mercoledì 21 marzo 2012

SIAMO UOMINI, SCIMMIE...O MACCHINE ?

 Ieri sera si è consumato l’ultimo, in ordine di tempo, ma ce ne saranno altri, atto di ordinaria angheria ai danni dei soliti noti: i cittadini che lavorano.
Il governo dei banchieri e dei tecnocrati, dopo aver massacrato il sistema pensionistico italiano, va avanti per la sua strada che è una strada di soprusi, prevaricazioni, umiliazioni e distruzione della dignità umana.

L’art. 18 è stato stravolto, di fatto non esiste più, così come era stato concepito e, nonostante uno zuccherino avvelenato, di fatto, liberalizza i licenziamenti.
Ma come è stato cambiato:

1)   I licenziamenti discriminatori prevedono il reintegro in azienda
2)   I licenziamenti per motivi disciplinari prevedono o il reintegro od una indennità, a giudizio del giudice
3)   I licenziamenti per motivi economici prevedono esclusivamente una indennità


Noi crediamo che, quando si parla di temi che vanno a condizionare la vita dei singoli e delle famiglie, si dovrebbe avere un minimo, dico un minimo, di coerenza e serietà.
Non sono tutti professori che guadagnano dai 150.000 euro ai 7 milioni di euro l’anno.
Il teorema di Monti è lo stesso di Marchionne nel referendum di Mirafiori: le norme saranno queste, non si cambiano, vi ho chiamato solo per una discussione, l’approvazione me la deve dare il Parlamento.
Alla faccia della democrazia ! L’approvazione la deve dare un Parlamento di nominati da 5 persone, avete capito ! Provate un po’ ad indovinare come voteranno i parlamentari ? A questi che gli frega della vita delle famiglie, a questi interessa solo continuare a rimanere sulla cadrega ed incassare il loro lauto stipendio, oltre ai privilegi.
Ma con queste norme chi volete che licenzi più per “ discriminazione”, ma lo vedete voi un Marchionne qualsiasi dire: “ sì, lo ho licenziato per il suo modo di pensare diverso “,( anche perché non ne ha bisogno: quelli iscritti alla Fiom non li assume ) mettendosi così nella condizione di dover reintegrare il lavoratore, molto più semplice licenziare per motivi economici dando solamente un indennizzo.
E questi motivi economici quali sono ? Facciamo qualche esempio:


1)   Se la Fiat vende meno macchine, come è il caso attuale, è considerato un motivo economico ? La incapacità a produrre nuovi modelli e di stare sul mercato, come dicono loro, è un motivo economico valido e che deve pagare chi lavora?

2)   Se un industriale qualsiasi compra un tornio, od una qualsiasi macchina automatica, questa produce sicuramente di più di due, tre, quattro operai, in questo caso è un motivo economico per licenziare ?
L’uomo viene catapultato sullo stesso piano della macchina, diventa una variabile della produzione.
E se questo uomo ha una famiglia, dei sentimenti, una dignità, chi se ne frega, ci dice il Governo.
L’importante è che tutto si svolga secondo le regole, che la legge venga rispettata, della disperazione umana e familiare non frega niente a nessuno, dobbiamo accontentare i burocrati di Bruxelles, questo il messaggio neanche velato, che Polillo ha chiaramente detto ieri sera a Ballarò: “ c’è una lettera di Bruxelles che ci dice di applicare la flessibilità del lavoro e noi la rispettiamo”.
Ma ci rendiamo conto: un tornio ed un uomo sono la stessa cosa. Altro che capitalismo ottocentesco, qui si rasenta lo schiavismo.

3)   Se una qualsiasi azienda viene a trovarsi con il costo dell’affitto, dell’energia elettrica, del gas, e via dicendo, rincarati anche questo è considerato un motivo economico ?
Questi pochi esempi ci dimostrano come, di fatto, sia stato abrogato l’art. 18, l’unico che dava qualche diritto e qualche garanzia a chi lavora; ci vogliono portare a tappe forzate verso un’epoca buia, di senza diritti, dove la legge del padrone è l’univa vera ed immutabile, non ammette deroghe, o così o pomì.
Il lavoro non viene più considerato come un mezzo per aiutare la crescita economica e spirituale dell’uomo, ma, semplicemente, come un mezzo come un altro per arricchirsi sulla pelle del popolo.
Questo è il messaggio finale di questa futura legge sul lavoro.

E non abboccate alla opposizione della CGIL. E’ una finta opposizione. Si debbono tenere a bada le scimmie, quelle moderate e quelle più estremiste: ed ecco che confezionano il pacco ( come dicono a Roma ), tutti i sindacati “ moderati” d’accordo e la CGIL contro. Le scimmie, di destra e di sinistra, sono accontentate e tenute a bada. Debbono restare dentro la gabbia.
Se quella della CGIL fosse una vera opposizione proclamerebbe uno sciopero generale ad oltranza, finchè le cose non ritornino allo stato originale, altro che le 16 ore di sciopero delle quali 8 di generale.
Facciamo uno scioperino, teniamo a bada le scimmie “estremiste”, facciamole gridare in piazza, tanto non serve a niente: serve solo a far “ sfogare “ quei pochi che ancora ci credono così vanno a casa contenti e coglionati.
E restano dentro la gabbia confezionata, con concorso di colpa, da partiti e sindacati: tutti insieme appassionatamente per schiavizzare il popolo.
Qui ci prendono per scemi, ci stanno fregando, se qualcuno ha ancora una tessera sindacale la strappi, il nostro sindacato debbono essere i lavoratori, i cassaintegrati, gli espulsi dal mondo del lavoro, gli oppressi, il popolo, le massaie, tutti i diseredati di questa nostra povera Nazione

(dall'amico blogger Claudio Marconi)

http://www.frontediliberazionedaibanchieri.it/article-siamo-uomini-scimmie-o-macchine-102023225.html

-------------------------------------
Viste le precedenti retromarce,non si sa se poi questa partenza del decreto combacierà con l'arrivo.
Certo é che questo decreto non fa che accanirsi sempre sui soliti.Sarà anche vero che ci siano stati prima casi di persistenti lavativi e profittatori di questo articolo,ma era comunque una difesa,un deterrente per tutta la gran parte di quelli che svolgevano onestamente il proprio lavoro.
Nè é da credere nemmeno che questo fosse un grande ostacolo,come sbandierato,alla produttività delle aziende o alle mancate assunzioni.
Le deficienze strutturali dell'apparato economico hanno ben altre cause più profonde.
Nè poi si capisce infine l'utilità e l'attualità di tale decreto in tempo di recessione e disoccupazione.
Comunque aspettiamo di vedere il testo definitivo.
E' chiaro comunque che questo in pratica,consentirà licenziamenti ad libitum.Ci sarà sempre una causa economica.

Quanto ai sindacati é probabile che la storia sia proprio quella illustrata da Claudio.Un gioco delle parti.Stavolta però credo che non molti abboccheranno.
Ricordo che nell'Inghilterra della Thatcher, sindacati certo non marxisti,fecero un anno di sciopero contro alcuni provvedimenti sui minatori.Questo é il mestiere del sindacato in qulsiasi paese operi,difendere fino allo stremo i lavoratori e non essere la cingha di trasmissione di partit politici.Ricordo anche che in tempi non lntani si minacciava lo sciopero generale per molto meno.Ora,in condizioni drammatiche per il lavoro e la disoccupazione,sembra un optional.A questo punto che ce ne facciamo di questi baracconi incapac di fare il loro mestiere? E mai che passi loro per la testa di contestare quanto sta succedendo a danno dei sempre soliti noti.

15 commenti:

  1. Un pasticcino avvelenato.

    La manomissione dell’articolo 18 operata dal governo coincide con la totale libertà di licenziamento da parte dei datori di lavoro in ogni azienda, grande o piccola che sia. Invece di ridurre la precarietà il governo ha reso precari di colpo tutti i lavoratori e tutte le lavoratrici.
    In pratica il governo ha tolto ai lavoratori la possibilità di essere cittadini nell’ambito del rapporto di lavoro riducendoli a una merce, che ha un certo costo -la multa- ma nessun diritto. Un’altra buona ragione per mandare a casa il più in fretta possibile questo governo dei poteri forti

    RispondiElimina
  2. Pare che però Bersani stia facendo marcia indietro,pressato dalla base e dalla violenta protesta su internet.Nessuna possibilità che la riforma possa passare da un decreto legge.
    La cgil ha proclamato 16 ore di sciopero, 8 delle quali per uno sciopero generale con manifestazioni territoriali e 8 per le assemblee,a data da destinarsi.Ma quali assemblee,si proclama uno sciopero generale ad oltranza finchè il decreto non sia ritirato.

    RispondiElimina
  3. L’articolo 18 serve perché c’è e non perché si utilizza in aula giudiziaria. Funziona da deterrente e costituisce un potere contrattuale dei lavoratori che, contrariamente a quanto si crede o viene detto, giova di più ai precari.
    Il lavoratore precario, infatti, nel far valere un suo diritto nei confronti di un’impresa con più di 15 dipendenti, può solo provare la regolarità della propria prestazione e quindi essere equiparato a un contratto a tempo indeterminato beneficiario dell’articolo 18. In quel caso la sua vertenza giudiziaria è molto forte. Se non ci fosse più l’articolo 18, far valere un contratto a tempo indeterminato non rappresenterebbe più niente, perché il datore di lavoro risolverebbe comunque il rapporto di lavoro.

    Se la normativa precedente garantiva qualche anno di tempo a chi voleva far causa al proprio datore di lavoro, il Collegato lavoro ha ridotto questo intervallo a soli 60 giorni (a fine mese, tra l’altro, scadono i termini per i contratti in essere al novembre 2010). Il Collegato ha poi introdotto due nuove norme che limitano i “poteri” dei lavoratori precari: la prima prevede che i contratti di lavoro vengano “certificati” da un’apposita commissione al momento della loro stipula impedendo così un eventuale ricorso al giudice. La seconda, l’arbitrato, dà invece la possibilità al datore di lavoro di inserire nel contratto una clausola che dice che in caso di problemi il dipendente si rivolgerà a una commissione arbitrale invece che ai giudici. Se si toglie l’articolo 18 non resta davvero più nulla.

    RispondiElimina
  4. Chiedo perchè mai al pubblico impiego non si applica l'articolo 18

    RispondiElimina
  5. Cara Laura,perchè non é vero che i cittadini hanno gli stessi diritti e sono uguali di fronte alla legge,come recita falsamente la costituzione.Ci sono cittadini di serie B a cui viene prelevata la tassa sul reddito alla fonte,mentre ad altri é consentito di dichiarare il reddito...perchè,come in questo caso,l'articolo 18 non vale per tutti...

    In un primo tempo il governo ha dichiarato che valeva anche per il pubblico impiego,poi smentito da furbetti quali sono.Voleva dire aver contro tutti i lavoratori italiani,quindi...

    Ora faccio io un paio di domande "tecniche",indipendentemente dal giudizio di opportunità di questa legge,che però,visti i precedenti,assomiglia al solito proclama poi smentito dai fatti.Si sa come parte,ma mai come arriverà alla fine dell'iter.

    Se vengo licenziato per motivi economici e io non accetto,che fa l'azienda? Io vado dal giudice e chiedo di verificare se questo motivo sussiste.Quindi causa,tempi lunghi,e potrei pure essere reintegrato.

    Secondo: io ho un'azienda con 4 dipendenti,e in caso di licenziamento di un collaboratore dovrò pagare dalle 15 alle 27 mensilità.Vuol dire chiudere se poi sono due dei quattro.

    Come altri provvedimenti (apertura negozi 24 ore) vuol dire ammazzare la piccola impresa,un tessuto importante per l'economia nazionale.Ma questo é l'obiettivo di questo sciagurato governo.

    RispondiElimina
  6. NAPOLITANO, IL FINTO TONTO: SE L'ARBITRO TIFA CONTRO DI NOI

    Ma davvero il presidente della Repubblica ha il potere di intimare alle parti sociali di rinunciare a “qualsiasi interesse o calcolo particolare”, cioè di non rappresentare più le categorie che dovrebbero rappresentare, per inchinarsi alla cosiddetta riforma dell’articolo 18 unilateralmente imposta dal governo del prof. Monti e della sig.ra Fornero con l’inedita formula del “prendere o prendere”? Ma dove sta scritto che quella cosiddetta riforma è buona? Ma chi l’ha stabilito che risolverà “i problemi del mondo del lavoro e dei nostri giovani”? Ma chi l’ha detto che “sarebbe grave la mancanza di un accordo con le parti sociali”? Ma, se “sarebbe grave la mancanza di un accordo”, perché il capo dello Stato non dice al governo di ritirare la sua proposta che non trova l’accordo delle parti sociali, anziché dire alle parti sociali di appecoronarsi alla proposta del governo in nome di un accordo purchessia?

    E che c’entra la commemorazione del prof. Biagi con l’art. 18? Non si era detto che la flessibilità avrebbe moltiplicato i posti di lavoro? Ora che ha sortito l’effetto opposto, anziché ridurla, si vuole aumentarla? E perché mai un lavoratore licenziato senza giusta causa dovrebbe rinunciare ad appellarsi al giudice perché valuti la discriminatorietà del suo licenziamento? E poi: perché mai sarebbe così urgente cambiare l’articolo 18, che riguarda l’1% dei licenziamenti? E che senso ha rispondere, come fa la sig.ra Fornero, che così si tutelano i lavoratori non tutelati? Per tutelare i non tutelati si tolgono le tutele ai tutelati cosicché nessuno sia più tutelato?

    E siamo sicuri che, in un paese dove è facilissimo uscire dal mondo del lavoro e difficilissimo entrarvi, la soluzione sia rendere ancor più facile uscirne? E chi l’ha stabilito che la trattativa deve chiudersi il 22 marzo, non un giorno di più? E che libera trattativa è quella in cui il capo dello Stato getta la sua spada su uno dei piatti della bilancia, quello del governo, per farlo prevalere sull’altro? E che senso ha la frase della sig.ra Fornero: “Non si può discutere all’infinito, indietro non si torna”? Infinito in che senso, dopo un solo mese di negoziati? Indietro rispetto a cosa?

    E il Parlamento? Esiste ancora un Parlamento libero di approvare o bocciare le proposte del governo, o è stato abolito a nostra insaputa? E perché mai il Parlamento ha potuto svuotare a suon di emendamenti il decreto liberalizzazioni, snaturarne un altro con l’emendamento Pini contro i magistrati, mentre l’abolizione dell’art. 18 sarebbe sacra e inviolabile? È per caso un dogma di fede? Siamo proprio sicuri che l’insistenza del governo e del Quirinale sull’art. 18 risponda a motivazioni economiche e non al progetto tutto politico di isolare le voci stonate dal pensiero unico, tipo Fiom, Idv, Sel e movimenti della società civile, e di cementare l’inciucio Pdl-Pd-Terzo Polo?

    Se il governo gode nei sondaggi della fiducia del 60% degli italiani e tutti se ne felicitano, perché ignorare il fatto che lo stesso 60% degli italiani è contro qualunque “riforma” dell’art. 18? È proprio ininfluente la maggioranza degl’italiani sulla scelta di un governo che nessuno ha eletto, anzi di cui nessuno, alle ultime elezioni, sospettava la nascita? E perché mai gli unici che devono rinunciare a rivendicare i propri diritti sono i lavoratori e i pensionati, mentre la patrimoniale non si fa perché B. non vuole e le frequenze tv non si vendono all’asta perchè B. non vuole?

    (marco travaglio)

    RispondiElimina
  7. Per una volta sono d'accordo con quanto scrive Travaglio.

    RispondiElimina
  8. Per evitare il gioco delle tre carte,che si teme si stia facendo con l'articolo 18,basterebbe nel nuovo contratto aggiungere una clausola....Se dopo il licenziamento del lavoratore,il"posto"ormai vuoto, vorrà essere di nuovo ricoperto dall'azienda,ciò sarà obbligatoriamente fatto dando la precedenza,e alle stesse condizioni con l'assunzione del lavoratore precedentemente licenziato.Ciò porterebbe un "calmiere" alla assunzione di lavoro facile,di lavoratori sottopagati,provenienti dalle più disparate parti del mondo(ma che preferiscono un magro stipendio alla fame sicura).Si eviterebbero inoltre le conseguenze disastrose che stiamo sperimentando...disoccupazione giovanile(e non)alle stelle,drastico calo demografico di Italiani che non si possono più permettere di metter su famiglia.Ciao Tonino

    RispondiElimina
  9. Vero Tonino,l'idea é buona...devo anche averla sentita da qualche parte.
    Ma il fatto é che ORA questa riforma dell'articolo 18 non serve a nulla con la recessione in atto.La prima cosa da fare sarebbe stata obbligare le banche ad aprire il credito a famiglie ed aziende con tutti quei soldi che han ricevuto all'1% dalla BCE.Così si può almeno tentar di far ripartire una crescita e magari assunzioni.Ma il governo non dice nulla e sai perchè? Perché preferisce che con quei soldi le banche comprino titoli di stato per far diminuire lo spread e far propaganda.Inutile perchè tutti gli indici peggorano,ma per la gente ormai abbindolata da questo trucco dello spread é cosa ottima.Tutti contenti,il governo,le banche perchè investono al 5%,meno i cittadini e imprese cornuti e mazziati.Tieni anche conto che le imprese vantano crediti dallo Stato per circa 80 miliardi,ma lo stato non ha soldi,per averli deve emettere titoli ad interesse e non lo vuol fare per non indebitarsi ancora di più.E il circolo vizioso continua.Ecco che vuol dire non essere padroni della èpropria moneta!

    Il trucco spread.

    Lo determinano le agenzie di rating (privati speculatori)senza alcuna attinenza alle condizioni reali dell'economia,tantomeno del debito (la Spagna ha un debito del 66%,ma ha lo stesso nostro spread),ma solo per avviare operazioni speculative (e politiche)con capitali tali da stendere due Germanie.Tieni presente che i grandi fondi internazionali pensioni hanno l'obbligo di investire solo in titoli di paesi a tripla A,quindi capisci che un declassamento comporta automaticamente un aumento di spread.E' tutto un gioco,una bisca in mano ad una ventina di persone e gruppi privati.

    RispondiElimina
  10. Tonino vuoi divertirti? Si fa per dire....vai in fondo al blog e guarda l'aumento in diretta del ns debito pubblico in base alle stme Bankitalia con riferimento all'ultima rilevazione di Gennaio.
    Ebbene dalla gestione Monti,con tutti i presunti miracoli,é aumentato di circa 30 miliardi.Ho forti dubbi che nemmeno lo spirito santo riuscirà a pagarlo!Qua facciamo la corsa del ciucio! Se non abbandoniamo questa marcia nave europea affonderemo come topi.

    RispondiElimina
  11. Mi resta sempre più il dubbio,che dietro le manovre sull' l'articolo 18..la riforma del lavoro,ci sia una brutta copia di quanto realizzato con successo in un "non lontano" passato in USA.Si incentivò l'emigrazione facile (p.e. dall'Italia,dalla Cina)... per avere disponibile un polmone di manodopera a bassissimo costo,si spinse per licenziamenti facili nelle aziende dove i"lavoratori",che avevano combattuto per anni duramente per il riconoscimento del loro diritto a vivere una vita degna di essere vissuta,e ciò grazie al riconoscimento del loro lavoro,costavano "troppo"....Morale...si ottenne "colà" alla fine un cambio generazionale di "nuova"forza lavoro poco protetta perché di recente immigrazione...e un grosso polmone di disoccupati(circa il 20%,ancora oggi esistente) come "calmiere" a eventuali pretese dei nuovi sfruttati e malpagati, e i vecchi(ma nuovi) disoccupati.E' sufficiente studiare quel"modello" di considerazione economica del lavoro,in una nazione che solo da pochi decenni prima aveva abolito,(ma con una guerra) la schiavitù,ed oggi si propone a modello mondiale del sistema democratico,per pregare il "Signore" di scamparci da eventuali e potenziali economisti illuminati che dovessero ispirarsi a quelle teorie economiche....col solo fine di risolvere i problemi dei ricchi ,che oggi "cominciano" a delinearsi anche nella vecchia Europa.Ciao Tonino

    RispondiElimina
  12. E' possibile che si tenti un'operazione simile anche da noi...

    RispondiElimina
  13. Una battuta per metterla a ridere,e risollevarci il morale(aspettando di pagare di nuovo l'ICI che il Cavaliere ci aveva tolto)....Che gli Italiani fossero un popolo di semplici,facilmente entusiasti per le piccole cose...in breve un popolo di abbocconi..e di cui i primi a scherzarci sopra siamo tutti noi,lo sappiamo benissimo.Ma di dover trovarci oggi a bocconi(disteso con la faccia e il ventre rivolto a terra,vedi dizionario Devoto),proprio per questa nostra semplicità che ci ha messo nei guai,e cioé per aver dato fiducia per decenni a sciami di razziatori....Questa fine non me la sarei mai aspettata....bocconi per essere stati troppo abbocconi....Ciao Tonino

    RispondiElimina
  14. Da abbocconi a..bocconi (posizione alquanto ambigua....),mi sembra un percorso già segnato e inequivocabile.Conoscendo però le virtù ialiote c'era da aspettarselo,nonostante gli scongiuri.

    RispondiElimina
  15. Aiuto finanziario ai privati ed a tutte persona che desiderano.

    Buongiorno.

    Siete schedati, divieti bancari e non avete il favore banche o meglio avete un progetto e bisogno di finanziamento, una cattiva cartella di credito o necessità di denaro per pagare fatture, fondo da investire sulle imprese. Allora se avete bisogno di prestito di denaro non esitate a contattarlo con E mail:renardjeanluc3@gmail.com per ulteriori informazioni sulle mie condizioni ben favorevole.

    Persona non seri astenersi

    Grazie.

    RispondiElimina