martedì 20 novembre 2012

PROGRAMMA-MANIFESTO ME-MMT






FONTE: PAOLOBARNARD.INFO


Adottando l'Euro,
l'Italia si è ridotta allo stato di una nazione del Terzo Mondo
che deve prendere in prestito una moneta straniera,
con tutti i danni che ciò implica. 
Paul Krugman, Premio Nobel per l'Economia


Estensori:

dott. Warren Mosler - macroeconomista - Stati Uniti
prof. Mathew Forstater - macroeconomista - Stati Uniti
prof. Alain Parguez - macroeconomista - Francia
Paolo Barnard - giornalista - Italia




MEMENTO 


L'Italia uscì dalla seconda guerra mondiale povera, distrutta, semi analfabeta, ma ricca di tre doti immense: la Costituzione del 1948, lo Stato democratico a Parlamento sovrano, una propria moneta. Nell'arco di meno di trent'anni, questa penisola priva di grandi risorse, senza petrolio, finanziariamente arretrata, diventa la settima potenza economica del mondo, prima fra tutti per risparmio delle famiglie. Fu il ‘miracolo italiano' scaturito dalle tre immense doti di cui sopra.

Oggi quelle doti sono state distrutte, e il Paese è sprofondato nella ver- gogna dei PIIGS, i 'maiali' d'Europa. I Trattati europei, in particolare quelli associati all'Eurozona, ci hanno tolto la sovranità costituzionale, quella parlamentare e quella monetaria. Ci hanno tolto tutto. La crisi che oggi sta distruggendo l'economia e i diritti delle famiglie e delle aziende italiane come mai dal 1945 a oggi, viene da questo.


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Insieme al libro di Bagnai del precedente post,proponiamo anche questo Manifesto,a dimostrazione che l'impostazione neoliberista trova ormai molti oppositori in vari ambienti accademici.
Per quanto ci siano punti di divergenza tra queste due testimonianze,siamo sempre nell'area keynesiana,e comunque é una occasione offerta ai lettori per farsi una propria opinione.

Questo manifesto doveva essere pubblicato giorni fa sul Corriere della Sera.

Paolo Barnard si è recato al Corriere della Sera con i 42000 euro necessari per pubblicare sul quotidiano il manifesto mmt stilato con Mosler. 
Beh! Si sono rifiutati di pubblicarlo con pretestuose e patetiche motivazioni

Ora pare che...
Qualcosa è cambiato nel weekend, e al drammatico comunicato che ci negava per motivi indecifrabili la pubblicazione del PROGRAMMA ME-MMT sul Corriere della Sera*, sono seguite trattative oggi, fino al direttore responsabile, e ora ci sono speranze.

Ci rincresce davvero che questi incidenti ci pongano fra l’altro nella spiacevole condizione di essere ora anche in trattativa con altre testate nazionali, e di dover tenere tutti in sospeso. Non è per nostra negligenza che questo accade.

Speriamo che il Corriere ci dia una risposta definitiva in queste ore. 

(Paolo Barnard)

* Avevamo ricevuto nel venerdì sera una mail di rifiuto definitivo che è in archivio.





17 commenti:

  1. Anche Barnard mi piace,non usa mezzi termini contro Monti e amici.Ho anche i vs post su MMT e letto anche altrove...non mi dispiace,ma sono curiosa dii vedere le differenza tra questi economisti del manifesto e le idee di Bagnai...l'importante é comunque che entrambi si muovono su un terreno completamente diverso dalla balle che ci raccontano.

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    1. Barnrd non ha un carattere facile e probabimente qualche errore con i gruppi mmt l'ha pure fatto.ma ha il grande merito,pur tra le polemiche con Bagnai,di aver portato a più ampi settore la visione keynesiana contrapposta a quella delinquenziale neoliberist ora in atto.A febbraio ci fu un convegno a Rimini a cui parteciparono circa 2000 giovani da tutta italia per parlare di mmt ed economia,suguito recentemente sempre a Rimini da un altro convegno con circa 1200 persone,e un altro a Cagliari.
      L stesso Bagnai ha cominciato a mostrarsi l grande pubblico.Insomma,pur tra dfferenze di vedute,le cose si stanno muovendo e trovp alquanto inutili guerre teoretiche che non fanno che dividere persone che hanno lo stesso fine

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    2. corrige:; "...carattere non facile..."

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  2. Segnalo che il 26 NOVEMBRE - cioè Lunedì prossimo - sul Corriere della Sera ci sarà la pubblicazione del PROGRAMMA DI SALVEZZA ECONOMICA PER L'ITALIA elaborato da Mosler-Forstater-Parguez-Barnard:

    http://memmt.info/site/annuncio-programma-me-mmt-sul-corriere-della-sera-definitivo/

    ANNUNCIO PROGRAMMA ME-MMT SUL CORRIERE DELLA SERA: DEFINITIVO

    Comunichiamo ai nostri sostenitori e donatori che l’annuncio del Programma di Salvezza Economica Nazionale apparirà lunedì 26 novembre 2012 sul Corriere della Sera in ottima posizione.

    Paolo Barnard

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    1. fine della querelle...una buona notizia...grazie e ciao

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  3. L'ho salvato anch'io il Pdf. Non mi è chiaro su cosa siano in disaccordo Barnard e Bagnai.

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    1. Prima di addentrarci nelle differenze teoriche,é opportuno dire due parole sui protagonisti di questa querelle che ha scatenato un putiferio in rete,certamente più di quanto meritassero queste differenze.
      Intanto,sono entrambi dei bei caratterini,uno usa la clava (Barnard),l'altro col fioretto....ma non sempre.
      Uno é un giornalista divulgatore (e tanto ha fatto quest'anno presso non addetti ai lavori,in tre grandi convegni,due a Rinibi e uno Cagliari,con folle da stadio specie in Romagna.
      Cosa che riconoscse pure Bagnai (" ha avuto una sua utilità nello scalfire le certezze piddine, e magari nel sottrarre da gorghi ancora più torbidi (che non nomino) le persone assetate di giustizia"),che invece é un'economista,uno studioso serio e ferrato.
      A uno studioso,non possono piacere i toni messianici del giornalista,che però fa un altro mestoere e accusa gli economisti di far molto poco verso il pubblico,e di rintanarsi nel chiuso mondo delle università e delle cattedre....(questo però pare essere servito,perchè Bagnai é spesso ospite da Paragone e da altre parti).
      C'è da dire che "piddino",per Bagnai,ha un significato più ampio del rincitrullmento acritico di questo partito (e contorno) verso la situazione attuale,ma si riferisce anche a tutti quei dilettanti economisti(magari ci siamo pure noi)che popolano il web ed altro...a volte detti pure,luogocomunisti(tipo Tabacci e Frattini..,che non perdono occasione di santficare l'euro)
      Bagnai é uno che si definisce "di sinistra"...ma che dice "economisti e politici di "sinistra” hanno rivendicato per due decenni la scelta dell’euro come un loro grande successo.Il tatticismo politico ora impedisce loro di comprendere e di ammettere che questa scelta è contraria agli interessi del loro elettorato. ") !
      E di tutto il paese,direi io....
      Purtroppo le accuse di Barnard.sono arrivate al punto di definire i cattedratici tutti massoni,cosa che ha fatto imbestialire non pochi di loro,Bagnai specialmente,che ha cominciato a sparare a zero sul personaggio,definendolo imbonitire, fascista ("Capite, o no, che questo atteggiamento di marketing toglierebbe a chiunque la voglia di vedere se poi c'è anche dell'altro?)....e anche sulla teoria.
      Son saltate quindi tutte le possibilità di far fronte comune ed unito (visto che entrambe le teorie vanno inquadrate nell'ambito postkeynesiano,due correnti keynesiane diverse.) contro gli schemi mainstream neoliberisti.
      Fino a questo punto,per me siamo nell'ambito infantile....cosa che spesso tocca anche alle persone intelligenti e con un ego non indifferente.
      Ma ora veniamo al dunque,circa le differenze tra Bagnai e MMT,che non é Barnard...ma un team di diversi studiosi,anch'essi differenziati su certi dettagli teorici.
      (segue)

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    2. (seguente)

      Intanto una prima obiezioni di Bagnai é che queste cose già le aveva scritte lui nel 2005,e altri prima ancora,quindi contesta che sia la novità sbandierata da Barnard.Il che é anche vero,fatto sta che nessuno del grande pubblico se n'era accorto...
      Inoltre che questa teoria potrà andar bene per gli USA,ma non é detto che valga pure per noi.C'è però da dire che una teoria monetaria od economica non é mai un'equazione esatta,é solo un modello che può essere adattato ai casi specifici con opportune modifiche.Una teoria dev'essere flessibile e confrontarsi con le circostanze,non può essere uno schema rigido.
      Questa obiezioni quindi,a mio parere,non sono le più rilevanti.
      Va pure detto che entrambe,sostengono una uscita dall'euro e il recupero di sovranità monetaria (e politica),ma per Bagnai questo non basta.

      Infatti: "Se noi pensassimo che la reintroduzione della lira sia in grado di risolvere da sola la situazione disastrosa dell’Italia, sbaglieremmo completamente: perché in Italia c’è, da sempre, un collasso cronico dello Stato che non c’entra nulla con l’euro e l’europeismo. Perché l’Italia è un’anomalia, l’anomalia italiana.Per salvare l’Italia occorre eliminare sia l’euro (il male nuovo), sia il collasso cronico dello Stato italiano (il male antico)."

      E qui non ha torto.E ancora:

      "una banca centrale sovrana (intendo piena sovranità monetaria) è una condizione necessaria, un passo essenziale, ma non è la soluzione a qualsiasi problema in qualsiasi paese......questo non vuol dire che la piena sovranità monetaria non sia rilevante, al contrario, in primo luogo al fine di perseguire un TASSO DI CAMBIO COMPETITIVO e al fine di lasciare più spazio a politiche di sostegno della domanda interna, ma compatibilmente con l'equilibrio delle PARTITE CORRENTI.
      Purtroppo, almeno fino alla fine degli anni '90, i paesi periferici hanno sempre cercato la scorciatoia della STABILIZZAZIONE DEL TASSO DI CAMBIO nominale e delle liberalizzazioni finanziarie, al fine di attirare capitali stranieri."

      Direi che no fa un grinza.Il cambio fisso per noi é una iattura che ci impedisce qualsiasi libertà di manovra.Ma la liberalizzazione finanziaria comporta anche un'altra cosa (e questa sottovalutata da MMT):

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    3. (seguente)

      "Quello che oggi è un AFFLUSSO DI CAPITALI domani diventa un deflusso di redditi. L’afflusso di capitali dall’estero (per comprare un titolo pubblico, per finanziare l’acquisto della seconda casa o del primo televisore al plasma di un privato, per acquistare un’azienda), domani diventa un DEFLUSSO DI REDDITI verso l’estero (interessi o profitti). Capito? Oggi entrano i soldi, sotto forma di credito (per il centro), cioè debito (per la periferia). Domani i soldi escono, sono redditi passivi in bilancia dei pagamenti, redditi che ampliano ancora di più il deficit estero della periferia, la quale, come usura insegna, a un certo punto è costretta a farsi prestare altri capitali, non più per finanziare investimenti produttivi, e nemmeno per finanziare consumi, ma semplicemente... per pagare gli interessi!
      E quei capitali, la periferia, all’inizio nemmeno voleva, all’inizio non ne aveva nemmeno bisogno, ricordate? Perché nel mondo “represso” il circuito del risparmio si chiudeva all’interno del paese: alla periferia bastavano i risparmi dei suoi cittadini, che ne avevano, perché siccome non tutto era stato privatizzato, e quindi i servizi essenziali non costavano somme sempre maggiori, in fondo non si stava così male, qualcosa si risparmiava.....la crisi è stata innescata dall’afflusso verso il settore privato dei Pigs di ingenti quantità di capitali esteri (mentre il settore pubblico stava riducendo il suo debito).....La crisi finanziaria è un gigantesco fallimento del mercato del credito privato: i mercati si sono dimostrati incapaci di convogliare i risparmi verso impieghi produttivi nel settore privato. Il problema è la LIBERTA' DI MOVIMENTI PRIVATI DI CAPITALE, che si trasforma ineluttabilmente in arbitrio. Ed è questo arbitrio che le vigilanze nazionali cercano (troppo tardi) di contenere. Un ritardo forse dovuto a una eccessiva fiducia nella favoletta ortodossa.
      La favoletta del mercato buono e dello Stato cattivo".

      "La teoria ortodossa dice che il rendimento dei capitali obbedisce alla legge dei rendimenti decrescenti: il capitale è più produttivo dove è più scarso. Basta quindi liberalizzare i movimenti internazionali di capitali e il capitale andrà “naturalmente” nel paese in cui ottiene la remunerazione migliore, perché è più scarso, e quindi più produttivo. Il meccanismo si autoregola, perché a mano a mano che i capitali arrivano, il loro rendimento decresce, rendendo il mercato nazionale meno appetibile e limitando ulteriori afflussi.
      Alla fine tutti stanno meglio.
      In pratica non è successo niente del genere. I movimenti di capitale non hanno obbedito alla logica dei rendimenti decrescenti, ma a quella delle BOLLE SPECULATIVE. L’afflusso di capitali ha spinto verso l’alto i prezzi delle attività, finanziarie e immobiliari. La prospettiva di lucrare ulteriori aumenti ha invogliato ulteriori afflussi, in un gioco di aspettative che si sono autorealizzate finché si sono trovati nuovi entranti disposti a “gonfiare” la bolla col loro denaro fresco. Quando i fessi finiscono, la bolla esplode, i prezzi delle attività crollano, e le banche che le hanno in bilancio o a garanzia di prestiti falliscono, a meno che non vengano salvate dagli Stati con soldi pubblici. I debiti privati diventano così pubblici, e questo permette di ripetere come un disco rotto "DEBITI SOVRANI,DEBITI SOVRANI, DEBITI SOVRANI" nel tentativo di far passare per fallimento dello Stato quello che è solo il sintomo di un macroscopico fallimento del mercato. Macroscopico e del tutto prevedibile, in una corretta prospettiva keynesiana."

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    4. (seguente)


      Quindi,trucco del debito messo a nudo,cambi flessibili,limitazione del movimento dei capitali e merci,possibilità di svalutare...
      Non é sbagliato,queste limitazioni sono importanti specialmente in una fase di passaggio eventuale dall'euro alla lira...mi chiedo però come potranno estendersi nel tempo,come resisteranno in un sistema globalizzato (che resterà,a meno che...) che ha un suo proncipio fondamentale nella piena e incontrollata libertà di movimento dei capitali.
      A questo,per quanto ne so,non mi sembra che Bagnai abbia dato una risposta...ma può darsi che sbagli.
      Fa inoltre giustizia anche dei tanti luoghi comuni legati alla svalutazione, l’inflazione, ecc... con cui si cerca di terrorizzare la gente riguardo l’ipotesi di uscita dall’Euro. L’uscita dall’Euro, spiega Bagnai, è non solo possibile, ma sarà comunque inevitabile perché è un progetto insostenibile, e la crisi corrente lo sta dimostrando.

      "La moneta unica tra AREE CON DIVERSA PRODUTTIVITA' è possibile solo a patto di condizioni politiche inesistenti nell’Europa di oggi. D’altro lato la svalutazione reale della nostra economia è conseguenza diretta dell’impossibilità di riaggiustare in modo automatico, graduale e indolore, lasciando agire il mercato del CAMBIO le piccole differenze di competitività con la Germania, e che invece si sono accumulate nel corso degli anni."


      Questa delle "aree con diversa produttività" é uno dei cavalli di battaglia (la MMT non approfondisce...) che per Bagnai hanno determinato la crisi europea,indipendentemente da quanto successo in Usa 2008.
      Sarebbe comunque arrivato il redde rationem...
      La critica dell'euro fondata sulla teoria delle "aree monetarie ottimali.
      E' questa teoria che lo conduce a sostenere che l'euro salterà.

      Un dato di fatto che non muterebbe se la BCE “stampasse moneta” per venire incontro ai problemi di finanziamento del debito pubblico degli stati dell’Eurozona (con tanti saluti a che vorrebbe una BCE prestatore di ultima istanza), e neppure se lo facesse senza porvi sopra le condizioni vessatorie previste dal Fiscal Compact.
      All’interno dell’Euro la prospettiva è quella della deindustrializzazione delle economie più deboli e delle acquisizioni straniere dei nostri assets … fino a quando non saremo dichiarati semplicemente un “onere” e non ci avranno dato il benservito.




      Un altro punto é il MERCATO DELLE VALUTE, legato principalmente all’andamento del commercio estero, è l’unico mercato che i neoliberisti vorrebbero regolamentare con cambi RIGIDI agganciati a monete forti,invece che lasciar corso anche qui alla legge della domanda e dell’offerta. Perché?
      Perché così si favoriscono le rendite rispetto ai redditi di lavoro, e si consentono politiche predatorie da parte degli investitori a danno dei debitori, e dei paesi con maggiore produttività a danno degli altri.



      Queste le differenze,o meglio quanto magari la MMt non dice o sottovaluta,ma che neanche esclude, in ragione della flessibilità che deve avere una teoria economica che,ripeto,non é scienza esatta.Almeno così la penso.
      Sono due correnti keynesiane di pensiero,in cui però io non vedo ostacoli insormontabili perchè non ci si possa unire contro il comune nemico e smetterla con certi personalismi.
      C'é infine un'ultima cosa da dire che entrambi i "contendenti" non prendono in considerazine (più Barnard che Bagnai),e cioè che una teoria economica senza un braccio politico che la sostenga e si ponga infine di realizzarne gli obiettivi,resta lettera morta.
      Chi la applicherà,chi ci fatà uscire dall'euro? Bagnai ipotizza un inevitabile crollo,ma anche in questo caso,chi porterà avanti le sue istanze?
      Coi chiari di luna che vediamo,pare esserci solo un partito ora,quello dell'euro.
      E' una questione politica che finora non ha soluzione.

      Spero di aver esaurientemente risposto nell'ambito di un commento,ma sarebbe più facile,una volta inquadrata la visione generale,rispondere a domande specifiche.
      Bye Nessie

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  4. Leggo adesso i tuoi post in sequenza e ti ringrazio, perché ti sei preso la briga di fare infiniti distinguo. Io non sono addentro alle dottrine economiche e posso giudicare a occhio come si presentano i due personaggi. Ovvio che tra i due Bagnai fa una figura migliore, se non altro perché non dà in scalmane come Barnard. Tuttavia c'è una cosa che in questo momento mi fa un po ' saltare la mosca al naso, come "identitaria": l'eccesso di economicismo dal quale siamo tutti quanti circondati e ossessionati, e la marginalizzazione della politica alta nel senso della polis. Gira e rigira per essere sovrani occorre batter moneta, metter milizia, imporre dazi e stabilire leggi chiare nell'interesse del Paese. Ma occorre che la polis torni a contare. Noi non abbiamo niente di tutto questo, ma pensare che basti solo la moneta (e qui sono d'accordo con Bagnai) è un po' riduttivo. Ad Ogni modo lunedi comprer il Corserva per vedere come butta la faccenda della MMT. L'essenziale è che qualcosa bolla in pentola. Ciao.

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  5. Comprerò , il verbo è venuto fuori dimezzato :-)

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    1. Beh...ho cercato,non so se riuscendovi,di rispondere alla tua domanda il più chiaramente possibile,almeno nei punti fondamentali.
      Ho parlato più di Bagnai che di MMT perchè su questa teoria già avevo pubblicato specifici posts qui sul blog.
      L'argomento economico é all'ordine del giorno perchè molti guai come sai,derivano dall'impalcatura economica neoliberista e dai vari diktats in materia della BCE.
      E non é male che si capiscano i meccanismi economici,a cui in precedenza molti non badavano affatto.Questa disinformazione del grande pubblico ha consentito agli usurai di costruirsi silenziosamente e occultamente un sistema su misura per loro.Forse l'eccesso odierno é proprio dovuto all'assoluta mancanza precedente.
      E' importante l'aspetto economico,ma non risolutorio,finchè resta sulla carta.
      E qui subentra appunto l'aspetto politico della questione a cui tu accennavi.
      Infatti la politica della èpolis é ora serva dell'economia,ergo degli usurai....o è venduta o non ha il coraggio (almeno in questo emisfero)di riprendersi il proprio ruolo.
      Basti l'esempio eclatante francese a dimostrarlo...non un nazioncina qualsiasi...

      Io penso che molto derivi dalla mancanza di veri leaders politici,statisti..credibili e anche coraggiosi che abbiano voglia di lottare per il proprio paese.Non credo che la fortezza usuraia sia così impenetrabile come si dice di fronte all'azione decisa (e congiunta magari) di veri politici.Almeno in Europa.

      E' questo l'aspetto che Barnard ignora e su cui sono più critico,al di là di differenze teoriche non difficili da colmare.
      Tanto per parlare del ns pollaio,c'è stato un momento dove Grillo si era dimostrato interessato a MMT,non avendo base economica il suo non programma,come lo chiama lui.
      Paolo ha rifiutato,così come altri apparentamenti politici.
      Con tutti i possibili dubbi e ombre su Grillo,per me é stato un errore.In fondo molti suoi elettori pensano e vogliono quello che vogliamo noi.
      Un po' di tattica signori!!Forse sarebbe stata una svolta nel pollaio....
      Come dicevo,senza un braccio politico,la teoria non va da nessuna parte.

      Magari,leggi anche il libro di Bagnai...non credo sia difficile,anche per chi non é addentro alle dottrine economiche,ed é sempre importante avere una visione completa delle cose.Ciao.

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  6. "Paolo ha rifiutato così come altri apparentamenti politici".

    Ho letto la sua lettera contro i grillini e nemmeno io sono d'accordo. Ecco che significa l'arte della politica. Un buon politico avrebbe cercato di ingraziarseli e magari tentato di inserirli nelle sue truppe. Certo che sì, che un minimo di tattica è importante e ci vuole. Anche tutti questi casini col Corriere mi hanno un po' insospettito.

    Sì, no, sì....Bah, tutto è bene quel che finisce bene, e speriamo che vada a buon fine. Ma soprattutto che faccia tesoro delle sue intemperanze, anche se ho qualche dubbio.

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    1. Paolo non è un politico...a Rimini/1 gli era stato chiesto di mettersi a capo di un nuovo movimento,ma ha rifiutato.Ho parlato con lui e credo d'aver capito che consideri MMT una sua creatura che non vuole dividere con nessuno,avendo fatto certamente tanto per diffonderla da noi.Capisco anche il suo senso di rivincita verso certi ambienti in cui ha lavorato e ingiustamente emarginato,ma una teoria economica é di tutti,tanto più che esisteva prima di lui.
      Certo che innestandosi su un movimento accreditato del 16-18% alle prossime elezioni,sarebbe stato un bel colpo....per entrambi.Peccato,vedremo che succederà.
      Col Corriere non c'è nessun casino,solo che pubblicare il manifesto su un giornale che pensa l'opposto ha sollevato perplessità,puoi immaginarti di chi...
      Credo sia pure intervenuto De Bortoli e pare che ormai la faccenda sia chiusa.Sai,anche 42 mila euro,raccolti dai fans e residui dei precedenti convegni,no son da buttare...
      Sebbene io non metta mai la mano sul fuoco per nessuno,su Barnard,per quanto bizzoso e imprevedibile,tutto sommato credo sia un onest'uomo,nemmeno meritevole di tante critiche personali di dubbio gusto che gli son piovute addosso.
      Non credo che il suo carattere cambierà,ma anch'io spero che almeno sul piano economico ci si possa ritrovare tutti,tutte le forze ora divise,in una unica visione keynesiana,pur con tutti i distinguo sui quali avremo tempo di discutere.Fatto questo,appoggiarsi ad un movimento politico che la condivida.

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  7. johnny doe ha scritto:

    Va pure detto che entrambe,sostengono una uscita dall'euro e il recupero di sovranità monetaria (e politica),ma per Bagnai questo non basta.

    Infatti: "Se noi pensassimo che la reintroduzione della lira sia in grado di risolvere da sola la situazione disastrosa dell’Italia, sbaglieremmo completamente: perché in Italia c’è, da sempre, un collasso cronico dello Stato che non c’entra nulla con l’euro e l’europeismo. Perché l’Italia è un’anomalia, l’anomalia italiana.Per salvare l’Italia occorre eliminare sia l’euro (il male nuovo), sia il collasso cronico dello Stato italiano (il male antico)."

    Guardi che il virgolettato non l'ha scritto Bagnai, l'ho scritto io e con tanto di copyright:

    http://luigicocola.wordpress.com/2012/08/31/il-disastro-italiano-e-un-disastro-doppio-e-le-risse-peggiorano-le-cose/

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    1. grazie della precisazione,prendo atto della sua giusta rettifica.
      Il misunderstanding è dovuto al fatto che più volte Bagnai ha espresso un concetto simile,seppur non annoverandolo tra le cause principali dell'attuale disastro.
      Certo è,che continuando con sprechi e ruberie,i benefici di una uscita dall'euro subirebbero pesanti riduzioni.
      Grazie ancora della puntualizzazione.Saluti

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