giovedì 27 settembre 2012

ITALIANI: VI RICORDATE CHE UNA VOLTA ERAVATE UN POPOLO ?




MADRID, IL GIORNO DOPO


Che questi episodi possano essere di esempio per gli italiani. Oramai anche da noi la Costituzione è svuotata e non più attuale, dopo Maastricht e Lisbona. Si deve dar vita ad una nuova costituente che riscriva le regole, ci ridia la sovranità nazionale e monetaria.
(Claudio Marconi)

Madrid, 26 settembre. La città si risveglia tra le gocce di pioggia di una nube passeggera e la costernazione per la violenza gratuita scatenata ieri sera dalla polizia durante il presidio attorno la Camera dei deputati spagnola.

 Dopo le dichiarazioni del governo che si complimentava con l'operato delle forze dell'ordine, i vertici del movimento "25-S" promotori della manifestazione "Rodear el Congreso" (Circondare la Camera) hanno ritenuto opportuno tenere una conferenza stampa per difendere la propria posizione e rilanciare le accuse e le richieste ad un governo che si dimostra ogni giorno più incapace di fronteggiare la crisi.

 L'organizzazione è quanto di più spartano possa esserci: un tavolino posizionato su un largo marciapiede, di fronte la Fuente de Neptuno che dà il nome alla piazza dove ieri sera sono avvenuti gli scontri e i pestaggi.
La polizia avanza la pretesa di identificare coloro che prenderanno la parola: ottengono i loro nomi, tra i fischi e le contestazioni dei presenti, giornalisti compresi. Ma è solo un'altra dimostrazione di dignità da parte di chi non ha niente da perdere, di chi si sente nel giusto e non ha paura di metterci la faccia.

 Parlano innanzitutto di quanto è accaduto ieri sera. Rivendicano la loro innocenza, testimoniata da ognuna delle riprese video che girano sul web. E denunciano le ferite e le contusioni subite da decine di manifestanti. Manifestanti pacifici, di ogni estrazione sociale: studenti e pensionati, operai e piccoli imprenditori, e soprattutto disoccupati.



 Il corteo è stato pacifico per tutto il tempo. Molti, anzi, sono stati i cori rivolti verso la polizia per incitarla ad unirsi alla protesta. Verso le 19 di sera sono stati lanciati alcuni frisbee e qualche bottiglietta di plastica vuota in direzione delle forze dell'ordine. Tanto è bastato per far scattare dall'alto l'ordine di caricare i manifestanti. 6000 in tutto secondo il delegato del governo nella capitale (a Madrid governano i popolari, il partito di Rajoy), molti di più a quanto risulta dalle foto che ritraggono piazze e strade affollate.

Passando ai motivi delle proteste, durante la conferenza stampa gli attivisti dichiarano che sono gli stessi di sempre, ormai chiari quanto ovvi per chiunque: i tagli del governo centrale colpiscono tutti gli ambiti della società tranne le banche, alle quali anzi vengono destinati i pochi fondi rimasti e gli aiuti europei. “Che la paghino i ricchi la crisi, non noi”. Il governo è ritenuto illegittimo, nonostante sia passato per regolari elezioni, a causa dell'alto tasso di astensionismo. Per questo, e per la sua incompetenza, viene invitato a dimettersi quanto prima. Ricordano parole già sentite in Italia, ma qui a Madrid ci sono manifestazioni quasi ogni giorno. La prossima è già stata convocata per stasera alle 19, e un’altra ancora per sabato.

 Infine i rappresentanti dei movimenti sociali non parlano di proposte di legge, ma avanzano una richiesta ancora più radicale, peculiare rispetto ai vari movimenti di protesta sorti in altri Paesi: l'inizio di processo costituente che porti alla promulgazione di una nuova Costituzione. Quella attuale è stata epurata da ogni significato, commissariata dalla Troika europea, che guarda soltanto ai conti e non alle persone.

 Questa Unione Europea non piace a nessuno, perlomeno non così come è ridotta oggi.

Fonte: contropiano.org
da: http://www.frontediliberazionedaibanchieri.it/article-madrid-il-giorno-dopo-110583356.html

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SCIOPERO IN GRECIA: LA DIRETTA

15.40: gli arrestati finora sarebbero addirittura 104 solo ad Atene. I manifestanti si stanno spostando da varie zone del centro verso il commissariato dove sono stati portati i manifestanti fermati ed in alcuni casi picchiati dalla Polizia.

15.10: Alcune fonti da Atene riportano di scontri nelle vie Panepistimiou e Benaki tra i reparti antisommossa della polizia e il blocco di Syriza. Ci sarebbero alcuni feriti e 5 arresti.

15.00: la Polizia greca, a piedi o a bordo di motociclette, sta realizzando da alcuni minuti un vero e proprio rastrellamento nelle strade e nelle piazze del centro di Atene, anche ad alcuni chilometri da Piazza Syntagma, nelle zone di Monastiraki, piazza Omonia e Panepistimoiu. Si hanno notizie di numerosi arresti.

14,30: La polizia spinge i manifestanti fuori da Piazza Syntagma a furia di lacrimogeni e granate stordenti, ma alcune centinaia di giovani del KKE e altri gruppi aderenti alla coalizione della sinistra radicale Syriza sono riusciti ad avvicinarsi di nuovo al Parlamento e spingono sulle transenne. I manifestanti gridano:
"I soldi ci sono ma voi li avete regalati alle banche oppure li spendete per comprare lacrimogeni"

14.15: Sono ripresi anche in piazza Syntagma gli scontri. Gruppi di incappucciati lanciano molotov e pietre e bottiglie contro i poliziotti che rispondono con gas Cs e granate stordenti

14:00: per impedire l'ammassarsi di manifestanti davanti al Parlamento la Polizia greca - sono oltre 5000 gli agenti mobilitati oggi solo nella capitale - ha attaccato con i gas lacrimogeni i manifestanti tentando così di disperdere due diversi cortei che da due punti del centro stavano convergendo su Piazza Syntagma dove anteriormente si erano già verificati degli scontri tra incappucciati e forze di sicurezza.

13.25: piazza Syntagma è invasa dai gas tossici sparati dai poliziotti nel tentativo di respingere i militanti del 'blocco nero' che bersagliano gli agenti con molotov e sassi. Migliaia di persone hanno abbandonato la grande piazza contigua al parlamento e si sono rifugiate nelle vie adiacenti.

13.15: primi scontri in Piazza Syntagma. Piccoli gruppi di manifestanti con il volto coperto e vestiti di nero hanno cominciato ad attaccare i cordoni di Polizia posti a difesa del Parlamento, lanciando contro gli agenti pietre e bottiglie molotov. I poliziotti rispondono sparando gas lacrimogeni.

12.50: Parecchie decine di migliaia di persone stanno manifestando da questa mattina in tutte le grandi città della Grecia per protestare contro il governo Samaras e i tagli da lui decisi a lavoro, stato sociale e diritti.
 ''Le nuove insopportabili e dolorose misure non devono passare, questa politica é senza sbocco e distrugge lo stato sociale'' ha detto il Presidente dell' Adedy, il sindacato che raggruppa i dipendenti statali, Costas Tsikrikas, riferendosi allo sciopero generale di oggi. Il leader della coalizione della sinistra radicale (Syriza) Alexis Tsipras, ha duramente attaccato il governo di Antonis Samaras. '
'Ora la parola passa di nuovo alla società visto che il governo di coalizione non é in grado di difendere gli interessi elementari della società greca, e in più ammette e controfirma le inumane misure che portano la società all'olocausto. La Grecia non potrà essere trasformata in un enorme cimitero sociale''.
Da parte sua Aleka Papariga, Segretaria Generale del Partito Comunista di Grecia, ha attaccato l' Unione europea, responsabile delle sofferenze del popolo ellenico. ''Il popolo greco - ha detto Papariga - deve capire che una Grecia svincolata dall' Ue, può garantirsi il benessere sociale ed evitare il peggio''.

12.30: Ad Atene un giornalista di Ethnos arrestato perchè trovato in possesso di una maschera antigas (in realtà assai utile visto l'utilizzo di gas tossici da parte delle forze di sicurezza contro i manifestanti...)

12.20: centinaia di manifestanti vestiti di nero, riconducibili alle organizzazioni anarchiche, hanno abbandonato il corteo dei sindacati probabilmente diretti verso qualche meta che hanno intenzione di attaccare. Intanto sono molto partecipate anche le manifestazioni in altre località della Grecia: da Arta a Iraklion a Patrasso decine di migliaia di lavoratori e giovani in piazza.

12.05: grande folla di lavoratori e manifestanti nelle strade di Salonicco, seconda città del paese per numero di abitanti. Intanto ad Atene cresce il numero di manifestanti in Piazza Syntagma, molti dei quali gridano slogan contro il contiguo parlamento tenuti a distanza dalle transenne e da folti cordoni di poliziotti in tenuta antisommossa.
12.00: La polizia avrebbe arrestato questa mattina cinque attivisti della "Assemblea popolare" nelle strade del quartiere ateniese di Kisariani.
11.30: Piazza Syntagma, nel centro di Atene, è già invasa da migliaia di lavoratori e giovani manifestanti, chiamati dai maggiori sindacati Gsee e Adedy. Alla manifestazione del sindacato comunista Pame secondo la polizia starebbero partecipando invece circa 10 mila persone - per gli organizzatori il doppio - in Piazza Omonia, a poche centinaia di metri di distanza.

Fonte: contropiano.org
da: http://www.frontediliberazionedaibanchieri.it/article-sciopero-in-grecia-la-diretta-110580942.html



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La Spagna vive un momento difficile. Solo nei primi otto mesi del 2012, lo Stato centrale ha accumulato un deficit di 50,13 miliardi di euro, pari al 4,77 per cento del Pil.
A Madrid l'ennesima manifestazione di gente stanca di subire. Vale a dire migliaia di persone, giovani e anziani (da noi purtroppo non accade), che hanno deciso di dar vita all'iniziativa “rodea el Congreso“, letteralmente circonda il Parlamento, per dare un segnale forte alle istituzioni di come non si piegheranno alle scelte drastiche di questi mesi, in nome di un potere economico, fatto di banche, debiti e finanza internazionale che sta letteralmente prosciugando le tasche degli spagnoli.
E non accetta, il popolo spagnolo, di dover pagare i costi di una crisi generata principalmente dalla spregiudicatezza delle banche, che con l'ausilio dei vari governi susseguitisi, hanno generato una bolla immobiliare senza precedenti. Del resto basta fare un giro tra i piccoli paesi disseminati sul territorio, per rendersi conto delle migliaia di costruzioni abbandonate che ormai giacciono senza un futuro.





La tensione resta alta soprattutto dopo le parole di alcuni esponenti politici come la segretaria generale del Partito Popolare, Maria Dolores de Cospedal, che ha paragonato la mobilitazione al tentato colpo di Stato del 23 febbraio 1981.
Vien da chiedersi dunque se il Golpe a la Democracia come titola La Razón lo stiano tentando i manifestanti di questi mesi, o lo stiano portando avanti, deliberatamente, i politici e gli amministratori di un Paese ormai in ginocchio.


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 Giornata ad alta tensione, con qualche momento di violenza, ad Atene e nelle maggiori città della Grecia per lo sciopero generale indetto dai sindacati, che ha paralizzato il Paese e portato in piazza decine di migliaia di persone per un'ennesima, rabbiosa protesta per un nuovo pacchetto di misure di austerità. Un insieme di duri tagli e riforme che sembra ormai in dirittura d'arrivo: domani il premier Antonis Samaras vedrà gli alleati di governo per cercare il via libera al pacchetto, che vale 11,5 miliardi di euro, necessario per ottenere la vitale tranche di prestito da 31,5 miliardi. Senza quei soldi, Atene rischia la bancarotta e una possibile uscita dall'euro.

Ma al di là degli slogan urlati dai circa 50.000 dimostranti contro la troika - Ue, Fmi e Bce, i cui rappresentanti devono approvare le misure prima di rilasciare il prestito - e contro il governo (era il primo sciopero generale da quando è in carica l'esecutivo guidato dal premier conservatore), la giornata di protesta ha di nuovo offerto scene divenute familiari in questi anni in Grecia e in particolare a piazza Syntagma. C'è stato il lancio di molotov da parte di gruppi di incappucciati, quindi cariche della polizia, manganellate e lancio di gas lacrimogeni.

In Portogallo una grande manifestazione di protesta ha costretto il governo a ritirare misure contro i cittadini, destinate ad acuire ulteriormente una drammatica situazione recessiva

I popoli europei cominciano a ribellarsi contro questa Unione Europea di usurai che deliberatamente applicano il piano di macelleria sociale,di impoverimento e di distruzione delle libertà e delle economie nazionali a vantaggio di una cricca di speculatori.L'Europa tecnocratica é un totale fallimento.Non é l'Europa dei popoli,ma una odiosa dittatura del capitale finanziario.

E noi italiani,per di più con un governo non eletto e imposto da un presidente  golpista....noi italiani,che stiamo aspettando?



Nessun governo può resistere ad un popolo in ribellione permanente.Qui si muovono....vogliono dimissioni del governo e nuova costituente,quello che servirebbe anche per noi e per questo decrepito sistema politico- istituzionale marcio......quando si capirà che l'unica strada possibile é ribellarsi....certo serve tutto,ma senza ribellarsi il resto non serve a nulla...vallo a far capire a tanti,anche nel web,che sperano in denunce,improbabili referendum,addirittura nelle elezioni...



35 commenti:

  1. Ad integrazione:
    http://www.frontediliberazionedaibanchieri.it/article-grecia-la-rimodulazione-dal-basso-di-un-paese-110617688.html

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    1. ormai le Grecia é un paese in vendita,non so che altro vogliono...l'unica strada é protestare il debito estero,sempre meglio di questa distruzione programmata.

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  2. Sarebbe ora che anche i manifestanti arrestassero i poliziotti che arrestano.
    Ci accuseranno di sequestro, ma anche il loro lo è. Malgrado il loro ruolo di difensori della legge, difendono invece chi andrebbe arrestato.

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    1. Se fossero cittadini consapevoli tutte le forze dell'ordine dovrebbero unirsi ai manifestanti,hanno giurato fedeltà ad una costituzione che non esiste più,i primi a violarla sono quelli che dovrebbero difenderla...

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  3. LA NOSTRA COSTITUZIONE E I NOSTRI DIRITTI, LA NOSTRA PATRIA, SONO CALPESTATI CONTINUAMENTE E CI STANNO PORTANDO VERSO UNA FORMA DI SCHIAVITU’ ECONOMICA E VERSO UNA DITTATURA DEL TERZO MILLENNIO. LA NOSTRA GENTE, I NOSTRI FIGLI, I NOSTRI ANZIANI, LA PARTE PIU’ DEBOLE DELLA NOSTRA POPOLAZIONE, IL NOSTRO PAESE, VENGONO QUOTIDIANAMENTE UMILIATI, SCHIACCIATI, IGNORATI, PER UNA FALSA CRISI CHE IN VERITA’ STA VENENDO ORCHESTRATA DAI POTERI DELLA FINANZA E DELLE OLIGARCHIE CHE CONTROLLANO LE NAZIONI DEL MONDO CON LA COMPIACENZA DI CLASSI POLITICHE E ISTITUZIONALI CORROTTE, COLLUSE, PAVIDE E ASSERVITE. IL TUTTO CONDITO CON IL TOTALE SILENZIO DEI MASS MEDIA CHE TACCIONO LA REALE INFORMAZIONE E LA RACCONTANO SOLAMENTE QUANDO LE COSE SONO TALMENTE EVIDENTI CHE NESSUNO PUO’ NEGARLE E QUANDO SPESSO E TROPPO TARDI PER INTERVENIRE.

    UN DEGRADO COSI' ALTO NON E’ MAI AVVENUTO NELLA NOSTRA STORIA RECENTE. E’ ORA DI REAGIRE.Rik

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    1. condivido totalmente...é ora di finirla con questa gentaglia!

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  4. una ribellione civile deve innanzitutto nascere dalla consapevolezza che non c’é più nulla da “riformare” ma c’é tutta la necessità di “rivoltare” uno status quo delirante ed offensivo per la dignità di ogni cittadino onesto e pericolosamente avviato alla macellazione sociale da un governo anti nazionale non legittimato e da una “classe dirigente partitica” nominata da cupole mafiose serve dell’usura internazionale.

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    1. nessuno dei politici vuole riformare nulla,resta solo la ribellione,solo di questo hanno paura e se il popolo insiste,alla fine nessuna polizia o eurogendfor potrà avere la meglio...

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  5. Monti: «Se serve al Paese, ci sarò» e noi tutti riconoscenti lo ringraziamo di esistere.
    Se conosco bene gli italiani (e temo di sì) prepariamoci ad un ventennio 'montiano', a meno che il sistema globale non crolli o non scoppino così tante rivoluzioni attorno a noi da imperire lo svolgimento della champions league.

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    1. Un ventennio montiano,ma anche meno ci sotterrerebbe...prima o poi anche questo non popolo italiano dovrà svegliarsi,non c'è altra alternativa...non si può subire all'infinito.
      Se poi questo non accade,allora ha ciò che si merita e l'Italia sarà l'espressione geografica che Metternich diceva...certo che é vergognoso che tutti questi falsi r ipocriti amanti della democrazia e della libertà che affollavano le piazze mesi fa,ora sian tutto spariti,ora che c'é un vero regime di golpisti e non quello d'operetta del nostro vecchio puttaniere.
      Dove sono gli Zagrebelsky,i rottami alla Scalfari,i ridicoli democratici alla Eco,le befane del "se non ora quando",i no b day....tutta fuffa rintanata ora nei loro loculi mortuari o nelle tombe di Capalbio...
      Che paese d buffoni...!

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  6. Me ne occuperò personalmente. Del Massone Mario Monti.
    La Signora dell'Apocalisse.

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  7. Cinicamente, mi auguro il peggio. personalmente non ho quasi nulla da perdere, e il "popolo" italiano merita ogni male per quel che ha fatto - e soprattutto quel che non ha fatto. forse un giorno dalle macerie potrà rinascere qualcosa, ma la situazione attuale non ha sbocchi.
    e poi, onestamente, è facile dire "protestiamo!". ma che otteniamo a protestare? il governo sa benissimo che ci sta riducendo alla fame, e sa anche quanto odio sta seminando nel paese, eppure ciò non gli impedisce di andare avanti.
    Per organizzare una protesta seria, occorre qualcuno che ci metta la faccia, e un punto ideale di raccolta. ma nessuno ha le palle di metterci la faccia, e soprattutto non c'è una "bandiera" attorno a cui riunirsi. l'amor di patria? quello gli italiani se lo ricordano solo ai mondiali... un'ideologia? il 99% degli italiani non ne ha una vaga idea di idee politiche - franza o spagna purchè se magna... un personaggio famoso? ce ne fosse uno onesto...
    No, è finita. possiamo solo sperare (come singoli individui) di salvarci e sopravvivere per poi ricominciare dopo il tracollo.

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    1. Non hai tutti i torti...se provi ad organizzar qualcosa,più di un centinaio di persone non raccogli.Il popolo del web é diviso,molti pensn a liste elettorali destinate solo al massacro dello sbarramento,altri fanno programmi (anche ben fatti) pensando che questo basti...petizini,denince...tutto inutile.
      Ma che abbiamo noi di diverso da non poter fare come spagnoli,portoghei,greci che si oppongono?

      Protestare con canti e balli,non serve a niente,occorre ben altro...basta col pacifismo,la legalità....servono solo per meglo infinocchiare...la rivolta deve essere violenta,come sempre é stato nella Storia.Non si fanno nozze coi fichi secchi o dietro ad un tavolino,e se ne nessuno é disposto a mettersi in gioco,é meglio che la finiamo di scrivere e frignare.
      No,non possiamo pensare che tutto é finito....a livello individuale non ci sarà mai problema,ma chi ama la libertà non può accontentarsi di questo..

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    2. scusa degli errori di battitura...ma sono molto incazzato...dappertutto si muovono,qui dormono...

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    3. Canti e balli purtroppo non servono, è vero, ma anche una protesta violenta non servirebbe ad altro che a giustificare una repressione violenta - e la mia impressione è che i nostri oppressori non stiano aspettando altro che una bella scusa per prenderci a cannonate! tanto che noi di armi non ne abbiamo, loro hanno cannoni aerei e carri armati.
      L'unica via fattibile è una protesta che abbia effetti anche economici: l'unico caso in cui ho intuito la preoccupazione nei capi è stata la protesta dei "forconi" e dei camionisti, quando bloccarono le autostrade impedendo alle merci di circolare. con i supermercati vuoti tutti si renderebbero conto che c'è qualcosa che non va, e forse non sarebbero solo i soliti 4 gatti a informarsi. quel che manca alla protesta è un po' di pubblicità, è anche per questo che ho sempre rifiutato di partecipare a proteste, eventi o quant'altro che si svolgessero nelle grandi città: effettuare una protesta unica nazionale, o solo 2-3 nelle città più grandi, secondo me è un errore clamoroso per vari motivi: 1) non tutti possono permettersi di parteciparvi 2)queste manifestazioni sono controllabili con un numero relativamente ridotto di poliziotti 3)coinvolgono solo quelle città.
      Io sono invece per azioni capillari, a costo di avere 4 gatti in ciascuna: 1)più persone possono partecipare su scala nazionale 2)occorrerebbe un numero abnorme di agenti per controllarle tutte, e non ne hanno abbastanza 3)non solo i cittadini della capitale o dei capoluoghi avrebbero occasione di toccare con mano e ascoltare le proteste, il coinvolgimento dei cittadini sarebbe più capillare

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    4. E' possibile certo una repressione,ma innescherebbero una spirale che inevitabilmente li porterebbe alla sconfitta contro un popolo compatto.Tanto più per un governo non eletto.Forse altri aprirebbero gli occhi,ingrossando l'opposizione.Non credo che in tutti i tempi,in tutti i luoghi dove é avvenuta una ribellione non mettessero in conto una reazione.E allora? Bisogna appunto metterci la faccia e senza paura,come dici tu. Non si sono certo fermati,questa scusa non regge,se uno considera la libertà un bene prezioso.
      La ribellione dev'essere permanente,non serve farne una oggi e un'altra fra sei mesi.
      Tutte le manifestazioni si svolgono sempre nelle grandi città in primis,per ovvie ragioni e poi magari si espandono.Così fu per la Francoa,per la Russia...
      Prima bisogna cominciare dalle sedi del potere,dove più forte é già il concentramento territoriale di persone,poi a macchia d'olio quello che tu dici.Anche perchè 200 persone a Enna o Novara che manifestano non interessano a nessuno.C'è anche una ricaduta mediatica da considerare.Nessuna polizia può controllare 100 o 200 mila persone decise,e se usassero le armi che tu dici,sarebbero finiti per sempre.Mica stiamo in Siria....o Yemen.
      Diciamo che il via deve venire a Roma,Milano,Torino,Bologna,Napoli,Palermo....poi il resto.Ma l'importante é che l'azione sia continua.

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    5. <> per ora... finchè la "democrazia" è un bel giocattolino che fa comodo ai potenti per tener buone le masse tutto bene, ma quando poi cessa di essere utile? In Jugoslavia negli anni '80 nessuno avrebbe ipotizzato quello che poi è successo di lì a 10 anni. E la Germania "di Weimar" aveva la costituzione più democratica e moderna dei suoi tempi, eppure...

      A parte questo, quello che intendo dire è che da un lato si sta perdendo il senso di nazione, e la gente è più disposta a combattere per la sua terra piuttosto che per un'Italia che sente lontana e aliena, dall'altro pur non negando una certa utilità alle manifestazioni di piazza in grande stile, ritengo che sia molto più efficace effettuare azioni concrete, come il blocco del traffico di merci, l'occupazione di terreni e di edifici, insomma azioni che possano avere ripercussioni immediate, magari economiche. i nostri nemici pensano esclusivamente al profitto economico, tutto il resto per loro è secondario, ed è lì che vanno colpiti. ad esempio, ultimamente si parla di portare avanti via referendum alcune leggi che potrebbero contrastare il saccheggio del paese (leggi contro la delocalizzazione, contro la speculazione, contro la corruzione, e via dicendo). Perchè non organizzare un sistema di raccolta firme capillare, piuttosto che fare scioperi su scioperi che non ottengono niente di concreto?

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    6. Sono molto d'accordo nel colpire i beni e non le persone (pur restando scettico su azioni locali..molto più controllabili e facili da fermare ),perchè a questi,al loro patrimonio tengono molto di più gli usurai.
      L'esempio viene dall'IRA irlandese,che ad un certo momento cambiò tattica e costrinse la grande Inghilterra a cedere e intavolare trattative di pace.Smise attentati alle persone e cominciò a far saltare (avvertendo prima) edifici vuoti di milioni di sterline nella City londinese,finchè le assicurazioni si rifiutarono di pagare.Certo il fatto psicologico di portare la lotta al centro del potere,ma sopratutto furono i danni colossali a costringere gli inglesi alla trattativa.

      Purtroppo ho perso la fiducia su petizioni,leggi di iniziativa popolare,referendum....specialmente iniziative parlamentari.Hanno mille modi per annullarle.Ti potrei dire anche come nei dettagli,ma ti sia d'esempio il referendum sul finanziamento ai partiti,sulla responsabilità dei giudici....quanto a leggi anticorruzione,mi vien da ridere...nessuna legge può fermarla..come vietare la prostituzione..purtroppo in una società per molti versi marcia nessuna legge può essere efficace al di là dell'apprenza.Solo una rottura traumatica può in parte modificare l'andazzo,specialmente con certi esempi....
      Lo sciopero ha valore se generalizzato e continuo (sotto la Thatcher i minatori fecero uno sciopero d un anno...hai letto bene,un anno...le Trade Unions sono sindacati veri e non dipendenti da partiti),non certo quello settoriale di ieri per il rinnovo del contratto..! Nella situazione in cui siamo,questi fanno uno sciopero per un rinnovo contrattuale! Una parodia di sindacato che invece di mobilitare le masse per sottrarci e combattere la condizione di colonia,di sudditi...pensano al particolare di una categoria!
      Lo sciopero poi é una sola delle armi...
      Il problema,come tu stesso accenni,é che non siamo una nazione,ma un ammasso di gente in un territorio,tutti pensano al particolare,più in là della provincia non vanno...tanto vale dividere l'Italia in tanti staterelli sovrani come nel 1492...per quel che importa agli italiani...!
      Inoltre ,non c'è nessun leader credibile che possa organizzare una vera resistenza concreta a questi usurai che ci stanno affamando.
      Concludendo,ci sono momenti in cui la legalità non ha più campo e si arriva ad una resa dei conti che non é mai incruenta...poi la Storia fa il suo corso,che non é mai prevedibile,ma che non ha mai fermato la volontà di ribellarsi quando si arriva al punto di rottura.E noi ci siamo molto vicini,nonostante le corse all'ipad e il campionato...
      Cinicamente amico Giano,anch'io mi auguro il peggio...ma che da questo peggio possa almeno rinascere qualcosa di diverso,e che i sacrifici di chi combatterà questa battaglia non siano invano...

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  8. Giano, non solo ci metterò la mia faccia...non solo. Sono mesi che leggo blog e siti di cosiddetta controinformazione. Tutte cavolate!!
    Vostra Signora dell'Apocalisse.

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    1. non son cavolate,almeno non tutti.....ma non basta la controinformazione....come molti pensano...qui é in gioco la libertà e in molti casi la sopravvivenza...erve altro..

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    2. appunto tcionni, appunto, servo io..nessun uomo con le palle, solo siti dove si ciancia.
      Vostra Signora dell'Apocalisse.

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  9. Il grande problema di casa nostra è che gli organizzatori delle proteste di massa, in realtà sono dei gran pompieri al soldo del governo. Basta pensare alla Camusso che si è fatta vedere a pranzo ingolfarsi e rimpinzarsi di cibo a Cernobbio al desco con Monti. O a Bersani da cani, che incontrando Marchionne, si sono abbracciati appassionatamente come due gay. La degenerazione della sinistra "di classe" in sinistra "di finanza" è una prima causa dello sbigottimento dei lavoratori.

    Leggi un po' qua Johnny, Goldman Sachs fa l'endorsement a favore del Pd:

    http://www.partitodemocratico.it/doc/243468/goldman-sachs-vota-per-il-pd.htm

    Tuttavia sono ottimista, e prima o poi il risveglio ci sarà lo stesso, nonostante i gendarmi e i pompieri.

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    1. conosco questa notizia di sponsorizzazione Pd,e non mi meraviglia affatto...così di tutti gli altri che citi,per non parlare di tutti quei fasulli e ipocriti sponsor democratici,alla Zagrebelsky,alla Eco,all Scalfari e Fochettari ora spariti.
      I sindacati poi,difendono tutto,meno chi lavora,altrimenti non sarebbero stati così avari di scioperi.
      Non possiamo contare su questa gentaglia,impotente o collusa.
      L'esempio é quello madrileno,popolo e solo popolo,basta guardare le immagini.
      Possiamo in Italia contare su questo?
      Spero e mi auguro che tu abbia ragione,non può essere che nessuno abbia la voglia di reagire e che accetti questa situazione di sottomissione ,di perdita della libertà via via sempre più oltraggiosa della dignità di una nazione.

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    2. mi meraviglierebbe semmai se goldman sachs NON sponsorizzasse il pd...
      l'unica cosa che mi meraviglia è l'attaccamento dei militanti pd, molti dei quali sono bravissime persone, ad un partito che ormai ha smesso pure di fingere. se il partito cercasse di dissimulare il proprio tradimento al paese, si potrebbe usare l'ignoranza come scusante, ma adesso che scusa hanno i militanti?

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    3. Purtroppo,e parlo di militanti Pd in buona fede,non si accorgono che da anni sono cornuti e mazziati dai loro dirigenti.E' un po' come il tifoso che non cambia mai la squadra del cuore,nonostante batoste di ogni genere.Solo che qui non si tratta di un gioco,ma di una realtà ben più grave.Inoltre,molti di loro pensano ancora che sia il partito di un tempo,mentre ora é un partito delle banche.
      Infatti,non c'è più nessuna scusa,solo la pigrizia e forse l'assuefazione...
      Certo è che neppure gli altri partiti se la passano meglio,non c'è più da fidarsi di nessuno...magari ci fosse un'astensione dell'80%! Li manderemmo tutti a casa e finaklmente si potrebbe cambiare tutta l'architettura dello Stato,il sitema politico e molte parti della Costituzione,cosa che lor signori non faranno mai.Questa é l'alternativa pacifica,se vogliamo.....altre strade io non ne vedo...ma vedrai che gli italiani andranno ancora a votare i soliti e magari ci ritroveremo ancora Monti...

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    4. Da ex militante DS posso dire che 10 anni fa, così mi pare sia ancora con il PD, esistevano due partiti-nel-partito: uno composto dai militanti, fatto di belle idee e proposte interessanti, ed un partito dei dirigenti che punta solo al potere, al profitto e al mantenimento dello status quo, spesso e volentieri con la complicità dei "poteri forti". Il partito dei dirigenti finge di ascoltare i militanti, ma poi fa di tutto perchè le loro belle intenzioni si risolvano in un nulla di fatto. è così che funziona, ed era così anche col PC (e la DC immagino).
      L'aspetto grottesco è che molti militanti credono davvero di fare il bene del paese, mentre, palesemente, ne accelerano la rovina. Qui non si tratta solo di tifo e di affezione, ma anche di una completa incapacità di percepire la realtà, siamo arrivati al bispensiero orwelliano per cui 2+2 fa 5 solo perchè è il partito a dirlo. su di un piano psicologico, ipotizzo che l'attaccamento acritico al partito nasca dal bisogno di appartenenza ad una comunità, per quando ipocrita e insincera essa sia, analogamente a quanto accade per molti cattolici e fedeli di altre confessioni.
      Per quanto riguarda gli altri partiti, una situazione simile purtroppo si sta creando rapidamente nell'area dei "grillini", con militanti idealisti e dirigenti ambiziosi.
      Nell'area Rifondazione & co ho notato invece come l'uscita dal parlamento abbia giovato sul piano morale: i parassiti sono spariti, e sono rimasti perlopiù gli idealisti. Ma si tratta dei classici indiani nella riserva, ancorati ad un'utopia tanto nobile quanto irrealizzabile: non è possibile comprendere il mondo del 2012 con strumenti concettuali nati nel 1850, anche se alla fine è meglio un fossile di strumento che nessun strumento.

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    5. Direi che la tua analisi è perfetta,e storicamente ricalca in qualche modo le obiezioni che già Bakunin faceva ai marxisti circa la libertà del pensiero critico,e più recentemente anche Sciascia.
      Mi viene in mente anche la concezione gramsciana dell'intellettuale organico (una sciagura per la cultura italiana),organico al partito,al bene stabilito da esso una volta per tutte (indipendentemente anche da circostanze reali che lo negano) e non alla verità,unica cosa a cui un intellettuale dovrebbe essere organico...

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  10. Ormai siamo in tanti a chiederci perchè gli Italiani non si muovono. E nelle varie colpe dovute al "partitismo", alle fazioni contrapposte, al corporativismo sindacale, ai pompieri de sinistra nemici dei lavoratori, si aggiunge anche questa analisi de Il Ribelle:

    http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=10877



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    1. Direi che Di Stasi centra perfettamente il problema che impedisce agli italiani di ribellarsi come fanno altri popoli.
      A queste motivazioni oggettive,ne aggiungo una personale di carattere psicologico,e cioè che gli italiani in gran parte non amano la libertà,mai fatta una rivoluzione vera in questo paese,si son sempre accomodati col padrone di turno e la scarsa propensione ad identificarsi in una nazione.
      La cosa importante che non si capisce,é che occorre cambiare totalmente il sistema,e non una sua singola componente,e così a poco serve votare un partito od un altro,si vota sempre per conservare questo sistema.

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    2. Tutto quanto è stato detto contribuisce all'apatia italiana, ma in questi giorni ho notato un'altra cosa, che prima mi era sfuggita: in Italia aleggia ancora una vaga speranza, per cui se pur le cose vanno male, certamente miglioreranno. Si ha l'idea che la "crisi" passerà a breve, e le cose si sistemeranno. Credo che un po' di calci in faccia - metaforici e non - come quelli subiti da greci e spagnoli farebbero cambiare in fretta le idee agli italiani, ma la domanda è: sarà forse troppo tardi? temo di sì

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    3. Sai,la speranza di cui dici assomiglia molto a quella dei malvestiti che faccia un buon inverno...tutti gli indici anche per il prossimo anno sono negativi,il debito aumenta costantemente e pure gli interessi,di ripresa neanche l'ombra,nessuna misura incisiva....io credo che quando l'Italia ne uscirà,sarà una nazione di serie B,depauperata degli assets più produttivi e sempre sottoposta alla mannaia degli strozzini.Per quanto possa comportare sacrifici,l'unica salvezza é uscire dall'euro,non così catastrofica come restarci.Per non parlare poi della libertà di una nazione di gestirsi secondo propri criteri....anche se sembra interessare a pochi.

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    4. La sovranità è senza dubbio il primo passo, un paese non può avere un futuro se non può gestire se stesso. uscire dall'euro sarebbe doloroso, ma vivere con un costo della vita in marchi e degli stipendi in lire (perchè l'euro in Italia è essenzialmente questo) è improponibile. L'integrazione europea era un bel sogno a cui a suo tempo avevo aderito con gioia, ma si è ben presto traformata nel peggiore degli incubi. per non dimenticare i venti di guerra di questi giorni, se dovesse scoppiare una guerra in medio oriente l'Italia non avrebbe alcun modo di restarne fuori. Le prospettive economiche e geopolitiche sono tutt'altro che rosee: le une mi ricordano il preludio alla seconda guerra mondiale, le altre il preludio alla prima. Non potrei immaginare uno scenario peggiore nemmeno sotto effetto di droghe.

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    5. Sai,credo che quasi tutti al tempo fossero contenti di poter circolare liberamente in europa,di usare un'unica moneta,di sognare una grande area,dalla Finlandia al Portogallo, di volemose bene....e tutto il resto.Purtroppo quello che non si sapevaa,era il piano criminale che ano preparato i neoliberisti.Ogni atto era un tassello che ci avrebbe portato dove siamo ora.Certo,alcuni sapevano (Prodi,Amato,Ciampi...),ma si son ben guardati da sollevare obiezioni...
      Un inganno per tutti i popoli europei.
      io ci scampi poi dall'ulteriore passo avanti,insistentemente menzionato comme un mantra da Napolitano: l'unione politica.Sarebbe una sciagura,una completa perdita di ogni residuo di sovranità,una vera dittatura,una prefigurazione del NWO.
      Prima o poi,la guerra in Medioriente sarà inevitabile,e certamente noi non ne saremmo fuori,anzi con i servi che ci governano e i politici imbelli che ci ritroviamo,saremo in prima linea,naturalmente senza alcun utile,come successo in Libia....
      Mala tempora currunt...

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  11. Ora anche a Parigi...contro il fiscal compact

    http://www.controlacrisi.org/notizia/Conflitti/2012/9/30/26757-fiscal-compact-a-parigi-nasce-lopposizione-europea/#.UGhoxz-SepY.facebook

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