giovedì 1 marzo 2012

PRINCIPI BASE DELLA MMT (MODERN MONEY THEORY)







Crediamo sia opportuno illustrare e far ben capire i principi base di questa teoria neokeynesiana e le differenze con le attuali teorie neoliberiste,neomercantiliste....

Forse dopo trentanni di sfrenato liberismo sarebbe il caso di ritornare ad una visione keynesiana della società.

(corrado prestianni)

18 commenti:

  1. In pratica,molto schematicamente,le tre correnti di pensiero che hanno scientemente affossato la teoria keynesiana,contraria ai loro interessi,possiamo così raggrupparli:

    1-NEOCLASSICA- che fa capo a Ricardo...

    pareggio bilancio - prima accumulare poi spendere ora

    2- NEOMERCANTILISTA- dove si afferma che l'interessa dello Stato é quello dei grandi gruppi economici, multinazionali.....licenziare,abbassare stipendi-competitività- delocalizzazione a basso costo...

    3- NEOLIBERISTA - dove si afferma che il governo é solo un'ostacolo,deve togliersi di mezzo e lasciar fare al mercato,unico regolatore

    rino

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  2. Direi che oggi le troviamo tutte fuse in un unico strumento vessatorio,tanto per non farci mancare nulla...

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  3. Se ho capito bene:
    A)intanto lo Stato deve avere piena sovranità,politica,fiscale e monetaria

    B)Il deficit,emettendo moneta, é positivo,serve a immettere nuova ricchezza nel settore famiglie-imprese (strade,ospedali...),sia finanziaria che beni materiali.

    C)Lo Stato si finanzia emetttendo moneta

    E per l'inflazione come la mettiamo?

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    1. "Randall Wray _____Se fossero nel giusto i critici che sostengono che il governo che spende “premendo tasti” necessariamente conduce all'iperinflazione, allora le nazioni più sviluppate dovrebbero essere in perenne iperinflazione. Perchè tutti noi spendiamo “pigiando tasti”.Gli MMTers sono sempre stati d'accordo sull'idea che una strada per combattere l'alta inflazione è tagliare la spesa governativa o aumentare le tasse. Cio' che essi respingono è la credenza dei Monetaristi che la causa dell'inflazione sia semplicemente “troppa moneta”.Ma guardiamo allo Zimbabwe. Qui c'è un paese che stava viaggiando tra tremende tensioni socio politiche, con disoccupazione dell' 80% della forza lavoro e recessione del 40%. Questo in seguito a una controversa riforma fondiaria che aveva diviso le aziende agricole e condotto al collasso della produzione agroalimentare. Il Governo doveva fare affidamento sul cibo importato e prestiti del FMI – un altro caso di debito estero. Con scarsità di cibo e con i settori pubblico e privato in competizione su una offerta molto ridotta, i prezzi si impennarono. Questo fu un altro caso in cui il governo non poteva imporre tasse, per ragioni politiche e economiche. Di nuovo, etichettare questo come un semplice caso monetarista di “governo che stampa la moneta" davvero non aiuta a capire il problema dello Zimbabwe,studiando casi specifici di iperinflazione ci si rende conto che non è la semplice storiella di un governo che decide di adottare la moneta fiat e inizia a stampare così tanto da finire in iperinflazione. Ci sono probabilmente molte vie per arrivare all'iperinflazione, ma ci sono dei problemi comuni: tensioni politico sociali, guerra civile, collasso della capacità produttiva (che puo' essere dovuto alla guerra), governo debole, debito estero denominato in valuta estera o oro.La storia raccontata di solito riguardo a Weimar è che il governo inizio' a stampare liberamente una moneta fiat senza gold standard sottostante, senza riguardo per le conseguenze iperinflazionistiche.La realtà è più complessa.la maggior parte della sua capacità produttiva era stata distrutta o conquistata, e aveva ridottissime riserve auree. La capacità produttiva della nazione non era nemmeno sufficiente a soddisfare la domanda interna, e ancor meno a esportare per pagare i danni di guerra.Il Governo sapeva che era non solo economicamente, ma anche politicamente impossibile imporre tasse a un livello sufficiente per spostare risorse verso il settore pubblico e permettere all'export di realizzare i pagamenti dei debiti di guerra. Quindi invece faceva affidamento sulla spesa. Questo significa che il governo competeva con la domanda interna per una limitata offerta di beni, spingendo i prezzi verso l'alto. Al tempo stesso i produttori interni della Germania dovevano indebitarsi all'estero (in valuta estera) per comprare i beni d'importazione necessari. L'ascesa dei prezzi più l'indebitamento estero causo' una svalutazione della valuta nazionale, che incremento' le necessità di indebitamento

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    2. Georgejefferson19 marzo, 2012 01:36

      Marshall Auerback_______Sì, una volta che l'economia raggiunge la piena occupazione, allora gli extra deficit spending del governo possono cominciare a far salire i prezzi. Ma quel che è successo nella Germania di Weimar era molto diverso. A quel tempo, il governo era stato costretto a pagare delle riparazioni di guerra estremamente esose in valuta estera che non aveva. Così ha dovuto vendere in modo aggressivo la propria moneta e acquistare la valuta estera nei mercati finanziari. Questa vendita implacabile e continua ha spinto in discesa il valore della moneta, provocando un aumento dei prezzi dei beni e servizi sempre più alto in quella che divenne una delle inflazioni più famose di tutti i tempi. Nel 1919, il deficit di bilancio tedesco era pari alla metà del PIL, e nel 1921, I risarcimenti di guerra rappresentavano un terzo della spesa pubblica. E indovinate cosa? Il giorno stesso che il governo smise di pagare le riparazioni di guerra e vendere la propria valuta per acquistare valuta estera, l'iperinflazione si è fermata.

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    3. Georgejefferson19 marzo, 2012 01:37

      Felice Sardi______L’effetto inflazionistico della creazione di moneta dipende infatti, in modo cruciale, dal modo in cui la nuova moneta viene impiegata. Se la nuova moneta è canalizzata verso attività di consumo o verso attività di investimento finanziario si avrà rispettivamente inflazione sul mercato dei beni di consumo e inflazione sul mercato dei capitali (bolle finanziarie); ma se fosse canalizzata in investimenti che migliorano la produttività complessiva del sistema (infrastrutture, educazione, ricerca, etc) la maggiore quantità di moneta si distribuirebbe su un maggior numero di beni e servizi (o di maggior valore) evitando quindi l’insorgere di qualsiasi forma di inflazione (nell’equazione di Fisher PY=MV cioè, l’aumento di moneta M verrebbe compensato da un aumento del reddito Y e non del livello dei prezzi P).

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    4. Georgejefferson19 marzo, 2012 01:38

      Paolo Barnard______non è affatto vero che la curva della creazione monetaria è pari alla curva crescente dell’inflazione; chi affermava questo era Milton Friedman,che è stato smentito ampiamente / L’inflazione è in effetti l’unico limite possibile alla spesa a deficit del governo a moneta sovrana, e vi aggiungo due parole ancora per tranquillizzare. Essa va tenuta d’occhio di sicuro, ma i limiti odierni imposti agli Stati sono assurdi, e causa di sofferenze enormi per la popolazione. Codesti limiti furono imposti con la precisa intenzione di bloccare la libera mano dei governi nella gestione della ricchezza pubblica / l’inflazione nasce dalla presenza di troppo denaro a fronte di troppi pochi prodotti, se chi li sforna è al massimo della produzione e di più non può, allora è meglio che lo Stato smetta di sfornare soldi, oppure che ne tolga dalla circolazione tassandoci, così da mantenere un giusto equilibrio fra la masse del denaro in giro e i prodotti che circolan / Se poi la spesa a deficit dello Stato è ben diretta, essa alzerà il PIL, che a sua volta aumenterà le entrate fiscali senza aumentare le tasse / inflazione = troppo denaro in giro e troppi pochi prodotti. Se ciò accade, lo Stato tassa, si riprende i suoi soldi elargiti spendendo, e drena così l’allagamento di denaro per contenere l’inflazione / Le obiezioni gridano al pericolo inflazione, poiché le migliori condizioni economiche dei lavoratori li porteranno a spendere di più, immettendo molto denaro in giro;l’inflazione è l’unico limite vero alla spesa a deficit ma si controlla agevolmente con la nuova ricchezza prodotta dalla quella spesa, o tassando. Le obiezioni gridano anche che i Paesi meno ricchi dovranno indebitarsi in dollari poiché i lavoratori meglio pagati vorranno acquistare molti più prodotti stranieri (cellulari, pc, auto ecc.);in quel caso il Paese povero avrà l’opzione di vendere sui mercati la propria moneta sovrana,che emette a costo zero,in cambio di dollari. Troverà così i dollari necessari a finanziare l’aumento di spesa, indebitandosi solo con se stesso.non di rado i mercati di capitali sono interessati ad acquistare valute di nazioni meno ricche pagandole in dollari, al fine di diversificare gli investimenti o perché sono importatori di beni da quel Paese,oppure perché credono in un apprezzamento di quella moneta a breve. Il rischio della vendita della propria moneta per acquisire dollari è quello della svalutazione,ma di sicuro quel rischio è preferibile alla classica trappola del prestito di dollari da parte del Fondo Monetario Internazionale, che come è noto finirà per divenire di fatto il creditore/padrone di quello Stato, infliggendo sofferenza inaudite (vedi il terribile capitolo del Debito del Terzo Mondo) /

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    5. Georgejefferson19 marzo, 2012 01:39

      Con la piena occupazione aumenta anche la produzione domestica che diminuirà non solo l’inflazione ma anche il bisogno di importare da fuori alcuni beni, per cui meno ‘allagamento’ di propria moneta sia all’interno che all’estero; poi, una forza lavoro più contenta e meglio formata attirerà gli investimenti in monete forti, che di nuovo diminuiranno il bisogno di usare la valuta di Stato per l’import. Tutto ciò manterrà una buona stibilità dei prezzi / L’ideologo sciagurato del principio secondo cui meglio avere lavoratori pagati da fame o addirittura disoccupati piuttosto che avere inflazione fu l’economista Milton Freedman negli anni ’60...In realtà la disoccupazione faceva il gioco di ben altri interessi che volutamente ignorarono le evidenze economiche e sociali più lampanti, come il fatto che le masse dei disoccupati in primo luogo abbassano il PIL del Paese, perché tutta quella gente se stesse lavorando produrrebbe ricchezza in più che così non c’è, e in secondo luogo portano alle piaghe dell’alcolismo, crimine, violenze di ogni tipo, danni alla salute, che poi costano alla collettività miliardi;disoccupati e disperati dovevano esistere perché faceva comodo a pochi, e non perché non se ne poteva fare a meno. / I teorici del neoliberismo,già dalla fine degli anni ’60 bombardavano il mondo economico internazionale con la falsa idea che gli Stati a moneta sovrana spendono come i cittadini, cioè che s’indebitano come i cittadini, Da qui il terrore del Debito pubblico come problema di Stato.Ma furono Milton Friedman e i suoi Chicago Boys a mettere il sigillo dell’autorevolezza a questo assurdo concetto, quando sostennero che la Phillip’s Curve era sbagliata.Essa è una teoria monetaria che sostiene che se aumenta l'occupazione,aumenta anche l’inflazione, perché se più persone ricevono uno stipendio,esse spendono di più e questo aumenta la quantità di denaro circolante. Se il denaro aumenta e non aumentano parallelamente anche i prodotti sul mercato,(il mercato offre troppi soldi per troppi pochi prodotti,)i prezzi possono salire un po,ma il beneficio per la collettività di avere meno disoccupati e lavoratori meglio pagati è assai superiore. / Bisogna tornare alla moneta sovrana ma non bisogna fare come gli americani e gli inglesi, che hanno moneta sovrana che spendono per le banche e non per i cittadini. Quindi tornare alla moneta sovrana e si spende finalmente per i cittadini.

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    6. Scarto la storia di Weimar,condizioni troppo particolari,come già é stato detto.
      Marshall Auerback_______Sì, una volta che l'economia raggiunge la piena occupazione, allora gli extra deficit spending del governo possono cominciare a far salire i prezzi".

      Vero,ma allora ci sono diversi modi per drenare il circolante,imposizione fiscale in primis.Ma quello che conta é avere la possibilità,come stato s moneta sovrana,di manovrare leve fiscali ed altro in piena autonomia.

      Randall Wray _____Gli MMTers sono sempre stati d'accordo sull'idea che una strada per combattere l'alta inflazione è tagliare la spesa governativa o aumentare le tasse.

      Spesa governativa sopratutto improduttiva,e tasse non certo per diminuire il deficit.

      Felice Sardi______ d'accordissimo

      Paolo Barnard______ é chiaro che dipende dal livello di questa inflazione,entro certi limiti é positiva per l'economia.
      "...un giusto equilibrio fra la masse del denaro in giro e i prodotti che circolano..." é infatti questa la flessibilità di manovra a cui facevo riferimento.

      Friedman e soci obbediscono ad un piano ben preciso,salvo il fatto poi negli ultimi tempi di smentirsi cklamorosamente a seguito della grande crisi usa del 2008.
      Insomma,dopo tanti anni di deregulation e neoliberismo,é ora di tornare ad una visine keynesiana che tenga conto anche degli uomini in carne ed ossa e non solo delle istanze del mercato.

      Grazie del contributo Jefferson.

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    7. Georgejefferson20 marzo, 2012 12:34

      GRAZIE A TE...ti lascio con una considerazione per me importante scritta d a Istwine:"la moneta è uno strumento fondamentale per uno Stato,è ciò che differenzia uno Stato da una famiglia e un'azienda. ma ciò non significa che sia la soluzione ultima di ogni male del mondo. è semplicemente uno strumento fondamentale senza il quale non si può fare niente per il bene comune.La moneta, il deficit, il debito, sono strumenti. che poi chi li utilizza sia un pazzo non deve inficiare il discorso che la moneta sia lo strumento fondamentale,senza il quale a livello economico non puoi fare nulla, vivendo noi in un'economia monetaria"

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  4. Intanto la spinta inflattiva non fa sentire effetti preoccupanti finchè non si arriva in una fase vicina a grande crescita e piena occupazione.In tal caso lo Stato ha a disposizione la leva fiscale (tasse)per drenare il circolante e abbassarne la quantità in circolazione.Al limite,potrebbe pure emettere tds a tassi contenuti per drenare o comunque congelaretramite rinnovi) altro circolante.
    Tutto questo sempre tenendo presente che la BC sarebbe pubblica e che il sistema bancario non sarebbe certo l'attuale,dove le banche si esercitano in tutti i tipi di speculazione.

    Tieni inoltre presente che lo Stato per finanziarsi non avrebbe più bisogno,come accade ora,di ricorrere al mercato dei capitali privati ad alti tassi d'interesse.
    Se ben amministrato,tutto il deficit statale sarebbe a favore dei cittadini,ad accrescere ricchezza di imprese e famiglie.

    Nel caso contrario di stagnazione,lo stato abbasserebbe tasse (al contrario di ora) e immetterebbe nuova ricchezza a favore sempre di familie e imprese.

    Il debito dello stato non é dei cittadini,lo stato si indebita solo con se stesso e quindi non ha molto da preoccuparsi.

    Non so se mi son spiegato.Capisco che sono concetti oggi desueti e ben affossati per decenni dai nuovi padroni,ma questi principi hanno salvato gli Usa dopo la grande crisi del 29.E ci salverebbero ancora,o perlomeno non saremmo in questa situazione,se fossimo uno stato a moneta sovrana.

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  5. L'euro per noi é una moneta straniera,nel senso che ci comportiamo come se dovessimo acquistare dollari o sterline....in pratica compri la moneta emettendo continuamente titoli ad interesse per il fabbisogno,e questro diventa un debito per tutti.Una cosa folle...!
    Se ho bisogno di moneta,me la stampo e basta,come fanno inglesi,americani,giapponesi...senza pagar alcun interesse.

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  6. Per avere un bene di cui fruire,bisogna che "qualcuno" lo produca.Quindi alla base del benessere c'è prima di tutto il lavoro umano e tecnologico che converte materie prime in prodotti finiti.Per un bilancio estero in pareggio bisogna produrre(in casa,come beni o servizi...vedi il turismo) il di più per acquistare le materie prime che ci mancano.Negli anni 75/80 ,sulla scia di altre nazioni, anche in Italia ci fu una fioritura di tanti "Imprenditorelli"nostrani improvvisati(e grandi gruppi industriali,amanti per i loro investimenti dei paesi comunisti),che furbi, si convinsero ad aprire(delocalizzare) i loro impianti in oriente,dove il costo schiavistico del lavoro(circa 100 dollari al mese)permetteva la produzione dello stesso prodotto a costi più che dimezzati(ciò permetteva il ripagamento dell'investimentofacilmente ottenuto)e poi girato al Cinese,e lasciava margine a lauti guadagni),...e inoltre si "toglievano di torno" le preoccupazioni di.... sindacati,scioperi tasse...L'unica cosa che mantenevano in Italia era il "Logo"e la catena commerciale di distribuzione.I contratti con i Cinesi(per esempio)erano a venti anni,dove l'imprenditore si prendeva il 65/70% della produzione che vendeva in Italia e il Cinese il rimanente 30/35% per coprire i suoi guadagni e costi(in effetti,il Cinese produceva molto di più del 30% con turni 3 su 3, contro i 2 su 3 previsti dal contratto,e spesso vendeva la stessa merce con diverso logo negli stessi mercati italiani.Alla fine dei venti anni"spirava"il contratto e... l'impianto passava al Cinese,e la pacchia finiva per l'imprenditore che per sopravvivere si "tramutava" da imprenditore estero in "commerciante",comprando cinese(a nuovi costi) e vendendo in Italia.Questa cecità ormai così diffusa ha portato alla catastrofe....1)gli impianti chiusi in Italia creavano disoccupazione,la disoccupazione creà povertà,la povertà non permette ai poveridi acquistare...i commercianti furbi,avevano,sì, merce a basso costo ma ,compratori con le tasche vuote.Risultato molta gente che gira sui marciapiedi a guardare le vetrine ma... tutti disoccupati che non comprano niente.E i 20 anni "sono passati" e i Cinesi possono vendere tranquillamente in Italia ,perché non c'è più competizione essendo i nostri stabilimenti o già chiusi o in via di chiusura....Ed ora i nostri frigoriferari veneti,i mattonellari emiliani,gli "stracciaroli" toscani,per citarne solo alcuni, piangono ,perché non c'é competizione con i Cinesi e non c'é mercato in Italia...chi li può più,oggi, salvare dalla loro stoltezza passata?Ciao Tonino...P.S.quello che ho illustrato non viene da...lezioni di economia in una comoda aula universitaria,ma da oltre 35 anni di vita vissuta nel campo dell'ingegneria industriale,anche in oriente.

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  7. Quello che dici é vero,ma più che di stoltezza (che c'è comunque stata) é che non puoi competere con Cinesi e Indiani su certi prodotti.E' il cammino storico che ha portato inevitabilmente a questa conclusione.Poteva essere peima o dopo,ma con 300-400 milioni di persone che lavorano a bassi salari,non c'è difesa.Anche perchè oltre che vendere,comprano pure e il potere di condizionamento aumenta.l'unica soluzione italiana é concentrarsi su prodotti di nicchia,di elites,e su prodotti dove la qualità,la fantasia e l'invenzione é un marchio garantito.Non parlo solo della moda o simili,da noi c'è una industria metalmeccanica di piccolo medie impresa che hanno quasi il monopolio di certi componenti che vendono in tutto il mondo.C'è stato un secolo americano,ce ne sarà uno cinese.

    Tornando alla nostra teoria e alle tue prime battute,é pur vero che "Per avere un bene di cui fruire,bisogna che "qualcuno" lo produca.Quindi alla base del benessere c'è prima di tutto il lavoro umano e tecnologico che converte materie prime in prodotti finiti"...,ma per innescare questo processo occorre denaro.E da dove viene il denaro? Chi é che può immetterlo nel circuito produttivo? Chi é il primo che crea e spende questo denaro?. E' lo Stato,l'unico deputato a crearla e ad essere accettata sulla fiducia,visto che in tutto il mondo ormai la moneta non é più convertibile in oro. Voglio dire che se tu compri un paio di scarpe,il tuo reddito diminuisce e quello del negoziante aumenta.E' sempre lo stesso denaro che circola,non c'è ricchezza nuova.Non si crea crescita PER TUTTI.L'unico che può immetterne stampando moneta (e data ad aziende,famigli in vari modi o promuovendo motu proprio opere pubbliche e quindi salari...) e creare NUOVA ricchezza nel circuito privato é lo Stato.E' di una lampante semplicità.Tu adesso non tener presente malversazioni,ruberie....questo é l'uomo,e nessuna teoria o sistema funzionerebbe in mano a truffatori.Ma questo é un altro disvorso e vale per qualunque cosa della vita.

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  8. Per produrre un bene sia in Italia che in Cina la catena degli elementi coinvolti è la stessa:1)un finanziamento per realizzare l'opera(forse la Cina è considerate più sicura dell'Italia e quindi godrà di termini di ripagamento più lunghi,quindi rate più basse )...2)un costo di costruzione dell'impianto più basso,sia per il materiale meno costoso ormai prodotto in gran parte in loco,che per la manodopera cantieristica(si tratta di milioni di ore lavorative),pagata a prezzi schiavistici...3) un costo (labor)del personale dirigente e di produzione anch'esso schiavistico,e quindi molto più basso del nostro...4)le materie prime un po' ce l'hanno, molte altre le devono comprare e pagare come noi.
    C'è un termine da non trascurare ed è il Know How(la tecnologia,e le relative Royalties da pagare)per produrre prodotti sofisticati.E' sufficiente non dargli quelli di ultima generazione(come fanno tanti marpioni americani,inglesi e tedeschi) per farli rimanere qualitativamente sempre una generazione indietro.Ma il sistema è irrealizzabile perché qualche multinazionale(in crisi o in vena di guadagni facili) rompe l'eventuale patto, associandosi con i Cinesi,e"fregando" tutti gli altri protezionistici.Questo che ti ho brevemente illustrato,si chiama.... "studio di fattibilità",e "impietosamente" dimostra che per la maggior parte dei prodotti il costo italiano ed europeo è più alto(e non lo abbassi con l'eliminazione dell'articolo 18,per arrivare alla lunga a costi schiavistici del lavoro anche da noi).Come fai notare,anche te,ci vogliono metodi più drastici...1)tassa d'importazione per prodotti esteri disponibili anche in Italia...costringere a comprare italiano,e se non si può, al più europeo....non sperperare soldi inutili per opere senza ritorni sull'investimento(ROI),...2) intervento statale di riincentivazione per aziende ancora esistenti ma in difficoltà finanziarie,e che stanno per cadere in mano di avvoltoi che devono solo aspettare....3)detassazione degli stipendi degli operai in momentaneo esubero,per aziende in crisi,lasciandoli al posto di lavoro,invece di mantenerli a non produrre niente a casa...E se i Cinesi si incavolano?peggio per loro l'Europa vende in Cina meno di quello che compra,e molto di ciò che vende è materiale sofisticato(che non sanno ancora fare)e che utilizzeranno per produrre nuove merci nei nostri mercati,e a nostro futuro danno.Qualcuno deve decidere se deve progredire l'oriente ai danni dell'occidente che invece dovrà regredire(le due cose in contemporanea non sono possibili),o se il processo di recessione che ci riporterà ad un nuovo "medio evo" va arrestato prima che sia troppo tardi.Ciao Tonino

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    1. Georgejefferson19 marzo, 2012 01:50

      A parte le considerazioni tecniche che giustamente fai...seguendo il ragionamento di corrado...dici:1)un finanziamento per realizzare l'opera___per aumentare una produzione ci vogliono soldi in piu al netto...in un sistema mondo il finanziamento dei cinesi e' risparmio..sempre soldi che girano...se ipotesi totale 1000,1000 sono e 1000 rimangono...chi li deve creare i soldi in piu per aumentare beni e servizi a livello aggregato?insomma nasce prima il denaro o il lavoro?come l'uovo e la gallina,il lavoro produce denaro...ma il denaro produce il lavoro,quindi?e' il deficit

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  9. Infatti non credo che su certe cose mollino facilmenter il know how,gli italiani non saprei,anche perchè si parl di alta tecnologia,e noi non so se abbiamo tanto know how da protegere....é ovvio che per alcuni prodotti basta comprarli,e se non li dai in mano a degli incapaci,lo trovano subito il know how....pensa a certi prodotto giapponesi di qualce anno fa...meglio degli originali...moto,elettronica...

    Se cominci a fare la guerra dei dazi (e non solo contro la Cina),non so se ci guadagneremo,visto che loro comprano e non poco da noi.Sai come l'hanno risolta i marpioni multinazionali e pure italiani? Delocalizzano,fanno fare le scarpe in Cina e poi le vendono qui a prezzi esosi,vero Della Valle'

    Il punto 1 non credo sia praticabile per quanto già detto,mentre il punto 2 é certamente opportuno a prescindere dai Cinesi,e sempre opportuno...come pure il punto 3.Almeno se si ha a cuore la prosperità del paese e non degli strozzini e banchieri,cosa che avviene ora.Tonnellate di soldi a tassi ridicoli alle banche di cui finora le imprese non hanno visto nulla.Mi sa che durerà ancora molto il credt crunch....tante promesse,ma non scuciono,preferiscono comprare i bond statali al 5-6%.....mentre la politica sta a guardare.

    Purtroppo mi sa che fermare questo tank cinese sia molto difficile...c'è da sperare che pure da loro (e già ci son stati segni precisi)la forza lavoro voglia salari più alti che faccian crescere i costi.Già sono iniziate proteste,tutti vogliono condizioni di vita migliori.

    Sai quando Obama é andato a Pechino perfar in modo che i cinesi rivalutassero la loro moneta,gli han sbattuto la porta in faccia,anche se credo che presto dovranno farlo,cosi che le loro wesportazioni diventino meno convenienti per i compratori.
    Tanto per dirti che se non ci riescono gli Usa...verp è anche che i cinesi hanno in mano la maggior parte del debito americano.Ciao

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  10. prova di Emma

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