mercoledì 30 novembre 2011

NOTIZIE DALLE MACERIE




IL GOVERNO DEGLI INCAPPUCCIATI

Vertice segreto Con Merkozy,la culona dice "é impressionante",riferendosi alle misure del fratello Monti,questo rientra e fa vertici segreti con Bersani e altri,dopo che il peracottaro Enrico Letta manda pizzini per accordi sottobanco.
Insomma professor Monti dei miei stivali,vuol agire alla luce del sole,vuol informare il Parlamento,vuol finalmente dirci che vuol fare invece di far inutili consigli dei ministri e viaggi per riferire ai padroni di Berlino e BCE?
Ma non bisognava far in fretta?Ma non eravamo sull'orlo del baratro... mentre Lei sta mercanteggiando i sottosegretari?
Guardi che Lei non é lì per grazia divina,ma per un attacco di alzheimer di un presidente che starebbe bene a leggere il giornale ai giardinetti!
Squadra compasso...presto al collasso!


NUOVI SOTTOSEGRETARI

Noto che é stato iintrodotto un membro ASPEN,un fan del burattino De Magistris,una editorialista dell'Unità,un accumulatore di stipendi,un altro di Banca Intesa,un direttore del Tesoro Bankitalia,un accompagnatore di Ciampi ,uno che ha un passaporto svedese e un ex ministro di Prodi.
A questo punto tanto vale ingaggiare pure Prodi,Ciampi,Amato e per un tocco di internazionalità pure Soros...
Una comica...una tragedia


INTERVISTA AL FRATELLO

"L'Europa ha bisogno di gravi crisi per fare passi in avanti", cioè di "cessioni di parti di sovranità a livello europeo". A parlare è il premier Mario Monti quando era il presidente della Bocconi.

Ma sì,perchè non ridurci a passeggiare in ginocchio....!
Perchè......c'é ancora qualcosa da cedere?


LEZIONE IRLANDESE
In cambio di un credito di 85 miliardi di euro,che ha consentito a Dublino di non affogare dopo che il sistema bancario era al collasso,l'Irlanda ha fatto da cavia europea nel varare le misure imposte dalla BCE,un po' quanto ci si appresta a fare in Italia.
Un piano di lacrime e sangue adottato nel 2010 ,servito a nulla in pratica,e il cui risultato oggi é stato una micidiale recessione,un aumento della disoccupazione al 15%,e un interesse dei titoli decennali all'8,3%.
E' questo che ci attende?


I PADRONI e...PADRINI

Perché la Germania, l’unico membro della UE con rettitudine finanziaria non è stata in grado di vendere il 35% di 10 anni di obbligazioni? La Germania non ha problemi di debito, e la sua economia, traina l’UE, perchè allora la Germania non può sostenere la parte del leone nel salvataggio dei paesi membri dell’UE?
E' probabile,anzi certissimo,che il fallimento dell’asta bond del governo tedesco sia stata orchestrata dagli Stati Uniti servendosi come al solito dei loro maggiordomi, cioè le autorità dell’UE, in particolare la Banca centrale europea e le banche private, con lo scopo di punire la Germania per ostacolare l’acquisto dei debiti dei paesi membri dell’UE in difficoltà, perchè il “debito sovrano” resti saldamente in mano alla BCE, pardon alla Goldman Sachs.
Questo,tanto perchè sia chiaro che ci sono speculatori,hedge funds...cha hanno capitali da poter schienare qualsiasi Stato


LA SITUAZIONE E' GRAVE MA NON SERIA?

abbiamo un parlamento di zombies,un presidente golpista,un governo papalino-bancario,un informazione ruffiana e prezzolata,una magistratura spesso incapace se non collusa....e su tutti una cricca di mafiosi strozzini europei e internazionali....ha ancora senso parlare di regole democratiche e di costituzioni?


PENSIERINI FINALI

 - non ricordo chi l'ha detta...ma senz'altro un benemerito:

"Quando i banchieri vennero per la prima volta nella nostra terra, loro avevano la carta colorata e noi l'oro e la terra. Qualche anno dopo, noi avevamo la carta colorata e loro avevano l'oro e la terra."

- "Non si deve temere di uscire dalla legalità quando non si ha altro mezzo per rientrare nel diritto".(Aristide Briand)

domenica 27 novembre 2011

I FUNERALI SI SVOLGERANNO...


INFO

Washington, 27-11-2011

Il Fondo monetario internazionale avrebbe pronto un piano di salvataggio per l'Italia da 600 miliardi di euro che darebbe al governo Monti 12-18 mesi di tempo per varare le riforme necessarie alleviandolo dalla necessità di rifinanziamento del debito.
Lo riporta La Stampa. L'istituzione di Washington garantirebbe all'Italia condizioni migliori rispetto ai mercati con tassi tra il 4 e il 5% contro l'effettivo 7-8%, mettendo al riparo Roma dalle previsioni al rialzo sui titoli di Stato.
Secondo il giornale comunque l'entità della cifra renderebbe difficile al Fmi operare solo sulla base delle risorse attualmente disponibili che dovrebbero essere incrementate. Tra le varie possibilità quella dell'emissione di nuovi diritti speciali di prelievo a interventi coordinati con la banca centrale europea.
Ipotesi resa possibile dal fatto che la Germania potrebbe superare le sue resistenze di non venire in aiuto ai paesi in difficoltà, a fronte della garanzia del Fondo.
Se Chirstine Lagarde e Monti - conclude la Stampa - dovessero concordare il programma Italia sarebbe comunque lo staff del Fondo a negoziarne i dettagli con Roma prima di sottoporlo al Consiglio del Fmi indicando da un lato l'entità dei prestiti, dall'altro le condizioni relative che potrebbero essere la necessità di ridurre il debito e di aumentare la crescita.

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E' noto che quando arrivano questi becchini del Fondo Mafioso  Internazionale il cadavere é in agonia.
Loro si occupano del definitivo seppellimento,nessuno mai si é salvato.
L'inncaricata delle esequie é la signora omicidi Lagarde.
Non fatevi ingannare dall'improbabile aspetto di barbie stagionata,in realtà é la truccatrice del cadavere ad uso del popolo degli zombies italioti,aiutata in questo abbellimento del caro estinto dall'uomo disceso dal monte Bilderberg fratel Mario,che turbe di rincitrulliti e pennivendoli hanno scambiato per il Salvatore disceso dal Monte delle Beatitudini.

Come nota di colore,si può osservare che con tali interessi e monte di grana in arrivo,anche mia nonna é in grado di governare.
Poi ci sarà sempre qualche peracottaro che griderà al miracolo.

sabato 26 novembre 2011

CHIUDERE SUBITO IL MERCATO FINANZIARIO

(di Luca Ciarrocca ,direttore di Wall Street Italia) -

(stralci significativi)


Siamo in guerra.

E Wall Street Italia chiede al presidente del Consiglio Mario Monti di presentare una proposta con i caratteri dell'immediatezza e dell'urgenza: chiudere a tempo indeterminato i mercati azionari e soprattutto obbligazionari, sia in Italia che in Europa.
Obiettivo: fermare la speculazione e dare tempo e modo all'Unione Europea, in accordo con i singoli stati, di varare un piano credibile, dettagliato, raggiungibile che abbia due exit possibili e alternative: l'uscita dalla crisi oppure lo smantellamento dell'euro.
Con il tasso sui bond a 2 anni salito oggi all'8% l'Italia e' gia' in zona default tecnico.
Gli interventi di salvataggio di Fmi, Bce e Ue per Grecia, Portogallo e Irlanda sono stati impostati a tassi piu' bassi di quelli fatti segnare all'asta odierna dal titolo biennale italiano.

Lo scandaloso comportamento degli hedge funds globali - giustamente definiti "cavallette" (per noi di WSI e' piu' appropriato sanguisughe o vampiri) - il comportamento di banche, banchieri, burocrati non eletti, politici incompetenti e corrotti, sta destabilizzando il mondo occidentale in modo ineluttabile.
Bisogna fermarli. Qui e ora. Subito.

La verita' e' che le scommesse ribassiste di poche decine di persone - il male assoluto di questo millennio - le trame distruttive degli hedge funds e delle banche globali fruttano miliardi di profitto a pochi delinquenti che dovrebbero marcire in galera, il tutto sulle spalle di decine di milioni di persone e cittadini normali, ormai impotenti, schiavizzati e tartassati, per i quali il 2012 potrebbe essere un anno 10 volte peggiore rispetto al 1929, se non cambia qualcosa.
Per questo bisogna che gli speculatori paghino. Paghino caro. Paghino tutto.

Puo' sembrare incredibile che il sito n.2 in Italia di economia, finanza e politica (il confindustriale Sole24Ore mantiene ancora il primato) chieda un intervento sostanziale con ripercussioni internazionali per fermare la speculazione sui mercati azionari e soprattutto obbligazionari, divenuti illiquidi e manipolabili con pochi click. Ma e' una guerra mondiale combattuta a colpi di "titoli tossici", debiti e carta moneta e noi - tra i pochi che sanno - non abbiamo alcuna intenzione ne' di morire ne' di impoverire immolandoci per 1000 banchieri. Quindi combatteremo.

Queste amare verita' non vi verranno MAI raccontate dai grandi giornali e siti online, impegnati nell'occultamento quotidiano del conflitto di interessi o nel varo di idiotiche campagne sul "BTP Day"
(il cui esito potrebbe far incorrere in enormi perdite gli ignari investitori sobillati da banche avide e dall'establishment dei "poteri forti").


Presidente Monti, abbiamo fiducia in lei. "Chiuda il mercato finanziario" e' ovviamente una provocazione per far capire "al popolo" quanto grave e' il problema. Pero' cerchi di fermare la speculazione, si faccia promotore di un divieto europeo di fare trading sui futures, Cds e altri derivati puramenti speculativi; chieda una riforma radicale al G20, a Barack Obama e a Mario Draghi facendo imporre scambi senza leva, un semplice 1:1 in borsa e su tutti i mercati, e poi regolamentazioni e controlli severissimi e forti tasse sulle transazioni finanziarie (Tobin Tax).

Intero articolo :.
http://www.wallstreetitalia.com/article/1267856/clear-present-danger-chiudere-subito-il-mercato-finanziario.aspx
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Non vorremmo deluderla,caro direttore,ma crediamo che lei si stia rivolgendo alla persona sbagliata...anche se lei ha centrato esattamente il problema.
Il famoso e fantomatico mercato di cui van sempre cianciando esperti da strapazzo,non éaffatto una entità anonima,misteriosa,indefinibile...ma é fatto quasi totalmente da questi dieci banditi e delinquenti finanziari,con un nome e un cognome.

DEMOCRAZIA COMPIUTA

..

Governo Monti: un nome,una marca....una garanzia

giovedì 24 novembre 2011

BUANA MONTI

Abbiamo Monti,il boss dell'italietta....ha un'ammucchiata a sostegno ma vista dal tempo dei faraoni...i bulgari sono sconcertati...
C'è tutta la brancaleone parlamentare inginocchiata in preghiera e alcuni in adorazione,c'è il compagno di merenda quirinalizio,la banda bassotti della BCE,il parolaio Obama (ha fatto scuola col nobel a prescindere...),una stampa che nel leccazampismo forsennato precipita nel ridicolo (il governo? sembrano dei norvegesi...),la fabbrica dei geni (spesso mancati...) Bocconi,quei galantuomini della Goldman Sachs,tutta la cricca bancaria,l'Economist,la Massoneria (vedi lettera di incoraggiamento del Gran Maestro)....c'ha pure i giullari del Valle,buoni e zitti.....mancherebbe solo la costellazione di Orione e Dart Fenner.
Pare che con la discesa dalla Trilateral del Salvatore anche i treni arrivino in orario
Ora ha pure chiesto il corridoio preferenziale per sveltire...ah é vero...pareva d'esser alla vigilia d'una invasione aliena....ah lo spread !...non c'è più tempo,fare in fretta,ora di corsa......fatto sta che dopo una settimana non si muove paglia.
E lo spread,come diceva Pravettoni,s'impenna!
Una bella inchiappettata vero?
C'è alle porte per dicembre una manovra da 15 miliardi...capirai!..a che serve? forse con a romper i coglioni natalizi degli italiani e basta...quant'é IL DEBITO?...mica si illuderà con questa goccia che quei banditi di speculatori la bevano?
Tutto qui? Dice,ma c'è tutto il resto...Le riforme di struttura.
A quando? Nobody knows.
Ma la fiducia dei mercati....e infatti si vede!
E la sobrietà....vuoi mettere prima...beh,da certe ridicole forzature, questa virtù assomiglia molto alla pacchianeria.
Per ora sul piatto c'è solo questo,e basterebbe questa miseria di 15 miliardi per giustificare la gran fretta e il ribaltone da fiera paesana messo su dal John Wayne on the hill? Sarà invidioso del nano francese,l'emmerdeur...lui sì,e io no?
Io...che mi chiamano re Giorgio,padre della patria.....va beh,quelli dell'Espresso sono avvezzi ai lecca lecca..ma insomma...je suis le president...!
E infatti Monti-buana va a parlottar con lui di ritorno da Bruxelles.Mario,non é che magari dovresti riferir al Parlamento? Ah,dimenticavo...democrazia sospesa...
Ora é reduce dall'incontro con Merkozy,dove come uno scolaretto un po' tardo e serioso (non fa cucù),l'unica cosa che sa dire é faremo i compiti,signora maestra.
C'è un sacco di Napoleoni in giro,meno che nel posto giusto....psicopatologia del grande fratello...

Insomma popolo,stando così le cose,altro che Bocconi....per metter su sto teatrino bastava il mio ormai famoso fruttivendolo...e costava pure meno.

(george)

lunedì 21 novembre 2011

CIAMPISMO, AMATISMO, MONTISMO = VAMPIRISMO

E' arrivato Super Mario

Tranquilli. In fondo non è successo niente che già non fosse in atto. Tutto fu pianificato oltre venti anni fa. Il progetto era alquanto semplice in quanto doveva soltanto soddisfare la voracità del mondo della finanza. Progetto che prevedeva di papparsi tutto ciò che era pensabile.
Il via alle danze lo diede nel 1992 l’allora governatore di Bankitalia Carlo Azeglio Ciampi che si incaponì nella difesa della lira sotto l’attacco di Soros. Alla fine il governatore riuscì a bruciare 60 mila miliardi di lire ed a svalutare la moneta nazionale del 30%. Così che gli investitori anglosassoni poterono razziare a prezzi di liquidazione quelle aziende pubbliche che nel frattempo Giuliano Amato aveva declassato in società per azioni per poterle mettere sul libero mercato. Nessuno pose domande, a parte la Guardia di Finanza che nel 1996 aprì una indagine, naturalmente con il solito giochino da illusionisti fatta sparire da altri soggetti.
Le nuove icone della Repubblica non potevano essere oggetto di sospetti. Ed infatti per i loro servigi, Carlo Azeglio Ciampi fu ricompensato con la Presidenza della Repubblica, Giuliano Amato ha ricoperto svariati incarichi ministeriali ed addirittura in occasione dell’ultima elezione presidenziale il suo nome fu proposto dal PDL in alternativa allo stesso Napolitano.
Da allora, indipendentemente da chi occupasse Palazzo Chigi, il progetto è andato avanti. Altri pezzi del patrimonio pubblico sono stati svenduti, la sovranità nazionale e monetaria sacrificata per poter entrare in quel gran caravanserraglio che è l’UE, si sono ristretti i margini della produzione in favore della delocalizzazione ed è stato sancito quel gran principio che è da fessi fare lo stesso lavoro per tutta una vita e pertanto siamo sprofondati nell’incubo della precarietà.
Assegnare la paternità di questi radiosi risultati alla destra o alla sinistra è esercizio inutile in quanto ambedue sono funzionali al sistema; in fondo è una gran cosa l’alternanza all’interno dello stesso progetto. Serve soltanto per confondere le idee e realizzare sempre il volere dei veri padroni.
Purtroppo ultimamente questo meccanismo si era un po’ inceppato. Berlusconi aveva un po’ ecceduto con le sue “puttanate”, che se pure lo avevano reso ancor più succube e ricattabile, (infatti all’ultimo G 20 nell’ultima speranza di salvare poltrona e affari di famiglia ci ha pure consegnato nelle grinfie del FMI), oramai era impresentabile pure per i suoi manovratori.
Dall’altra parte la cosiddetta opposizione, nonostante la dote di un manipolo di deputati comperati al fronte berlusconiano, e nonostante che fossero tre anni che ripeteva il solito motivo “Berlusconi vattene.. Berlusconi vattene” al momento opportuno ha dimostrato di non avere né un progetto né i numeri per sostituire il cavaliere. Che fare ?????
A togliere tutti dall’imbarazzo ci ha pensato il padrone. Sgomberato il campo dai camerieri della politica, la finanza apolide si è rimboccata le maniche ed ha assunto in prima persona il comando delle operazioni.
E’ la prima volta che succede, ma qui ci sono fior di interessi da riscuotere e non si possono correre rischi di insolvenza. Al massimo si può lasciare un po’ di libero sfogo alla piazza lasciandogli sputacchiare l’abbacchiato cavaliere. Ma non di più. In fondo la cagnara serve sempre a nascondere agli occhi della massa quello che realmente accade.
E’ successo con il golpe di “mani pulite” quando con un colpo di spugna si sono azzerati quelle dirigenze pubbliche che avrebbero potuto opporsi all’operazione Ciampi/Amato sopra descritte.
E’ successo in questi giorni dando un’opportunità di esternazione alle frustrazioni dei decerebrati di sinistra ed ai venticinqueluglisti del terzo polo, lasciandogli l’illusione di poter gioire della caduta dell’odiato nemico, non ben comprendendo gli stessi chi era il vero vincitore.
Ma adesso tutti in riga, la ricreazione è già finita.
La nuova compagine governativa sembra la fotocopia di un grigio consiglio di amministrazione. I tecnici comandano ed i politici portino i voti. Tutto sommato la cosa ha una sua naturale continuità e non dovrebbe richiedere grandi sforzi. Quelli di centro destra non possono tirarsi indietro in quanto Monti non farà altro che realizzare quanto da loro stessi promesso nella famosa lettera di sottomissione all’Ue. Quelli di centro sinistra dopo averci per anni rotto le scatole con il famoso refrain “ce lo chiede l’Europa” adesso non possono certamente sottrarsi al pagamento del conto che la loro mostruosa creatura ci presenta.
La qual cosa non sarà cosa di poco conto.
E non soltanto sul piano economico. A tal riguardo è interessante rileggersi quanto il novello Ministro della Difesa, Amm. De Paola ha rilasciato al Sole 24 ore in data 6 novembre. Parlando di ottimizzazione delle risorse ebbe a dire “la smart defense è un atto politico. Può forse apparire ironico dirlo ora, ma i ministri, come non hanno avuto paura di abbandonare la sovranità finanziara per accedere all'euro, così non devono avere paura di condividere la propria sicurezza per attuare una difesa integrata.” Capita l’antifona?

 Eppoi Monti ci racconta la favoletta che loro proprio non sono l’espressione dei poteri forti. Come no? Basta guardare ai curriculum dei nuovi ministri, che li fanno sembrare tanti bambolotti con il marchio di fabbrica impresso sul fondo schiena. Nei discorsi pronunciati di fronte a Senato e Camera, Monti non ha però parlato del problema principe. Che è il conflitto di interessi.
Non quello del neo ministro Passera che con le sue partecipazioni in faccende che saranno oggetto dei provvedimenti del suo dicastero lascia basiti. No, qui si parla del conflitto d’interesse principe.
Che è quello che riguarda Banca d’Italia. Laddove soggetti privati si sono arrogati il diritto di impossessarsi dell’Istituto che vigilava sulle loro attività, in modo tale che adesso i sorvegliati fanno pure da sorveglianti a se stessi.
I soliti privati che si sono costruiti quell’altro centro infernale che risponde alla BCE. Che presta il denaro agli stessi ad un interesse all’1,5% e non lo presta agli Stati che invece debbono ricorrere agli associati che dopo averlo ricevuto all’1,5% lo cedono all’8% creando ad arte il cosiddetto ed inesistente debito pubblico.

Monti ha parlato di ICI, di pensioni e di molto altro ancora. Ma non del sistema bancario.
E’ pur vero, bontà sua, che ci tiene a sottolineare che lui ed il suo governo non sono espressione dei poteri forti. Beato chi ci crede.

(Giuseppe Coppedè)

sabato 19 novembre 2011

IL DELITTO DI VOTO


Ecco video e trascrizione in italiano del discorso tenuto ieri da Nigel Farage all'Europarlamento. Tre minuti per ribadire che qualsiasi democrazia è migliore della tecnocrazia che stanno cercando di farci passere come governo dei migliori.


"Eccoci qui, sull'orlo del disastro economico e sociale, e in questa stanza oggi abbiamo quattro uomini che dovrebbero essere responsabili. Eppure abbiamo ascoltato i discorsi più insipidi e tecnocratici di sempre: state tutti negando.
L'euro è un fallimento sotto tutti i punti di vista. Di chi è la colpa? Chi è che ha in mano il vostro destino? Ovviamente la risposta è: nessuno di voi. Perché nessuno di voi è stato eletto. Nessuno di voi ha avuto la legittimazione democratica necessaria per arrivare ai ruoli che state attualmente ricoprendo. E in questo vuoto è arrivata Angela Merkel.
Viviamo in un'Europa dominata dalla Germania, qualcosa che il progetto di Europa unita avrebbe dovuto effettivamente impedire. Qualcosa che chi venne prima di noi ha impedito, pagando con il suo sangue. Io non voglio vivere in un'Europa dominata dalla Germania e neanche i cittadini europei lo vogliono. Ma ragazzi, siete voi che lo avete permesso. Perché quando Papandreou decise di chiedere un referendum, lei signor Rehn parlò di 'violazione della fiducia', e i suoi amici si sono riuniti qui come un branco di iene, hanno circondato Papandreou, lo hanno cacciato via e rimpiazzato con un governo fantoccio. Che spettacolo disgustoso.
E non ancora soddisfatti, avete deciso che Berlusconi se ne doveva andare. Quindi fu cacciato e rimpiazzato con il signor Monti, ex commissario europeo, anch'esso architetto di questo euro-disastro. Un uomo che non era neanche membro del Parlamento. Sta diventando come un romanzo di Agatha Crhistie, dove cerchiamo di indovinare chi sarà il prossimo ad essere fatto fuori. La differenza è che sappiamo benissimo chi sono gli assassini: dovreste essere ritenuti responsabili per ciò che avete fatto. Dovreste essere tutti licenziati.
E devo dire, signor Van Rompuy, che 18 mesi fa, quando la incontrai per la prima volta, mi sbagliai sul suo conto. Dissi che avrebbe ucciso silenziosamente la democrazia degli stati-nazione, ma non è più così, lo sta facendo molto rumorosamente.
Lei, un uomo non eletto, è andato in Italia a dire: "non è il momento di votare, è il momento di agire". Cosa, in nome di Dio, le dà il diritto di dire al popolo italiano cosa fare?"




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E' vergognoso che debba essere un inglese a dire certre cose e che i nostri tacciano.
Ma che ci stanno a fare? Ad esempio,mi viene in mente,il sig.Claudio Magris che spesso sul Corriere ci ammannisce lezioni di civiltà,di diritto,democrazia...quale miglior occasione di questa per darne una anche a questo parlamento di zombies!
E voi,mi raccomando,continuate a votarli.....

giovedì 17 novembre 2011

GOVERNO BILDERBERG


Un bel mix: Banche,Bilderberg,Vaticano,Nato (per la prima volta credo un militare alla Difesa),un presidente massone Trilateral e un altro golpista.Avanti tutta...


Sede del nuovo Governo

PROGRAMMA GOVERNO MONTI

mercoledì 16 novembre 2011

POVERA ITALIA


Monti: speculazioni e svendite tutto come previsto

Non lasciatevi ingannare dal fatto che le borse continuino a perdere e lo spread a salire non è colpa di Monti.
Monti non sta fallendo nei confronti dei mercati perché è lui stesso il rappresentante dei mercati.

Mi spiego … se appena ricevuto l’incarico di primo ministro lo spread fosse sceso e le borse fossero tornate in attivo innanzitutto qualcuno avrebbe potuto sentire puzza di bruciato, insomma il golpe (di insediare un alto esponente della finanza mondiale a capo di un governo) sarebbe stato fin troppo palese persino per i più miopi;
In secondo luogo se la sola presenza di Monti fosse bastata a calmare i “mercati” non sarebbero serviti i tagli (lacrime e sangue da macelleria sociale) e le privatizzazioni selvagge (meglio svendite).

Ora invece l’ITALIOTA medio si dovrà convincere che: “la situazione è disperata, tutti dobbiamo fare sacrifici quindi è GIUSTO (!!!) tagliare lo stato sociale e magari anche gli stipendi, le pensioni e perché no, le imminenti tredicesime ”.

… e questo purtroppo sta già funzionando, infatti sento già farneticare molti in tal senso: "…qualcosa bisogna pur fare … "  … per la serie BASTONATI E CONTENTI !!!

Infine non serve essere economisti per sapere che prima delle SVENDITE vanno abbassati i prezzi e così ieri il titolo di Finmeccanica ha perso il 20,3% (!!!)

Insomma i mercati e gli speculatori stanno spianando la strada alle azioni del nuovo governo …
… il "fuori tutto" delle aziende strategiche italiane e la macelleria sociale stanno per cominciare ...

… nessun intoppo è tutto come previsto …… bravi tutti … povera ITALIA …

http://infotricksblog.blogspot.com/2011/11/monti-speculazioni-e-svendite-tutto.html

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Intanto....la squadra dei demolitori,leggi lista dei ministri,é l'accordo dei centri di potere più marci d'Italia.Se questo é un governo tecnico....! Ne riparleremo

lunedì 14 novembre 2011

UN PRESIDENTE INUTILE


Sentite cosa dice un presidente della repubblica che meriterebbe di essere cacciato dopo queste dichiarazioni:

" la durata del governo dipenderà dalle reazioni degli investitori,dei mercati,dalle isituzioni europee ed internazionali".

Ma chi è,il portavoce degli speculatori?
Non c'è scritto qualche altra cosa nella costituzione che ha sempre in bocca e poco in testa?
La Nazione non é una Borsa o una succursale bancaria!

Queste cose le può dire un carneade come Enrico Letta,non un presidente della repubblica.

Vergogna!!!!

MONTI 'S VERSION

A me gli occhi....people!!!


TRATTATIVE

Grande enfasi e leccazampismo della stampaglia nazionale.
Monti ,l'intermediario: "Italia riscattati."
Quanto vogliono?

RICERCHE

Monti: ho cercato sul vocabolario il significato di "democrazia" ed ho trovato "governo del popolo", così mi sono pisciato addosso dal ridere

PROMESSE

Monti ha promesso che cambierà il paese, per cui gli italiani non saranno più poveri coglioni, ma coglioni poveri.




L'intermediario liquidatore in tenuta Gran Galà

ARRESTATELI !!!!

Draghi e Napolitano devono essere arrestati e processati
di Paolo Barnard - 14/11/2011


I golpisti finanziari che hanno terminato la democrazia italiana dopo 63 anni di vita sono stati condotti al Palazzo italiano da Mario Draghi e dal Group of Thirty. Ad attenderli dentro il Palazzo vi era Giorgio Napolitano, da 35 anni uomo di punta in Italia del Council on Foreign Relations degli USA e amico delle loro multinazionali, come da lui stesso dichiarato su Business Week.
Si consideri quanto segue:
1) La sovranità legislativa italiana, quella economica ed esecutiva, già compromesse dai Trattati europei e dall’Euro (si legga Il Più Grande Crimine 2011), sono state terminate del tutto. Ciò è evidente persino nei titoli del Corriere di questi giorni, non c’è bisogno di leggere Barnard o altri.

2) Le misure di austerità - si legga la rapina della pubblica ricchezza e del futuro di milioni di famiglie italiane attraverso un collasso pilotato dell’economia che tali misure portano senza dubbio - non hanno ora più ostacoli.

3) Saranno decenni di sofferenze e lacrime e sangue per i cittadini, un impoverimento mai visto dal 1948 e tanti morti anzi tempo a causa della demolizione dei servizi.

I punti 1, 2 e 3 formano i contenuti sufficienti per un’accusa di alto tradimento della patria da parte di Mario Draghi e di Giorgio Napolitano, che devono essere incriminati e arrestati. Se pensate che questa sia retorica di un esagitato, si legga la letteratura economica americana sulla crisi dell’Eurozona per fugare ogni dubbio, e si visiti l’Irlanda o la Grecia, vittime prima di noi di questi golpisti. Questo è un colpo di Stato.

Mario Draghi è membro del Group of Thirty (GOT), dove la sua presenza segna il più scandaloso conflitto d’interessi della storia italiana, alla luce del disastro democratico che stiamo vivendo (prendano nota i demenziali travagliati dipietrosi che per anni sono corsi dietro al conflitto d’interessi del presunto ladro di polli e hanno ignorato quello dei veri ladri planetari). Il lavoro dell’eccellente Corporate Europe Observatory ha denunciato il GOT e ciò che vi accade.
Fondato nel 1978, è una lobby dove impunemente i grandi banchieri si mischiano a pubblici funzionari di altissimo livello. Ecco i principali membri: Jacob A. Frenkel, di Jp Morgan Chase - Gerald Corrigan, Managing Director del Goldman Sachs Group - Jacques de Larosière, Presidente del Gruppo UE sulle risposte alla crisi finanziaria - William C. Dudley, ex Goldman Sachs oggi alla Federal Reserve di NY - Mervyn King, governatore della Banca Centrale d’Inghilterra - Lawrence Summers, ex ministro del Tesoro USA, oggi al Bilderberg Group - Jean-Claude Trichet, uno dei padri dell’Euro, ex governatore della BCE - David Walker Senior Advisor, Morgan Stanley International - Zhou Xiaochuan, governatore Banca Centrale Cinese - John Heimann, Istituto per la Stabilità Finanziaria - Shijuro Ogata, Vice Presidente, Commissione Trilaterale - inoltre vi sono passati Tommaso Padoa-Schioppa (ex Min. Finanze) e Timothy Geithner (attuale Min. Finanza USA).

Cioè, in esso si mischiano i lobbisti della finanza bancaria più criminosa della Storia e i pubblici controllori delle medesime banche.

Mario Draghi arriva alla BCE fra il 31 ottobre e il primo novembre. Il colpo di Stato finanziario contro l’Italia si svolge nella settimana successiva, il governo eletto ne è spazzato via.
Mario Draghi poteva fermare la mano degli speculatori golpisti semplicemente ordinando alla BCE di acquistare in massa i titoli di Stato italiani. Infatti tale acquisto avrebbe, per la legge basilare che li regola, abbassato drasticamente i tassi d’interesse di quei titoli, il cui schizzare in alto a livelli insostenibili stava portando l’Italia alla caduta nelle mani degli investitori golpisti. I mercati si sarebbero fermati, resi inermi di fronte al fatto che la BCE poteva senza problemi mantenere a un livello basso costante i tassi sui nostri titoli di Stato. Ma Mario Draghi siede alla BCE e non fa nulla. Non siate ingannati dalla giustificazione standard offerta per questo rifiuto di acquistare titoli italiani da parte della BCE. Vi diranno che le è proibito per statuto, ma non è vero: infatti clausole come la SMP Bond Purchases lo permettono, e anche le regole sulla stabilità finanziaria del trattato di Maastricht, come scritto di recente da Marshall Auerback e da altri.
 Draghi poteva agire, eccome.

Risultato: il golpe. Da ora le elite finanziarie sono col loro aguzzino Mario Monti al governo a Palazzo Chigi. Fine della democrazia italiana fondata nel 1948. Comandano i mercati, non il Parlamento.

Tutto ciò è stato ampiamente discusso da Mario Draghi con i suoi camerati al Group of Thirty, secondo un copione che trapelava da anni sulle pagine della stampa finanziaria anglosassone. Silvio Berlusconi era stato avvistato più volte dell’esistenza di quel copione: “L’Italia ha problemi gravissimi, ha bisogno di una iniezione di libero mercato con riforme economiche neoliberali… fra cui ridurre le tasse, tagli all’impiego pubblico e alle pensioni, rafforzare il settore dei servizi privati, e rendere più facili i licenziamenti”, cioè esattamente quello che sta accadendo in queste ore nelle riforme che il golpe ci ha imposto, facendosi beffe del Parlamento non più sovrano.
La prescrizione in corsivo è del Neoliberista fanatico Alberto Alesina nell’Aprile del 2006. Lo stesso anno in cui Draghi prendeva il comando della Banca d’Italia, dopo aver lasciato la banca d’investimento più criminosa del mondo, Goldman Sachs, in cui resse una posizione di comando nel settore Europa proprio mentre la Goldman aiutava la Grecia a truccare i propri conti pubblici nel 2002.

Tornando al golpe. Le conseguenze sociali, le sofferenze per milioni di italiani per decenni, la scure che si abbatte sul futuro dei nostri piccoli, sui pochi preziosi anni che rimangono agli anziani, sull’ambiente, e sulla democrazia, saranno tragici. Nell’ordine di migliaia di volte peggiori di qualsiasi danno le mafie regionali abbiano mai potuto infliggere all’Italia, col concreto pericolo di prostrarla per intere generazioni. Alla luce di tutto ciò, e mentre si fatica a non emigrare di fronte all’idiozia epica di masse di italiani che festeggiano l’arrivo dei golpisti (sic), è doveroso chiedere l’incriminazione e l’arresto per alto tradimento dei cittadini italiani Mario Draghi e Giorgio Napolitano. Prego quindi l’eventuale giurista che leggesse queste righe di informarmi sulla procedura per inoltrare una denuncia in tal senso. Se, come temo, essa non esiste, nulla cambia della sostanza di quanto scritto.

p.s. Prego i diversi colleghi che usano in Tv, ai dibattiti o in radio i fatti che scopro e denuncio, di almeno citarmi come fonte. Grazie

domenica 13 novembre 2011

MESSAGGIO AL POPOLO ITALIANO



Primo messaggio al parlamento e al popolo plaudente del nuovo premier di governo della repubblica bancaria italiana

ANNUNCIO BILDERBERG


AFFISSO ALL'ENTRATA DI CAMERA E SENATO E SUL PORTONE DEL QUIRINALE

sabato 12 novembre 2011

LA NUOVA KOSTITUZIONE



RIFORMA COSTITUZIONALE


" L'Italia è una Società per Azioni e titoli al portatore, fondata sulla Finanza. La sovranità appartiene alle Banche che la esercitano nelle forme e nei limiti posti, di volta in volta, dalla BCE e dal FMI"

giovedì 10 novembre 2011

MONTI VOLPE A GUARDIA DEL POLLAIO

Dico a Napolitano: “No! Questo No!”

di Ida Magli


No, Signor Napolitano, non sopporteremo una simile nauseante “furbata”.
Creare all’improvviso un senatore a vita per far credere che si tratta di un politico e fingere così che l’Italia non si sia consegnata nelle mani dei banchieri, è un sotterfugio intollerabile. Quale disprezzo per i poveri Italiani! Quale disprezzo per la Repubblica e per la politica! Abbiamo, dunque, così la misura della spaventosa miseria civile e morale dei nostri “rappresentanti”. La Bibbia afferma che “Dio vomita gli ipocriti”. Sono certa che non ha mai vomitato tanto.
Senatore a vita il signor Mario Monti? Un cittadino benemerito della Repubblica e di specchiati costumi? Forse non tutti i cittadini lo sanno o se lo ricordano (e su questa ignoranza ha contato, oltre che sul complice silenzio dei politici e dei giornalisti, Giorgio Napolitano nel nominarlo) che Mario Monti è stato costretto, nella sua qualità di Commissario europeo sotto la presidenza Santer, a dare le dimissioni “per l’accertata responsabilità collegiale dei Commissari nei casi di frode, cattiva gestione e nepotismo” messi in luce dal Collegio di periti nominato appositamente dal Parlamento Europeo.
La Relazione fatta da questi Saggi al Parlamento, nonostante la prudenza del linguaggio ufficiale, fa paura. Si parla infatti dell’assoluta mancanza di controllo  nella “rete di favoritismi nell’amministrazione”, di “ausiliari esterni” e di “agenti temporanei”, di “mini bilanci espressamente vietati dalle procedure amministrative”, di “numerosissimi esterni fuori bilancio, ben noti all’interno della Commissione con il soprannome di sottomarini”, che operano con “contratti fittizi”, dietro “raccomandazioni e favoritismi”; di abusi che hanno comportato, con il sistema dei “sottomarini” l’erogazione non controllata di oltre 7.000 miliardi nell’ambito dell’Ufficio Europeo per gli Aiuti umanitari d’Emergenza (miliardi usciti dalle nostre tasche, naturalmente, e che dovevano andare, ma non ci sono arrivati se non in minima parte, ai bambini della Bosnia, del Ruanda morenti di fame).
Evidentemente Mario Monti è inamovibile, o meglio può perdere un posto soltanto per guadagnarne uno migliore. Nel 1999, al momento di una caduta così ignominiosa, ha provveduto la successiva Commissione, con presidente Romano Prodi, a riconsegnargli il posto di Commissario. Cose che succedono soltanto nell’onestissimo ambito delle nostre istituzioni politiche. I semplici cittadini vanno sotto processo per gli ammanchi, o come minimo perdono l’incarico.
Perché mai, dunque, dunque, dovremmo affidare a questo signore i nostri ultimi beni?
In omaggio, forse, al truffaldino sotterfugio inaugurato dalla Presidenza della Repubblica
I politici che lo voteranno come capo del governo sappiano che, visto che non possediamo nessun altro potere,  annoteremo ogni loro “Sì” per cancellare per sempre il loro nome da qualsiasi futura elezione.
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Napolitano,punto di riferimento......come gli immancabili leccazampisti della sinistra e non solo vanno continuamente sproloquiando? Sì,un punto di riferimento della Goldman Sachs....
Ma si pò prendere in giro gli italiani con questo sotterfugio da fiera?
Nominare un senatore a vita in due secodi,di notte,come un ladro?
Mettere la volpe a guardia del pollaio? Mettere un rappresentante degli speculatori che ci stanno artatamrente affondando con la bufala dello spread?
Sì,artatamente,perchè l'Italia non é certo la Grecia e nemmeno la Spagna.
Questo assedio,squisitamente politico,ha mirato solo a sostitire un governo amico e non riotttoso al desiderio dei mafiosi internazionali di spolpare la nazione e prendere a prezzo di realizzo i più appetibili assets erconomici ,come già avvenne nel 1992.
Missione compiuta con l'aiuto degli ascari italiani di una sinistra guerrafondaia e nemica del popolo e di un presidente che andrebbe immediatamente destituito,come buona parte di una classe politica indegna,incapace,sottomessa acui del paese importa un fico secco.
Ha ragione la Magli,ora vedremo chi saranno i complici dei banchieri e degli speculatori,vedremo chi voterà questo colpo di stato,chi voterà un signore non eletto e fatto senatore in due secondi,di notte,come un ladro.
Segnateveli bene e appena apriranno bocca mandateli affanculo!

CALIGOLA E IL CAVALLO SENATORE

UNA VOLTA SI NOMINAVANO SENATORI A VITA UOMINI DI CULTURA,DI SCIENZA,ARTISTI....ORA....

martedì 8 novembre 2011

CON BCE SI CAMPA CENT'ANNI....

INFO


BERLUSCONI SI E' DIMESSO.
FINALMENTE NON CI SARANNO PIU' ALIBI PER NESSUNO,FINITI I BUNGA BUNGA E IL RESTO,ORA VEDREMO CHI APPLICHERA' LA MACELLERIA SOCIALE DELLA LETTERA BCE SU CUI TUTTA L'OPPOSIZIONE ERA D'ACCORDO.
CAZZI AMARI COMPAGNI...E SCORDATEVI IL GOVERNO TECNICO CHE VI LEVI LE CASTAGNE DAL FUOCO.
VOLEVATE LE DIMISSIONI,LE AVETE OTTENUTE....ORA FATECI VEDERE...AVETE I NUMERI ?...GOVERNATE...SE NO ANNATEVENE PURE VOI!!


ULTIME

LA CARIATIDE DEL COLLE HA NOMINATO SENATORE A VITA MARIO MONTI. ERA URGENTE;NON SI DORMIVA LA NOTTE!!!
CE SPIEGHI PERCHE' IN QUESTO MOMENTO MIO NON PRESIDENTE. STIA ATTENTO A FARE SOLITI TRUCCHI DA FIERA,PERCHé VERREMO AL QUIRINALE A TIRARLE POMODORI IN FACCIA.

UNA VOLTA SI NOMINAVANO SENATORI A VITA UOMINI DI CULTURA;DI SCIENZA;ARTISTI....ORA I FATTORINI DELLA GOLDMAN SACHS...E DEGLI USURAI INTERNAZIONALI.
MISSIONE COMPIUTA.....MACELLERIA SOCIALE E SVENDITA A SALDI DI REALIZZO

lunedì 7 novembre 2011

LA SIGNORA OMICIDI

La Lagarde direttore FMI: "L'Italia è un Paese solvibile ma non credibile."
La dice lunga questa frase...se é solvibile,che cazzo vuole quest'altra testa di legno a capo di questa organizzazione di lestofanti,killers dei paesi dove mettono piede?
Infatti agli strozzini interessa la "credibilità",una speciale credibilità.

Come già detto in altra sede,per gli usurai internazionali e per gli affossatori dell'FMI,credibilità é quella di chi si presta a svendere il paese per i loro interessi.
Quella della Lagarde poi é tutta da ridere,visto che é stata inquisita per i soliti maneggi poco chiari sul dinero.

sabato 5 novembre 2011

PUBBLICITA' PROGRESSO PD



IL RADUNO DEI CAMERIERI



BERSANI alla manifestazione PD a Roma:
 " Ridarremo dignità all'Italia"

Bravo....applicando da bravi sudditi la ricetta di macelleria della BCE,come confermato pochi minuti fa anche dalla macchietta Bindi.

Ai lavoratori...dedicano questa foto

CAOS NECESSITA' DEL SISTEMA

Contro i “merca(n)ti”

Secondo il sociologo Luciano Gallinoil passo più rischioso cui Sarkozy e Merkel stanno spingendo la Ue consiste nel salvare le banche senza compiere alcun tentativo per avviare una vera riforma del sistema finanziario”.
Non c’è dubbio infatti, che sotto il profilo economico, “la crisi dei bilanci pubblici è in realtà è una crisi dei bilanci delle banche”. Di ciò ormai anche una parte dell’opinione pubblica europea mostra di essere consapevole e soprattutto ne sono consapevoli quei greci che non vogliono essere “sacrificati sull’altare” di una Unione europea al servizio dell’oligarchia finanziaria mondialista.
Ma anche in Italia l’euroscetticismo comincia a diffondersi e si inizia a comprendere che quel che l’Ue chiede al nostro governo ha punto o poco a che fare con l’interesse degli italiani e con l’europeismo, dacché i primi ad aver tradito l’Europa sono proprio quei politici e quei tecnocrati che hanno permesso ai “merca(n)ti” di decidere del destino dei popoli del Vecchio Continente.
A tale proposito, è indicativo che in un articolo apparso sul giornale della Confindustria, Il sole 24 ore”, Luigi Guiso e Massimo Morelli siano giunti a sostenere, che la “resistenza” dei greci ai diktat della Ue sarebbe conseguenza del fatto che  i greci (a differenza dei tedeschi, ma non degli italiani, e chi ha “orecchie per intendere” intenda) – sarebbero “dominati da una cultura che li porta ad anteporre la difesa degli interessi individuali rispetto a quella del bene collettivo”.  (sic!)
Il che , anche se fosse vero, con buona pace dei “tecnici” de “Il sole 24 ore”, non sembra proprio che giustifichi la distruzione dello Stato sociale e la definitiva sottomissione di uno Stato alle decisioni dei merca(n)ti”, quasi che l’agire in vista del “bene comune” si identificasse con la difesa del “bene” delle banche.
Naturalmente, le “misure” imposte ai greci “dall’esterno” sono, a parere di Guiso e Morselli, indispensabili “perché si verifichi una inversione nella tendenza del prodotto interno lordo a calare, magari non subito, ma in propsettiva”. Cancellato ogni riferimento alle banche ed alla necessità di salvaguardare gli interessi della “casta occidentale”, è facile mostrare, facendo pure leva su pregiudizi culturali, che si tratta di “misure tecniche”, che devono essere prese, onde evitare il peggio, a vantaggio del “bene collettivo”, di modo da ritenere i maggiori responsabili della crisi i cosiddetti “piigs”, anziché, come ben ha evidenziato Gallino, quei gruppi finanziari che “salvati dallo Stato a suon di trilioni di dollari e di euro spesi o impegnati (più di 15 in Usa, almeno 3 nella Ue) sono ora, in termini di attivi in bilancio, grandi il doppio”.

Nondimeno, sarebbe riduttivo pensare che la causa principale di questa crisi sia di carattere economico, proprio perché oggi è l’Economico a detenere il vero potere politico, ovvero ad agire, in primo luogo, secondo una strategia (geo)politica, mediante il controllo delle organizzazioni e delle istituzioni politiche (parlamenti, governi, partiti etc.).
Ed è una strategia (geo)politica che ha un nome ben preciso: atlantismo, ovvero subordinazione dell’Europa alla logica della superpotenza d’oltreoceano in quanto (ed è questo “in quanto” che è decisivo) potenza capitalistica dominante. Per questo motivo, la questione essenziale non è se uscire o no dall’euro, bensì se vi sia un’alternativa all’aberrante potere dell’alta finanza, tenendo conto che la crisi dell’euro è essenzialmente effetto della crisi di quegli equilibri che sono a fondamento della politica europea, perlomeno a partire dalla fine della Seconda guerra mondiale, e che non avevano più ragione di essere dopo il crollo dell’Unione Sovietica.

Di fatto, è innegabile che la costruzione di Eurolandia sia venuta a coincidere con la trasformazione del ruolo della Nato, diventata strumento della politica di potenza occidentale, in chiave atlantista. Il rafforzamento delle istituzioni della Unione europea si è così concepito per liquidare definitivamente la possibilità di dar vita ad un autentico soggetto politico europeo.
Nessuno può, del resto, mettere in dubbio che non vi è nessuna politica di difesa europea né vi è una politica estera europea. Insomma, è evidente che non vi è uno Stato sovranazionale europeo, ma solo un problema di “governance”, ovvero di “controllo” della politica dei Paesi membri della Ue, di modo che l’Europa continui ad essere l’appendice occidentale dell’America.
D’altra parte, questo è possibile soprattutto grazie a tre pilastri cardine dell’atlantismo: il potere militare (la Nato), il “circo mediatico occidentale” e ovviamente il potere finanziario. Ed è naturale che sia quest’ultimo a risentire di più del terremoto geopolitico che ha posto fine al cosiddetto “unipolarismo” americano, che però non è stato sostituito da un effettivo “multipolarismo”.
Vale a dire che l’attuale fase storica è sì caratterizzata da un instabilità strutturale, ma del tutto funzionale alla logica della mondializzazione “made in Usa”, tanto che la stessa crisi finanziaria è il mezzo attraverso il quale i “merca(n)ti” possono “ri-stabilire” un nuovo ordine mondiale. Tuttavia, ciò esige non solo che il sistema politico “democratico” sia posto sotto il controllo dei “tecnici” (tutto il potere alla Bce, per intendersi), ma che i popoli europei si riducano ad essere una massa di debitori “apolitici” (e, si badi, che anche i “nordici virtuosi”, anche se possono illudersi di essere “sovrani”, devono rispondere, delle proprie azioni ai “merca(n)ti”) sicché le “misure” che i governi europei devono prendere in nessun modo possono essere tali da avviare quella riforma del sistema finanziario che Gallino giustamente ritiene necessaria. Per farlo, occorerebbe prima di tutto “demistificare” la gestione politica dei bilanci pubblici. Bisognerebbe cioè riconoscere che la strategia dei “merca(n)ti” non è tanto quella di favorire le banche, quanto piuttosto quella di consolidare un modello sociale fondato su rapporti di potere del tutto “astratti” e tali da fungere come criterio per decidere quali scelte sono realmente possibili per un sistema politico, nonché quella di evitare che si giunga ad un’alternativa multipolare; alternativa che non potrebbe non ostacolare, il progetto di egemonia globale dell’oligarchia finanziaria atlantista.
Sotto questo profilo, pertanto pare ovvio che se si riuscisse a porre al centro del dibattito politico la questione della riforma del sistema finanziario, secondo una prospettiva ad un tempo politica ed economica, non solo sarebbe palese che il problema del debito è in gran parte uno pseudoproblema (nel senso che, dal punto di vista “tecnico”, si può e si deve risolverlo avendo di mira l’interesse dei popoli europei, anziché quello dei gruppi finanziari), ma, sia pure indirettamente, che l’Economico oggi non è che una forma mistificata e mistificante del Politico.
Ovvero che la crisi attuale non può essere superata dai Paesi europei, se non a patto di smarcarsi dall’America, per cercare di camminare senza le stampelle a stelle e strisce. Per decenni l’Europa ha lasciato, volente o nolente (e perfino traendone un certo vantaggio dal punto di vista economico e sociale), che fossero gli Usa a “decidere”. Vero che adesso, invece, si sostiene che a prendere le “decisioni” dovrebbero essere i “merca(n)ti”, ma, a ben guardare , il mutamento è solo “accidentale”, ché la sostanza è la “medesima”. (E se al Fondo monetario internazionale venisse, come pare, affidata la “tutela” dell’Italia, il “rigor mortis” sarebbe un destino inevitabile per il nostro Paese).
Comunque sia, è un fatto che in Europa aumenti il numero di coloro che non sono disposti a rassegnarsi ad alienare i propri diritti politici, sociali, economici e culturali per eseguire gli ordini di questa caricatura grottesca dell’Europa che si denomina Unione europea.
E non si tratta, val la pena di ripeterlo, di trovare “soluzioni tecniche”, dacché quel che conta è scegliere appunto di difendere i diritti dei popoli europei contro i “merca(n)ti”. Il resto (problema dell’euro incluso), se ne può essere certi, “seguirebbe”.
Una scelta dunque possibile, ma purtroppo – lo si deve ammettere – improbabile. Il fatto però che, con ogni probabilità, l’istituzionalizzazione della crisi sia necessaria al sistema, cioè che lo stato d’eccezione diventi la “norma”, non è da sottovalutare.
Né pare essere un caso che oggi la sorte dell’Europa si decida proprio in Grecia e in Italia, ovvero nei Paesi in cui l’Europa affonda le proprie radici. Al riguardo, a nostro giudizio, è pure significativo che il 29 ottobre scorso, Zygmunt Bauman, al Salone dell’Editoria Sociale di Roma, dove ha tenuto una Lectio Magistralis dal titolo “Quali sono i problemi sociali, oggi?”. abbia detto che ci si trova in una situazione simile a quella che Gramsci chiama “interregnum”, “dove il vecchio diventa impraticabile, ma il nuovo deve ancora essere individuato, un viaggio di cui rotta e meta sono sconosciute, molto peggio della transizione, che ha ben chiaro il traguardo da raggiungere. E’ come se si stesse scalando una montagna troppo ardua per permettersi di fermarsi, ma senza sapere, al contempo, cosa ci sarà al di là della vetta”. (3)
E forse è proprio la mancanza di un traguardo, di una meta quel che caratterizza il “mondialismo”: abbattere ogni confine, ogni limite, spostando la vetta sempre più in alto di modo che non la si possa mai raggiungere, ma al tempo stesso non si possa a fare a meno di tentare di raggiungerla. In tal modo il “paradigma” atlantista, nonostante mostri di essere, da un pezzo, un “rottame” della guerra fredda, potrebbe durare indefinitamente, configurandosi come un paradossale, ma non per questo irreale, “caos organizzato”.
Caos geopolitico, ma anche sociale e culturale: “guerre umanitarie” e democrazie commissariate; “schiavi” per debiti e diritti umani imposti con le “bombe intelligenti”; società aperta e mercificazione di ogni mondo vitale. E la lista si poterebbe allungare.
Non ci si dovrebbe allora stupire, se veramente “tout se tient”, che anche la possibilità di un rinnovamento politico della “Vecchia Europa” presupponga la critica di un “paradigma” basato su quello che Thomas Stearns Eliot definisce “The Hollow Man”, l’uomo vuoto.
Non perché si senta il bisogno di un “uomo nuovo”, ma perché, molto più semplicemente, solo gli uomini in carne ed ossa sentono il bisogno di contrapporre alla prepotenza dei merca(n)ti, la forza della ragion pubblica. O, se si preferisce, sentono il bisogno di difendere la propria dignità facendo valere i propri diritti, in quanto membri di una comunità politica.

Fabio Falchi
Note
1) http://www.ariannaeditrice.it/articolo.php?id_articolo=40674.
2) http://rassegna.governo.it/rs_pdf/pdf/16FL/16FLLD.pdf .
3) http://www.ariannaeditrice.it/articolo.php?id_articolo=40962.
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Il vice direttore del Sole24ore Plateroti ha appena violentemente attaccato la UE in televisione. Dice ( non a torto ) che non ha l' autorita' per imporre ad uno stato sovrano disposizioni circa la sua politica economica e che il referendum greco era perfettamente legittimo....
Gli industriali italiani hanno capito che sono anche CAZZI LORO !!!

giovedì 3 novembre 2011

IL BLUFF GRECO

INFO

Papandreou nella notte del 2 novembre - sotto le pressioni del cancelliere tedesco Angela Merkel e del presidente francese Nicolas Sarkozy - ha fatto marcia indietro.
Il premier greco ha ceduto all'ultimatum dei due leader europei: nessun quesito sull'accordo del 27 ottobre. Se un referendum ci deve essere, che riguardi la permanenza della Grecia nell'Eurozona.
Infatti il trattato di Lisbona non prevede la possibilità di abbandonare l'euro senza uscire anche dall'Unione europea.
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Come già avevamo ipotizzato,la mossa di Papandreu era solo un bluff per ottenere forse maggiori agevolazioni per il debito greco,ben sapendo che l'unico referendum possibie e ammesso é quello dall'uscita dalla UE. I marpioni usurai della Ue sono andati a vedere il bluff e Papandreu é rimasto in braghe di tela al freddo,come si suol dire.Sconfessato anche dal suo ministro delle finanze Venezelos.
Vedremo se almeno avrà ottenuto qualcosa,cosa di cui dubitiamo.
Si profila un governo di transizione o tecnico,guidato da Lucas Papademos....udite udite!..ex vice presidente della Banca centrale europea !
Missione compiuta Il piano di saccheggio é riuscito.
L'unica cosa positiva di tutta questa faccenda di ricatti e controricatti,é che é suonato un campanello d'allarme,anche molti addetti ai lavori cominciano a pensare che questa Europa non ci porterà da nessuna parte e che bisogna cambiarla da capo a piedi.Non possiamo essere incatenati come schiavi a questa costruzione fasulla di strozzini.
Questo significa il Trattato di Lisbona,e la rivolta sociale non é improbabile.

mercoledì 2 novembre 2011

CROLLO DELLA DEMOCRAZIA E CROLLO DEL BUON SENSO

Nel momento in cui sto scrivendo questa breve nota (1 novembre 2011 ore 11) la borsa italiana perde più del 5% Cosa c’è di diverso da ieri? L’Italia è sicuramente la stessa, anzi. Approfittando del giorno festivo, molti sono andati tranquillamente fuori città mentre Berlusconi, Bersani, Vendola e compagni litigano come il solito (anzi, data la festività, forse un po’ meno del solito).
 I commentatori affermano tutti che: “La Grecia ha terrorizzato i mercati annunciando l’intenzione di indire un referendum popolare sui nuovi prestiti concordati con l’Ue”.
Che cosa significa? Semplicemente che, nella democraticissima unione europea, chiedere un parere al popolo su ciò che decidono i governanti, dovrebbe essere proibito, come ha già rilevato Angela Merkel con il suo sdegno per l’iniziativa del Premier greco: il loro No, infatti, è sicuro.

Non c’è dubbio che le cose stiano così. Se, però, noi, semplici cittadini privi di qualsiasi potere, non troviamo il modo per far ragionare i nostri governanti, andremo tutti a fondo partendo proprio da questo presupposto. La debolezza dell’unione europea, infatti, causa prima della mancanza di fiducia dei mercati, dipende prima di tutto da questo dato di fatto: non esiste la comunità dei popoli, non esiste nessuno Stato a nome “Ue”.
D’altra parte, però, i singoli Stati hanno rinunciato (decisione illegittima e pertanto invalida) a battere moneta, per cui a garantire la moneta europea non c’è nessuno: né gli Stati nazionali che vi hanno rinunciato né lo Stato Ue che non esiste.
Né si dica che allora bisogna rafforzare i legami politici unendosi di più perché la comunità dei popoli, ossia la forza di uno Stato, quella che lo fa nascere e vivere, non si crea a tavolino, per finzione, come è stato fatto fino adesso per l’Europa. Si sono create le istituzioni: parlamento, commissione, consiglio, che avrebbero dovuto costituire l’ossatura dello Stato, ma talmente vuote di realtà che giunti a dar loro un’anima, neanche i politici più ostinati nel loro europeismo sono riusciti a farle indossare l’essenza e dei simboli di uno Stato: l’Ue non possiede né Costituzione né Bandiera né Inno.
Al posto di una costituzione l’Europa ha firmato un trattato fra Stati (il trattato di Lisbona); l’inno è stato eliminato e la bandiera la si può esporre, sempre che qualcuno lo voglia, soltanto il giorno della festa dell’Europa, cosa che nessuno fa. Soltanto i governanti italiani si sono ostinati a farla sventolare ovunque: il loro spirito di finzione si rivela anche in questo.

Adesso, però, di fronte al baratro in cui stiamo sprofondando, un baratro che non è soltanto economico e finanziario, ma anche di perdita di dignità e di rispetto, dobbiamo trovare il modo per costringere i politici a riappropriarsi della sovranità monetaria e a nazionalizzare la banca d’Italia.
Lo diciamo anche soltanto in nome del buon senso. Si parla tanto di “contagio”: ebbene dalle malattie contagiose ci si salva scappando lontano dalla loro fonte. Il Premier greco sicuramente ha parlato di un referendum pensando di poter portare così, con l’avallo dei cittadini, la Grecia fuori dall’euro. Il nostro governo non ha bisogno di referendum: esiste già da molto tempo una maggioranza di parlamentari, di economisti, di esperti e di semplici cittadini che è convinta non vi sia altro da fare.
Inutile scaricarsi le colpe gli uni con gli altri: il gravissimo errore è stato compiuto quando è stato deciso (con l’interessato entusiasmo di Ciampi e di Prodi) di far entrare l’Italia nell’euro.
Perciò la situazione rimarrebbe la stessa anche se si cambiassero le persone di governo, anzi diventerebbe ancora più grave con l’aggiunta dell’instabilità. Si pensa di far andare al governo un economista o un banchiere? Sarebbe la decisione peggiore perché, pur essendo proprio questo lo scopo degli economisti e dei banchieri che hanno voluto l’unificazione europea, il potere racchiuso esclusivamente nelle mani dei banchieri sancirebbe formalmente la fine della democrazia.
Quindi non c’è altra via d’uscita: abbandonare l’euro.

( Ida Magli)
Fonte: http://www.italianiliberi.it/Edito11/crollo-della-democrazia-crollo-del-buon-senso.html
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Molti ci raccontano la storiella che un cambio di governo ridarrebbe credibilità ai mercati.Una bufala.
In questo caso "credibilità" vuol dire la piena sottomissione ai desideri,non dell'Europa,ma a quelli della speculazione internazionale che intende spolpare gli assets economici italiani più prestigiosi.
La "credibilità" offerta dalle sgangherate opposizioni,o governi tecnici,sarebbe quella dei sudditi obbedienti ai desideri dei padroni.Altra credibilità,ad esempio politica,non esiste ,O Bersani e Co,così come un loro governo, si illudono di godere grande stima politica e credibilità presso gli usurai?
Gli usurai hanno solo stima di chi permette loro di strangolare un Paese.
In questo senso,Berlusconi od altri,é la stessa identica cosa.
Il fatto é che il Premier non intende assolutamente operare la macelleria sociale imposta dalla Bce.Indugi,ripensamenti....obbediscono solo al scegliere il male minore.Dar un contentino alla UE senza mettere in ginocchio il Paese.Per questo non é credibile.Non vuole smantellare lo Stato secondo i desideri degli strozzini.
Nessuna manovra servirà infatti a placare la speculazione che,oltre ai guadagni,ha sopratutto obiettivi politici: mettere un governo obbediente alla guida del paese.La Sinistra vuole un governo tecnico perchè non ha il coraggio di operare questa macelleria sociale.Ad un governo golpista,come nel 1992,dà il compito di farlo per non pagar dazio (e voti) presso i cittadini.
Insomma,nessuno vuol incidere sul corpo sociale con queste sciagurate misure della Bce,pena una possibile rivolta alla greca.Ma nessuno ha il coraggio di dirlo.
Quindi tutto il teatrino che si sta ora svolgendo é fasullo.
Che mai potrà fare una sinistra divisa su tutto,ad eccezione della conquista del potere? Quali ricette miracolose per fermare la speculazione? Nessuna.
Di democrazia europea non val nemmeno più di parlarne.La megalomania , l'ingordigia e l'incompetenza del duo francotedesco hanno fatto tanti danni (agli altri)che diventa difficile enumerarli tutti.La loro unica preoccupazione é sottomettere gli altri Stati ai propri interessi.
Questa é la democrazia che ci attende....meglio andarsene alla svelta.

martedì 1 novembre 2011

ADDIO AI MONTI ?

Che il Cavaliere non abbia ancora imparato che il significato di ciò che si dice varia a seconda del contesto è noto. E si sa pure che a "Sua Emittenza" sfugge che per uno statista conta che alle parole seguano azioni precise, o meglio che anche le parole devono essere parte di un disegno strategico, a meno che non siano le solite frasi convenzionali.

Non stupisce quindi che le confuse "chiacchiere" del Cavaliere sull'euro abbiano suscitato un vespaio di polemiche che significano poco o nulla, dato che si basano appunto solo su "chiacchiere". Peraltro, il Cavaliere da un pezzo ha abbandonato qualsiasi velleità di fare una "politica autonoma" - ammesso e non concesso che gli accordi con Putin e Gheddafi avessero anche per lui un "senso geopolitico" - ed è disposto a tradire tutto e tutti, pur di difendere i propri interessi, dacché da bravo italiano "tiene famiglia" e pure parecchia "roba".

Il sasso però è stato scagliato nello stagno, anche se nel modo meno opportuno e nella maniera più sciocca possibile. Comunque sia, per rendersi conto di che "pasta" siano fatti i "sinistri" basta leggere le dichiarazioni sconclusionate di Prodi o quelle ridicole della Finocchiaro, secondo cui l'euro avrebbe salvato l'Italia.
 In particolare, quest'ultima non solo non ha capito nulla di quel che ha affermato il Cavaliere (il che dipende sia dal disordine mentale del nostro Presidente del Consiglio, sia da quello che contraddistingue i membri della "sottocasta" cui appartiene la Finocchiaro, ovvera quella dei camerieri dei "mercati"), ma addirittura ignora (o se ne infischia del fatto) che il 50% delle famiglie italiane detiene appena il 10% della ricchezza nazionale.

Un 50% cioè che vive solo grazie ai redditi che guadagna lavorando, non avendo altra ricchezza se non la propria casa (e alcune famiglie non hanno nemmeno questa proprietà) su cui gli avvoltoi di Equitalia hanno già messo gli occhi. E ancora più grave è che per gli italiani ( dopo che hanno visto, con l'introduzione dell'euro, il proprio potere d'acquisto dimezzarsi ) e per i loro figli si prospetta un futuro ancora peggiore: non solo crisi economica, ma criminalità, guerre, deterioramento del legame sociale , degrado del sistema sanitario, inefficienza della macchina giudiziaria etc. etc. Tutto concorre a terrorizzare i ceti medi e a farli scivolare nel baratro della miseria, in cui già si trovano milioni di cittadini della Repubblica. Ma il dato è perfino più preoccupante se si tiene conto che il 10% delle famiglie detiene il 45% della ricchezza nazionale o che il 20% detiene oltre i due terzi della ricchezza nazionale. Insomma, vi è una " bomba sociale" che potrebbe anche esplodere, nonostante il tradizionale "conformismo" politico e sociale del popolo italiano. Qualcuno lo ha capito e non poteva non essere che Mario Monti, il tecnocrate "targato" Goldman Sachs. (1)

Monti concede che le parole del Cavaliere in parte sono fondate. Egli infatti ammette che non vi è una vera Banca centrale né un vero governo europeo. Il che basterebbe per comprendere quale enorme pasticcio sia l'euro.
Monti però ha in mente ben altro, sicché glissa, benché assai male. Secondo lui anche la lira era "una moneta debole, proprio perché rifletteva le caratteristiche dello Stato italiano, dei governi e della Banca d'Italia (sempre autorevole ma, per lunghi periodi, arrendevole) che l'avevano generata. A parte un certo rialzo dei prezzi (sic!) al momento della sua introduzione, la strana moneta euro, rispetto alla nostrana lira, ci ha portato negli ultimi 12 anni un'inflazione ben più bassa".
Tralasciando la questione della riduzione del potere d'acquisto e dell'enorme danno che ciò ha causato al 50% delle famiglie italiane, come si vede Monti non affronta il problema degli squilibri (l'euro, in definitiva, come ci spiegano i tecnici, è un marco sottovalutato) tra i Paesi dell'eurozona; squilibri che sono alla base della vulnerabilità di alcuni di essi alle "manovre dei mercati" , ossia di quei pochi gruppi ( J.P Morgan, Bank of America, Citybank, Goldman Sachs etc.) che controllano i flussi finanziari e agiscono secondo logiche politiche , non meramente economiche.
Strano ( ma, a ben rifletterci, è perfettamente comprensibile) poi che Monti non prenda in sufficiente considerazione la mancanza di una autentica Banca centrale e di conseguenza trascuri il ruolo della Bce, che invece il direttore del Financial Times (sì, proprio lui!) ritiene determinante per uscire dalla crisi, dato che egli non pensa ( e come dargli torto?) sia possibile ridurre di oltre il 25% la spesa pubblica. Taglio necessario perché l'Italia possa ridurre veramente il suo debito sovrano.  Ma Monti non dice nemmeno che è il fatto che il 50% circa del debito pubblico è nelle mani degli stranieri che rende vulnerabile il Paese. Ed il prossimo anno si dovranno rinnovare 290 miliardi di titoli italiani oltre a 500 miliardi di titoli europei, in tutto 800 miliardi di euro. Lo ricorda Scalfari, per il quale i "mercati" vorebbero solo la testa del Cavaliere.
In realtà, i "mercati" vogliono ben altro e se non lo ottegono ora, cercheranno di ottenerlo nel 2012, quando la speculazione sui titoli italiani sarà inevitabile. E questo lo sa pure Monti (e naturalmente anche Scalfari). Il fatto però è che per Monti l'usuraio non è colpevole; colpevole è solo chi si mette nelle condizioni di farsi "strozzare".
D'altronde, l'europeismo di un tecnocrate al servizio della Goldman Sachs difficilmente può essere diverso. Ed è logico che il 10 % o se si vuole il 20% delle famiglie italiane più ricche abbia interesse, tranne eccezioni, a non fare l'interesse della maggioranza degli italiani , anche se questi devono essere convinti del contrario (per questo occorrono i "sinistri" come la Finocchiaro).

Nondimeno, vi è un "ostacolo". E' da vent'anni che si tira la corda e si cominciano a vedere i segni di quel "malcontento popolare" che i Monti , i Draghi e gli Scalfari temono come la peste, perché un domani poterebbe veramente essere un problema politico, soprattutto per loro e per quelli che loro rappresentano. Insomma, l'euroscetticismo potrebbe diventare uno tsunami.
Scrive Monti che "l'Italia non farebbe i passi avanti che le sono indispensabili e potrebbe rivelarsi il ventre molle dell'eurozona, con gravi fratture per l'Europa" se non dovesse implementare, senza se e senza ma, il programma redatto dalla Bce. Perché l'Italia sia il ventre molle di Eurolandia lo si dovrebbe capire leggendo il NYT di alcuni giorni fa, dato che, come ci informa Federico Rampini,  il quotidiano americano ha pubblicato il "grafico della paura", ovvero due pagine per spiegare agli americani che il default italiano, se avvenisse, sarebbe enormemente più grave di quello greco, non solo perché il debito italiano è assai maggiore di quello ellenico (anche se non in rapporto al Pil), ma perché "il debitore Italia deve alle banche francesi 416 miliardi di dollari. Il debitore Francia deve alle banche italiane solo 50,6 miliardi di dollari".
A causa "della concatenazione che avviene attraverso i bilanci delle banche" , in caso di default, il contagio sarebbe inevitabile, tanto che " il fallimento di una sola banca franco-belga come la Dexia avrebbe coinvolto pesantamente Goldman Sachs e Morgan Stanley", e questo dopo che gli Usa hanno "impegnato" trilioni di dollari per non far fallire i colossi finanziari, che, tra l'altro, continuano ad agire esattamente come agivano prima della crisi. 

In sostanza, è l'internazionalizzazione del debito, più che il debito il problema - come prova anche il fatto che il Giappone, pur avendo un debito pubblico del 240% , non rischia alcun default, il debito essendo nelle mani dei giapponesi - di modo che, se l'Italia dovesse "crollare", l'effetto sarebbe disastroso non solo per Eurolandia, ma per l'intero Occidente, Usa compresi.
Il che è vero, ma né il NYT né Rampini dicono tutta la verità. Infatti, l'Italia non ha solo una ricchezza immobiliare di notevolissima entità , come alcuni hanno ricordato in questi giorni, ma pure una ricchezza mobiliare di prim'ordine: oltre 3000 miliardi di euro in assets finanziari, che equivale a quasi il doppio del nostro debito pubblico, ed è oltre dieci volte superiore al fabbisogno annuo del ministero del Tesoro, per rinnovare i titoli in scadenza . Questo i "mercati" lo sanno, ma sanno pure - ecco l'intoppo! - che l'Italia è un Paese "ingessato", "sotto ricatto" di lobbies nazionali e straniere, incapace di riforme di struttura, coraggiose e di ampia portata, dalla PA al mondo della ricerca e della cultura. Inoltre - ma è "decisivo" - i "mercati" sanno pure che l'Italia non ha nessun "piano strategico", in un qualsivoglia settore chiave, che il governo è (ad esser "buoni") formato perlopiù da inetti e/o pusillanimi e che l'opposizione è perfino peggiore del governo, anche se ciò può apparire impossibile. D'altra parte, avere stracciato il Trattato di Bengasi è stato, per così dire, lo squillo di tromba per incitare i "mercati" ( e credo sia chiaro "chi" sono i "mercati") alla carica contro il nostro Paese. E' giunto allora il momento non solo di comprare "a prezzi di mercato" l'unico "pungiglione strategico" rimasto al nostro Paese (Eni, Enel, Finmeccanica e poco altro), ma soprattutto, ora che ad Ovest la "torta" diventa sempre più piccola e la lotta tra (sub)dominanti sempre più dura, di impedire che qualcuno possa, non tanto voler uscire dall'euro (rebus sic stantibus, per un Paese come il nostro basato su una economia di trasformazione, senza materie prime e privo di potenza militare, equivarrebbe probabilmente ad un suicidio), quanto piuttosto voler cambiare le regole del gioco, non solo economico, ma anche (di necessità) geopolitico. Vero che sembra un cambiamento quasi impossibile, ma il prossimo anno non sarebbe così difficile come oggi. Ecco perché occorre fare presto e dare tutto il potere alla Bce, dopo aver diviso l'Europa tra "nordici virtuosi" e "piigs", per garantirsi pure che nessun "contraccolpo" possa indurre la Germania a crescere politicamente, seguendo le orme della cosiddetta "Ostpolitik".

Certo l'obiezione è prevedibile: ai "mercati" interessano gli affari e i "capitalisti" competono tra di loro. Questo però nessuno lo nega, né si tratta di fare un'analisi dei "fatti economici" in quanto tali (dacché di essi si occupa la "scienza" dell'economia). Tuttavia, quel che rileva in questo contesto è il significato strategico e geopolitico del comportamento dei "mercati". E sotto questo profilo è indubbio che le parole del Cavaliere assomigliano ad un cerino acceso in una polveriera, sebbene Monti probabilmente sbagli a ritenere che un "guitto" (e voltagabbana) possa far saltare in aria gli "Stati Uniti d'Europa" (ma nessuno sa che cosa ci possa essere dietro l'angolo). E' anche innegabile però che questa Europa sta all'Europa come il gruppo di potere che La Grassa denomina GF&ID (ossia "grande industria e finanza decotta") e le varie "sottocaste" (politici, gazzettieri etc.) stanno all'Italia. Il che dovrebbe essere sufficiente per comprendere che, se il Cavaliere non può essere la soluzione del problema, non è nemmeno il problema. Del resto, se l''Italia è già di fatto "commissariata", anche a causa dell'analfabetismo politico dei berlusconiani, ben più pericoloso è quello che i "commissari" vogliono fare per favorire la vera "casta" , di cui quella italiana è solo una parte. La parte che conta meno.

Fabio Falchi
Fonte http://www.cpeurasia.eu/
http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=9248