mercoledì 4 gennaio 2012

UNA BCE EUROPEA E NON TEDESCA

Si discute sempre con maggiore enfasi, nell’agone politico, del ruolo della Bce e del suo scarso impulso sulle disastrate economie europee.
Questo è il pensiero che più o meno accomuna tutti da destra a sinistra; tutti vogliono che la Bce diventi “prestatore di ultima istanza”.
Il pensiero comune di questa tesi prende ad esempio la Fed americana, la quale negli ultimi anni, è sempre stata prodiga nel soccorrere banche, società finanziarie e il Tesoro statunitense.
Lo strumento monetario adoperato dalla Fed è quello del quantitative easing, ossia l’acquisto massiccio dei titoli di Stato con la creazione di nuova moneta.
Adoperando questo strumento si contiene il costo del debito pubblico e si alleviano i tassi d’interesse.
Questa però è solo una delle tante interpretazioni possibili da attribuire al termine “prestatore di ultima istanza”; infatti, nella vulgata monetarista/eurocratica lo stesso termine assume un significato ben diverso: la Bce, nel ruolo di prestatore di ultima istanza, “in presenza di una temporanea crisi di liquidità delle banche, determinata per esempio da panico bancario (…), deve fornire alle banche il contante necessario a restare solvibili fino a quando la situazione non si sia normalizzata”.
Guai pensare che essa possa monetizzare “direttamente il debito degli Stati insolventi, acquistando i loro titoli, proprio ora che nazioni “cicala” come la Grecia “stanno trasformando se stesse, dando peso alla cultura della stabilità”, come ebbe a dire il sobrio premier Monti.
Peccato che lo spread greco sia arrivato a toccare i 3.300 punti base, con tassi d’interesse sui titoli decennali intorno al 26%. Un vero successo!

Questa è la concezione di Banca Centrale portata avanti dal suo Presidente: Mario Draghi.
 In teoria la Bce potrebbe fare come la Fed, cioè potrebbe acquistare i titoli degli Stati in crisi per far scendere gli spread, ma questo non avviene, poiché essa preferisce attuare la seconda ipotesi di “prestatore di ultima istanza”.
Nel bilancio della Bce i titoli di Stato contano appena per 263 miliardi di euro, rispetto ai 1249 miliardi (dato in euro) posseduti dalla Fed![
La voce maggiore nei bilanci della Bce sono i prestiti alle banche, come quello del 20  dicembre, dove la Bce ha erogato 489 miliardi di euro, per rifinanziamenti delle banche commerciali a lunga scadenza, cioè a 3 anni. I tassi prefissati sono solo dell’1%, per fare in modo che le banche possano acquistare i titoli di Stato, lucrando così sui differenziali dei rendimenti.
E’ questa la spirale perversa in cui la Bce, e soprattutto il suo presidente Draghi, stanno scagliando l’Europa; tutto questo, secondo il banchiere centrale, per “preservare la credibilità dell’istituto” e per imporre ai governi “politiche economiche serie”.
E quando gli si risponde a Draghi che queste misure di rigore, imposte dalla Bce, portano alla recessione, egli fa notare che il problema è che queste manovre “non sono state abbastanza recessive, e non abbastanza generalizzate.
Quello che aspetta all’Italia nei prossimi anni sono due manovre da 40 miliardi per il 2012 e il 2013, più altre manovre correttive per pareggiare il bilancio nel 2013.
Tutto ciò porterà l’Italia, insieme ad altri paesi europei, ad una recessione che avrà impatti fortissimi sull’occupazione e su tutto il tessuto sociale.
Quindi siamo di fronte all’ineluttabile fallimento dell’Unione Europea e dell’euro.
Chi spera che questa Europa possa cambiare, magari modificando i trattati o dando nuovi poteri alla Bce, si sbaglia di grosso, questo non avverrà mai.
Oramai siamo di fronte ad uno dei più grandi fallimenti della storia europea degli ultimi 70 anni; un fallimento che è ideologico prima ancora che politico ed economico.

 (da La voce del Corsaro)
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I giornalisti di “Bloomberg”, dopo aver spulciato 20.000 pagine di documenti diversi, hanno dimostrato che la Federal Reserve ha segretamente prestato alle banche in difficoltà la somma di 1.200 miliardi al tasso incredibilmente basso dello 0,01%.
Nello stesso momento, in molti paesi i popoli subiscono piani di austerità imposti da governi a cui i mercati finanziari non accettano di prestare miliardi a tassi di interesse inferiori al 6,7 o al 9%!

Asfissiati da tali tassi di interesse, i governi sono “obbligati” a bloccare pensioni, sussidi familiari o salari dei dipendenti pubblici e di tagliare gli investimenti, e ciò fa aumentare la disoccupazione e presto ci farà sprofondare in una recessione molto grave.

É normale che in caso di crisi le banche private, che si finanziano abitualmente all’1 % presso le banche centrali, possano beneficiare di tassi allo 0,01 % mentre certi Stati sono al contrario obbligati a pagare tassi 600 o 800 volte più elevati?

Questa é una Europa dei banchieri,non dei popoli.

Occorre rivedere i Trattati e fare in modo che la BCE possa finanziare direttamente gli Stati,alle stesse condizioni delle banche.
Questa é l'unica soluzione che può salvare l'Europa dalla catastrofe.
Soluzione che la Germania osteggia.

http://www.libreidee.org/2012/01/rocard-smascheriamo-la-bce-e-questeuropa-da-buttare/

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