mercoledì 30 gennaio 2013

FALSI MITI: QUELLI CHE LA GERMANIA.....



Tutti, soprattutto in Europa, invidiano il successo economico della Germania e guardano al Paese come un modello da imitare, ma uno sguardo più attento rivela un quadro molto desolante: sempre più lavoratori precari, paghe misere e un divario ricchi-poveri che va aumentando. I sindacati danno battaglia per chiedere l’innalzamento dei salari e una soglia minima di stipendio per tutti.
 Come sottolinea lo Spiegel c’è bisogno di riforme, riforme che non arrivano. E la Merkel sta soffrendo evidentemente proprio questa mancanza di politiche sociali e per il lavoro da parte del suo governo: non è un caso che il suo partito, la Cdu, sia in caduta libera dopo le elezioni del Nord Reno Wesfalia, il land più grande del Paese, dove ha sfiorato il tracollo.
Secondo un articolo dello Spiegel l’economia tedesca è più in forma che mai: le imprese segnalano profitti record, e le fila dei disoccupati si sono ridotti a soli 3 milioni. Nel mese di marzo, il paese ha avuto un tasso di disoccupazione del 7,2%. 
Il punto però è che solo in pochi traggono vantaggio da questo boom economico , mentre salari stagnanti e condizioni di lavoro precarie stanno rendendo difficile a milioni di persone di arrivare a fine mese
Così, il mondo del lavoro si sta disintegrando. Da un lato manager, specialisti e membri del personale hanno salati alti. D’altra parte ci sono i lavoratori “di riserva”, quelli che non hanno un contratto stabile, sono precari, vengono utilizzati secondo le necessità e poi lasciati andare via grazie a contratti speciali, part-time, temporanei. In molti casi queste persone hanno condizioni di lavoro che non sono in linea con quanto stabilito dai contratti collettivi di lavoro.
Di fatti, sottolinea lo Spiegel, è proprio questo che allarga il divario tra ricchi e poveri in Germania: il dilagare del precariato nel mondo del lavoro
Una situazione nata nel 2003, con la nuova riforma di flessibilizzazione del lavoro, lavoratori che svolgono le stesse mansioni dei propri colleghi a tempo pieno… ma per una paga di molto inferiore. In molti casi, come d’altronde accade in Italia, questi lavoratori non sanno dove lavoreranno la prossima settimana o se saranno in grado di mantenere il proprio posto di lavoro.
Gli esperti individuano questa crescente flessibilità nel mondo del lavoro come il prezzo del successo, un male necessario che ha creato le basi per l’ascesa dell’economia tedesca. Ma i cittadini tedeschi non la pensano alla stessa maniera. E il loro voto, che ha sancito il tracollo della Merkel, lo rende più che evidente. Secondo i sondaggi circa 8 milioni di persone in Germania lavorano per uno stipendio inferiore ai 9.15 euro lordi l’ora, e 1,4 milioni ricevono meno di 5 euro per ora.

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Ben spiega questa situazione nel suo libro il prof.Bagnai.
Ne faccio una sintesi.

Fra il 2001 e il 2008 le riforme Hartz (il capo del personale di Volkswagen, convinto che i grassi sussidi  di disoccupazione e sociali in genere vigenti allora in Germania tendevano a creare uno strato di fannulloni cronici) hanno determinato un'esplosione di forme di lavoro atipico di circa il 30%.La dinamica più rilevante è stata quella dei minijob che poi al tempo della crisi 2011 riguardavano   5 milioni di tedeschi.
(I minijob comportavano un salario medio part time di 400 euro)
Un vero e proprio dumping sociale che ha determinato una flessione dei salari reali del 6% tra il 2003 e il 2009.Non è affatto strano che tali condizioni,una vera e propria svalutazione interna, abbiano promosso un grande incremento delle esportazioni e una compressione della domanda interna.( (una bassa domanda interna frena l'aumento dei prezzi).
Infatti,quando non si può svalutare la moneta per recuperare competitività (nel caso euro),l'alternativa è la compressione dei salari.Il mantra liberista che ancora pochi giorni fa ripeteva lo sciagurato Fassina,dando un'idea a che sia ormai ridotta la cosidetta sinistra.
Le famose e meravigliose riforme strutturali di cui ci riempiono la testa per essere competitivi,sono di fatto una precarizzazione del lavoro e corrispondenti bassi salari.
Certo,se non si tien conto dei costi sociali,della vita reale delle persone,va tutto bene....
Cinque milioni di tedeschi che vivono come poveracci a cui raccontano poi che la colpa di questa loro situazione sarebbe delle cicale del Sud Europa.Si consideri anche il tasso di disoccupazione del 7,2% ,e l'altra categoria sottopagata dei tedeschi dell'est.
Der Spiegel nel 2010 ci informava che il reddito medio di una famiglia dell'est è il 53% di quello di una famiglia dell'ovest e che ancora esiste per loro una discriminazione salariale.(Chi come il sottoscritto,ha avuto modo di recarsi nell'ex Germania Est,non fa fatica a spiegarsi certe situazioni.Siamo ancora lontani da una parificazione reale.)
Certo che con questi sottopagati e la categoria dei minijob si fa presto ad esser competitivi.La nostra stampa invece ci offre un quadro di grande prosperità che riguarda solo in parte la minoranza di lavoratori specializzati,e  sopratutto i grandi capitalisti.

"Per la cronaca,la Germania vanta la più alta quota (22.2%)di lavoratori a basso reddito di tutta l'Europa occidentale"(Tringali)
Queste tesi sono inoltre convalidate dall'International Labour Office delle Nazioni Unite (2012).Rapporto peraltro ignorato da tutti i nostri media da paese colonizzato.
Un'altra cosa da ricordare é che i virtuosi tedeschi (e i francesi) che ci accusano di non rispettare i parametri europei, sono stati i primi a violare il limite deficit-pil del 3% del trattato di Maastricht,quando faceva loro comodo che lo Stato finanziasse (violando le disposizioni europee) aiuti alle aziende e le riforme suddette.Per la serie che le regole valgono solo per gli untermenschen

Il problema attuale è una crisi della domanda,causa la caduta dei redditi.la ripresa può venire solo in due modi dall'intervento pubblico con spesa in deficit (cosa impedita dalle regole europee) e dalle esportazioni,unica forma oggi possibile non essendo sovrani.
Ma per stare a questo gioco,non si può che ricorrere alla svalutazione interna,quella sui salari,visto che quella esterna sulla valuta non è possibile.Soluzione che però  non può funzionare,oltre ai grandi costi sociali che comporta,incorre anche in un paradosso : se tutti esportano,chi importa?

Ecco perchè è indispensabile abbandonare l'euro e ritornare sovrani con una propria moneta e una politica economica indipendente,libera dagli odiosi vincoli del sistema euro, dove lo Stato in situazioni come questa,possa rilanciare con spese produttive la domanda ,come stanno facendo attualmente USA e GIAPPONE

Anche: 

- Bagnai -  http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/06/18/teorico-serio-del-partito-anti-euro-litalia-deve-uscire-doloroso-ma-inevitabile/267023/

- Roubini: http://vocidallestero.blogspot.it/2011/06/leurozona-si-avvia-al-crollo.html

- http://www.linkiesta.it/germania%20lavoro%20precari%20occupazione%20salari

Commissario UE agli Affari Sociali (la Germania ha tenuto i salari troppo bassi rispetto al resto d'Europa)
http://www.rainews24.rai.it/it/news.php?newsid=169559

Roland Berger, "superconsulente" di Angela Merkel (sono i sacrifici dei lavoratori tedeschi ad aver permesso di abbassare i costi dei prodotti tedeschi e guadagnare competitività). 

http://archiviostorico.corriere.it/2011/dicembre/04/Berger_fate_come_tedeschi_nel_co_9_111204017.shtml


17 commenti:

  1. Ci fosse, in Italia, qualche scribacchino che si abbevera a queste notizie o che fa un'inchiestina in proprio sui fasti di Germania! Macché. Nemmeno una 'breve' sul Sole24ore.
    Posso aggiungere un codicillo, saltando dalla Germania all'Inghilterra? Il 38 per cento delle donne inglesi va a gambe nude (magari hanno i pantaloni, però) per risparmiare sul costo dei collants (Fonte: "Le canard enchainé").
    Tom

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    1. Questo è il rovescio della medaglia del miracolo tedesco (insieme ad un altro fattore conseguente,che presto illustreremo)che i nostri cari media si guardano bene dall'illustrare,ma che diversi veri economisti hanno sottolineato.
      Rovescio che Mister Agonia ha applicato pure all'Italia,una cura di cui vediamo gli effetti in campo sociale.
      Qua bisogna che ci mettiamo d'accordo,se lo sviluppo ,la ripresa devono essere fatti a spese dei cittadini e lavoratori arricchendo classi privilegiate ,o se dev'essere compatibile con condizioni sociali accettabili.
      Attualmente le nostre esportazioni vanno abbastanza bene (sempre lontani dai livelli di un tempo,quando non avevamo l'euro),ma la domanda interna langue a causa della caduta dei redditi determinata dall'alto grado di disoccupazione e dai salassi fiscali.Senza contare la sciagurata ricaduta sul welfare.
      Una strada che non porta a nulla di buono,considerato anche l'impotenza dello Stato dovuta all'inserimento in Costituzione del pareggio di bilancio che non permette nessuna manovra di espansione della spesa per rilanciare la domanda.
      Se poi ci mettiamo pure che i soldi pubblici vengono adoperati per salvare banche private,vedi MPS (con sorprendente velocità),c'è poco da sperare.

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  2. Anche in Italia i beneficiari di questa politica sono grandi capitalisti ed elites finaziarie-bancarie.Direi in tutta Europa,a scapito dei popoli.Gli unici due mezzi per immettere ricchezza netta nel sistema (creando lavoro),sono le spese produttive dello Stato (parlo di produttive,non di sprechi e ruberie...)e le esportazioni.Ma queste sono sottoposte ad una certa aleatorietà (importatori esteri che trovano prezzi più convenienti altrove,crisi negli stessi paesi che ne limitano le importazioni,cambi di gusto sui prodotti....),di modo che l'unica forma certa di creazione e distribuzione di ricchezza del settore privato (famiglie ed imprese),deriva dal deficit dello Stato.Non a caso tutti gli Stati presentano un deficit,a dimostrazione che l'ammontare della tassazione non può mai coprire i bisogni sociali di una nazione.
    Purtroppo i vincoli europei non permettono quanto stanno facendo Usa e Giappone e altri paesi padroni della loro moneta e politica economica.La strada della svalutazione interna,leggi compressione dei salari,non è percorribile.

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    1. Schiavi del sistema euro,non potremo mai uscire dalla crisi e ripristinare una situazione del vivere sociale accettabile.Qualsiasi misura diventa un pannicello caldo,un temporaneo tamponamento mai risolutivo perchè il difetto è nella struttura dell'architettura euro.Struttura bacata fin dall'inizio,e non certo dovuta al caso,ma una diretta conseguenza della deregulation finanziaria mirata ad arricchire i soliti speculatori a danno dei popoli.Questo è il neoliberismo imperante da anni, con in più la demenziale variante europea che toglie agli stati ogni sovranità in nome di una unione che non c'è mai stata e mai ci sarà.

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  3. E brava la Cermania... come dice il detto: non c'è due senza il tre.
    Siccome abbiamo tentato di diventare "patroni ti mondo" con i cannoni. e abbiamo preso dei bei sganassoni sui denti tutte e 2 le volte, ora ci proviamo con l'economia. Chissenefrega se i loro sudditi sono nella palta come noi, l'importante è essere egemoni.
    Dobbiamo uscire dal euro il prima possibile, per noi e pure per i tedeschi! Se non lo facciamo, sarà la fine dell'Europa. In Germania i tabloid ci accusano di essere dei parassiti, quando invece sono "loro" a lucrare su di noi, visto che i soldi del MES finiscono nelle loro banche. Questo porterà solo odio tra i popoli europei, altro che unione. Come potranno vedere gli spagnoli, greci, inglesi, polacchi etc etc con serenità un popolo (leggi: governo) che li sta portando al collasso? I francesi, per fare un esempio, se la ricordano ancora la dominazione tetesca durante la 2GM. Questi stanno giocando a Risiko come hanno fatto con la tanto decantata primavera araba.
    Qui i soldi ci sono ancora, ma se va avanti così sarà il caos: disordini in tutta Europa e forse, pure una guerra o qualcosa di simile tra i vari paesi europei (in verità la stiamo già vivendo ;-)).
    Troppo pessimista? Lo spero, ma è la storia che ci insegna che quello che vediamo ora, sono i segnali del inizio di avvenimenti molto gravi.

    E pensare che alla UE gli hanno dato pure il nobel della pace...

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    1. Quello del Nobel alla UE è l'esempio più grottesco che viviamo in un mondo di bufalari e di mentitori senza vergogna.
      Quando poi si parla della Germania e di Ue,è sempre opportuno riferirsi alle loro elites,perchè i popoli,tedeschi compresi,come abbiamo visto non se la passano affatto bene e vengono artatamente contrapposti tra popoli del Nord e del Sud,fomentando odi,come hai rilevato.
      Ancora una volta è dimostrato che questa é l'Europa delle banche.Per loro i soldi ci sono sempre (vedi MPS),mentre i popoli devono soffrire.Hanno ricevuto quasi 1000 miliardi dalla BCE per sanare le loro folli operazioni.Il bello è che sono organismi privati che si abbuffano di soldi pubblici.

      Questa Europa non si può riformare,è malata dalla nascita,e non è un caso.Come non ricordare le parole di Attali: " non crederanno che abbiam fatto l'europa per la felicità della plebaglia".E così è stato.

      La nostra salvezza é uscirne al più presto...purtroppo questo è un atto politico,che è lontanissimo dalle intenzioni della nostra indecente classe politica,tutta insieme appassionatamente decisa a restarci.Vedere la grottesca campagna elettorale che si sta svolgendo,si capisce che a questi ighnobili servi del paese non importa un fico secco,ma solo di perpetuarsi col voto di un popolo di pecore,che purtroppo non può che meritarsi quanto gli accade.

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  4. Vedo che sopra Elric,parla di Francesi(peraltro collaborazionisti,dei loro compari Tedeschi col governo Petain, nella seconda guerra mondiale),Spagnoli,Greci,Polacchi.........come se fossero gli uomini delle rispettive "strade",quelli che decidono del loro destino....magari perché vanno a votare.
    Finché non prendiamo atto che c'è una oligarchia di magnati(Potere Usuraio) tutti inparentati o associati tra loro, che governa le singole Nazioni...e che tutti insieme,dopo "liti violente"(fratelli...coltelli),si spartiscono il bottino(in rapporto al loro peso numerico),lasciando al popolo "giusto" quanto basta per sopravvivere,per dover lavorare per mantenere e accrescere la loro ricchezza....Noi non "centreremo" mai il problema.
    Continueremo a dire... la Merkel ,Hollande,prima Sarkozy,Obama,il Professore,come se fossero dei "protagonisti"che pensano e decidono autonomamente...quando in realtà sono solo delle "semplici cinghie di trasmissione",che leggono i loro proclami...ma scritti dal livello superiore che li sostiene(vedi Nota).
    A Roma si dice contano come il due di coppe quando a briscola regna a bastoni(NIENTE).
    Il potere è in tutt'altre mani,e non lo "schiodi" perché quelli che lo detengono NON si presentano alle elezioni.
    Con le elezioni c'è solo un cambio parziale della servitù,incaricata a tosare le pecore,per quatto/cinque anni a venire,per conto dei padroni.
    Finito un ciclo per "accontentare" il popolo incazzato ma sovrano (che lo prende sempre nell'a.o),si cambia "livrea" ai maggiordomi.Da livree rosse si passa a quelle bianco fiore o addirittura nere.,"ma",chi ci sta dentro,anche se non sono gli stessi di prima... i metodi,i risultati per il popolo non li cambiano.
    A differenza dei "REGIMI" dittatoriali ,questi li possiamo chiamare i "regimi"dell'alternanza democratica....(una volta a destra e poi a sinistra e così via....).
    Nota(la storia ufficiale dell'Impero Romano,che tanto "somiglia" ai nostri tempi,ci insegna,che gli Imperatori,ostaggio dei pretoriani,"ufficialmente",erano quelli che "decidevano"...ma tutti sappiamo che Tiberio,faceva le sue vacanze a Capri...Caligola/Claudio avevano i loro passatempi...e sopratutto Nerone a Roma non c'era mai perché andava(era portato) in giro per il mondo a fare l'attore(il comico)....Mentre a ROMA governava un "ex schiavo" un Liberto,con l'appoggio(poliziesco) di Tigellino(altro personaggio oscuro)...
    E voi vi riempite la bocca con i discorsi di quelle quattro mezzecalzette,pagate,per recitare la "parte" dei potenti....così ingenui da crederci anche loro(in USA,il ruolo è spesso coperto da ex attori cinematografici).
    "A braccio"diceva Disraeli(non un "fregnone" qualsiasi)se il popolo "sapesse" quanto è diversa la realtà di chi recita in palcoscenico,e chi invece fa la regia dietro le quinte,chissà..... Saluti Tonino

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    1. "Finché non prendiamo atto che c'è una oligarchia di magnati(Potere Usuraio) tutti imparentati o associati tra loro, che governa le singole Nazioni..."....non posso essere che d'accordo,ed è proprio quanto ho risposto ad Elric.

      La democrazia non esiste,è un'utopia ammannita ai peones.IDENTIFICARLA COL VOTO,COME TANTI VANNO CIANCIANDO,è un altro trucco dei marpioni.E' un regime,dove il manganello è stato sostituito dalla disinformazione...molto più efficace e sotto certi aspetti,anche più violenta..perchè non fa martiri da poter acclamare come eroi e diventare punti di riferimento di eventuali rivolte.

      Non c'è bisogno di immaginare chissà quali complotti,basta analizzare i fatti,metterli insieme e si capisce,oggi come non mai,che la politica e i suoi attori non contano nulla.

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  5. Che le cose in Germania non vadano così bene,è testimoniato dal fatto che su diversi giornali cominciano ad apparire articoli fino a ieri impensabili.

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    1. Il grande decennio tedesco di grande surplus commerciale investito poi nei paesi del Sud a tassi remunerativi e al riparo del rischio di cambio,è ormai solo un ricordo.Dopo il 2008 è stata solo una corsa al recupero dei capitali delle varie banche oberate da titoli tossici greci,spagnoli....tramite politiche imposte di austerità il cui unico scopo mirava a difendere questi capitali.Anche il surplus si è notevolmente ridotto,causa la caduta dei redditi di questi paesi in gran parte importatori di beni tedeschi.Non a casa qualcuno ha detto che l'imposizione di queste politiche recessive era come se la Germania segasse il ramo su cui era seduta.Se ne stanno accorgendo ora,complice anche una domanda interna da anni repressa in nome del mantra dell'inflazione,falso spauracchio a cui come si sa i tedeschi sono molto sensibili.
      Nè va meglio per la Germania fuori dalla Ue,dove la competizione è feroce,dovendo far fronte alla costante svalutazione di dollaro e yen (e sterlina) che rendono convenienti lòe esportazioni di questi paesi e meno quelle tedesche.Con l'euro così forte, a quasi 1,37 sul dollaro ,cominciano i problemi per l'economia tedesca,da anni basata sull'esportazione.E' infatti in atto una guerra valutaria con i paesi a moneta sovrana(USA,Giappone,GB...)che l'euro non può che perdere.
      Il sistema Germania è alla fine,e quando anche l'esercito di tedeschi precari se ne accorgerà,anche l'era Merkel finirà.

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  6. Raccolgo varie voci di conoscenti. All'unisono: ^^Sarà un bamba, sarà un boccalone, ma è l'unico che ci promette di restituirci l'Imu. Ci dice che andremo a riprenderci i soldi maltolti all'uffico postale. Promesse per promesse, quelle di Monti o di Ingroia valgono le altre di Bersani o di Grillo. Questa di Berlusca, almeno, ha un certo brillio. Ha detto anche che bisogna vincere il braccio di ferro con la Merkel oppure bisognerà uscire dall'euro. Parole, parole, e vabbè. Ma danno un po' di pizzicorino. Quasi quasi lo votiamo^^.

    Così parlò un gruppo di miei amici spoetizzati. Adesso sono curiosa di ascoltare i sondaggisti.
    Iris B.

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    1. il fatto è che cambia idea ogni dieci minuti.....ma il suo problema è che da proprietario di una grande azienda é ricattabile dagli speculatori internazionali,come già successo...
      poi come si sa,in campagna elettorale,tutti promettono tutto e quasi mai mantengono...

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  7. Forse ,stiamo assistendo ,ad una guerra fra fratelli....maggiori e minori,come peso finanziario??Fratelli -Coltelli....I "magnati" che "operano" in Italia sono forse stanchi...di pagare dazio(e tanto)ai loro colleghi che si arricchiscono alle spalle di tutto il mondo",inclusa l'Italia... ("operando" da paesi troppo più "forti")... e lasciando a loro solo le briciole????.
    Leggi i nomi delle nostre grandi Banche...in piccolo,sotto, c'è sempre il nome Franco/Tedesco che le controlla(del gruppo...).

    Una volta(vedi p.e. i libri di Attalis) i Banchieri più potenti del mondo erano gli Italiani(Genova,Firenze,Venezia dal 1000 al 1600)...la prima vera banca fu genovese.La ricchezza la si vedeva(e si vede ancora) dalla magnificenza delle stesse città.Oggi siamo sudditi di gruppi stranieri(i grattacieli li costruiscono loro) , e questo anche per il maneggio dei nostri soldi.
    Ripeto ancora,alla cara Iris,che per "me" il "nonvoto",come forma di rigetto all'odierno "Far West" nazionale è la prima "opzione"...ma a chi non desidera astenersi e vuole andare a "votare","sperando" di vincere al superenalotto,con(finalmente) un buon governo,...allora il "minore dei mali possibili" ritengo sia proprio il Cavaliere ....Il perché?,Il Dubbio...
    Lo prendono "troppo" di petto, sia all'estero che in casa....con tutti i mezzi possibili,anche i più futili..e talvolta ridicoli...ciò è sospetto e trovo solo una spiegazione...E' d'impiccio(con le sue uscite nazionaliste) a certi potenti transnazionali... che attraverso "altri" servitori nostrani(dei quali,pur essendocene i motivi,non si parla mai male,o si tace)...non cercano il benché minimo bene del popolo italiano, ma solo dei loro guadagni.
    Molto di quello che ha promesso all'improvviso,è quanto da tempo richiedono anche molti lettori di questo Blog.(meno tasse,più consumi,più produzione,meno disoccupazione,moneta sovrana,eventuale uscita dall'euro,ridimensionamento di equitalia...)
    Manterrà le promesse?...Non "dipende" da Lui(come fa notare Johnny,essendo ricattabile)...Se "Potere Usuraio" si vedrà diminuire gli introiti,perché parte degli utili della gestione ritorneranno come benessere del popolo...allora non "potrà" mantenere le promesse...e i Giornali(giornaletti) ne daranno tutta la colpa alla sua inaffidabilità.....perché,ancora in età matura si sofferma ad ammirare le grazie di "donne giovani e leggiadre"lasciando le "sederone" inguardabili(ed altro) "ad altrui".
    Io mi contento di un 30/40 percento di votanti il mio partito(La Maggioranza).
    MA SE VINCERA? LUI BASTA CON QUESTA COMMEDIA(TEATRINO).....SE VINCERA'LO SI "LASCI"LIBERAMENTE GOVERNARE.Ciao Tonino

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    1. Che sia d'impiccio molto più in Europa che in casa è fuori di dubbio,altrimenti non si spiegherebbero le uscite della Merkel e del deficiente a Berlino Schutz,i quali farebbero bene a pensare alle elezioni loro.
      Detto questo,non è che sia un gran mantenitore di promesse,e per tanti motivi,tra i quali il principale é che è troppo ricattabile con le sue aziende.Forse,più che riguardo all'europa (non credo sia un'antieuropeista convinto,nonostante certe uscite,tra cui non vedo però la moneta sovrana),a tasse e disoccupazione...tutte cose che richiederebbero uno Stato sovrano,che non mi pare sia nel suo programma)
      Più facile invece che mantenga quella sull'Imu,sia perchè già aveva abolito totalmente l'ICI,sia perchè la somma di 4 miliardi (prima casa)non è certo insormontabile...basterebbe non darli ad MPS,per dirne una....
      Quanto al bunga bunga è solo roba che non conta una mazza.
      Salva la libertà per ognuno di votare chi vuole,noi rimaniamo accaniti astensionisti.

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  8. Ci sono due paesi: A e B.

    Per ogni 100 persone tra i 15 e 64 anni, il paese A offre meno di 56 posti di lavoro, mentre il paese B ne offre più di 72 (+16/100).

    Ma attenzione: dei posti di lavoro aggiuntivi che il paese B è in grado di offrire, ca. 2/3 sono part-time, con una media di 18-20 ore di lavoro a settimana.

    Il salario di questi impieghi part-time è piuttosto basso, nell’ordine dei 450 €, ma viene integrato da un reddito minimo di cittadinanza. Principalmente si tratta di posizioni poco qualificate nell’ambito dei servizi (es. distribuzione commerciale, ristorazione, assistenza, pulizie etc.). Non è molto, ma per una parte di quei lavoratori va bene così, perché si tratta di studenti o di donne che dividono il loro impegno tra lavoro e famiglia. Per gli altri lavoratori che aspirerebbero ad un’occupazione a tempo pieno (forse non la maggioranza), va comunque meglio che nel paese A dove mancano sia il lavoro che le forme di sostegno al reddito.

    Passando a considerare i lavoratori a tempo pieno, il paese B offre oggi salari superiori in media del 30% rispetto a quelli del paese A, con un costo della vita confrontabile, oltre ad una legislazione del lavoro non meno tutelante di quella del paese A.

    Negli ultimi anni i salari del paese B sono cresciuti poco o niente in termini reali, ma l’occupazione ha tenuto ed anzi è aumentata. Nel paese A i salari reali sono invece cresciuti un po’ di più anche se adesso stanno flettendo, a causa della recessione e dell’aumento della disoccupazione.

    Secondo voi i lavoratori che vivono nel paese B sono disposti a fare cambio con quelli del paese A ?

    Un cordiale saluto.
    Emilio L.

    PS gentile johnny doe, mi sento in dovere di avvertirla che questo commento Bagnai non lo ha voluto pubblicare su Goofy... credo per il bene dei suoi lettori. Per favore, se può me lo mi saluti. Grazie

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    1. Non si vive bene in nessuno dei due...se per questo.Non è così come in Germania che si risolve il problema del lavoro,precarizzando metà della nazione.Il post era cvomunque inteso nel dimostrare che la Germania non é affatto quel paradiso o paese del bengodi che si vuol far credere.Situazione che ora sta pure peggiorando,visto che i problemi ora stanno toccando anche i tedeschi,nonostante i privilegi che hanno sempre avuto nella direzione di questa fasulla Europa.I primi ad infrangere le regole di Maastricht quando faceva loro comodo e a stigmatizzare gli altri.

      Se per questo Bagnai non ha pure pubblicato anche miei commenti,ma non credo che sia per quanto lei pensi...non mancherò di portasrgli i suoi saluti.

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