domenica 2 dicembre 2012

QUE SE VAYAN TODOS !!!



Il senato della repubblica argentina ha votato a maggioranza una legge (voto trasversale) in data 28 novembre 2012 con 43 voti a favore e 19 contrari, diventando “immediatamente operativa con applicazione retroattiva al 1 settembre.
Hanno tecnicamente 30 giorni per renderla applicabile


Questa Legge parla molto chiaro: definisce “illegale e immorale” qualunque forma di speculazione finanziaria sui mercati internazionali basata sui derivati; abolisce la possibilità tecnica delle speculazioni finanziarie in borsa perché sottrae a tutte le banche, a tutte le istituzioni finanziarie operanti nel territorio nazionale, la propria autonomia sul mercato.
Dal 30 novembre del 2012, il parlamento e il governo argentino si riappropriano della propria economia che individua “legalmente” nella finanza “il braccio operativo dell’economia di cui deve essere subalterna” e impone alla finanza di essere sottoposta al totale controllo dello stato centrale in ogni sua attività.

Così titolava La Naciòn, il più importante quotidiano argentino (moderato conservatore) nel dare la notizia che in Italia non mi pare sia stata né diffusa né diramata.

 LA CAMARA DE SENADORES CONVIRTIO EN LEY LA REFORMA DE LA REGULACION DEL MERCADO DE CAPITALES

 Da oggi lo Stato si fa garante presso i cittadini, di cautelare i risparmi personali, ma si fa soprattutto garante del fatto che le imprese, le società, le industrie, le finanziarie internazionali operanti in Argentina intervengano in borsa e sui mercati dei capitali “con l’unico ed esclusivo intento di trarre profitto da un’attività che però deve avere immediatamente, come riflesso economico, l’apertura di crediti agevolati alle medie e piccole imprese, l’allargamento degli investimenti in industrie nazionali e l’assunzione di nuovo personale per andare all’attacco della disoccupazione giovanile che il governo considera la priorità assoluta in campo politico, economico, sociale”.
Questo è avvenuto.
Per la prima volta in questo nuovo millennio, una nazione capitalista occidentale si assume la responsabilità politica (fotografate per bene questa parola) di imbavagliare la finanza, di metterle le briglia sul collo e di fondare il principio, basato sull’applicazione dello Stato di Diritto, che identifica nello stato centrale, nel governo e nel parlamento, l’arbitro e il garante dell’economia; il vero padrone della finanza non è più il “mercato libero” (l’idea di Zingales, Giannino, Monti, Passera, Draghi, ecc.) bensì il governatore della banca centrale insieme al ministro dell’economia, dell’industria e dello sviluppo.

“O la finanza capisce che i soldi servono per sviluppare l’economia allargando il mercato del lavoro, gli investimenti, dando credito alle imprese a interesse minimo e abbattendo la disoccupazione, oppure possono anche andare a investire in Europa, in Italia e in Spagna, se è questo che vogliono. Là li accoglieranno a braccia aperte”

Così ha dichiarato la presidente Kirchner, nel commentare la più grande vittoria politica ottenuta da un governo sudamericano nel combattere il neo-colonialismo dei colossi della finanza al servizio dell’oligarchia planetaria del privilegio. Chi vuole investire nella finanza speculativa lo fa attraverso “banche speciali” che dovranno esporre un avvertimento alla clientela, nel quale si specifica che non esiste nessuna garanzia internazionale su quell’investimento.
Le banche correnti devono occuparsi di investire i soldi dei correntisti nell’economia reale, quella delle merci, e non quella della carta straccia; lo Stato garantisce ogni tipo di risparmio e ogni forma di investimento, purchè si riferisca all’economia reale.
 La borsa di Buenos Aires (e questa è un’altra bella notizia) ha reagito molto bene; anche quella brasiliana (che si appresta in brevissimo tempo a varare identica legge) grazie alla quale vengono aboliti i principi basilari dell’idea liberista che sta strozzando il pianeta, ovverossia l’egemonia della finanza sul mercato.
Di tutto ciò, in Italia non si è parlato.
 Ma non basta, c’è dell’altro. Ieri, 30 novembre, per tutta la giornata, in Argentina si sono svolti convegni, manifestazioni e discussioni relativi a un’altra legge che va alla votazione alla fine della prossima settimana e che riguarda il secondo pilastro della democrazia e della ripresa economica: la legge sul conflitto di interesse e una nuova legiferazione nel campo della libertà di stampa, dell’informazione e delle comunicazioni.
Verranno prese misure specifiche per impedire che possano essere eletti in parlamento soggetti politici legati al mondo dell’informazione, e soprattutto viene impedito a società finanziarie, banche d’affari private e grossi colossi finanziari internazionali di poter aggirare l’ostacolo diventando editori. Chi si occupa di informazione lo fa costituendosi come “editore puro” attraverso il rischio di una impresa privata.
Il tutto per impedire che la finanza, in maniera subdola (come avviene in Italia ad es.) usi il proprio gigantesco potere per esercitare pressioni sull’opinione pubblica al fine di salvaguardare interessi finanziari e non il diritto alla libertà dell’informazione.
 Anche su questo punto, nessuna notizia in merito.
 Sono entrambi due pericolosissimi precedenti. E’ la dimostrazione che esistono strade diverse percorribili, opposte a quelle volute dalla BCE e dal governo italiano, dal PD dal PDL dall’Udc.
A questo ci potete aggiungere la decisione ufficiale presa dal presidente dell’Ecuador, Rafael Correa, il quale ha bocciato la richiesta avanzata dalle compagnie petrolifere locali per nuove trivellazioni, destinando i 300 milioni di dollari (per loro una grossa cifra) del budget che le lobby del petrolio erano riusciti a garantirsi e spostando tale cifra per la salvaguardia del territorio idro-geologico dando vita a tre giganteschi parchi naturali, all’interno dei quali verranno fatti investimenti nel settore dell’agricoltura biologica a chilometro zero. Qui di seguito, in un post scriptum, in copia e incolla, c’è un articolo apparso sul settimanale Pagina ½, la pubblicazione più radicale e colta diffusa in Argentina. E’ un esempio di giornalismo che in Italia non esiste più. Dà la notizia sulla legge della divisione tra banche d’affari e banche speculative, senza nessun commento, senza fornire nessuna opinione, raccontando in che cosa consiste la Legge, come funziona, come si è svolta la votazione, i nomi degli attori e delle fazioni in campo. L’articolo è quello originale ed è scritto dunque in spagnolo, ma è di facilissima comprensione anche per chi non conosce la lingua. Sono modalità completamente diverse da quelle seguite in Italia dove la disinformazione, il narcisismo e l’opinionismo lobbista si sono ormai sostituiti alla spiegazione dei fatti reali e oggettivi; e così i lettori, spaesati, confusi, finiscono per non essere mai messi al corrente su ciò che accade in verità, perché vengono spinti a seguire delle tesi già preconfezionate che finiscono tutte con lo stesso identico refrain: non c’è alternativa, non si può fare diversamente.
 Non è vero. Non è così. Non esiste nessun campo dell’attività umana in cui non esistano alternative.
E’ una diabolica idea quella di presentare soluzioni come se fossero le uniche a disposizione.

Per ritornare in Europa, mentre l’Italia è scivolata nel consueto imbuto popolato da pecore mediatiche al pascolo, seguendo le vicende delle cosiddette primarie, in Europa si scatenava un furibondo scontro (in Germania) relativo a Unicredit e MPS (la più antica banca italiana, Monte dei Paschi di Siena) anche perché il tutto era relativo alla stessa persona, Alessandro Profumo, già presidente di Unicredit e attualmente presidente di MPS. Accusato, denunciato e sentenziato di evasione fiscale in Europa per la cifra di 3,5 miliardi di euro, Unicredit e Profumo (in quanto mente operativa della questione) se la stanno vedendo con le banche europee per un gigantesco conflitto di interessi.
Mentre all’Unicredit si chiedono i soldi da pagare e Profumo è stato identificato come un evasore che non rispetta la Legge, Mario Monti, a nome del governo italiano, si è presentato da Mario Draghi chiedendo il consenso a “sforare” dai dispositivi sanciti dal Fiscal Compact per far avere –sempre allo stesso Profumo- un nuovo gettito di 3 miliardi di euro provenienti dalle casse dello stato italiano, dopo i 24 che ha già ricevuto negli ultimi cinque anni. Essendo il titolo della banca considerato in borsa “spazzatura” (il titolo che tre anni fa valeva 2 euro in borsa, oggi vale 0,17 euro in borsa) non è ammissibile neppure per Draghi una cosa del genere.
Rischiosissima. Infatti, i greci –giustamente dal loro punto di vista- hanno immediatamente protestato pretendendo una proroga del loro debito. E’ andata a finire come ben sappiamo.
Non si sa se Unicredit pagherà o meno ciò che ha rubato e MPS avrà i suoi soldi da investire in nuovi derivati speculativi a rischio sempre più alto, l’unica possibilità rimasta di poter mettere un buco alla voragine di una banca tecnicamente già fallita da un pezzo. Tutta la gestione dei rapporti tra istituzioni e banche, tra governo e banche, tra BCE e banche, portata avanti da Mario Monti e dal PD dal PDL e dall’Udc finiranno per aumentare nel mese di dicembre il disavanzo pubblico portandolo a un ulteriore aumento e raggiungendo la cifra di 2000 miliardi di euro.
 Qui in Italia ci portano via i soldi per darli a banchieri evasori che gestiscono banche già fallite, mentre in Argentina c’è chi ha messo legalmente il bavaglio alle banche, le ha ammanettate e le ha sottoposte a una rigida, attenta regolamentazione sotto la custodia, tutela e attenzione della classe politica al governo in rappresentanza delle istituzioni collettive. Una bella differenza. La guerra, quindi, prosegue. Ed è sempre la stessa, quella tra oligarchi della finanza e i loro oppositori. Da noi, ci fanno credere che il problema sia se vince Renzi o se vince Bersani oppure se Berlusconi si candiderà oppure no.
 Sapete che vi dico? (con il cuore in mano). Se a questo punto c’è qualcuno che pensa possa essere così, allora vuol dire che ce li meritiamo tutti. Questa è la loro forza. C’è ancora qualcuno che dà loro credito. Non lamentiamoci, dunque, se le banche non lo danno a noi, il credito. Perché mai dovrebbero?

(sergio di cori modigliani)


Link intero articolo: http://sergiodicorimodiglianji.blogspot.it/2012/12/ecco-cio-che-sta-accadendo-in-argentina.html
Tratto da: http://www.comedonchisciotte.org/site/index.php
http://www.frontediliberazionedaibanchieri.it/article-default-e-avvoltoi-sentenze-e-autogol-113036616.html

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Dopo questa legge,non appare certo casuale il violento attacco portato in questi giorni dalla cricca usuraia degli hedge funds,tramite la decisione di un connivente giudice americano (ma guarda...)....
Sarebbe sempre bene premettere a quanto di seguito,che i famosi bonds argentini rendevano al tempo (2001),prima del defaut, il 20%,quando l'interesse medio sul mercato sulla rendita titoli era il 5-6%.
Mi verrebbe da dire che cosa hanno ora da lamentarsi queste vittime solo dell loro avidità.
Chissà mai perchè l'Argentina di allora (molto simile alla Grecia attuale).,era costretta ad emettere titoli a questo interesse.
Dal debito verso gli usurai,signori!
Debito  la cui origine sappiamo bene quale é... non certo quella del luogo comune di spendaccioni incalliti che ci raccontano....Qualcosa ne sappiam pure noi...della  famosa e fasulla catena usuraia: rating-spread-interesse-debito...
E chissà mai perchè,ad un tale interesse,non avrebbe dovuto  corrispondere un alto tasso di rischio...per ciò era tale.Chi comprava sapeva,o meglio avrebbe dovuto sapere,perchè le banche (che sapevano) fino all'ultimo (come per Parmalat),hanno spacciato questa carta straccia ad avidi e ignari risparmiatori..
Fatta questa doverosa premessa,veniamo ai fatti.


Tutto ha inizio con il default del 2001 quando lo Stato,vittima del FMI e altri strozzini,diede default.Il governo argentino propose ai vecchi creditori di convertire i bond posseduti in nuovi titoli, svalutati del 66% (la stessa misura della svalutazione monetaria sul dollaro), e con scadenze rimodulate nel tempo. Una soluzione neanche troppo onerosa per i creditori, che a fine giro dovrebbero portare a casa in questo modo interessi attorno al 70%.
Il grosso di questi creditori (per l'esattezza il 93%) accettarono di buon grado la proposta argentina, soprattutto i più piccoli, assai meno i grandi fondi di investimento,che al tempo raccattarono sul mercato bond quasi gratis,confidando nel loro potere per rientrare dell'intero capitale,più il guadagno di questa speculazione.
Cosa che é parsa avverarsi con la decisione del solito giudice compiacente

La sentenza della scorsa settimana è arrivata ad imporre all'Argentina il versamento di 1,3 miliardi di dollari (una somma ridicola in fondo,se paragonata a certi debiti che circolano...) in un fondo presso la Bank of New York, da riservare agli hedge fund in attesa del verdetto definitivo della Corte d'Appello.
Qualora l'Argentina non avesse adempiuto a questa imposizione, la stessa banca (che funge da intermediaria dei titoli argentini sul mercato statunitense) avrebbe bloccato il pagamento delle cedole agli obbligazionisti che hanno accettato la ristrutturazione del debito.
Ed un  pagamento è previsto proprio per il prossimo 15 dicembre.

Capito la curiosa contemporaneità della sentenza...e il ricatto...?



Il governo di Buenos Aires ha fatto subito sapere di non aver alcuna intenzione di pagare gli hedge fund. Tra l'altro glielo impedisce una legge approvata ad hoc.
Ed ha invece fatto ricorso contro la sentenza, chiedendo intanto lo sblocco dei pagamenti agli obbligazionisti che hanno accettato la ristrutturazione del debito. La Corte d'Appello newyorkese ha così deciso di annullare l'ordinanza del giudice che imponeva il blocco tramite la Bank of New York. 
Ed il versamento di 1,33 miliardi destinati al signor Singer,hedge fund, proprio non ci sarà.
Naturalmente si tratta solo di un rinvio, in attesa dell'esito del ricorso di Buenos Aires.Vedremo come finirà.

Magari la stampa italiota che riporta le solite bufale e notizie artefatte,dovrebbe spiegare tutto questo e che una nazione che vuol essere libera dagli strozzini sta combattendo la sua guerra...una nazione che ha dimostrato a tutti che ce la può fare e che non esiste solo la strada tracciata dalla cricca usuraia.Per questo é un esempio pericoloso e si fa di tutto per ricondurla all'ordine,contrastando con ogni mezzo  la sua libertà di azione,falsa propaganda in testa: veicolando come limitazioni di libertà il freno alla speculazione bancaria,e inventando false rivoluzioni per una situazione di stallo dovuta a questa guerra,dopo che in questo decennio ha avuto lunghi periodi con tassi di crescita attorno all'8%; ha ridotto il rapporto debito/Pil dal 165% del 2002, al 67% del 2007 fino al 45% attuale; ha visto aumentare il Pil/procapite dai 2.656 dollari del 2002, ai 6.705 del 2007, agli 11.573 attuali. Una progressione che non ha bisogno di troppi commenti. 
(Dati tratti dal Sole 24 Ore del 29 novembre 2012).

10 commenti:

  1. Basta anche solo guardare la cosa al femminile, gli argentini hanno la Kirchner, noi Bindi, Turco, Fornero, Cancellieri. Lo so che il paragone è quantomeno ingeneroso, ma, come hai fatto notare anche tu johnny, ogni paese ha i (le)rappresentanti che si merita.
    Standing ovation per l'Argentina e l'Islanda (e altri) a noi toccherà il destino delle prede (chi vuole si veda documentari sulle iene per farsi una idea).

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    1. Se c'è la volontà politica,é possibile un altra via....tutte le più fosche previsioni catastrofiste dei soliti zampognari del potere in caso uscita euro,sono state smentite da fior di economisti e nobel,e ben documentate nei dettagli.Ultimo il bel libro di Alberto Bagnai,che tutti dovrebbero leggere.L'economista smonta pezzo per pezzo,con prove,documenti e dati,tutti i luoghi comuni agitati in questi mesi dalla solita stampaglia ignorante e prezzolata e da economisti di regime alla Zingales o Giavazzi.Qui sì,che c'è una totale e voluta disinformazione.

      Insomma,si tratta solo di VOLERE come fatto in Argentina,un paese mandato alla deriva dall'opera di saccheggio degli usurai,ma che si é risollevato alla grande,nonostante la guerra che tutto il sistema strozzino le sta facendo.

      Solo che noi abbiamo degli ominicchi e delle mezzecalzette politiche,preda della più bieca ignoranza o semplicemente venduti...nessun coraggio che deve avere uno statista che tiene al proprio paese,una cricca di sguatteri parassiti...e non sto esagerando...

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  2. Dopo questa legge,hanno immediatamente iniziato una campagna diffamatoria nei confronti dell'Argentina, compreso pubblicizzare manifestazioni "oceaniche" di oppositori al governo che viene dato addirittura sull'orlo del default o in procinto di cadere (naturalmente notizie assolutamente false).

    La verità é che questo precedente potrebbe far scuola e incrinare il Sistema Usuraio...e non si tratta di una città come l'Islanda,ma di un grande paese.

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    1. Eh,beh...é una spina nel fianco all'ordine di marcia....é la dimostrazione che se ne può uscire e che questo sistema non é la fine della Storia,una cosa irreversibile come spesso dicono gli usurai.E te credo,per loro é una pacchia!
      La guerra é in corso,vedremo gli esitri,ma intanto per dieci anni gli argentini si sono sottratti al giogo e non sono così indifesi come può sembrare.Ci sono in ballo anche altri iteressi di terzi in ballo...vedi Cina e spratutto quelli che hanno accettato la ristrutturazione (ad es. un importante altro hedge fund)e che corrono il rischio di non vedersi pagata la prossima tranche se l sentenza a favore invece di chi non l'ha accettata dovesse passare.

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  3. ragazzi,a me questo sito piace moltissimo ma qui sull'Argentina siete un pò fuori di testa....lo sapete che i dati ufficiali della banca centrale argentina non sono accettati da nessuna agenzia di rating,l'inflazione reale è oltre il 20% e le famiglie fanno incetta di dollari al mercato nero. e anche questa demonizzazione dei derivati è una barzelletta,è come abolire i jolly dal mazzo perchè capitano sempre agli altri....

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    1. Beh,caro covenant....che vuoi che dicano le agenzie di rating composte da speculatori....sono parte dell'esercito in guerra contro questa nazione...!! Sai come sono credibili...! Non ti son bastati i giochetti che han fatto su di noi e in Europa!Considerare i loro dati certi (tra l'altro contestati da sempre dalla kirchner)sarebbe come credere alla luce in fondo al tunnel che vede il cieco Monti.
      E comunque,pure noi abbiamo avuto anni d'inflazione simile,mica siamo morti...meglio di ora certamente...
      Ma non hai visto i dati del Sole 24 ore?Mica spacciati dai centri sociali...!
      La verità é che dopo un decennio di crescita l'Argentina affronta i problemi di tutti e sopratutto la guerra che gli strozzini stanno facendole,ma da nazione libera....
      Sui derivati ti vorrei ricordare che la crisi del 2008 che ancora si prolunga é dovuta in massima parte a questa carta straccia dei derivati,dei derivati sui derivati..
      L'inflazione

      Comunque grazie dell'apprezzamento

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  4. Donne managers,femminismo,cognomi,casuali coincidenze...
    Non c'entra niente con i successi(incontestabili) che le due donne di"ferro"stanno avendo come managers nei loro rispettivi Paesi.
    Cristina Elizabeth Fernàndez,nata da padre di origine spagnola(Fernàndez)e madre di origine tedesca(Wilhelm)..."ama" farsi chiamare col nome del marito"Kirchner",nato da padre svizzero(Kirchner)e madre di origine croata(Ostoic').
    Angela Dorothea Kasner(laureata in fisica in DDR),nata da padre(pastore luterano) tedesco ovest di Amburgo(Kasner)e madre di origini dell'area contesa tedesco/polacca di Danzica(Jentzsch)..."ama" farsi chiamare ancora con il nome del suo "primo" marito Ulrich Merkel(essendo oggi sposata Sauer).
    Mi chiedo,"ma senza nessuna dietrologia"(honni soit qui mal y pense),perché non usino i loro rispettivi cognomi,una Fernàndez l'altra Kasner?E invece amino farsi chiamare con i cognomi dei loro non più esistenti mariti.Una domanda banale,inutile ,ma che in un clima mondiale di "femminismo "viene spontanea.
    Certo,che rispetto alla"graziosa" giovinetta(che fà il paio col giovinetto appena bocciato a sinistra) in corsa alle primarie di un partito di destra(ma si faranno)?,ne hanno(quelle due) di culture(e conoscenze) alle spalle..... che sicuramente hanno concorso alla loro formazione.....Già me la vedo la scena,se contro ogni previsione probabilistica,vincerà Lei(alle primarie prima e alle finali dopo) a discutere alla pari con "quelle" due....... Ciao Tonino

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    1. Mah...Tony,non saprei perchè si fan chiamare col cognome dei due defunti....una cosa é certa,che entrambe,sue due opposti fronti,devono aver qualcosa sotto....che le fa essere accaniti difensori degli interessi e delle sorti dei loro paesi...se penso alle nostre mezzepippe tipo Bindi e ai nostri ridicoli maschietti,mi viene l'orticaria....una cricca di don Abbondi senza coraggio.
      Non ho poi capito a che giovinetta ti riferisci...non é che seguo molto...

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  5. Mi spiego perchè ho voluto fare un paragone tra chi governa l'Argentina o la Germania,e chi (con poca probabilità che avvenga) "vorrebbe" governare l'Italia.
    Sono confuso sulle primarie(che forse non si faranno)del PDL....sembra che sia una squadra di calcio...undici contendenti(?)...Comunque non sono aggiornato sul risultato delle perplessità a farle,espresso dal "Leader",e non sò come andrà a finire
    A "spingere"però perché si facciano,c'è una giovane e graziosa militante(35 anni),peraltro anche Lei candidata a diventare il "Capo del Governo",qualora il suo schieramento vincesse le elezioni.
    E'simpaticissima,graziosa,educata,piena di buone intenzioni....ma il suo curriculum molto ricco di attività politica nel suo partito....e altrettanto scarno in esperienza di macroeconomia,sia a livello azienda,imprese,che nazionale.
    Ecco perché cercavo di immaginarmi il risultato di un suo eventuale scontro con l'equivalente non simpaticissima,decisamente non graziosa,antipatica,con poche buone intenzioni(verso il nostro Paese)"teutonica Manager"...ma con un curriculum "gestionale"(eufemismo) di popoli e nazioni da far invidia a qualsiasi aspirante "Premier"...Ciao Tonino

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    1. Il Pdl mi pare un partito allo sbando,primarie o no...(più no che sì),sconta troppe indecisioni,marce indietro,berlusconi sì o no ....e una pochezza di uomini,come del resto dappertutto ti guardi in giro.
      Per me,rimane ancora il mistero della giovane ragazza...sarà mica la Meloni,quella che insiste per le primarie.?
      Nel caso,eh sì...buone intenzioni,ma non ha molta esperienza per il ruolo...
      Vabbè che l'esperienza,come si é visto,é servita a ben poco...ma insomma...

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