giovedì 27 settembre 2012

ITALIANI: VI RICORDATE CHE UNA VOLTA ERAVATE UN POPOLO ?




MADRID, IL GIORNO DOPO


Che questi episodi possano essere di esempio per gli italiani. Oramai anche da noi la Costituzione è svuotata e non più attuale, dopo Maastricht e Lisbona. Si deve dar vita ad una nuova costituente che riscriva le regole, ci ridia la sovranità nazionale e monetaria.
(Claudio Marconi)

Madrid, 26 settembre. La città si risveglia tra le gocce di pioggia di una nube passeggera e la costernazione per la violenza gratuita scatenata ieri sera dalla polizia durante il presidio attorno la Camera dei deputati spagnola.

 Dopo le dichiarazioni del governo che si complimentava con l'operato delle forze dell'ordine, i vertici del movimento "25-S" promotori della manifestazione "Rodear el Congreso" (Circondare la Camera) hanno ritenuto opportuno tenere una conferenza stampa per difendere la propria posizione e rilanciare le accuse e le richieste ad un governo che si dimostra ogni giorno più incapace di fronteggiare la crisi.

 L'organizzazione è quanto di più spartano possa esserci: un tavolino posizionato su un largo marciapiede, di fronte la Fuente de Neptuno che dà il nome alla piazza dove ieri sera sono avvenuti gli scontri e i pestaggi.
La polizia avanza la pretesa di identificare coloro che prenderanno la parola: ottengono i loro nomi, tra i fischi e le contestazioni dei presenti, giornalisti compresi. Ma è solo un'altra dimostrazione di dignità da parte di chi non ha niente da perdere, di chi si sente nel giusto e non ha paura di metterci la faccia.

 Parlano innanzitutto di quanto è accaduto ieri sera. Rivendicano la loro innocenza, testimoniata da ognuna delle riprese video che girano sul web. E denunciano le ferite e le contusioni subite da decine di manifestanti. Manifestanti pacifici, di ogni estrazione sociale: studenti e pensionati, operai e piccoli imprenditori, e soprattutto disoccupati.



 Il corteo è stato pacifico per tutto il tempo. Molti, anzi, sono stati i cori rivolti verso la polizia per incitarla ad unirsi alla protesta. Verso le 19 di sera sono stati lanciati alcuni frisbee e qualche bottiglietta di plastica vuota in direzione delle forze dell'ordine. Tanto è bastato per far scattare dall'alto l'ordine di caricare i manifestanti. 6000 in tutto secondo il delegato del governo nella capitale (a Madrid governano i popolari, il partito di Rajoy), molti di più a quanto risulta dalle foto che ritraggono piazze e strade affollate.

Passando ai motivi delle proteste, durante la conferenza stampa gli attivisti dichiarano che sono gli stessi di sempre, ormai chiari quanto ovvi per chiunque: i tagli del governo centrale colpiscono tutti gli ambiti della società tranne le banche, alle quali anzi vengono destinati i pochi fondi rimasti e gli aiuti europei. “Che la paghino i ricchi la crisi, non noi”. Il governo è ritenuto illegittimo, nonostante sia passato per regolari elezioni, a causa dell'alto tasso di astensionismo. Per questo, e per la sua incompetenza, viene invitato a dimettersi quanto prima. Ricordano parole già sentite in Italia, ma qui a Madrid ci sono manifestazioni quasi ogni giorno. La prossima è già stata convocata per stasera alle 19, e un’altra ancora per sabato.

 Infine i rappresentanti dei movimenti sociali non parlano di proposte di legge, ma avanzano una richiesta ancora più radicale, peculiare rispetto ai vari movimenti di protesta sorti in altri Paesi: l'inizio di processo costituente che porti alla promulgazione di una nuova Costituzione. Quella attuale è stata epurata da ogni significato, commissariata dalla Troika europea, che guarda soltanto ai conti e non alle persone.

 Questa Unione Europea non piace a nessuno, perlomeno non così come è ridotta oggi.

Fonte: contropiano.org
da: http://www.frontediliberazionedaibanchieri.it/article-madrid-il-giorno-dopo-110583356.html

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SCIOPERO IN GRECIA: LA DIRETTA

15.40: gli arrestati finora sarebbero addirittura 104 solo ad Atene. I manifestanti si stanno spostando da varie zone del centro verso il commissariato dove sono stati portati i manifestanti fermati ed in alcuni casi picchiati dalla Polizia.

15.10: Alcune fonti da Atene riportano di scontri nelle vie Panepistimiou e Benaki tra i reparti antisommossa della polizia e il blocco di Syriza. Ci sarebbero alcuni feriti e 5 arresti.

15.00: la Polizia greca, a piedi o a bordo di motociclette, sta realizzando da alcuni minuti un vero e proprio rastrellamento nelle strade e nelle piazze del centro di Atene, anche ad alcuni chilometri da Piazza Syntagma, nelle zone di Monastiraki, piazza Omonia e Panepistimoiu. Si hanno notizie di numerosi arresti.

14,30: La polizia spinge i manifestanti fuori da Piazza Syntagma a furia di lacrimogeni e granate stordenti, ma alcune centinaia di giovani del KKE e altri gruppi aderenti alla coalizione della sinistra radicale Syriza sono riusciti ad avvicinarsi di nuovo al Parlamento e spingono sulle transenne. I manifestanti gridano:
"I soldi ci sono ma voi li avete regalati alle banche oppure li spendete per comprare lacrimogeni"

14.15: Sono ripresi anche in piazza Syntagma gli scontri. Gruppi di incappucciati lanciano molotov e pietre e bottiglie contro i poliziotti che rispondono con gas Cs e granate stordenti

14:00: per impedire l'ammassarsi di manifestanti davanti al Parlamento la Polizia greca - sono oltre 5000 gli agenti mobilitati oggi solo nella capitale - ha attaccato con i gas lacrimogeni i manifestanti tentando così di disperdere due diversi cortei che da due punti del centro stavano convergendo su Piazza Syntagma dove anteriormente si erano già verificati degli scontri tra incappucciati e forze di sicurezza.

13.25: piazza Syntagma è invasa dai gas tossici sparati dai poliziotti nel tentativo di respingere i militanti del 'blocco nero' che bersagliano gli agenti con molotov e sassi. Migliaia di persone hanno abbandonato la grande piazza contigua al parlamento e si sono rifugiate nelle vie adiacenti.

13.15: primi scontri in Piazza Syntagma. Piccoli gruppi di manifestanti con il volto coperto e vestiti di nero hanno cominciato ad attaccare i cordoni di Polizia posti a difesa del Parlamento, lanciando contro gli agenti pietre e bottiglie molotov. I poliziotti rispondono sparando gas lacrimogeni.

12.50: Parecchie decine di migliaia di persone stanno manifestando da questa mattina in tutte le grandi città della Grecia per protestare contro il governo Samaras e i tagli da lui decisi a lavoro, stato sociale e diritti.
 ''Le nuove insopportabili e dolorose misure non devono passare, questa politica é senza sbocco e distrugge lo stato sociale'' ha detto il Presidente dell' Adedy, il sindacato che raggruppa i dipendenti statali, Costas Tsikrikas, riferendosi allo sciopero generale di oggi. Il leader della coalizione della sinistra radicale (Syriza) Alexis Tsipras, ha duramente attaccato il governo di Antonis Samaras. '
'Ora la parola passa di nuovo alla società visto che il governo di coalizione non é in grado di difendere gli interessi elementari della società greca, e in più ammette e controfirma le inumane misure che portano la società all'olocausto. La Grecia non potrà essere trasformata in un enorme cimitero sociale''.
Da parte sua Aleka Papariga, Segretaria Generale del Partito Comunista di Grecia, ha attaccato l' Unione europea, responsabile delle sofferenze del popolo ellenico. ''Il popolo greco - ha detto Papariga - deve capire che una Grecia svincolata dall' Ue, può garantirsi il benessere sociale ed evitare il peggio''.

12.30: Ad Atene un giornalista di Ethnos arrestato perchè trovato in possesso di una maschera antigas (in realtà assai utile visto l'utilizzo di gas tossici da parte delle forze di sicurezza contro i manifestanti...)

12.20: centinaia di manifestanti vestiti di nero, riconducibili alle organizzazioni anarchiche, hanno abbandonato il corteo dei sindacati probabilmente diretti verso qualche meta che hanno intenzione di attaccare. Intanto sono molto partecipate anche le manifestazioni in altre località della Grecia: da Arta a Iraklion a Patrasso decine di migliaia di lavoratori e giovani in piazza.

12.05: grande folla di lavoratori e manifestanti nelle strade di Salonicco, seconda città del paese per numero di abitanti. Intanto ad Atene cresce il numero di manifestanti in Piazza Syntagma, molti dei quali gridano slogan contro il contiguo parlamento tenuti a distanza dalle transenne e da folti cordoni di poliziotti in tenuta antisommossa.
12.00: La polizia avrebbe arrestato questa mattina cinque attivisti della "Assemblea popolare" nelle strade del quartiere ateniese di Kisariani.
11.30: Piazza Syntagma, nel centro di Atene, è già invasa da migliaia di lavoratori e giovani manifestanti, chiamati dai maggiori sindacati Gsee e Adedy. Alla manifestazione del sindacato comunista Pame secondo la polizia starebbero partecipando invece circa 10 mila persone - per gli organizzatori il doppio - in Piazza Omonia, a poche centinaia di metri di distanza.

Fonte: contropiano.org
da: http://www.frontediliberazionedaibanchieri.it/article-sciopero-in-grecia-la-diretta-110580942.html



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La Spagna vive un momento difficile. Solo nei primi otto mesi del 2012, lo Stato centrale ha accumulato un deficit di 50,13 miliardi di euro, pari al 4,77 per cento del Pil.
A Madrid l'ennesima manifestazione di gente stanca di subire. Vale a dire migliaia di persone, giovani e anziani (da noi purtroppo non accade), che hanno deciso di dar vita all'iniziativa “rodea el Congreso“, letteralmente circonda il Parlamento, per dare un segnale forte alle istituzioni di come non si piegheranno alle scelte drastiche di questi mesi, in nome di un potere economico, fatto di banche, debiti e finanza internazionale che sta letteralmente prosciugando le tasche degli spagnoli.
E non accetta, il popolo spagnolo, di dover pagare i costi di una crisi generata principalmente dalla spregiudicatezza delle banche, che con l'ausilio dei vari governi susseguitisi, hanno generato una bolla immobiliare senza precedenti. Del resto basta fare un giro tra i piccoli paesi disseminati sul territorio, per rendersi conto delle migliaia di costruzioni abbandonate che ormai giacciono senza un futuro.





La tensione resta alta soprattutto dopo le parole di alcuni esponenti politici come la segretaria generale del Partito Popolare, Maria Dolores de Cospedal, che ha paragonato la mobilitazione al tentato colpo di Stato del 23 febbraio 1981.
Vien da chiedersi dunque se il Golpe a la Democracia come titola La Razón lo stiano tentando i manifestanti di questi mesi, o lo stiano portando avanti, deliberatamente, i politici e gli amministratori di un Paese ormai in ginocchio.


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 Giornata ad alta tensione, con qualche momento di violenza, ad Atene e nelle maggiori città della Grecia per lo sciopero generale indetto dai sindacati, che ha paralizzato il Paese e portato in piazza decine di migliaia di persone per un'ennesima, rabbiosa protesta per un nuovo pacchetto di misure di austerità. Un insieme di duri tagli e riforme che sembra ormai in dirittura d'arrivo: domani il premier Antonis Samaras vedrà gli alleati di governo per cercare il via libera al pacchetto, che vale 11,5 miliardi di euro, necessario per ottenere la vitale tranche di prestito da 31,5 miliardi. Senza quei soldi, Atene rischia la bancarotta e una possibile uscita dall'euro.

Ma al di là degli slogan urlati dai circa 50.000 dimostranti contro la troika - Ue, Fmi e Bce, i cui rappresentanti devono approvare le misure prima di rilasciare il prestito - e contro il governo (era il primo sciopero generale da quando è in carica l'esecutivo guidato dal premier conservatore), la giornata di protesta ha di nuovo offerto scene divenute familiari in questi anni in Grecia e in particolare a piazza Syntagma. C'è stato il lancio di molotov da parte di gruppi di incappucciati, quindi cariche della polizia, manganellate e lancio di gas lacrimogeni.

In Portogallo una grande manifestazione di protesta ha costretto il governo a ritirare misure contro i cittadini, destinate ad acuire ulteriormente una drammatica situazione recessiva

I popoli europei cominciano a ribellarsi contro questa Unione Europea di usurai che deliberatamente applicano il piano di macelleria sociale,di impoverimento e di distruzione delle libertà e delle economie nazionali a vantaggio di una cricca di speculatori.L'Europa tecnocratica é un totale fallimento.Non é l'Europa dei popoli,ma una odiosa dittatura del capitale finanziario.

E noi italiani,per di più con un governo non eletto e imposto da un presidente  golpista....noi italiani,che stiamo aspettando?



Nessun governo può resistere ad un popolo in ribellione permanente.Qui si muovono....vogliono dimissioni del governo e nuova costituente,quello che servirebbe anche per noi e per questo decrepito sistema politico- istituzionale marcio......quando si capirà che l'unica strada possibile é ribellarsi....certo serve tutto,ma senza ribellarsi il resto non serve a nulla...vallo a far capire a tanti,anche nel web,che sperano in denunce,improbabili referendum,addirittura nelle elezioni...



lunedì 24 settembre 2012

MES - NOVITA' DALLA BISCA


Sta circolando in rete questa notizia.

IL MES TRIPLICA E PASSA A 2 MILA MILIARDI

Come al solito a pagina 17 (portasse lievemente sfiga?) il Corriere ci informa di piccoli dettagli dalle ricadute impercettibili sulla nostra economia.
Tanto per cambiare, parliamo di MES, quel servizietto da 125 miliardi espandibili a piacere, barba e capelli tutto incluso.
Dopo il via libera pesantemente condizionato della Corte Costituzionale tedesca, Wolfgang Schäuble starebbe pensando di ampliarne la dotazione a 2mila miliardi.

Come ampiamente spiegato sulle pagine di questo blog (e come ribadito in un video che uscirà domani), le ricapitalizzazioni che i 17 supergovernatori potranno decidere a loro insindacabile giudizio si rifletteranno automaticamente sulle quote parti degli Stati membri.
Se questi 2 mila miliardi significassero la triplicazione della capitalizzazione dell'organizzazione finanziaria, per noi si tradurrebbe automaticamente in circa 370 miliardi di indebitamento "a prescindere" (come direbbe Totò).
 Tuttavia, Schäuble parla di effetto leva e di rispetto della quota parte massima di 190 miliardi da parte di Berlino. Il che fa presupporre che stiano pensando a qualche altro barbatrucco.
Presto ne sapremo di più.
Intanto, l'8 ottobre, il Lussemburgo (e dove, se no?) ospiterà l'inaugurazione della prima sede del MES.

 E come diceva Corrado: "non finisce qui..."

L'articolo di Marika De Feo sul Corriere

 FRANCOFORTE — Un «buco» nei conti pubblici della Grecia raddoppiato a 20 miliardi e un aumento del potenziale di intervento del fondo salva stati Esm fino a 2000 miliardi. 
Sono questi i temi caldi a Berlino rivelati ieri dal settimanale Der Spiegel in edicola oggi.
Il peggioramento dell'economia ha fatto dilatare anche il nuovo «rosso» di Atene, avrebbe concluso la troika (composta da Bce, Fmi e Commissione), che ha interrotto l'esame dei conti settimana scorsa.
Ma nel frattempo il premier Antonis Samaras — che ha chiesto più volte due anni in più di tempo per onorare gli impegni — ancora non è riuscito a far approvare il nuovo piano di risparmi da 11,5 miliardi.
Per questo ieri il premier francese Jean-Marc Ayrault si è inserito nella discussione in corso fra Bruxelles e Berlino (opposta a dilazioni), suggerendo che «potremmo offrire più tempo alla Grecia… a condizione che Atene sia sincera nei suoi impegni sulle riforme, specie delle tasse».
Nel frattempo, il ministro delle Finanze Wolfgang Schäuble sta preparando da sottoporre al Bundestag (Camera bassa tedesca) un pacchetto di misure per la stabilizzazione dei paesi in difficoltà.
 Inoltre, starebbe preparando le linee-guida del meccanismo permanente salva stati Esm, in via di costituzione l'8 ottobre.
Quest'ultimo, secondo quanto discusso a Cipro, dovrebbe essere dotato della possibilità di espandere il potenziale di aiuto attraverso un effetto leva da utilizzare nelle situazioni di emergenza. E che potrebbe essere aumentato fino a 2000 miliardi, il doppio di quello del fondo Efsf.
La Finlandia si già detta contraria. Una simile dotazione potrebbe aiutare anche grandi paesi come Spagna e Italia, se necessario. Un deterrente temibile, senza per questo dover aumentare il volume delle garanzie della Germania oltre i 190 miliardi, ha spiegato ieri il ministero delle Finanze.

http://www.byoblu.com/post/2012/09/24/IL-MES-TRIPLICA-E-PASSA-A-2MILA-MILIARDI.aspx

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E chi pagherà la eventuale nuova quota italiana di 370 miliardi? Un quinto del debito pubblico....!
Qua siamo in mano a dei dementi che inventano cazzate.
E Spagna ,Grecia,Portogallo,Irlanda come pagheranno la loro quota che manco han gli occhi per piangere?
Senza contare che recentemente la Corte tedesca ha detto che la Germania non si muoverà dai 190 miliardi a suo tempo conferiti.
O ci stanno prendendo in giro o si sta preparando qualche altro trucco.
Domani aggiungeremo anche il video promesso,così da chiarire possibilmente con più dettagli la notizia.
Vogliono aumentare il fondo l'Esm? ebbene i soldi ce li metta la BCE,nonostante i trattati.
Tanto quando fa loro comodo se ne impippano.Stampi moneta e versi,noi abbiam già dato anche troppo a quel burattino di Monti e agli usurai di Bruxelles....
E non vediam l'ora di andarcene da questo baraccone di strozzini ....
C'è solo da sperare che sia un vaneggiamento di Schauble....

domenica 23 settembre 2012

SVENDITA ITALIA


Qui si spiega che cosa stanno combinando Monti e Passera.
Mentre la cupola mediatica, ben orchestrata, gestiva la grancassa dello scilinguagnolo teledipendente in questo finale estivo -facendoci credere che il destino dei popoli europei e delle nazioni mediterranee dipendesse da ciò che fa il mattino Gianroberto Casaleggio-  Mario Monti & co. mettevano a segno l’operazione di schiavismo annunciato, gestendo a meraviglia “la tempesta perfetta”, peraltro da loro annunciata con enfasi su tutta la stampa cartacea.
Bravi, non c’è che dire. Gli sta andando di lusso.

Talmente “perfetta” nella sua esecuzione  (questo era il vero e autentico senso del suo essere “perfetta”) da passare completamente sotto silenzio, non commentata, non dibattuta, non analizzata.
Per i detentori del potere, la “perfezione” consiste nell’omertà e nel silenzio acquiescente.
Loro devono essere liberi di poter operare a loro piacimento nell’ombra. Per loro i parlamenti, la Politica, le persone, sono un impaccio.

A fine luglio, avendo preparato molto bene i vassalli dell’informazione, avevano annunciato che il mese di agosto sarebbe stato un mese terribile, che la speculazione si sarebbe scatenata e che bisognava prepararsi all’impatto. Tutti con l’elmetto in testa.
C’era addirittura chi voleva esportare i capitali in attesa di clamorosi tonfi in borsa e uno spread a 650.
Avevano ragione quelli che annunciavano”la tempesta perfetta”.
E’ ciò che è puntualmente accaduto.
C’è stata.
Anzi, ci stiamo proprio dentro.
All’italiana, si intende, ovvero “a nostra insaputa”.
Approfittando della sonnolenza culturale e della complicità corrotta di chi deve informare, non hanno spiegato che la “cosiddetta speculazione” si muove da sempre – per definizione- su un binario, perché così funziona il mercato finanziario: rialzo e ribasso.
Per il mercato finanziario che i titoli siano positivi o siano negativi è del tutto irrilevante, ciò che conta è lo spostamento del capitale in anticipo.
Esempio pratico e banale: se io so che il 15 agosto la Tizio & associati varrà -6%, siccome io sono furbo, allora vendo le azioni il 30 luglio così evito un salasso; ma se un altro è più furbo di me e sa che la Tizio & associati il 15 agosto varrà -6% ma il 30 agosto varrà +12% perché il 16 agosto per evitare la bancarotta venderà il proprio pacchetto azionario al miliardario Vattelapesca che li riempirà di soldi, allora io sarò il primo a spingere al ribasso così le compro a un prezzo molto basso (e tutti avranno pena di me pensando che io mi sto rovinando e non so come va il mercato) e addirittura scommetto sopra che il 30 agosto varranno +12% e tutti arriveranno convinti che io sia un demente e accettano la scommessa puntandomi contro. Così il 31 agosto io mi ritrovo con azioni che ho sottopagato e incasso anche il premio delle scommesse vinte perché io sono stato più furbo dei furbi. Il mercato funziona così.

In Italia, invece, hanno fatto credere –per ovvi motivi- che il concetto di “speculazione finanziaria” viaggia su una linea retta singola piuttosto che su un binario parallelo. Questo Falso induce la gente a credere ciò che i telegiornali e il Sole24 ore & co. annunciano quando lo spread sale, le borse perdono, e le aziende denunciano insolvenza, e cioè: “la speculazione si sta accanendo approfittando della situazione di crisi e quindi le borse soffrono” ecc.,ecc. Questa argomentazione è falsa e fuorviante.
La verità che ogni novizio,assunto il giorno prima alla borsa di Milano,sa molto bene é che é del tutto irrilevante dove punti l’indice; non ha nessuna importanza se le aziende colano a picco o godono di ottima salute, perché in aperto regime iper-liberista finanziario non conta più il bilancio, la produzione, il consumo, la circolazione della moneta, bensì ciò che conta “è la capacità di saper operare con tempismo ed efficacia sul mercato, prevedendo lo spostamento delle curve finanziarie per riuscire ad intervenire preventivamente e quindi essere in grado di spostare ingenti quantità di capitale finanziario dal mercato al ribasso al mercato dove si sta per manifestare il rialzo”
(base dei principia economici della teoria della moneta di Milton Friedman sulla auto-regolamentazione dei mercati, basata sul principio che è la finanza ad avere il controllo di chi produce merci e non l’imprenditoria attiva, perché ciò che conta non è la produzione di ricchezza, indivuale e collettiva, bensì la produzione di “danaro puro” che consente al mercato la “possibilità di garantirsi accumulazione del capitale all’infinito grazie alla capacità di massimo impiego della libertà di investimento che consente al capitale finanziario di produrre capitale finanziario”).

Tradotto in parole chiare e nette: l’irruzione sul mercato della carta straccia, ovvero il virtuale che prende il posto del reale. Piuttosto che produrre lavatrici e correre il rischio di non venderle tutte perché io sono Pinco e invece Pallino le fa più belle e più economiche e quindi la concorrenza mi batterà, mi conviene investire i miei soldi, non nella produzione di lavatrici più belle e più economiche, ma in un fondo di investimento finanziario che gestisce il capitale di Pallino, così lo frego sul mercato perché anche se ha ordini di acquisto per tutte le sue lavatrici e le sue lavatrici sono le più belle e le più richieste al mondo, alla fine vinco io che neppure le produco perché siccome gestisco i suoi soldi dentro un modesto ufficio anonimo, posso –in qualunque momento io lo desideri- interrompere la catena negandogli l’accesso al flusso di cassa necessario a Pallino per produrre merci, distribuirle, pagare i salariati. Pallino ha 200 Tir pieni di lavatrici al parcheggio ma io banca non gli do i soldi per acquistare la benzina e trasportarli, quindi o Pallino mi paga l’interesse che io gli propongo oppure butta via le lavatrici.

Per far sì che questo meccanismo funzioni ho bisogno di “produrre e inventare crisi economiche cicliche”. Il punto centrale della teoria iper-liberista di Milton Friedman consiste proprio nella spiegazione di come si costruisce, si programma e si gestisce una crisi economica.
Come Mario Monti, ormai in chiaro delirio di onnipotenza, ha candidamente confessato di aver fatto, tre giorni fa.
Ma qual’era lo scopo della “tempesta perfetta”?

E adesso veniamo alle notizie.
Questa noiosa premessa era necessaria per comprendere che cosa sta accadendo nel nostro paese, e capire, quindi, anche, alcuni sommovimenti politici.

Grazie alla crisi economica, grazie al crollo del consumo, grazie all’aumento del debito pubblico, grazie all’eccessiva spesa pubblica volutamente non contenuta, il governo ha fatto credere (e qui c’è “l’invenzione della tempesta perfetta”) di essere talmente nei guai, talmente in crisi, e talmente rovinati, da chiedere, pretendere e ottenere (come straripante vittoria della volontà) dalla BCE e dall’Europa e dai cosiddetti mercati, una copertura finanziaria che consenta il superamento della crisi stessa. Ha fatto credere alla gente che la tempesta è stata evitata perché grazie alla BCE c’è qualcuno che impedirà la “speculazione al ribasso” e quindi ci sono i soldi.
E Monti e Passera annunciano che la luce è in fondo al tunnel.
E la borsa va su e i conti “magicamente” migliorano.
La cupola mediatica tira un sospiro di sollievo e definisce Monti e Draghi una coppia di maghi meravigliosi che ha evitato la “tempesta perfetta”.
E invece c’è stata, eccome.
La raccontano perfino sui giornali. Tanto la gente non si rende neppure conto di ciò che sta leggendo. L’inflazione bulimica dell’uso indiscriminato del termine “informazione” ha fatto dimenticare il fatto che, senza adeguata formazione, le informazioni sono inutili.

L’Italia industriale, oggi 14 settembre 2012 non è più l’Italia industriale del 14 giugno 2012.
Questa è la notizia in prima pagina nel mio quotidiano surrealista economico.

Ci stanno portando via la spina dorsale della nazione nel silenzio generalizzato.
La prima banca italiana non è più italiana.
Monti e Passera hanno gestito la ricapitalizzazione di Unicredit la scorsa primavera in modo tale da assicurare il pacchetto di maggioranza al fondo del Qatar, il quale si è alleato al Dubai, all’Arabia Saudita, all’Oman e al gruppo di Emirati Arabi del Golfo Persico e subito dopo si sono presi per qualche centinaio di milioni di euro Valentino  e la Marzotto (è l’inizio dell’addio del made in Italy nel settore tessile/moda/stile) e si sono impossessate di circa 50.000 aziende medio/piccole nel settore.
Dopodichè sono andate all’attacco delle telecomunicazioni riempiendo di soldi il gruppo decotto di Mediaset che sta svendendo tutte le proprie consociate al pool di arabi e infine (notizia del giorno) sotto gli occhi di tutti, hanno iniziato lo smantellamento dell’ENI.
I principali fondi di investimento arabi hanno dato inizio ad acquisizioni di pacchetti azionari di fondazioni bancarie italiane completamente decotte, le quali, essendo proprietarie delle banche, detteranno legge su che cosa bisogna produrre, ma soprattutto dove e a che prezzo: ovvero in Africa e in Asia Minore.
Non più in Europa. Ieri è stata formalizzata la vendita di un pacchetto azionario nell’ordine di 1,7 miliardi di euro a soggetti in teoria anonimi senza alcun commento da parte di chicchessia.
Il tutto gestito da J.P. Morgan di New York che risulta “ufficialmente” il mediatore e gestore dei nuovi pacchetti azionari.
Se tutto ciò fosse accaduto quando era vivo Enrico Mattei, a quest’ora ci sarebbero venti interrogazioni parlamentari con il coltello fra i denti.
Questi sono i risultati della “tempesta perfetta” pienamente riuscita.
Una gigantesca operazione di speculazione al rialzo che comporta una immissione di capitale finanziario all’interno del sistema Italia che NON VA AFFATTO ad inserirsi all’interno del mercato produttivo industriale che potrebbe quindi creare lavoro, occupazione e ripresa del paese, bensì lo de-industrializza, lo de-localizza, lo annienta.
Con l’ottima scusa che, così facendo, si finisce per rispettare il pareggio di bilancio perché si eviterà un aumento dell’Iva. In termini economici secchi, ciò vuol dire che i conti “nudi e crudi” miglioreranno, ma aumenterà la disoccupazione; altre aziende chiuderanno senza che vi sia nessun impatto né sulla borsa nè sui mercati finanziari (e quindi zero notizie da dare) perché seguiteranno a salire in borsa i titoli di banche, finanziarie e aziende che valgono sempre di meno in termini reali, ma sempre di più in termini virtuali, spostando l’Italia dal suo baricentro geo-politico e spingendola, inevitabilmente, nella periferia delle nazioni che contano. L’amministratore dell’Eni, Paolo Scarano, annuncia di aver già dato avvio alle dismissioni nell’azienda Snam progetti (cavallo di battaglia strategico dell’autonomia energetica nazionale, del proprio investimento in innovazione tecnologica, ricerca, sviluppo, per renderci sempre più autonomi): un’altra fetta dell’Azienda Italia che se ne va.
Tra un po’ toccherà a Telecom,  il 40% dell’industria tessile e del mobile marchigiano sta passando sotto il controllo di capitali stranieri, la cui conduzione è sempre gestita da J.P.Morgan e sono già pronti i piani strategici creati da architetti e ingegneri per andare a costruire gigantesche aziende produttrici di cucine, lavatrici, mobili, nello sterminato deserto arabo-saudita. Al posto di operai salariati garantiti –come in Italia- ci saranno gli schiavi sicuri in Asia Minore. Hanno bisogno di avere, proprio là, grandi aziende che producano acciao e alluminio, in modo tale da abbattere i costi di trasporto. E’ ciò che stanno facendo.

Sergio Di Cori Modiglianihttp://terrarealtime.blogspot.it/2012/09/nella-piu-totale-indifferenza-si-stanno.html

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OUTLET ITALIA

A ciò si aggiunga la vicenda Fiat Auto,la cui partita ormai si gioca fuori dall'Italia.
In questi giorni stiamo assistendo ad un bel  teatrino di parole e promesse...forse arriverà un temporaneo contentino (magari dietro un po' di grana pubblica),ma il Gruppo ha già deciso strategicamente di lasciare l'Italia ....la nuova 500 la fanno in Serbia ,i nuovi investimenti in Usa e America Latina...

Insomma,Il gioco è molto semplice: si fa indebitare lo stato, concedendo prestiti che si sa non può permettersi di onorare, dopodiché si chiede ai cittadini di pagare con l’introduzione di nuove tasse o aumentando l’età pensionabile (vedi riforma Fornero); poi quando il paese è alla disperazione ed altre tasse sono impensabili si svende il patrimonio immobiliare e poi, alla fine, si svendono le aziende di stato (quelle produttive, si intende, in particolare Eni e Enel e non è un caso che entrambi gli amministratori delegati abbiano partecipato al meeting del gruppo Bildeberg). Monti fa il loro gioco: svende. D’altronde è stato nominato per questo. Non deve rispondere agli elettori che mai si sono pronunciati, ma alle banche.

Ricordiamo pure la Ducati alla tedesca Audi,Parmalat acquisita dalla francese Lactalis,Il leader nelle conserve di pomodoro,Ar industrie alimentari da Miysubishi,Bulgari da Lvmh.....e l'interesse Volkswagen per Alfa Romeo.

Se poi aggiungiamo quelle che se ne scappano dall'Italia,c'è da domandarsi se finiremo solo a produrre pizze e piadine.
Oggi 1100 imprese del nostro paese hanno investito 26 miliardi solo in Austria facendo dell'Italia la seconda presenza dopo la Germania...senza contare delocalizzazioni e investimenti in svariate parti del mondo.
Mentre qui l disoccupazione é al 10%.
I motivi sono certo molti (costo del lavoro,burocrazia...),ma uno Stato non può permettersi di depauperare un patrimonio produttivo così importante,deve intervenire comunque con opportune misure per porre fine a questa emorragia.
Restando in Europa e con un Monti alla guida non succederà mai...

Un piccolo campione:

DAINESE: due stabilimenti in Tunisia, circa 500 addetti; produzione quasi del tutto cessata in Italia, tranne qualche centinaio di capi.
GEOX: stabilimenti in Brasile, Cina e Vietnam; su circa 30. 000 lavoratori solo 2. 000 sono italiani.
BIALETTI: fabbrica in Cina; rimane il marchio dell’ “omino”, ma i lavoratori di Omegna perdono il lavoro.
OMSA: stabilimento in Serbia; cassa integrazione per 320 lavoratrici italiane.
ROSSIGNOL: stabilimento in Romania, dove insiste la gran parte della produzione; 108 esuberi a Montebelluna.
DUCATI ENERGIA: stabilimenti in India e Croazia.
BENETTON: stabilimenti in Croazia.
CALZEDONIA: stabilimenti in Bulgaria.
STEFANEL: stabilimenti in Croazia..

Questi processi di delocalizzazione e vendita del nostro patrimonio produttivo finiranno per renderci sempre più poveri e marginalizzati.....e pensare che eravamo la sesta potenza industriale mondiale..!..

(george)

sabato 15 settembre 2012

QUELLO CHE NON TI DICONO....


La barzelletta del tedesco virtuoso e dell’italiano merda

(info sul mercato primario e secondario dei titoli,spesso citati sui giornali,ma mai che ti spieghino come funzionano....)

Quando uno Stato decide di finanziarsi, uno dei metodi che ha è quello di indebitarsi emettendo titoli di stato, quelli che per noi sono BOT, BTP e quant’altro. Così il ministero delle finanze stabilisce che il tal giorno verranno messi all’asta titoli di stato per un certo ammontare; all’asta si presentano gli investitori che acquistano i titoli pagando il prezzo corrispondente allo Stato.
Contemporaneamente viene fissato il tasso di interesse di questi titoli, quello che sarà poi il guadagno degli investitori.
Tralasciando i dettagli tecnici, che sono piuttosto complicati, si applica la legge della domanda e dell’offerta: più la richiesta dei titoli è alta più il tasso di interesse è basso; se viceversa la richiesta è bassa, lo Stato dovrà alzare gli interessi per rendere appetibili i titoli.

Questo è il mercato primario, quello cioè attraverso cui lo stato vende il suo debito agli investitori.
In tutto questo c’è da sottolineare un particolare importante: le banche centrali non possono partecipare a queste aste. I trattati europei proibiscono esplicitamente alla BCE e alle banche centrali dei paesi la partecipazione al mercato primario.
Giusto o sbagliato che sia questa è la regola.

Chiusa l’asta, lo Stato ha incassato i soldi che voleva (se ha venduto tutti i titoli che aveva previsto) e si è impegnato a restituirli a scadenza, maggiorati di un interesse. Gli investitori invece hanno in portafoglio dei titoli di stato che ora possono commerciare come vogliono; e dalle compravendite che si fanno da questo momento in poi dipende il valore del titolo, sempre secondo la legge della domanda e dell’offerta.
Questo è il mercato secondario, in cui i titoli vengono scambiati liberamente fino al momento della loro scadenza. Qui i guadagni (o le perdite) si fanno sulla quotazione del titolo e non sul tasso di interesse, che è stato fissato al momento della collocazione iniziale.
Particolare importante: nel mercato secondario può partecipare chiunque, anche le banche centrali.

Ora torniamo ai tedeschi. Quegli strani esseri alti, biondi, tutti d’un pezzo, che rispettano le regole e si incazzano quando qualcuno tenta di piegarle a proprio favore. Loro non vogliono che la BCE compri il debito italiano (e degli altri PIIGS) e ogni giorno ci ricordano i vincoli imposti dai trattati europei. Loro sono virtuosi, le regole le rispettano e vogliono che le rispettino anche gli altri. Come dargli torto?
Peccato che andando un po’ in profondità emerga una realtà un po’ diversa da quella che vogliono darci a bere

Come funziona il collocamento del debito tedesco? Teoricamente con le stesse regole descritte sopra. Con una variante.....

Nell’asta del mercato primario, una parte dei titoli offerti non viene venduta agli investitori, ma viene trattenuta dalla banca centrale, la Bundesbank.
Ma non si può, la partecipazione delle banche centrali al mercato primario è vietata dai trattati europei.
Certo, ma la Bundesbank mica li compra i titoli, li “tiene in custodia”; infatti non li paga, non versa la cifra corrispondente al ministero. E cosa ci fa di questi titoli?
 Li usa per operazioni sul mercato secondario, cioè li vende, per conto del governo, a distanza di qualche giorno o settimana, a seconda di come va il mercato.
In un certo senso si limita a spostare nel tempo la loro collocazione per cui, secondo loro, non c’è alcuna violazione dei trattati.

Tralasciando i tecnicismi questo comportamento ha alcune conseguenze piuttosto importanti.
Togliendo dal mercato primario una quota di titoli, pari anche al 30-40% del totale, si abbassa l’offerta e di conseguenza si tiene basso il tasso di interesse, senza rischiare che i titoli rimangano invenduti. Fatto che, come ulteriore conseguenza, rende molto meno significativi gli spread e tutte le menate che si fanno intorno ad essi.
Inoltre, collocando una quota così consistente di titoli direttamente sul mercato secondario, il confine tra questo e il mercato primario diventa estremamente labile, consentendo di decidere con una discreta libertà come e dove piazzare i propri titoli; in questo modo la distinzione perde di significato, e i vincoli stabiliti dai trattati diventano parole al vento.
Infine c’è un aspetto quasi perverso che ricorda certi giochi di prestigio di truffatori più nostrani.
La Bundesbank, che non può comprare sul mercato primario, prende i titoli in custodia al momento dell’asta; dopo una settimana li colloca sul mercato secondario e versa l’incasso corrispondente al ministero.
Ma a chi li vende?
Al mercato secondario può partecipare chiunque, anche la banca centrale, per cui può comprarli (e lo fa!) la stessa Bundesbank. Così prima li prende in custodia poi li compra da sé stessa per aggirare i vincoli europei. 
Che differenza c’è tra questo e l’acquisto diretto al momento dell’asta dei titoli? Praticamente nessuna, solo qualche giorno di ritardo.
In questo articolo di Manfredi De Leo (1) dimostra che  questa pratica è utilizzata tuttora e in modo sistematico.
La loro presunta e sbandierata virtù si riduce quindi ad imporre agli altri quelle regole che loro non rispettano.
A questo punto, guardando in casa nostra, qualche domanda è il caso di farsela.

- Perché i nostri politici insistono tanto con la storia dei tedeschi virtuosi e rispettosi delle regole quando sanno benissimo che è tutta una bufala?
- Perché i nostri politici non applicano gli stessi metodi dei tedeschi, dando così un po’ di respiro al nostro debito pubblico?
- Perché gli organi di stampa non ci raccontano queste cose invece di ripetere il solito mantra dell’italiano pezzente e imbroglione?
- Perché c’è così tanta attenzione allo spread quando è evidente che si tratta di un valore poco significativo?

Ovviamente sono tutte domande retoriche, e a noi non rimane che continuare a cercare faticosamente le informazioni per capire come stanno davvero le cose. Le bugie, si dice, hanno le gambe corte; ma il mondo di oggi è talmente pieno di bugie che ogni più piccolo pezzo di verità rappresenta un mattone fondamentale di quella rivoluzione che dobbiamo a tutti i costi realizzare.

http://www.mentecritica.net/la-barzelletta-del-tedesco-virtuoso-e-dellitaliano-merda/informazione/oltre-il-confine/ilbuonpeppe/29610/


(1)- dettagli tecnici in:
http://www.economiaepolitica.it/index.php/primo-piano/leccezione-tedesca-nel-collocamento-dei-titoli-di-stato/
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Quanto alle domande: 
- sei sicuro che i nostri politici sappiano sta cosa? A parte i soliti venduti,ho molti dubbi...
- perchè i nostri politici sono solo camerieri,poco interessa loro degli italiani,se non fregarli col voto
- perché la stampagli nazionale per la maggior parte é composta da una manica di pezzenti prezzolati,oltre che ignoranti...cosa che hanno spesso dimostrato
- perchè lo spread serve agli strozzini per i loro affari

Per il resto,ancora una volta si dimostra come questo castello di carta europeo sia truccato e ben congegnato per affamare gli Stati a favore dei padroni del vapore,tra i quali,come valvassori dotati di un certo potere ci sono i tedeschi,i quali possono infischiarsene delle regole,possono vietare o non vietare cose importanti per tutti con la loro Corte e il loro Parlamento.

venerdì 14 settembre 2012

IL TEMPIO DEI MERCANTI

Carni bovine, l'Europarlamento boccia le etichette
Approvato per pochi voti l'emendamento che cancella le indicazioni facoltative. 

Il voto di otto parlamentari italiani è stato decisivo nel cancellare le indicazioni facoltative dalle etichette della carne bovina
Appena otto voti. Tanti ne sarebbero bastati per evitare che il Parlamento europeo dicesse no all'etichettatura della carne bovina.
Restano le indicazioni obbligatorie, quelle decise nel 2000 dopo l'allarme Bse, che prevedono l'indicazione del paese di origine. Ma potrebbero scomparire le altre, quelle facoltative, come la razza, il nome dell'allevatore, l'alimentazione e altre ancora.
Tutte quelle, insomma, che fanno la differenza fra un prodotto standard e uno di qualità.
I parlamentari che si sono espressi per l'abolizione dell'etichettatura sono stati 333, quelli che l'avrebbero voluta mantenere 325. Uno scarto, appunto, di otto voti, come otto sono i parlamentari italiani che si sono espressi contro l'etichettatura.
“Hanno vinto le lobby della bistecca anonima”, questo il commento che è passato di bocca in bocca fra gli altri parlamentari e fra gli “addetti ai lavori”. Qualche speranza di salvare le etichette c'è ancora. Il Parlamento europeo, infatti, ha rinviato al Consiglio l'approvazione delle norme sull'identificazione dei bovini, che ora contiene l'emendamento “ammazza-etichette”. Ma sono in molti a scommettere che i giochi siano ormai conclusi. Vedremo.

Un coro di critiche

Che sia difficile ribaltare la decisione del Parlamento europeo ne è convinto Fabiano Barbisan, presidente di Unicarve e di Italia Zootecnica. “Le multinazionali dell'anonimato - ha detto Barbisan - hanno segnato un punto pesante a loro favore e solo un miracolo potrà riportare in vita un una norma che ha sempre costituito un ostacolo ai venditori di fumo.”
Un coro unanime di critiche alla decisione del Parlamento europeo si è alzato da quasi tutte le rappresentanze degli agricoltori e da molti esponenti della politica.

Rinviato il chip elettronico

Se la posizione del Parlamento europeo sarà convalidata dal voto del Consiglio, le etichette manterranno solo le indicazioni obbligatorie, come il nome dello Stato di nascita, quello di ingrasso e quello ove è avvenuta la macellazione, insieme ad alcuni codici il cui significato è trasparente solo per gli addetti ai lavori. E slitta in avanti l'obbligo di utilizzare i sistemi di identificazione elettronica degli animali. Bisognerà aspettare altri cinque anni, per dare tempo ai paesi meno avanzati di adeguarsi alle nuove regole, Questa almeno la motivazione adottata dai parlamentari a giustificazione del rinvio.
Meno chiaro il rifiuto alle etichette. Salvo dar ragione a chi punta il dito contro le lobby.

(Angelo Gamberini)

http://agronotizie.imagelinenetwork.com/zootecnia/2012/09/13/carni-bovine-l-europarlamento-boccia-le-etichette/16324

http://agricolturaonweb.imagelinenetwork.com/zoosystem/2012/09/12/etichette-carni-bovine-abolite-trasparenza-penalizzata/17058
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La cancellazione dell’etichettatura facoltativa delle carni bovine è una sconfitta per i consumatori europei che vogliono sapere cosa mettono nel piatto e per gli allevatori, prima di tutto italiani, che lavorano sulla qualità e l’eccellenza. Questa la decisione dell’Europarlamento che ha bocciato per otto voti l’emendamento che prevedeva il mantenimento della misura.

Creata negli anni Duemila in corrispondenza con lo scoppio dell’epidemia di “mucca pazza” il sistema dell’etichettatura facoltativa, fondato e gestito dai produttori, è diventato essenziale in questi anni per garantire al 100 per cento le scelte dei consumatori,informandoli correttamente non solo sull’origine della carne, ma fornendo loro altre informazioni utili per un acquisto consapevole e trasparente: la razza e l’età del bovino, il mangime utilizzato, tutte le fasi della filiera dall’allevamento al macello al punto vendita.
Anche per i nostri allevatori è sempre stato uno strumento in più per qualificare la produzione bovina “made in Italy” mentre adesso la Ue compie un grave passo indietro, premiando chi preferisce poche e anonime informazioni.
Con il cambiamento delle norme sul sistema di etichettatura facoltativa della carne bovina viene di fatto impedito di indicare la dicitura no ogm a causa degli elevati costi che saranno ora a carico del singolo allevatore che ha scelto di alimentare il proprio bestiame con mangimi non contaminati da biotech.
Bisogna evitare che la modifica delle disposizioni sulle indicazioni facoltative in etichetta impedisca di valorizzare il lavoro di quanti si sono impegnati per la trasparenza e la qualità della carne.
L’Italia è all’avanguardia nell’etichettatura facoltativa della carne in cui molti operatori hanno investito con successo, al fine di fornire informazioni utili quali la razza e il sesso dell’animale, l’alimentazione usata e l’età del bovino verso le quali i consumatori mostrano interesse ai fini di un acquisto consapevole e trasparente.
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Il Parlamento Europeo dei parassiti,degli agenti delle multinazionali e delle lobbies,ieri ci ha dato un'altra dimostrazione della demenza affaristica che lo anima.
Viva la contraffazione e le mazzette che queste scellerate zecche dei popoli hanno incassato !
La carne doc sarà indistinguibile da quella di provenienza dubbia e senza alcuna garanzia.
Voti,333 favorevoli,325 contrari.
Vi segnalo,tra i nostri,gli otto pidocchi che han votato a favore: 

Antoniozzi,Baldassarre,Bonsignore,Iacolino,Mazzoni,Patricello (PDL) - Dorfmann (Volkspartei) e Carlo Casini (UDC). 

Ricordate questi venduti e poi magari....votate....votate ancora per questa parodia di inutile Parlamento pieno di vergognosi affaristi al soldo di truffatori d'ogni specie.
Possano saltare in aria su una bomba i mercanti e il loro tempio ....!


lunedì 10 settembre 2012

LA TRAPPOLA BCE

E se l'annuncio di Draghi avesse più a che fare con le elezioni americane che con la sorte dell'euro? Apparenze e realtà di uno strano passaggio settembrino.
Troppe cose non tornano.Dunque bisogna cercare la spiegazione.

Partiamo dalla storia degli «acquisti illimitati», ma di là da venire, annunciati da Draghi. A leggere i giornali sembra quasi che i forzieri della Bce vadano già riempiendosi di titoli dei Piigs. In realtà, se mai vi saranno, gli acquisti partiranno solo dopo l'accettazione di pesanti condizioni da parte degli stati richiedenti aiuto.
Scusate, ma non era questo il meccanismo anti-spread già previsto dal famoso vertice di fine giugno che avrebbe dovuto realizzarsi attraverso il fondo ESM (Meccanismo europeo di stabilità)?
Perché ri-annunciare ora una cosa già decisa, salvo il parere negativo della Corte costituzionale tedesca, atteso per mercoledì prossimo? Tra l'altro, la Bce potrà intervenire solo sul mercato secondario, dunque in maniera meno efficace di quanto previsto per il fondo ESM che, in teoria, dovrebbe poter operare anche in asta.
Draghi ha voluto giocare d'anticipo, aggirando così le resistenze tedesche? Può essere, ma in ogni caso - al di là dell'«effetto annuncio» - quali sarebbero le novità'? Forse ci sbaglieremo, ma non ci sembra di scorgerne alcuna. Più che bond sembrano intenzionati a «comprare tempo», che è poi quello che fanno dall'inizio della crisi dell'eurozona.
Si fa molta retorica sul concetto di «illimitatezza». Se non vi sono limiti, non vi saranno problemi, pensa la sottocasta giornalistica al servizio di lorsignori. Peccato che non vi sarà illimitatezza alcuna.
Essa potrebbe esservi - evidentemente sempre in termini relativi (scusate la contraddizione, ma è così) - solo se venisse fatta la scelta di abbattere il debito monetizzandolo, cioè con l'emissione di nuova moneta.
Non è questa la scelta della Bce, e non avrebbe potuto essere diversamente in base al proprio statuto ed ai trattati europei in vigore.
Draghi ha infatti precisato che gli (eventuali) incrementi di liquidità prodotti dal piano Omt - Outright monetary transactions (Operazioni monetarie dirette), verranno sterilizzati con l'utilizzo dei fondi parcheggiati settimanalmente dalle banche presso la Bce. Poiché questi fondi non possono certo essere illimitati, la leggenda della illimitatezza potrebbe finire anche qui.

Apriamo ora una parentesi: ma che forse i precedenti acquisti di titoli (soprattutto italiani e spagnoli), messa in atto a partire dall'agosto 2011 (programma Smp), avevano formalmente dei limiti? Ovviamente no.
Nessun banchiere centrale potrebbe mai annunciare pubblicamente (che poi magari lo faccia privatamente con qualche banca amica è un altro discorso) limiti di questo tipo, men che mai sulle quantità che intende acquistare o sull'obbiettivo che si intende raggiungere sui tassi.
Ed infatti i dati sul Securities markets programme - Smp li abbiamo conosciuti solo a programma concluso.
L'unica vera novità, semmai, è che i limiti del nuovo Omt sono assai più stringenti di quelli del vecchio Smp. Con l'Smp la Bce poteva teoricamente effettuare acquisti di titoli di ogni tipo e di ogni paese; con l'Omt potrà farlo solo per titoli con vita residua fino a tre anni e - soprattutto - solo ed esclusivamente per paesi che richiedendo aiuto si sottopongano, sottoscrivendolo (vedi la Grecia), ad un Memorandum of understanding. 
Si può magari obiettare che l'Smp aveva un carattere eccezionale, mentre l'Omt - una volta avviato - dovrebbe durare per tutto il periodo necessario. Vero, ma con gravissime conseguenze, visto che il paese «aiutato» finirebbe di fatto in una sorta di black list finanziaria, dalla quale sarebbe ben difficile uscire.

Il piano della Bce prevede in effetti due livelli diversi di «aiuto»: il primo, per i paesi che hanno già perso sostanzialmente l'accesso ai mercati finanziari (vedi i casi di Grecia, Irlanda e Portogallo); il secondo per i paesi che pur non avendo ancora perso tale accesso, abbisognano di interventi tesi a prevenire questa eventualità. Per i primi si prevede la sottoscrizione di un «programma di aggiustamento macroeconomico», mentre per i secondi si dice che gli «aiuti» possono essere concessi in base ad una non meglio precisata «stretta condizionalità».
Il tutto comunque sotto il sinistro controllo della trojka Bce-Ue-Fmi. 

Ora, siccome Grecia, Irlanda e Portogallo hanno già sottoscritto il loro «piano di aggiustamento», è evidente che qui si sta parlando di Spagna ed Italia. Paesi che, si lascia intendere, potrebbero rientrare nel secondo caso di cui sopra, ma comunque chiamati a chiedere formalmente aiuto.
Il problema è che la richiesta di aiuto assomiglia molto ad una dichiarazione di fallimento, con tutte le conseguenze prevedibili sui mercati finanziari.

Ecco allora il paradosso di queste ore: da un lato i governi di Italia e Spagna festeggiano per le dichiarazioni di Draghi, dall'altro smentiscono (specie l'Italia) di avere - almeno per ora, in futuro si vedrà - la ben che minima intenzione di ricorrere all'aiuto della Bce.
Insomma, lo scudo dell'eurotower sarebbe così forte da salvare l'euro da renderlo «irreversibile» (bum!), e tuttavia nessuno vuole ricorrervi per non trovarsi con il marchio di «stato fallito».
Ma se nessuno lo utilizzerà, l'Omt altro non sarà che l'ennesimo «acquisto di tempo» di cui è disseminata la strada della fine dell'euro, un rottame da accatastare insieme al Smp ed al Ltro (il programma di finanziamento delle banche).

Vedremo, ma la sensazione è che la forza dell'annuncio di Draghi stia in realtà solo nell'annuncio. Se è così la verità non tarderà a venire a galla e gli spread riprenderanno allegramente il loro corso. Tuttavia, ogni cosa ha un senso, e non possiamo pensare che la mossa della Bce non ce l'abbia. Vediamo allora di capire chi potrebbe aver mosso i signori di Francoforte.
Draghi ha fatto il suo annuncio il 6 settembre, cioè esattamente due mesi prima delle elezioni americane. Per una serie di motivi, che non stiamo qui a ricapitolare, gli Usa sono interessati alla tenuta dell'euro più degli stessi paesi dell'eurozona, un paradosso solo apparente che dovrebbe far riflettere. Di certo a Washington non gradiscono un'acutizzazione della crisi finanziaria, da rimandare almeno a dopo le elezioni presidenziali, per garantire un nuovo successo ad Obama che dei potentati finanziari è grande amico.
C'è un particolare che non è stato sottolineato a sufficienza: l'apparente umiliazione di una Germania divisa. Tutti hanno visto il voto isolato del presidente della Bundesbank, Jens Weidmann, così come le ambiguità della Merkel, che ha usato una lingua in patria ed un'altra fuori. Ma la cosa ancor più significativa è stata la derisione di Draghi: «C'è stata una sola voce dissenziente, lascio a voi indovinare quale», al quale ha fatto da spalla un Monti che ha detto che «il parlamento italiano ribolle di sentimenti negativi nei confronti della Germania».
Quando mai questi tecnocrati hanno usato un simile linguaggio nei confronti della Germania? E se oggi lo fanno, la ragione può essere una sola: la certezza di essere spalleggiati da qualcuno di più forte, non solo le grandi oligarchie finanziarie, ma anche il massimo potere politico del pianeta che risiede alla Casa Bianca.
La pesante discesa in campo di Obama spiega sia gli ondeggiamenti del governo di Berlino, sia l'atteggiamento degli altri banchieri filo-tedeschi (Olanda, Finlandia, Austria, eccetera) che siedono nel consiglio della Bce. Costoro hanno detto sì, in parte perché consapevoli dei vincoli tremendi che verranno imposti agli eventuali candidati agli «aiuti», in parte perché non se la sono sentita di dire no alla richiesta d'oltreoceano.
In ogni modo, contrariamente a quel che si vuol far credere, il peggio è davanti a noi. Se lo «scudo» resterà inutilizzato i signori dell'euro guadagneranno al massimo un paio di mesi. Se qualche paese votato al martirio deciderà invece di ricorrervi saranno ancora lacrime e sangue. 

In questo senso vale quanto scritto da Sergio Cesaratto (http://politicaeconomiablog.blogspot.it/2012/09/un-articolo-su-il-manifesto.html) :
«Delle tre fonti di crisi, quella consistente dello stesso euro, quella dovuta al mancato intervento della BCE per due lunghi anni, e quella dell’austerity, la mossa di Draghi attenua la seconda, ma al prezzo di alimentare la terza, e senza far nulla nei confronti della prima. La mossa di Draghi va interpretata come frutto della paura che l’incendio si portasse via il presupposto medesimo del discorso, cioè l’euro, e che dunque i popoli dei paesi periferici potessero dire basta a questa lenta agonia. 
Si tiene dunque in vita il paziente, ma solo quel tanto perché dosi rafforzate dell’altra cura, l’austerità, facciano effetto nell’annichilirne ogni volontà di reazione».

Anche se tutto il blocco dominante si sforza di illudere sulla famosa «luce in fondo al tunnel», la realtà è quella di una recessione senza sbocchi, con tutto il corollario fatto di disoccupazione, precarietà, povertà e sfruttamento crescente. E l'euro è il gendarme di questo supplizio del popolo lavoratore. Ecco perché i «draghi» della finanza lo vogliono tenere in piedi a tutti i costi. Così vuole l'intera classe dominante, ed anche il padrone di Washington.

Qualcuno ha scritto che «l'euro è il Reagan d'Europa». Più si comincerà a prendere coscienza di questo fatto, più si avvicinerà il momento della riscossa.

(Leonardo Mazzei)

Fonte: www.antimperialista.it
Link: http://www.antimperialista.it/index.php?option=com_content&view=article&id=2178:piu-che-bond-lcomprano-tempor&catid=171:unione-europea

anche

- LA TRAPPOLA DI DRAGHI- http://www.frontediliberazionedaibanchieri.it/article-la-trappola-di-draghi-spiegata-di-paolo-barnard-109864249.html

http://francescosalistrari.blogspot.it/2012/09/007-operazione-draghi.html
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Draghi ci indica soltanto la via greca...chi vuole la grana si beve la troika e i suoi piani delinquenziali.
Il criminale Monti chiederà probabilmente gli aiuti entro fine anno, al massimo vicino alle elezioni 2013,se la speculazione lo permetterà. 
Non lascerà che a farlo sia il prossimo governo.
Per il semplice motivo che così facendo vincolerà l'azione del prossimo governo ai memorandum , mettendosi al riparo da qualsiasi rischio (anche se quasi inesistente) che una volontà politica alternativa (da ridere!) vinca alle urne. 
Il Governo futuro dunque avrà completamente le mani legate e un margine di manovra sostanzialmente inesistente.
Tesi confermata dalle ultime dichiarazioni del pulcinella del colle che incaricherà il prossimo presidente del consiglio,lo stesso Monti o simile.
"Continuità" col precedente governo,afferma.

L'operazione Draghi ,trionfalmente accolta dai soliti pennivendoli di regime,ha poi questo rischio: 

se fossi uno speculatore spingerei i paesi bisognosi a ricorrere agli aiuti, e quindi godere dei benefici derivanti dall'intervento della BCE che riacquisterebbe i titoli di stato facendone aumentare i prezzi e accollandosi il rischio sovrano.

Potrei anche speculare (molto probabile) sulla vendita dei titoli a lunga scadenza,che non potrebbe essere domata dalla BCE poichè, per ammissione dello stesso Draghi, costituirebbe un aiuto monetario agli stati vietato dai trattati (anche se resta da capire il motivo per il quale l'acquisto di titoli fino a 3 anni non rientri nella definizione di aiuti monetari), né dal fondo salva stati-ESM, stando le limitate risorse a disposizione versate (anche dai paesi bisognosi, Italia compresa)..
L'ipotesi dell'articolista circa la mossa Draghi connessa alle elezioni Usa non é da scartare

Nota

* Sterilizzare i titoli che Draghi comprerà significa che invece di pagarli con liquidità, li paga con titoli della BCE. Invece di dare soldi danno titoli, così i soldi di chi vende sono bloccati lì e non circolano creando inflazione, cioè sono ‘sterilizzati’.(Barnard).
Il termine sterilizzazione tecnicamente significa che la Bce vuole evitare che gli acquisti di bond abbiano un effetto inflazionistico e cioè abbiano un impatto sulla massa monetaria. Per evitare l'eccesso di liquidita' l'Eurotower, come fa gia' nelle sue aste settimanali, dovra' abbinare agli acquisti delle operazioni equivalenti di drenaggio (quali?) e dunque di riduzione della massa monetaria.

IL CRIMINALE GETTA LA MASCHERA

Non ci sono più dubbi,il burattino non eletto,il bufalaro principe,il fallimento tecnico vivente,l'affossatore dell'Italia e sicario degli usurai suoi amici,ormai mostra il vero volto della dittatura imposta da questi delinquenti di Bruxelles a tutti i popoli europei.
Non riuscendo a far tacere le voci di chi si oppone a questo scempio della democrazia e del vivere comune,questo piccolo criminale invoca la repressione di ogni dissenso.

Ha infatti chiesto al presidente europeo Van Rompuy (altro sicario del Bilderberg) di convocare a Roma una riunione dei capi di stato e di governo europei per combattere fenomeni "che possono portare alla disintegrazione dell'Unione Europea ",per contrastare "l'emergere di crescenti e pericolosi fenomeni di rigetto nelle opinioni pubbliche dei vari Paesi ,con tendenze all'antagonismo e populismi che mirano alla disgregazione”

Pensate un po' a chi sta veramente disgregando la nazione e i popoli d'Europa!
Altro che populismi..!
I rottamatori sono la premiata banda bassotti BCE-ESM-FMI ( vedrete presto in che consisterà l'ultima trovata di Draghi...) e i loro killers,tipo questo indegno italiano che ci governa e a cui sarebbe opportuno togliere la cittadinanza.

Già ieri,a Cernobbio, i suoi amici banchieri sostenevano che questo delinquente dovesse comunque governare a dispetto di ogni risultato elettorale.
Oltre alla dittatura economica ora si passa a quella politica e poliziesca,nell'indifferenza totale di una vergognosa classe politica ,del manutengolo del colle e di tutta quella fuffa di intellettuali e pennivendoli parolai e parassiti che non trovano nulla da obiettare a queste delinquenziali dichiarazioni.
Un capo di governo che fa questo tipo di dichiarazioni,in una vera democrazia dovrebbe esser messo agli arresti e gettato in galera.
Chissà che ne pensa il fulgido guardiano della Costituzione,che pare recitare in altro modo dalle parole questo poco sobrio farabutto?
Già...il dormiente del colle che pare più il custode del cimitero della Costituzione,per quanti capitoli ne vengono stracciati.
Nonostante questa cricca di tiranni (che non si chiedono certo il perchè della rabbia dei popoli) e i loro miseri sciacquini,nonostante Eurogendfor,Euromarfor e l'Eufor,nonostante tutto...la libertà non morirà,non può morire in nome del mercato,di un'europa di biscazzieri... e se necessario deve essere difesa con le armi,città per città,quartiere per quartiere,casa per casa....se i popoli prendono coscienza,é l'unica lotta che serve contro la dittatura,come sempre é avvenuto nella Storia.
Solo questo ormai ci resta...per non vivere e morire da schiavi.

sabato 8 settembre 2012

MONTI, CAMBIA SPACCIATORE!!!!


Viviamo in tempi di realtà virtuale,che tradotto in linguaggio accademico significa il tempo delle bufale.
La realtà effettiva é confinata nel pettegolezzo,nel gossip o dimenticata in cantina.
E così dopo la sceneggiata burlesque a Berlino (http://www.stavrogin2.com/2012/09/fantozzi-berlino.html ) e la riunione a Roma dei barboncini da salotto della Grosse Frau tedesca,Mariobufala e Holland Holland,il nostro che é di taglia piccola e in preda allo sconforto dei suoi fallimenti,ora si rivolge  alla meditazione,al corpo astrale,all'estasi mistica,all'esperienza della "visione", favorita da un paio di canne prima di ogni dichiarazione.
"La ripresa non la si vede dai numeri,ma vi invito a constatare che la ripresa,se riflettiamo un po',é dentro di noi".
Un uscita da far invidia a Meister Eckhart,a Ildegarda di Bingen,a  Krishnamurti....ma che dico...! al mago Otelma, e da cui si evince un chiaro uso di cannabis.

Un cammino interiore alla ricerca della ripresa perduta,sembra il titolo di un film di Indiana Jones.
A che servono,numeri,indici,grafici,teorie,leggi economiche .....tutta paccottiglia!
Che insegnano a fare queste fesserie nelle università?
Servono corsi di animismo finanziario,sciamanesimo bancario,paranormale economico!
Meglio ancora affidarsi alla polverina di Sai Baba.Spargetene un po' sui disoccupati e vedrete...come si riprenderanno....come  cresceranno!
Quindi sedetevi davanti ad un mandala  e cominciate con gli ohmmm,anzi meglio...incrociate le gambe sotto l'albero dell'illuminazione (insomma,anche un lampione sotto casa va bene..) e cercate la ripresa dentro di voi...poi fra una decina d'anni ripasso....
Qualcuno ha anche provato a cercarla dentro di sè davanti alla busta paga,l'unica ripresa trovata é stata quella della miseria.
Fa niente,continuate...e avrete anche voi le visioni del guru,tipo questa:.

 "Le mie liberalizzazioni porteranno ad una crescita del Pil quasi dell'11%".
....vero è che qui già stavamo alla terza canna.....

E' la via che ci indica ormai il nostro grande giullare del vuoto cosmico.Liberiamoci dalla forza oscura dentro di noi che ci impedisce  di vedere i suoi miracoli,di capire le sue profezie.
Naturalmente, prima di ogni full immersion negli abissi dell'anima, non dimenticate la dose di pakistano nero...vi aiuterà a credere alle sue allucinazioni da coma mistico:.
“Vedo la luce in fondo al tunnel "

Ieri a Cernobbio,meditazione collettiva della cricca dei banchieri,i quali in preda all'illuminazone e all'estasi sciamanica starnazzavano in coro : "Vogliamo un Monti-bis....una conferma di Mario Monti alla premiership dopo le elezioni del 2013 sarebbe fondamentale per il futuro del Paese". 
Applausi anche dagli spacciatori che faticavano nella distribuzione.
Al che,molto sobriamente,il Grande Impasticcato Bocconiano,esaltato dalla claque,mollava ogni freno:

"Preferisco aver schivato il precipizio e fatto del nostro Paese una forza viva e creduta dall'Europa. 
Un Paese che ha molto concorso a dare la svolta, anche a prezzo, mi rendo conto, di grandi, severi sacrifici per i cittadin.....Molte delle cose fatte credo abbiano sofferto di angustia se prese tutte insieme, ma hanno permesso di evitare che l'Italia avesse un tracollo forse per lungo tempo irreversibile, e con essa l'Europa "

Che si rendesse conto dei sacrifici,era una battuta alla Petrolini....che.il nostro Paese sia una forza viva lo testimoniano i tanti suicidi e i disoccupati mezzo morti di fame....che poi.l'Italia sia creduta in Europa,manco a Ulan Bator ci credono..... ma che fosse il Salvatore mandato dal Padre a redimere Italia ed Europa insieme ci credeva davvero...cosa che ha notevolmente allarmato gli addetti alla Croce Verde già pronti coi camiciotti ...dove va lui,vanno loro....prima o poi...

Chi non ricorda questa mitica dichiarazione che gli valse l'entusiasmo di tutti i ricoverati italiani alla neurodeliri:



Morale: non c'è dubbio che il problema é chimico....cambiare spacciatore.

Ah,dimenticavo....anche qui circolavano sostanze avariate:
D’Alema a margine della festa democratica di Reggio Emilia :
“Solo noi siamo in grado di offrire le stesse garanzie di serietà e di rigore che Monti ha offerto all’Europa”-

Pensierino della sera:
Ben venga il caos, perché l'ordine non ha funzionato. 
(Karl Kraus)

domenica 2 settembre 2012

FANTOZZI A BERLINO


Incontro Merkel-Monti.
Nessuno sa che si son detti (si vede che sono affari personali...magari riferire in Parlamento,no eh...! ).
Poi,in conferenza stampa,la frau elogia il suo burattino.
"Impressionanti", l'agenda di  riforme illustrate (l'avevamo già sentita questa!)
Chissà che palle avrà raccontato Mariobufala per impressionarla!
E' il barboncino che corre sempre dal padrone per avere il lecca lecca.Ha bisogno di affetto...e di grana.
Ma la frau non ci sente.

Ce la farete da soli,dice,non c'è bisogno di scudo (ergo,per ora non vi diamo manco un euro dei nostri).
In pratica,porta in faccia al nostro pinocchio fantozziano che non finiva di ringraziare (per cosa?) e rideva contento di soddisfazione,subito ripresa dai sempre più scellerati pennivendoli di regime.
Un bel minuetto tra cane e padrone.
Peccato che sia tutto un teatrino tra i tanti che i due hanno montato in questi mesi.

La frau ha le elezioni il 27,il 12 la Corte Costituzionale dei crucchi deve pronunciarsi sull'ESM,poi c'è la vicenda Draghi ormai ai ferri corti con la Buba e Wideman,che pare abbia minacciato le dimissioni.
Capirai se ho tempo di dare al fuffy italiano il biscottino!
Nel frattempo scazzatela tu caro fantozzino,racconta agli italiani le solite bufale....
Forse dopo,se tutto va bene,arriveranno gli aiuti e il commissariamento definitivo italiano.....visto il fallimonti su tutta la linea.
Aumentano debito e interessi,per non parlar del resto....la via di Atene é aperta...bravo Mariobufala!




REMEMBER

Gli Stati adottano misure di politica fiscale restrittive (più tasse), ciò provocherà la riduzione del potere d’acquisto nei confronti dei cittadini e le imprese chiudono. Sale il numero dei disoccupati e la spesa per la cassa integrazione. Ciò conduce ad un aumento del debito pubblico e le agenzie di rating ci declassano. 
Cosi aumentano gli interessi e lo Stato è, da capo, costretto a incrementare la pressione fiscale, per pagarli. Aumentano i disoccupati, la spesa per la protezione sociale, ecc.ecc, come un cane che si morde la coda. 
Non se ne esce, se non dicendo addio all’euro.

sabato 1 settembre 2012

NON TUTTI SONO SERVI....

IL CASO EQUADOR


 la prima nazione del continente americano, e unica nazione nel mondo occidentale dal 1948, ad aver applicato il concetto di “debito immorale” ovvero “il rifiuto politico e tecnico di saldare alla comunità internazionale i debiti consolidati dello Stato perché ottenuti dai precedenti governi attraverso la corruzione, la violazione dello Stato di Diritto, la violazione di norme costituzionali”.

Il 12 dicembre del 2008, il neo presidente del governo dell’Ecuador Rafael Correa dichiara in diretta televisiva in tutto il continente americano diaver deciso di cancellare il debito nazionale considerandolo immondo, perché immorale; hanno alterato la costituzione per opprimere il popolo raccontando il falso. Hanno fatto credere che ciò chè è Legge, cioè legittimo, è giusto. Non è così: da oggi in terra d’Ecuador vale il nuovo principio costituzionale per cui ciò che è giusto per la collettività allora diventa legittimo"

Il 20 dicembre del 2008, facendosi carico della protesta della United Fruit Company, il presidente George Bush dichiara “nulla e criminale la decisione dell’Ecuador” (di non pagare più il debito) annunciando la richiesta di espulsione del paese dall’Onu: “siamo pronti anche a una opzione militare per salvaguardare gli interessi statunitensi”. 
Il mattino dopo, il potente studio legale di New York Goldberg & Goldberg presenta una memoria difensiva sostenendo che c’è un precedente legale.
Sei ore dopo, gli Usa si arrendono e impongono alla comunità internazionale l’accettazione e la legittimità del concetto di “DEBITO IMMORALE”.

La United Fruit company viene provata come “multinazionale che pratica sistematicamente la corruzione politica” e condannata a pagare danni per 6 miliardi di euro. Da notare che il “precedente legale” (tuttora ignoto a gran parte degli europei) è datato 4 gennaio 2003 a firma George Bush. 
E' accaduto in Iraq che in quel momento risultava “tecnicamente” possedimento americano in quanto occupato dai marines con governo provvisorio non ancora riconosciuto dall’Onu. Saddam Hussein aveva lasciato debiti per 250 miliardi di euro (di cui 40 miliardi di euro nei confronti dell’Italia grazie alle manovre di Taraq Aziz, vice di Hussein e uomo dell’Opus Dei fedele al Vaticano) che gli Usa cancellano applicando il concetto di “debito immorale” e aprendo la strada a un precedente storico. 

Gli avvocati newyorchesi dell’Ecuador offrono al governo americano una scelta: o accettano e stanno zitti oppure, se si annulla la decisione dell’Ecuador, allora si annulla anche quella dell’Iraq e il tesoro Usa deve pagare subito i 250 miliardi di euro a tutti compresi gli interessi composti per quattro anni. Obama, non ancora insediato, ma già eletto, impone a Bush di gettare la spugna. La solida parcella degli avvocati newyorchesi viene pagata dal governo brasiliano.

Nasce allora il Sudamerica moderno. E cresce e si diffonde il mito di Rafael Correa, presidente eletto dell’Ecuador.
Il suo primo atto ufficiale consiste nel congelare tutti i conti correnti dello Ior nelle banche cattoliche di Quito e dirottarli in un programma di welfare sociale per i ceti più disagiati. Fa arrestare l’intera classe politica del precedente governo che viene sottoposta a regolare processo. Finiscono tutti in carcere, media di dieci anni a testa con il massimo rigore. Beni confiscati, proprietà nazionalizzate e ridistribuite in cooperative agricole ecologiche.

Osama Bin Laden è stato mandato in soffitta e sostituito da John Maynard Keynes



IL CASO ARGENTINA

 La Kirchner si fa fotografare e riprendere dalle televisioni con un gigantesco cartellone che mostra un assegno di 12 miliardi di euro intestato al FMI con scadenza 31 dicembre 2013, che il governo argentino ha versato poche ore prima. 

“Con questa tranche, l'Argentina ha dimostrato di essere solvibile, di essere una nazione responsabile, attendibile e affidabile per chiunque voglia investire i propri soldi. Nel 2003 andammo in default per 112 miliardi di dollari, ma ci rifiutammo di chiedere la cancellazione del debito: scegliemmo la dichiarazione ufficiale di bancarotta e chiedemmo dieci anni di tempo per restituire i soldi a tutti, compresi gli interessi. Per dieci, lunghi anni, abbiamo vissuto nel limbo. Per dieci, lunghi anni, abbiamo protestato, contestato e combattuto contro le decisioni del FMI che voleva imporci misure restrittive di rigore economico sostenendo che fossero l’unica strada. Noi abbiamo seguito una strada opposta: quella del keynesismo basato sul bilancio sociale, sul benessere equo sostenibile e sugli investimenti in infrastrutture, ricerca, innovazione, investendo invece di tagliare. Abbiamo risolto i nostri problemi. Ci siamo ripresi e siamo in grado di saldare l’ultima tranche con 16 mesi di anticipo. Le idee del FMI e della Banca Mondiale sono idee errate, sbagliate. 
Lo erano allora, lo sono ancor di più oggi. Chi vuole operare, imprendere, creare lavoro e ricchezza, è benvenuto in Argentina: siamo una nazione che ha dimostrato di essere solvibile, quindi pretendiamo rispetto e fedeltà alle norme e alle regole, da parte di tutti, dato che abbiamo dimostrato, noi per primi, di rispettare i dispositivi del diritto internazionale.”. 

Subito dopo la Kirchner ha presentato una denuncia formale contro la Gran Bretagna e gli Usa al WTO, coinvolgendo il FMI  L’Argentina ha saldato i debiti, ma adesso vuole i danni. Con gli interessi composti.
 “Volevano questo, bene, l’hanno ottenuto. Adesso che paghino”. L

Stralci da :http://sergiodicorimodiglianji.blogspot.it/2012/08/lattacco-alla-repubblica-del-ecuador.html
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Due casi con diverse modalità ,ma con un unico esito:riprendersi la la sovranità nazionale,politica,economica,monetaria.Due politici coraggiosi,quello che a noi manca....due politici che tengono al loro paese e ai loro popoli,quello che a noi manca.....una lezione per il servile pattume politico italiano,quello che a noi non manca mai....