giovedì 5 aprile 2012

CACCIAMOLI TUTTI...!!!!

Per salvare la Nazione bisogna cacciarli tutti


A leggere la home page del Corriere.it di ieri pomeriggio  non si sapeva se ridere o piangere.

Prima notizia: «Crolla il mercato auto, vendite -26,7%. mai così male da 32 anni. Fiat a -35,6».
Seconda notizia: «lavoro, sempre peggio per i giovani. A febbraio 44mila occupati in meno».
Terza notizia, e qui viene il bello: «Monti: crisi superata, l'Italia è solida».
Oggi Libero in edicola, a caratteri di scatola, si chiedeva: «Ma Monti c'è o ci fà?».
Domanda reorica: Monti ci fa, poiché sa benissimo di mentire.

La prova provata non ha tardato a venire. Il Financial Times di ieri ha reso noto che, in camera caritatis, il recente vertice di Copenaghen dei Ministri economici della Ue, ha discusso della necessità che il governo Monti adotti nuove misure d'austerità. Voci di corridoio? Nient'affatto. Una nuova stangata la chiede la Commissione europea, e ciò sarebbe sacramentato da un vero e proprio Rapporto dedicato (secretato come se si trattasse di questioni di sicurezza nazionale) dal titolo La situazione di bilancio in Italia, il quale recita: «il governo dovrebbe essere pronto a evitare ogni ritardo nell'esecuzione delle misure e intraprendere ulteriori azioni se necessario». [LA STAMPA del 2 aprile 2012]

Monti, in viaggio di questua in Cina (con davvero magri risultati) ha smentito, ma nessuno gli ha creduto. 
Ma come? Non è stato detto che le misure adottate dal governo Berlusconi prima e da Monti poi (pari a più di 100 miliardi di euro, equivalenti a ben il 7% del Pil) sarebbero state più che sufficienti per ottenere il pareggio di bilancio? Il deficit non è forse sceso al 3,9%, più basso della Germania e come esigevano gli eurocrati?
Il fatto è che, come segnalato da noi e da tutti quelli che non vendono fumo, queste misure di rientro draconiane hanno effetti recessivi devastanti e, tra i loro effetti, hanno quello ovvio di contrarre le entrate fiscali. Il famigerato circolo vizioso: la recessione ha aumentato il deficit, le misure di austerità aggravano la recessione, la quale ultima riduce i tributi, col che il deficit e debito aumentano.
Il circolo vizioso potrebbe essere tamponato da misure keynesiane di deficit spending, ma queste non sono contemplate daiTrattati europei (la Germania si mette di traverso e col Fiscal compact si è anzi posta una pietra tombale sopra a questa eventualità) mentre il liberista Monti si guarda bene dall'adottarle, visto che è stato nominato l'ultimo guardiano dell'ortodossia rigorista.

Vista l'enorme cazzata sparata da Monti in Cina, Il Sole 24 Ore, Repubblica e Corriere della Sera di oggi, sono giunti in soccorso di Monti, precisando che egli voleva intendere non che l'Italia avesse superato la crisi, ma che l'Unione europea l'avesse superata. Interessante precisazione: la Ue è fuori dalla crisi ma l'Italia no. Solo che anche questa precisazione non racconta la verità. Il cosiddetto rischio di contagio, il rischio che il default della Grecia si estenda a Portogallo, Spagna e Italia travolgendo tutta l'eurozona (col che bye bye euro), è tutto fuorché sventato.

Il vertice dei Ministri economici della Ue svoltosi venerdì 30 marzo a Copenaghen, dal quale tutti si attendevano misure più decise per evitare il rischio di una serie di default a catena, si è concluso con un nulla di fatto. «Chi sperava di vedere sfoderare un bazooka da circa mille miliardi di euro non potrà che essere deluso. (...) Si proclama con una certa fierezza che nel suo insieme la zona euro sta mobilitando uno scudo complessivo di 800 miliardi di euro. ma è un'affermazione deviante, poiché questa cifra include i 300 miliardi già erogati alla Grecia, l'Irlanda e il Portogallo». [ Alessandro Leopold, Il Sole 24 Ore del 1 aprile].
Il famigerato Firewall, lo sbarramento difensivo per evitare lo scoppio di una crisi finanziaria a scala continentale, si riduce quindi a... 500 miliardi di euro, quelli già decisi da tempo per il fondo Esm.
Una cifra che i "mercati" (leggi speculatori finanziari), grandi banche d'investimento e stati come la Cina o quelli arabi del Golfo a  cui si chiede soccorso, ritengono ampiamente insufficiente per giustificare un loro aiuto.
Fanno presto alcuni moralisti borghesi a lamentarsi del cosiddetto "egoismo tedesco". La netta opposizione germanica a politiche espansive e di riequilibrio delle bilance dei pagamenti indica che, in barba a tutti i proclami di fede europeisti, l'Unione non è solo dis/Unione, ma che la crisi riporta in auge gli stati nazione, con i loro peculiari interessi economici e strategici.
Mostra, come diciamo da tempo, che la tendenza obiettiva è allo sfaldamento dell'Unione europea e non invece quella di un'avanzata unionista.


E ci viene francamente da ridere quando alcuni dicono che il porre l'uscita dall'Unione è... "reazionario". Il che è un po' come quando certi beoti, siccome dici che siamo dentro una tendenza storica che conduce alla guerra inter-imperialistica, ti rispondono che... porti sfiga.
Chi vuole cambiare il mondo ragiona e lavora sulle tendenze obiettive non sui propri desiderata. Per dire che se ci sarà guerra, per quanto si possa cercare di evitarla, occorre prepararvisi, e non impiccarsi alle chimere pacifiste. In attesa dell'Europa del domani, che-chissà-se-mai-ci-sarà, chi ha piedi per terra e testa sulle spalle, deve pensare a salvare il proprio paese. Tutto il resto è fuffa.
E per salvare questo paese occorre cacciare chi lo comanda, occorre anzi demolire il sistema politico che gli consente di comandare, poiché, seconda mortale illusione, è quella di potere mandare a casa chi ha il potere da dentro il sistema.


Ma torniamo alla situazione economica italiana. Perché Monti sarà costretto a nuove e pesanti misure draconiane lo dicono i freddi numeri. L'esultanza per la riduzione dello spread tra i rendimenti dei titoli tedeschi e italiani è già acqua passata. E' vero, nel primo trimestre 2012 il Tesoro ha rimborsato 113 miliardi di titoli in scadenza, lo ha fatto a tassi calanti rispetto a quelli che s'erano fatti avanti dall'estate 2011.
Ma, prima ancora che per le misure di macelleria sociale, il default è stato evitato grazie alla potente iniezione di liquidità (Ltro) della Bce. Le banche italiane, ricevuta in dono tanta liquidità dalla Bce di Draghi hanno fatto man bassa di titoli di stato italiani. Lo hanno fatto ubbidendo a scaltre pulsioni speculative: han preso soldi all'1% per comprare a rendimenti tra il 3 e il 4%.
«Il primo trimestre dell'anno [quello che a fine 2012 noi ritenevamo il trimestre di fuoco, e che non è statodefault grazie appunto alla operazione di finanziamento delle banche da parte della Bce— ed è vero che per noi era inattesa] si è svolto tutto in positivo per il tesoro. Le aste sono state coperte prevalentemente sull'importo massimo della forchetta in offerta e i tassi di assegnazione sono calati a picco. E sono stati rimborsati oltre 60 miliardi sul lungo termine. Ma già negli ultimi giorni di marzo, i rendimenti di assegnazione sono calati meno del previsto e sul secondario lo spread Btp-Bund è tornato ad allargarsi».
[Isabella Bufacchi, Il Sole 24 Ore del 1 aprile 2012]

Ecco dunque il campanello d'allarme. Nonostante i doni della Bce alle banche, malgrado le misure di Monti, la tendenza che vedeva calare gli interessi sui titoli italiani si sta invertendo. «Più che il rendimento del Btp decennale (in leggero calo al 5,1%) è quello del titolo a due anni che più preoccupa, con un rendimento del 2,86%, oltre un punto percentuale più di un mese fa. Anche quello ad un anno rende 70 centesimi più del due marzo». [Walter Riolfi, Il Sole 24 Ore del 3 aprile 2012]. Fatto sta che il tanto decantato sorpasso dei rendimenti spagnoli rispetto a quelli italiani (preso appunto a motivo del successo montiano) è già roba vecchia, derubricata.
Perché questa inversione è sinistra? Perché nel prossimo periodo il tesoro deve collocare, per rimborsare i titoli in scadenza e sostenere la spesa pubblica che eccede le entrate, circa 450 miliardi, con emissioni lorde al ritmo dei 15-20 miliardi ogni due settimane. «Tra aprile e giugno l'Italia si confermerà il più grande emittente di titoli di Stato nell'Eurozona, con 56 miliardi circa sul medio-lungo periodo, seguita da Francia e Germania». [ibidem]
Il secondo trimestre 2012, visto che l'effetto dopante delle misure di sostegno della Bce sarà pressoché esaurito, sarà quindi la prova del fuoco per verificare se i "mercati" getteranno un salvagente a Monti o se lasceranno il debito italiano colare a picco.
Provo a sbilanciarmi: solo un nuovo massiccio intervento della Bce (con un nuovo scambio tra moneta sonante alle banche in cambio di altri collaterali-spazzatura, forse proprio gli stessi titoli di recente acquistati) potrà evitare che lo spread risalga ai livelli dell'autunno e al Tesoro di evitare di vendere sì, ma ad interessi tripli o quadrupli di quelli offerti dalla Germania. Insomma, la crisi cosiddetta del "debito sovrano" è tutt'altro che alle spalle. Acconsentirà la Germania ad una terza LTRO? Staremo a vedere.

Né Monti può sperare che giunga in suo soccorso la "crescita".
Se Visco, Governatore di Bankitalia dice che «nel 2013 arriverà la ripresa»
Per per adesso l'economia è in recessione. Quanto sarà profonda? Il Tesoro stima -0.4% rispetto al 2011. Bankitalia -1,5. Confindustria -1,6. Il Fmi -2,2. Direte: danno i numeri al lotto? Più o meno. Sta di fatto che tra il -0,4% e il -2,2, ci sono di mezzo non numeri, ma cittadini in carne e ossa, la qualità della vita delle persone, milioni di posti di lavoro.

Per capire la drammaticità della situazione sociale poco ci dicono i numeri di previsione, molto più significativi sono quelli che vengono dal corpo sociale. Un indicatore infallibile di quanto il capitalismo sia malato ce lo danno altri numeri, quelli dei fallimenti, delle aziende che hanno non solo chiuso ma portato i libri in tribunale.


La Cgia di Mestre ha diffuso il 31 marzo i suoi dati, di norma attendibili.
Nel 2011 ci sono stati 11.615 fallimenti. Una crescita (in questo caso sì che il termine crescita è azzeccato) del 4% rispetto al 2010. Del 25% rispetto al 2009. Ogni giorno 31 aziende, soprattutto piccole e medie, sono andate fallite. In testa la Lombardia, Lazio, Veneto e Campania. Quanto tragica sia questa vicenda è  dimostrato dalle decine e decine di piccoli imprenditori e lavoratori che si sono suicidati, una ferita lancinante sul corpo sociale.
Tre le cause principali dei fallimenti, che la dicono lunga: stretta creditizia (mentre le banche hanno fatto incetta di liquidità dalla Bce), ritardi nei pagamenti (quindi le stesse banche chiudono gli affidamenti) e il forte calo della domanda. Non solo la recessione quindi come causa, ma determinate politiche delle banche e dei governi che le proteggono. 
La Cgia ha chiuso il suo rapporto chiedendo una "risposta emergenziale" a questa situazione drammatica.
Ma questo governo asservito a banche e finanza non solo non può dare alcuna risposta può solo peggiorare il male.
Ma così facendo esso si scava la fossa. Non basteranno per sorreggerlo i suoi sponsor europei, la protezione del golpista Napolitano, il sostegno dei notabili politici di primo, secondo terzo Polo.

Non è solo la tempesta economica in arrivo che Monti deve temere. Essa precederà quella sociale, l'esplosione di rabbia, anonima e tremenda, di centinaia di migliaia di cittadini.
Sia la Sollevazione popolare benvenuta!


DI MORENO PASQUINELLI5 aprile 2012
sollevazione.blogspot.it
http://informare.over-blog.it/article-per-salvare-la-nazione-bisogna-cacciarli-tutti-102878384.html
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Note

- La trimurti dei pennivendoli Repubblica/Stampa/Corserva sarà chiamata a rispondere della sua forsennata disinformazione che da tempo svolge a proposito di questo governo golpista che ci sta massacrando.tutti al servizio degli usurai internazional e avvalorando senza vergogna le menzogne di Monti,una sciagura per l'Italia,come quel bel tomo che sta sul colle.

- La Ue fuori dalla crisi? Correzione peggio dell'originale.C'è mezza europa che sta fallendo...questo professore del menga altro che se ci fa....! Ci prende per il culo,ma prima o poi può darsi che qualcuno,invece di suicidarsi,gli rompa le corna...

- "l'egoismo tedesco"....anche questo comunque c'é...
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 Ci vuole un pazzo a non capire che queste misure non consentiranno mai una ripresa,anzi,come si vede,aumentano un debito che mai nessuno potrà pagare.Lezione Argentina,prendere questo o niente.Solo che ci vorrebbero politici coi coglioni,che abbiano cura dell'interesse nazionale e non dei loro meschini di bottega,o peggio ancora venduti agli usurai.Non votarli più,il meno che si può fare.
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 La Ue é condannata ormai...prepararsi all'uscita,se non vogliamo sparire.

- La recessione é maggiore di quanto stanno spacciando: si attesterà a - 2-2,5%

- La cura é certamente cacciare questo governo golpista,tutta la fuffa politica che lo sorregge e uscire dalla Ue.
Solo una grande rivolta popolare può farlo,altrment siamo fottuti.

4 commenti:

  1. Non si può ripartire se prima non cacciamo tutti questi parassiti politici e gli scagnozzi degli strozzini.Se non lo faremo,siamo avviati ad un declino inarrestabile.Se usciremo dalla Ue,il baraccone si sfascierà e così ci riprenderemo tutte le sovranità,possibilmente con politi nuovi e DIVERSi da quella fuffa di intrallazzatori ed incapaci che abbiamo ora.Mica siamo la Grecia! Dobbiamo giocarci le nostre carte in libertà e non condizionati e vessati nelle scelte da questa tirannia usuraia Europea.Ogni sacrificio,vale la pena farlo per questo.Oggi li facciamo inutilmente e senza scopo,ma solo per ngrassare ingordi speculatori e politici vergognosi.VIVA L'ITALIA LIBERA!

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  2. Dunque, se voi pure, o Ateniesi, vorrete avere nell’animo questo proposito, se anche prima non lo faceste e ciascuno di voi dove sia il dovere suo si possa render utile allo stato, smesso ogni pretesto,sia pronto ad agire; e chi ha sostanze contribuendo con esse, e chi è in età militando e,se vorrete esser veramente padroni di voi stessi, e cesserete di starvene ognuno di voi scioperato, sperando che il vicino tutto faccia per voi medesimi allora, se Dio vorrà, riconquisterete quello che fu vostro e rimetterete sulla buona via quello che con la vostra ignavia rovinaste, e vi prenderete vendetta di Filippo.

    Demostene, Fil.,I, 7

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  3. Come si può fare quello che dice l'anonimo del primo commento, se la maggioranza pressoché assoluta della popolazione non ha ben capito il meccanismo perverso nel quale ci troviamo. Tutti mugugnano, ma pensano che uscire dall'euro porti a una catastrofe totale, peggio di ora.
    Non c'è coscienza collettiva, né leaders che abbiano le idee chiare su questo punto. Gli italioti sono in totale balia dei TG e dei quattro giornali di merda che leggiucchiano ... non voglio essere pessimista ma mi sa che siamo proprio spacciati.

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    1. Quello che dici è purtroppo vero,anche se ogni giorno che passa aumenta la consapevolezza di questo perverso meccanismo.Anche da una stampa asservita cominciano a levarsi diverse voci critiche su questa trappola europea in cui siamo rinchiusi.Ma più di tutto sono gli effetti della gragnuola di tasse sulla pelle dei cittadini e dell'economia della nazione che forse apriranno gli occhi a molti.In pratica,tutta la rete é contro a questi golpisti e ormai c'è una miriade di movimenti antagonisti che non ci stanno a questa macelleria.Vero é che non riescono a coordinarsi in un blocco unico e che non c'è nessuna figura carismatica che lo guidi.E' questo il problema per creare una vera opposizione del paese,senza una classe politica e sindacati degni di tal nome.
      Non si può certo essere ottimisti,ma nemmeno troppo pessimisti.Anche per questi usurai europei i problemi di tenuta di questo sistema truffaldino aumentano e non é detto che crolli su se stesso.
      Comunque non bisogna mollare,anche per un fatto di dignità personale e per non essere complici di questo disastro in cui ci hanno infilato.
      Certo,se il popolo italiota non fosse quel pecorame che è....

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