martedì 30 agosto 2011

LIBIA - LA STAMPA ITALIANA




NUOVO CODICE DEONTOLOGICO

ADDIO ALL'EUROPA

USCIRE DALL’EURO - PIUTTOSTO CHE LASCIARSI PRIMA SVENARE E POI SVENDERE

(di Marco Della Luna)

I rimedi ai problemi finanziari proposti dalle parti sociali e dai partiti sono meri palliativi, inutili, perché servono solo a tirare avanti di qualche settimana. La manovra governativa, anche la seconda, è iniqua e recessiva, sbilanciata sul lato delle entrate, e ha mobilitato resistenze insuperabili nel paese. Ora il governo, dopo che l’UE l’ha approvata, se la rimangia e ne fa un’altra, non migliore, ma semplicemente congegnata in modo da evitare che si coalizzi un’efficace resistenza, sia civile, che interna alla partitocrazia, la quale vuole conservare i suoi canali di spesa. La manovra alternativa del PD frutterebbe solo 1/10 dei 40 miliardi da recuperare (Tito Boeri su La Repubblica del 27 Agosto) e dimostra che l’opposizione non vale nulla, non ha capacità, non ha idee, non ha uomini.
Il sistema partitico è oramai solo una zavorra senza capacità di soluzioni e senza valore di rappresentanza. Quindi senza legittimazione

Sono decenni che in Italia si fanno sacrifici e manovre di risanamento e di adeguamento ai parametri europei, e siamo messi sempre peggio. Nessuno vuole ammetterlo, ma è palese che non funzionano.
Il debito pubblico ha sempre continuato a crescere. Il motore del disastroso processo di indebitamento, su scala mondiale è il monopolio privato e irresponsabile della creazione e distruzione di moneta e credito, in mano a un pugno di banchieri, che controlla le banche centrali, BCE compresa, e ricatta i governi con minacce di declassamento e di non acquisto dei loro titoli del debito pubblico.
Essenzialmente, li ricatta a trasferire al settore finanziario crescenti quote di reddito e risparmio dei cittadini e delle imprese.
Recenti dati mostrano che i paesi che hanno dichiarato di non potere o volere pagare il debito pubblico, dopo il default si sono ripresi bene.
Piuttosto che continuare con manovre depressive e socialmente laceranti, che non risolvono niente da decenni, sarebbe preferibile, per l’Italia, il seguente programma:

1-Uscire dall’Euro ritornando alla Lira;
2-Ripudiare il debito pubblico;
3-Nazionalizzare la Banca d’Italia e sottoporla a una commissione parlamentare;
4-Ripristinare i vincoli di portafoglio e di acquisto dei titoli di stato, come prima del divorzio della Banca d’Italia dal Tesoro;
5-Porre un vincolo costituzionale di pareggio di bilancio.

In tal modo, si eviterebbe tagli depressivi e socialmente laceranti, si risparmierebbe il 22% della spesa pubblica, si azzererebbe il debito pubblico, si potrebbe svalutare e così rilanciare le esportazioni, gli investimenti, l’occupazione; non si avrebbe più bisogno di emettere titoli del debito pubblico, salvo il caso di emergenze; anche in tal caso, li comprerebbe la Banca d’Italia.
Ma continuare con gli inasprimenti fiscali, con la tassazione di redditi presunti, con i tagli allo stato sociale, ai diritti dei lavoratori – continuare con l’indebolimento del paese e l’incremento dell’insicurezza e della paura – tutto questo è utile a portare il paese e la gente in condizioni ottimali per il capitale internazionale che aspira a rilevare dall’esterno l’economia e le risorse, compresi i lavoratori, di un paese in ginocchio, pronto a lavorare per bassi salari, senza garanzie e tutele, livellato al basso.
Un paese dove la gente e le imprese devono svendere i propri beni per debiti, anche fiscali.
A questo pare che mirino le politiche e i ricatti della c.d. Europa – BCE, UE –, del FMI, delle società di rating.
Ma non è l’Europa, bensì la maschera della comunità finanziaria sovrannazionale.
Il processo integrativo europeo dell’Europa allargata a 27 membri è finito. La Commissione conta sempre meno. Le decisioni si prendono tra cancellerie di paesi forti, esclusi gli altri. Soprattutto quelle per decidere le mosse della BCE, in modo che salvaguardi innanzitutto la Germania. Questa, assieme ai suoi satelliti e alla sua imitatrice, la Francia, l’ha oramai detto e ripetuto: non accetterà mai di emettere gli eurobond, cioè di mettere in comune il debito pubblico proprio con quello italiano e degli altri paesi eurodeboli.
I paesi euroforti non accetteranno mai l’integrazione politica con l’Italia non solo per il suo debito pubblico, ma anche perché la classe politica e dirigente italiana è troppo marcia e incompetente: all’estero hanno visto tutti abbastanza, oramai, dalla mafia, alle storie dei rifiuti di Napoli, al bunga bunga, alla giustizia a livelli di Africa Nera.
Forse negli anni ’90 pensavano che l’Italia avrebbe eliminato questa classe dirigente e corretto i propri difetti grazie alla pressione dell’Euro, ma ciò non è avvenuto. All’estero sanno che l’Italia non riesce a riformarsi, a intervenire sui propri vizi strutturali, e che sta declinando da 20 anni incessantemente.
Sanno che inevitabilmente uscirà dall’Euro. Sanno che integrarsi politicamente con un paese come l’Italia sarebbe come impiantarsi una grave malattia. Nessun paese o azienda efficiente ha interesse a integrarsi con un paese o un’azienda inefficiente.
Ha per contro interesse a sfruttarlo/a assumendone il controllo dall’esterno.
La Germania (seguita da altri paesi forti) è un paese molto più efficiente, corretto e serio dell’Italia. La sua politica è quindi quella di tenere l’Italia sotto la BCE e gli organismi comunitari, che la Germania può dirigere, al fine di neutralizzarla come paese concorrente sui mercati internazionali, e di costringerla, prima che finisca per lasciare l’Euro, a pagare i propri debiti in Euro verso le banche tedesche anche al costo di dissanguarsi.
E questa linea politica si sta confermando e irrigidendo nel progredire della crisi.
Giulio Tremonti, il 27 Agosto, parlando ai Ciellini di Rimini, ha non senza ragioni ammonito la Germania ad accettare l’eurobond e a non ostinarsi nella sua politica solipsistica, perché potrebbe finire a suo danno. Ma ostinarsi nelle politiche solipsistiche è ciò che la Germania sta facendo da quando è nata, dal 1871. Non ha mai cambiato linea, nonostante due guerre rovinosamente perse. Il sistema-paese Germania capisce i fatti, non ragioni, moniti e minacce.
Il governo italiano impone al paese sacrifici durissimi e recessivi in nome dell’integrazione europea. Ma l’integrazione europea è finita, per noi. L’Italia non sarà mai integrata.
Quindi sarebbe tempo di rovesciare il tavolo, prima che il governo di centro-destra adesso, e un governo di centro-sinistra domani, facciano qualche altra manovra di salasso, per poi annunciare che, inopinatamente, le manovre non sono sufficienti, e che bisogna alzare l’iva, mettere l’imposta patrimoniale, tagliare le pensioni, marchionnizzare tutto il paese immediatamente e senza discutere per pagare gli interessi sui debiti – in ossequio alla curiosa inversione dei ruoli, oramai dilagata in tutto il mondo libero, in virtù della quale lavoratori, imprenditori e consumatori producono la ricchezza che dà valore alla carta prodotta dal settore finanziario, però si ritrovano di esso eternamente debitori, anzi devono sottomettersi alle sue regole e alla sua morale.
Ripudiare il debito pubblico, dunque, e uscire dall’Euro. Immediatamente, finché non siamo ancora dissanguati.
Alle lamentele di chi ha comperato titoli del debito pubblico italiani e farà l’indignato quando l’Italia non li pagherà, si replicherebbe che li ha comperati sapendo che erano a rischio, che per il rischio ha avuto un premio di maggior rendimento, e che in ogni caso poteva venderli nei mesi scorsi, vista l’aria che tirava; quindi se la prenda con se stesso;
A chi (banche, perlopiù) li ha ricevuti in garanzia in epoca non sospetta, per l’apertura di una linea di credito non speculativa, si offrirebbe una garanzia sostitutiva;
A Germania e soci, si replicherebbe che i benefici dall’Euro, e ancor prima dallo SME, e prima ancora dalla politica agricola comune, li hanno avuti proprio loro, e a spese e danno dell’Italia, soprattutto in fatto di competitività, di quote di mercato, di occupazione;
Alla BCE si replicherebbe che il suo comportamento è inaccettabile, in quanto non rende nota la quantità di denaro prodotta e la quantità di crediti erogati;
A Bruxelles si replicherebbe che il SEBC viola l’art. 1 e 11 Cost. L’art. 11, perché questo autorizza limitazioni e non trasferimenti della sovranità; li autorizza per fini di tutela della pace e della giustizia, non finanziari, come fatto per la BCE; li autorizza in favore di altri paesi, non in favore di un organismo sovrannazionale, esente da controllo democratico, come è la BCE; li autorizza a condizioni di parità, mentre la presenza nella BCE delle banche centrali di Regno Unito, Danimarca e Svezia, che non sono soggette a Euro e BCE ma partecipano ai suoi utili e alla sua sovranità monetaria anche sull’Italia, viola tale condizione. Inoltre viola la norma fondamentale, l’art. 1, sia in quanto toglie al popolo la sovranità monetaria ed economica, che è la principale componente della sovranità e del governo; sia in quanto il fine della BCE non è la tutela del lavoro, ma del potere d’acquisto della moneta.
L’art. 1 afferma per contro i due principi fondamentali: la sovranità appartiene al popolo, e l’Italia è fondata sul lavoro. Questi principi fondamentali sono limiti assoluti, o controlimiti, a quanto possono disporre trattati internazionali come quello di Maastricht che costituisce il sistema della BCE.
Un trattato, quindi, illegittimo ed eversivo dell’ordine costituzionale, come tette le controparti dell’Italia dovevano sapere.
Ma che cosa si potrebbe spiegare a Washington e Londra? Potremmo dire loro che l’Italia ha oramai fatto quanto poteva fare, dall’interno dell’UE e dell’Euro, per ostacolare il costituirsi di una potenza europea concorrente degli USA, con una valuta concorrente al Dollaro. E che ora, per contrastare un’unificazione centro-europea sotto i Tedeschi, è indispensabile che riprenda una certa libertà di manovra.

Marco Della Luna
Fonte: http://marcodellaluna.info/
Link: http://marcodellaluna.info/sito/?p=614
e : http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=8887&mode=thread&order=0&thold=0

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Si replicherebbe....si spiegherebbe....certo,tutto giusto...ma chi caro Marco...quale politico italiano sarebbe in grado di dire,di fare tutto questo?
La classe politica che ci ritroviamo é solo una parodia di tale nome,un corpo estraneo alla nazione perennemente impegnato in liti condominiali,prona ai diktats franco-tedeschi-americani e della finanza internazionale,di cui é stata ed é spesso complice nella liquidazione del Paese.

 (george) 

domenica 28 agosto 2011

LIBIA - GIORNALISMO STRACCIONE

NOTIZIE

Anche il TG2 non vuol restare indietro nello spacciar minchiate.I
eri sera nel corso di uno speciale sulla guerra libica,erano presenti: l'ambasciatore cnt in Italia,il rinnegato Gaddur,una bionda dell'Aspen (sic!),un giornalista del Messaggero,un fantomatico presidente unità di crisi Ue (!) e Paolo Scaroni dell'Eni.

Capisco l'ovvio arruffianamento di Scaroni verso il Cnt,ma da buon italiano voltagabbana si é dato al leccazampismo forsennato verso i nuovi padroni affermando,non richiesto: "Gheddafi é il peggior dittatore che abbia mai visto,ha affamato il suo popolo".Questo pulcinella dimenticava di averlo socio dell'Eni e di aver trattato con lui per anni,elogiandolo e magari anche abracciandolo.
Oltre a dire una evidente falsità sulle condizioni del popolo libico e riuscendo a sconcertare per la veemenza anche l'ambasciatore.Di questo bell'arnese é opportuno anche ricordare un tentativo di doppiogiochismo nella querelle Nabucco-South Stream,tanto da dover essere smentito dal governo e dallo stesso Putin.
Naturalmente tutta la trasmissione a senso unico,senza contradditorio e con scene patetiche dell'inviato a Tripoli.

Questi giornalisti sbucano ora come topi,ma chissà dove stavano nel corso della guerra.
Insomma,un altro saggio del giornalismo da cortile,sempre appecorato e ansioso di salire sul carro dei vincitori
Tutti allineati come pecorelle:TG1,TG2,TG3,SKY...mai che si senta una voce contradditoria e guai a nominar le bufale,i misfatti dei golpisti e la Nato...se non come benefattrice.

Sfoggiano tutto il repertorio da Novella 2000,le amazzoni,le ville,una sala da barbiere,il figlio calciatore....quasi fossero cose da Celeste Impero...ma mai una volta che ci illustrino i veri motivi del colpo di stato,i civili massacrati dai bombardamenti....naturalmente i morti "buoni" son solo quelli di una sola parte.
Da vomitare

sabato 27 agosto 2011

LIBIA - ORA ANCHE INVASORI !

NOTIZIE


LONDRA - Forze speciali britanniche stanno guidando la caccia a Muammar Gheddafi su ordine del premier David Cameron. E' quanto rivela oggi il Daily Telegraph. .
Fonti della Difesa hanno fatto sapere che soldati del 22esimo reggimento delle Sas sono in Libia da settimane e hanno avuto un ruolo chiave nel coordinamento dell'avanzata dei ribelli su Tripoli.
Oggi che la capitale libica è perlopiù sotto il controllo degli insorti, i soldati britannici, vestiti come i ribelli e muniti delle loro stesse armi, hanno ricevuto l'ordine di dare la caccia a Gheddafi.
I paesi della Coalizione, tra cui la Gran Bretagna, la Francia e gli Usa hanno cominciato il 19 Marzo a bombardare 'obiettivi militari' in Libia dopo la risoluzione del Consiglio di Sicurezza dell'Onu che autorizza la creazione di una zona di interdizione al volo sul paese nord-africano e ogni altra misura atta a proteggere la popolazione civile, ad eccezione di un intervento militare terrestre.

http://italian.irib.ir/notizie/mondo/item/95965-libia-forze-gb-guidano-la-caccia-a-gheddafi
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Dalla no fly zone all'impiego di forze terrestei!
Quanto vale una risoluzione Onu? Come la carta da cesso.Luogo peraltro appropriato a questa organizzazione di ipocriti patentati.
Le SAS sono in Libia dall'inizio del conflitto e guidano da sempre le milizie degli straccioni golpisti.
Si sono anche travestiti,questi buffoni!
Chissà perchè lo ammettono solo ora!
Ma nessun media ufficiale dice nulla su questo scempio di ogni regola del diritto intenazionale e della stessa ipocrita risoluzione.
Non é un intervento militare terrestre? Per i buffoni ONU e per tutti gli aggressori,si vede che le SAS sono degli innocenti boys scouts al campeggio estivo.

venerdì 26 agosto 2011

LIBIA - BASTARDI NATO !

LA MACELLERIA UMANITARIA DELL’INVASIONE DELLA NATO IN LIBIA

Le agenzie e le catene mediatiche internazionali che hanno decretato la "caduta" prematura del presidente libico sono concordi nell’apprezzamento. Tripoli, la capitale della Libia, vive uno stato di anarchia e di "guerra civile".
Nessuno controlla e le uniche certezze sono il caos e l'incertezza.
In questo scenario si adombra la possibilità che i "bombardamenti umanitari" del NATO – da leggersi come la distruzione della Libia e massacro di decine di migliaia di civili durante cinque mesi - si trasformino in una"invasione terrestre umanitaria" per controllare il petrolio e per rendere governabile il Paese.
La capitale della Libia è simile a una vera macelleria umana, è tutto un caos, anarchia, incertezza, e senza punti precisi delle posizioni nemiche.
Si parla di una guerra urbana sanguinosa e senza parametri, con esecuzioni, torture e "battute di caccia" notturne delle fazioni alleati civili, tanto del governo quanto dei mercenari. Gli ospedali sono collassati per i feriti e mutilati che non riescono a essere curati.

I morti, come era già avvenuto in Iraq, rimangono ore nel mezzo delle strade senza essere raccolti. Non c'è quasi più elettricità, non ci sono servizi essenziali, l'attività economica è paralizzata e si prevede una catastrofe alimentaria. Le cifre dei morti e dei feriti nelle ultime 72 ore arrivano a migliaia, alcuni parlano di tremila morti e altri del doppio.
La confusione e la manipolazione mediatica per favorire gli invasori hanno toccato livelli impensabili. Quello che sembrava una "passeggiata" per la coalizione imperialista USA-NATO che ha formato e coordinato i gruppi mercenari golpisti, si è complicata, finendo a brandelli.
Gheddafi, con una mossa tattica, si è trasformato in un "fantasma" che è ovunque e in nessun luogo. Con quello che rimane in piedi della sua linea di comando, il leader libico ha concentrato la sua logistica e le sue truppe nei punti più forti.
Con truppe, carri armati e batterie che sembravano emergere dalle cantine, quello che rimane dell'esercito del presidente libico ha bombardato e attaccato questo mercoledì i gruppi mercenari in varie zone di Tripoli.
La realtà, descritta parzialmente dai corrispondenti stranieri, manda all'aria il supposto controllo attribuito alle forze dei ribelli presenti nella capitale della Libia.
Quello che era prima un nemico "visibile", Gheddafi ed il suo esercito, ora si è trasformato in un nemico "invisibile" che attacca e si dilegua.
Parallelamente, un’azione di guerra asimmetrica, realizzata dalla popolazione leale, realizza imboscate, attentati e azioni di guerriglia urbana contro i gruppi mercenari e i comandi e gli ufficiali delle forze speciali e di intelligence di Stati Uniti, Regno Unito e Israele, che progettano e coordinano le iniziative di presa e di controllo di Tripoli.
In ventiquattro ore, dopo della presa del bunker presidenziale da parte dei ribelli, l’atmosfera, tra i capi dei mercenari e i leader delle potenze invasore, è passata dall'euforia trionfalistica all'incertezza.
Analisti europei e statunitensi parlano già di una "trappola" per gli invasori.
Parallelamente, la stampa internazionale, spina dorsale dell’"informazione" della coalizione USA-UE, chiede quasi apertamente che gli USA e la NATO schierino le sue truppe direttamente in Libia.
Dal martedì, i commentatori e gli analisti di alcune emittenti come la CNN hanno auspicato un"intervento internazionale" per evitare che la Libia cada nel caos dei "gruppi fondamentalisti" che integrano il comando "ribelle" del CNT.
La percezione presente nei comandi imperialistici degli Stati Uniti e dell’Europa è che le schiere dei "ribelli" sono quasi un mosaico delinquenziale di gruppi mercenari fondamentalisti di varia estrazione, che una volta al potere lottano tra sé per la spartizione del bottino di guerra.
Questo è il punto centrale che oscura e rende impraticabile la strategia di conquista della Libia senza sacrificio di soldati e senza un costo politico per le potenze della coalizione USA-NATO.

da- http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=8865&mode=thread&order=0&thold=0

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Questo é il risultato di una guerra criminale,giustificata solo dalla volontà di impossessarsi delle ricchezze di un Paese e dall'avidità di un sistema che ormai non ha più nulla a che fare con la democrazia,ma assume sempre più il volto di una tirannia insopportabile ed oppressiva verso i popoli e che raggiungere i propri scopi delinquenziali non esita a seminare morte.
Un sistema che si basa sulle menzogne più sfacciate e vili,coadiuvato in quest'opera di mistificazione da un'apparato mediatico totalmente asservito a queste menzogne e che viene meno alla più semplice deontologia.

LIBIA - FALSO DELLA BBC





Incredibile! Immagini in diretta da Tripoli (notare in alto "live Tripoli) e si vedono bandiere dell'India e indiani!
Ormai con queste bufale siamo al ridicolo.

LIBIA - SACCHEGGIO "UMANITARIO"

gli ipocriti di turno
Gli amici di ieri e di domani: la corsa al petrolio della Libia


Gheddafi non è stato ancora deposto e già è cominciato l' "affaire", quello grosso, che richiede l'intervento degli specialisti e dei superanalisti.
Quelli come Luttwak che spiega con le mappe e il plastico, quelli che sino ad oggi non ne hanno azzeccata neanche una, ma sono super pagati dalla "Ditta", l'Agenzia di Informazione e Sicurezza.
E' una storia che si ripete, con i soldati che presidiano le raffinerie, i ribelli che sono vittime del regime e il dittatore che tiranneggia il suo popolo: oggi ci sono i Lealisti di Gheddafi, anni fa avevamo gli ultranazionalisti serbi. Insomma ogni guerra se la studiano bene per fare i loro 'impicci e imbrogli'.
Poi ci sono i giornalisti, come quelli italiani che vengono derubati e poi sequestrati, ma stranamente riescono a chiamare a casa per dire che stanno bene e li hanno messi al sicuro, ma restano sempre in ostaggio.
Qualcosa non torna, anche perchè 'ovviamente' i sequestratori sono i soldati di Gheddafi e non i mercenari di Bengasi, che maltrattano questi eroici 'inviati di guerra'.
In realtà sono solo delle pedine della macchina mediatica che si è mossa per portare al mondo il messaggio del "nemico della democrazia".
Per far questo si sono mossi giornalisti e producer internazionali, quelli che si bazzicano i ministeri della difesa e le agenzie di stampa, che mandano così i loro fiduciari. Ex agenti ripudiati dalla Ditta, oppure agenti pizzicati a fare il doppio gioco, truffe o anche rapine. In quegli alberghi succede di tutto, prostituzione minorile, droga e alcool a non finire, traffici e affari meschini. C'è chi si fa rubare le telecamere e chi si vende le telefonate, chi si fa rapinare, e poi fatture su fatture, vari business per pareggiare i debito di gioco.
Questo è il sottobosco della macchina della guerra, in cui i media sono più importanti degli stessi eserciti.
In Libia hanno toccato livelli spettacolari, trasmettendo un film pseudo-realistico tanto per creare confusione tra il mondo arabo e quello occidentale, che deve essere convinto che bisogna combattere un altro "nemico della democrazia.
Assatanati si sono gettati su Tripoli come non mai, messi alle strette dal FMI e dallo spettro del default.
Così di punto in bianco si sono mosse Inghilterra e Francia, entrambe ostaggio di un fallimento di fatto mai dichiarato, che vanno poi in giro a fare lezioni di finanza vantando il loro 'illustre esempio' di economia forte, quando poi stanno peggio di tutti.
Contemporaneamente si muove L'Aja, un aggregato di falsi giudici, tra travestiti e scarsi attori a pagamento. Eppure, se facciamo un passo indietro, non si può negare che Gheddafi veniva accolto con tutti gli onori di Stato da ogni Governo Occidentale, in Italia e in Francia ha anche montato la sua tenda, con tanto di cavalli ed amazzoni. D'altro canto, l'ENI doveva tutelare i suoi interessi, mentre la Areva voleva costruire una centrale nucleare nel deserto.
Chissà perchè, tutto d'un colpo il Rais è impazzito e ha cominciato 'a sparare sulla folla'. O almeno questo è quello che ci hanno raccontato...
Infatti, mentre i soldi nelle casse francesi e britanniche finivano e le pressioni dell'effetto domino della crisi finanziaria si facevano sentire, cominciavano i primi scontri nel Nord Africa. Obiettivo nevralgico della 'primavera araba' era proprio scatenare la rivolta in Libia, le cui avvisaglie si erano percepite nelle speculazioni sul caso di Nouri Mesmari, capo del protocollo di Gheddafi, che fugge in Francia e collabora con i servizi segreti francesi per inscenare la rivolta di Bengasi.
Questa città infatti costituisce la leva vincente per ribaltare il Colonnello e rimettere in discussione tutti i contratti energetici sottoscritti dalla Libia, che vedono l'Italia come grande partner di Tripoli.
Nel capoluogo della Cirenaica ha sede infatti la Arabian Gulf Oil Company (Agoco), creata dalla National Oil Corporation (NOC), ma controllata da diversi mesi dall'opposizione. Essa sarà la prima a riprendere la produzione nelle prossime tre settimane, sfruttando così i giacimenti di Sarir e Mesle. L'Agoco dispone di otto pozzi di petrolio, di un terminal petrolifero e due raffinerie a Tobruk e Sarir, e aspira a divenire la compagnia petrolifera nazionale.
Allo stato attuale, è la NOC a controllare il 50% della produzione nazionale, e nessuna azienda straniera può entrare sul suolo libico e intraprendere una qualsiasi attività petrolifera senza creare una filiale in cui la NOC detenga una quota di maggioranza attraverso una controllata, come ad esempio la Agoco.
Quindi il primo passo è stato quello di decentrare il controllo dei pozzi petroliferi da Tripoli a Bengasi, per poi riaprire nella Cirenaica i tavoli dei negoziati con il Consiglio nazionale di transizione (CNT).
Non a caso il Presidente del CNT, Mahmoud Jibril, è atteso in Europa per un tour destinato a 'raccogliere' sostegni al governo dei ribelli. Stranamente è atteso già domani a Roma, per incontrare il CEO ENI, Paolo Scaroni, e lo stesso Silvio Berlusconi, mentre in Francia sarà il prossimo 1° Settembre per partecipare alla Conferenza “Friends of Libya”. Forse sarebbe meglio dire "amici del petrolio della Libia".

Se prima della guerra i principali clienti per il greggio libico erano Italia (28%), Francia (15%), Cina (11%), Germania (10%) e Spagna (10%), dopo la situazione sarà completamente diversa. Francia (la prima a riconoscere Bengasi), Regno Unito e Stati Uniti si lanciano per raccogliere i dividendi economici dei loro sforzi militari. Sarkozy ha già detto che vuole il 35% dei nuovi contratti petroliferi. L'emiro del Qatar, che ha fornito supporto militare e - noi diremmo - mediatico, non è stato dimenticato e avrà per la Qatar Petroleum un accordo commerciale preferenziale per la distribuzione del petrolio. L'olandese Vitol sarà ripagata per per aver assicurato le prime esportazioni di petrolio nel pieno della controversa guerra civile rimpinguando le casse del CNT già nell'aprile del 2011. Poi c'è la Germania, e infine l'Italia. Gli Stati Uniti, che al momento comprano solo il 3% del petrolio libico, sperano in una nuova cooperazione, ma non è da escludere che sarà proprio il Qatar la sua piattaforma commerciale. Per quanto riguarda Cina, Russia e Brasile, si vocifera che perderanno molto terreno, salvo concessioni di Bengasi e spiragli garantiti per vie traverse. Da questo punto di vista, Gazprom potrà sempre contare sull'Italia, visto che è riuscita ad entrare in Libia con l'operazione del giacimento Elephant poco prima dello scoppio del caos.
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Credo che l'Italia conterà assai poco in questa spartizione del saccheggio "umanitaerio"
Questa guerra libica resterà nella Storia come la più grande truffa perpetrata ai danni di uno stato sovrano e come l'intervento artatamente "umanitario" sia costato migliai di morti,civili compresi, che resteranno sulla coscienza dei criminali Nato e di quel servo rinnegato del Qatar.
Certo, poca cosa per lor signori e i pagliacci dell'ONU.

Resterà altresì nella Storia la vergognosa disinformazione e manipolazione dei fatti operate da quasi tutti i media compiacenti,se non addirittura venduti,e privi di ogni deontologia professionale.

(george)

mercoledì 24 agosto 2011

LIBIA - NOTIZIE DELLA CRICCA


- Continua la campagna mediatica di informazione taroccata sulla guerra libica.
Protagonista stavolta  il TG1 delle 20,30,dove si inneggia all'eroismo dei ribelli con in mano bandiere Usa...e questo già la dice lunga sulla "democrazia" che attende il popolo libico,e il suo eventuale governo fantoccio impersonato da ex amici del Rais,corresponsabili in toto della sua politica e ora servi dei petrolieri,nonchè traditori.
Mezze figure patetiche che non potranno far altro che svendere il Paese agli imperialisti.
Presi dall'entusiasmo,i nostri mezzibusti televisivi non si rendono nemmeno conto di ammettere la presenza di truppe di terra occidentali che guidavano i golpisti nell'assalto a Tripoli.
Cosa sempre negata dalla Nato e ora amessa dalla CNN.Un'altra ennesima bugia che già avevamo da tempo denunciato e in aperta violazione alla patetica risoluzione Onu,un organismo da smantellare al più presto,una finzione che copre gli interessi più miserevoli.

- Apprendiamo di una taglia di un milione e mezzo di dollari su Gheddafi vivo o morto,mentre bisognerebbe mettere una taglia di un euro sui criminali della Nato,che tanto valgono per l'ipocrisia e le menzogne di cui si son resi protagonisti.Vivi,naturalmente,per esporli agli sputi sulla piazza del mercato.

- Parlano di morti,ma dimenticano di dire che gli unici responsabili di tutta la carneficina libica sono quei pezzenti dell'Onu,gli Usa,e i megalomani criminali  francesi e inglesi della Nato.Lasciamo stare gli italiani,franza o spagna,purche se magna,questo é il loro motto da mendicanti.

- Annunciano che i giornalisti sono stati liberati.Per alcuni di loro,semplici spie degli aggressori non proviamo nessuna gioia,anzi ci rammarichiamo...

- La battaglia continua a Tripoli e in altre zone,ma probabilmente son solo gli ultimi fuochi...ma non tanto della guerra,quanto della democrazia,su cui é meglio mettere una pietra tombale,soffocata,umiliata e defunta sotto un cumulo di menzogne e in nome di luridi interessi di bottega.
Dopo questa guerra,agli squallidi politici e pennivendoli,incuranti di ogni deontologia,che venissero a sostenere qualsiasi cosa in nome di questa vilipesa democrazia,l'unica cosa da fare é sputar loro in faccia.

anche - http://mercatoliberotestimonianze.blogspot.com/

LIBIA - CORRADINO MINEO E IL GIORNALISMO SPAZZATURA -

Lettera a Corradino Mineo

Guerra di Libia: anche Rainews 24 ha diffuso le bugie di guerra
In queste settimane e in queste ore potremmo conteggiare tutte le bugie di guerra che sono state diffuse. Decine e decine. Sarebbe stato un onore per voi non diffonderne neppure una avvertendo il telespettatore qual era la fonte, se era indipendente o di parte e se era stata verificata da voi oppure no. E invece...
22 agosto 2011 - Alessandro Marescotti (presidente di PeaceLink)

Caro Corradino Mineo, cari amici di Rainews,

oggi ho seguito con grande sorpresa e profondo sgomento il servizio di mezz'ora mandato oggi in onda su Rainews 24 dalle 13.30 alle 14. E' stato un servizio non di informazione ma di manipolazione dell'informazione. Una cosa deprimente per la professionalità per la quale invece vi ho sempre apprezzato e considerato preziosi nel disastrato panorama informativo nazionale.
Su Rainews poco fa è stato infatti
- nascosto il ruolo dei bombardamenti della Nato (presentando i ribelli che liberavano la Libia da soli e  festanti, per acclamazione popolare);
- alterato il senso della rosoluzione n.1973 dell'Onu che non prevedeva l'appoggio militare della Nato agli insorti (come è stato detto);
- mai citato l'attacco della Nato alla TV libica, per la quale ha protestato l'Unesco (almeno quello lo potevate dire...); Tv libica bombardata dalla Nato,
Fonte: http://www.julienews.it/notizia/dal-mondo/libia-nuovi-raid--bombardata-la-sede-della-tv-di-stato/79055_dal-mondo_1_1.html
- taciuto il massacro in corso a Tripoli (non vi interessa il conteggio dei morti adesso o la vittoria non deve avere prezzo?), mostrando solo folle festanti (senza chiedersi se in questo momento non sia proprio il caso di applicare il cessate il fuoco previsto dalla risoluzione Onu);
- presentato prevalentemente il punto di vista filo-Nato, lasciando alle immagini di Chavez (la foglia di fico per poi dire che si è stati pluralisti!) un'esigua quantità di tempo per poi ritornare a sottotitolazioni che non avevano valore informativo ma eminentemente persuasivo e che erano agganciate proprio allo scopo di "ridicolizzare" Chavez.
Ma soprattutto non è stato detto quali sono le fonti informative attendibili, le VOSTRE fonti; dato che i giornalisti a Tripoli sono asseragliati nei sotterranei degli hotel chi è che da le notizie, chi le filtra e chi le verifica?
E' fin troppo facile: la Nato.
Escluderei che i ribelli sappiano manipolare l'informazione così bene.
Il compito di un giornalista è quello di avvisare circa il potere di manipolazione dell'informazione.
Come nel De Bello Gallico la fonte era Cesare, adesso l'unico mass media in grado di controllare e filtrare le notizie, fino a intossicare le vostre, è il vincitore. Perché nessuno in TV spiega come mai Aljazeera ha talmente manipolato le informazioni nel caso libico, fino a diventare una fonte inattendibile per chi si occupa di informazione in modo professionale?

In queste settimane e in queste ore potremmo conteggiare tutte le bugie di guerra che sono state diffuse. Decine e decine. Sarebbe un facile esercizio conteggiarle una per una anche per uno studente appena iscritto ad una scuola di giornalismo. Sarebbe stato un onore per voi non diffonderne neppure una avvertendo il telespettatore - con una scritta in sovraimpressione così come fece la Cnn durante la prima Guerra del Golfo - qual era la fonte, se era indipendente o di parte e se era stata verificata da voi oppure no.
Quando un'informazione non è verificata dovrebbe essere un dovere avvisare il telespettatore.
Come si può verificare un'informazione non verificabile?
Avete purtroppo offerto un servizio "come gli altri", inquinato dalle bugie di guerra (e lo sapevate!). Avete servito la propaganda di guerra che ha lo scopo di creare un consenso dell'opinione pubblica attorno alla guerra stessa.
Spetta alla Nato convincere l'opinione pubblica che una guerra iniziata per rompere un assedio ed evitare un bagno di sangue (così almeno si è detto) sia giusto concluderla con un altro assedio e con un altro bagno di sangue.  E' un'impresa ardua e i comunicatori della Nato ci lavorano con indubbia professionalità.
Ma perché lo deve fare anche Rainews sfruttando una credibilità che molti reputano al di sopra di ogni sospetto?
La VOSTRA professionalità e la vostra missione dovrebbe essere quella di instillare il dubbio, di creare il pluralismo, di consentire al telespettatore di formarsi un'opinione il più possibile autonoma, presentando un'informazione che non sia già addomesticata e degradata al rango di bugia di guerra.
Perché - va detto chiaramente - il mondo con cui Rainews ha presentato poco fa la Risoluzione Onu n.1973 è pura bugia di guerra. Quelle della Nato non sono operazioni avviate in base ad un mandato ricevuto dalle Nazioni Unite
Questa è una guerra che ha non ha eseguito ma che violato la risoluzione Onu che chiedeva il cessate in fuoco: non è onesto il modo con cui Rainews ha deformato l'informazione.
L'informazione è sacra. L'informazione è l'ossigeno della nostra mente, è la base della nostra rappresentazione del mondo, è il parametro di verifica delle nostre opinioni.
Quando abbiamo deformato l'informazione abbiamo compromesso la possibilità di capire il mondo.
Addomesticare l'informazione significa trattare il pubblico come una platea di infanti a cui si racconta la storiella.
Quando Kant si chiese cosa fosse l'Illuminismo, affermò che l'illuminismo è l'uscita dell'uomo dallo stato di minorità e che la minorità è l'incapacità di servirsi del proprio intelletto senza la guida di un altro.

La missione di un buon giornalismo è quella di far uscire il cittadino dallo stato di minorità, offrendo il confronto di diversi punti di vista e lasciando al cittadino la scelta finale: farsi una propria opinione sulla guerra.
Queste erano le cose che volevo dirvi e ve le ho dette, con profonda tristezza.

Alessandro Marescotti
Presidente di PeaceLink
http://www.peacelink.it/mediawatch/a/34545.html

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Note: Cliccate su http://www.rainews24.rai.it/it/news.php?newsid=155768 e troverete frasi come questa:

"Tutti sperano che la Nato entri presto in azione e "rada al suolo" il compound. Non perche' forse Gheddafi e' ancora li' - i ribelli sono convinti che il Rais abbia lasciato Tripoli - ma perche' segnerebbe davvero la fine di un regime senza anima".

E' un articolo non firmato che riporta informazioni prive di fonte e valutazioni prive di autore. Non è certo il massimo della scorrettezza giornalistica e non è certamente ciò che ci si attende da Rainews 24.
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Il buon Marescotti nelle sue giuste proteste é anche un inguaribile ingenuo,quando pensa che Rainews24 faccia vero giornalismo.Da sempre schierato e fazioso,il suo direttore Mineo non é che uno tra i tanti servi pennivendoli che ammorbano il panorama italiano.
In occasione dell'aggressione alla Libia,si é prontamente allineato alle posizioni guerrafondaie del Colle (che ora dopo tante esternazioni da Settimo Cavalleria,tace..) e di tutta la sinistra capitalista-atlantica di cui é sempre stato il megafono acritico.E' sullo stesso piano di quelli che sempre stigmatizza in altre occasioni,i Frattini,i La Russa...a dimostrazione ulteriore del generale squallore politico e giornalistico di cui siamo testimoni.
Di questo giornalismo spazzatura non sappiamo che farcene

(george)

LIBIA - I VERI CRIMINALI

Notizie sempre più contrastanti giungono da Tripoli. Tutti i media occidentali continuano ad annunciare la caduta di Tripoli per mano dei ribelli, nel tentativo di far passare l'ennesima aggressione NATO di uno Stato come una guerra civile voluta dal popolo. In realtà è in atto un vero e proprio bombardamento degli aerei NATO, che fanno strada alla schiera di ribelli che calpestano edifici e strade già distrutti dalle bombe. Molti di loro non sanno neanche sparare, sono giovani ed inesperti, vestiti con le magliette della Nike e della Total, veri e propri testimonial di una guerra per il petrolio delle lobbies franco-anglo-americane. Le immagini di rivoluzione e di 'conquista' di Tripoli sono il frutto di un spettacolo mediatico orchestrato ad arte, che vuole mostrare l'abbattimento dei simboli del regime o l'invasione della piazza dei lunghi monologhi di Gheddafi. In questo modo, si evita di mostrare le immagini dei bombardamenti della città e dei civili, mentre ormai Tripoli sta cadendo in una crisi umanitaria.

La battaglia dei ribelli per la conquista di Tripoli è solo una farsa, mentre sono veri i bombardamenti della Nato che il 21 agosto hanno ucciso più di 1.300 persone e ne hanno ferite oltre 5000, riempiendo in poche ore gli ospedali della città.
 
Le menzogne ​​e la propaganda dei media continuano a sprofondare nelle loro bugie, per nascondere il genocidio perpetuato dalla NATO in Libia. Dei veri e propri crimini contro l'umanità per i quali l'Alleanza Atlantica dovrebbe risponderne dinanzi alla Nazioni Unite, avendo violato senza alcuna vergogna una risoluzione che imponeva solo una no-fly zone.
 
Da un embargo siamo passati ad un assedio, per il quale la Libia forse non avrà mai giustizia. Il popolo libico chiede una reazione dell'Europa, che resta in silenzio, ormai schiavizzata dall'egoismo e dai rincari del petrolio, rendendosi così complice di un crimine di cui dovranno pagare il caro prezzo.
 
Questa guerra dovrebbero invece pagarla i petrolieri, in quanto nei loro interessi si sono alzati gli aerei della NATO.
 
Oggi chiamano Gheddafi 'dittatore' , ma sino ad ieri i capitali libici hanno inondato le casse di tante società. Unicredit, Impregilo, Generali, ENI, Finmeccanica, Fiat e Juventus hanno sempre incassato da Tripoli: allora era un tiranno o no? C'è da aspettarsi che il prossimo eclatante annuncio dei media della NATO sarà quello della morte di Gheddafi e della ricostruzione del Governo di Tripoli da parte dei ribelli. Un grande colpo che darà a Sarkozy la vittoria alle elezioni.  
    - http://infotricksblog.blogspot.com/2011/08/bombe-su-tripoli-ribelli-conquistano-le.html?spref=fb

martedì 23 agosto 2011

LIBIA - THIERRY MEYSSAN DA TRIPOLI - NOTIZIE

scritto da Gianluca Freda
Blogghete


Anche i frangenti più tragici hanno delle sfumature di grottesco. In questo video, Thierry Meyssan cerca di spiegare all’allibito anchorman di Russia Today che lui e i suoi colleghi giornalisti indipendenti, assediati dai cecchini nell’Hotel Rixos a Tripoli e protetti (per adesso) soltanto dalla buona volontà di alcuni volontari libici armati, sono stati minacciati di morte da alcuni “colleghi giornalisti” della CNN, che sono in realtà uomini della CIA e dell’MI6 in incognito.
I servizi segreti americani e inglesi non vogliono che si sappia della carneficina che gli aerei NATO stanno compiendo a Tripoli, né che si scopra che i famosi “ribelli” in realtà non esistono, che sono una semplice e sanguinaria messinscena.
Si tratta di semplici bande di stupratori, tagliagole e saccheggiatori utilizzati dalla NATO sia come diversivo per tenere impegnate le truppe lealiste sul terreno, sia come pretesto per continuare a giustificare i propri massacri con la schifosa foglia di fico della “ribellione al dittatore”.
Gli uomini della CIA non vogliono che si sappia in giro e hanno minacciato di morte tutti i giornalisti presenti al Rixos: non solo Meyssan, ma anche Mahdi Nazemroaya, Lizzie Phelan e altri. Franklin Lamb si è già preso una pallottola in un gamba ad opera di un cecchino, perché impari a tenere a freno la lingua.
Il conduttore di Russia Today non riesce a capacitarsi, non riesce a trovare la logica di ciò che Thierry Meyssan sta dicendo e a un certo punto domanda sbigottito: “Ma se avete vicino a voi degli americani e degli uomini della CIA, allora perché siete così spaventati?”.
Thierry fa una pausa di silenzio (me lo immagino mentre alza gli occhi al cielo), poi esclama: “Ahem… beh… non posso spiegarle tutti i dettagli adesso…”.

Thierry chiarisce anche il mistero delle famose “marce” dei ribelli verso questa o quella città.
In realtà i cosiddetti “ribelli” , in molti casi, non marciano per niente.
Vengono trasportati sulla costa dalle navi oppure arrivano sulle strade con la copertura degli elicotteri Apache, i quali, durante queste operazioni, sparano contro qualunque cosa si muova. Gli elicotteri aprono la strada, dopodiché ai “ribelli” non resta che fare il loro lavoro, che è quello di mettere le città a ferro e fuoco, stuprando, saccheggiando e uccidendo.
Thierry Meyssan e i suoi colleghi isolati al Rixos stanno rischiando letteralmente la vita per portarci qualche scampolo d’informazione vera da una guerra su cui i nostri media hanno raccontato soltanto menzogne. Mi pento di tutte le volte in cui ho dichiarato che il giornalismo autentico era morto e sepolto. Invece è ancora vivo e vegeto e almeno questa, in mezzo a questo fiume di abominio, è una splendida notizia.

da http://www.oltrelacoltre.com/?p=10868

P.s. -  Youtube ha bloccato il video per l'Italia, con motivazioni risibili di copyright (è un servizio di Russia Today !!!)
Potete vederlo tradotto su   https://www.facebook.com/stavrogin2?sk=wall#!/groups/machno - Thierry Meyssan da Tripoli

Da vedere anche qui,la fiction dei media...http://www.megachipdue.info/tematiche/guerra-e-verita/6661-nebbia-di-guerra.html

LIBIA - MEDIA BUFALARI,SAIF LIBERO

Le forze fedeli al rais stanno ingaggiando pesanti scontri a fuoco con gli insorti che circondano l’edificio e in tutta l’area limitrofa, compresa quella dell’Hotel Rixos, dove risiedono i giornalisti stranieri.
Lo stesso hotel dove questa notte era ricomparso Saif al Islam, uno dei figli di Muammar Gheddafi di cui ieri i ribelli e la Corte penale internazionale avevano annunciato l'arresto, e che invece è libero e in ottime condizioni.
Che sia riuscito a sfuggire ai ribelli o non sia mai stato catturato resta un mistero. Il Cnt, il Comitato di transizione, ribadisce di averlo catturato ma poi, non si sa come, è riuscito a fuggire.
Saif, in un primo momento, ha incontrato tre giornalisti nella residenza bunker di Bab al Aziziya. Le immagini diffuse dalla Bbc ce lo fanno vedere sorridente mentre stringe la mano a decine di persone. Braccia al cielo in segno di vittoria appare in buone condizioni e molto tranquillo. Poi si è recato all’Hotel Rixos, eletto a quartier generale da tutta la stampa estera presente nella Capitale. “Tripoli è sotto il nostro controllo. Il mondo lo sappia. Tutto va bene a Tripoli – tuona - Abbiamo spezzato la schiena ai ribelli”.

Poi fa sapere che suo padre non ha mai abbandonato la Capitale e che dal suo rifugio sta guidando la battaglia. '”Avete visto come il popolo libico si è sollevato per contrastare l'arrivo degli insorti? – ha continuato - L'Occidente dispone di alte tecnologie che hanno disturbato le comunicazioni e ha inviato messaggi falsi al popolo libico sulla caduta del regime. E' una guerra tecnologica e mediatica per provocare caos e terrore in Libia ma io sono qui per confutare tutte le menzogne”.

La ricomparsa del secondogenito del rais è stato sicuramente un brutto colpo per il procuratore della Corte penale internazionale, Moreno Ocampo, che ieri aveva annunciato ufficialmente la cattura di Saif al Islam, augurandosi in tempi brevi la sua estradizione al tribunale dell’Aja dove lo attende un processo per ‘crimini contro l’umanità’.
Anche l’altro figlio di Gheddafi, Mohammad, non si troverebbe più nelle mani degli insorti. Sarebbe stato liberato dai ‘lealisti’, ma non ci sono conferme.

- http://www.tg3.rai.it/dl/tg3/focus/articoli/ContentItem-c316b816-6ffd-463f-abf4-cf305a13fb49.html

- http://www.corriere.it/esteri/11_agosto_23/saif-libia-tripoli_2774edca-cd5b-11e0-8914-d32bd7027ea8.shtml

- https://www.facebook.com/stavrogin2?sk=wall#!/groups/machno/
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Continua la serie di bufale che giornalmente vengono spacciate da media sempre più inattendibili.
Una collezione di figuracce mai viste.

La Corte penale internazionale e il suo presidentucolo,premio gaffeur....

Frattini,La Russa: " Si arrenda il Rais,per evitare spargimenti di sangue al suo popolo".
Cari ministri,sono mesi che praticate lo spargimento di sangue insieme ad Onu,Nato,Francia,Usa e Gran Bretagna.

lunedì 22 agosto 2011

LIBIA - ALBUM DEI RICORDI


I campioni del diritto e della democrazia  che strapazzavano il feroce dittatore in nome dei diritti umanitari.


DE PROFUNDIS !

LIBIA - L'ULTIMA VERGOGNA

Dopo mesi di bombardamenti e civili ammazzati gli aggressori della Nato hanno raggiunto il loro obiettivo umanitario: arraffare il petrolio libico.
I loro sguatteri golpisti invece non hanno raggiunto nulla,perchè presto verra loro presentato il conto dai veri padroni,che non han certo gettato migliaia di bombe per la democrazia e altre baggianate del genere.
Si dovranno accontentare di diventar i fantocci delle compagnie petrolifere .

Lo spettacolo più squallido l'hanno ancora una volta mostrato i media di regime,a cominciare dal TG1 dove ieri sera i badogliani Frattini e Crosetto (sottosegretario) esultavano per il contributo dato dall'Italia dell'8 settembre all'aggressione imperialista,sperando di ottenere un posto in prima fila nella divisione del  bottino,.mentre andrà ancora bene se riusciranno a spazzolarne qualche briciola.
Più cauta,ma sempre sulla stessa lunghezza d'onda,Stefania Craxi (il padre si rivolterà nella tomba).

Ma la vergogna più grande é toccata alla lunga diretta su Sky,condotta da un euforico Alessio Viola,che commentava in toni trionfalistici sempre le stesse due immagini,quasi fosse pure lui nelle strade di Tripoli a festeggiare..
Naturalmente senza mai tirare in ballo la Nato,ma magnificando il coraggio degli "eroici" golpisti.
Si capiva bene da che parte stava,come peraltro ha sempre dimostrato,anche se la parzialità é sempre stata furbescamente ben dissimulata.D'altronde,il padrone é Murdoch....
E' arrivato a far paragoni col bunker di Berlino,ad accomunare la sorte di Gheddafi a quella di Hitler,dimenticandosi che i criminali della Nato e i loro burattini non erano certo i liberatori del generale Patton e dell'Armata Rossa e che il rais non aveva scatenato nessuna guerra, ma si era difeso contro mezzo mondo di guerrafondai e i loro ascari,media come Sky compresi

Poi é arrivato a dar accorate lezioni di democrazia e sulla vigliaccheria di Gheddafi,il ridicolo ambasciatore libico dei golpisti in Italia,un certo Gaddur,altro voltagabbana tra i tanti.Parla di vigliaccheria del Rais,lui che dopo esser stato per trentanni al suo fianco se n'è fuggito ai primi avvisi di scontri.Alla faccia ....!!

Ma l'acme dell'entusiasmo é stato raggiunto alla falsa notizia dell'arresto di Gheddafi,spacciata dal Tribunale Internazionale,confermata da Al Jazeera,Al Arabya e subito bevuta trionfalmente dal nostro Viola,salvo poi arrampicarsi deluso sugli specchi per giustificare la bufala.
L'unico,pur schierato,che imvitava l'incontenibile commentatore alla cautela, era un giornalista della Stampa.

Al momento in cui scriviamo,i golpisti controllano Tripoli,eccetto il bunker del Rais,mentre si ignora la sorte di Gheddafi.
Fatto singolare,pare che l'improvvisa azione decisiva provenga in maggior parte dall'Ovest del Paese,mentre gli eroici golpisti bengasini son ancora fermi , lontano dalla capitale.

Comunque sia,é ormai certo che il golpe é riuscito,e con esso il saccheggio e la destabilizzazione del paese con una criminale guerra di aggressione a perenne ludibrio dell'Occidente.Mai come in questa occasione si é vista all'opera tanta ipocrisia e sprezzo della democrazia,la stessa che fraudolentemente si vorrebbe imporre ad altri con le armi come pretesto di rapina e sottomissione.
Un altro Paese a cui é stata confiscata la sovranità in nome di fantomatici diritti umani,cavallo d troia per ogni nefandezza.
Non si può tacere inoltre il comportamento ambiguo di Cina e Russia ,che avrebbero potuto bloccare l'aggressione ponendo il veto alla altrettanto ambigua risoluzione Onu.

Ma spesso il dopo riserva sorprese amare,come già si é visto in Iraq ed Egitto,e in Libia non mancheranno certo,data la sua particolare situazione tribale.
Nel frattempo i banditi della Nato hanno dichiarato che "continueranno a proteggere i civili" (sic!).
Abbiamo visto all'opera questa protezione....Buffoni...criminali!

vedi anche - http://infotricksblog.blogspot.com/2011/08/la-tragedia-di-tripoli-e-del.html?spref=fb

(george)
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ULTIME

- http://www.eurasia-rivista.org/i-giornalisti-thierry-meyssan-e-mahdi-darius-nazemroaya-minacciati-di-morte-a-tripoli/10765/

- http://rt.com/news/rebels-gaddafi-capital-tripoli-975/

venerdì 19 agosto 2011

SONO CAZZI....

Più volte avevamo preconizzato che il peggio doveva ancora venire,ora ne siamo all'inizio.
Dopo le sciagurate uscite parigine del duo Heidi-Hulot,i Gianni e Pinotto franco-tedeschi di Eurodisneyland (che con il loro aperto diniego a concedere fondi di sviluppo ai paesi non in ordine coi conti e altre fesserie aggiunte,in pratica hanno decretato la fine dell'euro),ci tocca sentire Obamba dire che non siamo alla recessione.
Ha ragione,é solo l'antipasto presto seguito dall'intero amaro boccone della bancarotta che nessuno sa o non vuole evitare..
E non perchè lo dice la Stanley Morgan (altro delinquente bancario che ha contribuito al collasso) o Standards &Poor (pateticamente e grottescamente messa sotto accusa ora che morde la mano del padrone dopo anni di fedeli leccamenti),ma perchè tutte le famose "locomotive della crescita" son ferme in stazione,ed é probabile che ci stiano ancora per molto.Nessuno sa come farle ripartire.
Pure i Cinesi hanno qualche problema con la locomotiva.
Dopo manovre di vario genere,inenarrabili cazzate di economisti incapaci o venduti,dopo lo scempio finanziario che nonostante la crisi del 2008 ancora continua,il risultato é che l'economia reale é in ginocchio: produzione ferma,consumi al palo,disoccupazione,impoverimento,stretta del credito e macelleria sociale.
Tutto questo,si chiama RECESSIONE,ditelo a quell'altro squallido pompiere del Bilderberg,Van Rompuy,che dice "non c'è recessione"! Forse per lui e gli altri banchettanti sulle disgrazie altrui.
Ma i banditi internazionali ,che oltre a furfanti son dei furbastri matricolati,la pensano diversamente e si vede nelle borse,non credono a queste comparse parolaie....sempre ammesso che non si stia svolgendo un calcolato gioco delle parti per affondare la baracca.
La pensano pure diversamente Chavez e i Cinesi che han rivoluto indietro l'oro per non restar col cerino in mano in vista del probabile fallimento.
L'altro dato che potrebbe peggiorar ancor più le cose,sarebbe che la Cina adottasse la fluttuazione dello yuan,per attirare tutti i capitali che fuggiranno da Eurodisneyland e Usa e affondare il dollaro come principale moneta di investimento e anche l'economia reale occidentale.Non può tirar troppo la corda,non conviene manco a lei un brusco strappo,.ma la tentazione di far ripartire con nuovi investimenti la macchina da guerra (momentaneamente al passo rispetto allo standard abituale) é forte....
Se ci fate caso,nonostante tutta questa catastrofe,i cambi euro-yuan-dollaro,praticamente ed inspiegabilmente per certi versi, non hanno subito grossi scompensi.Finora.
E Biden é volato a Pechino per scongiurare questo pericolo,mettendosi in ginocchio su tutta la linea,compresa la sciagurata approvazione della criminale pulizia etnica della Cina in Tibet.
E questo fa capire ,se ancora ce ne fosse bisogno,con che difensori della democrazia abbiamo a che fare.
Fanno rimpiangere i tiranni...

Una piccola nota a margine.
Spesso e giustamente magnifichiamo la saggezza,la pazienza,i grandi progressi dell'economia cinese e tutte le altre belle cose,ma forse ci dimentichiamo che é un paese ultracapitalista (seppur di Stato),con un tasso di miliardari simile agli Usa e un povero popolo delle campagne,che é un paese imperialista che se ne fotte dei diritti umani e che ha compiuto genocidi in Tibet.
Questo tanto per non portare il cervello all'ammasso e vedere le storture solo dove può far comodo.
Meglio non fidarsi e non far sconti a nessuno,per poi non doversi strappare i capelli dalla dabbenaggine...come spesso é accaduto...
Purtroppo l'impressione è sempre di essere vasi di coccio tra l'incudine e il martello.

vedi anche - http://informazionesenzafiltro.blogspot.com/2011/08/ecri-ecri-delle-mie-bramechi-e-piu-in.html#more

(george)

giovedì 18 agosto 2011

LIBIA TODAY - NOTIZIE

Da Eleonor en Libya: 18.08.2011


In primo luogo, è molto importante chiarire la realtà di questi ultimi giorni che è stato "amplificata" per far credere che c'è una grande intensificazione dell'azione dei ribelli.

Comunque mi informano da Tripoli che questa informazione è solo parziale e fa parte della strategia di disinformazione, con un obiettivo specifico.
Tripoli: adesso è estremamente tranquilla, i negozi aperti e gente che lavora come al solito.
Zawia: completamente calma e sotto il controllo del governo libico.
Sabrata e Surman: In queste aree ci sono stati scontri tra gruppi di 20 o 30 vetture di ribelli che cercavano di entrare in città, creare problemi mentre la NATO ha bombardato cosicchè l'esercito libico non poteva entrare, ma poi tutta la popolazione di Sabrata ha difeso la città con le proprie armi contro questi piccoli gruppi di mercenari della NATO che cercano di entrare nella città.
E 'molto importante capire che non è uno scontro di due eserciti, bensì di piccoli gruppi di auto che cercando di accedere alla città, creando molti problemi.
Come ho detto da Tripoli, i media hanno amplificato quello che è successo a Sabrata perché non hanno mai controllato assolutamente nulla a Sabrata, oltre a questi mercenari hanno un problema ulteriore che impedisce loro di controllare qualsiasi posto perché non hanno il sostegno della popolazione.
La maggior parte dei mercenari non sono nemmeno libici.

La strada tra Tunisi e Tripoli, mi dicono che rimane aperta, ma per una settimana o giù di lì non è al sicuro dalle incursioni dei mercenari che mirano alle automobili. Rimane una strada molto trafficata, ma le vetture destinate al traffico ordinario, per ora, si astengano per la propria sicurezza.
Bengasi: Le persone che stanno vivendo lì raccontano che ci sono due livelli di vita, ovvero il gruppo dei dirigenti "dei ribelli armati della NATO" che vivono in un gran lusso e il resto della popolazione, poiché le banche non hanno denaro, che non ha il gas. La gente comune si lamenta della corruzione dilagante e che non ha niente. I gruppi armati entrano nelle case di persone che si sospetta sostengano il governo libico e ne saccheggiano la casa. Ci sono scontri tra estremisti islamici e leader dei "ribelli armati".
All'interno della tribù Yunes vi sono molti problemi e incluso scontri tra di loro. Sembra che Abdul Jalil e i suoi sostenitori abbiano ucciso Yunis e vorrebbero uccidere anche Hafter perché hanno guadagnato un sacco di potere e per mantenerlo usano la loro armata di Al Qaeda.
Cioè, vi è una grande guerra tra coloro che l'Occidente considera il legittimo governo della Libia?.
E 'chiaro che per tutti i libici non sono altro che traditori male assortiti e grandi corrotti, guidati da interessi particolari.

Misratah. Dopo che il governo libico con l'esercito controllavo la città di Misratah, c'è stato un tentativo da parte della NATO di recuperarla.
La NATO ha inviato 300 mercenari via mare e aria utilizzando come entrata la città di Tawerga per cercare di recuperare Misratah. Son andati fino a Misratah gli elicotteri Apache, aerei della NATO e via mare con 300 mercenari. Tuttavia, la difesa dell'esercito libico è stato sufficiente a mantenere il controllo della città di Misratah.
Tawerga ha sofferto tanto perché la NATO ha usato la città per preparare l'attacco a Misratah.

Le montagne occidentali (montagne Nafusa). Quando si parla che ci sono mercenari vicino a Gharian vicino non significa che controllino il resto delle montagne, ma vanno emergendo piccoli gruppi di auto da altri luoghi che tentano di accedere a Gharian.
Intorno Ghari scontri si sono verificati tra i mercenari, l'esercito libico e i cittadini di Ghari in supporto dell'esercito.
Non si tratta di un fronte di guerra con eserciti, ma piccoli gruppi che appaiono improvvisamente in una strada.
Le parole di Gamal sono: "Non c'è un vero punto di forza dei ribelli e la gente è contro di loro non possono controllare la città perché non hanno nessun sostegno da parte degli abitanti dei villaggi."
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18 agosto 2011

CONTRO IL FALSO ANTISISTEMA

In Italia esiste una Società Civile in grado di opporsi, così come in qualsiasi altra democrazia occidentale, alla grave congiunzione di una serie di minacce sovranazionali: erosione dei diritti sociali, privatizzazioni selvagge, lobotomizzazione della cultura e dell’istruzione, disinformazione globale, isolamento dell’individuo civico, deriva morale, distruzione dell’am...biente e dittatura degli investitori internazionali.

Tale società civile é la nostra unica e sicuramente ultima speranza di salvare il Paese dalle sopraccitate entità e dalla devastazione sociale che ci hanno portato.

Essa avrebbe potuto studiare il vero nemico, capirne le origini lontane, la potenza di fuoco e attivarsi con metodo per neutralizzarne i colpi. Ma l’Italia è stata invasa da un nugolo di personaggi cinici e scaltri, egomaniacali e assetati di fama, cioè i “paladini dell’Antisistema” Travaglio-Grillo-Di Pietro-Santoro-Saviano...., che sono riusciti nell’impresa di convincere molta parte della Società Civile ad occuparsi con energia maniacale di aspetti marginali, insulsi e isterici della vita pubblica italiana,così che tantissimi italiani sono come zombies ipnotizzati che sbavano dietro a vicende assurde o minori e che con il dramma del XX e XXI secolo non hanno nulla o pochissimo a che fare.
Alla fine,vale il principio brechtiano de "il nemico marcia alla nostra testa".
Quello che invece ricerchiamo,é una mobilitazione finalmente vaccinata dal sistema di deleghe mentali, una massa che non è più “folla”, “pubblico”, “fan club”, ma somma di cittadini informati ed intellettualmente sani nonché autonomi e critici, purché a 360°.

Il fine è quello di riportare la gente al centro di tutto, a cominciare dall’individuo.

Vedi anche - http://infotricksblog.blogspot.com/2011/08/il-fatto-quotidiano-una-voce-del.html

IL GOLPE DI LISBONA - PARTE PRIMA

Tanto per rinfrescare la memoria a chi già sa ed informare chi non sa
(di paolo barnard )



- colpo di stato
- un po' di storia
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- l'imbroglio della cartapecora europea
- i poteri
- commissione europea
- l'inutile parlamento
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- il principio kafkiano di sussidiarietà
- sottocommissioni
- il presidente della commissione
- trattati internazionali
- spese militari
- capitolo sociale
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Questa sarebbe una democrazia?

mercoledì 17 agosto 2011

FRAU HEIDI E MONSIEUR HULOT

bacini...bacini..
Ieri a Parigi é andato in onda l'ennesimo ed inutile sketch di questa tragica fiction che é l'Europa medioevale..
Un rito di investutura in piena regola.
L'imperatore,vale a dire la sacra cosca finanziaria internazionale,ha nominato gran valvassori dell'impero il duo franco-tedesco che come tale si é rivolto ai vari valvassini senza sovranità sui loro feudi,rampognandoli di far troppo poco per l'impero e dicendo loro che in pratica non contano un cazzo.
In particolare ai feudi italiani e spagnoli,elogiandoli per i sostanziosi donativi che con le varie manovre andranno nella cassa imperiale.
Pazienza se poi i servi della gleba saranno alla fame.
L'importante che il sistema teologico dello strozzinaggio continui a funzionare.
Allo scopo, bisogna stringer ancor più la corda,proponendo un fantomatico Governo Economico,una specie di gabellierierato che controlli più da vicino la raccolta tasse dei vari sudditi,naturalmente gestito dai due grandi valvassori imperiali e presieduto,udite udite,dal messo e fedele servitore della corte bildeberghiana Van Rompuy...
Così siamo messi.

Per il resto,il discorso dell'investitura é stato poco più che aria fritta,tutto rivolto ad un improbabile ed incerto futuro mentre le messi bruciano da tempo.
Andando sul tecnico, salta fuori un improbabile balzello sulle transazioni finanziarie (peraltro già approvato tempo fa dalla Dieta Europea,ma restato lettera morta...chissà mai perchè...campa cavallo...),seguito da un solenne arrangiatevi a tutti i valvassini se vogliono crescere e prosperare...e di togliersi pure dalla testa che il tesoriere imperiale BCE faccia di tutti i debiti un fascio,emettendo eurobond.
Insomma,nessuna iniziativa per fronteggiare l'attuale carestia,per non parlare dell'iniquo,fasullo e vessatorio diritto divino su cui si regge l'impero della Cosca.
Silenzio tombale,anche se da più parti del regno ne hanno le palle piene di Lisbona e Maastricht e di tutti gli strozzinaggi annessi.

Si potrebbe chiedere al duo Frau Heidi-Monsieur Hulot che succederà quando l'esattore-tesoriere BCE smetterà di comprare ,per pietoso e molto interessato intervento ,le cartastraccia italiana e spagnola e di altri sventurati?
E accadrà molto presto,i fondi non sono illimitati e le previsioni di un buon raccolto di Pil,presupposto della carità temporanea,si stanno allontanando anche per i valvassori franco-teutonici.

Si potrebbe chiedere alle nostre due aquile come possa mai funzionare il balzello sulle transazioni finanziarie se non viene applicato anche in tutto l'orbe terracqueo, per ovvii motivi che capisce pure un infante...e senza considerare che tutti i banchi pegni usurai del reame sono in rivolta.

Si potrebbe anche chiedere perchè si sia data l'investitura motu proprio imperiale a questi due super gabellieri  senza nessuna approvazione della Dieta di Bruxelles.
Ritenuta solo una inutile sinecura per vassalli rompiballe? Ma questo regno, non era stato spacciato come una democrazia di tutti i valvassini?
Si potrebbe,ma  legulei e sacerdoti  delle cartapecore truccate direbbero che in teologia non si danno risposte ma solo domande.Teologia monetaria,of course
State contenti poco umana gente al quia.
Insomma,tradotto in demotico,....cazzi vostri e molto amari...

Per chiudere,qualche servo della gleba in preda alla disperazione ha auspicato che in occasione del prossimo plenum degli usurai venga liberato il toro Raton,famoso giustiziere di rincitrulliti.
Il posto sarebbe certamente molto appropriato per una strage.

(george)

martedì 16 agosto 2011

IL MONOPOLIO MONETARIO

Stralci significativi di un lungo articolo di Marco Della Luna "ROMPERE IL MONOPOLIO MONETARIO-CREDITIZIO"


Il decreto legge risanatore del 12 Agosto è un palliativo strutturalmente errato e impotente, depressivo, socialmente dirompente.(in sintesi, inutile allo scopo che si prefigge).
Ancora si finge di non vedere il problema di fondo, ossia che il mondo vive in un regime di monopolio della moneta che tende a ottenere, in cambio del proprio prodotto, tutto il reddito prodotto nel mondo.
Con governi e legislatori come ostaggi-garanti-esecutori di questa destinazione, sotto permanente minaccia di downgrading da parte delle agenzie di rating del medesimo cartello monopolista, e di rifiuto di acquistare i loro titoli.
I
l denaro prodotto dal monopolista (a costo zero: moneta fiduciaria, nessuna copertura o convertibilità in valore) genera un debito infinitamente ed esponenzialmente crescente a carico di tutta la società: il debito costituisce ulteriore bisogno-domanda del bene prodotto dal monopolista, quindi aumenta il valore di questo bene rispetto a tutti gli altri beni, ne rende più pressante il bisogno, sicché le imprese, gli stati, sono sempre più dipendenti, oramai anche per la sopravvivenza quotidiana, dal monopolio monetario-creditizio, e fanno qualsiasi cosa pur di ottenerne quanto basta per l’immediato,si sono abituati a vivere con l’acqua alla gola.

Il crescente peso di questo indebitamento progressivamente ed inarrestabilmente erode tutti i redditi e tutti i patrimoni, costringendo a crescenti trasferimenti a favore del settore finanziario-speculativo che esercita la sovranità monetaria; questo trasferimento è costante da decenni e porta con se riforme delle norme sul lavoro, sul bilancio, sul welfare....
Nessuna misura di tassazione o di risparmio o di efficientizzazione dell’economia o della pubblica amministrazione può conseguire più di un sollievo sempre più breve dal peso dell’indebitamento e delle devastazioni che esso comporta: ciò che i governi vanno da anni deliberando, è semplicemente ingiusto e sterile, perché niente sortisce effetto stabile se non si comincia con l’eliminazione del monopolio.
Il fine connaturale del cartello monopolista della moneta, oltre ovviamente a preservare (con mezzi accademici, politici, militari) il proprio monopolio della creazione e fissazione del tasso d’interesse della moneta, è quello di ottenere, in cambio del proprio prodotto (o in pagamento degli interessi e del debito) tutto il valore disponibile prodotto da ogni altro soggetto economico – il che comporta anche l’acquisizione di potere politico, come oggi palesano gli atti con cui i banchieri centrali prescrivono la politica a governi e parlamenti.
Se ciò che osserviamo oggi sono semplicemente gli sviluppi avanzati della tendenza intrinseca del monopolio, la novità del 2012 è che adesso il cartello monopolista è venuto allo scoperto, ossia viene divulgato il fatto che esso impartisce direttive ai governi in difficoltà finanziarie – i c.d. commissariamenti.
Quindi per la prima volta il cartello monopolista, attraverso BCE e FMI, assume, davanti all’opinione pubblica, la responsabilità politica, sostanzialmente, di essere un super-governo tecnico.Questa è la novità di oggi: il padrone ci mette la faccia che governi e parlamenti sono solo teste di legno.
E che il Trattato di Maastricht è una farsa, laddove stabilisce che la BCE non debba dare direttive alle istituzioni politiche.
La leva di comando del monopolio sui governi è semplice: “se non fai le cose che ti dico, ti abbasso il rating con le mie agenzie di rating e non ti compero più i titoli del debito pubblico con la mia banca centrale (BCE) – quindi ti faccio saltare.”
Ciò che rimane implicito è che il debito pubblico, con la sua spinta al rialzo, deriva dal fatto che il monopolio esercita il potere politico e sovrano di creare denaro a costo zero dal nulla, impadronendosi del potere d’acquisto corrispondente, e lo presta agli Stati a interesse, creando così il bisogno di ulteriori prestiti per pagare gli interessi, all’infinito.
Quindi il monopolio crea il bisogno e la crisi a proprio beneficio, e poi lo sfrutta per assumere la guida politica degli stati.
In questo regime monopolista sovrannazionale e non-regolato dalla politica,la funzione del denaro e del credito é il potere, il dominio economico, politico e sociale, nonché quello scientifico/culturale.
Il monopolio si concentra soprattutto sugli obbiettivi di irrigidire ed esasperare la domanda di liquidità/credito e di impedire che qualche stato si sottragga alla dipendenza dal monopolio. Perché la dipendenza rigida e stringente di tutti verso il fornitore-creditore monopolista conferisce a questi il potere assoluto, ma anche l’impunità e il diritto di “fare la morale” alle istituzioni.
Quindi il monopolio ha bisogno che i popoli, finanziariamente ed economicamente, stiano con l’acqua alla gola, che siano in crisi, in difficoltà,in un’emergenza permanente.

Ricordiamo che la medesima comunità bancaria mondiale che, da un lato, produce e sfrutta le bolle-truffe finanziarie, dei derivati, dei mutui subprime, dei falsi bilanci greci, dall’altro lato esprime i vertici e forgia la politica delle banche centrali che fanno le analisi, prescrivono le ricette, commissionano i governi, dettano le politiche ai parlamenti, fanno direttamente le politiche economiche avendo ricevuto la sovranità finanziaria e monetaria (Maastricht), e minacciano di far saltare gli stati che non obbediscono declassando i loro bonds mediante le agenzie di rating da essa posseduta, e non comperandoli più.

Quanti fallimenti di manovre e riforme finanziarie ci vorranno ancora, quanti crolli di borsa e sacrifici sociali, quanti default e quanti commissariamenti di governi, prima che si capisca che è sbagliata, non corrispondendo alla realtà, la concezione di fondo della moneta, del debito, della finanza, dell’economia?
Che le analisi, le ricette, gli interventi, i sacrifici falliscono perché non tengono conto dell’esistenza e della logica del monopolio monetario privato-irresponsabile,consacrata dal Trattato di Maastricht, dallo statuto di BCE, Fed....

E questo debito, pubblico e privato, con i suoi effetti suddetti, cresce inarrestabilmente, nonostante i sempre più frequenti interventi di contenimento e risanamento: è dagli anni ’80 che si fanno manovre di risanamento del debito pubblico, e che esso continua a crescere, anzi si è impennato proprio da quando, col fine dichiarato di contenerlo, è stata fatta la riforma che l’ha moltip0licato, ossia il divorzio Tesoro-Bankitalia.

L’indebitamento è oramai fuori controllo, come dimostrano i fallimenti di ogni tentativo di arrestarlo, o meglio come dimostra il fatto che i vari tentativi falliscono sempre prima.
Non si riesce più a mantenere il funzionamento del sistema.
Le ricette anticrisi, che falliscono ma arricchiscono sempre determinati livelli, producendo una concentrazione della ricchezza e dei redditi in tutto il mondo, e l’immiserimento dei ceti medi, vengono da un soggetto interessato, dal settore bancario mondiale, dalle sue scuole di economia e dai suoi ingegneri finanziari. Arrivano attraverso le banche centrali, come Fed, BCE, BoE, BoJ....
E attraverso la banca centrale delle banche centrali, la BIS (Banca dei Regolamenti Internazionali).
(vedi - http://www.disinformazione.it/bis.htm )

E’ stupido presentare siffatte analisi, critiche, richieste, ricette, come l’espressione dell’”Europa”.
Sono l’espressione di un soggetto interessato. Precisamente, controinteressato, rispetto al resto della società globale, e soprattutto verso i produttori di ricchezza, i risparmiatori, i pensionati, i giovani.
La liquidità in assoluto è troppa, ma si concentra nel settore speculativo: non investe e non consuma.  La ricorrente ricetta del monopolio bancario, di curare la crisi mobiliare e la recessione con iniezioni di moneta, il c.d. quantitative easing, produce brevi fiammate di borsa, seguite da profondi e persistenti cali o crolli. E da nessun beneficio per l’economia reale.
Infatti, tali immissioni vengono fatte dalle banche centrali, a controllo e (spesso anche, come la Fed) a proprietà privata (di finanzieri) in favore degli speculatori (cioè delle stesse banche che esprimono la direzione delle banche centrali).
Il settore speculativo fa così concorrenza, da decenni oramai, al settore produttivo, e lo sta de-monetizzando mediante politiche di disinvestimenti, licenziamenti, tagli della qualità, della formazione, della ricerca, della produzione, per perseguire la massimizzazione non del profitto totale, ma del saggio di profitto.
Le politiche fiscali possono essere utili, quindi, solo se abbassano la redditività del settore speculativo rispetto a quello produttivo.
Ma per riuscire in questo necessitano di essere globali (perché la piazza speculativa è delocalizzata, apolide).
Però anche questo sarà insufficiente, se si continuerà a consentire che una moneta fiduciaria, prodotta a costo zero e senza garanzia/convertibilità, in regime di monopolio privato non regolato, venga trattata come merce.Non sarà possibile nessuna riforma se prima non si abbatte il potere del monopolio. E questo è molto più pericoloso e organizzato di qualsiasi terrorismo.

Fonte: http://marcodellaluna.info/sito/?p=595 - Qui potete leggere l'intero articolo e quanto propone Marco Della Luna per uscire da questo funesto monopolio.