martedì 16 agosto 2011

IL MONOPOLIO MONETARIO

Stralci significativi di un lungo articolo di Marco Della Luna "ROMPERE IL MONOPOLIO MONETARIO-CREDITIZIO"


Il decreto legge risanatore del 12 Agosto è un palliativo strutturalmente errato e impotente, depressivo, socialmente dirompente.(in sintesi, inutile allo scopo che si prefigge).
Ancora si finge di non vedere il problema di fondo, ossia che il mondo vive in un regime di monopolio della moneta che tende a ottenere, in cambio del proprio prodotto, tutto il reddito prodotto nel mondo.
Con governi e legislatori come ostaggi-garanti-esecutori di questa destinazione, sotto permanente minaccia di downgrading da parte delle agenzie di rating del medesimo cartello monopolista, e di rifiuto di acquistare i loro titoli.
I
l denaro prodotto dal monopolista (a costo zero: moneta fiduciaria, nessuna copertura o convertibilità in valore) genera un debito infinitamente ed esponenzialmente crescente a carico di tutta la società: il debito costituisce ulteriore bisogno-domanda del bene prodotto dal monopolista, quindi aumenta il valore di questo bene rispetto a tutti gli altri beni, ne rende più pressante il bisogno, sicché le imprese, gli stati, sono sempre più dipendenti, oramai anche per la sopravvivenza quotidiana, dal monopolio monetario-creditizio, e fanno qualsiasi cosa pur di ottenerne quanto basta per l’immediato,si sono abituati a vivere con l’acqua alla gola.

Il crescente peso di questo indebitamento progressivamente ed inarrestabilmente erode tutti i redditi e tutti i patrimoni, costringendo a crescenti trasferimenti a favore del settore finanziario-speculativo che esercita la sovranità monetaria; questo trasferimento è costante da decenni e porta con se riforme delle norme sul lavoro, sul bilancio, sul welfare....
Nessuna misura di tassazione o di risparmio o di efficientizzazione dell’economia o della pubblica amministrazione può conseguire più di un sollievo sempre più breve dal peso dell’indebitamento e delle devastazioni che esso comporta: ciò che i governi vanno da anni deliberando, è semplicemente ingiusto e sterile, perché niente sortisce effetto stabile se non si comincia con l’eliminazione del monopolio.
Il fine connaturale del cartello monopolista della moneta, oltre ovviamente a preservare (con mezzi accademici, politici, militari) il proprio monopolio della creazione e fissazione del tasso d’interesse della moneta, è quello di ottenere, in cambio del proprio prodotto (o in pagamento degli interessi e del debito) tutto il valore disponibile prodotto da ogni altro soggetto economico – il che comporta anche l’acquisizione di potere politico, come oggi palesano gli atti con cui i banchieri centrali prescrivono la politica a governi e parlamenti.
Se ciò che osserviamo oggi sono semplicemente gli sviluppi avanzati della tendenza intrinseca del monopolio, la novità del 2012 è che adesso il cartello monopolista è venuto allo scoperto, ossia viene divulgato il fatto che esso impartisce direttive ai governi in difficoltà finanziarie – i c.d. commissariamenti.
Quindi per la prima volta il cartello monopolista, attraverso BCE e FMI, assume, davanti all’opinione pubblica, la responsabilità politica, sostanzialmente, di essere un super-governo tecnico.Questa è la novità di oggi: il padrone ci mette la faccia che governi e parlamenti sono solo teste di legno.
E che il Trattato di Maastricht è una farsa, laddove stabilisce che la BCE non debba dare direttive alle istituzioni politiche.
La leva di comando del monopolio sui governi è semplice: “se non fai le cose che ti dico, ti abbasso il rating con le mie agenzie di rating e non ti compero più i titoli del debito pubblico con la mia banca centrale (BCE) – quindi ti faccio saltare.”
Ciò che rimane implicito è che il debito pubblico, con la sua spinta al rialzo, deriva dal fatto che il monopolio esercita il potere politico e sovrano di creare denaro a costo zero dal nulla, impadronendosi del potere d’acquisto corrispondente, e lo presta agli Stati a interesse, creando così il bisogno di ulteriori prestiti per pagare gli interessi, all’infinito.
Quindi il monopolio crea il bisogno e la crisi a proprio beneficio, e poi lo sfrutta per assumere la guida politica degli stati.
In questo regime monopolista sovrannazionale e non-regolato dalla politica,la funzione del denaro e del credito é il potere, il dominio economico, politico e sociale, nonché quello scientifico/culturale.
Il monopolio si concentra soprattutto sugli obbiettivi di irrigidire ed esasperare la domanda di liquidità/credito e di impedire che qualche stato si sottragga alla dipendenza dal monopolio. Perché la dipendenza rigida e stringente di tutti verso il fornitore-creditore monopolista conferisce a questi il potere assoluto, ma anche l’impunità e il diritto di “fare la morale” alle istituzioni.
Quindi il monopolio ha bisogno che i popoli, finanziariamente ed economicamente, stiano con l’acqua alla gola, che siano in crisi, in difficoltà,in un’emergenza permanente.

Ricordiamo che la medesima comunità bancaria mondiale che, da un lato, produce e sfrutta le bolle-truffe finanziarie, dei derivati, dei mutui subprime, dei falsi bilanci greci, dall’altro lato esprime i vertici e forgia la politica delle banche centrali che fanno le analisi, prescrivono le ricette, commissionano i governi, dettano le politiche ai parlamenti, fanno direttamente le politiche economiche avendo ricevuto la sovranità finanziaria e monetaria (Maastricht), e minacciano di far saltare gli stati che non obbediscono declassando i loro bonds mediante le agenzie di rating da essa posseduta, e non comperandoli più.

Quanti fallimenti di manovre e riforme finanziarie ci vorranno ancora, quanti crolli di borsa e sacrifici sociali, quanti default e quanti commissariamenti di governi, prima che si capisca che è sbagliata, non corrispondendo alla realtà, la concezione di fondo della moneta, del debito, della finanza, dell’economia?
Che le analisi, le ricette, gli interventi, i sacrifici falliscono perché non tengono conto dell’esistenza e della logica del monopolio monetario privato-irresponsabile,consacrata dal Trattato di Maastricht, dallo statuto di BCE, Fed....

E questo debito, pubblico e privato, con i suoi effetti suddetti, cresce inarrestabilmente, nonostante i sempre più frequenti interventi di contenimento e risanamento: è dagli anni ’80 che si fanno manovre di risanamento del debito pubblico, e che esso continua a crescere, anzi si è impennato proprio da quando, col fine dichiarato di contenerlo, è stata fatta la riforma che l’ha moltip0licato, ossia il divorzio Tesoro-Bankitalia.

L’indebitamento è oramai fuori controllo, come dimostrano i fallimenti di ogni tentativo di arrestarlo, o meglio come dimostra il fatto che i vari tentativi falliscono sempre prima.
Non si riesce più a mantenere il funzionamento del sistema.
Le ricette anticrisi, che falliscono ma arricchiscono sempre determinati livelli, producendo una concentrazione della ricchezza e dei redditi in tutto il mondo, e l’immiserimento dei ceti medi, vengono da un soggetto interessato, dal settore bancario mondiale, dalle sue scuole di economia e dai suoi ingegneri finanziari. Arrivano attraverso le banche centrali, come Fed, BCE, BoE, BoJ....
E attraverso la banca centrale delle banche centrali, la BIS (Banca dei Regolamenti Internazionali).
(vedi - http://www.disinformazione.it/bis.htm )

E’ stupido presentare siffatte analisi, critiche, richieste, ricette, come l’espressione dell’”Europa”.
Sono l’espressione di un soggetto interessato. Precisamente, controinteressato, rispetto al resto della società globale, e soprattutto verso i produttori di ricchezza, i risparmiatori, i pensionati, i giovani.
La liquidità in assoluto è troppa, ma si concentra nel settore speculativo: non investe e non consuma.  La ricorrente ricetta del monopolio bancario, di curare la crisi mobiliare e la recessione con iniezioni di moneta, il c.d. quantitative easing, produce brevi fiammate di borsa, seguite da profondi e persistenti cali o crolli. E da nessun beneficio per l’economia reale.
Infatti, tali immissioni vengono fatte dalle banche centrali, a controllo e (spesso anche, come la Fed) a proprietà privata (di finanzieri) in favore degli speculatori (cioè delle stesse banche che esprimono la direzione delle banche centrali).
Il settore speculativo fa così concorrenza, da decenni oramai, al settore produttivo, e lo sta de-monetizzando mediante politiche di disinvestimenti, licenziamenti, tagli della qualità, della formazione, della ricerca, della produzione, per perseguire la massimizzazione non del profitto totale, ma del saggio di profitto.
Le politiche fiscali possono essere utili, quindi, solo se abbassano la redditività del settore speculativo rispetto a quello produttivo.
Ma per riuscire in questo necessitano di essere globali (perché la piazza speculativa è delocalizzata, apolide).
Però anche questo sarà insufficiente, se si continuerà a consentire che una moneta fiduciaria, prodotta a costo zero e senza garanzia/convertibilità, in regime di monopolio privato non regolato, venga trattata come merce.Non sarà possibile nessuna riforma se prima non si abbatte il potere del monopolio. E questo è molto più pericoloso e organizzato di qualsiasi terrorismo.

Fonte: http://marcodellaluna.info/sito/?p=595 - Qui potete leggere l'intero articolo e quanto propone Marco Della Luna per uscire da questo funesto monopolio.

4 commenti:

  1. La spiegazione del mebbanismp perverso é chiara ed illuminante del casino in cui ci troviamo da tempo senza essercebe peraltro accorti.Almeno la gente comune come me.E qui bisognerebbe aprire un capitolo sulla funzione sempre più ambigua,se non perversa,dei media.
    Qualche dubbio invece sulla ricetta proposta(dalla lettura dell'articolo completo),in irdine alla sua fattibilità reale e anche un po' complicata.
    Ma ben vengano le possibili alternative per rompere una volta per tutte questo schifoso monopolio che tanti danni ha già prodotto.

    RispondiElimina
  2. Abbiamo volutamente postato la parte di analisi, per così dire destruens, di questo perverso monopolio,era quanto ci interessava.
    Anche per noi rimane qualche dubbio di fattibilità sulla proposta da Marco,la parte construens,non tanto per i suoi aspetti tecnici,quanto per quelli politici.
    Solo una grande sollevazione di sempre più vasti e differenti settori dell'opinione pubblica mondiale,unitamente ai disastri che si susseguono,può spingere qualche Stato importante in questa direzione,e cioè rompere questo monopolio ed instaurare nuove regole più eque.
    Insomma bisogna giungere ad una nuova Bretton Woods,come già molye volte abbiamo sostenuto.

    RispondiElimina
  3. Infatti,per giungere alla ricetta proposta da Marco,bisogna che lo stato si riappropti della sivranità politica e monetaria,cosa che faccio molta fatica a capore come possa essere raggiunta,specialmente da una intera classe politica asservita ai criminali finanziari internazionali e ai loro organi.

    RispondiElimina
  4. Vero,i padroni non han più bisogno di nascondersi dietro la foglia di fico dei governi,dettano le regole in prima persona e tutti tacciono.
    Avete mai sentito un politico gettare il sasso nello stagno e mandarli a quel paese?

    Quando avverrà sapremo di chi fidarci

    RispondiElimina