giovedì 5 gennaio 2012

FORZA ATTILA !!!!

 L'ANTICRISTO DI CAPODANNO       

(stralci da un articolo di Gianluca Freda) 


Viktor Orbán, il premier ungherese ha deciso stavolta di superare se stesso.
Dopo aver buttato fuori a calci il FMI dal proprio paese, dopo aver tagliato gli emolumenti dei dipendenti pubblici, a partire dai banchieri, dopo aver ridotto di 9 punti la tassazione per le aziende, dopo aver vietato i mutui in valuta straniera che facevano concorrenza a quelli in valuta nazionale, sentite un po’ cos’altro ha fatto questo folle.

   Sfruttando la maggioranza schiacciante in Parlamento conquistata dal suo partito (Fidesz) nelle ultime elezioni, e fregandosene del ricatto di FMI ed UE, che adesso minacciano di bloccare i prestiti al suo paese e di trascinarlo alla Corte Europea di Giustizia, Orbán ha imposto – trema la penna nello scriverlo – la quasi-nazionalizzazione, di fatto, della Banca Centrale Ungherese.
Le nuove leggi varate dal Parlamento hanno tolto al presidente della banca centrale, Andras Simor, il diritto di nominare i suoi vice; hanno aumentato da sette a nove membri i componenti del Consiglio Monetario (che decide, tra l’altro, l’entità dei tassi d’interesse) attribuendo maggior peso ai membri di nomina governativa, passati da due a tre; hanno creato un’apposita posizione per un terzo vicepresidente (anch’esso di nomina governativa). Inoltre, grazie alla maggioranza dei due terzi (assai abbondanti) che può vantare in Parlamento, Orban ha varato una serie di riforme costituzionali (ben sette, finora) l’ultima delle quali prevede la fusione della banca centrale con l’autorità di vigilanza sui mercati finanziari, il che implica la possibilità di scavalcare il governatore della banca centrale nelle decisioni più rilevanti.

Inutile dire che Standard & Poor’s e Moody’s si sono affrettati ad abbassare il rating ungherese a livelli da quarto mondo, come sempre si fa con i recalcitranti che si vuole ricondurre all’obbedienza, strillazzando la solfa consueta, secondo la quale tali misure “restringono le prospettive di crescita economica del paese”.
E’ noto che solo lo strozzinaggio di FMI e BCE è in grado di garantire una crescita economica degna di questo nome, come Italia e Grecia sono lì a dimostrare.
Orbán non si è lasciato intimidire. “E’ una moda europea quella di tenere le banche centrali in una posizione di sacra indipendenza”, ha dichiarato alla stampa.
“Nessuno può interferire con l’attività legislativa ungherese, nessuno al mondo può dire ai rappresentanti eletti dal popolo ungherese quali leggi approvare e quali no”.
Poffarbacco. Non crederà mica, questo demente, di dar vita ad una nazione sovrana e monetariamente autonoma in un continente di sguatteri degli Stati Uniti?
Non crederà mica sul serio che “democrazia” significhi rispettare la volontà degli elettori andando contro i diktat della BCE? Perché non obbedisce e se ne sta buono, come fanno tutti, a partire dal nostro farfugliante e reverente inquilino quirinalizio?.......

Il parlamento ungherese, per reagire alle misure punitive europee e al fallimento dell’asta dei titoli di stato tenutasi nei giorni scorsi, ha nazionalizzato 10 miliardi di euro di fondi pensione privati.
Ha imposto alle banche di ripagare, con proprio capitale, parte dei debiti contratti in valuta estera, a partire dai mutui...........
Ha sostituito il Consiglio Fiscale “indipendente” (cioè obbediente alle imposizioni dissanguatici dell’UE) con un organismo dominato dai membri e dagli alleati del partito di maggioranza.
Anche a capo dell’organismo di revisione della contabilità di stato (il “Consiglio di Bilancio”, assimilabile alla nostra Corte dei Conti) è stato posto un esponente di Fidesz, di nomina parlamentare.

La cosa più divertente è stata la lettura delle prevedibili reazioni degli zampognari dell’editoria nostrana a questa sacrilega ribellione magiara al credo ideologico costituito.
Da Repubblica” al “Corriere” è tutto un coro dolente di anatemi, di atti di dolore, di dàlli al fascista, di querimonie d’onta e vituperio.
Prendo a modello esemplificativo l’articolo su “Repubblica” di tale Andrea Tarquini, talentuoso scribacchino eziomaurico, di stirpe ed opere a me ignote. Dopo aver esordito con una probabile storpiatura delle dichiarazioni di Orbán (il premier ungherese avrebbe detto “se qualcuno tenterà di deviare la nostra traiettoria, lo allontaneremo educatamente”, citazione che non ho trovato attestata da altre fonti), il tarquino ci ricorda che il premier ungherese è “un ammiratore di Putin, Lukashenko e Berlusconi”, il che immagino sia ai suoi occhi di adepto scalfarico un crimine contronatura assimilabile allo stupro di un’armadilla disabile, punibile con l’iniezione letale senza ultima sigaretta.
L’eziomaurico c’informa poi che i provvedimenti legislativi di un parlamento ungherese eletto a schiacciante maggioranza popolare rappresentano “uno schiaffo” a Barroso e “al Segretario di Stato USA Hillary Clinton”.
Passi Barroso, che con quella faccia da salumaio che si ritrova i ceffoni se li tira. Ma quel mostro di Orbán ha osato alzare le sue sordide mani su una donna! Vi rendete conto? E quella donna è Hillary, la dolce Hillary, la venerea fanciulla che sghignazzava “We came, we saw, he died” di fronte al cadavere di Gheddafi ancora sanguinante. E lui l’ha presa a schiaffi! Come potremo mai ringraziarlo a sufficienza, campassimo pure cent’anni?
Da notare alcuni forbiti accorgimenti stilistici, miranti ad accrescere l’indignazione del lettore contro la setta anticristica: il parlamento magiaro non è composto a maggioranza dal partito di Orbán, ma è “dominato dal suo partito”. Quest’uomo è un dominatore, un Hitler, un Gengis Khan, come del resto lo sono tutti i capi di stato democraticamente eletti le cui decisioni non si sposano con gli interessi degli Stati Uniti e dei loro lavapiatti.
La lagna della prefica repubblicana prosegue poi con la litania sulle “leggi liberticide”, cioè la nazionalizzazione della banca centrale e le “leggi che privilegiano i cristiani”, laddove, se a questo mondo esistesse ancora un po’ d’educazione, dovrebbero privilegiare i gay e i devoti del Liberismo Libico a Grappolo.


A un certo punto il tarquino sclera di brutto, forse impietrito dall’esecrando spettacolo dei poveri giornalisti costretti al digiuno protestatario sansilvestrino, al freddo e al gelo, e con sprezzo della misura definisce l’Ungheria “un paese mitteleuropeo magnifico e vitale, ma ,sulla via di una dittatura dal crescente fetore di fascismo”.
Un fetore che noi italiani, grazie a “Repubblica”, non conosceremo mai. Al massimo annuseremo quello del pesce incartato, restando troppo a lungo esposti ai suoi editoriali, ma per quello è sufficiente lavarsi le mani.

Segue poi la citazione di alcuni salmi di Hillary Clinton (“Siamo preoccupati per la democrazia in Ungheria”, ahi ahi ahi, bombe a grappolo in arrivo) e il fremito d’orrore dinanzi all’ennesima efferatezza di Orbán, la terribile ridenominazione della “Repubblica Ungherese” in semplice “Ungheria”. Quale entità demoniaca ha potuto perpetrare quest’estremo oltraggio al giornale con cui il marcopasquico procura il pane ai suoi macilenti rampolli?

P.S.: Se l’articolo di Tarquini vi ha divertito, non perdetevi quello del “Corriere”, redatto da un non altrimenti noto Giorgio Pressburger (si tratta probabilmente di una figura professionale reperita dai talent scout del quotidiano milanese tra i cassintegrati di McDonald’s).
Mai letta una roba del genere, giuro, mai letta. Roba da far riaprire i manicomi entro 24 ore per decreto d’urgenza.
L’ardita tesi del Cheeseburger è che Dante (Dante!) avrebbe avuto parole di severa condanna contro l’atteggiamento antieuropeo del premier ungherese. O si tratta di un oscuro “avvertimento in codice” contro Orbán (Dante, sostiene Paolo Franceschetti, era un Rosacroce e di “punizioni” ai traditori della fratellanza se ne intendeva) oppure siamo di fronte ad una mutazione del pur pessimo giornalismo in forme patologiche che hanno ormai più attinenza con la cura dei disturbi neurobiologici che con la satira politica.

articolo completo: http://patriziodevero.com/2012/01/03/lanticristo-di-capodanno/
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Lo avevamo anticipato, avevamo colto i segnali che ci venivano dalle dichiarazioni di eurofanatici e banchieri d’alto bordo: la decisione ungherese di mettere la Banca centrale d’Ungheria sotto la dipendenza politica e quindi di toglierla dalla “falsa indipendenza” che è, in realta, dipendenza dal sistema finanziario delle grandi banche; non può essere tollerata dal Potere.
Non può essere tollerata per ovvii motivi; non certo per il danno in sé che questa decisione reca agli speculatori, ma perché creerebbe, per loro, un pericoloso precedente che ne metterebbe a rischio la stessa esistenza.
La Ue e gli Eurofanatici si sono mossi in sincronia con la gestapo del Fondo Monetario Internazionale: non toccate l’indipendenza della Banca centrale è il loro mantra.
I carri armati virtuali della finanza si sono mossi, come si mossero mezzo secolo fa, quelli meno chic dell’Urss. Il ricatto è simile a quello che le banche fanno ai cittadini comuni: ritirate il provvedimento, o vi tagliamo i finanziamenti.
Il gioco del Potere è molto pericoloso, ma è il gioco di chi è disperato; destabilizzare l’Ungheria e portarla al default, sarebbe la prima tessera di un domino che farebbe crollare tutto il sistema finanziario.
Il fatto che il Sistema, sia pronto a rischiare se stesso, significa che la posta in palio è altissima, e che vede l’esempio ungherese, come una seria minaccia alla propria esistenza.
Attualmente le Banche centrali non dipendono dal sovrano (il popolo), ma da una ragnatela di interessi finanziari incrociati. Sono infatti di proprietà delle banche private: le stesse banche che poi, le varie banche centrali dovrebbero controllare e “punire”.
Immaginiamo una Banca centrale ungherese che batte moneta, non, come avviene oggi in tutto il mondo, attraverso il sistema bancario che poi “presta agli stati a interessi da usura” , ma che lo fa direttamente attraverso lo Stato, liberando lo Stato e quindi i cittadini dagli interessi che oggi paga ai privati per denaro che la Banca centrale emette a nome dello Stato stesso
.
Ecco perché Budapest deve essere fermata, ecco perché, dagli scranni dell’Europarlamento fino alle stanze grigie del Fmi, l’imperativo è uno solo: Budapest delenda est.
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Come già illustrato nel precente post,nessuna manovra servirà mai a nulla se la BCE,unica banca al mondo che non difende alcunchè,continuerà a finanziare banche private e non gli Stati.
L'illusione di un premier antitaliano e di un presidente incapace che attraverso manovre,senza porre rimedio a questo problema,si possa raddrizzare la barca italiana in tempesta é una menzogna.
Una menzogna che comporterà solo recessione ed impoverimento della popolazione,oltre ad una montante rabbia sociale, considerata anche l'assoluta mancanza di equità finora dimostrata dai provvedimenti.
Sentir poi parlare di democrazia,circa la vicenda ungherese, dagli usurai di Bruxelles é la barzelletta dell'anno.Gente che ha espropriato ogni Stato di sovranità,che ha imposto col ricatto condizioni capestro e antidemocraiche,che prende decisioni capitali senza consultare i popoli,non ha nessun diritto di far morali agli altri.

Perchè non se la prendono con l'Inghilterra,nella Ue con una moneta propria,con una propria Banca Centrale, come l'Ungheria.
Quale è la differenza?

12 commenti:

  1. Oggi spread a 520...come volevasi dimostrare...manovra già ingoiata dagli interessi sul debito.

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  2. Sono incazzati perchè sarebbe un pericoloso precedete e faranno di tutto con ogni mezzo per impedirlo...basta,basta con queso quarto reich e con i nostri fiancheggiatori!!

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  3. Infatti,che differenza ci sarebbe con la GB?
    Magari che la banca centrale ungherese non sarebbe in mano ai Rothschild come la Bank inglese!

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  4. una dieci cento Ungherie!!!!!

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  5. Bisognerà pure che qualcuno cominci a cantarle chiare a questa banda di strozzini di una catapecchia che sta crollando e la colpa sarà pure degli Usa che vogliono affossarla,ma sopratutto di incapacità,di nteressi contrapposti e avidità di questi maledetti burocrati.Il potere d'acquisto dopo dieci anni di euro é crollato del 40%....e c'è ancora gente che continua a sponsorizzare questa truffa dei popoli.Passi per Monti,solo un apolide del denaro,ma che il (non mio) presidente Napolitano continui a magnificarne gli esiti e le sorti ,é inaccettabile.Se ne vada in pensione o al ricovero.

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  6. Sono saltati addoss a Orban come avvoltoi quando ha rifiutato il prestito FMI,prima andava tutto bene,ora riscoprono pericoli per la democrazia.Stessa tattica della guerra libica,magari tireranno fuori anche qui i diritti umanitari.A parte il fatto che hanno zero titoli per queste lamentele,in Ungheria c'è un parlamento regolarmente eletto e se é di destra sono affari loro.Quel che interessa ora é che si oppone alla confisca di sovranità che i delinquenti della Ue vogliono per loro,come accaduto in moltim paesi.L'Fmi é lo strumento,come dice il post,pari ai carri armati sovietici.Non so come finirà,ma non rimane che gridare forza Ungheria.E pensare che non ha nemmeno l'euro! Ma con tanti pazzi in giro,a nessuno viene in mente di far saltare questo parlamento di buffoni e la BCE?

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  7. Sono incazzato come un bufalo con questi deficienti che ci governano,con il rincoglionito del colle e con questi maledetti usurai europei,con quelli di equitalia,con questi politici vergognosi,con tutti quei teleimbonitori e pseudo intellettuali del cazzo che per ogni fesseria tenevano sermoni e che ora tacciono,a dimostrazione della loro ipocrisia.

    Meritano solo bombe e forche!

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  8. Ragazzi,la misura é colma,le parole e i discorsi non servono più talmente la situazione é chiara nonostante la continua disinformazione su tutto.Il 2011 é stato il peggior anno dal 1945,l'anno delle bufale più assurde,l'anno in cui i falsi democratici hanno gettato la maschera,rivelandosi per quei nazisti che sono.
    Pensate alle false rivoluzioni esaltate da quella troia della Clinton,alla vergognosa guerra libica,al colpo di stato di quel vecchio arnese del colle,all'assoggettamento completo del paese agli strozzini europei e alle balle di Monti.
    Annus horribilis,e questo non promette nulla di buono,tuttaltro.
    Io spero che il popolo a forza d'essere vessato si svegli e prenda a calci in culo questo governo fantoccio e il presidente golpista.Se non avverràò,vuol dire che si merita tutto quanto accade.

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  9. Un anno nero per tutta quella ipocrita stampa di regime.Ieri sera sentivo la presntazione di un libro di un giornalista,un certo Stefanoni sulle caste degli ordini,notai,avvocati,farmacisti...un mucchio di chiacchiere e lamentele,naturalmente ignorando il proprio,l'ORDINE DEI GIORNALISTI,unico al mondo,che mai come quest'anno ha dato il meglio nel sotterrare ogni deontologia professionale,avallando bufale,omettando fatti e falsando interpretazioni.
    Un paese di maledetti ipocriti

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  10. Mai che non salti fuori un Robespierre in questo paese di pecore,giullari e servi?
    Solo dei Casini,dei Berlusconi,dei Fini,dei Franceschini...
    Un paese che permette a gente come Equitalia di agire peggio dei gabellieri medioevali,un paese di ipocriti intellettuali telecomandati e attenti solo al loro interesse.
    Abbiamo toccato il fondo,solo una rivoluzione ci può salvare da questa gentaglia.

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  11. Equitalia? Bombe al fosforo...

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  12. Non sopporto più ormai i continui sproloqui di quel rimbambito del colle,a cominciare dal golpe libico non fa altro che dir cazzate al servizio dei nuovi padroni,mutuandone i metodi golpisti.
    Ci mancherebbe che abbia qualcosa da dire pure sui fatti attuali d'Ungheria!
    Nel caso,mi auguro che il governo ungheresi lo mandi a fare in culo!
    Scusate,ma non ne posso più di questo ipocrita.

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