martedì 9 luglio 2013

GEOPOLITICA DEI GASDOTTI, LA FINE MISEREVOLE DEL NABUCCO

Prima di staccare per andarcene un po' in ferie,pubblichiamo volentieri questa notizia,dopo che in passato più volte ci siamo occupati nel blog della questione dei gasdotti  NABUCCO-SOUTH STREAM,sostenendo a più riprese la non fattibilità ,e comunque la non convenienza per noi del NABUCCO.
I fatti ci hanno dato ragione.E ancora una volta la UE ha dimostrato quale cricca affaristica sia,e come noi sacrifichiamo sempre ad altri i nostri interessi.
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Oggi parliamo di come l’Europa butti politicamente se stessa dalla finestra ed i denari dei contribuenti nel water per sottostare al volere di Stati terzi, impropriamente chiamati alleati, in realtà sovrani delle nostre decisioni strategiche.

Uno dei principali nodi della fase storica presente è quello energetico e passa dalla geografia dei pozzi e dal  groviglio di dotti che attraversano le traiettorie della politica mondiale, determinando intese o diatribe tra i Paesi e le varie aree territoriali.
Il tema energetico non attiene unicamente all’industria ma è un’arma geopolitica per penetrare in mercati avanzati, incidere sui rapporti di forza internazionali, creare delle zone d’influenza, veicolare la politica estera.
L’Italia, grazie all’Eni, era riuscita a cavalcare la tigre degli approvvigionamenti e delle prospezioni, estendendo i propri affari in ogni parte del pianeta, anche nelle zone più difficili ed instabili, con accordi paritari o win-win (come si dice in linguaggio tecnico) che altre compagnie, troppo abituate ad imporre la potenza dello Stato di provenienza, si rifiutavano di offrire.
Tra questi progetti importanti c’era, ma tutto sommato c’è ancora sebbene ridimensionato per l’Eni, il South Stream, gasdotto fortemente voluto da russi che ci convocarono all’impresa in ragione di legami privilegiati che attualmente però sono logorati.



Il South Stream è un’autostrada del gas che aggira alcune nazioni, come l’Ucraina, che avevano creato interruzioni dei servizi negli anni precedenti, in virtù di alcune dispute politiche ed economiche con Mosca. Inizialmente, il partenariato era a due,Eni e Gazprom, poi le pressioni europee e quelle statunitensi hanno costretto il Cane a sei zampe ad annacquare la propria quota, scendendo al 20% per fare spazio alla tedesca Wintershall ed alla francese EdF, con un 15 % ciascuna.

Nel frattempo, l’UE ha fatto di tutto per depotenziare la portata di tale programma poichè, a detta dei burocrati reggicoda di Bruxelles, la dipendenza dalla Russia sarebbe stata eccessiva.
In verità, erano soprattutto gli americani a non apprezzare la crescente contiguità tra le imprese di stato russe e le altre aziende europee, in primis italiane.
L’obiettivo americano, dopo la presidenza Bush, fu quello di recidere di netto i colloqui russo-italiani sulla politica estera in generale e su quella energetica in particolare, visti come fumo negli occhi negli ambienti atlantici.
Cosicché, Washington e Bruxelles s’inventarono di sana pianta, in barba alla disponibilità di risorse e alla fattibilità del progetto, un altro gasdotto chiamato Nabucco,alternativo al South Stream e molto più vicino alle aspirazioni degli yankees, orientati a limitare l’influenza del Cremlino in Europa. I


Il Nabucco, doveva attraversare la Turchia ,riempiendosi di materia prima dal mar Caspio, sia dalla riva occidentale azerbaigiana che da quella orientale turkmena. Pazienza se lo stesso si rivelava impossibile sin dall’inizio, era un modo come un altro per prendere tempo e ricondurre a più miti consigli noialtri.

E’ notizia di questi giorni che il Nabucco è definitivamente fallito, migliaia di km di irrealizzabilità e di fervida immaginazione euroamericana, sono bastati se non a sbarrare almeno a rallentare e ridimensionare le nostre velleità sul South Stream che certo erano più concrete ma molto meno accettabili Oltreoceano. Adesso che contiamo di meno, ora che ad avvantaggiarsene saranno russi, francesi e tedeschi i tubi potranno essere sistemati con meno rischi per i nostri falsi alleati.

Ma torniamo al Nabucco e vediamo come ce lo presentava l’Ue pur di persuaderci a tornare sui nostri passi e rinunciare al  South Stream.  L’intento apparentemente innocente ma totalmente  falso era di differenziare le fonti di approvvigionamento per non creare situazioni  di dipendenza da un solo fornitore che, nel nostro caso, era il terribile orso russo il quale avrebbe potuto ricattarci per ottenere maggiore spazio nelle questioni interne.
La commissione europea, per il Nabucco Gas Pipeline International GmbH, arrivò a stanziare 200 000 000 di euro e a strappare impegni dalla Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo e dalla Banca europea per gli investimenti al fine di ottenere ulteriori fondi. Nel 2007 la Commissione europea nominò quattro Coordinatori per progetti nel settore dell’energia, con la missione di monitorare ed agevolare la realizzazione di quelli prioritari. Tra questi era compreso il Nabucco e tra gli esperti c’era il nostro professore bocconiano Mario Monti, uno che dovunque è andato ha reso prioritaria l’inefficienza e l’inutilità.

Nella relazione generale sull’attività dell’Unione Europea del 2009 così veniva enfatizzato il Nabucco:
“A luglio quattro Stati membri dell’UE (Bulgaria, Ungheria, Austria e Romania) e la Turchia hanno firmato ad Ankara l’accordo intergovernativo Nabucco, che definisce un quadro per l’esportazione di gas dai ricchi giacimenti del Mar Caspio e del Medio Oriente in Turchia e nell’UE, attraverso un oleodotto che attraversa la Bulgaria, la Romania e l’Ungheria fino al centro di smistamento austriaco di Baumgarten. Grazie a Nabucco, i paesi europei che per ora dipendono interamente da un fornitore esterno vedranno aumentare drasticamente la sicurezza degli approvvigionamenti. Imprese situate in Azerbaigian e in Iraq hanno già manifestato interesse ad utilizzare l’oleodotto. Il presidente della Commissione, José Manuel Barroso, ha dichiarato in proposito: «Il progetto Nabucco è di cruciale importanza per la sicurezza energetica dell’Europa e per la sua politica di diversificazione degli approvvigionamenti di gas e delle vie di trasporto. La firma dell’accordo dimostrerà che siamo determinati a trasformare questo oleodotto in realtà il più presto possibile».

La realtà, al contrario di quello che sosteneva Barroso, un altro che se ne intende di defaillances,  è quella venuta alla luce nelle nelle ultime settimane. Il Nabucco è miseramente finito in disgrazia come molte delle iniziative di questa Ue senza anima e senza idee.
Il colpo al cuore, tuttavia, non è venuto dal South stream, ma dal Tap (Trans Adriatic Pipeline).
Il consorzio Shah Deniz del quale fanno parte la BP britannica, la Total francese, la Statoil norvegese e la Socar azerbaigiana ha scelto un altro tracciato di soli 500 km, attraverso la Turchia e la Grecia, per il trasporto del gas azerbaigiano,  molto più corto dei 1330 km del Nabucco Ovest.



I vertici di Gazprom hanno accolto la notizia con un sorriso sarcastico, del resto avevano previsto tutto,  ma non si dispiacciono affatto di vedere frantumati i piani americani e la sempiterna stupidità nostrana che insegue acriticamente le provocazioni dei primi. I più arrabbiati con l’Ue sono i rumeni e bulgari che si erano spesi (o stesi, forse il verbo è più cogente) per il Nabucco sempre per i soliti timori verso Mosca ed il passato di paesi satelliti della Russia che potrebbe ritornare. Tutta questa vicenda ci insegna, come ha scritto Le Figaro nel numero di ieri, che i gasdotti restano armi geopolitiche i mano ai governi e ai produttori. L’Italia imparerà mai la lezione e quello che costa abbassare sempre la testa per compiacere tutti e tutto fuorché i nostri interessi strategici?

(Gianni Petrosillo) - http://www.conflittiestrategie.it/geopolitica-dei-gasdotti-la-fine-miserevole-del-nabucco

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Anche in questa occasione si conferma quello che è ormai il modo di agire della politica italiana:

IL METODO

"Non è previsto che si verifichi se il modello economico-finanziario adottato sia stato confermato oppure confutato dai fatti e se e le ricette prescritte abbiano avuto gli effetti promessi oppure siano state smentite. Quello che conta è il rapporto di approvazione-disapprovazione con l’Autorità (ndr.la cricca usuraia europea), non di successo-insuccesso con la realtà. "
(Marcello Foa)

14 commenti:

  1. Bè, l'importante è che il Berlusca vada in galera. Se poi diventeremo... pardon, lo siamo sempre stati, gli stuoini di tutti (India docet) non è certamente da imputare a questa classe politica ma, a ben 50 anni di piegamento della schiena ai rispettivi padroni: CIA e KGB. Il Berlusca c'ha provato a creare una rete di amicizie internazionali ma abbiamo visto cosa è successo. A pensarci bene, gli è andata ancora bene... avrebbe potuto fare la fine di Mattei. Cioè, non è detto che non ci provino, ma se la Cassazione fa quello che "deve" fare, non servirà un altro cacciavite nel motore.

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    1. caro elric senza bisogno di leggere il tuo commento ho fatto il tuo stesso ragionamento...
      ma mi sa che siamo in due su sessanta milioni.

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    2. siamo in tre.....anche se devo dire che negli ultimi anni il ruolo della servitù è di molto aumentato e anche più spudoratamente scoperto....per non parlare poi verso gli usurai di Bruxelles...

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  2. n linea di principio l'argomento che non bisogna dipendere troppo dalla Russia è fondato.

    Ma qui l'alternativa al gas della Russia è un gasdotto che passa dalla Turchia (questa Turchia islamista)o ancora peggio dall'Iran (perchè trovi i soldi per farsi l'atomica.

    Vorei solo capire chi è il presidente dell'america: Obama o il senatore Palpatine?

    Paul

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    1. ...ed era anche moto più costoso il Nabucco.....comunque noi abbiamo ,come importante fornitore di gas,anche l'Algeria....oltre a Olanda,Norvegia...e ovviamente Russia.
      Uno abbastanza simile a Palpatine....

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  3. Oltre alle guerre tradizionali (mai passate di moda) ne esistono altre, in queste tempi bui, che si fanno con media, con i computer, oppure con il gas o altre materie prime; senza questi ultimi elementi è difficile mantenere gli altri conflitti e non mi pare che l'occidente stia vincendo.

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    1. Pare che i Cinesi si stiano fottendo l'Africa con una politica certo più accorta dei vecchi e nuovi colonizzatori.....altre realtà diventano protagoniste e l'occidente so è impelagato in guerre disastrose,utili solo alle lobbies delle armi....quanto ai risultati,sono sotto gli occhi di tutti..

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  4. Argomento troppo complesso...per trarre conclusioni.
    E'chiaro che se ti mancano alcune materie prime,cerchi di fare contratti con più fornitori possibili....così se uno ti vuole strozzare o all'improvviso gli stai sulle palle,lo mandi a quel paese e ti rivolgi agli altri.
    Un'altro sistema è fare delle joint ventures,dove i partners per svariati motivi ci guadagnano alla pari...ma oggi(con poche eccezioni,e uno in particolare che che stanno distruggendo con accanimento)tutti i nostri governanti sono solo,burocrati,mezzecalzette,portaborse....nessuno che valga almeno un decimo di un Mattei.
    Noi siamo svegli(si fa per dire) ed ecologisti...compriamo enormi quantitativi di energia elettrica dalla Francia..prodotta nelle loro centrali nucleari(a due passi da Noi).....Energia che in caso di crisi mondiale di risorse tradizionali(gas/olio),per vari motivi...non ci verrà piu fornita,perché servirà alla Francia ...e noi "ecologicamente" moriremo di fame e di freddo....ma col sole che abbiamo potremo prendere la tintarella.
    Siamo(meglio SONO) così fessi...che avendo un po' di gas nel mar Ionio e mar Adriatico,e un po' di petrolio in val d'Acri,invece di mantenercelo come riserva strategica in caso di necessità,ce lo stiamo fumando tutto,pure a costi elevati di estrazione.
    A fare contratti internazionali con i marpioni che girano,ci manderemo i superesperti in trattative internazionali....Renzi,Civati,Letta....oppure abbiamo un bel parco di Professori...peccato che sono esperti a vendere con facilità,piuttosto che acquistare facendo affari.Ciao Mar

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    1. L'ENI cominciava a dar troppo fastidio col legame russo Gazprom,che è ormai un colosso mondiale dell'energia.Purtroppo Scaroni non era Mattei,e così è stato costretto ad allaragre la joint venture a francese e tedeschi...per non parlare di Berlusconi nella vicenda Gheddafi......
      Insomma,avevamo un legame privilegiato per gas e petrolio.
      Sappiamo come è finita....ma il peggio è che non c'è stata nessuna reazione,sempre chinare la testa....tanto valeva farlo con onore e non come ubbidienti servitori contro l'interesse nazionale.
      Sarebbe pure ora che qualcuno cominciasse a mostrare le palle e denunciare lo stato di servitù in cui siamo....vero Napolitano...?
      Ah già,scordavo che questo non presidente presto sarà iscritto a Wes Point....
      Va beh che abbiam perso la guerra,ma questo mutuo non scade mai? E' quasi 70 anni che lo paghiamo....

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  5. Neanch'io vedevo di malocchio(come balenava Elric) la politica estera del Berlusca con l'amico Putin. Se non altro mi piaceva un'idea di alternativa o anche solo di opzione diversa. Purtroppo,ho dovuto ricredermi!. L'asse euro-dollaro camminano a braccetto ,Stati Uniti/UE- (a parte le spiate Snowden che sembrano le telefonate Napolitano/Mancino)-e tutto cio' che ne consegue, è insito nel Dna di parecchi "potenti o poteri forti" che pur di sbarrare la strada,od annientare le strategie dell'avversario di turno, le studiano tutte e son pronti a tutto anche a costo di far poi figure barbine, come nel caso Nabucco. Quanto all'asservimento dei ns.politicanti è cosa arcinota e lapalissiana. Pure la rielezione del Pulcinella al Colle puzza parecchio di ingerenza americana(che, qui da noi ha notevoli interessi stratego-militari).D'altronde questi nostri burattini al governo ne stanno dando prova ad ogni piè sospinto. Basti vedere con quanta solerzia Saccomanni ha messo nel sacco i due diktat FMI/UE che consigliavamo (leggi imponevano)il pagamento dell'IMU prima casa! Saluti Tony

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    1. Era la politica giusta...bilanciare lo strapotere Usa in Italia,oltre che economicamente.Tanto giusta che l'hanno eliminato....dava fastidio.Purtroppo Berlusconi non è De Gaulle....non foss'altro perchè è ricattabile con le sue aziende.Gli han detto "o te ne vai o ti facciamo fallire"...detto e fatto,infatti ha lasciato il governo senza nemmeno esser sfiduciato,anche se dopo il tradimento di Fini era in difficoltà...
      Una lezione dei padroni a futura menoria anche per altri.
      E infatti si vede...

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  6. P.S.Errata corrige "Consigliavano" e non consigliavamo..scusate! accidenti qui mi ci vogliono un po' di ferie..ma sti strozzini continuano a strozzarmi lo stipendio 430 € di sola Irpef per non parlar di addizionale Comunale e Regionale..altro che abbassar il costo del lavoro ..questi ci fanno abbassare le "braghe" e anche...qualcos'altro!!Bye Tony

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    1. ...e magari quando torni dalle ferie ti aspettano altre sorprese..

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