lunedì 20 febbraio 2012

LIBERTA' DALLA STAMPA...



Magari qualcuno conoscerà già questo piccolo apologo amaro. È un fatto veramente accaduto nel 2007: un giovane suona il violino nella metropolitana di Washington. Nella folla affrettata che gli passa accanto, sette persone si fermano qualche istante per ascoltarlo. Una ventina gli lasciano nel cappello un dollaro, senza fermarsi. In 43 minuti, il violinista raccoglie 32 dollari in elemosine.
Si tratta di Joshua Bell, uno dei maggiori violinisti del mondo. In metropolitana ha suonato con il suo strumento, uno Stradivari del 1713 che vale quasi 4 milioni di dollari.
Pochi giorni dopo, Bell suonerà lo stesso violino e le stesse partiture in un teatro di Boston che ha chiuso il botteghino in anticipo, avendo esaurito i biglietti in due ore. I fortunati che hanno potuto procurarsene uno hanno speso almeno 100 dollari, molti sono stati felici di ricorrere ai bagarini spendendo due o tre volte tanto.Succede ogni volta.
Come giornalista ed opinionista, potete essere un solennissimo cretino, ma se scrivete sul Corriere o su Repubblica il pubblico vi ascolta come un maestro, vi ritiene autorevole.
Se invece dovete scrivere su un blog, perchè nessun «grande» giornale accetta di pubblicare le informazioni scomode per il potere che voi fornite, allora una maggioranza del pubblico vi deriderà come un fissato, un picchiatello, un complottista, e una maggioranza ancora più grande proclamerà che le vostre informazioni non valgono niente, «perchè sul Corriere non ci sono», perchè «Il TG1 non l’ha detto».

È esattamente in questo senso che McLuhan sancì: «Il medium è il messaggio».
Il fatto non ha niente di esoterico: la massima parte della gente non ha gusti, opinioni ed idee proprie, non ha sviluppato nè capacità intellettuali nè cultura sufficiente per esprimere giudizi autonomi; in compenso, ha un vivo senso del potere sociale, (quello che in zoologia si chiama l’ordine di beccata): in un gruppo umano sa immediatamente distinguere «chi conta» e chi «non conta».
Di conseguenza, nella modernità dove è richiesto alle folle di avere delle «idee», le folle si regolano guardando usi, opinioni e «idee» di «quelli che contano», e le imitano.

Detto en passant, è questo il motivo per cui nelle società organiche e tradizionali, volendosi educare il popolino alla verità ontologica e spingerlo alla salvazione, non gli si insegnavano concetti, ma dogmi, gerarchia, liturgie e miti (1).
Lungi dall’essere sinonimo, come oggi è ritenuto, di favola anzi «un modo di ingannare il popolo» , il mito è invece il solo modo in cui la cultura profonda può essere comunicata al popolo, ed impressa in lui come memento della sua dignità.
Infatti «la cultura è nata dal culto. Le sue fonti sono sacrali (...) La cultura è simbolica per sua natura» (2).
La convenzione illuminista secondo cui ogni uomo qualunque è «maturo e razionale» sì da scegliere per sè quel che vuole, liberamente e responsabilmente, e quindi abbia diritto ad una «sua» opinione su qualunque cosa – politica, arte, morale –, è uno dei più vacui e risibili miti del democratismo.

«La cultura superiore è infatti necessaria solo a pochi. Alla massa media dell’umanità serve solo una cultura media, il che indica la struttura gerarchica della cultura. Gli scopi supremi della vita universale e storica sono legati a qualcosa che è comprensibile, e sostanzialmente necessario, solo a pochi. Ma su questo qualcosa necessario e comprensibile solo a pochi si regge spiritualmente tutto il mondo e tutta la storia. Nella cultura c’è l’elemento essoterico e quello esoterico: ciò che si comprende solo ai livelli superiori ha un significato essenziale per i livelli più bassi» (3).

Ma questo avveniva in tempi pre-mediatici. Quando il popolino non pretendeva di possedere delle idee nè delle opinioni, avendo costumi, tradizioni, fede. E allora non era ancora massa; erano «gli umili», i «poveri» per il bene dei quali – per risvegliare in loro la vocazione all’immortalità che fa dell’uomo una creatura unica nel regno naturale – nelle cattedrali, in bei dipinti e in luminose vetrate, si narravano per immagini le storie sacre (Biblia pauperum).

Oggi che «l’uomo della strada» ha il diritto di voto, e dunque viene invitato a scegliere ciò che vuole in una anti-pedagogia di auto-soddisfazione di sè, egli è reso tanto più dipendente quanto afferma la sua indipendenza, la sua «libertà personale»: di fatto, egli esercita questa libertà facendo quel che fanno tutti gli altri, pensando quel che pensa «la gente» e avendo le opinioni «di tutti», ma soprattutto di quelli «che contano».
Crede di capire il messaggio, invece quel che capisce è il medium, e la sua pretesa «importanza» secondo «la gente». Crede di ascoltare musica, invece ascolta un mendicante che suona (non altro può essere, visto che suona in quel medium che è la metropolitana), e la musica è la stessa che si suona nel teatro dove il biglietto costa 100 dollari: ma allora l’uomo qualunque applaude. Quanto più viene convinto d’essere «libero», tanto più è dipendente (4).

Questo meccanismo sociale è ben noto ai poteri forti ben prima che nascesse Marshall McLuhan.
Tant’è vero che i poteri finanziari e le oligarchie si dedicano molto alla compra e al possesso di giornali e media. Come sappiamo, questo avviene in USA come in Italia.

Un sito francese, Polémia, ha messo in rete un saggio (Les médias en servitude) di cui consiglio la lettura a chi conosce la lingua che illustra la proprietà dei principali giornali del Paese cugino, cosa non del tutto nota.


È sorprendente per esempio apprendere che la famiglia Louis-Dreyfus, (già mercanti di grani, oggi armatori marittimi, padroni di un impero immobiliare e della telecon 9 Cegetel), quinta nella lista dei patrimoni d’Oltralpe, manda «un suo membro a sedere fin dal 1904 nel consiglio d’amministrazione del quotidiano L’Humanité, l’organo del partito comunista.
Altre interessanti informazioni:
Bernard Arnault, prima fortuna di Francia e quarta mondiale (22,7 miliardi di euro), leader mondiale del lusso (Vuitton, Dior, Givenchy, Moet & Chandon...), molto legato alla Lazard, ha un polo mediatico che possiede periodici (Les Echos, Investir), e reti radiofoniche.

Il gruppo bancario Rothschild è azionista di riferimento del quotidiano della sinistra intelligente Libération (a suo tempo tenuto a battesimo da Jean-Paul Sartre con lo slogan: «Proletariato, prendi la parola!»), di cui è secondo azionista il Gruppo Caracciolo (quello di Repubblica).

Il celebre ed autorevole Le Monde dipende strettamente dalla banca Lazard.
Il Crédit Agricole e il Crédit Mutuel possiedono, dividendosela fraternamente, tutta la stampa quotidiana regionale, a cominciare dal potente giornale La Voix du Nord.

Il mega-gruppo Bolloré s’è lanciato nei quotidiani gratuiti (Matin Plus e Direct Soir).

E cinque grandi banche siedono nel consiglio d’amministrazione della famiglia Bouygues, proprietaria al 43% della catena televisiva (ex prima rete di Stato, oggi privatizzata) TF1, che a sua volta possiede il 40% di Tele Monte-Carlo, più una decina di catene tematiche (Eurosport, Histoire, LCI, Usuahaia TV...).

Interessante apprendere che Claude Perdriel, un miliardario ex socio dei Rotschild, è editore di Nouvel Observateur, Science et Avenir, il sito Rue89.

Interessante sapere che Bernard Henry Levy, il maitre à penser già gauchiste oggi neocon e promotore dell’intervento umanitario in Libia, è stato proprietario e direttore generale della Becob, una colossale azienda di legname pregiato con centinaia di migliaia di ettari in Gabon, Costa d’Avorio e Camerun, dove impiegava manodopera «in condizione di semi-schiavitù»).
Ancora più istruttivo sapere che nel 1998 il settimanale Entrevue ece un’inchiesta sulla Becob... che non apparirà mai, perchè – come disse il redattore-capo ai giornalisti, «Bernard Henry Lévy s’è lamentato con Arnaud Lagardère, e Arnaud ha posto il veto».

Lagardère, un industriale dell’armamento, è stato a lungo il più grosso editore francese di magazines, proprietario di Paris Match, Le Journal du Dimanche, nonchè di Elle – il numero uno della stampa femminile, superiore all’americano Vogue. Oggi ha venduto parte del suo impero al gruppo americano Hearst, ma rimane azionista di Canal Plus e La Monde SA, che possiede varie catene tematiche.

Bernard Henry Levy, ha nel 1998, venduto bene la BECOB (azienda paterna), restandone azionista: la fortuna del «nouveau philosophe» si calcola sui 180 milioni di euro... BHL è oggi il «prescrittore di opinioni» sia per Le Monde, sia per  Libération.

Praticamente tutti i grandi padroni sopra nominati sono membri dell’esclusivo «Le Siècle», un «club di riflessione», praticamente un Bilderberg francese, che si riunisce periodamente in Place de La Concorde, dove i patrons (500) invitano qualche volta i loro giornalisti domestici, noti al gran pubblico come opinionisti di grido. (Le Siècle)
Membro del Club è il direttore di Le Monde sotto gestione Lazard Fréres, che si chiama Eric Israelewicz.
A capo del polo informativo Lagardère è stato piazzato Denis Olivennes (nato Olivenstein), membro del Club anche lui, dopo essere stato in gioventù esponente dei «Comitati Rossi vicini alla Lega Comunista Rivoluzionaria», poi direttore della FNAC (la catena di librerie) e dell’Air France, nonchè amante di Carla Bruni prima di passarla a Sarko…
Quanto a Nicolas Demorand, paracadutato alla direzione di Libération dopo aver diretto Europe 1 e Radio France, non potendo vantare sangue eletto, s’è autodefinito «un juif culturel».
Il sito Polémia sottolinea «la strana santa alleanza dei trozkisti nelle redazioni con il capitalismo finanziario», fra «i miliardari e la mediaklatura» (in Francia, 94 giornalisti su 100 si dichiarano di sinistra o variamente progressisti, contro il 50% di francesi che votano a destra).

«Dietro la facciata di diversità, i grandi media mettono in scena l’attualità secondo la stessa griglia di lettura, quella dell’ideologia unica, che tutti condividono: liberismo economico, cosmopolitismo senza frontiere, rottura della tradizione e rivoluzione dei costumi... sotto la dittatura del momentaneo, dell’emozione, dello spettacolare».

Il che non è certo in contrasto con l’ideologia del loro padronato.

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1) «Io uso la parola ‘mito’ non nel senso di una contrapposizione alla realtà; al contrario, il mito corrisponde maggiormente alla realtà che non il concetto. Alla base del cristianesimo c’è il mito divino-umano, (...) mito dell’immagine e somiglianza di Dio nell’uomo, del Figlio di Dio fatto uomo. La dignità dell’uomo dipende da questo» (N. Berdjaev, Pensieri Controcorrente, Casa di Matriona, 2007, pagina 57).
2) N. Berdjaev, opera citata, pagina 84. Ne segue che «cultura secolarizzata», cultura laica, è una contraddizione in termini.
3) N. Berdjaev, opera citata, pagina 97.
4) «... Agli inizi dell’era moderna si ebbe un umanesimo cristiano. Ma nel suo successivo sviluppo, l’umanesimo si trasformò nell’affermazione dell’autosufficienza dell’uomo. Non appena fu proclamato che non c’è nulla di superiore all’uomo, che egli non ha nulla verso cui innalzarsi e che anzi basta a se stesso, l’uomo cominciò ad abbassarsi e a sottomettersi alla natura inferiore (...). Considerato come essere esclusivamente naturale e sociale, come creazione della società, l’uomo è privo di qualsiasi libertà e indipendenza interiore, è determinato esclusivamente dall’esterno» (N. Berdjaev, opera citata, pagina 141).
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Non dissimile é la situazione italiana,dove pochi gruppi industriali,finnziari e bancari hanno in pratica il monopolio dell'informazione

Dettagli: http://www.slideshare.net/Biagio1972/i-gruppi-editoriali-in-italia-gennaio-2011

Stupisce e inquieta  la militarizzazione del consenso che si sta creando intorno a un governo tecnicamente guidato da Berlino. Fa un po’ impressione questo plauso generale espresso con titoloni e paginate (quelle per esempio dedicate dal Corriere al tema delle liberalizzazioni) su “1800 euro di risparmi a famiglia” che “potrebbero venire dalla fase 2”. (campa cavallo...)

Singolare che l’ottimismo enfatico dei titoloni sia assistito da altrettanto poco enfatico uso dei verbi al condizionale (minor spesa per la Rc auto “potrebbe arrivare”, i prezzi al commercio “potrebbero diminuire”, il vantaggio per in consumatori “arriverebbe”, la diminuzione delle bollette luce e gas “potrebbe essere ottenuto” e via con tutti i condizionali del caso).
E notevole anche il fatto che, sullo sfondo di un clima mediatico tutto concentrato sull’apocalisse del Concordia e sulla neve (tanto per distogliere l'attenzione su certe fesserie del governo), si tenda a convincere l’opinione pubblica che il governo dei tecnici è tutto ciò che di buono e speranzoso abbiamo oggi in Italia.
Dov’è finito il famoso mastino del Quarto Potere che fece vedere i sorci verdi a un ventennio di governi eletti dal popolo? Possibile che si sia tramutato nello yorkshire di compagnia a un esecutivo che può rappresentare di tutto,tranne che democrazia e voto degli italiani?
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21 commenti:

  1. L'informazione é ormai venuta a meno ad ogni deontologia professionale,un coro univoco sottoposto al potere,come nei migliori regimi.
    Se poi qualche cane sciolto riesce a far passare qualche articolo critico,viene immediatamente redarguito,come recentemente accaduto ad un cronista del CDS,nonostante questo giornale non sia altro che un profluvio giornaliero di peana a questo governo fantoccio.
    Il quarto potere,é ovvio,sta con gli altri...

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  2. Ha ragione Blondet,basta che un cretino qualsiasi si presenti in tv o scriva su qualche giornale importante,e subito viene accreditato come un esperto.Ricordo durante la guerra libica le tonnellate di scemenze e previsioni sballate che sedicenti esperti andavano blaterando.
    Leggere poi certi articoli economici,tutto un aggrovigliarsi intorno a cifre e percentuali,solo per dimostrare che monti é un genio,vien da pensare che l'uomo della strada ne sappia di più!
    E poi,l'uniformità dei titoli....! ma forse rispecchia il vero,tutti insieme appasionatamente...é tutta la stessa zuppa.
    Savino

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  3. Mi pare evidente l'intreccio che spesso si riscontra tra i gauchistes e la grande finanza...vedasi ora in Italia.Ne abbiamo tanti di BHL..

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  4. La diagnosi dell'attuale sviluppo della malattia profonda dello "status mentis" contemporaneo conferma che - e al di là di qualunque più rosea speranza filologica, - è il risultato del processo di "razionalizzazione-decerebrativa" avviato da un'accozzaglia di "illuminati" pazzoidi cartesiani, et similia, tra il XVII e il XVIII secolo facendo sì che coll'affermazione dell'"homo-razionalizzato" non v'è ragione di stupore se ieri come, ancor più, oggi un signor rothschild qualsiasi, inevitabilmente, anche dormendo come un "savo dei savi" possa, col controllo dell'informazione, bellamente rimbecillire una nazione, un continente, tutta l'umanità... sottospirito.


    L'illuminismo e la secolarizzazione della Biblia pauperum avviata dalla Riforma costituiscono il presupposto cosmologico, logico, cronologico e tecnologico dello scientismo pazzoide sul quale si formò tutto il sistema economico ed intellettualoide del mondo moderno.

    Oggi i finanzieri sono editori, gli editori sono dittatori, gli intellettuali sono i loro domestici e la linea editoriale un fottutissimo postulato per ciarlatani da dare in pasto alla stupidità di un pubblico essenzialmente credulo, al punto da credere, come lettore/spettatore, alle loro enunciazioni, e come essere/coglione alla propria emancipazione.

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  5. Direi che l'Etica....di Max Weber é ancora opera tutt'altro che scaduta,come certuni affermano.Lì é ben spiegato l'inizio di quel processo che ha infine portato alla situazione attuale.Quel che doveva essere illuminato é nella più profonda oscurità,preda della sua stessa ragione critica degenerata appunto in decerebralizzazione.
    Un processo che continua alacremente e col pieno consenso dei lobotomizzati.
    Il risultato é un'accozzaglia di menti in cui si agita tutto e il contrario di tutto in un unico,melmoso e indistiguibile blob,incapaci di ogni reazione.

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  6. Ottimo pezzo che fornisce anche le informazioni dei grandi gruppi mediatico-finanziari stranieri.

    Ma per restare a casa nostra:

    Il gruppo Corsera-Rcs Mediagroup ha al suo interno tre banche di riferimento (Mediobanca, Intesa e Unicredit); il gruppo Espresso-Repubblica è dello "svizzero" De Benedetti, vicepresidente della Fondazione Rothschild.

    La Stampa è l'organo, o meglio l'house -organ della Fiat e relativi gruppi immobialiristi e assicurativi.
    Che vogliamo aspettarci di buono da cost'ORO?

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  7. Io penso che oggi non sia più la stampa a creare,a seconda dei casi(come più ritenuto opportuno al momento)una opinione o una confusione pubblica.Chi compra un giornale lo fà come un rituale,e cioé perché il giornale lo definisce nel gruppo culturale nel quale ama apparire.Gli strmenti "manifesti"invece di persuasione occulta sono le emittenti televisive.Il metodo è sempre lo stesso,creare più confusione possibile tra gli individui,in modo da farli lottare tra loro in piano,senza alzare il livello della comprensione di come vanno le cose(e non a caso)e individuare chi queste cose le governa.C'è anche il vantaggio,che si respira aria di democrazia,perche ognuno ha la libertà di interessarsi di tutto,parlare e ragliare su tutto(vedi il recente festival)....tanto i ragli dei somari non arrivano al cielo.La morale è che l'informazione che ci viene venduta,differisce molto dalla situazione reale.E' solo una mia impressione....ma come esempio oggi tutti(giornali TV) fanno indagini di gradimento sul governo provvisorio....risultati...la propaganda dà indici di gradimento molto alti,Io invece,girando,parlando,discutendo in piena libertà con amici,conoscenti,alla fila della posta o del supermecato....,trovo invece che sono tutti(mi si consenta la licenza)"incazzati neri".Come è possibile leggere sui giornali o ascoltare in tv...solo degli"Osanna"...mentre per strada sono tutti imbestialiti?Perché questa frattura tra chiacchiere e vita vissuta?Ciao Tonino

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  8. Che cosa vuole aspettarsi, Nessie! Pensi un po', tanto per fare un esempio: fin quasi al 1970, alla Stampa di Agnelli era proibito annotare, in caso di incidente stradale, la marca delle auto coinvolte se una delle due o tutt'e due fossero state Fiat. Se un cronista sgarrava, per lui erano cavoli amari.

    Mutatio in peius, oggi imperversano le slinguate a tutto tondo di Monti. E che? Lei vorrebbe, Nessie, che gli scribacchini d'Italia e i mezzibusti televisivi (compresi quelli di Mediaset) mettessero in pericolo la carriera e lo stipendio?
    Pensi un po', tanto per fare un altro esempio, quanta saliva è stata secreta nell'osannare Monti quando ha detto no alle Olimpiadi di Roma. Persino i suoi pochi, finti contestatori sono andati (opportunisticamente) in brodo di giuggiole e l'hanno fatto sapere al creato mondo, chi con un editoriale chi con una comparsata in tv. Come se non fosse chiaro (ai finti contestatori) che anche il più imbecille degli imbecilli, fosse stato incaricato di decidere, avrebbe detto no alle Olimpiadi di Roma.

    Tommaso4ever

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  9. Purtroppo non possiamo aspettarci niente dall'info mainstream,diciamo pure che in parte é sempre stato così,ma forse mai ha raggiunto punte di squallore unificate come oggi.
    E sì che su questo governo fantoccio ce ne srebbe da dire....ma pare che tutto l'ardore si sia spento con la caduta del Papi...
    Vera è la distinzione che fa Tonino,comprando il suo giornale ognuno sa cosa si aspetta e cosa vuol sentir dirsi,più subdola la Tv che pretende di rivolgersi a tutti,anche se una certa fetta di teledecerebrati si comporta nel vedere i programmi come chi compra il suo giornale...ma é indubbio che larga parte del people,che magari non compra giornali,é facile preda dell'informazione di stato.
    Quindi non asèpettiamoci nulla,forse qualcosa dalla rete,che avrà tanti difetti,ma dove qualcosa di serio ed alternativo si trova.
    Tomas,hai visto che succede nella nostra Venezia,pare ci sia più auto blu che gondole....

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  10. George, vecio mio, ti me parli de auto blu. Te dirò. Ghe xe tropi posti beli e bacari e ostarie e ristoranti intorno a Venexia! Vustu che te diga dele stupende manducatoie de la riviera del Brenta o ai lai del Teraglio? O un poco più in là verso el Montelo, San Donà e el Cavalin, Caorle, tuta la Marca, Conegian, Ciosa e Cavarzare e Castelfranco? I nostri ministratori i ama bisati in tecia o rosti e tartufi de mar, sepoline frite, salami de casada,risotini de pesse, canoce e moeche a scotadeo, sfogi e sarde in saor co' l'uveta e i pinoli, folpeti del paradiso, biscotini de Buran nel vin santo, refoschi e cabarnet e merlot del contadin, risi e bisi, schile agio e ogio, bacalà mantecato, polenta pastissada, castrà in umido, verze sofegae, moeche e canoce a scotadeo, granseola e cape sante, asiaghi e montasi, fugassa de Pasqua, brisiole sui feri, polastro in squaquaciò, e favette e fritole e galani e perseghi in giasso. Sora tuto graspete.

    No ti vorà miga, George, che i nostri ministratori i vada a sfondrarse el buelo in bicicleta fin a quei posti dove che se magna ben e se beve mejo! Lassighe le auto blu, che i vada in mission comodi ai bancheti el sabo, la domenega e anca in tanti giorni feriai. Sì, forse a Venexia ghe xe più auto blu che gondole, ti ga quasi rason. Ma le gondole le xe per i cruchi e i cinesi, ormai, e a lori ghe piase tanto sentirse cantar O sole mio nei rii spussolenti, no ghe interesa sfondrarse el buelo.

    Tommaso4ever

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  11. OT: George, ho avuto due tuoi commenti alle 14,32 dove ti ho risposto, e un commento dove parli di spam alle 23, 56. Non so quale sia il commento tuo andato perduto perché non mi risulta nulla. Ciao

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  12. Tomas,ti me fa vegner l'aqua....far ea vita del Micheasso, magnar, bever e far un casso...
    esser de bando e far el somelier de peo..far el mona per no pagar dassio..
    poareti,me fan miseria sti ministratori,strasse e ossi da vender...ste panse da ombre,i ga un stomego come un cocal....me sa che cruchi e can da burcio semo noàntri....ghe venisse un spin in cùeo..ciò,ciapa!

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  13. George, di Blondet c'è anche il suo recente appello a sottoscrivere la mozione popolare contro l'ESM o Mes che dir si voglia, promosso dall'economista Lidia Undiemi:

    Qui il video di lei : http://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&v=lp2IpL0uVMw

    E qui il sito per firmare la mozione anti -ESM:

    http://www.palermoreport.it/notizie/litalia-non-deve-aderire-allesm-ecco-la-mozione

    Firmiamo, George, non possiamo permettere che il nostro Paese diventi una galera e che non ci sia più nessun futuro per le nuove generazioni, per colpa di una banda di Usurai.

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  14. Vorrei insistere sulla falsa informazione che in mille modi arriva da diversi enti apparentemente conosciuti come indipendenti(giornali TV,Radio più o meno libere) al popolo semplice di cui "facciamo" parte.Viene subito il dubbio che molti media siano solo "cinghie di trasmissione"o "megafoni"(di idee prodotte da altri,per creare e indicare colpevoli da rotolare in pasto all'ira delle genti.Il sistema ha funzionato fino ad oggi,ma stà presentando molte falle.
    1)Il primo indicato come causa del disastro nazionale è stato il popolo italiano,spaghetti e mandolino,che spende più di quanto guadagna.Io ho girato "troppo" per lavoro in 35 anni,e ho imparato a fare paragoni tra chi siamo noi e chi sono gli altri,e sinceramente non ho "complessi" verso popoli e situazioni europei ed extraeuropei.Gli Italiani"magnoni"facendo i conti ormai "sanno" che ricevono come bene sociale,meno di quanto gli viene sottratto con le tasse.C'è qualcuno(oltre gli evasori) che però"frega"quello che manca.I "Padroni del Vapore" si sono accorti che bisogna trovare un nuovo colpevole,per calmare il popolo ormai riconosciuto "innocente".
    2)Ed ecco la "grande" campagna mediatica contro i politici corrotti da imprenditori corruttori....per fare opere inutili,antieconomiche,mai terminate,inesistenti,etc,etc....Basta sintonizzarsi su una qualsiasi TV,che (mai insieme stranamente)tutti i giorni della settimana ci indicano casi di malaffare tra amministratori e imprenditori.Finalmente sembra che abbiamo i colpevoli?...e invece il popolo "magnone"ha imparato ad avere i suoi dubbi...ed ha capito che "si è alzato il tiro",ma ..."non troppo".All'appello "mancano" i finanziamenti(e i finanziatori) facili,tanto se è lo stato(garante) a dover pagare,inventarsi un governo forte e di tecnici è questione di pochi giorni,e il ritorno dei soldi è sicuro. ,.Il popolo "magnone"si chiede,visto che i media lo hanno ormai convinto che c'è corruzione diffusa nella gestione della cosa pubblica,se il"pozzo nero"della malagestione di circa 150 anni, non sia proprio in questo elemento.Inoltre questo popolo,che ha cominciato a svegliarsi, ormai pretende "chiarezza".
    3)alcuni esempi ma vanno moltiplicati per cento,per mille...Quando(da 150 anni) si acquistano beni da privati(ferrovie,elettricità, chimica......)per socializzarli...e si rivendono(immancabilmente) poi per privatizzarli,chi fà(il doppio) affare) ?Quando si finanziano(con impegno pubblico) opere di grande valore,bisognerebbe fare prima degli studi di fattibilità(ritorno sugli investimenti)sia dall'imprenditore,sia dagli istituti tecnici dello stato,ma anche e sopratutto dagli investitori e le banche (che forse dovevano in passato essere più"stitici"a concedere facili prestiti....vedi oggi,la "saggezza"mostrata per le olimpiadi),altrimenti in caso di errori o malaffari quei soldi ormai finanziati vanno nel debito pubblico e sempre da restituire(perché l'investitore dorme tranquillo quando lo stato è garante).
    4)per concludere...visto che i media ci hanno convinto ormai che il presente è così pieno di disonesti,i "padroni" dei padroni di alcuni dei media faticheranno molto a toglierci il "dubbio" che anche il passato è stato pieno di disonesti(costruttori di debito pubblico),e forse di più.Per toglierli dai guai(in cui si sono ficcati) Io penserei(come via di uscita) ad un atto di clemenza da parte loro..e cioè una ricontrattazione del debito(lì dove non è cristallino) e degli interessi;riprenderebbero dei soldi e ci farebero anche la bella figura di" Buoni Cristiani"applicando la supplica della famosa preghiera...."e rimetti a noi i nostri debiti"...se no....non ci resta che sperare nel finale....e non ci indurre in tentazione,"ma liberaci dal male".Saluti Tonino

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  15. @nessie

    ok e grazie per info

    @tonino

    più che un dubbio...una certezza,anche se no tutti ormai bevono ad occhi chiusi...
    D'altronde basta vedere chi sono i proprietari.

    1- Troppo comodo infatti come soluzione.Qualcuno avrà pur permesso al popolo,nel caso,certa vita allegra.Qualcuno avrà pure offerto un posto statale a tanta gente in più,che volevi che facessero? che rifiutassero? (é un po' la storia dei greci).Se poi andiamo a vedere le tonnellate di sprechi,di mazzette,di opere inutili....

    2- tutto questo zelo é un po' sospetto,che prima la finanza si grattava i coglioni?Se si,allora sono pure loro colpevoli...ma é più probabile che questo improvviso zelo spettacolare serva a far dimenticare la mazzata di tasse che ci é piombata addosso e le tante misure propagandistiche che mai andranno CONCRETAMENTE in porto,vedi Ici alla Chiesa.

    3- Questo cammino privato-pubblico-privato,é stato uno dei più grandi affari di malaffare italiano.Specie dal 1992,quando altri tecnici hanno svenduto metà industria italiana a prezzi di realizzo,dopo averci giostrato dentro per anni con vari intrallazzi.Quanto alle opere,molte venivano finanziate per creare mazzette varie.Sono tanti gli esempi di opere cominciate e mai finite e quando lo sono state ,spesso il costo era triplicato.
    In pratica,questa é la storia del debito pubblico.

    4- Ai media ormai non crede più nemmeno il mio gatto.Agiscono sempre per interessi particolari,specie quando si parla di soldi.Sono armi in mano ai diversi potentati che perseguono i loro fini.Purtroppo il debito non sarà mai ricontrattato e i buoni cristiani sembrano molto lontani dal Vangelo

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  16. Io non ho mai apprezzato il "mezzo" coraggio... cioé essere forti con i deboli,e "deboli"con i forti.I deboli siamo noi,....professionisti,operai,tecnici,impiegati,pensionati, piccoli imprenditori e commercianti.I forti sono le grandi organizzazioni finanziarie,gli investitori internazionali i gruppi bancari multinazionali(che da noi pretendono il ritorno di moltissimi soldi e il pagamento di lauti interessi).Ci infastidisce,p.e. l'esibizione di forza,verso chi non si "può" difendere....vedi quanto successo a pensionati e pensionandi(questi ultimi che non sanno più quando,e se mai percepiranno una pensione e di che valore),mentre ci stupisce il"fair play", dimostrato sempre e dovunque,con i nostri creditori.Ai deboli si va a controllare,pure nei mercatini rionali se pagano anche gli spiccioli di modesti guadagni(pur riconoscendo che l'evasione è reato a prescindere dal valore...,è ladro chi froda qualche euro allo stesso modo(qualitativamente) di quello che ne froda milioni).Con i forti non si tenta(ne si pensa) di scoperchiare il "pozzo nero" del perché,e la consistenza dei crediti "vantati".Il popolo è stufo che gli si gettino briciole di disonestà per calmarlo...chi ha brucato nel prato e si è mangiato tutte le margherite,quanto è lungo il panfilo dell'ex comunista,quanto hanno risparmiato alcuni impiegati statali e amministratori comprando a prezzi di "bicocca" lussuosi appartamenti dismessi dagli enti pensionistici.....Questi "assaggini" non bastano più(sopratutto ai giovani che di fronte non sanno se il tunnel,della loro vita, ha una uscita).Se si è "veramente" "forti"si va a incidere il bubbone in profondità...vorremmo pubblicato su internet(oltre i redditi dei politici)la storia della formazione del debito pubblico(oggetti trattati,valore degli stessi,contraenti del finanziamento,buonfine dell'opera,etc,etc...)Se invece continua così come sta andando avremo sempre di più la "convinzione" che niente è cambiato dai tempi di Robin Hood(quando esistevano i ricchi,i riscossori delle tasse,e la plebe).Solo che allora il nostro "eroe"(che nel suo caso potremmo definire "forte") "toglieva" ai ricchi per ridarlo ai poveri(vessati)e non il "contrario".Ciao Tonino

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  17. Questi non sono forti,solo camerieri che eseguono gli ordini e che non potranno mai intaccare il malloppo dei loro padroni.Lo sono con i peones,finchè questi non si stuferanno e cominceranno a lanciar molotov...
    Fanno finta di esserlo con i poteri forti,anzi...li favoriscono addirittura,coprendosi con ridicole azioni propagandistiche degne del miglior Goebbels,come i famosi blitz di Cortina...e un autoincensamento continuo,poi alla fine vai a vedere ed ecco il risultato:


    IL GOVERNO DI PERE UBU

    Più aumenta la grancassa mediatica e più son reali i fallimenti.
    Farmacisti e taxi,se vedemo....negozi aperti nella notte....tutti chiusi....la famosa soglia di 1000 euro per i contanti....ce stanno a ripensà,pare faccia più danni che....ici alla Chiesa,altro se vedemo....diminuzione tasse....se parla del '14,forse il 3014......apri n'azienda con 1 euro....sì,buonanotte...
    E me sarò scordato pure quarcosa....
    L'uniche certezze son l'aumento de carburanti,l'ici,tutta la spesa....e li mortacc...,a questo semo ridotti con li grandi professori !!!

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  18. Conterò poco, è vero
    - diceva Monti a Passera -
    ma tu che vali? Gnente: proprio gnente.
    Sia ne l'azzione come ner pensiero
    rimani un coso vuoto e incorcrudente.
    Io, invece, se me metto a capofila
    de cinque zeri tali e quali a te
    (Frignero, Giarda e Cancellieri
    co' Riccardino e pure Severino)
    lo sai quanto divento? Centomila.
    E' questione de nummeri. A un dipresso
    è quello che succede ar dittatore
    che cresce de potenza e de valore
    più so' li zeri che je vanno appresso.
    _______________________
    T4e (sognando Trilussa)

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  19. Ci piace la menzione alla poesia di Trilussa sul valore dell'uno e degli zeri,ma voglio far notare,che in quella poesia un"uno"c'era(che dava corpo agli zeri messi dopo),....e non come succede in altri casi,dove ci sono, solo "zeri".Perché...0+0+0+0+0+0.... fa sempre zero.
    A proposito di numeri...in Italia ci sono circa 2,5 milioni di laureati(tanti,vero?), molti sicuramente valenti e bravi.Ma tra i tantissimi laureati,altrettanti non hanno miliorato di niente il loro Q.I. di base,per il solo fatto di essere riusciti a strappare una laurea.I professori universitari a vario titolo sono circa 60mila(pure questi veramente,tanti,vero?).Non menziono i tantissimi professori delle scuole medie superiori e inferiori.Pertanto(data questa ampia offerta,e disponibilità di titoli) non ci impressioniamo più di tanto,per il fatto di vedere precedere un nome col titolo altisonante di "professore"(e non entriamo in soggezione quando ne incontriamo qualcuno,o lo vediamo parlare in TV).Poi vivendo sulla terra(e non sulla luna),e guardandoci intorno,vediamo che ci sono personaggi "geniali" che la laurea non ce l'hanno,mentre ci sono tanti "mediocri"(disgraziatamene per tutti noi) che ne possono vantare una(talvolta in materie che non hanno niente a che fare con l'argomento di cui si interessano e sono "responsabili").Last but not the least...Le nostre Università ,per il livello,della cultura che ci si insegna,in classifiche recenti lette sui giornali,sono(eccetto 2)scadute al 200centesimo posto...,a livello dell'"altro" mondo(non del terzo).La vogliamo pertanto piantare(nei media) di dar valore alle azioni,accompagnandole da un certificato cartaceo di qualità(il titolo),e non dagli effetti reali... che solo e "veramente"producono benessere.Ciao Tonino

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  20. Ha ragione Trilussa e pure Tonino.....ci son troppi zero...comunque

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