martedì 12 giugno 2012

DOPO LA SPAGNA L'ITALIA...?




Dopo la Spagna l'Italia.Lo tsunami é in arrivo.

DI MORENO PASQUINELLI
sollevazione.blogspot.it


Il momento è drammatico. Gli eurocrati non demordono. Pur di salvare l’euro, e con esso la loro dittatura, dopo che sono fallite tutte le cartucce, hanno in mente di usare l’ultima arma letale a loro disposizione: seppellire le nazioni, espropriare i popoli di ogni residua sovranità, per fondare un super-stato imperiale comandato dalla aristocrazia finanziaria e parassitaria.


I salvataggi portano sfiga a quelli che li ricevono. E' dimostrato non solo dalla Grecia, ma pure da Irlanda e Portogallo che, dopo gli "aiuti" europei, hanno conosciuto paralisi dell'economia, aumento della disoccupazione, crescita dei disavanzi e dei debiti, privati e pubblici. 
Quello offerto alla Spagna non farà eccezione


Tab.1. La montagna dei debiti

Il Primo ministro spagnolo Mariano Rajoy fa davvero pena nel suo tentativo di spiegare che non si tratta di "salvataggio". Tenta di salvare la faccia, lui che fino a l'altro ieri, con sicumera, rassicurava i mercati finanziari che la Spagna ce l'avrebbe fatta da sola a salvare le sue banche traballanti. 
«Ma al di là di come lo si chiami l'ammontare di soldi che l'Ue si prepara a stanziare per la Spagna (100Mld) è superiore ai 78 miliardi del piano salva-Portogallo e ai 67 del pacchetto salva-Irlanda. Solo la Grecia ha avuto prestiti più consistenti (247 miliardi in due distinti salvataggi, quello concordato a maggio 2010 e quello resosi necessario a febbraio 2012». [1]

Se l'Unione europea, con il consenso del G7, ha accettato di sborsare cento miliardi la ragione è semplice, non ci sono soldi nelle casse di Madrid, né quest'ultima poteva fare affidamento sull'emissione di nuovi titoli pubblici, visto che eventuali acquirenti esigono rendimenti (interessi) oramai superiori al 7%.


Il crack spagnolo non è stato scongiurato


Che sia stato evitato il crack del sistema bancario spagnolo, questo è tuttavia da vedere.  Lo avevano già detto in pompa magna mesi addietro, dopo che la Bce di Draghicon l'operazione Ltro, aveva sganciato alle banche più di mille miliardi (più di 250 solo alle banche spagnole) —operazione evidentemente andata a vuoto. Le borse, ieri, hanno già espresso il loro malumore. Chi fa il bello e cattivo tempo sui mercati finanziari, cioè chi possiede liquidità, non si fida, né della Spagna né del "salvataggio". 


Diverse sono le ragioni dei timori nuovi padroni del vapore, leggi i grandi speculatori della finanza, temono il disastro della Spagna, nonostante i 100 miliardi elargiti dalla Ue. La prima di queste è che l'economia spagnola è profondamente malata.




Tab.2. Composizione del debito spagnolo
Nella tabella n.1 è possibile vedere come la Spagna, per debito aggregato (la somma dei debiti pubblici e privati), sia terza in Europa dopo Irlanda e Portogallo (ben prima della Grecia). 


La Tabella n.2 qui accanto non è meno significativa. A sinistra vediamo chi sono i creditori della Spagna, a destra abbiamo la composizione del debito estero per settori, dove spicca la montagna dei 263 miliardi di dollari in soli derivati, esattamente in Cds (Credit default swap), le note polizze per cautelarsi dal default —la qual cosa è l'indice più infallibile di cosa pensino i mercati finanziari dell'economia spagnola..


Alla base della situazione drammatica spagnola ci sono tutte le storture e i guasti del tessuto economico del paese —la fuga dal capitale alla rendita, il peso abnorme della finanza, il sistema bancario elefantiaco, tra quelli europei forse il più inserito nel circuito del capitalismo-casinò—, quei guasti che portarono all'esplosione della bolla immobiliare, avvenuta sotto gli occhi e e con la complicità sia delle banche tedesche che della stessa Bce.[2]


Ma veniamo ora ai problemi del "salvataggio". Non si tratta solo di dettagli.

Il primo è che l'esborso da parte della Ue non è affatto dietro l'angolo. C'è un iter di diverse settimane (l'Irlanda, ad esempio attese quasi tre mesi prima di ricevere la prima tranche), durante le quali la situazione potrebbe precipitare.

Il secondo
 è che, se come sembra il prestito (che viene offerto ad un interesse più basso di quello di mercato, e la qual cosa ha subito fatto incazzare portoghesi e irlandesi, che non ricevettero lo stesso favore) verrà elargito attraverso il veicolo del famigerato Esm (Meccanismo di stabilizzazioe europea), quest'ultimo gode dello status di "creditore privilegiato", il che significa che ha il diritto ad essere rimborsato prima degli altri eventuali creditori. 

Difficile con questa clausola che la Spagna trovi altri creditori privati sul mercato.
 «L'altra conseguenza è il rischio legato ai parametri degli aiuti che potrebbero rendere più difficile per la Spagna raccogliere risorse sul mercato: l'Esm ha infatti uno status di "creditore senior", il che significa che deve essere rimborsato prima dei "normali creditori", che verranno così disincentivati ad acquistare titoli spagnoli, visto che finirebbero in second'ordine rispetto al Fondo salva stati».[3] 


Il terzo problema è fin troppo ovvio. Questo nuovo debito dovrà essere ripagato, col che non solo il debito pubblico crescerà (si parla che potrebbe arrivare al 100% del Pil), ma con esso salirà anche il disavanzo —col che addio ai parametri del Fiscal compact.

Il quarto problema è che i cento miliardi assicurati dall'Unione potrebbero non essere sufficienti:

«È questo insieme di circostanze che spinge molti, nei governi e nel mercato, a sospettare che l'intervento per le banche sia solo il primo dei salvataggi necessari per Madrid. Se tutto fosse stato fatto prima, forse sarebbe stato diverso. Ma ora Janet Henry, capo-economista di Hsbc per l'Europa, pensa che sterilizzare il contagio spagnolo intervenendo solo sulle banche non sia scontato: «La domanda chiave - osserva l'economista inglese - è capire se un pacchetto di sostegno per il settore finanziario sia la fine o solo l'inizio dell'assistenza alla Spagna». Dopo gli istituti, anche il governo potrebbe aver bisogno di un prestito internazionale tra non molto. La differenza fra le due opzioni è fra un pacchetto di circa cento o di 300 miliardi di euro». [4]





Tab.3. Il trend dei debiti spagnolo: prima e dopo l'euro



L'onda si avvicina all'Italia



Dicevamo del "malumore" del mondo della grande finanza rispetto al "salvataggio" della Spagna. Malumore è un eufemismo. L'inchiostro con cui erano stato scritto dai quotidiani che "La Spagna è salva" era ancora fresco che la Borsa di Milano risponde con un rumoroso tonfo. Così, nella loro versione web, gli stessi quotidiani capovolgono in poche ore la linea: "Allarme rosso per lo spread": «Doveva avere l'effetto di rassicurare i mercati finanziari. Invece, l'accordo sulle banche spagnole ha finito con il moltiplicare le paure di un contagio. E l'Italia ne ha pagato le conseguenze. 
Nel giro di poche ore, la Borsa di Milano ha perso il 2,9% (la peggiore d'europa, bersagliati nuovamente i titoli degli istituti di credito), mentre lo spread BTp-Bund è schizzato 470 punti». [5]

L'avvento della moneta unica era stato fortemente voluto dai principali circoli della nostra classe dominante perché venne ritenuto la sola maniera per porre fine all'andazzo di una spesa pubblica fuori controllo e di un capitalismo che troppo si affidava alle svalutazioni della lira. Il vincolo esterno della moneta unica, l'incatenarsi al ceppo tedesco, erano presentati come salvifici. 

Questo disegno è fallito. Il vincolo della moneta unica si è rivelato un nodo scorsoio, tutti i differenziali tra noi e la Germania sono cresciuti, mentre, più che al ceppo tedesco siamo incatenati a quelli dei paesi "periferici" e tra questi la Spagna. Se la Spagna precipita nel baratro, certo tutta l'eurozona verrà sconquassata, ma di sicuro l'Italia sarà trascinata a fondo per prima. Il rischio, come segnaliamo da tempo, dato il legame strettissimo tra banche e debito sovrano (vedi Tab.n.4) è che in Italia si verifichi un crack bancario parallelamente al crollo dei titoli di stato diventati "tossici" o "titoli spazzatura".

Tab. 4. Debiti sovrani e banche: l'intreccio esplosivo

Se lo spread e i tassi con cui la Spagna ha a che fare, invece di scendere, saliranno, il contagio, l'onda, arriveranno immediatamente in Italia, con effetti, anche sul governo Monti, non meno devastanti di quelli che dovette subire l'esecutivo di Berlusconi nell'autunno 2011, visto che già adesso, malgrado le durissime manovre di austerità e rigore «Con gli attuali tassi d'interesse di mercato la posizione di bilancio dell'Italia è probabilmente su un percorso di lungo termine insostenibile...a causa della crescita cronicamente assente, il rapporto fra debito e Pil tende a salire per un periodo prolungato»[6] 


Nelle prossime settimane sapremo se l'euro riuscirà a sopravvivere o se imploderà. Lo sanno gli analisti, gli economisti, gli stessi eurocrati, tra cui Monti. Lo ha affermato ieri lo stesso direttore del Fmi. [7]

Come potrà essere salvato non è più un mistero per nessuno. Se ne parla in tutte le tribune da mesi. 
L'Unione europea deve mutualizzare (con titoli "eurobond") i debiti sovrani. Deve stabilire una garanzia unica per le banche, ovvero garantire i debiti bancari)
Per farlo deve passare ad una univoca politica fiscale ed economica; deve in poche parole fare un salto mortale verso una più stringente unificazione politica, deve edificare, sulle ceneri di ciò che resta degli stati nazionali, una forma di super-stato imperiale e oligarchico. 


Con le sovranità nazionali risucchiate nel vortice centralista verranno cancellati gli ultimi brandelli di sovranità popolare. I parlamenti nazionali  saranno solo passacarte di decisioni già prese dalle autorità europee centrali.


Come afferma Roberto Napoletano, vice della Confindustria italiana:
«Si può raggiungere solo a patto che si scambi la protezione in comune con la modifica della Costituzione di ciascun Paese per cedere sovranità nazionale e acquistare sovranità europea sigillata da una nuova, vera carta costituzionale. Perché diventi realtà chi governa i singoli Paesi (Francia e Germania comprese) deve avere la forza di far capire ai suoi elettori gli indubbi benefici di breve e medio termine conquistabili con tale scelta. Può sembrare un processo ardito (di certo non è agevole) ma è addirittura obbligato se non si vuole fare la fine dei dieci piccoli indiani di Agatha Christie». [8]
Questo è ciò che chiedono i "mercati", leggi la potentissima finanza globale. Questo è ciò che vogliono sull'altra sponda dell'Atlantico. Ora sappiamo che lo desidera anche la Cina. Che questo super-stato possa diventare dopodomani un problema geopolitico, si vedrà, oggi lo si deve istituire, non tanto e non solo per la salvezza dell'euro, ma per salvare la baracca pericolante del capitalismo internazionale. Un super-golpe per un ultra-stato.

Non pensiamo ci sia bisogno di spiegare per quali ragioni i popoli, tutti i popoli, debbono opporsi a questa follia imperialistica. Ciò che la Ue porta in grembo è talmente mostruoso che anche le forze che oggi, in nome di un malinteso "europeismo", difendono l'euro, dovranno cambiare opinione.

La domanda è: ce la faranno gli eurocrati a compiere questo passo prima che tutto crolli?
Riusciranno a piegare i sovranismi tedesco e francese? Accetteranno le borghesie di questi due paesi una coabitazione more uxorio? A cedere anche loro potere per trasferirli una volta per sempre ad una curia sovranazionale?

Noi lo riteniamo altamente improbabile. Mentre è quasi impossibile che ci riescano nei tempi strettissimi (alcuni mesi) in cui consiste quest'ultimo atto dello psicodramma dell'euro. Vedremo cosa riuscirà a partorire il vertice europeo del 28 giugno.

Tra le diverse spinte e controspinte, azioni e reazioni, la tendenza oggettiva più forte resta quella che conduce all'implosione della moneta unica e, con essa dell'unione europea. A questo chi ha vuole davvero cambiare l'ordine di cose esistente deve prepararsi



Moreno Pasquinelli
Fonte: http://sollevazione.blogspot.it
Link: http://sollevazione.blogspot.it/2012/06/dopo-la-spagna-litalia.html
12.06.2012

http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=10427

sugli "aiuti" vedi anche Marcello Foa: http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=10428

e: http://www.corriere.it/economia/12_giugno_11/piani-ue-italia-paghera-48-miliardi_9194b364-b385-11e1-a52e-4174479f1ca9


Note

[1] Vito Lops. Il Sole 24 Ore, del 11 giugno 2012

[2] «Oltre a questo, la crisi spagnola condensa tutti i vizi dell'ultima grande crisi finanziaria, quella partita cinque anni fa dagli Stati Uniti e dai derivati sui mutui subprime. Perché, come negli Usa del 2007-2008, quella iberica è una crisi immobiliare-bancaria. Come negli Stati Uniti le banche spagnole hanno concesso credito facile a categorie che non sono più in grado adesso di rimborare le rate del mutuo.
La differenza? subprime (categorie meno abbienti) americani erano lavoratori il cui basso reddito consentiva solo di rimborsare rate di mutui con tassi variabili ai minimi storici (una volta poi saliti i tassi son diventati insolventi). Mentre i subprime spagnoli sono perlopiù costruttori che hanno ottenuto crediti facili dalle banche per mettere in piedi palazzi a un ritmo sfrenato e privo di logica. Gonfiando la bolla immobiliare su cui si è retta sinora l'economia spagnola, grazie al meccanismo di crediti facili. Garantiti tanto dai colossi del credito spagnolo quanto da banche cooperative politicizzate» (...) «Nel vortice dei prestiti facili delle banche spagnole è stata coinvolta anche la Bce che ha finanziato gli istituti di credito spagnoli ottenendo come garanzia anche i prestiti fantamilionari concessi a società sovra-indebitate. Del resto, le maglie delle garanzie con cui la Bce ha prestato soldi agli istituti di credito europei a tassi agevolati nell'ambito delle ultime due operazioni Ltro (a dicembre e febbraio) si sono allargate parecchio (sono stati chiesti in cambio anche titoli con basso rating)».
Vito Lops, Ibidem
[3] Wall Street Journal del 10 giugno 2012, in IlSole24Ore.com del 11 giugno 2012
[4] Federico Fubini, Corriere/economia del 10 giugno 2012
[5] Il Sole 24 Ore del 12 giugno 2012
[6]  Rapporto di Citigroup del 9 giugno 2012; in Federico Fubini, ibidem
[7] Christine Lagarde, Il Corriere della sera del 12 giugno 2012
[8] Roberto Napoletano, Il Sole 24 Ore del 12 giugno 2012


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Avete capito a cosa mirano? A togliere completamente la sovranità ai popoli,a renderli sudditi docili ai voleri degli strozzini internazionali,che l'ineffabile Napoletano scambia per "protezione.".
E in nome anche di un  nuovo super-stato che non sarà mai un problema geopolitico,che poco o nulla conterebbe nello scacchiere mondiale,che non ha alcuna forza per difendersi,sarebbe sempre un gigante con i piedi d'argilla rispetto alle vere super potenze.Finirebbe per diventare solo una colonia.
La verità é che non importa nulla a nessuno dei popoli europei,quel che importa alla speculazione mondiale é salvare un barcollante sistema truffaldino e continuare a mungere la mucca europea senza più problemi..


E' molto probabile,come menzionato dall'articolista,che ciò però non avvenga.
Non ne sarei così sicuro,ma lo spero.
Lo scenario a cui occorre prepararsi sembra essere sempre più la fine di questa sciagurata esperienza di unione e della sua moneta.

Leggere anche nei commenti le considerazioni sui banali articoli sul Corsera di Michele Salvati e Angelo Panebianco.

13 commenti:

  1. Ma questa ultima porcata del MES, o esm, o come diavolo si chiama, non doveva ancora essere ratificato? Gia funziona si? Allora siamo proprio in buone mani, diciassette delinquenti coperti da immunità totale. Al Capone era nessuno, in confronto.

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    1. Sai,ratificato o no ,conta poco...almeno in Italia....non c'è problema,il Parlamento compatto vota sempre ogni schifezza europea,e contemporaneamente la propria fine e quella della nazione.
      Mesi fa avevo ancora qualche piccolo dubbio,ma ora sono certo che veramente a questa gentaglia nulla importa del proprio paese.Vivono in un mondo a parte e pensano solo al loro particolare o,peggio ancora,a compiacere i desideri degli strozzini, votando ogni trattato criminale europeo.

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  2. I giornalisti alla Napoletano (Sole 24 ore) sono penosi.Auspicano senza far una piega che l'Europa diventi un super-stato,espropriando tutte le sovranità nazionali.Si sente europeo il direttore,chissà mai che vorrà dire!
    A lui non viene minimamente in mente che,come sempre l'Europa,non sia dominata da elites che hanno a cuore solo i loro interessi,e non quelli dei popoli.

    Sulla stessa linea é un articol di MICHELE SALVATI,pensatore del PD,in un articolo pubblicato sul Corsera l'altro ieri.
    Dopo le lamentele del bocconiano traditore (Mariocazzola,nome gusto Johnny,aveva appena sostenuto di aver perso l'appoggio dei cosiddetti poteri forti), arriva la marchetta del Corriere.

    Alcuni stralci.

    1- "... sto parlando dei partiti «responsabili», di quelli che appoggiano il governo Monti. Degli altri....non vale la pena di parlare e il giudizio più indulgente che si può dare di loro è che non hanno capito nulla della crisi drammatica in cui versiamo..."

    Bravo...come vedremo dopo,tu sei uno che ha capito tutto,come Mariocazzola

    2- "...in Italia neppure sappiamo con quale legge elettorale andremo a votare e quali partiti e coalizioni si presenteranno, con il rischio sempre più forte di un successo straordinario di partiti o movimenti «irragionevoli». Ci sarebbe però una certezza: che Mario Monti, sfiduciato, non sarebbe più presidente del Consiglio."

    Già,i ragionevoli sono loro,come si é visto....che poi Mariocazzola non sarebbe più presidente del consiglio per Salvati sarebbe una disgrazia...

    3 - "...chi possiamo mandare a trattare con la Merkel, o con Obama, o con Hollande tra i potenziali primi ministri che uscirebbero da elezioni anticipate? Ma stiamo scherzando?"

    Insomma,dovremmo tenerci questo aguzzino,e pure incapace,per sempre? I cimiteri sono pieni di uomini insostituibili...figurarsi per un servo degli speculatori....!

    4- "...Purtroppo non stiamo scherzando e vorrei essere chiaro in proposito. Vedo anch'io le difficoltà di questo governo...È un governo nato debole e compromissorio...dopo una brillante partenza, è semiparalizzato dai conflitti della sua maggioranza e dall'inadeguatezza di alcuni suoi ministri.... Monti dovrebbe minacciarli con la bomba atomica delle sue dimissioni, se essi frappongono ostacoli al processo di riforma"

    Ma bravo ancora,toh...che novità...e che ce ne facciamo allora,non era il Salvatore?Ma non erano tutti geni?
    Guarda ipocrita che tra questi c'è pure il tuo partito....e quali mai riforme può fare questo servo,se non quelle che i suoi padroni vogliono?

    Ora che la nave affonda,i topi cercano di salvarsi,come se non avessero saputo delle difficoltà di un non eletto e golpista!
    Sembra di sentire Berlusconi....non lasciano fare al manovratore....lo hanno fatto anche troppo,o Salvati vive sulla luna?
    I partiti son quel che sono,un ammasso di rottami,ma pensare che Mariocazzola agisca a vantaggio del Paese é perlomeno ingenuo,se non complice di chi vuole affamarci

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    1. Articolo Salvati: http://www.italiafutura.it/allegatidef/CorSera1106113650.pdf

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  3. Mi fanno ridere quando dicono che uscire dall'euro sarebbe una catastrofe...e perchè allo stato attuale come stiamo bene? Le aziende chiudono, le persone perdono lavoro, i nostri euro non sono svalutati come valore intrinseco ma sono svalutati come debito pubblico da sopportare visto che siamo costretti ogni giorno ad indebitarci sempre di più ....

    La giostra i banchieri se la sono costruita? Bene forse è il caso che sopra ci rimangano solo loro...

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    1. Come più volte ho già detto,tutti si esercitano nelle previsioni catastrofiche di una eventuale uscita dell'Italia dall'euro,facendo conti sul nuovo rapporto lira-euro,senza però considerare che in una tale evenienza,l'euro non esisterebbe più,e si dovrebbe ridefinire parità monetarie con tutt'altri criteri.
      E comunque oltre a poersi la domanda di quanto ci costerebbe uscire,questi agit prop degli usurai,dovrebbero anche porsi un'altra domanda: quanto ci é già costato,quanto ci costa e quanto ci costerebbe, non si sa fino a quando, RESTARCI.

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  4. Sempre sul Corsera di oggi,c'è un articolo sobriamente farneticante di Panebianco,intitolato La tentazione nazionalista.
    Pare di stare negli anni trenta,e cita Kohl : "La questione dell'europa coincide con la questione della pace." e "...continuare a lavorare al cantiere europeo,impedire che venga smantellato serve alla pace"

    Beato lui,che poco vede altre questioni!Impedire che venga smantellato,serve solo agli strozzini che ci stanno affamando col loro burattino!
    Ci saremmo aspettati da un commentatore autrorevole un po' di più che tirar fuori un argomento così banale e scaduto come il nazionalismo,per giustificare la perdità di sovranità!

    Poi però,bontà sua,ci sottopone cose che diciamo da mesi,come "policy without politics",e cioè politiche degli zucchini,del cioccolato...senza la politica vera,intesa come conflitto e competizine.Il parlamento europeo é un ricovero di zombie,uniti tutti insieme appasionatamente in sprechi e sudditanze alle varie lobbies.Di politica manco l'ombra.

    Ma poi,ecco il nostro fine analista,fatre una capitale considerazione. "Oggi con la crisi dell'euro,le cose sono cambiate,la politica é entrata nelle felpate stanze dell'Unione."

    Mi domando che film ha visto Panebianco...e quale sarebbe questa politica con la P maiuscola,da lui invocata? Decidono tutto Bce e FMI,vedi Spagna,dove sta la politica?

    Parla,un colpo al cerchio e uno alla botte,dell'ottusità di certi europeist ortodossi come Bonino e Amato,verso posizioni critiche degli antieuropeisti,ma per ritornare subito a Prodi e agli "europeisti adulti",cioe quelli di buon senso,secondo lui...bell'esempio Prodi...

    Altro cerchiobottismo "In un precedente articolo,ho parlato della distanza che separa le elites dai cittadini comuni.."

    Ma poi ricade ancora sulla questione nazionalismo,come se una visione nazionale fosse un abominevole peccato;Insomma critica Bonino e Amato,per però poi riaffermare il pericolo del nazionalismo.Naturalmente solo questo vede,altri pericoli non contano...
    Sentite " Il nazionalismo é vivo e vegeto,e ha impedito ai suoi governi di sottoscrivere proposte di rafforzamento dell'europa politica.."

    Ma per la miseria,hanno firmato qualsiasi schifo di trattati che hanno reso l'europa una dittatura e,caro Panebianco,chi ha impedito l'europa politica non son certo i popoli,o il nazionalismo,ma la cricca degli usurai internazionali che per i loro interessi cambiano governi e che non hanno nessuna intenzione di creare un'europa politica,ma solo dei banchieri e della finanza!

    Ma ancora pare non capire: " Nessuno sa come potrebbe funzionare una democrazia sovranazionale multilinguistica..e nessuno sa come convincere gli elettori abbarbicati all democrazia nazionale..."

    A prescindere appunto dalle enormi difficoltà di funzionamento del sistema,ma scusi Panebianco,di quale democrazia sta parlando? Di quella degli stati nazionali,che già non esiste più,dopo la firma di sciagurati trattati capestro o di quella fasulla europea,molto simile ad una dittatura?
    O forse si riferisce al nuovo superstato evocato da Napoletano,con un ancora maggiore defificit democratico?

    Non ho ancora capito se questi articolisti ci sono o ci fanno....
    Parlano di nazionalismi,di Merkel,di politici,di super stati,di eurobond...di tutto,meno che affrontare il vero problema di chi tiene in pugno le sorti dell'europa...pare che chi manovra il mercato,una specie di bisca...che rating,spread,derivati....siano fatti naturali,calamità a cui non ci si può opporre.
    Che pena!

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  5. Articolo Panebianco: http://democraticiperlulivo.it/wp-content/uploads/2012/06/Corsera-la-tentazione-nazionalista-Angelo-Panebianco.pdf

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  6. Sull'articolo di Salvati,vedere anche,con video,:
    http://www.byoblu.com/post/2012/06/11/Ma-spariamoci-che-e-meglio.aspx

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  7. Un illuminante aneddoto,dall'amico Bud Fox
    http://zeroconsensus.wordpress.com/2012/06/12/il-macellaio-e-il-governante/#comment-105

    Il macellaio e il governante
    (by Giuseppe Masala)



    In uno sperduto villaggio europeo vi era un macellaio molto potente. Egli decideva a quali suoi clienti dare la carne migliore e da quali contadini acquistare i capi da macellare. Va da se che decideva anche a quali prezzi acquistare e a quali vendere. Il macellaio era però imprevidente: risparmiava sulla manutenzione delle sue celle frigorifere. Una notte d’estate – quando faceva molto caldo – pagò cara questa sua leggerezza infatti le celle si ruppero e tutta la sua carne andò in malora. La mattina quando andò a lavoro trovò l’amara sorpresa e disperato corse dal Sindaco del paese (uno dei suoi migliori clienti) ed esclamò:
    - Signor Sindaco, mi aiuti, sono rovinato! Si sono rotte le celle frigo e tutta la carne è andata in malora! Ora come farò a pagare i contadini se non posso vendere la mia carne? - .

    Il Sindaco – che, si dice, dal macellaio imprevidente aveva sempre ricevuto la carne migliore a prezzi scontati - riunì urgentemente il Consiglio Comunale al fine di proporre una soluzione al gravissimo problema:

    - Signori consiglieri, siamo in una situazione drammatica! Il paese intero rischia di rimanere senza carne a causa del gravissimo problema che ha colpito il nostro macellaio! Anche i contadini rischiano il tracollo economico visto che il macellaio non può pagare i capi di bestiame acquistati. Ma non vi preoccupate ho escogitato una soluzione veramente interessante: il comune fonderà una “bad batcher’s shop”, acquisterà la carne avariata dal macellaio che con i soldi ricevuti potrà ripagare i debiti con i contadini e riprendere la sua attività! Saranno tutti felici e contenti: il macellaio, i contadini e anche i cittadini che potranno mangiare ancora le migliori carni - .

    Tutti i consiglieri applaudirono estasiati alla geniale soluzione. Solo uno appariva poco soddisfatto e infatti con una voce flebile chiese la parola:
    - Signor Sindaco, Signori Consiglieri, a me non pare giusto che il macellaio imprevidente, che mai ha fatto manutenzione alle sue celle frigo, venga aiutato in questo modo. Non dobbiamo fare una “bad batcher’s shop” ma dobbiamo acquistare direttamente la macelleria, assumere un macellaio più capace e riparare le celle frigo. Che ci fa poi il Comune con la carne avariata acquistata al prezzo della carne di prima qualità? Non vi pare uno spreco di danaro pubblico? E poi, chi ci rassicura che da ora in poi il macellaio gestisca l’azienda in maniera più responsabile? - .
    Il Sindaco paonazzo dalla rabbia riprese la parola e con voce tonante disse:

    - Le regole del libero mercato e dell’economia dicono che un ente pubblico non può acquistare una macelleria perchè non è in grado di gestirla con la medesima capacità del privato! Noi acquisteremo la carne avariata, successivamente la sottoporremo ad uno speciale trattamento di risanamento e rivenderemo questa carne a metà prezzo nel paese di Vutronia, a pochi chilometri da qui. A Vutronia non sanno nulla e saranno ben felici di acquistare la nostra carne a metà prezzo…certo la qualità non sarà la stessa, ma non rischiano la salute! Pazienza poi se tutta questa operazione ci costerà un pò di soldi e dovremmo tagliare l’assistenza agli anziani per finanziarla. Del resto poi si sà, gli anziani non sono in grado di protestare e non si sa manco se alle prossime elezioni sono ancora in vita e quindi in grado di votare! - .
    (segue)

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  8. (seguente)


    A queste parole scattarono gli applausi scroscianti di tutti i consiglieri (tranne uno) estasiati dalla genialità del Sindaco. E i cittadini vissero truffati e contenti (naturalmente fino al prossimo guasto delle celle frigorifere).

    Ecco qui spiegato – con una favola - quello che la BCE ha richiesto alle autorità spagnole: la costituzione di una “bad bank” che con i cento miliardi, degli aiuti europei, acquisti dalle banche spagnole i prestiti inesigibili (la carne avariata, per intenderci) e soprattutto lasci le banche in mano a chi le ha gestite in maniera scriteriata. Certo, la scusa è sempre la stessa: lo Stato non deve entrare nel capitale delle banche perchè non ha la competenza per gestirle. Ma questa affermazione lorsignori si guardano bene dal suffragarla con dei dati statistici.

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  9. Se lasciassimo l'euro ritornando alla liretta nessuno al bar oserebbe proporre un caffè a più di 1000-1100 lire; nessun macellaio darebbe un chilo di buona carne a più di 20.000 lire; nessun lattaio venderebbe un litro di latte fresco a più di 1300 lire; nessuno scarparo un paio di buone scarpe a più di 55.000 lire; nessun panettiere, un chilo di pane a più di 1400 lire; nessun imprenditore pagherebbe stipendi mensili (a operai o impiegati) a meno di un milione e trecentomila lire.
    Serio serio, questo discorso mi ha tatto un vecchio, abile commerciante che da una vita soppesa gli affari suoi e le tasche altrui.
    Ma non si chiama Panebianco né Giavazzi né Napoletano né Della Loggia. Perciò dev'essere inattendibile. Allora, come fare per ribattere alle sue ipotesi con un minimo di cognizione, da veri ecomisti o da sommi specialisti dei conti della serva?

    Tommaso4ever

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    1. Il vecchio commerciante intanto parte dal fatto che il vero valore di un euro é 1000 lire,e non lo sciagurato cambio di 1932 lire che il nostro Prodi,avendo bilanci truccati,accettò senza fiatare pur di trascinarci in questa deleteria avventura.Mise anche una tassa,per soprapiù!
      Mi ricordo che nel giro di sei mesi-un anno tutti i prezzi dei ristoranti raddoppiarono,dove si pagava 30 mila,divennero 30 euro...per non parlar del resto.

      Come già più volte ripetuto,i catastrofisti dell'uscita dall'euro,sparano cifre di tutti i generi per dirci quale tragedia succederebbe,facendo il raffronto tra nuova lira ed euro.Però si scordano di dire che se l'Italia uscisse dall'euro questo non esisterebbe più,l'unione si sfascerebbe,rendendo questi calcoli inutili.Si arriverebbe ad una nuova ridefinizione di tutti i rapporti monetari e di cambio tra stati sovrani.
      Non é che sarebbero rose e fiori ,almeno per un paio d'anni,ma il problema non é scegliere il meglio,ma il meno peggio.
      Infatti i nostri catastrofisti,oltre a dirci quanto ci costerebbe uscire,dovrebbero pure dirci quanto ci é già costato,ci costa e ci costerebbe restarci.Dall'introduzione dell'euro abbiamo perso il 40% del potere d'acquisto,con salari e stipendi praticamente al palo e prezzi raddoppiati e triplicati in certi casi.
      E te credo che siamo impoveriti!!!
      Se poi guardiamo alla crisi attuale,con tutti gli indice negativi,c'è da piangere ad immaginare il futuro.Senza contare la perdita di sovranità di uno Stato che é ormai una specie di colonia bancaria.
      Una certa svalutazione,renderebbe competitiva la ns esportazione il cui aumento di ricchezza attenuerebbe gli effetti negativi della svalutazione,oltre a far ripartire la macchina produttiva,cosa peraltro già successa in passato.
      Con uno stato padrone della propria moneta e ben amministrato ritorneremmo a galla.
      Ci sono studi fatti per questa eventualità,ben diversi da quelli de catastrofisti.
      Ci sarà sempre da soffrire,ma con un obiettivo davanti.Ora si soffre,senza nessuna prospettiva futura.

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