sabato 29 gennaio 2011

TSUNAMI DI COLPI DI STATO NEL MEDITERRANEO




di Webster G. Tarpley

(stralci dalla traduzione
di Gianluca Freda ) (http://blogghete.altervista.org/joomla/)



Washington, DC, 16 gennaio 2011-
La comunità dei servizi segreti americani è in preda ad un autentico delirio di esaltazione in seguito al riuscito colpo di stato che ha rovesciato questa settimana il governo tunisino del presidente Ben Ali.
Il Dipartimento di Stato e la CIA, attraverso i media ad essi fedeli, stanno impietosamente proponendo il colpo di stato in Tunisia dei giorni scorsi come prototipo di una seconda generazione di rivoluzioni colorate, colpi di stato postmoderni e azioni destabilizzanti gestite dagli Stati Uniti attraverso le masse popolari.
A Foggy Bottom e a Langley, piani febbrili vengono elaborati per scatenare uno tsunami mediterraneo, con l’obiettivo di rovesciare buona parte degli attuali governi del mondo arabo e non solo.
I pianificatori dell’imperialismo sono convinti di poter adesso rovesciare o indebolire i governi di Libia, Egitto, Siria, Giordania, Algeria, Yemen e forse anche altri, mentre gli sforzi incessanti della CIA per rimuovere il primo ministro italiano Silvio Berlusconi (a causa della sua amicizia con Putin e del suo sostegno al gasdotto Southstream) evidenziano che quest’orgia di destabilizzazione non riguarda solo il mondo arabo, ma ha un carattere pan-mediterraneo.
Per gli USA, il problema di governi come quello di Mubarak e Ben Ali, in questo momento, è che sono governi forti. Sono al potere da decenni e non hanno opposizione. La stessa cosa si potrebbe dire, fatte le debite distinzioni (che non sono poi tantissime) per la Siria di Assad, per l'Arabia Saudita, per la Libia o per il governo italiano di Berlusconi.
Un governo forte possiede sufficiente libertà di movimento da essere imprevedibile. In un momento in cui la potenza degli USA e quella della sua "longa manus" in Medio Oriente (Israele) è in seria difficoltà e nuove potenze emergono sullo scacchiere globale, gli USA hanno bisogno - in una zona d'immensa rilevanza strategica come quella del Mediterraneo - di governi deboli, di nazioni divise e totalmente controllabili, che non rendano possibili rovesciamenti improvvisi delle alleanze.
Prendiamo Ben Ali, ad esempio: costui, pur essendo formalmente in buoni rapporti con gli USA, aveva interrotto tutti i legami diplomatici con Israele fin dal 2000; nel 2003 si era rifiutato di inviare truppe in Iraq a sostegno della coalizione dei volonterosi; nel 2009 (credo sia stata questa la sua condanna) aveva firmato accordi di cooperazione economica e tecnologica con la Cina. Stesso discorso per Mubarak: sarà anche "gradito" agli USA, ma negli ultimi tempi aveva aperto in diverse occasioni il valico di Rafah, consentendo alle armi destinate ad Hamas di entrare in Palestina. Berlusconi, poi, ha firmato la sua condanna il 15 maggio 2009, quando ha firmato con la Russia l'accordo per il gasdotto Southstream e ha consentito la nascita di SeverEnergia, joint-venture tra Eni, Enel e la russa Gazprom.
Questo sistema di destituzione dei governi aveva perso parte del suo prestigio dopo il fallimento della tentata rivoluzione plutocratica dei Cedri in Libano, il capovolgimento dell’odiosa Rivoluzione Arancione in Ucraina targata FMI-NATO, l’ignominioso disastro della “Twitter Revolution” Iraniana del giugno 2009 e l’ampio discredito che aveva colpito la Rivoluzione delle Rose in Georgia, sostenuta dagli USA, a causa della politica oppressiva e guerrafondaia del folle fascista Saakashvili. Il programma imperialista è che gli eventi tunisini possano ora fungere da apristrada per un nuovo modello di colpi di stato “popolari”, specificamente studiati per adeguarsi alla realtà odierna, che è quella della depressione economica globale, della crisi strutturale e della disintegrazione dell’economia-casinò globalizzata.
Il fermento tunisino non è partito dal desiderio della classe media di potersi liberamente esprimere, di poter votare e di tenere blog. E’ partito dall’impeto predatorio di Wall Street, che sta devastando l’intero pianeta: costi spaventosamente alti per il cibo e per il carburante provocati dalle speculazioni sui derivati, alti livelli di disoccupazione e di sotto-occupazione e disperazione economica generalizzata.
La Tunisia è forse il primo caso in cui Wikileaks e Assange (in un successivo post mostreremo quali sono i loro legami con questi avvenimenti) possano vantarsi a ragion veduta di essere stati il detonatore del colpo di stato. Molti resoconti giornalistici concordano sul fatto che alcuni dispacci del Dipartimento di Stato, i quali facevano parte delle recenti rivelazioni di Wikileaks e si concentravano sugli eccessi sibaritici e sullo smodato tenore di vita del clan Ben Ali, abbiano giocato un ruolo chiave nel portare in piazza la piccola borghesia tunisina. Grazie anche ad Assange, le TV occidentali hanno così potuto mostrare immagini delle folle tunisine mentre agitano striscioni che recitano “Yes We Can!”, anziché un più realistico e populista “I prezzi del cibo sono troppo alti!”.
Tutti questi paesi hanno certamente bisogno di serie riforme sociali e politiche, ma ciò che la CIA sta facendo con l’attuale infornata di destabilizzazioni non ha nulla a che fare con un cambiamento in positivo dei paesi coinvolti. Coloro che ne dubitassero, farebbero bene a rammentarsi gli orridi risultati politici ed economici dei burattini posti al potere dalle recenti rivoluzioni colorate; personaggi come gli ucraini Yushchenko e Timoshenko, cleptocrati targati FMI-NATO, oppure Saakashvili, il dittatore guerrafondaio mentalmente instabile andato al potere in Georgia, e così via.
Le forze politiche così sciocche da accettare le idee di speranza e cambiamento proposte dal Dipartimento di Stato, si ritroveranno ben presto sotto il giogo di nuovi oppressori di questo tipo.
Il pericolo è particolarmente grave in Tunisia, dove le forze che hanno eliminato Ben Ali non hanno né un leader visibile né una visibile struttura organizzativa di massa che possa aiutarli a sbarazzarsi delle interferenze esterne, come fece Hezbollah quando riuscì a dare scacco matto al tentato putsch dei Cedri in Libano.
In Tunisia, la CIA ha campo libero per instaurare al potere un candidato di sua scelta, preferibilmente sotto la copertura delle solite “libere elezioni”. Sfortunatamente, ventitrè anni di Ben Ali hanno lasciato la Tunisia in condizioni di profonda atomizzazione.
Perché Washington è così ossessionata dall’idea di rovesciare questi governi? La risposta ha molto a che fare con Iran, Cina e Russia.
Per quanto riguarda l’Iran, è noto che il Dipartimento di Stato sta tentando di mettere insieme un fronte unitario dei paesi arabi occupati e dei regimi sunniti contro l’Iran sciita e i suoi vari alleati nella regione. Questa strategia non sta funzionando bene, come dimostra l’incapacità degli USA di instaurare il loro fantoccio preferito, Allawi, al potere in Iraq, dove sembra che il filoiraniano Maliki riuscirà a mantenere le redini del governo nel prevedibile futuro. Gli USA sono alla disperata ricerca di una nuova generazione di traballanti demagoghi “democratici”, più disponibili a guidare i propri paesi contro l’Iran di quanto abbia dimostrato di voler fare l’immobilismo dei regimi attuali. C’è poi la questione dell’espansione dell’economia cinese. Possiamo star certi che tutti i nuovi leader instaurati dagli USA includeranno nei propri programmi la rottura delle relazioni economiche con la Cina, a partire dalla riduzione delle esportazioni di petrolio e materie prime, sulla falsariga di ciò che il boss della “Twitter Revolution”, Mir-Hossein Mousavi, stava preparando per l’Iran nel caso in cui avesse conquistato il potere nell’estate 2009, all’apice delle sommosse in affitto che avevano come slogan “Morte alla Russia, morte alla Cina”.

Una cosa che non tutti i commentatori riescono a focalizzare è che non esistono marionette "gradite" agli USA a tempo indeterminato. Anche Saddam Hussein era gradito agli USA. Ma, appunto, solo finché è stato gradito.Il "gradimento" degli USA non è determinato dal mero servilismo (parziale o totale) dei governanti, ma anche dalle mutevoli condizioni internazionali.
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Vedere anche; http://www.globalresearch.ca/index.php?context=va&aid=22993

e; http://it.narkive.com/2007/6/4/1304622-chi-ce-dietro-le-equot-rivoluzioni-colorateequot-da-report-rai.htmlhttp://it.narkive.com/2007/6/4/1304622-chi-ce-dietro-le-equot-rivoluzioni-colorateequot-da-report-rai.html
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Come si vede,diverse sono ormai le finte rivoluzioni di tutti i colori ,viola in Italia,(un po' sbadati,porta sfiga sto colore).
Siamo sostanzialmente d'accordo con il nucleo di questa analisi,pur obiettando che certamente gli USA sono al centro di queste operazioni per propri interessi,ma che non va dimenticato il carattere mondialista di cui questi sconvolgimenti sono parte integrante.
Sono coinvolti in questa impresa di stampo massonico orwelliano potenti gruppi economico-finanziari internazionali,nonche importanti personaggi italiani.
Il fine è il famoso ordine mondiale,una pletora di sudditi comandati da una oligarchia di questo tipo.Le famose élites,i saggi,i predoni.
E c'è un'associazione bipartisan statunitense, la Freedom House con correlate le varie ong del finanziere "filantropo-bandito" Soros,(un personaggio di cui già più volte abbiam parlato) la più importante della quale si chiama Open Society Institute incaricate nel promuovere queste rivoluzioni colorate.
L'Italia è un obiettivo importante per queste mafie mondialiste ,e da ricondurre alla svelta e scodinzolante all'ovile.Con le mezze figure,che animerebbero un eventuale dopo Berlusconi,l'operazione non presenterebbe alcun ostacolo,considerato il guazzabuglio politico istituzionale,la debolezza e il servilismo di queste forze eterogenee e litigiose.

- http://www.freedomhouse.org/template.cfm?page=1
- http://www.soros.org/

giovedì 27 gennaio 2011

RUBY YOU ARE LIKE A DREAM

E va beh,c'avemo er puttaniere,le zoccole, er magnaccia,er Niki frocio,er pinocchietto camerale coi resti de gaucci,er Pacco Disperati che se credono un Pd de dritti,manco l'uso der pallottoliere sanno,c'avemo er Walter african mancato che dice yes de can nun se capisce,l'artro Bersani tra 'na bocciata al cral e 'na fumata pare ch'aspetti er quarto da tressette,c'avemo 'na giustizia d'appendice,'na specie d'enalotto,'na compagnia togata sempre de traverso che vole metterse er paese ner taschino e far er cazzo che conviene a loro e in più c'avemo pure leggi e tribunali bizantini,un cruciveba che manco fra cent'anni se risolve ,c'avemo fior de Organismi,Enti,Logge,Consulte,Istituzzioni,Consigliori tutti a servizio de' padrini ,c'avemo sora Emma che strilla de ripresa come 'na fruttarola ogni mattina,c'avemo più inquisiti che coglioni e mazzi di picciotti da metter su 'n torneo mondiale de carcetto.
C'avemo 'na stampa libbera...dai fatti,se fanno tutto in casa,se menano tra loro,ce raccontan quintali de storielle e cazziatoni su li padroni e servi,se inventano de tutto pe' campare,c'avemo pur li intellettuali che ('no spazio in bianco,please) e 'na Costituzzione che se rifà a le guere puniche,bona per tutti l'usi e li stiracchiamenti,ce vo' 'na Corte de' miracoli per sartarce fora e manco quella a vorte ce riesce.
Pensa un po','sti Albioni,come faran senza 'no straccio de costituzzioni,ma come campeno 'sti allocchi!
Ma semo noi li furbi,guai a chi ce tocchi!
C'avemo pure un gran sistema de cammere incrociate,par de star ar tennis,se vota qua poi se rivota là,poi se ritorna,se rimanda ancora la pallina... 'sta camorria de matti te fa venir er torcicollo.La poverina,si nun se perde pe' li borghi,parte da legge e a forza de corer de sù e de giù se ritrova 'na leggina,'na specie d'aspirina pe' curar li calli. Se parla de riforme dal tempo d'Anco Marzio.Se spera de pezzarla prima de camminar su Marte.
Nun parlamo de televisione! sto festivàl de caciottari,'na specie de bidone de differenziata,er paradiso de' bruscolinari.
Poi ci son li preti,un corpo ar cerchio e due alla botte che sarebbe er vino loro,stan sempre appollaiati per pijarse i resti e risalir sur carro novo,e questi ancora sfangano,artri coatti de 'sta consorteria se veston da guerriglieri..e qui se spazia ner mare de minchiate e de corbellerie.
C'avemo pure li contrari,quelli che ar posto der Signore ce mettono un puntino che se gonfia e scoppia,pare 'na stronzata ma c'assicurano ch'è senz'artro vera.'Na specie de carnevale a Fuorigrotta.
Parola der geometra Odifreddi.
Meglio star ner mezzo,famo che nun ce frega nada de sta storia.
Mo però,c'avemo er novo messia napoletano laureato honoris causa gomorra,'na nova disciplina per devenir santi accelerati,sta in ogni angolo de strada e de bottega,lui ce campa alla grande con sto trucco,s'è messo pure a scrive' li comandamenti,oh questo aspira pure ar soglio pontificio,stemo attenti!
Se potrebbe continuar 'na cifra,ma in fondo se tratta solo de' mazzi de scartine.
Conchite e cippe lippe, travagli e beppegrilli,er letta che nun conta,franceschielli e bindi,fazi e tappetini a scelta,.....c'avemo pure er fregnacciaro de Totonno,er Flores che dopo 'no spinello ce l'ha cor popolo de cacca,c'avemo pure l'università...ma e meglio che lassamo sta','na specie de bordello,ce stan più sola che gente de cervello..

Totale,un cocuzzaro de marpioni ch'ogni du' scondi ce rompon li coglioni.

- Ma tu stai sempre a mazzolar 'na sola parte?
- Ce ne pe' tutti,pure per li artri,ce mancherebbe,ma questi se credon li mejo fichi der paniere e invece son un mazzo de tartufi annati a male,pe' questo me piace impomatarli de concime,po esser pure che dai e dai se svestan 'sto costume de regime e sartin fora sol ranocchi.
- Nun ce sperà,son li pappagalli de' salotti,l'avemo sempre in groppa,son li maestri de li coglioni rotti.

Pe' finir de rosicare l'osso,c'avemo insomma sta democrazzia e sti cazzari appresso,se vota ogni du' giorni,ma ce troviamo sempre con 'sto andazzo, dice er Marchese quello der Grillo,io son io e voi non siete un cazzo.
Da metter in Costituzzione.

(er barcarolo stanco )

martedì 25 gennaio 2011

LIPPERINI L'ASINO E IL BUE

L'armata dei crociati in marcia verso Gerusilemme..prima a Preganziol addò sta?
Veneto de' barbari hic sunt leones le camice brune il nazireich s'abbrucian libri... de chi? del novo messia laureato della sora gina della nipotina...la nipotina?
sì la wuminghina se lo viene a sapere Cippa Lippa... lo sa lo sa il tazebao delle bambine è già infiammato brulica di cartapecore de strilli cercasi spie infiltrati delator da biblioteca a mo' dell'ovraghepeu per montar sta specie de ciofeca. Er bando:

Questo è un post di invito: se avete ricevuto pressioni per togliere libri dagli scaffali dalle biblioteche o sconsigliarli agli studenti, scrivetelo qui sotto.
In forma anonima, se volete: garantisco che mai divulgherò a nessuno la mail o altri elementi che possano identificarvi


Tutto 'no scintillio de armi de corazze er Manifesto e poi Libberazione i Fochettari er foglio d'imballaggio de Conchita sempre più bollita proclami appelli squilli...ce sta tutta l'armata rossa contro un paio de mugiki.
Ma cu fu,cu fu picciotti?
Ma come non sapete la nazione sta in fermento un impiegato del catasto toglie la mia cara nipotina dagli scaffali del villaggio ma non li bruciava? va beh se fa pe' dire il rogo fa più fico fa molto naziskino riscalda er core de' crociati e poi sta caccolina ce voleva dopo la figuretta da cecati del battistin carioca ritorniamo in pista non ce filava manco Fazio promettete le indulgenze le medagliette del messia Saviano 'na ricetta de Conchita me raccomando mie bambine ammucchiateme qualche nome de panza in mezzo a sto mazzo de scartine se deve far tremare sto povero assessore pure Bernardo sta con noi il santo? ma no er franzoso er Levy capofirmaiolo quello di lemonde è un po' imbolsito ma pure lui fa fico.. pensa un po' insieme a Daniel Pennacchino mica han scelto Ferdinand Celine ma il mio genio wuminghino!
Che forza sti franzosi!
Cippa Lippa è la marescialla de sta festa di litterati eroi dell'invenduto in teca... e poi la nipotina la mia vezzosa epicfichetta come osan buttare le sue carte in cassonetti?
Ma che scherziamo ! All'armi all'armi..dateme er megafono..
Noi semo i paladini del libbero penziero quello sull'ali...traforate da cent'anni di toppate.. cazzo manco s'alza più da terra è debole..nun ce sta Vattimo?..macchè quello sta sempre con li affari sui.. mbeh,c'avemo sempre la costituzione bona pe' ogni sorta de canzone:

Articolo 21.

Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione

A' Lipperì è qui che te volevo! Capito,vale pure per il tuo pollaio de galline.
Te stai qui a predicar da fraticella e poi vai a censurar sul tazebao delle bambine come 'na vera pulcinella.
Stai a salvar er monno da li barbari censori e poi t'affanni a grattugiar commenti nel tuo buco?
Se contano a decine gli oscurati sulla tua bacheca, non conformi ai dogmi dell'inquisizione,vale a di' del leccalecca senza interruzione.
E mo' che fai? Te vesti pure da crociato per sta minchiata d'assessore con 'sto po' po' de truppa de tartufi? Paladini de che? ah sì del libbero penziero,er vostro.
Te sbatti ai quattro venti per montare sto organetto che fa venir voglia de ride pure a zio geppetto.
Siete 'na lenza voi, d'una scola antica ,quelli del cappone a noi e l'altri s'abbuffino d'ortica quelli che se lo famo noi è 'na ficata se lo fai tu è 'na stronzata quelli che...vabbeh ce semo intesi.
Una bambina de settantanni in armi se chiedeva ma a Preganziol che c'annamo a fare?
A combatter per er libbero pensiero?
Che stai a di',du minchiate du risate se parla un po' de noi un po' de minuetto e poi de corsa tutti da Enrichetto.E chi sarebbe? Er ristorante de rimpetto.
E i libri che s'abbruciano? Ma che te frega,con sta manfrina ce vendemo un po' de copie della wuminghina,ce vedono ce credono semo noi che difendemo la libbertà de dire.

Oh Lipperini,mia Lipperini,nun ce ingozzar de tutta sta cicoria,
sarebbe come er bue che dice cornuto all'asino,questa è la storia.


(er bruscolinaro)

domenica 23 gennaio 2011

CELINE E LE SCIMMIE

« Le altre parti del mondo hanno le scimmie; l'Europa ha i francesi»
(L'arte di insultare - Arthur Schopenhauer)

Frase infelice e fuori luogo,almeno per noi,che tanto amiamo la Francia a cui saremo sempre grati d'aver dato i natali a tanti poeti,scrittori,artisti e uomini di pensiero a cui sempre saremo debitori.

In questo caso specifico però non possiamo che esser d'accordo col filosofo tedesco.


Celebrazioni Celiniane

Questo anniversario non s'ha da celebrare.
E' polemica in Francia per l'inserimento dello scrittore Louis-Ferdinand Celine (1894-1961) in un libro dedicato al calendario ufficiale delle commemorazioni del 2011.
Jean Favier, presidente dell'Alto comitato delle celebrazioni nazionali ufficiali, ha curato un elenco che cita anche un'omaggio da rendere all'autore di ''Viaggio al termine della notte'' e ''Morte a credito'' il prossimo 1 luglio, giorno esatto in cui cade il cinquantenario della morte dello scrittore di pamphlet accusati di antisemitismo.
Contro questo inserimento non si sono fatte attendere violente critiche,fino a cancellarlo dalle celebrazioni
Il ministro della Cultura francese, Frédéric Mitterrand, ha annunciato l’annullamento delle celebrazioni su scala nazionale nel 2011 di Louis-Ferdinand Céline (1894-1961), dopo la polemica suscitata dalla presenza del nome dello scrittore autore di testi antisemiti fra le personalità degne dell’omaggio di Stato.
Serge Klarsfeld, avvocato noto «cacciatore di nazisti», presidente dell’associazione figli e figlie di deportati ebrei di Francia, si era indignato per l’annuncio delle celebrazioni dei 50 anni dalla morte di Céline.

«Non è una sconfessione nei confronti dell’Alto comitato (organismo incaricato di stilare la lista di personalità) - ha detto Mitterrand - ma una scelta di cui assumo pienamente la responsabilità».

Bravo ministro,la tua unica responsabilità è di essere un pirla.
Perchè non inserire Battisti al suo posto,così faresti contento anche quel bel tomo di Bernard Levy e una serie di letteratucoli italiani,scimmie delle scimmie.
Non manca il lato comico: Mitterand ha spiegato di aver passato la notte prima di fare la sua scelta a leggere "Bagatelle per un massacro",e quello ridicolo "dopo attenta riflessione, non sotto l'onda dell'emotività".Ma vah...!
La notte porta fregnacce..
Non manca il tartufesco: "del resto - ha aggiunto - ha già avuto la maggior celebrazione a cui uno scrittore francese possa aspirare, cioè la pubblicazione delle sue opere nella collezione della Pléiade".
Meno male che qualcuno che ha ancora la testa al posto giusto e non sopra i coglioni,lo scrittore Philippe Sollers,che ha detto: " insensato che un cittadino (Serge Klarsfeld,) chieda al presidente della Repubblica di ritirare un autore dell'importanza di Celine dal volume ufficiale curato dal ministero della cultura. Ma tant'è: non gli si poteva fare una migliore pubblicità".
Sollers è furioso e incalza: "é una cosa assurda. Io stesso ho raccolto in volume i miei articoli su Celine nel 2009 e questo non ha fatto certo di me un nazista".

Di fronte a questo Mitterand,il povero Bondi risulta un genio.


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Potremmo commentare ancora questa incredibile e farsesca decisione,ma preferiamo mettere come epitaffio la parole di un amico blogger:

"Céline dimostra di non avere altri amici che i suoi lettori, che in quanto tali sono impotenti, e le persone che gli volevano bene in vita.Céline traccia un cerchio attorno a sé sempre più stretto che strangola tutto, fazioni, opposizioni, narcisismi artistici, e parrocchie. "

Chissà se i comici rappresentanti della lumpenliteratur (più elegantemente,letteratura di stracci) nostrana e dei loro mentori,una per tutti la contessa fantozziana Lipperin che vien dal mare, che han sollevato un polverone interplanetario contro un oscuro assessore veneto per due noccioline di libertà del loro invenduto,dicevo chissà se metteranno il becco in questa storia.
Non credo o almeno spero, Céline non è il correct bonbon adatto ai palati asfaltati .

Già in passato,e come sempre,anche da noi non son mancate le occasioni per mettersi in vetrina, a spese di LFC con delle minchiate come questa,a seguito di un articolo della Taglietti su Corsera,"Céline antisemita? Va pubblicato",dicembre 2008:
Massimo Onofri,critico letterario militante (si vede che prima d'ogni fesseria indossa la divisa):

"Il rifiuto di Céline non è di ordine moralistico, ma si basa sul fatto che la debolezza del pensiero che innerva i suoi romanzi, la sua ideologia così povera, piccina, che allinea tutti i luoghi comuni del più becero antisemitismo non possano produrre grandi libri. La cattiva ideologia non è un reato contro la morale ma contro la letteratura stessa"

Inequivocabile e istruttivo esempio del culturicchio militante che ammorba da anni il pensatoio letterario italiano.
Lo stesso Onofri è autore di celebri esternazioni,tipo:"il lettore dal volto umano" (che cazzo vorrà dire!) e quella molto più rivelatrice " il critico non si rassegna a riconoscere, in letteratura altro tribunale che non sia la sua fallace, minuscola, problematica, incerta ragione".
Non possiamo che applaudire,Onofri,a questo suo perfetto autoritratto.

Tanto per la cronaca e per non farsi mancare il digestivo,nella stessa occasione era stato interpellato anche il fior fiore degli scrivani con banchetto,come Erri De Luca,il poeta della domenica di ferragosto,un Piperno pare scrittore che voleva aggiungere a LFC le istruzioni per l'uso per lettori malaticci, e altri insigni inquilini del condominio letterario.
Erri :"«Quell’errore rimane, non è più riparabile, come non è riparabile l’adesione di Günter Grass alle Waffen SS."
A prescindere dai giudizi da tecnico delle riparazioni ,la differenza è che LFC non ha mai fatto mistero di nulla,mentre Grass ha ammesso questa cosa solo dopo che altri avevano sollevato il sasso che lui aveva sempre ben nascosto sotto il suo piedino.

Volendo poi seguire la sentenza del poeta ferragostano,bisognerebbe portar dallo sfasciacarrozze buona parte degli intellettuali italiani,non più riparabili.

Dati i precedenti,restiamo quindi in attesa che anche le scimmie nostrane comincino a scartocciar le loro banane.

(johnny)

venerdì 21 gennaio 2011

VAMOS A BAILAR...

pista del bunga bunga ovarico più puttane che bambine io c'ero e tu invece no il papi ha la morosa e la prostata infiammata predica retrò della bocciofila bersò le bambine vanno a scuola sorry pare piaccia più il casino salmo a seguire del frottoliere delle puglie orecchinato a festa.. il pulpito il pulpito! il cassonetto d'angolo fruttivendola a richiesta
pista del tuca tuca ventennale in toga sbrindellata dell''ermellino taroccato dell'arrapaho di codici miniati come volemo del che ce frega del che c'importa basta che semo noi a menar la giostra,
pista del bingo bango bongo per carta d'imballaggio giornaliera stare bene solo al congo mignottocrazie e frociocrazie a camere riunite dei d'avanzi dei travagli dei rincalzi dei caravanserragli del buco della chiave di draghi senza denti e verginelle dal tariffario a ore peni-tenti di maggiordomi di sezione spalmati in redazione il mondo ride troppa grazia scribacchini se ne fotte,
pista del tonga tonga del bananismo tartufato al dente di pulcinella tonacati e d'arlecchini acculturati di cippelippe e wuminghini porci senza ali e conchitini un po' dementi italobocchini e fuffa finipresidenti ....
pista del suca suca.. strilli nella notte... arridatece il baffone arridatece il barbone arridatece il carioca battistone el pueblo unido jamás será vencido..siempre el solito bovino encitrullido.. tanto va la gatta al....proverbi...parole odi fruttarole..auditel padrone.. ma il ruolo pubblico la costituzione!...ce risemo... meglio l'uovo col crescione.....ricette arringhe e paso doble.. frittura mista e ratatuglia marzapan sublime per Boccacci...ma l'eco l'eco ce rimbalza solo li mortacci...
pista del porompompero... semo forti... avemo sempre sta menata d'annozero...el ballarò bibì e bibò...ola ola in curva e in rettilineo d'arrivo.. botti mortaretti gianduia e lecca lecchi......arrivan li sciacalli li corvi e i piscialetti...vamos..ce n'è per tutti...il nuovo regno nascerà da troie e organetti....vamos a bailar.. che ficata che banchetto!... todos caballeros in parata de rispetto...todos in quadriglia chi più s'agita più piglia...
Ite missa est.

lunedì 17 gennaio 2011

CIPPA LIPPA MISERABILIA

Cippa Lippa e la nipotina Wu Ming1,travestiti da barbudos, partono per la guerra.Di fronte hanno uno sciagurato assessore veneto che dice di non voler più in biblioteca i libri dei sostenitori del delinquente comune Battisti.Una minchiata come un'altra,alla Fazio.
I bollettini della guerra delle mosche si susseguono.
La nipotina Ming:"Primo passo avanti, prima nostra vittoria. Ma è ancora troppo poco, non abbassiamo la guardia","Insomma, non sediamoci su questi “allori”, perché qui c’è da pedalare".
Vittoria...allori...uno pensa all'osteria Manin e al Piave che mormora,invece a mormorar era una presidente di provincia (LA PROVINCIA CONTRO SPERANZON),prendendo le distanze dall'assessore
Insomma,un caso internazionale,roba da ONU,da Tribunale Aja,da condominio "i salici"
Italian Wuepic Ming e Cippa Lippa.Il più famoso Ufficio Censura della rete in difesa del libero pensiero.
Risate sugli spalti.
Si dan da fare per trasformar minchiate in guerre di religione,marketing del bicchier d'acqua in tempesta, recupero dei poveretti firmaioli per la libertà del bandoleros brasileiro,forse scambiato dalle penne facili per un altro Battisti....gran schiera di scrittori quasi tutti di chiara fama che quasi nessuno legge.
Se poi fai notare che di cazzate assessoriali è pieno il mondo e che queste baruffe chiozzotte son solo avariata trippa mediatica,il politburo epico all'amatriciana prima ti censura e poi ti dice che sei nei miserabilia.

"Anche perchè, Wu Ming, vedi qual è la ricaduta: i vari miskin e miserabilia che vengono qui a ghignare dicendo che tanto era tutta pubblicità. Altro che pedalare: qua bisogna correre."
Postato lunedì, 17 gennaio 2011 alle 7:50 pm da lalipperini

Naturalmente ogni risposta è censurata
E' schizzinosa la trobadora fochettara delle bambine,vuole solo lecca lecca e pasticcini.
Beh la diamo qui la risposta,alla contessa Lipperin che vien dal mare :


La ricaduta ,Cippa Lippa,è solo quella della famosa ala che plana sempre più su di te.
Hai voglia di pedalare e correre,è come la nuvola di Fantozzi,ti segue e ti sta sempre sopra..
E non è la dolce ala della giovinezza (casomai dovessi confonderti come tuo costume).
E' un po' più pesante e amara e adatta alle tue misere risposte
.


Chissà poi se in biblioteca c'è pure Bagatelles....sempre per via del libero pensiero...

Dedicato a Lipperini Loredana.....la nostra passionaria condominiale..

sabato 15 gennaio 2011

CINA UBER ALLES

Flash Gordon è un personaggio dei fumetti, protagonista dell'omonima striscia di fantascienza, ideata da Alex Raymond e pubblicata per la prima volta il 7 gennaio 1934.
La storia inizia quando un misterioso pianeta (Mongo) sembra dirigersi verso la Terra in rotta di collisione.
Il pianeta è abitato da diversi popoli, alcuni tecnologicamente avanzati, che sono sottomessi al perfido imperatore Ming,dalla pelle gialla.
Certamente il più bel fumetto di fantascienza mai realizzato e con le stupende tavole di Raymond.

Quel che era un fumetto su un pianeta alieno,a distanza di 80 anni,rischia di diventare una realtà sulla vecchia terra.
Per ora,non ci son certo quel tipo di avventure,ma il perfido Ming sembra materializzarsi nella figura non di una persona,ma di uno stato,la Cina.
Senza cruente battaglie,i Cinesi stanno conquistando il pianeta con le armi stesse del capitalismo un tempo aborrito.
Questi signori,in campo economico-finanziario stanno facendo il bello ed il cattivo tempo nel mondo.
Basti pensare che posseggono una quota enorme del debito pubblico americano,un arma di ricatto formidabile capace di condizionare ormai ogni scelta in campo finanziario e monetario degli Stati Uniti,cioè della maggior potenza (ma fino a quando?) mondiale.
Che succederebbe infatti se si presentassero all'incasso?
Per ora non conviene nemmeno a loro,ma anche qui,fino a quando?
Il povero Obama ha dovuto rendersi conto di tutto questo quando a Pechino ha chiesto che lo yuan venisse rivalutato per frenare il sempre più gigantesco export del dragone.
Gli han risposto picche.
Ora tocca all'Europa,la costruzione artificiale più debole del sistema.
La Cina continua ad acquistare il debito pubblico dei paesi europei in crisi,Grecia,Irlanda,Portogallo,Spagna e a detta di qualcuno anche il 15% del debito italiano.
Ha a disposizione un forziere stracolmo di valuta straniera grazie ad una bilancia commerciale attiva stratosferica (corso yuan artificialmente basso ed enormi esportazioni), un surplus di 200 miliardi di dollari in un trimestre!Cifra da capogiro.
In Africa,la penetrazione cinese verso determinate aree ricche di materie prime strategiche anche per le nostre economie ha raggiunto livelli impensabili
Gli strateghi da cortile europei son ben felici di vedersi cavar le castagne dal fuoco dai Cinesi e pare non si rendan conto del potere politico-economico che questo shopping del debito conferisce alla Cina.
Anzi,per stringer ancor di più il soffocante abbraccio,i soloni di Bruxelles,nella figura dell'evanescente lady Ashton, hanno in mente di revocare l'embargo delle armi in vigore dal 1989,dopo i fatti di piazza Tienammen.
Significa dar loro tecnologia militare più avanzata per un pugno (per loro) di dollari.
Tecnologie che verrebbero immediatamente copiate e poi offerte in giro a prezzi certamente minori.Già i Russi hanno avuto questa amara esperienza,nell'affare portaerei
Si tenga infine conto che le spese militari cinesi sono ormai pari a quelle Usa
La quale Ashton,per tornare a bomba,tanto per mettersi il cuore in pace e pure a noi,dice che ci vorranno anni prima che la Cina soddisfi gli standards europei circa i diritti umani,la libertà...
Insomma della tanto decantata democrazia non frega nulla a nessuno di fronte alla grana.
Tenerlo a mente quando i fannulloni europei tengono patetiche concioni sull'argomento.
La"febbre gialla",leggasi grana, sta contagiando tutti senza tanti problemi,vaccinati e non, ma prima o poi tutti i nodi verranno al pettine e sarazzo cazzi acidi per tutti.

Speriamo di non ritrovarci stremati,debilitati e languenti su qualche pagliericcio e tutti agli ordini del nuovo Ming.E non ci sarà nessun Gordon Flash a salvarci.

giovedì 13 gennaio 2011

VENDOLA MIMI' METALLURGICO

Si dice sempre per tante cose,ci vorrebbe un miracolo!
Lo abbiamo.Niky Banana,la fruttiVendola del mercato rionale.
Angelo vendicatore inviato del cielo ai poveri peones,un esoterico messia alle orecchiette che ha scambiato Mirafiori per Disneyland.
Le frasi famose,dal vangelo secondo Banana:
-"Tra me i pugliesi c'è un rapporto prepolitico,nonne e madri mi fermano,i bambini mi danno consigli"
(alla nazzarena,e i padri? meglio lasciarli stare,quelli menano)

- «Parlo del buio e della luce, come nella Genesi». Telereverendo del Minnesota.

- Un pescatore,sarà stato Pietro,gli dona un anello: "Avevo giurato che se vincevi ti avrei dato la cosa più cara,la fede di mia madre".Il messia risponde: "Simboleggia il mio matrimonio col popolo".
Peron era un dilettante,e il popolo,caro Banana,è quasi sempre una puttana,attento alle corna!

Cosa puntualmente avvenuta tra i Cipputi torinesi.
Quelli han le mani ruvide per il tuo culetto,maneggiano lime mica orecchini.
Non hanno la tua s sputacchiante cara alle sciccose tricoteuses della gauche uova di lompo,hanno consonanti grezze,ti svendolano in faccia il foglio del Caimano e un "va a dar via el ...",senza allusione...solo perchè vieni a far qui lo Spirito Santo e il Marchionne in Puglia.
Sai,questi non hanno letto i tuoi libri di poesie infantili,questi leggon la busta paga,e quando infiocchetti i tuoi sermoni di paradigmi tipo "evaporazione del paradigma di classe" o "capovolgimento del paradigma di precarietà" e "generazione del paradigma dell'emergenza",non pensano ai ceti sociali,all'occupazione,ai giovani...pensano solo che tu sia un paradigma del nulla,che tradotto in più semplice linguaggio trobadorico metalmeccanico suona come "ma va a dar via el cul, pistola",sempre senza allusioni...è solo un invito a tornartene da Alice,quella delle meraviglie.
Sai Nicky,qui non stiamo a Ballarò,stiamo dentro a capannoni dove le tue parole suonano angelicamente fesse,i tuoi "comizi d'amore" sono solo un rumore di fabbrica fastidioso come un altro.
Ma a chi stai parlando? A quelli di Nazione Indiana? A Scalfari?:
"la capacita presuntuosa di possedere nominalsticamente tutto è venuta meno,innanzitutto perchè i soggetti hanno coniugato lo spirito della libertà alla carne della storia contestando in radice non solo i paradigmi cocentrazionari ma anche le gestioni più soft di eterodirezione e di gerarchizzazione sociale...".
Traduttore a parte,non era più semplice dire ognuno si faccia i cazzi suoi?
Una manna per il Caimano.
Dov'è che stai? Ah già,a rifondar il comunismo con le poesie e con la Bibbia,con le minchiate tipo: " invece dell'io dell'egoismo maturo marxiano prorompe un io debole bisognoso di appiccare roghi agli accampamenti.."
Povero Marx,da maturo io inumato,s'è sentito male.
Piacerebbe a Raimo,alla Conchite e alle Ravere cachemirate,a Mirafiori ci accontentiamo del più popolare "ma va a dar via el...",sempre senza allusioni,è solo un parla come magni.
Lo so,lo so mia cara fruttiVendola,siamo troppo ruvidi per te,parliamo male,ma purtroppo qui le tue banane esoteriche non le mangiamo,hai preteso troppo,non c'è trippa per i poeti della domenica e i cantastorie orecchinati,per "le sessuazioni di processi elettorali" ,ma che cazzo dici?,per i vuoti a perdere,per i quaquaraqua televisivi del tappetino Fazio e compagnia..
D'altronde,anche un tuo fan militante romano,Diego Bianchi detto Zoro, ha ben capito la tua arte:
"Pare un prete con sta zeppola in bocca,sta s alla Jovanotti (un altro spacciatore di chiquita musicali),parla,parla,la gente se guarda e dicheno ammazza' sto Vendola,e poi se chiedono, ma che cazzo ha detto?"
Che dicevi anche,ah sì... :"non ci faremo incantare dagli ossi di seppia della modernità".
Questa l'abbiam capita,e infatti da metalmeccanici incazzati da anni con quelli come te,non ci facciam incantare dall'osso che cerchi di buttare una tantum ai cani di giornata per le tue vetrine,caro Nicky Banana,tutto chiacchiere e orecchino.
Tornatene a Shangri-La

mercoledì 12 gennaio 2011

CARLO CHIAMA,EZIO RISPONDE









ATTO 1

Verso i primi di dicembre scriveva Repubblica: " tra gas russo e nucleare,l'italia rischia di avere più energia del necessario".Sembrerebbe una boutade,visto che il nucleare chissà se riusciremo a vederlo e comunque l'energia in più si potrebbe sempre venderla,invece di essere oggi noi acquirenti per il 15%.
Poi si viene a sapere che il padrone dei fochettari,il bancarottiere De Benedetti,controlla la Sogenia,azienda molto interessata nel campo della produzione di energie alternative che nel 2009,grazie agli incentivi statali,ha incamerato 16 milioni di euro.
Incentivi che non hanno eguali in Europa e grazie ad una generosa normativa statale che,tramite il Gestore dei servizi energetici,ha accordato a Sogenia una enormità di "certificati verdi",strumento con il quale lo Stato finanzia,fuori dai meccanismi di mercato,la produzione di elettricità da fonti alternative.
Il problema è che ora queste generose sovvenzioni sono nel mirino dell'Authority per l'Energia che ne ha chiesto una revisione o congelamento,anche a causa degli aumenti tariffari che esse determinano.
Spagna e Francia hanno già congelato questi incentivi.
Insomma c'è un bel malloppo che il "contribuente svizzero" De Benedetti rischia di perdere ed ovviamente i dipendenti fochettari scrivono la loro bufala,in verità non ultima sull'argomento.


ATTO 2


Una decina di giorni dopo,il 27 dicembre,il giornale del padrone pubblica un inserto in cui inneggia ai rapporti Berlusconi-Putin e ai favorevoli sviluppi dei rapporti tra le due nazioni.
Un colpo di sole? Impossibile in dicembre.
Ma che succede,il foglio più antiberlusconiano elogia il Cavaliere?
Questo inserto del lunedì,solitamente è copiato dal New York Times che, in questo caso, ha a sua volta copiato dal russo Rossyskaja Gazeta.
I fochettari han preso una delle loro solite cantonate alla D'Avanzo?
A prima vista parrebbe proprio,considerato anche che quando sentono un nome che comincia per B già entrano in convulsioni e la mente si annebbia.Non sarebbe la prima volta.
Ma un ridicolo copia-incolla del genere sarebbe troppo anche per i repubblicones.
Infatti non è così.Il triplo salto mortale è dovuto ad altro.

Stando a quanto detto nel primo atto di questa commedia,è più probabile,anzi certo, che il padrone svizzero tema di perdere i generosi incentivi e abbia quindi ordinato ai suoi camerieri di smetterla di sfruculiare Silvio con questa storia del gas russo,anzi di elogiare questa intesa con Mosca.
Si noti che nel frattempo,il 14 dicembre, il governo aveva ottenuto la fiducia.
Come spiegare altrimenti questa fulminante capriola !
Insomma,una ennesima dimostrazione dell'autonomia del giornalismo italiano,se ce ne fosse ancora bisogno.
Carlo chiama,Ezio risponde.

sabato 8 gennaio 2011

A VOLTE RITORNANO...

Ritornano  i soliti firmaioli,con grande sprezzo del pericolo.
Quando Levy il francese chiama,i nostri s'accodan come pecorelle, non resistono al vetrinismo.
E' pur vero che il nostro Bernard ultimamente perde colpi,è stato un'ora in tv a parlar di un filosofo mai esistito,sarà stato qualche fascista a far questo scherzo al maitre a penser un po' bollito e tanto caro ai nostri.
Fatto sta che lo sputtanamento ha fatto rider toute la France,Martinica compresa.

Oggi Battisti,domani Paperino.E' una storia vecchia.
Non importa per chi e cosa,l'importante è firmare,io c'ero.
Magari a volte poi si dimenticano,come la maestra insegna, di aver firmato delle cazzate gigantesche,ma fa lo stesso,qui han tutti la memoria corta,intanto semo in vetrina....un po' opaca..ma sempre vetrina è.
Genna,WuMing,Evangelisti,Balestrini,Scarpa,Janeczek,Voltolini,Carlotto,Cacucci Raimo...non c'è che dire...il gotha della lipperatura italiana...e del chiagnefotte pecoreccio...


Pare però che Battistigno brasileiro sia preoccupato....non c'è nemmeno Eco,dario fò con franca rame....con sta serie di scartine lippeletterarie mi rimandan subito in Italia.C'è anche qualcuno che porta sfiga!
E' la solita compagnia di giro provinciale di Carmilla,Italian Epic e Nazione Indiana,il Comintern censorio libro e moschetto..
C'è pure Wu Ming....ah ragazzi!..e chi poteva mancare allora?...indovinate......ma sì....e lei o non e lei?...è proprio lei.!..la nonna dei cinesi...ragazzi c'è .... è CIPPA LIPPA,la contessa Lipperin che vien dal mare...anche lei del Comintern alla carbonara!
De profundis.

(george)
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(pubblichiamo un divertente aggiornamento sulle imprese di quest'altro quaquarotto,sperando non ricominci a strimpellare minchiate assortite,a cura di Francesco Specchia.)


Essendo stato ministro dell'ambiente,Alfonso,molto Pecoraro e poco Scanio,in ricordo di certe sue memorabili colluttazioni televisive,è riuscito a fare la raccolta differenziata di se stesso: 
Docente delle politiche dello sviluppo e dell'ecoturismo alla Bicocca di Milano.

   La testa è più incanutita,il sorrisetto il medesimo compiaciuto di quando suggerì al governo di adottare in blocco le pecore sarde per salvarle dall'estinzione;le pecore stesse,pur onorate, ringraziando declinarono l'invito.E Pecoraro si diresse verso altre encomiabili iniziative: la campagna contro gli alberi di natale, il museo del mandolino e la nomina di Gigi D'Alessio a "patrono del pesce azzurro".Sia D'Alessio che il pesce azzurro declinarono .Ma questa è acqua passata.La novità è Pecoraro scienziato del turismo.
L'uomo è perfino avvocato.,e a parte i mirabolanti viaggi a sei stelle messi a piè di lista (a voi,cari amici..), non gli si ricordano competenze turistiche.Eppure Pecoraro presentatosi vestito,presumiamo, in sahariana, binocolo,moleskine e Lonely Planet, con astuzia partenopea è riuscito a convincere  il milanesissimo senato accademico di essere la reincarnazione di Bruce Chatwin.L'antropologia del personaggio merita una certa attenzione,il riciclo delle menti in politica è arte antica,ma Pecoraro  è andato oltre,al primo riciclo ecologico dell'inutile.



Per dire, il 4 maggio del 2006,prima ancora di entrare nell'esecutivo Prodi,venne immortalato mentre sghignazzava in chiesa durante i funerali dei soldati italiani uccisi a Nassirya,e apostrofato da De Manzoni "ilsolo che ride"Fatto ministro,da presidente della federazioni dei verdi,venne travolto dallo scandalo monnezza di Napoli,fu accusato di associazion e adelinquere e la sua professionalità rotolò sotto tutti i ponti,le autostrade,le tav e le ferrovie ch aveva sempre osteggiato,spesso senza un perchè.Le sue azioni  e le sue gaffes han sempre avuto la densità del vapore acqueo.Oggi  da docente,Pecoraro,quest'intreccio vertiginoso di "estremismo e futilità"  (Gigi Manconi,suo compagno politico,dixit,) passa il tempo a ricevere i complimenti di Stefania Prestigiacomo e a ricambiarli dal suo blog,ricordando al ministro il protocollo di Kyoto.Da Kyoto,avvertendo l'eco pecoriana,declinano



Pecoraro oggi si divide nella sua docenza tra le teorie di Rifkin,lo slow food di Petrini,e conferenze dai titoli molto green: "gestione attrattiva e vivibilità delle aree naturali","fiumi in via d'estinzione","edifici in bambù per assorbire il co2."Memore della passata onnipresenza televisiva,è stato anche giurato per il premio fotografico della rivista.Trekking

Sorvolando sulla sua più famosa balla climatica,("la temperatura in italia è aumentata  quattro volte più che nel resto del mondo",sputtanato da tutto il mondo accademico),Pecoraro confida agli allievi di promanare spiritualmente dalla "Madre Terra".Mentre lo fa ce l'immaginiamo con lancia in mano,mascherone e perizoma da boscimano,tamburi in sottofondo.
Nel suo blog scrive: "e queste cose che vi ho ricordato sono un incoraggiamento ad aver fiducia in quella riconversione della sicietà e dell'economia che serve non solo per evitare possibili catastrofi  ambientali,ma per vivere più felici."
Parlava commosso della sua vita

(francesco specchia)
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Vi chiederete perchè occuparci di questo rottame politico oggi che sembra esser fuori da tutti i giochi(non è detto,...questi ritornano sempre e non a volte,forse abbiam sbagliato il titolo del post.)
Primo,non vorremmo ritrovarcelo ancora dappertutto a dir minchiate e a far danni d'ogni genere.Si comincia così poi non si sa mai come può finire....
Uno dei più grandi chiagnefotte della Repubblica...Secondo,il nostro Pecoraro assomiglia straordinariamente in tutto e per tutto a Nicky la fruttiVendola,che smercia  qualsiasi cosa al mercatino dell'usato, un poetico e patetico affabulatore di topini pronti a seguirlo nel baratro.
FruttiVendola che intanto fa anche il furbetto coi rifiuti campani:incassa ma non smaltisce,dà la liquidazione a consiglieri non rieletti e coi fondi destinati all'acquisto dei libri degli studenti .Ma non era uno di quelli saliti sui tetti?Forse rimediaranno in seguito alle proteste del sindaco di Bari,fatto sta che il buon Natale è stato per gli amici. Chiederanno magari al governo,tanto per cambiare.



E' un po' quanto è capitato alle belle anime verdi al seguito di marpioni rossi ,che di verde avevan solo il ghigno quando li han trombati,come il nostro Pecoraro che,comunque vadano le cose,trovano sempre  una capanna in cui rifugiarsi,magari in attesa di risorger a romperci ancora i coglioni come un qualsiasi zombie.
Lui e Nicky,stessi gusti ed entrambi specialisti del fumo senza arrosto.Due bufalari doc.
Pecoraro story,una metafora vendoliana? Siamo sulla buona strada.

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lunedì 3 gennaio 2011

MUCH ADO ABOUT NOTHING

Fa proprio al caso nostro il titolo di questa commedia di Shakespeare,una tragicommedia, nella quale l'elemento comico si fonde a quello drammatico e dove Don Juan tenta di sviare la storia ...
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Pur di abbattere il Caimano una buona parte di italiani è disposta a consegnare la corda a coloro che la useranno per impiccare gli italiani tutti (esclusi ovviamente i membri della classe dirigente, dacché per loro una via di fuga ci sarà sempre, mentre per gli altri ci sarà solo la via crucis, come per i greci).
Se nelle piazze di Atene si manifesta contro la politica dei gangsters della finanza, in Italia invece si manifesta a favore di chi vuole "svendere" gli ultimi residui della nostra industria strategica e con essa quel che rimane della nostra sovranità nazionale.
Gruppi di potere, che dopo avere fatto scempio dello Stato per salvare sé stessi dopo il crollo del Muro del Berlino ed aver fatto lega con le forze più retrive della Nazione, si apprestano a sferrare l’ultimo attacco non contro il Caimano, ma contro il popolo italiano, togliendo al Paese il pungiglione (l’Eni, la Finmeccanica etc.), senza il quale non vi sarebbe più alcuna possibilità di tutelare il nostro interesse nazionale, quello cioè della maggioranza degli italiani.
E quanto sta accadendo in Grecia dovrebbe far capire a chiunque ciò che il futuro riserva ad un popolo che sia privo di armi con cui combattere contro quelle lobby che agiscono in base ad un disegno strategico, che mira a consolidare e rafforzare il potere dell’alta finanza e ad un tempo quello del barcollante leviatano (anglo)americano.
Sicché mai come oggi, dalla fine della Seconda guerra mondiale, occorrerebbe che alla testa del Paese vi fossero uomini capaci, consapevoli che nei periodi d’eccezione necessitano misure e decisioni eccezionali, lasciando da parte la bolsa retorica di chi afferma di voler difendere la Costituzione e si adopera per abbattere lo Stato.
Naturalmente, non si tratta di fare l’apologia del Caimano, ma di prendere atto che molti italiani hanno, come al solito, la memoria corta.
Non si sono infatti già dimenticati dei Governi Amato, Ciampi, D’Alema, Prodi?
E soprattutto di come hanno governato e per conto di chi hanno governato questi galantuomini?
E non si sono scordati quanto è costata la speculazione ai danni della lira del filantropo Soros,un vero bandito(premiato per questo dai soliti noti, all’Università di Bologna)?
E non si sono dimenticati la svendita del nostro patrimonio pubblico nel corso della XIII legislatura (Prodi I, D’Alema I, D’Alema II, Amato II), dal 1996 al 2001?
E chi governava il 27 giugno del 2000, quando l’Iri venne messo in liquidazione ? Forse che non è stato Prodi a governare il Paese dal maggio 2006 al maggio 2008 (Governo Prodi II)?
E non è forse stato il Governo in cui ministro della Pubblica Istruzione era la democristiana Franca Falcucci (1983-1987) l’ultimo ad aumentare i fondi per la ricerca?
Forse che la spesa pubblica in questi ultimi vent’anni non è cresciuta, indipendentemente da chi fosse al Governo, per finanziare comunità montane a livello del mare e migliaia di imprese o enti o progetti più dannosi che inutili, mentre per la ricerca si è sempre speso circa l’1% del Pil, contro il 3% della Germania e il 2% dell’Ue?
Che facevano in questi anni i membri del PAB, P(artito)A(nti)B(erlusconi), oltre a prendere agli italiani con la mano sinistra quello che ancora non si era riusciti a prendere loro con la mano destra, e ad accettare un rapporto lira-euro che ha contribuito a dimezzare il potere d’acquisto della maggioranza delle famiglie italiane?

Vi è poi la questione più delicata, quella della politica estera, sempre più decisiva per la politica interna del nostro Paese. Certo, il Caimano ha dato, come si suol dire, un colpo al cerchio ed uno alla botte.
Alcune sue scelte non son state certo felici. Nessuno le dimentica. Ma qualcosa di positivo è stato fatto, perché il Caimano non si è limitato, al contrario del "bombardiere" di Belgrado, a consegnare le chiavi dell’Italia all’ambasciata americana, cioè a chi ha scritto che  Pol, PA e Econoff (tutti uffici dell'ambasciata usa) hanno coinvolto membri di partito, contatti nel Governo italiano, pensatoi ed anche la stampa, al fine di fornire una narrazione alternativa all’insistenza di Berlusconi nei rapporti con la Russia.(1).
L’opposizione ha cominciato ad attaccare Berlusconi accusandolo d’aver scelto la parte sbagliata.(2)
Perciò non ci si dovrebbe sorprendere che il PAB voglia buttare via il bambino, ma non l’acqua sporca, ché anzi è solo in quest’acqua che ha possibilità di sopravvivere.Ma le ragioni della geopolitica, si sono mostrate, perlomeno finora, più forti della volontà di potenza d’Oltreoceano, benché, com’è ovvio, sia necessaria una classe dirigente capace di comprenderle e di farle valere. Che invece è proprio quel che manca in Italia (e in Europa).
Vi sono invece gruppi di interesse legati a doppio filo ai circoli atlantisti e massonici, i quali, ora che l’equilibrio di potere fondato sull’egemonia degli Stati Uniti è in crisi, non sembrano più disposti a tollerare i giri di valzer del Caimano.
L’Italia, pur non essendo né una grande né una media potenza, ha infatti pur sempre la possibilità di fare una politica autonoma con le sue aziende strategiche ed è questo che si vuole impedire, portando a termine quel processo di dissoluzione della nostra sovranità nazionale iniziatosi con Mani Pulite e che finora ha trovato paradossalmente nel Caimano un ostacolo insuperabile.
Tolto di mezzo lui, rebus sic stantibus, non vi sarebbe più nulla in grado di trattenere quelle forze che vedono nella "privatizzazione" della nostra potenza geostrategica e di conseguenza nella totale subalternità dell’Italia agli interessi Usa, il prezzo che il Paese, o meglio il popolo italiano deve pagare perché sia loro possibile continuare a difendere i propri privilegi.
In queste condizioni pensare a una politica sociale che tenga conto delle esigenze dei ceti meno abbienti o più deboli, sarebbe del tutto assurdo, venendo a mancare qualsiasi prospettiva di sviluppo economico e sociale, dato che la Penisola non sarebbe altro che un territorio dominato dal capitale straniero.
Vi sarebbe quindi ben poco da rallegrarsi per la maggioranza degli italiani se del potere politico si impadronisse chi da anni si fa interprete della volontà dei Soros, dei Murdoch, dei De Benedetti, nonché delle ragioni liberiste del Financial Times e dell'Economist (che non perdono occasione di sparare contro l’Italia e la sua non completa sottomissione all’oligarchia finanziaria occidentale, con la scusa di criticare il Nanopagliaccio).
Per molti è necessario liberarsi una volta per tutte del Caimano.
Qualora dovesse cadere , il PAB cadrebbe trascinandosi dietro il popolo italiano, dato che, prima di farsi la guerra tra di loro, le diverse bande che lo compongono non esiterebbero, allo scopo di guadagnarsi il favore dei potenti alleati, a distruggere quel che di buono che, sia pure con mille contraddizioni e ambiguità e con tutti suoi arcinoti problemi personali, il Caimano ha saputo fare.
Non si può però neanche escludere che il PB, P(artito)B(erlusconiano), pensi prima di tutto a salvare sé stesso cercando un compromesso con il PAB. Del resto, l’ottimismo di questi tempi ha ben poche ragioni di essere in qualsiasi Paese, ma in particolare nel Paese dell’otto settembre permanente, in cui, dopo decenni di colonizzazione culturale, si è perfino giunti a ritenere "rivoluzionario" chi è pronto ad accogliere come liberatori le "guardie bianche" del capitale finanziario.

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 (1) - Tra i documenti recentemente diffusi da Wikileaks c’è anche il seguente:
 http://cablegate.wikileaks.org/cable/2009/01/09ROME97.html

La stampa italiana ne ha citato alcuni passaggi, spesso però omettendone altri parimenti o addirittura più rilevanti.

Cablogramma classificato SECRET//NOFORN: secret è il livello intermedio tra confidential e top secret, mentre noforn indica che il documento non dev’essere condiviso con cittadini stranieri (si tratta dunque d’un divieto più stringente rispetto a restricted, che ammette talune eccezioni).
Il mittente è l’Ambasciata statunitense a Roma, e la firma è quella di Ronald P. Spogli, l’ambasciatore dal 10 agosto 2005 al 6 febbraio 2009. Il documento è del 26 gennaio 2009: quindi Spogli lo trasmette pochi giorni prima di concludere il suo mandato.
Destinataria è la Segreteria di Stato a Washington.
L’argomento è il rapporto tra l’Italia e la Russia.



Dopo una poco convincente introduzione sulle radici della «russofilia» italiana, il documento entra nel vivo quando si afferma che le attenzioni dedicate da Putin al rapporto con Roma inciderebbero maggiormente sulla nostra politica estera di quanto facciano i partiti nostrani, il Ministero degli Affari Esteri e l’ENI. Berlusconi nutrirebbe infatti la convinzione che Putin sia, tra tutti gli statisti europei, quello che lo stima di più. Secondo gl’informatori dell’Ambasciatore ,che nel documento cita contatti nei partiti di governo così come dell’opposizione, nel Ministero degli Affari Esteri e nel Governo italiano stesso  Berlusconi e la sua cerchia ricaverebbero un tornaconto personale dagli affari con la Russia. Si cita l’onorevole Valentino Valentini come «uomo chiave» di Berlusconi per i rapporti con la Russia.
La politica italiana verso la Russia è determinata personalmente da Berlusconi, che non cerca né accetta consigli in proposito. Il ministro Frattini, incontrando nel settembre 2008 Dick Cheney, allora vice-presidente degli USA, avrebbe ammesso di non avere voce in capitolo sui rapporti con la Russia. Pare di capire che Frattini si sarebbe confidato con Cheney, ammettendo di non condividere le opinioni di Berlusconi sulla crisi georgiana, allora in corso.
 Meriterebbe una riflessione il fatto che il Ministro degli Esteri italiano abbia criticato la posizione del propro capo di Governo in un colloquio riservato con un alto funzionario straniero.
Ma Berlusconi non è l’unico in Italia a remare verso una salda amicizia con la Russia.
L’ENI ha un «immenso potere politico», e secondo politici informatori di Spogli sarebbe il principale finanziatore dei pensatoi italiani di politica estera e manterrebbe sul proprio libro paga diversi giornalisti. L’ENI è descritto come il servizio diplomatico “ufficioso” ma effettivo dell’Italia verso la Russia.
E di sicuro l’ENI è anche l’interlocutore italiano che parla più schiettamente agli Statunitensi.
Racconta Spogli che, in occasione d’un incontro nel marzo 2008, i rappresentanti dell’ENI gli avrebbero apertamente spiegato che, secondo loro, la minaccia alla sicurezza energetica dell’Europa non è la Russia ma l’Ucraìna, e che per affrontarla bisogna costruire più oledotti e gasdotti che colleghino direttamente la Russia ai paesi dell’Europa Occidentale.
L’esatto contrario, insomma, dalla strategia propugnata dagli USA. Oltre al ben noto impegno dell’ENI nel Nord Stream e nel South Stream (i due gasdotti in costruzione che scavalcheranno l’Europa Centro-Orientale), la società, assieme all’Edison vorrebbe anteporre la costruzione d’un modesto gasdotto Turchia-Grecia-Italia al più grandioso progetto Nabucco, sponsorizzato dagli USA, e ciò per non urtare la suscettibilità russa.
A causa di Berlusconi e dell’ENI, la Russia  lamenta Spogli  può oggi contare in Europa su un paese che appoggia sistematicamente la sua causa. Tanto più adesso che, essendo venuto meno il rapporto personale che legava Berlusconi al precedente presidente degli USA, Bush jr., il Capo del Governo italiano pare destinato ad avvicinarsi sempre più a Mosca.
Ma gli USA non sono certo intenzionati a guardare senz’agire. La parte più interessante del documento è proprio quella dove si descrivono le contromisure che Spogli sta mettendo in atto, ma stranamente è anche la porzione di testo meno citata dalla stampa italiana.
L’Ambasciata afferma d’essersi impegnata in colloqui con esponenti politici interni ed esterni al Governo, col fine esplicito di creare, soprattutto all’interno del suo partito, una corrente ostile alla russofilia di Berlusconi. Inoltre, non meglio precisati pensatoi sono stati ingaggiati per costruire una corrente d’opinione pubblica ostile alla Russia e, si compiace Spogli, «lo sforzo sembra che stia pagando». L’opposizione si è subito regolata, impegnandosi nella critica del rapporto di Berlusconi con Putin, e taluni membri del PDL si sono rivolti privatamente ad un’ambasciata straniera ovviamente quella degli USA «per contrastare l’infatuazione di Berlusconi per la Russia».

Invitiamo i lettori a ponderare bene queste ultime affermazioni di Spogli, ed a confrontarle con quanto accaduto nella stampa, nella società civile e soprattutto nella politica interna italiana dal gennaio 2009 ad oggi.
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(2) - South Stream è uno dei punti più importanti del contrasto Usa-Berlusconi.
Già abbiamo ampiamente descritto in altro post la sua indubbia convenienza per noi e l'europa rispetto al progetto statunitense Nabucco.
La Bulgaria ha già dato un paio di mesi fa il suo ok per l'attraversamento del gasdotto nel suo territorio.La battaglia infuria ancora,gli interessi in gioco sono colossali e gli Usa non lasciano nulla di intentato,(compresa la bufala dello shale gas o gas di scisto,di cui gli Usa sono produttori) per far prevalere i propri interessi per un progetto nettamente inferiore.

Il reverendo Prodi aveva dichiarato:

"All'ultimo vertice tra Russia e Europa ho detto che Ue e Russia sono come vodka e caviale, devono andare assieme: c'e' una complementarita' enorme nelle strutture economiche, loro hanno bisogno di tecnologia e noi di materie prime ed energia. La complementarietà con l'Europa è un fatto e non è vero che la Russia lo rifiuti",aggiungendo poi "non vedo una debolezza dell'Europa verso la Russia, vedo necessita' e interessi comuni, poi puo' darsi che la politica si muova in altre direzioni".

Poi, però, una settimana dopo, è uscito il seguente articolo:
LUNEDI' 13 DICEMBRE 2010 (Il Sole 24 Ore Radiocor)

"Al momento della firma su South Stream - ha sottolineato Prodi - il governo italiano basò la sua strategia seguendo alcuni punti. Primo, "dato che dipendiamo dall'estero era meglio dipendere da piu' paesi possibili, quindi Libia, Norvegia, Algeria e Russia". Per fare questo, era necessario "assicurarsi piu' linee di rifornimento e quindi anche South Stream".
In terzo luogo era necessario "fare contratti di lungo periodo per garantire la sicurezza energetica". Da allora - riconosce Prodi - le cose sono cambiate perche' con la scoperta di nuovi giacimenti (?) noi abbiamo un'abbondanza di gas e quindi il problema si é rovesciato".
Prodi tiene in ogni caso a sgombrare il campo da ogni interesse personale e, per dimostrarlo, sottolinea il no detto a Putin quando gli offri' la presidenza del South Stream: "Ho detto di no anche perche' non mi sembrava giusto che un politico che fa degli accordi poi ne godesse personalmente".
Quindi, suggerisce Prodi, il South Stream meglio non farlo più - perché adesso c’è lo shale gas[una bufala gigante] e quindi se l’integrazione con la Russia va in malora, pazienza.
south sream

Forse, nel frattempo, il professore deve essersi ricordato  o qualcuno deve avergli ricordato  che da un accomandato di Goldman Sachs e di British Petroleum come lui ,non ci si aspetta che dica come stanno le cose, tanto meno con il fine di fare gli interessi del paese. No, da lui ci si aspetta esattamente che faccia altro.

Venerdi 7 agosto, giorno dopo la firma dell’accordo fra Turchia e Russia che consentirà la costruzione del gasdotto South Stream nel Mar Nero, la sinistra italiana (si fa per dire) per bocca del quotidiano l’Unità,giornale fiction di Conchita la Bollita, ha definitivamente chiarito la sua posizione:
"La Banda del Tubo" titola in prima pagina; e spiega: "Berlusconi sensale dell’affare del secolo tra Putin ed Erdogan. Joint- venture per far fuori l’Europa e l’America".( cioè gli ultraliberisti e i venduti alle corporations angloamericane)
Così sappiamo chi sono i veri giannizzeri dell'ultraliberalismo mondialista.
Cos'è questo,un giornale di sinistra? Pur di far fuori il Caimano,appoggerebbero pure il dr. Goebbels,che tanto ha loro insegnato.
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E' un po' quello che sta accadendo in Italia,dove i veri motivi di tanto comico gossip e farneticazioni hanno origini da ben più incisive e capitali intenzioni.E le cricche in gioco son ben più importanti di quelle da dopolavoro nostrane.
Destra e sinistra politica,nonostante i patetici sforzi degli elenchi Faziosavianei,non hanno più nessun contenuto,gusci vuoti per il miglior offerente.
Addirittura la millantata sinistra sembra sempre più essere il campione della conservazione in tutti i settori politico-economici-sociali nonostante i loro lamenti di facciata.(ultimo esempio,la scuola)
L'ossessione berlusconiana l'ha ormai condotta alla rovina,priva di qualsiasi identità e ideale,ha solo di mira la conquista del potere,con ogni mezzo.
Questo per la caccola italiana e la sua esclusiva lotta per il potere.

Non può invece che preoccupare il  continuo processo globale di mondializzazione sulla testa dei popoli,delle loro tradizioni e dei loro interessi,e l'UE ne è l'esempio più vicino e soffocante,una torma di burocrati al servizio delle varie consorterie di potere economico finanziario.