lunedì 11 giugno 2012

PAPERINIK E MARIOCAZZOLA



Un nostro amico lettore ci informa che a Venezia,un personaggio cittadino da un po' di tempo affigge in via Garibaldi (la più popolosa e schietta della città lagunare) varie fotocopie in grande formato, con messaggi che riscuotono un bel successo (la gente a frotte li legge, nessuno li strappa!).
 L'ultimo di questa specie di tazebao riporta un prezioso fumetto (d'una decina di vignette).
Chi l'ha affisso, lo ha presentato con un titolo e sommario che recitano:

"1993 - LA DRAMMASTICA CRISI A PAPEROPOLI"

Il lettore aggiunge: "volevo chiederti se il tuo sito non potesse ricuperare e ripubblicare quelle immagini a colori. Perché non far sorridere i nostri lettori, ogni tanto? Un caro saluto.

Ma sì,sorridiamo un po...Eccoti accontentato...questo ho trovato.

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Topolino, nel 1993 aveva già previsto tutto

Per colpa di una crisi economica c’è da rimpinguare le casse pubbliche spremendo i cittadini , vista questa necessità, si decide di affidare l’ arduo compito ad un gruppo di tecnici, su cui peseranno successivamente l’ impopolarità delle misure fiscali.
Italia 2012 vi chiederete?
Chissà mai perchè...
No, siamo a Paperopoli nel 1993...anche se in verità molto assomiglia al Bananiland attuale.

Il 23 maggio del 1993, nel fumetto settimanale della Walt Disney, veniva raccontata una storia dal titolo:"Paperinik e le tasse rapinatorie “.
Quella striscia, sembra purtroppo una profezia che si è rivelata giusta 19 anni dopo. Nel racconto  l’ avvento dei tecnici serve per trovare i soldi e scaricare le colpe.
Vengono quindi assoldati tre esperti fiscali internazionali particolarmente feroci: Anatoly Spremitaskin, John Mac Impost e Sergey Usurayovich. La banda Bassotti, però, intercetta i tre in arrivo all'aeroporto e si sostituisce a loro, forti del fatto che nessuno li conosce di persona.
Presentandosi quindi al sindaco travestiti da esperti, i tre bassotti cominciano a spremere i paperopolesi con tasse di ogni tipo (sull'età, sulle vacanze, sul calore aggiunto, sulle tasse pagate, ecc.) con l'idea di rapinare legalmente i paperopolesi e poi, alla fine, scappare con il malloppo.

La variante attuale del Bananiland é che i Tecnici sono anche la banda  Bassotti.

Ma come in tutte le storie, arriva l’eroe Paperinik che salverà i soldi degli abitanti di Paperopoli da tecnici,bassotti e gran paperone. Il lieto fine che prevede il capire che tassare la popolazione, non solo è sbagliato, ma può portare la gente all’ insurrezione.
Purtroppo noi Paperinik non ce lo abbiamo, quindi quel lieto fine, possiamo scordarcelo da subito……..

Questo fumetto si riferiva in realtà ad una satira (disegnata da Pezzin e Mastantuono) sul governo Amato (ma anche Ciampi) che rimase in carica dal 28 giugno 1992 al 28 aprile 1993
Il 1993 è l’anno delle conseguenze di Tangentopoli, della crisi finanziaria, in cui la lira arrivò a un deprezzamento del 30% del suo valore, l’anno dell’ allarme sulla disoccupazione, il 40% dei giovani nel Mezzogiorno e il 15% nel Centro-nord risultavano senza lavoro, delle dimissioni di Amato il 21 aprile e del nuovo Presidente del Consiglio ( Carlo Azeglio Ciampi ), per la prima volta non parlamentare ma un governatore della Banca d’Italia, che presentava nella sua lista dei ministri nove tecnici.

Ci fu un decreto da 30000 miliardi di lire in cui tra le altre cose veniva deliberato (retroattivamente al 9 luglio) il prelievo forzoso del 6 per mille dai conti correnti bancari per un "interesse di straordinario rilievo", in relazione ad "una situazione di drammatica emergenza della finanza pubblica" (...). Dopo aver perso pesantemente la battaglia contro la svalutazione della lira, nell'autunno dello stesso anno varò una manovra finanziaria "lacrime e sangue" da 93000 miliardi di lire" (Wikipedia)

La notizia della striscia é stata pure pubblicata da Repubblica,con il titolo "Paperopoli come l'Italia di Monti, si avvera la 'Profezia di Topolino'" ,senza peraltro che alla giornalista sia venuto in mente di ricordare il legame fra il fumetto e le vicende di cui sopra.

Non é da escludere che il paperoga del colle,visto il suo ritorno all'infanzia,abbia preso la sua sciagurata idea da Topolino,sua abituale lettura,a gudicare da tante sue uscite.
Anche ABC,il trio qui quo qua, pare approfittino di questo genere di letture.....


AGGIORNAMENTO





15 commenti:

  1. Da disneyano incallito ricordo alla perfezione quella storia e ho ancora quel mitico numero di "Topolino" :) Sperando che arrivi Paperinik pure qui prima o poi :)

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    1. auguriamocelo....anche se all'orizzonte per ora si vedono sguatteri della banda bassotti....

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  2. Addavenì Paperinik! Io spero che arrivi anche a Venezia, dove il Comune ha un deficit di un miliardo e cinquanta milioni di euro (398 milioni l'amministrazione comunale,150 milioni di fidejussioni, 400 milioni le 'partecipate', più vari altri ammennicoli). Senza parlare dei 240 milioni di 'derivati', rinegoziati da Cacciari, che si finiranno di pagare nel 2037! (I 'derivati' sulla laguna hanno denominazioni celestiali: Fenice, Rialto, Canaletto...)
    Tanto si è parlato e si parla dei 600 milioni di buco che il sindaco grillino di Parma dovrà in qualche modo sanare, e di Venezia poco o niente si dice! Venezia che dal 1984 beneficia di una caterva di soldi grazie alla legge speciale; con il Comune che attinge decine e decine di milioni ogni anno dal casinò e da 22 milioni di turisti. E adesso i cittadini aspettano col terrore la spremitura dell'Imu...
    Oh, che bel fumetto dedicato anche a questa città potrebbe comparire su un Topolino disneyano!

    Tommaso4ever

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    1. Per Paperinik,ti do la risposta che ho dato qui sopra a johnny88,all'ovest niente di nuovo...
      Molti comuni sono in queste condizioni,specie dopo dissennate operazioni sui derivati e sul magna magna delle partecipate.Capita infatti spesso che la partecipata sia in deficit,per chissà quali motivi (chi controlla per la parte pubblica?),solo che il bilancio comunale non le comprende,fino a quando i debiti sono incontrollabili e scoppia il bubbone.
      Da notare che le partecipate non riguardano solo capitoli importanti come acqua (a proposito,il referendum é stato un bluff,visto che sono ancora i privati che la gestiscono e i comuni non hanno soldi per liquidare i privati),energia,rifiuti....ma sono decine,un'operazione sciagurata che spesso si é prestata a trucchi d'ogni genere sul quello che é diventata una vera e propria spartizione e liquidazione del patrimonio pubblico dei comuni.
      Il debito a Parma é di oltre 800 milioni,tieni conto che é una città di 180 mila abitanti,c'è però da dire che la gran parte é derivato almeno da opere pubbliche,alcune realizzate,altre ferme per mancanza appunto di soldi.
      E il Mose che fine ha fatto?

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  3. Ma non siete mai contenti!!!!....(per restare in clima Paperopoli)non avete sentito le declamazioni,in tutti gli ambienti che"contano" sulla situazione dell'Italia(dopo gli importanti risultati conseguiti)...abbiamo PAREGGIATO con la Spagna(1 a 1) e ciò è.... una "metafora" dell'orgoglio italiano a voler(e poter) risorgere...peccato che le borse,le agenzie di rating,gli avvoltoi che aspettano di divorare la preda quando non darà più segni di vita...non danno importanza economica a questi fatti(pure se emotivamente esaltanti).....Inoltre ci auguriamo che la "metafora" sia fasulla,e cioè di non finire "fuori metafora" alla pari con la Spagna.Ciao Tonino

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    1. Beh,ora dovremo sorbirci per giorni il retorico tormentone dell'Italia risorta per merito di una partita di calcio!
      Qualcuno che conta l'ha detto apertamente! Siamo veramente a Paperopolis...!
      Pare che i 100 miliardi dati alla Spagna,non abbiano come contropartite misure di austerità,come la chiamano loro...pare,poi vedremo...con FMI c'é da toccar ferro...
      Il nostro Mariocazzola ha detto:bene.Beato lui...
      Ma se per caso così fosse,perchè non ci facciamo regalare (il tasso é minimo) anche noi la stessa cifra,invece di continuare a metter tasse inique e una IMU ridicola di 3,5 miliardi di introiti per lo Stato,a negare il credito alle aziende e pagare il 6% di interesse per finanziarci?
      Misteri...

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  4. Devo dire la verità,io non ci capisco nulla! Alla Grecia per due anni hanno negato molto meno che alla Spagna,facendola praticamente fallire.Qui in quattro e quattr'otto hanno scucito 100 miliardi,senza pare nessuna onerosa contropartita di misure vessatoria per la popolazione.
    A meno che non sia come in Italia,la BCE ha regalato miliardi alle nostre banche,ma le tasse sono continuate.Non c'é da fidarsi di questi azzeccagarbugli.

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    1. Vediamo gli sviluppi Laura....qui non c'è da fidarsi di nessuno...intanto i 100 miliardi vanno alle banche,che ne faranno? Se l'esempio italiano é valido,saneranno i loro misfatti e al pueblo ciccia.....mah..

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  5. @ johnny doe.

    Il Mose che fine ha fatto? Non c'è fine. Il consorzio d'imprese che lo costruisce dice d'essere arrivato al 75% dell'opera. Che sia vero? Molti veneziani hanno qualche dubbio.
    Poche settimane fa è accaduta una cosa singolare. In gran segreto, tecnici e operai del Mose hanno calato in acqua il primo delle decine di "cassoni" su cui dovranno poggiare le decine e decine di enormi cerniere e paratoie (alza e abbassa) per fermare l'ingresso dell'Adriatico in laguna quando occorra. Ora devi sapere che ogni "cassone" è un parallelepipedo di cemnento armato alto come un palazzo di sei piani. Questi cassoni devono essere appoggiati sul fondo dei canaloni (tre bocche di porto), previa una palificazione degli stessi fondali (12 metri a palo o più?). Con la speranza, dico io, di non trovare sacche di gas durante la perforazione.
    La domanda dei cittadini che leggevano i giornali locali è stata: "Perché il primo "cassone" è stato inabissato in gran segreto?"
    Ma per non disturbare tecnici e operai, è stata la risposta! Soprattutto per non mobilitare i movimenti antiMose.
    Ci credi? In realtà questo progetto è di tale impegno tecnico-scientifico che non ce n'è altri di eguali al mondo, nemmeno in Olanda. Fa tremare i polsi, credo, a chiunque vi sia coinvolto. Il terrore che il cassone si ribaltasse mentre lo mettevano giù...
    Quanto al 75% dell'opera già eseguito l'esempio è questo: io costruisco un orologio, metto su il quadrante, il vetro, il cinturino e dico di essere al 75%. Dico cioè che il mancante meccanismo vero e proprio dell'orologio vale il 25%! Tutto da ridere. Nessuno controlla veramente come stanno le cose.
    Qualche certezza, però, esiste. Il collaudo dei "cassoni" a terra è avvenuto grazie a una perizia ufficiale dell'ingegner Balducci, stando a voci ricorrenti ma inedite. Anche il collaudo delle "cernierone" sarebbe stato fatto da un tecnico di rilievo, l'ing. De Santis. Parcella? Cinquecentomila euro ciascheduno, lo si dice nei cantieri del Mose.
    I collaudi naturalmente sono avvenuti prima che entrambi i due professionisti finissero -innocenti fino a prova contaria- per un po' in galera (la storiaccia di Anemone, La Maddalena, L'Aquila ecc.)
    Un'altra certezza? Se l'opera non sarà conclusa fra due anni, come promesso dal consorzio d'imprese, ci verrà detto: non ci sono più arrivati dallo Stato i soldi necessari!
    Così andremo alle calende greche (ma si sa, le calende non esistevano per i greci).

    p.s. per Tonino: hai ragione, ragione, ragione. Ma che te devo di'? Tutto potrei sopportare, fuorché una vittoria della Germania agli Europei!

    Tommaso4ever

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    1. L'esempo dell'orologio é illuminante! Ma come siamo al 75% e si posa,con tutte le incognite del caso,il primo cassone? Siamo alo 0,1%!!
      Un'opera di tal portata dovrebbe essere trasparente come vetro a tutti i cittadini.Ma quale segreto!
      L'ipotesi delle calende greche é tutt'altro che campata in aria,con l'aria che tira....!

      Comunque Tommaso,lascerei perdere il calcio....e grazie per le info su Venezia.
      Attento che non vi facciano finir sott'acqua....

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  6. C'é un aggiornamento della striscia.....in fondo al post...

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  7. Per Tommaso4ever
    Per concludere il tuo ragionamento hai usato una frase culturale,residuo di qualche ricordo di liceo..."Così andremo alle calende greche..."Visto che giochiamo su Paperopoli voglio far notare che mai frase è più azzeccata di questa per i nostri fatti odierni....le calende a Roma erano il primo giorno del mese...quello in cui sempre a Roma "si regolavano i debiti"....la frase (ad kalendas graecas soluturos)è attribuita da Svetonio ad Augusto,che esplicitamente e più di una volta, si riferiva a qualche debitore che non avrebbe pagato il suo debito "mai",poiché non esistevano le calende nel calendario greco.....Ma quanti sanno che il Divo Augusto,in pratica era "nipote" di un potente banchiere e usuraio di Velletri...e pertanto probabilmente avrà geneticamente ereditato qualche propensione agli affari,e la "pena"(divertitevi a fare una ricerca) per i debiti non pagati.....Anche in tempi moderni,e per parecchi stati nel mondo, capita spesso di vedere "nipoti"(e nipotine) di importanti banchieri in posti importanti di governo che si preoccupano "prima di tutto" che i debiti siano saldati nelle giuste calende.....al resto si penserà dopo...Per usare anche io un po' di cultura oltre quella da te mostrata...vorrei aggiungere che in molti casi siamo proprio nel"Cicero pro domo sua".Ciao Tonino

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  8. Tonino sei grande: iterum rudit leo!

    T4e

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  9. I Mercati non investono in Italia....lo stanno dibattendo(cercandone i motivi),a Ballarò, una serie di personaggi che però non riesco a capire che "attinenza" hanno nel processo produttivo dei beni di consumo e di quello che più genericamente chiamiamo "ricchezza".Capisco che libero mercato(secondo i loro inventori) è il mondo nella(quasi) sua totalità,dove ad arte sono cadute tutte le barriere,e dove un ristretto gruppo di Mercanti(che amano farsi chiamare mercati,investitori),vanno a comprare dove i prodotti costano di meno,incentivandone la produzione(e ciò liberamente senza restrizioni)per rivenderli dove avranno i maggiori profitti(nei paesi così detti ricchi).....Grandi guadagni per quei pochi speculatori,che hanno sufficiente margine per permettersi una "servitù" che nei singoli Stati predicano le nuove concezioni di questa "salvifica" economia......Ma,se è così non c'è bisogno di scomodare dalle loro "poltrone"illustri e dotti(spesso pure docenti)economisti(peraltro con alti stipendi)......Qual'è "la carta vincente" per essere competitivi con i paesi orientali,e essere finalmente di nuovo appetibili per i Mercati????...E' sufficiente far(tornare)a lavorare in condizioni schiavistiche anche i nostri lavoratori così come avviene in quei paesi...1)stipendi dell'ordine di 100 dollari al mese,nessun diritto verso il "buon" investitore/imprenditore che ti fa la "grazia" di farti lavorare... ma solo doveri,pena la delocalizzazione...2)lavoro minorile(se non infantile)in condizioni primitive...3)licenziamento non appena per l'età il rendimento si abbassa....3)e la pensione è una regalia che non ci si può più permettere,anche se hai pagato i contributi(quando non si è più in grado di produrre rimane solo l'alternativa di morire, allegerendo(o annullando) così le spese della sanità)....Ma questa è SCHIAVITU',"non" libero mercato che è solo un eufemismo per nascondere i superguadagni di pochi contro le tante sofferenze di tutti gli altri..e queste non sono chiacchiere ma la triste realtà,che stiamo sperimentando,e nella quale giorno per giorno stiamo sempre più precipitando......Dove sono le organizzazioni mondiali che dovrebbero evitare che pochi speculatori,a rotazione puntano alcuni popoli che vengono vessati per il solo loro maggior utile(creando sofferenze inaccettabili)????? in particolare fame e disperazione????Perché non istituiamo "tribunali" che garantiscano i diritti dei popoli a non essere schiavizzati dai liberi Merca(n)ti????PERCHE'????Ciao Tonino

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  10. Beh,gli economisti neoliberisti proprio questo propongono....una lotta impossibile di competitività che si basi su bassi salari....e comunque impossibile,pena appunto il ricatto della delocalizzazione.La nostraa competitività dovrenbbe essere sulla qualità,e non parlo solo di moda,turismo,settori di nicchia...ma anche di tante piccole e medie imprese metaklmeccaniche che fanno pezzi su misura che più nessuno fa e che vendono in tutto il mondo.
    Certo che poi dovrebbero essere aiutate con sgravi fiscali sul costo del lavoro (e così pure i lavoratori) e altri incentivi.....inutile cpmpetere du scarpe da battaglia con Cinesi,Taiwa,Singapore....
    ma tutto questo si può realizzare pienamente con uno Stato sovrano e non inpiccato ad un euro supervalutato e con la paura atavica tedesca di una certa svalutazione.

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