lunedì 5 novembre 2012

DON MARIO CORLEONE



Mentre in Italia tutti i pennivendoli cazzeggiatori si occupano di primarie,di improbabili leggi elettorali e ciofeche varie,la cosca della suburra usuraia europea bada al sodo.
Sentite cosa ha detto qualche giorno fa allo Spiegel il capobastone DRAGHI:

"Molti governi devono ancora capire che la sovranità nazionale l'hanno persa molto tempo fa.In passato hanno consentito che il debito sovrano toccasse livelli record ed ora hanno bisogno della buona volontà dei mercati..."


Come dire,ormai ce l'avete in quel posto....e via con la favola del debito e con la sublime barzelletta della "buona volontà"dei mercati,noti benefattori e samaritani....sempre pronti ad aiutare il prossimo...con una buona sepoltura.
Il nostro caro spacciatore principe di bufale dovrebbe però spiegarci come mai al Giappone che ha un debito doppio del nostro, nulla è accaduto,oppure perchè la Spagna che aveva un debito poco pù del 60% invece c'e dentro fino al collo!
Si dirà che il debito giapponese é interno ,al riparo quindi dalla speculazione (ma dovrebbe pure dirci che é un Paese a moneta sovrana),mentre il 40% del nostro è estero...già,però sarebbe interessante sapere dal nostro imbonitore come mai siamo indebitati con l'estero.....come mai si é verificata l'internazionalizzazione del debito,una volta quasi identico ad ora,ma in mano ai risparmiatori italiani.....e come mai un anno e mezzo fa,con lo stesso debito,avevamo uno spread metà dell'attuale....

Una risposta la dà Alberto Bagnai,un economista che non sta con gli usurai,ma con qualche premio Nobel:


 “la casta, infetta dalla corruzione, si è data a una forsennata spesa pubblica improduttiva che ha fatto esplodere il debito pubblico, causando la crisi”,e ancora "tagliare la spesa improduttiva e ridurremmo di certo il debito pubblico.
Ragionamenti semplici per anime semplici,una miniera d’oro elettorale...( per i soliti sicari degli usurai)
I dati lo smentiscono. All’inizio della crisi (2007), su cinque paesi colpiti tre avevano il debito pubblico in calo (Irlanda, Italia e Spagna), uno lo aveva stazionario (Grecia) e solo il Portogallo lo aveva in crescita, su valori che oggi farebbero invidia alla Germania. E allora perché mai la crisi sarebbe dovuta scoppiare proprio mentre scendeva? 
A questa replica qualcuno tira fuori l’argomento risolutore: “La colpa è di Berlusconi”! Un argomento che andava ancora bene per i gonzi a settembre, ma che dopo qualche mese di spread a 500 anche loro valutano ormai per quello che vale: zero.
Una risposta meno insulsa viene da un altro dato comune alle cinque economie in crisi: dall’entrata nell’euro (1999) allo scoppio della crisi (2007) in ognuna di esse era esploso il debito privato, con aumenti dai 31 punti di Pil (Italia) ai 98 punti di Pil (Irlanda e Spagna). 
Quella che ora i mezzi di disinformazione di massa presentano come crisi bancaria causata da una crisi del debito pubblico, nei dati si presenta in modo opposto: la crisi di debito pubblico è causata dal dissesto finanziario del settore privato (come ammettono anche Giavazzi ed Alesina), attraverso gli interventi di salvataggio delle banche con soldi pubblici, e attraverso il crollo dei redditi privati e quindi delle entrate fiscali. 
Casta, corruzione, evasione sono certo da combattere, ma con questa dinamica c’entrano poco.
C’entra invece la strategia di espansione del capitalismo del Nord, che ha favorito lo smaltimento della propria sovrapproduzione inondando di liquidità i mercati del Sud, onde facilitare l’accesso al credito di famiglie e imprese
Un bel giochetto (ti presto i soldi così mi compri i miei beni), simile a quello che la Cina gioca con gli Stati Uniti: sarebbe potuto durare più a lungo se da oltre Oceano non fosse arrivato lo shock del fallimento Lehman. Questo ha costretto le banche alemanne a rientrare dalle loro esposizioni, facendo, come nella miglior tradizione locale, la voce grossa coi più deboli: i Pigs."


Tutto questo non può certo dirlo Draghi,vale a dire che è opera della sua cupola e degli scagnozzi tecnici e politici,fedeli alla Onorata Società europea...e naturalmente manco gli passa per la testa di parlarci dei misfatti del sistema finanziario che sempre pagano i popoli.
La vulgata usuraia sul debito causa di tutto, è meglio lasciarla agli zelanti stallieri...ai Casini,ai Bersani,ai Giannino,ai Cicchitto,ai Napolitano,ai Monti.....insomma a tutta la frattaglia che campa au questa idiozia.

Nonostante siamo già una colonia,il capobastone BCE vuole altra cessione di sovranità residua,tipo un commissario europeo con potere di intervenire direttamente sui bilanci dei singoli stati...ovviamente in nome della democrazia,dell'integrazione e altre simili fesserie...
Da buon rinnegato e ruffiano,visto che sta parlando ai crucchi,ecco la perla finale:

" Se i governi dell'europa del sud continueranno con le riforme degli ultimi mesi (cioè a favore della Germania),i contribuenti tedeschi ricaveranno un utile dagli acquisti BCE.."....

E' tutto chiaro,se ancora occorressero conferme...si preoccupa che il risparmiatore e il contribuente tedesco guadagnino....dal massacro di altri popoli ordinato dalla cupola camorrista BCE e soci...
L'amico del giaguaro.....


"Ci sono due modi per conquistare e sottomettere una nazione ed il suo popolo. 
Uno è con la spada, l'altro è controllando il suo debito".
(John Adams. Secondo presidente degli Stati Uniti)


14 commenti:

  1. Ecco sì, peggio dei mafiosi. E come un mafioso pure Monti ci ricatta e dice a chi osa parlare in modo non allineato, che intanto ci penseranno i "mercati" a farci rigare dritti.

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    1. Ce n'è una buona squadra di traditori mafiosi...mettici pure quell'arterio del colle,i Giavazzi,la stampa di regime....e una fuffa politica da vergogna...

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  2. Questo personaggio e i suoi compari hanno imparato l'arte di mentire: fingono di essere dispiaciuti per una cosa che hanno creato loro e da cui traggono profitto, fingono con rammarico che sia inevitabile una cosa che inevitabile non è, ecc., ecc. Ogni cosa che dicono va decodificata, bisogna essere consapevoli che questi qui stanno dalla parte di tutto il male che fingono di condannare, e di tutte le situazioni che a sentire loro, sono "purtroppo" inevitabili. Questi,l'unica cosa che hanno studiato è come si mente e basta.

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    1. ogni parola va interpretata per il suo esatto contrario...

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  3. Si vede quanto questo camorrista tiene al suo paese....va a rassicurare i crucchi lui!
    Ormai é un coro di luridi traditori,Draghi,Monti,Napolitano....che vogliono svendere il paese,mentre a questi squallidi politici non importa nulla se non dei loro giochetti di bottega.

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    1. Questo ti dice quanto questa Europa sia comunitaria,il suo capo va a rassicurare chi guadagna da anni su questa crisi e manda a quel paese gli altri,compreso il suo...a pensarci bene,un criminale comune insieme ai suoi sodali

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  4. Insistono su questa favola del debito per appiopparci il fiscal compact,Esm....vale a dire la macelleria sociale che fa loro comodo.Bisognerebbe impiccarli tutti questi mafiosi.Favola smentita non solo da B,ma da tutti gli economisti veri,quelli che non stanno al gioco per qualche cattedra.

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    1. Gli economisti veri sanno da tempo che tassi di inflazione non uniformi in un’unione monetaria conducono a crisi di debito estero.

      Se in X i prezzi crescono più in fretta che nei suoi partner, X esporta sempre meno, e importa sempre più, andando in deficit di bilancia dei pagamenti. La valuta di X, necessaria per acquistare i beni , è meno richiesta e il suo prezzo scende, cioè X svaluta: in questo modo i suoi beni ridiventano convenienti, e lo squilibrio si allevia. Effetti uguali e contrari si producono nei paesi in surplus, la cui valuta diventa scarsa e si apprezza.

      Ma se questo percorso é bloccato da un cambio fisso,dalla impossibilità dei paesi di manovrare la propria politica monetaria ed economica,le entrate da esportazioni diminuiscono e ci si deve indebitare con l’estero per finanziare le proprie importazioni.
      Si dice che la svalutazione non sarebbe risolutiva, e che le procedure di uscita non sono previste, quindi... Quindi cosa? Chi è così ingenuo da non vedere che la mancanza di procedure di uscita è solo un espediente retorico, il cui scopo è quello di radicare nel pubblico l’idea di una “naturale” o “tecnica” irreversibilità di quella che in fondo è una scelta umana e politica (e come tale reversibile)? Certo, la svalutazione renderebbe più oneroso il debito definito in valuta estera. Ma porterebbe da una situazione di indebitamento estero a una di accreditamento estero, producendo risorse sufficienti a ripagare i debiti, come nel 1992.
      Se non lo fossero, rimarrebbe la possibilità del default.
      Prodi vuol far sostenere una parte del conto ai “grossi investitori istituzionali”? Bene: il modo più diretto per farlo non è emettere Eurobond “socializzando” le perdite a beneficio della Germania, ma dichiarare, se sarà necessario, il default, come hanno già fatto tanti paesi che non sono stati cancellati dalla geografia economica per questo. È già successo e succederà.
      I mercati ci puniranno, finiremo stritolati!”. Altra idiozia. Per decenni l’Italia è cresciuta senza ricorrere al risparmio estero. È l’euro che, stritolando i redditi e quindi i risparmi delle famiglie, ha costretto il paese a indebitarsi con l’estero. Il risparmio nazionale lordo, stabile attorno al 21% dal 1980 al 1999, è sceso costantemente da allora fino a toccare il 16% del reddito.
      Nello stesso periodo le passività finanziarie delle famiglie sono raddoppiate, dal 40% all’80%. Rimuoviamo l’euro, e l’Italia avrà meno bisogno dei mercati, mentre i mercati continueranno ad avere bisogno dei 60 milioni di consumatori italiani.

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  5. Hanno buoni amici anche tra gli economisti da giornale...come Giavazzi che in un editoriale sul Corriere della sera,agosto 2012, sostiene che “per tutelare la nostra indipendenza economica e politica si deve cominciare a vendere qualche società pubblica, ad esempio quote di Terna e Snam Rete Gas”, insomma una svendita dei nostri assets strategici.
    Infatti,è stata avviato lo scorporo di Snam Rete Gas dall’Eni. Una operazione che per gli ambienti anglofoni era ritenuta più importante della stessa riduzione del debito pubblico. Eric Knight, amministratore delegato di Knight Winke, azionista di Eni con il 2%, che da tempo premeva per lo scorporo, aveva appunto dichiarato questo. Così il 29,99% di Snam è stato trasferito dall’Eni alla Cassa Depositi e Prestiti che del gruppo petrolifero è il primo azionista controllandone il 26,37%. L’altro 3,93% è del Tesoro azionista della CDP con il 70%. E chi è stato scelto come consulente dalla CDP per questa operazione di giro dentro il settore pubblico? Ma la Goldman Sachs, è ovvio! La stessa banca che ha speculato contro l’Italia. La stessa banca per la quale ha lavorato Monti. E poi dicono che non siamo una colonia...

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    1. Già sono cominciate le manovre su Finmeccanica....cme negli anni passati,lo scopo é di smantellare gli assets strategici italiani,mortificando tutto il resto dell'apparato produttivo,così da renderci da produttori a meri consumatori di merci altrui

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  6. La favoletta del mercato buono e dello Stato cattivo.Come ci si indebita.

    La teoria ortodossa dice che il rendimento dei capitali obbedisce alla legge dei rendimenti decrescenti,e cioè il capitale è più produttivo dove è più scarso. Basta quindi liberalizzare i movimenti internazionali di capitali e il capitale andrà “naturalmente” nel paese in cui ottiene la remunerazione migliore, perché è più scarso, e quindi più produttivo. Il meccanismo si autoregola, perché a mano a mano che i capitali arrivano, il loro rendimento decresce, rendendo il mercato nazionale meno appetibile e limitando ulteriori afflussi. Alla fine tutti stanno meglio.

    In pratica non è successo niente del genere. I movimenti di capitale non hanno obbedito alla logica dei rendimenti decrescenti, ma a quella delle BOLLE SPECULATIVE.
    L’afflusso di capitali ha spinto verso l’alto i prezzi delle attività, finanziarie e immobiliari. La prospettiva di lucrare ulteriori aumenti ha invogliato ulteriori afflussi, in un gioco di aspettative che si sono autorealizzate finché si sono trovati nuovi entranti disposti a “gonfiare” la bolla col loro denaro fresco. Quando i fessi finiscono, la bolla esplode, i prezzi delle attività crollano, e le banche che le hanno in bilancio o a garanzia di prestiti falliscono, a meno che non vengano salvate dagli Stati con soldi pubblici.
    I debiti privati diventano così pubblici,col risultato di dar fiato agli usurai di far passare per fallimento dello Stato quello che è solo il sintomo di un macroscopico fallimento del mercato.

    Siamo in mano a operatori (i "mercati") che agiscono in una logica di brevissimo periodo, che per questo motivo traggono i loro guadagni non dal merito intrinseco delle loro scelte di investimento finanziario,in sostanza dal fatto di finanziare il progetto più meritevole e redditizio. I loro guadagni derivano dal fatto di lasciare il cerino acceso in mano al fesso di turno. E questo spiega come mai i mercati tollerino la persistenza di situazioni che oggettivamente dovrebbero essere percepite come pericolose. Guardate ad esempio la dinamica dell’indebitamento estero e pubblico nei Pigs.

    (segue)

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  7. (seguito)

    Dal 2003 in poi in questi paesi l’afflusso di capitali esteri si è rapidamente portato verso il 10% del Pil.
    Afflusso di capitali vuol dire INDEBITAMENTO, e non si trattava di indebitamento pubblico, visto che quest’ultimo era molto minore, e fino al 2007 stazionario o in miglioramento (Spagna e Irlanda erano addirittura in surplus).

    Come mai i mercati hanno continuato a prestare soldi a questo ritmo al settore privato dei Pigs?

    Semplice: perché i mercati “assomigliano al gioco delle sedie musicali”, dove ogni operatore pensa di “riuscire a conquistarsi una sedia quando la musica smette di suonare”.

    La musica ha cominciato a suonare con l’entrata nell’euro.
    I paesi del Nord, truccando la competitività con il cambio fisso, hanno accumulato surplus finanziari e non potevano tenerli sotto il mattone. Era naturale prestarli ai paesi del Sud perché: (1) questi dovevano continuare ad acquistare beni del Nord per alimentarne le economie; (2) l’integrazione dei mercati finanziari rendeva più facile i movimenti di capitale; e (3) l’ingresso nella moneta unica attribuiva a questi paesi una credibilità che non si meritavano. Questo dato non è banale: qualsiasi paese del terzo mondo avesse mostrato saldi esteri come quelli di Grecia o Portogallo sarebbe stato immediatamente punito dai mercati con un “sudden stop” dei finanziamenti.

    MORALE

    La non sostenibilità dell’euro, ampiamente prevista in letteratura, ha favorito un colossale fallimento del mercato, aggravato dall’irrazionalità delle regole dettate per scongiurarlo. Le lezioni sono due: la prima è che prima o poi dovremo tornare a qualche forma di controllo dei movimenti di capitale, possibilmente più incisiva della Tobin tax. Verosimilmente dovremo recuperare l’idea keynesiana che un sistema a cambi fissi non può sopravvivere senza un meccanismo che autorizzi i paesi in deficit ad adottare pratiche commerciali discriminatorie, proteggendosi dai paesi in surplus che non vogliono cooperare alla soluzione degli squilibri.

    (stralci dall'articolo di alberto bagnai"keynes vs tabellini."

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  8. SEMPRE BAGNAI:


    La crisi europa (prescindendo dai fatti Usa del 2008)è stata innescata dall’afflusso verso il settore privato dei Pigs di ingenti quantità di capitali esteri (mentre il settore pubblico stava riducendo il suo debito).

    Quindi La crisi finanziaria è un gigantesco fallimento del mercato del credito privato: i mercati si sono dimostrati incapaci di convogliare i risparmi verso impieghi produttivi nel settore privato.
    Il problema è la libertà dei movimenti privati di capitale, che si trasforma ineluttabilmente in arbitrio. Ed è questo arbitrio che le vigilanze nazionali cercano (troppo tardi) di contenere. Un ritardo forse dovuto a una eccessiva fiducia nella favoletta ortodossa.

    E resta comunque paradossale che si additi ora come strategia per la sopravvivenza dell’euro la possibilità per la Banca centrale di acquistare titoli del debito pubblico, quando a livello nazionale la separazione fra Tesoro e Banca centrale è stata salutata come un passaggio ineludibile per l’entrata in Europa. Insomma: tutto si risolverebbe facendo fare alla Bce quello che la Banca d’Italia non doveva fare, perché facendolo ci avrebbe allontanato dall’Europa!

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    1. in effetti,é paradossale...per il resto,circa la libertà di movimento di capitali (almeno per un certo periodo),solo uno stato sovrano può adottare queste misure e altre suggerite.

      Comunque resta importante far capire quale sia il vero motivo di questa crisi,di cui il DEBITO é solo un effetto,e non la causa come viene spacciato,e che presuppone tutta la pletora di misure di macelleria sociale e di depressione economica.

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