Ascoltate bene...
Sappiate avere torto, il mondo è pieno di gente che ha ragione. È per questo che marcisce. (L.F.Celine)
martedì 31 gennaio 2012
lunedì 30 gennaio 2012
LAUREA AD HONOREM A PULCINELLA
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| pulcinella e pantalone |
Laurea ad honorem in relazioni internazionali al nostro re di coppe Napolitano.
Un contributo fondamentale allo sviluppo della cultura europea. Quale contributo alla cultura europea possa aver dato questo vecchio arnese politico ce lo dovrebbe spiegare il rettore Dionigi,a meno che non si riferisse a "l'ordine regna a Budapest" di passata memoria o all'attualissimo contributo dato alla "cultura" usuraia europea con l'insediamento di Monti.(vedrete che presto avrà pure lui la laurea onorifica!)
Meglio si capisce la motivazione "relazioni internazionali". Infatti,se ricordiamo il continuo incitamento a bombardare la Libia in nome dell'intervento umanitario,non c'è che dire...meriterebbe pure la laurea ad honorem di West Point e del corpo dei Marines.
Ma andiamo avanti,queste son solo malignità.
Si comincia con un minuto di silenzio in onore di Scalfaro,il peggior presidente che l'Italia abbia mai avuto,un altro rottame politico della peggior specie,la cui biografia
dovrebbe essere un libro di testo per le scuole a perenne insegnamento della maggior virtù dell'elite italica : l'ipocrisia.
Si capisce già da quest'inizio,quale sarà il resto del programma.
Un festival del lecca lecca.
Passi per i professorucoli del governo che al laureando debbono questa cattedra:
- ministro dell'Istruzione, Francesco Profumo: "un segnale importante per il Paese, un riconoscimento al nostro presidente" (quale mai sarà poi sto segnale...di fumo?)
- ministro dell'Interno, Anna Maria Cancellieri, "il nostro presidente è un uomo di statura talmente significativa e importante da meritarsi il riconoscimento." (ah,già...la statura...)
ma poi il rettore Dionigi,si supera nella "laudatio" di prammatica (..leggasi,leccazampismo)
"A lei un triplice grazie nella certezza di interpretare il comune sentire (a giudicare dalla città blindata,mica tanto comune...)...grazie per essere sicura guida politica e morale.. (cioè,un golpista)...
in questo momento difficilissimo,quasi biblicamente sperando contro ogni speranza (e qui siamo già a Mosé) a ribadire la sua fiducia in quegli orizzonti europei in cui ha creduto fin dal suo ingresso nella vita pubblica" (visto che oggi l'Europa é una specie di URSS,anche qui ci siamo)
Prosegue poi sottolineando il suo impegno, vivo fin dai tempi del Pci, quando era responsabile della politica estera.(sempre riferito a Budapest?)
Ora si capisce sempre più perchè durante il regno della "buonanima Benito" questi mezzibusti universitari,a cominciare dall'icona Bobbio,avevano quasi tutti il callo alle ginocchia.
Un tipico tratto distintivo della cultura italica,e sempre di moda.
Poi c'è la lectio magistralis del neolaureato (te la raccomando...) che esordisce con:
"Qui si respira l'aria che c'è alla Sorbona e a Oxford" ( beh..veramente si respira solo aria di appecoramento...)
"Questa è una promozione da praticante a scienziato della politica.(ahahahah!...pure modesto!)
Poi scambio di lecca lecca: "Una promozione simbolica ma altamente gratificante per la sua provenienza (é questa la tragedia...)
Questa é per noi: "Dei partiti, come della politica ,bisogna avere una visione non demoniaca, ma razionale e realistica.(appunto.. guarda a che é ridotta..)
Tra il rifiutare i partiti e il rifiutare la politica, l'estraniarsi con disgusto dalla politica, il passo non è lungo ed è fatale, conduce alla fine della democrazia e quindi della libertà ".( ci siamo già a questa fine,e tu sei uno dei responsabili....)
Finisce con un malcelato attacco al Web (e te credo,lì ti amano poco..),la solita predica sulle riforme e altre parole inutili che vi risparmio.
Fuori intanto,contestazioni,lanci di uova e scontri con la polizia,a dimostrazione che lorsignori,celebranti di ridicoli e ipocriti riti,fanno parte di un'altra Italia,quella da azzerare, che non vede,non sente....ma parla sempre troppo e a vanvera.
Altri la pensano così:
"Perché per una laurea hanno blindato una città. La laurea dovrebbe andare a chi lotta per i diritti. Regalandola così equivale a paragonarla a immondizia.
"Per noi Napolitano non è la faccia pulita che tutti descrivono. Altro che Re Giorgio! Lui è il primo responsabile di un futuro segnato dalla precarietà"
Ultima nota lieta della giornata é che un reporter di Repubblica,organo del Minculpop,è stato malmenato dai poliziotti.Che sia un segnale....?
PS - In tema di cultura e istruzione,eccovi brevi note sul ministro Profumo.
Dal 2007 ad oggi è membro del Consiglio di Amministrazione di FIDIA SpA;
dal 2007 al 2009 è stato membro del Consiglio di Amministrazione del Sole 24 Ore;
dal 2008 al 2010 è stato membro del Consiglio di Amministrazione di Unicredit Private Bank;
dal Febbraio 2011 è membro del Comitato Consultivo Divisionale Private Banking di UniCredit Banca;
è membro dell’Advisory Board del Fondo Innogest e di Reply SpA;
Consigliere di Amministrazione di Pirelli & C. SpA dal 21 aprile 2011;
Consigliere di Amministrazione di Telecom Italia dal 12 aprile 2011.
Anche questo,per la sua indefessa attività culturale meriterebbe una laurea ad honorem...della Goldman Sachs.
A' Profu',stiamo ancora aspettando spiegazioni sull’approvazione del bilancio ”fuorilegge” del Politecnico di Torino,quando eri ancora Rettore (“chiesti 2 milioni di euro in più agli studenti in modo illegale” ).E meno male che t'han fatto dimettere da presidente del CNR,ma prima hai chiesto pure il parere dell'Antitrust ...te la volevi tenere sta sinecura,vero? Non c'era bisogno dell'Antitrust ,c'era la legge,vecchio marpione...avresti fatto un figurone....! Macchè...
Dev'esser pure lui uno molto amato,recentemente gli studenti gli han regalato carta igienica...
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sabato 28 gennaio 2012
MONTI IL CARTAIO DAL MAZZO TRUCCATO
Operazione brillante, che però se sa tanto di contabilità creativa. La Cassa depositi e prestiti è posseduta al 70% dallo Stato e al 30% da fondazioni bancarie; dunque lo Stato vende a se stesso e fa… un altro regale alle banche.
Idea dell’ex banchiere Passera,il compare di mazzo, naturalmente.
Un pensierino particolare poi ad una classe politica di azzeccagargugli,topi accampati nella tana parlamentare che pensano solo al loro misero formaggio di bottega e incapace di licenziare questo bleffatore da fiera di paese che ci ritroviamo clandestinamente alla guida della nazionee,un sobrio imbroglioncello che mai riesce a capire l'effetto,l'impatto sulla società reale di certe misure scellerate come queste (mettiamoci pure quella sulle carceri),come ben evidenziato da Marcello Foa.
Possibile che molti ancora non capiscano chi é questo misero personaggio!!!!
(johnny doe)
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Da un bluff all'altro,ecco lo stile Monti....
...ma davvero qualcuno crede che cambiando le tariffe degli avvocati, gli orari delle farmacie e le licenze dei taxisti l’Italia possa crescere “del dieci per cento?
Qualche tempo fa scrissi un post intitolato “caro Monti, sia gentile, non ci prenda in giro”, oggi avrei dovuto riproporre lo stesso titolo; dovrei proporlo quasi ogni giorno. Mario Monti ci sta prendendo chiaramente in giro, visto che non è ipotizzabile che un economista del suo livello sia convinto delle cose che dice in conferenza stampa e ai microfoni dei tanti giornalisti compiacenti. Sta facendo propaganda, sapendo di poterla fare. Tanto è e resterà, mediaticamente, impunito.
Il decreto in realtà propone una novità importante, ma non è affatto positiva, nonostante le apparenze. Mi riferisco alla norma che consente ai giovani imprenditori di creare società senza nemmeno bisogno di un notaio. Zero burocrazia, zero costi. Evviva! Sì, evviva se non fossimo un Paese senza camorra, senza ndrangheta e senza mafia. Di una misura di questo tipo non c’era in realtà bisogno, perché chiunque voglia avviare un’attività può farlo avvalendosi già dei regimi agevolati varati da Tremonti, che però erano meno spericolati legalmente, mentre con la misura proposta da Monti, alla criminalità organizzata basterà intestare una società a un giovane picciotto incensurato per aggirare con straordinaria facilità ogni controllo. Ma il nostro presidente del Consiglio se ne rende conto?
L’altra misura che il governo si appresta a varare è quella anticipata oggi dall’ottimo Massimo Mucchetti in questo articolo
- http://www.corriere.it/economia/12_gennaio_23/una-societa-per-ridurre-il-debito-massimo-mucchetti_f196edd6-458a-11e1-9389-b1111b488a17.shtml.
- http://www.corriere.it/economia/12_gennaio_23/una-societa-per-ridurre-il-debito-massimo-mucchetti_f196edd6-458a-11e1-9389-b1111b488a17.shtml.
In estrema sintesi: lo Stato intende trasferire azioni e partecipazioni di aziende pubbliche (di quelle sane naturalmente) alla Cassa depositi e prestiti; in questo modo farebbe cassa e abbatterebbe il debito pubblico.
Operazione brillante, che però se sa tanto di contabilità creativa. La Cassa depositi e prestiti è posseduta al 70% dallo Stato e al 30% da fondazioni bancarie; dunque lo Stato vende a se stesso e fa… un altro regale alle banche.
Idea dell’ex banchiere Passera,il compare di mazzo, naturalmente.
Da un bluff all’altro. Chiamatelo pure stile Monti.
(marcello foa)
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Io lo chiamerei stile da robamazzo,quello che spesso capitava di vedere da certi personaggi nelle piazzole di sosta degli autogrill.
La spennatura dei gonzi.
La spennatura dei gonzi.
Sono settimane che denunciamo questo bleffatore e mentitore che prende in giro il popolo italiano.
Ha raccontato tante balle in giro per il mondo che ormai si fa fatica a tenere il conto,non ultime quelle qui menzionate da Marcello Foa.
Come si vede le banche ci son sempre in mezzo quando c'è da guadagnare,molto meno quando c'è da pagare.
Come si vede le banche ci son sempre in mezzo quando c'è da guadagnare,molto meno quando c'è da pagare.
Questo é un governo fantoccio che sta distruggendo il ceto medio italiano e che rende sempre più povere le classi meno abbienti,e i ricchi sempre più ricchi.
Sostenuto da una vergognosa stampaglia di regime,dimentica di ogni deontologia professionale e sempre pronta al leccazampismo,il nostro massone eroe di cartapesta spaccia aspirine come cura contro il cancro,non perdendo occasione di lodarsi continuamente in un modo scandaloso,un tipico grand emmerdeur ,detto alla francese,e che crede di essere un messia inviato dal cielo invece di un grigio burocrate inviato dagli usurai amici per schienare l'Italia.
Aiutato per l'occasione da un vecchio rottame politico che da troppo tempo ormai sta sul colle,a sua volta in preda a megalomania di protagonismo e da unto del signore.Un pensierino particolare poi ad una classe politica di azzeccagargugli,topi accampati nella tana parlamentare che pensano solo al loro misero formaggio di bottega e incapace di licenziare questo bleffatore da fiera di paese che ci ritroviamo clandestinamente alla guida della nazionee,un sobrio imbroglioncello che mai riesce a capire l'effetto,l'impatto sulla società reale di certe misure scellerate come queste (mettiamoci pure quella sulle carceri),come ben evidenziato da Marcello Foa.
Possibile che molti ancora non capiscano chi é questo misero personaggio!!!!
(johnny doe)
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giovedì 26 gennaio 2012
LIBERALIZZAZIONI E FUSIONI AZIENDALI
Finalmente si é realizzata l'agognata fusione di due imprese operanti nello stesso ramo che porterà sicuramente un miglioramento del fatturato generale e dell'accoglienza nelle nuove strutture alberghiere di ospiti temporaneamente sospesi dal lavoro....strutture realizzate con il concorso di un consorzio di note ed efficienti imprese del settore ,quali Mafia Corporation, Camorra Solidale e Ndrangheta Rifondata.
Il governo,dal canto suo, si dichiara soddisfatto di questa liberalizzazione che darà nuovo impulso alla crescita di un settore già particolarmente attivo,ma che con le nuove misure non potrà che consolidare la reputazione di efficienza che già gode in campo internazionale.
Approfondimenti
- http://crisis.blogosfere.it/2012/01/liberalizzazioni-clamoroso-art44-arrivano-le-carceri-private.html
- http://sauraplesio.blogspot.com/2012/01/le-galere-non-saranno-piu-patrie-ma.html
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domenica 22 gennaio 2012
MONTI TRUFFA CONTINUA
E meno male che avevamo riacquistato peso in Europa!
Minus Mario va a Berlino...tarallucci...complimenti...gaudio della becera stampaglia nostrana...risultato,la culona dice arrangiatevi!
Poi eccolo a Londra...a cercar di ricucire lo strappo inglese di Cameron....capirai..roba da mettersi a ridere..Il Talleyrand col loden....
Infatti,gli offrono un tea..e poi si accomodi...va alla City a mostrare i compiti...pure qui? (più che professore sembra uno scolaretto),manco lo degnano di uno sguardo.
Grande vertice a Roma con Merkeil e il nano francese....poi i due si son detti,ma che ci andiamo a fare! Risultato,annullato!
In realtà,eran tutti giri di accattonaggio....aiutateci...sì,col piffero ,gli han risposto.
Chi era questo,Super Mario?
FARSA LIBERALIZZAZIONI
Mario Minus dice che queste sono misure per far uscire l'Italia dalla recessione.
Per la serie,curare il cancro con l'aspirina.
Ci vuole dei rincitrulliti per creder che 500 notai e un pugno di taxi e farmacie in più (a cui restano i medicinali di fascia C ...e in più ma lo sa Monti quanto costa aprire una farmacia?),che la storiella dei carburanti e dei preventivi,che la ridicola scatola nera sull'auto.....appunto dei rincitrulliti credere che questi pannicelli possano far qualcosa per uscire dalla recessione.
Quanto alle diminuzioni di tariffe gas e assicurazioni manco il mio gatto ci crede.
Insomma una montagna che partorisce il solito topolino e che non tocca minimamente nessun POTERE FORTE e tantomeno le BANCHE,.
ERANO QUESTE LE PRIORITA'?
L'unica misura che sarebbe servita,sarebbe stata quella di obbligare le banche ad erogare credito e a costringere la P.A. a pagare i debiti in tempi normali,e non certo con titoli.
Le banche che hanno ricevuto una montagna di soldi all'1% che lasciano in deposito alla BCE o comprano titoli di stato con interesse 5-6%,strozzini speculatori che chiudono il credito a privati e imprese.
Inoltre caro Mario bufalaro,attendiamo sempre i tagli alle varie caste.
Ma da un governo di banchieri e da una ottusa classe politica che volete pretendere !
Pietosi Pdl especialmente Pd nel commentare quest'ennesima menzogna spacciata come cura alla recessione..
Insomma,una presa in giro colossale.....una guerra fra poveri....fomentata da un governo che meriterebbe di esser garrotato...insieme a quel bel tomo del colle.
Napolitano,vieni a Bologna il 30 gennaio,e poi vedrai che laurea ad honerem ti diamo!
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Un'altra tragica truffa dei buffoni europei :
125.395.900.000€ saranno versati nelle casse del "MES" - "Meccanismo Europeo di Stabilità", come espressamente indicato nel trattato che istituisce questo nuovo organo sovranazionale, la cui approvazione è prevista entro la fine dell'anno dal parlamento europeo. Il MES, su cui i mass media non hanno proferito parola, avrà il compito di affrontare "la crisi dei debiti sovrani" e disporrà di una liquidità iniziale di 700 miliardi di Euro.(che non bastano manco per le mance,vista metà unione in crisi,e poi fino a quando? E comunque non risolve nessuno dei problemi di fondo di questo circo europeo)
La quota iniziale di partecipazione stabilita per l'Italia, come potete osservare nell'immagine estratta dal trattato pubblicata di seguito è di 125 miliardi di Euro.
Ora c'è da chiedersi ,dopo la manovra di macelleria sociale per reperire fondi,se é una presa in giro versare questi soldi in questa tragico trucco del MES.
La fonte è il trattato ufficiale, che delibera la costituzione del MES.
E' stato diffuso esclusivamente in lingua inglese, nonostante il 96,5% della popolazione dell'area euro parli altre lingue.
Minus Mario solo pochi giorni fa ha annunciato che affretterà i tempi per l'approvazione dell'adesione al MES: infatti il Meccanismo Europeo di Stabilità entrerà in vigore solo dopo che tutti i parlamenti dell'Unione lo avranno ratificato nel proprio parlamento nazionale, una vera e propria formalità, visto che i mass media europei non ne parlano.
Una vera e propria CENSURA DI LIVELLO EUROPEO, nonostante il trattato che regola il MES, e i molti punti oscuri che lo caratterizzano, siano a disposizione di tutti, sul sito del "Consiglio dell'Unione Europea, http://consilium.europa.eu/ .
La costituzione di questo organismo è stata nascosta in modo a dir poco scandaloso, così come la partecipazione dell'Italia e sopratutto, la quota di adesione, che è scritta nero su bianco nel trattato.
Mario Minus ,prima di diventare presidente del consiglio,era già uno dei 17 consiglieri del MES e tra le clausole costitutive ve ne dovrebbe essere addirittura una che consente al presidente di detto organismo di chiedere senza alcuna approvazione preventiva ai membri di pagare ulteriori contributi a prima e semplice richiesta.
Come non bastasse,16 miliardi di Euro verranno impiegati per acquistare 131 cacciabombardieri F35, la cifra corrisponde al gettito generato dalla reintroduzione dell'ICI (ora IMU, che vale 11 miliardi di euro all'anno) e l'aumento delle accise sui carburanti, che hanno portato la benzina verde oltre quota 1,71€ (gettito annuo 4,8 mld).
Ultima sintetica considerazione per classe politica,istituzioni e media :vergogne nazionali!!
Se poi c'era un ordine da eliminare,unico al mondo,era quello dei giornalisti,la cui deontologia professionale é pari a quella dei lombrichi.
Anno orribile per disinformazione e leccazampismo.
(roy)
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martedì 17 gennaio 2012
UN MONTI DI BALLE
Incontro a Roma tra i fratelli bilderberg Monti e Van Rompuy.
Uno scambio di banalità e lecca lecca reciproci,da buoni fratelli che succhiano lo stesso latte...
Ma poi il nostro professorucolo non ha resistito e ha inanellato una serie di balle per la felicità della carta da cesso di Repubblica che sempre scambia la cacca montiana per zabajone.Son talmente abituati che ormai son sempre incerti a colazione.
Mario dixit:
- "L'agenzia di rating Standard & Poor's ha sottolineato con molta forza la positiva azione del governo italiano."
Eh già,infatti si é visto.... - 'Ho presentato al presidente Van Rompuy i progressi che stiamo realizzando nella condotta dell'economia italiana"
Cioé,al Bilderberg....progressi?...sì,della miseria!
- "La mia missione a Londra è fatta per unire e non per dividere"
Forse nella sua modestia si crede un Talleyrand...va ancora bene se gli offrono un caffé...
- "L'agenda dell'Italia è l'agenda dell'Europa, non c'è differenza"
Andiamo bene....toccarsi...!
Per finire,Van Rompuy da parte sua ha parlato di lavoro "straordinario" e "impressionante"di Monti.
Quando dicono così,questi si riferiscono sempre ad un lavoro di sodomizzazione...indovinate di chi!
Cioé,al Bilderberg....progressi?...sì,della miseria!
Forse nella sua modestia si crede un Talleyrand...va ancora bene se gli offrono un caffé...
Andiamo bene....toccarsi...!
Quando dicono così,questi si riferiscono sempre ad un lavoro di sodomizzazione...indovinate di chi!
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lunedì 16 gennaio 2012
giovedì 12 gennaio 2012
ITALIA OCCUPATA
Potrebbero cominciare presto i saldi al "discount Italia", il grande centro commerciale gestito oggi da un "consiglio d`amministrazione" che sembra rispondere ad azionisti stranieri che ci si ostina a chiamare partner invece che concorrenti e rivali.
Non c`è bisogno di aderire a teorie complottistiche per notare le forti sponsorizzazioni esterne del governo Monti.
Ha fatto scalpore la notizia resa nota dal Wall Street Journal della telefonata tra Angela Merkel e il presidente Giorgio Napolitano, ma pochi ricordano i contatti tra Napolitano e Barack Obama durante la messa a punto del governo tecnico e dai quali sarebbero emersi i nomi dei ministri di Esteri e Difesa: l`ambasciatore negli Stati Uniti, Giulio Terzi, e il presidente del Comitato militare della Nato, l`ammiraglio Giampaolo Di Paola.
Uomini che garantiscono alla Casa Bianca l`assoluta fedeltà dell`Italia.
Sull`applicazione di nuove sanzioni a Teheran, Terzi ha detto già un mese fa che "l`Italia sostiene con piena convinzione il piano di sanzioni economiche annunciato dall`Amministrazione americana". Monti ha dichiarato che l`Italia sarebbe "pronta a partecipare a tutte le nuove sanzioni imposte dall`Europa" nonostante l`Italia importi da Teheran il 13 per cento del suo greggio (la Francia solo il tre).
Il ministro Di Paola ha blindato le missioni all`estero con uno stanziamento da 1,4 miliardi di euro che coprirà il 2012 mettendole così al riparo da eventuali crisi dell`esecutivo. Nessuna riduzione delle truppe in Afghanistan e più soldati in Kosovo. Conti alla mano molto di più di quanto possiamo permetterci ma esattamente quello che vogliono da noi Nato e America.
Sul piano economico le "potenze occupanti euroamericane" sembrano determinate a eliminare l`Italia dalla lista dei concorrenti sui mercati internazionali. La manovra del governo tutta tasse e zero sviluppo ci affosserà per anni tra recessione ed elevata inflazione mentre il crollo in Borsa di grandi aziende italiane ne facilita l`acquisto da parte dei gruppi stranieri.
Finmeccanica ha oggi una capitalizzazione di appena due miliardi di euro a fronte di un valore almeno doppio soltanto contando i beni immobiliari e l`unico argine alla scalata al gruppo (in testa i franco-tedeschi di Eads e Thales, quest`ultima interessata a Wass e Oto Melara) è la golden share, l`azione privilegiata con la quale il Tesoro controlla anche Enel, Snam rete gas, Eni e Telecom.
Nicolas Sarkozy, Angela Merkel, e persino i vertici della Ue Van Rompuy e Barroso hanno imposto a Monti l`abrogazione della "golden share" entro un mese, pena pesanti sanzioni.
Il mese sta per scadere ed è certo che l`argomento verrà discusso nel tour che il premier ha iniziato in un`Europa che non sembra aver fretta però di demolire meccanismi simili presenti in Germania e Francia per impedire scalate straniere.
Lo shopping al discount Italia è già cominciato. La settimana scorsa la francese Edf ha acquisito l`81 per cento di Edison mentre Eads ha comprato il 67 per cento dell`italiana Space Engineering specializzata in tecnologie radar e telecomunicazioni.
Abrogata la golden share, senza una nuova legge a protezione dei nostri asset pregiati, cominceranno i saldi. Con il rischio che non siano quelli di fine stagione ma quelli per "cessata attività".
(Gianandrea Gaiani)
Fonte: http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=print&sid=9661
(da Il Foglio)
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Questi miseri agenti stranieri,Monti e Napolitano,testimone la loro storia,andrebbero impiccati come traditori.
Ora c'è fumo negli occhi con taxisti e farmacie,ma se arrivano ad annullare la golden share sui nostri assets più produttivi,si meriterebbero bombe in parlamento e al quirinale.
Questi vogliono svendere la nazione ai soliti usurai loro amici.,come già avvenne nel 1992 e seguenti,con esiti disastrosi.
Siamo occupati da potenze straniere e spossessati di ogni sovranità,con le nostre istituzioni pulcinellesche e una classe politica di pezzenti conniventi.
Ormai deve diventare una guerra di liberazione.
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mercoledì 11 gennaio 2012
CONTROINFORMAZIONE
Il sito Facebook CONTROINFORMAZIONE - https://www.facebook.com/pages/I-migliori-Blog-e-siti-di-Controinformazione/252435094793763#!/pages/I-migliori-Blog-e-siti-di-Controinformazione/252435094793763?sk=wall
ci ha elencati tra i mgliori blogs e siti di controinformazione,e precisamente:
- Questo blog - DALLAPARTEDELTORTO - http://www.stavrogin2.com/
- Il ns gruppo NO EUROPA- http://www.facebook.com/groups/noeuropa/
- il ns gruppo FREE YOUR MIND - http://www.facebook.com/groups/machno/
Una gradita soddisfazione...
ci ha elencati tra i mgliori blogs e siti di controinformazione,e precisamente:
- Questo blog - DALLAPARTEDELTORTO - http://www.stavrogin2.com/
- Il ns gruppo NO EUROPA- http://www.facebook.com/groups/noeuropa/
- il ns gruppo FREE YOUR MIND - http://www.facebook.com/groups/machno/
Una gradita soddisfazione...
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lunedì 9 gennaio 2012
ANCHE LA POLONIA NO ALL'EURO
..“Entrare nell’euro? Per il momento no, grazie”.
Per non essere contagiata dai problemi dell’Eurozona, la Polonia sta pensando di rimandare a data da destinarsi l’ingresso nella moneta unica. Lo si è appreso da alcune fonti governative polacche.
Per la tenuta dell’euro non è da considerare un allarme in sè.
La notizia del dietrofront di Varsavia, anche se soltanto temporaneo, è un segnale che invece dovrebbe far preoccupare i governi dei Paesi europei in cui è adottato l’euro, perché è indirettamente un atto di accusa verso la politica monetaria e fiscale dell’Uem (Unione economica e monetaria).
Osservando le caratteristiche della Polonia, si può capire meglio perché la frenata polacca andrebbe letta come un serio campanello d’allarme per Ue e Bce.
A livello congiunturale, innanzitutto, l’economia della Polonia viaggia a ritmi ben più elevati rispetto a quelli degli altri Paesi dell’Ue. Nel 2008, l’anno del fallimento di Lehman Brothers, il Pil era cresciuto del 5,1% e nel 2009, mentre il resto dell’Unione cadeva in recessione registrando una crescita negativa del Pil (-4,1% di media nei Paesi dell’Eurozona), Varsavia era riuscita a tenere botta e a crescere dell’1,7% nonostante una serie di attacchi speculativi alla sua valuta, lo zloty.
In base alle stime della Commissione europea, di recente riviste al ribasso, la crescita del Pil polacco, anche se a ritmi meno sostenuti che in passato, registrerà performance più positive che nel resto dell’area euro: +4% nel 2011, flessione nel 2012 (+2,5%) e risalita nel 2013 (+2,8%).
Dal punto di vista strutturale, invece, la Polonia si segnala per una brillante gestione della politica monetaria e fiscale e per un ruolo forte della banca centrale, che nel tempo ha costruito una notevole indipendenza dagli esecutivi in carica. Nel 2007, per esempio, il tasso di autonomia della Banca centrale polacca in base ai criteri internazionali Gmt era del 92%, pari a quello della Bce, e ben superiore a quello della Bank of England, 65%, e della Fed, 78%, nello stesso anno.
La Banca centrale polacca si dimostra anche indipendente dalle banche perché priva di compiti di vigilanza: la supervisione finanziaria è infatti affidata a un’autorità indipendente unica, la Polish Financial Supervision Authority. Questo tipo di assetto basato sull’indipendenza e sulla specializzazione ha consentito ai banchieri centrali polacchi di concentrarsi unicamente sulla stabilità monetaria, tenendo sotto controllo l’inflazione (nel 2000 il tasso d’inflazione era a due cifre, nel 2007 era all’1,4%; il dato mensile di ottobre 2010, dopo un periodo di nuove tensioni, era del 2,6% a fronte di un 2% medio nell’Eurozona) e calmierando lo zloty, come avvenuto di recente, al fine di non far impennare il debito pubblico (nel 2011 il rapporto tra debito e Pil era al 54%) e mantenere la competività della moneta nelle esportazioni.
La Banca centrale ha agevolato, pertanto, anche la gestione della politica economica, permettendo al governo di mantenere i conti in ordine durante la crisi (il deficit sul Pil, per esempio, era del 3%). E la buona salute del bilancio dello Stato, a sua volta, ha dato la possibilità di fare una politica fiscale espansiva (accompagnata, negli anni scorsi, anche da una politica monetaria espansiva) che ha stimolato la domanda e fatto deprezzare la moneta locale, senza generare, come detto, un livello di inflazione insostenibile.
Disciplina fiscale, disciplina monetaria e vigilanza finanziaria affidata a un unico organo indipendente. E’ per questi tre motivi che la Polonia, pur desiderando da anni di entrare nell’area euro, in questo periodo rinuncia a fare il suo ingresso nel club della moneta unica. Se entrasse ora nell’Unione economica e monetaria troverebbe solo una di queste tre caratteristiche: la disciplina monetaria.
Per il resto, la disciplina fiscale è ancora un traguardo lontano nonostante gli ultimi accordi presi dai leader dei Paesi Ue ad eccezione dell’Inghilterra: gli Stati europei sono pronti solo in parte a cedere sovranità in questo ambito e quelli più solidi economicamente – Germania in primis – non sono disposti ad accollarsi i debiti di altri attraverso strumenti come gli Eurobond. L’ultimo pilastro che rende l’economia polacca più fiorente rispetto a quelle europee, la vigilanza finanziaria consolidata, è altrettanto assente nell’Ue perché il meccanismo di supervisione si limita a un sistema di cooperazione con poteri decentrati che prevede tre organismi federali (rispettivamente per banche, mercati mobiliari e assicurazione) e lascia alle autorità nazionali i compiti di sorveglianza e gestione delle crisi.
Le autorità polacche, inoltre, si lamentano anche di alcune lacune dei trattati Ue: il Trattato di Lisbona non prevede nessun meccanismo che permette una fuoriuscita rapida dall’euro. Come a dire, nell’euro possiamo anche entrarci ma a patto che non sia una scelta irreversibile. Così, pur con l’intenzione di contribuire con un prestito al Fondo monetario internazionale per sostenere il fondo di salvataggio per l’Eurozona, la Polonia si mostra molto cauta prima di aderire all’euro. In queste condizioni, fare un passo così importante potrebbe essere, come minimo, controproducente. I governi dei paesi Euro facciano attenzione.
http://it.finance.yahoo.com/notizie/la-polonia-dice-no-all-euro--segnale-d-allarme-per-l-ue.html
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Crescono i ribelli alla dittatura degli strozzini ,forza Polonia e Ungheria....solo da noi classe politica ed istituzioni son tutti venduti e senza alcuna dignità nazionale.Continuano ad incensare un'Europa che esiste solo nei loro sogni,mentre la realtà é che sta crollando sotto il peso di una intollerabile diarchia,fatta solo di interessi particolari,e sotto il peso di Trattati capestro negatori di ogni principio democratico.
Strano,ma non poi tanto,osservare che i paesi nella Ue ma non nell'euro,se la passino sicuramente meglio di noi.
Ma Monti dice che nel 2061 i nostri nipoti brinderanno ad una Europa unita.
Altri cinquant'anni di sofferenza? O una presa per il culo,com'è abituato a fare questo ridicolo autoincensatore? Sarà pure sobrio... mica poi tanto come emmerdeur....e barzellettiere,forse anche meglio del precedente.
(george)
Per non essere contagiata dai problemi dell’Eurozona, la Polonia sta pensando di rimandare a data da destinarsi l’ingresso nella moneta unica. Lo si è appreso da alcune fonti governative polacche.
Per la tenuta dell’euro non è da considerare un allarme in sè.
La notizia del dietrofront di Varsavia, anche se soltanto temporaneo, è un segnale che invece dovrebbe far preoccupare i governi dei Paesi europei in cui è adottato l’euro, perché è indirettamente un atto di accusa verso la politica monetaria e fiscale dell’Uem (Unione economica e monetaria).
Osservando le caratteristiche della Polonia, si può capire meglio perché la frenata polacca andrebbe letta come un serio campanello d’allarme per Ue e Bce.
A livello congiunturale, innanzitutto, l’economia della Polonia viaggia a ritmi ben più elevati rispetto a quelli degli altri Paesi dell’Ue. Nel 2008, l’anno del fallimento di Lehman Brothers, il Pil era cresciuto del 5,1% e nel 2009, mentre il resto dell’Unione cadeva in recessione registrando una crescita negativa del Pil (-4,1% di media nei Paesi dell’Eurozona), Varsavia era riuscita a tenere botta e a crescere dell’1,7% nonostante una serie di attacchi speculativi alla sua valuta, lo zloty.
In base alle stime della Commissione europea, di recente riviste al ribasso, la crescita del Pil polacco, anche se a ritmi meno sostenuti che in passato, registrerà performance più positive che nel resto dell’area euro: +4% nel 2011, flessione nel 2012 (+2,5%) e risalita nel 2013 (+2,8%).
Dal punto di vista strutturale, invece, la Polonia si segnala per una brillante gestione della politica monetaria e fiscale e per un ruolo forte della banca centrale, che nel tempo ha costruito una notevole indipendenza dagli esecutivi in carica. Nel 2007, per esempio, il tasso di autonomia della Banca centrale polacca in base ai criteri internazionali Gmt era del 92%, pari a quello della Bce, e ben superiore a quello della Bank of England, 65%, e della Fed, 78%, nello stesso anno.
La Banca centrale polacca si dimostra anche indipendente dalle banche perché priva di compiti di vigilanza: la supervisione finanziaria è infatti affidata a un’autorità indipendente unica, la Polish Financial Supervision Authority. Questo tipo di assetto basato sull’indipendenza e sulla specializzazione ha consentito ai banchieri centrali polacchi di concentrarsi unicamente sulla stabilità monetaria, tenendo sotto controllo l’inflazione (nel 2000 il tasso d’inflazione era a due cifre, nel 2007 era all’1,4%; il dato mensile di ottobre 2010, dopo un periodo di nuove tensioni, era del 2,6% a fronte di un 2% medio nell’Eurozona) e calmierando lo zloty, come avvenuto di recente, al fine di non far impennare il debito pubblico (nel 2011 il rapporto tra debito e Pil era al 54%) e mantenere la competività della moneta nelle esportazioni.
La Banca centrale ha agevolato, pertanto, anche la gestione della politica economica, permettendo al governo di mantenere i conti in ordine durante la crisi (il deficit sul Pil, per esempio, era del 3%). E la buona salute del bilancio dello Stato, a sua volta, ha dato la possibilità di fare una politica fiscale espansiva (accompagnata, negli anni scorsi, anche da una politica monetaria espansiva) che ha stimolato la domanda e fatto deprezzare la moneta locale, senza generare, come detto, un livello di inflazione insostenibile.
Disciplina fiscale, disciplina monetaria e vigilanza finanziaria affidata a un unico organo indipendente. E’ per questi tre motivi che la Polonia, pur desiderando da anni di entrare nell’area euro, in questo periodo rinuncia a fare il suo ingresso nel club della moneta unica. Se entrasse ora nell’Unione economica e monetaria troverebbe solo una di queste tre caratteristiche: la disciplina monetaria.
Per il resto, la disciplina fiscale è ancora un traguardo lontano nonostante gli ultimi accordi presi dai leader dei Paesi Ue ad eccezione dell’Inghilterra: gli Stati europei sono pronti solo in parte a cedere sovranità in questo ambito e quelli più solidi economicamente – Germania in primis – non sono disposti ad accollarsi i debiti di altri attraverso strumenti come gli Eurobond. L’ultimo pilastro che rende l’economia polacca più fiorente rispetto a quelle europee, la vigilanza finanziaria consolidata, è altrettanto assente nell’Ue perché il meccanismo di supervisione si limita a un sistema di cooperazione con poteri decentrati che prevede tre organismi federali (rispettivamente per banche, mercati mobiliari e assicurazione) e lascia alle autorità nazionali i compiti di sorveglianza e gestione delle crisi.
Le autorità polacche, inoltre, si lamentano anche di alcune lacune dei trattati Ue: il Trattato di Lisbona non prevede nessun meccanismo che permette una fuoriuscita rapida dall’euro. Come a dire, nell’euro possiamo anche entrarci ma a patto che non sia una scelta irreversibile. Così, pur con l’intenzione di contribuire con un prestito al Fondo monetario internazionale per sostenere il fondo di salvataggio per l’Eurozona, la Polonia si mostra molto cauta prima di aderire all’euro. In queste condizioni, fare un passo così importante potrebbe essere, come minimo, controproducente. I governi dei paesi Euro facciano attenzione.
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Crescono i ribelli alla dittatura degli strozzini ,forza Polonia e Ungheria....solo da noi classe politica ed istituzioni son tutti venduti e senza alcuna dignità nazionale.Continuano ad incensare un'Europa che esiste solo nei loro sogni,mentre la realtà é che sta crollando sotto il peso di una intollerabile diarchia,fatta solo di interessi particolari,e sotto il peso di Trattati capestro negatori di ogni principio democratico.
Strano,ma non poi tanto,osservare che i paesi nella Ue ma non nell'euro,se la passino sicuramente meglio di noi.
Ma Monti dice che nel 2061 i nostri nipoti brinderanno ad una Europa unita.
Altri cinquant'anni di sofferenza? O una presa per il culo,com'è abituato a fare questo ridicolo autoincensatore? Sarà pure sobrio... mica poi tanto come emmerdeur....e barzellettiere,forse anche meglio del precedente.
(george)
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giovedì 5 gennaio 2012
FORZA ATTILA !!!!
(stralci da un articolo di Gianluca Freda)
Viktor Orbán, il premier ungherese ha deciso stavolta di superare se stesso.
Dopo aver buttato fuori a calci il FMI dal proprio paese, dopo aver tagliato gli emolumenti dei dipendenti pubblici, a partire dai banchieri, dopo aver ridotto di 9 punti la tassazione per le aziende, dopo aver vietato i mutui in valuta straniera che facevano concorrenza a quelli in valuta nazionale, sentite un po’ cos’altro ha fatto questo folle.Sfruttando la maggioranza schiacciante in Parlamento conquistata dal suo partito (Fidesz) nelle ultime elezioni, e fregandosene del ricatto di FMI ed UE, che adesso minacciano di bloccare i prestiti al suo paese e di trascinarlo alla Corte Europea di Giustizia, Orbán ha imposto – trema la penna nello scriverlo – la quasi-nazionalizzazione, di fatto, della Banca Centrale Ungherese.
Le nuove leggi varate dal Parlamento hanno tolto al presidente della banca centrale, Andras Simor, il diritto di nominare i suoi vice; hanno aumentato da sette a nove membri i componenti del Consiglio Monetario (che decide, tra l’altro, l’entità dei tassi d’interesse) attribuendo maggior peso ai membri di nomina governativa, passati da due a tre; hanno creato un’apposita posizione per un terzo vicepresidente (anch’esso di nomina governativa). Inoltre, grazie alla maggioranza dei due terzi (assai abbondanti) che può vantare in Parlamento, Orban ha varato una serie di riforme costituzionali (ben sette, finora) l’ultima delle quali prevede la fusione della banca centrale con l’autorità di vigilanza sui mercati finanziari, il che implica la possibilità di scavalcare il governatore della banca centrale nelle decisioni più rilevanti.
Inutile dire che Standard & Poor’s e Moody’s si sono affrettati ad abbassare il rating ungherese a livelli da quarto mondo, come sempre si fa con i recalcitranti che si vuole ricondurre all’obbedienza, strillazzando la solfa consueta, secondo la quale tali misure “restringono le prospettive di crescita economica del paese”.
E’ noto che solo lo strozzinaggio di FMI e BCE è in grado di garantire una crescita economica degna di questo nome, come Italia e Grecia sono lì a dimostrare.
Orbán non si è lasciato intimidire. “E’ una moda europea quella di tenere le banche centrali in una posizione di sacra indipendenza”, ha dichiarato alla stampa.
“Nessuno può interferire con l’attività legislativa ungherese, nessuno al mondo può dire ai rappresentanti eletti dal popolo ungherese quali leggi approvare e quali no”.
Poffarbacco. Non crederà mica, questo demente, di dar vita ad una nazione sovrana e monetariamente autonoma in un continente di sguatteri degli Stati Uniti?
Non crederà mica sul serio che “democrazia” significhi rispettare la volontà degli elettori andando contro i diktat della BCE? Perché non obbedisce e se ne sta buono, come fanno tutti, a partire dal nostro farfugliante e reverente inquilino quirinalizio?.......
Il parlamento ungherese, per reagire alle misure punitive europee e al fallimento dell’asta dei titoli di stato tenutasi nei giorni scorsi, ha nazionalizzato 10 miliardi di euro di fondi pensione privati.
Ha imposto alle banche di ripagare, con proprio capitale, parte dei debiti contratti in valuta estera, a partire dai mutui...........
Ha sostituito il Consiglio Fiscale “indipendente” (cioè obbediente alle imposizioni dissanguatici dell’UE) con un organismo dominato dai membri e dagli alleati del partito di maggioranza.
Anche a capo dell’organismo di revisione della contabilità di stato (il “Consiglio di Bilancio”, assimilabile alla nostra Corte dei Conti) è stato posto un esponente di Fidesz, di nomina parlamentare.
La cosa più divertente è stata la lettura delle prevedibili reazioni degli zampognari dell’editoria nostrana a questa sacrilega ribellione magiara al credo ideologico costituito.
Da “Repubblica” al “Corriere” è tutto un coro dolente di anatemi, di atti di dolore, di dàlli al fascista, di querimonie d’onta e vituperio.
Prendo a modello esemplificativo l’articolo su “Repubblica” di tale Andrea Tarquini, talentuoso scribacchino eziomaurico, di stirpe ed opere a me ignote. Dopo aver esordito con una probabile storpiatura delle dichiarazioni di Orbán (il premier ungherese avrebbe detto “se qualcuno tenterà di deviare la nostra traiettoria, lo allontaneremo educatamente”, citazione che non ho trovato attestata da altre fonti), il tarquino ci ricorda che il premier ungherese è “un ammiratore di Putin, Lukashenko e Berlusconi”, il che immagino sia ai suoi occhi di adepto scalfarico un crimine contronatura assimilabile allo stupro di un’armadilla disabile, punibile con l’iniezione letale senza ultima sigaretta.
L’eziomaurico c’informa poi che i provvedimenti legislativi di un parlamento ungherese eletto a schiacciante maggioranza popolare rappresentano “uno schiaffo” a Barroso e “al Segretario di Stato USA Hillary Clinton”.
Passi Barroso, che con quella faccia da salumaio che si ritrova i ceffoni se li tira. Ma quel mostro di Orbán ha osato alzare le sue sordide mani su una donna! Vi rendete conto? E quella donna è Hillary, la dolce Hillary, la venerea fanciulla che sghignazzava “We came, we saw, he died” di fronte al cadavere di Gheddafi ancora sanguinante. E lui l’ha presa a schiaffi! Come potremo mai ringraziarlo a sufficienza, campassimo pure cent’anni?
Da notare alcuni forbiti accorgimenti stilistici, miranti ad accrescere l’indignazione del lettore contro la setta anticristica: il parlamento magiaro non è composto a maggioranza dal partito di Orbán, ma è “dominato dal suo partito”. Quest’uomo è un dominatore, un Hitler, un Gengis Khan, come del resto lo sono tutti i capi di stato democraticamente eletti le cui decisioni non si sposano con gli interessi degli Stati Uniti e dei loro lavapiatti.
La lagna della prefica repubblicana prosegue poi con la litania sulle “leggi liberticide”, cioè la nazionalizzazione della banca centrale e le “leggi che privilegiano i cristiani”, laddove, se a questo mondo esistesse ancora un po’ d’educazione, dovrebbero privilegiare i gay e i devoti del Liberismo Libico a Grappolo.
A un certo punto il tarquino sclera di brutto, forse impietrito dall’esecrando spettacolo dei poveri giornalisti costretti al digiuno protestatario sansilvestrino, al freddo e al gelo, e con sprezzo della misura definisce l’Ungheria “un paese mitteleuropeo magnifico e vitale, ma ,sulla via di una dittatura dal crescente fetore di fascismo”.
Un fetore che noi italiani, grazie a “Repubblica”, non conosceremo mai. Al massimo annuseremo quello del pesce incartato, restando troppo a lungo esposti ai suoi editoriali, ma per quello è sufficiente lavarsi le mani.
Segue poi la citazione di alcuni salmi di Hillary Clinton (“Siamo preoccupati per la democrazia in Ungheria”, ahi ahi ahi, bombe a grappolo in arrivo) e il fremito d’orrore dinanzi all’ennesima efferatezza di Orbán, la terribile ridenominazione della “Repubblica Ungherese” in semplice “Ungheria”. Quale entità demoniaca ha potuto perpetrare quest’estremo oltraggio al giornale con cui il marcopasquico procura il pane ai suoi macilenti rampolli?
P.S.: Se l’articolo di Tarquini vi ha divertito, non perdetevi quello del “Corriere”, redatto da un non altrimenti noto Giorgio Pressburger (si tratta probabilmente di una figura professionale reperita dai talent scout del quotidiano milanese tra i cassintegrati di McDonald’s).
Mai letta una roba del genere, giuro, mai letta. Roba da far riaprire i manicomi entro 24 ore per decreto d’urgenza.
L’ardita tesi del Cheeseburger è che Dante (Dante!) avrebbe avuto parole di severa condanna contro l’atteggiamento antieuropeo del premier ungherese. O si tratta di un oscuro “avvertimento in codice” contro Orbán (Dante, sostiene Paolo Franceschetti, era un Rosacroce e di “punizioni” ai traditori della fratellanza se ne intendeva) oppure siamo di fronte ad una mutazione del pur pessimo giornalismo in forme patologiche che hanno ormai più attinenza con la cura dei disturbi neurobiologici che con la satira politica.
articolo completo: http://patriziodevero.com/2012/01/03/lanticristo-di-capodanno/
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Lo avevamo anticipato, avevamo colto i segnali che ci venivano dalle dichiarazioni di eurofanatici e banchieri d’alto bordo: la decisione ungherese di mettere la Banca centrale d’Ungheria sotto la dipendenza politica e quindi di toglierla dalla “falsa indipendenza” che è, in realta, dipendenza dal sistema finanziario delle grandi banche; non può essere tollerata dal Potere.
Non può essere tollerata per ovvii motivi; non certo per il danno in sé che questa decisione reca agli speculatori, ma perché creerebbe, per loro, un pericoloso precedente che ne metterebbe a rischio la stessa esistenza.
La Ue e gli Eurofanatici si sono mossi in sincronia con la gestapo del Fondo Monetario Internazionale: non toccate l’indipendenza della Banca centrale è il loro mantra.
I carri armati virtuali della finanza si sono mossi, come si mossero mezzo secolo fa, quelli meno chic dell’Urss. Il ricatto è simile a quello che le banche fanno ai cittadini comuni: ritirate il provvedimento, o vi tagliamo i finanziamenti.
Il gioco del Potere è molto pericoloso, ma è il gioco di chi è disperato; destabilizzare l’Ungheria e portarla al default, sarebbe la prima tessera di un domino che farebbe crollare tutto il sistema finanziario.
Il fatto che il Sistema, sia pronto a rischiare se stesso, significa che la posta in palio è altissima, e che vede l’esempio ungherese, come una seria minaccia alla propria esistenza.
Attualmente le Banche centrali non dipendono dal sovrano (il popolo), ma da una ragnatela di interessi finanziari incrociati. Sono infatti di proprietà delle banche private: le stesse banche che poi, le varie banche centrali dovrebbero controllare e “punire”.
Immaginiamo una Banca centrale ungherese che batte moneta, non, come avviene oggi in tutto il mondo, attraverso il sistema bancario che poi “presta agli stati a interessi da usura” , ma che lo fa direttamente attraverso lo Stato, liberando lo Stato e quindi i cittadini dagli interessi che oggi paga ai privati per denaro che la Banca centrale emette a nome dello Stato stesso.
Ecco perché Budapest deve essere fermata, ecco perché, dagli scranni dell’Europarlamento fino alle stanze grigie del Fmi, l’imperativo è uno solo: Budapest delenda est.
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Come già illustrato nel precente post,nessuna manovra servirà mai a nulla se la BCE,unica banca al mondo che non difende alcunchè,continuerà a finanziare banche private e non gli Stati.
L'illusione di un premier antitaliano e di un presidente incapace che attraverso manovre,senza porre rimedio a questo problema,si possa raddrizzare la barca italiana in tempesta é una menzogna.
Una menzogna che comporterà solo recessione ed impoverimento della popolazione,oltre ad una montante rabbia sociale, considerata anche l'assoluta mancanza di equità finora dimostrata dai provvedimenti.
Sentir poi parlare di democrazia,circa la vicenda ungherese, dagli usurai di Bruxelles é la barzelletta dell'anno.Gente che ha espropriato ogni Stato di sovranità,che ha imposto col ricatto condizioni capestro e antidemocraiche,che prende decisioni capitali senza consultare i popoli,non ha nessun diritto di far morali agli altri.
Perchè non se la prendono con l'Inghilterra,nella Ue con una moneta propria,con una propria Banca Centrale, come l'Ungheria.
Quale è la differenza?
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mercoledì 4 gennaio 2012
UNA BCE EUROPEA E NON TEDESCA
Si discute sempre con maggiore enfasi, nell’agone politico, del ruolo della Bce e del suo scarso impulso sulle disastrate economie europee. Questo è il pensiero che più o meno accomuna tutti da destra a sinistra; tutti vogliono che la Bce diventi “prestatore di ultima istanza”.
Il pensiero comune di questa tesi prende ad esempio la Fed americana, la quale negli ultimi anni, è sempre stata prodiga nel soccorrere banche, società finanziarie e il Tesoro statunitense.
Lo strumento monetario adoperato dalla Fed è quello del quantitative easing, ossia l’acquisto massiccio dei titoli di Stato con la creazione di nuova moneta. Adoperando questo strumento si contiene il costo del debito pubblico e si alleviano i tassi d’interesse.
Questa però è solo una delle tante interpretazioni possibili da attribuire al termine “prestatore di ultima istanza”; infatti, nella vulgata monetarista/eurocratica lo stesso termine assume un significato ben diverso: la Bce, nel ruolo di prestatore di ultima istanza, “in presenza di una temporanea crisi di liquidità delle banche, determinata per esempio da panico bancario (…), deve fornire alle banche il contante necessario a restare solvibili fino a quando la situazione non si sia normalizzata”.
Guai pensare che essa possa monetizzare “direttamente il debito degli Stati insolventi, acquistando i loro titoli”, proprio ora che nazioni “cicala” come la Grecia “stanno trasformando se stesse, dando peso alla cultura della stabilità”, come ebbe a dire il sobrio premier Monti.
Peccato che lo spread greco sia arrivato a toccare i 3.300 punti base, con tassi d’interesse sui titoli decennali intorno al 26%. Un vero successo!
Questa è la concezione di Banca Centrale portata avanti dal suo Presidente: Mario Draghi.
In teoria la Bce potrebbe fare come la Fed, cioè potrebbe acquistare i titoli degli Stati in crisi per far scendere gli spread, ma questo non avviene, poiché essa preferisce attuare la seconda ipotesi di “prestatore di ultima istanza”.
Nel bilancio della Bce i titoli di Stato contano appena per 263 miliardi di euro, rispetto ai 1249 miliardi (dato in euro) posseduti dalla Fed


















