martedì 24 aprile 2012

DEBITO PUBBLICO - ORIGINI DEL DISASTRO

Pubblichiamo una interessante e lucida analisi sull'esplosione del nostro debito pubblico

 

Alle origini del disastrato debito pubblico

by Giuseppe Masala


Se si vuole analizzare l’attuale fase storica, pare assolutamente necessario comprendere l’origine e lo sviluppo di quel fenomeno, che a detta dei sacerdoti (economisti e giornalisti) che occupano il flusso d’informazione mainstream, è la causa di ogni male: il debito pubblico.
Per comprendere chiaramente il fenomeno è necessario individuarlo e definirlo correttamente.
Nel profluvio di interpretazioni mi è apparsa fulminante, concisa e quanto mai intelligente la definizione data dall’economista Vladimiro Giacché: il debito pubblico non è altro che trasferimento di ricchezze, sotto forma di stipendi ai dipendenti pubblici, interessi corrisposti ai risparmiatori,  prestazioni di welfare per i cittadini e appalti concessi ai privati per il funzionamento della macchina pubblicaIn altre parole,

dunque, il debito pubblico è ricchezza trasferita dallo Stato al settore privato.
Appare, a questo punto evidente, che un taglio del deficit statale (null’altro che la quota di debito pubblico di un determinato anno) si traduce immediatamente in una diminuzione della ricchezza del settore privato (famiglie e imprese). 

Non basta, in relazione al cervellotico (perché rapporta uno stock con un flusso) parametro di Maastricht, si può evincere come un taglio della quantità al numeratore (debito) si traduce immediatamente in una diminuzione della quantità al denominatore (PIL, la ricchezza prodotta in un anno dalla nazione) rischiando addirittura di peggiorarne il rapporto.
Qualora si volesse credere all’esistenza di menti superiori, di poteri occulti (questi per la verità esistono ma non controllano, influenzano) e di organizzazioni in grado di controllare le sorti del mondo occidentale, sarebbe facile ipotizzare che il folle meccanismo congegnato sia frutto di menti che non volevano risolvere il problema del debito pubblico ma in realtà creare un fenomeno di dipendenza al fine di drenare risorse dai popoli a vantaggio di chi investe colossali cifre nel finanziamento dei cosiddetti debiti sovrani.
Molto più efficiente però il ragionamento di chi crede che la stupidità sia l’unico elemento presente in quantità infinite nell’universo e che i danni maggiori si verifichino quando questa si accompagna al dogmatismo e alle credenze fideistiche in una qualsiasi dottrina.

Così infatti è accaduto quando si è congegnata una unione monetaria figlia della fretta e della cieca fiducia nelle dottrine economiche neoliberiste che credono per dogma come le contrazioni causate da politiche di bilancio restrittive possano essere compensate, dall’eventuale creazione di ricchezza frutto di privatizzazioni (anche di monopoli naturali!) e liberalizzazioni selvagge.

Premesso tutto questo non resta che provare a comprendere come si è creato, nelle attuali enormi dimensioni, l’attuale debito pubblico italiano. 
Secondo il luogo comune trasmesso nelle televisioni e scritto nei giornali, parrebbe chiaro che la causa ultima della crescita stratosferica del debito pubblico sia dovuto ad un sistema di welfare estremamente generoso con i cittadini.
Infatti la ripetizione ossessiva delle giaculatorie del “abbiamo vissuto sopra le nostre possibilità” e del “non si può dare tutto a tutti” stanno li ad indicare chi sia il colpevole. Sarà veramente così?

Andando a verificare sui preziosissimi bollettini della Banca d’Italia scopriamo che il rapporto tra il debito pubblico italiano e il Pil oscilla sul 60% fino agli inizi degli anni 80, di poco superiore a quella che è la media dei principali paesi dell’Europa occidentale.
Da questi anni in poi la curva italiana del rapporto debito/Pil (ma anche il debito in valore assoluto) tende a crescere esponenzialmente, tra l’altro aprendo una forbice tra quella che è la curva italiana e quella della media dei paesi dell’Europa occidentale nei quali il rapporto rimane sempre nell’intorno del 60% del Pil.
Bene, questo è dovuto ad una esplosione dei deficit annui italiani, che ricordo è la “quota” di debito prodotta nell’anno e che va a sommarsi a quella degli anni precedenti formando appunto il “debitone complessivo”.
Il Deficit Italiano  negli anni ’80 ebbe infatti una crescita media del 10,7% annuo in rapporto al Pil distanziando enormemente il 4% che fu la media dell’Europa a 15 in quegli anni. Di consenguenza il rapporto debito/pil raggiunse il 55% nel 1985 e il 121,5% nel 1994. Situazione dalla quale non ci siamo più risollevati nonostante anni di politiche di contenimento della spesa pubblica e privatizzazioni selvagge dei beni dello Stato.
E’ evidente che in quegli anni avvenne qualcosa che ha portato a questa esplosione.

Preziosissimi, ancora una volta i bollettini statistici della Banca d’Italia dai quali si evince che non fu la spesa primaria (in buona sostanza, pagamento degli stipendi, spese per il welfere e per il funzionamento della macchina dello Stato come per esempio Difesa e Giustizia) ad esplodere rimanendo anzi sotto la media degli altri paesi dell’Unione Europea, ma quella per gli interessi sul debito.

Dagli anni ottanta, bollettini statistici della Banca d’Italia alla mano, questi ultimi si divaricarono enormemente rispetto alla media UE arrivando al culmine nel 1993 quando raggiunsero un tetto del 13% circa e con uno spread rispetto a quelli della media UE di circa l’8% (800 punti base direbbero i mezzibusti Rai che si collegano dalla Borsa di Milano).
Un enormità non giustificabile visto che, sempre Bollettini della Banca d’Italia alla mano, non vi era di certo una spesa primaria superiore rispetto alla media UE per pagare un premio per il rischio così alto, anzi.

Risolviamo ora il mistero.
Fino al 1981 la Banca d’Italia aveva l’obbligo di sottoscrivere i titoli pubblici (Bot, CCT, BTP ecc.) emessi dal Ministero del Tesoro e rimasti invenduti (in buona sostanza quello che tantissimi vorrebbero facesse oggi la BCE). In quell’anno per iniziativa del ministro Andreatta e in stretta collaborazione con l’allora Governatore della Banca d’Italia, Carlo Azeglio Ciampi fu sancita la fine di questo obbligo, lasciando al “mercato” (eufemismo per indicare un numero ristretto di banche commerciali) il diritto di sottoscrivere o meno i titoli di stato e soprattutto di deciderne il prezzo (tasso d’interesse).
Inutile dire che così si lasciava alle banche un potere enorme, in sostanza il potere di spolpare lo Stato generando una crisi finanziaria rifiutandosi di sottoscrivere i titoli o comunque di chiedere un tasso d’interesse enormemente elevato ed ingiustificabile rispetto a quanto avveniva nei paesi europei nostri partner.

Naturalmente inutile immaginare chissà quali complotti dietro questa scelta sciagurata, basta e di gran lunga per comprendere l’avvenimento, la solita visione ideologica che vede nel mercato (sic) la panacea per tutti i mali e la cornucopia dell’abbondanza. Salvo, a distanza di anni, trovarsi di fronte a problemi insormontabili dove, per assurdo, una classe dirigente fanatizzata, vuole risolvere gli sconquassi del “libero mercato” promuovendo misure ancora più liberiste e improntate a quel Washington Consensus che è visto come la legge scolpita dal Dio di Mosé sulle pietre del Monte Sinai!

Lascio ora la parola a Beniamino Andreatta, uno dei massimi protagonisti di questo cosiddetto “divorzio” tra Banca d’Italia e Ministero del Tesoro:
“Naturalmente la riduzione del signoraggio monetario e i tassi di interesse positivi in termini reali si tradussero rapidamente in un nuovo grave problema per la politica economica, aumentando il fabbisogno del Tesoro e l’ escalation della crescita del debito rispetto al prodotto nazionale.”, e ancora:
“Il divorzio non ebbe allora il consenso politico, ne’ lo avrebbe avuto negli anni seguenti; nato come “congiura aperta” tra il ministro e il governatore divenne, prima che la coalizione degli interessi contrari potesse organizzarsi, un fatto della vita che sarebbe stato troppo costoso – soprattutto sul mercato dei cambi – abolire per ritornare alle piu’ confortevoli abitudini del passato.”
In sostanza una confessione.
Il divorzio, a detta dello stesso Ministro del Tesoro Andreatta, è stata la causa dell’esplosione del debito ed inoltre l’operazione non aveva il consenso politico solo che fu organizzata in maniera tanto veloce da non consentire agli avversari politici di organizzare le sacrosante barricate!

Altro si potrebbe dire in materia di debito pubblico, a partire dall’inettitudine della classe politica che ci ha governato in alternanza in questi dieci anni e che non ha approfittato del beneficio di tassi di interessi bassi per mettere in sicurezza il bilancio dello stato.
Ma vorrei concludere dicendo che, a mio avviso, quando uomini politici, economisti e giornalisti espongono, speriamo in buona fede, che la causa del nostro debito è un Welfere troppo generoso ed elencano alcuni assurdi privilegi, effettivamente esistenti come le “baby pensioni”, bisogna ricordare che a fronte di questi privilegi intollerabili vi sono milioni di giovani privati di qualsiasi copertura di protezione sociale.
Allo stesso tempo il recupero di risorse da intollerabili fenomeni come l’evasione e l’elusione fiscale così come la corruzione non incidono (o non dovrebbero incidere) sulla diminuzione dello stock del nostro debito.
Le risorse recuperate dall’elusione e dall’evasione devono andare a finanziare un abbassamento di una pressione fiscale sicuramente opprimente mentre invece le risorse recuperate al deplorevole fenomeno della corruzione devono essere destinate al miglioramento delle infrastrutture e dei servizi offerti dallo Stato.
Sempre che non si decida di uccidere il male sopprimendo anche il paziente.

Da: http://www.statopotenza.eu


sabato 21 aprile 2012

AGLI ELETTORI ITALIANI



LE PECORE VANNO AL MACELLO. NON SI DICONO NIENTE,LORO, E NIENTE SPERANO.
MA ALMENO NON VOTANO PER IL MACELLAIO CHE LE UCCIDERA', E PER IL BORGHESE CHE LE MANGERA'.
PIU' BESTIA DELLE BESTIE, PIU' PECORA DELLE PECORE, L'ELETTORE NOMINA IL PROPRIO CARNEFICE E SCEGLIE IL PROPRIO BORGHESE.
HA FATTO DELLE RIVOLUZIONI PER CONQUISTARNE IL DIRITTO..."

(Octave Mirabeau)

Il potere di questa corrotta classe politica sta solo nel voto.Negandolo a nuovi e vecchi partiti che inevitabilmente saranno stritolati dai meccanismi di questo sistema,si avvierà una fase di cambiamento.
Il problema ora non é infatti scegliere un partito o l'altro,vecchi o nuovi che siano,ma sfiduciare l'intero sistema politico con una massiccia astensione che porterà obbligatoriamente ad una nuova Costituente che rinnovi tutto il sistema politico ed istituzionale,cosa che nessun partito potra mai fare all'interno di quello attuale.
Se si capirà,fuori dai tanti luoghi comuni,che una massiccia astensione dal rito che perpetua questo corrotto ed indegno potere é una vera opzione politica e non dell'antipolitica,riusciremo finalmente a voltar pagina.
Astenersi dal voto non é togliere un potere al cittadino,ma potenziarlo al massimo grado,e cioè sfiduciare e far sparire questa classe politica,questo sistema politico, e non un qualsiasi partito,cosa che non risolverebbe niente.
CON QUESTO SISTEMA,votare per uno vuol dire votare per tutti gli altri....ormai dopo anni di urne....dovreste esservi accorti che non serve a nulla,tutte le richieste per cui avete votato son restate inevase...anzi ,lorsignori non hanno fatto altro che aggiungere sciagura a sciagura,fino a consegnarci legati mani e piedi ad una cricca usurai che hanno sospeso la democrazia e stanno distruggendo il Paese.

martedì 17 aprile 2012

QUESTA CLASSE POLITICA E' FINITA

Loro non lo sanno,ma sono ormai degi zombies,dei walking corps che brancolano nel buio della disperazione,nel  cercare di rappresentare ancora qualcosa che non sia sempre più il loro fallimento.
Una conferma ulteriore sono le parole dei tre lestofanti ABC che chiedono di non abolire i faraonici rimborsi elettorali,mentre altri minori furbetti,che mai hanno rinunciato a questo privilegio ,cercano pateticamente di distinguersi con proposte solo pre-elettorali..

Inutilmente,siete tutti finiti,così come i molti nuovi vostri emuli che si affacciano ora sulla scena,sperando in un misero posto a tavola.
Gridano all'antipolitica,al pericolo democratico che rappresenterebbe,alle lobbies....come se loro non fossero i camerieri delle tante lobbies che circolano in Parlamento da anni,come se loro non fossero i primi a calpestare la democrazia popolare non rispettando i referendum,come se loro non fossero i principali affossatori della politica interessandosi solo dei propri interessi di bottega e permettendo con la loro incapacità l'avvento di un governo golpista non eletto.
E qui mettiamo nel mazzo anche quell'inquilino del colle che ci auguriamo venga presto sfrattato.

L'antipolitica,come ingiustamente la chiamate, vi seppellirà.
Quella di qualche nuova formazione,ma sopratutto quella dell'astensione,l'antipolitica che diviene una motivata scelta politica al di là della protesta,che contesta in toto questo sistema politico e non singoli partiti,che vuole una nuova Costituente che riscriva tutte le regole dello Stato e della Costituzione,che vuol recuperare una sovranità nazionale da voi svenduta,che non vuol più sentire le fesserie di un eterno trombato come D'Alema: "Questo governo l'abbiamo voluto noi,abbiamo un premier che quando va all'estero é rispettato", di Frattini: "Non c'è possibilità di un leader più apprezzato..",o ancora dell'ascaro principe  Casini "Solo Monti può farci uscire dalla crisi".

Parole che implacabilmente dimostrano l'estraneità di questa classe politica dalla realtà del Paese,l'insensibilità verso gli inutili sacrifici e le sofferenze imposti ai meno abbienti e verso quei sacrifici che invece toccherebbero ai loro apparati..
Politici  incoscienti sostenitori della liquidazione nazionale che firmano trattati capestro imposti dagli usurai europei e mondiali.
Siete finiti ,e insieme a voi il governo fantoccio che appoggiate,un governo truffaldino di banchieri che continuamente sventolano una equità che nessuno ha mai visto.

Se finalmente il popolo italiano capirà che con voi non c'è nessuna speranza,nessuna possibilità di cambiamento e che votare per uno é come votare per tutti gli altri....allora diserterà in massa le urne,sola fonte del vostro potere parassitario e unica cosa che veramente temete.
Molti analisti sostengono che già con una astensione del 50%,qualsiasi governo in pratica non avrà legittimità POLITICA per governare.

Non sono solo le inchieste sul vostro malaffare che imperversa in questi mesi a liquidarvi,ma la vostra totale  incomprensione della realtà di un paese che non crede più in voi e nel sistema corrotto che rappresentate,nel vostro parassitismo e nella vostra incapacità POLITICA di guidare un paese.

Caduto l'alibi berlusconiano,per amici e nemici,vi siete rivelati per quel che siete: :inetti, inconsistenti ectoplasmi incapaci di qualsiasi riforma di cui il paese ha bisogno,di un qualsiasi orgoglio nazionale al di là della patetica retorica presidenziale,di una politica autonoma e vicina ai bisogni dei cittadini....
Questa vostra grettezza e miopia politica ha finito per consegnarci legati mani e piedi al più deleterio governo che la Repubblica abbia mai avuto,quello che sostenete e che sta affamando la nazione.

Siete ormai nudi,niente può più nascondere la vostra nullità...meritate di sparire e sparirete.
I vostri privilegi d'ogni sorta....i rimborsi elettorali spropositati,i soldi ai vs giornali,le cariche nelle partecipate e nelle fondazioni bancarie,le esenzioni fiscali...e tutta la serie infinita di ruberie varie,NON SONO IL PREZZO DELLA DEMOCRAZIA ,COME SOSTENETE,MA LA SUA NEGAZIONE.

Il vostro tempo é scaduto...
Se vi riesce,non vi resta che scappare nottetempo come ladri...quello che in fondo siete.

(by george)


POTERE POPOLARE


Questa vergognosa classe politica si regge solo sul peso dei voti.
Basta non votarla e precipiterà in fondo al burrone come merita.
Non é possibile avere le piazze piene dato il popolo sta a casetta mentre lo massacrano ?
Ci resti allora.... URNE VUOTE

giovedì 12 aprile 2012

LEGGE TRUFFA SUI RIMBORSI ELETTORALI


Per fronteggiare la crisi di credibilità della politica aggravatasi nelle ultime settimane, prima con il caso Penati,poi Lusi, e ancora lo scandalo che ha colpito la Lega, la maggioranza che sostiene il governo Monti (Pdl, Pd e Terzo Polo) corre ai ripari.
Occorre subito dire che vorremmo indagati TUTTI i partiti,anche perchè certe puntuali tempistiche preelettorali non c'è da fidarsi,assomigliano troppo a films gia visti....e mi scuserete,ma della magistratura c'è da fidarsi molto poco.Ne abbiam viste troppe....


Tanto rumore, e poi? Tante promesse, e poi? Niente. Nulla. Zero. I partiti politici hanno trovato il grande accordo sulla riforma del loro sistema di finanziamento.
L’accordo è: nessun taglio.
Della montagna di soldi che finisce ai partiti non è stato tagliato neanche un euro.
Certo, ci diranno che hanno aumentato i controlli e che ora i bilanci dovranno essere certificati da società esterne. Eh, sì. E che cambia? Anche il bilancio di Parmalat era certificato, ma sappiamo tutti com’è andata a finire.
Per controllare che i partiti non rubino è stata istituita – dai partiti – una commissione. Composta da diversi membri, compresi i presidenti della Corte dei Conti e del Consiglio di Stato, non è chiaro se costerà qualcosa a noi contribuenti. Chi vuole scommettere qualcosa?
In più c’è anche la beffa: la maxi-rata dei rimborsi che i partiti devono ancora ricevere, e prevista a fine giugno, non è stata cancellata. Ma solo “rinviata”.
In attesa di tempi migliori, quando l’argomento non sarà al centro dell’interesse dell’opinione pubblica. Capiterà.
La verità é che questa corsa ad una legge trucco, per metter un pannicello caldo al discredito ormnai incontenibile e definitivo di tutto il Parlamento,é solo una manovra elettorale dei partiti,spaventati da una probabile fuga dalle urne di elettori delusi e imbufaliti.

Lorsignori traggono potere e soldi solo dal voto,e solo il non voto potrà definitivamente seppellirli.
Facciamolo,ASTENSIONE DI MASSA DAL VOTO...unica arma pacifica in mano ai cittadini ,anche per poter cambiare il sistema politico e arrivare ad una nuova Costituente.

martedì 10 aprile 2012

LA TRUFFA DEI RIMBORSI ELETTORALI



1993- Il Referendum contro il finanziamento pubblico dei partiti riporta una vittoria schiacciante
Nello stesso anno,tradendo gli elettori e con il solito trucco,il parlamento lo ripristina cambiandogli nome: "rimborsi elettorali"
Si passa così dai 47 milioni di allora ai 600 milioni del triennio 2008-2011.
Rimborsi che naturalmente superano di gran lunga le effettive spese elettorali


La differenza tra le due poste,spese effettive elettorali e rimborsi rivevuti,da denaro PUBBLICO diventa così denaro PRIVATO dei partiti,che ne fanno quello che vogliono,come dimostrano i
recenti casi Penati, Lusi e  Lega.

Diventa quindi alquanto ipocrita scandalizzarsi di questo uso "privato" che  i partiti fanno del denaro pubblico così regalato.Praticamente un partito é ormai un'impresa privata che addirittura percepisce rimborsi anche quando non esiste più,vedi  Margherita...,godendo anche di inesistenti controlli sui bilanci.
Lo scandalo vero non é l'uso del  denaro regalato...ma il regalo...pare che molti se ne accorgano solo ora.
A questo si aggiungano anche il finanziamento dei gruppi parlamentari,senza contare le circa 7000 società che gravitano intorno alla politica,spesso fabbriche di mazzette,stipendi da favola e scambio favori.
Morale: non si parla di bruscolini,ma di milioni di euro sottratti alla Nazione.

Ora,preoccupati dell'opinione popolare (che con ragione fa di tutta l'erba un fascio) e già colpiti da abbondante discredito,tutti i politicuzzi in fretta e furia corrono a far proposte di legge su questi rimborsi,proposte che sicuramente mireranno comunque a conservare questo privilegio truffaldino.
Avete mai visto i tacchini festeggiare il Natale?


C'è un'unica proposta sensata da fare: rimborso pari alle spese sostenute e certificate.
E con quello che si son mangiati,é anche troppo....e non é detto che non chiediamo la restituzione del malloppo truffato.


Siccome ogni elettore vale denaro,ecco perchè invitano tutti al voto....per finanziare vizi e sprechi della loro bottega..
Quindi alle prossime elezioni,popolo bue corri alle urne....!

sabato 7 aprile 2012

AUGURI SINCERI

In nome del volemose bene pasquale,buona Pasqua pure a Monti ,al suo governo,al (non mio)presidente Napolitano e a tutto il Parlamento.
A tutti loro un augurio sincero come da foto allegata.

ARTICOLO 18 - IL GIOCO DELLE TRE CARTE.

La reintroduzione del principio del reintegro del dipendente al suo posto di lavoro nel caso di licenziamento per motivi economici, valutato come illegittimo dal giudice al quale è stata sottoposta la controversia, è in realtà poco più che una ipotesi accademica.

Lo ha confermato lo stesso Mario Monti che ha spiegato che l’ipotesi prevista dal disegno di legge che riforma il mercato del lavoro “fa riferimento a fattispecie estreme e improbabili”. 
Della serie: abbiamo previsto questa modifica dell’articolo 18 per dare un contentino e offrire un alibi ai sindacati ma le imprese devono stare tranquille. In buona sostanza è poco più che uno scherzo.Le imprese, ha spiegato l’ex consulente di Goldman Sachs, sono insoddisfatte perché avrebbero voluto la sparizione complessiva della parola reintegro.
Ma con il tempo capiranno che si tratta di ipotesi estreme.
Pure i sindacati, ha continuato Monti, sono colpiti dal fatto che il licenziamento economico ha un campo più vasto di applicazione ma poi più in là comprenderanno che è stato fatto un passo avanti introducendo la tutela svolta dagli ammortizzatori sociali che varranno per tutti.
In realtà la soluzione trovata dal governo appare del tutto a favore delle imprese.
Il licenziamento per giusta causa e giustificato motivo (l’articolo18) viene sostituito da quello per ragioni economiche per le quali, nel caso di una controversia giudiziaria, dovrà essere il dipendente a dimostrarne l’infondatezza.
Ma come potrà il dipendente dimostrare che i motivi del licenziamento non sono economici ma altri, come potrebbe essere la sua attività sindacale in azienda che l’imprenditore considera, silenziosamente, quanto mai fastidiosa?  Monti ha giudicato la riforma, sua e della Fornero, come una “svolta storica” ma di storica sembra esserci soltanto la libertà di licenziamento concessa alle aziende in cambio di una indennità che dovrà essere versata al dipendente messo alla porta.
Le imprese, in linea di massima, hanno baccagliato ma in realtà sono state accontentate dal governo nelle loro richieste e Monti ha cercato di farglielo capire.
Di conseguenza si è assistito al più classico gioco delle parti con il ministro del Lavoro prontissima ad affermare che le imprese non hanno più alibi per non investire.
Con il segretario del PD, Pierluigi Bersani, che ha parlato di un “passo avanti importantissimo” che tale in realtà non è perché si è andati indietro.
Con i segretari di Cisl e Uil, Bonanni e Angeletti concordi nel dimostrare la propria soddisfazione e la Camusso ,sempre più Pd e meno sindacato, ha messo le mani avanti vincolando il suo giudizio ad una attenta lettura del testo,tanto per fare un po' di manfrina a beneficio dei poveri iscritti,sempre più incalzati dalla FIOM.
I sindacati hanno indetto uno strano sciopero per le pensioni (con tre mesi di ritardo! a proposito si farà ancora?) apparso ai più incomprensibile come motivazione,stante l'attualità dell'articolo 18.
Non é che già sapevano come sarebbe finita la vicenda sul lavoro e che tutta la manfrina fosse solo ad usum peones per salvar la faccia?

Insomma,come diceva Shakespeare,molto rumore per nulla.
Cambiare perchè nulla cambi.

giovedì 5 aprile 2012

CACCIAMOLI TUTTI...!!!!

Per salvare la Nazione bisogna cacciarli tutti


A leggere la home page del Corriere.it di ieri pomeriggio  non si sapeva se ridere o piangere.

Prima notizia: «Crolla il mercato auto, vendite -26,7%. mai così male da 32 anni. Fiat a -35,6».
Seconda notizia: «lavoro, sempre peggio per i giovani. A febbraio 44mila occupati in meno».
Terza notizia, e qui viene il bello: «Monti: crisi superata, l'Italia è solida».
Oggi Libero in edicola, a caratteri di scatola, si chiedeva: «Ma Monti c'è o ci fà?».
Domanda reorica: Monti ci fa, poiché sa benissimo di mentire.

La prova provata non ha tardato a venire. Il Financial Times di ieri ha reso noto che, in camera caritatis, il recente vertice di Copenaghen dei Ministri economici della Ue, ha discusso della necessità che il governo Monti adotti nuove misure d'austerità. Voci di corridoio? Nient'affatto. Una nuova stangata la chiede la Commissione europea, e ciò sarebbe sacramentato da un vero e proprio Rapporto dedicato (secretato come se si trattasse di questioni di sicurezza nazionale) dal titolo La situazione di bilancio in Italia, il quale recita: «il governo dovrebbe essere pronto a evitare ogni ritardo nell'esecuzione delle misure e intraprendere ulteriori azioni se necessario». [LA STAMPA del 2 aprile 2012]

Monti, in viaggio di questua in Cina (con davvero magri risultati) ha smentito, ma nessuno gli ha creduto. 
Ma come? Non è stato detto che le misure adottate dal governo Berlusconi prima e da Monti poi (pari a più di 100 miliardi di euro, equivalenti a ben il 7% del Pil) sarebbero state più che sufficienti per ottenere il pareggio di bilancio? Il deficit non è forse sceso al 3,9%, più basso della Germania e come esigevano gli eurocrati?
Il fatto è che, come segnalato da noi e da tutti quelli che non vendono fumo, queste misure di rientro draconiane hanno effetti recessivi devastanti e, tra i loro effetti, hanno quello ovvio di contrarre le entrate fiscali. Il famigerato circolo vizioso: la recessione ha aumentato il deficit, le misure di austerità aggravano la recessione, la quale ultima riduce i tributi, col che il deficit e debito aumentano.
Il circolo vizioso potrebbe essere tamponato da misure keynesiane di deficit spending, ma queste non sono contemplate daiTrattati europei (la Germania si mette di traverso e col Fiscal compact si è anzi posta una pietra tombale sopra a questa eventualità) mentre il liberista Monti si guarda bene dall'adottarle, visto che è stato nominato l'ultimo guardiano dell'ortodossia rigorista.

Vista l'enorme cazzata sparata da Monti in Cina, Il Sole 24 Ore, Repubblica e Corriere della Sera di oggi, sono giunti in soccorso di Monti, precisando che egli voleva intendere non che l'Italia avesse superato la crisi, ma che l'Unione europea l'avesse superata. Interessante precisazione: la Ue è fuori dalla crisi ma l'Italia no. Solo che anche questa precisazione non racconta la verità. Il cosiddetto rischio di contagio, il rischio che il default della Grecia si estenda a Portogallo, Spagna e Italia travolgendo tutta l'eurozona (col che bye bye euro), è tutto fuorché sventato.

Il vertice dei Ministri economici della Ue svoltosi venerdì 30 marzo a Copenaghen, dal quale tutti si attendevano misure più decise per evitare il rischio di una serie di default a catena, si è concluso con un nulla di fatto. «Chi sperava di vedere sfoderare un bazooka da circa mille miliardi di euro non potrà che essere deluso. (...) Si proclama con una certa fierezza che nel suo insieme la zona euro sta mobilitando uno scudo complessivo di 800 miliardi di euro. ma è un'affermazione deviante, poiché questa cifra include i 300 miliardi già erogati alla Grecia, l'Irlanda e il Portogallo». [ Alessandro Leopold, Il Sole 24 Ore del 1 aprile].
Il famigerato Firewall, lo sbarramento difensivo per evitare lo scoppio di una crisi finanziaria a scala continentale, si riduce quindi a... 500 miliardi di euro, quelli già decisi da tempo per il fondo Esm.
Una cifra che i "mercati" (leggi speculatori finanziari), grandi banche d'investimento e stati come la Cina o quelli arabi del Golfo a  cui si chiede soccorso, ritengono ampiamente insufficiente per giustificare un loro aiuto.
Fanno presto alcuni moralisti borghesi a lamentarsi del cosiddetto "egoismo tedesco". La netta opposizione germanica a politiche espansive e di riequilibrio delle bilance dei pagamenti indica che, in barba a tutti i proclami di fede europeisti, l'Unione non è solo dis/Unione, ma che la crisi riporta in auge gli stati nazione, con i loro peculiari interessi economici e strategici.
Mostra, come diciamo da tempo, che la tendenza obiettiva è allo sfaldamento dell'Unione europea e non invece quella di un'avanzata unionista.


E ci viene francamente da ridere quando alcuni dicono che il porre l'uscita dall'Unione è... "reazionario". Il che è un po' come quando certi beoti, siccome dici che siamo dentro una tendenza storica che conduce alla guerra inter-imperialistica, ti rispondono che... porti sfiga.
Chi vuole cambiare il mondo ragiona e lavora sulle tendenze obiettive non sui propri desiderata. Per dire che se ci sarà guerra, per quanto si possa cercare di evitarla, occorre prepararvisi, e non impiccarsi alle chimere pacifiste. In attesa dell'Europa del domani, che-chissà-se-mai-ci-sarà, chi ha piedi per terra e testa sulle spalle, deve pensare a salvare il proprio paese. Tutto il resto è fuffa.
E per salvare questo paese occorre cacciare chi lo comanda, occorre anzi demolire il sistema politico che gli consente di comandare, poiché, seconda mortale illusione, è quella di potere mandare a casa chi ha il potere da dentro il sistema.


Ma torniamo alla situazione economica italiana. Perché Monti sarà costretto a nuove e pesanti misure draconiane lo dicono i freddi numeri. L'esultanza per la riduzione dello spread tra i rendimenti dei titoli tedeschi e italiani è già acqua passata. E' vero, nel primo trimestre 2012 il Tesoro ha rimborsato 113 miliardi di titoli in scadenza, lo ha fatto a tassi calanti rispetto a quelli che s'erano fatti avanti dall'estate 2011.
Ma, prima ancora che per le misure di macelleria sociale, il default è stato evitato grazie alla potente iniezione di liquidità (Ltro) della Bce. Le banche italiane, ricevuta in dono tanta liquidità dalla Bce di Draghi hanno fatto man bassa di titoli di stato italiani. Lo hanno fatto ubbidendo a scaltre pulsioni speculative: han preso soldi all'1% per comprare a rendimenti tra il 3 e il 4%.
«Il primo trimestre dell'anno [quello che a fine 2012 noi ritenevamo il trimestre di fuoco, e che non è statodefault grazie appunto alla operazione di finanziamento delle banche da parte della Bce— ed è vero che per noi era inattesa] si è svolto tutto in positivo per il tesoro. Le aste sono state coperte prevalentemente sull'importo massimo della forchetta in offerta e i tassi di assegnazione sono calati a picco. E sono stati rimborsati oltre 60 miliardi sul lungo termine. Ma già negli ultimi giorni di marzo, i rendimenti di assegnazione sono calati meno del previsto e sul secondario lo spread Btp-Bund è tornato ad allargarsi».
[Isabella Bufacchi, Il Sole 24 Ore del 1 aprile 2012]

Ecco dunque il campanello d'allarme. Nonostante i doni della Bce alle banche, malgrado le misure di Monti, la tendenza che vedeva calare gli interessi sui titoli italiani si sta invertendo. «Più che il rendimento del Btp decennale (in leggero calo al 5,1%) è quello del titolo a due anni che più preoccupa, con un rendimento del 2,86%, oltre un punto percentuale più di un mese fa. Anche quello ad un anno rende 70 centesimi più del due marzo». [Walter Riolfi, Il Sole 24 Ore del 3 aprile 2012]. Fatto sta che il tanto decantato sorpasso dei rendimenti spagnoli rispetto a quelli italiani (preso appunto a motivo del successo montiano) è già roba vecchia, derubricata.
Perché questa inversione è sinistra? Perché nel prossimo periodo il tesoro deve collocare, per rimborsare i titoli in scadenza e sostenere la spesa pubblica che eccede le entrate, circa 450 miliardi, con emissioni lorde al ritmo dei 15-20 miliardi ogni due settimane. «Tra aprile e giugno l'Italia si confermerà il più grande emittente di titoli di Stato nell'Eurozona, con 56 miliardi circa sul medio-lungo periodo, seguita da Francia e Germania». [ibidem]
Il secondo trimestre 2012, visto che l'effetto dopante delle misure di sostegno della Bce sarà pressoché esaurito, sarà quindi la prova del fuoco per verificare se i "mercati" getteranno un salvagente a Monti o se lasceranno il debito italiano colare a picco.
Provo a sbilanciarmi: solo un nuovo massiccio intervento della Bce (con un nuovo scambio tra moneta sonante alle banche in cambio di altri collaterali-spazzatura, forse proprio gli stessi titoli di recente acquistati) potrà evitare che lo spread risalga ai livelli dell'autunno e al Tesoro di evitare di vendere sì, ma ad interessi tripli o quadrupli di quelli offerti dalla Germania. Insomma, la crisi cosiddetta del "debito sovrano" è tutt'altro che alle spalle. Acconsentirà la Germania ad una terza LTRO? Staremo a vedere.

Né Monti può sperare che giunga in suo soccorso la "crescita".
Se Visco, Governatore di Bankitalia dice che «nel 2013 arriverà la ripresa»
Per per adesso l'economia è in recessione. Quanto sarà profonda? Il Tesoro stima -0.4% rispetto al 2011. Bankitalia -1,5. Confindustria -1,6. Il Fmi -2,2. Direte: danno i numeri al lotto? Più o meno. Sta di fatto che tra il -0,4% e il -2,2, ci sono di mezzo non numeri, ma cittadini in carne e ossa, la qualità della vita delle persone, milioni di posti di lavoro.

Per capire la drammaticità della situazione sociale poco ci dicono i numeri di previsione, molto più significativi sono quelli che vengono dal corpo sociale. Un indicatore infallibile di quanto il capitalismo sia malato ce lo danno altri numeri, quelli dei fallimenti, delle aziende che hanno non solo chiuso ma portato i libri in tribunale.


La Cgia di Mestre ha diffuso il 31 marzo i suoi dati, di norma attendibili.
Nel 2011 ci sono stati 11.615 fallimenti. Una crescita (in questo caso sì che il termine crescita è azzeccato) del 4% rispetto al 2010. Del 25% rispetto al 2009. Ogni giorno 31 aziende, soprattutto piccole e medie, sono andate fallite. In testa la Lombardia, Lazio, Veneto e Campania. Quanto tragica sia questa vicenda è  dimostrato dalle decine e decine di piccoli imprenditori e lavoratori che si sono suicidati, una ferita lancinante sul corpo sociale.
Tre le cause principali dei fallimenti, che la dicono lunga: stretta creditizia (mentre le banche hanno fatto incetta di liquidità dalla Bce), ritardi nei pagamenti (quindi le stesse banche chiudono gli affidamenti) e il forte calo della domanda. Non solo la recessione quindi come causa, ma determinate politiche delle banche e dei governi che le proteggono. 
La Cgia ha chiuso il suo rapporto chiedendo una "risposta emergenziale" a questa situazione drammatica.
Ma questo governo asservito a banche e finanza non solo non può dare alcuna risposta può solo peggiorare il male.
Ma così facendo esso si scava la fossa. Non basteranno per sorreggerlo i suoi sponsor europei, la protezione del golpista Napolitano, il sostegno dei notabili politici di primo, secondo terzo Polo.

Non è solo la tempesta economica in arrivo che Monti deve temere. Essa precederà quella sociale, l'esplosione di rabbia, anonima e tremenda, di centinaia di migliaia di cittadini.
Sia la Sollevazione popolare benvenuta!


DI MORENO PASQUINELLI5 aprile 2012
sollevazione.blogspot.it
http://informare.over-blog.it/article-per-salvare-la-nazione-bisogna-cacciarli-tutti-102878384.html
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Note

- La trimurti dei pennivendoli Repubblica/Stampa/Corserva sarà chiamata a rispondere della sua forsennata disinformazione che da tempo svolge a proposito di questo governo golpista che ci sta massacrando.tutti al servizio degli usurai internazional e avvalorando senza vergogna le menzogne di Monti,una sciagura per l'Italia,come quel bel tomo che sta sul colle.

- La Ue fuori dalla crisi? Correzione peggio dell'originale.C'è mezza europa che sta fallendo...questo professore del menga altro che se ci fa....! Ci prende per il culo,ma prima o poi può darsi che qualcuno,invece di suicidarsi,gli rompa le corna...

- "l'egoismo tedesco"....anche questo comunque c'é...
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 Ci vuole un pazzo a non capire che queste misure non consentiranno mai una ripresa,anzi,come si vede,aumentano un debito che mai nessuno potrà pagare.Lezione Argentina,prendere questo o niente.Solo che ci vorrebbero politici coi coglioni,che abbiano cura dell'interesse nazionale e non dei loro meschini di bottega,o peggio ancora venduti agli usurai.Non votarli più,il meno che si può fare.
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 La Ue é condannata ormai...prepararsi all'uscita,se non vogliamo sparire.

- La recessione é maggiore di quanto stanno spacciando: si attesterà a - 2-2,5%

- La cura é certamente cacciare questo governo golpista,tutta la fuffa politica che lo sorregge e uscire dalla Ue.
Solo una grande rivolta popolare può farlo,altrment siamo fottuti.

mercoledì 4 aprile 2012

AGGIORNAMENTI CELINIANI

UNA CURIOSA TESTIMONIANZA


"Andai a Parigi con l'entourage dello zio Toni,un ciclista famoso all'epoca,per una esibizione al Velodrome d'Hiver.
La nostra guida era un certo Willy,un comunista italiano,che era emigrato in Francia,perseguitato dai fascisti.
Saputo che scrivevo mi disse: "Dovresti conoscere uno scrittore che tutti odiano e che vive da matto.Lo accusano di aver collaborato coi nazisti.Ma io non credo che sia quel farabutto che dicono.Certo che é strano,ma credi che gli altri non lo siano? Credi che Sartre non lo sia strano?".
Mi portò a Meudon da Céline.Era seduto al tavolo e beveva in compagnia del suo gatto,mentre tutt'intorno sciamavano ragazze,allieve della scuola di ballo della moglie.
Willy mi presentò: "Questo ragazzo scrive poesie".
"Ah,poesie... - disse Céline - meglio....le poesie non portano rogne".


Alberto Bevilacqua - Romanzi - Meridiani Mondadori
Cronologia - 1949-1953 - pag.LXXX

lunedì 2 aprile 2012

FINE DELL'EURO?

Finalmente è la fine?
di Maurizio Blondet
01 Aprile 2012

ARTICOLO DI BLONDET CANCELLATO SU RICHIESTA EFFEDIEFFE