giovedì 20 dicembre 2012

AUGURI



CARI AMICI LETTORI E BLOGGERS,STACCHIAMO PER UN PO',CI RIVEDIAMO L'ANNO NUOVO,PASSATE UN BUON NATALE E ALMENO UNA BUONA FINE DI QUEST'ANNO HORRIBILIS.

GLI AUGURI INVECE CHE FACCIAMO AGLI USURAI E AI LORO MANUTENGOLI DEL WATER POLITICO ITALIANO,LI VEDETE NELL'IMMAGINE.



mercoledì 19 dicembre 2012

DATEMI GENGIS KHAN....!!!



Pare ormai sicuro,il burattino Goldman scenderà in campo con Casini,Montezemolo e altri squilibrati accesi sostenitori della truffa euro.Lo squallido ministro Riccardi,parte di questa congrega, (chi si ricorda che abbia fatto qualcosa sto ectoplasma S.Egidio?) saltella dappertutto inneggiando a questi servi.
Bersani va a stringere la mano a Von Rumpoy e al Bavvoso,per rassicurarli di essere sempre il cameriere dei banchieri.
Di Berlusconi é meglio non parlare...
Insomma,si va alle elezioni col Partito Unico dell'Euro e il non popolo italiano che abboccherà ancora,come sempre.
E voterà per la sua distruzione.
Se questa é la democrazia,meglio augurarci l'avvento dell'Orda d'Oro....che non faceva processi...se non altro non vedremmo più queste ipocrite mezzeseghe collaborazioniste,volgari traditori di popoli e valori......poi casomai ce la vedremo coi mongoli,sempre meglio di questi pezzenti....


sabato 15 dicembre 2012

PRIMARIE ITALIANE....



La foto qui  sopra é dedicata a tutti gli amici lettori che sono intervenuti nella discussione del post precedente.In Italia non può che vincere le elezioni,anche se non si presenta, uno che ha ottenuto questi grandi risultati:


ovviamente in difetto....perché nel frattempo sono migliorati....vedi il debito pubblico....record storico... poi magari mettiamoci pure questi altri:


2011 - 9.2 miliardi di cui 6.1 prestiti diretti alla Grecia e 3,2 miliardi divisi equamente tra Irlanda e Portogallo attraverso il Fondo Salva Stati Europeo (Efsf)
2012 - 29.5 miliardi di prestiti ad Irlanda, Portogallo e Grecia attraverso il Efsf
2012 - 5,6 miliardi come parte della quota di sottoscrizione dell'Italia al ESM, il Meccanismo europeo di Stabilità destinato a sostituire il Efsf

Anche se la maggior parte di questi 44,3 miliardi sono prestiti e quindi dovranno essere restituiti, bisogna tener presente che l'Italia ha dovuto prendere a prestito questo denaro dai mercati ad un tasso superiore di quello che riceverà dai Paesi aiutati e per di più, molto probabilmente, la Grecia non ripagherà il 100% dei prestiti ricevuti.
Non c'è che dire....grandi affari euro...dell'amico del giaguaro...

Rimane poi il fatto che sono  miliardi sottratti all'economia italiana in un momento in cui alle famiglie italiane vengono richiesti sacrifici su sacrifici.


Poi ci sono anche questi del terzo palo....sempre in cerca di piantarlo da qualche parte...

Senza peraltro dimenticare:

-  Bersani : "Dall'agenda di rigore tracciata da Monti non si torna indietro....ma io ci voglio mettere più riforme di quante fatte da Monti..."
Insomma,vuol fare di più...un bel programmino da becchino....

 - Berlusconi: "«Ho chiesto a Monti di essere candidato di tutti i moderati»
Eh,già....chissà come saranno contenti...! Più che moderati,sembrano già molto incazzati...

Insomma,dove ti giri giri,trovi Monti....per cui dalla scheda che cadrà nell'urna cineraria ci sarà un solo vincitore...il Banco di Pegno Europeo....

Mi raccomando pecorame italico,votate...votate....votate per i lupi...basta che poi non veniate a rompere i coglioni se han perso il pelo ma non il vizio....di prendervi per il culo...scusate il francesismo...




giovedì 13 dicembre 2012

VIVI O MONTI ?



Non son nemmeno passati dieci minuti da che il becchino Monti ha deposto la pala che già i suoi sguatteri cimiteriali della stampaglia mortuaria versano lacrime a tutto spiano.Vorrebbero altri interramenti....
Passi per i birrai alemanni che avevano qui mandato il sicario bocconiano per curare i loro interessi,ma i leccazampe in ginocchio alla De Bortoli,alla Franco,le teste di cazzo italiote sempre in piedi alla Casini,alla Montezemolo,alla Fini ,il bruscolinaro del Colle...da che parte stanno?

Non parliamo di Berlusconi che ormai fuma di tutto....ieri Monti era un delinquente,oggi lo vuole a capo dei moderati....
E il Pd,i patetici luogocomunisti..? questi non fanno testo...starebbero coi dervisci....pur di fare gli amministratori del condominio italico...da semplici comparse,visto che i proprietari strozzini,a cui pagano l'affitto e fanno da esattori, stanno altrove.

Scellerate oligarchie politico-finanziare o popoli sovrani? Protettorati usurai o libere Nazioni? Schiavitù della contabilità usuraia truccata o la vita delle persone?
Popolo italiano,nessuno di questi ectoplasmi ti risponderà mai...sono cadaveri ambulanti... interessati solo a respirare ancora col tuo voto.

lunedì 10 dicembre 2012

ASCARI DI REGIME


Monti e le truppe cammellate del Corriere


Flebuccio de Bortoli ha scritto ieri domenica 9  dicembre il suo diligente lenzuolone sul Corriere in difesa di Monti dal titolo "Il racconto di Monti: perchè lascio".
A dire il vero, tutte le truppe cammellate di Via Solferino si sono mobilitate nel fargli da supporter: da Massimo Franco l'editorialista, a Marzio Breda, a Federico Fubini che si preoccupa già  di cosa diranno domani i mercati finanziari della sfiducia ad un governo così buono, così giusto, così efficiente, così virtuoso... Ma soprattutto così popolare e magnanimo. E' un coro a voce unica più coordinato di quelli recenti alla Scala. Monti, come si ricorderà  è stato editorialista del Corserva e le truppe solferiniche si sono da subito, schierate  e strette a coorte.
Ah, Flebuccio Flebuccio! Non gli bastavano le interviste in ginocchio. Ora ne scrive una addirittura una da sdraiato. Praticamente si dispone a  stuoino. Sì, perché non vuol nemmeno far vedere  che si tratta di un'intervista classica con tanto di domanda grassettata in nero e di risposta con caratteri comuni.
No, Flebuccio (copyright Dagospia) in questo contesto fa la voce fuori campo come nei film hollywoodiani degli anni '40 e 50, e narra... Usa lo stile indiretto, da vero romanziere, crea degli incastri, dei flash back... Talora si trasforma in poeta epico: Cantami o Divo del Pelide Achille, l'ira funesta che... ...


Nella versione on line di detto articolo formato-lenzuolo, il grassettato viene messo nei punti topici, non in funzione di domanda, ma di sottolineatura di quanto si ritiene importante far rimarcare. Ci sono tutti gli elementi della retorica: l'apprensione della moglie Elsa ("Mario? E' su che sta telefonando").
Poi Monti che si racconta  su Cannes: "Non ho risposto per tutta la giornata alle molte domande che mi venivano poste, soprattutto dagli stranieri. Ho colto il loro sbalordimento per la situazione italiana".

Flebuccio che riferisce: Il Professore racconta di essere andato a Cannes dopo aver letto e riletto la dichiarazione di Alfano e di essersi convinto che quella era la vera mozione di sfiducia  nei confronti del suo governo. Sprezzante sui risultati ottenuti, violenta nei toni, profondamente ingiusta.E si domanda perché non siano stati più coerenti i rappresentanti del Pdl, partito per lunghi mesi responsabile e disciplinato di quella che un tempo era, per sua definizione, una «stranamaggioranza», a votargli subito la sfiducia. Sarebbe stato subito preferibile.
Insomma avrete capito che Flebuccio si presta a fare da consulente psicologico a Mortimer e ai suoi sentimenti-risentimenti. Sì, perchè anche i Grigiocrati hanno un cuore e il Premier uscente ce l'ha con Angelino del Pdl: tanto gentile e tanto onesto appariva!
E invece, guarda te,  si è trasformato in un arrogante tribuno: vatti a fidare!
Monti è lì con De Bortoli che conosce da una vita, ma non deve dare l'impressione ai lettori che questa sia un'intervista-sfogo: noblesse oblige. Perciò il lettore viene indotto a comprendere e a estrapolare dal contesto narrativo. Alta letteratura, non c'è che  dire!

Ho cercato in questi mesi, confessa un amareggiato ma non piegato premier, di non cedere al mio carattere, di essere meno suscettibile, ebbene avrei preferito che staccassero la spina direttamente, con un voto di sfiducia, non in quel modo. (Si noti come le dichiarazioni di Monti siano inserite in uno stream of consciousness debortoliano, senza mai venire virgolettate) .

Non vado oltre e arrivo alla conclusione del lungo peana tale da far schizzare le glicemie alle stelle.
Flebuccio si avvicina timidamente al Grigiocrate e gli offre alcune suggestioni :
E ora presidente, lei è libero di prendere le sue decisioni, anche di candidarsi , anche di candidarsi alle politiche, ormai la necessità di essere super partes è caduta o no? Il silenzio dell’interlocutore è significativo, è chiaro che ora si sente libero di decidere.Ci sta pensando, molti lo spingono a fare un passo. 
E anche il presidente della Repubblica, crediamo, non lo ritiene più impossibile. In poche ore muore il governo tecnico, il paese corre alle urne, in un confronto così radicale che schiaccia moderati e liberali che guardano a Monti con rinnovata speranza. Forse Alfano non sapeva che con le sue parole ha fatto cadere un esecutivo ma non ha tolto di mezzo un leader. La pressione dei centristi su Monti si intensificherà. E lui non tornerà di certo alla Bocconi. 
Il Lohengrin della Scala è finito negli applausi. La tragedia italiana continua. 
Il libretto è tutto da scrivere, la musica pure, la platea assicurata e mondiale, ma purtroppo assai poco disposta nei confronti degli interpreti. Il sipario non scende mai.
Mi soffermo su quel "molti lo spingono a fare un passo..." . E anche sulle diversa titolazione dello stesso articolo, dalla versione cartacea a quella on line, che semplifica con "Monti in politica? Da adesso sono più libero". 
E già l'augurio e  l'endorsement del Corrierone delle Banche? Questi pennivendoli che si prestano a fare gli zerbini dei banchieri, dovranno assumersi la loro responsabilità nei confronti delle sofferenze inflitte al popolo italiano, quando molte teste rotoleranno. Il sipario calerà eccome, e i pavidi cortigiani disinformatori alla Flebuccio verranno cancellati dalla Storia, poiché questo chiamasi collaborazionismo.

Ma intanto ecco la vendetta di Rigor Mortis secondo Libero: lui sta per abdicare, ma con un ultimo beffardo blitz potrebbe consegnare il Paese alla Troika e vincolare i prossimi esecutivi politici a seguire la "linea" del rigore e delle tasse già varata dai tecnici. Negli artigli della fatale Troika per un ventennio?

- da http://sauraplesio.blogspot.it/2012/12/monti-e-le-truppe-cammellate-del.html

- anche:http://www.liberoquotidiano.it/news/economia/1139389/Monti-pronto-all-ultimo-blitz---chiedera-aiuto-alla-troika--e-fara-commissariare-l-Italia.html
(il ministro dell'economia Vittorio Grilli e il possibile intervento della Troika sui nostri conti) 

giovedì 6 dicembre 2012

LA GRANDE TRUFFA


1 - L’ euro non è una moneta sovrana. La moneta è estranea alla nazione, è una valuta estera. Gli Stati non hanno sovranità su questa moneta ma sono costretti a chiederla in prestito alla BCE che detta le sue condizioni

2 - Se la valuta che si usa nella nazione è presa a debito da altri non è moneta sovrana e la nazione potrebbe fallire proprio perché la moneta è di altri, che possono darla o non darla

3 - Se una moneta è presa a debito si debbono pagare gli interessi ed il denaro che viene usato a questo scopo viene a mancare per gli investimenti ed i servizi:


4 -  BCE autorizza l’emissione di moneta, che rimane di sua proprietà, e la presta agli Stati

5 - Gli interessi che questi criminali ci chiedono sono composti e questo sistema costringe gli Stati al fallimento
Con uno spread attuale a 330,il tasso di interesse a 10 anni é circa il 4,5%,interesse composto che comporta
su 1000 euro,un interesse di 560,...il 56%!,ovviamente più il capitale.
Provate ad immaginare gli interessi che si dovranno pagare sulle emissioni di quest'anno,a spread su 360,400,450....Per forza che il debito aumenta e che non si riuscirà mai a pagare,se non svendendo lo Stato agli usurai

6 -  La BCE chiede misure fiscali, di politica del lavoro e le privatizzazioni per essere sicura di incassare gli interessi

7 -  Lo Stato inasprisce la pressione fiscale, creando recessione,  e vende i beni nazionali svuotando la Nazione degli stessi beni necessari alla produzione o alla qualità della vita

8 -  Per mantenere questo sistema usuraio la BCE usa ogni arma a sua disposizione per bloccare l’emissione di moneta direttamente da parte degli Stati ( trattati di Maastricht e Lisbona ). In particolare il Trattato di Lisbona esautora gli Stati della propria sovranità in quanto è stato introdotto come Nuova Costituzione Europea che ha la precedenza rispetto a qualsiasi altra Costituzione Nazionale

9 - la sola cosa che i tecnocrati hanno in mente è PRIVATIZZARE lo Stato. Lo Stato costretto a recuperare soldi  prendendoli in prestito è completamente in balia dei mercati dei bond

10 - il sistema europeo esiste per distruggere per sempre la gente e creare un nuovo tipo di europa che sia disposta ad accettare povertà, sacrifici, basso tenore di vita, salari equiparati a quelli cinesi

11 - Non ci debbono essere più Stati sovrani. Nel nuovo ordine il potere deve essere trasferito ad una classe capitalista di tecnocrati

12 - Un tecnocrate è qualcuno messo dai banchieri per sospendere la democrazia ( vedi Irlanda o Monti )

13 - L’unione europea non è una democrazia ma una oligarchia di banchieri

14 - I capitalisti non sono più interessati all’economia produttiva e reale. Si sono trasformati in percettori di rendite finanziarie. Il capitalismo produttivo è morto

15 - L’euro può sopravvivere solo se l’Italia decide di rimanerci

16 - La moneta presa a debito dalle banche porterà al fallimento perché i debiti non potranno mai essere pagati, debbono essere pagati solamente gli interessi verso i ricchi

17 - Per fare soldi, la finanza, deve far contrarre dei debiti alla popolazione, attraverso gli Stati

18 - Le sole che possono evitare il fallimento sono le banche che possono usufruire dei prestiti, a tasso agevolato, da parte della BCE all’ 1%

19 - Le banche li prestano,quando va bene, alle aziende ed ai privati ad un tasso variabile dal 6 al 10%,credit crunch a parte.

20 - Chi paga ? Pagano i cittadini con le tasse e l’austerità


COME SI COPRE IL DEBITO PUBBLICO ORA

1) si aumenta la pressione fiscale

2) così facendo si crea recessione

3) con la recessione aumenta la disoccupazione e la sotto occupazione

4) con la disoccupazione viene a mancare il reddito e aumenta la richiesta di  welfare

5) in questa maniera, coprendo il deficit con repressione fiscale, il sistema è gestito male ed implode

Con l’euro:

1) ci tengono in pugno

2) non si può intervenire  su politiche per creare posti di lavoro

3) non si possono fare investimenti perché il Patto di Stabilità non ce lo consente


CONCLUSIONE

Prendere i fucili e cominciare a sparare

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Con nostre aggiunte ,preso dall'amico Claudio : http://www.frontediliberazionedaibanchieri.it/article-la-grande-truffa-fatela-conoscere-a-tutti-113189846.html

Se abbiamo dimenticato qualcosa,aggiungetelo...

mercoledì 5 dicembre 2012

Quelli che “ci vuole credibilità per attirare i capitali esteri…”


Un articolo di Alberto Bagnai

Chiedo scusa se vi ho trascurato, so che avete sentito la mia mancanza – soprattutto i moderatori! – ma come sapete ho avuto di peggio da fare.
http://www.youtube.com/watch?v=DabsWBCPPno

Il mondo ideale del luogocomunista è un mondo austero, popolato da virili lavoratori a torso nudo, dal bicipite tornito e dalla mascella squadrata (come in un affresco littorio o sovietico), che producono, producono, producono, senza preoccuparsi troppo di chi comprerà. In questo mondo sobrio e severo nessuno regala niente, devi meritarti tutto.
Come dicono gli economisti: non ci sono pasti gratis, non ci sono free lunch, e, naturalmente, non bisogna vivere al di sopra dei propri mezzi.

O meglio…per quanto questo possa sembrare strano, i luogocomunisti, sì, proprio loro, in realtà sono convinti che al mondo un free lunch ci sia. Quale? Non ce la farete mai, ve lo dico io: i capitali esteri!
Sì, proprio quei capitali dei quali, a sentire il governo, abbiamo tanto bisogno per risolvere tutti i nostri problemi, inclusi, guarda un po’, quelli della Sanità, al punto che per attirarli, questi capitali, facciamo strame dei diritti dei lavoratori.

Cerchiamo di ragionare, non è difficile (tranne che per i luogocomunisti). Quando ti fai prestare soldi? Normalmente, quando ne hai bisogno. E quando si ha bisogno di soldi? Normalmente, quando non si guadagna, e quindi non si risparmia, abbastanza.
Ma se ti prestano soldi, contrai un debito, no? Certo! E i tuoi redditi futuri, se contrai debiti, aumentano o diminuiscono? Dipende da cosa fai coi soldi che ti prestano, ma una cosa è certa: dai redditi futuri dovrai in ogni caso detrarre gli interessi che paghi al tuo creditore. Un dato sul quale i luogocomunisti glissano con eleganza.

L’esilarante paradosso del luogocomunismo è questo: le stesse persone che “lo Stato, come una famiglia, non deve fare debiti”, vedono poi la panacea dei problemi del paese nel contrarre ulteriore debito estero. 
Perché il debito del “sistema paese” verso l’estero non aumenta solo quando il governo vende all’estero un titolo di Stato (il debitopubblicobrutto che i luogocomunisti vogliono abolire). Il debito estero aumenta anche se un imprenditore (o lo Stato) italiano cede all’estero un’azienda, vendendo un pacchetto di controllo. Infatti le statistiche, correttamente, collocano la cessione a un investitore estero del controllo di una azienda italiana tra le passività estere dell’Italia (chi non ci crede legga pag. 74, e chi non lo sa non è un economista).
http://www.bancaditalia.it/statistiche/quadro_norma_metodo/metodoc/manuale_bilpag.pdf

Ma poi scusate, il problema non era che “abbiamovissutoaldisopradeinostrimezzi”?

http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/07/26/quelli-che-abbiamo-vissuto-al-di-sopra-dei-nostri-mezzi/307141/ 


E la soluzione sarebbe? Farsi prestare altri soldi dall’estero!? Ci vuole molto a capire che, se un’azienda italiana passa in mano estera, l’Italia è meno ricca? Per i luogocomunisti evidentemente sì. E ci vuole molto a capire che, dopo, i redditi che l’azienda produce verranno molto probabilmente espatriati, riducendo il reddito nazionale e aggravando la bilancia dei pagamenti? Pare di sì.

Notate: in entrambi i casi (vendita di un titolo all’estero, cessione di un’azienda all’estero) in Italia affluiscono capitali dall’estero, cioè il paese si fa prestar soldi, contrae un debito, accumula passività.
La posizione patrimoniale netta del paese si deteriora, ma c’è una differenza: per il “sistema paese” il debito contratto vendendo un’azienda è ben più costoso di quello contratto collocando un titolo (pubblico o privato), per il semplice e ovvio motivo che il capitale di rischio normalmente riceve una remunerazione più elevata. So che anche qui, formati al divino insegnamento del pubblicobruttoprivatobello, non mi crederete, ma un esempio lo avete avuto sotto gli occhi: guardate che bella fine ha fatto l’Irlanda, che per attirare i capitali esteri ha slealmente praticato una politica di dumping fiscale! I capitali privati esteri sono arrivati, e il paese è rimasto schiacciato sotto il loro costo (mentre il debitopubblicobrutto era esiguo, al 24% del Pil).
http://www.lavoce.info/articoli/pagina1002054.html

Non so se è chiaro: le ripetute esortazioni a vendere i “gioielli di famiglia” (cioè le imprese italiane, specie pubbliche, soprattutto se remunerative) a capitalisti stranieri, allo scopo di ridurre il debito pubblico, se fossero in buona fede sarebbero deliranti!
http://www.corriere.it/editoriali/12_agosto_04/ce-la-facciamo-da-soli-giavazzi_88188e44-ddf3-11e1-9fa2-bd6cbdd1a02d.shtml

Equivarrebbero a dire: sbarazziamoci di un debito che costa molto, per contrarne uno che costa di più (in termini di redditi destinati a lasciare il paese). In generale, la politica di “credibilità” del governo Monti, vista alla luce della bilancia dei pagamenti, equivale a quella di una persona che, perso il lavoro, non si preoccupa di trovare un’altra fonte di reddito, ma va in un negozio a comprare un bel vestito costoso, che lo renda più “credibile” presso la banca alla quale vuole chiedere in prestito i soldi per campare un altro mese (sì, sto parlando di questo).

http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/11/18/monti-in-kuwait-litalia-e-a-buon-mercato-comprate-non-garantisco-sul-governo/418413/ 


Ma l’austerità ha distrutto ulteriori redditi, si è risolta in un colossale spreco di risorse, proprio come l’acquisto del vestito “credibile”.

http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/09/24/monti-forever/361626/


Il problema è che l’austerità è la risposta giusta all’ennesima domanda tragicamente sbagliata: “come facciamo a sembrare credibili per farci prestare soldi che ci facciano tirare avanti per un po’?”
La domanda giusta sarebbe: “come facciamo a rilanciare la nostra economia, creando reddito e quindi risparmio, ed evitando così di farci incaprettare dai mercati?”
E la risposta lo sapete qual è, è dentro di voi, ed è giusta: uscendo dalla trappola dell’euro e riacquistando sovranità monetaria, per rilanciare la competitività e stimolare la domanda interna.

Questo, vi assicuro, lo sanno anche i tecnici, è scritto anche nei loro libri. Ma la buona fede, è evidente, non c’è: c’è invece l’ovvia intenzione di favorire i creditori esteri, facilitando in tutti i modi (col dumping sociale, con la distruzione del sistema produttivo italiano) l’acquisto da parte loro di attività reali italiane (aziende, ospedali, immobili, marchi di fabbrica, know-how), che in caso di uscita dall’euro non potrebbero svalutarsi (mai visto un capannone restringersi dopo una svalutazione!), e garantirebbero bei profitti (da espatriare rigorosamente all’estero).

Ne riparliamo dopo il Monti bis, o preferite evitare?

da:  http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/12/04/quelli-che-ci-vuole-credibilita-per-attirare-capitali-esteri/435195/

domenica 2 dicembre 2012

QUE SE VAYAN TODOS !!!



Il senato della repubblica argentina ha votato a maggioranza una legge (voto trasversale) in data 28 novembre 2012 con 43 voti a favore e 19 contrari, diventando “immediatamente operativa con applicazione retroattiva al 1 settembre.
Hanno tecnicamente 30 giorni per renderla applicabile


Questa Legge parla molto chiaro: definisce “illegale e immorale” qualunque forma di speculazione finanziaria sui mercati internazionali basata sui derivati; abolisce la possibilità tecnica delle speculazioni finanziarie in borsa perché sottrae a tutte le banche, a tutte le istituzioni finanziarie operanti nel territorio nazionale, la propria autonomia sul mercato.
Dal 30 novembre del 2012, il parlamento e il governo argentino si riappropriano della propria economia che individua “legalmente” nella finanza “il braccio operativo dell’economia di cui deve essere subalterna” e impone alla finanza di essere sottoposta al totale controllo dello stato centrale in ogni sua attività.

Così titolava La Naciòn, il più importante quotidiano argentino (moderato conservatore) nel dare la notizia che in Italia non mi pare sia stata né diffusa né diramata.

 LA CAMARA DE SENADORES CONVIRTIO EN LEY LA REFORMA DE LA REGULACION DEL MERCADO DE CAPITALES

 Da oggi lo Stato si fa garante presso i cittadini, di cautelare i risparmi personali, ma si fa soprattutto garante del fatto che le imprese, le società, le industrie, le finanziarie internazionali operanti in Argentina intervengano in borsa e sui mercati dei capitali “con l’unico ed esclusivo intento di trarre profitto da un’attività che però deve avere immediatamente, come riflesso economico, l’apertura di crediti agevolati alle medie e piccole imprese, l’allargamento degli investimenti in industrie nazionali e l’assunzione di nuovo personale per andare all’attacco della disoccupazione giovanile che il governo considera la priorità assoluta in campo politico, economico, sociale”.
Questo è avvenuto.
Per la prima volta in questo nuovo millennio, una nazione capitalista occidentale si assume la responsabilità politica (fotografate per bene questa parola) di imbavagliare la finanza, di metterle le briglia sul collo e di fondare il principio, basato sull’applicazione dello Stato di Diritto, che identifica nello stato centrale, nel governo e nel parlamento, l’arbitro e il garante dell’economia; il vero padrone della finanza non è più il “mercato libero” (l’idea di Zingales, Giannino, Monti, Passera, Draghi, ecc.) bensì il governatore della banca centrale insieme al ministro dell’economia, dell’industria e dello sviluppo.

“O la finanza capisce che i soldi servono per sviluppare l’economia allargando il mercato del lavoro, gli investimenti, dando credito alle imprese a interesse minimo e abbattendo la disoccupazione, oppure possono anche andare a investire in Europa, in Italia e in Spagna, se è questo che vogliono. Là li accoglieranno a braccia aperte”

Così ha dichiarato la presidente Kirchner, nel commentare la più grande vittoria politica ottenuta da un governo sudamericano nel combattere il neo-colonialismo dei colossi della finanza al servizio dell’oligarchia planetaria del privilegio. Chi vuole investire nella finanza speculativa lo fa attraverso “banche speciali” che dovranno esporre un avvertimento alla clientela, nel quale si specifica che non esiste nessuna garanzia internazionale su quell’investimento.
Le banche correnti devono occuparsi di investire i soldi dei correntisti nell’economia reale, quella delle merci, e non quella della carta straccia; lo Stato garantisce ogni tipo di risparmio e ogni forma di investimento, purchè si riferisca all’economia reale.
 La borsa di Buenos Aires (e questa è un’altra bella notizia) ha reagito molto bene; anche quella brasiliana (che si appresta in brevissimo tempo a varare identica legge) grazie alla quale vengono aboliti i principi basilari dell’idea liberista che sta strozzando il pianeta, ovverossia l’egemonia della finanza sul mercato.
Di tutto ciò, in Italia non si è parlato.
 Ma non basta, c’è dell’altro. Ieri, 30 novembre, per tutta la giornata, in Argentina si sono svolti convegni, manifestazioni e discussioni relativi a un’altra legge che va alla votazione alla fine della prossima settimana e che riguarda il secondo pilastro della democrazia e della ripresa economica: la legge sul conflitto di interesse e una nuova legiferazione nel campo della libertà di stampa, dell’informazione e delle comunicazioni.
Verranno prese misure specifiche per impedire che possano essere eletti in parlamento soggetti politici legati al mondo dell’informazione, e soprattutto viene impedito a società finanziarie, banche d’affari private e grossi colossi finanziari internazionali di poter aggirare l’ostacolo diventando editori. Chi si occupa di informazione lo fa costituendosi come “editore puro” attraverso il rischio di una impresa privata.
Il tutto per impedire che la finanza, in maniera subdola (come avviene in Italia ad es.) usi il proprio gigantesco potere per esercitare pressioni sull’opinione pubblica al fine di salvaguardare interessi finanziari e non il diritto alla libertà dell’informazione.
 Anche su questo punto, nessuna notizia in merito.
 Sono entrambi due pericolosissimi precedenti. E’ la dimostrazione che esistono strade diverse percorribili, opposte a quelle volute dalla BCE e dal governo italiano, dal PD dal PDL dall’Udc.
A questo ci potete aggiungere la decisione ufficiale presa dal presidente dell’Ecuador, Rafael Correa, il quale ha bocciato la richiesta avanzata dalle compagnie petrolifere locali per nuove trivellazioni, destinando i 300 milioni di dollari (per loro una grossa cifra) del budget che le lobby del petrolio erano riusciti a garantirsi e spostando tale cifra per la salvaguardia del territorio idro-geologico dando vita a tre giganteschi parchi naturali, all’interno dei quali verranno fatti investimenti nel settore dell’agricoltura biologica a chilometro zero. Qui di seguito, in un post scriptum, in copia e incolla, c’è un articolo apparso sul settimanale Pagina ½, la pubblicazione più radicale e colta diffusa in Argentina. E’ un esempio di giornalismo che in Italia non esiste più. Dà la notizia sulla legge della divisione tra banche d’affari e banche speculative, senza nessun commento, senza fornire nessuna opinione, raccontando in che cosa consiste la Legge, come funziona, come si è svolta la votazione, i nomi degli attori e delle fazioni in campo. L’articolo è quello originale ed è scritto dunque in spagnolo, ma è di facilissima comprensione anche per chi non conosce la lingua. Sono modalità completamente diverse da quelle seguite in Italia dove la disinformazione, il narcisismo e l’opinionismo lobbista si sono ormai sostituiti alla spiegazione dei fatti reali e oggettivi; e così i lettori, spaesati, confusi, finiscono per non essere mai messi al corrente su ciò che accade in verità, perché vengono spinti a seguire delle tesi già preconfezionate che finiscono tutte con lo stesso identico refrain: non c’è alternativa, non si può fare diversamente.
 Non è vero. Non è così. Non esiste nessun campo dell’attività umana in cui non esistano alternative.
E’ una diabolica idea quella di presentare soluzioni come se fossero le uniche a disposizione.

Per ritornare in Europa, mentre l’Italia è scivolata nel consueto imbuto popolato da pecore mediatiche al pascolo, seguendo le vicende delle cosiddette primarie, in Europa si scatenava un furibondo scontro (in Germania) relativo a Unicredit e MPS (la più antica banca italiana, Monte dei Paschi di Siena) anche perché il tutto era relativo alla stessa persona, Alessandro Profumo, già presidente di Unicredit e attualmente presidente di MPS. Accusato, denunciato e sentenziato di evasione fiscale in Europa per la cifra di 3,5 miliardi di euro, Unicredit e Profumo (in quanto mente operativa della questione) se la stanno vedendo con le banche europee per un gigantesco conflitto di interessi.
Mentre all’Unicredit si chiedono i soldi da pagare e Profumo è stato identificato come un evasore che non rispetta la Legge, Mario Monti, a nome del governo italiano, si è presentato da Mario Draghi chiedendo il consenso a “sforare” dai dispositivi sanciti dal Fiscal Compact per far avere –sempre allo stesso Profumo- un nuovo gettito di 3 miliardi di euro provenienti dalle casse dello stato italiano, dopo i 24 che ha già ricevuto negli ultimi cinque anni. Essendo il titolo della banca considerato in borsa “spazzatura” (il titolo che tre anni fa valeva 2 euro in borsa, oggi vale 0,17 euro in borsa) non è ammissibile neppure per Draghi una cosa del genere.
Rischiosissima. Infatti, i greci –giustamente dal loro punto di vista- hanno immediatamente protestato pretendendo una proroga del loro debito. E’ andata a finire come ben sappiamo.
Non si sa se Unicredit pagherà o meno ciò che ha rubato e MPS avrà i suoi soldi da investire in nuovi derivati speculativi a rischio sempre più alto, l’unica possibilità rimasta di poter mettere un buco alla voragine di una banca tecnicamente già fallita da un pezzo. Tutta la gestione dei rapporti tra istituzioni e banche, tra governo e banche, tra BCE e banche, portata avanti da Mario Monti e dal PD dal PDL e dall’Udc finiranno per aumentare nel mese di dicembre il disavanzo pubblico portandolo a un ulteriore aumento e raggiungendo la cifra di 2000 miliardi di euro.
 Qui in Italia ci portano via i soldi per darli a banchieri evasori che gestiscono banche già fallite, mentre in Argentina c’è chi ha messo legalmente il bavaglio alle banche, le ha ammanettate e le ha sottoposte a una rigida, attenta regolamentazione sotto la custodia, tutela e attenzione della classe politica al governo in rappresentanza delle istituzioni collettive. Una bella differenza. La guerra, quindi, prosegue. Ed è sempre la stessa, quella tra oligarchi della finanza e i loro oppositori. Da noi, ci fanno credere che il problema sia se vince Renzi o se vince Bersani oppure se Berlusconi si candiderà oppure no.
 Sapete che vi dico? (con il cuore in mano). Se a questo punto c’è qualcuno che pensa possa essere così, allora vuol dire che ce li meritiamo tutti. Questa è la loro forza. C’è ancora qualcuno che dà loro credito. Non lamentiamoci, dunque, se le banche non lo danno a noi, il credito. Perché mai dovrebbero?

(sergio di cori modigliani)


Link intero articolo: http://sergiodicorimodiglianji.blogspot.it/2012/12/ecco-cio-che-sta-accadendo-in-argentina.html
Tratto da: http://www.comedonchisciotte.org/site/index.php
http://www.frontediliberazionedaibanchieri.it/article-default-e-avvoltoi-sentenze-e-autogol-113036616.html

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Dopo questa legge,non appare certo casuale il violento attacco portato in questi giorni dalla cricca usuraia degli hedge funds,tramite la decisione di un connivente giudice americano (ma guarda...)....
Sarebbe sempre bene premettere a quanto di seguito,che i famosi bonds argentini rendevano al tempo (2001),prima del defaut, il 20%,quando l'interesse medio sul mercato sulla rendita titoli era il 5-6%.
Mi verrebbe da dire che cosa hanno ora da lamentarsi queste vittime solo dell loro avidità.
Chissà mai perchè l'Argentina di allora (molto simile alla Grecia attuale).,era costretta ad emettere titoli a questo interesse.
Dal debito verso gli usurai,signori!
Debito  la cui origine sappiamo bene quale é... non certo quella del luogo comune di spendaccioni incalliti che ci raccontano....Qualcosa ne sappiam pure noi...della  famosa e fasulla catena usuraia: rating-spread-interesse-debito...
E chissà mai perchè,ad un tale interesse,non avrebbe dovuto  corrispondere un alto tasso di rischio...per ciò era tale.Chi comprava sapeva,o meglio avrebbe dovuto sapere,perchè le banche (che sapevano) fino all'ultimo (come per Parmalat),hanno spacciato questa carta straccia ad avidi e ignari risparmiatori..
Fatta questa doverosa premessa,veniamo ai fatti.


Tutto ha inizio con il default del 2001 quando lo Stato,vittima del FMI e altri strozzini,diede default.Il governo argentino propose ai vecchi creditori di convertire i bond posseduti in nuovi titoli, svalutati del 66% (la stessa misura della svalutazione monetaria sul dollaro), e con scadenze rimodulate nel tempo. Una soluzione neanche troppo onerosa per i creditori, che a fine giro dovrebbero portare a casa in questo modo interessi attorno al 70%.
Il grosso di questi creditori (per l'esattezza il 93%) accettarono di buon grado la proposta argentina, soprattutto i più piccoli, assai meno i grandi fondi di investimento,che al tempo raccattarono sul mercato bond quasi gratis,confidando nel loro potere per rientrare dell'intero capitale,più il guadagno di questa speculazione.
Cosa che é parsa avverarsi con la decisione del solito giudice compiacente

La sentenza della scorsa settimana è arrivata ad imporre all'Argentina il versamento di 1,3 miliardi di dollari (una somma ridicola in fondo,se paragonata a certi debiti che circolano...) in un fondo presso la Bank of New York, da riservare agli hedge fund in attesa del verdetto definitivo della Corte d'Appello.
Qualora l'Argentina non avesse adempiuto a questa imposizione, la stessa banca (che funge da intermediaria dei titoli argentini sul mercato statunitense) avrebbe bloccato il pagamento delle cedole agli obbligazionisti che hanno accettato la ristrutturazione del debito.
Ed un  pagamento è previsto proprio per il prossimo 15 dicembre.

Capito la curiosa contemporaneità della sentenza...e il ricatto...?



Il governo di Buenos Aires ha fatto subito sapere di non aver alcuna intenzione di pagare gli hedge fund. Tra l'altro glielo impedisce una legge approvata ad hoc.
Ed ha invece fatto ricorso contro la sentenza, chiedendo intanto lo sblocco dei pagamenti agli obbligazionisti che hanno accettato la ristrutturazione del debito. La Corte d'Appello newyorkese ha così deciso di annullare l'ordinanza del giudice che imponeva il blocco tramite la Bank of New York. 
Ed il versamento di 1,33 miliardi destinati al signor Singer,hedge fund, proprio non ci sarà.
Naturalmente si tratta solo di un rinvio, in attesa dell'esito del ricorso di Buenos Aires.Vedremo come finirà.

Magari la stampa italiota che riporta le solite bufale e notizie artefatte,dovrebbe spiegare tutto questo e che una nazione che vuol essere libera dagli strozzini sta combattendo la sua guerra...una nazione che ha dimostrato a tutti che ce la può fare e che non esiste solo la strada tracciata dalla cricca usuraia.Per questo é un esempio pericoloso e si fa di tutto per ricondurla all'ordine,contrastando con ogni mezzo  la sua libertà di azione,falsa propaganda in testa: veicolando come limitazioni di libertà il freno alla speculazione bancaria,e inventando false rivoluzioni per una situazione di stallo dovuta a questa guerra,dopo che in questo decennio ha avuto lunghi periodi con tassi di crescita attorno all'8%; ha ridotto il rapporto debito/Pil dal 165% del 2002, al 67% del 2007 fino al 45% attuale; ha visto aumentare il Pil/procapite dai 2.656 dollari del 2002, ai 6.705 del 2007, agli 11.573 attuali. Una progressione che non ha bisogno di troppi commenti. 
(Dati tratti dal Sole 24 Ore del 29 novembre 2012).