martedì 18 giugno 2013

USARE L'INFLAZIONE PER SVALUTARE L'EURO?

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.......ECCO COME LA GERMANIA SI È AVVANTAGGIATA SUL SUD EUROPA

Mai più avrei immaginato di vedere un tale articolo,sui differenziali d'inflazione ,pubblicato oggi dal Sole 24 Ore,notoriamente comodamente assiso sulla poltrona dell'euro (per non parlare del suo vice Plateroti,uno che vi sprofonda...).
Si vede che i tempi cambiano...
Già ne parlammo a suo tempo di tali squilibri iniziali e differenze strutturali che hanno reso insostenibile l'area valutaria non  ottimale dell'euro.

Chiamamole svalutazioni competitive. Nella storia dell’economia se ne contano a manciate. Una moda che prosegue ininterrotta anche nel corso dell’attuale crisi economica e finanziaria globale dove, dietro lo slogan di “guerre delle valute“, si nasconde proprio il tentativo di alcuni Paesi di abbassare il valore della propria divisa in modo tale da risultare più competitivi all’estero, esportare di più e quindi smuovere il Pil.

La moneta la si svaluta in vari modi:

1) La tecnica più gettonata al momento è quella di stamparla a go-go.
Aumentando la base monetaria diminuisce così il valore delle singole banconote. Una svalutazione monetaria che non sempre si riflette nell’economia reale (con un contestuale aumento dell’inflazione): perché qui entra in ballo il fattore velocità. Se la moneta stampata circola nell’economia reale con la stessa velocità con cui viene iniettata nel sistema dalle banche centrali, allora le probabilità che svalutazione monetaria e inflazione si assomiglino è più alta.

(ndr - e il contrario....come abbiamo sempre detto svalutazione non necessariamente è uguale ad inflazione,con buona pace di quelli che dicono che svalutando ad esempio la nuova lira del 30%,anche l'inflazione sarebbe tale....senza considerare poi altri fattori che influiscono)

2) Un’altra tecnica che le banche centrali possono utilizzare per svalutare la valuta è quella di venderla. Come ogni merce, infatti, anche una valuta si deprezza quando aumenta la propensione a venderla.

3) E poi c’è una terza via che i Paesi hanno per svalutare. E’ una via indiretta e non a disposizione di tutti. Per poterne usufruire bisogna innanzi tutto appartenere a un’unione valutaria a cambio rigido, quale è appunto l’euro. Il secondo passo è quello di essere in grado di generare meno inflazione degli altri Paesi che appartengono alla stessa area valutaria.
Perché, a parità di cambio (ndr - un euro è un euro a Berlino e un euro a Madrid...), la differenza la fa l’inflazione.

Un esempio.

Un Paese A e Paese B che fanno parte della stessa area valutaria partono da 100. A fine anno il Paese A produce un’inflazione di 1,5 e il Paese B produce un’inflazione di 3. Ne consegue che l’anno successivo, le merci vendute dal Paese A costeranno 101,5 e quelle vendute dal Paese B costeranno 103.
Al mercato dei cambi (che resta rigido) non è data alcuna possibilità di correggere l’asimmetria che si è creata.
Se poi questo processo accade sistematicamente di anno in anno, il divario aumenta sempre più.
E quindi la svalutazione reale che viene sintetizzata dal tasso di cambio reale (che esprime appunto il differenziale di inflazione tra due Paesi che operano a parità di cambio) si amplia.

Vediamo come è andata in questi primi 13 anni dell’area euro. 

La tabella allegata mette in confronto l’evoluzione del tasso di inflazione dei 17 Paesi dell’area euro, partendo dall’anno in cui hanno iniziato a utilizzare la moneta unica. Di questi, 11 Paesi sono entrati nel 1999, poi è stata la volta della Grecia (2001), Slovenia (2007), Malta e Cipro (2008), Slovacchia (2009), Estonia (2011).
Restringiamo il confronto ai primi 11 Paesi, tra cui rientrano quelli dell’Europa del Nord (in questo momento in forte surplus commerciale) e quelli dell’area del Sud, che li si chiami Pigs (+Italia) o in altri modi la sostanza non cambia: sono quelli che negli anni di permanenza nell’euro hanno accumulato i più forti deficit commerciali.
Partendo da 100 e capitalizzando di anno in anno le percentuali di inflazione notiamo che il valore più basso appartiene alla Germania.
In questi 13 anni ha registrato un tasso di inflazione complessivo del 25,5% (22,9 sommando nominalmente le variazioni).
In pratica è come se un chilo di pane costasse 1 euro nel 1999 e 1,25 adesso. In Italia il tasso finale, partendo da 100, sfiora 139, 14 punti in più rispetto alla Germania (che teoricamente  potrebbe essere un indice di svalutazione della lira nuova sul marco nuovo).
Quindi quel chilo di pane che a parità di cambio costava 1 euro nel 1999, adesso costa 1,39. Peggiore il quadro Spagna dove la rivalutazione dei prezzi si è attestata al 47%. Stesso discorso per la Grecia e gli altri Paesi che hanno mantenuto un regime di inflazione più alto rispetto ai Paesi che, come la Germania, sono riusciti a contenere il tasso di inflazione anche perché agevolati dal fatto che la loro economia si è sviluppata negli ultimi anni più sulle esportazioni (di merci e capitali) che non sui consumi interni (che sono quelli che poi generano più inflazione). Questa del tasso di cambio reale (differente inflazione tra Paesi a parità di cambio) è un’altra delle distorsioni tra le economie nazionali, dopo quella dello spread, che la crisi dell’euro sta sfoggiando.


IL TASSO DI CAMBIO REALE NELL’UE (a 17 paesi)




E' sempre bene ricordare che quando si parla di vantaggio della Germania,in realtà non ci riferiamo al popolo tedesco (che in quanto a diseguaglianze nella distribuzione del reddito presenta una forbice maggiore della nostra),ma molto utile e vantaggioso per i grandi gruppi finanziari e commerciali che dovevano spostare grosse quantità di soldi e di merci da un paese all’altro dell’eurozona per fare investimenti, prestiti, profitti, pura speculazione, senza incorrere nel pericolo di subire svalutazioni della moneta locale,e cioè l’azzeramento del rischio e delle oscillazioni competitive di cambio.



http://www.ilsole24ore.com/art/finanza-e-mercati/2013-06-18/fare-svalutazioni-competitive-leuro-131248.shtml?uuid=Abmze35H

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NOTA

In pratica,l’inflazione misura il valore interno della moneta tramite il potere di acquisto, la svalutazione (o rivalutazione) serve invece a quantificare il valore esterno della moneta tramite il tasso di cambio.
Oppure anche,il fenomeno interno di aumento dei prezzi di beni e servizi (inflazione) con il fenomeno esterno di aumento del prezzo delle valute straniere in termini di valuta nazionale (svalutazione).

Riflettendo su queste definizioni,basta poco per capire che fra svalutazione e inflazione c’è in mezzo un oceano di elementi, fattori, variabili, caratteristiche produttive di un certo sistema paese che impediscono la postulata e quanto mai assurda relazione diretta di causa effetto fra svalutazione e inflazione.
Più realisticamente ,una correlazione indiretta, provvisoria e marginale

Mentre si verifica molto più spesso il fenomeno inverso, ovvero un’inflazione molto alta alla lunga produce una svalutazione del cambio, perché a parità di beni prodotti in due diversi paesi sarà necessaria una maggiore quantità di moneta del paese più inflativo rispetto a quello meno inflativo e il cambio si adegua di conseguenza. 
Per questo motivo, molto spesso per valutare l’effettivo potere di acquisto di una moneta rispetto ai beni e ai servizi prodotti in un determinato paese, si considera,come nel post, il tasso di cambio reale che tiene conto appunto del differenziale di inflazione fra i due paesi.
Se la moneta di un paese si svaluta del 10% e l’inflazione per altri motivi cresce del 10%, il tasso reale di cambio non varia, perché l’aumento dei prezzi interni compensa la svalutazione e per un acquirente estero sarà indifferente comprare prodotti da quel paese.

Valga per tutte,la svalutazione del 1992, sicuramente la più emblematico nel senso del nostro discorso.
 Il governo Amato decise unilateralmente di far uscire l’Italia dallo SME il 18 settembre del 1992, per mettere un freno agli attacchi speculativi alla lira che erano iniziati nell’estate precedente e avevano costretto il governatore della Banca d’Italia Carlo Azeglio Ciampi a bruciare circa 50 miliardi di riserve in dollari nel vano tentativo di difendere la parità di cambio della lira imposta dagli accordi SME.(diciamo che questa dissennata difesa è stato un regalo agli amici...noi siamo maliziosi....)
Nel giro di un anno, con la lira libera di fluttuare nel mercato valutario, abbiamo assistito ad una svalutazione nominale effettiva del 25%, che ha favorito le nostre esportazioni e reso meno convenienti le importazioni. Non solo non c'è stato  un corrispondente aumento dell’inflazione (l’inflazione è invece diminuita,dal 5% al 4%) .
Un aumento invece c'è stato: nel giro di un anno la nostra bilancia commerciale è passata da un deficit ad un surplus  fino al picco del 1996 (e comunque positivaritornando a decrescere non appena si decise malauguratamente per noi la reintroduzione della lira nello SME (1996) e l’ingresso definitivo nell’area euro (1999).




                                                      (da Tempesta perfetta)


C'è ancora bisogno di altri numeri,dati... (peraltro già in più occasioni esposti) per capire che solo uscendo da questa gabbia usuraia dell'euro l'Italia si può salvare e riprendersi alla grande?
Nonostante tutto siamo ancora la terza potenza produttiva europea,vogliamo ancora aspettare fino a quando ci distruggeranno tecnocrati dementi e politici indegni,ignoranti e collusi?
Solo a questo dovrebbe pensare un governo degno di tal nome per riprenderci il posto che meritiamo,e piantarla di spacciare inutili aspirine e di inginocchiarsi da mendicante davanti ai buffoni di Bruxelles.


21 commenti:

  1. Una ennesima dimostrazione del perchè questa moneta artificiale di proprietà privata non può funzionare.I vari dati in merito,come già più volte rilevato su questo blog e altrove,si sprecano.
    Manca la volontà politica di risolvere questa situazione.Il governo Letta,non è che una copia sbiadita e un po' ruffiana del governo Monti.
    Non so che si aspettassero altri da uno iscritto a tutte le organizzazioni massoniche e usuraie della terra.
    Io francamente,nulla di buono.
    Si continua sulla linea Monti,grandi annunci di montagne che partoriscono topolini,autoelogi,rinvii e promesse,il tutto ben amplificato come grandi vittorie..
    Il fantomatico decreto del fare ne è l'ultimo esempio,dovrebbero spiegarmi dove stanno le misure perla ripresa,quando è ancora in ballo uno sciagurato aumento dell'iva.
    L'unica cosa uscita dal G8 è stato l'annuncio di una nuova Nato commerciale (tocco ferro!) con promesse di milioni di posti di lavoro.
    Nel caso,tutto sta a vedere per chi,se per gli americani e inglesi.Per noi,visto il nostro interscambio con gli Usa,avrei qualche dubbio.

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    1. C’è una sorta di proporzione inversa tra quanto si va propagandando e quanto in realtà si fa.
      Si fa un decreto,una legge... pieno di aspirine e lo si presenta come cura del cancro...titoli sui giornali,grancassa in tv....questo è quel che resta impresso....salvo poi vedere come finiranno le cose tra i vari rimpalli delle camere che spesso riducono anche le aspirine ad acqua fresca....ma a questo pochi ci fan caso,per non parlar poi dei decreti attuativi....ci sono leggi approvate anni fa a cui mancano....
      Presto faremo un post su questo decreto del presunto fare...su 80 input,non ce n'è uno determinante che veramente possa smuovere la domanda interna,che è il problema principale.Rendere più facili le assunzioni serve a poco se non si vende e mancano i soldi per comprare.

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  2. "un governo degno di tal nome"... e cosa sarebbe?
    Io vedo in giro solo servi, paraculi, marchettari, neurodeliri, cialtroni, clown, comici che non fanno più ridere.

    p.s. Qualcuno stima un buco di 20/25 miliardi, ma sono i soliti disfattisti nemici dell'europa e del mercato:
    http://www.rischiocalcolato.it/2013/06/una-voragine-nei-conti-pubblici-2013-deficit-verso-4-debito-oltre-133-il-governo-mente-sui-conti.html

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    1. Sarebbe esattamente il contrario di quanto vedi in giro e che finalmente capisca che restare in questa gabbia usurai finirà per distruggerci.
      Purtroppo il convento passa solo quello che vedi.Questo serva anche a chi dice che manca la consapevolezza nel popolo di quanto sta accadendo.Il che è anche vero,ma quand'anche ci fosse,chi la rappresenterebbe nelle istituzioni?

      Avevo letto questo articolo di RC,che fa a brandelli la pacchiana euforia e imbonimento seguiti alla sospensione della procedura d'infrazione....e pensare che hanno pure messo il pareggio di bilancio in costituzione...!! Roba da circo,visto che l'unico pareggio può solo essere nel calcio....sui conti,sarà ben difficile.
      Anche la menzogna é in linea col governo Monti...

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    2. In tema di delusioni,mo' pure Bagnai (le cui analisi mi piacevano),sta sproloquiando di una Europa a due velocità,con un Manifesto che trovo francamente inaccettabile,a cui ha aderito pure Borghi....dopo che per mesi hanno entrambi sostenuto che dovevamo uscire....questa non me l'aspettavo

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  3. Tempo addietro,ti dissi,che in un momento di depressione(a causa dell'economia distrutta dopo il passaggio dei neovandali/economisti del penultimo gaverno)mi era venuta in testa un'idea ...."pura invenzione dell' acqua calda"per stampare moneta(o di valore analogo) a volontà.
    Vista la tua preparazione in materia....ti chiedo il tuo parere,sulla fattibilità,e la possibile utilità,della"pensata"che mi è frullata nella testa....con questo caldo che fà.
    Mi rifaccio...
    -all'emissione dei mini assegni degli anni 70,da parte di "tutte "le banche,per "far fronte" alla mancanza di "spicci",di piccolo taglio...fu una gara ad emetterli(tutto guadagno gratis per le Banche)Questi assegnini giravano alla "velocità della luce",tutti li usavano,permettendo milioni di piccoli affari giornalieri,senza essere mai incassati(e sopratutto trasferiti all'estero).
    -al boom degli anni 60 realizzato("principalmente") attraverso acquisti con "Cambiali"...anche questi titoli(emessi per mancanza di contante e/o fondi) viaggiavano "alla velocità della luce",ed era spesso necessario aggiungere fogli addizionali alle stesse,per notificare le girate... e spesso dopo "tanto girare" tornavano talvolta all'emittente.(anch'essi difficilmente trasferibili all'estero...)
    Già mi aspetto le tue "risate".....(nascoste per pura amicizia).....e le risposte immediate che mi darai....(ma pensaci un poco prima di condannare l'idea)...
    -i mini assegni erano piccole cifre...è vero...ma come dicono i Francesi "sono i piccoli ruscelli che fanno i gran fiumi"......alla fine risultava una massa circolante di denaro, di piccolo taglio, enorme......e quando girano i soldi aumentano i consumi,anche se spiccioli,proprio quelli in crisi.
    -Per le cambiali altro discorso....E se fosse possibile per alcune "amministrazioni locali o statali",pagare con cambiali i loro debiti per lavori sociali,a imprese e aziende o professionisti(con i dovuti interessi di legge)????
    Questi titoli sicuri(dato l'emittente)... con scadenza certa ,girerebbero anch'essi alla velocità della luce....e a naturale scadenza lo Stato(o le sue amministrazioni) li potrebbe(volendo) ricontrattare con nuove cambiali(diventerebbe un debito interno,con guadagni/gli interessi.... di legge...che rimarrebbero in Italia ).
    Mi tuffo nel campo dei ricordi...quando la cambiale(fra privati)fu uno degli artefici del boom economico....e estrapolo forse arditamente nel campo della fantaeconomia irreale...un po' da curva sud.
    Ricordo ,però che Flemming,(in tutt'altro campo)"inventò" la pennicillina C,per puro caso,...."pulendo",cioè, una serie di provette...e trovando ciò che cercava altrove,non nelle provette,ma nei "rifiuti",e cioé tra la sporcizia e le muffe.
    La butto lì,perché "qualsiasi idea",anche la più "ridicola"(a prima vista) e poco pratica( praticamente da economisti "da edicola",sicuramente non bocconiani) potrà avere sicuramente effetti modesti e/o nulli,ma sicuramente "meno" deleteri e distruttivi di quelli che oggi stiamo subendo.... dopo le "canoniche" teorie applicate dai "superesperti" che ci hanno,da fuori, imposto, e non per libera scelta,ultimamente.
    "Spendici" due parole di commento,se pensi che ne valga la pena....ma evita di dirmi...che l'Europa non ce lo "permette"...perché è tempo che ci "permettiamo" alcune azioni salvifiche,che reputiamo giuste.. anche se all'Europa non "piacciono"....o le leggi non lo consentono...perché le leggi sono fatte per l'uomo,non l'uomo per le leggi....Ciao Tonino

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    1. I miniassegni furono una truffa miliardaria delle banche,col beneplacito dello Stato,la cui incredibile inefficienza desta più di un sospetto.IFutono emessi dalle banche,violando le norme valutarie,in coincidenza con un' inflazione galoppante iniziata nel ' 74, con il crollo della lira, con una forte recessione, con la prima "austerity" per la crisi petrolifera, e con l' aumento della disoccupazione.Ragion per cui la Zecca sfornava un' enorme quantità di banconote, mentre la coniazione delle monete rimaneva stazionaria, abbassando fortemente il rapporto banconote-monete. Così, già nel 1975, le monete da 50, 100 e 200 lire erano diventate merce rarissima.
      Questi miniassegni crearono anche problemi,perchè tutti non li accettavano,e dovevo cambiarli in banca.La situazione sfiorò il panico,quando nel 1976 la procura della Repubblica di Perugia emise un provvedimento di sequestro su tutto il territorio nazionale degli assegnetti , per violazione delle norme sulla emissione di biglietti di banca, per ingiusto profitto delle banche e per violazione delle leggi sull' assegno bancario circolare.
      Molti si deteriorano,furono buttati,collezionati all'estero...fatto sta che su un paio di centinaia di miliardi emessi,le banche ne rimborsarono molti meno.

      Ma venendo a noi,non ne vedo l'utilità per noi,ma solo per le banche....allora furono emessi per sopperire agli spiccioli,ora non c'è questo problema...ora mancano tout court i soldi da spendere e di tutte le taglie....se dobbiamo giustamente fregarcene dei diktat europei,tanto vale stampar moneta....non c'è certo pericolo d'inflazione....

      La cambiale.Caro antonio,erano altri tempi di boom econnomico,le aziende dovevano vendere,ma i compratori a denaro contante erano pochi,e così.....ora c'è un problema inverso,manca la domanda....la< gente non compra,perchè manco ha i soldi per pagar le rate e perchè ha paura del futuro....in più,non credo che commercianti e industriali le accettino,visto che é la banca che decide quali accettare per lo sconto e anche per le condizioni del castelletto....non essendoci soldi nessuno è disposto ad accettare rischi di insolvenza...
      Men che meno le accetta lo Stato,vuole i contanti lui....non parliamo poi di Enti locali,indebitati fino al collo,ci vorrebbe un pazzo ad accettare tali pagamenti....ti sia da guida i crediti ultrasicuri e certificati delle PMI,che aspettano il pagamento da anni...

      Purtroppo credo che ci sia una unica via per pompar soldi nel sistema produttivo,e cioè che ci riprendiamo la sovranità monetaria,oltre a svalutarer una moneta che non rispecchia l'economia reale..
      L'unico modo per far ripartire la domanda,le esportazioni,le imprese,il lavoro....basta guardare che stan facendo Giappone ed Usa....

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  4. Ho mal spiegato il mio concetto...
    E' lo Stato che emette cambiali per pagare SUBITO i suoi tanti "buffi",gia consolidati, ai cittadini(imprese,aziende,professionisti)...e ha,poi, il tempo di reperire la copertura a scadenza poliannuale delle stesse.
    Queste cambiali(con l'aggiunta di interesse che va nelle tasche degli Italiani)sono denaro contante per chi le riceve,perché,sicure,e facilmente girabili a chiunque.
    Il risultato sarebbe quello di coprire, la stretta dei pagamenti dovuti dallo Stato,"subito" e aala bisogna,a chi vanta crediti dalle amministrazioni statali.
    La disponibilità di denaro/equivalente,ai creditori dello Stato, rilancerebbe in tanti modi,l'economia...primo fra tutti libererebbe le aziende creditrici dalla morsa del credito da richiedere agli strozzini , e banchieri(per pagare i loro "buffi"...e la catena non si interrompe....
    Ognuno userebbe questo "succedaneo" del denaro per pagare i propri debiti e rilanciarsi....per approvigionarsi di materie e servizi necessari alle loro attività....
    Non dobbiamo aspettare l'elemosina della BCE per risolvere...il problema dei debiti dello Stato con le aziende creditrici Italiane...

    Non possiamo stampare moneta.....stampiamo cambiali...valide solo in Italia
    A me sembra che il discorso fila...perché una cambiale emessa dallo Stato nell'ambito nazionale equivale a denaro contante,e a scadenza lo Stato fa sempre a tempo a rinnovarle...

    Mi sembra di aver ascoltato in una trasmissione economica,che la Svizzera utilizza una moneta parallela...per uso interno...ma forse non ho ben seguito il filo del discorso.....Ciao Tonino

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  5. Per la situazione svizzera,mi sembra di ricordare,che una comunità di operatori,si sono associati,pagandosi a vicenda con una moneta locale(di valore pari al franco)ma valida solo in Svizzera....il nome WIR(che significa Noi),Il relatore del documentario spiegava che la Svizzera superò la crisi del'26 "anche" grazie a questa moneta domestica...Ciao Tonino

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    1. Ah,ora ho capito....C'è un simile esempio nei MEFO bond ,inventati nel 1934 dal ministro del Tesoro nazista Schacht che emise cambiali a guisa di titoli di stato onde rastrellare denaro da impiegare per favorire la ripresa e lo sviluppo economico della Germania , senza gravare sul bilancio pubblico e senza creare inflazione, in quanto tali cambiali erano "spendibili" esattamente come il denaro ma unicamente entro i confini nazionali.
      Una cosa simile fece pure Lincoln , ovvero stampare cambiali di prestito (“Greenback”).
      Nella Germania nazista,questo programma funzionò alla grande.
      Udite,udite che fecero:
      a) l'inconvertibilità internazionale dei marco che eliminò la speculazione finanziaria;



      b) la nazionalizzazione della banca di Stato;

      Te la facci più semplice....basterebbe appunto che lo stato stampasse lui (e non le banche) i famosi miniassegni (magari su carta meno deteriorabile,tipo quella filigranata per banconote...),e di tagli anche più grandi.

      Per quanto ne so,non credo ci siano ostacoli tecnici o giuridici....se non quello di scavalcare (forse) i trattati e il sistema attuale delle BC,BCE compresa.
      Ma a questo punto,sarebbe il meno...

      Il perchè non lo si faccia,bisognerebbe chiederlo ai nostri ineffabili governanti.

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    2. dimenticavo: c) la produzione autarchica di beni di consumo e l'impossibilità di delocalizzare la produzione all'estero.

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  6. Vi enuncio un passo dal blog che fa riflettere come questi criminali nascondono verita'per tenere in piedi l'idiozia dell'euro!!!" Qualcuno diceva che il miglior modo per nascondere la verità, è renderla palese e visibile a tutti. Ecco, confidando nella nostra incapacità di interpretare gli eventi e capire la realtà che ci gira intorno, pare che i tecnocrati e i politicanti europei abbiano decisamente intrapreso questa strada.

    Ma vediamo come funzionerà l’ennesimo meccanismo infernale messo a punto da tecnocrati e banchieri per distruggere la democrazia, l’economia reale, la coesione sociale. Già sapevamo che gli accordi del MES, Meccanismo Europeo di Stabilità, prevedevano al loro interno, oltre al sostegno diretto agli stati (che serviva poi a finanziare le banche in difficoltà, vedi il caso Irlanda, Spagna e Cipro, o a pagare i creditori francesi e tedeschi, vedi il caso Grecia e Portogallo), anche la possibilità di ricapitalizzare le banche “zombie” dell’eurozona. Ora conosciamo i termini in cui avverranno queste operazioni di ricapitalizzazione, e vi anticipo già che saranno ancora dolori, lacrime e sangue per tutti i contribuenti, che già hanno dovuto una prima volta pagare e stanno ancora pagando per mettere in piedi la trappola del MES. Insomma nell’eurozona, fra mille indecisioni e tentennamenti, di una cosa possiamo sempre essere certi: la socializzazione delle perdite bancarie e la privatizzazione dei profitti non è più una raccapricciante anomalia dovuta all’emergenza ma la prassi, la normalità, la forma principale di “buon governo” dell’economia e della finanza. E siccome, come abbiamo anticipato, i capitali necessari per salvare l’intero settore bancario fallito raggiungono a spanne numeri ciclopici, non sappiamo quanto saranno ancora bravi gli europei a reggere l’urto e capaci di bere l’amaro calice. E’ davvero così difficile capire che ciò che sta accadendo in Europa corrisponde alla più grande espropriazione collettiva di ricchezza mai avvenuta nella storia dell’umanità? Saluti Tony

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    1. ho già letto questo articolo da qualche parte....diciamo di questo rinnovato e criminale uso del MES....che serve solo a sanare i misfatti e gli errori delle banche,mai ai popoli....non è difficile da capire,il fatto è che i governi sono collusi con gli usurai in più di mezza europa,per non dire tutta.

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  7. "dimenticavo: c) la produzione autarchica di beni di consumo e l'impossibilità di delocalizzare la produzione all'estero".

    Anche se noto una sottile ironia,nella tua risposta,ti faccio notare che in altra epoca,con l'autarchia si vinse la "battaglia del grano"..il maggior alimento(e quindi spesa)di bilancio estero relativo agli alimenti.Nello stesso periodo i prononni PC (ucraini,exURSS)) dell'odierno PD(italiano) ,con i loro piani quinquennali sbagliati crearono nel granaio del mondo,con una grave crisi, diverse decine di milioni di morti anche per carestie.
    Ti faccio notare che se i "tuoi" concorrenti sono i Cinesi,che "non rispettano nessuna" regola(dal lavoro schiavistico,alle esportazioni clandestine,all'ecologia)...non vedo perché non devi promuovere l'autarchia in Italia,facendogli pagare dazio per gli stessi prodotti(da loro fatti) reperibili in casa,che costerebbero così uguali.... non importeremmo più.....un bel sistema per mettere in crisi i nostri "pirati"concorrenti,e i loro transnazionali usurai finanziatori(che contemporaneamente non troveranno più da fare shopping in Italia per aziende non più in crisi...e i cinesini,che faticheranno a pagare le cambiali(capitale+ interessi) dei finanziamenti,che lautamente hanno ricevuto (anche per rovinarci,con la concorrenza sleale).
    Per chi...Italiano delocalizza all'estero consiglio tre azioni...1)toglierli il saluto....2)non acquistare il suo prodotto,che lo vendano all'estero....3)fargli pagare dazio per il prodotto importato da loro fatto all'estero...e "destinare" questi soldi al rilancio di più(encomiabili) coraggiosi Italiani che insistono a rimanere con le loro attività in Patria.
    Se tutta l'Europa,poi,si coalizzasse su questa linea,i Cinesi tornerebbero presto, nella situazione come li trovai nel '75 nel mio primo viaggio di lavoro a Pechino...
    Gli facemmo uno dei primi impianti per fare il gas domestico...perché per scaldarsi e cucinare(allora) oltre che il carbone in casa usavano pure le tavolette di letame delle stalle essiccate al sole....Oh dimenticavo a piazza Tianammen giravamo solo noi,la troupe cinematografica di Marco POlo,e qualche bicicletta di ricchi cinesi....Ciao Tonino

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    1. No,non c'era nessuna ironia...era solo una delle misure prese...e che magari sarebbero utili pure ora...l'economia è una pseudoscienza flessibile....ci sono momenti in cui prilergiare l'export ,altri l'import,altri una certa autarchia,che certo ora non farebbe male....sempre considerando che pure gli altri potrebbero prendere certi provvedimenti e danneggiarti.Insomma,è l'equilibrio che conta in un sistema economico.Quando ti sbilanci troppo,ad esempio con l'export o l'import,si creano problemi.

      Quanto ai Cinesi,ormai,export a parte,sono comunque una potenza mondiale,,,se poi si mettono a lavorare tutti...
      Il loro problema è ora di sviluppare la domanda interna....per anni sacrificata all'export,unica strada per poter crescere dalle condizioni in cui erano.Certo non può durare all'infinito e se ne stanno accorgendo.Il sistema funziona solo ,IN TEMPI NORMALI,se c'è un equilibrio tra export ed import,per i motivi che già nel blog abbiamo precedentemente discusso.
      Ma così,come per gli USA,è chiaro che un popolo di quasi due rmiliardi di persone ha capacità produttive che tu non potrai mai avere,quand'anche si allineassero ai canoni occidentali.
      difficile che tornino ai tempi del 1975...sono situazioni ormai irreversibili....in più non sono fessi e nemmeno attaccati a certe fantasticherie,come gli Indiani,altro blocco da più di un miliardo do persone.Il numero conta...
      Pensa un po' a quant'è la ns forza lavoro in confronto alla loro.Non potrai mai competere,se non con prodotti di nicchia ,di marchi qualificati o ad alto know how...e non so fino a quando.
      Ti ricordi cosa dicevano un tempo dei giapponesi? E' vero,copiavano,ma hanno fatto pure in fretta a diventati creatori di tecnologia...pensa un po' se i cinesi si mettono su questa strada...

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  8. Premetto che "termino" qui il discorso...solo alcune precisazioni di mie convinzioni di economia pratica...vissute prersonalmente.(Ed una scommessa che ti propongo)
    -Una cosa sono i Giapponesi...diversa cosa i Cinesi(sia da un punto di vista antropologico che storico)....visto che sono il popolo giallo...è come estrapolare,l'uguaglianza nella grande famigllia degli uccelli...tra falchi e passeri...volano ad altezze diverse e si permettono stili di vita diversi.In Cina un'eterna casta(ristretta) dominante(che ha cambiato più volte pelle),domina su una maggioranza di agricoltori/allevatori,che fino a poco tempo fà,molti di questi, non conoscevano l'invenzione delle scarpe....In Giappone nel '75 ho viaggiato sul treno allora più veloce del mondo(300 km/hr...Tokio/Osaka)...mentre per visitare(alcuni anni dopo) una cava di calcare in Cina.... gentilmente ci hanno portato con un camion militare...forse dell'ultima guerra(?).
    -il Giappone con i suoi oltre 100milioni di abitanti ,vive "degnamente" in una terra paragonabile(come area) all'Italia......ma più montagnosa (e quindi inutilizzabile ) del nostro Paese.
    -non è vero che la massa umana cinese sarà la sua "forza"(tu dici se lavorassero tutti....)...ma è proprio questo il germe dal quale scaturirà la loro catastrofe....Oggi il lavoro(e quindi i beni di consuno) lo fanno le "macchine".....sistemi sempre più robotizzati....che fanno il lavoro di migliaia di manovali(ormai inutili)con la supervisine di pochi esperti( e non sempre cinesi)...Pensa che in una industria moderna,qualsiasi, la richiesta di mano d'opera si è ridotta anche di 10 volte(rispetto a 30 fà)...e poi lo vedi cosa sta succedendo nei paesi industrializzati,come l'Italia...quanti esuberi vengono gettati sul lastrico..perché il loro lavoro(ormai generico) lo fanno le macchine.
    Non ti fare incantare dalle poche "oasi"commerciali,che vediamo in TV(o visitiamo come turisti),che esistono in Cina,perchè fuori di queste.... esistono vastissime aree di povertà a livello medioevale di manod'opera inutile e inutilizzabile(se non l'allevamento o la coltivazione del riso).....Guai per loro(e anche per noi) se queste masse,cominciassero a fare le loro rivendicazioni sociali.
    Per quanto riguarda le industrie,non sono tutte oasi paradisiache,ma spesso "rottamai" fatti 20/30 anni fà...di prossimo "trapasso"...e che se non sostituite con nuovi impianti creeranno una massa di "disoccupati"incalcolabile(vedi ciò che è gia successo,e sta succedendo, in occidente).
    -"Accetto scommesse" ...ma quello che fù il "boom" cinese,si stà gia convertendo in "flop"...non è facile pagare le rate dei finanziamenti avuti,quando ti aumentano i costi(spese di gestione delle industrie,materie prime,dazi)...e ti diminuisce l'export..perche chi comprava(Noi) è stato affamato ed è moribondo.....Riparliamone tra un anno..... prossimamente qui,su chi ha più capacità di veggenza ...in campo di fantaeconomia.
    P.S.ho girato un pò su internet,per trovare nozioni sul Wir(Noi)moneta parallela casareccia svizzera)mi sembra di capire che con questo sistema venivano scambiati beni per un 10% del valore totale della produzione svizzera....Ne sai di più ?...se ancora funziona..e che ne pensano gli addetti ai lavori(gli economisti pratici).......Ciao Tonino

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    1. Li paragonavo ai giapponesi solo per la grande ed impetuosa crescita economica dovuta all'export....non al resto,che conosciamo ampiamente,ma che è altro discorso.
      I tuoi ricordi sulla Cina a me sembrano un po' datati...per anni è stato il sol levante in crisi,fino all'attuale politica Abenomics....sembra quasi che tu dipinga i cinesi come un popolo di trogloditi arretrati,cosa che non è affatto...

      Nonostante tutta la tecnologia,una tal massa impiegata in vari lavori conterà sempre molto...ma insomma la Cina ha quasi superato economicamente gli Usa,di che stiamo parlando,dello Swaziland? Stanno comprando mezza Africa dei materiali più pregiati,petrolio ovunque e inm quanto a tecnologia non sono affatto sprovveduti....certo resta molto da fare,ma hanno cominciato dopo gli altri a svegliarsi da certe fumisterie ideologiche...certo anche che ci saranno rivendicazioni salariali,è anche giusto,già han cominciato...ma è quanto è capitato al Giappone....la cina era fino a vent'anni,trent'anni fa un paese quasi totalmente agricolo,e sta facendo una grande trasformazione,magari pure con tutti i danni collaterali che abbiamo avuto noi...su ambiente e il resto..
      Ma quale flop,sono cicli economici che si alternano,mica poteva continuare a crescere del 12-15% all'anno senza aggiustamenti e problemi! E comunqu il pil perr quest'anno è previsto al 7,5%....una distanza siderale rispetto all'Europa...
      La Cina è sempre più vicina,nonostante rallentamenti,inevitabili crisi da crescita.....non ce n'è più per nessuno,anche con salari più alti....

      A dir la verità,non ho approfondito il Wir per ora,ma l'esempio più clamoroso é il MEFO che ha portato la germania nazista da una posizione di sfacelo a diventare la prima economia europea del tempo...
      Il Wir è una moneta complementare che può appunto arrivare a % modeste,tanto più che hanno il franco svizzero,mica l'euro....meglio l'dea della cambiale statale (in attesa di...),simile al MEFO...

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    2. Guarda l'esempio di Taiwan,che son cinesi....sono i più grandi costruttori di componentistica di computer....quasi tutto viene da lì,sia per salari più bassi,ma anche per la competenza lavorativa delle maestranze a cui si affidano Microsoft,Apple,Ibm....la vera Silicon Valley è lì...mica avrai scambiato i cinesi con qualche tribù africana....questi hanno alle spalle una storia e una cultura bimillenaria...ed è gente che lavora,mica sta a far pennichelle sotto i sombreri....queti han costruito la trete ferroviaria americana,si ingegnano,mica dormono....guarda solo qui in Italia...per non parlare di New York,dove con borse di soldi han comprato mezza città,e parlo di attività...ma così in tutte le grandi città americane....senza contare che detengono la maggio quota del debito americano...ed è difficile fotterli....

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  9. I Governi cambiano,ma lo stile di governo no!non cambia...sempre uguale!
    Tutto.... idem..... come prima.
    C'è sempre qualcuno che rema contro,anche in questi tempi difficili.TNY

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