sabato 31 marzo 2012

MONTI E NAPOLITANO LA VOSTRA FINE COMINCIA DA MILANO....!!!


PIAZZA AFFARI - MILANO SABATO 31 MARZO - E' SOLO L'INIZIO....

Migliaia di persone  hanno partecipato alla marcia per protestare contro le banche, la speculazione e la Bce e il governo dei professori.
Continui sono stati gli slogan contro Monti e Giorgio Napolitano .i due compari di merenda.
Caro Monti, servo e burattino degli usurai,dovevi venire oggi a Milano....avresti visto se gli italiani sono con te...!


Vi amo,figli di puttana...

Vi amo, figli di puttana. Voi siete i soli che leggo, ormai. Voi siete i soli che parlano dei cambiamenti veramente terribili che sono in corso, voi siete i soli abbastanza pazzi per capire che la vita è un viaggio spaziale, e neppure breve: un viaggio spaziale che durerà miliardi di anni. Voi siete i soli che hanno abbastanza fegato per interessarsi veramente del futuro, per notare veramente quello che ci fanno le macchine, quello che ci fanno le guerre, quello che ci fanno le città, quello che ci fanno le idee semplici e grandi, quello che ci fanno gli equivoci tremendi, gli errori, gli incidenti e le catastrofi. Voi siete i soli abbastanza stupidi per tormentarvi al pensiero del tempo e delle distanze senza limiti, dei misteri imperituri, del fatto che stiamo decidendo proprio in questa epoca se il viaggio spaziale del prossimo miliardo di anni o giù di lì sarà il Paradiso o  l'Inferno.
(Kurt Vonnegut)   




mercoledì 28 marzo 2012

LA TRIADE DEI TRUFFATORI

Accordo ABC ,la trimurti di deficienti,sulla legge elettorale.
Liberi da vincoli di coalizione,vale a dire tu mi voti e io faccio poi quel cazzo che voglio,anche allearmi con chi tu hai votato contro.

Impiccare questa spazzatura politica sarebbe l'unica cosa da fare.

Passiamo a quell'altra novità gabellata come panacea di tutti i mali,e cioè la possibilità per i cittadini della preferenza.
Molti di voi ricorderanno i giochi,i trucchi,le cordate.... sulle preferenze organizzati dalle segreterie nazionali,regionali e provinciali... e che al Sud era il metodo migliore della mafia per far eleggere i propri candidati....si presentavano al seggio con già i numeri da votare....insomma,un niente gabellato come illusoria grande riforma politica.

Cambiare perchè nulla cambi,e intanto gli italioti bevono credendosi arbitri degli eletti

Naturalmente la stampa da carta cesso che prima osannava il fatto di sapere preventivamente chi avrebbe governato in caso di vittoria,ora tace.Nessun scalpore che si ritorni indietro di anni....pennivendoli che non facevano altro che elogiare lo schema bipolare!!
Una ennesima dimostrazione di quanto sia credibile oggi l'informazione italiana mainstream.


Ma qui c'è da cambiare radicalmente tutta l'architettura dello Stato,riformare profondamente una costituzione delle guerre puniche...con in più quel macigno d'europa e euro degli usurai...una giustizia da terzo mondo...la legge elettorale interessa solo a lorsignori per i loro giochi di bottega....vorrei infatti sapere che mai può cambiare,vinca uno o l'altro...in fondo tutto lo stesso maleodorante  blob fuori dalla realtà.

E voi popolo di fessi italioti,andate a votarli!!!!

Anche: - http://www.agoravox.it/Legge-elettorale-si-torna-indietro.html

lunedì 26 marzo 2012

CYBERMONTI

NUOVE FRONTIERE DELLA CIBERNETICA
Una creatura da film di Stanley Kubrick, nata in un laboratorio del professor Frankenstein Junior e perfezionata dal dottor Stranamore.
Monti è una specie di Mario 9000,  il cervello elettronico di ultima generazione parlante e deambulante rivestito con costume umanoide,che con la sua voce suadente,ruffiana e metallica, ci rassicura sulla rotta mentre ci conduce con balle macroscopiche  verso la completa e sobria catastrofe.
I suoi interventi sono scialbi soliloqui  e filastrocche da circuiti fusi che ne testimoniano il malfunzionamento.
O meglio,la manomissione programmata dai suoi distributori sul mercato,gli usurai della galassia.

giovedì 22 marzo 2012

BANANA REPUBLIK KOSTITUTION

La Nuova Costituzione della Repubblica Bananiera Italiana


Principi fondamentali

Art. 1
L’Italia è una Repubblica  fondata sul lavoro precario e sulle banane.
La sovranità appartiene alle Banche e alle Fondazioni, che la esercitano informalmente e senza i limiti della Costituzione.


Art. 2
La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili di chi ha il potere, sia come singoli sia nelle formazioni sociali ove si svolge la loro personalità, e richiede l’adempimento dei doveri inderogabili di egoismo politico, economico e sociale.


Art. 3
Tutti i cittadini hanno diversa dignità sociale e non sono eguali davanti alla legge, con distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.
È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la diseguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo dello sfruttamento e l’effettiva esclusione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese.


Art. 4
La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto alla disoccupazione e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto.
Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un’attività o una funzione che concorra all’arricchimento materiale della classe dirigente.


Art. 5
La Repubblica, una e indivisibile, riconosce e promuove le cricche locali; attua nei servizi che dipendono dallo Stato il più ampio trasferimento di fondi pubblici; adegua i principi ed i metodi della sua legislazione alle esigenze dell’autonomia di potenti, aziende e mafie.


Art. 6
La Repubblica tutela con apposite norme la minoranza linguistica italiana.


Art.7
Lo Stato e la Chiesa cattolica sono, ciascuno nel proprio ordine, dipendenti e correlati.
I loro rapporti sono regolati dal governo e dalla Cei. Le modificazioni dei patti accettate dalle due parti, non richiedono procedimento di revisione costituzionale.


Art. 8
Tutte le confessioni religiose sono egualmente libere davanti alla legge.
Le confessioni religiose diverse dalla cattolica hanno diritto di organizzarsi secondo i propri statuti, in quanto non contrastino con la chiesa cattolica.
I loro rapporti con lo Stato sono regolati per legge sulla base di intese con il Vaticano.


Art. 9
La Repubblica promuove lo repressione della cultura e della ricerca scientifica e tecnica.
Tutela l’abuso edilizio e svende il patrimonio storico e artistico della Nazione.


Art. 10
L’ordinamento giuridico italiano si conforma alle lettere della Bce.
La condizione giuridica dello straniero è regolata dalla legge in conformità delle norme e del trattato internazionale sulla tratta degli schiavi del 1768.
Lo straniero, al quale sia impedito nel suo paese l’effettivo esercizio delle libertà democratiche non ha diritto d’asilo nel territorio della Repubblica secondo le condizioni stabilite dalla legge.
.


Art. 11
L’Italia ripudia la pace come strumento di offesa alla libertà dell’industria bellica e come antieconomico mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri l’ingiustizia  fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo.


Art. 12
La bandiera della Repubblica è bianca con in campo una banana tricolore


COSTITUENTI

MONTI E PROFESSORI - VON RUMPOY - BCE - FMI - NAPOLITANO - GOLDMAN SACHS - BUNDESBANK - FRATTAGLIE POLITICHE VARIE


CONSULENTI GIURIDICI SPECIALI

BILDERBERG - GEORGE SOROS - TRILATERAL

mercoledì 21 marzo 2012

SIAMO UOMINI, SCIMMIE...O MACCHINE ?

 Ieri sera si è consumato l’ultimo, in ordine di tempo, ma ce ne saranno altri, atto di ordinaria angheria ai danni dei soliti noti: i cittadini che lavorano.
Il governo dei banchieri e dei tecnocrati, dopo aver massacrato il sistema pensionistico italiano, va avanti per la sua strada che è una strada di soprusi, prevaricazioni, umiliazioni e distruzione della dignità umana.

L’art. 18 è stato stravolto, di fatto non esiste più, così come era stato concepito e, nonostante uno zuccherino avvelenato, di fatto, liberalizza i licenziamenti.
Ma come è stato cambiato:

1)   I licenziamenti discriminatori prevedono il reintegro in azienda
2)   I licenziamenti per motivi disciplinari prevedono o il reintegro od una indennità, a giudizio del giudice
3)   I licenziamenti per motivi economici prevedono esclusivamente una indennità


Noi crediamo che, quando si parla di temi che vanno a condizionare la vita dei singoli e delle famiglie, si dovrebbe avere un minimo, dico un minimo, di coerenza e serietà.
Non sono tutti professori che guadagnano dai 150.000 euro ai 7 milioni di euro l’anno.
Il teorema di Monti è lo stesso di Marchionne nel referendum di Mirafiori: le norme saranno queste, non si cambiano, vi ho chiamato solo per una discussione, l’approvazione me la deve dare il Parlamento.
Alla faccia della democrazia ! L’approvazione la deve dare un Parlamento di nominati da 5 persone, avete capito ! Provate un po’ ad indovinare come voteranno i parlamentari ? A questi che gli frega della vita delle famiglie, a questi interessa solo continuare a rimanere sulla cadrega ed incassare il loro lauto stipendio, oltre ai privilegi.
Ma con queste norme chi volete che licenzi più per “ discriminazione”, ma lo vedete voi un Marchionne qualsiasi dire: “ sì, lo ho licenziato per il suo modo di pensare diverso “,( anche perché non ne ha bisogno: quelli iscritti alla Fiom non li assume ) mettendosi così nella condizione di dover reintegrare il lavoratore, molto più semplice licenziare per motivi economici dando solamente un indennizzo.
E questi motivi economici quali sono ? Facciamo qualche esempio:


1)   Se la Fiat vende meno macchine, come è il caso attuale, è considerato un motivo economico ? La incapacità a produrre nuovi modelli e di stare sul mercato, come dicono loro, è un motivo economico valido e che deve pagare chi lavora?

2)   Se un industriale qualsiasi compra un tornio, od una qualsiasi macchina automatica, questa produce sicuramente di più di due, tre, quattro operai, in questo caso è un motivo economico per licenziare ?
L’uomo viene catapultato sullo stesso piano della macchina, diventa una variabile della produzione.
E se questo uomo ha una famiglia, dei sentimenti, una dignità, chi se ne frega, ci dice il Governo.
L’importante è che tutto si svolga secondo le regole, che la legge venga rispettata, della disperazione umana e familiare non frega niente a nessuno, dobbiamo accontentare i burocrati di Bruxelles, questo il messaggio neanche velato, che Polillo ha chiaramente detto ieri sera a Ballarò: “ c’è una lettera di Bruxelles che ci dice di applicare la flessibilità del lavoro e noi la rispettiamo”.
Ma ci rendiamo conto: un tornio ed un uomo sono la stessa cosa. Altro che capitalismo ottocentesco, qui si rasenta lo schiavismo.

3)   Se una qualsiasi azienda viene a trovarsi con il costo dell’affitto, dell’energia elettrica, del gas, e via dicendo, rincarati anche questo è considerato un motivo economico ?
Questi pochi esempi ci dimostrano come, di fatto, sia stato abrogato l’art. 18, l’unico che dava qualche diritto e qualche garanzia a chi lavora; ci vogliono portare a tappe forzate verso un’epoca buia, di senza diritti, dove la legge del padrone è l’univa vera ed immutabile, non ammette deroghe, o così o pomì.
Il lavoro non viene più considerato come un mezzo per aiutare la crescita economica e spirituale dell’uomo, ma, semplicemente, come un mezzo come un altro per arricchirsi sulla pelle del popolo.
Questo è il messaggio finale di questa futura legge sul lavoro.

E non abboccate alla opposizione della CGIL. E’ una finta opposizione. Si debbono tenere a bada le scimmie, quelle moderate e quelle più estremiste: ed ecco che confezionano il pacco ( come dicono a Roma ), tutti i sindacati “ moderati” d’accordo e la CGIL contro. Le scimmie, di destra e di sinistra, sono accontentate e tenute a bada. Debbono restare dentro la gabbia.
Se quella della CGIL fosse una vera opposizione proclamerebbe uno sciopero generale ad oltranza, finchè le cose non ritornino allo stato originale, altro che le 16 ore di sciopero delle quali 8 di generale.
Facciamo uno scioperino, teniamo a bada le scimmie “estremiste”, facciamole gridare in piazza, tanto non serve a niente: serve solo a far “ sfogare “ quei pochi che ancora ci credono così vanno a casa contenti e coglionati.
E restano dentro la gabbia confezionata, con concorso di colpa, da partiti e sindacati: tutti insieme appassionatamente per schiavizzare il popolo.
Qui ci prendono per scemi, ci stanno fregando, se qualcuno ha ancora una tessera sindacale la strappi, il nostro sindacato debbono essere i lavoratori, i cassaintegrati, gli espulsi dal mondo del lavoro, gli oppressi, il popolo, le massaie, tutti i diseredati di questa nostra povera Nazione

(dall'amico blogger Claudio Marconi)

http://www.frontediliberazionedaibanchieri.it/article-siamo-uomini-scimmie-o-macchine-102023225.html

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Viste le precedenti retromarce,non si sa se poi questa partenza del decreto combacierà con l'arrivo.
Certo é che questo decreto non fa che accanirsi sempre sui soliti.Sarà anche vero che ci siano stati prima casi di persistenti lavativi e profittatori di questo articolo,ma era comunque una difesa,un deterrente per tutta la gran parte di quelli che svolgevano onestamente il proprio lavoro.
Nè é da credere nemmeno che questo fosse un grande ostacolo,come sbandierato,alla produttività delle aziende o alle mancate assunzioni.
Le deficienze strutturali dell'apparato economico hanno ben altre cause più profonde.
Nè poi si capisce infine l'utilità e l'attualità di tale decreto in tempo di recessione e disoccupazione.
Comunque aspettiamo di vedere il testo definitivo.
E' chiaro comunque che questo in pratica,consentirà licenziamenti ad libitum.Ci sarà sempre una causa economica.

Quanto ai sindacati é probabile che la storia sia proprio quella illustrata da Claudio.Un gioco delle parti.Stavolta però credo che non molti abboccheranno.
Ricordo che nell'Inghilterra della Thatcher, sindacati certo non marxisti,fecero un anno di sciopero contro alcuni provvedimenti sui minatori.Questo é il mestiere del sindacato in qulsiasi paese operi,difendere fino allo stremo i lavoratori e non essere la cingha di trasmissione di partit politici.Ricordo anche che in tempi non lntani si minacciava lo sciopero generale per molto meno.Ora,in condizioni drammatiche per il lavoro e la disoccupazione,sembra un optional.A questo punto che ce ne facciamo di questi baracconi incapac di fare il loro mestiere? E mai che passi loro per la testa di contestare quanto sta succedendo a danno dei sempre soliti noti.

martedì 20 marzo 2012

LO STALINISTA AMERICANO

Monti, lo stalinista americano che devasterà gli italiani

I colpi di Stato? Oggi non si fanno più coi carri armati, ma con un’abile gestione extraparlamentare di magistrati, giornalisti  ed economisti. «È il post-moderno, bellezza!», ironizza il filosofo Costanzo Preve, che denuncia due golpe: «Quello di Monti del 2011 non è il primo ma il secondo, dopo quello di Mani Pulite del 1992», un “colpo di stato giudiziario” per abbattere il sistema partitico della Prima Repubblica, «non certo più corrotto di quello venuto dopo, ma pur sempre garante di un certo assistenzialismo sociale e di una sovranità monetaria dello Stato nazionale, sia pure all’interno dello schieramento post-bellico americano».

Stavolta non c’è stato neppure bisogno di manette: «Sono bastati i mercati internazionali e soprattutto la regia di Napolitano, il rinnegato ex-comunista passato al servizio degli americani».
Già nel ’92, aggiunge Preve nel suo dialogo con Luigi Tedeschi sulla “mutazione antropologica degli italiani” pubblicato da Arianna editrice e ripreso da “Megachip”, era stato decisivo l’ex Pci nell’assestare il “colpo di Stato giudiziario extraparlamentare”.
Stessi attori, sempre in prima linea: «Allora per odio verso Craxi, oggi per odio verso Berlusconi, entrambi già largamente indeboliti e delegittimati da asfissianti campagne di stampa». Orfani di Berlinguer, quelli che Preve chiama “rinnegati” si trovavano «improvvisamente privi di qualunque legittimazione storico-politica, ma ancora dotati di un seguito identitario inerziale da sfruttare come risorsa politologica».
I seguaci identitari «furono prima fanatizzati contro Craxi (il corrottone, il porcone, il maialone), e poi contro Berlusconi (il nano di Arcore, il puttaniere, il crapulone)».
L’eterogenesi dei fini, segnalata da Vico, si è sposata con l’astuzia della ragione storica teorizzata da Hegel.

«La politica non è stata sconfitta solo nel 2011, perché era già stata sconfitta nel 1992», aggiunge Preve. Inoltre, l’Italia nel 2011 non è stata sconfitta solo una volta, ma due: la prima volta in Libia, dove «è stata costretta dalla Nato a fare una guerra contro i più elementari interessi nazionali ed economici, con barbarico linciaggio finale del nazionalista panarabo nasseriano Gheddafi, trasformato in feroce dittatore dai gestori simbolici monopolisti dei cosiddetti “diritti umani”».
La seconda volta appunto a Roma, con il commissariamento diretto del suo governo. Destra e sinistra? Ormai sono solo «segnali stradali e simboli di costume extra-politico».
Esempio: «La sinistra vota il transessuale Luxuria, mentre la destra non lo voterebbe mai».
Dicotomia ormai inesistente, eppure «continuamente reimposta, per motivi di tifo sportivo, dal ceto intellettuale».
Pura manipolazione simbolica, dice Preve, dotata di un potere inerziale ancora forte anche se non più fondato sulla realtà.
«Quando Bobbio difese la dicotomia, sostenendo che la sinistra era egualitaria e la destra anti-egualitaria, descriveva uno scenario sorpassato, perché questo scenario presupponeva la sovranità monetaria dello Stato nazionale e delle scelte politiche alternative di redistribuzione dal reddito».
Ora questo scenario non esiste più. Al suo posto, ci sono solo «questioni di gusto estetico e di snobismo culturale».
La classe politica ? «Si è allineata a Monti non per responsabilità, ma proprio per il suo contrario, per deresponsabilizzazione». I politici, «ricattati dalle polemiche contro la “casta” e inseguiti dalle plebi furiose per i loro privilegi alla mensa semigratuita di Montecitorio», si sono «consegnati ad una “giunta di economisti” per cercare di zittire, almeno provvisoriamente, il linciaggio mediatico».

Quello di Monti? Un ben strano liberalismo, perché il fondamento del liberalismo nella sua moderna forma liberaldemocratica è la volontà popolare espressa da un corpo elettorale sovrano, laddove il caso della Grecia, ma anche quello della giunta Monti, ci mostra l’esatto contrario.
«Nel Medioevo c’erano i Re Taumaturghi. Ma oggi il medioevo è finito, e ci sono gli Economisti Taumaturghi». Il modello capitalistico di Smith ed il modello comunista di Marx, ricorda Preve, avrebbero  entrambi dovuto funzionare senza Stato, o con uno “Stato minimo” tendente verso lo zero.
«Pura utopia modellistica astratta». In realtà, il comunismo di Marx nel ‘900 «funzionò unicamente con lo Stato, anzi con uno stato autoritario di partito monopolista del potere, dell’economia e della cultura».
Idem il capitalismo di Locke e di Smith: «Funzionò unicamente incrementando il dirigismo statale al servizio dell’accumulazione capitalistica».
Poteva andare diversamente? No, perché «un mercato puro, senza intervento riequilibratore di un potere statale, getterebbe nella miseria più nera la stragrande maggioranza della popolazione».
Finché sono ancora in funzione le solidarietà comunitarie pre-capitalistiche (famiglia, tribù), c’è ancora riparo, ma con la generalizzazione dell’individualismo anomico ci sarebbe solo la guerra di tutti contro tutti, come mostra il tragico esempio della Grecia di oggi.
«E’ dunque del tutto triste, ma anche fisiologico, che al bel comunismo utopico ma inapplicabile di Marx succeda il comunismo autoritario ma “realistico” di Lenin e di Stalin. Ed è pertanto fisiologico che al capitalismo utopico di Locke e di Smith succeda il capitalismo oligarchico ma “realistico”, di Draghi e di Monti».
La «dittatura oligarchica dei mercati di Draghi e di Monti» è fuori dal liberismo che si studia nelle università: «Si tratta di uno scenario completamente nuovo, di un capitalismo assoluto o “speculativo”».
Potremo difenderci da questa sorta di “stalinismo occidentale”?
Non nel breve periodo, dice Preve: «Non possiamo aspettarci a breve termine un risveglio di coscienza e di conoscenza: troppo forti sono le forze inerziali della simulazione destra-sinistra, dell’identitarismo di partito di origine Pci, dell’antifascismo in assenza di fascismo e dell’anticomunismo in assenza di comunismo, oltre alle cantilene del politicamente corretto».
Per il filosofo, «questa dittatura dei mercati è ancora relativamente nuova ed inedita, ed é normale che in questo momento domini la paura ed il ricatto del mancato pagamento dei salari e delle pensioni». La realtà? «Siamo appena all’inizio del “tempo di cottura” che la storia ci prepara: la ricetta vuole il suo tempo».

Monti coltiva un disegno pericoloso: «Vuole attuare un progetto di ingegneria antropologica tipica del fanatico liberista che è».
Mettendosi consapevolmente sulla scia di chi ha definito i giovani “bamboccioni” e “sfigati”, e non vittime di un ignobile sistema di lavoro flessibile e precario, Monti vorrebbe una sorta di artificiale anglosassonizzazione forzata della  figura storica dell’italiano.
«Come tutti  gli economisti professionali, egli è probabilmente del tutto ignaro di storia e di filosofia, che ha certamente abbandonato con la fine degli studi liceali» e quindi sembra non sapere che l’utopia dell’uomo “nuovo”, dell’uomo rinato, «non nasce affatto con l’ingegneria economica oligarchica neo-liberale e le sue ignobili porcherie sul “lavoro fisso noioso”, la cui oscenità raggiunge quella di chi mette un affamato in guardia contro i pericoli dell’obesità e del colesterolo».
Stalin fu un grande sostenitore della “creazione sovietica dell’uomo nuovo”:
«Ne abbiamo visto le conseguenze a medio termine, poco più di mezzo secolo».
Il progetto di “americanizzazione antropologica forzata dagli italiani”, iniziata sul piano del costume con la sconfitta militare del 1945 «addossata al solo fascismo», secondo Preve «solo ora, nel 2012, può realmente dispiegarsi senza ostacoli, con l’integrazione completa in questo progetto del ceto politico e del clero intellettuale, giornalistico ed universitario».
Monti sembra “l’uomo dei tedeschi”, perché da essi mutua la politica recessiva e l’ossessione anti-keynesiana del pareggio del bilancio, ma in realtà è “l’uomo degli americani”: «Si è creduto a lungo che una Europa unificata dall’euro potesse in prospettiva fare da contraltare strategico all’arroganza unipolare degli Usa, e con questo argomento l’unità europea fu “venduta” alla sinistra ed al suo variopinto circo intellettuale».

La tradizionale disattenzione degli italiani per la politica estera, «tipica di un paese privo di sovranità politica e militare», ha fatto sì che passassero praticamente inosservate le nomine dei nuovi ministri degli esteri e della difesa, «un diplomatico di carriera amico della Clinton ed un ammiraglio bombardatore in Afghanistan per conto della Nato».
I due personaggi che hanno sostituito «i precedenti pittoreschi berlusconiani Frattini e La Russa», in realtà sono «servi degli Usa al cento per cento».
Berlusconi? Non poteva certo piacere a Washington: non solo per il suo «stile di vita immorale di puttaniere, improponibile all’ipocrita puritanesimo Usa», ma soprattutto per i suoi “giri di valzer” con Gheddafi e con Putin, «fatti non certo per ragioni politiche o geopolitiche, ma per il vecchio fiuto del faccendiere e del venditore “chiavi in mano”». E ora, eccoci serviti.
«Sono ottimista sulla nascita di anticorpi di resistenza – conclude Preve – ma ci vorrà sicuramente del tempo: probabilmente, molto più tempo di quello che resta alla nostra generazione».

http://www.libreidee.org/2012/03/monti-lo-stalinista-americano-che-cambiera-gli-italiani/

domenica 18 marzo 2012

LA FAVOLA DEL DEBITO E SPREAD

Ancora certi coglioni di economisti e la stampa dei servi mainstream credono alla favola del debito pubblico come causa di tutti i nostri mali.
Ebbene signori, la Spagna nel 2011 aveva un debito del 66% del Pil ,ed é nelle nostre stesse condizioni.
Un paese virtuoso secondo i parametri,meglio della Francia 85% e della pretesa virtuosità della Germania 83%.
Di converso il Giappone ha un debito del 240% e si finanzia con interessi ridicoli dello 0,5%.Non risulta che i giapponesi siano alla fame od oppressi dallo spread.Già,ma loro sono un paese a moneta sovrana.

Il male risiede altrove,in un sistema dell'euro truccato gestito da strozzini e speculatori che ci hanno confiscato sovranità politica,economica e monetaria.

Questo é un bocconiano,evidentemente di parere diverso da Monti e compari.
il Prof. Luca Fantacci : “Nessuno Stato è in grado di ripagare i propri debiti. D’altro canto, gli Stati non sono nemmeno tenuti a ripagare i loro debiti.I debiti degli Stati, da quando hanno preso la forma di titoli negoziabili sul mercato, non sono più fatti per essere ripagati, bensì per essere continuamente rinnovati e per circolare indefinitamente. I titoli di stato sono emessi, sono acquistati e rivenduti ripetutamente sul mercato e, quando giungono a scadenza, sono  rimborsati con i proventi dell’emissione di nuovi titoli.”

Un giro di carta di cui non ci sarebbe nemmeno bisogno se lo Stato fosse padrone della sua moneta..

Ci spieghino inoltre come l'Italietta di tanti anni fa,con un debito sempre intorno ed oltre il 100% del Pil,era la sesta economia mondiale e con un  export da far impallidire la Germania di allora.
Solo che era un paese a moneta sovrana...finchè nel 1992,decimata la classe politica da Mani Pulite (e qui ci sarebbe molto da discutere....), gli strozzini decisero di predare il paese con la complicità dei vari Draghi,Amato,Ciampi,,...tutti tecnici al loro serviziocome Monti .....e poi Prodi,che ci consegnò agli usurai europei.
Ora la storia si sta ripetendo é in condizioni molto più gravi.
Purtroppo la nostra disgrazia ha solo un nome: EURO!!!


(click to enlarge)

Come si può vedere da almeno trent' anni il debito é intorno al 100% del Pil o superiore,senza che sia mai successa alcuna catastrofe economica.Anzi,la crescita italiana,nonostante le tante storture e sprechi di una classe politica spesso inetta,é stata finanziata da questo deficit.
Interessante vedere che all'epoca dei tanto decantati governi tecnici 1992-96 (Amato,Ciampi,Dini,Prodi...con l'ininfluente e breve parentesi berlusconiana),il debito pubblico é passato dal 105% al 120%..



In questa griglia ci sono 4 grafici di 4 colori diversi e sono gli interessi sui titoli di stato rispettivamente tedeschi (linea inferiore giallo scuro), spagnoli (arancione), italiani (verde) e francesi (rosso). Fonte Bloomberg.
Cosa notate? Basta semplicemente guardare il grafico per rendersene conto. Dai primi di aprile dell’anno scorso le 4 linee (quindi guardate la parte sinistra del grafico), sullo stesso livello, cominciano a divaricare.
Questo sapete cosa significa? Politica monetaria ed economica decisa a tavolino dalla UE al sol fine di favorire la Germania,in parte la Francia. Il resto è solo fuffa e Monti una sorta di burattino. Sfido chiunque a dimostrarmi, dati alla mano, il contrario. E peraltro la parte destra del grafico, situazione attuale dopo decisioni prese dalla UE e pesantemente ripercosse soprattutto da noi, non tende più a ricomporre le linee sullo stesso livello.
Improvvisamente s'è detto,non si sa in base a quali dati reali,a quale miracolo la forbice é andata allargandosi.A prescindere dal dato specifico in favore della Germania,ad un livello più alto
non ci vuol molto a capire che la speculazione usuraia e pilotata aveva ben altri fini che una semplice manovra speculativa,ma mirava solo al cambiamento di governi non allineati ai loro desiderata e a ricattare i riottosi con questo trucco dello spread che non ha nessun collegamentoo con la reale situazione economica.
E' solo uno strumento  ricattatorio fondato su agenzie di rating private e fuori da ogni controllo,dove i controllati controllano i controllori...
Lo scopo finale é depredare le ricchezze di questi paesi e impoverirli fino a renderli sudditi impotenti.
Chi infatti sa dire cosa sia cambiato di economicamente rilevante da aprile a oggi che giustifichi questo giochino dello spread? Nulla di reale,solo un'azione concertata appunto a tavolino dagli usurai.

Anzi ,nonostante la propaganda di Monti e delle sue ridicole misure strombazzate da media indecorosi, la situazione é peggiorata,nonostante lo spread sia sceso intorno ai 320 punti (ma solo per il denaro dato dalla BCE alle banche all'1%,le quali invece di aprire il credito,hanno preferito acquistare i btp statali al 4-5%).Quindi calma Monti,resta pur sobrio,tu c'entri come i cavoli a merenda,e magari guardati i dati qui di seguito,così ti passa la voglia di autoincensarti e dire fesserie.

(dati Bankitalia di pochi giorni fa)


- il debito pubblico a 1909 miliardi all'epoca dell'insediamento Monti é ora a 1935 miliardi.
Manco lo Spirito Santo riuscirà a ridurlo,e tutti i peana della stampa prezzolata si riducono a polvere.

- recessione con Pil a - 1,5%,stima molto benevola. Così a fronte di un aumento debito di 27 miliardi,abbiamo una ricchezza in meno di 19 miliardi.Quindi rapporto debito/Pil  ancora più negativo con un buco di 46 miliardi ,da aggiungere ai 40 miliardi di riduzione annua della sciagurata firma del fiscal compact.
Qui manco la Trinità é in grado risolvere.

- il deficit pubblico é aumentato di 2,4 miliardi nel primo  trimestre del governo Monti ( dicembre-febbraio),rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.

- all'arrivo di Monti la disoccupazione era all'8,5%,a fine gennaio il 9,2% e il trend é negativo.

Quindi tutti i vari decreti Salva-Cresci Italia sono bolle di sapone, bufale mediatiche che non intaccano minimamente i problemi della nazione.Anzi,li peggiorano ancor di più.Oltre ai dati già visti,consideriamo un'inflazione certamente maggiore dei ridicoli dati Istat (3,3%),una recessione (non ci facciamo mancare nulla,recessione ed inflazione insieme,il peggio) destinata ad aggravarsi,un crescente disagio sociale per una tassazione ormai abnorme che non risolve oltretutto nulla, e una  mancanza assoluta di equità.
Nessuna misura contro la  spesa corrente,nessuna misura di rilievo contro la casta politica e bancaria e i poteri cosidetti forti.Ma questo é il piano degli usurai a cui Monti come loro agente obbedisce.

Insomma,siamo in mano ad un venditore di fumo (vedi anche tutto il balletto delle privatizzazioni),ad una classe politica grottesca e a media mainstream degni della miglior DDR.
E tutti al servizio degli usurai internazionali e dei loro trucchi del debito e dello spread.

sabato 17 marzo 2012

LE BANCHE ORDINANO,I CAMERIERI ESEGUONO




Ci si riferisce al casino scoppiato attorno a un emendamento del Pd al decreto liberalizzazioni - accolto nel maxiemendamento del governo e dunque approvato pochi giorni fa dal Senato - che abolisce tutte le commissioni (leggi guadagni) che le banche ricavano dall'apertura, dal mantenimento e dalla chiusura di una linea di credito.
Apriti cielo...!. Addirittura i vertici dell'Abi, l'associazione delle banche, si sono dimessi per protesta,richiamando all'ordine gli ascari parlamentari.rimproverati come bambinelli disubbidienti,e subito pronti a rimediare da solerti e fedeli camerieri.
Al che si é scatenato un balletto grottesco di gioco delle parti.il Pd vuole far finta che si tratti solo di un "errore" materiale, Monti e i suoi non vedevano l'ora di non essere più "il governo delle banche", il Pdl acconsentirà solo se si sblocca il crediti ,Casini l'ascaro montiano invece dice in pratica che non bisogna danneggiare le banche,ma tutti dicono che la pezza ce la deve mettere qualcun altro.
Una sorta di pantomima il cui obiettivo è fare bella figura davanti all'opinione pubblica: l'unico fatto certo - senza una forte pressione di stampa (te la raccomando...!!) e consumatori - è che alla fine quell'emendamento verrà corretto,con somma gioia dei banchieri.

Quanto al resto del video,circa Goldman Sachs.....ne eravamo certi da tempo...

(by george)

giovedì 15 marzo 2012

CARMELO,UN SALUTO....


Sabato 16 marzo 2002, all'età di 64 anni, scompariva a Roma Carmelo Bene


“Ciò che nel linguaggio meglio si comprende non è la parola, bensì il tono, l’intensità, la modulazione, il ritmo con cui una serie di parole vengono pronunciate. Insomma la musica che sta dietro le parole, la passione dietro questa musica, la personalità dietro questa passione: quindi tutto quanto non può essere scritto. Per questo lo scrivere ha così poca importanza”. (Nietzsche)

Lo ricordi chi lo ha amato,gli altri lo dimentichino come han sempre fatto e ci risparmino ridicole commemorazioni come questa:

ROMA – In scena dal 2 al 5 febbraio 2012 AL TEATRO LO SPAZIO da giovedì a sabato alle 20,45, domenica alle 17,00
Un evento, un ricordo “Dedicato a … Carmelo Bene” .....

“Un concerto moderno sulla presa di coscienza al femminile rispetto alla difficoltà dell’ INCONTRO nell’epoca moderna,ma sul cui sfondo danzano i sogni di ogni bambina … la ricerca dell’’amore con la A Maiuscola, l’abito dasposa bianco,i fiori d’arancio, un sigillo d’amore forgiato pour l’eternité
Sensualità, coraggio, abbandono totale, darsi per nulla, avere in cambio, credere nell’altro per non tradire se stessi. Dall’Amare nel totale Abbandono all’Altro  fino all’Abbandono dell’Altro e la consegna di quel lutto alla Parola che ne fa risuonare la perdita."


Da rotolarsi in terra dal ridere!

(by george)

martedì 13 marzo 2012

NOBELPERNACCHIA AL PAREGGIO DI BILANCIO

La lettera di 8 Nobel a Obama: "Contrari» a pareggio bilancio "

Ecco il testo che otto prestigiosi economisti americani hanno inviato al presidente Usa e al Congresso. «Aumentare i vincoli è controproducente».

Cari presidente Obama, presidente Boehner, capogruppo della minoranza Pelosi, capogruppo della maggioranza Reid, capogruppo della minoranza al Senato McConnell, noi sottoscritti economisti sollecitiamo che venga respinta qualunque proposta volta ad emendare la Costituzione degli Stati Uniti inserendo un vincolo in materia di pareggio del bilancio.

Vero è che il Paese è alle prese con gravi problemi sul fronte dei conti pubblici, problemi che vanno affrontati con misure che comincino a dispiegare i loro effetti una volta che l’economia sia forte abbastanza da poterle assorbire, ma inserire nella Costituzione il vincolo di pareggio del bilancio rappresenterebbe una scelta politica estremamente improvvida. Aggiungere ulteriori restrizioni, cosa che avverrebbe nel caso fosse approvato un emendamento sul pareggio del bilancio, quale un tetto rigido della spesa pubblica, non farebbe che peggiorare le cose.


1. Un emendamento sul pareggio di bilancio avrebbe effetti perversi in caso di recessione.
Nei momenti di difficoltà economica diminuisce il gettito fiscale e aumentano alcune spese tra cui i sussidi di disoccupazione. Questi ammortizzatori sociali fanno aumentare il deficit, ma limitano la contrazione del reddito disponibile e del potere di acquisto. Chiudere ogni anno il bilancio in pareggio aggraverebbe le eventuali recessioni.


2. A differenza delle costituzioni di molti stati che consentono di ricorrere al credito per finanziare la spesa in conto capitale, il bilancio federale non prevede alcuna differenza tra investimenti e spesa corrente.
Le aziende private e le famiglie ricorrono continuamente al credito per finanziare le loro spese.
Un emendamento che introducesse il vincolo del pareggio di bilancio impedirebbe al governo federale di ricorrere al credito per finanziare il costo delle infrastrutture, dell’istruzione, della ricerca e sviluppo, della tutela dell’ambiente e di altri investimenti vitali per il futuro benessere della nazione.


3. Un emendamento che introducesse il vincolo del pareggio di bilancio incoraggerebbe il Congresso ad approvare provvedimenti privi di copertura finanziaria delegando gli stati, gli enti locali e le aziende private trovare le risorse finanziarie al posto del governo federale. Inoltre favorirebbe dubbie manovre finanziarie (quali la vendita di terreni demaniali e di altri beni pubblici contabilizzando i ricavi come introiti destinati alla riduzione del deficit) e altri espedienti contabili. Le controversie derivanti dall’interpretazione del concetto di pareggio di bilancio finirebbero probabilmente dinanzi ai tribunali con il risultato di affidare alla magistratura il compito di decidere la politica economica. E altrettanto si verificherebbe in caso di controversie riguardanti il modo in cui rimettere in equilibrio un bilancio dissestato nei casi in cui il Congresso non disponesse dei voti necessari per approvare tagli dolorosi.


4. Quasi sempre le proposte di introduzione per via costituzionale del vincolo di pareggio di bilancio prevedono delle scappatoie, ma in tempo di pace sono necessarie in entrambi i rami del Congresso maggioranze molto ampie per approvare un bilancio non in ordine o per innalzare il tetto del debito.
Sono disposizioni che tendono a paralizzare l’attività dell’esecutivo.


5. Un tetto di spesa, previsto da alcune delle proposte di emendamento, limiterebbe ulteriormente la capacita’ del Congresso di contrastare eventuali recessioni vuoi con gli ammortizzatori gia’ previsti vuoi con apposite modifiche della politica in materia di bilancio. Anche nei periodi di espansione dell’economia, un tetto rigido di spesa potrebbe danneggiare la crescita economica perche’ gli incrementi degli investimenti ad elevata remunerazione – anche quelli interamente finanziati dall’aumento del gettito – sarebbero ritenuti incostituzionali se non controbilanciati da riduzioni della spesa di pari importo.
Un tetto vincolante di spesa comporterebbe la necessita’, in caso di spese di emergenza (per esempio in caso di disastri naturali), di tagliare altri capitoli del bilancio mettendo in pericolo il finanziamento dei programmi non di emergenza.


 6. Per pareggiare il bilancio non è necessario un emendamento costituzionale. Il bilancio non solo si chiuse in pareggio, ma fece registrare un avanzo e una riduzione del debito per quattro anni consecutivi dopo l’approvazione da parte del Congresso negli anni ’90 di alcuni provvedimenti che riducevano la crescita della spesa pubblica e incrementavano le entrate. Lo si fece con l’attuale Costituzione e senza modificarla e lo si può fare ancora. Nessun altro Paese importante ostacola la propria economia con il vincolo di pareggio di bilancio. (l'europa quindi non  importante...)
Non c’e’ alcuna necessita’ di mettere al Paese una camicia di forza economica. Lasciamo che presidente e Congresso adottino le politiche monetarie, economiche e di bilancio idonee a far fronte ai bisogni e alle priorità, così come saggiamente previsto dai nostri padri costituenti.


7. Nell’attuale fase dell’economia è pericoloso tentare di riportare il bilancio in pareggio troppo rapidamente. I grossi tagli di spesa e/o gli incrementi della pressione fiscale necessari per raggiungere questo scopo, danneggerebbero una ripresa già di per sé debole.

KENNETH ARROW - PETER DIAMOND - WILLIAM SHARPE - CHARLES SCHULTZE  -ALAN BLINDER - ERIC MASKIN - ROBERT SOLOW - LAURA TYSON

http://www.unita.it/mondo/usa-pareggio-di-bilancio-br-nobel-a-obama-noi-contrari-1.322464

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Noi invece che siamo furbi,firmiamo allegramente questa sciagura.Naturalmente tutta la classe politica,meglio sarebbe dire la fregnacceria politica,pensa a tutt'altro....a liste,simboli elettorali.....ma può darsi che stavolta abbiano un'amara sorpresa se il popolo italiota finalmente si sveglia dal suo rincoglionimento mediatico.
Magari,ai solerti giornalisti dell'Unità,organo del Parttto Dispersi,che hanno pubblicato questa notizia,bisognerebbe dire di tradurla in linguaggio accessibile anche ad uno come Bersani che più di tre confuse parole su twitter non riesce proprio a dire.
Una cosa da notare in questo testo é il continuo appellarsi alla Costituzione,cosa che da noi é stata totalmente trascurata e calpestata proprio da quelli che pretendono di difenderla,in primis il vostro presidente del colle che non fa altro che citarla a vanvera per ogni fesseria,salvo poi ignorarla totalmente in casi fondamentali come questo.

domenica 11 marzo 2012

I.S.D.A. LA CUPOLA SOVRANAZIONALE

Joseph Stieglitz rivela i nomi della cupola finanziaria internazionale. Si chiama I.S.D.A. e la sede centrale è a Londra...
Chi ha incontrato Mario Monti, a New York, quindici giorni fa, di talmente importante, da fare in modo che nessun giornalista, curioso, (e tantomeno bloggers indipendenti) potessero sostenere di averli visti insieme?
In teoria, la persona più importante che lui ha visto in Usa è stato Barack Obama. Dopotutto si tratta del comandante in capo del più potente esercito mai esistito. Macché. Se Monti è un semplice ragioniere, Obama è, diciamo così, un solidissimo direttore generale.
Poi ci sono altri, nei piani alti. Il nostro baldo premier sembra che abbia incontrato un piccoletto anonimo, un signore di Singapore, totalmente sconosciuto ai più. Il suo lavoro ufficiale consiste nell’insegnare all’università di Toronto “pianificazione dei sistemi di telecomunicazione avanzata” nella facoltà di ingegneria elettronica. E’ un grande esperto (considerato tra i primi cinque esperti al mondo) in “gestione delle risorse energetiche europee e sue applicazioni economiche”. Vabbé che è un professore pure lui, e tra professori si capiscono. Ma non basta per incontrarlo.
L’anonimo piccoletto di Singapore ha anche un’altra curiosa particolarità. Che a noi ci interessa. Eccome se ci interessa!!!
Dai primi di quest’anno 2012, infatti, questo professore ha trovato un nuovo lavoro. Glie lo hanno dato gli arabi. Per essere precisi gli emiri. Per essere ancora più precisi: gli sceicchi che rappresentano gli interessi petroliferi e finanziari dell’Emirato Arabi Uniti a Dubai.
In Usa è considerata la cupola finanziaria sovranazionale planetaria. E’ un acronimo. E’ il datore di lavoro di Mario Draghi. Praticamente è ufficiale, questo è il bello.
Costoro, quatti quatti, zitti zitti hanno di recente fatto un acquisto in apparenza disastroso: la più alta quota di maggioranza in Unicredit, la cosiddetta “banca del made in Italy” in teoria simile alla nave Concordia, dato che ha soltanto debiti, ma rappresenta la Repubblica Italiana (così recitava la pubblicità mandata in televisione per sedurre i gonzi italioti con patriottico cuore, pronti a versare i propri risparmi per acquistarne le azioni). Possiedono, infatti, gli emiri, dal 28 gennaio 2012 il 6% del capitale finanziario della banca –sufficiente per imporre ogni decisione - attraverso un fondo reale del Dubai che si chiama “Abaar Investment Fund”.
Gli emiri hanno convocato a Dubai il nostro piccoletto anonimo e gli hanno delegato la rappresentanza. E così, l’ometto, alias “the professor”, alias “controllore della pianificazione investimenti in Europa di Unicredit” si è messo al lavoro.
Alias Lim Teng Joon: un genio della finanza al servizio dei cinesi. Un genio delle telecomunicazioni strategiche. E’ stato immediatamente cooptato come unico….forse è meglio ripeterlo….UNICO…rappresentante italiano (non è folle che noi italiani siamo rappresentati da un piccoletto di Singapore che in Italia non c’è mai neppure stato?) all’interno della più potente organizzazione finanziaria planetaria, che attualmente gestisce un capitale complessivo di 47 mila miliardi di euro. Questa è la cifra che la cupola tratta. L’organizzazione ha sede a Londra. Si chiama I.S.D.A.
In Usa è considerata la cupola finanziaria sovranazionale planetaria.
E’ un acronimo. E’ il datore di lavoro di Mario Draghi. Praticamente è ufficiale, questo è il bello. Anzi, il triste. Per non dire, il tragico. Chi lo dice, questo? Il sottoscritto: macché. Il furioso Paolo Barnard?: proprio no. Il Wall Street Journal, allora?: no no no. Ce lo rivela, con parole semplici, dirette e un solo condizionale, il premio nobel per l’economia Joseph Stieglitz, ormai reo-confesso (“sì sono io la Gola Profonda di “occupy wall street” e allora?” confessione fatta a Bloomberg television in data 12 febbraio 2012) in un articolo pubblicato in data 6 febbraio 2012 da un modesto giornale studentesco della Columbia University dove lui insegna Economia, dato che la rivelazione è stata fatta, così, volutamente en passant, nel corso di una lezione registrata dagli studenti. In tale articolo, Stieglitz ci spiega che la Bce non decide un bel nulla. Bensì, esegue gli ordini dell’I.S.D.A.
L’acronimo sta per “International Swaps and Derivatives Association”.
Secondo Stieglitz, sono loro a decidere il destino della Grecia sono loro che hanno deciso e stanno decidendo su come la Bce deve o non deve occuparsi della gestione della finanza in Europa. Il tutto non è stato presentato come uno scandalo, né come una notizia da scoop, né come un allarme clamoroso. Non è nella tradizione di Stieglitz. L’esimio professore non è in cerca né di visibilità (non ne ha bisogno, dato che è il numero 1 al mondo) né tantomeno di pubblicità (ne ha fin troppa). Lo ha fatto commentando con i suoi studenti la situazione finanziaria dell’Europa, delle richieste fatte a Italia e Spagna e dell’imposizione dei tagli alla Grecia. Tradotto e in sintesi, Stieglitz ci annuncia che la Bce è sottoposta a ordini esterni di privati, i quali porteranno l’economia europea al disastro. Intendiamoci, a naso e istinto lo sapevamo già. Ma è utile sapere nomi e cognomi, date e dati, quando l’informazione la dà un premio nobel dell’economia stimato in tutto il mondo.
E perché lo fa? Perché la lezione che stava tenendo era di “democrazia e politica”, con il sottotitolo: “quale governance nell’interesse dei cittadini delle nazioni democratiche?”. E poi, perché ci teneva a fare il mago. Alla fine della sua lezione, infatti, ha predetto (davvero uno stregone) che “l’Isda annuncerà formalmente sul suo sito di qui a qualche giorno che posizione l’Europa deve assumere rispetto alla Grecia. Sono un’associazione di industriali, non sono mica clandestini. Loro sono orgogliosi di essere al comando delle operazioni e da un mese a questa parte ci deliziano nel loro sito con il racconto addirittura sfacciato relativo a ciò che stanno facendo.
Quando loro parlano e scrivono sul sito, al massimo dopo 48 ore parlano la Merkel, Sarkozy, Monti”. Agghiacciante. Immancabilmente la profezia di Stieglitz è diventata realtà. E così, sul sito dell’Isda, in data 27 febbraio è comparso un comunicato stampa che sembrava inviato direttamente dal fronte di guerra. Il che ci chiarisce la posizione dei tedeschi, da efferati padroni integerrimi ridotti, povere stelle, a efficienti quanto efficaci ragionieri sottoposti.
Il comunicato, infatti, specifica che si riserva il diritto di stabilire se tutta la manovra finanziaria relativa alla Grecia può funzionare o meno (naturalmente per i loro interessi). Il che vuol dire che se loro decidono che non funziona, andiamo tutti a picco.
Non è una notizia clamorosa. Forse, per i più, non è neppure una notizia. Diciamo che è un buon segreto di Pulcinella. Ma è bene cominciare a passare dagli stereotipi alle informazioni garantite.
E soprattutto con nomi e cognomi, in modo tale da avere un quadro esauriente e veritiero su chi è al comando delle operazioni e chi decide per davvero. Se non altro, quando (nel caso esista qualcuno che in Italia intenda farlo potendoselo permettere) si va da Mario Monti in conferenza stampa o alla tivvù, si possono fare domande precise e nette a proposito di questi signori.
Ecco l’elenco dei nomi dei funzionari preposti alla gestione di quello che loro chiamano “il pacchetto Europa”.
Lista dei direttori:
Stephen O’Connor….. Morgan Stanley
Michele Faissola….Managing Director…… Deutsche Bank
Gay Huey Evans…..Consultant Executive….. ISDA
Diane Genova…….Treasurer…………….. JPMorgan Chase & Co.
Guillaume Amblard………Global Head Fixed Income Trading…… BNP Paribas
Brian Archer…….Managing Director Global Head Trading…….. Citi
Martin Chavez…….Managing director…….. Goldman Sachs & co.
Bill De Leon…….Global head of Portfolio risk management……… PIMCO
Thibaut De Roux………Global head of structured derivatives…… HSBC bank
Nitin Gulabani……Global head of Rates……………………. Standard Chartered Bank
George Handjinicolauou……..Deputy Chief Executive Officer………ISDA
Harry Harrison…………………Head Rates trading………… Barclays Capital
Alan Haywood……Head Commercial Development…….. BP p.l.c.
Peter Healey………Fixed Income, Currency, Gold & Silver………….. UBS AG
Jonathan Hunter…………Managing Director Fixed Income…… RBC Capital Markets
Jeroen Krens……………Managing director risk trading…… RBC market & Capital
T.J.LIM…………………..Global Co-Head of Markets…………….. Unicredit
Eric Litvack…………………Chief Operating Global Equity Flow…… Societè Generale
Ted MacDonald…………Managing Director of Shaw……………… The D.E. Shaw Group
Yutaka Nakajima……Senior Managing Director…………………. Nomura Securities
Robert Pickel………..Chief Eexecutive Officer…………… ISDA
Gerard Sheebacher……Head Global Rates, Foreign Exchange and Structured Credit Trading………… Bank of America, Merryl Lynch
Yasushiro Shibata…oint Head Fixed Income Group… Mizuho Securities
Eraj Shirvani…..managing director Head Fixed income …. Credit Suisse
Stuart Spodek………..managing director…………………… Black Rock Investment
Emmanuel Vercoustre……..Head of AXA Bank Europe…….. AXA Bank of Europe
Lili Wang….executive director and senior e vice-president… ICBC Ltd
Come noterete non c’è nessun italiano. Il che è una notizia. Non piacevole per i mitomani, ma mi auguro lo sia per tutti gli altri cittadini che ragionano. Così quando sentono il ragionier Monti che ci spiega come adesso contiamo in Europa, ecc., gli si può sempre dire “come mai visto che contiamo tanto non c’è nessun italiano seduto nel consiglio direttivo dell’I.S.D.A.?”. La risposta, molto probabilmente sarà “Non so che cosa sia questa sigla”.
Avrete notato che c’è Unicredit. Siamo rappresentati dal piccoletto di Singapore: il nostro Lim Teng Joon. In teoria, e in pratica, con la totale complicità del primo ministro in carica Mario Monti, e del PDL, PD, UDC, FLI, API che lo appoggiano, il nostro unico rappresentante è un anonimo quanto geniale ingegnere di Singapore che lavora per gli emiri del Dubai e ha rappresentato per quindici anni gli interessi finanziari dei cinesi.
Vi sembra normale, tutto ciò? Non pensate che sarebbe il caso di cominciare a far domande a furor di popolo? A pretendere delle risposte? Vogliamo che la gentile e squisita generosità di Joseph Stieglitz non trovi da noi una sponda? Vogliamo far credere al premio nobel per l’economia che siamo insipienti? Ingrati? O peggio ancora: indifferenti alle notizie che lui divulga? In Germania e Francia hanno cominciato la diffusione, analisi, dibattito e discussione sull’.I.S.D.A., sulle sue funzioni, sulle sue modalità, sulla sua natura. Sono 862 membri. Consiglio a chiunque sia in grado di leggere in inglese di andare a leggere il loro sito: troverà tutto lì.
Per quanto riguarda il nostro prode ometto di Singapore, il geniale professor Lim Teng Joon, va ricordato che è il più grande esperto al mondo in “Energy harvest” (ovverossia “raccolta e sfruttamento energetico” oltre ad essere il riconosciuto inventore della “cognitive radio system”, nonché direttore generale del “Sistema Informatico Europeo Operativo nel campo delle Transazioni Elettroniche”. A Bruxelles è il duce.
Certo, con tanti cervelloni europei, a me sembra quanto meno strano che un anonimo signore di Singapore sia riuscito ad avere un potere così forte, così vasto, al punto tale da poter andare in giro per il mondo e con il suo inglese -.peraltro declinato in maniera non certo decorosa- presentarsi a chiunque sostenendo, a ragione “Salve io rappresento Unicredit”.
Buona fortuna a tutti noi.
di: Sergio di Cori Modigliani | Libero Pensiero: la casa degli italiani esuli in patria - martedì 28 febbraio 2012

venerdì 9 marzo 2012

ANCHE GLI STROZZINI S'INCAZZANO

GIUDICE, BATTA UN COLPO
di Paolo Barnard 


Usate la testa. Se siete un Chief Assets Manager a PIMCO, o ancora peggio, a BNP Paribas, cioè uno di quei super falchi che avevano in mano miliardi di Euro di crediti verso lo Stato Greco e che oggi se ne trovano un buon 70% scomparso, puff… una nuvola di borotalco al posto di un tesoro, quanto siete incazzati da 1 a 100? Diciamo 3.000? A essere ottimisti. Bene.
Ora sempre seri: questi signori sono stati tutto ieri al telefono a dirsi due sole cose:

1) “E che cazzo succede se adesso anche il Portogallo, la Spagna, l’Irlanda e l’Italia dicono ‘Perché la Grecia se la cava con il mega sconto e noi no? Lo vogliamo anche noi lo sconto’. Ragazzi, non scherziamo, qui tirano l’universo giù per il cesso se succede una roba del genere.”

2) “Quegli stronzi dei greci c’hanno fottuto il 70% perché c’hanno infilato le CACs* nei titoli in scadenza, bastardi. E l’hanno potuto fare perché gli abbiamo lasciato troppo debito sotto le loro stronze leggi di merda. Che cazzo ha fatto il Consiglio Europeo il 26 ottobre? Non avevano trasferito il debito alla giurisdizione legale inglese? Chi ha controllato quanto ne avevano trasferito? Adesso salta fuori un misero 10% del cazzo! Merda! Ma siamo pazzi? Il Consiglio ha lasciato il 90% del debito di quegli straccioni sotto le loro leggi, principianti del cazzo!”

(* CACs = Collective Action Clauses, cioè il Governo che ha emesso il debito e che è pressato dai creditori può passare una legislazione che ‘appiccica’ ai titoli in scadenza che devono essere rinegoziati (cioè ripagati con lo sconto) delle clausole che dicono: se un X% dei creditori accetta di accontentarsi di intascare il 30% di quanto gli dobbiamo, i rimanenti creditori sono obbligati ad accettare le perdite anche se non vogliono. Ma ovviamente se il debito non è più sotto giurisdizione legale nazionale, questa mossa diviene impossibile.)


Dopo la sfuriata, la priorità dei mercati dei capitali è di evitare il contagio.
Quindi gli uomini delle lobby finanziarie sono già in frenetica attività dal nostro Monti, e dai suoi omologhi Rajoy, Kenny e Coelho.
E soprattutto devono scongiurare i CACs in Italia, Spagna, Irlanda e Portogallo.
Ma qui sta la mina vagante, per noi.
Monti è una garanzia, finché c’è lui a Palazzo Chigi l’Italia potrà rantolare nel sangue ma lo sconto sul debito alla greca non lo chiederà mai. Ok, qui i mercati sono tranquilli.
Ma potrebbe fare un’altra cosa, micidiale.
Potrebbe negoziare la rinuncia dell’Italia ai CACs, offrendo tutto il nostro debito in scadenza su un piatto d’argento alla giurisdizione legale inglese.
Questo in cambio di uno sconticino del 20%. Giusto quel tanto che gli basta per comprare dai mercati quei 2 anni di tregua (prima della mazzata finale) che gli servono per finire la devastazione dei nostri diritti, e della nostra economia dei salari e produttiva.
Sì, perché Draghi è alla canna del gas. Il suo tentativo di fare esattamente la stessa cosa non ha funzionato. Ha sborsato 1 trilione di Euro nelle riserve delle banche europee per evitare a tutti costi il default dell’Italia a gennaio, che ci avrebbe finalmente liberati da questa tortura che è l’Eurozona e quindi offerto la possibilità (teorica) di fermare la rapina del bene comune.
Ma quella follia monetaria non ha comprato dai mercati sufficiente tempo. Draghi sa bene che i mercati sanno benissimo che il problema è strutturale, cioè l’Euro stesso, e fra 5 minuti torneranno alla carica riportando l’Italia in zona default. Ed ecco che allora Monti potrebbe fare quella mossa e con quella in effetti ottenere la tregua (e finire la strage qui).
Voi a casa leggerete su Repubblica (il peggio del peggio dei baciapile finanziari) titoli rassicuranti, “Cala lo spread”, “Interessi sul debito ai minimi dell’anno. Effetto Monti”, “Gli italiani dicono sì al Professore” ecc.
Oh che speranza all’orizzonte… Bè, guardate bene all’orizzonte, li vedete quei titoli di Stato che valicano il Brennero e si tingono pian piano di rosso, bianco e blu? Svestono il tricolore e vestono la Union Jack sulla via del Tamigi.
Ecco, bene, siamo fottuti. Perché il giorno in cui noi saremo ridotti alla greca, con gli italiani che vendono l'auto per scaldarsi in casa, noi non potremo neppure cavarcela con la boccata d'ossigeno (del tutto temporanea) della Grecia, e proprio soffocheremo lì, su due piedi.

Quindi occhio alle stanze del Tesoro a Roma nei prossimi mesi, qualcuno può andare a vedere cosa stanno bisbigliando là dentro? Magari qualche costituzionalista che sia sopravvissuto sano di mente a 15 anni di Travaglio e Di Pietro? C’è, mi sente? Batta un colpo. 

mercoledì 7 marzo 2012

LA VERGOGNA DI UNA NAZIONE

A sentire certe notizie,ti si gonfia il cuore di rabbia nel constatare il grado di servilismo,di indegnità,di rimbambimento e deficit democratico in cui classe politica,media e istituzioni hanno precipitato il paese .
Ma é anche vero che ogni popolo ha il governo che si merita e viceversa.
La notizia viene dalla Spagna,un paese che non sta certo messo meglio di noi.
Il premier ELETTO  Rajoy,che non é certo un rivoluzionario, ha dettto agli euroburosauri nonchè usurai europei,che se lo possono scordare il diktat sul deficit di bilancio.Il popolo spagnolo sta con lui.
“Decisione sovrana”, ha detto.

E la stampa : "Il Paese non intende subire umiliazioni da una Cancelliera che si appropria di tutti i risparmi d’Europa e non ascolta nessuno, come fosse il padrone assoluto dell’Unione”.

Lascio a voi ogni confronto....dico solo che quel tale aveva ragione: "l'Italia é solo un'espressione geografica"

domenica 4 marzo 2012

TRATTATO MES, ILCOLPO DI STATO DEGLI USURAI

Un istituto privato di prestito al potere sull'Euro-zona.
Un modello governativo da Anciènt Régime.

VALUTAZIONE SINTETICA DEL TRATTATO MES



Il 2 febbraio è stato firmato in Consiglio Europeo, dai Capi di governo, il MES, Trattato che
istituisce un organismo di Euro-zona, per la gestione dei fondi comuni. Presto il nostro Parlamento
sarà chiamato ad “acconsentire”.
Il nostro giudizio sul MES è il seguente: esso mette a capo della zona Euro un istituto finanziario privato, è anticostituzionale, con funzione di usura e si pone al disopra della legge.
E' il trattato che sottomette le istituzioni di Euro-zona al potere privato di pochi.
Va letto insieme al suo gemello Fiscal Compact che stabilisce le istituzioni attraverso cui
materialmente sottrarre le risorse economiche ai cittadini. La validità decorre dal 2013.


Organi pubblici privatizzati. Un istituto di usura a capo dell’Euro-zona


Con il Trattato MES, abbiamo il massimo esempio di privatizzazione delle istituzioni: un organo
pubblico quale era il cosidetto “fondo-salva-stati” (Efsm), viene trasformato dai Capi di Governo e
dalla Commissione Europea, nel MES, un istituto finanziario, privato, con natura giuridica privata e
a scopo di lucro, con spartizione dei dividendi e con tanto di consiglio di amministrazione.
L’obiettivo del MES è dichiaratamente quello di favorire i mercati e in particolare i vertici del
sistema finanziario. Pur avendo funzione pubblica, il MES ha la funzione di prelevare forzatamente
dagli stati di Euro-zona cifre colossali dai cittadini, in anticipo rispetto all’uso, vincolarli in fondi di
investimento, da dove potrà investirli privatamente in operazioni di finanzia o in acquisto di
qualsiasi bene materiale, anche beni pubblici, se posti sul mercato.
Avrà il potere assoluto di ritirare dagli stati periodicamente e senza limiti altro denaro, per rimpolpare il fondo, a sua discrezione.Gli stati inadempienti vedranno i governatori esclusi dal voto e i paesi subiranno le richieste di sanzioni. Gli stati e i loro parlamenti non hanno voce in capitolo. Tutto ciò è scritto nero su bianco
nel testo originale del Trattato MES.
Gli amministratori del MES sono i Ministri dell’Economia degli stati di Euro-zona firmatari. Prenderanno il titolo di governatori. Costoro, pur essendo nell’esercizio di una funzione pubblica, spostano quella funzione al servizio di un istituto privato,finanziario, il MES, appunto e acquisiscono un potere superiore a qualsiasi altro in Europa. Il MES è l’usuraio privato degli stati di Euro-zona


Titoli di stato a vantaggio del FMI


Il MES è anche la porta di ingresso in Euro-zona per il super-usuraio, il Fondo Monetario
Internazionale (FMI). Da gennaio 2013, l’istituto MES, avrà anche la funzione di acquistare i titoli
di stato degli stati di Eurozona. Potrebbe sembrare un vantaggio per gli stati, ma non lo è.
Se il problema della vendita dei titoli di stato fosse sfociata nella decisione da parte della Banca Centrale
Europea di emettere denaro e darlo direttamente agli stati per coprire il fabbisogno di copertura dei
titoli di stato, allora avremmo potuto averne sollievo. Ma qui l’azione è diametralmente opposta.
Per l’acquisto di titoli di stato, il MES avrà bisogno di molto denaro e questo non verrà erogato
dalla BCE, ma chiesti in prestito ad altri istituti finanziari.
Il MES ha in statuto di potere indebitarsi con il Fondo Monetario Internazionale che diventerà per legge il creditore privilegiato dello stesso MES e secondariamente anche con altre società finanziarie. Il debito contratto ricadrà due volte sulle spalle dei cittadini.


Usura su usura


Il rapporto di usura disegnato dal MES si inscrive in una situazione già compromessa dal funzionamento dell’Euro. Infatti gli stati di Euro-zona non creano il denaro per primi, ma lo possono solo usare, dopo averlo preso a prestito dalle banche private commerciali o da privati investitori.
L’Euro, emesso dalla Banca Centrale Europea, passa direttamente nelle mani delle banche private che poi li prestano agli stati ad alti tassi di interesse. Quindi gli stati di Euro-zona sono già oggi sottoposti a usura da parte del mercato monetario e hanno già gravi difficoltà a reperire denaro. Con il MES si aggiunge consapevolmente usura a usura. Gli stati di Euro-zona,non avendo moneta sovrana e in assenza di liquidità, dovranno sottostare a quelle condizioni e in più rispondere dei debiti contratti dal MES stesso con il FMI.
Il MES nelle sue richieste dovrà prendere a modello i criteri e le prassi del FMI. Il MES, nell’acquisto dei titoli di stato, detterà tutte le condizioni, compresi i tassi di interesse e le modalità di pagamento.


FMI primo usuraio d’Euro-zona


Ma chi è il FMI? Esso è l’istituto di prestito internazionale, non europeo, non elettivo,non democratico, che ha gettato sul lastrico i Paesi del “Terzo Mondo”, tanto da provocare il rifiuto di quei paesi a pagare il debito. Contro il FMI sono nati i comitati mondiali per l’annullamento dei debiti odiosi, contratti con sistemi fraudolenti e lesivi dei diritti umani.
Il FMI non regala, ma presta e in cambio chiede interessi a prezzi usurai o beni pubblici, di tutti noi in una spirale senza fine.


I problemi di una moneta non sovrana


Già ora gli stati di Euro-zona hanno un debito che è un problema e ciò solo perchè non sono liberi di stampare la propria moneta nelle quantità a loro necessarie. Già ora gli stati di Euro-zona cercano di tagliare le spese. Già ora lo stato ha ridotto i servizi all’osso.
Il Trattato MES peggiora il meccanismo e impedisce agli stati di Euro-zona di scegliere di spendere per i propri cittadini., come fanno tutti i paesi che hanno una loro moneta e una loro indipendenza. I Trattati Europei degli ultimi anni impediscono agli stati, in altre parole, di aiutare i bilanci di famiglie e aziende.
Il Trattato MES va letto insieme al Trattato Fiscal Compact. Ne è il gemello.
Mentre il MES modifica le istituzioni europee per mettere un istituto finanziario privato a capo della zona Euro, il trattato Fiscal Compact sposta le competenze di ritirare il denaro dei cittadini (per coprire i debiti) alla Commissione Europea e stabilisce che gli stati debbano ritirare più tasse di quanto denaro sia messo
in circolo, esattamente il contrario di ciò che serve.


Privilegi e Immunità del MES


Nel Trattato MES c’è un intero capitolo titolato esattamente e sfrontatamente “Status giuridico,privilegi e immunità”. Nell’esercizio delle loro funzioni, l’istituto del MES e i suoi amministratori,governatori,impiegati, godono di totale immunità giuridica da qualsiasi organo giudiziario. Idocumenti, i beni, le proprietà immobili, gli uffici sono inviolabili e inaccessibili a perquisizioni o indagini. Le operazioni che portano dividendi e lucro non sono tassabili in alcun modo. L’immunità non può essere soppressa se non dal Presidente del MES stesso.


Complicità


Il testo di questo Trattato ha la sua paternità in un documento di un anno fa, la Decisione del
Consiglio Europeo del 25 marzo 2011, un documento pubblico facilmente reperibile da chiunque
segua i lavori dell’Unione Europea. Gli attivisti italiani ne danno avviso da un anno. Questo
chiarisce le responsabilità dei partiti tutti, dei sindacati e dei giornali. Siamo dunque soli.
Ma siamo tanti.Noi siamo il 99,9%, loro lo 0,1%.


Campagna “Lettera No al Patto dell’Euro, per un’Europa dei Beni Comuni”
https://sites.google.com/site/europaperibenicomuni/home
Info e attivismo: nounioneuropeadellebanche@gmail.com

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Leggete e diffondete il più possibile questo trattato, un golpe criminoso ai danni dei popoli europei perpetrato nel più assoluto silenzio di una classe politica vergognosa e occultato dalla complicità idiota di media, ormai semplici manutengoli di regime,che addirittura esultano compiaciuti.alla firma di questo trattato criminale.
Che dire poi di  un presidente della republica che ogni giorno sproloquia di democrazia e assiste a questo misfatto in silenzio? Che dire di un presidente che svende la repubblica e il suo popolo ad una cricca di usurai con la complicità del loro fattorino Monti?
Ora il trattato deve essere approvato dal parlmento.

Facciamo in modo che una grande manifestazione di popolo impedisca a questi scellerati politici di ratificare questo crimine,solo una grande rivolta popolare può impedirlo.

venerdì 2 marzo 2012

GIORNALISTI NON CAMERIERI



Ma smettila buffone mentitore,anche leccaculo qui...! Non passa giorno che dici che siamo fuori dal baratro (fasullo),che inizia la ripresa,che hai salvato l'Italia,come sono bravo....e si vede!
Un autoincensamento che rasenta il ridicolo,altro che sobrio...un ipocrita understatement ad usum peones...un emmerdeur,direbbero i francesi!
E che risposta,ma che cazzo dice? Non ha fatto altro che parlare per settimane di spread....

Non te l'aspettavi questa domanda vero? E certo,abituato coi nostri ridicoli pennivendoli,sempre a tappetino!

Ha ragione la giornalista danese,che probabilmente vive in mezzo alla gente e non in un caveau...o dentro un loculo dell'Eurotower,come sei stato abituato tu!

giovedì 1 marzo 2012

PRINCIPI BASE DELLA MMT (MODERN MONEY THEORY)







Crediamo sia opportuno illustrare e far ben capire i principi base di questa teoria neokeynesiana e le differenze con le attuali teorie neoliberiste,neomercantiliste....

Forse dopo trentanni di sfrenato liberismo sarebbe il caso di ritornare ad una visione keynesiana della società.

(corrado prestianni)