sabato 30 marzo 2013

INSOSTENIBILITA' DELL'EURO

Auguri a tutti i lettori,ci sentiamo la prossima settimana.
Intanto vi sottopongo queste brevi note per eventuali riflessioni.


I motivi sono essenzialmente due e sono complementari. Quando si blocca il cambio accadono essenzialmente due cose: nei paesi periferici della eurozona, quelli solitamente più arretrati in termini economici, normalmente la competitività peggiora. Il fatto di avere il cambio fisso, inoltre, significa che il cambio non può essere aggiustato alle variazioni dei prezzi, quindi è ovvio che piano piano la competitività di prezzo di tali Paesi cali notevolmente. Detto in parole semplici, agli abitanti di questi Paesi è stata data una moneta che è troppo forte rispetto alla loro economia, e questo li incita a vivere al di sopra dei loro mezzi comprando molti beni all’estero. Ai paesi del centro Europa questo ovviamente fa comodo, perché con tali spese dei Paesi di periferia sostengono la propria industria.

Quando il cambio è bloccato, i prestiti da un Paese a un altro non scontano il rischio di cambio e quindi può accadere una cosa sola: il nord Europa presta ai paesi del sud, con estrema larghezza, somme che vengono utilizzate per acquistare i beni del nord. I Paesi del nord traggono dunque due vantaggi: uno in termini di profitti industriali e uno in termini di profitti finanziari.

I fondamentali dell’economia italiana sono sostanzialmente buoni, il debito pubblico italiano non è a rischio e il popolo italiano è ancora risparmiatore, quindi ha tutto il vantaggio di tirarsi fuori da questa trappola prima che la propria ricchezza, gli immobili e i risparmi in banca vengano aggrediti dall’Europa per ricapitalizzare quelle banche del nord che hanno sbagliato.

Si esce dall’euro fondamentalmente per sganciarsi dall’eurozona e per avere una valuta che possa essere liberamente quotata sul mercato secondo il grado di forza dell’economia. Come questa valuta debba o possa chiamarsi non è così rilevante, però sono convinto che tornare indietro, per l'Italia, significherebbe solamente adottare il suo standard monetario, lasciando però poi che sia il mercato a determinarne il valore.

 Il tasso di cambio è semplicemente un prezzo, determinato sul mercato delle valute, e francamente continuo a non capire come mai persone che si professano liberiste hanno così tanta paura che sia il mercato a determinare questo prezzo. Dietro tale atteggiamento, quindi, potrebbero esserci essenzialmente due spiegazioni: o una profonda incoerenza logica, al limite della dissonanza cognitiva, o una malafede che rivela dei conflitti d’interesse, in particolare con quei poteri finanziari che da questa situazione hanno tratto solamente vantaggi.

(Alberto Bagnai)

5 commenti:

  1. Ben spiegato il meccanismo che ci ha portato a questa situazione
    Alle iptesi finali,io opto per la malafede,non è infatti possibile che economisti o addetti ai lavori non sapessero queste cose.

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  2. condivido e aggiungo che dovremmo spingere x sgancirci dall'euro :
    noi italiani abbiamo capacita' da piccoli e medi imprenditori che gli altri non hanno .
    il nostro mondo ricco di particolarita' e invidiatoci da tutti non deve temere la forza delle multinazionali e anche con un cambio debole ci potremmo risollevare grazie alla mole di lavoro che ci arriverebbe. stefano

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    1. noi saremmo proprio il paese che più avrebbe da guadagnare in termini economici da una uscita dall'euro,visto l'apparato produttivo che ancora ci resta nonostante tutto,nonostante la sciagura di Monti.
      Il made in Italy non è uno slogan pubblicitario,ma una realtà che,come dici,ci invidiano tutti.E non penso solo ai soliti settori,tipo moda,alimentazione,scarpe,tessile.....ben conosciuti per la loro qualità,ma ad esempio,per dirne una, anche alla miriade di piccole aziende metalmeccaniche in grado di soddisfare con soluzioni geniali le esigenze di grandi aziende mondiali.
      Per non parlare poi dell'aspetto politico,del recupero della sovranità e del potersi gestire in nome dell'interesse nazionale e non di quello di banchieri e organismi vessatori non eletti da nessuno.

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