    Thuê Dịch vụ báo cáo tài chính tại quận tây hồ
    Thuê Dịch vụ báo cáo tài chính tại quận hoàng mai

    RispondiElimina