domenica 31 luglio 2011

IL VERO POTERE - PARTE PRIMA

(di Paolo Barnard)

Un signor giornalista spiega con chiarezza di particolari dove risiede il vero potere in Occidente (ma non solo...) e come opera.
Diffondere questi video é il minimo che si può fare contro questa falsa democrazia.


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- l'idea del potere
- Trilateral
- Bilderberg
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- Organizzazione Mondiale del Commercio (WTO)
- Lobbies

Il WTO è oggetto di molte critiche da più partil. Alcune delle critiche rivolte all'OMC possono essere così riassunte:
Promuove la globalizzazione dell'economia ed il commercio libero, da alcuni considerati problematici per le conseguenze sui mercati del lavoro e sull'ambiente.
I trattati sono stati accusati di privilegiare le multinazionali e le nazioni sviluppate.
Pur essendo la partecipazione al WTO da parte delle nazioni un atto volontario e non obbligatorio, i critici sostengono, inoltre, che la mancata partecipazione di uno stato a tale organizzazione si sostanzierebbe, nella pratica, in un embargo il che crea un sistema internazionale di regole economiche rigide che non incoraggiano in alcun modo il cambiamento e la sperimentazione.
Anche il processo decisionale dell'organizzazione è stato fatto oggetto di critiche: i "tre grandi" membri del WTO (Stati Uniti, Unione europea e Giappone) sono stati accusati di utilizzare lil WTO per esercitare un'eccessiva influenza sugli stati membri più deboli.
Alcuni degli stati membri hanno ratificato i trattati WTO senza seguire un iter democratico ovvero anche a detrimento degli interessi dei propri cittadini o dell'ecologia locale-----------------------------------------------------------------------


- Lobbies
- Obama
- (Marcellino Gavio é lo stesso del caso Penati)

Il governo Obama è inzuppato di uomini di Wall Street:
Larry Summers (legami con Citigroup), Bob Rubin (ex Goldman Sachs), Tim Geithner (FED di New York), Henry Paulson (ex Goldman Sachs), William Daley (ex JPMorgan Chase ), Gene Sperling (ex Goldman Sachs), Paul Volcker (Rothschild, Rockefeller)
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Paolo Barnard (Bologna, 1958) è un giornalista freelance e saggista italiano.

Laureato in psicologia, ha dapprima lavorato come corrispondente estero freelance per molti fra i maggiori giornali Italiani tra cui La Stampa, Il Manifesto, Il Corriere della Sera, Il Mattino, Il Secolo di Genova e La Repubblica, per poi passare alla RAI, in cui è apparso per 14 anni partendo da Samarcanda nel 1991 in occasione della prima Guerra del Golfo; è stato uno dei fondatori nel 1994 della trasmissione Report , con la quale ha collaborato per dieci anni.
Il 28 aprile 2011 Barnard  l'abbandono radicale di ogni impegno professionale in Italia.

Mai iscritto a nessun partito,mai appartenuto a gruppi d’interesse legati al potere, mai raccomandato ovviamente. Mai ha compiaciuto chi stava sopra di lui sul lavoro, e per essere libero ha sempre fatto tutto quello che in questo Paese ti garantisce la non-carriera. Infatti non l' ha fatta carriera, non all’interno del Sistema, né nelle nutrite fila dell’Antisistema (che richiede la medesima omologazione,cfr. ai vari giullari televisivi).
Ha sempre detestata la cosiddetta Cultura della Visibilità, sia quella massmediatica propria del Sistema che quella ‘antagonista’ spesso fasulla del nostro Antisistema. I
Il peggior veleno che sia mai stato inoculato nel tessuto civico italiano, e in generale dei Paesi occidentali

Il 16 aprile 2004, Paolo Barnard, RAI e Milena Gabanelli vengono citati in giudizio da un informatore farmaceutico, ritenutosi danneggiato dalle rivelazioni fatte in un servizio, presso il Tribunale Civile di Roma.
Inizia così per il giornalista un'avventura giudiziaria che rischia di vederlo implicato in una possibile condanna per diffamazione e costretto al pagamento di ingenti somme per risarcimento dei presunti danni provocati e delle spese legali da sostenere. Barnard dà a quel punto per scontato che RAI e Gabanelli si uniranno a lui nella difesa legale, sostenendone le spese come sempre gli era stato assicurato, e tutelando assieme la validità dell'inchiesta che la stessa RAI aveva precedentemente approvato e persino replicato.
Ma Barnard scopre dalla citazione in giudizio che, al contrario, RAI e Gabanelli non solo non lo difenderanno, ma addirittura si chiamano fuori da ogni responsabilità addossandone ogni parte al Barnard.
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Notare il comportamento miserevole della chiagnefottara Gabanelli ,che ora ha preteso dalla Rai quanto negato a suo tempo al cofondatore del suo programma,Paolo Barnard.
Non c'è da stupirsi,questa gente é l'incarnazione della più misera ipocrisia.


Portatori insani di una inammissibile retorica sull’esistenza di un presunto ‘regime’ in Italia, che offende la memoria dei milioni che sono morti sotto le vere torture nelle vere carceri dei veri regimi, e che espone la frode di certi nostri attuali ‘oppositori del regime’ perennemente in prima serata Tv, o nei salotti letterari, o nelle piazze o sui maggiori quotidiani nazionali.
Il vero regime è un altro e loro ne sono i corifei travestiti da paladini dell'informazione.

Tornando ai video,con che coraggio andrete a votare o ascolterete le prediche di quelle mezzecartucce prezzolate che popolano i media di sistema e dell'antisistema fasullo,delle macchiette politiche che straparlano di democrazia e libertà,dei giornalisti che quotidianamente ci ammorbano con le melanie,i bunga bunga,il corpo delle donne,la famiglia gay...e le innumerevoli stronzate da condominio?

sabato 30 luglio 2011

EUROPA KAPUTT

1- La speculazione non molla l'osso,ma é solo un antipasto. Il piatto forte sarà servito molto presto..
In pratica,il velleitario piano europeo di salvataggio greco ,e come antidoto contro il ripetersi di casi simili ,non ha convinto nessuno,e comunque non la speculazione.
Infarcito di belle intenzioni ,ma molto avaro di dettagli operativi e tempi di attuazione incerti.
Più una disperata e tardiva reazione all'ondata speculativa che un piano chiaro ed organico per evitare altri defaults.
In realtà la Grecia é praticamente insolvente e il fallimento vero e proprio é sempre dietro l'angolo.
Ora si é aggiunta anche la grana Cipro.
Certo un Pil ininfluente nel complesso,ma con un sistema bancario di tutto rispetto,con volumi d'affari decine di volte superiori al Pil dell'isola.
E qui sta il punto,queste banche,piene di titoli tossici greci,son sull'orlo del collasso.
Quest'europa germanocentrica non ha nessun futuro che non sia di lacrime e sangue per i popoli.

2 - Quanto all'Italia,la famosa manovra,come più volte abbiam detto,non é servita a nulla.
La vulnerabilità del sistema,se mai c'era, non é cambiata di una virgola
La variazione dello spread coi titoli tedeschi,e il conseguente aumento di interessi sul debito, ha già in gran parte annullato i suoi eventuali effetti positivi.
L'attacco speculativo che ha originato la manovra è stato un bluff ,una scorreria terroristica di intimidazione,dato che non esisteva alcuna vera condizione economica che lo giustificasse.
Continuiamo a pensare che avesse eminentemente uno scopo politico,un avvertimento a future e più forti spallate in vista di una sostituzione di governo,stile 1992.
Infatti,ancora un paio di giorni fa, il banchiere Bazoli (un marpione presente alla riunione pro Monti premier) diceva
"L'Italia é inattaccabile,ma sotto attacco"
Chissà mai perché,forse lui sa qualcosa in più.

Ma il peggio deve ancora venire,e già la Deutsche Bank (ma anche le banche francesi) si sta liberando dei nostri titoli, e visto che gli effetti dell'inutile manovra son già stati vanificati in gran parte dal differenziale spread,si ventila un ulteriore manovra,anche più pesante.Anzi,sembra inevitabile così come un'altra ondata di malcontento che potrebbe avere esiti imprevedibili per il sistema politico.
Nonostante l'aumento di rendimento,parte di Btp dell'ultima asta son restati invenduti.Ogni punto di interesse in più,equivale a circa 20 miliardi.
In più,i famosi Cds che assicurano il credito nei nostri confronti continuano a salire.
Ulteriori dato di confusione e preoccupazione risiede nel fatto che questi Cds vengono scambiati anche da chi non ha in mano nessun credito,contribuendo a gonfiare la speculazione.Un gioco di figurine.
In più,una grossa fetta di questa speculazione avviene  fuori dai circuiti istituzionali,in segreto e al coperto da ogni controllo che possa individuarne gli autori.
Tanti segnali che prefigurano precondizioni favorevoli per un attacco ben più consistente di quanto ultimamente avvenuto..
Speculazione finanziaria certamente,con in vista grossi guadagni,ma con in vista sopratutto una spallata definitiva ad un governo non gradito alla finanza mondiale che sarà costretto a dimettersi non avendo alcun mezzo valido di difesa contro di essa.
Previsioni fosche,e speriamo pure che restino tali,anche se la fiducia é molto poca.

3 - Più in generale,la verità é che gli Stati aderenti all'UE sono divenuti società quotate in Borsa.
Italia, Irlanda, Spagna, Grecia dovrebbero in realtà figurare con il suffisso S.p.A.
Questo comporta che, se la società Stato, per un qualche motivo, dovesse mostrare segni di debolezza e vulnerabilità economica, ecco che i suoi titoli perdono valore, si innesca un meccanismo a cascata di vendite improvvise di bond di quello Stato (btp per l’Italia), che perdono quindi appetibilità e capacità di collocarsi in futuro sul mercato.
La diretta conseguenza di questo fenomeno,è che lo Stato,data la sua impossibilità di stampare denaro in proprio in quanto privato della sua moneta sovrana, per raccogliere gli euro necessari al suo sostentamento, è costretto a vendere titoli di Stato agli stessi soggetti che poco prima se ne erano frettolosamente sbarazzati perché ritenuti inaffidabili.
In mano agli strozzini,allo Stato non resta che convincerli a prestargli altro danaro,per non fallire,promettendo interessi più alti.Ma così facendo,e aumentando il debito,deve ricorrere a tagli di spesa,tasse e misure di austerità,penalizzando la crescita.E si ritorna da capo.Un meccanismo aberrante!
E così non si esce da questo cerchio infernale,un cane che si morde la coda.
Alla fine,non resterà che fallire e non pagare gli strozzini.
Invece di mandar soldati a stanar Gheddafi, ,bisognerebbe mandarli a stanare gli hedge funds (una delle bufale cartacee più micidiali) alla City.
Allora sì che sarebbero veri patrioti e tutori della sicurezza nazionale.

4 - Oltre a tutto questo,é sempre bene ricordare che: a dieci anni dall'introduzione dell'euro,salari e stipendi in pratica non hanno subito aumenti significativi,mentre i prezzi son più che raddoppiati,in alcuni casi triplicati.
L'impoverimento della popolazione é dovuta in primo luogo a questa perdita del potere d'acquisto.
Non si capisce quali benefici siano derivati alla gente comune dall'entrata nel baraccone truccato della UE..
Considerato tutto,non é che l'Europa sia poi stato un grande affare.
Ed é pure paradossale il ritornello degli entusiasti europeisti del "chissà che sarebbe successo se non fossimo in Europa".Quello che in realtà é successo é sotto gli occhi di tutti.
Peggio di così!


(george)
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Note

Se consideriamo che il Pil di Grecia,Portogallo e Irlanda insieme é circa la metà di quello spagnolo (a sua volta inferiore a quello italiano), e circa il 5% di quello europeo,e che questo 5% ha messo in crisi con il suo indebitamento (e chi mai l'avrà permesso?) l'intera Unione,sorge un fondato dubbio sui meccanismi che reggono il sistema.Meccanismi fasulli e truffaldini .

giovedì 28 luglio 2011

BERSANITE

il segretario PD
La parola greca schizophreneia  significa letteralmente “mente divisa”.
Si possono avere allucinazioni durante le quali si va incontro ad una specie di sdoppiamento del proprio io,a idee fisse a contenuto bizzarro,incoerenza, pensieri illogici,il paziente perde il senso della realtà, Le allucinazioni portano i pazienti a sentire o vedere cose che non esistono,confusione del pensiero e del linguaggio...
Famosi restano il dr.Jekyll e Mister Hyde,una delle personalità è buona,
l'altra invece malvagia.

crozza
Ma il caso di cui ci occupiamo ha una particolarità: c'è un io patetico e un altro comico,ma il fatto é che,a differenza di Jekyll-Hyde,qui non si capisce mai chi sta parlando,se Bersani o Crozza.

E' la famosa bersanite,nuova patologia della personalità nonché nuova tecnica di comunicazione ad indovinello.

Come interpretare infatti,a proposito del mazzettificio PD, la frase :
" Il PD é totalmente estraneo ai fatti di cui si parla".
A rigor di logica,dovrebbe essere Crozza,il comico.

Infatti,come é noto, Penati, che era una specie di segretario personale di Bersani (o Crozza?),non é affatto iscritto al Pd,ma al Circolo del Bridge di Sesto S.Giovanni..
Ricordiamo comunque agli studiosi di schizofrenie che questo sdoppiamento di personalità é una specie di must,di marchio di fabbrica della fu premiata ditta falce e martello e che il duo Crozza-Bersani già era famoso ai tempi di Togliatti.Ma il nostro Pier Luigi-Crozza l'ha portato a livelli di assoluta raffinatezza...
Pare inoltre che insieme a Penati operassero anche agenti Coop,altri iscritti al circolo bridgistico e sorta di cooperativa come io son Buffalo Bill.
Nel caso si parlerà di nuovo marchio,falce e carrello.
Un cammino lungo,ma meritato,costellato di soldi e grandi ideali promozionali di solidarietà al partito.

Ma andiamo avanti.

"Fermeremo la macchina del fango".,e qui é senz'altro Bersani (ha imparato da Saviano),ma il suo alter ego Crozza avrebbe detto fuori onda "meglio sarebbe fermare la macchina dei soldi".

"Teniamo gli occhi aperti,noi siamo diversi" dice ancora Bersani,mentre Crozza ride come un matto.
E sarebbe anche una cosa lodevole se a parlare non fosse un cieco di vecchia data.
Quanto alla diversità c'è del vero,c'è chi prende con la mano destra,chi con con la sinistra.

Prescindendo poi da querele varie del nostro capitano coraggioso,e cioè evitando certi giornali tipo Corsera che pur lo ha messo alla berlina con Polito,e lasciando pure stare l'arrampicatura sui vetri del caso Tedesco,il clou é l'idea di fare una class action.
E qui ha luogo una miracolosa fusione di Crozza-Bersani,cioé di comico e patetico.In grottesco
Questa idea fa parte dei sintomi dove il paziente perde il senso della realtà,come sottolineava il dott.Freud.
Gliela avrà suggerita Franceschini,noto esperto di minchiate assortite.
Chissà se firmeranno pure tutti i nominati ,e non eletti PD, nei Cda pubblici ,taglieggiati di una quota di emolumenti a favore del partito,pena allontanamento ed esposizione al pubblico ludibrio online.
Metodo politburo.Te la saluto l'indipendenza dei managers pubblici!
E la procura delle banane? Le tre scimmiette,s'intende..

Risultato: una spernacchiata generale,meno ovviamente che sul foglio da imballaggio del bancarottiere,tessera n.1 del PD,il che è già tutto un programma di diversità.
Oddio,c'era pure la Berlinguer,che con la forza della disperazione cercava di far rientrare il dentifricio nel tubetto.Ma qui entriamo in altro ordine di disturbi.

Morale: meglio lasciare a Crozza la segreteria e dare a Bersani il bocciodromo,ponendo fine nel modo più logico a questo esilarante sdoppiamento di personalità e con somma gioia degli addetti ai lavori (psichiatri,ca va sans dire...)

Aggiornamento

Anche il foglio del bancarottiere,nonostante la tessera n.1,non ha potuto esimersi dal mettere nel banco degli asini il comico bocciofilo,a tempo perso segretario PD.
Si é scomodato persino il fondatore,frate Eugenio.
Troppo era il ridicolo in cui Crozza-Bersani si era avventurato in class action..
Anche la Barbarella,nota allucinata fochettara,ha avuto un momento di lucidità sul Fatto..
Insomma le quotazioni di Crozza alla segreteria del Partito Disperso sono in notevole aumento.

(george)
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Note

K. Jaspers,  "..due serie di processi psichici si sviluppano contemporaneamente l'una accanto all'altra, per cui si può parlare di due personalità, le quali vivono entrambe in maniera singolare...".

mercoledì 27 luglio 2011

OSLO- L'OMBRA DEL NUOVO ORDINE MONDIALE (NWO)?

Già in un precedente post abbiamo sottoposto ai lettori materiale utile ad una visione più completa della strage norvegese,
http://www.stavrogin2.com/2011/07/perche-la-norvegia.html e
http://www.stavrogin2.com/2011/07/oslo-semplici-osservazioni.html
al di fuori delle solite versioni ufficiali che non spiegano nulla se non la solita storia del pazzo,oggetto di articoli folkloristici dei pennivendoli,a seconda della parrocchia per cui scrivono.
Aggiungiamo qui altro materiale alla valutazione del lettore.

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L’ombra del nuovo ordine mondiale (NWO) dietro la strage di Oslo


Esistono almeno dieci ottime ragioni per rivedere la versione ufficiale che le autorità e i Media ci hanno trasmesso del duplice attentato a Oslo e Utoja. Di queste, almeno sei valgono come moventi che potrebbero aver spinto coloro che sostengono un Nuovo Ordine Mondiale ad attaccare la Norvegia in modo che il sangue fungesse da monito per il futuro. Propedeutico a ciò l’entrata della Norvegia nell’Unione Europea.

In estrema sintesi:
- la mancata adesione all’UE;
- lo storico accordo di cooperazione siglato nel 2010 con la Russia e solo ora entrato in vigore 
- un’autonomia che si rispecchia in un Governo e un’economia forte che ha resistito alla crisi;
- una politica pronta a riconoscere la Palestina;
- le risorse di petrolio e gas e gli appalti ventennali sui pozzi iracheni;
- la decisione di ritirare le truppe dalla Libia;
- la spaccatura interna alla NATO facente capo a una politica filorussa;
- la presenza di una loggia massonica fondamentalista di culto svedese;
- le esercitazioni militari del governo norvegese che “avrebbero” – come nel caso dell’11/9 e di Londra 2005 – coperto l’operato dei terroristi.

Infine, la testimonianza di numerosi sopravvissuti sull’isola di Utoja che ci fosse un vero e proprio commando che avrebbe affiancato Behring Brevik nella sua follia omicida.

Partiamo dall’evidenza: la mancata adesione della Norvegia all’Unione Europea. In due occasioni un referendum popolare ha bocciato l’ipotesi di entrare a far parte dei Paesi membri.
Il no definitivo è arrivato nel 1994. Non solo, secondo un sondaggio il 66% della popolazione sarebbe contraria all’annessione. Su questa decisione peserebbe la crisi che hanno attraversato diversi stati membri una volta entrati nella UE.
Se da un lato pesa la recente indipendenza conquistata nel 1905 dal Paese dopo secoli di unione con Svezia e Danimarca, dall’altro il controllo delle acque territoriali con la pesca e l’accesso a risorse quali petrolio e gas votano a sfavore dell’adesione: in questo caso le loro acque potrebbero essere sfruttate anche da altri Paesi europei per la pesca, mentre dall’altro riceverebbero dure sanzioni per la caccia alle balene.
Avendo sottoscritto il trattato di Schengen, la Norvegia non ha problemi con gli scambi economici, mentre un’eventuale adesione all’UE sarebbe controproducente per un Paese che ha standard ben al di sopra di quelli richiesti per l’annessione.
La Norvegia si è dimostrata una Nazione autonoma, ricca, forte, che ha retto la caduta dei mercati e la conseguente crisi economica. Questa indipendenza non può che intralciare l’opera di coloro che vogliono Stati deboli per un’Europa forte che sostituisca le singole autorità nazionali.

(Il terrorista Anders Behring Breivik in veste da massone)

Nel progetto di costituzione di un Nuovo Ordine Mondiale, professato non solo dalle dinastie quali Rockefeller e Rotschild, ma anche da politici e capi di Stato, la mancata adesione al primo step rappresentato dall’UE non può che essere visto come un ostacolo da eliminare. Non si può escludere che entro un anno, dopo questo duplice attentato, venga riproposto il referendum per l’adesione all’Unione Europea e che questa volta il sì “magicamente” prevalga.
Nella geostrategia disegnata dagli USA e professata dal mentore e consigliere ombra di Obama, Zbigniew Brzezinski, emerge un rigurgito di Guerra Fredda che vede l’America come pilastro politico ed economico degli equilibri mondiali a cui si contrappone l’asse costituito da Russia e Cina, le uniche antagoniste all’espansionismo imperiale americano.
A questi due blocchi si aggiungono Paesi indipendenti e forti che sembravano non aver bisogno della guida e della protezione degli USA. Che credono – o meglio credevano – di essersi ritagliate un porto sicuro fuori dalla geopolitica globale. Tra questi Libia e Norvegia sono gli ultimi esempi – seppur diversi – in ordine di tempo.
La Libia di Gheddafi è stata attaccata in quella che Obama ha definito incomprensibilmente una “non guerra” per ragioni che vanno ben oltre il mancato rispetto dei diritti umani. La decisione del Colonnello di abbandonare il dollaro per riprezzare petrolio, gas e altre materie prime e di adottare così una nuova valuta, il dinaro oro, può gettare una nuova luce sulle reali motivazioni che hanno portato a questo nuovo conflitto.
Soprattutto a scaricare quello che per molti Paesi, Francia e Italia in primis, era considerato un valido alleato.
Trent’anni fa in un intervista rilasciata alla Principessa giapponese Nakamaru, Gheddafi aveva previsto l’intervento della CIA sul territorio libico e nel Medio Oriente per militarizzare l’area e impadronirsi delle materie prime. La decisione di riprezzare petrolio e gas – proprio come aveva fatto Saddam Hussein nel 2001 riprezzando il petrolio sull’euro – avrebbe ovviamente condotto a una svalutazione del dollaro che avrebbe messo in serio pericolo l’economia statunitense già sul baratro della bancarotta.
Similmente la Norvegia si stava dimostrando troppo indipendente per gli interessi globali delle stesse elite che hanno appoggiato l’intervento in Libia. La decisione di ritirare la propria partecipazione sul territorio libico a partire dal 1 agosto di quest’anno ha portato il Ministro della Difesa britannico ad accusare il Governo norvegese – così come quello olandese- “di non fornire sufficienti forze aeree per la campagna in corso”.
A ciò si aggiunge l’accordo storico stipulato con la Russia, destinato a riscrivere gli equilibri economici mondiali. Il Trattato, firmato a Murmansk il 15 settembre scorso dal Primo ministro norvegese Jens Stoltemberg e dal Presidente russo Dimitri Medvedev, definisce la linea di demarcazione delle zone di influenza economica nel Mare di Barents, secondo un criterio che assegna, alle due nazioni, parti ritenute uguali, per regolare attività che vanno dalla pesca del merluzzo allo sfruttamento dei ricchissimi giacimenti petroliferi e di gas naturale in un bacino di 175 mila chilometri quadrati. Si può capire come tale asse strategico metta a rischio gli interessi e il controllo americano sul nostro continente. Anche in questo senso il duplice attentato può essere letto come un “avvertimento” a non procedere oltre…
Oltre ai giacimenti di gas e petrolio, Norvegia e Russia si sono aggiudicate tramite la Statoil Hydro e la Lukoil, l’assegnazione degli appalti ventennali su uno dei maggiori giacimenti petroliferi nel Sud dell’Iraq: una riserva di 13 miliardi di barili di petrolio.
La Statoil aveva già fatto tremare le lobby americane dopo essere entrata in un partneriato con la Gazprom per il maxi giacimento di gas a Shtokman… Inoltre la Norvegia si sarebbe macchiata, secondo fonte di Ha’aretz – di aver escluso per ragioni etiche quasi un anno fa due imprese israeliane dalla partecipazione dello sfruttamento dei giacimenti di petrolio nel Mare del Nord

Veniamo ora alla politica estera.
La Norvegia non si è solo “macchiata” della colpa di voler ritirare le sue forze aeree dalla Libia, ma si è contraddistinta per una politica giudicata da alcuni “anti NATO”.
Come riportato da Gianluca Freda sul sito ComeDonChishiotte.org secondo il Cablegate di Wikileaks, il governo norvegese sarebbe stato accusato di far parte della cosiddetta “banda dei cinque” insieme a Francia, Germania, Olanda e Spagna. Le cinque nazioni avrebbero adottato una politica filorussa, creando così una frattura interna alla NATO.
Il secondo peccato della Norvegia in politica estera sarebbe l’appoggio alla causa palestinese.
Qui si possono comprendere meglio le voci che hanno parlato anche in questo caso, come nell’11/9, del coinvolgimento del Mossad nel duplice attentato. Ci torneremo più avanti. Il Ministro degli Esteri norvegese, Jonas Gahr Stoere, ha dichiarato in una conferenza stampa tenutasi a Ramallah, che il suo Paese era pronto a riconoscere il futuro Stato palestinese. Non solo. Il Partito Socialista di Sinistra di Kristin Halvorsen si è spinto oltre fino a chiedere di far votare una mozione in cui si chiederebbe un’azione militare contro Israele nel caso di un’azione violenta contro Hamas a Gaza. Il che è davvero troppo anche per un Paese come la Norvegia!
A ciò si aggiunge l’esclusione delle due imprese israeliane dalla partecipazione dello sfruttamento dei giacimenti di petrolio e l’accusa che il Ministro degli Esteri israeliano Avigdor Liebermann mosse alla Norvegia di adottare politiche di antisemitismo. Allora Liebermann durante una riunione ONU a New York puntò il dito proprio contro il Ministro norvegese Jonas Gahr Store parlando di una sua connivenza con Hamas.
Per chi fosse ancora scettico in merito, basti pensare alla casualità del Fato (sic!) che ha visto il paladino dello causa palestinese, il Ministro Gahr Store, chiedere la fine dell’occupazione israeliana proprio giovedì scorso… a Utoja, presso il campo estivo della gioventù laburista! Che coincidenza davvero! Si capisce che l’avvertimento di Liebermann non gli era bastato…
Ma il Ministro degli Esteri non è il solo ad aver rischiato la pelle nel duplice attentato. Si pensi che il Primo Ministro Jens Stoltenberg aveva mandato i propri figli a prender parte proprio al campo di Utoja. I ragazzi e Gahr Store si sono salvati.
Ma costoro avranno capito il monito?

La lettura “alternativa” degli eventi ci spinge a constatare come ci sia stata un’accelerazione negli attentati “simbolici”, che dovrebbero fungere da avvertimento o da causa per una reazione da parte dei Governi. Quest’ultimo fu il caso dell’11/9 che condusse il Governo a rispolverare il Patriot Act che stava ammuffendo sulla scrivania di Bush jr. in attesa che un evento straordinario – “una nuova Pearl Harbour” come l’aveva evocata Brzezinski nel 1997 – sconvolgesse a tal punto l’opinione pubblica da poter stringere il cappio della sicurezza e trovare un movente per l’occupazione dell’Afghanistan e poi dell’Iraq, i cui piani di evasione ammuffivano insieme alla bozza del Patriot Act. Le conseguenze sono storia. La Pearl Harbour auspicata da Brzezinki avvenne puntualmente l’11/9. Ma un punto su cui si è troppo poco discusso è l’esercitazione condotta dal NORAD e dal Consiglio di Stato Maggiore riguardo alla simulazioni di un ipotetico attentato aereo. Il caso volle che l’attento avvenisse poco dopo l’esercitazione, senza che NORAD, FBI e CIA riuscissero a far abbattere gli aerei che ebbero il tempo di virare verso i loro obiettivi con tutta calma sorvolando diverse basi militari… anzi! Numerosi caccia vennero mandati fuori rotta sull’Oceano Atlantico nell’ambito della fantomatica simulazione.
Ora, si vede che quando un inganno funziona coloro che si nascondono “dietro il trono”, hanno deciso di esportare le modalità dei false flag cambiando solo – su necessità – il capro espiatorio. Nel caso di Oslo – proprio come già avvenuto anche a Londra per gli attentati del 2005 – la polizia anti terrorismo norvegese stava eseguendo la tipica esercitazione con tanto di scoppio di esplosivi, all’insaputa degli ignari cittadini.
Ora, non essendo capitato solo una volta, la coazione a ripetere della modalità dei servizi segreti supportati dal Mossad potrebbe aver firmato anche questa pagliacciata.
La fantomatica esercitazione potrebbe essere servita – come nel caso dell’11 settembre e di Londra – a far agire indisturbati i veri responsabili degli attentati, in modo che potessero piazzare gli esplosivi.
Così avvenne a New York, poi a Londra, ora a Oslo. Sono note le centinaia di testimonianze di cittadini americani che l’11/9 sentirono e videro esplodere delle cariche all’interno del World Trade Center.
Basti pensare all’edificio numero 7 che crollò su se stesso in pochi secondo come in una demolizione controllata SENZA neppure essere stato colpito!
Ora, senza tornare sulle anomalie dell’11/9, la stessa cosa sembra sia accaduta anche a Oslo.
L’esercitazione militare che si è tenuta 48 ore prima in prossimità del teatro dell’Opera, può aver benissimo coperto e permesso il piazzamento dell’esplosivo che non si è ridotto soltanto a un’autobomba ma ha colpito diversi edifici governativi.
Per chi si chiede che cosa c’entri il Mossad anche in questo caso, eccovi soddisfatti: come ha spiegato Gianluca Freda, «il Mossad opera in Norvegia in cooperazione con i servizi segreti locali, sotto la copertura del cosiddetto “Kilowatt Group”, una rete d’intelligence che vede la partecipazione, oltre che di Israele e Norvegia, anche di altri paesi quali Svizzera, Svezia e Sudafrica e che si maschera – manco a dirlo – sotto la finalità di facciata della “lotta al terrorismo”». Sul Kilowatt Group quel poco che si sa è emerso da alcuni documenti della CIA: è stato fondato nel 1977 ed opera a stretto contatto con il Mossad, «The group is dominated by Israel because of its strong position in the information exchange on Arab based terror group in Europe and the Middle East».
Infine, è evidente che il duplice attentato non possa essere stato commesso da un’unica persona.
Non solo perché non ci sarebbe mai riuscita, sebbene Hollywood ci abbia abituato a credere a tutto.
Ora, neppure Bruce Willis avrebbe potuto farcela da solo. Che un 32enne emotivamente fragile, mitomane e bugiardo, con il pallino della politica, cristiano e razzista possa essersi trasformato nella nemesi di Jason Bourne è semplicemente ridicolo. Che fosse un massone – del terzo grado! – non cambia le cose.
Costui è stato evidentemente aiutato da qualcuno.
I testimoni dell’isola di Utoja hanno infatti raccontato di aver sentito gli spari provenire da diverse parti, avvalorando la pista di un commando.
Neppure un esaltato può agire indisturbato per un’ora e mezza con un fucile automatico!
Che poi sia stato libero di agire per tutto questo tempo è un’altra questione che coinvolge la responsabilità della autorità. 
Ora, che a nessuno sia venuto in mente il precedente del pluriomicida australiano Martin Byrant è sintomo della superficialità con la quale vengono affrontate e trattate le notizie. Anche Bryant – fisicamente simile a Behring, biondo, carnagione chiara, occhi chiari, sguardo spiritato – è stato accusato di aver ucciso da solo il 28 aprile 1996, 35 persone nella strage tristemente più nota della storia australiana. Emotivamente fragile, narcisista, violento, all’età di 31 anni è stato fermato come unico colpevole della strage di Port Arthur. Che abbia agito da solo, anche in questo caso, è improbabile. Bryant, inoltre, era stato sottoposto da adolescente a cure psichiatriche da uno dei responsabili del progetto Tavistock in Tasmania, una sorta di MK-ULTRA inglese. Il Tavistock avrebbe agito da copertura per esperimenti sulla psiche di giovani malati così come a partire dagli anni ’50 il progetto Monarch MK-ULTRA, portato avanti dalla CIA, sperimentò come gli abusi possono creare personalità multiple su cavie umane così da dar vita a super soldati o semplici sicari mentalmente manipolabili e all’oscuro di tale controllo mentale ma attivabili sulla base di semplici ordini vocali o visivi.

L’ex Illuminato Leo Lyon Zagami che ha messo a repentaglio la sua vita per denunciare gli abusi e le pratiche occulte e sataniche di questa frangia deviata della Massoneria, è stato costretto a riparare all’estero dopo essere stato arrestato per spionaggio dalle autorità norvegesi. Egli aveva fondato nel 2006 il progetto AKER LUX e il CLUB of NOW, con lo scopo di opporsi allo strapotere di questa frangia fondamentalista della Massoneria di rito svedese. In questo senso Zagami porta avanti da anni la denuncia del Rito Svedese e del suo legame con l’O.T.O. e il satanismo in generale.
La possibilità che Behring Breivik, che era soltanto un iniziato al terzo grado, possa essere stato plagiato e manipolato dalla Loggia a cui apparteneva è evidente. Come spiegato da Zagami, il Rito Svedese della Loggia deriverebbe dal Rito della Stretta Osservanza Templare, fondato nel 1756 dal barone Karl Gotthelf von Hund, la cui frangia tedesca influì, secondo Zagami, nel retroterra esoterico che diede vita al nazismo.
È altrettanto evidente che il duplice attentato, che ha ora come unico capro espiatorio un giovane uomo trentaduenne, è stato un monito per la politica del Governo norvegese.
Un avvertimento a cambiare rotta, a sottostare alla creazione di un nuovo ordine mondiale e a sottrarsi alla cooperazione con la Russia. Un modo per far capire che l’indipendenza non è concessa.
Sarà servito?
Speriamo di no.

(di Enrica Perucchietti )

da - http://www.vocidallastrada.com/2011/07/esistono-almeno-dieci-ottime-ragioni.html
anche - http://infotricksblog.blogspot.com/2011/07/lombra-del-nuovo-ordine-mondiale-nwo.html


(by george)

martedì 26 luglio 2011

OSLO - QUALCHE OSSERVAZIONE

Non si riesce a capire una mazza!

Giornali e televisioni non fan altro che parlare di cristiani,nazisti,templari,islam,....mancano gli algonchini,la confraternita del Baffo,i raeliani.....un misto tra Codice da Vinci e Mistero dei Templari.
Come non bastasse intervistano il vicino di casa, il fornaio,il supermercato,i conoscenti del pazzo di un secolo fa...che non posson far altro che aumentare il carico di ovvietà.
Fra poco arriveranno gli psicologi ,gli antropologi sociali da talk show,i sociologi....i criminologi..i tuttologi.
Speriamo nelle ferie...

E' questo il compito di un giornalismo degno di tal nome? Basterebbe un impiegato del catasto.

Mai che ti dicano qualcosa di essenziale al di là dell'evidenza più scontata e ripetuta come un ritornello.
Ad esempio se questo pazzo era solo (come insiste la polizia) o se c'erano altri partecipanti od organizzatori (come invece sostiene il pazzo).
In un primo momento le ipotesi erano ribaltate,lui diceva d'aver agito da solo,la polizia non ci credeva.
Più delle opinioni psicanalitiche del solito pirla nostrano ingaggiato per dir banalità,ci interesserebbe che qualche inviato sul posto cercasse di chiarire questo punto.
Un altro: non ci sono riscontri ai racconti di alcuni sopravvissuti di Utøya secondo i quali sarebbero state due persone a sparare? La bomba di Oslo, ha fatto sapere la polizia, è stata azionata con un comando a distanza.Dal pazzo o da altri?
Si può capire la riservatezza delle indagini,la difficoltà di sapere....ma non è il mestiere del giornalista cercare di arrivare dove il pubblico e i lettori non possono?
O se ne stanno in albergo ad aspettar i comunicati o a far patetiche interviste a dei signor nessuno,come nella guerra libica?

Noi lo definiamo pazzo,ma a ben vedere,più che “pazzo” appare come un uno che ha un piano in testa chiaro e ben definito,seppur criminale. Un piano orrendo,ma anche complesso e articolato. Un piano che può essere concepito da un "semplice pazzo" solitario o in combutta con altri criminali,tutt'altro che pazzi?

Domande,interrogativi che ci auguriamo ricevano al più presto risposte.

Ma ormai si sa,i media vivono di comunicazioni sempre destinate alla famosa casalinga di Voghera,e ben si guardano di andare un metro oltre.Una solita rappresentazione sul genere dello show Melania,della Scazzi,delle nozze Brunetta,della Winehouse....una gara di banale chincaglieria pseudoromantica,di luoghi comuni flaubertiani e tanta retorica a buon mercato.Che si tratti di tragedia o commedia,poco importa,lo schema é identico.

Non poteva mancare la UE che sull'onda emozionale del momento, non trova di meglio che strumentalizzare la vicenda con iniziative retoriche e d'effetto (ma anche inquietanti) di  incredibile tempestività,qualità che gradiremmo mostrasse anche nello stigmatizzare i crimini che il suo strumento, la Nato,da mesi sta compiendo arbitrariamente in Libia.

Sempre a proposito di pazzi,non sarebbe la prima volta che un pazzo esaltato viene usato da altri per scopi inconfessabili.Più é labile e mentalmente esaltato e meglio serve allo scopo.
Ricordate Oswald,un altro pazzo,ma con dietro molto,molto di più.
Noi sappiamo fin troppo bene com'era facile mettere una bomba nera rivendicata dai rossi o viceversa.
Quindi cautela,senza però dimenticare che la realtà spesso supera ogni immaginazione,come  parecchie han dimostrato.
Ne abbiam viste troppe spacciate per una A e che poi si son rivelate una B,C,D....
Ultima gigantesca bufala la pagliacciata mediatica della vicenda libica..
Ancora cautela certo,ma neanche bere il primo intruglio che ti viene offerto da osti improvvisati e tutt'altro che affidabili.

(george)

lunedì 25 luglio 2011

PROSSIMO GOVERNO GOLDMAN SACHS


Prove generali di un nuovo 1992.
Qualche giorno fa si son riuniti presso la sede di Banca Intesa il bancarottiere De Benedetti,il liquidatore dell'economia italiana Prodi,i vertici di detta banca Passera e Bazoli,un Caloia  banchiere cattolico (i preti non possono mancare)  e dulcis in fundo Mario Monti,già advisor di Goldman Sachs e membro della Trilateral,nota organizzazione "umanitaria".
Monti,un beniamino del Corriere di Mieli di cui é pure editorialista e di cui Bazoli é grande azionista.
Gode del favore anche del bancarottiere di Repubblica che in una intervista a Die Zeit afferma:
" potrebbe guidare l'opposizione con successo (fuori quindi la politica e largo ai tecnici,e la dice pure lunga sulla fiducia in Bersani e Co.),tutto il centrosinistra vuole Monti...."
Una compagnia di noti benefattori del popolo,tutti intruppati nelle varie organizzazioni mondialiste massoniche.
Oggetto dell'incontro:il dopo Berlusconi,che potrebbe non riuscire a mangiare il panettone.

Bruciata l'ultima fesseria di Fini,per manifesta  impresentabilità del proponente,collezionista indefesso di toppate .Bocciato Tremonti per i guai di Milanese,entra in scena il cameriere di tutta la pirateria finanziaria mondiale,monsignor Prodi,che cerca di spingere per un futuro governo il suo protetto Monti, molto gradito anche al John Wayne del Colle.
Il futuro Messia attende un segno per scendere tra il popolo a distribuire lacrime et sanguine,nel frattempo si fa vedere in Tv,incontra il Letta che non conta,ormai un portaordini della filibusta finanziaria e ansioso di emulare Prodi nelle sciagurate privatizzazioni.
Sembra essere simpatico pure a Maroni.
Prodi poi,già lo battezza salvatore della patria in caso le cose volgessero al peggio.
Fatto che succederà certamente sotto il prossimo e decisivo attacco della speculazione degli amici degli amici,contro cui il governo del berlusca sarà impotente ,considerati i limitatissimi margini di manovra e i tanti guai che lo affliggono.
Sarà il momento della chiamata della Trilateral e soci,a cui Monti non si potrà sottrarre.
Resta solo da vedere come sarà eseguita l'opa,per evitare che si parli di colpo di stato.
O Berlusconi viene sfiduciato in parlamento o  si dimette.Altre vie sembrano un golpe,ma sicuramente salterà fuori qualche coniglio dal cilindro.Qualcosa si farà certamente.

Morale: non é improbabile che entro breve tempo la Goldman,il Bilderberg e la Trilateral governeranno direttamente il paese con vari maggiordomi e sguatteri al seguito.

Ci sono succulenti bocconi da spolpare ed é sempre Prodi che apparecchia la tavola,ora come allora.Qualche osso verrà dato ai vari Benetton di turno,il resto alla pirateria internazionale degli amici.

Mica penserete che Monti,il Letta che non conta,i pensionati della bocciofila piddo-democristiana e varia garniture siano i padroni del vaporetto italiota?
Sono solo i gestori in affitto del banco mescita,cioè dar da bere agli italiani la bufala della democrazia e di un'altra rapina.
Solo un cambio d'illusionista,e il pacco dono ai poveri peones :
Il governo dei tecnici,della mafia bancaria e finanziaria.

In compenso e tanto per cambiare,c'è Draghi alla BCE.....altro ex-Goldman Sachs.

La Stampa - http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=search&currentArticle=12FT5B

- http://infotricksblog.blogspot.com/2011/07/goldman-sachs-aspetta-litalia-al-varco.html?spref=fb

(george)

domenica 24 luglio 2011

CRONACHE DI SAN VITTORE - I DIVERSI

Dalle tragedie internazionali alle farse da pianerottolo di casa nostra.
Da Macbeth a Bersani,da Re Lear a Pulcinella.
Come diceva Heine,dopo le grandi tragedie finiamo sempre per soffiarci il naso.
E da noi i fazzoletti abbondano,dai miracoli berlusconiani alle narrazioni vendoliane,dal "ghe pensi mi" al  "noi semo er mejo der pollaio".


Sono ormai più di trent'anni,da quando Berlinguer si é inventato la "superiorità morale' ,che i compagni triturano urbi et orbi con questo tormentone,un disco per l'estate.Noi,i diversi.
Probabilmente per trovare un "diverso" bisogna rivolgersi a Peppone,un reperto archelogico della favola che si raccontano prima di addormentarsi.
Ancora oggi incuranti della realtà quotidiana della loro "diversità" ,vale a dire dei 35 arrestati e dei 400 indagati,si sente ancora un beneficiato basagliano bolognese (di cui non facciamo il nome per compassione,un tal Mirko Divani) che con delirante sprezzo del ridicolo afferma:
"Noi siamo cresciuti alla vecchia maniera,ci possiamo permettere di far la morale agli altri".
Questo é quello che aveva dato il famoso bancomat al sindaco dimissionato Del Bono.
Un esperto di prelevamenti più che di vecchie maniere..

La vecchia maniera era quella del contrordine compagni, della servitù antropologica al culto del partito che non sbaglia mai,del culto di incartapecoriti leaders sovietici,di mussoliniana memoria e altra faccia del berlusconismo.
La vecchia maniera era ed é quella dei compagni che sbagliano,mentre gli altri son solo corrotti.
Bisognerebbe pure dire a Mirko che da tempo é in auge tra i compagni una new way of life ,quella di frequentar banchieri e padroni,quella di accreditarsi da perfetti liberisti in stile yankees,quella dei guerrafondai in Kossovo e Libia,quella del Letta che non conta che si autocandida come nuovo campione delle privatizzazioni al servizio dei massoni internazionali.
Il nuovo look.postmoderno della sinistra...beh sinistra si fa sempre per dire....a forza di cambiare nome manco san più dove stan di casa.

Nella stessa occasione bolognese il povero Bersani,liquidatore Pd, concionava "Da noi c'è un civismo che non tollera ombre...un'analisi onesta (delle mazzette) non può non partire da questa colossale differenza di comportamento (booooom!) ...noi non siamo loro" (forse peggio?).

Prescindendo dal fatto che più che di ombre si tratta di  notte fonda (visti i dati di cui sopra)  e che sono molto peggio degli altri perchè, oltre a rifornirsi dalla stessa premiata mazzetteria, han sempre il ditino alzato a far le pulci al mondo,questi si accorgon sempre dopo di tutto,comprese le fesserie e le favole che han raccontato per anni.Si convertono sempre quando Saladino é entrato a Gerusalemme.
Poi credono che basti il tormentone berlingueriano per assolversi con formula piena.
Ormai é un disco rotto,un outing da esperti chiagnefottari .
I compagni di un tempo son spariti (qualcuno ancora resiste nella jungla...),ma il riflesso pavloviano di decenni di scuola dell'obbligo alle Frattocchie é sempre presente.
Credersi e far credere alle truppe cammellate d'esser i migliori e di aver in tasca la verità,magari dopo averla cambiata manco non san più quante volte.

Caso Tedesco insegna,nonostante l'intervista distesa al Bocciofilo di Corradino Mineo,uno dei tappetini più morbidi del videogame e in gara con Fabiocazio.
Un'arrampicatura di sesto grado per farci credere che loro avevan votato tutti a favore dell 'arresto.
Va beh...bufala più,bufala meno...ormai sono abituati...
Ora il bocciofilo Bersani é alle prese con le presunte ruberie di uno della sua segreteria,mica un passante,un tal Penati  che, incurante dei rimandi pietosi del nome ed in ossequio al mito della solita diversità,invita Tedesco a dimettersi!
Una gara tra mazzettari in nome della "superiorità manuale"!

Partecipano alla sceneggiata: la madonnina portata in processione per qualche settimana,la Serracchiani,alias sotto il vestito niente, che ha subito alzato la zampetta,poi il Letta che non conta,la Finocchiaro (che sarebbe meglio pensasse al marito),Veltroni ancora in attesa di partire per l'Africa,Sassoli....
Insomma tutta la milizia pavloviana chiedeva a Tedesco di dimettersi.
Il quale, da buon conoscitore dei suoi polli,li ha mandati tutti a quel paese,sora Bindi in testa,in nome della "superiorità senatoriale" (151 no, 127 si e 11 astenuti).

Si dirà,ma gli altri? Dall'altra parte,peggio che andar di notte.
Mazzettari a iosa,si sa,ma loro sono i cattivi,depositari d'ogni vizio e iniquità.
Loro lo sanno e fan finta di nulla,modesti....,sottotraccia come i vecchi democristiani,vero Casini?
Ma qui parliamo dei buoni,dei virtuosi,dei puri,dei diversi...quelli che ci han fatto venir l'orchite a forza di dipingersi come santini....anche in manette.
Parliamo di gente ancora in vita solo grazie al bunga bunga....fosse per loro!.

Che diceva il Principe di Salina? Dopo i gattopardi verranno le iene e gli sciacalli....non poteva sapere che ci sarebbero stati i Bersani,i Letta,le Bindi,i Franceschini.....lasciamo a voi la categoria zoologica...

Alla fine,dopo decenni di questo fasullo tormentone con orchite annessa, e considerata l'attualità,si può senz'altro concludere che i compagni ,ex di tutto e di più, hanno ragione,sono veramente diversi dagli altri.

Politicamente corretti,le mazzette le prendono con la mano sinistra.

(george)

sabato 23 luglio 2011

PERCHE' LA NORVEGIA?



In merito all'attentato di ieri in Norvegia,riteniamo utile fornire alcuni dati preliminari per una riflessione più completa


Cos'ha la Norvegia che l'Italia non ha?


La Norvegia sarebbe un caso da studiare e da emulare: un surplus del 10%, un profitto netto dei titoli di stato di Oslo del 6,197%, di più del 4,747% del bund e del 2,931% dei bond svizzeri, il piu' basso tasso di disoccupazione (rif.Wall Street Italia) .
- http://secure.wallstreetitalia.com/article.aspx?IdPage=1039466

Quello che l'articolo non dice lo si può trovare facilmente su wikipedia, e cioé che l'economia norvegese è caratterizzata dalla proprietà statale di grossi comparti industriali cruciali come il petrolio (Statoil), l'energia idroelettrica (Statkraft), l'alluminio (Norsk Hydro), la principale banca del paese (DnB NOR), e le telecomunicazioni (Telenor), e che ben il 30% del valore della borsa di Oslo è in mano allo Stato. Se si comprendono anche le partecipazioni in società non quotate, la quota pubblica aumenta drasticamente con i titoli petroliferi diretti.
Insomma, la Norvegia ha la sua IRI intatta, prima del golpe bianco del Britannia.

Inoltre il petrolio del paese è controllato dal governo tramite i maggiori operatori come il 62% in Statoil nel 2007, la controllata statale al 100% Petoro, e SDFI, oltre al controllo delle licenze di esplorazione e produzione. Una sorta di ENI alla Mattei, prima del fatale "incidente".

Poi scopro che il paese, pur essendo il primo produttore ed esportatore di petrolio d'Europa, non è membro dell'OPEC, e che ha fondato un FONDO PENSIONI SOVRANO nel 1995 per ridistribuire i proventi del petrolio, del fisco, dei dividendi, delle cessioni e delle royalties.
Si aggiunga a questo che non fa parte dell'UE e che la sua corona è pertanto più sovrana/pubblica dell'euro.
Infine, la Banca centrale norvegese gestisce uffici di investimento a LONDRA, NEW YORK E SHANGHAI.

Viene da chiedersi: ma se l'Italia fosse come la Norvegia monetariamente sovrana cioè fuori dall'euro?
E se non fosse trivellata da cima a fondo da multinazionali estere e/o finanziarie per i suoi giacimenti di idrocarburi, i secondi per ordine di importanza in Europa ?
E se per le nostre preziose risorse elettriche non fosse sfruttata da scatole cinesi della multinazionale di stato francese EDF?
E se le nostre risorse idriche, tra le maggiori al mondo, non fossero in mano alle multinazionali dell'acqua in bottiglia tipo Nestlé, e dai due colossi francorotti Suez Gaz de France e Veolia?
E se i proventi di dette risorse pubbliche li gestissimo per ridistribuirli al popolo come nei paesi dove esiste un social welfare?
Avremmo un debito pubblico inesistente come la Norvegia?

E se e se e se. Ma come siete ingenui. Noi siamo dei birboni, abbiamo avuto Mussolini, siamo indisciplinati, pizza pasta e mandolino, insomma siamo italiani e meritiamo una penalizzazione. Bisognerebbe come minimo che la Banca d'Italia fosse di proprietà pubblica, con una moneta credito, al contrario dell’euro debito. Bisognerebbe come minimo non avere ceduto al golpe bianco del Britannia (nel 1992, decisione della svendita dell’IRI con l’aiuto della svalutazione della Lira in seguito all’attacco di Soros), per la verità poi neanche riconosciuto come tale dalla stampa ufficiale.

Ieri il ministro portoghese e quello austriaco hanno segnalato la loro contrarietà il primo all'euro, il secondo al bilancio UE per via degli insensati salvataggi delle banche; irlandesi e greci non ne possono più e sono i primi ad avere capito sulla loro pelle quello che negli USA oramai è diventato il segreto di pulcinella, e cioè che Bernanke/Trichet stampano moneta a (nostro) debito per salvare le banche creditrici dei debiti sovrani mentre l'eurocratese continua a mescolare le carte sibilando che è per salvare gli Stati, oramai morti e sepolti dagli stessi eurocrati.

Decidere di uscire dall'euro è possibile in virtù del Trattato di Lisbona: e se la esplorassimo, per rifondare una moneta credito del popolo?

(di Nicoletta Forcheri - 18 novembre 2010)

- http://mercatoliberotestimonianze.blogspot.com/2010/11/cosha-la-norvegia-che-litalia-non-ha.html
- http://infotricksblog.blogspot.com/2011/07/attentati-oslo-riepiloghiamo.html
- anche:
- http://www.washingtonsblog.com/2011/07/terrorist-bomb-attack-in-oslo-norway.html
- http://attiliofolliero.blogspot.com/2011/07/attentato-ad-oslo-le-riflessioni-del.html#comment-form
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Osservazioni

- (...) La Banca Centrale Norvegese è rimasta una delle ultime banche europee controllate dallo STATO (e... non dai banchieri PRIVATI). Tale banca gestisce anche il Fondo Pensioni norvegese, in ATTIVO (un piatto ricco con i tempi di crisi) Per questi fatti la Norges Bank NON vuole far parte del sistema EURO.
http://www.esteri.it/MAE/pdf_paesi/EUROPA/Norvegia.pdf

- La Norges Bank è la PRIMA banca Centrale in assoluto ad aver citato in giudizio nel 2009 per truffa sui DERIVATI la CITY Group, il più grande gruppo d'affari del Mondo. Immaginiamoci gli esiti delle sentenze che il Tribunale amministrativo di Stato norvegese dovrebbe emettere...
http://it.finance.yahoo.com/notizie/crisi-banca-centrale-norvegese-denuncia-citigroup-agixml-0638e2e27d7b.html?x=0

- (...) il Governo norvegese ha firmato recentemente un importante Trattato con accordi del confine acqueo nel Mare del Nord con la Federazione Russa, ai fini di un CONGIUNTO sfruttamento gas-petrolifero, escludendo di fatto le "7 sorelle" multinazionali globali, storicamente "coinvolte" in tali frangenti e rappresentanti gli interessi primari di Canada e USA ,ovviamente contrarie a tale accordo.
http://www.ntnn.info/it/articles/artico-trattato-di-cooperazione-russia-norvegia.htm

- (...) la Norvegia abbia recentemente decretato di uscire dalla coalizione di Stati contro la Libia, aggiungendo alla NATO un'ulteriore difficoltà "politica".
http://www.wallstreetitalia.com/article/1147968/libia-ritiro-norvegia-nato-gli-alleati-dovranno-compensarlo.aspx

- (...) il Governo norvegese abbia evidenziato, PRIMO in Europa, un futuro riconoscimento della Palestina come STATO sollevando molti consensi ma anche dure e aspre critiche.

Fabio Calzavara
(da infotricks blog)
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Altre info

PETROLIO

- 07-07-2011: http://italian.ruvr.ru/2011/07/07/52913105.html
Entra in vigore l’accordo Russia-Norvegia: nuovi orizzonti nell’Artico

Oggi entra in vigore l’accordo fra la Russia e la Norvegia sulla delimitazione delle zone di competenza nell’Artide e sulla cooperazione nel Mar di Barents e nel Mar Glaciale Artico. Con questo documento, firmato il 15 settembre del 2010,  si sono conclusi 40 anni di controversie. L’accordo apre nuove possibilita’ per il libero sfruttamento dei ricchissimi  giacimenti di gas e petrolio nell’area di 175 mila chilometri quadrati e regola la collaborazione nel settore ittico. Secondo il ministro degli esteri russo Lavrov, si tratta di un’intesa opportuna e reciprocamente vantaggiosa.

- Da “Sky – TG24” del 12-12-2009: http://tg24.sky.it/tg24/mondo/2009/12/12/iraq_russi_e_norvegesi_si_accaparrano_il_petrolio_.html
Iraq, russi e norvegesi si accaparrano il petrolio

Nel corso dell'asta per l'assegnazione di appalti ventennali sui pozzi iracheni, che si è svolta a Baghdad, la compagnia russa Lukoil e la norvegese Statoil hanno ottenuto la concessione per uno dei maggiori giacimenti petroliferi, nel Sud dell'Iraq. Lo ha annunciato il ministro del petrolio iracheno. Si tratta di uno dei giacimenti più grandi finora mai sfruttati, con delle riserve di quasi 13 miliardi di barili. La coppia Lukoil-Statoil ha strappato il contratto grazie a un'offerta che prevede di accrescere la produzione di 1,8 milioni di barili al giorno

http://archiviostorico.corriere.it/2007/ottobre/26/Gazprom_allea_con_Norvegia_petrolio_co_9_071026112.shtml
Gazprom si allea con la Norvegia E il petrolio tocca nuovi record

MILANO - Gazprom ha scelto la norvegese StatoilHydro come secondo partner nel maxi-giacimento di gas a Shtokman. Il colosso russo guidato da Alexej Miller aveva già selezionato la francese Total come primo partner per sviluppare la fase iniziale del progetto, la cui stima ammonta a 15-20 miliardi di dollari. Le riserve di questo giacimento ammontano a 3.700 miliardi di metri cubi di gas e oltre 31 milioni di tonnellate di gas condensato. [...]

LIBIA

- al sito “Workers World”, 21-07-2011: http://www.workers.org/2011/world/libya_0728/
Escalation dei bombardamenti NATO contro la Libia

[...] Anche la Norvegia [insieme all’Olanda] sta ritirando la propria partecipazione [alla guerra in Libia]. A partire dal 1° agosto, le sue forze aeree non saranno più coinvolte negli attacchi. Questa crescente riluttanza da parte di diversi paesi membri della NATO ha portato il ministro della difesa britannico, Liam Fox, ad accusare questi governi, il 13 luglio scorso, di non fornire sufficienti forze aeree per la campagna in corso. [...]


Rinviamo qualsiasi commento a questo avvenimento in attesa di avere maggiori elementi di chiarezza.

(by george)

venerdì 22 luglio 2011

E LA CHIAMANO GIUSTIZIA....



Catturato l'ultimo criminale di guerra serbo. Ma il Tribunale dell'Aja non volle neanche considerare le accuse rivolte alla Nato durante la guerra in Jugoslavia.
Secondo Antonio Cassese, «una giustizia indirizzata solo contro i criminali dei paesi sconfitti»
http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2011/07/21/al-tribunale-per-la-ex-jugoslavia-missione.html

E tre, dopo l'arresto da parte del Tribunale penale internazionale per i crimini nell'ex Jugoslavia dei supericercati Radovan Karadzic e Ratko Mladic, è toccato a Goran Hadzic, l'ex presidente della Krajina serba in territorio croato, l'ultimo ancora a piede libero, catturato perché tradito a quanto pare da un Modigliani che voleva vendere. Ma sarebbe meglio dire "e quattro...", per non dimenticare la cattura, detenzione e morte misteriosa dell'imputato eccellente, Slobodan Milosevic.
Tutti rigorosamente serbi.
Così almeno, sperabilmente, dovrebbe essere finito l'alibi che fin qui ha voluto l'esclusione della Serbia dall'Unione europea senza l'arresto di tutti i criminali di guerra. Eppure da Bruxelles ripetono ancora di no. Dunque sembra finita con l'arresto di Goran Hadzic, almeno la storia giudiziaria della guerra fratricida ed interetnica che ha riportato il conflitto armato in Europa nel 1991, devastando la Jugoslavia, uno stato legittimo e riconosciuto dalle Nazioni unite.
Verrebbe voglia di dire: mettiamoci una pietra sopra, i cattivi sono in prigione...
E invece no. Perché proprio quest'ultimo arresto autorizza un bilancio senza fingimenti proprio del Tribunale penale internazionale sulla ex Jugoslavia (Tpi), uno sconcertante tribunale ad hoc.
Un bilancio del resto malamente tentato ieri sulle pagine de la Repubblica da Antonio Cassese che del Tpi è stato primo e autorevole presidente. Cosa sostiene Cassese?
Che il tribunale ad hoc dell'Aja ha processato equamente, che ha raccolto rigorosamente le prove pur costretto a rivolgersi ad autorità statali, che ha inquisito e poi processato i colpevoli giusti, cioè i vertici militari e politici.
Tutto bene allora?
No, lo stesso Antonio Cassese, che sproloquia di elogi l'operato dei giudici dell'Aja, è costretto ad ammettere che «una sola macchia lede la buona immagine del Tribunale sull'ex Jugoslavia: il procuratore che subentrò nel 1999, di fronte alle accuse contro le forze della Nato per pretesi crimini di guerra commessi quell'anno contro cittadini serbi, non volle neanche iniziare le prime indagini, per accertare se quelle accuse avessero qualche fondamento».
Tanto che Antonio Cassese conclude in modo inequivocabile: «La giustizia del Tribunale è rimasta dunque una giustizia indirizzata solo contro i criminali dei paesi sconfitti».
Alla faccia dei processi equi, giusti e rigorosi. Perché il procuratore dell'epoca, Carla Del Ponte, si rifiutò semplicemente d'incriminare i leader occidentali dell'Alleanza atlantica (i vari Massimo D'Alema e Tony Blair, Bill Clinton per intenderci) per ossequio ai paesi che avevano lanciato una campagna di 78 giorni di bombardamenti aerei, seminando di Cruise e cluster bomb le città serbe e kosovare, e provocando tanti morti civili. Secondo i dati delle stesse autorità filo-occidentali di Belgrado, ben 3.500 vittime.
Una strage per la quale non ha pagato né mai pagherà nessuno.
Accreditando la versione degli innocenti "effetti collaterali", quando invece si trattava - come dimostrò un'inchiesta di Amnesty International - di una vera e propria campagna di terrore dall'alto dei cieli per isolare l'allora regime di Belgrado.
Ora Antonio Cassese riconosce che quei crimini andavano inquisiti e che quei leader occidentali, che trassero molte delle loro fortune politiche da quell'esperienza fondante di guerra, andavano processati.
Altri particolari Cassese però non dice. Il primo, che non solo la Nato non fu processata, essa raccolse le prove per i processi di alcuni leader serbi, a partire da Milosevic.
Quale tribunale, ancorché internazionale, è imparziale se le prove "oggettive" vengono raccolte da chi è parte in causa, anche se come "vincitore", nella stessa colpa?
Il secondo silenzio riguarda il "politicamente corretto" dei crimini commessi dalla parte dei musulmani di Bosnia. Ratko Mladic alla sbarra dell'Aja va bene, ma perché Naser Oric, il comandante musulmano di Srbrenica, responsabile dei crimini che probabilmente hanno provocato l'eccidio di Srbrenica, è libero e tranquillo in quel di Bosnia?
Di più, Antonio Cassese può spiegare chi pagherà per i crimini commessi in Bosnia Erzegovina dalle milizie mujaheddin arrivate dall'Afghanistan a soccorrere le truppe di Alja Izetbegovic grazie ad un accordo tra Stati uniti ed Arabia saudita, visto che tutte o quasi sono state fatte rimpatriare grazie a salvacondotti di Sarajevo avallati dalle Intelligence occidentali?
Per non dire del tira e molla ridicolo del Tribunale dell'Aja sui crimini commessi dalle milizie kosovaro-albanesi in Kosovo contro i civili serbi: l'intera leadership di Pristina è di questo responsabile, ma nessuno trova il tempo e il modo - ora se ne occuperà a ribasso la missione Eulex - per arrestare Hashim Thaqi, il premier di una "nazione" nata solo grazie ai bombardamenti atlantici e nel disprezzo degli accordi internazionali.
Il fatto più grave resta comunque che i "vincitori" dell'ultima guerra balcanica, tutte le cancellerie europee, risultano innocenti. A partire dal crimine che consideriamo più grave: l'avere riconosciuto indipendenze statuali autoproclamate su base etnica, come fecero la Slovenia e la Croazia, così giustificando la guerra fratricida e dando il via al massacro in Bosnia, dove tutte le etnie erano racchiuse come in una piccola Jugoslavia.
Dunque l'arresto di Goran Hadzic, l'ultimo dei criminali serbi ricercati, autorizza l'amara conclusione della impossibilità stessa di una giustizia internazionale se resta nelle mani dei potenti della terra. Antonio Cassese infatti concludeva il suo intervento ricordando che ormai i tribunali ad hoc, per molti di questi limiti, hanno fatto il loro tempo perché c'è all'Aja ora il vero, l'unico Tribunale penale internazionale per i crimini di guerra e contro l'umanità. Ad esso ormai chiedono di far ricorso con autorevolezza anche gli Stati uniti.
Manco a dirlo, gli Stati uniti che pure chiedono all'Onu di deferire al Tribunale internazionale i criminali internazionali di turno, non riconoscono il questo tribunale, timorosi di dover pagare per i troppi crimini di guerra commessi nelle ultime stagioni irachena e afgana. La cronaca ci dice che è stata Louise Arbur, ambasciatrice all'Onu statunitense e già primo procuratore del Tribunale sull'ex Jugoslavia, a chiedere al Consiglio di sicurezza, all'inizio del nuovo conflitto libico, il deferimento al Tribunale penale internazionale di Muammar Gheddafi. Il cerchio si chiude. Con buona pace dei vincitori che seminano il mondo di guerre e ritirano la mano.

Tommaso Di Francesco - il manifesto | 22 Luglio 2011

(by george)
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Che la guerra nella ex Jugoslavia avesse visto episodi criminali attuati da tutte le parti in conflitto,lo sapevano anche i bambini,ad eccezione di questi inutili tribunali al servizio dei vincitori.
In altri posts abbiamo denunciato la disinformazione attorno alla strage di Sebrenica.
Ora parte della verità viene pure ammessa da un ex presidente di questo tribunale,il quale però non si accorge che anche l'unico Tribunale penale internazionale per i crimini di guerra e contro l'umanità é un tribunale ad hoc,succube degli stessi interessi,come il caso Gheddafi ha dimostrato.

Nel mondo di oggi,dominato da interessi di una oligarchia massonica-finanziaria,non ci può essere nessun tribunale che giudichi eventuali crimini contro l'umanità,solo un utile passepartout di interessi particolari al di fuori di ogni giustizia.
Non ci può neppure essere una istituzione come l'ONU,in gran parte composta da violatori di diritti umani,che ha perso ogni credibilità al servizio anch'essa di interessi particolari.

Sarebbe ora di finirla con questi plateali trucchi utili solo ad ingannare i popoli ed a giustificare,coprire e anche incoraggiare ingiuste e  scellerate guerre invece di prevenirle ed ostacolarle.

Si dirà,la realpolitik....ok,ma per favore risparmiateci il predicozzo umanitario,é un ruolo che non vi si addice....e smantellate tutti questi tribunali ed organizzazioni fasulle.

LIBIA - POULETS EN SARKOPHAGE

INFO

Gheddafi può restare il Libia a patto di star fuori dalla scena politica.

Questa in pratica la mesta dichiarazione del ministro degli esteri francese Juppé.Erano partiti come fulmini di guerra,finiscono senza cartucce
Grido di battaglia :Napo in Egitto,Sarko in Libia!
Van Damme coach,mais le petit Sarkobomb non ce l'ha fatta.
De Funés,meglio del ministro, avrebbe spiegato ai francesi la figura da pollastro del comandante della Grande Armée,costretto a venire a patti con i beduini dopo quattro mesi di bombardamenti.

Ci sarebbe da ridere se non si dovesse piangere per le vittime di questa sciagurata,inutile e truffaldina guerra promossa da tutto il buonismo e l'umanitarismo fasullo occidentale e dalle smanie di grandeur degli spernacchiati galletti francesi.
Ricordiamo,per chi lo ignorasse, che le forze francesi rappresentano circa il 30% dello sforzo bellico alleato,non sono assegnate alla Nato,ma sotto il diretto comando di Parigi,che considerava la LIbia come cosa propria.
Ancora ieri l'intellettuale bollito  Bernard Levy incitava il governo a fornire armi ai golpisti di Bengasi.
La sinistra umanitaria!
Ma il Colonnello non era accusato dal tribunale dell'olandesina di crimini contro l'Umanità?
Ipotesi che "al momento non viene discussa",dichiara Juppé,e questo la dice lunga sulla funzione e la finzione di questo tribunalicchio da dopolavoro,altro misero strumento truccato degli interessi imperialisti.

Vi hanno fatto credere che ci fosse una rivoluzione di popolo,invece era solo un gruppo scalcinato di straccioni golpisti guidati da ex-aguzzini e finanziati dagli imperialisti occidentali,avidi solo del petrolio libico.
Certo che le figuracce politiche,militari e mediatiche dei "volenterosi" (che parola!) sono degne del reame di Père Ubu.
Si invoca anche una forza di interposizione Onu,un'ulteriore sciagura,a seguito di una eventuale  ipotesi di dividere in due la Libia.
Una cosa inaccettabile, e se avverrà,sarà foriera di future guerre e massacri civili.Ci vuol poco a capirlo!
Come farà poi il Rais a star fuori dalla vita politica,visto che più volte ha ripetuto "la Libia sono io".
E a ragione,si dovrebbe dire, visto l'andamento della guerra e l'inconsistenza dei golpisti sul piano politico e militare.
Comunque vedremo gli sviluppi di questa farsa e tragedia..

Intanto,ci piacerebbe sentire qualche dichiarazione del nostro rambo Presidente con l'elmetto,fino a ieri alla testa del Settimo Cavalleria.
Silenzio tombale.
Per ora sembra dedicarsi più alle liti condominiali con Belpietro,accusato dalla procura delle banane di vilipendio al capo dello stato per una vignetta da educande.
Anche qui ci sarebbe da piangere a forza di ridere.
Al Bunga Bunga ne han dette e scritte di tutti i colori,alla Elisabetta Queen tirano uova....ma da noi ,si sa,vige il codice da Vinci....

(george)