venerdì 19 ottobre 2012

MONTI DISASTER


I numeri del disastroso Governo Monti

(Attilio Folliero, Caracas 15/10/2012)

Monti non ha ancora compiuto un anno di governo, essendo in carica dal 16 novembre, ma le cifre parlano chiaro: un assoluto disastro!

Il Supplemento al Bollettino Statistico "Finanza pubblica, fabbisogno e debito" n. 52 del 15/10/2012, pubblicato dalla Banca d’Italia, evidenzia chiaramente le cifre del disastro. Con la pubblicazione odierna, si rendono pubblici i dati aggiornati al 31 agosto.  Il debito pubblico continua a crescere, ma con l’avvento di Monti la crescita è stata superiore agli anteriori governi. Il debito pubblico italiano al 31 agosto 2012 era 1.975, 63 miliardi di Euro.



Il debito pubblico nel 2011 (fra il 31/12/2010 ed 31/12/2011) è cresciuto del 3,00%; se consideriamo gli ultimi dodici mesi del governo Berlusconi (31/10/2010-31/10/2011) il debito è cresciuto del 2,38%.
Negli ultimi 12 mesi (31/08/2011-31/08/2012) la crescita del debito è stata del 3,51%;
Se consideriamo solamente il periodo del Governo Monti (31/10/2011-31/08/2012) la crescita del debito è stata del 3,09% e se ci soffermiamo ad analizzare i dati dell’anno in corso (31/12/2011-31/08/2012) il debito cresce ancora di più: 3,61%.
L’azione del Governo Monti sta, inequivocabilmente, facendo crescere il debito più che il suo predecessore.

Se poi consideriamo il debito in relazione al PIL, il disastro del governo Monti appare ancora più evidente. Nel 2008 il debito pubblico italiano era il 106,1% del PIL; nel 2009 sale al 116,4%; nel 2010 arriva al 119,2%, nel 2011 supera il 120%, arivando al 120,7%; nel 2012 sarà sicuramente superiore al 125%, massimo assoluto dal 1970. Secondo calcoli pessimistici potrebbe arrivare perfino al 130% o ad una cifra molto vicina: se il debito negli ultimi 4 mesi dell’anno dovesse crescere di altri 25 miliardi e quindi arrivare in prossimità dei 2.000 miliardi e se si dovesse confermare una riduzione del PIL del 2,6%; in questo caso l’Italia si rrtroverebbe un debito vicino al 130%.

Le cifre del Governo Monti sono ancora più disastrose, se si considera che il debito continua ad aumentare pur in presenza di un aumento delle entrate.
 Nel 2012, grazie all’aumento delle imposte e delle tasse, il Governo Monti per il 2012, stando agli ultimi dati pubblicati dal FMI lo scorso 9 ottobre, usufruirà di entrate non inferiori a 755 miliardi di Euro, il 48,3% del PIL a fronte di ingressi pari al 46,1% del 2011.
Ovviamente l’aumento delle imposte e delle tasse continua ad essere un punto all’ordine del giorno del governo Monti, che contribuisce a deprimire la domanda, per cui è facile aspettarsi un peggioramento della situazione.
La disoccupazione, ad esempio, sempre secondo i dati pubblicati dal FMI lo scorso 9 ottobre passa dall’ 8,4 del 2011 al 10,5 nel 2012 e constinuerà a crescere per il 2013.

Il disastro del Governo Monti va ben oltre queste cifre: l’aspetto peggiore è l’aumento del debito a breve, quello da pagare a meno di un anno. Al 31 di ottobre 2011, ultimo bilancio disponibile per il Governo Berlusconi, il debito totale ammontava a 1.916,40 miliardi di Euro e di questo il 26,07%, ossia 499,58 miliardi erano debiti in scadenza nei successivi 12 mesi.

Oggi (dati al 31/08/2012), con il Governo Monti il debito è a 1.975,63 miliardi di Euro, ma la quota da pagare a breve, entro i successivi 12 è salita a 546,64 miliardi, il 27,67% di tutto il debito. In solo 8 mesi (dal 31/10/2011 al 31/08/2012) di Governo Monti, il debito da pagare a breve ha avuto un rialzo netto del 1,6%. Anche il debito a medio termine, quello in scadenza tra 12 e 60 mesi è in aumento, essendo passato da 554,85 miliardi del 31/10/2011, il 28,95% del totale, a 579,76 il 29,35% del totale; ovviamente diminuisce il debito in scadenza oltre i 60 mesi.

Perchè consideriamo che questo sia l’aspetto peggiore del Governo Monti?
Aumentando il debito a breve, significa aver bisogno di maggiori entrate nel breve periodo per coprire le rate in scadenza ed ovviamente si contnuerà a spremere i contribuenti, il popolo Italiano e le imprese, con la conseguenza di deprimere ancora di più la domanda e quindi il panorama economico.

Certamente Monti, come previsto, continuerà a vendere, o per essere più esatti a svendere il patrimonio nazionale, con la conseguenza che nel breve periodo si ritroverà con un debito inferiore di qualche miliarduccio, ma nel lungo periodo aumenterà perchè da un lato continua a spendere (pur aumentando le entrate, se il debito aumenta è perchè aumentano le spese) e dall’altro veranno a mancare gli introiti derivanti dagli utili del patrimonio ormai venduto.

A quanto pare, Monti sta tagliando solo ed esclusivamente gli investimenti sociali, da lui considerati non una grande risorsa del paese, ma uno spreco. Fra qualche tempo, in virtù di questi tagli si ritroverà con popolo affamato, malcurato ed ammalato, ignorante, con le inevitabili esplosioni sociali ed il ricorso alla repressione ed il conseguente incremento delle spese nel settore dell’ordine pubblico. Bella prospetiva per l’Italia!

L’aumento del debito a breve termine, rende sempre più evidente il ricorso al FMI ed anche se al momento tale ricorso viene negato, la realtà dei numeri indica il contrario. Come si pagano i debiti, se ormai gli italiani, popolo ed imprese, sono già spremuti al massimo?

Nella logica di Monti, si continuerà ad aumentare l’IVA, l’IMU/ICI, le altre imposte e tasse, a ridurre le pensioni, gli stipendi, ecc… ma tutto questo farà ulteriormente diminuire la domanda (i consumatori disporanno di sempre meno soldi da spendere) e per conseguenza le imprese reagiranno riducendo l’offerta, ossia licenciando e spostando all’estero i propri stabilimenti (almeno le grandi imprese; mentre le piccole chiuderanno).

Monti è stato chiamato a diminuire il debito pubblico e a far ripartire l’economia italiana, ma i dati ufficiali indicano esattamente il contrario.


13 commenti:

  1. Questa situazione non può che peggiorare,stante che continuiamo a finanziarci sul mercato con un interesse del 4,75% e spread a 360,più ovviamente le spese normali dello Stato.Dove si prenderanno questi soldi?Ancora tasse? Svendite di assets industriali? Ancora tagli a salari,pensioni....e aumenti Iva? Se poi si pensa al fiscal compact (che comporta una riduzione annua di 40 miliardi del debito per 20 anni),si capisce che prima o poi finiremo in mano alla troika...

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  2. Questo dato del debito a breve é inquietante,non avevo mai pensato a questo aspetto e neppure saputo i dati ad eso relativi

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    1. in effetti,è un dato interessante,pure io non ci avevo fatto caso a questa distinzione del debito

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  3. Se pensiamo a quali siano i reali obiettivi del governo Monti, ovvero:

    - Reperire fondi a sufficenza in modo da mantenere solvibili le obbligazioni italiane.
    - (s)Vendere gli asset ancora in mano pubblica.
    - Omologare la società italiana ai parametri del nuovo ordine mondiale
    - Rafforzare il rapporto di subordinazione verso gli USA.

    Allora questo governo è un successo clamoroso, da standing ovation. Poi non si possono fare frittate senza rompere le uova; peccato che le uova siamo noi, ma è un danno collaterale più che accettabile per chi comanda, anzi direi gradito.

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    1. un danno collaterale che non importa certo a questi usurai....e a quanto pare pure a indecenti politici e a sindacati inutili...

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  4. D'accordissimo con l'amico Huxley che saluto. Il pezzo di Follliero, pur contenendo dati assai interessanti e veritieri, non si pone il problema dei veri "intenti". Monti è stato chiamato a "commissariare" l'Italia, esattamente per gli effetti disastrosi che sta sortendo: aumentare il debito del 130% e desertificare il paesaggio industriale e artigianale italiano.

    In questo senso, esegue più che bene gli ordini di scuderia della Troika.

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    1. Questa di Folliero é un'analisi interessante relativa ad un parametro specifico,il debito a breve....il problema più generale,a cui tu accenni,più volte in passato l'ha sottolineato in vari articoli,e ormai credo abbastanza chiaro a chi non ha le fette di prosciutto sugli occhi...ancora diversi,a giudicare da quanto in gifro si pensa.

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  5. Monti si ritroverà col popolo affamato, malcurato e ammalato, ignorante e con le inevitabili esplosioni sociali e il ricorso alle repressioni... Ma va'! Tutto ciò che volete, ma le esplosioni sociali del nostro popolo bue sono una fantasticheria. Cornuti e mazziati, gli italiani. Di quante prove c'è ancora bisogno?
    Tommaso4ever

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    1. Se giudichiamo da quanto finora accaduto,non posso che darti ragione sull'inanità e l'incapacità di reagire del non popolo italiota.
      Nonostante questo,non voglio abbandonare la speranza che finalmente si svegli e la finisca di subire senza reazione e come da altre parti succede.Vero é che hanno i sindacati a supporto,mentre i nostri sono perfettamente inutili o nel peggior caso venduti.Non saremo ancora ai livelli greci e spagnoli,ma ci siamo molto vicini.Ogni manovra si riduce a tassi e tagli sempre a danno dei soliti noti,il parco buoi.E poi,la libertà non conta proprio nulla? Non c'è solo il pane in ballo,ma un paese commissariato,senza decisioni che contano,in mano ad una banda di strozzini,che vanno a fare a votare?

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  6. Non che si riesca a cacciare il dittatore monti scendendo in piazza come fanno i greci o gli spagnoli. Certi elementi sono stati chiamati per far morire prima le nazioni. Scendendo in piazza a fare casino, secondo me, non si risolverebbe un bel niente. Putroppo. Ma una cosa voglio dirla. Gli italiani non faranno nè come i greci e nè tantomeno come gli spagnoli. Perchè se non siamo scesi in piazza finora (che ci hanno tolto ampiamente ogni qualsivoglia briciola di apparente libertà), non lo faremo mai più.

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  7. Non so se servirà o meno,ma certamente non si può continuare a subire senza reagire....almeno per chi ha cara la libertà e la propria nazione....quanto alla considerazione su questo non popolo italiota non posso che essere d'accordo...ma ho sempre la speranza che finalmente si ribelli e poco pacificamente a questo stato di cose e non vada a votare per nessuno.D'altronde,che soluzioni ci sono,con una classe politica,istituzioni e sindacati incapaci o venduti?

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