lunedì 9 gennaio 2012

ANCHE LA POLONIA NO ALL'EURO

..“Entrare nell’euro? Per il momento no, grazie”.

Per non essere contagiata dai problemi dell’Eurozona, la Polonia sta pensando di rimandare a data da destinarsi l’ingresso nella moneta unica. Lo si è appreso da alcune fonti governative polacche.
Per la tenuta dell’euro non è da considerare un allarme in sè.
La notizia del dietrofront di Varsavia, anche se soltanto temporaneo, è un segnale che invece dovrebbe far preoccupare i governi dei Paesi europei in cui è adottato l’euro, perché è indirettamente un atto di accusa verso la politica monetaria e fiscale dell’Uem (Unione economica e monetaria).

Osservando le caratteristiche della Polonia, si può capire meglio perché la frenata polacca andrebbe letta come un serio campanello d’allarme per Ue e Bce.
A livello congiunturale, innanzitutto, l’economia della Polonia viaggia a ritmi ben più elevati rispetto a quelli degli altri Paesi dell’Ue. Nel 2008, l’anno del fallimento di Lehman Brothers, il Pil era cresciuto del 5,1% e nel 2009, mentre il resto dell’Unione cadeva in recessione registrando una crescita negativa del Pil (-4,1% di media nei Paesi dell’Eurozona), Varsavia era riuscita a tenere botta e a crescere dell’1,7% nonostante una serie di attacchi speculativi alla sua valuta, lo zloty.
In base alle stime della Commissione europea, di recente riviste al ribasso, la crescita del Pil polacco, anche se a ritmi meno sostenuti che in passato, registrerà performance più positive che nel resto dell’area euro: +4% nel 2011, flessione nel 2012 (+2,5%) e risalita nel 2013 (+2,8%).
Dal punto di vista strutturale, invece, la Polonia si segnala per una brillante gestione della politica monetaria e fiscale e per un ruolo forte della banca centrale, che nel tempo ha costruito una notevole indipendenza dagli esecutivi in carica. Nel 2007, per esempio, il tasso di autonomia della Banca centrale polacca in base ai criteri internazionali Gmt era del 92%, pari a quello della Bce, e ben superiore a quello della Bank of England, 65%, e della Fed, 78%, nello stesso anno.
La Banca centrale polacca si dimostra anche indipendente dalle banche perché priva di compiti di vigilanza: la supervisione finanziaria è infatti affidata a un’autorità indipendente unica, la Polish Financial Supervision Authority. Questo tipo di assetto basato sull’indipendenza e sulla specializzazione ha consentito ai banchieri centrali polacchi di concentrarsi unicamente sulla stabilità monetaria, tenendo sotto controllo l’inflazione (nel 2000 il tasso d’inflazione era a due cifre, nel 2007 era all’1,4%; il dato mensile di ottobre 2010, dopo un periodo di nuove tensioni, era del 2,6% a fronte di un 2% medio nell’Eurozona) e calmierando lo zloty, come avvenuto di recente, al fine di non far impennare il debito pubblico (nel 2011 il rapporto tra debito e Pil era al 54%) e mantenere la competività della moneta nelle esportazioni.
La Banca centrale ha agevolato, pertanto, anche la gestione della politica economica, permettendo al governo di mantenere i conti in ordine durante la crisi (il deficit sul Pil, per esempio, era del 3%).  E la buona salute del bilancio dello Stato, a sua volta, ha dato la possibilità di fare una politica fiscale  espansiva (accompagnata, negli anni scorsi, anche da una politica monetaria espansiva) che ha stimolato la domanda e fatto deprezzare la moneta locale, senza generare, come detto, un livello di inflazione insostenibile.
Disciplina fiscale, disciplina monetaria e vigilanza finanziaria affidata a un unico organo indipendente. E’ per questi tre motivi che la Polonia, pur desiderando da anni di entrare nell’area euro, in questo periodo rinuncia a fare il suo ingresso nel club della moneta unica. Se entrasse ora nell’Unione economica e monetaria troverebbe solo una di queste tre caratteristiche: la disciplina monetaria.
Per il resto, la disciplina fiscale è ancora un traguardo lontano nonostante gli ultimi accordi presi dai leader dei Paesi Ue ad eccezione dell’Inghilterra: gli Stati europei sono pronti solo in parte a cedere sovranità in questo ambito e quelli più solidi economicamente – Germania in primis – non sono disposti ad accollarsi i debiti di altri attraverso strumenti come gli Eurobond. L’ultimo pilastro che rende l’economia polacca più fiorente rispetto a quelle europee, la vigilanza finanziaria consolidata, è altrettanto assente nell’Ue perché il meccanismo di supervisione si limita a un sistema di cooperazione con poteri decentrati che prevede tre organismi federali (rispettivamente per banche, mercati mobiliari e assicurazione) e lascia alle autorità nazionali i compiti di sorveglianza e gestione delle crisi.
Le autorità polacche, inoltre, si lamentano anche di alcune lacune dei trattati Ue: il Trattato di Lisbona non prevede nessun meccanismo che permette una fuoriuscita rapida dall’euro. Come a dire, nell’euro possiamo anche entrarci ma a patto che non sia una scelta irreversibile. Così, pur con l’intenzione di contribuire con un prestito al Fondo monetario internazionale per sostenere il fondo di salvataggio per l’Eurozona, la Polonia si mostra molto cauta prima di aderire all’euro. In queste condizioni, fare un passo così importante potrebbe essere, come minimo, controproducente. I governi dei paesi Euro facciano attenzione.

http://it.finance.yahoo.com/notizie/la-polonia-dice-no-all-euro--segnale-d-allarme-per-l-ue.html
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Crescono i ribelli alla dittatura degli strozzini ,forza Polonia e Ungheria....solo da noi classe politica ed istituzioni son tutti venduti e senza alcuna dignità nazionale.Continuano ad incensare un'Europa che esiste solo nei loro sogni,mentre la realtà é che sta crollando sotto il peso di una intollerabile diarchia,fatta solo di interessi particolari,e sotto il peso di Trattati capestro negatori di ogni principio democratico.
Strano,ma non poi tanto,osservare che i paesi nella Ue ma non nell'euro,se la passino sicuramente meglio di noi.
Ma Monti dice che nel 2061 i nostri nipoti brinderanno ad una Europa unita.
Altri cinquant'anni di sofferenza? O una presa per il culo,com'è abituato a fare questo ridicolo autoincensatore? Sarà pure sobrio... mica poi tanto come emmerdeur....e barzellettiere,forse anche meglio del precedente.

(george)

12 commenti:

  1. Meglio il Bunga che il Munga. Meglio un puttaniere che ci lasciava i ns. soldi in tasca, di un monogamo che va a Messa, ma che ci rapina.

    Forza Polonia! forza Ungheria!

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  2. Non son tutti scemi come i nostri capataz politici e guardano all'interesse della loro nazione e non di un'Europa che se ne frega e guarda solo a quelli di una cricca di burocrati e strozzini.Non riesco a capire come si fa a credere ad una Europa antidemocratica che fa acqua da tutte le parti e pare che il mondo finisca se non stiamo in questo circo approvando qualsiasi schifezza che venga in mente a questi burocrati,come i trattati capestro di Maastricht e Lisbona. Certo finché siamo governati da un loro robot col loden é inutile sperare. D'accordo,come barzellettiere é meglio dell'altro....ne ha dette di quelle

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  3. no,ho sbagliato io,ho sbagliato tasto...

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  4. Finiamola con questa gentaglia una volta per tutte.

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  5. Molti stanno ormai aprendo gli occhi.Uno Stato non può delegare la propria sovranità ad una cricca oligarchica di banchieri e multinazionali firmando trattati degni di vere e proprie capitolazioni e sottostando a ricatti e continue speculazioni senza potersi difendere.Questa falsa unione é una sciagura.Riprendiamoci la nostra sovranità.

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  6. Molti,meno che da noi...
    Tra Monti,Napolitano e una stampa di venduti,é un continuo inneggiare ad una Europa che non esiste,una sciagura che da dieci anni ci penalizza in ogni modo.Sembriamo i servi più solerti,gli utili idioti sempre pronti a far gli interessi degli altri.Una classe politica vergognosa,senza coraggio che si é affidata ad un ridicolo professore fuori dal mondo preoccupato solo di compiacere i suoi padroni e di incensare il suo operato con una propaganda degna del miglior Goebbels,spalleggiato da un presidente in preda a smania di protagonismo e all'arteriosclerosi.

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  7. Eccone un esempio.

    Sarà stato l'abbraccio a Prodi,suo compare goldman e di fesserie,fatto sta che in due giorni il nostro sobrio androide col loden ha inanellato una serie di sobrie minchiate sublimi.
    Dopo l'exploit parigino sul popolo bue italiota che avrebbe accolto la sua manovra con flemma britannica, spunta l'elogio reggiano a Nequitalia e la necessità di evitare una troppo forte pressione fis...cale (già... le tasse le ha messe lo spitito santo),nonché un triste augurio ai posteri "i nostri nipoti il 7 gennaio del 2061 festeggeranno la bandiera di un'europa unita" (ancora cinquant'anni di sofferenze ? no,grazie..)
    anche ieri sera dal tappetino Fazio ha dato il meglio .
    "La moneta unica ha mantenuto il suo potere d'acquisto,il mio é un governo strano che può permettersi di chiamar tutti al disarmo,sono in pena per i politici trattati così male dall'opinine pubblica,..."

    Senza dimenticare la profezia storica sul radioso futuro della Grecia nell'euro e l'arruffianamento dei tedeschi ("sono il loro genero ideale") dato il suo sobrio vestire serio e banale ("credo che coi tedeschi il più sia fatto")

    Insomma,come sobrio barzellettiere é anche meglio dell'altro....

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  8. L'Ungheria é ora sotto ricatto per la sua ribellione.Spero che non cedano a questa cricca terroristica della BCE e FMI e che la Polonia non entri nell'euro e che questa dittatura vergognosa salti in aria.Ogni conseguenza sarà sempre meglo di questo lento declino ed agonia.

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  9. Sempre viva....e restate fuori dall'euro o finireta come Grecia,Spagna e noi...!

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