mercoledì 5 dicembre 2012

Quelli che “ci vuole credibilità per attirare i capitali esteri…”


Un articolo di Alberto Bagnai

Chiedo scusa se vi ho trascurato, so che avete sentito la mia mancanza – soprattutto i moderatori! – ma come sapete ho avuto di peggio da fare.
http://www.youtube.com/watch?v=DabsWBCPPno

Il mondo ideale del luogocomunista è un mondo austero, popolato da virili lavoratori a torso nudo, dal bicipite tornito e dalla mascella squadrata (come in un affresco littorio o sovietico), che producono, producono, producono, senza preoccuparsi troppo di chi comprerà. In questo mondo sobrio e severo nessuno regala niente, devi meritarti tutto.
Come dicono gli economisti: non ci sono pasti gratis, non ci sono free lunch, e, naturalmente, non bisogna vivere al di sopra dei propri mezzi.

O meglio…per quanto questo possa sembrare strano, i luogocomunisti, sì, proprio loro, in realtà sono convinti che al mondo un free lunch ci sia. Quale? Non ce la farete mai, ve lo dico io: i capitali esteri!
Sì, proprio quei capitali dei quali, a sentire il governo, abbiamo tanto bisogno per risolvere tutti i nostri problemi, inclusi, guarda un po’, quelli della Sanità, al punto che per attirarli, questi capitali, facciamo strame dei diritti dei lavoratori.

Cerchiamo di ragionare, non è difficile (tranne che per i luogocomunisti). Quando ti fai prestare soldi? Normalmente, quando ne hai bisogno. E quando si ha bisogno di soldi? Normalmente, quando non si guadagna, e quindi non si risparmia, abbastanza.
Ma se ti prestano soldi, contrai un debito, no? Certo! E i tuoi redditi futuri, se contrai debiti, aumentano o diminuiscono? Dipende da cosa fai coi soldi che ti prestano, ma una cosa è certa: dai redditi futuri dovrai in ogni caso detrarre gli interessi che paghi al tuo creditore. Un dato sul quale i luogocomunisti glissano con eleganza.

L’esilarante paradosso del luogocomunismo è questo: le stesse persone che “lo Stato, come una famiglia, non deve fare debiti”, vedono poi la panacea dei problemi del paese nel contrarre ulteriore debito estero. 
Perché il debito del “sistema paese” verso l’estero non aumenta solo quando il governo vende all’estero un titolo di Stato (il debitopubblicobrutto che i luogocomunisti vogliono abolire). Il debito estero aumenta anche se un imprenditore (o lo Stato) italiano cede all’estero un’azienda, vendendo un pacchetto di controllo. Infatti le statistiche, correttamente, collocano la cessione a un investitore estero del controllo di una azienda italiana tra le passività estere dell’Italia (chi non ci crede legga pag. 74, e chi non lo sa non è un economista).
http://www.bancaditalia.it/statistiche/quadro_norma_metodo/metodoc/manuale_bilpag.pdf

Ma poi scusate, il problema non era che “abbiamovissutoaldisopradeinostrimezzi”?

http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/07/26/quelli-che-abbiamo-vissuto-al-di-sopra-dei-nostri-mezzi/307141/ 


E la soluzione sarebbe? Farsi prestare altri soldi dall’estero!? Ci vuole molto a capire che, se un’azienda italiana passa in mano estera, l’Italia è meno ricca? Per i luogocomunisti evidentemente sì. E ci vuole molto a capire che, dopo, i redditi che l’azienda produce verranno molto probabilmente espatriati, riducendo il reddito nazionale e aggravando la bilancia dei pagamenti? Pare di sì.

Notate: in entrambi i casi (vendita di un titolo all’estero, cessione di un’azienda all’estero) in Italia affluiscono capitali dall’estero, cioè il paese si fa prestar soldi, contrae un debito, accumula passività.
La posizione patrimoniale netta del paese si deteriora, ma c’è una differenza: per il “sistema paese” il debito contratto vendendo un’azienda è ben più costoso di quello contratto collocando un titolo (pubblico o privato), per il semplice e ovvio motivo che il capitale di rischio normalmente riceve una remunerazione più elevata. So che anche qui, formati al divino insegnamento del pubblicobruttoprivatobello, non mi crederete, ma un esempio lo avete avuto sotto gli occhi: guardate che bella fine ha fatto l’Irlanda, che per attirare i capitali esteri ha slealmente praticato una politica di dumping fiscale! I capitali privati esteri sono arrivati, e il paese è rimasto schiacciato sotto il loro costo (mentre il debitopubblicobrutto era esiguo, al 24% del Pil).
http://www.lavoce.info/articoli/pagina1002054.html

Non so se è chiaro: le ripetute esortazioni a vendere i “gioielli di famiglia” (cioè le imprese italiane, specie pubbliche, soprattutto se remunerative) a capitalisti stranieri, allo scopo di ridurre il debito pubblico, se fossero in buona fede sarebbero deliranti!
http://www.corriere.it/editoriali/12_agosto_04/ce-la-facciamo-da-soli-giavazzi_88188e44-ddf3-11e1-9fa2-bd6cbdd1a02d.shtml

Equivarrebbero a dire: sbarazziamoci di un debito che costa molto, per contrarne uno che costa di più (in termini di redditi destinati a lasciare il paese). In generale, la politica di “credibilità” del governo Monti, vista alla luce della bilancia dei pagamenti, equivale a quella di una persona che, perso il lavoro, non si preoccupa di trovare un’altra fonte di reddito, ma va in un negozio a comprare un bel vestito costoso, che lo renda più “credibile” presso la banca alla quale vuole chiedere in prestito i soldi per campare un altro mese (sì, sto parlando di questo).

http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/11/18/monti-in-kuwait-litalia-e-a-buon-mercato-comprate-non-garantisco-sul-governo/418413/ 


Ma l’austerità ha distrutto ulteriori redditi, si è risolta in un colossale spreco di risorse, proprio come l’acquisto del vestito “credibile”.

http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/09/24/monti-forever/361626/


Il problema è che l’austerità è la risposta giusta all’ennesima domanda tragicamente sbagliata: “come facciamo a sembrare credibili per farci prestare soldi che ci facciano tirare avanti per un po’?”
La domanda giusta sarebbe: “come facciamo a rilanciare la nostra economia, creando reddito e quindi risparmio, ed evitando così di farci incaprettare dai mercati?”
E la risposta lo sapete qual è, è dentro di voi, ed è giusta: uscendo dalla trappola dell’euro e riacquistando sovranità monetaria, per rilanciare la competitività e stimolare la domanda interna.

Questo, vi assicuro, lo sanno anche i tecnici, è scritto anche nei loro libri. Ma la buona fede, è evidente, non c’è: c’è invece l’ovvia intenzione di favorire i creditori esteri, facilitando in tutti i modi (col dumping sociale, con la distruzione del sistema produttivo italiano) l’acquisto da parte loro di attività reali italiane (aziende, ospedali, immobili, marchi di fabbrica, know-how), che in caso di uscita dall’euro non potrebbero svalutarsi (mai visto un capannone restringersi dopo una svalutazione!), e garantirebbero bei profitti (da espatriare rigorosamente all’estero).

Ne riparliamo dopo il Monti bis, o preferite evitare?

da:  http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/12/04/quelli-che-ci-vuole-credibilita-per-attirare-capitali-esteri/435195/

6 commenti:

  1. La provocazione finale (...da esportare regolarmente all'estero)richiama un altro must di Bagnai,e cioè la limitazione,la restrizione della libera e incontrollata circolazione dei capitali,proprio per evitare questo.
    In entrata e in uscita...
    Per il resto,anch'io condivido che per pagare il debito (su cui ci sarebbe comunqueda dire che non é il vero problema)sia folle svendere gli asset più produttivi italiani.Con cosa ripartiremo dopo la crisi,con che cresceremo? Con le ridicole misure messe in piedi dal slvatore dell patria Monti?

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    1. Già....un must di Bagnai,come si vede anche da questo articolo...insieme al maledetto cambio fisso,che ci costringe ad una parità con una moneta straniera,perchè tale é l'euro per noi,che ci penalizza (pensa alle esportazioni) e che finirà per distruggere la nostra economia.Ma possibile che i nostri patetici politici e arteri del colle non lo capiscano?

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  2. Follia pura (sopratutto l'articolo di Giavazzi sul Corriere delle Banche), oltre tutto l'accessibilità al credito (almeno di solito) è anche in funzione degli assets di cui si dispone (provatevi ad andare in una banca a chiedere un prestito senza garanzie, sopratutto ora), (s)vendendo i gioielli l'Italia, con ogni probabilità, si vederebbe assegnare ratings ancora più bassi nel futuro, ergo interessi più alti.
    Senza contare i dividendi che società come Snam, Eni e altre garantiscono annualmente agli azionisti (ovvero anche allo stato).
    Malafede e follia allo stato puro.

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    1. Giavazzi...eh già...non a caso é stato chiamato da Mortimer insieme a quell'altra sciagura di Amato....mi chiedo ancora,oltre ai soldi che hanno preso,che abbiano fatto!
      Un economista serio non può credere in questo sistema,a meno che non sia appunto in malafede.
      Mi verrebbe da chiedergli coma abbia mai fatto anni fa l'Italia,con un debito sempre sul 100%,con la stessa classe politica corrotta,con un'inflazione a due cifre per tre quattro anni...a diventare il primo paese esportatore d'europa,ad essere la sesta settima economia mondiale....la risposta c'è...
      Nel 1994 il debito estero era il 14%...al 2010,il 45% !!!!

      A proposito di inflazione...questo spauracchio agitato dai neoliberisti,sarebbe bene ricordare che dall'entrata in vigore dell'euro al 2000, questo si é svalutato del 30%,qualcuno si è accorto di iperinflazione?E con un prezzo del petrolio triplicato nel frattempo!
      Nel 92 Monti disse "l'inflazione ci ha fatto bene"...evidentemente ha cambiato idea,o meglio obbedisce al mantra liberista dei suoi padroni.
      Inflazione e svalutazione non sono la stessa cosa,la loro relazione non é così meccanica.
      Quando si svalutò la lira del 30% nel 92,l'inflazione calò dal 5 al 4%.
      Ora non possiamo manovrare un bel niente,dovremmo svalutare per ripartire,come accadde allora,ma non si può,bisogna restare ancorati con un cambio fisso ad una moneta non nostra per far ingrassare gli usurai e distruggere la nostra economia.

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  3. In una trasmissione TV,ieri,ho visto,con un senso di fastidio,un "Signore"che davanti ad altri anziani si "autoincensava"per la sua attività,di anziano" di quest'ultimo anno.Io ero convinto che dopo i disastri che vari "bamboccioni"hanno provocato con il loro dilettantismo(voglio essere buono,e rimanere nella buonafede),in questi ultimi 20 anni,nessuno si sarebbe più prestato,o sarebbe stato scelto, a questa"funzione",e invece no!!!.....Ma questo signore li legge i giornali,le ascolta le TV,non gira mai in un luogo frequentato,dal popolo comune e medio????....Scoprirebbe che la quasi totalità degli Italiani si vedono più inpoveriti in un solo anno di quanto avvenuto nei precedenti 20....Ma forse adotta il metodo dell'autoipnosi di fronte allo specchio delle "sue brame"....che immancabilmente gli "conferma" che è il più forte del "reame"....Ma noi non siamo un "Reame" ma una Repubblica "una volta fondata" sul lavoro,e che oggi che sta affondando sotto la disoccupazine....e ancora si spertica a trovare merca(n)ti che ci prestino soldi....Bravo Bagnai,nell'articolo di apertura,mi sembra che ha le idee abbastanza chiare.....Scusa lo sfogo ma sono incazzatissimo perché ho fatto i conti per l'Imu...e sò che brutta fine faranno questi soldi...Ciao Tonino

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    1. C'è un popolo di incazzati,se per questo e proprio con quel signore sobrio e anziano....per questi soggetti i francesi hanno un termine illuminante: emmerdeur...
      Sembra di essere ritornati al primo dopoguerra,secondo molti indici economici...e senza la voglia di ricostruzione che animò quel periodo e che ci portò poi a diventar una potenza economica mondiale.
      ra la prospettiva é di diventare terzo mondo...

      Ora non siamo nè reame,nè repubblica,ma una colonia,un governatorato degli usurai...a cui andranno i tuoi soldi..magari con qualche cresta preventiva....anche i loro sguatteri devono mangiare!

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