giovedì 2 agosto 2012

IL TRUCCO CONTINUA



Cominciamo col dire che nessuno é in grado di prevedere che succederà in caso di uscita dall'euro.
Che poi bisognerebbe anche distinguere se unilaterale di un solo paese o concordata per tutti o addirittura a causa del crollo euro.Le variabili sono tante.Se dovessimo stare alla storia,nel 92 (dopo che il solone Ciampi bruciò 40 mila miliardi in una sciagurata difesa della lira),a seguito della successiva svalutazione,calò addirittura l'inflazione,dal 5% al 4% ..(dati OCSE ).
Questo per dire quanto improbabili possono essere certe conclusioni catastrofiste di uscita euro.Ora,i capitali che contano già sono fuggiti dall'Italia,in caso di uscita probabilmente dato l'impulso produttivo ed export conseguente ad una svalutazione,magari rientrerebbero per essere investiti in attività produttive.
Sono tutte ipotesi ovviamente,improbabili o probabili come tante altre dei catastrofisti.Le variabili sono molte e poco quantificabili per una previsione.
Io però farei un'altra domanda circa opportunità,convenienza e sopratutto costi,e cioè; quanto ci é costato,quanto ci costa e ci costerà in futuro permanere in questo baraccone traballante europeo?
Sicuramente,molto di più che uscirne.

Ora si parla di intervento BCE,ma per noi non cambierà nulla,saremo sottoposti sempre allo strozzinaggio, pur con interesse inferiore sui bond.Il meccanismo perverso resta in funzione.
Questo di Draghi é solo un'ulteriore regalo agli amici per liberarsi di titoli spazzatura e metterli in pancia alla BCE,che non potrà mai essere come la FED (vietato dallo statuto),se non temporaneamente.....un contentino....(Draghi ha detto che la BCE interverrà "nei limiti del ns mandato".Pochi han fatto caso a questa frase...beh..leggetevi questo mandato e si capirà che non potrà mai essere una misura definitiva.).
Potete scordavi una BCE prestatore in ultima istanza!
Immaginatevi se poi i tedeschi e loro amici intendono socializzare ad libitum il debito europeo! Perderebbero tutti i vantaggi.Non vogliono infatti uscire dall'euro,ma mantenere la situazione così com'é (pur con qualche concessione ai Piigs per non uccidere la gallina dalle uova d'oro),una situazione che fa loro molto comodo.
Insomma,non segherebbero mai il ramo su cui stan comodamente seduti,ma non ne vogliono certo scendere.

Molti si chiedono perchè solo ora questo intervento,quando fatto prima ci avrebbe evitato tanti guai,Monti compreso...
Il signor Draghi lo conosciamo....interviene ora perchè si stava sfasciando il giocattolo usuraio,e non come credono i grulli per favorire gli Stati,ma solo per favorire gli amici strozzini nel continuare a spremerci.
Cosa può accadere, dunque? Il rischio,ma più una certezza, è che la Bce voglia solo guadagnar tempo, durante il quale assisteremo a una lunga agonia e a un consolidamento della cosiddetta “mezzogiornificazione” degli Stati periferici europei.
Con il risultato finale di vedere a un certo punto comunque implodere l’attuale zona euro.

Il funerale é solo rimandato.

(george)

18 commenti:

  1. Ogni tanto Vi pubblichiamo dei contributi. Non credo Vi dispiaccia (la battaglia è comune), ma non si sa mai. Fatemi sapere.
    grazie
    Ugo gaudenzi
    Rinascita

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    1. Nessun problema Ugo,basta citare la fonte.E' una battaglia sempre più difficile,visto la quasi totale assenza di ribellione popolare.E' inspiegabile come si possa assistere così passivamente allo scempio di una nazione.Ormai siamo stanchi di sentir programmi (tutti uguali),di legger documenti.....antagonisti.Bisognerebbe cominciare a reagire sul serio.

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  2. DRAGHI,IL TERMINATOR DE NOANTRI

    Lo avevamo anticipato nel post di qualche giorno fa "Il trucco continua",l'atteso bazooka della BCE si é dimostrato niente più che un fucilino ad elastico,montagne che partoriscono topolini,bufale per i peones.
    Ora si é visto chi comanda veramente,a meno che non sia il solito teatrino dei ladri di Pisa per confondere le acque e le teste già abbondantemente rincitrullite da una misera stampaglia che si fa fatica a giudicare se sia più prezzolata o più demente.
    Pennivendoli leccazampisti sparavano esultanti che bastava un annuncio di Draghi per calmare lo spread.
    La politica degli annunci bufala,tanto cara al suo gemello Mariobufala,specialista in supercazzole,che gira l'Europa col piattino in mano,come un mendicante qualsiasi, e che media deontologicamente a livello dei lombrichi tentano di spacciare come un nuovo Metternich.
    Draghi aveva detto ai quattro venti "pronti a tutto per salvare l'euro",pareva avesse in serbo l'arma segreta.E' bastato un achtung dei crucchi per metterlo in castigo e rimangiarsi le promesse da ambulante da fiera.
    Una figura da peracottaro e un arrangiatevi per noi.
    Gli speculatori,di cui si può dire giustamente tutto il male possibile,ma che fessi non sono,non han perso tempo a vedere il bluff.Manco una coppia di scartine aveva in mano questo abile giocatore delle tre carte!
    E cosi il drago terminator é diventato un piccolo soldatino Schweik,agli ordini dell Buba.
    L'Europa usuraia é ormai un organismo in decomposizione che sta infettando tutto e tutti senza speranza,l'unica cura é andarsene in fretta,ieri era già tardi.
    Ma ancora diversi dementi politici italioti,complici dello sfascio,si dicono convinti sostenitori di questa misera Unione.Bisognerebbe garrotarli!
    Il funerale non é ancora cominciato,ma il cadavere europeo é già in mano alle pompe funebri.

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  3. Vero,sempre grandi annunci a cui non segue quasi nulla di concreto,quanti vertici hanno fatto? si é perso il conto!

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    1. Resta impresso l'annucio,magari pubblicato a caratteri cubitali dalla stampa di regime...poi come va a finire poco importa....é la storia di tutti i "salva nulla" del nostro burattino Monti

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  4. La tengo corta....il giorno che usciremo dall'euro sarà proclamato festa nazionale....

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  5. Un proverbio francese recita così....sono i ruscelli che alla fine fanno i "grandi fiumi"....aiutiamoci fra noi,tutti insieme,anche nelle "piccole" cose,che però alla fine "sommate" danno grandi risultati.
    Ciò per Noi è obbligatorio,perché siamo governati da mediocri esperti in economia "reale",che si pavoneggiano e complimentano "tra loro"(invece di ascoltare il verdetto che si ascolta per strada) solo perché hanno un titolo accademico appeso al muro,e tanti titoli aggiuntivi,che oggi in Italia inflazionata non si negano a nessuno(mi riferisco a tanti politici vecchi e nuovi alla guida della nostra Nazione).
    Il "consiglio",da far circolare con il passa parola(che può sembrare banale,"ma"non lo è)....."Compra tutto e solo(dal pomodoro,arancio,....all'automobile) ciò che è prodotto in Italia",preferisci quei negozi che "veramente" vendono merce completamente prodotta in Italia...."fai un piccolo sforzo"...che poi ti/e ci frutterà e ti/e ci ritornerà tutto in benessere.Boigotta soprattutto quegli imprenditori,che con una faccia di c..o,chiudono gli stabilimenti in Italia,aprendo in paesi dove i salari degli operai e le condizioni sono a livello schiavistico....e con una faccia ancora più di c..o,avendo provocato la disoccupazione dei loro operai,"piangono" perché in Italia non si vende....Ma a chi pretendono di vendere questi ottusi,le mercanzie cinesi o indiane non prodotte in Italia....,al popolo di disoccupati e affamati da loro creato con i dislocamenti dei loro stabilimenti???
    L'unica forma di aiutare e rilanciare le nostre imprese,è comprare i loro prodotti,.....è l'unica forma di autofinanziamento efficace.Preferiamoli a prodotti similari chissàdove prodotti da imprenditori imprevidenti e/o avventurieri.
    Aspettare che i "professori"(in Italia di ruolo solo alle università ce ne sono 60.000)capiscano che la ricchezza vera è solo la reale,che viene prodotta col sudore della fronte,e non quella che in ambienti condizionati... dietro un computer,alcuni"avvoltoi" creano con operazioni matematiche favorite da "compari "(che per mestiere giudicano e/o influenzano con i loro" ratings")...... i loro "colpi finanziari,arricchiscono solo loro stessi, e ciò a danno di tutti gli altri.....,Continuare su questa strada ci porterà solo ad una rovina irreversibile......Dante ci ricorda.....che per volare alto ci vogliono i mezzi....altrimenti...."sua disianza vuol volar senz'ali".
    E noi,siamo ancorati,per quello che dovrebbe essere la parte trainante della nazione a volare basso.....non abbiamo Aquile ma p.........e i nostri monti non superano i 110 metri(come è a Roma il nostro monte Mario che è poco piu di un colle,110 metri)...è chiaro che i crucchi ,"pur essendo crucchi",ci raggirano come vogliono....
    Ma la storia(almeno l'ultima)ci dovrebbe insegnare che i crucchi "alla fine" perdono "sempre"...e l'unica volta che abbiamo,anche Noi, vinto è quando li abbiamo combattuti(non quando ci siamo con loro alleati,cosa che ci ha portato alla rovina):Ciao Tonino

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    1. Magari Tonino fosse così semplice,pur con gli aiutiamoci e con una giusta autarchia (che sarebbe però importante una volta usciti dall'euro).Quanto a professori ed economisti,senti questa:

      Il guru Roubini ,che aveva previsto la crisi del 2008, fino all’inizio del 2012 ha sempre sostenuto che l'euro non avesse futuro (a marzo scorso sul „Sole 24 Ore“ parlava di scenari apocalittici) e ancora in data 31 luglio 2012 dichiarava ad un quotidiano russo (RBK Daily): "do all'euro al massimo 6 mesi di vita".
      Qualche settimana fa, su Repubblica, Roubini ( lo sapevate che anche lui è un bocconiano?) dichiarava però improvvisamente il contrario inchinandosi davanti all'operato di Monti e volgendo parole di stima verso Mario Draghi: le uniche due persone a suo parere in grado di far accettare alla Germania la condivisione dei debiti.
      Certo, i suoi recenti e frequenti soggiorni a Roma saranno pur serviti a qualcosa. Bisognerebbe però rammentargli oggi le sue dichiarazioni di qualche mese fa.

      Finchè non usciremo da questa gabbia usuraia,l'economia reale non ripartirà e molte previsioni catastrofiche di uscita euro sono fasulle.
      Certo ci vorrebbe qualche aquila e non il pattume politico che ci ritroviamo che parla di gay o di leggi elettorali che serviranno ad eleggere un parlamento esautorato di ogni potere.Manca solo chde il nostro burattino chieda aiuto agli strozzini,cosa che aveva ripetutamente escluso ma che farà,e poi il conto é chiuso.

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  6. Ti segnalo (ma forse lo conosci già) questo articolo di Blondet preso da Rischio Calcolato che lo ha ricopiato intelgralmente, dal titolo "L'incubo di Draghi":

    http://www.rischiocalcolato.it/2012/08/dibattito-sulleuro-il-contributo-di-maurizio-blondet-lincubo-di-draghi.html?utm_source=feedburner&utm_medium=feed&utm_campaign=Feed%3A+blogspot%2FHAzvd+%28Rischio+Calcolato%29

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    1. In pratica l'articolo di Blondet é quello che pensiamo da tempo....e in molti passi ci sono le tesi dell'MMT....

      L'attuale funzionamento BCE é molto chiaro e frutto di un piano ben preordinato di sfruttamento degli strozzini e banchieri,non si spiegherebbe sennò la mente malata che obbliga uno stato a finanziarsi sul mercato privato dei capitali al 6-7%.

      Quanto al discorso sull'inflazione,nel '92 quando fu svalutata la lira,l'inflazione calò,contro ogni previsione.

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  7. "In passato, i banchieri centrali facevano le loro manipolazioni e moltiplicazioni monetarie sotto il velame del tabù che i pochi media non osavano violare; l’economia monetaria era materia esoterica, che i giornali non spiegavano mai; ma oggi c’è internet e ci sono i blog alternativi, che spifferano e dissacrano, e riconoscono immediateamente, sotto i panni augusti del Venerato Maestro, il Solito Stronzo o il Ben Noto Marpione. Si aggiunga che proprio in tempi di emergenza come questi, i giocolieri devono fare operazioni dove il trucco rischia di vedersi".

    Dal citato articolo linkato.

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    1. E' vero che hanno operato nell'ombra e che invece ora il trucco é alquanto scoperto,ma non esagererei nel dire: "E chi lavorerebbe più, sapendolo? Chi pagherebbe più le tasse, anzichè pretendere che i poteri pubblici si coprano le spese stampando moneta?".
      I cittadini di molti paesi a moneta sovrana,non per questo cesserebbero di lavorare o diventerebbero fannulloni,quantunque sapessero anche di questo segreto..
      E non hanno nessuna "rovina: della moneta, dell’economia e della morale stessa. Tutto finirebbe in anarchia, crollo della produzione, e un’inflazione tipo Weimar..."

      Ma forse qui Blondet usa un artificio retorico o é solo ironico....

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  8. Quello che diventa sempre più chiaro é che l'ipotesi di ritornare un paese a moneta sovrana é sempre più conveniente che restare in questa situazione,e molto meno catastrofica di quanto molto interessati soloni sostengono.Anzi, molto probabile che sia l'unica possibilità di far ripartire la macchina produttiva e l'economia del paese.

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  9. Da Tonino....Ritorno sul concetto dell'autofinanziamento....
    Caro johnny,con la premessa che mi trovo molto spesso in sintonia con le tue idee,e mi complimento per il coraggio con il quale le esprimi,e la splendida forma letteraria,incisiva,con la quale le presenti....debbo però insistere sulla mia convinzione ,non di "autarchia",ma di facile "protezionismo",della nostra "industria leggera"(vedi la manufatturiera)che tutti i "marpioni" degli altri stati, nostri condòmini europei, invece "sistematicamente" applicano,per far rimanere i soldi loro in casa.
    Faccio un piccolo conto...se i 50 milioni di Italiani,spostano "solo un euro" ciascuno,delle loro spese quotidiane,"ogni giorno",su un prodotto "sicuramente" fatto tutto, in Italia,alla fine dell'anno si ha la seguente cifra(non marginale):
    50.000.000X1(euro)X365(giorni)=18.250.000.000(circa 18 miliardi di euro che restano in casa)
    Certo in un Paese dove da tempo si sono trasferiti permanentemente i "ladri di Bagdad"con i loro 40.000 ladroni,e che con alternanza democratica da 50 anni ci stanno derubando di tutto..... il risultato non sarà così eclatante....ma sicuramente qualche effetto positivo lo avrà:
    -Le aziende privilegiate(dai nostri acquisti).....con più soldi,creeranno nuovi posti"veri" di lavoro,rammoderneranno le loro tecnologie, e diventeranno più competitive
    -la "bilancia"dei pagamenti verso l'estero si allegerirà (anche se non macroscopicamente)
    -si rilancerà,il famoso marchio di "alta" qualità,del prodotto fatto in italia(in tanti settori(alimentare,industria leggera,tessuti ,moda,etc.etc.....e perfino il turismo)Non si vedrà il paradosso,comico, che la turista coreana comprerà a Roma,come ricordo, un paio di scarpe o un vestito fatto....in Corea.
    -I negozi e gli imprenditori,che invece saranno "penalizzati",subiranno l'effetto"contagio"(che si manifesta,come malattia, con i sintomi di una "drastica" caduta delle loro vendite).Se non vogliono "morire" di questo contagio,dovranno perdere la lora arroganza e ottusità a investire e comprare all'estero(il famoso mercato globale)....e per guarire e "sopravvivere" dovranno anche loro produrre e vendere "prodotto italiano".incentivando questa volta in maniera sensibile l'effetto positivo.
    Perché non ci proviamo?la mia cura e le medicine prescritte al più..... frutteranno poco,ma non ammazzeranno il paziente...... come illustri Soloni(famoso legislatore dell'antica Grecia)stanno invece ora facendo.
    Dice ancora un adagio francese...."è solo il primo passo quello che è più faticoso"...proviamo a farlo
    Ciao Tonino

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    1. Tony,rispondo io perchè Johnny é assente.
      Il facile protezionismo é sempre una forma (leggera fin che vuoi)di autarchia,per quanto sia anch'io d'accordo,almeno entro certi limiti,e cioè per prodotti di scarso rilievo e di cui se ne può benissimo fare a meno.Ricordiamoci però che se anche gli altri paese applicassero tale forma nei ns confronti,quello che guadagnamo da una parte perdiamo dall'altra.E noi siamo un paese esportatore....
      Vero é che paesi come la Francia fanno di tutto per proteggere i loro prodotti dalla concorrenza di altri paesi.
      Quindi occorre un certo equilibrio in questa politica di protezionismo leggero.
      Poi c'è un'altra cosa.E qui arriviamo al punto,e cioè dell'autonomia politica ed economica.Restando in questa Europa,non se ne parla nemmeno,perchè ad esempio,per quanto riguarda l'agricoltura i trattati favoriscono la Francia,l'industria pesante la Germania....e così via.
      Abbiamo firmato trattati capestro che non ci favoriscono certo.
      Torniamo sempre a mamma,e cioè che non siamo liberi di avere una politica economica,abbiamo ceduto questa sovranità,insieme a quella monetaria e politica.
      Nè il nostro pattume politico pare preoccuparsi troppo di questa situazione.Eravamo i primi esportatori d'Europa,ora ce lo sognamo.
      Perchè non ci proviamo? Perchè non possiamo,messi come siamo.Queste politiche presuppongono un paese sovrano,padrone di manovrare la propria politica monetaria ed economica,e noi non lo siamo.
      Nè abbiamo politici che pur in questa situazione mortificante,siano comunque all'altezza di battere i pugni sul tavolo....capirai,pensano ai gay e a leggi elettorali....!

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  10. Caro George....purtroppo non mi trovo d'accordo con la tua analisi,... e cioè che l'autoprotezionismo è una forma inefficace di "ricrescita" interna....forse,i diversi pareri,sono dovuti alla diversità di studi ed "esperienze" fatte...forse ciò è anche dovuto alla differenza d'età(io ho 70 anni,mi sono laureato nel 65,e ne ho vissute di situazioni diverse e difficili...non so quanti ne hai tu di anni)....Io per 40 anni(di cui 25 come dirigente d'azienda)ho svolto in una grande azienda il ruolo di responsabile tecnico(poi tecnico economico)per la progettazione di grandi commplessi industriali,praticamente in "tutte" le parti del mondo(nel 70 in Argentina,nel 75 in Giappone,nell'80 in Cina,nell'83 in DDR nel 90 in Ucraina etc..ne conosco dal vivo di differenti situazioni...Io mi sono interessato con continuità a studi di pianificazione industriale che tenessero conto,di "tutti" i parametri che rendessero alla fine vincente l'azione che ci si proponeva difare...(disponibilità di materie prime in loco,accordi sicuri con paesi esteri per quelle non disponibili...analisi dei consumi locali e dei paesi confinanti, che erano possibili acquirenti....accordi di scambio tra Noi e altri stati,oguno per promuovere vendite certe,preventivamente contrattate,di prodotti tra loro complementari...e tante altre cose)Per continuativa esperienza so ,che p.e.,in un singolo complesso industriale,studi su risparmi anche marginali(e successivi investimenti),presi uno per uno, alla fine se moltiplicati per enormi produzioni(Vedi p.e. una raffineria che tratta un centinaio di miliaia di barili al giorno di grezzo)si convertono i piccoli risparmi in guadagni "colossali",che spostano i bilanci economici da passivi a fortemente attivi)......Io ho una grande stima degli economisti,ma "solo" di quelli che si servono di tecnici validi(che conoscono l'economia reale)e che soprattutto di profitti sanno di quello che parlano...di uno,invece, che ha solo un titolo accademico...p.e. una laurea in economia e commercio,appesa al muro(che quando ero giovane era considerata di seconda se non di terza scelta),non so che utilità pratica possa avere per risolvere i problemi di efficienze produttive ....Questo tipo di economisti(eufemismo)riescono,talvolta,solo a creare ricchezza ai loro Padroni,e non hanno sempre a cuore il benessere del popolo...E'tempo di finirla con le"chiacchiere"accademiche e ritornare ai "Praticoni" del passato che in Italia furono gli artefici del "miracolo economico"....Questi Praticoni privilegiavano,il lavoro umamano ,e l'onesta imprenditoria,non erano esperti al più... di partita doppia o di trucchi finanziari da giocatori di tre carte...Comunque ognuno rimane del suo parere...Io mi tengo il mio...Saluti Tonino

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    1. Quello che dici sul privilegiare l'economia reale rispetto alla finanza e ai suoi trucchi mi trova d'accordo,ma non riesco a vedere come tutto questo si concili con il protezionismo e alle obiezioni che ho fatto.
      Mi sembra ovvio che se tutti oggi,in un mondo globalizzato,adottassero certe misure protezionistiche sarebbe solo una guerra di dazi o altro da cui nessuno ricaverebbe nulla,specie per i paesi come il nostro a vocazione esportatrice.
      Che c'è di sbagliato in questa considerazione?
      A prescindere poi dal fatto che anche volendo,non potremmo in base ai trattati europei.Anche qui dov'è che sbaglio?

      Probabilmente la soluzione migliore é orientare la produzione su settori altamente qualitativi,tecnologici,certi prodotti agricoli,sviluppare la ricerca....favorire le esportazioni con detassazioni,con altri vantaggi....con un protezionismo io credo che saremo sempre perdenti.

      Saluti.

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