giovedì 2 maggio 2013

ITALIA, POTENZA SCOMODA.....



....dovevamo morire, ecco come

Una storia che dobbiamo sempre aver presente,per capire...e da leggere insieme all'altro nostro post "Il sacco d'Italia"

Italia, potenza scomoda.Il primo colpo storico contro l’Italia lo mette a segno Carlo Azeglio Ciampi, futuro presidente della Repubblica, incalzato dall’allora ministro Beniamino Andreatta, maestro di Enrico Letta e “nonno” della Grande Privatizzazione che ha smantellato l’industria statale italiana, temutissima da Germania e Francia.

E’ il 1981: Andreatta propone di sganciare la Banca d’Italia dal Tesoro, e Ciampi esegue.
Obiettivo: impedire alla banca centrale di continuare a finanziare lo Stato, come fanno le altre banche centrali sovrane del mondo, a cominciare da quella inglese.

Il secondo colpo, quello del ko, arriva otto anno dopo, quando crolla il Muro di Berlino.
La Germania si gioca la riunificazione, a spese della sopravvivenza dell’Italia come potenza industriale: ricattati dai francesi, per riconquistare l’Est i tedeschi accettano di rinunciare al marco e aderire all’euro, a patto che il nuovo assetto europeo elimini dalla scena il loro concorrente più pericoloso: noi.
A Roma non mancano complici: pur di togliere il potere sovrano dalle mani della “casta” corrotta della Prima Repubblica, c’è chi è pronto a sacrificare l’Italia all’Europa “tedesca”, naturalmente all’insaputa degli italiani.

E’ la drammatica ricostruzione che Nino Galloni, già docente universitario, manager pubblico e alto dirigente di Stato, fornisce a Claudio Messora per il blog “Byoblu”.
All’epoca, nel fatidico 1989, Galloni era consulente del Governo su invito dell’eterno Giulio Andreotti, il primo statista europeo che ebbe la prontezza di affermare di temere la riunificazione tedesca.
Non era “provincialismo storico”: Andreotti era al corrente del piano contro l’Italia e tentò di opporvisi, fin che potè. Poi a Roma arrivò una telefonata del cancelliere Helmut Kohl, che si lamentò col ministro Guido Carli: qualcuno “remava contro” il piano franco-tedesco.
Galloni si era appena scontrato con Mario Monti alla Bocconi e il suo gruppo aveva ricevuto pressioni da Bankitalia, dalla Fondazione Agnelli e da Confindustria. La telefonata di Kohl fu decisiva per indurre il governo a metterlo fuori gioco. «Ottenni dal ministro la verità», racconta l’ex super-consulente, ridottosi a comunicare con l’aiuto di pezzi di carta perché il ministro «temeva ci fossero dei microfoni». Sul “pizzino”, scrisse la domanda decisiva: “Ci sono state pressioni anche dalla Germania sul ministro Carli perché io smetta di fare quello che stiamo facendo?”. Eccome: «Lui mi fece di sì con la testa».

Questa, riassume Galloni, è l’origine della “inspiegabile” tragedia nazionale nella quale stiamo sprofondando.I super-poteri egemonici, prima atlantici e poi europei, hanno sempre temuto l’Italia.
Lo dimostrano due episodi chiave. Il primo è l’omicidio di Enrico Mattei, stratega del boom industriale italiano grazie alla leva energetica propiziata dalla sua politica filo-araba, in competizione con le “Sette Sorelle”. E il secondo è l’eliminazione di Aldo Moro, l’uomo del compromesso storico, assassinato dalle “seconde Br”: non più l’organizzazione eversiva fondata da Renato Curcio ma le Br di Mario Moretti, «fortemente collegate con i servizi, con deviazioni dei servizi, con i servizi americani e israeliani». Il leader della Dc era nel mirino di killer molto più potenti dei neo-brigatisti: «Kissinger gliel’aveva giurata, aveva minacciato Moro di morte poco tempo prima».

Col divorzio tra Bankitalia e Tesoro, per la prima volta il paese è in crisi finanziaria: prima, infatti, era la Banca d’Italia a fare da “prestatrice di ultima istanza” comprando titoli di Stato e, di fatto, emettendo moneta destinata all’investimento pubblico. Chiuso il rubinetto della lira, la situazione precipita: con l’impennarsi degli interessi (da pagare a quel punto ai nuovi “investitori” privati) il debito pubblico esploderà fino a superare il Pil. Non è un “problema”, ma esattamente l’obiettivo voluto: mettere in crisi lo Stato, disabilitando la sua funzione strategica di spesa pubblica a costo zero per i cittadini, a favore dell’industria e dell’occupazione. 
Degli investimenti pubblici da colpire, «la componente più importante era sicuramente quella riguardante le partecipazioni statali, l’energia e i trasporti, dove l’Italia stava primeggiando a livello mondiale».

Al piano anti-italiano partecipa anche la grande industria privata, a partire dalla Fiat, che di colpo smette di investire nella produzione e preferisce comprare titoli di Stato: da quando la Banca d’Italia non li acquista più, i tassi sono saliti e la finanza pubblica si trasforma in un ghiottissimo business privato. 
L’industria passa in secondo piano e – da lì in poi – dovrà costare il meno possibile.
 «In quegli anni la Confindustria era solo presa dall’idea di introdurre forme di flessibilizzazione sempre più forti, che poi avrebbero prodotto la precarizzazione».
 «Una visione poco profonda di quello che è lo sviluppo industriale».
Risultato: «Perdita di valore delle imprese, perché le imprese acquistano valore se hanno prospettive di profitto».
 Dati che parlano da soli. E spiegano tutto: «Negli anni ’80 – racconta Galloni – feci una ricerca che dimostrava che i 50 gruppi più importanti pubblici e i 50 gruppi più importanti privati facevano la stessa politica, cioè investivano la metà dei loro profitti non in attività produttive ma nell’acquisto di titoli di Stato, per la semplice ragione che i titoli di Stato italiani rendevano tantissimo e quindi si guadagnava di più facendo investimenti finanziari invece che facendo investimenti produttivi.
Questo è stato l’inizio della nostra deindustrializzazione».o

Alla caduta del Muro, il potenziale italiano è già duramente compromesso dal sabotaggio della finanza pubblica, ma non tutto è perduto: il nostro paese – “promosso” nel club del G7 – era ancora in una posizione di dominio nel panorama manifatturiero internazionale.
Eravamo ancora «qualcosa di grosso dal punto di vista industriale e manifatturiero», ricorda Galloni: «Bastavano alcuni interventi, bisognava riprendere degli investimenti pubblici».
E invece, si corre nella direzione opposta: con le grandi privatizzazioni strategiche, negli anni ’90 «quasi scompare la nostra industria a partecipazione statale», il “motore” di sviluppo tanto temuto da tedeschi e francesi.
Deindustrializzazione: «Significa che non si fanno più politiche industriali».
Galloni cita Pierluigi Bersani: quando era ministro dell’industria «teorizzò che le strategie industriali non servivano».
Si avvicinava la fine dell’Iri, gestita da Prodi in collaborazione col solito Andreatta e Giuliano Amato. Lo smembramento di un colosso mondiale: Finsider-Ilva, Finmeccanica, Fincantieri, Italstat, Stet e Telecom, Alfa Romeo, Alitalia, Sme (alimentare), nonché la Banca Commerciale Italiana, il Banco di Roma, il Credito Italiano.

Le banche, altro passaggio decisivo: con la fine del “Glass-Steagall Act” nasce la “banca universale”, cioè si consente alle banche di occuparsi di meno del credito all’economia reale, e le si autorizza a concentrarsi sulle attività finanziarie peculative.
Denaro ricavato da denaro, con scommesse a rischio sulla perdita. E’ il preludio al disastro planetario di oggi. In confronto, dice Galloni, i debiti pubblici sono bruscolini: nel caso delle perdite delle banche stiamo parlando di tre-quattromila trilioni. Un trilione sono mille miliardi: «Grandezze stratosferiche», pari a 6 volte il Pil mondiale. «Sono cose spaventose».
La frana è cominciata nel 2001, con il crollo della new-economy digitale e la fuga della finanza che l’aveva sostenuta, puntando sul boom dell’e-commerce.
Per sostenere gli investitori, le banche allora si tuffano nel mercato-truffa dei derivati: raccolgono denaro per garantire i rendimenti, ma senza copertura per gli ultimi sottoscrittori della “catena di Sant’Antonio”, tenuti buoni con la storiella della “fiducia” nell’imminente “ripresa”, sempre data per certa, ogni tre mesi, da «centri studi, economisti, osservatori, studiosi e ricercatori, tutti sui loro libri paga».

Quindi, aggiunge Galloni, siamo andati avanti per anni con queste operazioni di derivazione e con l’emissione di altri titoli tossici. Finché nel 2007 si è scoperto che il sistema bancario era saltato: nessuna banca prestava liquidità all’altra, sapendo che l’altra faceva le stesse cose, cioè speculazioni in perdita. Per la prima volta, spiega Galloni, la massa dei valori persi dalle banche sui mercati finanziari superava la somma che l’economia reale – famiglie e imprese, più la stessa mafia – riusciva ad immettere nel sistema bancario.
«Di qui la crisi di liquidità, che deriva da questo: le perdite superavano i depositi e i conti correnti».
Come sappiamo, la falla è stata provvisoriamente tamponata dalla Fed, che dal 2008 al 2011 ha trasferito nelle banche – americane ed europee – qualcosa come 17.000 miliardi di dollari, cioè «più del Pil americano e più di tutto il debito pubblico americano».

Va nella stessa direzione – liquidità per le sole banche, non per gli Stati – il “quantitative easing” della Bce di Draghi, che ovviamente non risolve la crisi economica perché «chi è ai vertici delle banche, e lo abbiamo visto anche al Monte dei Paschi, guadagna sulle perdite».
Il profitto non deriva dalle performance economiche, come sarebbe logico, ma dal numero delle operazioni finanziarie speculative: «Questa gente si porta a casa i 50, i 60 milioni di dollari e di euro, scompare nei paradisi fiscali e poi le banche possono andare a ramengo».
Non falliscono solo perché poi le banche centrali, controllate dalle stesse banche-canaglia, le riforniscono di nuova liquidità. A monte: a soffrire è l’intero sistema-Italia, da quando – nel lontano 1981 – la finanzia pubblica è stata “disabilitata” col divorzio tra Tesoro e Bankitalia.
Un percorso suicida, completato in modo disastroso dalla tragedia finale dell’ingresso nell’Eurozona, che toglie allo Stato la moneta ma anche il potere sovrano della spesa pubblica, attraverso dispositivi come il Fiscal Compact e il pareggio di bilancio.

Per l’Europa “lacrime e sangue”, il risanamento dei conti pubblici viene prima dello sviluppo.
«Questa strada si sa che è impossibile, perché tu non puoi fare il pareggio di bilancio o perseguire obiettivi ancora più ambiziosi se non c’è la ripresa».
E in piena recessione, ridurre la spesa pubblica significa solo arrivare alla depressione irreversibile.
Vie d’uscita? Archiviare subito gli specialisti del disastro – da Angela Merkel a Mario Monti – ribaltando la politica europea: bisogna tornare alla sovranità monetaria, dice Galloni, e cancellare il debito pubblico come problema.
Basta puntare sulla ricchezza nazionale, che vale 10 volte il Pil. Non è vero che non riusciremmo a ripagarlo, il debito.
Il problema è che il debito, semplicemente, non va ripagato: «L’importante è ridurre i tassi di interesse», che devono essere «più bassi dei tassi di crescita».
A quel punto, il debito non è più un problema: «Questo è il modo sano di affrontare il tema del debito pubblico». A meno che, ovviamente, non si proceda come in Grecia, dove «per 300 miseri miliardi di euro» se ne sono persi 3.000 nelle Borse europee, gettando sul lastrico il popolo greco.

Domanda: «Questa gente si rende conto che agisce non solo contro la Grecia ma anche contro gli altri popoli e paesi europei? Chi comanda effettivamente in questa Europa se ne rende conto?».
Oppure, conclude Galloni, vogliono davvero «raggiungere una sorta di asservimento dei popoli, di perdita ulteriore di sovranità degli Stati» per obiettivi inconfessabili, come avvenuto in Italia: privatizzazioni a prezzi stracciati, depredazione del patrimonio nazionale, conquista di guadagni senza lavoro.
Un piano criminale: il grande complotto dell’élite mondiale. «Bilderberg, Britannia, il Gruppo dei 30, dei 10, gli “Illuminati di Baviera”: sono tutte cose vere», ammette l’ex consulente di Andreotti. «Gente che si riunisce, come certi club massonici, e decide delle cose».
Ma il problema vero è che «non trovano resistenza da parte degli Stati».
L’obiettivo è sempre lo stesso: «Togliere di mezzo gli Stati nazionali allo scopo di poter aumentare il potere di tutto ciò che è sovranazionale, multinazionale e internazionale».
Gli Stati sono stati indeboliti e poi addirittura infiltrati, con la penetrazione nei governi da parte dei super-lobbysti, dal Bilderberg agli “Illuminati”. «Negli Usa c’era la “Confraternita dei Teschi”, di cui facevano parte i Bush, padre e figlio, che sono diventati presidenti degli Stati Uniti: è chiaro che, dopo, questa gente risponde a questi gruppi che li hanno agevolati nella loro ascesa».

Non abbiamo amici. L’America avrebbe inutilmente cercato nell’Italia una sponda forte dopo la caduta del Muro, prima di dare via libera (con Clinton) allo strapotere di Wall Street.
Dall’omicidio di Kennedy, secondo Galloni, gli Usa «sono sempre più risultati preda dei britannici», che hanno interesse «ad aumentare i conflitti, il disordine», mentre la componente “ambientalista”, più vicina alla Corona, punta «a una riduzione drastica della popolazione del pianeta» e quindi ostacola lo sviluppo, di cui l’Italia è stata una straordinaria protagonista.
L’odiata Germania? Non diventerà mai leader, aggiunge Galloni, se non accetterà di importare più di quanto esporta. 
Unico futuro possibile: la Cina, ora che Pechino ha ribaltato il suo orizzonte, preferendo il mercato interno a quello dell’export. L’Italia potrebbe cedere ai cinesi interi settori della propria manifattura, puntando ad affermare il made in Italy d’eccellenza in quel mercato, 60 volte più grande. Armi strategiche potenziali: il settore della green economy e quello della trasformazione dei rifiuti, grazie a brevetti di peso mondiale come quelli detenuti da Ansaldo e Italgas.

Prima, però, bisogna mandare casa i sicari dell’Italia – da Monti alla Merkel – e rivoluzionare l’Europa, tornando alla necessaria sovranità monetaria. Senza dimenticare che le controriforme suicide di stampo neoliberista che hanno azzoppato il paese sono state subite in silenzio anche dalle organizzazioni sindacali. Meno moneta circolante e salari più bassi per contenere l’inflazione? 
Falso: gli Usa hanno appena creato trilioni di dollari dal nulla, senza generare spinte inflattive. Eppure, anche i sindacati sono stati attratti «in un’area di consenso per quelle riforme sbagliate che si sono fatte a partire dal 1981».
Passo fondamentale, da attuare subito: una riforma della finanza, pubblica e privata, che torni a sostenere l’economia. Stop al dominio antidemocratico di Bruxelles, funzionale solo alle multinazionali globalizzate. Attenzione: la scelta della Cina di puntare sul mercato interno può essere l’inizio della fine della globalizzazione, che è «il sistema che premia il produttore peggiore, quello che paga di meno il lavoro, quello che fa lavorare i bambini, quello che non rispetta l’ambiente né la salute».
E naturalmente, prima di tutto serve il ritorno in campo, immediato, della vittima numero uno: lo Stato democratico sovrano. Imperativo categorico: sovranità finanziaria per sostenere la spesa pubblica, senza la quale il paese muore.
 «A me interessa che ci siano spese in disavanzo – insiste Galloni – perché se c’è crisi, se c’è disoccupazione, puntare al pareggio di bilancio è un crimine».


http://www.libreidee.org/2013/05/italia-potenza-scomoda-dovevamo-morire-ecco-come/

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Come saprete,l'economista prof.Nino Galloni (da cui abbiamo personalmente sentito una sintesi di questa storia al convegno MMt di Rimini 1,due anni fa) ha collaborato con Federico Caffè ed é stato Direttore Generale del Ministero del Bilancio (oggi ministero dell'Economia) e del Lavoro con iI governo Andreotti.Autore di numerosissimi saggi e studi di economia, fra cui La Moneta Copernicana (assieme all'avv. Marco Della Luna), è docente presso la Cattolica di Milano, la Luiss di Roma e le Università di Napoli e Modena..

38 commenti:

  1. encomiabile! grazie...........stavo guardando il video da vocidalvento......shadow

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    1. ho preferito scrivere,così ci resta bene in mente.....

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    2. hai fatto benissimo! sono sempre di passaggio qui ed è sempre un piacere vedere un nuovo post. l'iter si sapeva gia ma è sempre bene ripeterlo e soprattutto detto da chi era li in prima persona la testimonianza non puo essere piu diretta. e' allucinante constatare che tipo di devoluzione si è innescata andando a toccare punti nevralgici del sistema come banca d'italia e ministero del tesoro. probabilmente non tutto venne fatto in cattiva fede, certo che però è innegabile che laddove si crea una falla questa non può altro che finire in una voragine attraverso la speculazione ed è dove siamo arrivati. io personalmente non disdegno in toto forme di liberismo ed emancipazione dallo stato, ossia una forma di gestione non asfissiata da statalismo che alla lunga diventa imperante, però deve esserci sempre pragmaticità buon senso, e lungimiranza che non si è avuta per niente. Tutto quello che serviva e non si ha avuto l'accortezza di conservare o regolamentare con piu attenzione per preservare dai rischi. "ecco perchè a volte dico tutti i sistemi possono andare bene.......ma ci deve essere controllo, supervisioni e organismi realmente superpartes.........questo tanto per precisare che prima si crea il contesto e le condizioni necessarie a sostenere un determinato modello di gestione, e poi si avvalla il modello scelto. Altrimenti viene sempre da chiedersi, perchè far entrare un paese come la Grecia in ue da sempre statalista che da sempre ha risentito dell'influenza socialista trovandosi li nei balcani in un area limitrofa all'espansionismo sovietico, era ovvio che una cosa del genere non poteva reggere se non preparando il paese ad un inversione di rotta. Anche da noi comunque è avvenuto il contrario e peggio, si è messo proprio allo sbaraglio cio che costituisce le fondamenta di un paese. Anche banca d'italia è stata poi privatizzata e se non erro molte delle quote sono in mano agli inglesi ed anche a mps, non dovrebbe stranire che non abbia particolarmente vigilato nel caso mps......e tutto un sistema fallace, caduco, impantanato....ed è assolutamente necessario svincolarsi o imporsi per una riassemblamento delle parti in causa. Cosi non si puo andare avanti! shadow

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    3. si lo so puo sembrare un po retorico, ma è un dato di fatto che qui non si sono avute vie di mezzo, tutto è stato lasciato allo sbando avvallando completamente la speculazione, questo non si puo neanche definire liberismo ma il dissesto ideologico economico che l'ipertrofia dei suoi presupposti hanno determinato. Non vorrei che di qui a qualche decennio le cose si ribaltassero e ci ritrovassimo con il suo esatto contrario, andando via via perdendosi con estreme contrapposizioni il giusto equilibrio che gli estremi dovrebbero avere. Non penso sia impossibile, volendolo e perseguendolo, raggiungere gli obbiettivi di un socio liberismo equo e sostenibile, ma di questo passo, stroppando si stropperà e basta.......sai no? quando da una palla, alla fine viene su un montone di palle? sono convinto sia uguale, molto dipende da chi gestisce le cose, per questo non esento da colpe la nostra classe politica, non dobbiamo dimenticarlo e questa intervista lo ricorda benissimo. ciao shaidow

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    4. cioè quello che dico io è? se Draghi va dichiarando che un colpo di mano, o di bacchetta magica, taglierà i tassi di interesse.......perchè all'epoca della scissione banca c'italia tesoro non si è impedito con qualche misura che i tassi d'interesse lievitassero dando adito cosi ad altre forme piu remurative d'investimento???? daihhhhhhh!!! cioè alla fine dipende se c'è li un coglione, un collaborazionista o una persona equa, giusta! è tutto li il discorso.......non proprio tutto ma insomma,,,,una buona parte! shadow

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    5. Ed è allucinante che noi,e quando dico noi intendo i comuni cittadini di questa cose,mai hanno saputo nulla fino a tre quattro anni f,e ancora molti ignorano del tutto questo saccheggio....grazie a politici compiacenti e ad una informazione indecente,sempre occupata a mettere in risalto gossip e cazzate varie del condominio, e mai a parlare dei veri problemi,salvo poi accorgersene quando è troppo tardi,versando lacrime di coccodrillo.Storia che tuttora continua con le favole di Letta.

      Non bisogna confondere il ritorno alla sovranità come statalismo,che pure a me non piace.C'è differenza inoltre tra liberale e liberista.Direi che siamo vissuti in un paradosso grotteco: in molti casi statalismo,in altri liberismo spinto...e con il peggio dei due sistemi.
      Lo Stato deve occuparsi delle cose importanti per la comunità,certamente senza asfissiarla icon una invadenza eccessiva.E' un vecchi problema che già gli illuministi si ponevano:conciliare la libertà individuale con l'organizzazione statale.Aborro anch'io certe visioni rousseiane che mitizzavano la volontà generale oltremisura e foriere di nefasti sviluppi,come sappiamo...
      Fatto sta che lo stato non può cedere le prerogative di sovranità politica,economica e monetaria di cui è stato in questi anni privato.
      Insomma ,un giusto equilibrio tra libertà individuale e organizzazione statale,di cui pare non si posa fare a meno...

      Il caso clamoroso MPS di cui tutti sapevano.Non può essere che così,visto che la BC che dovrebbe controllare,è controllata da chi dovrebbe controllare.Un inciucio pazzesco...e privato.

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    6. Però,su una cosa bisogna essere chiari:A PRESCINDERE DAGLI UOMINI CHE LO GESTISCONO;I SISTEMI,I LORO INPUTS,I LORO EFFETTI.....NON SONO TUTTI UGUALI.
      Ho vissuto sei mesi in USA,e lì me ne sono accorto.....
      Certo se hai grana e poco ti interessano le sorti della comunità....tutti i sistemi sono uguali.....

      Ci sono sistemi in cui lo Stato é il partito,e altri che prilviegiano elites private dove lo Stato è al loro servizio e altri (leggi Keynes) dove lo Stato esiste un equilibrio tra i vari interessi. .Non mi pare sia la stessa cosa.

      A poco servirà una diminuzione del tasso dello 0,25%.....che è un tasso per le banche,vedremo quello che applicheranno a famiglie ed imprese e se finirà il credit crunch.Comunque la Ciga di Mestre stima un apporto sul sistema produttivo di circa un miliardo e mezzo....un'aspirina se paragonata agli 60 miliardi che le PMI vantano e di cui mi sempre poco hanno visto.Non facciamoci illusioni...

      A suo tempo,dal 1981 fino all'entrata nell'euro,nessuno poteva intervenire sui tassi che si formavano sul mercato dei capitali.Lo Stato italiano non aveva più i mezzi per farlo,e la BCE ancora non c'era.
      Dopo la BCE avrebbe potuto tecnicamente farlo,ma il sistema che obbediva a certi fini,non ne aveva nessun interesse....la sorte degli stati poco interessava gli speculatori e alla Germania....questo,sempre perchè i sistemi non sono tyutti uguali....prima del 1981 ce n'era uno di un certo tipo,dopo un altro...
      Tu dai troppa importanza agli uomini e non ai meccanismi del sistema,a cui spesso debbono piegarsi,come mi pare sia successo...collusi o meno

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    7. vogliono piegarsi e non debbono!! certo che se come punto di partenza mi separi il tesoro dalla banca d'italia, consenti che i tassi lievitono, non metti freno alle conseguenze contingenti.......è ovvio che è come un cane che porta il padrone e non viceversa.......almeno........potrei sbagliarmi mahh....shadow

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    8. quanto alla distinzione molto sottile ma necessaria tra liberismo e liberalismo, che comunque corre lungo una linea sottile rendendoli complementari, direi che tutto cio con cui abbiamo a che fare può essere tranquillamente defininto libertarismo, ed è una deriva delle due, dovuta, torno a ripetere, inettitudine, superficialità o cospirazionismo. Rimango abbastanza fisso sulla mia opinione a riguardo con la flessibilità che è giusto attribuire al toro o alla ragione. shadow

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    9. se molti si limitassero ad ignorare sarebbe stupendo! ignorano e pure parlano per dar aria alla bocca! ma è aria che inquina! che condiziona menti manipola coscienze, alimenta questo circolo vizioso del falso imperante, del dito puntato quasi sempre a senso unico. Mentre si attaccano sugli uni, portano sul trono senza neanche saperlo gli altri e continuano ad arrampicarsi su mezze verità rendendole quasi assolute. Molto spesso ne esco sconcertato da certi dibattiti/confronti! Completamente basito...e se penso che il web è una fonte inesauribile di verità, per chi ambisce ad ottenerla, farla propria, e viene invece usato con una superficialità pazzesca.....

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    10. Purtroppo non c'è nulla di perfetto.....solo di perfettibile,al limite..web compreso...
      E' inutile illudersi (in campo politico) per un sistema democratico puro,privo di scorie...non esiste,non è mai esistito e probabilmente non esisterà mai.Come speso ripeto,è una utopia a cui tendere....almeno per quelli a cui interessa vivere i un mondo il più possibile giusto e civile.
      Manipolazione e falsi profeti circolano ovunque,e non da ora.....nonostante questo,si è sempre avanzato di qualche passo nella giusta direzione nella Storia (almeno fino ad ora....).....magari a caro prezzo.
      Se non ci fossero stati uomini che non si sono limitati ad ignorare,staremmo ancora alle caverne....uno spirito sempre presente nell'uomo su cui, a mio vedere,ha più ragione Machiavelli di Marx...non c'è un gran progresso morale,solo tecnico.....basta fornirgli l'occasione per vedere la bestia ancestrale riemergere...
      l'errore di Rousseau e i suoi seguaci fu di considerare l'uomo buono per natura,ma che la società aveva corrotto,quindi bisognoso di essere rieducato....dove queste asserzioni hanno portato lo sappiamo tutti...
      L'uomo è un misto inestricabile di bene e di male,non è nè totalmente bestia o angelo,questo è il suo dna...voler estirpare il male ha come unico effetto di creare mostri,tutto al più si può solo limitarlo....e questo é il compito di chi ha in mente un mondo migliore.

      Detto questo,il nostro teatro a senso unico,non fa testo e non può avere nessuna influenza per chi desidera un paese migliore,lontano miglia da quanto molti autorevoli giullari dei media vanno spacciando la famosa "educazione" di cvui sopra,spesso senza averne nemmeno i titoli..

      Come il resto,il web è popolato di verità e anche di fessi,su fb ne ho la prova ogni giorno.Fessi,no perchè credono in certe cose o hanno pensieri strani,ma perchè si fermano spesso alla superfici,scambiando le famose lucciole per soli...
      Ma c'è pure chi ha ben compreso...e rispetto a qualche tempo fa,fa ben sperare....anche se non basta certo aver compreso...sarebbe trppo facile,e niente è gratis,specialmente la libertà...

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  2. Con il post che hai proposto mi inviti a nozze(anche se con i funghi o fondi...)
    Ho vissuto,tutto il periodo,industriale che va dal '65 al duemila,e quello che dico non viene da un'amena lettura di "importanti" testi di economia bocconiana o equivalenti di altri atenei sia laici che cattolici.
    L'Italia "era" il sesto paese nel mondo come potenza industriale(sia pesante che leggera)e ancora più all'avanguardia... soprattutto in quella manufatturiera....(era autosufficiente)
    Non avevamo nessun imbarazzo a partecipare in gare internazionali con i colossi (in ordine di importanza)americani,inglesi,tedeschi ,francesi,giapponesi.
    L'indice di valutazione si chiamava..... le "Compagnie di Ingegneria"che nei vari settori(industriale,energetico,civile ,trasporti,etc)erano capaci di costruire anche in mezzo ai deserti importanti realizzazioni del valore del migliaio di miliardi delle(benedette)lire di allora .
    Ma quello che più contava,era che queste Compagnie di ingegneria(che contavano mille/duemila impiegati,la maggioranza tecnici,in sede...non nei cantieri) ,"provocavano" automaticamente un indotto,in centinaia di aziende di eccellenza internazionale,per la fornitura di tutta la componentistica necessaria alla costruzione dell'opera.(Se volevamo l'intera fornitura era italiana)
    Tutto era progettato,prodotto in Italia,e assemblato e costruito all'estero da ditte italiane di montaggio,con i mezzi colossali necessari "anche essi" prodotti in Italia.
    E'superfluo notare che quanto prodotto in Italia era anche acquistato dalle Compagnie di Ingegneria concorrenti,data l'alta qualità e il costo competitivo dei nostri prodotti.
    E' ancora superfluo ricordare,che per promuovere lavoro e produzione in Italia,Lo Stato garantiva alle imprese che lavorando all'estero, e che si impegnavano a fornire tutto materiale nostrano.....ripeto garantiva finanziamenti facilitati,o garanzie assicurative a copertura di finanziamenti stranieri.
    Potrei fare decine di esempi....ma per non farla lunga...mi limito ad uno solo...Una raffineria complessa...
    Per realizzarla occorrono qualche centinaio di migliaia di ore lavorative di(alto) concetto...e qualche milione di ore di manodopera specializzata per costruirla.
    In una raffineria trovi tutta la componentistica conosciuta...reattori complessi,forni,recipenti in pressione,pompe,compressori(anche di15/25 milaKW)motori elettrici,turbine,tubazioni(A chilometri,dove in qualcuna ci cammini bene in piedi),valvolame,strumentazione sofisticatissima(milioni di pezzi)....."E TUTTO ERA PRODOTTO IN ITALIA"...ed esportato,anche, per costruttori competitori...(ne giravano di soldi in valute pregiate).
    Di queste Compagnie di ingegneria ce ne erano importanti almeno ..4/5 .....Oggi resiste(?) la SNAM...ed una Franco/Italiana la TPL.....quella dove ho lavorato io(non faccio il nome) era capace di fare 3 grandi complessi contemporaneamente...in America del sud,in nord Europa,e in Italia....più sfrizzoli da varie decine di miliardi di lire dovunque capitava.
    Lo stesso vale per le tante,(ed erano veramente tante) prestigiose imprese nel campo civile(4/5)che costruivano strade,villaggi,aeroporti,ponti,dighe,centrali elettriche nei luoghi più disparati del mondo.
    L'Italia era apprezzata per la sua alta ingegnosità,e reputazione di buona qualità....i suoi tecnici "circuiti" in tutto il mondo.
    Di tutta quella Gloria,oggi ci rimangono solo i libri di archeologia industriale...e sparse un po' dovunque per l'Italia,strutture arrugginite,(per cui si fecero investimenti(e che,però, dobbiamo pagare come debito pubblico.anche se andate a male),e che deturpano solo i panorami.
    Di chi la colpa di questa decadenza?
    Chiedo venia ma segue sotto per mancanza di spazio.Tonino

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  3. Di chi la colpa di questa decadenza?
    Dell'incapacità e scarsa laboriosità del popolo italiano?....assolutamente No! i nostri cervelli e la manodopera specialistica è emigrata,per mancanza di opportunità(peccato che in casa,invece, ci sono rimasti,e ancora oggi, molti Amministratori Delegati di allora...e che chiacchierano,da competenti, malgrado tutti li conoscano).....E allora la colpa è della Crisi?....questo "spettro" che somiglia più ad un miraggio che ad un oggetto reale...anche quì la risposta è ...No!Perchè quello che non facciamo più Noi lo fanno altri....anche paesi "emergenti".
    Ci rimangono,allora, solo due possibilità:
    -un complotto ben organizzato,nel tempo, da marpioni nei nostri confronti,"falsi partners" in una comune avventura....per convertirci in un paese di "pizzettari" e manodopera a basso costo.
    -Incapacità(sempre crescente) di una classe politica dirigente,malgrado ampollosi titoli accademici(da appiccicare solo al muro)...senza però un corrispondente effettivo valore reale?
    -La somma delle due cause sopra esposte.(Marpioni +incompetenza.....condita da un po' di crisi opportunamente pilotata)?????
    Io la mia risposta ce l'ho ma me la tengo per me....una cosa è sicura l'epoca dei Mattei è finita da un pezzo( e i suoi successori non meritano nemmeno di essere menzionati...al suo confronto).Ciao Tonino

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    1. Non posso che confermare l'alta opinione mondiale per la cantieristica italiana...ho conoscenti che hanno lavorato in tutto il mondo in imprese colossali,dighe,ponti,ingegneristica varia,porti (Bandar Abbas)....in più,tutta una serie di piccole medie industrie metalmeccaniche fornitrici dei grandi colossi mondiali,che demandavano lavori di precisione e su misura (che nessuno faceva) ad aziende italiane con sei sette operai.Senza poi tralasciare mercati da sempre a nostro appannaggio in vari settori.
      Il tutto supportato da organismi tipo Sace (pur con certi intrallazzi) che assicuravano il credito,nel caso di mancato pagamento da parte di certi paesi a rischio.
      Tutto finito? In gran parte....ma ancora potremmo risalire,solo se....la risposta già la sai...

      Certo,anche incapacità e lassismo e che altro vuoi....ma principalmente,questa è una distruzione organizzata,voluta dal nostro/i principale concorrente....con il beneplacito della dabbenaggine ,ma ancor più con la collusione di ectoplasmi tecnico-politici, cui del Paese non ha mai importato un fico secco.A differenza di uno come Mattei...

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    2. Una per tutte,pur di altro tipo....la sciagurata difesa della lira di Ciampi ,quando bruciò in pochi giorni 40 miliardi inutilmente, finendo poi per svalutarla.Ora,un governatore di Banca d'Italia ,non può essere così fesso da non capire,viste le forze in campo (un certo Soros e compagni,che già avevano steso la sterlina),che non poteva esserci nessuna difesa possibile e che sarebbe stato normale svalutare subito la lira,senza colossali sprechi di riserve pregiate.
      Difesa infatti che comportava,per sostenere il corso della lira,di comprarla sul mercato sborsando marchi,franchi o dollari delle ns riserve.
      E dove finiva questa valuta pregiata? Nelle tasche degli speculatori che vendevano cifre colossali di lire allo scoperto contro marchi....
      Marpioni che dopo la (inevitabile) svalutazione ufficiale del 30% della lira,si son ritrovati in dieci minuti con marchi....che valevano il 30% in più.
      Ora,non credo (anche alla luce di fatti successivi) all'incompetenza,ma al favoritismo di amici degli amici.
      E questo è pure diventatp PDR....!

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    3. Comunque non tutto è perduto e noi dobbiamo batterci,ciascuno a suo modo,perchè non si perda quanto ci resta,anzi per far in modo da riportarlo ai vecchi fasti,sarebbe ancora possibile con un cambiamento di rotta totale...per questo contnuiamo a scrivere,e non solo....

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  4. grazie per le precisazioni dei tuoi commenti, allargano molto il senso del discorso....l'esperienza diretta è sempre quella più esplicativa! ps: scusate per la serie di strafalcioni nei miei commenti........ero molto di fretta. ciao shaodw

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    1. no problem....anch'io faccio diversi errori scrivendo in fretta,in più ho un paio di tasti che saltano....bye

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    2. ah...giustamente dici "inettitudine, superficialità o cospirazionismo."...però,tutto sta a vedere le loro percentuali...non è indifferente ai fini di una valutazione....

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  5. Salve ! In merito attuale :" Terribile Spregiudicata - Pianificata-Progettuale- Programmata CRISI" Planetaria !.... Diabolicamente organizzata da raffinatissime Relazioni Massoniche Istituzionali - Strutturali - Apparati Monetaristi - Banchieri - Economisti - logge Universitarie - Ministeriali - Militari - Occulti Protagonisti Parlamentari. ...Tutti Uniti in un abbraccio :" PiovraPiramidale "!!! ....In questo slabirinto secolare ; a mio avviso si richiede :" Urgentissimo intervento Storico ! Cercasi Coraggiosi preparatissimi "GIUDICI-MAGISTRATI" Decreto :" Special SalvaUmanita' " -Mandato Cattura Internazionale Per Alto Tradimento Istituzionale -Costituzionale !....Nota Importante : Cittadini della terra ; invito Solenne Visionare il Nobile Pensiero indimenticabile Eroe -Compianto Prof. "Giacinto Auriti" Il Maggior Studioso :" Giurista Monetarista Economico - Sociale di tutti i Tempi (Candidato Conferimento : Premio Nobel Economia Monetarista )....Conclusione riprendiamoci le Vere Redini Culturali smascherando definitivamente gli oppressori dittatori - Tiranni - Totalitaristi -affiche' ritroViamo la Virtu' Teologale : "SPERANZA" -"GIUSTIZIA ECONOMICA SOCIALE " PACE - Verita'- Concodia fratellanza - Serenita' per tutte le famiglie dell'Umanita' ! ....essendo tutti di passaggio in questa Terra. ...Chiediamo Protezione -Benedizione Speciale al Nostro Padre Signore della Terra ! Cordiali Sinceri Saluti per Tutti gli "Innocenti -Malati - Perseguitati di Ingiustizia - Alleluia ! Alleluia ! ......Ciao da un Vostro Pellegrino! ......

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    1. Riceviamo il telegramma ,caro pellegrino....che il viaggio ti sia favorevole e i tuoi desideri esauditi....bye

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    2. SALVE ! VI RINGRAZIO DA PARTE UN PELLEGRINO AFFINCHE' SIA STABILITO REALMENTE ALLE NAZIONI DELLA TERRA "VERITA' " GIUSTIZIA - LIBERTA' ! ...QUESTE SONO SOGNI DESIDERI PER L'INTERA " UMANITA' !!!!......CIAO. ....

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    3. That's right....desideri,sogni,e anche utopie nella loro pienezza....accontentiamoci di approssimarci sempre più a queste utopie...é come la radice di due....non c'è mai un resto zero,c'è sempre un resto,un decimale d'ombra che ci sta accanto...

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  6. ciao mi dai perfavore il link del vostro post il sacco d'italia forse l'avevo gia letto solo che non lo trovo e volevo dargli una lettura........shadow

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    1. Disattento...cartellino giallo....
      Guarda nella sidebar di sx,sotto post più popolari,trovi l'icona e rimando a questo post....ciao

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    2. ahhhhhhhhhhhh! ok! visto! la cosa assurda comunque di questo sistema euro, prendendo come riferimento l'Italia, è che assodato che lo stato in assenza di una banca centrale deve finanziarsi come fa un impresa o un privato chiedendo prestiti e dando garanzie di restituzione del credito, allora mette delle ipoteche su dei beni immobili perchè che cazzo di motivo qua è stato fatto tutto prima!!!?????? hanno ipotecato i beni, con la differenza che un ipoteca devi avere tempo e motivo per estinguerla, no qui sono partiti da un ipotetico stato d'insolvenza, l'hanno quindi teorizzato prima, si sono presi i beni e hanno estinto l'ipoteca ancor prima venisse creato un debito e poi lo stato ha chiesto i prestiti è sconcertante.......ma che razza di roba è?? scsua lo sgrammaticamento totale...shadow

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    3. ritorno un attimo sui miei passi, quando sento dire che le privatizzazioni non convengono in italia visto i risultati che hanno prodotto, personalmente, un po mi viene da ridere.......alla fine come sono state fatte? da chi sono state gestite? e con che presupposto se non lo smantellamento dello stato sociale?? shadow

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  7. Eh già...si viaggia nel surreale,nell'assurdo....ma il fatto è che non si può essere così sprovveduti,è impossibile...e per gente addetta ai lavori.Quindi resta una sola ipotesi.....Ma poi,è mai possibile che uno Stato debba finanziarsi sul mercato dei capitali privato?
    Uno Stato padrone della moneta,che può stampare a iosa,volendo? Si dice...ma l'inflazione..! Se i soldi sono spesi nel circuito produttivo,come TUTTI gli esempi della letteratura economica dimostrano,l'effetto inflattivo è presto assorbito dall'aumento di ricchezza prodotta.Vedi oggi Usa e Giappone.
    Ma è inutile....non sono incompetenti...c'è un disegno preciso...

    A prescindere dal come,uno Stato può privatizzare certe cose,altre no.Non può privarsi degli assets strategici e non può smantellare un'apparato produttivo,specie in Italia,tenendo conto che finiscono in mani straniere,i cui utili finiscono al loro paese.....e quando l'impiego del capitale non è più conveniente,chiudono e se ne vanno altrove.
    E' una politica pericolosa.
    Ad un certo momento in Usa decisero che tanti settori di punta,non erano più strategici,tanto da finire n mano straniere,ai giapponesi (auto)....cinesi,arabi..
    Si limitarono all'alta tecnologia e agli armamenti,settori che ovviamente assicuravano una preminenza mondiale:
    Tanto che un paio d'anni fa,a NYC non vedevi un'auto americana che una.
    Tenendo anche conto delle delocalizzazioni,non c'era più niente made in Usa.Da qui,disoccupazione alle stelle e crisi del ceto medio e medio basso....

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  8. Insisto nel tema ..chi ci ha portato all'odierna situazione..di paese non autosufficiente, ed ormai in balia di "caritatevoli" partners continentali.
    "Uscite" da tutte le metafore..che saccenti, ma motivati giornalisti vi predicano da ogni angolatura politica.. e la risposta al problema di come siamo stati depredati e rovinati.. lasciandoci solo gli occhi per piangere..risulta chiaro a tutti gli onestuomini,anche se a digiuno di lettura di libri di alta economia elargiti in atenei più.. "meno" che.. "più".. conosciuti nel mondo accademico mondiale.
    Per "semplicità" prendiamo un "solo" esempio..quello energetico.."produzione di energia elettrica"....ma il modello è applicabile a tutto ciò che possa ricadere nell'ambito del "sociale",o dell'industria medio/ pesante.... vitale all'autosufficienza di una nazione "Importante"come l'Italia.
    "All'inizio"..tutti ..(vorrebbe da dire cani e porci)producevano energia elettrica,in propri impianti privati..con impianti,vecchi,cadenti sfruttati fino al decesso..e distribuivano l'energia solo fin dove c'era un ritorno di guadagno..la piccola contrada,magari in collina,non era servita..e andavano con i lumi a petrolio.
    Poi venne lo stato SOCIALISTA,che sfruttando il "giusto diritto",che tutti debbono usufruire del "necessario" allo stesso modo,applicò quanto dovuto regolandolo "però" con le regole economiche del gioco delle tre carte.
    Lo schema è il seguente:
    1)acquisto,da parte dello Stato, di impianti(la maggior parte) ferri vecchi..dai privati..ma pagati a prezzo di gioielli firmati..I privati corsero ad investire,i lauti guadagni appena conseguiti, nel settore della Chimica,per il prossimo giro di partita tra compari .
    2)Essendo gli impianti dei ferri vecchi,e volendo garantire a tutti un buon servizio..grande incetta di investimenti per convertire gli impianti cadenti in effettivi gioielli.
    "Ressa "di tutti gli investitori nazionali/esteri a fornire finanziamenti a tassi a due cifre,sottoscritti e garantiti dallo Stato(più mazzette a 360 gradi).
    3)Conduzione(per 20/25 anni) dilettantisca(per non parlare di peggio)di questi,ormai funzionali impianti,che invece di guadagnare.. cumulavano negli anni solo perdite..che immancabilmente finivano nel pozzo nero del debito pubblico..insieme ai lussuosi investimenti(e interessi) concessi,allora, per farli e mai ripagati.
    4)THE END..finale tipico plurisecolare..applicato alla ciclica storia del processo Socializzazione/Privatizzazione in tanti campi(Strade,ferrovie,sanità...)
    Si ritorna al PRIVATO..si svendono gioielli tecnologici(statali) a prezzi di rottami..Ognuno può fare di nuovo energia,anche con i mezzi più ecologicamente bestemmiatori(carbone,residui pesanti di oli di raffineria,bitumi ..usando i sistemi degli anni '40,o i più moderni della Partial Oxidation..che funzionano un giorno sì e uno no).
    E il prezzo è "libero"..Tutti i produttori in "concorrenza".. fanno a gara a tenerlo alto.
    Di questi Marpioni consanguinei,che hanno condotto con successo queste operazioni di "alta" finanza,imposteci dai nostri Partners(le "chat" und der "fuchs"..il gatto e la volpe..che mettevano in mezzo il Pinocchio di turno)ne gira ancora più di uno..che si vantano,dei loro risultati..e speravano magari.. di salire di gradino in carriera.
    RISULTATO..Il costo dell'energia uno dei più alti d'Europa(grazie anche alle tasse),importazione di grandi quantitativi di Energia da oltr'alpe(peraltro nucleare)che in caso di crisi non ci daranno più(perché servirà a loro)..e ci ritroveremo col "culo "per terra..per la concomitante possibile chiusura delle forniture di olio,gas,carbone.
    E quì si preoccupano del problema "prioritario dei migranti".Ciao Tonino

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    1. Già....il duo boldrini-congo insiste per case ai rom,abolizione reato immigrazione clandestina e abolizione dello ius sanguinis.....manca solo tutta la pacottiglia gay,e poi possiamo andare a farci fottere.

      Già..perchè su quanto ci interessa il furbino Letta é stato preso a pesci n faccia....fai i compiti e stai zitto...

      La storia dell'energia,per quanto complessa,è paradigmatica di un certo andazzo italiota,ma risalendo sempre più a monte si scopre che in Francia la bolletta costa la metà,perchè i cugini hanno una quarantina di centrali nucleari,così come in tutta europa.Siamo circodati da centrali nucleari.
      Siamo noi più furbi o più fessi? Non saprei,perchè pro e contro si equivalgono
      E' inutile illudersi su eolico,solare....(anch'essi soggetti ai soliti maneggi truffaldini),non possono risolvere i problemi energetici di un paese industriale...tutt'al più un affiancamento alla fonte principale.Senza contare che paghiamo più cara la bolletta anche per queste fonti rinnovabili.
      E la fonte principale quale é,per ora.Gas,petrolio in pratica e parte idroelettrica.....oppure il nucleare,con tutto ciò di bello e brutto che comporta.In compenso,non c'è nessun piano nazionale energetico
      Questo è il quadro.Fate vobis....e sperate nella fusione fredda,altrimenti son cavoli amari....

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    2. certo jhonny non c'è nessun piano energetico nazionqale perche è stata abrogato con il referendum...e non e il momento di farne un altro adesso ci sono i compiti da fare.......Zanonato però va in giro cianciando del nucleare...."perche no? se ci fossero siti idonei!!"..........shadow

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    3. Onestamente,non saprei che posizione prendere sul nucleare.
      ci sono grandi vantaggi e grandi rischi,e non so che pesa di più.
      Vero è che siamo circondati,quindi non è che siam proprio al sicuro nemmeno ora,l'errore umano o meno è sempre in agguato,insieme a fenomeni imprevedibili (vedi Giappone).i più non si sa che fine fanno molte scorie.
      Dei vantaggi economici è inutile parlare talmente sono evidenti.

      Siti idonei? Sai in Italia sembra ormai che tutto il territorio sia inidoneo,e non solo per il nucleare.
      veramente,non saprei che pesci prendere.mah...!

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    4. a come stanno le cose per me è molto relativo, o tutti i paese a livello comunitario si impegnano ad un piano energetico condivisibile o è molto superfluo non installarle in itali quando poi si usufruisce delle centrali fuori confine..le scorie gia si smaltiscono qui e non sono le nostre non si capisce dove verte il dibattito, visto che anche i referendum vengono spacciati per una cosa e poi diventano un altra affinche alla prima occasione si possa vanificarli del tutto. se poi si pensa che centrali di carbone inquinano molto di piu, è necessario trovare un equilibrio che qui ovviamente manca...che politiche energetiche abbiamo sulle rinnovabili?? fuffa alla fine..pro e contro dunque sul nucleare è ovvio....ma infatti è un tema che rimane aperto come anche dimostrano le dichiarazioni del ministro che non lasciano certo intendere il contrario anche se poi tutto diventa relativo perche comunque in itlai non riescono a fare niente di niente proprio perche siamo in mano a gente troppo "permissive e indulgente" shadow

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    5. Alla fine,bisognerà pur decidersi a varare un piano energetico nazionale e agire di conseguenza,qualunque esso sia,un piano organico che non lasci spazio ad iniziative estemporanee.
      Anche perchè,in caso di scelta nucleare,credo che ci vogliano anni per metterlo in funzione.
      Se vuoi che ti dica la mia,credo che invece si andrà avanti così,senza nessuna scelta,continuando a buttar soldi,per accontentare qualche imbonitore,in progetti spesso fallimentari.

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  9. Chiudo il discorso...perché doveroso

    -la fusione fredda sa tanto di fantascenza...non ci sperare...guarda il sole...e capisci di che pressioni e temperature hai bisogno per realizzare fusioni.
    -un impianto nucleare è molto.. molto più semplice,e di dimensioni più piccole, di un grosso complesso petrolchimico...(In Italia ne avevamo almeno 10),che arriva a qualche km2 di superficie( e che può avere 20/30 impianti complessi e pericolosi sia per il processo utilizzato che per i fluidi trattati)....in fondo la parte pericolosa è solo il reattore nucleare...il resto una convenzionale centrale elettrica.
    -Le metodiche moderne di sicurezza,sono "sofisticatissime",si basano su studi multidisciplinari di"Analisi di rischio" e/o "Albero dei guasti"basate su statitiche,pluriennali, degli incidenti....fino ad arrivare al milionesimo di probabilità che questo incidente avvenga.
    -tutto ciò che è considerato minimamente pericoloso....viene appaiato(o triplicato con un elemento analogo di riserva)....progettato per resistere al doppio e più dell'evento previsto....facilmente isolabile e inattivabile...e in caso estremo eventuali fughe tossiche convogliate in luoghi sicuri.
    Tu mi dirai ,e allora in Giappone?...è vero!...Là la jella ha superato l'imprevisto....piove sul bagnato...lo tsunami,dopo il terremoto.
    -infatti il reattore fu progettato "supersicuro" e non ebbe sensibili danni,ma il processo di raffreddamento del nocciolo non funzionò... nella sua "ultima" barriera protettiva...le pompe di raffreddamento del reattore che non partirono per mancanza di "energia elettrica".Le reti esterne,normalmente usate, vennero a mancare a causa del terremoto....i diesel di emergenza(addirittura 3) che sarebbero dovuti entrare in funzione,per fornire l'energia elettrica non più disponibile,non partirono perché affogarono con l'onda anomala.
    Poveri giapponesi ben più bravi dei "ricchiappati" dell'ex URSS,che fecero danni in tutto il mondo... loro hanno fatto un impianto sicuro...ma non a prova di "malocchio"

    Last but not the least...anche le centrali nucleari usano un "combustibile" che tu(cioè Noi) devi comprare a caro prezzo)da uno che sarà disposto a vendertelo....e quindi ricadi nel "ricatto" dei "soliti noti"....che controllano i paesi con risorse energetiche
    Pensare di sostituire il possibile nucleare(perche pubblicizzato pericoloso) con il solare ...equivale a voler pagare buona parte del "debito pubblico" con le offerte da organizzarsi, nelle cassette dei vari Santi parrocchiali,od offrendo un euro alla caassa al suppermecato quando fai la spesa.

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    1. Caro Tony...purtroppo il nucleare resta SEMPRE pericoloso,nonostante tutti gli accorgimenti e la jella non è così rara come può sembrare.Questo tanto per togliere certe illusuioni.
      Basta un solo episodio di jella in Francia,Slovenia o Svizzera...e siamo fottuti tutti.
      Di sicuro al mondo c'è solo la morte....e da qualche parte,pure le tasse...
      Detto questo,poi si può valutare se il rischio vale la candela.

      Io non te lo so dire...

      Certo che me già ho detto,nessuna energia rinnovabile (stando alle attuali conoscenze) può sostituire l'attuale in un paese industriale.

      Quanto alla fusione fredda,gli studi non si sono mai interrotti e,come alcuni scienziati hanno detto,nel giro di vent'anni potrebbe essere realtà.Realtà che se fosse magari presente ora,non te la direbbero certo e puoi immaginarti il perchè....
      E' un po' la storia del carburante e del petrolio...fin che ce n'è,il resto è tabù....

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  10. P.S.Io qualche centrale atomica,pure la farei,per bilanciare gli "umori" dei paesi produttori di gas e petrolio,molto instabili...e insicuri..ai quali non siamo così simpatici.
    Ma soprattutto per cominciare a "risparmiare",per il futuro, il Petrolio da destinarsi alla più nobile utilizzazione della "petrolchimica"...seza la quale... e i suoi prodotti retrocederemmo alla civiltà della pietra,legno,pellame,lana e fibre naturali,che a "malapena" sfamava 2 miliardi di uomini e non 7/8.....quanti siamo ora....Ciao Tonino

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    1. Ripeto....non so prendere una posizione sul nucleare,fermo restando che poco credo alle rinnovabili in un paese industriale.
      In Germania ex est,zona Dresda, ho visto decine di pale eoliche (per la verità,molte ferme),ma credo che sia solo un contentino politico ai verdi (a anche ai loro affari)....dato che ci sono in Germania circa 50 centrali nucleari....sai a che serve l'eolico!

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