lunedì 18 marzo 2013

AUSTERITY ? ...NO GRAZIE !


Gli effetti dell’austerità ,in base ai dati certi e non alla solita vulgata dei "sacrifici,ce lo chiede l'Europa",come unica ricetta per sopravvivere.
Meglio sarebbe chiamarla ricetta per sottovivere......
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Quanto funziona bene questa austerità indotta dal panico? Ecco qualche risposta nelle Figure 4 e 5.
La Figura 4 mostra la relazione tra le misure d’austerità introdotte nel 2011 e la crescita del PIL nel 2011-2012.
Troviamo una forte correlazione negativa.
I Paesi che hanno imposto le più severe misure d’austerità hanno anche sperimentato i più drammatici cali nei loro PIL. 


Qualcuno dirà che questo è il prezzo che deve essere pagato per rimettere in sesto l’ortodossia di bilancio. Ma è davvero così?
La Figura 5 potrebbe portarci a dubitare di ciò.
Mostra le misure di austerità e il conseguente cambiamento nel rapporto debito/PIL. E’ impressionante accorgersi che c’è una fortissima correlazione certa.
Più è intensa l’austerità, maggiore è il conseguente incremento del rapporto debito/PIL.
Non è veramente sorprendente, perché abbiamo imparato dalla figura precedente che quei Paesi che hanno applicato l’austerità più forte hanno anche visto il loro PIL (il denominatore nel rapporto col debito) abbassarsi molto energicamente.
Perciò, si può concludere che le acute misure di austerità che sono state imposte dal mercato e dal panico della politica non solo hanno prodotto profonde recessioni nei Paesi che sono stati esposti alla cura, ma anche che finora questa cura non ha funzionato.
Infatti ha portato semmai a ancor più alti rapporti tra debito e PIL, e ha danneggiato la capacità di questi Paesi di continuare a servire il debito. Perciò la crisi di liquidità che ha dato origine a tutto questo, rischia di degenerare in una crisi di insolvenza.




(Fonte: Financial Times and Datastream.)


I programmi di forte austerità che sono stati dettati dai mercati finanziari creano nuovi rischi per la zona euro. Mentre la decisione del 2012 della BCE di fare da prestatore di ultima istanza sul mercato dei titoli di stato ha eliminato le paure esistenziali circa il futuro dell'eurozona, i nuovi rischi per il futuro dell'eurozona si sono spostati nell'ambito politico e sociale. Dato che è evidente che i programmi di austerità producono inutili sofferenze soprattutto per i milioni di persone che sono precipitate nella disoccupazione e nella povertà, la resistenza contro questi programmi è destinata ad aumentare.
Una resistenza che può portare milioni di persone a desiderare di essere liberati da ciò che percepiscono come delle catene imposte dall'euro.


Paul De Grauwe, 21 Febbraio 2013


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Mi permetto di fare qualche osservazione:

"Quanto funziona bene questa austerità indotta dal panico?"

 - Sarebbe bene precisare che questo panico non è un evento naturale,ma abilmente provocato dai detentori e privati speculatori delle agenzie di rating,spesso senza nessun rapporto con l'economia reale,ma in base ai loro interessi particolari.
Questa storia è ormai ben conosciuta,a partire dalla crisi del 2008,quando questi trafficanti del rating attribuivano una tripla A a banche in fallimento.Chiedetevi come mai?
Per non parlare,ancor prima,del caso Parmalat....
Non a caso cinesi ed europei vogliono una nuova agenzia di rating (un organismo pubblico e non privato) più attinente alle condizioni reali dell'economia e non agli intrallazzi degli speculatori.
Quello che De Grauwe chiama generalmente "sentimento dei mercati",io lo chiamerei in modo molto più specifico "manipolazione dei mercati", da parte di queste agenzie della truffa.


- Le "paure esistenziali" circa il futuro dell'eurozona non sono state affatto eliminate dalle decisioni della BCE,in quanto persiste una paura ancor più grande di ricorrere ai vari fondi ESM.....per non essere commissariati definitivamente dalla famosa troika.
A questa vanno aggiunti i rischi politici e sociali già evidenziati da De Grauwe.


- "Una resistenza che può portare milioni di persone a desiderare di essere liberati da ciò che percepiscono come delle catene imposte dall'euro"
Non sono percepite queste catene....sono reali.
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Penso che De Grauwe,(consulente di Barroso)pur nella sua giusta disamina sulla follia dell'austerità come elemento aggravante dei problemi,creda ancora che questa Europa sia riformabile dai suoi stessi organi,cosa molto improbabile.
Verrebbero meno infatti i presupposti per cui questa sciagurata unione è stata creata,e cioè a beneficio delle elites bancarie-finanziarie,e non dei popoli.
Certo,potrebbero pure allargare la stretta con qualche misura che apparentemente venga incontro a certe esigenze popolari e che corregga in parte certe folli decisioni,cosa sollecitata da De Grauwe,ma sarebbe solo un non far morire la mucca per continuare a mungerla.
Non c'è speranza per noi in questa Europa.


48 commenti:

  1. Credo che tu abbia visto giusto Johnny,infatti in una recente intervista a Repubblica De Grauwe dice: "«Chiunque avalli l'uscita dell'Italia dall'euro si porterà la responsabilità di aver causato una spaventosa destabilizzazione globale, con effetti e durata imprevedibili ma sicuramente pesanti e non brevi». Paul de Grauwe, capo dell'European institute dalla London school of economics nonché consulente di Barroso alla Ue, vede con terrore la tentazione di exit strategy che si fa strada nel nostro Paese.
    Potrebbe anche essere che dopo due-tre anni o forse più, si riesca alla fine a trarne vantaggio...."

    Insomma,pur vedendo da economista i disastri causati da certe demenziali politiche Ue,alla fine conclude che è meglio restarci.
    Ma molti altri suoi colleghi non la pensano così...ma che mai può dire il consulente di Barroso?

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    1. Già....non può dire altro...almeno finchè resta consulente Ue...
      De Grauwe non è uno sprovveduto,e questa analisi sull'austerità lo dimostra insieme ad altri suoi lavori,si rende perfettamente conto di errori e follie delle politiche Ue,ma è forse proprio il suo ruolo che non gli consente di trarre conclusioni più definitive,a meno che anche lui...
      Non può essere così ingenuo da credere che questa europa sia riformabile nei punti decisivi....anzi...si veda l'ultima rapina a Cipro.

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  2. Per carità,andiamocene...!!!
    Sentite questa: "Joerg Kraemer, capo economista della banca tedesca Commerzbank , ha chiesto che, dopo Cipro, anche ai depositi bancari privati in Italia venga applicato un prelievo, stavolta del 15%: “Un prelievo del 15 per cento delle attività finanziarie sarebbe probabilmente sufficiente a spingere il debito del governo italiano al di sotto del livello critico del 100 per cento del prodotto interno lordo”, ha detto a Handelsblatt. E’ la ricetta della finanza e degli eurocrati per l’Italia."

    Vai a farti fottere,crucco della malora! intanto,meglio lasciare pochi spiccioli sul C/C...con questi delinquenti non si sa mai....!

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    1. Ormai i crucchi ci hanno abituato a dichiarazioni demenziali,a cui i nostri sguatteri politici quasi mai hanno da obiettare.
      Ormai questa europa assomiglia sempre più ad una gabbia di matti,un bordello usuraio...chissà mai perchè banche e stato ciprioti sono in fallimento....!

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  3. Questo il link: http://voxnews.info/2013/03/18/eurorapina-commerzbank-prelievo-forzoso-del-15-sui-depositi-italiani/

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  4. Jhonny quella di sto tizio a me sembra al di la di ogni buon proposito e ragionevole dubbio, una posizione molto pragmatica: è consapevole e non ne fa mistero degli aspetti controversi dell'euro ma allo stesso tempo non esclude ritorsioni derivanti dalla fuoriuscita. A prescindere dalla crisi che piu o meno si fa sentire in ogni dove, sarebbe sicuramente una svolta che avrebbe un prezzo salato da pagare e senza sconti, considerati i molteplici fattori che legano l'Europa al mondo asiatico da una parte e agli Usa dall'altra. A quel punto non è difficile immaginare che, in seguito ad una frammentazione delle valute, quello che potrebbe derivarne è uno scontro economico dal quale i paesi detrattori potrebbero uscirne fortemente penalizzati. E' vero! peggio di cosi si muore, ma da una situazione in bilico ed instabile come questa, è bene valutare attentamente i pro e i contro: considerato anche che siamo nelle mani di gente assolutamente incompetente e codarda da un lato, e dall'altro, da spavaldi pseudo statisti che si trovano ora a dover gestire una situazione che non ritenevano andasse oltre il più stretto coinvolgimento dell'Italia nell'Europa. ciao Shgadwo

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    1. Sarà pragmatica,ma non ne son troppo convinto,come già dimostrato in altro post,e con dati,che l'uscita dall'euro non sarebbe così catastrofica per noi,anzi sarebbe il primo passo per riprenderci veramente.Ripeto,il potenziale produttivo ed export italiano,non è quello greco! Ricordati che salterebbe l'euro e si arriverebbe ad una nuova e più giusta parità monetaria con le altre monete,visto che l'euro è ampiamente sopravvalutato.Quindi la svalutazione della lira che alcuni paventano non ci sarebbe e come tutti i dati storici,anche italiani,confermano l'eventuale inflazione reale è di molto inferiore alla svalutazione,che darebbe comunque un forte impulso ad esportazioni competitive,occupazione e produttività che,come già successo,ridurrebbero con la crescita di ricchezza gli effetti inflattivi.Ma questo lo sa pure De Greuwe,solo che non può certo dirlo il consulente di Barroso...

      E ammesso pure che questa uscita comporti sacrifici,almeno si sa perchè si fanno,con una fondata speranza e con uno Stato ritornato sovrano.Non ha alcun senso restare in questa gabbia di matti che prelevano nottetempo come ladri soldi dl c/c.....e che ci impongono sacrifici pro domo loro e irrealizzabili,si pensi al fiscal compact e agli interessi sul debito.
      Come da più parti affermato da economisti,noi saremmo il paese che più ha da guadagnare uscendo dall'euro,e si capisce anche perchè,possiamo far concorrenza a tutti cn i nostri brands.

      L'unica incertezza è che questo percorso dovrebbe essere guidto da un vero statista e non fdai manutengoli che ci ritroviamo....a leggere gli 8 punti bersani,c'è da restare allibiti dalla generalità degli argomenti che veramente contano,all'asilo potrebbero far meglio...al massimo può ripredersi un condominio,non uno stato che ha sul groppone 100 miliardi all'anno da dare agli usurai e l'obbligo del pareggio di bilancio.Da dove mai posson prendere gli 80 miliardi che devono alle aziende...Passera ha gettato la spugna....e le famiglie?

      Caro shad,più ci penso è più son convinto che dobbiamo sottrarci a questo potere usuraio dell'euro.

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    2. (corrige)...e quindi una svalutazione della lira non sarebbe un dramma...e comunque inferiore a quanto vanno dicendo i catastrofisti...

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    3. poi sai,quando sento parlare di "sentimento del mercato",mi vien da ridere....come se fosse una entità aliena ed indefinibile...mentre si sa benissimo chi fa il bello e il cattivo tempo e comanda il mercato,a cominciare dai soci delle agenzie di rating,e cioè tra i maggiore hedge funds mondial....ma anche questo De Grauwe lo sa benissimo...

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    4. Dal momento che l'economia non è una scienza esatta per la quale gli studiosi si trovano a dibattere in salotti che spesso diventano pollai, nella stessa misura che appartiene ai politici, i pareri a riguardo, nel bene e nel male, risultano discordanti. Io preferibilmente mi prefiguro una fuoriuscita graduale e ponderata, che possa avvenire ufficialmente dopo aver tenuto in considerazione i momenti congiunturali che deriverebbero in seguito all'approvazione di una tale scelta, ovvero con la possibilità di mantenere monitorata la situazione per un arco di tempo prestabilito, come se di fatto il paese avesse riacquistato in quel caso maggior autonomia monetaria, anche se in quell'istanza è di fatto ancora appartenente all'euro zona. Occorrerebbe però una presa di posizione politica specifica che sappia mettere in discussione a livello internazionale alcuni determinati vincoli imposti, col fine di poter varare il momento più propizio per un'uscita definitiva supportata dalle migliori condizioni possibili che quel dato momento può prospettare. Sarebbe un primo passo per allentare la morsa che ci sta attanagliando ponendo con cautela un argine ad eventuali derive autarchiche, e nel mentre stabilire un piu equilibrato compromesso tra i poteri forti che non smetterebbero di influenzare i mercati, e un riassetto di quell'importante parte di sovranità perduta. Ovvio il punto è sempre li, chi si assume questa responsabilità? Gargamella? i Grillini? Cicchitto? bohh!!!!!!!! Shaowd

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    5. Intanto ti invito a leggere il link che ho postato sui 6 punti,in modo da farti un'idea più precisa su cosa comporta l'uscita dall'euro.
      Per quanto riguarda il pollaio economisti,non si può però ignorare tutta una letteratura verificata dai fatti.Comunque la contrapposizione essenziale è tra neoliberisti e keynesiani,tenendo presente che le teorie dei primi si sono rivelate fallimentari.
      Poi ognuno è libero di aderire a una delle due parti,ricordando che se l'economia non è una scienza esatta,non è nemmeno il regno della più sgangherata doxa politica.Qualche differenxa c'è...
      Non vedo come si potrebbe risolverecon una fuoriuscita graduale e ponderata,se non con l'ipotesi ammessa pure dal Trattato di Lisbona,art.50....procedura lunga e molto complicata.L'ideale sarebbe accordarsi con francesi e spagnoli,prefigurando piani B o C.Ma pooi siam sempre lì...chi mai dei nostri avrebbe questo coraggio?

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    6. si Jhonny assolutamente ho tralasciato di dire che dovrebbe esserci un comune accordo tra i paesi propensi ad adottare un "piano di evacuazione" ma chi dei nostri? appunto! io penso che alla fine siano solo un unica banda di mostri! ciao shadowe

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  5. De Grauwe ha chiaramente sottolineato un aspetto negativo,l'austerity,che è sotto gli occhi di tutti,pure degli usurai,ci mancava pure che da economista non lo rilevasse...!
    Ma poi,come consulente di Barroso,poteva mai dire che la soluzione è uscire dall'euro? Cerca di aggiustar le cose,di non uscire,ma peraltro senza suggerire soluzioni,mi sembra.
    L'unica cosa che dice è di limitare questa assurda politica di austerità,che scoperta! Ma questo è solo uno dei problemi di questa Europa,la sofferenza bancaria è ancora lungi dall'essere risolta (solo in Italia sono 125 miliardi),la disoccupazione è altissima....insomma,la famosa luce in fondo al tunnel la vede solo monti.Io non ci credo più se restiamo nell'euro.

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  6. Suggerirei di dare un'occhiata qui,in modo da spazzar via i tanti equivoci e giudizi terroristici in merito all'uscita dall'euro e che rispondono a molte delle nostre domande.
    I catastrofisti sostengono:.

    LE 6 "GIGANTESCHE BALLE"

    1. Uscendo dall’euro e ritornando alla lira, la nostra moneta nazionale subirebbe una svalutazione del 30%-50%;
    2. Una svalutazione del 30%-50% comporta un aumento dei prezzi interni o un’inflazione di pari entità, del 30%-50% appunto, con conseguente perdita del potere di acquisto del salario dei lavoratori;
    3. I tassi di interesse schizzerebbero alle stelle;
    4. Con la nostra moneta svalutata non potremmo più comprare le materie prime che tanto ci servono per vivere e per lavorare, soprattutto il petrolio e il gas;
    5. La benzina alla pompa costerebbe molto di più, nell’ordine del 30%-50% in più;
    6. Chi ha un mutuo in euro, avrebbe un aumento della rata del 30%-50% in più.

    Il link qui sotto per le risposte

    https://attachment.fbsbx.com/file_download.php?id=553767067990691&eid=ASuRocgIyq6HdbguuRaJqRR9OTDX1RQgNTrFhrVIO7xhEJyPuPcInQKSBKrV-4TXzw0&inline=1&ext=1363647866&hash=ASvvb96QNzMiq7RM

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    1. ma le ripercussioni tuttavia potrebbero essere molteplici e a se stanti a quelle elencate che stanno maggiormente a cuore tanto ai pro quanto ai contro, in quanto trattasi di aspetti meramente legati alla macroeconomia pura. Una fuoriuscita potrebbe per esempio gettare le basi nel lungo periodo per un'ulteriore crisi del sistema bancario, che non cesserebbe di esistere grazie a quell'interconnessione che è anche ed in parte causa dell'attuale crisi. Non verrebbero comunque meno i doveri di solvenza che gli uni hanno nei confronti degli altri e non è assolutamente chiaro a nessuno, al di la di ogni buon proposito, auspicio e veggenza, come affrontare una situazione gia di per se sulla fase del collasso, che in ogni caso potrebbe proprio acuirsi per via della fuori uscita dell'uno o l'altro paese. Detto questo, un'uscita è possibile e serenamente auspicabile a patto che che ci sia una nuova regolamentazione del sistema creditizio, o quanto meno una "riforma umana" di chi ha architettato questo video game finanziario, che certo non tarderebbe ad influenzare la vita politica economica di un paese per ottenere quanto gli spetta, e nel qual diritto va anche conteggiata l'eccedenza. Non lo so, io non mi sento cosi spavaldo a tal proposito pur condividendo la necessità di cambiamento in tal senso. Shadow

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    2. Non è detto che il sistema bancario debba collassare nel caso di una ridefinizione dei cambi monetari,avrebbe gli stessi problemi,ma sotto il controllo nazionale...ora come Italia,abbiamo i problemi pure delle banche greche e di cipro!
      Se poi qualcuna deve fallire,ebbene fallisca....
      Capisco il tuo discorso,i dubbi e le preoccupazioni,ma come in medicina,si deve curare il male peggiore....non si tratta di essere spavaldi,ma che l'ulcera non diventi peritonite....

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  7. Rizzi...il link non rimanda a nulla.provate questo,dovrebbe funzionare:

    https://docs.google.com/file/d/0B_9DGCI8qSO2VEFYSjlTbTFZWlE/edit?usp=sharing

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    1. l'ho provato pochi istanti fa,a me funziona....non saprei...questo ovviamente : https://docs.google.com/file/d/0B_9DGCI8qSO2VEFYSjlTbTFZWlE/edit?usp=sharing

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  8. Sopra dici
    "non si tratta di essere spavaldi,ma che l'ulcera non diventi peritonite"
    E' una appendicite che può degerare in peritonite,non l'ulcera.Quindi in questo caso,almeno stiamo tranquilli.
    E se la banca che fallisce fosse proprio quella dove tu hai il contocorrente,come ti esprimeresti,evitando parolacce e bestemmie.

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    1. guarda io avevo mps ho interrotto i rapporti prima della "bancarotta". A prescindere non era una banca seria, i costi piu alti d'Europa tra l'altro. Ero contocorrentista da più di 18 anni. ps: è vero Jhonny appoggio quanto dici, tuttavia il mio discorso esternava una presa di posizione cautelare, in relazione al fatto che le interconnessioni bancarie non verrebbero meno, ma soprattutto, per conseguenza, potrebbero essere regolamentate nella stessa maniera, se non peggio di quanto non lo sia ora, anche perchè i vertici farebbero comunque capo ai soliti noti. Non vorrei tralasciare di dire che tutto è, non casualmente, un semplice proforma, dietro alla quale ogni cosa diventa il contrario di quella che realmente è e non escluderei che al di la di una realistica ridefinizione dei cambi, possano escogitare un qualcosa di molto simile a quanto gia conosciamo, considerando che alla fine, a spartirsi il bottino sotto il tavolo, è un unica grande cricca, che a seconda dei casi, chiamiamo europa, classe politica italiana, destra, sinistra, neoliberisti e compagnia cantante via dicendo. In poche parole mi fido poco, vedendo cosa sono riusciti a combinare maneggiando denaro come fosse energia, incuranti della deriva umana che hanno procurato. Può sembrare puerile ma economia, finanza, borse e quanto altro sono strumenti che in mano alla gente sbagliata fanno la fine della tanto vituperata democrazia. Caio Shajjdow

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    2. Giusto anonimo,appendicite....ma la metafora spero sia chiara ugualmente...
      Cavoli amari se hai depositi in una banca che fallisce....solo perchè sei un fesso,non vuol dire che l'interesse personale invalidi il concetto generale....continuare a salvare banche con soldi pubblici (vedi MPS,ad esempio) é intollerabile.

      Comunque,personalmente,non corro questo rischio,lasciando spiccioli sul c/c e cambiando il resto in franchi svizzeri...da qualche anno...

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    3. Shad....non c'è da fidarsi di nessuno,se per questo....solo che questo sistema finanziario-bancario generale non può più funzionare...ha bisogno di notevoli correzioni,pena un suo crollo.Nel 2008 c'è andato vicino...
      Questo va al di là della questione europea....è un problema mondiale.Derivati,spesso più aleatori dei numeri al lotto,lo Steagall Act sospeso,la riserva frazionaria,il signoraggio,un dollaro sempre meno rappresentativo come moneta di commercio mondiale....insomma,le magagne che minano il sistema sono tante...e a cui è impensabile non porre riparo.C'è inoltre il pericolo che non rislvendo queste cose pacificamente,si arrivi a farlo purtroppo in altri modi..(Cina..)

      Ciò non toglie,come diceva Cartesio,che dobbiamo spezzare i problemi per risolverli... e noi primariamente dobbiamo affrontare il problema euro

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    4. non sembra essere una priorità del signor Dario Franceschini, presente stasera a quell'insulsa trasmissione di deviazione mediatica che è Ballarò. Il suo problema è l'impossibilità ad accettare un'apertura con il pdl, per una questione morale, ed altre questioni inerenti alle elezioni dei presidenti delle camere, ed altri problemi circostanziali a quello piu centrale e non in ultimo paventare una vittoria di pirro come fosse la conquista della luna. ad ogni modo quando è in alto allo scranno è decisamente piu simpatico. shadow

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    5. non guardo più alcuna trasmissione politica...e ti risparmio il commento su queste mezzepippe tipo Franceschini..santo patrono della mediocrità politica italiota..un po' come diceva lo sfortunato Salieri "Intercedo per tutti i mediocri del mondo. Io ne sono il campione, e anche il Santo Patrono. Mediocri, ovunque voi siate, io vi assolvo... io vi assolvo... io vi assolvo... tutti. ".

      Ma forse questo,manco merita l'assoluzione....

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    6. OH FIGUrati mai guardato niente in tv a malapena i tg, ma è capitato sotto tiro. quell'economista scrittrice non gongolava quando l'altro tizio inaspettatamente ha esternato un pensiero eterodosso nei confronti dell'euro dicendo le cose come stanno in 22 parole, pur sempre di abbellimento ad un altro discorso (piu importante, nello stile di ballaro del resto) e lei.....che in una frase si è contraddetta un paio di volte. sembrano seguire un copione che imponga una parzialissima presa di coscienza rispetto al problema (per non suscitare dubbi circa l'attendibilità del salotto), da non paventare in maniera incisiva (per non contrariare) e il solito girotondo intorno ai soliti argomenti triti e ritriti che per quanto meritevoli di attenzione servono a depistarla da cio che maggiormente conta. shadow

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    7. E' intollerabile che,con tutto quel che sta succedendo (Cipro...),la questione Europa è assente totalmente dal dibattito politico.
      Il povero bersani dice che "andra a trattare in Europa"...sì,il prezzo delle zucchine...

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    8. La primavera cipriota, il neo governo fantoccio che manda all'avanscoperta il buonismo retorico di Grasso e la Boldrini che si tengono prontamente alla larga dal toccare l'argomento, un nuovo papa che ispira l'approccio con il popolo ai due di cui sopra e un nuovo disco dopo 10 anni intitolato The next day che esce due minuti prima che tutto cio si verifichi quando fuori i fiori sono gia sbocciati ma sta ancora nevicando. Che casuale ed emblematica sincronia degli accadimenti! shaodwo

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  9. Se tutti ,avessimo la stessa idea geniale e convertiamo i nostri Euro in Franchi Svizzeri,la Svizzera,che ha scoperto l'America,porta un cero alla Madonna,e comincia a stampare carta straccia con sopra l'altisonante titolo di Franchi Svizzeri,facendo incetta intanto di Euro.
    Ma anche a Ragioneria insegnano che quando la carta straccia in giro è troppa(come i limoni al mercato)poi i prezzi,dei limoni, calano,e gli improvvisati investitori cominciano,per paura, a rivendere Franchi Svizzeri svalutati,per ricomprare i loro Euro rivalutati.
    Una volta per non rimanere fregati da questo giochetto da rubagalline,ci si organizzava con un panierino,con dentro tre quattro valute,liberandosi vola per volta della destinata a perdere,in cambio di quella destinata a salire.Un po',in piccolo come giocare in Borsa.
    Ed è quello che,noemalente, fanno gli avidi strozzini(vedi Soros)prendendo di petto a rotazione i piccoli Stati,che hanno bilanci interni nettamente inferiori al suo personale.E il numero dei Soros oggi è aumentato.
    Ecco perché l'odiato Euro è attaccato un po' da tutti i potenti:USA,Inghilterrain primis,perchè è tosto ad aggredire,e da specularci senza rischiare l'osso del collo.
    Della liretta italiota ne farebbero un bocconcino prelibato,vista la capacità di difesa pressoché nulla.E poi non dimenticate Amato,pardon prof. Amato e Ciampi,che si confusero su cosa difendere. tra Lira e Dollaro e ci rimettemmo 30.000 miliardi di amate lire.

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    1. Caro anonimo,da anni converto euro in franchi svizzeri,e guadagnandoci anche.I se e i ma...non fanno storia,questi hanno resistito al Terzo Reich,capirai con questi burattini....
      Il franco svizzero non è mai stato svalutato,è un bene rifugio per eccellenza...non ce ne sono mai troppi in giro.
      Se fosse poi vero quello che insegnano a ragioneria,il dollaro dovrebbe valere la metà,per quanti ne girano per il mondo.
      Il giardinetto andrebbe bene in tempi normali,non in tempi di crisi dove le monete variano continuamente.L'unica moneta stabile è il franco svizzero,questo dice la storia e l'attualità.
      Gli strozzini lo fanno a tempo pieno,di mestiere,anche perchè sanno le notizie prima,mentre il solito parco buoi è sempre l'ultimo a sapere.
      Veramente sono gli eurocrati che si lamentano del Giappone...e in una eventuale guerra valutaria,l'unico che ci rimetterà sarà proprio l'euro.
      Ciampi ha solo favorito gli amici quando ha difeso inutilmente la lira,non il dollaro....ha immesso valuta pregiata (per difendere la lira) che gli amici hanno comprato ritrovadnosi marchi e dollari rivalutati del 30% dopo l'inevitabile svalutazione che doveva essere fatta subito.
      Comunque tu occupati a tempo pieno del panierino,io che di tempo non ne ho per fare il piccolo speculatore,prendo franchi svizzeri.

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    2. magari avessimo ancora la liretta.....se gli esiti dell'euro son quelli che abbiamo sotto gli occhi...liretta che ci ha permesso da paese senza risorse naturali di essere la sesta settima economia mondiale....! Ci vuole un bel coraggio credere che l'euro ci difende...l'euro difende solo speculatori e banchieri e tedeschi....

      In pratica la guerra delle valute la vince chi tiene il cambio più basso e applica svalutazioni competitive. È per questo che i valori di dollaro, sterlina, yen sono in caduta libera rispetto all’euro. La guerra delle valute ha innescato un conflitto per la rivalità delle grandi zone economiche e commerciali del mondo, soprattutto oltre oceano e in Asia. L’euro sembra giocare quasi fuori corsa perché non può essere manovrato né in rialzo né in ribasso, non avendo una Banca Centrale che ne regoli la domanda e che possa stampar moneta....
      Altro che ragioneria....!

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    3. scusa Johnny ma di fatto è come se le banconote le stampasse la bce, essendo per trasversali vie il vertice di quella rete bancaria a cui altri istituti privati fanno parte. O quantomeno se non le stampa direttamente rimane comunque l'esecutore principale poichè, se non sbaglio, è lei a stabilire la quantità da stampare shaodwe

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    4. Chiariscimi ulteriormente le implicazioni del tuo commento shaod,e a che ti riferisci,credo di non aver capito ....

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    5. shadow scusa. beh intendevo che una banca centrale che fa le veci di chi stampa l'euro c'è. Se alla bce fanno capo per quote percentuali, la banca centrale dell'uno o dell'altro paese, ed altri istituti bancari privati, che emettono moneta, nella quantità prestabilità dalla bce, alla fine è come se fosse la bce a stampare. almeno, seguendo una certa logica si. shadow

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    6. forse non ho capito qualcosa io. shadow

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    7. La Bce non è una BC normale.La BCE non può per statuto stampare moneta per coprire le emissioni di debito pubblico, come fanno le Banche Centrali di USA; Giappone e Inghilterra e come faceva Bankitalia fino all’avvento dell’euro. BCE compra i titoli finanziandosi sul mercato in modo che non ci siano effetti inflattivi, che è in pratica l’unico scopo effettivo dell’attività della BCE.Non rientra nei suoi compiti manovre sul cambio,stampando o meno moneta.Perché si metta a stampare moneta per questi scopi si dovrebbero cambiare le regole di Maastricht,oltretutto la Germania non ci pensa minimamente a consentire il QE (Quantitative Easing, ovvero la stampa di denaro senza corrispettivo,come può fare la Fed) alla BCE perché potrebbe avere effetti inflattivi sulla sua economia.E questo è lo spauracchio dei tedeschi.In pratica l'unico compito della BCE è il controllo dell'inflazione,e NON può stampare e immettere denaro nel sistema se non seguendo le regole di Maastricht che sono molto restrittive.
      Questo era il senso del mio commento "L’euro sembra giocare quasi fuori corsa perché non può essere manovrato né in rialzo né in ribasso, non avendo una Banca Centrale che ne regoli la domanda e che possa stampar moneta..".

      Il meccanismo di emissione monetaria, stante la funzione di garante del contenimento dell’inflazione della BCE,è data dall’applicazione di un sistema complicato di equazioni che regolamentano diversi parametri, tra cui l’offerta e la domanda di moneta, la spesa pubblica, il PIL, il tasso di interesse....
      In pratica,se il Pil cresce può crescere anche l’offerta di moneta. ...ma non per altri tipi di manovre.La Bce non è una vera BC,è un organismo artificiale anomalo che segue regole completamente diverse da quelle di una BC classica,al servizio di un paese.
      Se poi dovessi descriverti le modalità di emissione e la contemporanea operazione di "sterilizzazione",finiremmo per non capirci più nulla...la prossima volta...
      E ricorda che in questo sistema, l’unico modo di creare (dare agli stati) moneta è dato dal debito (degli stati, che per aver moneta dalla Bce,devono indebitarsi).
      Ma ci sarebbe poi molto altro da dire su questa sciagurata invenzione di Bc....

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    8. ok chiaro chiaro....ma non troppo! bella aggrovigliata come cosa. Mi pareva che per certi versi fosse coinvolta in qualche modo, dal momento che si comporta da committente, nel processo di stampa dell'euro. shadoow

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    9. purtroppo quello che non è chiaro è come opera la BCE,sottratta ad ogni controllo....

      La sterilizzazione è il meccanismo per il quale, quando la BCE stampa denaro per acquistare sul mercato secondario titoli di stato, DEVE contemporaneamente, togliere dal mercato una cifra di pari importo. Per farlo, emette un titolo a breve che colloca al tasso dello 0,4 (attualmente) e recupera i soldi. In questo modo, nel mercato entrano 100 miliardi (Mld) di soldi stampati dalla BCE, e ne escono altrettanti che la BCE ha recuperato con il titolo a breve. Poi, la BCE vende a terzi sul mercato il Titolo di stato, recupera i soldi e con questi remunera il titolo che lei ha emesso.

      Dimmi tu....che razza di giro...

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  10. Vedo che stuzzicarti,fa bene all'informazione,ci hai ben illustrato che l'unica debolezza della Fortezza Europa è la rigidità dei Tedeschi,che dopo 90 anni ancora tremano per la Repubblica di Weimar,e la sua catastrofe inflattiva.
    Ma pensa,invece, ai vantaggi che avremmo,se essendo ormai solo una regione della più grande Nazione chiamata Europa,ed è purtroppo un processo irreversibile,arrivassimo a modificare il sistema della moneta comune rendendolo più flessibile,cioè un vero Euro,e non un Neo-Euro-Marco.Ciao anonimo

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    1. Non scommetterei proprio sul processo irreversibile....anzi...la volete capire che questa europa non è modificabile perchè è stata creata a beneficio delleeletes e degli usurai? Al massimo ti daranno qualche briciola per poter continuare a mungerti,poi ti abbandoneranno al tuo destino.
      A questi sogni di unioni solidali non credo più da un pezzo....io voglio vivere in una nazione sovrana,libera di decidere il suo destino,nel male e nel bene.
      e la Germania é solo uno dei problemi di questa artificiosa e tirannica costruzione.

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  11. svalutazione come mezzo di sviluppo
    Confesso che non sono un esperto in economia,ma non per questo tanti esperti professori,che parlano...parlano...parlano, lo sono.di conseguenza, più di me.
    Solo poche regole da "Burino scarpa grossa e cevello fino".
    In passato un Paese che svalutava perdeva di "credibilità"...in fondo "solava"chi aveva i suoi soldi(da cui aveva comprato qualche cosa) che ora valevano meno,pur avendoci comprato prima di di più.
    Vantaggi..
    .-chi vantava crediti in nostra valuta,si vedeva diminuito il valore del credito(quindi meno buffi)...però rimane una autentica "sola",che poi ci faranno scontare.
    -esportazione...favorita per il più basso costo del nostro prodotto....se prucevamo in casa quattro polli,due esportati e due consumati da noi,ora ne esportavamo tre ,e ce ne rimaneva uno solo per noi da mangiare(quest'ultimo però è uno svantaggio).
    -L'occupazione rimaneva pressochè stabile a breve termine ,perché tale rimaneva la produzione.
    Svantaggi...(tanti di più)
    -Maggior esborso per l'acquisto delle materie prime,dovendo comprare a maggior costo le monete di riferimento(dollari,sterline)per acquistarle.Bilancio estero passivo,polverizzazione di riserve valutarie.
    -più povertà diffusa essendo diminuito il "potere d'acquisto"degli stipendi e salari, e per un'inflazione interna concomitante spesso a due cifre.
    -Svalutazione del valore delle nostre imprese,cosa che ne permetteva l'acquisto con quattro solide sterline,marchi o dollari,e permetteva agli"investitori"strozzini stranieri di fare spese e acquisti nel paradiso del basso costo.
    Ed alla fine il "redde rationem",quando i creditori pretendono il maltolto(arriva allora quello che in gergo si chiama il botto)....Questo successe agli USA(negli anni 70),che malgrado le loro portaerei,avevano invaso il mondo di carta verde....troppa di più,come valore, rispetto ai beni corrispondenti reali e prodotti nello Stato.Di fronte ad una richiesta di parità....il dollaro crollò a 500 lire,e non lo voleva nessuno.... nei negozi di tutto il mondo per farne incetta(sperando nella sua risalita) si attaccavano cartelli,così concepiti..."si accettano dollari a 480 lire"....Io all'epoca lavoravo in Argentina e,con grande soddisfazione, le Lire(le diecimila lunghe e rosse)erano preferite ai dollari,e non ho mai sofferto di inflazini del 10/20% al giorno...pagando in lire...niente inflazione.
    Last but not the least...se svaluta uno solo frega tutti gli altri più onesti... nell'esportare...ma se svalutano tutti i vantaggi si elidono....e nessuno si fa fregare in questo giogo.
    L'unica cosa positiva,che noto, che se stanno svalutando insieme dollaro, sterlina, Yen... ciò puzza di combine contro la Cina che senza volerlo fare si trova rivalutata,suo malgrado(e quindi meno competitiva).
    Rimane il dubbio ,che penso che anche Jhonny condivida....perche Grande Germania e le sue colonie europee,non si associano all'azione comune antioriente(di svalutazione) .... obbligando di fatto i Pase del lontano oriente a trovarsi rivalutati.
    Ciò per pareggiare una più giusta concorrenza....condotta in casa loro disprezzando qualsiasi regola ....costi schiavistici della mano d'opera,non rispetto dei brevetti,inquinamento alle stelle detassazioni e incentivi a tutto spiano,esportazioni quasi mai regolari....Ciao Tonino..
    .P.S.accetto ogni forma di critica ma non da professori scaldascranni in primarie o periferiche Università di economia utopica

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    1. Non perde di nessuna credibilità,come stano facendo ora Usa,Giappone e Inghilterra,le cui monete continuano a perdere sul,l'euro.Inoltre svalutazione,non è uguale ad inflazione,che dipende da molteplici fattori.Questo bisogna averlo ben chiaro.Quando nel 1992 ci fu una una svalutazione del 30%,l'inflazione restò molto al di sotto,intorno al 6-7%.
      La svalutazione inoltre può essere difensiva o offensiva.
      Aumentando le esportazioni,per un paese come il nostro,si incrementava la produttività,occupazione,consumo....tutti fattori che in poco tempo riequilibrano il valore della moneta,senza perdite di potere d'acquisto.Di converso,abbiam visto che con la parità fissa dell'euro,abbiam perso in dieci anni il 40% del potere d'acquisto.
      L'Italia ha quasi sempre avuto prima dell'euro un avanzo della bilancia commerciale,nonostante il pacco energetico,il cui impatto è molto minore,considerato il gravame fiscale.
      Le nostre imprese non si sono mai svalutate,dato che aumento esportazioni e aumento di produttività hanno sempre riequilibrato l'effetto della svalutazione...casomai sta succedendo oggi,dove non potendo svalutare,non riparte una mazza e le aziende sono in fallimento o la loro capitalizzazione borsistica è ai minimi...ottimo bocconi a poco prezzo...
      Il caso del dollaro inArgentina è troppo xspecifico,visto chde c'era un cambio politicio ed alto pesos-dollaro di 1 a 1...una follia dei liberisti...non mi risulta che nel resto del mondo il dollaro sia crollato...la sua variazione è sempre dipesa dagli interessi usa del momento...se volevano comprare l rivalutavano,se vendere lo deprezzavano.

      Mi spiace Tonino,ma quasi tutto quanto dici fa parte della vulgata liberista,sempre approssimativa e propagandistica ad uso dei non addetti,e direi sorpassati e spesso invalidati dai fatti.
      Veramente l Giappone fa l'inverso,compra euro deprezzando così automaticamente la sua moneta...poi è anche vero che ci può essere una manovra contro la Cina,ma indirettamente è pure contro l'euro,i cui prodotti sono comunque più cari.

      L'europa non svaluta perchè non può,non è nei poteri BCE....e i paesi rientali non sono affatto rivalutati,è esattamente il contrario se si guardano i corsi monetari.
      I metodi dei paesi orientali,è altro discorso...

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    2. Per un paese esportatore una svalutazione moderata,non può che far bene...non potendo svalutare per essere competitivi devi aumentare la produttività e decurtare i salari.Non c'è altro mezzo.Ma in tempo di crisi è impensabile aumentare la produttività,manca la domanda...la gente non ha soldi per comprare....si è ricorso al salasso retributivo,inutile in quanto i prezzi non sono competitivi per l'esportazione e inutili anche per la domanda interna che non c'è...non hanno soldi per comprare.
      Questo è l'impasse che si risolverebbe con una svalutazione (e ritornando padroni della moneta),cosa che la BCE non fa.Quindi è inutile che ci arrovelliamo,non se ne esce....tantomeno con i ridicoli 8 punti bersaniani....non ti resta che indebitarti ulteriormente.
      Faccio inoltre notare che tutta questa crisi,come pure l'ultima di Cipro,è dovuta esclusivamente alle banche,non all'economia reale,che per questo sta soffrendo....banche piene di titoli tossici e sofferenze.Questo è il capolavoro che ci hanno regalato,e senza mezzi per difenderci.

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  12. Quando la Francia attaccò il dollaro a cavallo del 70,in Italia il dollaro veniva poco accettato nei negozi e negli alberghi(preferivano le lire)....lo accettavano solo "alcuni commercianti"e solo se lo cambiavano ad un cambio "casareccio" del 10/20% più basso dell'ufficiale.Stessa cosa nel resto del mondo.
    Nello stesso tempo(ma senza alcun legame col dollaro) in Argentina si passò dal vecchio al nuovo pesos,di valore 1000 volte più basso...ricordo che ragionando ancora in vecchi pesos per un conto "settimanale" di albergo si parlava di milioni di vecchi pesos....o in lire(benvenute) 15/20mila lirette.
    La lira di allora rivalutava su tutte le monete....e le cose andavano bene....un ricordo del tempo(anno 69)...8 lire per un franco belga contro le trenta di circa un quindicennio dopo(e già si viveva peggio).
    Sono un modesto collezionista di un po' di tutto,pure francobolii...conservo quelli della germania prenazista con il vecchio prezzo e sopra sovrastampate cifre dell'ordine dei milioni di marchi per spedire una lettera.
    Non mi sembra che svalutare porti bene,a chi lo fà di mestiere.
    La mia non è polemica,nemmeno cultura economicache non ho(come premesso).....solo vita vissuta....difficile ada contestare.Ciao Tonino

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    1. E perchè mai avrebbero dovuto accettare il dollaro nei negozi in paesi sviluppati con la loro moneta? Pure ora non te li accettano,se non per farti un grande favore o ben ti conoscano o in località di alta frequenza turistica internazionale.Solo nel terzo mondo,con monete ridicole,accettavano dollari e sterline...vedi Cuba,tutta l'Africa...e pure in tutta l'ex Urss...monete non accettate,non quotate,tutti imboscavano valuta pregiata,perchè fuori del loro paese nulla valeva la loro moneta..
      Iomnon so di che Argentina parli....ai tempi di Menem,prima dei Kirchner,il dollaro aveva un cambio articiale col dollaro di 1 a 1,una cosa pazzesca impota dagli speculatori.Ora credo che per u dollaro ci vogliano 5 o 6 pesos..

      Di questo passo potresti parlare di Weimar o dello Zimbawe.
      Ma che c'entrano questi casi limite coi nostri discorsi.
      Che mi vuoi dimostrare?E chi ha mai detto che tali svalutazioni servono?
      La lira rivalutava? Portami i dati.certo,dopo una svalutazione tendeva a rivalutarsi ovviamente per il giusto equilibrio.
      Non prendere il franco belga,che contava ben poco,ma fai il confronto col dollaro (600 lire) e con la sterlina,col franco svizzero.Poi sai,dal 1969 son passati quasi cinquantanni...il mondo cambia...anche un appartamento standard nel 69 costava 3 milioni....i dati storici sono influenzati da decine di fattori...e poi fino al 1971 il dollaro era convertibile in oro....il petrolio costava due lire,e non per questioni valutarie,ma perchè gli arabi non s'erano ancora svegliati...
      Da secoli c'è un tal processo storico di svalutazione,ma non centra col nostro discorso.
      Ma queste che citi per certi Stati non sono svalutazioni normali,sono dei crack di nazioni determinati da molti fattori,che han portato poi all'inflazione,che ripeto,ma pare inutilmente,non è la svalutazione.Sono due cose con diverse dinamiche e di diverso importo..
      Niente nel mondo è restato uguale al 69,non solo in Italia...

      Nessuna polemica,si discute solo di economia (capirai che polemica !)...e non è che qui è in gioco la vita vissuta,ma come la si interpreta,che è altra cosa.....ciao Tony

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