mercoledì 29 giugno 2011

LIBIA - LA VERGOGNA DEI MEDIA

 INFO

Continuano senza sosta i bombardamenti degli aggressori su obiettivi militari e civili.
Esultano i golpisti,una specie di armata brancaleone in suv,mentre gran parte della stampa continua nella vergognosa campagna di disinformazione e di appoggio alle bombe umanitarie.
Il nostro compagno Presidente,un giorno sì e l'altro pure,inneggia alla coraggiosa opera umanitaria della Nato e degli Usa,manca solo che intoni l'inno dei marines,mentre i pinguini  marciatori della pace a gettone dormono avvolti negli stracci arcobaleno.
Non sia mai che si vada contro il Nobel della pace che fa la guerra!
Toccare il fondo,imperativo categorico.
Che i media stiano dando il peggio di tutta la loro storia,non ci piove.
Dopo le tante bufale spacciate,ancora non si arrendono e capita ancora di leggere  sul Corriere : "Brava Nato,continua così".
C'é da chiedersi se sia più grande la stupidità o l'ipocrisia.
Fatto sta che in nome  del petrolio e di falsi pretesti, dopo quattro mesi di bombardamenti è stato distrutto un paese.
Grande enfasi della stampaglia inetta e prezzolata è stata data alla storia viagra e stupri di massa delle truppe fedeli al rais.Senza contare che con tali minchiate siamo ormai a livelli fantozziani ,si scopre ora che era l'ennesima menzogna messa in giro dagli straccioni di Bengasi e subito fatta propria dai media,dalla macchietta della Clinton e da quel burattino dell'Aja,lo stesso che proprio ieri ha denunciato il Colonnello per crimini contro l'umanità.
Questo è quanto emerge dall'inchiesta di Amnesty International.che contraddice le affermazioni dal burattino  Luis Moreno-Ocanmpo, procuratore capo del Tribunale Penale Internazionale, che due settimane fa in una conferenza stampa ha dichiarato che in Libia esisteva la strategia di «violentare chi è contro il governo».
Parole subito fatte proprie dalla macchietta Hillary Clinton, che la scorsa settimana ha parlato di «violenze sessuali, minacce fisiche, molestie» in Libia.
Nessuna prova,nessun riscontro.
Quando ci si accontenta di spacciare per verità le fandonie di qualche venduto per un tozzo di pane,si va sempre incontro a pessime figure.Ma ormai i media,manutengoli del potere,non sanno più che sia la vergogna e la deontologia di questa professione.Inventano qualunque cosa..
Aveva ragione il solito Carmelo Bene,non libertà di stampa (una fregnaccia),ma libertà dalla stampa.

Questa guerra è uno scandalo,una farsa,una sceneggiata grottesca e ignobile allo stesso tempo.
Lo schifo per  tanta ipocrisia e fandonie è tale che,dopo questa guerra,il primo che si azzardasse a parlar di Onu,di diritti umanitari,di democrazia e diritto internazionale,di pace....dovrebbe essere fucilato sul posto.

Intanto in Egitto,alla faccia sella tanto invocata democrazia,l'esercito ha rimandato le elezioni a data da destinarsi,provocando immediate manifestazioni di piazza.
Eravamo stati buoni profeti,affermando che la democrazia era solo un pretesto,quando le mezzepippe alla Gad Lerner parlavano delle false rivoluzione nordafricane come riedizioni di quella francese.

In Tunisia già affilano i coltelli i jihadisti.

Si può dire che l'opera di destabilizzazione dell'area mediterranea continua.
E' quanto volevano i guerrafondai e la loro cricca finanziaria al seguito.
Ora toccherà al Medioriente e chissà....forse anche all'italietta,una riedizione appropriata delle mani pulite...

Anche : http://infotricksblog.blogspot.com/2011/07/libia-lobiettivo-della-nato-e.html
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Lo scorso venerdì un milione di cittadini libici sono scesi nelle strade di Tripoli per marciare in favore del loro Fratello Leader Muammar Gheddafi e contro il terrorismo dalla precisione criminale scagliato sulla popolazione libica dalla NATO e dai terroristi che stanno proteggendo. Ma dove si può leggere questa storia?
La giornalista Lizzie Phelan ha parlato di quello che ha visto nei suoi viaggi in Libia.
Quello che ha riferito non è propaganda, sono testimonianze di prima mano della verità nel paese che Muammar Gheddafi ereditò come il più povero in Terra e lo trasformò nel più ricco dell’Africa.
Tutti questi nemici sono riusciti a fare qualcosa del genere?

I criminali Nato bombardano i civili,poi da incredibili ipocriti si scusano.

"Questa scusa della NATO è davvero una barzelletta. È la prima scusa che ha fatto in tre mesi nonostante i civili muoiano ogni giorno a causa dei bombardamenti della NATO; negli ultimi tre mesi ci sono stati migliaia di bombardamenti sul paese e così hanno deciso di scusarsi ieri di domenica. Ma di nuovo alle 2 di mattina c’è stato un altro attacco sulla città di Sorman, 130 chilometri a est di Tripoli dove altri quindici civili e tre bambini sono stati uccisi."

"Nelle settimane precedenti abbiamo assistito al bombardamento dell’Università di Al-Nasr a Tripoli alla luce del giorno in cui sono stati assassinati civili: questi sono gli obbiettivi militari che abbiamo visto bombardare. Vediamo bombe che cadono sulle università, bombe sulle strade dei mercati del venerdì in quartieri dove non ci sono siti militari. La strada del mercato di venerdì dove ero presente inizia con un ufficio postale e finisce con una scuola elementare e hanno bombardato quattro edifici e hanno ucciso nove civili tra cui un infante di quattro mesi."

(da http://infotricksblog.blogspot.com/)

Che mai dirà  il farsesco Tribunale dell'Aja circa questi interventi "umanitari"?

martedì 28 giugno 2011

SWIFT E LA MONNEZZA

Tornare a Swift.

Provate a dirlo ar Mago Giggi che in cinque giorni voleva ripulire il mondo.Che Napoli è un mondo.
Due meno del Principale,Giggi er bullo....
Il Mago monnezzaro esorcizza,balla,tambureggia in mezzo ai froci e alla monnezza,spera nel Pride,nun se sa de che.....
Ho fatto er Day appena eletto,che volete de più...convinceteme magari sti mascheroni a spazzar Toledo e Fuorigrotta...ma quelli nun ce sentono,se stanno a rastrella' tra loro...capirai!
Ce fosse stata almen la fruttiVendola a dar 'na mano,ma quella sta sempre all'ortofrutta col suo banco de narrazioni pronte,tutto per tutti,sta scritto sulla mercanzia.
Eppur Nikita sta nel giro! Core ingrato,manco 'na poesiola|!

Er mago Giggi ha nostalgia...bei tempi le minchiate in libertà all' Annozero.
Se poteva spacciar sfilze de fregnacce alla platea de zombies,loro te sbattevan le mani come foche ammaestrate...qua te sbattono da n'artra parte....! Che tempi...!
Mo er Giggi ,nun sa che cazzo fare.Chiagne e cerca de fottere,la nouvelle vague .
Pure San Gennaro se chiama fori,nun fa grazie a maghi peracottari.

Tornare a Swift.Una modesta proposta.

Se appalta ufficialmente l'assessorato mastrolindo alla Camorra,nota esperta del settore ("La monnezza è oro”, diceva 20 anni fa un picciotto).....e nun magna manco li bambini.
Te posson far pure un prezzo de favore,sempre meno de quanto s'è pippato fino ad ora er palazzaccio.
Ce pensan a tutto loro,veri professionisti de smaltimenti...,personale,automezzi,le discariche se trovan in due minuti,e pure raccolta differenziata con modico sovraprezzo...si sa questi son efficienti e molto convincenti quando ce se mettono...
Tutti ritornan a vivere puliti,e pure Mago Giggi può ritornar....al paesello suo,lì ce stan tante pecore che aspettano.

Maccheronicamente,monnezza magistra (de) magistris fabulis

PS - C'era 'na volta la battaglia der grano,ora quella der guano.

Uno stava sul trattore a torso nudo,Giggi er mago sta al volante sul camion della monnezza.
'A Giggi,a ste minchiate da pagliaccio,nun ce crede manco più er gatto!
Pare 'na trovata fruttivendoliana...Mica stai all'Ambra Jovinelli o all'Annozero!
Te trovi in mezzo alla monnezza,come un sorcio! Qui giace er sindaco monnezzaro.
Ce vorrebbe Petrolini pe' 'sto quaquaraqua de niente.

lunedì 27 giugno 2011

TRUFFA CONTINUA...

(INFO)


Mario Draghi, ex presidente di Goldman Sachs Europa, assume oggi la presidenza della Banca centrale europea.

Presiedeva la banca d’affari americana quando, negli anni 2000, aiutava la Grecia a truccare i suoi conti pubblici. Il compito di Draghi sarà quello di salvaguardare gli interessi delle banche nell’attuale crisi europea.

Ci si poteva chiedere fino ad oggi per quale motivo la Banca Centrale Europea e il suo presidente Jean Claude Trichet si opponessero in maniera così virulenta – perfino contro la cancelliera tedesca – a qualunque ipotesi di ristrutturazione del debito greco. Un atteggiamento che appariva incomprensibile visto che tutti gli analisti, compresi gli economisti delle banche, concordano nel ritenere che la Grecia non potrà garantire il rientro del debito alle attuali condizioni contrattuali.
È opinione diffusa che un diverso scaglionamento o meglio una parziale cancellazione, siano inevitabili. Volerne ritardare la scadenza non fa che peggiorare i guasti economici e sociali provocati dai piani di austerità brutali e impopolari imposti al popolo greco.

La nomina di Draghi chiarisce le cose. La BCE non difende gli interessi dei cittadini e dei contribuenti europei, ma gli interessi delle banche. Grazie ai “piani di salvataggio” della Grecia e al “meccanismo europeo di stabilità” messo in atto da BCE, FMI e dall’Unione, “la parte di debito greco in mano ai contribuenti stranieri passerà dal 26% al 64% nel 2014.
Vale a dire che l’esposizione di ciascuna famiglia della zona euro passerà dagli attuali 535 euro a 1.450 euro”. (Les Echos, 23 giugno 2011).
Il salvataggio della Grecia consiste di fatto in una gigantesca operazione di socializzazione delle perdite del sistema bancario.
 L’essenziale del debito greco – ma anche di quello spagnolo e irlandese – viene trasferito dalle mani dei banchieri a quelle dei contribuenti. Sara così possibile in seguito addossare i costi dell’inevitabile ristrutturazione di quei debiti ai bilanci pubblici europei.
Come dicono gli Indignati spagnoli “Non è una crisi, è una truffa!”.
Il Parlamento europeo ieri ha votato il “Pacchetto di governance economica” che riforma il patto di stabilità appesantendo i vincoli sui bilanci nazionali e le sanzioni contro i paesi che li infrangono.
Il Consiglio europeo che si riunisce oggi e domani completerà la bisogna. E non sarà la prossima nomina di Christine Lagarde a capo del FMI a ridurre il potere delle banche sulle istituzioni finanziarie internazionali, al contrario.
Ma la resistenza sociale e civile sta crescendo in tutta Europa. Governare per i popoli o per la finanza?
Oggi la risposta è chiara: i popoli europei devono riprendere l’iniziativa per costruire insieme un’altra Europa.
Gli Attac di tutta Europa organizzano dal 9 al 13 agosto l’Università europea dei movimenti sociali a Friburgo, in Germania. Quest’estate sarà uno dei luoghi più importanti di coordinamento delle resistenze e di costruzione delle alternative europee.

(da ATTAC FRANCE, Paris - 24/06/2011)

domenica 26 giugno 2011

UN ARRIVEDERCI...

L'amico Daniz s'é stancato do' presepe,come dice lui,e ha chiuso il suo blog "La scuola dei cadaveri."

In verità siamo proprio in mezzo ad una continua messa in scena,ad una rappresentazione rituale e virtuale collettiva,ognuno con le proprie statuine,i propri gesù e madonne,le proprie bovinità e asinerie,a volte con un po' d'incenso e mirra.Lasciamo perdere l'oro.
D'altronde il presepio del web non è che la copia fedele di quello che giornalmente si svolge nel Paese,tutti protagonisti,nessuno escluso.
La scuola dei cadaveri ha combattuto come poteva contro questi presepi.
Ci mancherà.Ciao Daniz.

(johnny doe,lady yoko,roy,george,corrado prestianni,lady ono)

venerdì 24 giugno 2011

FONDO MONETARIO INTERNAZIONALE

Dopo "Il tramonto del dollaro",proseguiamo con quest'altro post informativo "Dominique Strauss-Kahn, il Fondo Monetario Internazionale, il ruolo egemonico degli Stati Uniti ed il destino di milioni di esseri umani"

Di Attilio Folliero- 20/05/2011

Prima di parlare dello strano caso di Dominique Strauss-Khan è necesario capire cos’è il Fondo Monetario Internazionale e come si è arrivati al ruolo egemonico degli stati Uniti.

Il ruolo egemonico degli Stati Uniti fu favorito dagli accordi di Bretton Woods. Infatti, nella conferenza di Bretton Woods, che si tenne dal 1 al 22 luglio del 1944, si accordò il dollaro come unica moneta convertibile in oro. Con questa mossa, fortemente voluta dal delegato statunitense Harry Dexter White, il dollaro essendo l’unica moneta convertibile in oro, divenne automaticamente la moneta utilizzata negli scambi internazionali.(convertibilità poi sospesa nel 1971)

Gli USA, oltre ad imporre il dollaro come moneta di riferimento mondiale impulsarono la creazione di due organismi: il Banco Mondiale ed il Fondo Monetario Internazionale (FMI).
Soffermiamoci ad analizzare il FMI, il cui segretario generale, Dominique Strauss-Khan è finito nell’occhio del ciclone.
Il FMI ha il compito di promuovere la cooperazione monetaria internazionale e facilitare l’espansione del commercio. A tale organismo venne affidato anche un altro importante compito: aiutare gli stati membri in difficoltà economiche, attraverso il prestito di risorse; ossia, se uno stato membro ha un deficit di bilancio, il FMI interviene prestandogli soldi e quindi lo aiuta a superare la momentanea crisi.

Il sistema uscito da Bretton Woods era stato disegnato per favorire gli Stati Uniti ed infatti dopo la seconda guerra mondiale gli USA ascesero al ruolo di superpotenza, assieme alla ex Unione Sovietica; praticamente tutti gli altri stati del mondo si ritrovarono sottomessi.
Aver imposto la propia moneta, il dollaro, come unica moneta di riferimento per gli scambi internazionali ha determinato che tutti i paesi del mondo per poter operare a livello internazionale debbono rifornirsi di dollari.
In secondo luogo, il FMI lungi dall’essere l’organismo destinato ad aiutare i paesi in difficoltà, è sempre stato lo strumento attraverso il quale gli USA ed i suoi principali alleati (Regno Unito, Francia, Germania e Giappone) hanno potuto controllare tutti gli altri paesi del mondo.

Praticamente, un paese che ricorre al prestito del FMI, nel momento di difficoltà,si trasforma in un paese totalmente dipendente dagli USA. A cambio del prestito, lo stato richiedente è obbligato ad applicare determinate politiche economiche imposte dal Fondo a garanzia dei soldi prestati.
Ossia, il FMI presta soldi a cambio dell’applicazione di una rigida ricetta economica che prevede sempre le stesse misure: riduzione delle spese sociali, aumento dell’età pensionistica, congelamento o riduzione degli stipendi, aumento delle tariffe pubbliche; aumento delle imposte e soprattutto privatizzazione di tutto quanto sia possibile privatizzare.
Lo stato che si ritrova a dover ricorrere al prestito del FMI, difficilmente si riprende, come ha dimostrato la storia e soprattutto rimane definitivamente assoggetato. Il tutto è stato disegnato per asservire gli stati ed i  popoli al dominio statunitense e del suo sistema economico.

La ricetta imposta di fatto impedisce allo stato ricorrente al prestito di uscire dalla crisi. Con i provvedimenti imposti è impossibile la ripresa: lo stato è costretto a privatizzare le più importanti imprese pubbliche che davano ingressi e quindi una volta privatizzate, spesso svendute e “regalate” ai privati, cessano di apportare ingressi; la riduzione delle spese sociali, il congelamento o la riduzione degli stipendi e l’aumento delle tariffe pubbliche finiscono per minare il potere d’acquisto della maggioranza della popolazione, in particolare dei salariati e conseguentemente ciò si riflette sulla domanda; la caduta della domanda ovviamente si riflette sulla produzione, che reagisce con l’espulsione di ulteriore forza lavoro o la chiusura delle stesse imprese.
Tutto il sistema peggiora ed in particolare diminuiscono le entrate fiscali dello stato, che lungi dal migliorare il suo deficit si ritrova con sempre minori ingressi ed ulteriori ricorsi al FMI.

In questi mesi, ad esempio, questa situazione si sta ripetendo in Grecia, che dopo il primo prestito e l’adozione di tutte le misure imposte dal Fondo, si trova in una situazione peggiore di prima ed è costretta a chiedere un ulteriore aiuto. Non è difficile ipotizzare prossime esplosioni ad Atene ed in tutta la Grecia.
Nella stessa situazione è il Portogallo e presto anche Spagna e Italia potrebbero necessitare l’aiutino del FMI. In passato tanti popoli sono stati affamati, gettati sul lastrico da questo mostro che è il FMI.
Il 27 febbraio del 1989 la miseria estrema in cui il FMI aveva costretto il popolo del Venezuela fece da detonatore per la prima rivolta contro questo organismo al servizio del capitale USA. Ad oggi, quella fu in assoluto la prima ribellione contro i disumani provvedimenti del FMI ed anche l’unica rivolta riuscita vittoriosa. L’esperienza venezuelana dimostra che è possibile ribellarsi e liberarsi del FMI.
In conclusione il FMI agisce come uno strozzino: presta soldi a stati retti da politici corrotti, delinquenti e spendaccioni, che ritrovandosi in un mare di debiti per non affogare è costretto a chiedere prestiti al FMI.
Il FMI presta ben volentieri ma a cambio di garanzie, ossia a cambio dell’adozione delle politiche di cui sopra, che finiscono per distruggere totalmente lo stato che cade nelle sue grinfie.

Chi controlla il FMI?

Lo statuto del FMI prevede che le decisioni, soprattutto quelle più importanti, siano prese con una altissima maggioranza qualificata. Il sistema di voto è direttamente proporzionato alla quota detenuta da ogni paese. Inizialmente, gli USA detenevano un terzo del capitale; oggi, quantunque la sua quota sia scesa al di sotto del 20%, continuano ad essere il principale paese detentore; in sostanza, per le decisioni più importanti, occorrendo una altisisma maggioranza qualificata (i 2/3 o 3/4), i paesi che volessero prendere soluzioni contrarie agli interessi USA non hanno alcuna possibilità di farlo.
In sostanza, il Fondo è controllato dagli USA, attraverso il Ministro delle Finanze. Nessuna decisione può essere presa se USA ed i suoi più stretti alleati non sono d’accordo. Infatti, gli USA col 17,75% detengono la quota più alta ed i primi cinque paesi assieme controllano il 40%.
In conclusione, il sistema incentrato sull’egemonia statunitense si regge su questi due principi: il dollaro come moneta di riferimento mondiale ed il FMI come organismo che controlla gli stati ed i popoli, impedendo a questi di indipendizzarsi dal sistema.
Il superamento di uno o di entrambi questi strumenti pone in pericolo la sopravvivenza stessa degli Stati Uniti. Analizziamo i motivi di questa nostra affermazione.

Cosa significa essere moneta di riferimento mondiale? Significa che tutti gli scambi commerciali o la maggior parte di essi si effettuano in dollari e quindi tutti i paesi per le loro esigenze commerciali hanno dovuto riempire le proprie riserve internazionali coi dollari. Se il dollaro cessasse di essere la moneta di riferimento, tutti gli Stati sarebbero costretti a vendere i loro dollari e comprare la nuova o le nuove monete necessarie ad effettuare le transazioni commerciali. Ciò determinerebbe una immediata svalutazione del dollaro (in realtà già svalutato,ma tenuto in piedi con questt trucchi) ed il tracollo degli USA. Da un lato gli USA si ritroverebbero con un dollaro fortemente svalutato e quindi dovrebbero sostenere costi altissimi soprattutto per comprare petrolio; dall’altro, l’economia USA andrebbe incontro ad una iperinflazione ; con tutta la quantità di dollari in circolazione, un’ondata inflazionaria sarebbe inevitabile.
Conclusione: gli USA non possono permettersi che il dollaro cessi di essere la moneta di riferimento e pertanto debbono stroncare qualsiasi tentativo che miri a tale misura.

Anche il venir meno degli scopi reali del FMI mina l’esistenza stessa degli USA. Se il FMI smettesse di controllare i popoli e gli stati, questi potrebbero allontanarsi dal sistema dollaro e di conseguenza siamo alla stessa situazione che condurrebbe ad una crisi profonda negli USA.
Gli USA che praticamente non aderiscono o non pagano le quote di molti organismi internazionali (Trattato di Kioto, ONU, Corte penale Internazionale, Unicef), invece tengono strettamente nelle loro mani il FMI e continuano a detenere e pagare la quota di maggioranza.

Le dichiarazioni di Dominique Strauss-Khan

L’attuale dirigenza del FMI è cosciente della grave crisi attuale e per bocca del suo massimo rappresentante, Dominique Strauss-Khan, il segretario generale, lo scorso febbraio arriva a dichiarare non solo che è necessario abbandonare il dollaro, ma occorre anche agire con urgenza perchè i conflitti all’interno del sistema finanziario mondiale potrebbero trascinare nel caos il mondo intero.
Affermare ciò ed iniziare a mettere in pratica il superamento del dollaro significa – come visto – minare l’esistenza stessa degli USA. Ovviamente gli USA non potevano accettare ed era facile prevedere la reazione; nell’articolo citato avevamo ipotizzato un futuro poco roseo per l’attuale segretario del FMI.
Cosi è stato!
Tutti erano a conoscenza delle debolezze di Dominique Strauss-Khan e della sua dipendenza dal sesso, per cui è stato facile tendergli una trappola ed accusarlo di violenza sessuale.
Daniel Estulin nel suo articolo “Sexo en Nueva York” ipotizza che la cameriera che Dominique Strauss-Kahn ha tentato probabilmente di pagare (e non violentare) per ottenere servizi sessuali era un agente del Mossad, il servizio segreto isaeliano e vincolata al QAT internazionale (per i dettagli vedasi l’articolo citato).
Che sia stata una trappola si capisce anche dal fatto che una cameriera non entra a fare le pulizie in una stanza occupata. Meno che meno si permette di entrare in una stanza, quindi disturbare, se l’ospite paga 3.000 dollari a notte. In un hotel di lusso, il cliente è sacro e non va minimamente disturbato, pertanto la cameriera entra a fare le pulizie solo quando è certa che la stanza sia vuota. A meno che il proposito non sia un altro.
Inoltre, appena Dominique Strauss-Khan è arrestato, il segretario USA Timothy F. Geithner sale a dichiarare che deve abbandonare l’incarico di segretario; non aspetta neppure il tempo necessario per verificare se si fosse trattato di un errore!
Dominique Strauss-Kahn era uno degli uomini più potenti del mondo. Era in pratica lui a decidere del destino di milioni di esseri umani; letteralmente decideva del futuro, della vita e della morte di milioni di esseri umani. Come massimo esponente del partito socialista francese, sembrava anche l’uomo più accreditato a succedere a Sarkozy nella carica di Presidente. All’improvviso, durante il suo soggiorno a New York, in un hotel da 3.000 dollari a notte la sua vita cambia completamente, accusato di violenza sessuale. Dominique Strauss-Kahn è ovviamente un uomo finito.
Come è possibile che sia stato capace di cadere così ingenuamente? Probabilmente, essere il segretario del FMI, lo ha portato a sentirsi poco meno che un dio in terra. Si sarà sentito cosi potente da potersi schierare contro la potenza USA, in grave crisi, ma viva e disposta a venderé cara la pelle fino alla fine.
Un errore gravissimo aver dato per spacciato il suo padrone.

(anche - http://www.disinformazione.it/fondo_monetario.htm)
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Nuovo presidente FMI.
La consuetudine vuole che un americano sieda sulla poltrona di capo della Banca Mondiale mentre un europeo guidi il Fondo Monetario Internazionale, e gli analisti dicono che anche questa volta la nomina di un nuovo direttore passerà probabilmente attraverso un accordo tra Europa e Stati Uniti, lasciando poco spazio ai paesi emergenti. Da parte loro, Brasile, Russia, India, Cina e Sudafrica hanno già espresso con una nota il desiderio che si abbandoni la tradizione che vuole un europeo alla guida del FMI. Decisione al 30 giugno.

- Timothy F. Geithner è uno dei responsabili della crisi che ha investito gli Usa e il mondo.Impunito e promosso.

- "Sono state le politiche del Fondo monetario internazionale (FMI) a minacciare davvero il mercato e la stabilità a lungo termine dell'economia e della società".
Chi scrive questa parole é l'americano Joseph E. Stiglitz, premio Nobel dell'economia per il 2001, già membro del Consiglio dei consulenti economici del Presidente degli USA Bill Clinton e poi capo economista e vice presidente della Banca mondiale.(La globalizzazione e i suoi oppositori - Einaudi-2002)

- In buona sostanza, le ribellioni e le divisioni a cui stiamo assistendo nel mondo sono anche il risultato delle politiche seguite dall'FMI. Anzi, dal cosiddetto Washington Consensus, ossia dall'accordo sostanziale, dal coordinamento delle politiche e degli interventi concordati tra il Tesoro degli Stati Unititi, l'FMI e, almeno in parte, la Banca mondiale. Sullo sfondo (ma poi mica tanto) c'è Wall Street.
Sono state le politiche economiche imposte da quelle istituzioni a mettere a repentaglio la democrazia, la stabilità internazionale e la possibilità di uno sviluppo più equo del mondo, scempiando qualsiasi principio di giustizia.


- Forse non si verrà mai a capo della vicenda Strauss Kahn,certo è che  a chi ctitica o danneggia in qualche modo certi interessi capita sempre qualcosa.Ma come dicono i ben informati,sono solo coincidenze...

- 17 aprile 2009, il presidente dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, il nicaraguense Miguel d'Escoto Brockmann, in una dichiarazione rilasciata a VTV, la TV statale venezuelana, ha detto testualmente:
“Il dollaro non può continuare ad essere la moneta di riferimento per le riserve internazionali, prima di tutto perchè non ha alle spalle alcun sostegno, inoltre per la mancanza di responsabilità fiscale con cui si amministra l’economia negli Stati Uniti. Non è possibile che il resto del mondo paghi le conseguenze di ciò; quindi, dovrà essere un’altra la moneta di riferimento mondiale; si sta parlando molto delle economie e delle monete regionali”

Se un presidente dell'Assemblea Generale delle Nazioni Unite parla in questi termini è perchè ormai il dollaro sta arrivando al capolinea.
Hugo Chávez, il presidente della Repubblica Bolivariana del Venezuela, il paese con la maggiore riserva petrolifera al mondo, ha parlato spesso del dollaro come moneta senza valore, ma durante l’ultima Assemblea dei paesi Arabi e Sudamericani, celebrata in Qatar nel marzo 2009, è andato oltre, lanciando la proposta di una nuova moneta che sostituisca il dollaro nelle transazioni commerciali; una nuova moneta denominata “Petro”, ossia una “petromoneta” ancorata alle riserve petrolifere di cui sono ricchi alcuni stati del mondo, esattamente come si faceva in passato, quando le monete di riferimento (prima la sterlina, poi il dollaro) erano ancorate alle riserve auree.

Prevediamo un futuro difficile per Chavez e D'Escoto....

giovedì 23 giugno 2011

CONCHITA LA BOLLITA EL DRITA

Se ne va Conchita la bollita,ormai cotta al punto giusto.
Rivolterò il giornale come un calzino,diceva.E infatti più che rivoltata la povera Unità, che a tutt'oggi ancora si ignora chi la leggesse,è stata cappottata dalle velleitarie intenzioni della raccomandata veltroniana stile predellino, specialista in ricette e posta del cuore,ma che si atteggiava a giornalista da Pulitzer.
Magari più da Pulizie,vista la tanta gente che ha cacciato e che, in gran parte andati al Fatto,l'hanno ridotta alla canna del gas.
Dalle 60 mila copie del Padella alle 35 mila della Bollita,dice impietosa una della redazione.
La campagna della minigonna da 2,5 milioni,pensate un po' che trovata per un giornale di queste tirature!
Il povero Soru che cacciava i soldi alla fine s'è rotto i coglioni e l'ha mandata a quel paese.
Lei l'aveva lanciato con articoli leccazampisti ,che sfioravono il sublime del ridicolo, come il futuro leader della sinistra.Gli va ancora bene se riesce a salvar la casa.
Questa sublime cagnolina da salotto andava a destra e a manca a compianger ogni tipo di precari e non s'accorgeva di quelli che aveva in casa.
Tipico,amano l'umanità,ma mandano la nonna all'ospizio.
Poi ha capito come va il mondo (questo tipo di gauche alla mentuccia lo sa molto bene...) e se n'è andata in giro per tutte le videoparrocchie delli amici miei,posando con gli occhialini e gli occhioni straniti,espressione Mauro charlie brown.
Che cazzo mi frega dell'Unità,avrà pensato,mo me metto in processione come 'na madonnina,me aggiusto er look e la meche,e a forza de vederme,me chiameran pure da qualche parte!
Così, mentre Concita costruisce il suo personaggio televisivo e di massa, o prende lunghi periodi di ferie, il giornale continua a perdere copie, e in redazione si assiste a scene di panico, ira e disorientamento.Mo vuol pure scriver un libro.Veltronite galoppante...
Concita La Drita!
Chissà se avrà visto giusto,ma c'è sempre Pravdarepublik,da là veniva mandata in missione,lì tornerà a ricever il premio.
Missione compiuta,Unità distrutta.
Quelli del Pd,forse solo ora l'han capito,ma si sa questi arrivan sempre dopo...povero Gramsci,con chi te ritrovi! Quinta colonna..? Concita che Drita!

Se qualche ricca vedova volesse una dama di compagnia sa a chi rivolgersi.Conchita,non sa molto scrivere,ma legge bene.Se poi c'è qualche barboncina da portar a passeggio,é l'ideale.
Importante che ci sian tè e pasticcini alle cinco de la tarde e bon ton nel dir minchiate.
C'è anche chi ora gode e fa festa,Fulvio Abbate,uno dei tanti cacciati che ben conosceva le doti di questa casalinga che se credeva la Clinton


>

Satisfaction..



In chiusura,ma che ce sta a fa' l'ordine dei giornalisti?
Ma annatevene a....!

mercoledì 22 giugno 2011

IL SACCO D'ITALIA

Dedichiamo questo post al prossimo governatore della BCE Mario Draghi,detto anche Mr.Britannia.Complimenti e auguri

Era il 1992, un anno decisivo per la recente storia italiana.
All'improvviso un'intera classe politica dirigente crollava sotto i colpi delle indagini giudiziarie. Da oltre quarant'anni era stata al potere. Gli italiani avevano sospettato a lungo che il sistema politico si basasse sulla corruzione e sul clientelismo. Ma nulla aveva potuto scalfirlo.
Né le denunce, né le proteste popolari  né i casi di connivenza con la mafia, che di tanto in tanto salivano alla cronaca,immaginiamoci un semplice mariuolo alla Mario Chiesa.
Ma ecco che, improvvisamente, il sistema crollava.
Mentre l'attenzione degli italiani era puntata sullo scandalo delle tangenti, il governo italiano stava prendendo decisioni importantissime per il futuro del paese.
Con l'uragano di "Tangentopoli" gli italiani credettero che potesse iniziare un periodo migliore per l'Italia
Ma in segreto, il governo stava attuando politiche che avrebbero peggiorato il futuro del paese.
Numerose aziende saranno svendute, persino la Banca d'Italia sarà messa in vendita.
La svendita venne chiamata "privatizzazione".

E ancora.Nel maggio del 1992, Giovanni Falcone venne ucciso dalla mafia. Egli stava indagando sui flussi di denaro sporco, e la pista stava portando a risultati che potevano collegare la mafia ad importanti circuiti finanziari internazionali.
Su Falcone erano state diffuse calunnie che cercavano di capovolgere la realtà di un magistrato integro.
Probabilmente, le tecniche d'indagine di Falcone non piacevano a certi personaggi con cui il governo italiano ebbe a che fare quell'anno.
L'omicidio di un simbolo dello Stato così importante come Falcone,significava qualcosa di nuovo.
Erano state toccate le corde dell'élite di potere internazionale.
Ciò è stato intuito anche da Charles Rose, Procuratore distrettuale di New York, che notò la particolarità degli attentati (anche Borsellino 19 luglio  : "Neppure i boss più feroci di Cosa Nostra hanno mai voluto colpire personalità dello Stato così visibili come era Giovanni, perché essi sanno benissimo quali rischi comporta attaccare frontalmente lo Stato. Quell’attentato terroristico è un gesto di paura... Credo che una mafia che si mette a sparare ai simboli come fanno i terroristi... è condannata a perdere il bene più prezioso per ogni organizzazione criminale di quel tipo, cioè la complicità attiva o passiva della popolazione entro la quale si muove".

Quell'anno l'élite anglo-americana voleva rendere l'Italia un paese completamente soggiogato e dominato dal potere finanziario.
2 giugno del 1992, panfilo Britannia, in navigazione. A bordo c'erano alcuni appartenenti all'élite di potere anglo-americana, e i grandi banchieri a cui si rivolgerà il governo italiano durante la fase delle privatizzazioni (Merrill Lynch, Goldman Sachs e Salomon Brothers).
In quella riunione si decise di acquistare le aziende italiane e la Banca d'Italia, e come far crollare il vecchio sistema politico per insediarne un altro, completamente manovrato dai nuovi padroni. A quella riunione parteciparono anche diversi italiani, tra i quali Mario Draghi, allora direttore delegato del ministero del Tesoro, il dirigente dell'Eni Beniamino Andreatta e il dirigente dell'Iri Riccardo Gall.
Gli intrighi decisi sulla Britannia avrebbero permesso agli anglo-americani di mettere le mani sul 48% delle aziende italiane.
La stampa martellava su "Mani pulite", facendo intendere che da quell'evento sarebbero derivati grandi cambiamenti.Un grande cambiamento in effetti ci fu.
I banchieri angloamericani erano venuti a “fare la spesa”, ossia a comprarsi i gioielli dell’industria pubblica italiana a buon mercato.In lire svalutate lorsignori comprarono i gioielli dell'industria italiana,IRI in testa.
Insomma: una strategia concertata.
Cominciò il  Fondo Monetario Internazionale (altro organismo che mette sul lastrico interi paesi) che, come aveva fatto da altre parti,voleva privatizzare selvaggiamente e svalutare la nostra moneta, per agevolare il dominio economico-finanziario dell'élite.La Standard & Poor’s declassò il debito italiano.
L'incarico di far crollare l'economia italiana venne dato a George Soros, un cittadino americano che tramite informazioni ricevute dai Rothschild, con la complicità di alcune autorità italiane, riuscì a far crollare la nostra moneta e le azioni di molte aziende italiane.A causa di questi attacchi, la lira perse il 30% del suo valore, e anche negli anni successivi subì svalutazioni.Le reti della Banca Rothschild, attraverso il direttore Richard Katz, misero le mani sull'Eni, che venne svenduta. Il gruppo Rothschild ebbe un ruolo preminente anche sulle altre privatizzazioni, compresa quella della Banca d'Italia. C'erano stretti legami fra il Quantum Fund di George Soros e i Rothschild. Ma anche numerosi altri membri dell'élite finanziaria anglo-americana, come Alfred Hartmann e Georges C. Karlweis, furono coinvolti nei processi di privatizzazione delle aziende e della Banca d'Italia.
Qualche anno dopo la magistratura italiana procederà contro Soros, ma senza alcun successo.
Su Soros indagarono le Procure della Repubblica di Roma e di Napoli, che fecero luce anche sulle attività della Banca d'Italia nel periodo del crollo della lira. Soros venne accusato di aggiotaggio e insider trading, avendo utilizzato informazioni riservate che gli permettevano di speculare con sicurezza e di anticipare movimenti su titoli, cambi e valori delle monete.

Nel giugno 1992 si era intanto insediato il governo di Giuliano Amato. Si trattava di un personaggio in armonia con gli speculatori che ambivano ad appropriarsi dell'Italia. Infatti, Amato, per iniziare le privatizzazioni, si affrettò a consultare il centro del potere finanziario internazionale: appunto le tre grandi banche di Wall Street, Merrill Lynch, Goldman Sachs e Salomon Brothers.(strano che il braccio destro di Craxi,uscìsse indenne dalla bufera mani pulite.Il non poteva non sapere per lui non valeva)
Appena salito al potere, Amato trasformò gli Enti statali in Società per Azioni, valendosi del decreto Legge 386/1991, in modo tale che l'élite finanziaria li potesse controllare, e in seguito rilevare.
Il 31 luglio 1992 viene abolita la scala mobile.Il 9 settembre il governo chiede al Parlamento di approvare una legge delega che gli consenta di cancellare spese, aumentare tasse, bloccare i salari pubblici ogni volta che la Banca d'Italia dichiari l'emergenza economica.
Il 13-17 settembre,si è in piena crisi : svalutazione della lira e successiva uscita dallo SME, il sistema monetario europeo.Per arginarla il governo Amato è costretto a varare una legge finanziaria da 100.000 miliardi (aumento dell'età pensionabile, aumento dell'anzianità contributiva, blocco dei pensionamenti, minimum tax, patrimoniale sulle imprese, prelievo sui conti correnti bancari, introduzione dei ticket sanitari, tassa sul medico di famiglia, imposta comunale sugli immobili (Ici), blocco di stipendi e assunzioni nel pubblico impiego, privatizzazioni ecc..)
A fine anno l'ineffabile Scalfaro annuncia "un nuovo rinascimento". Roba da non credere!!!

Come già accennato,a seguito dell'attacco speculativo contro la lira e della sua successiva svalutazione, le privatizzazioni sarebbero state fatti a prezzi stracciati, a beneficio della grande finanza internazionale e a discapito degli interessi dello stato italiano e dell'economia nazionale e dell'occupazione. L'agenzia stampa EIR (Executive Intelligence Review) ha denunciato pubblicamente questa sordida operazione alla fine del 1992 provocando una serie di interpellanze parlamentari e di discussioni politiche che hanno avuto il merito di mettere in discussione l'intero procedimento di privatizzazione.
Il 28 giugno 1993, il Movimento Solidarietà svolse una conferenza a Milano, in cui rese nota a tutti la riunione sul Britannia e quello che ne era derivato
I complici italiani furono il ministro del Tesoro Piero Barucci, l'allora Direttore di Bankitalia Lamberto Dini e l'allora governatore di Bankitalia Carlo Azeglio Ciampi. Altre responsabilità vanno all'allora capo del governo Giuliano Amato e al Direttore Generale del Tesoro Mario Draghi. Alcune autorità italiane (come Dini) fecero il doppio gioco: denunciavano i pericoli ma in segreto appoggiavano gli speculatori.
Amato aveva costretto i sindacati ad accettare un accordo salariale non conveniente ai lavoratori, per la "necessità di rimanere nel Sistema Monetario Europeo", pur sapendo che l'Italia ne sarebbe uscita a causa delle imminenti speculazioni.
Gli attacchi all'economia italiana andarono avanti per tutti gli anni Novanta, fino a quando il sistema economico- finanziario italiano non cadde sotto il completo controllo dell'élite finanziaria.
Nel 1996, il governatore della Banca d'Italia, Antonio Fazio, riferiva che l'Italia non poteva far nulla contro le correnti speculative sui mercati dei cambi, perché "se le banche di emissione tentano di far cambiare direzione o di fermare il vento (delle operazioni finanziarie) non ce la fanno per la dimensione delle masse in movimento sui mercati rispetto alla loro capacità di fuoco".
Denuncia  dell'élite internazionale,e getto della spugna, ritenendo inevitabili quegli eventi. Era in gioco il futuro economico-finanziario del paese, ma nessuna autorità italiana pensava di poter fare qualcosa contro gli attacchi destabilizzanti dell'élite anglo-americana.

Anche negli anni successivi,avvennero altre privatizzazioni, senza regole precise e a prezzi di favore.
Pensate che  l'Italia conquistò il record mondiale delle privatizzazioni: sui 460 miliardi di dollari del giro d'affari planetario di questo business negli anni '90,circa 100 miliardi di dollari erano imputabili a noi.
La vendita Telecom fu l'operazione piu' grossa mai conclusa in Europa
Nel settore del gas e dell'elettricità apparvero numerose aziende private, oggi circa 300.
Dal 24 febbraio del 1998, anche le Poste Italiane diventarono una S.p.a. In seguito alla privatizzazione delle Poste, i costi postali sono aumentati a dismisura e i lavoratori postali vengono assunti con contratti precari. Oltre 400 uffici postali sono stati chiusi, e quelli rimasti aperti appaiono come luoghi di vendita più che di servizio.
Le nostre autorità giustificavano la svendita delle privatizzazioni dicendo che si doveva "risanare il bilancio pubblico", ma non specificavano che si trattava di pagare altro denaro alle banche, in cambio di banconote che valevano come la carta straccia. A guadagnare sarebbero state soltanto le banche e i pochi imprenditori già ricchi (Benetton, Tronchetti Provera, Pirelli, Colaninno, Gnutti e pochi altri).
Si diceva che le privatizzazioni avrebbero migliorato la gestione delle aziende, ma in realtà, in tutti i casi, si sono verificati disastri di vario genere, e il rimedio è stato pagato dai cittadini italiani.
Le nostre aziende sono state svendute ad imprenditori che quasi sempre agivano per conto dell'élite finanziaria, da cui ricevevano le somme per l'acquisto. La privatizzazione della Telecom avvenne nell'ottobre del 1997. Fu venduta a 11,82 miliardi di euro, ma alla fine si incassarono soltanto 7,5 miliardi.
La società fu rilevata da un gruppo di imprenditori e banche., e al Ministero del Tesoro rimase una quota del 3,5%.
Il piano per il controllo di Telecom aveva la regia nascosta della Merril Lynch, del Gruppo Bancario americano Donaldson Lufkin & Jenrette e della Chase Manhattan Bank.
Dopo dieci anni dalla privatizzazione della Telecom, il bilancio era disastroso sotto tutti i punti di vista: oltre 20.000 persone sono state licenziate, i titoli azionari hanno fatto perdere molto denaro ai risparmiatori, i costi per gli utenti sono aumentati e la società è in perdita.
La privatizzazione, oltre che un saccheggio, veniva ad essere anche un modo per truffare i piccoli azionisti.
La Telecom , come molte altre società, ha posto la sua sede in paesi esteri, per non pagare le tasse allo Stato italiano.
Oltre a perdere le aziende, gli italiani sono stati privati anche degli introiti fiscali di quelle aziende. La Bell, società che controllava la Telecom Italia, aveva sede in Lussemburgo, e aveva all'interno società con sede alle isole Cayman, che, com'è noto, sono un paradiso fiscale.
Mettere un'azienda importante come quella telefonica in mani private significa anche non tutelare la privacy dei cittadini, che infatti è stata più volte calpestata, com'è emerso negli ultimi anni.
Anche per le altre privatizzazioni, Autostrade, Poste Italiane, Trenitalia ecc., si sono verificate le medesime devastazioni: licenziamenti, truffe a danno dei risparmiatori, degrado del servizio, spreco di denaro pubblico, cattiva amministrazione e problemi di vario genere.
La famiglia Benetton è diventata azionista di maggioranza delle Autostrade. Il contratto di privatizzazione delle Autostrade dava vantaggi soltanto agli acquirenti, facendo rimanere l'onere della manutenzione sulle spalle dei contribuenti..
Nonostante i disastri delle privatizzazioni, le nostre autorità governative sono disposte ad utilizzare denaro pubblico per riparare ai danni causati dai privati.
Dietro tutto questo c'era l'élite economico finanziaria (Morgan, Schiff, Harriman, Kahn, Warburg, Rockfeller, Rothschild ecc.) che ha agito preparando un progetto di devastazione dell'economia italiana, e lo ha attuato valendosi di politici, di finanzieri e di imprenditori.
Nascondersi è facile in un sistema in cui le banche o le società possono assumere il controllo di altre società o banche.Esemplare il caso Parmalat e Cirio.
Queste aziende hanno truffato i risparmiatori vendendo obbligazioni societarie con un alto margine di rischio. La Parmalat emise bonds per un valore di 7 miliardi di euro, e allo stesso tempo attuò operazioni finanziarie speculative, e si indebitò. Per non far scendere il valore delle azioni (e per venderne altre) truccava i bilanci.
Le banche nazionali e internazionali sostenevano la situazione perché per loro vantaggiosa, e l'agenzia di rating, Standard & Poor's, si è decisa a declassare la Parmalat soltanto quando la truffa era ormai nota a tutti.
Alla fine,questi complici della truffa non han pagato praticamente nulla,con tanti saluti alla giustizia italiana

Grazie alle privatizzazioni, un gruppo ristretto di ricchi italiani ha acquisito somme enormi, e ha permesso all'élite economico-finanziaria anglo-americana di esercitare un pesante controllo, sui cittadini, sulla politica e sul paese intero.
Agli italiani venne dato il contentino di "Mani Pulite", che si risolse con numerose assoluzioni e qualche condanna a pochi anni di carcere.Un polverone che è servito solo a consentire il saccheggio e a rimuovere un sistema politico che lo ostacolava o comunque non in linea con i desiderata angloamericani.

Il nostro paese è oggi controllato realmente da un gruppo di persone, che impongono, attraverso istituti propagandati come "autorevoli" (Fondo Monetario Internazionale e Banca Centrale Europea), di privatizzare quello che ancora rimane e di attuare politiche non convenienti alla popolazione italiana. I nostri governi operano nell'interesse di questa élite, e non in quello del paese.

Questo,a grandi linee, è quanto veramente successo in quel 1992 che ha cambiato in peggio tutta la storia italiana.Il resto sono solo chiacchiere di stampa e politica,entrambe asservite,buone solo per la credulità del parco buoi,quello che in fondo paga sempre per tutti.

Uno dei pochi articoli di giornale di quell'anno che  parla  del convegno sul Britannia,lo presenta ovviamente  quasi come un convegno istruttivo o stage per giovani managers!!!.
(3 giugno 1992 -http://archiviostorico.corriere.it/1992/giugno/03/Inglesi_cattedra_privatizzazioni_fate_come_co_0_92060319034.shtml
A distanza di tempo,stessa cosa per il Club Bilderberg.
Libertà dalla stampa!!!!
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Ci vuole in cieco per non vedere come tutti gli avvenimenti di quell'anno non siano in qualche modo collegati.Troppe coincidenze,e tutte nella stessa direzione.
Resta il fatto, che Draghi tenne un discorso a quella riunione, in cui disse esplicitamente che il principale ostacolo ad una "riforma" del sistema finanziario in Italia era rappresentato dal sistema politico.

Guarda caso, dopo la crociera sul Britannia partì l'attacco speculativo contro la lira e  l'uragano di Mani Pulite che proprio quel sistema politico abbatté.
Certo è che lo svegliarsi improvviso della magistratura, che per anni aveva ignorato e insabbiato, sembra sia avvenuta proprio in un momento opportuno per fare “PiazzaPulita” di una classe politica con velleità italiote, e per ottenere le “ManiLibere” di fare entrare i governi dei “tecnici”, gli amici della Goldman e soci.
E qua,consentiteci anche di tirar in ballo il tanto vituperasto Craxi.

Di sicuro un Craxi, per quanto corrotto, non avrebbe mai siglato un patto così scellerato, quello di svendere tutto il comparto nazionale produttivo del paese,lui che tenne testa agli americani nella vicenda dell’Achille Lauro, negando loro l’accesso al nostro territorio per attaccare i sequestratori della nave,  e portando avanti le trattative con i terroristi nonostante il veto del presidente Reagan,sempre lui che negò agli Usa la base di Sigonella.
E, infatti, proprio qualche anno prima Craxi era stato duramente criticato dagli ambienti angloamericani,quegli stessi che non si privano mai d’interferire nella nostra politica interna per salvaguardare i loro interessi.

Chi tocca i fili Usa muore!
Ed è bene anche ricordare al solito popolo cornuto,mazziato e festante, che quando Craxi in Parlamento (mica ad annozero) invitò in pratica ad alzarsi chi non avesse preso tangenti,nessun prode mezzacartuccia italiota si alzò.
Questo tanto per fare un po' di storia che le ipocrite tricoteuses attuali dimenticano.


Con l’aiuto della stampa iniziò una campagna martellante per incutere il timore nel popolo italiano di “non entrare in Europa”, manco non fossimo stati tra i Sei paesi fondatori…
Una campagna a cui presero parte attva “The Economist” e “Financial Times,fogli al servizio dei saccheggiatori.Ora come allora.
Te la raccomando la stampa inglese e i soliti fessi,o molto interessati,laudatores nostrani!
E questa è ormai storia, tant’è vero che sull’episodio del “panfilo Britannia” vi furono anche alcune interrogazioni parlamentari rimaste naturalmente senza risposta .
Fu l’inizio dell’era dei governi tecnici, dopo 40 anni di regime DC, con il “tecnico” Ciampi, il tecnico Amato, il tecnico Prodi.
Il governo doveva, a tutti i costi essere “tecnico”, pur di non fare arrivare al potere neanche un’idea, che fosse tale e che lo fosse per il bene del paese.
In questo "bene " invece rientrò  l'allontanamento di Enrico Cuccia,Mediobanca,che si oppose alla svendita di Sme caldeggiata da Prodi.Si è poi visto come é finito questo colosso alimentare.
Lo stesso Prodi, che dal 1990 al 1993 fu consulente della Unilever e della Goldman Sachs, quando nel maggio del 1993 ritornò a capo dell’IRI riuscì a svendere la Cirio Bertolli alla Unilever al quarto del suo prezzo.Indovinate chi furono gli advisors!
Uomini della Goldman,che vi hanno lavorato sono, oltre a Costamagna e Prodi, Monti(catapultato alla carica di Commissario), Letta, Tononi e naturalmente Draghi. Sicuramente ce ne sono altri; molti nostri uomini politici se non hanno lavorato per la Goldman, lavoravano per l'FMI, come Padoa Schioppa, presidente della BEI, Banca europea per gli Investimenti

La classe dei tecnici, fedeli servitori delle banche e dei circoli finanziari angloamericani, il cui motto era “privatizzare per saccheggiare”. Quella della condizione di tecnicità per accedere al potere fu un imperativo talmente tassativo, da riuscire nell’intento di dividere il PCI, con una fetta che divenne sempre più “tecnica”, sempre più British, sempre più amica delle banche, sempre più PD.
Il premio di tutta questa svendita, prevista per filo e per segno,  fu la nostra “entrata in Europa”, ovvero la cessione della nostra già minata sovranità monetaria dalla Banca d’Italia alla Banca centrale europea,per una moneta, l’euro che, con il tasso iniziale di cambio imposto e troppo elevato, è all'origine di tante attuali sciagure.

Queste sono informazioni che dovrebbero essere divulgate e spiegate in lungo e in largo dalla stampa,ma che invece ha sempre occultato.

Le anime belle e buone parleranno di complottismo,che vediam  congiure dappertutto...
Rassicuriamole,questi marpioni possono fare,hanno fatto e faranno anche di più e di meglio...

martedì 21 giugno 2011

TRAMONTO DEL DOLLARO

Cominciamo una serie di post informativi per meglio comprendere i vari aspetti aspetti della politica finanziaria mondiale.
Il tutto esposto nel modo più semplice e chiaro possibile,almeno questo è il nostro intento.


Da "Verso il tramonto del dollaro: anche Dominique Strauss-Kahn, segretario del FMI, chiede l’abbandono del dollaro"
(di Attilio Folliero)

Dalla fine della seconda guerra mondiale il dollaro, la moneta degli Stati Uniti, è l’unica moneta di riferimento per gli scambi internazionali. Gli USA sono riusciti ad affermare il loro potere economico a livello mondiale anche grazie al fatto che la loro moneta è l’unica utilizzata per gli scambi commerciali mondiali; in particolare, è utilizzata per la comprevendita del petrolio
Tutti i paesi del mondo per poter effettuare intercambi commerciali debbono comprare dollari, ovvero accumulare riserve internazionali in dollari.
Gli Stati Uniti, oggi, sono un paese in profonda crisi económica con un debito pubblico enorme equivalente praticamente al 100% del PIL. Il debito pubblico USA continua ad aumentare incessantemente, perchè di fatto spendono più di quanto incassano. Como coprono questo deficit?
Circa un terzo è finanziato dalle banche centrali di Cina, Giappone, Regno Unito e di tutti gli altri paesi del mondo. Il restante 70% è finanziato dalla Federal Reserve, sotto forma di acquisto dei titoli del debito pubblico del Tesoro USA.
In sostanza la Federal reserve sta stampando dollari ed il mercato mondiale è sempre più inondato di dollari, cosa che mina il suo valore. Per la legge economica della domanda e dell’offerta, quando l’offerta di un bene è superiore alla domanda il valore di quel bene tende a cadere. Ciò vale anche per il valore di una moneta. Malgrado ciò il valore del dollaro non è crollato; non si tratta di una eccezione alla legge economica suddetta e ciò è dovuto semplicemente al fatto che il dollaro continua ad essere praticamente l’unica moneta utilizzata per gli scambi commerciali a livello mondiale.
Inoltre, tutti i paesi del mondo hanno ingenti quantità di dollari nelle loro riserve, in particolare la Cina che conta con oltre 2.500 miliardi, per cui tutti stanno cercando di frenare la caduta del dollaro, perchè il giorno che ciò accadesse le loro riserve varrebbero carta straccia. Da anni, la Cina ed altri paesi che hanno grandi riserve, stanno chiedendo agli USA di cambiare política, al fine di preservare il valore del dollaro e quindi delle loro riserve.
Molti, da anni avvertono che prima o poi il dollaro crollerà. Spesso, anche noi abbiamo trattato il tema, avvertendo che il tracollo del dollaro sembra inevitabile ed ormai è solo questione di tempo.

C'è una grandissima novità su questo tema. Il segretario generale del Fondo Monetario Internazionale (FMI), Dominique Strauss-Kahn, in un recente incontro a Washington ha apertamente parlato della necessità di abbandonare il dollaro ed ausipica la sua sostituzione con un paniere di monete da utilizzare negli scambi internazionali.
L’unica via, secondo Dominique Strauss-Kahn, per calmare la crisi che viviamo è abbandonare il dollaro. Orbene questa notizia passata sostanzialmente innavertita dai grandi media, con l’eccezione del Guardian di Londra è di una importanza eccezionale. Il FMI, organismo voluto dagli USA e da sempre a totale disposizione del capitale statunitense, oggi sembra cambiare rotta, sembra voltare le spalle al padrone!

Abbandonare il dollaro, come moneta di riferimento mondiale, significa l’inevitabile tracollo degli USA.
Le riserve internazionali degli Stati ammontano a migliaia di miliardi di dollari; solamente le banche centrali dei pincipali venti paesi del mondo hanno riserve per circa 10.000 miliardi, la stragrande maggioranza ovviamente in dollari.
Che succede se il dollaro smette di essere la moneta di riferimento?
Ossia, perchè diciamo che il giorno in cui il dollaro smette di essere la moneta di riferimento è la fine per gli USA?
Nel momento in cui il dollaro cesserà di essere la moneta di riserva mondiale, tutti gli stati saranno costretti a vendere i loro dollari ed acquistare la nuova moneta, che potrebbe essere anche più di una, ovvero un paniere di monete. L’immissione sul mercato di migliaia di miliardi di dollari farebbe crollare immediatamente il suo valore.
Noi pensiamo che questo succederà sicuramente; è solo questione di tempo!
Quando questo succederà il riflesso sull’economia USA sarà inevitabile e disastroso.
La svalutazione del dollaro sarà cosi grande che trascinerà l’economia USA in uno stato di iperinflazione.

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Alcune osservazioni

- Questo articolo è stato scritto prima della vicenda che ha coinvolto a New York Strauus-Kahn,e conoscendo certi metodi,non è affatto improbabile che gli sia stata confezionata una trappola per fargli pagare queste incaute e pericolose dichiarazioni .

- E' ormai evidente anche ai bambini che ,dato l'ingente quantitativo di dollari che circolano in tutto il mondo,il loro effettivo valore è di molto inferiore,con tutto ciò che ne consegue.
Questa enorme montagna di denaro fuori dagli Usa,consente di preservare il paese da una inflazione galoppante,esportata altrove.
I famosi eurodollari assolvevano anche a questa funzione.

- Naturalmente,come vien detto nell'articolo,c'è un gioco di equilibrio, che però non si sa fin a quando potrà durare.
I paesi come la Cina,possessori di gran parte del debito americano,possono certamente pesare su certe decisioni di quel paese,ma non possono tirar troppo la corda.Pur sapendo che il valore effettivo dei dollari in loro possesso non è reale,devono comunque sostenerne il corso per non veder diminuire il loro credito
Insomma,si tratta di una gigantesca costruzione artificiale dagli esiti imprevedibili.
Da un lato i Cinesi potrebbero condizionare certe scelte,dall'altro sono stati infinocchiati pure loro,costretti a sostenere in qualche modo l'economia Usa.naturalmente con tutti i benefici del caso per la loro bilancia commerciale.
Ecco perchè è così importante per gli Usa mantenere in piedi questa colossale "truffa" monetaria,pena il loro dissolvimento,seppelliti da montagne di dollari carta straccia.

- In gran parte la crescita Usa del dopoguerra è stata finanziata da questo gioco,Quando il dollaro è diventata l'unica moneta per gli scambi internazionali (Bretton Woods),hanno potuto pagare i loro debiti con la propria moneta,stampandone a iosa e inondando il mondo senza subire nessun processo inflattivo.
Da notare che dal 1971,è stata sospesa la convertibilità in oro del dollaro,quindi questi grandi surplus monetari che vagano per il mondo non han più nessuna garanzia reale,cosa che una moneta di pagamento internazionale dovrebbe invece avere.

- Questa politica è stata resa possibile dal ruolo egemone della potenza statunitense,ora abbastanza in crisi,e quindi molti premono per ridefinirla alla luce dei nuovi mutamenti economici mondiali.

sabato 18 giugno 2011

LA STORIA SIAMO NOI.... BUONANOTTE !

Le false rivoluzioni nell'ex impero sovietico









Ma chi ha autorizzato gli Usa ad ergersi arbitri di chi deve governare un paese?
Si tratta di una vera e propria ingerenza negli affari interni di una nazione sotto il solito fasullo principio umanitario.
Cosa autorizza un paese ad esportare un modello politico in un altro fomentando e finanziando rivoluzioni.Potrebbero essere trattati alla stregua di terroristi.
La scusa è quella di abbattere un dittatore,guarda caso molto ben scelto dove ci sono particolari interessi che nulla hanno a che fare con motivi umanitari.
E' un principio pericoloso,perchè potrebbe benissimo adattarsi anche in paesi dove ci sia una democrazia comunque non gradita.
Anche in Italia esiste un popolo colorato...

Che sarebbe successo, al tempo della più turpe discriminazione razziale in Usa, se un paese straniero avesse usato questi stessi metodi in nome del principio umanitario?
Che sarebbe successo se la vessata minoranza nera fosse stata spinta,finanziate ed aiutata a destabilizzare il paese da parte di una potenza straniera?
Sarebbe successo quello che il rais sta facendo giustamente in Libia.Combattere una finta rivoluzione,gestita da potenze straniere che oltretutto bombardano pure.

In realtà non interessa tanto esportare la democrazia,quanto creare burattini democratici pronti ad ubbidire ai desiderata americani.

La stessa tecnica mostrata in questi filmati è stata ampiamente usata nelle cosidette finte primavere arabe.Però,a volte,come nel caso libico,le cose non vanno per il verso giusto e allora si passa alle bombe.

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RIVOLUZIONI COLORATE MANOVRATE DA SOROS-NED

Queste “rivoluzioni colorate” hanno uno schema comune perché sono tutte progettate dagli stessi strateghi; e cioè dalla rete Open Society dello speculatore George Soros, che fa le veci di un moderno Jacob Schiff nel finanziare rivoluzioni; e dalla National Endowment for Democracy, quest’ultima una fondazione finanziata dal Congresso, una specie di “Comintern” che promuove “rivoluzioni democratiche nel mondo” al servizio della plutocrazia e sotto la maschera della libertà.

La NED e Soros lavorano in tandem, prendendo di mira gli stessi regimi ed utilizzando gli stessi metodi. Il presidente della NED, Carl Gershman, scrivendo delle centinaia di ONG che lavorano per i “cambi di regime” nel mondo, dedica un tributo particolare alla Fondazione Ford e “alle fondazioni istituite dal filantropo George Soros” .

Come recita il noto adagio, se volete capire chi è a capo di qualcosa, seguite la traccia del denaro. Osservando i finanziamenti erogati dalla NED nel 2009 (ultimi dati disponibili) troviamo quanto segue:

http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=Forums&file=viewtopic&t=32384

http://debernardi.splinder.com/post/24092433/chi-tira-le-fila-delle-rivoluzioni-colorate-italiana-e-libica-incluse-e-perche-terza-edizione-aggiornata-al-15-marzo-2011

martedì 14 giugno 2011

BILDERBERG GLOBAL MAFIA

In questi giorni,intanto che i tifosi in Italia si azzuffano sul referendum,a St.Moritz si incontrano i truffaldini e veri padroni del vapore mondiale.Sono riuniti in un altro di quei clubs a cui mancherebbero solo grembiuli e compassi per esaltarne la vera natura.


Club Bilderberg. È l’incontro segreto dei potenti del mondo . Quest’anno si svolge nelle stanze del lussuoso Hotel Das Suvretta House a St.Moritz, in Svizzera, dal 9 al 12 Giugno.
Banchieri, politici, capi di stato, amministratori di multinazionali, militari,direttori delle grandi compagnie di trasporti e dell’energia, proprietari dei principali mezzi di comunicazione, si riuniscono quattro giorni a porte chiuse, con l’obiettivo di decidere le sorti politiche, economiche e finanziarie dell’Europa, dell’America e le azioni da intraprendere con il resto del mondo.
Azioni da promuovere attraversol’Unione Europea, il Fondo Monetario Internazionale, la NATO, il G8, il G20... e anche con mezzi tutt'altro che ortodossi..
Un incontro che ultimamente ha portato male adalcuni paesi.Nel 2009 si svolse in Grecia,nel 2010 in Spagna.....

Nonostante nel corso di ogni edizione del misterioso meeting, siano sempre stati banditi i mezzi di comunicazione, alcuni reporter storici come Jim Tucker stanno comunicando in diretta da St.Moritz, per informare l’opinione pubblica su cosa stia avvenendo attorno all’hotel svizzero, in cui sono riuniti i rappresentanti di quella che è considerata la più famosa società segreta contemporanea.
La Bilderberg non è una riunione legalmente accettabile. Perché?
Il motivo è chiaro: politici e capi di Stato dovrebbero sempre render conto di tutte le riunioni che fanno ai propri cittadini, consentendo ai mass-media di seguire l’evento e fare domande a riguardo.
Capi di Stato e politici sono i nostri rappresentanti e dovrebbero rendere partecipi tutti dell’agenda dettagliata dell’incontro Bilderberg e delle decisioni che si prenderanno in merito ai piccoli ed ai grandi problemi che ci coinvolgono tutti.
Invece non è così, il gruppo Bilderberg è un incontro riservato e le decisioni che prende l’élite sono le decisioni a cui noi tutti cittadini dovremo, semplicemente, conformarci.
“I media sono il quarto potere in una democrazia, dovrebbero avere la responsabilità di occuparsi di eventi come la riunione segreta Bilderberg – ha detto Andrew Müller , attivista del movimento We Are Change – se i direttori dei mass-media si riuniscono in segreto con i nostri politici, allora la democrazia è in pericolo”.

I partecipanti hanno il divieto assoluto di rilasciare dichiarazioni ai giornali, così come è tassativamente vietato ai giornalisti anche solo avvicinarsi al luogo di svolgimento della manifestazione, pena l’arresto.(capitato all'europarlamentare Borghezio). Grazie ad alcuni liberi giornalisti che si trovano nei pressi dell’hotel Suvretta, sappiamo che quest’anno si sono mobilitati molti più mezzi di comunicazione del solito, per cercare di indagare lo svolgimento del meeting.Però sempre ben lontani dalla sala riunione.
E' solo uno specchio per le allodole ed una debole consolazione: il gruppo Bilderberg continua a non rispettare, come sempre, il diritto d’informazione del cittadino e la necessità di rendere pubblici i contenuti che si discuteranno durante l’incontro.
Una vera e propria società segreta.
Una cosa riguardo la misteriosa riunione è chiara: le decisioni che, anno dopo anno, sono state prese dai partecipanti del Bilderberg, non sono mai state buone. Non sono mai state fatte scelte rivolte al miglioramento delle condizioni di disuguaglianza economica, povertà, fame e guerra che affliggono il mondo, bensì si è sempre scelta la via opportunistica, decidendo come agire solo in base ad un interesse politico ed economico rivolto al mantenimento dello status di “potenti” dei partecipanti al famoso conclave, a danno del resto dei cittadini europei e di tutto il mondo.

La schiera dei pochi eletti a prendere parte al meeting (circa 130 partecipanti,) prende il nome dall’hotel in cui decisero di riunirsi per la prima volta, il 24 maggio 1954: l’hotel Bilderberg di Oosterbeek, in Olanda.
Da allora si son visti una volta all’anno, nella maggior parte dei casi in Europa, esclusivamente su invito dei reggenti del gruppo. Tra i partecipanti storici figurano David Rockefeller, Henry Kissinger, la regina Beatrice d’Olanda, i dirigenti della Federal Reserve Bank, di Credit Suisse e della Rothschild Europe, delle compagnie petrolifere, della Coca Cola, della Philips, della Unilever, di Time Warner, di AoL, della Thyssen-Krupp, di Fiat, i direttori e corrispondenti delle principali testate del mondo, rappresentanti della Nato, dell’Onu, della Banca Mondiale e della Ue, economisti e molti ministri dei governi occidentali.

Ecco alcuni dei partecipanti italiani che hanno preso parte agli incontri Bilderberg degli scorsi anni:
Franco Bernabè, John Elkann, Mario Monti, Tommaso Padoa Schioppa, Paolo Scaroni, Giulio Tremonti, Gianni Agnelli, Umberto Agnelli, Lucio Caracciolo, Innocenzo Cipolletta,  Rodolfo De Benedetti, Ferruccio De Bortoli, Ignazio Visco, Walter Veltroni, Marco Tronchetti Provera, Ugo Stille, Barbara Spinelli, Domenico Siniscalco, Stefano Silvestri, Renato Ruggiero, Carlo Rossella, Virginio Rognoni, Sergio Romano, Gianni Riotta, Alessandro Profumo, Romano Prodi, Corrado Passera, Mario Monti, Cesare Merlini, Claudio Martelli, Giorgio La Malfa, Francesco Giavazzi, Gabriele Galateri, Paolo Fresco, John Elkann, Mario Draghi, Gianni De Michelis.
Molti di questi nomi li troviamo anche da altre parti.....

Il Bilderberg può inoltre contare su altre organizzazioni parallele che cooperano con esso per la realizzazione dei suoi intenti. Una di queste è il CFR, Council on Foreign Relations.
Il CFR fu concepito come distaccamento americano della Tavola Rotonda Mondiale, ma sin da subito i suoi intenti erano chiari: «creare un governo unico mondiale, basato su un sistema finanziario centralizzato, caratterizzato da un particolare mix di capitalismo e socialismo, di opportunismo e di idealismo».Inutile dire che tutti i più importanti protagonisti della recente storia politica americana – da Colin Powell a Madaleine Albright, da Condoleezza Rice a Bill Clinton ,Donald Rumsfeld, Dick Cheney ,Richard Perle, ma non Gorge W. Bush – fanno parte del CFR.

Altra organizzazione simile è la Trilateral Commission. La Trilateral è stata fondata e finanziata, ancora una volta, da David Rockfeller, che ebbe l’idea e la propose al meeting del Bilderberg del 1972, in Belgio. Pur privilegiando il settore della finanza e del commercio, l’obiettivo della Trilateral è sempre lo stesso: creare un governo unico mondiale.

- http://buenobuonogood.wordpress.com/2011/06/09/bilderberg-2011-i-potenti-riuntiti/

- http://neovitruvian.wordpress.com/2011/06/10/banchiere-svizzero-smaschera-i-criminali-del-bilderberg/#comment-1002

- http://www.nwo.it/bilderberg.html

A leggere il patetico articolo di Danilo Taino su questa riunione,apparso in questi giorni sul Corrierone,sembra di stare ad un picnic di collegiali e vispe terese.
Bontà sua,arriva a dire che è un club di capitalisti che difende il capitalismo!
Ma vah,non ce n'eravamo accorti!
Piuttosto, da cosa lo starebbero difendendo visto che impera ormai dappertutto?
Forse voleva dire che difendono i loro capitali e interessi che guarda caso non sono i nostri.
Ah già...magari lo zelante giornalista dimentica di dirci che il suo direttor De Bortoli ne era un frequentatore...
...va beh,abbiam capito....tappetostampa.

http://www.corriere.it/economia/11_giugno_10/bildeberg-taino_983c8fb4-9399-11e0-aa50-3c890fd936ef.shtml

Il libro  racconta la vera storia del più potente e segreto organo decisionale del mondo: "Il Club Bilderberg – La storia segreta dei padroni del mondo", scritto dal giornalista investigativo spagnolo Daniel Estulin dopo 15 anni di indagini serrate e pericolose. Tradotto in 50 lingue e diffuso in oltre 70 Paesi, è diventato in poco tempo un bestseller internazionale.

Estulin colpisce questa organizzazione proprio dove fa più male: la segretezza, la discrezione e l’ombra di cui si è sempre servita e di cui necessita per attuare i suoi piani.
La prova di ciò ce la fornisce lo stesso autore con la frase che fa da intestazione a "Il Club Bilderberg": «Nel 1996 cercarono di uccidermi, nel 1998 di sequestrarmi, nel 1999 di corrompermi, nel 2000 di arrestarmi e l’anno dopo mi offrirono un assegno in bianco se avessi taciuto una volta per tutte».

lunedì 13 giugno 2011

LIBIA - AVVOLTOI SENZA VERGOGNA

INFO

Continua la criminale aggressione della Nato alla Libia.
Dopo circa3500 missioni di bombardamento,ci chiediamo quali installazioni militari possano più esistere.
Così ,come la stampa prezzolata ci informa quotidianamente da mesi del bombardfamento del bunker di Gheddafi,questo dovrebbe ormai essere ridotto in polvere.
Chissà mai che stanno bombardando a Tripoli....
I pappagalli mediatici dell’Ambasciata Usa e della Nato sono sempre più numerosi, terza rete televisiva compresa,dove la nuova gestione del TG-3.eccelle nell'arte dell'inginocchiamento Usa .
Basta vedere la ripugnante campagna di sostegno alla guerra in Libia perseguita dalla Berlinguer e dagli altri mercenari del Pentagono del TG3, tra cui si distinguono per abiezione e faziosità senza dignità, il francese Marc Innaro e la piccola Lucia Goracci.Nuovo corso di sinistrismo capitalista aggiornato senza bandiere arcobaleno..

Ma il rais è ancora lì che gioca a scacchi col russo.Propaganda certo,ma fatto sta che il colonnello è ancora lì e non pare affatto intenzionato a mollare e a fuggire come ogni tanto i nostri solerti giullari mediatici ci dicono.
Beh,a questo punto,il presunto "criminale contro i diritti umani",ci diventa molto più simpatico dei veri criminali imperialisti e  golpisti ,così tolleranti con il regime di Assad che ha fatto fuori un migliaio di civili inermi.
Civili di cui in Libia,in tutta franchezza,a nessuno importa più un acca.

Intanto a Bruxelles, la NATO ribadisce che i bombardamenti non hanno più data di scadenza e proseguiranno "hasta la victoria", (ammesso che abbiano ancora i soldi per le bombe.)
Poi magari un giorno,qualcuno di questi solerti guerrafondai ci spiegherà quanto è costata al pueblo questa inutile aggressione democratica.
Ma l'obiettivo dell'ONU non era l'istaurazione di una "zona di interdizione di volo"?
No, Obama e soci volenterosi han cambiato in corso d'opera: Gheddafi deve andarsene, punto.
Perciò giorni fa hanno bombardato la sede della TV libica che,secondo i bombaroli,era un pericoloso centro dei servizi segreti, con annesse sale di tortura.(ca va sans dire...) 
Tanto per tranquillizzare la coscienza di tutte le anime buone e belle che infestano i loro paesi.
A quando il bombardamento di qualche ambasciata importante a Tripoli?
D'Alema ricorderà il bombardamento,per errore off corse,dell'ambasciata di Pechino a Belgrado.
Stavolta sarà quella della Russia, per indurla ad abbandonare ogni fastidiosa opera di mediazione?

I golpisti libici che fanno? Stanno vendendo il petrolio agli Usa.Gli americani dicono che si tratta di sostenere il popolo libico.Quale popolo? Quello dei golpisti,ovviamente.L'altro,favorevole al Colonnello,non esiste.
E comunque di questi soldi nessun popolo vedrà un centesimo.
Il bello è che i marpioni Usa non han nemmeno riconosciuto i golpisti,mentre i soliti burattini europei che bombardano,e che per ora di petrolio libico poco ne han visto,da solerti valletti han quasi tutti riconosciuto questa banda di rivoltosi venduti.

Il Tribunale Penale Internazionale,questa aja di yes men pronti agli ordini, ha reso noto che Gheddafi ha distribuito -udite, udite- grandi quantitativi di viagra ai suoi giovanissimi soldati per incentivare gli stupri di massa.Questa,per ulteriormente rallegrarci, ci mancava.
Il viagra del giudice argentino Moreno (che vi ricorda questo nome,in tema bufale...?) assomiglia troppo alle ampolle esibite pateticamente dal generale Colin Powel all'ONU come prova delle armi di distruzione di massa irachene. Eppure hanno poi pubblicamente ammesso che le armi di distruzione di massa erano una balla mediatica.
Di queste trovate pubblicitarie,per la verità alquanto ingenue e gratuite da non convincer nemmeno i ragazzi dell'asilo,ne abbiamo visto tante,ultima l'Osama fiction obamiana..
Ma il tribunale dei nostri coglioni beve qualunque cosa gli viene ordinato di bere,fosse pure piscio di topo brindano soddisfatti.

Anche  http://sitoaurora.splinder.com/post/24703024/la-libia-e-i-silenzi-ipocriti-sulla-guerra-dimenticata

MICHELE IL CHIAGNEFOTTARO

La lagna cominciò molti anni fa quando,dopo aver fatto cornuti gli incauti elettori che lo mandarono a Bruxelles,si presentò in lacrime da Celentano come un pezzente col piattino in mano mendicando un posto in video.
Rai s'intende.
Lì c'è la cuccia più calda e zuppa in abbondanza.
I più maliziosi ricordano che mangiò pure nel piatto del Papi,pur di vezzeggiare il suo delirio napoleonico e il conto corrente.
Fa niente.Tirem innanz...
Dal ragazzo della via gluck,ormai nonno da giardinetti comunali,montò una concione da accattone,un pianto greco da fanciulla sedotta e abbandonata in cerca di lavoro,cercando in tutti i modi di commuovere le platee di zombies e infinocchiare qualche direttore di rete.
Era invece il solito bruscolinaro imbonitore che è sempre stato e sempre sarà.
Qualche sprovveduto credette alle misere lacrimucce,e da lì in poi,abbandonati i panni del mendicante , cominciò a ringalluzzirsi,a pavoneggiarsi come acclamato cover boy dello star system dei giullari,un fico baldanzoso ed insostituibile,uno strafottente guitto principe del foro e delle masse,ma sopratutto cominciò a rispolverare l'eterna immaginetta e litania del "martire perseguitato sempre in onda" a suon di cocuzze a carico del pueblo.
Ora siamo al grand guignol finale: vado,ritorno,vado,ritorno per 1 euro,rivado....con un chiagnefotte degno del più fasullo martirologio mediatico.
Non vuol lasciar la cuccia,ma stavolta è probabile che abbia definitivamente rotto i coglioni bronzei pure al famoso cavallo della sede Rai,peraltro già languente e accasciato per i pianti precedenti.
Lui vorrebbe far un caso nazionale del suo patetico casino,magari un referendum,ritornare all'accattonaggio mediatico in difesa della pappatoia con storielle usurate di libertà,democrazia e altre fregnacce che da sempre gli son servite da piattino.
Poverino,lontano dalla Rai la teoria del chiagnefotte è spazzatura,lo manderebbero a farsi fottere in due secondi.Deve averlo capito,e così assistiamo a questo miserevole tira e molla da tappetaro turco.
Forse stavolta non abboccheranno,anzi caro Michele,per dirtela fino in fondo sotto metafora,c'hai rotto er cazzo con le tue sceneggiate da barbone.

(george)

sabato 11 giugno 2011

ASPEN INSTITUTE - GLI ILLUMINATI



L’Aspen Institute è un’organizzazione internazionale non profit, fondata nel 1950 da un gruppo di intellettuali e uomin d’affari americani convinti della necessità di rilanciare il dialogo, la conoscenza e i valori umanistici in una realtà geopolitica complessa e in continua evoluzione.
Il fine ultimo è incoraggiare le leadership illuminate, le idee e i valori senza tempo e il dialogo sui problemi contemporanei. .
La sede centrale ufficiale è a Washington D.C., ma negli anni si è formata una rete internazionale che ha visto la rapida ramificazione dell’istituto in giro per il mondo: Berlino, Roma, Lione, Tokyo, Nuova Delhi e Bucarest etc.
L’Aspen Institute è finanziato da fondazioni come la Carnegie Corporation, la Rockefeller Brothers Fund e la Ford Foundation, attraverso quote di iscrizione a seminari e donazioni individuali. Tra i suoi affiliati ci sono leader della politica, dell’economia e intellettuali.
Attualmente Walter Isaacson è il suo presidente mondiale e CEO. Vi domanderete: chi è costui?
E’ l’ex presidente della CNN, il canale televisivo statunitense più potente e conosciuto al mondo.
Ha rinunciato ad una delle poltrone più ambite del pianeta pur di sedere in cima all’Aspen Institute.
Da un episodio del genere possiamo dedurre la planetaria importanza di questa organizzazione.


Vediamo la sede italiana di questo indefinibile istituto di origine statunitense. Scavando tra i meandri del potere e risalendo i fili dei burattini, forse, avremo una possibilità di scovare la matrice dell’inganno democratico in cui siamo stati imprigionati.
L’organizzazione, ufficialmente inzia ad operare sul territorio italiano nel 1984.
Di forte caratterizzazione transatlantica, del resto la storia parla da sè, l’Aspen Institute Italia ha due sedi: a Roma in Via SS. Apostoli 49 e a Milano in Via Vincenzo Monti 12. L’attuale presidente della sezione italiana è Giulio Tremonti, Ministro dell’Economia e della Finanza dell’attuale Governo italiano.
L’Aspen Institute Italia riunisce il meglio dell’industria italiana, delle banche e delle assicurazioni, della cultura e della politica, non c’è settore che manchi all’appello: Generali, Fincantieri, Confindustria, la Rai, Mediaset, Pirelli, Poste Italiane, società Autostrade, Enel, Fiat etc.
Chi sono i soci sostenitori? Sono quelli che mettono i soldi e vengono ammessi a far parte dell’associazione dal Comitato Esecutivo e sono rappresentati nel Consiglio Generale dell’Istituto dai propri Presidenti, Amministratori Delegati o Direttori Generali.
Inoltre ci sono anche i cosidetti Soci ordinari, personalità italiane e internazionali provenienti dal mondo accademico, politico, culturale e dei media, che sono chiamati a far parte dell’associazione dal Comitato Esecutivo, ufficialmente, per la loro fama accademica ed eccellenza professionale. Si legge sul sito italiano che essi : “mettono a disposizione dell’Istituto la loro competenza e contribuiscono così alla qualità intellettuale e al patrimonio di idee dei programmi di Aspen, collaborando in forma gratuita alle diverse iniziative. Partecipano, tra l’altro, a gruppi di lavoro e task force che affrontano specifici problemi del panorama politico ed economico internazionale”.

Insomma questi soci non solo portano avanti le loro idee, ma si rendono disponibili ad appoggiare eventi specifici “su tematiche di rilevante interesse strategico“. Ma che significa?
Che hanno il potere di veicolare le politiche del paese?
Dando un’occhiata ai nomi dei soci ordinari (Enrico Letta, Mario Draghi, Giorgio Napolitano, Romano Prodi, Massimo D’Alema, Fedele Confalonieri, Lucia Annunziata, Paolo Mieli, Francesco Caltagirone, Cesare Geronzi, Franco Frattini, Gianfranco Fini, Gianni Letta, Luca Montezemolo, Sergio Marchionne, Emma Mercegaglia, Giuliano Amato, John Elkann, Lucio Stanca etc.), più che una fantasiosa supposizione, è la palese oggettività.
Non sono certo le “allegre comari di Widsor!

“La missione di Aspen Institute è l’internazionalizzazione della leadership imprenditoriale, politica e culturale del Paese attraverso un libero confronto tra idee e provenienze diverse per identificare e promuovere valori, conoscenze e interessi comuni. L’Istituto concentra la propria attenzione verso i problemi e le sfide più attuali della politica, dell’economia, della cultura e della società, con un’attenzione particolare alla business community italiana e internazionale“.

Il punto è che Aspen non è propriamente un’associazione umanitaria, non fa beneficenza ed è lecito pensare che persone del calibro dei suoi membri non si riuniscano soltanto per scambiare quattro chiacchiere sui massimi sistemi o per ricercare la panacea di tutti i mali.
Più probabile per dirigere nelle retrovie del clamore mediatico le sorti economiche e sociali del paese, imponendo politiche ad hoc per tutelare il potere dei veri padroni, a discapito della popolazione, che ricordiamolo è sempre all’oscuro di tutto.C’è dell’altro, lo si intuisce, ma è difficile penetrare la discreta cortina che protegge quel salotto buono dagli sguardi indiscreti e dai sorrisi bipartisan.
Hanno infatti anche un metodo con cui applicano la loro “mission“, da loro stessi identificato come “metodo Aspen“. Questo “privilegia il confronto ed il dibattito ‘a porte chiuse’
Attorno al tavolo Aspen discutono leader del mondo industriale, economico, finanziario, politico, sociale e culturale in condizioni di assoluta riservatezza e di libertà espressiva“.

Il dibattito a porte chiuse è noto come uno dei migliori metodi per curare le piaghe di questo mondo crudele.... Libertà di pensiero a porte chiuse, bel modo di perpetrare il bene comune.
Loro sono gli illuminati.
Alcuni più maliziosi pensano invece al Nuovo Ordine Mondiale,e che l’Aspen sia una delle organizzazioni che fanno capo al progetto citato.
La leadership illuminata che intendono è la dittatura totalitaria del Nuovo Ordine Mondiale, controllo tramite la paura, una sola neolingua, una sola moneta,un solo mercato,un solo governo, un’umanità di automi ubbidienti e servili, Uomini-robot, uomini macchine, nati per produrre e consumare, carne da macello per l’incremento del Pil.
Non ho mai sentito parlare nessun alfiere della libera informazione dell’Aspen Institute, ne ho letto libri rivoluzionari che illustrassero agli italiani beoti come si muovono i burattinai nelle retrovie.
Credo che mai e poi mai nei vari “vieni via con me” sentiremo un’arringa che possa risvegliare minimamente il cervello dell’italiano medio. Dormite gente, e sognate con i vostri Travaglio, Saviano, Santoro etc.

Aspen Institute, Bilderberg, Commissione Trilaterale, Club of Rome, CFR etc.
Affiorano sempre gli stessi nomi. Saranno coincidenze,ma io non ho mai creduto alle coincidenze.
La verità è che siamo stati ingannati.Ci hanno fatto credere che potevamo essere padroni del nostro destino delegando ad altri le nostre speranze, chiudendoci in una cabina a scegliare prima fantocci e poi simboli senza significato. Ci hanno incantato per anni, con dibattiti, liti, parapiglia mediatici e comizi deliranti, ci hanno mostrato due facce della stessa medaglia, e gli hanno dato nomi, faccie e ideologie. L’alfa e l’omega, la destra e la sinistra, solo fandonie! Ci hanno dato l’apparenza democratica tramite la messa in scena di due finti schieramenti, in eterna lotta tra loro. Ci hanno fatto credere di essere liberi perchè potevamo sciegliere tra il burattino rosso e il burattino nero.

Mentre eravamo impegnati a dividerci e scannarci in nome di una illusione. Mentre eravamo intenti a sputarci fango l’un l’altro sulle grandi astrazioni, questi personaggi hanno complottato nei retroscena nazionali le loro politiche contro il bene comune.
Hanno già deciso il nostro futuro.Noi siamo spettatori inermi e paganti. La nostra unica forma di rivalsa non violenta, sarebbe l’astensione in massa dalle urne e il boicottaggio di questa insulsa farsa.
Mi chiedo dove sono i paladini dell’informazione, quelli che ci raccontano le storielle magiche, quelli che ci parlano dell’orco cattivo, dell’uomo nero, dove sono quelli che fanno la “televisione alternativa”, spacciandola come cultura?
Sono maschere, commedianti che hanno esaurito il loro canovaccio, si mostrano cavalieri ma sono giullari nell’animo.
Questa democrazia è il regime dell’Aspen Institute, qualsiasi burattino scegliamo, esso farà gli interessi dell’organizzazione e attuerà le linea guida, anzi, il programma politico dettato dalla Comunità Aspen. Plasmerà l’opinione pubblica convincendola che queste nuove politiche siano le migliori possibili per la felicità e la ricchezza dell’intera popolazione. Che la favola continui…

Sapete quel’è il motto dell’Aspen Institute? Appare anche sul logo dell’organizzazione:
“Timeless values, enlightened leadership” ovvero “Valori senza tempo e leadership illuminata“.
Certo è che lascia poco spazio all’immaginazione.


(stralci da http://www.stampalibera.com/?p=25543)
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Honny soit qui mal y pense,ma mancano solo capucci ,squadre e compassi.....

Da tempo conoscevamo questo Istituto che,come molti altri ( Open Society Institute di Soros...),dietro una rispettabile facciata non fanno altro che proclamare e perseguire una strategia mondialista che cancelli ogni differenza.Già questa si è realizzata sul piano economico con la globalizzazione economico-finanziaria che tanti danni ha causato in tutto il mondo.
Tornando al caso italiano,è sintomatico vedere che tra i vari partecipanti c'è gente che si scanna di giorno e poi va a braccetto di notte.

Ci sono pure gli Junior Fellow dell'Aspen.
Un Junior Fellow dell'Aspen si definisce così: "Gli Aspen Junior Fellows sono un network internazionale di giovani ad alto potenziale formato dai ragazzi che hanno preso parte ai progetti 'Aspen per la Nuova Leadership' .

Tra i vari requisiti richiesti,c'è pure questo: "Deve sostenere l'integrazione e lo sviluppo di una leadership europea qualificata, impegnata e responsabile.

Cosa significa? Integrazione in cosa? Come faccio a sostenerla? Lo sviluppo della leadership verso cosa? E dove, a Bruxelles? Vado all'Europarlamento e mi metto a sostenere l'integrazione e lo sviluppo della leadership? Impegnata in cosa? Responsabile verso chi, se è una leadership?

Sul Bilderberg,un'occhiata anche a questo : http://neovitruvian.wordpress.com/2011/06/10/banchiere-svizzero-smaschera-i-criminali-del-bilderberg/