domenica 11 settembre 2011

MONETA UNICA MONDIALE?

L’ONU parla di una moneta unica mondiale

Si confermano i sospetti dei teorici della “cospirazione”: l’ONU sta dando impulso alla “richiesta” da parte dei paesi emergenti all’instaurazione di una moneta unica globale, primo passo per stabilire un governo mondiale. Il collasso apparentemente orchestrato dell’economia statunitense permette ai paesi emergenti di mettere in discussione la funzione del dollaro come moneta di riferimento e le Nazioni Unite si preparano per lanciare il loro piano.

Dall’inizio della crisi nel 2009, differenti teorici avevano parlato della possibilità che la situazione di crisi economica  era stata cercata deliberatamente per ristrutturare completamente il sistema finanziario mondiale ed imporre una moneta unica a livello globale e che fosse il primo passo verso una governance a livello planetario.
La mancanza d’azione da parte della giustizia negli USA per quanto riguarda i responsabili della crisi economica, anche quando la colpevolezza è evidente e le susseguenti azioni (riscatti governativi alle banche, proposte di legislazione globale, ecc) sono sfociati finalmente nella questione del dollaro come moneta di riferimento per i mercati.
In questo modo, il reclamo di una moneta unica per tutto il pianeta acquista una forma più definita e conferma i sospetti prima menzionati. Prima è stata la Russia, poi la Cina e più tardi i paesi emergenti a reclamare la moneta globale.

Questo rapporto presentato dal sito spagnolo Libertad Digital.

Dallo scoppio della crisi di credito a metà del 2007 la tensione intorno al ruolo che gioca il dollaro nell’architettura monetaria è stata questionata da alcune delle principali potenze del mondo, principalmente dalla Cina e Russia.
Questo trascendentale dibattito per l’economia mondiale si stava negoziando in privato tra i governi e le principali banche centrali. Si tratta della riforma dell’attuale sistema monetario internazionale vigente dalla soppressione degli accordi di Bretton Woods da parte del governo degli USA .
Da allora, il dollaro si è mantenuto come la moneta di riserva per eccellenza, senza alcun tipo di copertura reale dopo aver rotto i suoi ultimi rapporti con il patrone oro.

L’ONU propone adesso di riformare il sistema monetario vigente, la cui egemonia è ostentata dal dollaro. Così, in un dossier presentato durante la Conferenza delle Nazioni Unite sul Commercio e Sviluppo (UNCTAD), l’organismo multilaterale per eccellenza riconosce che il sistema monetario non funziona correttamente e, di fatto, è stato il grande “responsabile” dell’attuale crisi finanziaria.
Per questo, l’ONU afferma che il ruolo del dollaro come moneta di riserva mondiale deve essere riconsiderato, come lo esigono la Russia, la Cina e le principali economie emergenti del pianeta.

In questo modo, l’istituzione è a favore della creazione di una nuova Bretton Woods, che dovrebbe essere negoziata tra i principali governi, per stabilire un nuovo sistema monetario che sostituisca quello attuale.

“Sostituire il dollaro con una moneta artificiale potrebbe risolvere alcuni dei problemi riguardanti i grandi deficit sui C/C (questo significa: mancanza di risparmi) che alcuni paesi presentano e aiuterebbe la stabilità”, segnala Detlef Kotte, uno degli autori del dossier.

Ma, “si ha anche bisogno di un nuovo sistema di scambi. I paesi devono mantenere qualche tipo di scambio (monetario) reale(aggiustato all’inflazione) e stabile”.

Il ruolo del FMI

Per questo, secondo Kotte, deve mantenersi l’intervento monetario che le banche centrali applicano, anche se questo lascia  la porta aperta a che sia qualche istituzione multilaterale l’incaricata di mantenere la stabilità dei tipi di cambi, riferendosi al FMI.
In questo modo, l’organismo non solo abroga per sostituire il dollaro come moneta di riserva mondiale ma anche di creare una specie di banca centrale a livello mondiale che, in questo caso, sarebbe il FMI”.
Nel comunicato stampa pervenuto, l’UNCTAD (appartenente all’ONU) segnala che la regolamentazione e supervisione più effettiva del mercato finanziario è “indispensabile” per “prevenire che si ripeta una crisi finanziaria ed economica mondiale come quella attuale”.
Ma, non è solo necessario controllare la supervisione finanziaria internazionale,è anche “ugualmente importante una riforma del sistema monetario per ridurre il margine dei benefici nella speculazione monetaria ed evitare, così, gli squilibri commerciali di gran misura”.
Con  questa dichiarazione,l’organismo si riferisce all’eccesso di risparmio da parte delle economie asiatiche (principalmente la Cina) negli ultimi anni e il grandissimo indebitamento (bisogno di finanziamenti esterni) di altre potenze come è il caso degli Stati Uniti. Cioè, gli squilibri commerciali a livello mondiale ( abbondanti deficit tramite conti correnti) che l’attuale sistema monetario ha fornito, secondo quanto sostengono importanti economisti.

I diritti speciali di prelievo.

L’attuale sistema “dipende della politica monetaria che applica la banca centrale che emette la moneta di riserva mondiale” per eccellenza (il dollaro) in riferimento alla FED.
Alcune decisioni che, secondo il dossier, si prendono, d’accordo ai bisogni politici e economici statunitensi, in chiave nazionale, “senza tener conto dei bisogni del sistema di pagamenti internazionale e dell’economia mondiale” nel suo insieme.
Ma, secondo lo studio, neanche un corretto maneggio dei flussi del capitale tra i paesi ne l’imposizione di una nuova moneta di riserva mondiale (sostitutiva del dollaro) risolverà i problemi che colpiscono le economie emergenti: “il problema del tipo di cambio”, aggiunge lo studio, è che “non è possibile che un paese possa assorbire gli shock esterni in modo efficiente attraverso l’adozione, sia totalmente flessibile o rigida, dei tipi di cambi”, secondo gli economisti dell’UNCTAD.
Per questo, l’organismo suggerisce che dovrebbe stabilirsi un sistema di tipi di cambi in base ad un “modello stabile”, che sarà controllato e determinato in modo multilaterale.

L’UNCTAD sostiene che un nuovo sistema monetario basato su principi e norme convenuti in forma multilaterale è necessario per la stabilità dell’economia mondiale così come alcune “condizione equitative per il commercio internazionale”.
Essenzialmente l’organismo punta al bisogno di sostituire il dollaro con una nuova moneta basata in un paniere di divise che il FMI controllerebbe. (i denominati diritti speciali di prelievo).
In questo modo “si ridurrebbe la necessità di mantenere riserve internazionali” per difendere i tipi di cambi (il valore di una moneta nazionale) e “potrebbe combinarsi con un ruolo più forte dei diritti speciali di prelievo se si assegnano in funzione del bisogno di liquidità che un determinato paese presenta” con lo scopo di “stabilizzare  il suo tasso di cambio reale ad un livello accordato in modo multilaterale”.

La posizione della Cina e della Russia.

Il governatore della Banca Popolare cinese, Zhou Xiaochuan, a marzo propose di creare una divisa di riserva multinazionale come parte della riforma nel sistema monetario internazionale, aggiungendosi così alla petizione russa.
Xiaochuan ha ipotizzato di  “creare una divisa di riserva internazionale che non sia vincolata alle nazioni individuali e possa rimanere a lungo termine stabile”. Inoltre, ha detto che i diritti speciali di prelievo (SDR, sigla in inglese ) del FMI hanno il potenziale per agire come una divisa di riserva sopranazionale. Cioè, l’obiettivo sarebbe quello di creare una super divisa che sostituisca il dollaro, il cui valore determina quello delle altre valute.
A luglio del 2009 tale proposta è diventata ufficiale. La Cina ha avvertito nella riunione al G-8 e il G-5 del bisogno di riformare il sistema monetario internazionale per una “maggiore diversificazione della moneta di riferimento”dal dollaro statunitense. Il gigante asiatico non era mai stato tanto esplicito.
Adesso, l’ONU raccoglie il guanto lanciato dalla Cina, Russia e le potenze emergenti.
Curiosamente il presidente russo Dimitri Medvedev, ha mostrato la “nuova moneta mondiale” sul bavero della sua giacca durante la riunione di queste grandi potenze.
Gli USA non si sono pronunciati ufficialmente su questo argomento fino ad ora.
Ma, il segretario del Tesoro degli USA, Tim Geither, a marzo ammise che gli USA erano “molto aperti” a studiare la proposta monetaria elaborata dalla Cina e la Russia di creare una nuova divisa di riferimento internazionale. Anche se dopo ratificò quanto detto di fronte al panico che questa dichiarazione creò nel mercato delle divise (il crollo del dollaro)



Tradotto e pubblicato da FreeYourMind! 

9 commenti:

  1. Vuoi vedere che oltre al danno della crisi,salta fuori anche questo altro trucco?
    Ci avviciniamo sempre più al mondo orwelliano

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  2. Gli americani hanno capito che é sempre più difficile sostenere un dollaro sempre più svalutato e ibaffidabile come moneta di scambio e di riferimento internazionale,cosa osteggiata ormai da molti paesi,compreso il duo maggior creditore,la Cina.Certo è che non molleranno l'osso tanto facilmente,ma paradossalmente con questo sistema rientrerebbero in gioco.
    Non possono più reggere la parte di un tempo in queste condizioni di crisi.

    Fatto sta che questa trovata,giusta sotto molti aspetti,nonfa che anticipare un futuro governo mondiale retto da 3-4 Paesi.Una oligarchia.
    Non preannuncia nulla di buono.

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  3. Non so se si arriverà a questa moneta mondiale,ma le premesse ci sono tutte.
    Non puoi più fidarti di nessuno,spesso ci troviamo d'accordo nel contrastare duramente e giustamente le posizioni Usa su molte vicende,ma altri paesi non son da meno,leggi i continui peana ai Cinesi.Sempre più giusta la posizione anarchica di non firmar mai cambiali in bianco a nessuno,a me pare sian tutti uguali quando c'è di mezzo il danaro e il potere.

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  4. La storia del multipolarismo,alla fine questa; un nuovo ferreo governo mondiale,dove avranno sempre più campo gli squali internazionali di ogni colore.Una cricca mondiale di privilegiati e e milioni di paria.
    E che si può fare contro una tal potenza di fuoco?

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  5. Stando a quanto detto nel post,più che supposizioni,ci avviamo verso una realtà inquietante.Le dichiarazioni e gli atteggiamenti,non son certo di ultimi arrivati,sembra esserci molto più del si dice...e d'altronde la posizine del dolaro appare sempre più insostenibile.

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  6. No mondialismo!!!

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  7. Veramente la proposta riguarda la creazione di una valuta unica per gli scambi internazionali: questa azione è direi necessaria (molti economisti, tra cui Keynes, la proposero fortemente già dopo la Seconda Guerra) per non ricadere negli errori del passato (ovvero affidare tutto il peso degli scambi internazionali al solo dollaro).
    Chiaramente questa nuova valuta non deve assolutamente andare a sostituire le valute dei singoli stati, che devono poter continuare ad avere una propria autonoma politica monetaria.
    D.C.

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  8. Così infatti l'ho intesa,ma nasconde un lato inquietante,controllata dal FMI (che dovrebbe anch'esso essere rifatto),nuova banca mondiale, di cui conosciamo l'agire in questi decenni...
    Si parla inoltre di una nuova Bretton Woods e sappiamo che ha voluto dire in questo 70 anni,salvo poi vedere gli annessi e connessi di questo nuovo trattato.
    La puzza di mondialismo è forte,moneta globale implica anche controllo politico globale,e questo non mi piace.
    Inoltre,da che sarà mai garantita questa moneta?
    E il rapporto di cambio con eventuali altre monete,chi lo deciderà?
    Non é nemmeno da escludere che nel tempo,questa moneta sostituisca tutte le altre monete,sull'esempio euro.
    Sul momento ha anche aspetti non negativi,nel senso dei problemi del dollaro,ma il rischio é di passare da una egemonia occidentale monetaria Usa,ad una ancor più totale e mondiale da parte di tre quattro soggetti che inevitabilmente baderebbero molto più ai loro interessi che a quelli degli altri,come é successo col dollaro..

    Insomma,qua si globalizza tutto,specie la miseria...

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  9. Dimenticavo: "..sostituire le valute dei singoli stati, che devono poter continuare ad avere una propria autonoma politica monetaria".

    L'Italia e altri stati,già non l'hanno più una propria autonoma politica monetaria,la sovranità é perduta.

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