sabato 20 ottobre 2012

TECNICI CRIMINALI




«Strano che questi tecnici commettano tanti errori tecnici», ironizzava sere fa Tremonti in non so quale talk show.
Effettivamente. La legge Fornero, che a dire della tecnica si proponeva di aumentare la «flessibilità in entrata» nel mondo del lavoro e creare tanti «posti fissi», sta producendo rigidità in uscita, ossia licenziamenti di gente con i contratti a tempo determinato. Gli esodati senza salario né pensione sono un effetto collaterale di un altro errore tecnico dei tecnici. E il decreto anti-corruzione? Annunciato con la consueta grancassa mediatica: «Via i condannati dal parlamento» (aspetta e spera i tre gradi di giudizio), invece rende impossibile perseguire la corruzione: per dirne una sola, mette infatti sullo stesso piano penale il pubblico funzionario che esige denaro, e il privato che è costretto a darglielo, in modo da esser sicuri che il ricattato privato non denuncerà mai il corrotto, perché finirebbe in galera con lui.
Tutta questa grande riforma è definita «un passo indietro» dal Consiglio Superiore della Magistratura....
Monti, arrogante, ha risposto alle critiche con alterigia: i passati governi e le maggioranze di prima non hanno mai varato una legge anti-corruzione. È vero, ma è meglio nessuna legge piuttosto che una finta-riforma che non riforma, perchè illude che esistano norme anti-corruzione mentre «fanno girare il sistema a vuoto» (Davigo).
E di finte riforme, il governo dei tecnici ne ha fatto ormai non so quante. Bravissimi negli annunci, poi partoriscono topolini. E mostriciattoli informi. La legislazione dei tecnici è teratologica.





Ma passiamo ai soldi (nostri) che sono quelli che contano.
I ladri di Stato, i Lusi, i Fiorito, il siculo Lombardo, il Daccò, la Polverini, Penati sprecano o rubano milioni.
I tecnici dilapidano miliardi.

Tre soli esempi.

Monte dei Paschi: 3,9 miliardi
Ha fatto un certo effetto la notizia, il 18 ottobre, che Moody’s ha declassato i titoli di Monte dei Paschi a «spazzatura». Il che è naturale, essendo la Montepaschi fallita per la gestione dei suoi caporioni, tutti comunisti di ferro (oggi PD); basta ricordare che nel 2007 questi fecero comprare a Montepaschi una banchetta del Nord-Est, l’Antonveneta, per 9 miliardi – mentre ne valeva 2, suscitando i peggiori sospetti, fra cui quello di costituzione di fondi neri è il minore (è scomparso un miliardino).
Il bello è che pochi mesi prima, il governo Monti e i suoi tecnici hanno regalato complessivamente 3,9 miliardi (diconsi miliardi, mica milioni) di soldi nostri, facendo comprare al Tesoro i titoli della Montepaschi – titoli oggi spazzatura.
Il valore della banca è oggi 2,96.
Un pessimno affare per il Tesoro, cioè per noi contribuenti. Aiuti di Stato a cui, pare, non sempre i liberisti bocconiani sono contrari (e la UE non si lamenta: al timone c’è il Commissario Monti, uno dei loro), quando si tratta di fare favori ai comunisti, da Bersani in giù.
E c’è una commovente solidarietà fra banchieri: il colpevole del fallimento, Giuseppe Mussari, ex PCI, amministratore delegato di Montepaschi all’epoca – che dovrebbe essere in galera – è oggi elevato a presidente dell’ABI, la confindustria delle banche.
C’entra anche che uno dei capintesta della banca, Alessandro Profumo, è il fratello del ministro della Istruzione? E che nella vicenda sono «persone informate sui fatti» Vittorio Grilli, attuale ministro dell’Economia e al tempo direttore generale del Tesoro, nonché Anna Maria Tarantola, allora altissima funzionaria di Bankitalia, e oggi messa da Monti a dirigere la RAI? Chissà.
Intanto, cominciano i licenziamenti, ma non dei top manager. Il sindacato (rosso) della rossa banca di Siena lamenta: «Si salvano figure dal costo elevatissimo che non hanno dimostrato nel tempo alcuna capacità professionale».
Sembra quasi che i tecnici, andati al governo, stiano spendendo un sacco di soldi nostri per coprire le magagne e i danni di altri tecnici (o di loro stessi) provocati – a voler essere ingenui – dalla loro sesquipedale incompetenza. O è disonestà? A voi la scelta.

A Morgan Stanley 2,6 miliardi. 
Infatti è in gran segreto che a marzo il Tesoro, per chiudere un contratto-derivati, paga quatto quatto 2,567 miliardi (non milioni: miliardi) alla banca d’Affari Morgan Stanley. Siccome la notizia salta fuori comunque dagli USA, il governo impapocchia qualcosa di simile a una risposta. Secondo la versione più sommariamente difensiva, il Tesoro, nel 1994, avrebbe comprato uno «swap» (derivato) dalla banca d’affari americana in modo da garantirsi contro rialzi dei tassi d’interesse da pagare sui nostri titoli pubblici. I tassi allora calavano – erano i tempi di Ciampi e Dini – sicché a guadagnarci era Morgan Stanley e a perderci, noi. Quando i tassi hanno cominciato a salire, Morgan Stanley, che avrebbe cominciato a perdere, ha rotto il contratto. Invocando una clausola di «termination» che vi aveva fatto inserire.
Ma non la contano giusta. Tanto per cominciare, nessun contratto del genere comporta una simile clausola. Chi l’ha firmato a nome dell’Italia s’è fatto infinocchiare di brutto dai bankster americani. E chi era nel ‘94 il direttore del Tesoro che firmò? Tenetevi forte: è il più eccelso dei tecnici, il tecnico dei tecnici, l’indiscutibile super-tecnico che tutto il mondo c’invidia: Mario Draghi.
Poi passato a Goldman Sachs, ed oggi a capo supremo della BCE. Del resto, sapete chi è il caporione in Italia di Morgan Stanley, a cui i tecnici hanno pagato 2,6 miliardi (ossia metà dell’aumento dell’IVA da loro deciso)? E’ Domenico Siniscalco, ex direttore generale del Tesoro.
Gli esperti di eufemismi parlerebbero di «conflitto di interessi». Nella farsa italiota, diciamo che questa è gente che fa le due parti in commedia. Prima fa uno swap come altissimo funzionario dello Stato, e poi si fa pagare come Goldman Sachs o come Morgan Stanley.
La manina di Draghi in questa enorme perdita per noi suscita i peggiori sospetti; dopotutto, si sospetta sia stato Draghi – allora con il cappello Goldman Sachs – ad insegnare ai greci come truccare i bilanci. Vittorio Grilli, sempre lui, nella sua altezzosa e laconica risposta sul pasticcio, ha detto: «Abbiamo ripagato un debito». Ma allora fra Italia e Morgan Stanley esisteva un rapporto da debitore e creditore? I contratti di swap «normali» non costituiscono un rapporto del genere fra le due parti. Ma esisteva nel contratto fra Goldman Sachs e il governo greco, questo debitore, e la banca creditrice... E come mai è stato l’unico caso di contratto derivato nella storia con inserita una clausola di rescissione, dando a Morgan la possibilità di sfilarsi appena cominciava a perdere? Chi ha fatto una simile coglionata? Ed è poi una coglionata, o un papocchio tra amiconi Funzionari-Banchieri o viceversa per dividersi il denaro di noi contribuenti? (Può essere solo una coincidenza: un figlio di Monti, bocconiano, è vicepresidente di Morgan Stanley). Silenzio dei media, sempre discreti in questi casi. E grande riservatezza della magistratura: niente intercettazioni ai Tecnici. Sono i Venerandi, gli Indiscutibili. (Monti regala 2,5 miliardi alla Morgan Stanley...?!?)

A MES e EFSF, 27 miliardi.
Notoriamente, da quando Monti e i tecnici – fra gli applausi generali – hanno preso il timone dello Stato, il debito pubblico non è diminuito. È aumentato di 70 miliardi.
Nonostante la torchia fiscale intollerabile, nonostante le austerità e i tagli che hanno portato alla recessione (PIL -3%). Ma naturalmente lo spread è ultimamente calato! Bravi, bene! Sotto i 500 punti! Meravigliosi tecnici! Basta dimenticare che dal 2008 al maggio 2011, ossia fino a quando Berlusconi non ha esautorato di fatto Tremonti (annunciando all’Europa che lui in persona assumeva la «cabina di regia» della crisi), lo spread è stato sui 113 punti, e senza gli «aiutini» della BCE (Draghi).
Ma torniamo a bomba. Il debito pubblico italiano è aumentato, dicevamo, di 70 miliardi. I tecnici hanno tecnicamente ignorato che le Regioni sono secchi sfondati da cui il denaro dei contribuenti si perde a vagonate; anzi hanno dato un altro miliardo alla Sicilia, a piè di lista.
Di quei 70, non tutti sono dovuti alle follie regionali non represse e alle maggiori spese d’interessi da corrispondere sui BOT e BTP, ogni volta che una emissione vecchia viene a scadenza e deve essere sostituita da una emissione nuova, ovviamente con interessi più cari perché «i mercati» altrimenti non ci prestano. Questo scarto, pare, è sui 6 miliardi: un quarto di finanziaria viene volatilizzato così.
Di qui altre tasse, altre stangate, altre finanziarie mascherate da «vi abbiamo calato l’IRPEF» (e aumentato l’IVA), e via truffando.
La voce più grossa, in questi 70 miliardi di troppo, sono i 27 miliardi (quasi la metà) che l’Italia deve conferire, come quota di partecipazione, al cosiddetto Fondo Salva-Stati (EFSF) e al Meccanismo Europeo di Stabilità (MES). Tutto naturale, diranno i fan dell’Europa Federale; Germania e Francia contribuiscono anche di più. Già, tutto europeisticamente giusto. A patto di dimenticare che l’Italia già sborsa 90 miliardi annui solo per pagare gli interessi sul debito pubblico. E che per trovare quei 27 miliardi – una finanziaria – da conferire ai Fondi Salva-Banche (pardon: Salva-Stati), l’Italia li deve chiedere in prestito. Sicché accade questo: che l’Italia dei tecnici prende a prestito, indebitandosi sempre di più, per riempire dei Fondi che, in caso di crisi, la «aiuteranno» dandole in prestito i capitali.
Praticamente i nostri stessi soldi ci verranno restituiti, ma come debito aggiuntivo.
Su cui dovremo pagare gli interessi. Questa è la logica eurocratica. Questa è la logica e l’ideologia dei Tecnici. Che è la logica dei banchieri: indebitarci sempre più.Una logica che si traduce sempre, come per caso, in trasferimenti dal basso verso l’alto, dai cittadini-contribuenti alle banche nazionali e internazionali. Basta dire che dei 90 miliardi che ci vengono estorti ogni anno per pagare i soli interessi sul debito (che non viene estinto nemmeno di un euro), solo pochissimo torna ai risparmiatori italiani: essi detengono ormai solo il 14% in titoli pubblici, mentre il resto è detenuto da banche estere (il 32%) e dalle banche nazionali, così ben rappresentate nel governo dei tecnici.
Ciò significa che i soldi non tornano nelle mani dei privati che potrebbero investirli nell’economia reale locale, bensì nelle mani di banchieri che li usano per le loro speculazioni. Di qui la proposta di Tremonti di comprare il debito pubblico in mano a stranieri, invogliando gli italiani a tornare ai BOT sancendo l’esenzione fiscale totale dei titoli di Stato. Ciò metterebbe il debito pubblico al riparo delle paturnie dei «mercati» ossia della speculazione estera. La cifra è sugli 800 miliardi. Gli italiani ce li hanno? Sì, ce li hanno ancora. E almeno 500 miliardi dei loro risparmi li hanno investiti all’estero, non trovando in Italia buoni impieghi; e non parliamo della fuga occulta di capitali, incalcolabile. Assurdamente, «l’Italia importa debito mentre esporta risparmi», come dice Tremonti. Ma non fate quel nome. Non è un tecnico
.E non affrontiamo la questione del Fiscal Compact, ossia della regola imposta dalla Germania e dall’eurocrazia di ridurre il nostro debito dal 120 al 60% del PIL, entusiasticamente accettata dai Tecnici, e inserita nella costituzione dai partiti-traditori: il che li renderà «legalmente» autorizzati a tagliare 45 miliardi l’anno per vent’anni. In realtà, a tassarci e ridurci i servizi per spuntare quella cifra (a tagliare le spese inutili, i tecnici non sono capaci). Si tratta dello strangolamento e dissanguamento totale dell’economia italiana, e di qualunque minimo sogno di ripresa economica.
Questi tecnici spendono, e promettono di spendere, decine, trentine o cinquanta miliardi per volta: Fiorito e la Polverini, Lombardo il siculo e Penati, gli sprechi delle caste e i deputati più pagati del mondo, sono al confronto bruscolini.
I sondaggi danno Grillo al 21%. E sia, non potrà far peggio dei Tecnici.
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A prescindere dalla proposta di Tremonti,non so fino a che punto realizzabile,se non si esce da questo perverso girone infernale dell'euro,il resto servirà a ben poco.

C'è poi da ridere,ricordando la vicenda Monte Paschi,agli appelli del povero Bersani di non parlare con la finanza delle Cayman.....
Loro per anni ci hanno trafficato alla grande....! Il ditino alzato contro Renzi é un ennesimo e patetico tentativo di proclamarsi vergini dopo anni di meretricio con finanza e banche,e che ancora continua...

Grancassa mediatica su ladri di stato e completo silenzio sui ladroni tecnici.Tanto per deviare l'attenzione dei peones sulla punta dell'iceberg del malaffare invece che sulla molto più grande parte sommersa del ladrocinio dei tecnici,per giunta legalizzato.Non par vero ai media di regime di farne la causa dei mali italiani,così che i sicari tecnici possano agire indisturbati nel rapinare la nazione.
Guardare nel  grafico la sproporzione quantitativa tra ladri di polli in definitiva e i veri ladroni che ci stanno affossando,é veramente impressionante......con buona pace di tutti i camerieri mediatici che infestano il paese
Per non parlare della solita magistratura dormiente che si sveglia sempre d'improvviso nei momenti più opportuni....
Solita tecnica dei tecnici....gridare al fruttivendolo evasore ed ignorare le malefatte dei banchieri amici...i veri evasori che contano...

Quello che poi colpisce é la presenza dei soliti nomi tecnici in tutti gli affari poco chiari,un intreccio perverso tra governo,banche,istituzioni in cui questi nomi sono intercambiabili...una vera e propria cricca di malavitosi...

Per finire,come in altro post avevamo sostenuto,il lato grottesco della truffa ESM ,in caso di richiesta aiuti al fondo,è che noi contribuiamo a questo fondo gratis et amore dei,mentre loro ci ridarranno i nostri soldi ad interesse...più troika..
Se questo non é un capolavoro di furbi malfattori e noi di ineguagliabili fessi....!

Più che fallimento de tecnici,che presupporrebbe una buona fede che non c'è,i veri falliti siamo noi...
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12 commenti:

  1. Al forum di cernobbio stasera, l'assassino monti ha consultato la palla di cristallo: «pochi mesi, spero pochi, che ci mancheranno all'emergere chiaro di segni di ripresa». «Il paese - ha aggiunto - ha dimostrato capacità di affrontare provvedimenti restrittivi. Ma siamo nella fase nella quale dobbiamo sforzarci perchè nulla vada sprecato in termini di fiducia, toccando con mano benefici che non si vedono e malefici che per fortuna sono stati sventati».

    E un paio di giorni fa, credo d'averlo pure scritto o detto, ha preso esempio positivo parlando dell'emiro del qatar. Esempio di "pulizia morale" e paladino dell'anticorruzione e dell'onestà.

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    1. Questo idiota,pochi giorni fa aveva detto che ci attendono ancora molti mesi difficili....prima ancora che vedeva la luce nel tunnel....cambia idea,o meglio propaganda,ogni dieci minuti....questo criminale bocconiano é il deficiente e contaballe dell'anno...ma come fanno a non accorgersene gli italiani...?

      Ah ,l'emiro del Qatar...! bell'esempio di moralità....siamo alla farsa nella tragedia...

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  2. Aggiungo questo di Debora Billi

    "Ne ho parlato nel mio ultimo post sul Fatto Quotidiano, perché è una questione che non si può più continuare ad ignorare: i famigerati "costi della politica" di cui tanto si discute, non solo sono poche briciole gettate ad ignoranti comodi burattini affinché non esercitino le proprie prerogative funzionali, ma anche un'ottima vetrina per convincerci che lo Stato è un'istituzione inutile e corrotta.

    Per moltissimi cittadini oggi Stato=Fiorito, Stato=corruzione, Stato=ruberie. Sta diventando un'equazione irrimediabilmente introiettata: dove c'è lo Stato ci sono i politici, e dove ci sono i politici si ruba; quindi lo Stato ruba. E' sbalorditivo come il concetto di Stato, di collettività, di cosa comune, uno dei più alti concetti su cui si basa la nostra democrazia, sia stato così abilmente rovesciato onde favorire d'ora in poi agli occhi degli sprovveduti l'avvento dei "privati".
    E per chi pensa che tagliare gli sprechi della politica salverebbe finalmente il Paese, un piccolo reminder:
    La barca di soldi risparmiata alle ruberie, che fine farà? Ci abbiamo pensato? Perché non darei troppo per scontato che quel mucchio di quattrini sarà dirottato su scuole e ospedali. C'è la troika in agguato, gli immorali "creditori" alla porta. I soldi sottratti alle grinfie dei Fiorito sono già destinati: e non certo a noi, ovvero allo Stato. Finiranno nell'infinito calderone degli interessi sul debito, quelli con cui ci stanno strappando la pelle di dosso.

    Ebbene, ora c'è anche la dimostrazione concreta, nero su bianco, che non si tratta neppure di una barca di soldi ma briciole, appunto. L'ha pubblicata Messora su Byoblu (e chiede fiori sulla tomba). Nel grafico qui sopra, potete confrontare i costi della "politica", ossia nani e ballerine, con quel che ci costano il fiscal compact e il fondo salva-stati, i miliardi di euro che sborsiamo o che stiamo per sborsare. Ah, qualora non riusciate a decifrare: i costi della "politica" tra virgolette sono le inesistenti colonnine sulla sinistra sopra le scritte "partiti, regioni, comuni". Anch'io non riuscivo a vederli.
    Invece, si vedono benissimo a destra le mostruose colonne relative a quel che ci stanno rapinando l'Europa e la sua politica, quella vera, quella che sta davvero incidendo come un bisturi nelle nostre vite. Ancora convinti che le istituzioni europee siano la salvezza dai Fiorito che ci hanno abilmente inflitto? Dalla padella alla brace del Monte Fato, direi."

    Con questo non voglio certo giustificare questa vergognosa classe politica,ma di non lasciarci fuorviare dal vero problema che ci affligge: questa altrettanto e più criminale classe di recnici,gabellieri degli usurai loro padroni,il danno più grande.

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    1. La criminalizzazione tout court dello Stato é la tesi dei liberisti che ci ha condotto a questa situazione....questo é da tenere a mente.Che poi lo Stato italiano sia quello che abbiamo sotto gli occhi,non ci piove.
      Direi la sua distruzione,con la complicità di una classe politica di parassiti e ladri.
      Ma uno Stato non può mai rinunciare al proprio ruolo guida lasciando tutti gli strumenti in mano ai privati,specialmente quelli strategici per il benessere della comunità.
      Il fatto che si gridi ai Lusi,ai Fiorito,ai Penati....non ne giustifica la distruzione e che l'attenzione venga spostata dai veri problemi a questi rubagalline.

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  3. MOlto esaustivo l'articolo di Blondet sull'intreccio di conflitti di interessi e sulle "porte girevoli" tra banchieri, pubblici amministratori e tecnici. Non sapevo che l'attuale Profumo della Pubblica d-Istruzione, quello che ha detto che ci vuole il bastone e la carota per i docenti, fosse il fratello di Alessandro Profumo ex Unicredit e attuale MPS. Ma ci vuole tanto, da parte delle veline della carta stampata, scrivere almeno dei semplici gradi di parentela? Mio Dio che schifo, che disgusto!

    Pure la Tarantola, la clone di MOnti al femminile (nomen/omen) che è una banchiera l'hanno messa a presidiare la Rai. E' un'okkupazione bancaria unica dappertutto!

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    1. Poi si dice che esageriamo nel criminalizzare questi sguatteri di tecnici,pieni di conflitti d'interesse,e la maggior parte dei media da quarto mondo nel nascondere o mentire !
      Pensa un po',ieri di fronte ad una platea di fessi e plaudenti coltivatori diretti,il nostro burattino bocconiano ha detto l'ultima : " L'Italia ha mantenuto la propria sovranità".
      Roba da matti...!

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  4. Grande rispetto,per molte delle intuizioni,idee e conoscenze reali di Blondet...che si trovano spiegate bene in qualche suo libro....
    Ma se la situazione tra Governo e Governati in Italia è effettivamente come indicata in questo articolo dal Blondet,e cioè...grandi privilegi ai trafficanti di denaro,contro violenze e scippi al popolo sovrano(?)...dei loro diritti economici e di libertà più elementari(p.e....ci governano senza essere stati"deputati"a farlo)...mi chiedo dove è fuggita la "Vergogna"????
    Gli unici(o i pochi) a "incensare"i loro successi sono solo loro stessi(più alcuni amici e parenti)..o i loro omologhi... dubbi partners, alleati europei o transoceanici,dei Paesi più ricchi(molti bancari e qualche presidente/cancelliere)...e qualche politico(mosche bianche) che non vuole vedersi allontanato dalla greppia"bassa"....
    Anche le nostre TV di Stato(oggi p.e.RAI 3)mettono in risalto i danni delle controindicazioni delle loro cure da "sciamani"...contro nessun beneficio reale ottenuto.
    In "altri "tempi ci si sarebbe dimessi spontaneamente,visti...i risultati...e considerando pure che la maggioranza degli Italiani considera questa gestione non tanto da Tecnici,come etichettata(con la T maiuscola)ma...(scomodando il Manzoni)più di dotti professori Azzeccagarbugli.Ciao Tonino


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    1. Mala tempora currunt,caro Tonino....!
      Oggi,la vergogna é solo una parola del vocabolario che non ha corso!
      Purtroppo quelli che incensano questi sciagurati sono molti di più di quanto pensiamo....compresi tanti politici indecenti.Parlano,parlano e poi votano tutto,per non parlare dei media.
      Intanto le menzogne continuano.
      Pensa un po',ieri di fronte ad una platea di fessi e plaudenti coltivatori diretti,il nostro burattino bocconiano ha detto l'ultima : " L'Italia ha mantenuto la propria sovranità".
      Roba da matti...!
      Ma come si fa a sostenere una cosa del genere!
      Vuol dire prendere in giro la gente,provocare,poi se succede qualcosa gridano alla violenza...!

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  5. IL VERME

    Ieri a Cernobbio,Forun Internazionale sull'Agricoltura.
    Di fronte ad una platea rincoglionita e plaudente,il burattino degli usurai Monti,da quel giuda che é,ha dichiarato: "l'Italia non è stata colonizzata dall'Europa e ha mantenuto una sua pienamente degna sovranità"
    Una provocazione indegna e menzognera.Una presa in giro di tutto un Paese.
    Poi se qualcuno, esasperato da questo lurido verme, gli piantasse una pallottola in quel cranio bacato,sarebbe solo un'opera umanitaria.

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    1. Fa piacere comunque che qualcuno posti a commento un nostro post su facebook.....

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    2. non sapevo che eravate voi

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    3. no problem....anzi,ci ha fatto piacere

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