martedì 2 agosto 2011

FINE DELL' EURO?

Si sapeva che alla fine non sarebbe successo nulla con la storia del possibile default americano.
Si sapeva che sarebbe finita così,con l'aumento del tetto del debito .
Quel che si poteva già immaginare da tanti altri precedenti fatti,e che é stato ulteriormente confermato,é il fallimento di Obama e della sua politica.
Praticamente ha concesso tutto ai repubblicani.
Ma queste vicende bipartizan  ci interessano relativamente,mentre invece quel che ci importa é che la nuova inflazione prodotta dalla stampa di nuovi dollari la pagherà l'Europa,ed infine,come sempre, i poveri popoli peones.
Putin parla degli Usa come "uno stato parassita".

Ed infatti gli avvoltoi speculatori si lanciano in picchiata sulle borse europee,considerando la "vittoria" di Obama (come i soliti leccazampisti affermano) un pannicello di nessun valore.
Sanno bene che servirà a poco e che comunque il saldo lo pagherà appunto un'Europa già disastrata per conto suo.
Hanno capito,dopo il caso Grecia,che la Ue non ha nessuna intenzione (Germania dixit) di farsi carico senza se e senza ma del salvataggio degli stati membri.
Senza una BCE che possa monetizzare questo debito stampando moneta,detto debito non é garantito da nessuno.
Ed é ovvio che molti si presentino agli sportelli,cambiando titoli di probabile futura spazzatura in oro o bund tedeschi.
Non si fidano di questo baraccone europeo,men che meno dei manovratori e dei loro trucchi.
Data la scarsa crescita (impossibilitata appunto da debito,intressi e stagnazione) di Grecia,Irlanda,Portogallo,Spagna,Italia....,il convincimento é che i debiti saranno difficilmente ripagabili.
Normale quindi ridurre,o addirittura azzerare, il rischio in euro.
Senza una BCE che si assuma in toto la garanzia del debito europeo,direttamente o tramite eurobond,stampando soldi e se necessario svalutando anche, l'euro é destinato ad andare a puttane, con conseguente  ritorno alle monete nazionali.
Tertium non datur.
Ma la BCE é solo una banca privata.....di proprietà anche degli speculatori che stanno affossando l'euro!
Roba da fantascienza!

Da notare che azionista della BCE é pure la Banca Centrale d'Inghilterra che senza essere entrata nella moneta europea,ne percepisce il signoraggio (altra rapina dei banchieri) pagato dai cittadini dell'area euro!

Questa BCE che da anni  mantiene alti i tassi, anzi minaccia di alzarli ancora per «tenere a bada l'inflazione». Così tiene l'euro sempre più forte, sopravvalutato. Conclusione di Brenner: «Saranno gli europei a sopportare tutto il peso del dollaro debole».
L'ostinazione della
BCE a mantenere «forte» l'euro penalizza le nostre esportazioni oltre che favorire una recessione strisciante.Il peso che ci fa sopportare consisterà di decine di migliaia di posti di lavoro perduti o non creati in tutta Europa.
Perché lo fanno, gli eurobanchieri ?
La scusa ufficiale è che l'euro deve restare forte per «tenere sotto controllo l'inflazione».,fantasma che da sempre turba i sonni tedeschi.

Strano: quando  sono i cittadini-consumatori europei a lamentarsi del costo della vita, la BCE giura che l'inflazione non c'è - e così nega ai risparmiatori europei  frutti decenti sui loro depositi e risparmi; poi sancisce che l'inflazione è dietro l'angolo e va «controllata» tenendo alto l'euro.
L'unica favorita é l'economia tedesca.La Bce pare un organo del nuono Reichstag
Ma il fatto é che per i cittadini europei l' euro é «forte» e «debole»
Da una parte penalizza le esportazioni, ma dall'altra non fa calare i prezzi nei negozi,
Sarebbe a dire,cornuti e mazziati

In più,gli Inglesi avrebbero tutto da guadagnare dalla dissoluzione dell'euro.
Un euro debole o in profonda crisi,porterebbe i capitali verso la piazza londinese,con conseguente rimpinguamento delle loro banche azzoppate e della sterlina.
Ma anche un dollaro pur in difficoltà ricomincerebbe ad attrarre capitali,non essendoci alternative agli investimenti sul mercato delle monete.
E l'élite tedesca che farà? Da un lato la Germania é stata la sola nazione che ha guadagnato con l'euro ed é praticamente senza concorrenti europei nel grosso flusso delle esportazioni (senza considerare che in pratica il costo della riunificazione é stato pagato dall'Europa),ma dall'altro c'è sempre il rischio che l'euro crolli.
La tentazione del marco forte ritorna in molti discorsi dell'élite economico-finanziaria tedesca,insieme alla propensione ad una partnership sempre più forte con la Russia per le risorse energetiche,indispensabili per mantenere competitiva l'industria nazionale.

Ipotesi,scenari....che potrebbero improvvisamente avverarsi,e non é escluso che la speculazione finanziaria dei massoni angloamericani miri proprio a destabilizzare l'area europea a proprio vantaggio,senza contare la ricaduta politica.

In questo contesto,un'attacco in grande stile all'Italia,l'anello più debole dei paesi industrializzati europei (per le tensioni politiche,piaghe endemiche di sistema...),un attacco decisivo ad un paese con un Pil che conta,assume un rilievo particolare.
Già ci son stati diversi segnali in tal senso e la continua invocazione del governo tecnico da parte di gente compiacente o totalmente incapace,non fa che renderli più concreti e preoccupanti.
Anche il caso Tremonti va visto in quest'ottica.Fino a ieri ritenuto un baluardo contro un default finanziario del paese per la sua strenua difesa dei conti pubblici,ora viene ridimensionato ed emarginato con argomenti da pollaio mediatico..
Certo che in questi momenti un paese con un super ministro delle finanze dimezzato o addirittura dimissionario,sarebbe un grande ed ulteriore  incentivo alla speculazione.

Un attacco riuscito all'Italia,stile 1992,oltre a garantirsi un nuovo governo completamente asservito al saccheggio,porterebbe inevitabilmente allo sgretolamento dell'euro e dell'Europa a tutto vantaggio degli angloamericani e di certe compiacenti élites europee.
Si consideri infatti che il pil italiano é più del doppio di quelli di Grecia,Portogallo ed Irlanda riuniti.

(george)"
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Un esempio di disinformazione : http://www.corriere.it/editoriali/11_aprile_08/giavazzi-nemici-euro_2ff5bc9e-61a0-11e0-870c-93568f8e57cb.shtml

Bravo Giavazzi....ricominciare a crescere! Che scoperta!
Peccato che non ci dice come, e quali sono i motivi per cui non c'è crescita....ma forse si toccherebbero tasti non graditi al nostro economista.
Ma poi quando un articolista se ne esce con: " Ha avuto ragione chi pensava che sarebbe stata la moneta unica a far crescere l'Europa politica, non viceversa"
vuol dire che vive in un altro mondo o è in malafede.
Ha avuto invece torto marcio!.
Dove vede poi questa crescita politica,lo sa solo lui.
Casomai,sarebbero occorse contemporaneamente le due cose .
Bisognerebbe rammentare al buon Giavazzi una indiscutibile verità storica,oltre che di buon senso.
"nessuna unione monetaria è sopravvissuta senza una unione politica e fiscale.."
Anche in USA  molti Stati stanno attraversando una seria crisi finanziaria, ma i problemi locali possono essere risolti a livello federale
Nell'Eurozona questa possibilità non esiste, perchè manca un governo e una politica fiscale unica.
Due cose improbabili nel prossimo futuro.

Consiglio anche la lettura di questo libro (illustrazione post):
Antonio Maria Rinaldi, "Il fallimento dell'euro", Piscopo editore

Non è un saggio qualunque quello scritto da Antonio Maria Rinaldi, economista di fama internazionale ma soprattutto - in questo caso - scrupoloso cronista, capace di mediare i discorsi della grande finanza con le esigenze della gente comune. Perché è indubbio che l'introduzione della moneta unica europea abbia cagionato all'Italia non pochi problemi. Disagi percepiti perfettamente da tutti, ma ai quali pochi hanno saputo dare una lettura precisa.  Per spiegare tutto ciò, l'autore ha percorso a ritroso la nascita dell'euro, accompagnando il lettore nella ricostruzione di quello che è stato un fallimento, pur con un  punto interrogativo.

11 commenti:

  1. Non so se sarà la fine,certo è che quest'euro é moribondo

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  2. I tedeschi non vogliono una Bce che salvi il debito in modo istituzionalizzato.
    I soci bce son tutte le banche centrali europee che hanno soci privati.
    Il caso inglese del signoraggio é sconcertante.

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  3. Il caso Tremonti é singolare.Qua si tenta di affossare quello che cerca di barcamenarsi coi conti pubblici con l'affitto di un appartamento.

    Strana coincidenza.

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  4. Gli Inglesi sono il cavallo di troia americano e compagni di merenda dei grossi speculatori antieuro.
    Concordo,se crolla l'Italia crolla europa ed euro.

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  5. Non a caso si accaniscono contro l'italia,favoriti dalla dabbenaggine politica e dalle quinte colonne che ne assecondano gli obiettivi.

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  6. Quando vedi che i più grossi burocrati europei son soci Bilderberg,c'è poco da sperare.
    Dopo dieci anni d'euro questo é il risultato.I se e i ma non contano.Uno sfracello delle nazioni europee,e sopratutto dei cittadini.
    Basta con l'Europa!!!!!

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  7. Non c'è una politica fiscale comune (non parliamo poi della politica)e gli stati non possono stampar moneta!
    Fissano parametri pur sapendo che non verranno rispettati dalla maggioranza degli stati(Maastricht).....insomma é tutto un bordello.

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  8. Ora linko questo tuo articolo George, che è del tutto condivisibile.

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  9. Amici,di questo passo non vedo come potrebbero aggiustarsi le cose,é un lento e costante impoverimento degli stati più deboli.
    Non credo che il sistema sia riformabile dall'interno,il trattato di Lisbona lo rende praticamente impossibile.
    Tornare alla lira creeerà indubbiamente grossi problemi,ma avremo almeno la possibilità di ricominciare.Continuando questa situazione senza speranza,siamo avviati verso la distruzione del paese.

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  10. Crollassero l'euro e l'europa, con tutti i filisdei eurocrati, e che Dio salvi l'italia e gli italianui di buona volontà. Esclusi i flisdei nostrani.

    Letizia

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