giovedì 20 dicembre 2012

AUGURI



CARI AMICI LETTORI E BLOGGERS,STACCHIAMO PER UN PO',CI RIVEDIAMO L'ANNO NUOVO,PASSATE UN BUON NATALE E ALMENO UNA BUONA FINE DI QUEST'ANNO HORRIBILIS.

GLI AUGURI INVECE CHE FACCIAMO AGLI USURAI E AI LORO MANUTENGOLI DEL WATER POLITICO ITALIANO,LI VEDETE NELL'IMMAGINE.



mercoledì 19 dicembre 2012

DATEMI GENGIS KHAN....!!!



Pare ormai sicuro,il burattino Goldman scenderà in campo con Casini,Montezemolo e altri squilibrati accesi sostenitori della truffa euro.Lo squallido ministro Riccardi,parte di questa congrega, (chi si ricorda che abbia fatto qualcosa sto ectoplasma S.Egidio?) saltella dappertutto inneggiando a questi servi.
Bersani va a stringere la mano a Von Rumpoy e al Bavvoso,per rassicurarli di essere sempre il cameriere dei banchieri.
Di Berlusconi é meglio non parlare...
Insomma,si va alle elezioni col Partito Unico dell'Euro e il non popolo italiano che abboccherà ancora,come sempre.
E voterà per la sua distruzione.
Se questa é la democrazia,meglio augurarci l'avvento dell'Orda d'Oro....che non faceva processi...se non altro non vedremmo più queste ipocrite mezzeseghe collaborazioniste,volgari traditori di popoli e valori......poi casomai ce la vedremo coi mongoli,sempre meglio di questi pezzenti....


sabato 15 dicembre 2012

PRIMARIE ITALIANE....



La foto qui  sopra é dedicata a tutti gli amici lettori che sono intervenuti nella discussione del post precedente.In Italia non può che vincere le elezioni,anche se non si presenta, uno che ha ottenuto questi grandi risultati:


ovviamente in difetto....perché nel frattempo sono migliorati....vedi il debito pubblico....record storico... poi magari mettiamoci pure questi altri:


2011 - 9.2 miliardi di cui 6.1 prestiti diretti alla Grecia e 3,2 miliardi divisi equamente tra Irlanda e Portogallo attraverso il Fondo Salva Stati Europeo (Efsf)
2012 - 29.5 miliardi di prestiti ad Irlanda, Portogallo e Grecia attraverso il Efsf
2012 - 5,6 miliardi come parte della quota di sottoscrizione dell'Italia al ESM, il Meccanismo europeo di Stabilità destinato a sostituire il Efsf

Anche se la maggior parte di questi 44,3 miliardi sono prestiti e quindi dovranno essere restituiti, bisogna tener presente che l'Italia ha dovuto prendere a prestito questo denaro dai mercati ad un tasso superiore di quello che riceverà dai Paesi aiutati e per di più, molto probabilmente, la Grecia non ripagherà il 100% dei prestiti ricevuti.
Non c'è che dire....grandi affari euro...dell'amico del giaguaro...

Rimane poi il fatto che sono  miliardi sottratti all'economia italiana in un momento in cui alle famiglie italiane vengono richiesti sacrifici su sacrifici.


Poi ci sono anche questi del terzo palo....sempre in cerca di piantarlo da qualche parte...

Senza peraltro dimenticare:

-  Bersani : "Dall'agenda di rigore tracciata da Monti non si torna indietro....ma io ci voglio mettere più riforme di quante fatte da Monti..."
Insomma,vuol fare di più...un bel programmino da becchino....

 - Berlusconi: "«Ho chiesto a Monti di essere candidato di tutti i moderati»
Eh,già....chissà come saranno contenti...! Più che moderati,sembrano già molto incazzati...

Insomma,dove ti giri giri,trovi Monti....per cui dalla scheda che cadrà nell'urna cineraria ci sarà un solo vincitore...il Banco di Pegno Europeo....

Mi raccomando pecorame italico,votate...votate....votate per i lupi...basta che poi non veniate a rompere i coglioni se han perso il pelo ma non il vizio....di prendervi per il culo...scusate il francesismo...




giovedì 13 dicembre 2012

VIVI O MONTI ?



Non son nemmeno passati dieci minuti da che il becchino Monti ha deposto la pala che già i suoi sguatteri cimiteriali della stampaglia mortuaria versano lacrime a tutto spiano.Vorrebbero altri interramenti....
Passi per i birrai alemanni che avevano qui mandato il sicario bocconiano per curare i loro interessi,ma i leccazampe in ginocchio alla De Bortoli,alla Franco,le teste di cazzo italiote sempre in piedi alla Casini,alla Montezemolo,alla Fini ,il bruscolinaro del Colle...da che parte stanno?

Non parliamo di Berlusconi che ormai fuma di tutto....ieri Monti era un delinquente,oggi lo vuole a capo dei moderati....
E il Pd,i patetici luogocomunisti..? questi non fanno testo...starebbero coi dervisci....pur di fare gli amministratori del condominio italico...da semplici comparse,visto che i proprietari strozzini,a cui pagano l'affitto e fanno da esattori, stanno altrove.

Scellerate oligarchie politico-finanziare o popoli sovrani? Protettorati usurai o libere Nazioni? Schiavitù della contabilità usuraia truccata o la vita delle persone?
Popolo italiano,nessuno di questi ectoplasmi ti risponderà mai...sono cadaveri ambulanti... interessati solo a respirare ancora col tuo voto.

lunedì 10 dicembre 2012

ASCARI DI REGIME


Monti e le truppe cammellate del Corriere


Flebuccio de Bortoli ha scritto ieri domenica 9  dicembre il suo diligente lenzuolone sul Corriere in difesa di Monti dal titolo "Il racconto di Monti: perchè lascio".
A dire il vero, tutte le truppe cammellate di Via Solferino si sono mobilitate nel fargli da supporter: da Massimo Franco l'editorialista, a Marzio Breda, a Federico Fubini che si preoccupa già  di cosa diranno domani i mercati finanziari della sfiducia ad un governo così buono, così giusto, così efficiente, così virtuoso... Ma soprattutto così popolare e magnanimo. E' un coro a voce unica più coordinato di quelli recenti alla Scala. Monti, come si ricorderà  è stato editorialista del Corserva e le truppe solferiniche si sono da subito, schierate  e strette a coorte.
Ah, Flebuccio Flebuccio! Non gli bastavano le interviste in ginocchio. Ora ne scrive una addirittura una da sdraiato. Praticamente si dispone a  stuoino. Sì, perché non vuol nemmeno far vedere  che si tratta di un'intervista classica con tanto di domanda grassettata in nero e di risposta con caratteri comuni.
No, Flebuccio (copyright Dagospia) in questo contesto fa la voce fuori campo come nei film hollywoodiani degli anni '40 e 50, e narra... Usa lo stile indiretto, da vero romanziere, crea degli incastri, dei flash back... Talora si trasforma in poeta epico: Cantami o Divo del Pelide Achille, l'ira funesta che... ...


Nella versione on line di detto articolo formato-lenzuolo, il grassettato viene messo nei punti topici, non in funzione di domanda, ma di sottolineatura di quanto si ritiene importante far rimarcare. Ci sono tutti gli elementi della retorica: l'apprensione della moglie Elsa ("Mario? E' su che sta telefonando").
Poi Monti che si racconta  su Cannes: "Non ho risposto per tutta la giornata alle molte domande che mi venivano poste, soprattutto dagli stranieri. Ho colto il loro sbalordimento per la situazione italiana".

Flebuccio che riferisce: Il Professore racconta di essere andato a Cannes dopo aver letto e riletto la dichiarazione di Alfano e di essersi convinto che quella era la vera mozione di sfiducia  nei confronti del suo governo. Sprezzante sui risultati ottenuti, violenta nei toni, profondamente ingiusta.E si domanda perché non siano stati più coerenti i rappresentanti del Pdl, partito per lunghi mesi responsabile e disciplinato di quella che un tempo era, per sua definizione, una «stranamaggioranza», a votargli subito la sfiducia. Sarebbe stato subito preferibile.
Insomma avrete capito che Flebuccio si presta a fare da consulente psicologico a Mortimer e ai suoi sentimenti-risentimenti. Sì, perchè anche i Grigiocrati hanno un cuore e il Premier uscente ce l'ha con Angelino del Pdl: tanto gentile e tanto onesto appariva!
E invece, guarda te,  si è trasformato in un arrogante tribuno: vatti a fidare!
Monti è lì con De Bortoli che conosce da una vita, ma non deve dare l'impressione ai lettori che questa sia un'intervista-sfogo: noblesse oblige. Perciò il lettore viene indotto a comprendere e a estrapolare dal contesto narrativo. Alta letteratura, non c'è che  dire!

Ho cercato in questi mesi, confessa un amareggiato ma non piegato premier, di non cedere al mio carattere, di essere meno suscettibile, ebbene avrei preferito che staccassero la spina direttamente, con un voto di sfiducia, non in quel modo. (Si noti come le dichiarazioni di Monti siano inserite in uno stream of consciousness debortoliano, senza mai venire virgolettate) .

Non vado oltre e arrivo alla conclusione del lungo peana tale da far schizzare le glicemie alle stelle.
Flebuccio si avvicina timidamente al Grigiocrate e gli offre alcune suggestioni :
E ora presidente, lei è libero di prendere le sue decisioni, anche di candidarsi , anche di candidarsi alle politiche, ormai la necessità di essere super partes è caduta o no? Il silenzio dell’interlocutore è significativo, è chiaro che ora si sente libero di decidere.Ci sta pensando, molti lo spingono a fare un passo. 
E anche il presidente della Repubblica, crediamo, non lo ritiene più impossibile. In poche ore muore il governo tecnico, il paese corre alle urne, in un confronto così radicale che schiaccia moderati e liberali che guardano a Monti con rinnovata speranza. Forse Alfano non sapeva che con le sue parole ha fatto cadere un esecutivo ma non ha tolto di mezzo un leader. La pressione dei centristi su Monti si intensificherà. E lui non tornerà di certo alla Bocconi. 
Il Lohengrin della Scala è finito negli applausi. La tragedia italiana continua. 
Il libretto è tutto da scrivere, la musica pure, la platea assicurata e mondiale, ma purtroppo assai poco disposta nei confronti degli interpreti. Il sipario non scende mai.
Mi soffermo su quel "molti lo spingono a fare un passo..." . E anche sulle diversa titolazione dello stesso articolo, dalla versione cartacea a quella on line, che semplifica con "Monti in politica? Da adesso sono più libero". 
E già l'augurio e  l'endorsement del Corrierone delle Banche? Questi pennivendoli che si prestano a fare gli zerbini dei banchieri, dovranno assumersi la loro responsabilità nei confronti delle sofferenze inflitte al popolo italiano, quando molte teste rotoleranno. Il sipario calerà eccome, e i pavidi cortigiani disinformatori alla Flebuccio verranno cancellati dalla Storia, poiché questo chiamasi collaborazionismo.

Ma intanto ecco la vendetta di Rigor Mortis secondo Libero: lui sta per abdicare, ma con un ultimo beffardo blitz potrebbe consegnare il Paese alla Troika e vincolare i prossimi esecutivi politici a seguire la "linea" del rigore e delle tasse già varata dai tecnici. Negli artigli della fatale Troika per un ventennio?

- da http://sauraplesio.blogspot.it/2012/12/monti-e-le-truppe-cammellate-del.html

- anche:http://www.liberoquotidiano.it/news/economia/1139389/Monti-pronto-all-ultimo-blitz---chiedera-aiuto-alla-troika--e-fara-commissariare-l-Italia.html
(il ministro dell'economia Vittorio Grilli e il possibile intervento della Troika sui nostri conti) 

giovedì 6 dicembre 2012

LA GRANDE TRUFFA


1 - L’ euro non è una moneta sovrana. La moneta è estranea alla nazione, è una valuta estera. Gli Stati non hanno sovranità su questa moneta ma sono costretti a chiederla in prestito alla BCE che detta le sue condizioni

2 - Se la valuta che si usa nella nazione è presa a debito da altri non è moneta sovrana e la nazione potrebbe fallire proprio perché la moneta è di altri, che possono darla o non darla

3 - Se una moneta è presa a debito si debbono pagare gli interessi ed il denaro che viene usato a questo scopo viene a mancare per gli investimenti ed i servizi:


4 -  BCE autorizza l’emissione di moneta, che rimane di sua proprietà, e la presta agli Stati

5 - Gli interessi che questi criminali ci chiedono sono composti e questo sistema costringe gli Stati al fallimento
Con uno spread attuale a 330,il tasso di interesse a 10 anni é circa il 4,5%,interesse composto che comporta
su 1000 euro,un interesse di 560,...il 56%!,ovviamente più il capitale.
Provate ad immaginare gli interessi che si dovranno pagare sulle emissioni di quest'anno,a spread su 360,400,450....Per forza che il debito aumenta e che non si riuscirà mai a pagare,se non svendendo lo Stato agli usurai

6 -  La BCE chiede misure fiscali, di politica del lavoro e le privatizzazioni per essere sicura di incassare gli interessi

7 -  Lo Stato inasprisce la pressione fiscale, creando recessione,  e vende i beni nazionali svuotando la Nazione degli stessi beni necessari alla produzione o alla qualità della vita

8 -  Per mantenere questo sistema usuraio la BCE usa ogni arma a sua disposizione per bloccare l’emissione di moneta direttamente da parte degli Stati ( trattati di Maastricht e Lisbona ). In particolare il Trattato di Lisbona esautora gli Stati della propria sovranità in quanto è stato introdotto come Nuova Costituzione Europea che ha la precedenza rispetto a qualsiasi altra Costituzione Nazionale

9 - la sola cosa che i tecnocrati hanno in mente è PRIVATIZZARE lo Stato. Lo Stato costretto a recuperare soldi  prendendoli in prestito è completamente in balia dei mercati dei bond

10 - il sistema europeo esiste per distruggere per sempre la gente e creare un nuovo tipo di europa che sia disposta ad accettare povertà, sacrifici, basso tenore di vita, salari equiparati a quelli cinesi

11 - Non ci debbono essere più Stati sovrani. Nel nuovo ordine il potere deve essere trasferito ad una classe capitalista di tecnocrati

12 - Un tecnocrate è qualcuno messo dai banchieri per sospendere la democrazia ( vedi Irlanda o Monti )

13 - L’unione europea non è una democrazia ma una oligarchia di banchieri

14 - I capitalisti non sono più interessati all’economia produttiva e reale. Si sono trasformati in percettori di rendite finanziarie. Il capitalismo produttivo è morto

15 - L’euro può sopravvivere solo se l’Italia decide di rimanerci

16 - La moneta presa a debito dalle banche porterà al fallimento perché i debiti non potranno mai essere pagati, debbono essere pagati solamente gli interessi verso i ricchi

17 - Per fare soldi, la finanza, deve far contrarre dei debiti alla popolazione, attraverso gli Stati

18 - Le sole che possono evitare il fallimento sono le banche che possono usufruire dei prestiti, a tasso agevolato, da parte della BCE all’ 1%

19 - Le banche li prestano,quando va bene, alle aziende ed ai privati ad un tasso variabile dal 6 al 10%,credit crunch a parte.

20 - Chi paga ? Pagano i cittadini con le tasse e l’austerità


COME SI COPRE IL DEBITO PUBBLICO ORA

1) si aumenta la pressione fiscale

2) così facendo si crea recessione

3) con la recessione aumenta la disoccupazione e la sotto occupazione

4) con la disoccupazione viene a mancare il reddito e aumenta la richiesta di  welfare

5) in questa maniera, coprendo il deficit con repressione fiscale, il sistema è gestito male ed implode

Con l’euro:

1) ci tengono in pugno

2) non si può intervenire  su politiche per creare posti di lavoro

3) non si possono fare investimenti perché il Patto di Stabilità non ce lo consente


CONCLUSIONE

Prendere i fucili e cominciare a sparare

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Con nostre aggiunte ,preso dall'amico Claudio : http://www.frontediliberazionedaibanchieri.it/article-la-grande-truffa-fatela-conoscere-a-tutti-113189846.html

Se abbiamo dimenticato qualcosa,aggiungetelo...

mercoledì 5 dicembre 2012

Quelli che “ci vuole credibilità per attirare i capitali esteri…”


Un articolo di Alberto Bagnai

Chiedo scusa se vi ho trascurato, so che avete sentito la mia mancanza – soprattutto i moderatori! – ma come sapete ho avuto di peggio da fare.
http://www.youtube.com/watch?v=DabsWBCPPno

Il mondo ideale del luogocomunista è un mondo austero, popolato da virili lavoratori a torso nudo, dal bicipite tornito e dalla mascella squadrata (come in un affresco littorio o sovietico), che producono, producono, producono, senza preoccuparsi troppo di chi comprerà. In questo mondo sobrio e severo nessuno regala niente, devi meritarti tutto.
Come dicono gli economisti: non ci sono pasti gratis, non ci sono free lunch, e, naturalmente, non bisogna vivere al di sopra dei propri mezzi.

O meglio…per quanto questo possa sembrare strano, i luogocomunisti, sì, proprio loro, in realtà sono convinti che al mondo un free lunch ci sia. Quale? Non ce la farete mai, ve lo dico io: i capitali esteri!
Sì, proprio quei capitali dei quali, a sentire il governo, abbiamo tanto bisogno per risolvere tutti i nostri problemi, inclusi, guarda un po’, quelli della Sanità, al punto che per attirarli, questi capitali, facciamo strame dei diritti dei lavoratori.

Cerchiamo di ragionare, non è difficile (tranne che per i luogocomunisti). Quando ti fai prestare soldi? Normalmente, quando ne hai bisogno. E quando si ha bisogno di soldi? Normalmente, quando non si guadagna, e quindi non si risparmia, abbastanza.
Ma se ti prestano soldi, contrai un debito, no? Certo! E i tuoi redditi futuri, se contrai debiti, aumentano o diminuiscono? Dipende da cosa fai coi soldi che ti prestano, ma una cosa è certa: dai redditi futuri dovrai in ogni caso detrarre gli interessi che paghi al tuo creditore. Un dato sul quale i luogocomunisti glissano con eleganza.

L’esilarante paradosso del luogocomunismo è questo: le stesse persone che “lo Stato, come una famiglia, non deve fare debiti”, vedono poi la panacea dei problemi del paese nel contrarre ulteriore debito estero. 
Perché il debito del “sistema paese” verso l’estero non aumenta solo quando il governo vende all’estero un titolo di Stato (il debitopubblicobrutto che i luogocomunisti vogliono abolire). Il debito estero aumenta anche se un imprenditore (o lo Stato) italiano cede all’estero un’azienda, vendendo un pacchetto di controllo. Infatti le statistiche, correttamente, collocano la cessione a un investitore estero del controllo di una azienda italiana tra le passività estere dell’Italia (chi non ci crede legga pag. 74, e chi non lo sa non è un economista).
http://www.bancaditalia.it/statistiche/quadro_norma_metodo/metodoc/manuale_bilpag.pdf

Ma poi scusate, il problema non era che “abbiamovissutoaldisopradeinostrimezzi”?

http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/07/26/quelli-che-abbiamo-vissuto-al-di-sopra-dei-nostri-mezzi/307141/ 


E la soluzione sarebbe? Farsi prestare altri soldi dall’estero!? Ci vuole molto a capire che, se un’azienda italiana passa in mano estera, l’Italia è meno ricca? Per i luogocomunisti evidentemente sì. E ci vuole molto a capire che, dopo, i redditi che l’azienda produce verranno molto probabilmente espatriati, riducendo il reddito nazionale e aggravando la bilancia dei pagamenti? Pare di sì.

Notate: in entrambi i casi (vendita di un titolo all’estero, cessione di un’azienda all’estero) in Italia affluiscono capitali dall’estero, cioè il paese si fa prestar soldi, contrae un debito, accumula passività.
La posizione patrimoniale netta del paese si deteriora, ma c’è una differenza: per il “sistema paese” il debito contratto vendendo un’azienda è ben più costoso di quello contratto collocando un titolo (pubblico o privato), per il semplice e ovvio motivo che il capitale di rischio normalmente riceve una remunerazione più elevata. So che anche qui, formati al divino insegnamento del pubblicobruttoprivatobello, non mi crederete, ma un esempio lo avete avuto sotto gli occhi: guardate che bella fine ha fatto l’Irlanda, che per attirare i capitali esteri ha slealmente praticato una politica di dumping fiscale! I capitali privati esteri sono arrivati, e il paese è rimasto schiacciato sotto il loro costo (mentre il debitopubblicobrutto era esiguo, al 24% del Pil).
http://www.lavoce.info/articoli/pagina1002054.html

Non so se è chiaro: le ripetute esortazioni a vendere i “gioielli di famiglia” (cioè le imprese italiane, specie pubbliche, soprattutto se remunerative) a capitalisti stranieri, allo scopo di ridurre il debito pubblico, se fossero in buona fede sarebbero deliranti!
http://www.corriere.it/editoriali/12_agosto_04/ce-la-facciamo-da-soli-giavazzi_88188e44-ddf3-11e1-9fa2-bd6cbdd1a02d.shtml

Equivarrebbero a dire: sbarazziamoci di un debito che costa molto, per contrarne uno che costa di più (in termini di redditi destinati a lasciare il paese). In generale, la politica di “credibilità” del governo Monti, vista alla luce della bilancia dei pagamenti, equivale a quella di una persona che, perso il lavoro, non si preoccupa di trovare un’altra fonte di reddito, ma va in un negozio a comprare un bel vestito costoso, che lo renda più “credibile” presso la banca alla quale vuole chiedere in prestito i soldi per campare un altro mese (sì, sto parlando di questo).

http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/11/18/monti-in-kuwait-litalia-e-a-buon-mercato-comprate-non-garantisco-sul-governo/418413/ 


Ma l’austerità ha distrutto ulteriori redditi, si è risolta in un colossale spreco di risorse, proprio come l’acquisto del vestito “credibile”.

http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/09/24/monti-forever/361626/


Il problema è che l’austerità è la risposta giusta all’ennesima domanda tragicamente sbagliata: “come facciamo a sembrare credibili per farci prestare soldi che ci facciano tirare avanti per un po’?”
La domanda giusta sarebbe: “come facciamo a rilanciare la nostra economia, creando reddito e quindi risparmio, ed evitando così di farci incaprettare dai mercati?”
E la risposta lo sapete qual è, è dentro di voi, ed è giusta: uscendo dalla trappola dell’euro e riacquistando sovranità monetaria, per rilanciare la competitività e stimolare la domanda interna.

Questo, vi assicuro, lo sanno anche i tecnici, è scritto anche nei loro libri. Ma la buona fede, è evidente, non c’è: c’è invece l’ovvia intenzione di favorire i creditori esteri, facilitando in tutti i modi (col dumping sociale, con la distruzione del sistema produttivo italiano) l’acquisto da parte loro di attività reali italiane (aziende, ospedali, immobili, marchi di fabbrica, know-how), che in caso di uscita dall’euro non potrebbero svalutarsi (mai visto un capannone restringersi dopo una svalutazione!), e garantirebbero bei profitti (da espatriare rigorosamente all’estero).

Ne riparliamo dopo il Monti bis, o preferite evitare?

da:  http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/12/04/quelli-che-ci-vuole-credibilita-per-attirare-capitali-esteri/435195/

domenica 2 dicembre 2012

QUE SE VAYAN TODOS !!!



Il senato della repubblica argentina ha votato a maggioranza una legge (voto trasversale) in data 28 novembre 2012 con 43 voti a favore e 19 contrari, diventando “immediatamente operativa con applicazione retroattiva al 1 settembre.
Hanno tecnicamente 30 giorni per renderla applicabile


Questa Legge parla molto chiaro: definisce “illegale e immorale” qualunque forma di speculazione finanziaria sui mercati internazionali basata sui derivati; abolisce la possibilità tecnica delle speculazioni finanziarie in borsa perché sottrae a tutte le banche, a tutte le istituzioni finanziarie operanti nel territorio nazionale, la propria autonomia sul mercato.
Dal 30 novembre del 2012, il parlamento e il governo argentino si riappropriano della propria economia che individua “legalmente” nella finanza “il braccio operativo dell’economia di cui deve essere subalterna” e impone alla finanza di essere sottoposta al totale controllo dello stato centrale in ogni sua attività.

Così titolava La Naciòn, il più importante quotidiano argentino (moderato conservatore) nel dare la notizia che in Italia non mi pare sia stata né diffusa né diramata.

 LA CAMARA DE SENADORES CONVIRTIO EN LEY LA REFORMA DE LA REGULACION DEL MERCADO DE CAPITALES

 Da oggi lo Stato si fa garante presso i cittadini, di cautelare i risparmi personali, ma si fa soprattutto garante del fatto che le imprese, le società, le industrie, le finanziarie internazionali operanti in Argentina intervengano in borsa e sui mercati dei capitali “con l’unico ed esclusivo intento di trarre profitto da un’attività che però deve avere immediatamente, come riflesso economico, l’apertura di crediti agevolati alle medie e piccole imprese, l’allargamento degli investimenti in industrie nazionali e l’assunzione di nuovo personale per andare all’attacco della disoccupazione giovanile che il governo considera la priorità assoluta in campo politico, economico, sociale”.
Questo è avvenuto.
Per la prima volta in questo nuovo millennio, una nazione capitalista occidentale si assume la responsabilità politica (fotografate per bene questa parola) di imbavagliare la finanza, di metterle le briglia sul collo e di fondare il principio, basato sull’applicazione dello Stato di Diritto, che identifica nello stato centrale, nel governo e nel parlamento, l’arbitro e il garante dell’economia; il vero padrone della finanza non è più il “mercato libero” (l’idea di Zingales, Giannino, Monti, Passera, Draghi, ecc.) bensì il governatore della banca centrale insieme al ministro dell’economia, dell’industria e dello sviluppo.

“O la finanza capisce che i soldi servono per sviluppare l’economia allargando il mercato del lavoro, gli investimenti, dando credito alle imprese a interesse minimo e abbattendo la disoccupazione, oppure possono anche andare a investire in Europa, in Italia e in Spagna, se è questo che vogliono. Là li accoglieranno a braccia aperte”

Così ha dichiarato la presidente Kirchner, nel commentare la più grande vittoria politica ottenuta da un governo sudamericano nel combattere il neo-colonialismo dei colossi della finanza al servizio dell’oligarchia planetaria del privilegio. Chi vuole investire nella finanza speculativa lo fa attraverso “banche speciali” che dovranno esporre un avvertimento alla clientela, nel quale si specifica che non esiste nessuna garanzia internazionale su quell’investimento.
Le banche correnti devono occuparsi di investire i soldi dei correntisti nell’economia reale, quella delle merci, e non quella della carta straccia; lo Stato garantisce ogni tipo di risparmio e ogni forma di investimento, purchè si riferisca all’economia reale.
 La borsa di Buenos Aires (e questa è un’altra bella notizia) ha reagito molto bene; anche quella brasiliana (che si appresta in brevissimo tempo a varare identica legge) grazie alla quale vengono aboliti i principi basilari dell’idea liberista che sta strozzando il pianeta, ovverossia l’egemonia della finanza sul mercato.
Di tutto ciò, in Italia non si è parlato.
 Ma non basta, c’è dell’altro. Ieri, 30 novembre, per tutta la giornata, in Argentina si sono svolti convegni, manifestazioni e discussioni relativi a un’altra legge che va alla votazione alla fine della prossima settimana e che riguarda il secondo pilastro della democrazia e della ripresa economica: la legge sul conflitto di interesse e una nuova legiferazione nel campo della libertà di stampa, dell’informazione e delle comunicazioni.
Verranno prese misure specifiche per impedire che possano essere eletti in parlamento soggetti politici legati al mondo dell’informazione, e soprattutto viene impedito a società finanziarie, banche d’affari private e grossi colossi finanziari internazionali di poter aggirare l’ostacolo diventando editori. Chi si occupa di informazione lo fa costituendosi come “editore puro” attraverso il rischio di una impresa privata.
Il tutto per impedire che la finanza, in maniera subdola (come avviene in Italia ad es.) usi il proprio gigantesco potere per esercitare pressioni sull’opinione pubblica al fine di salvaguardare interessi finanziari e non il diritto alla libertà dell’informazione.
 Anche su questo punto, nessuna notizia in merito.
 Sono entrambi due pericolosissimi precedenti. E’ la dimostrazione che esistono strade diverse percorribili, opposte a quelle volute dalla BCE e dal governo italiano, dal PD dal PDL dall’Udc.
A questo ci potete aggiungere la decisione ufficiale presa dal presidente dell’Ecuador, Rafael Correa, il quale ha bocciato la richiesta avanzata dalle compagnie petrolifere locali per nuove trivellazioni, destinando i 300 milioni di dollari (per loro una grossa cifra) del budget che le lobby del petrolio erano riusciti a garantirsi e spostando tale cifra per la salvaguardia del territorio idro-geologico dando vita a tre giganteschi parchi naturali, all’interno dei quali verranno fatti investimenti nel settore dell’agricoltura biologica a chilometro zero. Qui di seguito, in un post scriptum, in copia e incolla, c’è un articolo apparso sul settimanale Pagina ½, la pubblicazione più radicale e colta diffusa in Argentina. E’ un esempio di giornalismo che in Italia non esiste più. Dà la notizia sulla legge della divisione tra banche d’affari e banche speculative, senza nessun commento, senza fornire nessuna opinione, raccontando in che cosa consiste la Legge, come funziona, come si è svolta la votazione, i nomi degli attori e delle fazioni in campo. L’articolo è quello originale ed è scritto dunque in spagnolo, ma è di facilissima comprensione anche per chi non conosce la lingua. Sono modalità completamente diverse da quelle seguite in Italia dove la disinformazione, il narcisismo e l’opinionismo lobbista si sono ormai sostituiti alla spiegazione dei fatti reali e oggettivi; e così i lettori, spaesati, confusi, finiscono per non essere mai messi al corrente su ciò che accade in verità, perché vengono spinti a seguire delle tesi già preconfezionate che finiscono tutte con lo stesso identico refrain: non c’è alternativa, non si può fare diversamente.
 Non è vero. Non è così. Non esiste nessun campo dell’attività umana in cui non esistano alternative.
E’ una diabolica idea quella di presentare soluzioni come se fossero le uniche a disposizione.

Per ritornare in Europa, mentre l’Italia è scivolata nel consueto imbuto popolato da pecore mediatiche al pascolo, seguendo le vicende delle cosiddette primarie, in Europa si scatenava un furibondo scontro (in Germania) relativo a Unicredit e MPS (la più antica banca italiana, Monte dei Paschi di Siena) anche perché il tutto era relativo alla stessa persona, Alessandro Profumo, già presidente di Unicredit e attualmente presidente di MPS. Accusato, denunciato e sentenziato di evasione fiscale in Europa per la cifra di 3,5 miliardi di euro, Unicredit e Profumo (in quanto mente operativa della questione) se la stanno vedendo con le banche europee per un gigantesco conflitto di interessi.
Mentre all’Unicredit si chiedono i soldi da pagare e Profumo è stato identificato come un evasore che non rispetta la Legge, Mario Monti, a nome del governo italiano, si è presentato da Mario Draghi chiedendo il consenso a “sforare” dai dispositivi sanciti dal Fiscal Compact per far avere –sempre allo stesso Profumo- un nuovo gettito di 3 miliardi di euro provenienti dalle casse dello stato italiano, dopo i 24 che ha già ricevuto negli ultimi cinque anni. Essendo il titolo della banca considerato in borsa “spazzatura” (il titolo che tre anni fa valeva 2 euro in borsa, oggi vale 0,17 euro in borsa) non è ammissibile neppure per Draghi una cosa del genere.
Rischiosissima. Infatti, i greci –giustamente dal loro punto di vista- hanno immediatamente protestato pretendendo una proroga del loro debito. E’ andata a finire come ben sappiamo.
Non si sa se Unicredit pagherà o meno ciò che ha rubato e MPS avrà i suoi soldi da investire in nuovi derivati speculativi a rischio sempre più alto, l’unica possibilità rimasta di poter mettere un buco alla voragine di una banca tecnicamente già fallita da un pezzo. Tutta la gestione dei rapporti tra istituzioni e banche, tra governo e banche, tra BCE e banche, portata avanti da Mario Monti e dal PD dal PDL e dall’Udc finiranno per aumentare nel mese di dicembre il disavanzo pubblico portandolo a un ulteriore aumento e raggiungendo la cifra di 2000 miliardi di euro.
 Qui in Italia ci portano via i soldi per darli a banchieri evasori che gestiscono banche già fallite, mentre in Argentina c’è chi ha messo legalmente il bavaglio alle banche, le ha ammanettate e le ha sottoposte a una rigida, attenta regolamentazione sotto la custodia, tutela e attenzione della classe politica al governo in rappresentanza delle istituzioni collettive. Una bella differenza. La guerra, quindi, prosegue. Ed è sempre la stessa, quella tra oligarchi della finanza e i loro oppositori. Da noi, ci fanno credere che il problema sia se vince Renzi o se vince Bersani oppure se Berlusconi si candiderà oppure no.
 Sapete che vi dico? (con il cuore in mano). Se a questo punto c’è qualcuno che pensa possa essere così, allora vuol dire che ce li meritiamo tutti. Questa è la loro forza. C’è ancora qualcuno che dà loro credito. Non lamentiamoci, dunque, se le banche non lo danno a noi, il credito. Perché mai dovrebbero?

(sergio di cori modigliani)


Link intero articolo: http://sergiodicorimodiglianji.blogspot.it/2012/12/ecco-cio-che-sta-accadendo-in-argentina.html
Tratto da: http://www.comedonchisciotte.org/site/index.php
http://www.frontediliberazionedaibanchieri.it/article-default-e-avvoltoi-sentenze-e-autogol-113036616.html

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Dopo questa legge,non appare certo casuale il violento attacco portato in questi giorni dalla cricca usuraia degli hedge funds,tramite la decisione di un connivente giudice americano (ma guarda...)....
Sarebbe sempre bene premettere a quanto di seguito,che i famosi bonds argentini rendevano al tempo (2001),prima del defaut, il 20%,quando l'interesse medio sul mercato sulla rendita titoli era il 5-6%.
Mi verrebbe da dire che cosa hanno ora da lamentarsi queste vittime solo dell loro avidità.
Chissà mai perchè l'Argentina di allora (molto simile alla Grecia attuale).,era costretta ad emettere titoli a questo interesse.
Dal debito verso gli usurai,signori!
Debito  la cui origine sappiamo bene quale é... non certo quella del luogo comune di spendaccioni incalliti che ci raccontano....Qualcosa ne sappiam pure noi...della  famosa e fasulla catena usuraia: rating-spread-interesse-debito...
E chissà mai perchè,ad un tale interesse,non avrebbe dovuto  corrispondere un alto tasso di rischio...per ciò era tale.Chi comprava sapeva,o meglio avrebbe dovuto sapere,perchè le banche (che sapevano) fino all'ultimo (come per Parmalat),hanno spacciato questa carta straccia ad avidi e ignari risparmiatori..
Fatta questa doverosa premessa,veniamo ai fatti.


Tutto ha inizio con il default del 2001 quando lo Stato,vittima del FMI e altri strozzini,diede default.Il governo argentino propose ai vecchi creditori di convertire i bond posseduti in nuovi titoli, svalutati del 66% (la stessa misura della svalutazione monetaria sul dollaro), e con scadenze rimodulate nel tempo. Una soluzione neanche troppo onerosa per i creditori, che a fine giro dovrebbero portare a casa in questo modo interessi attorno al 70%.
Il grosso di questi creditori (per l'esattezza il 93%) accettarono di buon grado la proposta argentina, soprattutto i più piccoli, assai meno i grandi fondi di investimento,che al tempo raccattarono sul mercato bond quasi gratis,confidando nel loro potere per rientrare dell'intero capitale,più il guadagno di questa speculazione.
Cosa che é parsa avverarsi con la decisione del solito giudice compiacente

La sentenza della scorsa settimana è arrivata ad imporre all'Argentina il versamento di 1,3 miliardi di dollari (una somma ridicola in fondo,se paragonata a certi debiti che circolano...) in un fondo presso la Bank of New York, da riservare agli hedge fund in attesa del verdetto definitivo della Corte d'Appello.
Qualora l'Argentina non avesse adempiuto a questa imposizione, la stessa banca (che funge da intermediaria dei titoli argentini sul mercato statunitense) avrebbe bloccato il pagamento delle cedole agli obbligazionisti che hanno accettato la ristrutturazione del debito.
Ed un  pagamento è previsto proprio per il prossimo 15 dicembre.

Capito la curiosa contemporaneità della sentenza...e il ricatto...?



Il governo di Buenos Aires ha fatto subito sapere di non aver alcuna intenzione di pagare gli hedge fund. Tra l'altro glielo impedisce una legge approvata ad hoc.
Ed ha invece fatto ricorso contro la sentenza, chiedendo intanto lo sblocco dei pagamenti agli obbligazionisti che hanno accettato la ristrutturazione del debito. La Corte d'Appello newyorkese ha così deciso di annullare l'ordinanza del giudice che imponeva il blocco tramite la Bank of New York. 
Ed il versamento di 1,33 miliardi destinati al signor Singer,hedge fund, proprio non ci sarà.
Naturalmente si tratta solo di un rinvio, in attesa dell'esito del ricorso di Buenos Aires.Vedremo come finirà.

Magari la stampa italiota che riporta le solite bufale e notizie artefatte,dovrebbe spiegare tutto questo e che una nazione che vuol essere libera dagli strozzini sta combattendo la sua guerra...una nazione che ha dimostrato a tutti che ce la può fare e che non esiste solo la strada tracciata dalla cricca usuraia.Per questo é un esempio pericoloso e si fa di tutto per ricondurla all'ordine,contrastando con ogni mezzo  la sua libertà di azione,falsa propaganda in testa: veicolando come limitazioni di libertà il freno alla speculazione bancaria,e inventando false rivoluzioni per una situazione di stallo dovuta a questa guerra,dopo che in questo decennio ha avuto lunghi periodi con tassi di crescita attorno all'8%; ha ridotto il rapporto debito/Pil dal 165% del 2002, al 67% del 2007 fino al 45% attuale; ha visto aumentare il Pil/procapite dai 2.656 dollari del 2002, ai 6.705 del 2007, agli 11.573 attuali. Una progressione che non ha bisogno di troppi commenti. 
(Dati tratti dal Sole 24 Ore del 29 novembre 2012).

giovedì 29 novembre 2012

PRIMARIE PD,LA FIERA DELLA PORCHETTA

Istruzioni per l'uso....



Questi son quelli che telefonano ai banchieri ("abbiamo una banca"),ai padroni del vapore (Riva-Ilva),quelli che,come dicono loro stessi, hanno istituito Equitalia (proposta Visco-Bersani),quelli che (insieme a tutti gli altri) han votato l'invotabile del governo golpista Monti,quelli che non perdono occasione per farci restare in quest'europa di usurai,quelli che (Bersani) ""porterei la Fornero al governo con me",quelli che alla loro festa non intonano più Bandiera Rossa,ma l'inno europeo,quelli che...é meglio sorvolare.
A proposito,4 milioni di votanti (dicono loro) a due euro,fanno 8 milioni di euro...esentasse?
Meglio saperlo,Monti-Sachs,perchè se così é ,mi metto a far primarie in ogni condominio domattina,al grido "rottamate gli amministratori condominiali!"...per la democrazia del portierato,la libertà di pianerottolo,la pace nel mondo,e l'ascensore libero...poi grande bisboccia del Comitato "Condomini liberi" al bar dell'angolo,alla faccia dei votanti...! Le primarie insegnano sempre qualcosa...
Ha votato pure la moglie del pulcinella del colle.Ma non era la moglie di Cesare non doveva essere al di sopra di ogni sospetto....?


martedì 27 novembre 2012

GLI AVVOLTOI E I LORO CLOWNS


Europa in rivolta contro la dittatura degli usurai europei.
Spagna,Portogallo,Ungheria,Romania...ora finalmente anche Italia.
In Croazia bruciano le bandiere Ue,in Grecia la situazione è esplosiva e la Polonia ha detto no grazie all'entrata nell'euro,senza contare i numerosi vaffa inglesi alle proposte di Bruxelles.
Francia ridimensionata dal rating.L'Olanda se ne vuol andare...e ora protestano pure nella Deutschland tripla A
Consigli europei che quasi sempre terminano con un nulla di fatto.
Non san più che pesci pigliare per continuare a rapinare..
Agenzie di rating che impazzano falcidiando mezza Europa,in una guerra di ladri per dividersi il bottino
Insomma un vero bordello generale,un edificio fasullo che rischia di crollare come un castello di sabbia.
E qui da noi? In questa italietta piena di mezzecartucce politiche?
Nonostante questo sfascio,invece di ripudiare i Trattati capestro che ci han fatto piombare in una vera e propria dittatura che ha espropriato gli stati e i popoli di ogni sovranità,.....i nostri cari parassiti politici ci triturano con spettacolini elettorali da sagra paesana,con ladrocini vari,con guerre dei bottoni e con primarie pon pon di contorno...una politica da cortile...
Si riscontra il più ignobile leccaculismo di regime da parte dei media mainstream,di squallidi politici alla Casini e di patetici economisti che mai ne hanno azzeccata una,and last but not the least,un presidente degli italiani che pare il presidente del Roccasecca Club come tifoso montiano e dell'euro.
A suo tempo,ci s'é messo pure il Papa,dicendo che Monti aveva iniziato bene.Ci mancava....
Certo,come macelleria sociale è stato un buon inizio...e pure il seguito....figuriamoci quello che verrà !
E' pur vero che molto popolo sembra addormentato,e subisce passivamente ogni inutile angheria....inutile, perchè queste misure si son rivelate,come a suo tempo sostenevamo,solo un danno per il paese,accelerando impoverimento e recessione.E la crescita? L'araba fenice...a dopo...a mai...
Sentir parlare a suo tempo di taxisti,farmacisti,orari dei negozi...come misure per rilanciare la crescita,c'era da sbellicarsi dal ridere.

E ora una piccola nota sui clowns ed intellettuali (si può togliere a piacere anche la ed) che tanto contribuiscono, più del rating,a far dell'Italia un paese di serie B,se non la semplice espressione geografica che ora é.
Vorrei sapere dove stanno ora tutti quei coglionazzi ,quelle befane e giullari mediatici che gridavano al regime al tempo del caimano.
Puttaniere,barzellettiere,imbonitore,trafficante e gaffeur fin che si vuole,ma come dittatore più simile a quelli dell' Opéra Comique .
Ora che gli stravolgimenti democratici e i diktats degli usurai sono all'ordine del giorno....che le istituzioni e tutta la classe politica sono in ginocchio davanti ad un vero regime degli strozzini,....questi miseri eroi cartonati tacciono,o parlano d'altro, accucciati nelle loro comode tane di profittatori, se non apertamente collusi con questo miserabile governo fantoccio.Come loro abitudine storica.
Penso a personaggi taroccati alla Zagrebelsky,alla Eco,alla Scalfari,alla Spinelli,alla Sartori,alla Saviano,alla De Gregorio,ma sono legioni.... alle pietose truppe cammellate di una sinistra indecente alleata di banche e speculatori....tutti tamburini che rullavano in continuazione di democrazia,costituzione e tutto l'armamentario truccato che riempiva i loro ipocriti sermoni.
L'augurio é che quando questi indecenti ipocriti riappariranno a raccontarci le loro solite storielle da barbiere,vengano accolti da sonore pernacchie e rimandati a calci in culo nei loro loculi.


venerdì 23 novembre 2012

DUE DI LORO


Guicciardini: “…e spesso tra il palazzo e la piazza è una nebbia sì folta o un muro sì grosso che tanto sa el popolo di quello che fa chi governa o della ragione perché lo fa, quanto delle cose che si fanno in India”

Questi sguatteri degli usurai continuano col loro mantra quotidiano di cedere ogni sovranità nazionale .E' vergognoso come non abbiano il minimo senso di dignità e rispetto per i ruoli che rappresentano.
Noi,non ci rappresentano certo....e a Guicciardini dico che il popolo qualcosa comincia a saperlo...

IL PULCINELLA

" E’ NECESSARIO ”ANDARE AVANTI SULLA VIA DELLA INTEGRAZIONE” EUROPEA SECONDO LO SPIRITO COMUNITARIO DELLE ORIGINI” E NON ”RIPIEGARE SU POSIZIONI DI DIFESA ANACRONISTICA DI INTERESSI E PREROGATIVE NAZIONALI” TALVOLTA ”DETTATE DA EGOISMI E DA ILLUSIONI DI AUTOSUFFICIENZA DI TALUNI STATI MEMBRI”. 

E’ un passaggio dell’intervento del vostro presidente della Repubblica Napolitano davanti all’Assemblea nazionale francese.Dichiarazioni infami!

Già....e si è visto nella riunione di oggi a Bruxelles quale sia lo spirito comunitario e come gli interessi nazionali e gli egoismi non esistano...solo dei dementi possono continuare ad insistere e a credere a questa favola dell'integrazione e cessione di sovranità, ingannando i popoli!!!

Un capo di uno stato che non vuole difendere l’interesse nazionale del suo Paese!!
Quali interessi difendere invece? Una volta quelli dei carri armati sovietici a Budapest,e ora quelli delle Banche? Quelli di Goldman Sachs? Quelli dei suoi padroni?

Se ci fosse un Parlamento,e non quel verminaio di incapaci e corrotti sguatteri da stalla,sarebbe già stato destituito come un comune traditore.


LA ZOCCOLA FORNERO 

il 15 novembre 2012, partecipando al WorldPensionSummit ad Amsterdam, alla conferenza che riunisce i colossi mondiali delle pensioni private, gente con interessi finanziari per 1.925 miliardi di dollari...gli squali che aspettano a bocca spalancata che la barca affondi:

“I CAMBIAMENTI PORTATI DALLA RIFORMA DELLE PENSIONI DEL GOVERNO MONTI ERANO NECESSARI PER COMPIACERE I MERCATI FINANZIARI”

Insomma, questa sciagura nazionale ha fatto una riforma delle pensioni per compiacere le banche, le assicurazioni, i fondi monetari, gli hedge funds, cioè i gruppi privati di speculatori dediti al profittoe all'usura.

Lo stato sovrano non esiste più, è morto. Ma chi lavora per i mercati viola la costituzione. 
Per questo l’italia si sta ribellando nelle piazze...e non cesserà di farlo...

martedì 20 novembre 2012

PROGRAMMA-MANIFESTO ME-MMT






FONTE: PAOLOBARNARD.INFO


Adottando l'Euro,
l'Italia si è ridotta allo stato di una nazione del Terzo Mondo
che deve prendere in prestito una moneta straniera,
con tutti i danni che ciò implica. 
Paul Krugman, Premio Nobel per l'Economia


Estensori:

dott. Warren Mosler - macroeconomista - Stati Uniti
prof. Mathew Forstater - macroeconomista - Stati Uniti
prof. Alain Parguez - macroeconomista - Francia
Paolo Barnard - giornalista - Italia




MEMENTO 


L'Italia uscì dalla seconda guerra mondiale povera, distrutta, semi analfabeta, ma ricca di tre doti immense: la Costituzione del 1948, lo Stato democratico a Parlamento sovrano, una propria moneta. Nell'arco di meno di trent'anni, questa penisola priva di grandi risorse, senza petrolio, finanziariamente arretrata, diventa la settima potenza economica del mondo, prima fra tutti per risparmio delle famiglie. Fu il ‘miracolo italiano' scaturito dalle tre immense doti di cui sopra.

Oggi quelle doti sono state distrutte, e il Paese è sprofondato nella ver- gogna dei PIIGS, i 'maiali' d'Europa. I Trattati europei, in particolare quelli associati all'Eurozona, ci hanno tolto la sovranità costituzionale, quella parlamentare e quella monetaria. Ci hanno tolto tutto. La crisi che oggi sta distruggendo l'economia e i diritti delle famiglie e delle aziende italiane come mai dal 1945 a oggi, viene da questo.


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Insieme al libro di Bagnai del precedente post,proponiamo anche questo Manifesto,a dimostrazione che l'impostazione neoliberista trova ormai molti oppositori in vari ambienti accademici.
Per quanto ci siano punti di divergenza tra queste due testimonianze,siamo sempre nell'area keynesiana,e comunque é una occasione offerta ai lettori per farsi una propria opinione.

Questo manifesto doveva essere pubblicato giorni fa sul Corriere della Sera.

Paolo Barnard si è recato al Corriere della Sera con i 42000 euro necessari per pubblicare sul quotidiano il manifesto mmt stilato con Mosler. 
Beh! Si sono rifiutati di pubblicarlo con pretestuose e patetiche motivazioni

Ora pare che...
Qualcosa è cambiato nel weekend, e al drammatico comunicato che ci negava per motivi indecifrabili la pubblicazione del PROGRAMMA ME-MMT sul Corriere della Sera*, sono seguite trattative oggi, fino al direttore responsabile, e ora ci sono speranze.

Ci rincresce davvero che questi incidenti ci pongano fra l’altro nella spiacevole condizione di essere ora anche in trattativa con altre testate nazionali, e di dover tenere tutti in sospeso. Non è per nostra negligenza che questo accade.

Speriamo che il Corriere ci dia una risposta definitiva in queste ore. 

(Paolo Barnard)

* Avevamo ricevuto nel venerdì sera una mail di rifiuto definitivo che è in archivio.





IL TRAMONTO DELL'EURO



Un libro da leggere e rileggere

Finalmente qualcuno spiega al popolo come funzionano le politiche dei cambi e i mercati delle valute.
Ma Bagnai fa di più: ripercorre e rilegge la storia economica del nostro paese e dell’Eurozona alla luce della scelta compiuta, a partire dalla seconda metà degli anni ’70, di convergere verso la moneta unica, prima con il propedeutico divorzio tra Tesoro e Banca d’Italia, poi l’ingresso nello Sme, la crisi del 1992 (quando Amato “rubò” il 6‰ dai conti correnti degli italiani), infine l’Euro. E ci spiega ad ogni passo le conseguenze di queste scelte sulle esportazioni, il debito estero, la distribuzione del reddito, ecc, fornendoci chiavi di lettura essenziali per capire il recente e meno recente disastroso passato politico del nostro paese, e aiutandoci a valutare con maggior cognizione di causa le conseguenze del rimanere ovvero dell’uscire dall’Euro.

Il testo fa giustizia così anche dei luoghi comuni autorazzisti circa “l’Italietta” della “liretta” e delle “svalutazioni competitive”. Le svalutazioni italiane sono state poche e di natura difensiva a seguito di shock esterni avversi (p.e. gli shock petroliferi degli anni ’70), seguiti spesso da rivalutazioni.

Il testo fa giustizia anche dei tanti luoghi comuni legati alla svalutazione, l’inflazione, ecc con cui si cerca di terrorizzare la gente riguardo l’ipotesi di uscita dall’Euro. L’uscita dall’Euro, spiega Bagnai, è non solo possibile, ma sarà comunque inevitabile perché è un progetto insostenibile, e la crisi corrente lo sta dimostrando.

La moneta unica tra aree con diversa produttività è possibile solo a patto di condizioni politiche inesistenti nell’Europa di oggi. D’altro lato la svalutazione reale della nostra economia è conseguenza diretta dell’impossibilità di riaggiustare in modo automatico, graduale e indolore, lasciando agire il mercato del cambio, le piccole differenze di competitività con la Germania,  che invece si sono accumulate nel corso degli anni.

Questo dato di fatto non muterebbe se la BCE “stampasse moneta” per venire incontro ai problemi di finanziamento del debito pubblico degli stati dell’Eurozona, e neppure se lo facesse senza porvi sopra le condizioni vessatorie previste dal Fiscal Compact. All’interno dell’Euro la prospettiva è quella della deindustrializzazione delle economie più deboli e delle acquisizioni straniere dei nostri asset … fino a quando non saremo dichiarati semplicemente un “onere” e non ci avranno dato il benservito.

Il problema quindi è solo se l’uscita dall’Euro sarà decisa e governata ordinatamente il prima possibile, o se avverrà caoticamente con il paese in ginocchio dopo un disastro tipo greco e dopo il compiuto saccheggio della nostra ricchezza collettiva ad opera della finanza internazionale e del complesso bancario-industriale tedesco.

Soprattutto ci viene spiegata la “razionalità politica” di certe scelte apparentemente tecniche: cambi rigidi o flessibili? chi ci guadagna e chi ci perde, tra paesi e all’interno dei singoli paesi? Il mercato delle valute, legato principalmente all’andamento del commercio estero, è l’unico mercato che i neoliberisti vorrebbero regolamentare con cambi rigidi agganciati a monete forti (vedi Argentina …) invece che lasciar corso anche qui alla legge della domanda e dell’offerta. Perché? Perché così si favoriscono le rendite rispetto ai redditi di lavoro, e si consentono politiche predatorie da parte degli investitori a danno dei debitori, e dei paesi con maggiore produttività a danno degli altri.

Testi sulle politiche economiche all’interno di un singolo paese già ce ne sono (per esempio “Economia politica” di Massimo Pivetti, dove le implicazioni sociali delle politiche keynesiane e neoliberiste sono ben esplicitate partendo dai fondamentali dell’economia), e così pure sulla finanza internazionale, soprattutto dopo la crisi del 2008, ma le politiche dei cambi e i mercati delle valute finora li avevo visti confinati nella letteratura per specialisti, come meri “problemi tecnici”.

L’effetto complessivo del libro è liberatorio, nel senso che offre strumenti per capire la realtà e incoraggiarci a pensare che il futuro può tornare a dipendere da noi. Innanzitutto perché ci offre strumenti per cogliere la”razionalità” economica all’opera nella crisi attuale, spazzando i tentativi di dipingerci come vittime impotenti di mercati impazziti, o peggio ancora gli assurdi tentativi di colpevolizzarci tentando di ricondurre i nostri problemi alla nostra inadeguatezza, come popolo e come sistema, di fronte alla sfida della “superiorità tedesca”.

Ma soprattutto perché se la scienza economica continua ad offrire strumenti validi per capire quanto accade all’interno di un quadro interpretativo tradizionale, allora vuol dire che  la ricerca di un paradigma alternativo al neoliberismo oggi dominante è conclusa: Keynes non è affatto morto, il mondo non è cambiato tanto da doverci costringere a buttare a mare l’esperienza positiva di molti decenni di stato sociale, tendenze egualitarie, sviluppo, piena occupazione, diritti del lavoro. Certo, ci sono vecchi problemi e nuove sfide, ma le ricette neoliberiste e il “sogno dell’Euro” appartengono al campo dei problemi, non delle soluzioni.

Dietro i tentativi di convincerci che non c’è alternativa allo stato di cose presente non c’è una scienza “più avanzata”, ci sono soltanto antichi e ben noti interessi di classe da un lato, e un ceto politico (non solo italiano, ma in tutto l’Occidente) che ha sostanzialmente abdicato alle proprie responsabilità, dall’altro.


Recensione di Claudio Romanini

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"La chiarezza espositiva è un altro pregio dell'opera, che si pone così sul piano della migliore divulgazione scientifica, a disposizione di quanti vogliano comprendere i meccanismi dell'economia e il gioco degli interessi di classe e geopolitici che ad essi sottostanno. Il fatto poi che le tesi sostenute da Bagnai coincidano con le opinioni dei massimi economisti contemporanei, contribuisce a dare credibilità alle argomentazioni, anche agli occhi di chi, non essendo del mestiere, potrebbe obbiettare che sì, certo, Bagnai dice cose interessanti, ma ci sono altri economisti che affermano il contrario. Le cose non stanno così, nemmeno sul piano dell'accreditamento internazionale degli studiosi dai quali Bagnai trae ispirazione, rispetto a quelli che egli critica aspramente."

"Le "fonti" e i riferimenti di Alberto Bagnai spaziano da Robert Mundell, economista per altro di scuola liberista, che nel 1961 pubblicò sull’American Economic Review un lavoro dal titolo “Una teoria delle aree valutarie ottimali” che gli valse il premio Nobel per l'economia nel 1999, a Rudiger Dornbusch (346 pubblicazioni scientifiche di cui 112 articoli su rivista, di cui due sono fra i più citati nel dopoguerra; il suo testo universitario sulla macroeconomia è un manuale per i corsi di base di economia che negli anni '80 e '90 del secolo scorso è stato il più diffuso a livello mondiale), allievo di dottorato di Mundell e prematuramente scomparso nel 2002, a Paul Krugman (chi non lo conosce?) premio Nobel per l'economia nel 2008, fino a comprendere persino molti economisti del mainstream più liberista i quali, per dovere di rigore scientifico, non hanno mai lesinato critiche al progetto di unione monetaria in un continente che non aveva, e non ha, le caratteristiche minime per renderlo economicamente sostenibile."

"Dati dunque per assodati il rigore scientifico e il valore divulgativo del lavoro di Alberto Bagnai, una sua ulteriore qualità è costituita dalla prospettiva politica che viene inquadrata, laddove, pur nel rigoroso rispetto dei metodi di indagine dei dati, emerge una valutazione delle scelte che sottendono il lungo processo di gestazione e di gestione della moneta unica, che Bagnai approfondice con il preciso intento di mostrarne le ragioni profonde, sfrondate da ogni forma di retorica europeista."

"Una valutazione che conduce ad una risposta univoca: il progetto di integrazione europea, perseguito con un approccio di tipo monetarista, e culminato nell'euro, è stato il principale determinante della straordinaria operazione di redistribuzione della ricchezza operata negli ultimi trent'anni, sia tra classi sociali che tra i paesi che lo hanno adottato. Più ancora della liberalizzazione dei movimenti di capitali, del divorzio tra Tesoro e Banca d'Italia, della finanziarizzazione dell'economia e delle delocalizzazioni industriali, è la moneta unica la prima a dover essere messa in stato di accusa, perché, introducendo un elemento di rigidità nelle relazioni economico-finanziarie tra i paesi, e, all'interno di questi, tra le classi sociali, ha finito con il rendere persistenti gli squilibri, aggravandoli nel tempo. La governance europea, e i governi, hanno gravemente, e forse intenzionalmente, sottostimato i rischi di tali squilibri, fino alla formazione e deflagrazione delle bolle di debito privato che, oggi, gli Stati sono chiamati a sanare con il ricorso all'indebitamento pubblico. Con l'ulteriore conseguenza di imporre una ancor maggiore diminuzione dell'impronta pubblica sull'economia, a vantaggio delle logiche di privatizzazione di ogni aspetto della vita degli infelici cittadini di questo continente.
olle di debito privato che, oggi, gli Stati sono chiamati a sanare con il ricorso all'indebitamento pubblico."


"In filigrana, lungo tutta l'opera, traspare un atto d'accusa nei confronti di tutte le forze politiche, europee e soprattutto italiane, che non hanno saputo, o non hanno voluto, comprendere i rischi e i costi di un esperimento economico e monetario che avrebbe visto, anche in caso di successo, le classi lavoratrici pagare il prezzo più salato in termini di redditi. Un atto d'accusa che diventa spietato quando viene rivolto alle classi politiche di sinistra, che si sono rese complici di una paternalistica operazione di occultamento della verità a danno dei loro stessi elettori."

Stralci da Fiorenzo Fraioli
http://www.ecodellarete.net/code/xslt.aspx?p=47708



lunedì 19 novembre 2012

I MAFIOSI A ROMA

Global Mafia

I centrotrenta potenti del mondo, coloro che decidono le sorti dell’economia (e non solo) mondiale, si sono incontrati a Roma il tredici novembre scorso. Si tratta del cosiddetto Gruppo Bilderberg le cui riunioni sono sempre avvolte dal massimo della segretezza. L’incontro doveva tenersi all’Hotel Russie ma, per maggiore riservatezza - data la concomitanza con il festival del Cinema - è stato spostato in Campidoglio. I beneinformati pensavano che il meeting si dovesse tenere alle 18 ma è stato invece spostato a un’ora dopo quando gli ospiti stranieri si sono riversati in piazza del Campidoglio.

di Viviana Pizzi


I PARTECIPANTI ITALIANI E STRANIERI

Alle 19.45 è stato visto entrare Ignazio Visco, governatore della Banca Centrale; un quarto d’ora dopo il ministro del Lavoro Elsa Fornero, seguito dal presidente del Consiglio Mario Monti, avvistato intorno alle 20.30. Tra i ministri del governo tecnico erano presenti anche Corrado Passera (delega allo Sviluppo Economico) e Francesco Profumo titolare del dicastero all’Istruzione

Tra gli altri invitati Mauro Moretti, ex sindacalista della Cgil; Angelo Cardani, presidente di Agcom; Fulvio Conti dell’Enel; Anna Maria Tarantola presidente della Rai; Federico Ghizzoni, amministratore delegato di Unicredit; Paolo Scaroni, amministratore delegato di Eni; Franco Barnabè di Telecom Italia, Alberto Nagel ad di Mediobanca, Enrico Cucchiani di Mediaintesa e Rodolfo de Benedetti del Gruppo Cir.

Dall’estero sono invece arrivati Tom Enders, Ceo della Eads, Marcus Agius di Barclays, il canadese Edmund Clark boss della Td Bank, Kenneth Jacobs numero uno di Lazard e l'americano capo dell'Alcoa Klaus Kleinfeld.

C’erano anche il francese Henri Castries presidente del gruppo Axa, il tedesco Josef Ackermann presidente del consiglio di amministrazione del Gruppo Executive Committee Deutsche Bank, lo statunitense Keith Alexander comandante dell’Us Cyber Command e direttore dell’Agenzia di Sicurezza Nazionale, lo spagnolo Joaquin Almunia vicepresidente Commissario per la concorrenza Commissione Europea, lo statunitense Roger Altman presidente della Evercore Partners, il portoghese Luis Amado presidente del Banco Internacional do Funchal, il norvegese Johan Andresent proprietario e amministratore delegato della Ferd, il finlandese Matti Apunen direttore Finnish Businness and Policy Forum Eva, il turco Ali Babacan vice primo ministro per gli affari economici e finanziari, il portoghese Francisco Pinto Balsemao presidente e Ceo di Impresa ed ex primo ministro, il francese Nicolas Baverez Partener della Gibson Dunn & Crutcher LLP, il francese Christophe Béchu senatore e presidente del Consiglio Generale del Maine et Loire, e il turco Enis Berberoglu editore del quotidiano Hurriyet.
Tutti i nomi presenti sono personaggi abitualmente chiamati a partecipare agli incontri del Bilderberg anche quando si tengono in altre nazioni. A questi se ne aggiungono altri che restano segreti nonostante gli insiders provino in tutti i modi a stanarli.


I TEMI DELLA DISCUSSIONE

Di cosa si è discusso in questo vertice mondiale di governanti e banchieri di tutte le specie? Dell’andamento economico del globo, questo è certo nonostante non arrivino conferme ufficiali. E tenendosi in Italia, nel vertice si sarà discusso molto probabilmente di eurozona e degli andamenti economici di nazioni che non ce la fanno a stare al passo con la tabella di marcia imposta dai mercati.

Indiscrezioni raccontano però che, oltre a euro-questioni, durante l’incontro siano state affrontate anche tematiche legate alla politica italiana.

E infatti la domanda che si pongono gli italiani è che cosa ci facesse il premier Mario Monti a questo incontro insieme alla sua squadra di governo, praticamente al completo salvo rare eccezioni. Monti è un habitué del Bilderberg, tanto è vero che in passato ha già preso parte ad altri incontri insieme a Paolo Scaroni di Eni e Franco Barnabè di Telecom Italia.

Da fonti interne a Palazzo Chigi arrivano però soltanto dei rumours: Mario Monti avrebbe presentato una relazione su come far uscire l’Italia dalla crisi economica in cui è sprofondata. Manovre finalizzate a perseguire gli scopi dei vertici più alti delle banche mondiali, che coincidono però con le tanto agognate misure di impoverimento del Paese Italia messe in campo negli ultimi dodici mesi. Sempre secondo indiscrezioni emerge che si è parlato anche di un eventuale commissariamento dell’economia dei paesi più deboli della zona euro tra i quali oltre alla Grecia e alla Spagna guarda caso figura proprio l’Italia.

Perché mai l’incontro è stato previsto proprio a Roma e come mai alcuni ministri del Governo sono stati invitati alla mensa del Re? 
Probabilmente – e siamo nel campo delle ipotesi, perché di conferme ufficiali non ne arriveranno mai - i potenti del mondo hanno chiesto garanzie politiche ed economiche proprio ai banchieri di casa nostra, sempre disponibili e asserviti nei confronti delle lobby mondiali.

 LE CONSEGUENZE PER L’ITALIA: ACCELERATA SUL MONTI BIS

Gli osservatori più attenti ritengono che si sia chiesto all’Italia di rispettare i patti e garantire, quindi, con il risanamento del debito pubblico attraverso la tassazione ai cittadini, la stabilità economica che le banche pretengono. Non per nulla la maggior parte degli appartenenti al Bilderberg rappresentano i più potenti istituti di credito del mondo. Tutto questo però potrebbe portare al disastro per l’Italia.

Una tesi portata avanti anche dal giornalista russo Daniel Estulin, specialista delle influenze del Bilderberg sull’economia mondiale, che parlando di Mario Monti, ha svelato il piano per la distruzione dell’Italia, risultante dal rispetto dei patti con il Bilderberg.

“Qualunque governo che cercherà di ripagare questo debito distruggerà il proprio paese, tutto quello che finora si è fatto è stato obbligare i cittadini a pagare il debito pubblico gonfiato dagli interessi usurai della finanza internazionale e aggravato nell’eurozona, dall’impossibilità di ricorrere, a costo zero, all’ossigeno della moneta sovrana. Dal momento che non possiamo pagare e non può farlo nemmeno il governo, allora ci si rivolge alle istituzioni finanziarie internazionali. Chiunque tenta di farlo distruggerà il proprio paese”.

Con molta probabilità a Mario Monti è stato chiesto di impegnarsi ancora personalmente nella politica italiana per permettere che il sistema bancario continui ad avere la meglio sulla nostra economia. E questo, con qualsiasi altro premier, non sarebbe stato possibile come con il Professore.


IL DOPO BILDERBERG E LE DICHIARAZIONI IN KUWAIT

Solo in questa chiave è possibile spiegare le dichiarazioni che lo stesso Mario Monti ha rilasciato nella sua recente visita in Kuwait dove ai petrolieri asiatici si è presentato come l’unico in grado di poter fornire garanzie in vista di futuri investimenti in Italia.

"Non posso garantire per il futuro – questo ha dichiarato Mario Monti a chi gli chiede se abbia fornito in Kuwait garanzie sull'affidabilità dell'Italia dopo il suo mandato - chi governerà deve avere come obiettivo quello di continuare a garantire crescita, giustizia, lotta a corruzione e evasione. Le valutazioni sono ai minimi e servono capitali per la crescita. Abbiamo illustrato a potenziali investitori che è il momento in cui i titoli a reddito fisso e le valutazione delle imprese in Italia sono bassi”. 

Tradotto: venite a comprare che vendiamo a prezzi stracciati.

Dopo la riunione del Bildeberg lo stesso Monti ha assicurato però che “i conti pubblici stanno avviando un percorso di risanamento e le riforme sono sulla strada giusta: questo permetterà ai paesi euro, nel loro insieme e individualmente, di diventare più solidi e stabili".

Il premier ha anche ricordato che l'Italia ha adottato tutti gli strumenti necessari per rendere il paese più attraente agli investitori del Golfo.

“Appena il mio governo si è insediato – ha anche sostenuto - abbiamo avviato una politica di risanamento dei conti basata su rigore ed equità, che ci permetterà di raggiungere nel 2013 il pareggio di bilancio”. Lo ha fatto citando anche le riforme strutturali adottate dal suo governo: quella del sistema pensionistico che rende sostenibile il sistema previdenziale per i conti pubblici, la riforma del mercato del lavoro e tutta una serie di provvedimenti per aumentare la concorrenza e favorire la liberalizzazione dei servizi e delle professioni.

Una serie di passaggi che fanno intuire quello che molte forze politiche vorrebbero che fosse reso pubblico.
Il Bilderberg ordina a Monti di continuare a governare per la stabilità del sistema nel nostro Paese.
A danno di chi? Dei cittadini che continueranno a vedersi impoveriti ogni giorno di più mentre i soldi pagati con le loro tasse andranno a colmare - in maniera insufficiente - il debito pubblico. Creando però disoccupazione, povertà e disperazione. E ricchezza per le banche, ça va sans dire.

da : http://www.infiltrato.it/notizie/italia/bilderberg-roma-ecco-i-nomi-di-chi-ha-partecipato-

domenica 18 novembre 2012

UN CRIMINALE A PIEDE LIBERO

Il vostro nemico è Mario Monti. È un traditore della nazione italiana, dovrebbe essere messo in prigione».
Parola di Daniel Estulin, giornalista russo di origine lituana, autore del dirompente saggio sull’oscura influenza del Gruppo Bilderberg nella politica economica mondiale. La clamorosa denuncia di Estulin, introdotto dal blogger Claudio Messora, autore di “Byoblu”, è andata in onda – clamorosamente – su RaiDue il 26 ottobre 2012, grazie all’info-talk “L’ultima parola”, condotto da Gianluigi Paragone.
 Una puntata interamente concentrata sul nodo della sovranità monetaria, la cui “amputazione” imprigiona gli Stati dell’Eurozona al giogo del debito pubblico.
In studio, Giorgio Cremaschi attacca: «Soffriamo per i trattati-capestro varati da Bruxelles: perché in Italia non c’è mai stato un referendum che li convalidasse?».
Rincara la dose l’economista Giulio Sapelli: «È ora di dire la verità alla gente: possiamo votare solo per il Parlamento Europeo, che non conta niente».
 Risultato: fine della democrazia reale, per sopraggiunta impossibilità di decidere. Con buona pace dei nostri inutili politici e di un Parlamento ormai esautorato. Stabilisce tutto Bruxelles, a monte dei cittadini-elettori, lasciando allo Stato il triste compito di fare da notaio del disastro, nonché da spietato esattore. «Stiamo vivendo la crisi finanziaria più terribile di tutta la storia dell’umanità», sostiene Estulin, nipote di un colonnello del Kgb. Il padre dell’autore russo era invece un dissidente, imprigionato e torturato per il suo impegno a favore della libertà di espressione in Unione Sovietica. Fuggito dapprima in Canada, Daniel Estulin vive ora in Spagna.
 La prima edizione del suo libro-denuncia sulla cupola della finanza mondiale risale al 2005 . «Si tratta di una crisi che riguarda miliardi e miliardi di dollari che non potranno mai essere ripagati», dichiara Estulin su RaiDue in seconda serata: «Qualunque governo che cercherà di ripagare questo debito distruggerà il proprio paese».
 Tutto quello che finora si è cercato di fare, aggiunge lo scrittore russo, è stato obbligare i cittadini a pagare il debito pubblico, gonfiato dagli interessi usurai della finanza internazionale e aggravato, nell’Eurozona, dall’impossibilità di ricorrere – a costo zero – all’ossigeno della moneta sovrana. «Dal momento che noi non possiamo pagare, e non può pagare neanche il governo – continua Estulin – allora ci si rivolge alle istituzioni finanziarie internazionali: il che significa che chiunque cercherà di far questo distruggerà il suo paese».
Quindi l’affondo contro il premier “tecnico” italiano, che proviene dalla Goldman Sachs e dallo stesso Bilderberg: «In Italia, persone come Mario Monti, che sanno esattamente quello che sta succedendo nel mondo, distruggeranno l’Italia apposta».
Di qui l’accusa di alto tradimento, crimine che andrebbe punito con il carcere. Niente di nuovo sotto il sole, aggiunge Estulin: «Se ne parlò già nel 1968 alla conferenza Bilderberg in Canada, dove si disse che non era più possibile avere fiducia negli Stati-nazione e sperare che facessero il “lavoro sporco” delle grandi corporations». Troppi rischi: la democrazia può allevare politici onesti. Tanto vale “spegnerla”, e commissariare – di fatto – gli Stati democratici, revocando la loro sovranità.
 «Qui si vuole creare un’unica azienda globale a responsabilità limitata – dice Estulin nello studio di RaiDue – perché le aziende hanno molto più potere di qualsiasi altro governo al mondo. E creature come Mario Monti sono, semplicemente, il sottoprodotto di questo sistema».
E quindi, attenzione: «Se non ci liberiamo da questo cancro, saremo di fronte alla più terribile crisi dell’umanità. Siamo alla svolta della storia, e la strada che prenderemo adesso deciderà il futuro dell’umanità».

Leggere anche: http://ilupidieinstein.blogspot.it/2012/11/il-governo-del-bilderberg.html

sabato 17 novembre 2012

SGUATTERI ALL'ATTACCO

Dopo le manifestazioni di protesta in tutta Europa,il frescacciume pennivendolo nostrano ha prontamente ubbidito ai padroni del vapore lanciando a più non posso strali contro la violenza.
Gli stessi che ben poco hanno stigmatizzato la vera violenza del governo golpista in questi mesi verso la popolazione,gli stessi che applaudivano ai bombardamenti sulla Libia e che ora li invocano sulla Siria.

Si va "dal traffico interrotto","dai poveri poliziotti aggrediti" a "volevano il morto",dai "figli di papà" a "meglio l'Imu che questa belluina anarchia",da "i veri tartassati pensionati non c'erano"... (già...mancavano anche i bambini...) a "non é stata l'intera Europa,mancavano i paesi del nord"...e ancora"quanto ci costa questa giornata".
Fino ad un deficiente,un tale che si firma F.D.D. e che su Libero scrive: " Prese di mira,banche,assicurazioni,e come se non bastasse,hanno bruciato migliaia di auto".
Ma dove le ha viste,questo indecente pennivendolo le migliaia di auto bruciate?
Probabilmente solo nella sua fregola di servo nel compiacere i suoi padroni.....

 Infine Giacalone,uno che ha le idee chiare...come il pantano: "...spero sia lecito segnalare la confusione mentale della protesta.Da una parte non si vogliono i tagli,dall'altra si assaltano banche che non prestano i soldi e strozzano i clienti.Ma per finanziare la spesa pubblica le banche hanno ricevuto soldi dalla BCE per comprare i titoli di Stato."
 Già...solo che il nostro economista da cortile,si dimentica di dire che le banche prendono soldi all'1% e allo Stato richiedono il 5-6%..!!!!....,solo che non spende una parola per denunciare il bacato sistema finanziario che ci affama.....anzi conclude dicendo:
"Se non ci fosse la UE,cascun paese conterebbe meno...non serve a nulla aver ragione (e meno male...!),se non si conoscono le proprie ragioni..."
Alla faccia della confusione mentale......povero Giacalone...si vede come invece tu le conosci..!!

E si potebbe continuare con questa litania di frescacce,con questo armamentario archeologico da cani pavloviani,con questo becerume da cassonetto che é ormai la stampa italiota.
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 In Europa e in tutta Italia il popolo si é svegliato,ha cominciato veramente a lottare contro questa orrenda dittatura di banchieri e i loro sgherri tecnici.La misura é colma,siamo ormai stanchi di farci prendere in giro dai criminali del governo e da indecenti politici. Basta con canti e balli,spazio solo alla rabbia del popolo oppresso.
 In tutta Europa,a Roma,Milano (lì c'ero pure io),Bologna,Padova,Torino,Brescia......Passera fugge dal Sulcis....la Fornero asediata a Napoli...il popolo é stanco,non sopporta più.....e agli eventuali benpensanti che inevitabilmente si scaglieranno contro la violenza,diciamo che é ora di finirla di comportarsi da agnelli contro questi lupi delinquenti che ci sgovernano!
 Facciamo in modo che questa giornata del 14 novembre non sia un episodio isolato,ma l'inizio della guerra...non arrendersi finchè questi usurai criminali non saranno sconfitti,a costo di farci arrestare tutti.

mercoledì 14 novembre 2012

IL PORCILE POLITICO

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Non bastava la continua confisca di democrazia della cricca usuraia europea e dei suoi sicari tecnici,ora ci si mette anche questa indecente classe politica che ci sta ancora tra i piedi.
In primis il caltagironiano Casini,uno degli zeri che popolano il pallottoliere dei parassiti,seguto subito a ruota dal frescone Pd Bersani ,dal golpista del colle e dal coro degli altri zombies,timorosi di perdere il posto.
Non occorre essere un fan di Grillo per smascherare l'ignobile truffa che stanno studiando con la legge elettorale.
E lo dicono apertamente: "bisogna fare in modo che l'antipoltica non vinca.....la riforma del Porcellum serve per ostacolare Grillo».

Meglio che vincano loro.... i Fiorito,i Lusi,i Maruccio,i Penati,i Belsito (toh...ce son proprio tutti...!)
A prescindere che la vera antipolitica sono questi miserabili guappi da strapazzo,che democrazia sarebbe quella che fa una legge ad hoc contro un movimento politico che partecipa alle elezioni?
Solo in uno squallido regime a partito unico in cui siamo (quello dell'euro e dei ladri) può mettere in atto una tale aberrazione liberticida!
Ma lo scandalo maggiore é che nessuno di quegl ipocriti e vecchi barboncini da salotto, che ogni giorno imperversano sui giornali a darci lezioni di democrazia e di civiltà,non abbiano niente da dire.
A che serve votare? Con questa gentaglia servono solo kalashnikov...!!!!

sabato 10 novembre 2012

PICCOLI IDIOTI CRESCONO....



Di idioti é pieno il mondo....ma in Italia sono all'avanguardia....





Lista Monti 

SIAMO

Cittadini comuni, stufi di essere governati da Politici incapaci e arroganti.
 Cittadini convinti che l’Italia meriti di meglio e che, fortunatamente, possa esprimere di meglio.
 Abbiamo deciso di aprire questo sito web, di nostra iniziativa e all’insaputa del Professor Mario Monti, al quale non ci lega alcun tipo di rapporto se non quello di profonda stima.
 Abbiamo deciso di aprire questo sito per dare voce ad altri comuni cittadini che, come noi, non si sentono rappresentati dall'attuale classe politica.

 PENSIAMO CHE

 il Governo Monti abbia restituito all’Italia dignità e rispetto a livello internazionale e che oggi l’Italia possa contribuire, da protagonista, alla costruzione di un’Europa più forte e più giusta;

il Governo Monti abbia salvato l’Italia dal fallimento e stia gestendo al meglio una situazione economica e sociale drammatica;

l'azione di governo sia frenata dall’assenza di una “maggioranza propria” e dai condizionamenti imposti dai Politici che lo “sostengono” per puro opportunismo;

i gravissimi problemi del’Italia non possano essere completamente risolti nei pochi mesi che ci separano dalle elezioni;

per risolvere i problemi dell’Italia ci sia bisogno di competenze e serietà e non certo di Grillo, del Trota dei “vaffa day” e di altre pagliacciate simili.

 PROPONIAMO 

che alle prossime elezioni politiche il presidente Monti presenti una sua lista, con l’obiettivo di costruire una solida base parlamentare che consenta al Governo di fare “quello che serve”, senza dover scendere a compromessi con Politici tanto arroganti quanto incapaci.

http://www.lista-monti.it/

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Saranno i nipoti di Casini......